L'autore riflette sul significato della vita e sulla sofferenza vissuta a causa della propria disabilità, contestando le risposte fornite dalle istituzioni religiose riguardo alla sofferenza umana. Propone che la vera comprensione di Dio non si trovi in una figura trascendente, ma si manifesta all'interno di noi stessi e nel mondo circostante. Sostiene che l'insegnamento religioso tradizionale è stato distorto e che la ricerca personale della verità è fondamentale per superare l'ingiustizia e la sofferenza.