Il documento riflette sull'interrogativo della presenza di Dio di fronte alle catastrofi, come lo tsunami del 2004, sottolineando le fragilità delle certezze umane in relazione alla sofferenza. Si propone una visione evolutiva del cosmo che contraddice l'idea di un Dio onnipresente e misericordioso, suggerendo che il male e la sofferenza siano parte integrante della condizione umana. Il testo invita a cercare un significato più profondo nella resistenza umana al male, sottolineando che la Pasqua cristiana rappresenta la speranza e la vittoria sulla morte.