Comune di Rignano Sull’Arno (Firenze – Italia) Dott. Angelo Raffaele Tursi EUROSOCIALNETWORK GESTIONE ASSOCIATA DEI SERVIZI Dalla Società della Salute all’Unione dei Comuni
La Toscana viene vista spesso dalle altre Regioni Italiane come un modello da imitare, ma l’ambizione dei suoi governanti non è quella di essere un modello da portare ad esempio. Piuttosto, l’ambizione è quella di sperimentare nuovi sistemi di governo e  di gestione  dei servizi e del territorio.  L’obiettivo non è essere i migliori, ma fare del nostro meglio, consolidando le esperienze efficaci e superando o facendo evolvere quanto non in linea con i nostri obiettivi e le nostre aspettative. Quindi non un modello da esportare, ma semmai un metodo di lavoro da sottoporre a confronto e verifica continua nella  nostra realtà . E’ con questo spirito che siamo qui, mettendo a vostra disposizione un modo di lavorare, il nostro modo di lavorare, ed al tempo stesso  siamo qui con l’umiltà di ascoltare ed arricchirci con le vostre esperienze. EUROSOCIALNETWORK TITOLO
GESTIONE DELLE RISORSE ECONOMICHE  PER LA REALIZZAZIONE DEI SERVIZI SOCIO-SANITARI I 60 milioni di abitanti dell’Italia, sono distribuiti in circa 8.000 Comuni a cui sono delegati le gestioni dei servizi sociali. Si tratta di Comuni prevalentemente sotto i 10,000 abitanti con poche risorse umane ed economiche decisamente non adeguate alle necessità dei servizi dei cittadini. Ma quali sono gli Standard di qualità dei servizi che vogliamo offrire ai cittadini in difficoltà per ragioni sanitarie o sociali? Le leggi  Regionali in Italia definiscono gli standard con precisione. Ma per noi amministratori locali, e politici è necessario avere a disposizione un parametro più chiaramente percepito dalla Popolazione. EUROSOCIALNETWORK TITOLO
Il nostro punto di vista è semplice: la qualità di vita di un disabile, di un anziano, di qualunque persona in difficoltà,  ed in qualunque contesto esso sia  assistito (Istituto, famiglia, ecc.), deve essere elevata alla  stessa qualità di vita della comunità sociale in cui vive.  O comunque abbiamo il dovere di avvicinarci il più possibile a questo obiettivo. Faccio un esempio esagerato ma che spero semplifichi il concetto. Se abitassimo in una regione Sub Sahariana, in Africa ed offrissimo a tutti i bambini disabili  un bicchiere di latte, una ciotola di riso ed un litro d’acqua e questo tutti i giorni, faremmo un lavoro eccezionale ed encomiabile, ma in un contesto europeo se offrissimo ai nostri disabili  lo stesso servizio, cioè solo il cibo essenziale  alla sua sopravvivenza fisica, probabilmente saremmo arrestati per aver commesso maltrattamenti. Quindi, individuata la soglia di qualità di vita media sociale, dobbiamo adeguare i nostri obiettivi di servizio ottimale, a quel livello. EUROSOCIALNETWORK TITOLO
Purtroppo per varie ragioni, contemporanee e storiche (debito pubblico nazionale, crisi economica internazionale), i nostri piccoli comuni, da soli, non erano e non sono in grado di offrire i servizi di livello ottimale ed in alcuni casi il servizio non poteva essere erogato. Esempio  - Se in un Comune di mille abitanti, magari in montagna, dove c’è una bella qualità di vita e le persone sono più longeve, ci fossero 10 ultra-novantenni non autosufficienti. Questo comune non potrebbe, per ragioni economiche e amministrative, offrire alcun servizio. Troppo piccolo. Ma se questo Comune si associa con altri e raggiunge la soglia di almeno 100.000 abitanti, la spesa del servizio verrebbe spalmata su una platea più ampia di cittadini, rendendo possibile l’obiettivo che ci siamo posti e che prima era impossibile realizzare. Partendo da questo semplice principio è nata in Toscana la sperimentazione della  Società della Salute  (S.d.S). Ente che consorzia alcuni Comuni e l’Azienda che gestisce i Servizi Sanitari Locali (ASL). Come ogni sperimentazione, alcuni aspetti hanno funzionato, altri meno. EUROSOCIALNETWORK TITOLO
Sulla scia degli  aspetti positivi  della sperimentazione delle S.d.S sono nate e stanno sviluppandosi Le Unioni dei Comuni.  Con lo stesso obiettivo, razionalizzare la spesa pubblica e migliorare i servizi al cittadino sia per qualità che per quantità.   I Comuni stanno organizzando, progressivamente, in forma associata, altri aspetti della vita comunitaria: come i trasporti, l’agricoltura, la programmazione economica, la gestione dei servizi propriamente amministrativi,  Invece le  difficoltà  che attualmente hanno le nostre S.d.S che sono essenzialmente di carattere gestionale e giuridico, sarebbero superate da questa nuova forma di gestione comunitaria che è l’Unione dei Comuni, che inglobano in un unico sistema gestionale  oltre al resto anche i servizi sociali.  E’ Una ipotesi  che stiamo  elaborando ma realistica. Quindi passare  dalla S.d.S all’ Unione dei Comuni  è la naturale evoluzione di un approccio metodologico, di ricerca continua di nuove e più avanzate soluzioni. EUROSOCIALNETWORK TITOLO
I benefici sono molteplici: Maggiore economia di  scala ; Maggiore  autorevolezza  nella contrattazione con le amministrazioni sovraccomunali (Provincia, Regione); Razionalizzazione  della spesa pubblica; Nuovi servizi  ove prima non potevano essere garantiti; Ripartizione dei costi  su una platea più ampia di cittadini per la realizzazione delle infrastrutture, delle strutture di servizio e dell’edilizia per il sociale; Omogeneizzazione  della qualità dei servizi tra comuni confinanti; Minori sprechi ; Ogni singolo Comune conserva la sua  identità storica e culturale.  I comuni collaborano ma non si sciolgono Siamo partiti da una sperimentazione di una forma di gestione associata  solo dei servizi Socio-Sanitari (S.d.S.)  ad un’altra più evoluta e più articolata  che comprende altri settori ed altri aspetti della vita comunitaria l’Unione dei Comuni. Quindi tornando all’origine della nostra riflessione non siamo interessati a creare un modello ma realizzare un metodo di  sperimentazione in continuo divenire EUROSOCIALNETWORK TITOLO
Comune di Rignano Sull’Arno Firenze - Italia Dott. Angelo Raffaele Tursi [email_address] EUROSOCIALNETWORK TITOLO
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ESN TURSI

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    Comune di RignanoSull’Arno (Firenze – Italia) Dott. Angelo Raffaele Tursi EUROSOCIALNETWORK GESTIONE ASSOCIATA DEI SERVIZI Dalla Società della Salute all’Unione dei Comuni
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    La Toscana vienevista spesso dalle altre Regioni Italiane come un modello da imitare, ma l’ambizione dei suoi governanti non è quella di essere un modello da portare ad esempio. Piuttosto, l’ambizione è quella di sperimentare nuovi sistemi di governo e di gestione dei servizi e del territorio. L’obiettivo non è essere i migliori, ma fare del nostro meglio, consolidando le esperienze efficaci e superando o facendo evolvere quanto non in linea con i nostri obiettivi e le nostre aspettative. Quindi non un modello da esportare, ma semmai un metodo di lavoro da sottoporre a confronto e verifica continua nella nostra realtà . E’ con questo spirito che siamo qui, mettendo a vostra disposizione un modo di lavorare, il nostro modo di lavorare, ed al tempo stesso siamo qui con l’umiltà di ascoltare ed arricchirci con le vostre esperienze. EUROSOCIALNETWORK TITOLO
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    GESTIONE DELLE RISORSEECONOMICHE PER LA REALIZZAZIONE DEI SERVIZI SOCIO-SANITARI I 60 milioni di abitanti dell’Italia, sono distribuiti in circa 8.000 Comuni a cui sono delegati le gestioni dei servizi sociali. Si tratta di Comuni prevalentemente sotto i 10,000 abitanti con poche risorse umane ed economiche decisamente non adeguate alle necessità dei servizi dei cittadini. Ma quali sono gli Standard di qualità dei servizi che vogliamo offrire ai cittadini in difficoltà per ragioni sanitarie o sociali? Le leggi Regionali in Italia definiscono gli standard con precisione. Ma per noi amministratori locali, e politici è necessario avere a disposizione un parametro più chiaramente percepito dalla Popolazione. EUROSOCIALNETWORK TITOLO
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    Il nostro puntodi vista è semplice: la qualità di vita di un disabile, di un anziano, di qualunque persona in difficoltà, ed in qualunque contesto esso sia assistito (Istituto, famiglia, ecc.), deve essere elevata alla stessa qualità di vita della comunità sociale in cui vive. O comunque abbiamo il dovere di avvicinarci il più possibile a questo obiettivo. Faccio un esempio esagerato ma che spero semplifichi il concetto. Se abitassimo in una regione Sub Sahariana, in Africa ed offrissimo a tutti i bambini disabili un bicchiere di latte, una ciotola di riso ed un litro d’acqua e questo tutti i giorni, faremmo un lavoro eccezionale ed encomiabile, ma in un contesto europeo se offrissimo ai nostri disabili lo stesso servizio, cioè solo il cibo essenziale alla sua sopravvivenza fisica, probabilmente saremmo arrestati per aver commesso maltrattamenti. Quindi, individuata la soglia di qualità di vita media sociale, dobbiamo adeguare i nostri obiettivi di servizio ottimale, a quel livello. EUROSOCIALNETWORK TITOLO
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    Purtroppo per varieragioni, contemporanee e storiche (debito pubblico nazionale, crisi economica internazionale), i nostri piccoli comuni, da soli, non erano e non sono in grado di offrire i servizi di livello ottimale ed in alcuni casi il servizio non poteva essere erogato. Esempio - Se in un Comune di mille abitanti, magari in montagna, dove c’è una bella qualità di vita e le persone sono più longeve, ci fossero 10 ultra-novantenni non autosufficienti. Questo comune non potrebbe, per ragioni economiche e amministrative, offrire alcun servizio. Troppo piccolo. Ma se questo Comune si associa con altri e raggiunge la soglia di almeno 100.000 abitanti, la spesa del servizio verrebbe spalmata su una platea più ampia di cittadini, rendendo possibile l’obiettivo che ci siamo posti e che prima era impossibile realizzare. Partendo da questo semplice principio è nata in Toscana la sperimentazione della Società della Salute (S.d.S). Ente che consorzia alcuni Comuni e l’Azienda che gestisce i Servizi Sanitari Locali (ASL). Come ogni sperimentazione, alcuni aspetti hanno funzionato, altri meno. EUROSOCIALNETWORK TITOLO
  • 6.
    Sulla scia degli aspetti positivi della sperimentazione delle S.d.S sono nate e stanno sviluppandosi Le Unioni dei Comuni. Con lo stesso obiettivo, razionalizzare la spesa pubblica e migliorare i servizi al cittadino sia per qualità che per quantità. I Comuni stanno organizzando, progressivamente, in forma associata, altri aspetti della vita comunitaria: come i trasporti, l’agricoltura, la programmazione economica, la gestione dei servizi propriamente amministrativi, Invece le difficoltà che attualmente hanno le nostre S.d.S che sono essenzialmente di carattere gestionale e giuridico, sarebbero superate da questa nuova forma di gestione comunitaria che è l’Unione dei Comuni, che inglobano in un unico sistema gestionale oltre al resto anche i servizi sociali. E’ Una ipotesi che stiamo elaborando ma realistica. Quindi passare dalla S.d.S all’ Unione dei Comuni è la naturale evoluzione di un approccio metodologico, di ricerca continua di nuove e più avanzate soluzioni. EUROSOCIALNETWORK TITOLO
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    I benefici sonomolteplici: Maggiore economia di scala ; Maggiore autorevolezza nella contrattazione con le amministrazioni sovraccomunali (Provincia, Regione); Razionalizzazione della spesa pubblica; Nuovi servizi ove prima non potevano essere garantiti; Ripartizione dei costi su una platea più ampia di cittadini per la realizzazione delle infrastrutture, delle strutture di servizio e dell’edilizia per il sociale; Omogeneizzazione della qualità dei servizi tra comuni confinanti; Minori sprechi ; Ogni singolo Comune conserva la sua identità storica e culturale. I comuni collaborano ma non si sciolgono Siamo partiti da una sperimentazione di una forma di gestione associata solo dei servizi Socio-Sanitari (S.d.S.) ad un’altra più evoluta e più articolata che comprende altri settori ed altri aspetti della vita comunitaria l’Unione dei Comuni. Quindi tornando all’origine della nostra riflessione non siamo interessati a creare un modello ma realizzare un metodo di sperimentazione in continuo divenire EUROSOCIALNETWORK TITOLO
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    Comune di RignanoSull’Arno Firenze - Italia Dott. Angelo Raffaele Tursi [email_address] EUROSOCIALNETWORK TITOLO
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