ESERCITAZIONE
Per una prima esplorazione guidata di materiali, sulla tecnica del focus group
Scarica dal seguente sito
www.fqts.org/dati/doc/56/doc/114.pdf
l’articolo di Laura Migliorini e Nadia Rania pubblicato sulla rivista Animazione Sociale nel 2001.
Dopo averne letto i contenuti, prendi visione del video caricato su questo sito web
http://www.youtube.com/watch?v=NjLHkYPsDnc
che presenta alcune scene tratte dallo svolgimento di un focus group.
Analizza il video utilizzando le informazioni elaborate dalla lettura dell’articolo e avvalendoti anche
delle seguenti domande guida:
1. Di che tipo di gruppo si tratta?
Si tratta di un Focus Group realizzato l’8/3/2010 dalla Camera di Commercio di Biella all’interno
del progetto di Lifelong Learning “Leonardo Da Vinci” (ora trasformatosi in Erasmus Plus).
Prima di definire lo scopo del focus group presentato è importante fare un approfondimento sia su
che cos’era, in breve, il progetto Leonardo, sia su cos’è la Camera di Commercio, perchè solo da
qui si comprendere realmente la tipologia, lo scopo ed il tema del focus group.
Il progetto Leonardo nasce nel 1995 come programma strutturale dell’Unione Europea, in visione
della promozione professionale e con gli obbiettivi specifici di:
- sostenere coloro che partecipano ad attività di formazione e formazione continua
nell’acquisizione e utilizzo di conoscenze, competenze e qualifiche per facilitare lo sviluppo
personale, l’occupabilità e la partecipazione al mercato del lavoro europeo.
- sostenere il miglioramento della qualità e dell’innovazione nei sistemi, negli istituti e nelle prassi
di istruzione e formazione professionale.
- incrementare l’attrattiva dell’istruzione, della formazione professionale e della mobilità, per
datori di lavoro e singoli, ed agevolare la mobilità delle persone in formazione che lavorano.
La Camera di Commercio, dall’altra parte, è un Ente autonomo di diritto pubblico provinciale ed
elettivo e vicino alle attività economiche, che promuove lo sviluppo attraverso l'offerta di servizi
reali. Essa è collegata con l'intero sistema camerale in Italia e all'estero, con altri organismi e
istituzioni nazionali, ed è sostenuta dalla collaborazione delle Associazioni imprenditoriali; inoltre,
è il principale canale di comunicazione tra imprese e Pubblica Amministrazione, il punto di
confluenza tra attività produttive e Stato. Le principali funzioni della Camera di Commercio sono
due:
1) Funzioni Amministrative: la registrazione e la certificazione delle imprese; la gestione di albi,
ruoli ed elenchi; il rilascio di atti, certificati, autorizzazioni, licenze per attività particolari in Italia e
all'Estero;
2) Funzioni di Supporto alle Imprese, che impegnano l'Ente in interventi a favore
dell'internazionalizzazione, assistenza e finanziamenti, informazione economica, formazione
professionale, studi e ricerche, innovazione tecnologica, certificazione di qualità, arbitrato, servizi
per adeguare la dimensione produttiva locale ai nuovi scenari economici europei.
Dopo tale necessaria chiarificazione passiamo ora a vedere lo scopo e la tipologia del focus group
che dovevamo analizzare. Esso nasce con lo scopo di comprendere cosa sviluppa una cultura di
impresa, come si dà inizio a un’attività di impresa e quale può essere la differenza dei livelli di
nascita e crescita di imprese maschili e femminili. Tale Focus Group aveva come target di
riferimento le donne che hanno, o vorrebbero intraprendere un’attività di impresa, ragionando
insieme su difficoltà e fattori (interni ed esterni) che ne stimolano o hanno permesso l’iniziativa, i
possibili aiuti facilitanti e anche i pregiudizi che possono aver subito e che possono averne
influenzata la motivazione.
Infine, è importante sottolineare le dimensioni e gli attori del nostro focus group; ci troviamo,
infatti, di fronte a un mini-focus group (7 partecipanti) ideale per lo scambio, confronto e la
comunicazione. I partecipanti sono commercianti, le cui figure professionali saranno specificate di
seguito, gli osservatori sono due, sono presenti nella stanza ma non si notano e, un conduttore.
2. Sono ben identificabili i ruoli delle persone sedute attorno al tavolo? Quali sono?
Sono stati ben identificati i partecipanti che sono posti in un setting attorno al tavolo. Per ognuno è
stato indicato: il nome, il cognome puntato, e la professione.
I partecipanti sono:
Carla. I., manufacturer of costume jewelry and jewelry
Susanna. C., owner of an herbalist's shop
Renata. S., owner of an herbalist's shop
Ivana. G., owner of a supermarket
Fulvia. Z., owner of a laundry
Cristina. D. C., accountant
Anna. G., owner of an underwear clothing store.
Inizialmente, non vengono date informazioni su chi sono i mediatori e chi sono gli osservatori. Al
minuto 2:04 viene mostrata la lista delle domande (in modo sfuocato) e un osservatore (anche se si
vede solo la mano che sta prendendo appunti sulla discussione).
Al minuto 2:26 viene mostrata l’immagine di un altro osservatore.
3. Esiste una traccia delle domande? Se sì, in che misura è strutturata?
Esiste una traccia delle domande. Infatti, dopo la presentazione iniziale dei partecipanti, viene
presentata sullo schermo la prima domanda (minuto 0:51). In seguito, dopo che ognuno ha espresso
la sua opinione, si passa alla domanda successiva (sempre mostrata sullo schermo).
Solo però al minuto 1:57 del video viene mostrato il foglio delle domande del focus group, anche se
sono difficilmente identificabili le singole domande perché il video è sfuocato (probabilmente
volontariamente).
Guardando alla struttura e presentazione delle domande, esse sono presentate in questo modo (sono
scritte in italiano e in inglese) perché ci troviamo all’interno di un progetto europeo e dobbiamo far
risaltare la trasparenza delle procedure:
La prima domanda presentata è “CULTURA D’IMPRESA. Lo stimolo all’imprenditorialità: una
questione interna o esterna?”
Poi al minuto 3:23 viene presentata la seconda domanda “AVVIO D’IMPRESA. Perché gli uomini
sono più intraprendenti delle donne?”
Al Minuto 5:56 viene posta la terza domanda “CRESCITA D’IMPRESA E CREDITO. Le imprese
femminili crescono meno di quelle maschili? E perché?”
4. Come valuti il comportamento della conduttrice?
Quasi inesistente inizialmente. Soprattutto in fase iniziale, infatti, il conduttore dovrebbe presentarsi
e parlare della propria esperienza (condizione essenziale per essere ascoltata rispettata ed aumentare
il coinvolgimento e la partecipazione) e far si che anche i partecipanti si presentassero. Forse questa
parte non compare nel video perché ci si è voluti concentrare sull’evidenziare solo alcuni contenuti.
Solo al minuto 3:54 si capisce chi è la conduttrice (donna con la giacca rossa) e al minuto 4:13 fa il
suo primo intervento dicendo “certamente” in cui lascia fa un commento caratterizzato da una
soggettività (mentre come abbiamo visto a lezione il conduttore deve rilasciare il meno possibile
pareri e giudizi). Essa, inoltre, lascia liberi i partecipanti di esprimersi e acconsente a procedere.
Al minuto 6:06 prende parola la conduttrice e pone una domanda per stimolare la discussione: “Le
banche, diciamocela proprio in soldoni, nell’erogare i finanziamenti hanno dei pregiudizi nei
confronti delle donne rispetto agli uomini?”.
Nella fase di conclusione, la conduttrice fa un riassunto di quello che è stato detto.
Secondo la mia opinione, la conduttrice stimola poco l’interazione tra le partecipanti e anche se
sono usciti realmente pareri, opinioni e visoni diverse, un confronto più approfondito sicuramente
avrebbe offerto informazioni di maggiore profondità e condotto a conclusioni più chiare e non
troppo vaghe, come successo nel focus group. Per esempio una maggiore profondità avrebbe potuto
creare proposte operative e piccole iniziative legate a progetti da mettere in campo, senza dover
analizzare e categorizzare le informazioni fornite, ma direttamente dalla discussione.
Infine, solo al minuto 8:44 si capisce adeguatamente il ruolo professionale della conduttrice, che
dice di collaborare con la Pubblica Amministrazione, specificando che il giorno seguente ci sarebbe
stata una riunione per migliorare gli accessi ai finanziamenti, alle pratiche burocratiche e, quindi,
opportunità per le donne di iniziare un’attività di impresa, specificando che esistono Fondi
Comunitari a cui si può attingere. Concludendo tale parte, penso che la presentazione del conduttore
doveva essere fatta inizialmente.
5. Quali accorgimenti sono stati adottati per favorire la raccolta dei dati?
Sono vari gli strumenti che si utilizzano. In primis, sono stati posizionati sia due osservatori nella
stanza che utilizzano fogli per prendere appunti su ciò di cui si sta parlando. Di fondamentale
importanza il fatto di aver utilizzato la videoregistrazione, che permette sia di cogliere sia il
linguaggio verbale che quello non verbale (permette anche di indagare sulla personalità, sulle
emozioni e possibili ansie che generano le domande e questo sarà utile per comprendere anche se in
un successivo focus group è necessario riprogettare alcune domande).
Un altro strumento è un microfono/registratore su un piedistallo che viene spostato di volta in volta
quando si passa parola da un partecipante ad un altro. Tale strumento viene ben rappresentato nel
minuto 3:27 e sarà utile per l’osservatore, mediatore e l’organizzazione messa in campo durante il
focus group, per “sbobinare” e codificare tutto il materiale reperito, scrivendo poi il report finale.
Inoltre, altro importante strumento è far passare le frasi di chi parla tradotte in inglese. Tale scelta
dettata soprattutto dal fatto (come si nota a inizio video) che facciamo riferimento al progetto
europeo di Lifelong Learning Leonardo Da Vinci e tale accorgimento serve perché il video possa
essere osservato, utilizzato, diffuso e sia utile in qualsiasi luogo e nazione dell’Unione Europea.
6. Quali problemi dovrà affrontare chi sarà incaricato di analizzare i dati emersi dalla discussione?
La difficoltà sta nel ricondurre tutte le informazioni a categorie definite che poi possono servire sia
per dare risposte a interrogativi, che possono stimolarne ulteriori o che possono dare inizio a
proposte operative.
In questo caso abbiamo visto interventi molto distaccati l’uno dall’altro e quindi il trovare la key
word che riassumano quello che è stato fatto non sarà semplice. Soprattutto in fase di stesura del
report sarà difficile raggiungere l’obbiettivo di unificare gli argomenti per categorie secondo livelli
evolutivi.
Altri problemi riguarderanno il fatto che non ci sono i cartellini con i nomi delle persone (manca un
biglietto identificativo). Questo provocherà il fatto che l’osservatore, in fase di registrazione del
parlato, avrà difficoltà a ricordare chi sta parlando.
Infine il rumore dei cellulari disturberà sicuramente la registrazione dei dialoghi e soprattutto la
concentrazione.
7. In che misura, in base a quanto emerge dal video, è avvenuto il confronto tra i punti di vista dei
partecipanti?
Poco confronto. Tutti i partecipanti esprimono la loro opinione ma nessuno parla con altri. Non c’è
tanto dialogo.
Forse una causa possibile di tale difficoltà di collaborazione dei partecipanti è data, come detto
precedentemente, dalla conduttrice che non stimola l’interazione.
La conduttrice non si è occupata di far parlare e partecipare tutti in egual modo, soprattutto, non ha
stimolato i più timidi a parlare e non ha placato chi voleva attrarre l’attenzione su di se. Per
esempio, ho notato che Fulvia. Z., (owner of a laundry) è intervenuta per quattro volte e più di ogni
altro partecipante, mentre Susanna. C., (owner of an herbalist's shop) è intervenuta solamente una
volta. Questo ha portato una disparità di dialogo a cui il conduttore doveva fare maggiore attenzione
e, quindi, i dati che saranno analizzati non saranno pienamente espressione delle intenzioni e
pensieri di tutti i partecipanti.
Infine, la conduttrice, per stimolare l’interazione, avrebbe potuto:
- Fare domande come “chi ha vissuto la stessa esperienza?” “ cosa ne pensate a riguardo di
quello che è stato appena detto?” “siete d’accordo con quello che è stato appena detto?”
- Mancano domande di transizione che conducono alla chiave del tema di studio
- Manca un giro conclusivo di riflessioni fatte dai singoli soggetti su dubbi o spunti che si
sono sviluppati a conclusione dell’attività. Il video purtroppo si conclude in un modo troppo
freddo e lasciando ancora troppi interrogativi, con poche risposte.

Esercitazione_Focus group_Verucchi Samuele

  • 1.
    ESERCITAZIONE Per una primaesplorazione guidata di materiali, sulla tecnica del focus group Scarica dal seguente sito www.fqts.org/dati/doc/56/doc/114.pdf l’articolo di Laura Migliorini e Nadia Rania pubblicato sulla rivista Animazione Sociale nel 2001. Dopo averne letto i contenuti, prendi visione del video caricato su questo sito web http://www.youtube.com/watch?v=NjLHkYPsDnc che presenta alcune scene tratte dallo svolgimento di un focus group. Analizza il video utilizzando le informazioni elaborate dalla lettura dell’articolo e avvalendoti anche delle seguenti domande guida: 1. Di che tipo di gruppo si tratta? Si tratta di un Focus Group realizzato l’8/3/2010 dalla Camera di Commercio di Biella all’interno del progetto di Lifelong Learning “Leonardo Da Vinci” (ora trasformatosi in Erasmus Plus). Prima di definire lo scopo del focus group presentato è importante fare un approfondimento sia su che cos’era, in breve, il progetto Leonardo, sia su cos’è la Camera di Commercio, perchè solo da qui si comprendere realmente la tipologia, lo scopo ed il tema del focus group. Il progetto Leonardo nasce nel 1995 come programma strutturale dell’Unione Europea, in visione della promozione professionale e con gli obbiettivi specifici di: - sostenere coloro che partecipano ad attività di formazione e formazione continua nell’acquisizione e utilizzo di conoscenze, competenze e qualifiche per facilitare lo sviluppo personale, l’occupabilità e la partecipazione al mercato del lavoro europeo. - sostenere il miglioramento della qualità e dell’innovazione nei sistemi, negli istituti e nelle prassi di istruzione e formazione professionale. - incrementare l’attrattiva dell’istruzione, della formazione professionale e della mobilità, per datori di lavoro e singoli, ed agevolare la mobilità delle persone in formazione che lavorano. La Camera di Commercio, dall’altra parte, è un Ente autonomo di diritto pubblico provinciale ed elettivo e vicino alle attività economiche, che promuove lo sviluppo attraverso l'offerta di servizi reali. Essa è collegata con l'intero sistema camerale in Italia e all'estero, con altri organismi e istituzioni nazionali, ed è sostenuta dalla collaborazione delle Associazioni imprenditoriali; inoltre, è il principale canale di comunicazione tra imprese e Pubblica Amministrazione, il punto di confluenza tra attività produttive e Stato. Le principali funzioni della Camera di Commercio sono due: 1) Funzioni Amministrative: la registrazione e la certificazione delle imprese; la gestione di albi, ruoli ed elenchi; il rilascio di atti, certificati, autorizzazioni, licenze per attività particolari in Italia e all'Estero; 2) Funzioni di Supporto alle Imprese, che impegnano l'Ente in interventi a favore dell'internazionalizzazione, assistenza e finanziamenti, informazione economica, formazione professionale, studi e ricerche, innovazione tecnologica, certificazione di qualità, arbitrato, servizi per adeguare la dimensione produttiva locale ai nuovi scenari economici europei. Dopo tale necessaria chiarificazione passiamo ora a vedere lo scopo e la tipologia del focus group che dovevamo analizzare. Esso nasce con lo scopo di comprendere cosa sviluppa una cultura di
  • 2.
    impresa, come sidà inizio a un’attività di impresa e quale può essere la differenza dei livelli di nascita e crescita di imprese maschili e femminili. Tale Focus Group aveva come target di riferimento le donne che hanno, o vorrebbero intraprendere un’attività di impresa, ragionando insieme su difficoltà e fattori (interni ed esterni) che ne stimolano o hanno permesso l’iniziativa, i possibili aiuti facilitanti e anche i pregiudizi che possono aver subito e che possono averne influenzata la motivazione. Infine, è importante sottolineare le dimensioni e gli attori del nostro focus group; ci troviamo, infatti, di fronte a un mini-focus group (7 partecipanti) ideale per lo scambio, confronto e la comunicazione. I partecipanti sono commercianti, le cui figure professionali saranno specificate di seguito, gli osservatori sono due, sono presenti nella stanza ma non si notano e, un conduttore. 2. Sono ben identificabili i ruoli delle persone sedute attorno al tavolo? Quali sono? Sono stati ben identificati i partecipanti che sono posti in un setting attorno al tavolo. Per ognuno è stato indicato: il nome, il cognome puntato, e la professione. I partecipanti sono: Carla. I., manufacturer of costume jewelry and jewelry Susanna. C., owner of an herbalist's shop Renata. S., owner of an herbalist's shop Ivana. G., owner of a supermarket Fulvia. Z., owner of a laundry Cristina. D. C., accountant Anna. G., owner of an underwear clothing store. Inizialmente, non vengono date informazioni su chi sono i mediatori e chi sono gli osservatori. Al minuto 2:04 viene mostrata la lista delle domande (in modo sfuocato) e un osservatore (anche se si vede solo la mano che sta prendendo appunti sulla discussione). Al minuto 2:26 viene mostrata l’immagine di un altro osservatore. 3. Esiste una traccia delle domande? Se sì, in che misura è strutturata? Esiste una traccia delle domande. Infatti, dopo la presentazione iniziale dei partecipanti, viene presentata sullo schermo la prima domanda (minuto 0:51). In seguito, dopo che ognuno ha espresso la sua opinione, si passa alla domanda successiva (sempre mostrata sullo schermo). Solo però al minuto 1:57 del video viene mostrato il foglio delle domande del focus group, anche se sono difficilmente identificabili le singole domande perché il video è sfuocato (probabilmente volontariamente). Guardando alla struttura e presentazione delle domande, esse sono presentate in questo modo (sono scritte in italiano e in inglese) perché ci troviamo all’interno di un progetto europeo e dobbiamo far risaltare la trasparenza delle procedure: La prima domanda presentata è “CULTURA D’IMPRESA. Lo stimolo all’imprenditorialità: una questione interna o esterna?” Poi al minuto 3:23 viene presentata la seconda domanda “AVVIO D’IMPRESA. Perché gli uomini sono più intraprendenti delle donne?” Al Minuto 5:56 viene posta la terza domanda “CRESCITA D’IMPRESA E CREDITO. Le imprese femminili crescono meno di quelle maschili? E perché?” 4. Come valuti il comportamento della conduttrice? Quasi inesistente inizialmente. Soprattutto in fase iniziale, infatti, il conduttore dovrebbe presentarsi e parlare della propria esperienza (condizione essenziale per essere ascoltata rispettata ed aumentare il coinvolgimento e la partecipazione) e far si che anche i partecipanti si presentassero. Forse questa
  • 3.
    parte non comparenel video perché ci si è voluti concentrare sull’evidenziare solo alcuni contenuti. Solo al minuto 3:54 si capisce chi è la conduttrice (donna con la giacca rossa) e al minuto 4:13 fa il suo primo intervento dicendo “certamente” in cui lascia fa un commento caratterizzato da una soggettività (mentre come abbiamo visto a lezione il conduttore deve rilasciare il meno possibile pareri e giudizi). Essa, inoltre, lascia liberi i partecipanti di esprimersi e acconsente a procedere. Al minuto 6:06 prende parola la conduttrice e pone una domanda per stimolare la discussione: “Le banche, diciamocela proprio in soldoni, nell’erogare i finanziamenti hanno dei pregiudizi nei confronti delle donne rispetto agli uomini?”. Nella fase di conclusione, la conduttrice fa un riassunto di quello che è stato detto. Secondo la mia opinione, la conduttrice stimola poco l’interazione tra le partecipanti e anche se sono usciti realmente pareri, opinioni e visoni diverse, un confronto più approfondito sicuramente avrebbe offerto informazioni di maggiore profondità e condotto a conclusioni più chiare e non troppo vaghe, come successo nel focus group. Per esempio una maggiore profondità avrebbe potuto creare proposte operative e piccole iniziative legate a progetti da mettere in campo, senza dover analizzare e categorizzare le informazioni fornite, ma direttamente dalla discussione. Infine, solo al minuto 8:44 si capisce adeguatamente il ruolo professionale della conduttrice, che dice di collaborare con la Pubblica Amministrazione, specificando che il giorno seguente ci sarebbe stata una riunione per migliorare gli accessi ai finanziamenti, alle pratiche burocratiche e, quindi, opportunità per le donne di iniziare un’attività di impresa, specificando che esistono Fondi Comunitari a cui si può attingere. Concludendo tale parte, penso che la presentazione del conduttore doveva essere fatta inizialmente. 5. Quali accorgimenti sono stati adottati per favorire la raccolta dei dati? Sono vari gli strumenti che si utilizzano. In primis, sono stati posizionati sia due osservatori nella stanza che utilizzano fogli per prendere appunti su ciò di cui si sta parlando. Di fondamentale importanza il fatto di aver utilizzato la videoregistrazione, che permette sia di cogliere sia il linguaggio verbale che quello non verbale (permette anche di indagare sulla personalità, sulle emozioni e possibili ansie che generano le domande e questo sarà utile per comprendere anche se in un successivo focus group è necessario riprogettare alcune domande). Un altro strumento è un microfono/registratore su un piedistallo che viene spostato di volta in volta quando si passa parola da un partecipante ad un altro. Tale strumento viene ben rappresentato nel minuto 3:27 e sarà utile per l’osservatore, mediatore e l’organizzazione messa in campo durante il focus group, per “sbobinare” e codificare tutto il materiale reperito, scrivendo poi il report finale. Inoltre, altro importante strumento è far passare le frasi di chi parla tradotte in inglese. Tale scelta dettata soprattutto dal fatto (come si nota a inizio video) che facciamo riferimento al progetto europeo di Lifelong Learning Leonardo Da Vinci e tale accorgimento serve perché il video possa essere osservato, utilizzato, diffuso e sia utile in qualsiasi luogo e nazione dell’Unione Europea. 6. Quali problemi dovrà affrontare chi sarà incaricato di analizzare i dati emersi dalla discussione? La difficoltà sta nel ricondurre tutte le informazioni a categorie definite che poi possono servire sia per dare risposte a interrogativi, che possono stimolarne ulteriori o che possono dare inizio a proposte operative. In questo caso abbiamo visto interventi molto distaccati l’uno dall’altro e quindi il trovare la key word che riassumano quello che è stato fatto non sarà semplice. Soprattutto in fase di stesura del report sarà difficile raggiungere l’obbiettivo di unificare gli argomenti per categorie secondo livelli evolutivi. Altri problemi riguarderanno il fatto che non ci sono i cartellini con i nomi delle persone (manca un biglietto identificativo). Questo provocherà il fatto che l’osservatore, in fase di registrazione del parlato, avrà difficoltà a ricordare chi sta parlando.
  • 4.
    Infine il rumoredei cellulari disturberà sicuramente la registrazione dei dialoghi e soprattutto la concentrazione. 7. In che misura, in base a quanto emerge dal video, è avvenuto il confronto tra i punti di vista dei partecipanti? Poco confronto. Tutti i partecipanti esprimono la loro opinione ma nessuno parla con altri. Non c’è tanto dialogo. Forse una causa possibile di tale difficoltà di collaborazione dei partecipanti è data, come detto precedentemente, dalla conduttrice che non stimola l’interazione. La conduttrice non si è occupata di far parlare e partecipare tutti in egual modo, soprattutto, non ha stimolato i più timidi a parlare e non ha placato chi voleva attrarre l’attenzione su di se. Per esempio, ho notato che Fulvia. Z., (owner of a laundry) è intervenuta per quattro volte e più di ogni altro partecipante, mentre Susanna. C., (owner of an herbalist's shop) è intervenuta solamente una volta. Questo ha portato una disparità di dialogo a cui il conduttore doveva fare maggiore attenzione e, quindi, i dati che saranno analizzati non saranno pienamente espressione delle intenzioni e pensieri di tutti i partecipanti. Infine, la conduttrice, per stimolare l’interazione, avrebbe potuto: - Fare domande come “chi ha vissuto la stessa esperienza?” “ cosa ne pensate a riguardo di quello che è stato appena detto?” “siete d’accordo con quello che è stato appena detto?” - Mancano domande di transizione che conducono alla chiave del tema di studio - Manca un giro conclusivo di riflessioni fatte dai singoli soggetti su dubbi o spunti che si sono sviluppati a conclusione dell’attività. Il video purtroppo si conclude in un modo troppo freddo e lasciando ancora troppi interrogativi, con poche risposte.