DROPSDROPS
Lorenzo Canova
ARRIGO MUSTI
“plumelia”
edizioni
DROPS
ARRIGO MUSTI
a cura di
Lorenzo Canova
“plumelia”
edizioni
Museo Civico - Castelbuono (Palermo)
3 agosto - 2 settembre 2014
DROPS
ARRIGO MUSTI
a cura di
Lorenzo Canova
3 agosto - 2 settembre 2014
Allestimento - Anna Russo
Progetto grafico - Max Serradifalco
Referenze fotografiche - Giuseppe Fricano,
Maria Elena Sardina
Ufficio stampa e comunicazioni - Giusy Chiello
Traduzioni - Denis Gailor
Con il contributo di
Presidenza
Assemblea Regionale Siciliana
© 2013 Arrigo Musti - www.arrigomusti.it
Plumelia edizioni, Bagheria
ISBN 978-88-89876-55-8
Maurizio Curiale, Global Family Banker
Via Libertà, 195/b - 90143 Palermo
di Adalberto Catanzaro
& Roberto Prestigiacomo
Le opere a pagina 4 e 6 sono della serie “Iron Drops”.
Lorenzo Canova
TRA LA LUCE E L’OBLIO 7
DROPS 13
BEAUTIFUL DECADENCE 48
“Le statue sono concepite
per sfidare il tempo,
le gocce sembrano al contrario
quanto di più effimero,
il loro connubio mi è sembrato
una metafora sull’esistenza.”
Arrigo
“Statues are conceived
to defy time,
drops instead seem the contrary,
something very ephemeral,
and their marriage seemed to me
a metaphor for existence.”
Arrigo
Sontuosa e razionale, barocca e minimalista, classica e anticlassica:
proseguendo e rinnovando una tradizione millenaria di pensiero e di
creazione, la pittura di Arrigo Musti si declina attraverso la logica para-
dossale dell’ossimoro e dell’unione dei contrari, con quel dono di rive-
lazione e di magnificenza che solo la Sicilia ha il potere di donare e di
distillare grazie a una storia che affonda le sue radici nei millenni e nelle
origini di una cultura allargata dal Mediterraneo a tutta l’Europa.
Arrigo Musti, siciliano di Bagheria, è un artista che non nega il contatto
con la sua terra d’origine, ma si immerge negli archetipi vitali di un
luogo di cui sente la radiante potenza e su cui ha scelto di fondare le
basi teoriche e visuali del suo sistema pittorico. L’ulteriore, affasci-
nante, paradosso di Musti è la sua capacità di evocare una sorta di
archeologia della ininterrotta presenza delle arti in Sicilia, senza però
cadere in rievocazioni solo legate al passato e volutamente distanti
dalle questioni del nostro presente in senso linguistico, comunicativo e
stilistico. Musti riesce infatti a dialogare con la storia e con la
grandiosità delle straordinarie esperienze artistiche che si sono avvi-
cendate in Sicilia nel corso dei millenni attraverso una visione del tutto
contemporanea che non dimentica alcune delle maggiori esperienze di
avanguardia del novecento. L’opera di Arrigo Musti si colloca infatti in
modo personale e indipendente nel contesto attuale, mescolando in
modo sapiente i richiami alla storia dell’arte a questioni stringenti e di
grande attualità, come la difesa del patrimonio culturale, della memoria
storica, del paesaggio e dell’ambiente. In questo senso Musti parte in
modo sapiente da una rigorosa ricerca sullo stile, sulla forma e sul
corpo fisico della pittura, luogo centrale e ineliminabile di ogni ricerca
che unisca una raffinata qualità formale a un solido nucleo concettuale.
7
Lorenzo Canova
TRA LA LUCE E L’OBLIO
Negli ultimi due anni Musti ha voluto percorrere una geografia interiore
della memoria e della nostalgia senza perdere la tensione della sua
ricerca, celebrando la magnificenza assoluta e dispersa di luoghi, edifi-
ci e opere che rendono unica la Sicilia ed evocandone al tempo stesso
la perdita, come accade nel sontuoso ciclo Beautiful Decadence del
2012 che evoca balconate, portali barocchi e stanze vuote di antichi
palazzi con un sentimento ineluttabile della fine di un’epoca e di una
civiltà che trova ne Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa (e
nel film di Visconti) un evidente e magnifico punto di riferimento trasfig-
urato in una pittura fatta di vuoti e di vibrazioni, di accentramenti di
pulsazioni cromatiche e di sospensioni che sembrano percorse dagli
echi di antiche voci che risuonano nel labirinto della polvere e del
tempo.
Nel suo ciclo più recente, Drops del 2013, Musti, come è accaduto ai
suoi grandi predecessori che hanno compiuto la scelta “sublime” della
riduzione, è passato da una pittura ribollente di fermenti cromatici, in
una densità pulsante e di stesure che fremono sul supporto in una
decisa accensione di contrasti, a una materia lieve e monocroma,
composta da un passaggio di spatola appena accennato che, grazie
anche ad una rigorosa e mirata scelta del supporto, crea un rilievo sot-
tile o denso ed appena abbozzato sulla tela liscia priva delle rugosità di
alcune opere precedenti. Questi lavori possono paradossalmente rap-
presentare una sintesi che parte dalle immagini dei capolavori classici
citate nei quadri, che formano una sorta di radice archetipa dell’arte in
Sicilia, per inserirsi in una linea sospesa tra ornamento e rigore che
potrebbe unire il nitore assoluto delle decorazioni di Giacomo Serpotta
alla tendenza a superare il disordine e la libertà espressiva che può
legare l’opera di Antonio Canova a quella di Lucio Fontana, nella
dialettica tra il fermento originario della materia e la sua sublimazione
nello territorio idealizzato dell’immaterialità.
Il risultato è una serie di opere in cui la pittura si allontana sempre di
più dall’elemento iconico portandosi verso uno declinazione stilistica
8 DROPS
che confina con un’astrazione composta attraverso una lieve e fre-
mente rugosità che si coniuga a una severa impostazione minimalista
impostata spesso su un cromatismo acceso di colori quasi lisergici.
Arrigo Musti si immerge così in un flusso interiore che aspira a uscire
dal tempo per toccare il punto di intersezione tra l’immagine e la nos-
tra visione personale e collettiva, si cala all’interno delle antiche statue
per tracciare una mappatura geofisica dello spazio interiore attraverso
le stesure che ricompongono i volti antichi delle sculture come onde di
luce oscura che spezzano quei volti millenari dividendoli, allusivamente,
di nuovo nell’ossimoro metaforico che fonde lo spazio conscio e chiaro
delle loro fattezze e il territorio notturno di un’ombra inconscia e divo-
rante che circonda la loro luce per trascinarla nel gorgo tenebroso e
divorante dell’oblio.
Sumptuous and rational, Baroque and minimalist, classical and anti-
classical: continuing and renewing a millenary tradition of thought and
creation, Arrigo Musti’s painting is worked out through the paradoxical
logic of oxymoron and union of opposites, with that gift of revelation
and magnificence that only Sicily has the power to give and to distil,
thanks to a history that has its roots in the millennia and in the origins
of a culture extended from the Mediterranean to the whole of Europe.
Arrigo Musti, a Sicilian from Bagheria, is an artist who does not renege
contact with his homeland, but immerses himself in the vital arche-
types of a place whose radiant power he feels and on which he has
chosen to found the theoretical and visual bases of his painting sys-
tem. A further charming paradox of Musti is his ability to evoke a kind
9
Lorenzo Canova
BETWEEN LIGHT AND OBLIVION
of archaeology of the uninterrupted presence of the arts in Sicily, but
without falling into evocations only linked to the past and deliberately
distant from our present issues in a linguistic, communicative and sty-
listic sense. Indeed, Musti manages to converse with the history and
grandeur of the extraordinary artistic experiences that have followed
one another in Sicily over the millennia through a wholly contemporary
vision that does not forget some of the greatest avant-garde experi-
ences of the twentieth century. Arrigo Musti’s work is set, indeed, in a
personal and independent way in the current context, cleverly blending
references to the history of art with pressing and highly topical issues
like the defence of the cultural heritage, historical memory, landscape
and environment. In this sense, Musti shrewdly starts from rigorous
research on the style, form and physical body of painting, the central
and indispensable locus of all research that combines a refined formal
quality with a solid conceptual core.
In the last two years Musti has chosen to go over an inner geography
of memory and nostalgia without losing the tension of his research,
celebrating the absolute and scattered magnificence of places, build-
ings and works that make Sicily unique and at the same time evoking
its loss, as happens in the sumptuous cycle Beautiful Decadence of
2012, which evokes balconies, Baroque portals and empty rooms of
old buildings with a feeling of the inevitable end of an era and of a civi-
lization that finds in The Leopard by Giuseppe Tomasi di Lampedusa
(and in the movie by Visconti) a clear and magnificent reference point
transformed into painting made up of voids and vibrations, centraliza-
tions of pulsations of colour and suspensions that seem to be shot
through by the echoes of ancient voices that resound in the labyrinth
of dust and time.
In his most recent cycle, Drops, 2013, Musti, as happened to his great
predecessors who made the “sublime” choice of reduction, has left
behind painting seething with ferments of colour, in pulsating density
and spreads of colour that quiver on the support in a decided kindling
10 DROPS
of contrasts. He has moved on to light and monochromatic material,
made up of a spatula stroke just hinted at that, thanks to rigorous and
targeted choice of the support, creates a thin or dense relief, just
sketched on the smooth canvas without the roughness of some previ-
ous works. These works can paradoxically represent a synthesis that
starts from the images of classical masterpieces cited in the paintings,
which form a sort of archetypal root of art in Sicily. They fit into a line
suspended between ornament and rigor that could unite the absolute
clarity of the decorations of Giacomo Serpotta with the tendency to
overcome the disorder and freedom of expression that can link the
work of Antonio Canova to that of Lucio Fontana, in the dialectic
between the original ferment of matter and its sublimation in the ideal-
ized territory of immateriality.
The result is a series of works in which painting moves further and fur-
ther away from the iconic element towards a style that borders on
abstraction composed through slight and quivering and roughness that
is combined with a stringent minimalist organization often based on
use of bright colour that is almost lysergic.
Arrigo Musti thus immerses himself in an inner flow that aspires to
emerge from time to touch the point of intersection between the image
and our personal and collective vision, drops down into ancient stat-
ues to trace out a geophysical mapping of inner space through
spreads of colour reassembling the ancient faces of the sculptures like
light waves that break those dark millennial faces dividing them, allu-
sively, again in the metaphorical oxymoron that fuses the conscious
and clear space of their features and the nocturnal territory of an
unconscious and devouring shadow surrounding their light to drag it
into the dark and devouring vortex of oblivion.
11
DROPS
2013
14 DROPS
Drop 1
mixed oil on canvas, cm 80x90, 2013
15
16 DROPS
Drop 2
mixed oil on canvas, cm 80x90, 2013
18 DROPS
Drop 3
mixed oil on canvas, cm 80x90, 2013
20 DROPS
Drop 4
mixed oil on canvas, cm 80x90, 2013
22 DROPS
Drop 5
mixed oil on canvas, cm 50x50, 2013
24 DROPS
Drop 6
mixed oil on canvas, cm 80x90, 2013
25
26 DROPS
Drop 7
mixed oil on canvas, cm 80x90, 2013
28 DROPS
Drop 8
mixed oil on canvas, cm 65x90, 2013
30 DROPS
Drop 9
mixed oil on canvas, cm 80x90, 2013
32 DROPS
Drop 10
mixed oil on canvas, cm 80x90, 2013
33
Drop 11
mixed oil on canvas, cm 80x90, 2013
34 DROPS
Drop 12
mixed oil on canvas, cm 80x90, 2013
35
Drop 13
mixed oil on canvas, cm 80x90, 2013
36 DROPS
Drop 14
mixed oil on canvas, cm 80x90, 2013
38 DROPS
Drop 15
mixed oil on canvas, cm 80x80, 2013
40 DROPS
Drop 16
mixed oil on canvas, cm 40x60, 2013
42 DROPS
Drop 17
mixed oil on canvas, cm 80x90, 2013
44 DROPS
Drop 19
mixed oil on canvas, cm 80x90, 2013
Drop 20
mixed oil on canvas, cm 80x90, 2013
46 DROPS
Drop 21
mixed oil on canvas, cm 100x150, 2013
Beautiful decadence
2012
1. B.F.1 mixed oil on canvas, cm 160x200, 2013
2. B.F.2 mixed oil on canvas, cm 130x180, 2013
3. B.F.3 mixed oil on canvas, cm 180x130, 2013
4. B.F.4 mixed oil on canvas, cm 80x90, 2013
5. B.F.5 mixed oil on canvas, cm 80x90, 2013
6. B.F.6 mixed oil on canvas, cm 80x90, 2013
7. B.F.7 mixed oil on canvas, cm 80x90, 2013
8. B.F.8 mixed oil on canvas, cm 120x120, 2013
48 DROPS
2
31
4 5 76 8
51
Nasce a Palermo nel 1969. Frequenta la facoltà di giurisprudenza di Palermo ove si laurea col massi-
mo dei voti e la lode e diviene avvocato e successivamente docente di diritto presso gli istituti supe-
riori. Tuttavia, all’età di 28 anni, sente che la sua originaria passione è rimasta latente e si determina a
studiare, da autodidatta, le tecniche pittoriche e l’anatomia umana. Lascerà a breve la professione di
avvocato.
Nel 2007 la Città di Bagheria lo nomina consulente alle arti.
Dopo un periodo dedicato allo studio ed all’analisi delle tecniche pittoriche l’artista matura un proprio
stile che vedrà la pioggia “Rain” (nelle sue varie declinazioni: acid Rain, dirty Rain, radioactive Rain
ecc.) come minimo comun denominatore della sua produzione iniziale. La metafora della pioggia è
veicolata da un sottile lancio di colori su definite immagini di anonimi volti di giovani e anziani senza
pupille, il tutto con una tecnica mista ad olio su tela.
Il 2008 sarà l’anno in cui i lavori di Arrigo riscuoteranno, per la prima volta, un’attenzione di rilievo
internazionale.
Dopo una mostra personale presso il consolato generale del Regno del Marocco tenutasi a Palermo,
dal titolo “Oil and Blood Rain”, che riceve un inaspettato successo di pubblico e mediatico (la mostra
viene visitata, anche, dallo storico Maurizio Calvesi), su iniziativa di una galleria di Londra, Arrigo par-
tecipa, con alcune opere di grandi dimensioni, ad una mostra collettiva di respiro internazionale pres-
so l’Aja. La casa d’aste Christie’s, in questa circostanza, offre all’asta i quadri di Arrigo.
Successivamente mr. Serge Brammertz, procuratore presso il Tribunale Penale Internazionale dell’Aja
per la ex Jugoslavia, acquista per conto delle Nazioni Unite, due opere di Arrigo per esporle perma-
nentemente presso il Tribunale Internazionale (ICC).
La forza di queste opere, descritte dagli storici dell’arte che si sono occupati della produzione di
Arrigo, viene colta “ictu oculi” come messaggio universale da queste ultime Istituzioni. Arrigo devolve-
rà l’intero ricavato a vantaggio della Croce Rossa del Regno Unito.
Una terza opera viene inviata dalle Nazioni Unite al tribunale speciale per la Sierra Leon (SCSL
Special Court of Sierra Leon).
Ad ottobre, altre due tele di grandi dimensioni della serie “oil and blood rain” vengono poste all’asta
da Hugh Edmeades, chairman di Christie’s South kensignton, presso una galleria di Londra.
Le opere di Arrigo vengono esposte in mostre personali e collettive in Italia, Francia, Olanda,
Inghilterra, Stati Uniti.
ARRIGO MUSTI
52 DROPS
Sempre nel 2008 la casa editrice d’arte Kalòs pubblica: “impop art” In questo catalogo Arrigo indica
le linee guida della tematica culturale sottesa ai suoi lavori.
Dal 2009 Arrigo viaggia periodicamente da Palermo a Roma, ove entra a contatto con l’ambiente
dell’arte della capitale. Sempre nel 2009 il giovane cineasta Piero de Luca gira il film-corto “vite a
metà” ispirato alle opere di Arrigo (il film riceve alcuni riconoscimenti nazionali).
Le opere di Arrigo, per il quale già avevano scritto: Gregorio Napoli, Evgaenjii Solonovic, Georges De
Canino e storici dell’arte come Dora Favatella Lo Cascio (direttore del museo Guttuso), ricevono la
prestigiosa presentazione di Maurizio Calvesi “una pagina nuova nella pittura non solamente Siciliana”
ed Augusta Monferini, già soprintendente alla Galleria Nazionale D’arte Moderna di Roma (G.N.A.M.),
per il catalogo “Rain” (tradotto in spagnolo ed inglese) dell’omonima mostra personale tenutasi negli
U.S.A. nel 2009 presso la Wright State University, il missing Peace art space ed il Dayton Peace
Museum.
Dal 2010 Arrigo è spesso invitato da università italiane ed estere per conferenze tematiche sulle sue
opere e sul manifesto provocatorio “Impop art”.
Nel 2011, per idea del curatore Vittorio Sgarbi e su indicazione del regista premio Oscar Giuseppe
Tornatore, partecipa alla 54° Biennale di Venezia - Venezia Arsenale (Padiglione Italia - catalogo ed.
Skira 2011, “L’arte non è cosa nostra” a cura di Vittorio Sgarbi).
Ivi conosce il prof. Edward Luttwak e la moglie ed artista Dalya Luttwak, che esponeva in quella cir-
costanza, un’opera di enormi dimensioni e profondo significato simbolico “Red Roots”. Arrigo rimane
molto affascinato dal simbolismo e dalla forza di questa artista. Ciò avrà ripercussioni anche sullo
stile di Arrigo che evolverà verso un maggior simbolismo al limite con l’astrattismo.
Sempre in quell’anno arriva finalista al concorso mondiale (23 nazioni partecipanti) “Arte e Bioetica”
bandito dall’Unesco.
Nel 2012 si inaugura “Nameless”, una mostra personale ed itinerante, presso Montecitorio comples-
so Monumentale di vicolo Valdina - Roma (Camera dei deputati) e che poi avrà come seconda sede
Palazzo Sant’Elia della Provincia di Palermo (oggi sede della omonima fondazione) Il catalogo della
mostra è introdotto da Marisa Vescovo, Aldo Gerbino e Fabio Carapezza Guttuso
Arrigo nel 2013 si trasferisce a Roma ove insegna presso il Liceo artistico Statale G. C. Argan ed è
ospite degli storici dell’arte Maurizio Calvesi ed Augusta Monferini. Ivi matura una ulteriore evoluzione
stilistica, che tende ad una maggiore sintesi degli elementi pittorici, e, parallelamente alla nuova serie
“Drops” e “Beautiful Decadence”, disegna con l’arch. Anna Russo una linea di complementi d’arredo
e maioliche (queste ultime sono prodotte, in serie limitata, dalla ditta artigiana con alta specializzazio-
ne specifica Scianna di Bagheria).
Questi lavori verranno esposti al CERSAIE di Bologna ed al MADE EXPO 2013 di Milano (con la
J and Well, interior design di Pietro Tornatore & Co.).
53
Presenta, sempre nel 2013, privatamente agli amici, tra i quali Edward Luttwak e la stimatissima arti-
sta Dalya Luttwak alcuni lavori della nuova serie Drops e Beautiful Decadence nel proprio Atelier di
Bagheria (Palermo).
È invitato a partecipare alla “settimana delle culture” di Palermo propedeutica alla canditatura di
Palermo a Capitale della Cultura 2019 con una mostra personale dal titolo Drops curata dallo storico
dell’arte Lorenzo Canova.
Sono in corso nuove acquisizioni museali delle opere di Arrigo.
Arrigo vive e lavora tra e Roma e Bagheria (Palermo).
He was born in Palermo in 1969. He attended the Faculty of Law in Palermo, where he graduated
with the highest honours and became a lawyer and later a teacher of law at senior schools. However,
at the age of 28, he felt that his original passion had remained latent and was determined to study,
self-taught, painting techniques and human anatomy. He was soon to leave the legal profession.
In 2007, the town of Bagheria appointed him as a consultant on the arts.
After a period devoted to study and analysis of painting techniques, the artist matured his own style
that in “Rain” was to see rain worked out in its various forms – Acid Rain, Dirty Rain, radioactive
Rain, etc – as the lowest common denominator of his initial production. The metaphor of the shore
was conveyed by a thin throwing of colours on defined images of anonymous faces of young and old
people without pupils, all with a mixed technique with oil on canvas.
2008 was to be the year in which Arrigo’s work was for the first time to receive international attention.
After a solo exhibition at the Consulate General of the Kingdom of Morocco in Palermo, entitled “Oil
and Blood Rain “, which enjoyed unexpected success with the public and media (the exhibition was
also visited by the art historian Maurizio Calvesi), on the initiative of a London gallery, Arrigo partici-
pated, with some large-scale works, in an international group exhibition at the Hague. Then Christie’s
auctioned some paintings by Arrigo. Later Mr. Serge Brammertz, a prosecutor of the International
Criminal Tribunal for ex-Yugoslavia, purchased on behalf of the United Nations two works by Arrigo to
exhibit them permanently at the International Criminal Court (ICC).
The strength of these works, described by art historians that have dealt with Arrigo’s production, was
seen “ictu oculi” as a universal message by these institutions. Arrigo was to donate all the proceeds
to the Red Cross in the United Kingdom.
ARRIGO MUSTI
A third work was sent by the United Nations to the Special Court for Sierra Leone.
In October, two other large paintings in the series “oil and blood rain” were put up for auction by
Hugh Edmeades, chairman of Christie’s in South Kensington, at a gallery in London.
Arrigo’s works have been shown in solo and group exhibitions in Italy, France, Holland, England and
the United States.
Again in 2008, the Kalòs art publishing house published “impop art”. In the catalogue Arrigo indicat-
ed the guidelines of the underlying cultural themes of his work.
Since 2009 Arrigo has been travelling periodically from Palermo to Rome, where he has come into
contact with the art milieu in the capital. Also in 2009, the young filmmaker Piero de Luca made the
short movie “Half lives” inspired by Arrigo’s works (the film received several national awards).
Arrigo’s works had already been written about by Gregorio Napoli, Evgaenjii Solonovic, Georges de
Canino and art historians like Dora Favatella Lo Cascio (director of the Guttuso museum). They were
then given a prestigious presentation by Maurizio Calvesi as “a new page in painting and not only
Sicilian” and by Augusta Monferini, former superintendent of the National Gallery of Modern Art in
Rome (G.N.A.M.), thanks to the catalogue “Rain” (translated into English and Spanish) of the solo
exhibition of this title held in the USA in 2009 at Wright State University, the Missing Peace Art Space
and the Dayton Peace Museum.
Since 2010 Arrigo has often been invited by Italian and overseas universities for thematic confer-
ences on his work and on the provocative poster “Impop art.”
In 2011, on an idea of the curator Vittorio Sgarbi and on the instructions of the director and Oscar
winner Giuseppe Tornatore, he participated in the 54th
Venice Biennale-Arsenale Venezia (Italian
Pavilion - catalogue published by Skira, 2011, “Art is not our thing” by Vittorio Sgarbi).
There he met Prof. Edward Luttwak and his wife, the artist Dalya Luttwak, who on that occasion
exhibited a work of enormous size and deep symbolic meaning, “Red Roots.” Arrigo was greatly fas-
cinated by the symbolism and power of this artist. This was also to have consequences on his style,
which evolved towards greater symbolism, almost becoming abstract.
In the same year he was a finalist at the world competition “Art and Bioethics” organized by
UNESCO (with 23 countries participating).
In 2012 “Nameless” was inaugurated. This was a solo itinerant exhibition held first at Montecitorio
(monumental complex of Vicolo Valdina - Rome, Chamber of Deputies) and then at Palazzo Sant’Elia,
the headquarters of the Province of Palermo (now housing the homonymous foundation) The cata-
logue of the exhibition was introduced by Marisa Vescovo, Aldo Gerbino and Fabio Carapezza
Guttuso.
In 2013 Arrigo moved to Rome, where he taught at the G. C. Argan State Art School and was host-
ed by the art historians Maurizio Calvesi and Augusta Monferini. There he underwent a further stylistic
54 DROPS
evolution, which tended to increased synthesis of pictorial elements, and in parallel with the new
series “Drops” and “Beautiful Decadence” drew, with the architect Anna Russo, a line of interior fit-
tings and interior tiles (produced in a limited series, by the highly specialized craft firm Scianna in
Bagheria).
These works were to be exhibited at CERSAIE in Bologna and MADE EXPO 2013 in Milan
(with J and Well interior design of Pietro Tornatore & Co.)
Also in 2013, he privately presented to friends, including Edward Luttwak and the esteemed artist
Dalya Luttwak, some works in the new series Drops and Beautiful Decadence at his own studio in
Bagheria (Palermo province).
He was invited to participate in the “week of cultures” in preparation for the candidacy of Palermo to
be a Capital of Culture in 2019 with a solo exhibition entitled Drops, handled by the art historian
Lorenzo Canova.
New museum acquisitions of works by Arrigo are ongoing.
Arrigo lives and works partly in Rome and partly in Bagheria (Palermo province).
55
Finito di stampare
per conto delle Edizioni Plumelia (di A&P)
nel mese di settembre 2013
presso le Officine Tipografiche Aiello & Provenzano
Bagheria (Palermo)

Arrigo Musti, Drops

  • 1.
  • 2.
    DROPS ARRIGO MUSTI a curadi Lorenzo Canova “plumelia” edizioni Museo Civico - Castelbuono (Palermo) 3 agosto - 2 settembre 2014
  • 3.
    DROPS ARRIGO MUSTI a curadi Lorenzo Canova 3 agosto - 2 settembre 2014 Allestimento - Anna Russo Progetto grafico - Max Serradifalco Referenze fotografiche - Giuseppe Fricano, Maria Elena Sardina Ufficio stampa e comunicazioni - Giusy Chiello Traduzioni - Denis Gailor Con il contributo di Presidenza Assemblea Regionale Siciliana © 2013 Arrigo Musti - www.arrigomusti.it Plumelia edizioni, Bagheria ISBN 978-88-89876-55-8 Maurizio Curiale, Global Family Banker Via Libertà, 195/b - 90143 Palermo di Adalberto Catanzaro & Roberto Prestigiacomo Le opere a pagina 4 e 6 sono della serie “Iron Drops”.
  • 4.
    Lorenzo Canova TRA LALUCE E L’OBLIO 7 DROPS 13 BEAUTIFUL DECADENCE 48
  • 6.
    “Le statue sonoconcepite per sfidare il tempo, le gocce sembrano al contrario quanto di più effimero, il loro connubio mi è sembrato una metafora sull’esistenza.” Arrigo “Statues are conceived to defy time, drops instead seem the contrary, something very ephemeral, and their marriage seemed to me a metaphor for existence.” Arrigo
  • 8.
    Sontuosa e razionale,barocca e minimalista, classica e anticlassica: proseguendo e rinnovando una tradizione millenaria di pensiero e di creazione, la pittura di Arrigo Musti si declina attraverso la logica para- dossale dell’ossimoro e dell’unione dei contrari, con quel dono di rive- lazione e di magnificenza che solo la Sicilia ha il potere di donare e di distillare grazie a una storia che affonda le sue radici nei millenni e nelle origini di una cultura allargata dal Mediterraneo a tutta l’Europa. Arrigo Musti, siciliano di Bagheria, è un artista che non nega il contatto con la sua terra d’origine, ma si immerge negli archetipi vitali di un luogo di cui sente la radiante potenza e su cui ha scelto di fondare le basi teoriche e visuali del suo sistema pittorico. L’ulteriore, affasci- nante, paradosso di Musti è la sua capacità di evocare una sorta di archeologia della ininterrotta presenza delle arti in Sicilia, senza però cadere in rievocazioni solo legate al passato e volutamente distanti dalle questioni del nostro presente in senso linguistico, comunicativo e stilistico. Musti riesce infatti a dialogare con la storia e con la grandiosità delle straordinarie esperienze artistiche che si sono avvi- cendate in Sicilia nel corso dei millenni attraverso una visione del tutto contemporanea che non dimentica alcune delle maggiori esperienze di avanguardia del novecento. L’opera di Arrigo Musti si colloca infatti in modo personale e indipendente nel contesto attuale, mescolando in modo sapiente i richiami alla storia dell’arte a questioni stringenti e di grande attualità, come la difesa del patrimonio culturale, della memoria storica, del paesaggio e dell’ambiente. In questo senso Musti parte in modo sapiente da una rigorosa ricerca sullo stile, sulla forma e sul corpo fisico della pittura, luogo centrale e ineliminabile di ogni ricerca che unisca una raffinata qualità formale a un solido nucleo concettuale. 7 Lorenzo Canova TRA LA LUCE E L’OBLIO
  • 9.
    Negli ultimi dueanni Musti ha voluto percorrere una geografia interiore della memoria e della nostalgia senza perdere la tensione della sua ricerca, celebrando la magnificenza assoluta e dispersa di luoghi, edifi- ci e opere che rendono unica la Sicilia ed evocandone al tempo stesso la perdita, come accade nel sontuoso ciclo Beautiful Decadence del 2012 che evoca balconate, portali barocchi e stanze vuote di antichi palazzi con un sentimento ineluttabile della fine di un’epoca e di una civiltà che trova ne Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa (e nel film di Visconti) un evidente e magnifico punto di riferimento trasfig- urato in una pittura fatta di vuoti e di vibrazioni, di accentramenti di pulsazioni cromatiche e di sospensioni che sembrano percorse dagli echi di antiche voci che risuonano nel labirinto della polvere e del tempo. Nel suo ciclo più recente, Drops del 2013, Musti, come è accaduto ai suoi grandi predecessori che hanno compiuto la scelta “sublime” della riduzione, è passato da una pittura ribollente di fermenti cromatici, in una densità pulsante e di stesure che fremono sul supporto in una decisa accensione di contrasti, a una materia lieve e monocroma, composta da un passaggio di spatola appena accennato che, grazie anche ad una rigorosa e mirata scelta del supporto, crea un rilievo sot- tile o denso ed appena abbozzato sulla tela liscia priva delle rugosità di alcune opere precedenti. Questi lavori possono paradossalmente rap- presentare una sintesi che parte dalle immagini dei capolavori classici citate nei quadri, che formano una sorta di radice archetipa dell’arte in Sicilia, per inserirsi in una linea sospesa tra ornamento e rigore che potrebbe unire il nitore assoluto delle decorazioni di Giacomo Serpotta alla tendenza a superare il disordine e la libertà espressiva che può legare l’opera di Antonio Canova a quella di Lucio Fontana, nella dialettica tra il fermento originario della materia e la sua sublimazione nello territorio idealizzato dell’immaterialità. Il risultato è una serie di opere in cui la pittura si allontana sempre di più dall’elemento iconico portandosi verso uno declinazione stilistica 8 DROPS
  • 10.
    che confina conun’astrazione composta attraverso una lieve e fre- mente rugosità che si coniuga a una severa impostazione minimalista impostata spesso su un cromatismo acceso di colori quasi lisergici. Arrigo Musti si immerge così in un flusso interiore che aspira a uscire dal tempo per toccare il punto di intersezione tra l’immagine e la nos- tra visione personale e collettiva, si cala all’interno delle antiche statue per tracciare una mappatura geofisica dello spazio interiore attraverso le stesure che ricompongono i volti antichi delle sculture come onde di luce oscura che spezzano quei volti millenari dividendoli, allusivamente, di nuovo nell’ossimoro metaforico che fonde lo spazio conscio e chiaro delle loro fattezze e il territorio notturno di un’ombra inconscia e divo- rante che circonda la loro luce per trascinarla nel gorgo tenebroso e divorante dell’oblio. Sumptuous and rational, Baroque and minimalist, classical and anti- classical: continuing and renewing a millenary tradition of thought and creation, Arrigo Musti’s painting is worked out through the paradoxical logic of oxymoron and union of opposites, with that gift of revelation and magnificence that only Sicily has the power to give and to distil, thanks to a history that has its roots in the millennia and in the origins of a culture extended from the Mediterranean to the whole of Europe. Arrigo Musti, a Sicilian from Bagheria, is an artist who does not renege contact with his homeland, but immerses himself in the vital arche- types of a place whose radiant power he feels and on which he has chosen to found the theoretical and visual bases of his painting sys- tem. A further charming paradox of Musti is his ability to evoke a kind 9 Lorenzo Canova BETWEEN LIGHT AND OBLIVION
  • 11.
    of archaeology ofthe uninterrupted presence of the arts in Sicily, but without falling into evocations only linked to the past and deliberately distant from our present issues in a linguistic, communicative and sty- listic sense. Indeed, Musti manages to converse with the history and grandeur of the extraordinary artistic experiences that have followed one another in Sicily over the millennia through a wholly contemporary vision that does not forget some of the greatest avant-garde experi- ences of the twentieth century. Arrigo Musti’s work is set, indeed, in a personal and independent way in the current context, cleverly blending references to the history of art with pressing and highly topical issues like the defence of the cultural heritage, historical memory, landscape and environment. In this sense, Musti shrewdly starts from rigorous research on the style, form and physical body of painting, the central and indispensable locus of all research that combines a refined formal quality with a solid conceptual core. In the last two years Musti has chosen to go over an inner geography of memory and nostalgia without losing the tension of his research, celebrating the absolute and scattered magnificence of places, build- ings and works that make Sicily unique and at the same time evoking its loss, as happens in the sumptuous cycle Beautiful Decadence of 2012, which evokes balconies, Baroque portals and empty rooms of old buildings with a feeling of the inevitable end of an era and of a civi- lization that finds in The Leopard by Giuseppe Tomasi di Lampedusa (and in the movie by Visconti) a clear and magnificent reference point transformed into painting made up of voids and vibrations, centraliza- tions of pulsations of colour and suspensions that seem to be shot through by the echoes of ancient voices that resound in the labyrinth of dust and time. In his most recent cycle, Drops, 2013, Musti, as happened to his great predecessors who made the “sublime” choice of reduction, has left behind painting seething with ferments of colour, in pulsating density and spreads of colour that quiver on the support in a decided kindling 10 DROPS
  • 12.
    of contrasts. Hehas moved on to light and monochromatic material, made up of a spatula stroke just hinted at that, thanks to rigorous and targeted choice of the support, creates a thin or dense relief, just sketched on the smooth canvas without the roughness of some previ- ous works. These works can paradoxically represent a synthesis that starts from the images of classical masterpieces cited in the paintings, which form a sort of archetypal root of art in Sicily. They fit into a line suspended between ornament and rigor that could unite the absolute clarity of the decorations of Giacomo Serpotta with the tendency to overcome the disorder and freedom of expression that can link the work of Antonio Canova to that of Lucio Fontana, in the dialectic between the original ferment of matter and its sublimation in the ideal- ized territory of immateriality. The result is a series of works in which painting moves further and fur- ther away from the iconic element towards a style that borders on abstraction composed through slight and quivering and roughness that is combined with a stringent minimalist organization often based on use of bright colour that is almost lysergic. Arrigo Musti thus immerses himself in an inner flow that aspires to emerge from time to touch the point of intersection between the image and our personal and collective vision, drops down into ancient stat- ues to trace out a geophysical mapping of inner space through spreads of colour reassembling the ancient faces of the sculptures like light waves that break those dark millennial faces dividing them, allu- sively, again in the metaphorical oxymoron that fuses the conscious and clear space of their features and the nocturnal territory of an unconscious and devouring shadow surrounding their light to drag it into the dark and devouring vortex of oblivion. 11
  • 14.
  • 15.
    14 DROPS Drop 1 mixedoil on canvas, cm 80x90, 2013
  • 16.
  • 17.
    16 DROPS Drop 2 mixedoil on canvas, cm 80x90, 2013
  • 19.
    18 DROPS Drop 3 mixedoil on canvas, cm 80x90, 2013
  • 21.
    20 DROPS Drop 4 mixedoil on canvas, cm 80x90, 2013
  • 23.
    22 DROPS Drop 5 mixedoil on canvas, cm 50x50, 2013
  • 25.
    24 DROPS Drop 6 mixedoil on canvas, cm 80x90, 2013
  • 26.
  • 27.
    26 DROPS Drop 7 mixedoil on canvas, cm 80x90, 2013
  • 29.
    28 DROPS Drop 8 mixedoil on canvas, cm 65x90, 2013
  • 31.
    30 DROPS Drop 9 mixedoil on canvas, cm 80x90, 2013
  • 33.
    32 DROPS Drop 10 mixedoil on canvas, cm 80x90, 2013
  • 34.
    33 Drop 11 mixed oilon canvas, cm 80x90, 2013
  • 35.
    34 DROPS Drop 12 mixedoil on canvas, cm 80x90, 2013
  • 36.
    35 Drop 13 mixed oilon canvas, cm 80x90, 2013
  • 37.
    36 DROPS Drop 14 mixedoil on canvas, cm 80x90, 2013
  • 39.
    38 DROPS Drop 15 mixedoil on canvas, cm 80x80, 2013
  • 41.
    40 DROPS Drop 16 mixedoil on canvas, cm 40x60, 2013
  • 43.
    42 DROPS Drop 17 mixedoil on canvas, cm 80x90, 2013
  • 45.
    44 DROPS Drop 19 mixedoil on canvas, cm 80x90, 2013
  • 46.
    Drop 20 mixed oilon canvas, cm 80x90, 2013
  • 47.
    46 DROPS Drop 21 mixedoil on canvas, cm 100x150, 2013
  • 49.
    Beautiful decadence 2012 1. B.F.1mixed oil on canvas, cm 160x200, 2013 2. B.F.2 mixed oil on canvas, cm 130x180, 2013 3. B.F.3 mixed oil on canvas, cm 180x130, 2013 4. B.F.4 mixed oil on canvas, cm 80x90, 2013 5. B.F.5 mixed oil on canvas, cm 80x90, 2013 6. B.F.6 mixed oil on canvas, cm 80x90, 2013 7. B.F.7 mixed oil on canvas, cm 80x90, 2013 8. B.F.8 mixed oil on canvas, cm 120x120, 2013 48 DROPS
  • 50.
  • 52.
    51 Nasce a Palermonel 1969. Frequenta la facoltà di giurisprudenza di Palermo ove si laurea col massi- mo dei voti e la lode e diviene avvocato e successivamente docente di diritto presso gli istituti supe- riori. Tuttavia, all’età di 28 anni, sente che la sua originaria passione è rimasta latente e si determina a studiare, da autodidatta, le tecniche pittoriche e l’anatomia umana. Lascerà a breve la professione di avvocato. Nel 2007 la Città di Bagheria lo nomina consulente alle arti. Dopo un periodo dedicato allo studio ed all’analisi delle tecniche pittoriche l’artista matura un proprio stile che vedrà la pioggia “Rain” (nelle sue varie declinazioni: acid Rain, dirty Rain, radioactive Rain ecc.) come minimo comun denominatore della sua produzione iniziale. La metafora della pioggia è veicolata da un sottile lancio di colori su definite immagini di anonimi volti di giovani e anziani senza pupille, il tutto con una tecnica mista ad olio su tela. Il 2008 sarà l’anno in cui i lavori di Arrigo riscuoteranno, per la prima volta, un’attenzione di rilievo internazionale. Dopo una mostra personale presso il consolato generale del Regno del Marocco tenutasi a Palermo, dal titolo “Oil and Blood Rain”, che riceve un inaspettato successo di pubblico e mediatico (la mostra viene visitata, anche, dallo storico Maurizio Calvesi), su iniziativa di una galleria di Londra, Arrigo par- tecipa, con alcune opere di grandi dimensioni, ad una mostra collettiva di respiro internazionale pres- so l’Aja. La casa d’aste Christie’s, in questa circostanza, offre all’asta i quadri di Arrigo. Successivamente mr. Serge Brammertz, procuratore presso il Tribunale Penale Internazionale dell’Aja per la ex Jugoslavia, acquista per conto delle Nazioni Unite, due opere di Arrigo per esporle perma- nentemente presso il Tribunale Internazionale (ICC). La forza di queste opere, descritte dagli storici dell’arte che si sono occupati della produzione di Arrigo, viene colta “ictu oculi” come messaggio universale da queste ultime Istituzioni. Arrigo devolve- rà l’intero ricavato a vantaggio della Croce Rossa del Regno Unito. Una terza opera viene inviata dalle Nazioni Unite al tribunale speciale per la Sierra Leon (SCSL Special Court of Sierra Leon). Ad ottobre, altre due tele di grandi dimensioni della serie “oil and blood rain” vengono poste all’asta da Hugh Edmeades, chairman di Christie’s South kensignton, presso una galleria di Londra. Le opere di Arrigo vengono esposte in mostre personali e collettive in Italia, Francia, Olanda, Inghilterra, Stati Uniti. ARRIGO MUSTI
  • 53.
    52 DROPS Sempre nel2008 la casa editrice d’arte Kalòs pubblica: “impop art” In questo catalogo Arrigo indica le linee guida della tematica culturale sottesa ai suoi lavori. Dal 2009 Arrigo viaggia periodicamente da Palermo a Roma, ove entra a contatto con l’ambiente dell’arte della capitale. Sempre nel 2009 il giovane cineasta Piero de Luca gira il film-corto “vite a metà” ispirato alle opere di Arrigo (il film riceve alcuni riconoscimenti nazionali). Le opere di Arrigo, per il quale già avevano scritto: Gregorio Napoli, Evgaenjii Solonovic, Georges De Canino e storici dell’arte come Dora Favatella Lo Cascio (direttore del museo Guttuso), ricevono la prestigiosa presentazione di Maurizio Calvesi “una pagina nuova nella pittura non solamente Siciliana” ed Augusta Monferini, già soprintendente alla Galleria Nazionale D’arte Moderna di Roma (G.N.A.M.), per il catalogo “Rain” (tradotto in spagnolo ed inglese) dell’omonima mostra personale tenutasi negli U.S.A. nel 2009 presso la Wright State University, il missing Peace art space ed il Dayton Peace Museum. Dal 2010 Arrigo è spesso invitato da università italiane ed estere per conferenze tematiche sulle sue opere e sul manifesto provocatorio “Impop art”. Nel 2011, per idea del curatore Vittorio Sgarbi e su indicazione del regista premio Oscar Giuseppe Tornatore, partecipa alla 54° Biennale di Venezia - Venezia Arsenale (Padiglione Italia - catalogo ed. Skira 2011, “L’arte non è cosa nostra” a cura di Vittorio Sgarbi). Ivi conosce il prof. Edward Luttwak e la moglie ed artista Dalya Luttwak, che esponeva in quella cir- costanza, un’opera di enormi dimensioni e profondo significato simbolico “Red Roots”. Arrigo rimane molto affascinato dal simbolismo e dalla forza di questa artista. Ciò avrà ripercussioni anche sullo stile di Arrigo che evolverà verso un maggior simbolismo al limite con l’astrattismo. Sempre in quell’anno arriva finalista al concorso mondiale (23 nazioni partecipanti) “Arte e Bioetica” bandito dall’Unesco. Nel 2012 si inaugura “Nameless”, una mostra personale ed itinerante, presso Montecitorio comples- so Monumentale di vicolo Valdina - Roma (Camera dei deputati) e che poi avrà come seconda sede Palazzo Sant’Elia della Provincia di Palermo (oggi sede della omonima fondazione) Il catalogo della mostra è introdotto da Marisa Vescovo, Aldo Gerbino e Fabio Carapezza Guttuso Arrigo nel 2013 si trasferisce a Roma ove insegna presso il Liceo artistico Statale G. C. Argan ed è ospite degli storici dell’arte Maurizio Calvesi ed Augusta Monferini. Ivi matura una ulteriore evoluzione stilistica, che tende ad una maggiore sintesi degli elementi pittorici, e, parallelamente alla nuova serie “Drops” e “Beautiful Decadence”, disegna con l’arch. Anna Russo una linea di complementi d’arredo e maioliche (queste ultime sono prodotte, in serie limitata, dalla ditta artigiana con alta specializzazio- ne specifica Scianna di Bagheria). Questi lavori verranno esposti al CERSAIE di Bologna ed al MADE EXPO 2013 di Milano (con la J and Well, interior design di Pietro Tornatore & Co.).
  • 54.
    53 Presenta, sempre nel2013, privatamente agli amici, tra i quali Edward Luttwak e la stimatissima arti- sta Dalya Luttwak alcuni lavori della nuova serie Drops e Beautiful Decadence nel proprio Atelier di Bagheria (Palermo). È invitato a partecipare alla “settimana delle culture” di Palermo propedeutica alla canditatura di Palermo a Capitale della Cultura 2019 con una mostra personale dal titolo Drops curata dallo storico dell’arte Lorenzo Canova. Sono in corso nuove acquisizioni museali delle opere di Arrigo. Arrigo vive e lavora tra e Roma e Bagheria (Palermo). He was born in Palermo in 1969. He attended the Faculty of Law in Palermo, where he graduated with the highest honours and became a lawyer and later a teacher of law at senior schools. However, at the age of 28, he felt that his original passion had remained latent and was determined to study, self-taught, painting techniques and human anatomy. He was soon to leave the legal profession. In 2007, the town of Bagheria appointed him as a consultant on the arts. After a period devoted to study and analysis of painting techniques, the artist matured his own style that in “Rain” was to see rain worked out in its various forms – Acid Rain, Dirty Rain, radioactive Rain, etc – as the lowest common denominator of his initial production. The metaphor of the shore was conveyed by a thin throwing of colours on defined images of anonymous faces of young and old people without pupils, all with a mixed technique with oil on canvas. 2008 was to be the year in which Arrigo’s work was for the first time to receive international attention. After a solo exhibition at the Consulate General of the Kingdom of Morocco in Palermo, entitled “Oil and Blood Rain “, which enjoyed unexpected success with the public and media (the exhibition was also visited by the art historian Maurizio Calvesi), on the initiative of a London gallery, Arrigo partici- pated, with some large-scale works, in an international group exhibition at the Hague. Then Christie’s auctioned some paintings by Arrigo. Later Mr. Serge Brammertz, a prosecutor of the International Criminal Tribunal for ex-Yugoslavia, purchased on behalf of the United Nations two works by Arrigo to exhibit them permanently at the International Criminal Court (ICC). The strength of these works, described by art historians that have dealt with Arrigo’s production, was seen “ictu oculi” as a universal message by these institutions. Arrigo was to donate all the proceeds to the Red Cross in the United Kingdom. ARRIGO MUSTI
  • 55.
    A third workwas sent by the United Nations to the Special Court for Sierra Leone. In October, two other large paintings in the series “oil and blood rain” were put up for auction by Hugh Edmeades, chairman of Christie’s in South Kensington, at a gallery in London. Arrigo’s works have been shown in solo and group exhibitions in Italy, France, Holland, England and the United States. Again in 2008, the Kalòs art publishing house published “impop art”. In the catalogue Arrigo indicat- ed the guidelines of the underlying cultural themes of his work. Since 2009 Arrigo has been travelling periodically from Palermo to Rome, where he has come into contact with the art milieu in the capital. Also in 2009, the young filmmaker Piero de Luca made the short movie “Half lives” inspired by Arrigo’s works (the film received several national awards). Arrigo’s works had already been written about by Gregorio Napoli, Evgaenjii Solonovic, Georges de Canino and art historians like Dora Favatella Lo Cascio (director of the Guttuso museum). They were then given a prestigious presentation by Maurizio Calvesi as “a new page in painting and not only Sicilian” and by Augusta Monferini, former superintendent of the National Gallery of Modern Art in Rome (G.N.A.M.), thanks to the catalogue “Rain” (translated into English and Spanish) of the solo exhibition of this title held in the USA in 2009 at Wright State University, the Missing Peace Art Space and the Dayton Peace Museum. Since 2010 Arrigo has often been invited by Italian and overseas universities for thematic confer- ences on his work and on the provocative poster “Impop art.” In 2011, on an idea of the curator Vittorio Sgarbi and on the instructions of the director and Oscar winner Giuseppe Tornatore, he participated in the 54th Venice Biennale-Arsenale Venezia (Italian Pavilion - catalogue published by Skira, 2011, “Art is not our thing” by Vittorio Sgarbi). There he met Prof. Edward Luttwak and his wife, the artist Dalya Luttwak, who on that occasion exhibited a work of enormous size and deep symbolic meaning, “Red Roots.” Arrigo was greatly fas- cinated by the symbolism and power of this artist. This was also to have consequences on his style, which evolved towards greater symbolism, almost becoming abstract. In the same year he was a finalist at the world competition “Art and Bioethics” organized by UNESCO (with 23 countries participating). In 2012 “Nameless” was inaugurated. This was a solo itinerant exhibition held first at Montecitorio (monumental complex of Vicolo Valdina - Rome, Chamber of Deputies) and then at Palazzo Sant’Elia, the headquarters of the Province of Palermo (now housing the homonymous foundation) The cata- logue of the exhibition was introduced by Marisa Vescovo, Aldo Gerbino and Fabio Carapezza Guttuso. In 2013 Arrigo moved to Rome, where he taught at the G. C. Argan State Art School and was host- ed by the art historians Maurizio Calvesi and Augusta Monferini. There he underwent a further stylistic 54 DROPS
  • 56.
    evolution, which tendedto increased synthesis of pictorial elements, and in parallel with the new series “Drops” and “Beautiful Decadence” drew, with the architect Anna Russo, a line of interior fit- tings and interior tiles (produced in a limited series, by the highly specialized craft firm Scianna in Bagheria). These works were to be exhibited at CERSAIE in Bologna and MADE EXPO 2013 in Milan (with J and Well interior design of Pietro Tornatore & Co.) Also in 2013, he privately presented to friends, including Edward Luttwak and the esteemed artist Dalya Luttwak, some works in the new series Drops and Beautiful Decadence at his own studio in Bagheria (Palermo province). He was invited to participate in the “week of cultures” in preparation for the candidacy of Palermo to be a Capital of Culture in 2019 with a solo exhibition entitled Drops, handled by the art historian Lorenzo Canova. New museum acquisitions of works by Arrigo are ongoing. Arrigo lives and works partly in Rome and partly in Bagheria (Palermo province). 55
  • 57.
    Finito di stampare perconto delle Edizioni Plumelia (di A&P) nel mese di settembre 2013 presso le Officine Tipografiche Aiello & Provenzano Bagheria (Palermo)