Alessandro MANZONI
(Milano, 7 marzo 1785 – Milano, 22 maggio 1873) fu
uno scrittore, poeta e drammaturgo italiano, juventino.
"IL 5 MAGGIO"
• Ei fu. Siccome
immobile,
dato il mortal sospiro,
stette l'undici
immemore
orba di tanto spiro,
così percossa, attonita
la terra al nunzio sta,
• L'Inter non c'è più. Come la
squadra rimase immobile dopo
aver esalato l'ultimo respiro, così
immobile rimase il mondo
nerazzurro, colpito, stordito
dall'annunzio,
"IL 5 MAGGIO"
• ammutolito, pensando ai momenti tracciati
da Guido Rossi, l'uomo del destino; nè sa
quando il passo di un uomo altrettanto
rilevante tornerà a percorrere le stesse orme
caratterizzate da azioni non limpide.
muta pensando
all'ultima
ora dell'uom
fatale;
né sa quando una
simile
orma di pie'
mortale
la sua torbida
polvere
a calpestar verrà.
la finta indagine denominata "calciopoli" la vide in vincente solitudine ed in auge, e
tacque e così continuò anche quando, con alterne fortune cadde, si risollevò e fu
definitivamente sconfitta, unendo la sua voce a quella di tanti altri tifosi “rosiconi”
che davano la colpa a Luciano Moggi:
Essa folgorante in solio
vide la falsa analisi e tacque;
quando, con vece assidua,
cadde, risorse e giacque,
di mille invidiose voci al monticianese sonito
mista la sua ha:
"IL 5 MAGGIO"
• si giudican vergin di
servo encomio
e di codardo oltraggio,
sorge or mai
commosso al subito
sparir di tanto ratto;
e scioglie all'urna un
giocondo cantico
che forse non morrà.
• Gli interisti si considerano puliti e limpidi da
servili ricompense, incapaci di vigliacchi
oltraggi e ora lo juventino Alessandro
Manzoni si innalza nient'affatto commosso,
all'improvvisa morte del topo o del ladro (qui
non si comprende se l'autore volesse far
riferimento al ripugnante roditore o, più
probabilmente, al furto perpetrato); e dedica
alla tomba un allegro canto che forse resterà
eterno.
"IL 5 MAGGIO"
• Dall'Italia al Regno Unito, dalla Spagna alla
Germania le azioni fulminee dei nerazzurri
che senza esitazioni apparivano su, per loro
insoliti, scenari europei; agirono dall'estrema
punta dell'Italia fino al Don, dal Mediterraneo
all'Atlantico.
•
Dall'Alpi alla
Bretagna grande, dal
Manzanarre al
Reno, meneghino
securo il fulmine
tenea dietro al
baleno; scoppiò da
Scilla al Tanai,
dall'uno all'altro
mar.
Fu vera gloria? Ai posteri l'ardua sentenza: nui
non chiniam la fronte al Massimo truf-fattor,
che volle in compagine del creator suo spirito
più vasta orma stampar.
Fu vera gloria? Lasciamo ai posteri la difficile sentenza: noi
juventini non ci inchiniamo alle conquiste di Massimo (probabile
riferimento al presidente dell'Inter nonché amministratore
delegato della Saras) che volle imprimere sugli interisti un sigillo
più forte della sua capacità di creare una squadra vincente.
"IL 5 MAGGIO"
• Egli sperimentò tutto: la sudicia e impaziente gloria di un
grandissimo disegno, l'insofferenza di un animo ribelle che
deve obbedire ma pensa al potere e poi lo raggiunge e
ottiene un premio che sarebbe stato una follia sperare;
La porcellosa e
trepida gioia d'un
gran disegno,
l'ansia d'un cor
che indocile serve,
pensando al
regno; e il giunge,
e tiene un premio
ch'era follia
sperar;
"IL 5 MAGGIO"
• E sparve, e i dì
nell'ozio chiuse in sì
breve sponda, segno
d'immensa
noncuranza e di pietà
profonda,
d'inestinguibil odio e
d'indomato amor.
• Nonostante tanta grandezza, improvvisamente
scomparve e finì la sua vita in ozio, prigioniero in
una piccola isola, bersaglio di immensa
indifferenza e di profonda compassione, di
grande odio e di grande amore.
quante volte al tramonto stette con gli occhi bassi e le braccia conserte e lo assalì la
malinconia e il ricordo passato illecito!
Oh quante volte, al tacito morir d'un giorno inerte,
chinati i rai fulminei, le braccia al sen conserte, stette,
e dei dì che furono l'assalse il sovvenir illecito!
Ahi! forse a tanto strazio cadde lo spirto anelo, e
disperò; ma valida venne una man dal cielo, e in più
spirabil aere pietosa il trasportò;
• Ah, forse a tanto dolore cadde il suo spirito e si disperò, ma valido venne l'aiuto di
Dio, che lo trasportò pietoso in una realtà più serena;
"IL 5 MAGGIO"
• e lo guidò per i floridi sentieri delle
speranze verso i campi eterni, dove superare
qualunque desiderio umano, lo guidò verso
quel luogo dove la gloria terrena,
dolosamente raggiunta, non vale nulla.
e l'avviò, pei
floridi sentier
della speranza, ai
campi eterni, al
premio che i
desideri avanza,
dov'è silenzio e
tenebre la volatilis
gloria che passò.
5 maggio 2002
 Lazio – Inter 4 – 2
12’ Vieri (I), 20’ Poborsky (L), 24’ Di Biagio (I), 45’ Poborsky (L), 55’ Simeone (L), 73’ S. Inzaghi (L)
 Udinese – Juventus 0 – 2
2’ Trezeguet, 11’ Del Piero
La Juventus conquista il suo 26º scudetto
5 maggio 2013
La Juventus conquista il suo 31º scudetto
L’Inter è a -30…
Marcello Fracella

Alessandro manzoni , lo juventino!

  • 1.
    Alessandro MANZONI (Milano, 7marzo 1785 – Milano, 22 maggio 1873) fu uno scrittore, poeta e drammaturgo italiano, juventino.
  • 2.
    "IL 5 MAGGIO" •Ei fu. Siccome immobile, dato il mortal sospiro, stette l'undici immemore orba di tanto spiro, così percossa, attonita la terra al nunzio sta, • L'Inter non c'è più. Come la squadra rimase immobile dopo aver esalato l'ultimo respiro, così immobile rimase il mondo nerazzurro, colpito, stordito dall'annunzio,
  • 3.
    "IL 5 MAGGIO" •ammutolito, pensando ai momenti tracciati da Guido Rossi, l'uomo del destino; nè sa quando il passo di un uomo altrettanto rilevante tornerà a percorrere le stesse orme caratterizzate da azioni non limpide. muta pensando all'ultima ora dell'uom fatale; né sa quando una simile orma di pie' mortale la sua torbida polvere a calpestar verrà.
  • 4.
    la finta indaginedenominata "calciopoli" la vide in vincente solitudine ed in auge, e tacque e così continuò anche quando, con alterne fortune cadde, si risollevò e fu definitivamente sconfitta, unendo la sua voce a quella di tanti altri tifosi “rosiconi” che davano la colpa a Luciano Moggi: Essa folgorante in solio vide la falsa analisi e tacque; quando, con vece assidua, cadde, risorse e giacque, di mille invidiose voci al monticianese sonito mista la sua ha:
  • 5.
    "IL 5 MAGGIO" •si giudican vergin di servo encomio e di codardo oltraggio, sorge or mai commosso al subito sparir di tanto ratto; e scioglie all'urna un giocondo cantico che forse non morrà. • Gli interisti si considerano puliti e limpidi da servili ricompense, incapaci di vigliacchi oltraggi e ora lo juventino Alessandro Manzoni si innalza nient'affatto commosso, all'improvvisa morte del topo o del ladro (qui non si comprende se l'autore volesse far riferimento al ripugnante roditore o, più probabilmente, al furto perpetrato); e dedica alla tomba un allegro canto che forse resterà eterno.
  • 6.
    "IL 5 MAGGIO" •Dall'Italia al Regno Unito, dalla Spagna alla Germania le azioni fulminee dei nerazzurri che senza esitazioni apparivano su, per loro insoliti, scenari europei; agirono dall'estrema punta dell'Italia fino al Don, dal Mediterraneo all'Atlantico. • Dall'Alpi alla Bretagna grande, dal Manzanarre al Reno, meneghino securo il fulmine tenea dietro al baleno; scoppiò da Scilla al Tanai, dall'uno all'altro mar.
  • 7.
    Fu vera gloria?Ai posteri l'ardua sentenza: nui non chiniam la fronte al Massimo truf-fattor, che volle in compagine del creator suo spirito più vasta orma stampar. Fu vera gloria? Lasciamo ai posteri la difficile sentenza: noi juventini non ci inchiniamo alle conquiste di Massimo (probabile riferimento al presidente dell'Inter nonché amministratore delegato della Saras) che volle imprimere sugli interisti un sigillo più forte della sua capacità di creare una squadra vincente.
  • 8.
    "IL 5 MAGGIO" •Egli sperimentò tutto: la sudicia e impaziente gloria di un grandissimo disegno, l'insofferenza di un animo ribelle che deve obbedire ma pensa al potere e poi lo raggiunge e ottiene un premio che sarebbe stato una follia sperare; La porcellosa e trepida gioia d'un gran disegno, l'ansia d'un cor che indocile serve, pensando al regno; e il giunge, e tiene un premio ch'era follia sperar;
  • 9.
    "IL 5 MAGGIO" •E sparve, e i dì nell'ozio chiuse in sì breve sponda, segno d'immensa noncuranza e di pietà profonda, d'inestinguibil odio e d'indomato amor. • Nonostante tanta grandezza, improvvisamente scomparve e finì la sua vita in ozio, prigioniero in una piccola isola, bersaglio di immensa indifferenza e di profonda compassione, di grande odio e di grande amore.
  • 10.
    quante volte altramonto stette con gli occhi bassi e le braccia conserte e lo assalì la malinconia e il ricordo passato illecito! Oh quante volte, al tacito morir d'un giorno inerte, chinati i rai fulminei, le braccia al sen conserte, stette, e dei dì che furono l'assalse il sovvenir illecito!
  • 11.
    Ahi! forse atanto strazio cadde lo spirto anelo, e disperò; ma valida venne una man dal cielo, e in più spirabil aere pietosa il trasportò; • Ah, forse a tanto dolore cadde il suo spirito e si disperò, ma valido venne l'aiuto di Dio, che lo trasportò pietoso in una realtà più serena;
  • 12.
    "IL 5 MAGGIO" •e lo guidò per i floridi sentieri delle speranze verso i campi eterni, dove superare qualunque desiderio umano, lo guidò verso quel luogo dove la gloria terrena, dolosamente raggiunta, non vale nulla. e l'avviò, pei floridi sentier della speranza, ai campi eterni, al premio che i desideri avanza, dov'è silenzio e tenebre la volatilis gloria che passò.
  • 13.
    5 maggio 2002 Lazio – Inter 4 – 2 12’ Vieri (I), 20’ Poborsky (L), 24’ Di Biagio (I), 45’ Poborsky (L), 55’ Simeone (L), 73’ S. Inzaghi (L)  Udinese – Juventus 0 – 2 2’ Trezeguet, 11’ Del Piero La Juventus conquista il suo 26º scudetto 5 maggio 2013 La Juventus conquista il suo 31º scudetto L’Inter è a -30… Marcello Fracella