A Postcard From Ireland

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a report on a Comenius Training Course

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A Postcard From Ireland

  1. 1. A postcard from Ireland …
  2. 2. Una cartolina dall’Irlanda … <ul><li>Ecco a voi un piccolo </li></ul><ul><li>ricordo della mia </li></ul><ul><li>estate irlandese … </li></ul><ul><li>Grazia Di Maria </li></ul><ul><li>Al Liceo “G. D’Alessandro” </li></ul><ul><li>Via Città di Palermo, 138 </li></ul><ul><li>Bagheria PA) 90011 </li></ul><ul><li>ITALY </li></ul>
  3. 3. <ul><li>I cieli d’Irlanda hanno ispirato tanti poeti e cantautori, insieme al verde dei suoi prati e monti, e ben li capisco! Per me è già la quarta volta che mi reco, per diletto o per lavoro, nella Emerald Isle – l’Isola di Smeraldo, luogo dove mito e leggenda coesistono con la modernità - e vi posso assicurare che ogni volta la lascio con il desiderio di ritornarvi … </li></ul>
  4. 4. <ul><li>Questa estate la mia meta è stata Limerick, una cittadina nel sud-ovest dell’Irlanda situata sui fiumi Shannon e Abbey. Questi racchiudono la cosiddetta King’s Island, un isolotto - oggi collegato al resto della città dai ponti costruiti nell’arco dei secoli - su cui si sviluppò la prima città medievale, fortificata nel 1185, e sul quale sorge il King John’s Castle, il castello che Giovanni d’Inghilterra (colui che divenne famoso con l’epiteto di John Lackland, Giovanni Senzaterra) si fece costruire tra il 1200 e il 1212 per sorvegliare e amministrare la ricca regione di Shannon. </li></ul>
  5. 5. <ul><li>Forse non tutti sanno che tra Inglesi e Irlandesi non corre proprio buon sangue, e la topografia della città ne è in fondo una prova … </li></ul><ul><li>Il nucleo originale della città, che ha ospitato sin dall’inizio il centro amministrativo della città, è ancora oggi noto come la English Town (la Città Inglese). Al suo interno, si può ancora passare per il Potato Market (il Mercato delle Patate, costruito nel 1843 ma oggi adibito solo a parcheggio), passeggiare lungo il Merchant’s Quay (il Molo del Mercante), fare una capatina all’interno della St Mary’s Cathedral, il più vecchio edificio esistente a Limerick ad esser utilizzato ancor oggi nella sua funzione originaria, passare davanti alla City Hall (il Municipio) e poi costeggiare il fiume Shannon per arrivare al Castello di Re Giovanni. </li></ul>
  6. 6. <ul><li>Come dice il nome, questa parte della città ha ospitato nel corso dei secoli i dominatori e l’amministrazione inglese. </li></ul><ul><li>Coloro che invece, nel Medioevo, non poterono o non vollero abbracciare la cultura Anglo-Normanna furono costretti ad insediarsi dall’altra parte del fiume, in quella che ancora oggi è nota come la Irish Town (la Città Irlandese) </li></ul>
  7. 7. <ul><li>Limerick è capitale dell’omonima contea, e negli ultimi anni - grazie allo sviluppo industriale ma anche sulla scia del successo di un romanzo di Frank McCourt, ‘Angela’s Ashes’ (Le ceneri di Angela) e del film da quello tratto – è diventata abbastanza famosa. Tuttavia, non è di certo una delle mete più comuni per il classico turista italiano, magari più attratto da nomi come Galway, Adare, il Burren, le Aran Islands o ancora le Cliff of Moher, pure non molto distanti da lì … </li></ul>
  8. 8. <ul><li>E’ a partire dal 1769 che Limerick assiste ad un’ulteriore espansione, con la costruzione della Georgian City (la Città Georgiana), la nuova area cittadina che ospita edifici quali l’ Hunt Museum, e ancora la nuova Marina e l’ Arthur Quay Park. </li></ul>
  9. 9. <ul><li>E allora? Cosa mi ha portato a trascorrere ben quindici giorni a Limerick? </li></ul><ul><li>Presto detto! La città è sede di un campus universitario che raccoglie diversi istituti, tra cui un Language Centre che durante tutto l’anno attiva corsi di lingue - francese, spagnolo, russo, italiano, tedesco e, chiaramente, inglese per stranieri – ma che dedica alcune sessioni, soprattutto durante i mesi estivi, a corsi di formazione per adulti, in particolare per docenti. </li></ul>
  10. 10. <ul><li>Dimenticavo, per chi non mi conoscesse, sono la prof.ssa Grazia Di Maria e, well, I just teach English at the Liceo ‘G. D’Alessandro’! </li></ul><ul><li>Sì, insegno proprio inglese, e naturalmente per me l’andare (appena possibile, ma non così spesso quanto vorrei, purtroppo!) nel Regno Unito o in Irlanda è qualcosa in più del semplice ‘piacere’. </li></ul>
  11. 11. <ul><li>Fortunatamente, la Comunità Europea viene incontro a docenti che, come me, ritengono l’aggiornamento e la formazione in servizio un aspetto fondamentale del ‘mestiere’ dell’insegnante: </li></ul><ul><li>è necessario per noi avere sempre nuovi stimoli per potere poi almeno provare a nostra volta a stimolare i nostri studenti! </li></ul><ul><li>Inoltre, non si può davvero pensare di insegnare una lingua straniera senza tenersi al passo con i cambiamenti e le mutazioni che questa - e la cultura che essa veicola – subisce, no? </li></ul>
  12. 12. <ul><li>Ecco quindi che, ancora una volta, ho accettato la ‘sfida’ del Life-Long Learning Programme e ho chiesto di partecipare ad un corso sull’uso delle TIC, cioè delle nuove tecnologie informatiche e della comunicazione, nella didattica delle lingue: Information & Communication Technology (Ict) For Language Teaching. </li></ul>
  13. 13. <ul><li>Sono partita con il solito bagaglio di dubbi e aspettative: chi troverò lì? Colleghi simpatici? Docenti preparati e attenti alle nostre esigenze? Avrò il tempo per fare nuove amicizie, vedere nuovi posti, conoscere nuovi aspetti della cultura irlandese? E i miei landlords , come sarà la famiglia che mi ospiterà per due settimane? Perché, ecco, questo è l’altro aspetto fondamentale di un’esperienza di questo tipo, e cioè la possibilità di stare a stretto contatto con gente del luogo, giorno per giorno, nelle loro case. Come sostengono anche diversi alunni che hanno partecipato nel tempo con me a progetti Comenius in cui si prevede uno scambio di classi, è proprio lo stare in casa con una famiglia diversa dalla tua e vivere con questa – anche se solo per un breve periodo – che ti fa conoscere e capire meglio le vere abitudini e gli usi di altre culture, e rende la tua esperienza UNFORGETTABLE, davvero indimenticabile! </li></ul>
  14. 14. <ul><li>Ma ritorniamo al mio corso e al suo contenuto focale: l’uso delle nuove tecnologie nella didattica quotidiana: bella faccenda per chi, come me, è una digital immigrant piuttosto che una digital native ! Per dirla in breve, io non ci sono nata tra i computer, come accade oggi ai nostri ragazzi, ma piuttosto mi sono dovuta giocoforza trasferire in questa terra di frontiera dove, tra selve di wikies, blogs, websites, bookmarks, webquests, social networks e altro ancora, è facile sperdersi. </li></ul>
  15. 15. <ul><li>Non è stata quindi una ‘passeggiata’, come si suol dire, ma sono riuscita ad uscire ‘viva’ e più motivata che mai a mettere a frutto quello che ho imparato grazie a Joan, Elaine, Yvonne, Zoe - le docenti che ci hanno seguito e con noi hanno condiviso, materialmente e virtualmente sulla rete con Google Docs, informazioni, progetti e suggerimenti - e ad un gruppo di colleghi abbastanza affiatato e simpatico. </li></ul>
  16. 16. <ul><li>Veniamo a questi: Philippe, Elisa, Nadine, Benedicte, Lourdes, Monica, Daniele, Stefanìa, Maria, Maria Grazia, Candi, Carmen e me, tredici diverse persone a rappresentare - in maniera abbastanza assortita - Francia, Italia, Polonia e diverse regioni della Spagna, a condividere esperienze, dubbi, successi e insuccessi della didattica quotidiana, a scambiarsi suggerimenti, a costruire progetti … </li></ul>
  17. 17. <ul><li>Perché sì, questo è stato un altro punto del programma, imparare cioè da un lato a conoscere i diversi strumenti informatici che insieme alle web resources possono risultare utili in un insegnamento più innovativo di una lingua straniera, e riflettere sul loro rationale , ossia sui principi didattici che sottendono al loro impiego; dall’altro, mettere in pratica quanto appreso, utilizzando tutti gli strumenti che abbiamo imparato a conoscere, creando pagine web o wiki o blog o ancora altro, e dando vita ad una presentazione finale di progetti personali. </li></ul>
  18. 18. <ul><li>Questa parte del corso è stata la più impegnativa, e anche più coinvolgente, perché ci ha necessariamente stimolato ad individuare un effettivo riscontro all’impianto teorico che avevamo già fatto nostro. </li></ul><ul><li>Ognuno di noi ha avuto modo di scegliere su cosa e con chi lavorare, se singolarmente o in gruppo. </li></ul>
  19. 19. <ul><li>La notte porta consiglio, si dice, ma anche una chiacchierata davanti ad un caffè e un bel dolce! E allora, tra una pausa e all’altra, sedute ad un tavolino nel nostro solito Robert Schuman Building, io, Candi e Carmen abbiamo messo insieme le nostre idee, ci siamo divise i compiti e … </li></ul>
  20. 20. <ul><li>… e questo è quanto è venuto fuori: “Breaking The News”, l’idea di un progetto il cui prodotto finale degli studenti sia la creazione di una pagina web ‘multinazionale’ che riporti – come in un giornale on-line – le breaking news , ossia le ultime notizie, dall’Italia e dalla Spagna (rappresentata da due diverse regioni) sia a livello nazionale che locale e relative ai seguenti campi: news, sport, entertainment (films, music, social events), Five Minute Debate (con brevi video in cui studenti esprimono le loro idee su argomenti specifici di attualità), ADS 4 U (una sezione dedicata a spot pubblicitari, ads appunto), e infine le weather forecast (le previsioni meteorologiche non possono mancare in un notiziario che si rispetti, no?) </li></ul>
  21. 21. <ul><li>Come brave studentesse (ehm, si fa per dire …) ci siamo messe al lavoro, e così l’ultimo giorno di corso siamo state pronte a presentare la nostra ‘creatura’ al gruppo. </li></ul><ul><li>Un filo di emozione (che ci ha fatto ricordare come devono sentirsi le nostre povere vittime, alias gli studenti, quando si trovano ad essere interrogati!) e poi via a spiegare ai colleghi i punti nodali del nostro progetto … </li></ul>
  22. 22. <ul><li>E’ finita! Il corso si è concluso e allora … via ai preparativi per il ritorno. Qualcuno partirà oggi, altri - come me – domani; altri rimarranno ancora a godersi la vacanza, continuando il loro ‘giro’ dell’Irlanda. Ancora un ultimo incontro stasera, per le ultime chiacchiere e i saluti finali, davanti ad un classico menù irlandese e ad una buona guinness, insieme agli altri avventori di un pub locale … </li></ul>
  23. 23. <ul><li>In realtà non è finito nulla: un’esperienza del genere è solo l’inizio di tante altre cose, a cominciare da una ‘ri-crescita’ professionale che nel mio caso - sulla scorta di nuove idee, motivazioni nuove e nuove amicizie - mi auguro possa positivamente ricadere sui miei colleghi e soprattutto sugli studenti, e possa quindi giustificare lo sforzo - anche economico – che la Comunità Europea compie nel portare avanti con il suo Programma di Apprendimento Permanente l’insegnamento di uomini come Jan Amos Comenius, e cioè il far sì che, innovando la loro didattica, i docenti insegnino di meno e i discenti imparino di più, evitando le chiacchiere, la noia e i lavori inutili, accrescendo il divertimento di imparare e di conoscere, senza mai dimenticare che bisogna aiutare TUTTI, nelle nostre comunità, a raggiungere i fini supremi della pace, della tolleranza e del progresso. </li></ul>

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