Comunicazione competenze per competere

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Comunicazione competenze per competere

  1. 1. “Competenze per Competere" Università degli Studi di Cagliari “Competenze per Competere" LA COMUNICAZIONE Dott. Marcello Nonnis Dott.ssa Barbara BarbieriDott.ssa Barbara Barbieri
  2. 2. “Non si può non comunicare…” (Watzlawick)
  3. 3. Comunicare è una parola che deriva dal latino “communis” composta dal prefisso cum - con, insiemecomposta dal prefisso cum - con, insieme e da munia – doveri, vincoli oppure anche moenia – muraoppure anche moenia – mura e munus – dono
  4. 4. Dall’etimologia della parola si evince allora che nella comunicazione si crea una sorta di comunione e di condivisione, in quanto:condivisione, in quanto: • si accetta di sottostare a delle regole, i vincoli (munia)regole, i vincoli (munia) • ci si sente all’interno di uno spazio• ci si sente all’interno di uno spazio comune, le mura (moenia) • si operano scambi attraverso i doni• si operano scambi attraverso i doni (munus)
  5. 5. Se quindi l'etimologia ci riconduce all'idea di "comunità", in realtà i modiall'idea di "comunità", in realtà i modi attraverso i quali tale idea si è culturalmente espressa sono vari e certo non sempre coincidenti.non sempre coincidenti.
  6. 6. Il verbo “comunicare” ha in italiano una doppia caratterizzazione: può infattidoppia caratterizzazione: può infatti assumere una forma transitiva e una intransitiva.intransitiva. Io posso comunicare qualcosa, posso cioè esprimere parti di me attraverso svariatiesprimere parti di me attraverso svariati codici, ma posso anche comunicare a o comunicare con qualcuno e stabilire perciò una relazione con l’altro.una relazione con l’altro.
  7. 7. Il Processo ComunicativoIl Processo Comunicativo I Modelli TecniciI Modelli Tecnici il modello di Shannon e Weaver Codice Sorgente Emittente Messaggio Ricevente Destinatario Rumore Rumore Canale La comunicazione è vista essenzialmente come un passaggio lineare diLa comunicazione è vista essenzialmente come un passaggio lineare di informazioni da una sorgente ad un destinatario, attraverso un’emittente ed una ricevente. Il trasferimento delle informazioni, che avviene mediante un codice e attraverso un canale, può essere disturbato o comunque influenzato,codice e attraverso un canale, può essere disturbato o comunque influenzato, da fenomeni identificati come “rumori”.
  8. 8. Il Processo ComunicativoIl Processo Comunicativo I Modelli TecniciI Modelli Tecnici il modello di Shannon e Weaver Vantaggi Limiti La lingua umana viene paragonata Rappresenta il primo tentativo di dare formalizzazione alla comunicazione umana e ha offerto la spinta necessaria ad una riflessione sistematica La lingua umana viene paragonata ad un codice formale di trasmissione: in realtà nella lingua non esiste una corrispondenza biunivoca fra significato e significante.ad una riflessione sistematica sull’argomento.Riconosce l’importanza dei processi di codifica e decodifica del messaggio con la trasformazione che può derivarne e evidenzia significante. Le distorsioni che possono avvenire nel corso dei processi comunicativi, non sono solo di natura fisica, né legate alle caratteristiche dei mezziche può derivarne e evidenzia l’esistenza dei disturbi che possono influenzare il processo di trasmissione. né legate alle caratteristiche dei mezzi deputati alla trasmissione, ma possono essere anche di natura cognitiva, linguistica e psico-sociale.
  9. 9. LA COMUNICAZIONELA COMUNICAZIONE Verso la complessità: il modello di Schram (1955) Campo di esperienza/contesto Campo di esperienza/contestoesperienza/contesto del mittente esperienza/contesto del destinatario Fonte mittente Codifica Canale messaggio Decodifica Destinatario Rumore Feedback Risposta
  10. 10. LA COMUNICAZIONELA COMUNICAZIONE Approccio pragmatico Considera la comunicazione come una situ-azione in cui il testo e il contesto si definiscono e ri-definiscono reciprocamente nel “farsi” dell’evento comunicativo.reciprocamente nel “farsi” dell’evento comunicativo. L’attenzione si sposta dall’analisi della struttura delL’attenzione si sposta dall’analisi della struttura del linguaggio, all’atto della comunicazione. Teorie degli atti linguistici “Dire qualche cosa è sempre fare qualche cosa” (Austin,“Dire qualche cosa è sempre fare qualche cosa” (Austin, 1962)
  11. 11. LA COMUNICAZIONE Austin individua tre tipi di azione linguistica, Atti di dire qualcosa (locutori): fonetici (emissione di suoni), fatici (espressi in una determinata struttura grammaticale), retici (con un senso e un riferimento determinato);retici (con un senso e un riferimento determinato); Atti nel dire qualcosa (illocutori): ad esempio domandare,Atti nel dire qualcosa (illocutori): ad esempio domandare, ordinare, promettere; Atti con il dir qualcosa (perlocutori): cioè capaci di produrreAtti con il dir qualcosa (perlocutori): cioè capaci di produrre intenzionalmente effetti su sentimenti, pensieri e azioni altrui. Austin distingue tra atto e forza dell’atto.
  12. 12. LA COMUNICAZIONE Searle: il modo in cui viene interpretato un enunciato e il risultato dell’atto linguistico, dipendono dalla sua forzarisultato dell’atto linguistico, dipendono dalla sua forza illocutoria e dai suoi effetti sul destinatario (effetti perlocutori).perlocutori). Alcuni indicatori della forza illocutoria: • La scelta dei verbi• La scelta dei verbi • L’ordine delle parole• L’ordine delle parole • L’accento • L’intonazione• L’intonazione • La punteggiatura.
  13. 13. LA COMUNICAZIONE INTERPERSONALELA COMUNICAZIONE INTERPERSONALE Possiamo distinguere tre aspetti della comunicazione interpersonale:interpersonale: La comunicazione verbale La comunicazione paraverbaleLa comunicazione paraverbale La comunicazione non verbaleLa comunicazione non verbale
  14. 14. LA COMUNICAZIONE VERBALELA COMUNICAZIONE VERBALE Riguarda i contenuti che trasmettiamo agli altri Alcuni fattori critici per una buona comunicazione verbale La chiarezza dei contenuti trasmessi La condivisione del contesto comunicativoLa condivisione del contesto comunicativo La condivisione del codice comunicativo L’accertamento della comprensione del contenuto Le condizioni degli interlocutoriLe condizioni degli interlocutori
  15. 15. LA COMUNICAZIONE PARAVERBALELA COMUNICAZIONE PARAVERBALE Riguarda aspetti di contorno del processo comunicativoRiguarda aspetti di contorno del processo comunicativo Alcuni elementi componenti della comunicazione paraverbaleAlcuni elementi componenti della comunicazione paraverbale Il tono della voce Il timbro Alcuni effetti vocali (ad es. tremolìo…)Alcuni effetti vocali (ad es. tremolìo…) Alcune espressioni paraverbali (“ehmm…, uhmm…”)
  16. 16. LA COMUNICAZIONE NON VERBALE Riguarda gli aspetti non contenutistici della comunicazione Alcuni elementi componenti della comunicazione non verbale Le espressioni del voltoLe espressioni del volto Lo sguardoLo sguardo La postura L’orientamento spazialeL’orientamento spaziale La distanza interpersonaleLa distanza interpersonale I movimenti del corpo e la gestualità L’aspetto esteriore
  17. 17. LO STILE DI COMUNICAZIONE PASSIVALO STILE DI COMUNICAZIONE PASSIVA Le principali giustificazioni sociali dell’utilizzo di questo stile Desiderio di essere sempre simpatici ed accettati da tuttiDesiderio di essere sempre simpatici ed accettati da tutti Riluttanza verso conflitti che si pensa di non saper gestire Timore che il proprio coinvolgimento non vada a buon fineTimore che il proprio coinvolgimento non vada a buon fine Apprensione e senso di colpa in caso di perdita del controllo
  18. 18. VANTAGGI DELLA COMUNICAZIONE PASSIVA Si evitano i conflitti nel breve periodo Si ottiene più facilmente la altrui simpatiaSi ottiene più facilmente la altrui simpatia Si assumono minori responsabilità A volte si controllano gli altri con manipolazioni e colpevolizzazionicolpevolizzazioni SVANTAGGI DELLA COMUNICAZIONE PASSIVASVANTAGGI DELLA COMUNICAZIONE PASSIVA Non si riesce ad evitare i conflitti nel lungo periodo Non si riesce ad essere sempre simpatici a tutti, ci siNon si riesce ad essere sempre simpatici a tutti, ci si colpevolizza e frustra Il disimpegno aggrava la situazione da risolvere Manipolare e colpevolizzare gli altri produce conflitti nelManipolare e colpevolizzare gli altri produce conflitti nel lungo periodo Non si riesce ad esprimersi e si perde fiducia in se stessiNon si riesce ad esprimersi e si perde fiducia in se stessi
  19. 19. LO STILE DI COMUNICAZIONE AGGRESSIVALO STILE DI COMUNICAZIONE AGGRESSIVA Le principali giustificazioni sociali dell’utilizzo di questo stile Attraverso uno stile duro si ottengono i risultati miglioriAttraverso uno stile duro si ottengono i risultati migliori Dopo aver aggredito qualcuno ci si sente meglio Il mondo è pieno di gente ostile, bisogna difendersiIl mondo è pieno di gente ostile, bisogna difendersi Si deve rendere “pan per focaccia!” Quando non se ne può più, uno scoppio di collera è quelloQuando non se ne può più, uno scoppio di collera è quello che ci vuole!
  20. 20. VANTAGGI DELLA COMUNICAZIONE AGGRESSIVA Si ottengono risultati nel breve periodo Si ha la sensazione di dominare la situazioneSi ha la sensazione di dominare la situazione Ci si percepisce come persone forti ed apprezzate SVANTAGGI DELLA COMUNICAZIONE AGGRESSIVASVANTAGGI DELLA COMUNICAZIONE AGGRESSIVA Nel lungo periodo emerge inimicizia, boicottaggi etc.. La perdita di autocontrollo è socialmente sconvenienteLa perdita di autocontrollo è socialmente sconveniente Si creano rapporti basati su timore ed odio Si creano inutili e pericolosi sensi di colpaSi creano inutili e pericolosi sensi di colpa
  21. 21. IL QUESTIONARIO SULL’ASSERTIVITA’ (Gillian) Assertivo (Gillian) Item Assertività Item Aggressività Item Passività 36 Assertivo Assertività 3 8 Aggressività 1 4 Passività 2 5 36 24 8 9 11 18 4 7 10 14 5 6 12 13 12 12 2418 19 20 24 14 15 16 21 13 17 23 27 12 24 36 24 20 24 26 31 16 21 22 25 23 27 28 30 24 36 AggressivoPassivo 31 35 36 25 29 33 30 32 34
  22. 22. LO STILE DI COMUNICAZIONE ASSERTIVA Struttura del messaggio assertivoStruttura del messaggio assertivo Ascolto attivo (attraverso parafrasi e rispecchiamento) Descrizione non valutativa del comportamento altrui Accettazione ed espressione dei sentimentiAccettazione ed espressione dei sentimenti Indicazione degli effetti prodotti dal comportamento sul quale si è deciso di intervenirequale si è deciso di intervenire Caratteristiche del messaggio assertivo Il messaggio asserivo è direttoIl messaggio asserivo è diretto Il messaggio assertivo è onesto Il messaggio asserivo è coerente Il messaggio assertivo è adeguatoIl messaggio assertivo è adeguato Il messaggio assertivo favorisce la comunicazione
  23. 23. LA COMUNICAZIONE VERBALE NEI TRE STILI AssertivoPassivo Affermazioni lunghe e ripetitive Aggressivo Uso eccessivo dell’”Io” Assertivo Affermazioni concise e chiare ripetitive Uso eccessivo del “forse” Opinioni spacciate per fatti Domande e frasi Adeguato uso dell’”Io”, “mi piacerebbe” Distinzione tra fatti e opinioni“forse” Frequenti giustificazioni Domande e frasi minatorie Consigli del tipo Distinzione tra fatti e opinioni Suggerimenti non costrittivi o colpevolizzantigiustificazioni Offerta costante di scuse Consigli del tipo “dovresti fare…” Induzione nell’altro di colpevolizzanti Nessun uso di imperativi Critica costruttiva senza Uso eccessivo del “dovrei” Induzione nell’altro di sensi di colpa Uso del sarcasmo e Critica costruttiva senza colpevolizzazione Domande per capire pensieri Poche affermazioni iniziate con”Io” Frasi di Uso del sarcasmo e della svalutazione degli altri Domande per capire pensieri e sentimenti altrui Proposta di strategie operative di soluzioneFrasi di autocommiserazione operative di soluzione
  24. 24. LA COMUNICAZIONE PASSIVA NON VERBALE Canale ComportamentoCanale Voce Talvolta tremolante Spesso piatta e monocorde Volume basso Eloquio Volume basso Esitante e pieno di pause Talvolta con cambi repentini di velocitàTalvolta con cambi repentini di velocità Frequenti schiarimenti di gola Sorrisi di circostanza davanti ai rilievi Mimica facciale Sorrisi di circostanza davanti ai rilievi Rapidi movimenti Inadeguata rispetto ai contenuti verbali Contatto visivo Evasivo ed erratico, orientato verso il basso Spesso in punta di sedia, piedi inarcati, pronto alla fuga Movimenti del corpo Spesso in punta di sedia, piedi inarcati, pronto alla fuga Spesso si copre la bocca con la mano Spalle piegate verso il basso Braccia incrociate, a protezioneBraccia incrociate, a protezione Distanza fisica eccessiva rispetto all’interlocutore
  25. 25. LA COMUNICAZIONE AGGRESSIVA NON VERBALE Canale ComportamentoCanale Voce Molto ferma Tono spesso sarcastico e freddo Concitata e stridente, toni acuti Eloquio Concitata e stridente, toni acuti Fluente, senza esitazioni imbarazzate Ricco di espressioni colpevolizzantiRicco di espressioni colpevolizzanti Spesso irruente Il sorriso muta in ghigno Mimica facciale Il sorriso muta in ghigno Mascelle chiuse e rigide Viso in avanti verso l’interlocutore Contatto visivo Dominante, dall’alto verso il basso Indice usato verso l’interlocutoreMovimenti del corpo Indice usato verso l’interlocutore Corpo proiettato verso l’altro Si muove continuamente Braccia conserteBraccia conserte Distanza fisica eccessivamente ridotta e invadente
  26. 26. LA COMUNICAZIONE ASSERTIVA NON VERBALE Canale Comportamento Ferma ed espressiva Tono intermedio Voce Tono intermedio Chiara e calda Fluente, senza esitazioni imbarazzate Eloquio Fluente, senza esitazioni imbarazzate L’accento è posto sui punti importanti del dialogo Costante, senza cambiamenti repentini Mimica facciale Il sorriso in presenza di eventi positivi La collera viene espressa visibilimenteMimica facciale Contatto visivo La collera viene espressa visibilimente Mascelle rilassate Fermo ma non dominanteContatto visivo Movimenti del corpo Fermo ma non dominante Movimenti delle mani aperti ed invitanti Postura rilassataPostura rilassata Distanza fisica adeguata alla natura del rapporto
  27. 27. I DIRITTI DEL COMUNICATORE ASSERTIVO Non esiste una tassonomia generale, quella di Back & Back:Non esiste una tassonomia generale, quella di Back & Back: Esprimere la propria opinione anche se contrasta con quella altrui. Ottenere l’ascolto e l’attenzione degli altri.Ottenere l’ascolto e l’attenzione degli altri. Sentire bisogni, sensazioni e sentimenti che possono differire da quelli degli altri. Chiedere (non pretendere) agli altri di rispondere ai propri bisogni e richieste. Rifiutare di rispondere ad una richiesta altrui senza sentirsi colpevoli. Vivere sentimenti ed esprimerli (rispettando quelli altrui). Commettere errori di tanto in tanto.Commettere errori di tanto in tanto. Decidere di non essere assertivi. Essere se stessi e e non come gli altri vorrebbero che si fosse.Essere se stessi e e non come gli altri vorrebbero che si fosse. Far sì che gli altri rispettino i propri diritti.
  28. 28. I DIRITTI DEL COMUNICATORE ASSERTIVO I diritti lavorativi del comunicatore assertivoI diritti lavorativi del comunicatore assertivo Essere valutati con equità (almeno una volta all’anno…). Commettere di tanto in tanto degli errori, che non siano addebitabili aCommettere di tanto in tanto degli errori, che non siano addebitabili a comportamenti dolosi. Godere di una evoluzione di carriera basata su criteri di chiarezza e equità. Essere interpellati a proposito di decisioni che coinvolgono il proprio lavoro. I DOVERI DEL COMUNICATORE ASSERTIVOI DOVERI DEL COMUNICATORE ASSERTIVO Fornire la migliore prestazione possibile. Rispettare i diritti del “cliente”.Rispettare i diritti del “cliente”. Riparare agli errori commessi e cercare di evitarli in futuro. Supportare l’organizzazione oppure uscirne.Supportare l’organizzazione oppure uscirne. Non abusare del proprio potere.
  29. 29. Uno dei momenti “critici” della comunicazione è quelloUno dei momenti “critici” della comunicazione è quello relativo all’accesso nel mondo del lavoro, nello specifico quello della selezione - valutazione.quello della selezione - valutazione. La comunicazione contiene sia aspetti di naturaLa comunicazione contiene sia aspetti di natura contenutistica (informazioni, significati…) che aspetti di natura processuale (emozioni, sentimenti…).natura processuale (emozioni, sentimenti…). Nei contesti di selezione - valutazione il principale strumento di trasmissione dei contenuti è il Curriculum Vitae. Mentre il principale strumento di trasmissione degliVitae. Mentre il principale strumento di trasmissione degli aspetti processuali è il Colloquio.
  30. 30. Curriculum VitaeCurriculum Vitae Curriculum è diminutivo della parola latina currus che significa “carro”, ma anche “carriera”. Curriculum Vitae significa perciò“carro”, ma anche “carriera”. Curriculum Vitae significa perciò Letteralmente “carriera della vita”. In italiano questa espressione è di uso assai recente.In italiano questa espressione è di uso assai recente. L’equivalente italianizzato “curricolo” compare nei nostri dizionari Solo a partire dal 1941. Attenzione al plurale di questa parola: non è una parola inglese! Dunque al plurale non si usa la forma “curriculums” maDunque al plurale non si usa la forma “curriculums” ma l’espressione latina “curricula”.
  31. 31. IL CURRICULUM VITAEIL CURRICULUM VITAE è il tuo biglietto da visita trasmette la tua immaginetrasmette la tua immagine è un modo per renderti interessante è il primo contatto con il tuo potenziale datore di lavoroè il primo contatto con il tuo potenziale datore di lavoro UN BUON CURRICULUMUN BUON CURRICULUM DEVE ESSERECOMPLETO: deve contenere tutte le informazioni attinenti alla posizione che si vuole ricoprire CHIARO: deve avere unache si vuole ricoprire CHIARO: deve avere una struttura precisa e ordinata CONCISO: non deve annoiare il lettore. Chi legge il vostro curriculum ne legge tanti!
  32. 32. E’ indispensabile fornire i dati anagrafici • nome e cognome • nazionalità• nazionalità • data e luogo di nascita • stato civile (?) • indirizzo e numero di telefono• indirizzo e numero di telefono • (posizione nei confronti della leva) Si devono indicare gli studi terminati e in corsoSi devono indicare gli studi terminati e in corso (in ordine cronologico) • tipo di diploma e relativa votazione • eventuali diplomi di laurea con la relativa votazione • eventuali corsi di formazione professionale • eventuale partecipazione a stage, tirocini e masters• eventuale partecipazione a stage, tirocini e masters • eventuali corsi di specializzazione Bisogna mettere in evidenza le esperienze professionali elencare in ordine cronologico le esperienze lavorativeelencare in ordine cronologico le esperienze lavorative anche quelle brevi, occasionali e part-time e specificare • il periodo e la durata dell’esperienza lavorativa • la struttura presso la quale hai lavorato • il ruolo ricoperto e le mansioni svolte
  33. 33. Segnalare la conoscenza delle lingue straniere • le lingue straniere conosciute, parlate e scritte, precisando il livello di conoscenza • eventuali esperienze di studio all’estero ricorda che in un eventuale colloquio potrebbero essere esaminate le conoscenze che hai dichiarato di possedere Aggiungere eventuali altre conoscenze come la capacità di utilizzare programmi e supporti informatici o strumenti particolari, utili allo svolgimento della professione per la quale ti stai candidando Infine si possono aggiungere altre informazioni rilevanti • il possesso di patente specificando la categoria • la disponibilità agli spostamenti indicando l’ambito geografico• la disponibilità agli spostamenti indicando l’ambito geografico (regionale, nazionale, internazionale) • la disponibilità a seguire corsi di formazione• la disponibilità a seguire corsi di formazione • altre informazioni che ritieni rilevanti
  34. 34. Alcuni suggerimenti ♦ oramai il computer è un supporto di uso comune, perciò♦ oramai il computer è un supporto di uso comune, perciò è consigliabile non scrivere a mano il proprio curriculum (a meno che non venga espressamente richiesto) ♦ usare solo carta bianca nel formato A4♦ usare solo carta bianca nel formato A4 ♦ la stampa deve essere di buona qualità ♦ attenzione all’impaginazione ♦ scegli i caratteri più usati come il Times New Roman o Arial♦ scegli i caratteri più usati come il Times New Roman o Arial ♦ non è consigliabile eccedere con il numero delle pagine: chi legge il vostro curriculum ne legge tanti! ♦ ricordarsi di scrivere la data e di firmare il curriculum Il curriculum non è Lo scopo è quello di ottenere un colloquio ♦ ricordarsi di scrivere la data e di firmare il curriculum Non raccontare bugie perché il tuo curriculum verrà discusso durante il colloquio Il curriculum non è qualcosa che si scrive una volta per tutte colloquio Non avanzare pretese sulla retribuzione e non indicare l’ultima retribuzionee non indicare l’ultima retribuzione percepita
  35. 35. IL CURRICULUM VITAEIL CURRICULUM VITAE Dati personali FormazioneFormazione Esperienze professionaliEsperienze professionali
  36. 36. IL CURRICULUM VITAEIL CURRICULUM VITAEIL CURRICULUM VITAEIL CURRICULUM VITAE Lingue straniere Altre conoscenzeAltre conoscenze Altre informazioni
  37. 37. IL COLLOQUIO DI LAVOROIL COLLOQUIO DI LAVORO DOVE SEDE DELL’AZIENDA SEDE DELLA SOCIETA’ DI CONSULENZASEDE DELLA SOCIETA’ DI CONSULENZA ☺ CONSULENTE ESTERNO ☺ SELEZIONATORE INTERNOCHI È ☺ SELEZIONATORE INTERNO ☺ FUTURO RESPONSABILE ☺ ALTO DIRIGENTE CHI È IL SELEZIONATORE VALUTAIL SELEZIONATORE VALUTA CONTENUTI COMPORTAMENTO NON VERBALE MODO IN CUI TI PRESENTI
  38. 38. FASI E TEMI DEL COLLOQUIOFASI E TEMI DEL COLLOQUIO FASI TEMI DA AFFRONTARE • Breve autopresentazione reciproca • Illustrazione degli obiettivi del PRESENTAZIONE • Illustrazione degli obiettivi del colloquio (selezionatore) • Eventuali chiarimenti richiesti (selezionato) DATI PERSONALI (selezionato) COLLOQUIO • dati anagrafici (curriculum vitae) • vita familiare • interessi e aspirazioni• interessi e aspirazioni
  39. 39. FASI E TEMI DEL COLLOQUIOFASI E TEMI DEL COLLOQUIO FASI TEMI DA AFFRONTARE DATI PROFESSIONALI • studi effettuati e motivi della scelta• studi effettuati e motivi della scelta • esperienze lavorative • interessi professionali• interessi professionali • aspettative professionali • obiettivi lavorativi COLLOQUIO • obiettivi lavorativi • verifica delle disponibilità richieste • verifica delle eventuali conoscenze specifiche richieste CONCLUSIONE • Approfondimento punti non chiari • (es. inglese) CONCLUSIONE • Eventuali difficoltà di assunzione • Eventuali quesiti dell’intervistato
  40. 40. IL COLLOQUIO DI LAVOROIL COLLOQUIO DI LAVORO ALCUNI SUGGERIMENTI prima di recarsi all’appuntamento è buona regola confermarlo è bene arrivare puntuali né in ritardo né con troppo anticipo se all’appuntamento ritarda il selezionatore è consigliabile non fare alcuna allusioneallusione presentarsi sempre con il proprio curriculum evitare di mentire per migliore la propria immagine non fare riferimento alle proprie idee politiche curare la propria immagine evitare di mostrarsi eccessivamente agitati, polemici o apatici non eccedere con le battute di spirito non essere troppo sintetici né logorroicinon essere troppo sintetici né logorroici prima di rispondere alle domande è bene accertarsi di aver capito; in caso contrario non esitare a chiedere chiarimenti non alzarsi per primi quando il colloquio è finito

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