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STUDIO AMBIENTALE SULL’AREA DI MALAGROTTA I INTRODUZIONE ....................................................................
2.4 Le attività estrattive ..................................................................................................
5.3.2 I principali inquinanti e le fonti di origine .........................................................................
8. Considerazioni conclusive e proposte per il miglioramento del quadro conoscitivo dell‟area diMalagrotta. .................
I INTRODUZIONEI.1 PremessaA seguito dell‟incarico che il Ministro dell‟Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare h...
concetto di causalità: le attività antropiche (Determinanti) esercitano Pressioni sull‟ambiente einducono modificazioni ne...
I.3 Articolazione dello studioLa struttura del rapporto rispecchia lo schema utilizzato per l‟indagine e comprende:    1. ...
I.5 Considerazioni sullo stato di qualità dell’aria nell’area di MalagrottaLa caratterizzazione delle emissioni, condotta ...
idrocarburi policiclici aromatici, i metalli e i composti organici volatili, spesso determinati incampagne “spot”. Per gli...
PRESSIONI SULLA RISORSADai dati sulla copertura del suolo riportati nel “Progetto di piano stralcio di bacino per il tratt...
i colibatteri (E. coli), con picchi notevoli nel periodo estivo, tra maggio e agosto, sono        sempre risultati tra il ...
attualmente servita dall‟ACEA. Esiste un‟unica sorgente, denominata "Breccia", ancora utilizzataper il consumo umano, che ...
LO STATO DEI SUOLILa documentazione disponibile reperita per la valutazione dello stato di qualità delle matrici suolo eso...
limiti di legge anche per il benzene e per la sommatoria dei composti organici aromatici. In areaB i risultati analitici h...
approfondita l‟analisi dei dati relativi al monitoraggio delle matrici interessate dalla discarica evalutati i risultati a...
Gli impianti di trattamento meccanico-biologico di MalagrottaIl tipo di verifica effettuata sugli impianti di trattamento ...
equipaggiati e gestiti in modo da non superare nelleffluente gassoso i valori limite di emissioneindicati dallallegato 1, ...
1. DESCRIZIONE DELL’AREA           DI STUDIO: INQUADRAMENTO GENERALE1.1 Inquadramento geograficoL‟area oggetto di studio è...
che si mantengono abbastanza consistenti nel periodo invernale e che tendono progressivamente adattenuarsi nel periodo pri...
Figura 1.2.2 – Temperature minime e massime medie mensili (periodo 1961-1990)                    30                       ...
Fonte: Elaborazioni ISPRA (sistema SCIA) su dati Aeronautica Militare, Servizio Meteorologico1.3 Inquadramento geologico, ...
Studio ambientale sull'area di malagrotta   19 ottobre 2010
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  1. 1. STUDIO AMBIENTALE SULL’AREA DI MALAGROTTA I INTRODUZIONE ............................................................................................................................... 5 I.1 Premessa ..................................................................................................................................... 5 I.2 Metodo di lavoro......................................................................................................................... 5 I.3 Articolazione dello studio ........................................................................................................... 7 I.4 Considerazioni generali .............................................................................................................. 7 I.5 Considerazioni sullo stato di qualità dell‟aria nell‟area di Malagrotta ....................................... 8 I.6 Considerazioni sullo stato di qualità delle acque superficiali nell‟area di Malagrotta ............... 9 I.7 Considerazioni sullo stato della qualità dei suoli e delle acque sotterranee nell‟area di Malagrotta ...................................................................................................................................... 11 I.8 Considerazioni sui principali impianti di gestione dei rifiuti presenti nell‟area di Malagrotta 14 1. DESCRIZIONE DELL‟AREA DI STUDIO: INQUADRAMENTO GENERALE ........................................... 18 1.1 Inquadramento geografico ....................................................................................................... 18 1.2 Inquadramento meteo climatico ............................................................................................... 18 1.3 Inquadramento geologico, geomorfologico, idrogeologico ed idrologico del bacino del Rio Galeria ............................................................................................................................................ 21 1.3.1 Inquadramento geologico generale ................................................................................... 21 1.3.2. Inquadramento geomorfologico ...................................................................................... 23 1.3.3. Inquadramento idrogeologico .......................................................................................... 24 1.3.3.1. Descrizione del bacino idrogeologico ....................................................................... 24 1.3.3.2 Sorgenti mineralizzate e termominerali .................................................................... 26 1.3.4 Aspetti idrologici............................................................................................................... 28 1.4 L‟uso dei suoli .......................................................................................................................... 28 1.5 Il traffico stradale e autostradale .............................................................................................. 31 2 LE ATTIVITÀ ANTROPICHE ESISTENTI NELL‟AREA DI STUDIO. ...................................................... 33 2.1 Gli impianti di gestione dei rifiuti: il complesso di Malagrotta e di Ponte Malnome.............. 33 2.1.1 Discarica per rifiuti non pericolosi di Malagrotta ............................................................. 34 2.1.1.1 Descrizione e caratteristiche tecniche dell‟impianto ................................................. 34 2.1.1.2 Elenco dei rifiuti conferiti .......................................................................................... 35 2.1.1.3 Dati sui monitoraggi effettuati ................................................................................... 38 2.1.2. Il gassificatore CDR di Malagrotta .................................................................................. 40 2.1.2.1. Informazioni generali sull‟impianto.......................................................................... 40 2.1.2.2. Rifiuti trattati ............................................................................................................. 43 2.1.2.3. Emissioni................................................................................................................... 44 2.1.2.4. Produzione di rifiuti .................................................................................................. 45 2.1.2.5. Sistemi di contenimento e abbattimento ................................................................... 45 2.1.2.6. Risultati delle prove funzionali ................................................................................. 46 2.1.2.7. Condizioni generali di esercizio dell‟impianto. ........................................................ 51 2.1.3 Gli impianti di trattamento meccanico-biologico Malagrotta 1 e Malagrotta 2 ............... 52 2.1.3.1 Descrizione e caratteristiche tecniche dell‟impianto ................................................. 52 2.1.3.2 Elenco dei rifiuti trattati ............................................................................................. 53 2.1.3.3 Emissioni.................................................................................................................... 54 2.1.3.4 Sistemi di contenimento e abbattimento .................................................................... 56 2.1.4 L‟inceneritore di rifiuti sanitari anche pericolosi di Ponte Malnome ............................... 57 2.1.4.1 Descrizione e caratteristiche tecniche dell‟impianto ................................................. 57 2.1.4.2 Sistemi di contenimento e abbattimento .................................................................... 59 2.1.4.3 Elenco dei rifiuti inceneriti ........................................................................................ 60 2.1.4.4 Dati sui monitoraggi effettuati ................................................................................... 63 2.2 La Raffineria di Roma.............................................................................................................. 66 2.3 Il deposito De.Co. Scarl ........................................................................................................... 68 1
  2. 2. 2.4 Le attività estrattive .................................................................................................................. 69 2.4.1 Generalità .......................................................................................................................... 69 2.4.2 Evoluzione storica delle attività estrattive ........................................................................ 69 2.5 Altre attività ............................................................................................................................. 75 2.5.1 L‟attività agricola .............................................................................................................. 75 2.5.2 L‟edificazione residenziale e produttiva ........................................................................... 75 2.5.3 L‟aeroporto di Fiumicino .................................................................................................. 78 3. QUADRO AUTORIZZATIVO E DI CONTROLLO DELLE PRINCIPALI ATTIVITÀ IDENTIFICATE NELL‟AREA DI STUDIO ..................................................................................................................... 80 3.1 Gli impianti di gestione rifiuti .................................................................................................. 80 3.1.1 La discarica per rifiuti non pericolosi di Malagrotta......................................................... 80 3.1.2 Il gassificatore CDR di Malagrotta ................................................................................... 83 3.1.2.1 Considerazioni generali relative al quadro normativo ............................................... 83 3.1.2.2 Il quadro autorizzativo dell‟impianto di gassificazione Co.La.Ri. di Malagrotta...... 84 3.1.3 Gli impianti di trattamento meccanico-biologico Malagrotta 1 e Malagrotta 2 ............... 88 3.1.4 L‟inceneritore di rifiuti sanitari anche pericolosi di Ponte Malnome ............................... 91 3.2 La Raffineria di Roma.............................................................................................................. 94 3.2.1 Emissioni in acqua. ........................................................................................................... 94 3.2.2 Emissioni in atmosfera ...................................................................................................... 98 3.2.3 Rumore .............................................................................................................................. 99 3.3 Le attività estrattive ................................................................................................................ 1004. Pressioni sulle matrici ambientali: aria, acque superficiali e sotterranee, suoli ........................... 101 4.1 Caratterizzazione preliminare delle emissioni atmosferiche nell‟area di Malagrotta ............ 101 4.1.1 Emissioni da traffico. ...................................................................................................... 103 4.1.2 Emissioni da fonti industriali .......................................................................................... 105 4.1.2.1 Raffineria di Roma SpA ........................................................................................... 105 4.1.2.2 L‟inceneritore per rifiuti sanitari anche pericolosi di Ponte Malnome .................... 105 4.1.2.3 La discarica per rifiuti non pericolosi di Malagrotta................................................ 107 4.1.3 Emissioni dovute all‟attività dell‟Aeroporto di Fiumicino ............................................. 107 4.1.4 Emissioni da impianti di riscaldamento. ......................................................................... 108 4.1.5 Quadro riassuntivo dei principali inquinanti atmosferici ................................................ 108 4.1.6 Indice di pressione ambientale ........................................................................................ 110 4.2 Acque superficiali .................................................................................................................. 111 4.2.1 Gli scarichi fognari: il sistema di collettamento e depurazione ...................................... 113 4.2.2 Modificazioni antropiche del reticolo idrografico .......................................................... 115 4.2.2.1 Reti irrigue. .............................................................................................................. 115 4.2.3 Carichi inquinanti potenziali ........................................................................................... 115 4.3 Pressioni sul suolo, sottosuolo ed acque sotterranee.............................................................. 116 5. STATO DELLE MATRICI AMBIENTALI: ARIA, ACQUE SUPERFICIALI E SOTTERRANEE, SUOLI ........ 117 5.1 Caratterizzazione dello stato della qualità dell‟aria ............................................................... 117 5.1.1 I dati pregressi ................................................................................................................. 118 5.1.1.1 Le fonti dei dati e la qualità dell‟aria ....................................................................... 118 5.2 Qualità delle acque superficiali .............................................................................................. 122 5.2.1 Le fonti dei dati e qualità delle acque superficiali ......................................................... 124 5.2.2 Risultati derivati dal monitoraggio e classificazione di qualità delle acque superficiali nell‟area di Malagrotta ............................................................................................................. 124 5.3 Qualità delle acque sotterranee .............................................................................................. 125 5.3.1 Le fonti dei dati ............................................................................................................... 126 5.3.1.1. La discarica di rifiuti non pericolosi di Malagrotta................................................. 127 5.3.1.2 Raffineria di Roma ................................................................................................... 150 5.3.1.3 Deposito De.Co Scarl ............................................................................................... 150 2
  3. 3. 5.3.2 I principali inquinanti e le fonti di origine ...................................................................... 151 5.4 Stato dei suoli ......................................................................................................................... 153 5.4.1 I siti contaminati.............................................................................................................. 153 5.4.1.1 Raffineria di Roma ................................................................................................... 155 5.4.1.2 La discarica per rifiuti non pericolosi di Malagrotta................................................ 156 5.4.1.3 Deposito De.Co Scarl ............................................................................................... 1576 Indicazioni per il miglioramento del quadro conoscitivo ............................................................ 158 6.1 Indicazioni per una integrazione di monitoraggio dell‟aria ................................................... 158 6.2 Indicazioni per una integrazione del monitoraggio delle acque ............................................ 1607 Attività di monitoraggio effettuate da ISPRA nell‟area di Malagrotta ......................................... 162 7.1 Finalità del monitoraggio, sito di campionamento e parametri misurati per il monitoraggio della qualità dell‟aria .................................................................................................................... 162 7.1.1 Dati meteorologici........................................................................................................... 165 7.1.2 Rosa dei venti .................................................................................................................. 165 7.1.2.1 Periodo di campionamento dal 25 giugno al 31 agosto 2009 .................................. 165 7.1.2.2 Periodo di campionamento dal 1 settembre al 31 ottobre 2009 ............................... 166 7.1.2.3 Periodo di campionamento dal 1 novembre al 31 dicembre 2009 ........................... 166 7.1.2.4 Periodo di campionamento dal 1 gennaio al 23 febbraio 2010 ................................ 166 7.1.3 Temperatura ed umidità relativa ..................................................................................... 168 7.1.4 Radiazione solare ............................................................................................................ 172 7.1.5 Pioggia ............................................................................................................................ 174 7.1.6 Gli inquinanti gassosi ...................................................................................................... 176 7.1.6.1 Anidride Solforosa ....................................................................................................... 176 7.1.6.2 Monossido di Carbonio ................................................................................................ 180 7.1.6.3 Biossido di Azoto ......................................................................................................... 184 7.1.6.4 Ozono ........................................................................................................................... 191 7.1.6.5 Benzene ........................................................................................................................ 196 Confronto con la nuova centralina di ARPA Lazio. ............................................................ 200 7.1.6.6 Altre sostanze organiche volatili .................................................................................. 203 Confronto con la nuova centralina di ARPA Lazio ............................................................. 208 7.1.6.7 Materiale particolato PM10 ........................................................................................... 210 7.1.7 Studio preliminare dei livelli di concentrazione di mercurio nell‟area di Malagrotta .... 211 7.1.7.1 Campionamento ........................................................................................................... 211 7.1.7.2 Trattamento del campione ed analisi ........................................................................... 213 7.1.8 Risultati ........................................................................................................................... 213 7.1.9 Conclusioni ..................................................................................................................... 214 7.2 Studio preliminare sull‟impatto della discarica di Malagrotta sulle acque superficiali e sotterranee, mediante l‟uso di metodologie isotopiche ................................................................ 214 7.2.1 Introduzione .................................................................................................................... 214 7.2.2 La produzione di percolato ............................................................................................. 215 7.2.3 Metodologia .................................................................................................................... 218 7.2.3.1 Gli isotopi stabili ...................................................................................................... 218 Frazionamento isotopico ...................................................................................................... 219 δ18O e δD in acqua .............................................................................................................. 219 7.2.3.2 La caratterizzazione isotopica del percolato ............................................................ 220 7.2.4 Obiettivo dello studio sperimentale ................................................................................ 221 7.2.5 Piano di campionamento ed analisi ................................................................................. 222 7.2.6 Risultati e discussione ..................................................................................................... 224 7.3. Sintesi dei risultati del monitoraggio effettuato da ARPA Lazio ......................................... 226 7.4 Conclusioni ............................................................................................................................ 227 3
  4. 4. 8. Considerazioni conclusive e proposte per il miglioramento del quadro conoscitivo dell‟area diMalagrotta. ....................................................................................................................................... 228 8.1 Premessa................................................................................................................................. 228 8.2 Il monitoraggio e il controllo della qualità dell‟aria. ............................................................. 228 8.3 Il monitoraggio e il controllo delle acque superficiali e sotterranee. ..................................... 228 8.4 Il sistema informativo. ........................................................................................................... 229 8.5 Il coordinamento delle attività di monitoraggio e studio. ...................................................... 230APPENDICI ..................................................................................................................................... 231A.1 - Caratterizzazione geologica e stratigrafica di dettaglio .......................................................... 231A.2 - Definizione di un modello geofisico di riferimento................................................................ 231A.3 - Circolazione delle acque superficiali ...................................................................................... 231A.4 - Inquadramento idrogeologico di dettaglio .............................................................................. 231A.4 Allegato 1– Carta Idrogeologica .............................................................................................. 231B - Il sistema informativo a supporto delle decisioni. ..................................................................... 231C.1 - Il Gassificatore Co.La.Ri. di Malagrotta ................................................................................. 231C.2 - Il Piano di Monitoraggio e Controllo del Gassificatore Co.La.Ri. di Malagrotta................... 231D - Considerazioni in merito alle possibili pressioni sulle acque sotterranee derivanti dalla discaricadi Malagrotta relativamente al sistema di confinamento esistente .................................................. 231E - Bibliografia generale .................................................................................................................. 231 4
  5. 5. I INTRODUZIONEI.1 PremessaA seguito dell‟incarico che il Ministro dell‟Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare haassegnato ad ISPRA, con lo scopo di effettuare indagini ambientali sull‟area di Malagrotta per“accertare” la natura, la composizione e i livelli di inquinamento ambientale eventualmenteriscontrato sia nell‟atmosfera che nella falda acquifera, e se ciò sia causalmente riconducibileall‟attività di discarica o ad altri insediamenti industriali”, l‟Istituto ha avviato un‟impegnativaattività di indagine che ha portato alla redazione del presente studio. Già nella comunicazione delMinistro era richiesta l‟attivazione di una collaborazione tra l‟Istituto, il Comando dei Carabinieriper la Tutela dell‟ambiente (CCTA) e l‟ARPA Lazio. ISPRA ha ritenuto opportuno estendere lacollaborazione anche a Regione e Provincia di Roma al fine di condurre l‟indagine nel modo piùcompleto e sulla base di informazioni e documentazione di cui gli enti territoriali detengono latitolarità. Nel definire il piano di lavoro, l‟Istituto ha articolato le attività in due fasi: una primafinalizzata a ricostruire la situazione sulla base delle informazioni già disponibili, una seconda persvolgere indagini suppletive in campo e per valutare la situazione complessiva con un sufficientelivello di confidenza.I.2 Metodo di lavoroIn relazione alla complessità della situazione ambientale presente nell‟area in esame, l‟Istituto haquindi ritenuto opportuno istituire un Tavolo di coordinamento delle attività di indagine e divalutazione con i responsabili delle strutture tecniche competenti ed ha proceduto alla costituzionedi gruppi di lavoro tematici per la ricognizione delle informazioni utili già disponibili per le diversematrici ambientali, la ricostruzione dello stato di contaminazione e delle possibili cause, lapredisposizione del sistema informativo, la definizione di programmi integrativi di monitoraggio.Allo studio è stata conferita un‟impostazione utile anche a mettere a punto una metodologia dilavoro replicabile ed adattabile anche ad altri contesti territoriali caratterizzati, come il caso diMalagrotta, da un‟elevata complessità. Infatti, proprio a causa della concentrazione, in un medesimoambiente, di molte attività antropiche di diversa tipologia (industriale, di smaltimento rifiuti,estrattiva, agricola, ecc.) ad elevato impatto possono presentarsi importanti effetti sinergici conpotenziali ripercussioni in termini di degrado della qualità dell‟ecosistema. In tali situazioni, vieneinoltre esaltata la tipica imprevedibilità di sistemi complessi, caratterizzati da un‟elevataindeterminazione cognitiva, rendendo difficile uno sviluppo lineare del processo di analisi eobbligando a procedere per affinamenti successivi. Una base conoscitiva ampia assume in questocaso un‟importanza fondamentale per arrivare ad una diagnosi completa e quanto più possibilecondivisa del sistema e può, inoltre, agevolare il percorso di analisi anche al fine di rendere chiari ipercorsi che conducono alla produzione di nuove informazioni ed all‟elaborazione di scenariinterpretativi a supporto dei processi decisionali. Queste sono le motivazioni che hanno portato arealizzare, nell‟ambito delle attività di studio, uno specifico sistema informativo per la gestionedelle informazioni ambientali e territoriali e sviluppare, come metodo di indagine, un‟analisiintegrata su base geografica dei dati di volta in volta elaborati e resi disponibili. Il sistemainformativo ha permesso, in tal modo, di rappresentare con sufficiente chiarezza il complesso delleinformazioni utili alla caratterizzazione del contesto territoriale e di sovrapporre i diversi stratiinformativi, consentendo un‟analisi delle correlazioni tra lo stato delle diverse matrici ambientali etra i fattori antropici che potessero rappresentarne le cause di un‟eventuale compromissione.Proprio al fine di spostare l‟attenzione dai sintomi del degrado alle cause che lo generano e dipermettere, così, una corretta impostazione delle azioni più efficaci per affrontare alle radici ilproblema ecologico dell‟area di Malagrotta, si è utilizzato un metodo di indagine basatosull‟applicazione dello schema logico “Determinanti, Pressioni, Stato, Impatti e Risposte” (DPSIR).Lo schema DPSIR (figura I.1) è finalizzato, infatti, ad organizzare la base conoscitiva sulla base del 5
  6. 6. concetto di causalità: le attività antropiche (Determinanti) esercitano Pressioni sull‟ambiente einducono modificazioni nella sua qualità e nella quantità delle risorse naturali e quindi nello Stato lequali, a loro volta, comportano cambiamenti e alterazioni negli ecosistemi, nella salute pubblica osul sistema economico (Impatti); la società risponde a tali modificazioni attraverso politicheambientali, di economia generale e di settore: le Risposte, che possono indirizzarsi direttamente,sulle attività antropiche, sulle pressioni, sullo stato e sugli impatti. I momenti ora illustrati formanouna componente di un ciclo di politica ambientale che comprende la percezione dei problemi, laformulazione di azioni di carattere politico, il monitoraggio dei risultati e la valutazionedell‟efficacia del provvedimento politico. Tale schema, applicato all‟area di Malagrotta, haconsentito di evidenziare, nella fase di diagnosi, le relazioni di causalità tra le cause determinanti, lepressioni che ne derivano e che possono provocare una variazione dello stato di qualitàdell‟ambiente, gli impatti che ne scaturiscono – principalmente in termini di superamento di limitinormativi definiti per la tutela della salute e dell‟ecosistema – e le risposte date. Con lo stessoschema sono state valutate le ulteriori azioni che possono essere attivate con l‟obiettivo dimigliorare l‟attività di indagine da parte delle Istituzioni preposte.Figura I.1 – Schema DPSIR utilizzato per l’area di Malagrotta Risposte: Cause generatrici • monitoraggio e primarie: miglioramento • gestione rifiuti del quadro • raffineria conoscitivo • attività • prevenzione estrattive degli impatti • trasporti Regolano • espansione Determinanti Determinanti Risposte Risposte edilizia • aeroporto di o an At Fiumicino o Ri on te in • agricoltura isc c m nu inu hi er Dim an e do et o D no no na sa Pressioni Pressioni IImpatto Ri mpatto Mo dif ica no Pressioni: ea Impatto: no Cr • scarichi idrici • superamento • percolato limiti • scarichi sul Stato normativi suolo Stato • emissioni atmosferiche Stato: • qualità dell’aria • qualità delle acque superficiali e sotterranee • qualità dei suoli 6
  7. 7. I.3 Articolazione dello studioLa struttura del rapporto rispecchia lo schema utilizzato per l‟indagine e comprende: 1. un inquadramento generale dell‟area dal punto di vista geografico, meteo-climatico, geologico, geomorfologico, idrografico e dell‟uso del territorio; 2. un‟analisi dei determinanti presenti nell‟area che comprendono attività antropiche legate agli impianti di gestione dei rifiuti ma anche alla raffineria, alle attività estrattive (anche passate), alla mobilità, all‟agricoltura, all‟espansione edilizia ed all‟aeroporto di Fiumicino; 3. il quadro autorizzativo e di controllo delle principali attività identificate nell‟area di studio; 4. la caratterizzazione delle pressioni sulle matrici ambientali aria, acqua e suolo in termini di emissioni atmosferiche da traffico, da fonti industriali, da traffico aereo e da altre attività, di carichi inquinanti sul sistema idrico superficiale e sotterraneo, di contaminazione del suolo, ecc.; 5. la caratterizzazione dello stato di qualità delle stesse matrici ambientali attraverso un‟analisi dei dati pregressi e di dati derivanti da campagne di monitoraggio ambientale, effettuate anche con tecniche innovative isotopiche e accompagnate da ulteriori elaborazioni modellistiche; 6. la valutazione delle componenti ambientali con riferimento a standard ambientali e con l‟analisi delle relazioni di causalità evidenziate; 7. le considerazioni conclusive con proposte per il miglioramento del quadro conoscitivo e di controllo finalizzato alla prevenzione degli impatti ambientali.Nelle appendici trovano spazio gli ulteriori approfondimenti sulle analisi ambientali svolte e ladocumentazione relativa al sistema informativo territoriale realizzato a supporto delle indagini edella rappresentazione dei dati disponibili e delle elaborazioni condotte.I.4 Considerazioni generaliCon riferimento ai principali risultati ottenuti dallo studio si può evidenziare come la maggiorecriticità riguardi lo stato del sistema delle acque sotterranee ma che, in generale, esista unacompromissione ambientale dell‟intera area in esame. Dai dati del monitoraggio sulla qualitàdell‟aria e dalla simulazione modellistica, emerge che esistono estese zone interessate dalle ricadutedelle emissioni dagli impianti industriali anche se, occorre sottolineare, in nessun caso è possibileeffettuare rigorosi confronti dei valori rilevati con i valori limite di legge, mancando la coperturatemporale dei dati necessaria. Tuttavia, i valori rilevati possono fornire un quadro abbastanzacompleto delle tendenze in atto relativamente alla matrice aria e delineano una situazionesostanzialmente in linea con i limiti normativi che, ad ogni modo, andrebbe approfonditaulteriormente, con campagne di monitoraggio specifiche. La caratterizzazione delle emissioni, hamesso in evidenza che, per quanto riguarda la maggior parte degli inquinanti principali, il peso dellesorgenti diffuse (traffico veicolare, emissioni residenziali) è certamente prevalente rispetto a quellodelle sorgenti puntuali, ad eccezione del particolato e del biossido di zolfo, per i quali rilevante è ilcontributo della Raffineria di Roma. Il ruolo delle sorgenti puntuali è invece più rilevante perquanto riguarda le emissioni di metalli pesanti. I dati relativi alla qualità delle acque superficiali delreticolo idrografico, evidenziano il grave stato di degrado in cui versa, in particolare, il bacino delRio Galeria ma, anche in questo caso, si ritiene necessaria un‟integrazione delle informazionidisponibili con nuove campagne di monitoraggio che includano anche misure di portata e analisi deisedimenti. Il quadro qualitativo delle acque sotterranee nell‟area di Malagrotta risulta fortementecompromesso e i dati analizzati mostrano una contaminazione diffusa su tutta l‟area a causa delleattività industriali, dalla Raffineria di Roma, alla discarica di Malagrotta e al deposito De.Co., checostituiscono la pressione ambientale più rilevante su questa risorsa. 7
  8. 8. I.5 Considerazioni sullo stato di qualità dell’aria nell’area di MalagrottaLa caratterizzazione delle emissioni, condotta con riferimento ai valori annuali per il 2005, hamesso in evidenza che, per quanto riguarda la maggior parte degli inquinanti principali, il peso dellesorgenti diffuse (traffico, riscaldamento) è comunque prevalente rispetto a quello delle sorgentipuntuali, con l‟eccezione del particolato e del biossido di zolfo, per i quali rilevante è il contributodella Raffineria di Roma. Sono inoltre da segnalare il contributo dell‟inceneritore per rifiuti sanitaridell‟AMA, alle emissioni di diossine e quello della discarica alle emissioni di metano e di compostiorganici volatili non metanici. Il ruolo delle sorgenti puntuali è invece più rilevante per quantoriguarda le emissioni di metalli pesanti; in particolare, la Raffineria di Roma costituisce la sorgentepiù importante per arsenico, cromo, nichel e piombo, l‟inceneritore dell‟AMA per il mercurio, iltraffico per cadmio, rame, selenio e zinco. L‟area non è stata fin qui interessata da un monitoraggiosistematico dei principali parametri relativi alla qualità dell‟aria; le indagini sono infatti concentratenel periodo 2002 e 2003 (a cura dell‟ISPESL) e nel 2008 (a cura di ARPA Lazio), con punti diprelievo diversi nei due periodi. I dati più recenti sono quelli derivabili dalle campagne effettuate daARPA Lazio nel 2008 nella borgata Massimina e nel 2009 alla Pisana oltre alla campagna effettuatada ISPRA da giugno 2009 a febbraio 2010. Tuttavia, attualmente, non è possibile effettuarerigorosi confronti dei valori rilevati con i limite di legge, essendo la copertura temporale deicampionamenti non sufficiente ad un‟analisi esaustiva di questo tipo. In ogni caso i valori rilevatipossono fornire un quadro abbastanza completo delle tendenze in atto, ovvero, consentono dieffettuare una stima sulla probabilità che gli stessi valori limite di legge siano o meno superati. Leconcentrazioni di monossido di carbonio, biossido di azoto, biossido di zolfo e materiale particolatoPM10, sono inferiori ai valori limite di legge, e quelle di acido solfidrico rispetto al valore di 150µg/m3 fissato dall‟OMS nelle linee guida sulla qualità dell‟aria. Con l‟unica eccezione del biossidodi zolfo, i valori medi relativi al 2008 sono molto più bassi rispetto a quelli registrati nelle altrecentraline della rete di rilevamento della Regione Lazio. Per l‟acido solfidrico, ARPA Lazio haregistrato diversi superamenti del livello fissato come soglia olfattiva. Il confronto con i valorilimite di legge è più difficile per gli altri inquinanti, a causa della ridotta durata delle campagne dimisura. Per gli idrocarburi policiclici aromatici, le misure più recenti rilevano valori estremamentebassi; le analisi sembrerebbero evidenziare una prevalenza delle emissioni dalla combustione diprodotti petroliferi, seguite da quelle provenienti dal trasporto su strada, con un contributotrascurabile da parte dell‟inceneritore di rifiuti ospedalieri. I livelli di benzene, toluene e xilene sonostati determinati in campagne “spot” da ISPESL e da ARPA Lazio oltre al rilevamento effettuato daISPRA. Le analisi condotte dall‟ISPESL su alcani, alcheni e altri aromatici oltre ai BTX, mostranoche, tra i COV determinati, la presenza degli alcani appartenenti alla classe C4-C10 apparedominante, con valori più alti di quelli riportati in altre ricerche effettuate a Roma, in siti nondirettamente influenzati dalla presenza di sorgenti industriali. L‟analisi del profilo caratteristico deiCOV determinati appare compatibile con quello che caratterizza le emissioni di una raffineria dipetrolio. I livelli medi registrati per piombo, arsenico, cadmio, e nichel sono sempre inferiori alvalore limite (ex DM 60/2002 per il Pb) e ai valori obiettivo previsti (ex D.Lgs. 152/07 per As, Cd,e Ni) e le misure effettuate dall‟ARPA Lazio sono dell‟ordine di grandezza o inferiori a quellimisurati nello stesso periodo in due altre stazioni della rete (Villa Ada e Corso Francia). Per ilvanadio (presente in traccia nel petrolio grezzo), le ricerche effettuate dall‟ISPESL hanno inveceregistrato valori sensibilmente più elevati di quelli registrati nell‟area urbana di Roma, sebbenemolto lontani dal valore guida dell‟OMS. I livelli medi di PCB registrati dall‟ARPA Lazio presso ilsito di Malagrotta nell‟estate e nell‟autunno 2008 risultano in genere inferiori a quelli registratipresso il sito di Roma-Cinecittà. In nessuna delle due campagne sono state invece rilevate leconcentrazioni di diossine; si ricorda che, a causa dell‟elevato contenuto in cloro nei rifiuti,l‟incenerimento dei rifiuti ospedalieri può determinare la formazione di PCDD/F e la loro emissionein aria. L‟analisi dei dati fin qui disponibili mette in evidenza che, per tutti gli inquinanti, sarebbenecessario disporre di serie storiche di dati di maggior durata, al fine di rendere significativi iconfronti dei valori rilevati con i valori limite di legge. Tale esigenza è più pressante per gli 8
  9. 9. idrocarburi policiclici aromatici, i metalli e i composti organici volatili, spesso determinati incampagne “spot”. Per gli IPA, in particolare, la realizzazione di misure nelle aree individuate dalmodello di dispersione come quelle effettuate in aree dove già si sono registrati valori più elevati,potrà fornire elementi utili per la caratterizzazione delle relative sorgenti emissive. La presenzanell‟area di un inceneritore di rifiuti ospedalieri rende, inoltre, assolutamente necessaria larilevazione delle concentrazioni in aria almeno dei congeneri della diossina di maggior rilevanzatossicologica, per i quali mancano al momento informazioni. I dati più aggiornati disponibili sonoderivati dalla campagna di campionamenti in continuo, che ISPRA ha effettuato tra il mese digiugno 2009 e il febbraio 2010. Inoltre, a complemento delle indagini sulla qualità dell‟aria, illaboratorio CIRCE (Centro di Ricerche Isotopiche per i beni Ambientali e Culturali) del CdRCInnova e del Dipartimento di Scienze Ambientali della Seconda Università di Napoli, ha condottouna campagna di campionamento con misure dendroecologiche ed isotopiche di anelli diaccrescimento di alcune specie arboree presenti nell‟area di Malagrotta. Tali indagini permetterannodi ricostruire cambiamenti ambientali naturali o antropici del sito di crescita delle essenzecampionate, attraverso la determinazione dei rapporti isotopici di carbonio, azoto ed ossigeno neglianelli di accrescimento degli alberi. Infine, si segnala che l‟Università di Rieti, su incarico di ARPALazio, sta conducendo uno studio di biomonitoraggio (bioaccumulo) per la ricerca di metalli ed IPAnell‟atmosfera, mediante licheni (lichen bags), nell‟area in oggetto; anche queste indagini potrannocostituire un elemento rilevante ai fini di una maggior conoscenza dei fenomeni di inquinamento acarico della componente atmosferica.I.6 Considerazioni sullo stato di qualità delle acque superficiali nell’area di MalagrottaASPETTI IDROLOGICIL‟area di Malagrotta è ubicata nell‟ambito del bacino idrografico del Rio Galeria, un affluente delTevere in destra orografica. Il bacino occupa una regione collinare a lieve pendenza, incisa però daprofondi e stretti fossi, che si estende su una superficie di circa 154 km2 , per una lunghezza di circa39 km, dalle pendici del lago di Bracciano alla piana del Tevere. Al fine di effettuare unavalutazione di massima dell‟incidenza delle modifiche antropiche sul deflusso delle acquesuperficiali del bacino del Rio Galeria, sono state ricalcolate le principali caratteristichemorfometriche dello stesso, in particolare con la rideterminazione dei valori del fattore di forma edel tempo di corrivazione. Il rischio idrogeologico è stato valutato, ai sensi della Direttiva2007/60/CE (direttiva alluvioni). Non disponendo per la maggior parte dei corsi dacqua minoricome il Rio Galeria (piccoli bacini) di osservazioni idrometriche, è stata eseguita lanalisi idrologicaindiretta. Sono state esaminate, pertanto, le serie storiche delle precipitazioni di massima intensitàper intervalli di 1, 3, 6, 12, 24 ore consecutive registrate nel periodo 1928-1999 dai pluviografiubicati in bacini adiacenti. Per ciascuna stazione, sono stati determinati i valori delle altezze dipioggia di durata 1, 3, 6, 12, 24 ore rispettivamente per tempi di ritorno di 5, 10, 20, 50 e 100 anni.La valutazione delle massime portate del Rio Galeria in corrispondenza della sezione di chiusuradel bacino, è stata effettuata utilizzando relazioni empiriche che correlano laltezza di precipitazionecritica calcolata con la portata di massima piena corrispondente. Il tempo di corrivazione calcolato,alla sezione di chiusura del bacino, per l‟asta principale è di circa 15 ore. Laltezza di precipitazionecritica determinata, per periodi di ritorno di 5, 10, 20, 50 e 100 anni risulta, rispettivamente, di88.96, 103.21, 116.88, 134.56, e 147.81 mm. La portata di massima piena corrispondente, allasezione di chiusura del Rio Galeria, è stata stimata rispettivamente in 235.02, 272.67, 308.76,355.48 e 390.49 m3/s. 9
  10. 10. PRESSIONI SULLA RISORSADai dati sulla copertura del suolo riportati nel “Progetto di piano stralcio di bacino per il trattometropolitano del Tevere da Castel Giubileo alla foce” (PS5), predisposto dall‟Autorità di bacinodel Tevere, emerge che sull‟area di Malagrotta risultano complessivamente concentrate ben il 59%delle superfici edificate di tipo residenziale e il 54% di quelle edificate di tipo produttivo dell‟interobacino del Rio Galeria, oltre alla totalità delle aree oggetto di escavazione. Sono presenti, inoltre, il61% delle superfici coltivate a seminativi irrigui ed il 50% circa dell‟incolto. Dai dati emerge ancheche risultano essere concentrate nell‟area il 46% delle aree residenziali ed il 100% delle areeproduttive di espansione previste dal PRG (zone C e D di PRG). Sono presenti, tuttavia, anche il40% delle aree protette dell‟intero bacino ed il 53% delle aree sottoposte a vincolo paesaggistico e/oarcheologico. L‟area di Malagrotta è caratterizzata da una considerevole densità di attivitàeconomiche legate soprattutto alla gestione dei rifiuti e alle attività petrolifere con la presenza dinumerose attività “a rischio di incidente rilevante”1 ai sensi dell‟art.15, comma 4 del D.Lgs.17/08/99, n° 334. Nell‟ambito dell‟indagine sono stati individuati gli insediamenti i cui scarichiidrici hanno come recettore finale il Rio Galeria e si tratta, per lo più, di attività potenzialmente arischio di emissione di sostanze inquinanti. Un altro grave fattore di inquinamento per la risorsaidrica può derivare dalla eventuale contaminazione delle acque da parte di elementi tossiciprovenienti dalla dispersione del percolato della discarica di Malagrotta. Il Rio Galeria, oltre adrenare gli scarichi industriali, riceve lungo tutto il bacino, gli scarichi di una quota rilevante dipopolazione della periferia ovest di Roma. Il completamento del sistema fognario è previsto per il2016 ed, attualmente, sono circa 10.000 metri cubi al giorno i liquami non depurati che, attraverso ilRio Galeria e i vari fossi ad esso affluenti, si riversano nel Tevere. Il sistema depurativo è costituitoda due impianti principali: l‟impianto di Massimina Casal Lombroso, avente capacità organica diprogetto pari a 25.000 abitanti equivalenti (A.E.) e l‟impianto di Pisana Spallette con capacitàorganica di progetto pari a 4.000 A.E. In relazione alla conformità degli scarichi alle norme diemissione, dai dati pubblicati sul sito dell‟ATO2 – Roma “Elenco dei depuratori in carico al S.I.I.alla data del 7 novembre 2007”, risulta che lo scarico dell‟impianto di Massimina presenta valori diBOD5, COD e NH4, non conformi ai limiti di emissione previsti dalle tabelle di riferimento (All. 5al D.Lgs. n.152/06).QUALITÀ DELLE ACQUE SUPERFICIALIIl Rio Galeria rientra nell‟elenco dei corpi idrici superficiali significativi, come stabilito dallaRegione Lazio ai sensi dell‟Allegato 1 del D.Lgs. n.152/1999. Nella normativa nazionale e nel“Piano regionale di tutela delle acque” è previsto che, entro il 31 dicembre 2008, nei corsi d‟acquasignificativi, doveva essere raggiunto lo stato di qualità “sufficiente”. Allo stato attuale, non potendoclassificare i corsi d‟acqua significativi ai sensi del D.Lgs. n.152/2006 che recepisce ilconseguimento degli obiettivi della Direttiva 2000/60/CE (raggiungimento entro il 22 dicembre2015 dello stato “buono”) per la diversità dei metodi di monitoraggio e di classificazione che fissatale decreto rispetto al precedente, si è proseguito nel classificarli ai sensi del D.Lgs. n.152/1999. Ilmonitoraggio effettuato ai sensi del D.Lgs. n.152/1999 evidenzia che l‟obiettivo “sufficiente” èancora lontano da conseguire nelle acque del Rio Galeria poiché la classificazione (indice SECA:Stato Ecologico dei Corsi d‟Acqua) risulta con lo stato “pessimo”. In particolare, dai dati delmonitoraggio in funzione degli obiettivi di qualità ambientale pubblicati dall‟Arpa Lazio nel 2006, eriferiti al criterio di classificazione espresso in classi e livelli riportato nell‟Allegato 1 del D.Lgs.152/99, emerge quanto segue: l‟IBE, rilevato 4 volte su 12 mesi, è sempre risultato in classe 5;1 Nell‟area di studio insistono i seguenti stabilimenti a rischio di incidente rilevante ai sensi del D.Lgs. 334/99: DepositoDe.Co. scarl, Lampogas Romana Srl, ENI SpA Divisione Refining & Marketing,Raffineria di Roma SpA, PRAOILOleodotti Italiani SpA, SUDGAS SpA. 10
  11. 11. i colibatteri (E. coli), con picchi notevoli nel periodo estivo, tra maggio e agosto, sono sempre risultati tra il livello 4 (tra 5.000 e 20.000 ufc/100ml) e il livello 5 (> di 20.000 ufc/100ml); le acque risultano mediamente dure, con elevata conducibilità; i valori di BOD5 presentano picchi elevati nel periodo estivo, con valori > di 15 mg/l O2 (livello 5), mentre nel restante periodo presentano valori compresi tra 4 e 8 mg/l O2 (tra il livello 2 e il livello 3); l‟ossigeno disciolto espresso in percentuale di saturazione risulta costantemente in sotto- saturazione (intorno al 50%, con valori di ipossia che possono scendere fino al 30%); Il COD, quando viene rilevato, ha sempre valori superiori ai 40 mg/l O2 (livello 5); Il fosforo totale è quasi sempre tra 0,5 e 1 mg/l (livello 5), con un valore eccezionale di oltre 8 mg/l, mentre l‟azoto nitrico è presente in concentrazioni che non superano i 5 mg/l, tra il livello 2 e il livello 3; preoccupante è sicuramente la concentrazione dell‟azoto ammoniacale. Le sue concentrazioni superano spesso i 5 mg/l, ciò che denota inquinamento di origine fognaria e/o zootecnica, con rischi reali per la vita acquatica e in particolare per la fauna ittica. Infatti nelle acque idonee alla vita dei pesci (Cfr. il citato Decreto 152/99) le concentrazioni di ione ammonio non devono eccedere 1 mg/l come NH4. Nel Rio Galeria, con i valori di azoto ammoniacale riscontrati e con un pH mediamente alcalino (intorno a 8 unità pH), il rischio che si formi ammoniaca gassosa in concentrazioni tossiche per la vita dei pesci, è molto alto.Per quanto riguarda infine lo stato chimico, tranne qualche rara eccezione, tutti i valori diconcentrazione delle sostanze contaminanti (metalli pesanti, pesticidi e altre sostanze organo-clorurate), sono sempre risultati inferiori al limite di rilevabilità analitica. Si rileva dunque una fortedisparità tra il giudizio espresso per lo stato ecologico e quello espresso per lo stato chimico. Questoevidente incongruenza, consiglierebbe come necessarie indagini più approfondite sullo stato realedei livelli di contaminazione e sulle cause del degrado, estendendo l‟analisi anche allacaratterizzazione dei sedimenti. Si osserva, infine, che in mancanza del dato di portata, risultaimpossibile correlare il dato analitico delle concentrazioni con i volumi defluiti, ai fini del calcolodei carichi inquinanti. Un corretto piano di monitoraggio dovrà necessariamente prevedere lamisura della portata in concomitanza con la raccolta dei campioni.I.7 Considerazioni sullo stato della qualità dei suoli e delle acque sotterranee nell’area diMalagrottaIl quadro qualitativo delle acque sotterranee nell‟area di Malagrotta risulta compromesso, anche inquesto caso come già visto per le acque superficiali, dalle molteplici attività antropiche cheinsistono sull‟area; i dati analizzati mostrano infatti una contaminazione diffusa su tutta l‟area. Ladocumentazione disponibile reperita ai fini del presente studio si inserisce nel quadro normativorelativo sia alla bonifica di siti contaminati, previsto, prima dal DM 471/99 e ora dalla Parte IVTitolo V del D.Lgs. 152/06, sia al recepimento della direttiva 1999/31/CE relativa alle discariche dirifiuti prevista dal D.Lgs. 36/03. In tale contesto sono stati acquisiti sia i piani di caratterizzazionesia i risultati delle attività di caratterizzazione effettuate nell‟area di interesse, nonché i risultati dialcune campagne di controllo effettuate dall‟ARPA Lazio. Per quanto riguarda la normativa inmateria di discariche, il gestore, al fine di identificare qualsiasi effetto negativo della discaricasull‟ambiente, è tenuto ad effettuare un programma di controllo e sorveglianza che prevede, tral‟altro, nella fase di gestione operativa della discarica, il monitoraggio con cadenza trimestrale dellaqualità delle acque sotterranee. Infine, per quanto riguarda i dati attualmente disponibili, relativi ilmonitoraggio regionale effettuato dall‟Arpa Lazio ai fini della classificazione delle acquesotterranee (indice SCAS: Stato Chimico delle Acque Sotterranee) ai sensi del D.Lgs. n.152/99, nonrisultano punti di prelievo nell‟intorno dell‟area di Malagrotta. Dall‟indagine effettuata risulta chetutti i pozzi prima esistenti utilizzati a scopo potabile sono stati dismessi in quanto la zona è 11
  12. 12. attualmente servita dall‟ACEA. Esiste un‟unica sorgente, denominata "Breccia", ancora utilizzataper il consumo umano, che approvvigiona un‟azienda agricolo-zootecnica ed è sottoposta aicontrolli igienico sanitari da parte della ASL competente. Infine, è da sottolineare che l‟intensa ediffusa attività estrattiva, ha causato e causa ancora oggi, la modificazione profonda del reticoloidrografico preesistente, con tratti d‟alveo deviati, canalizzati, ridimensionati o addirittura occlusida parte di materiali di varia natura e provenienza. A questo vanno aggiunte le forti modificheavvenute nei confronti della circolazione idrica sotterranea più superficiale, che in ampie porzionidel territorio in studio è praticamente scomparsa a causa dell‟asporto d‟ingenti volumi di sedimentighiaiosi e sabbiosi. Inoltre, l‟escavazione, spinta verso i livelli produttivi più profondi dellaformazione di Ponte Galeria, ha determinato l‟affioramento, in più punti del bacino estrattivo, dellafalda di base residente in questi acquiferi.LO STATO QUALITATIVO DELLE ACQUE SOTTERRANEE: I PRINCIPALI INQUINANTI E LE FONTI DI ORIGINELa discarica per rifiuti non pericolosi di MalagrottaLa contaminazione a carico della falda sia internamente al “polder” e quindi all‟area di discarica,che esternamente ad esso, è dovuta ad un ampio range di contaminanti tra i quali i maggiormentediffusi sono metalli e Metalloidi quali Arsenico, Ferro, Manganese e Nichel, altri inorganici quali ilBoro, idrocarburi aromatici, principalmente il benzene, composti clorurati cancerogeni (Cloruro diVinile), Clorobenzeni (1,4-diclorobenzene), fenoli (Pentaclorofenolo) e idrocarburi. Negli elaboratitrasmessi non vengono attribuite cause o individuate sorgenti di origine antropica a tale diffusacontaminazione. Risulta, quindi, di primaria importanza formulare un modello concettuale cheidentifichi e verifichi, con campagne di indagini ad “hoc”, le sorgenti di contaminazione, lemodalità di propagazione della contaminazione e le possibili soluzioni finalizzate al contenimentodelle diffusione della stessa.La Raffineria di RomaTra i contaminanti maggiormente diffusi nelle acque sotterranee in tutta l‟area di studio vi sono gliidrocarburi, in particolar modo i composti organici aromatici (benzene, toluene, etilbenzene, xileni estirene), MTBE (metilterbutiletere), in misura minore alifatici clorurati (triclorometano,tricloroetilene, ecc.) e metalli (arsenico, nichel, ferro, manganese). Nelle aree interne alla Raffineriale concentrazioni di tali contaminanti in acqua sono particolarmente elevate, senza contare che sumolte porzioni dell‟acquifero è possibile rinvenire idrocarburi in fase separata dall‟acqua di falda egalleggianti su essa (surnatante). Gli studi ambientali condotti nella Raffineria attribuiscono talecontaminazione a perdite accertate di idrocarburi dagli impianti (serbatoi, oleodotti, reti fognarie).Tali perdite costituiscono le fonti primarie di contaminazione e, stando alle fonti bibliograficheesaminate, risultano in gran parte rimosse. I suoli impregnati di idrocarburi costituiscono invecesorgenti secondarie di contaminazione poiché essi sono soggetti al dilavamento delle acquemeteoriche che vi si infiltrano e che sono in grado di trascinare i contaminanti in falda.Il deposito De.Co.La contaminazione a carico della falda nell‟area del deposito carburanti è dovuta ad idrocarburiaromatici (benzene, toluene, etilbenzene, xileni) e idrocarburi in generale e sembra esserelocalizzata nell‟area ovest dell‟impianto, ossia a valle idrogeologico. Lo studio ambientale citato,nell‟attribuire la contaminazione a fuoriuscite di prodotto da serbatoi, oleodotti, reti fognarie,esclude che esse si siano verificate durante la normale operatività degli impianti e individua la causadi tali perdite in eventi operativi d‟emergenza. 12
  13. 13. LO STATO DEI SUOLILa documentazione disponibile reperita per la valutazione dello stato di qualità delle matrici suolo esottosuolo si inserisce nel quadro normativo relativo alla bonifica di siti contaminati, normato, comegià descritto in precedenza, prima dal DM 471/99 e ora dalla Parte IV Titolo V del D.Lgs. 152/06.In particolare, per la valutazione dello stato delle matrici suolo e sottosuolo, sono stati considerati irisultati delle campagne effettuate sui siti della discarica di Malagrotta, della Raffineria di Roma edel deposito De.Co.La discarica per rifiuti non pericolosi di MalagrottaIl procedimento di caratterizzazione e bonifica dei suoli della discarica di Malagrotta ha avuto inizioin data 25 marzo 2003 in seguito alla comunicazione effettuata da ARPA Lazio ai sensi dell‟art. 8del D.M. 471/99 in merito alla presenza di idrocarburi in concentrazione superiore a quella previstadal D.M. 471/99 nelle acque sotterranee nei pozzi V3, Z3 e V7 appartenenti alla rete dimonitoraggio dell‟impianto. Successivamente l‟ARPA Lazio ha rilevato la presenza inconcentrazione superiore ai valori consentiti dalla norma di altre sostanze quali il Ferro, il Mercurio,il Nichel e i Solfati. Le attività di caratterizzazione sono state effettuate nel periodo agosto-novembre 2007. Sono stati prelevati 32 campioni in cui sono stati ricercati tutti i parametri riportatinella tabella 1 dell‟Allegato 5 Parte IV, titolo V, del D.Lgs. 152/06. Le concentrazioni di tutti glianaliti esaminati sono state confrontate con le concentrazioni soglia di contaminazione (CSC)previste dalla norma (Parte IV, titolo V, D.Lgs. 152/06). Dall‟esame dei risultati si nota che non èstato riscontrato alcun superamento in nessun campione e per nessun analita. In particolare, leconcentrazioni di tutte le sostanze organiche sono sempre risultate inferiori ai relativi limiti dirilevabilità con le rare eccezioni di OctaCDD e OctaCDF in concentrazioni maggiori del limite dirilevabilità che, in alcuni limitati casi porta ad una TE maggiore di 10-6 ng/kg (valore massimo1,75*10-6, comunque ben al di sotto del limite delle CSC corrispondente a 10-4 ng/kg).In un unico campione la concentrazione di Idrocarburi C>12 è pari a 79 mg/kg, ben al di sotto dellacorrispondente CSC pari a 750 mg/kg.La Raffineria di RomaLa Raffineria di Roma è stata oggetto nel 2001 di una prima caratterizzazione ambientale ai sensidel DM 471/99 i cui risultati sono stati integrati in un successivo Piano della Caratterizzazioneredatto nel 2005 sempre ai sensi del DM 471/99. Le attività di caratterizzazione sono stateeffettuate ai sensi del D.Lgs. 152/06 e le relative indagini si sono svolte nel 2006-2007. Gli oltre550 campioni di suolo prelevati sono stati sottoposti ad analisi chimiche per la determinazione dimetalli (Arsenico, Cadmio, Cromo tot., Mercurio, Nichel, Piombo, Rame, Zinco), compostiorganici aromatici, IPA, alifatici clorurati cancerogeni e non cancerogeni, idrocarburi (C≤2; 1C> 12) e Piombo tetraetile. I risultati delle analisi chimiche condotte sui campioni di terrenoprelevati hanno mostrato superamenti delle concentrazioni soglia di contaminazione (CSC) daidrocarburi sia leggeri (C< 12), sia pesanti (C> 12) in tutte le aree interne alla raffineria; duecampioni in area A e uno in area C hanno mostrato anche superamenti delle CSC per benzene esommatoria degli aromatici. Sono stati rilevati inoltre 17 superamenti per l‟arsenico distribuiti inmaniera uniforme sia arealmente sia verticalmente con una concentrazione massima di 78,5mg/kg.. Per l‟area Ponte di carico i risultati analitici di laboratorio indicano superamenti delleCSC per gli idrocarburi in 34 campioni di terreno, con valore massimo di 2.128 mg/kg per gliidrocarburi leggeri e di 9.970 mg/kg per i pesanti. Per l‟area A i risultati delle analisi chimichecondotte sui campioni di terreno hanno messo in evidenza superamenti delle CSC per idrocarburie composti organici aromatici. I superamenti a carico degli idrocarburi sono stati rilevati nellaporzione centro-meridionale dell‟area, con concentrazione massima di 1.172 mg/kg per i leggerie 4.885 mg/kg per i pesanti. In due campioni è stata riscontrata una contaminazione superiore ai 13
  14. 14. limiti di legge anche per il benzene e per la sommatoria dei composti organici aromatici. In areaB i risultati analitici hanno evidenziato una diffusa presenza di superamenti per gli idrocarburi equindi, una contaminazione piuttosto estesa e volumetricamente rilevante nella porzione centro-occidentale dell‟area, con valori massimi di concentrazione pari a 5.050 mg/kg per i leggeri e a35.340 mg/kg per i pesanti. In area C sono stati rilevati superamenti da idrocarburi in 3 soli puntid‟indagine, con massimi di 3.426 mg/kg per i leggeri e di 1.100 mg/kg per i pesanti. In uncampione sono stati rinvenuti anche benzene (4,5 mg/kg) meta-xilene (65,7 mg/kg) e sommatoriaorganici aromatici (174,3 mg/kg), tutti al di sopra delle rispettive CSC. In area D i risultati delledeterminazioni chimiche indicano una contaminazione da idrocarburi in 9 campioni, con valorimassimi di 282 mg/kg per i leggeri e di 9.835 mg/kg per i pesanti. In area E i risultati analitici dilaboratorio indicano una contaminazione da idrocarburi solamente in due campioni, conconcentrazioni massime pari a 570 mg/kg per i leggeri e a 6.390 mg/kg per i pesanti.Il deposito De.Co ScarlLo stato qualitativo dei suoli è ricavato dai risultati dell‟indagine ambientale condotta nel marzo2001 ai sensi del D.M. 471/99. Su richiesta della Conferenza dei Servizi, tale indagine è stataintegrata nel Piano di caratterizzazione ai sensi del D.Lgs. 152/06, redatto nel 2006 e i cui risultatinon sono al momento disponibili. L‟indagine del 2001 ha comportato l‟esecuzione di 23 sondaggied il prelievo di 30 campioni di terreno; 8 di quei sondaggi sono poi stati attrezzati a piezometri dimonitoraggio della falda. I risultati delle analisi chimiche sui campioni di terreno hanno evidenziatodei fenomeni di contaminazione localizzati principalmente nelle zone ovest, nord e centrale deldeposito. L‟analisi del fingerprint ha consentito di distinguere una contaminazione essenzialmenteda benzina nella zona nord-occidentale, da una dovuta a una miscela benzina/gasolio nella zonasettentrionale. Nel complesso, la contaminazione del sottosuolo si manifesta a circa 3 metri diprofondità dal piano campagna e raggiunge le massime concentrazioni intorno ai 5-6 metri incorrispondenza della frangia capillare per poi decrescere con la profondità fino a risultare assenteintorno ai 10 m da p.c. I composti che presentano i maggiori superamenti delle rispettive CSC sonoil benzene (in 6 campioni, concentrazione massima 47 mg/kg), gli xileni (5 superamenti, valoremassimo 170 mg/kg), la sommatoria degli aromatici (4 superamenti, valore massimo 600 mg/kg) egli idrocarburi con C>12 (2 superamenti, valore massimo 1.200 mg/kg).I.8 Considerazioni sui principali impianti di gestione dei rifiuti presenti nell’area diMalagrottaLa discarica per rifiuti non pericolosi di MalagrottaDall‟analisi della documentazione disponibile sulla discarica di Malagrotta, sono emerse alcunediscordanze che andrebbero approfondite anche attraverso un confronto con il gestore. Inparticolare, dalle relazioni annuali è risultato che nel 2008, per la ricopertura del corpo discarica,sono state utilizzate 28.256 tonnellate di frazione organica stabilizzata (FOS) provenientedall‟impianto AMA 2 di Rocca Cencia. Tali quantitativi, non appaio comparabili con quelli deglianni precedenti, in cui per la ricopertura sono stati utilizzati mediamente 200.000 m3 di materiali diescavazione provenienti dall‟interno della discarica stessa. Riguardo alla produzione di percolato,inoltre, si è riscontrata una diversità tra il dato dichiarato attraverso il MUD nell‟anno 2007, pari a75.138 tonnellate e quello inserito nella relazione annuale per lo stesso anno, pari a 62.981tonnellate. Il confronto con i valori della produzione di percolato, riportata nella relazioni annualidel 2005 e 2006 mostra una variazione nella produzione di tale rifiuto (circa 30.000 m3 nel 2005 edappena oltre i 20.000 m3 nel 2006) che non appare giustificata in relazione alla qualità del rifiutosmaltito. Va rilevato che fino ad oggi la discarica ha trattato il percolato mediante inertizzazionecon calce viva; tale trattamento verrà sostituito da un sistema di depurazione basato sullacombinazione di due diversi processi: evaporazione sotto vuoto e finissaggio biologico dellecondense che verrà autorizzato nell‟ambito dell‟AIA. Oltre a quanto sopra riportato, sarà 14
  15. 15. approfondita l‟analisi dei dati relativi al monitoraggio delle matrici interessate dalla discarica evalutati i risultati analitici sulle acque sotterranee, inseriti nelle relazioni annuali predisposte dalgestore ai sensi dell‟art. 13 comma 5 del D.Lgs. 36/2003. Vale la pena di sottolineare che dalrapporto finale relativo alle indagini di caratterizzazione ambientale, elaborato da RSP scrl perconto della E. Giovi Srl predisposto nel mese di dicembre 2008, si evidenzia una contaminazionediffusa delle acque sotterranee campionate, sia nelle aree interne alla discarica che in quelle esterne.Il gassificatore per CDR di Malagrotta.Le informazioni sull‟impianto di gassificazione di Co.La.Ri. di Malagrotta sono derivate dall‟analisidella documentazione presentata dal gestore nell‟ambito dello Studio di Impatto Ambientale (SIA),dalla documentazione tecnica relativa alla richiesta di Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA),dall‟analisi dell‟autorizzazione provvisoria all‟esercizio di cui alla Determinazione DirigenzialeA3148 del 24/9/2008 e dal relativo allegato tecnico, rilasciati dal competente Ufficio della RegioneLazio, nonché dalla prima relazione tecnica trimestrale sul funzionamento dell‟impianto,predisposta dal gestore ai sensi della citata Determinazione. L‟autorizzazione ha validità annuale epotrà essere rinnovata in attesa del rilascio dell‟AIA. Il gassificatore, quindi, è attualmente in fasedi avvio e opera con una sola linea di trattamento; questa fase di “avviamento tecnico”, saràpropedeutica al rilascio dell‟AIA. In prima istanza dall‟analisi della corposa documentazioneemerge che la proposta tecnologica si inserisce nel più ampio sistema di gestione dei rifiuti di quelloche si può individuare come “polo gestionale di Malagrotta”, ovvero del sistema gestionalecostituito dalla discarica per rifiuti non pericolosi, dalle “centrali” per il recupero energetico delbiogas e dagli impianti di trattamento meccanico-biologico Malagrotta 1 e 2. L‟integrazione e leinterconnessioni gestionali dell‟impianto di gassificazione, all‟interno del sistema di Malagrotta, sievidenziano in modo particolare nell‟ambito della gestione delle acque di processo del gassificatore.Il trattamento delle acque di processo è certamente una delle fasi più rilevanti dell‟intero sistema,sia per i quantitativi trattati, sia per la qualità dei rifiuti prodotti, in gran parte pericolosi. Inparticolare, il gassificatore utilizza per il proprio funzionamento, un quantitativo giornaliero diacqua di processo di quasi 900 m3. Il sistema di trattamento delle acque è un sistema “chiuso” nelsenso che è finalizzato al recupero/reintegro delle acque di processo attraverso un trattamentomolto “spinto”, questo al fine di limitare l‟utilizzo dell‟acqua di pozzo. Nel sistema complessivo ditrattamento rientra anche il percolato della discarica che viene, attraverso successivi processi dievaporazione, condensazione e trattamento biologico, concentrato e, secondo quanto dedotto dalladocumentazione presentata dal gestore, riavviato a discarica. Quest‟ultimo aspetto, la gestione delpercolato, come pure tutta la fase di gestione dei reflui convogliati nel sistema di trattamento acque,sarà oggetto di un successivo approfondimento tecnico direttamente con il gestore dell‟impianto.Dal processo di gassificazione nel suo insieme sono generati rifiuti pericolosi che richiedonoparticolare attenzione ai fini del loro trattamento e smaltimento finale; in particolare; “fanghicarboniosi”, dal trattamento chimico-fisico delle acque di condensa derivate dal lavaggio delsyngas, classificati con il codice CER 190117*, con caratteristiche di pericolosità H7(Cancerogeno), H10 (Tossico per la riproduzione) e H14 (Ecotossico); sali sodici derivati daltrattamento di desolforazione dei fumi della caldaia a recupero, classificati con il codice CER190199*, con caratteristiche di pericolosità H14; sali misti, prodotti dall‟evaporazione delle acquedi processo pretrattate del gassificatore, classificati con il codice CER 190107*, con caratteristichedi pericolosità H14. Relativamente alle emissioni in atmosfera, queste si hanno esclusivamente nellafase di recupero energetico del syngas dai camini della turbogas. Nella fase attuale, tuttavia, ilsistema non funzionando a regime, ha recuperato il gas di sintesi attraverso la caldaia a fuocodiretto che nel sistema finale sarà utilizzata solo in casi di emergenza o di avaria della turbogas. Iprimi dati derivati dal monitoraggio delle emissioni contenuti nella relazione trimestrale, puressendo conformi alle normative vigenti sull‟incenerimento, non sono quindi da considerarsiesaustivi e si rimanda, per un maggior dettaglio, alla fase successiva in cui si potrà analizzare ilrapporto tecnico conclusivo sul funzionamento dell‟impianto. 15
  16. 16. Gli impianti di trattamento meccanico-biologico di MalagrottaIl tipo di verifica effettuata sugli impianti di trattamento meccanico biologico nell‟area diMalagrotta, è preliminare; si è proceduto, infatti, ad una verifica documentale principalmenteconcernente gli atti amministrativi di tipo autorizzativo di cui si è in possesso. Da tale verifica èemersa la necessità di richiedere ulteriore documentazione specifica per gli impianti di preselezionee riduzione volumetrica degli RU esistenti, essendo quella in possesso parziale e non certamenteesaustiva. In particolare, dalla lettura dei documenti si ritiene indispensabile, in prima istanza,l‟acquisizione della documentazione presentata dalla E. Giovi s.r.l. agli uffici regionali in data 13marzo 2000, in occasione della richiesta di pronuncia di compatibilità ambientale. Al fine di avereun quadro più completo circa l‟interazione tra la presenza degli impianti di trattamento meccanicobiologico e l‟ambiente circostante, la prossima fase di lavoro dovrà essere necessariamenteindirizzata alla: richiesta di dati, legati sia alle fasi di autocontrollo sia a quelle di controllo programmato da parte di Enti terzi; richiesta di informazioni al gestore degli impianti.L‟analisi di tali dati ed informazioni sarà innanzitutto finalizzata alla verifica dell‟avvenutaosservanza da parte del gestore, delle prescrizioni impartite negli atti autorizzativi, oltre che pereffettuare, sempre a livello documentale, una verifica di tipo più “gestionale”.Quest‟ultimo tipo di verifica risulta essere particolarmente importante perché una non correttagestione degli impianti di TMB potrebbe avere ripercussioni su tutte le matrici ambientali. Taliverifiche dovranno interessare tutte le fasi di lavorazione e sezioni degli impianti:  fase di trattamento meccanico dei rifiuti;  fase del processo di stabilizzazione della frazione organica;  sistema di trattamentodepurazione delle acque reflue prodotte;  sistema di trattamento delle emissioni.Relativamente alla prima fase, quella del trattamento meccanico dei rifiuti, è di interesse, adesempio, verificare il quantitativo, la provenienza e i codici CER dei rifiuti in ingresso ed in uscitadall‟impianto, il rispetto delle portate di esercizio autorizzate al fine di valutare la bontà deitrattamenti messi in atto. I controlli legati alla fase del processo di stabilizzazione della frazioneorganica risultano particolarmente importanti perché la non corretta stabilizzazione della frazioneorganica, determina implicazioni negative non solo sul territorio dov‟è ubicato l‟impianto, ma anchesul sito di destinazione finale. Legato a questa fase, ad esempio, è l‟esame dei risultati analitici sullafrazione organica in uscita dall‟impianto relativamente ai parametri che dimostrano l‟avvenutastabilizzazione. Per quanto riguarda il sistema di trattamentodepurazione delle acque reflueprodotte, oltre ad evidenziare che generalmente esse sono rappresentate da: acque di prima pioggia; acque di drenaggio dei biofiltri; acque di spurgo degli scrubber; acque di lavaggio e bonifica degli automezzi addetti al trasporto; acque di lavaggio dei locali, delle aree di stoccaggio e movimentazione dei rifiuti;E‟ utile indicare che l‟analisi degli impatti legati a questa sezione, saranno indirizzati, ad esempio,alla verifica della tipologia di impianto/trattamento, all‟autorizzazione allo scarico ed al relativorispetto delle eventuali prescrizioni, alla quantità e qualità dei reflui scaricati. Infine, relativamenteal sistema di contenimento delle emissioni, le verifiche saranno finalizzate i principali parametriinquinanti.Inceneritore per rifiuti sanitari anche pericolosi di Ponte MalnomeIl D.Lgs 133/2005, entrato in vigore nel luglio del 2005 prevedeva, all‟art 21, che gli impiantiesistenti a tale data, si dovessero adeguare alle nuove disposizioni entro il 28 febbraio 2006. Gliimpianti di incenerimento, secondo quanto prevede la norma, devono essere progettati, costruiti, 16
  17. 17. equipaggiati e gestiti in modo da non superare nelleffluente gassoso i valori limite di emissioneindicati dallallegato 1, paragrafo A del D.Lgs 133/2005. In sede di autorizzazione lautoritàcompetente può, comunque, concedere specifiche deroghe nel rispetto delle norme di qualitàambientale. L‟analisi della documentazione relativa ai provvedimenti autorizzativi, non consente divalutare l‟adeguamento dell‟impianto alle specifiche tecnico-gestionali previste dal DM 124 del2000, “Regolamento recante i valori limite di emissione e le norme tecniche riguardanti lecaratteristiche e le condizioni di esercizio degli impianti di incenerimento dei rifiuti pericolosi”, nétantomeno, quelle prescritte dal D.Lgs 133/2005. Anche in sede di presentazione della domandaAIA il gestore, fa ancora riferimento ai limiti di emissione in atmosfera previsti dal DPR 203/88abrogato dal D.Lgs 152/2006. Pure in tale ambiguità, va comunque rilevato che il gestore hapresentato regolarmente le relazioni annuali ai sensi dell‟art. 15, comma 3 del D.Lgs 133/2005, apartire dall‟anno 2006. Nella seconda fase dello studio si approfondirà, pertanto, la conoscenza sullemodalità di adeguamento e sul tipo di modifiche che sono state apportate all‟impianto al fine direnderlo conforme a quanto previsto dalla legislazione vigente. Tale approfondimento si rendenecessario anche al fine di valutare le emissioni in atmosfera. Infatti, va rilevato che negli impiantidi incenerimento devono essere misurate e registrate in continuo nelleffluente gassoso leconcentrazioni di CO, NOX, SO2, polveri totali, TOC, HCl e HF. Nelle relazioni annuali predispostedal gestore, non sono forniti i dati sul monitoraggio in continuo dell‟HF. A tal proposito vaevidenziato che l‟autorità competente può autorizzare leffettuazione di misurazioni periodiche diHCl, HF ed SO2, in sostituzione delle pertinenti misurazioni in continuo, qualora il gestore dimostriche le emissioni di tali inquinanti non possono in nessun caso essere superiori ai valori limite diemissione stabiliti. Inoltre, la misurazione in continuo di acido fluoridrico (HF) può essere sostituitada misurazioni periodiche se limpianto adotta sistemi di trattamento dellacido cloridrico (HCl)nelleffluente gassoso che garantiscano il rispetto del valore limite di emissione relativo a talesostanza. L‟analisi della documentazione non consente di valutare il tipo di misurazione effettuatadall‟impianto sull‟HF. La legislazione prescrive, inoltre, la misurazione e registrazione in continuodel tenore volumetrico di ossigeno, della temperatura, della pressione, del tenore di vapore acqueo edella portata volumetrica nelleffluente gassoso. La misurazione in continuo del tenore di vaporeacqueo non è richiesta solo se leffluente gassoso campionato viene essiccato prima dellanalisi.Anche tutte queste misure non sono riportate nelle relazioni annuali predisposte dal gestore.Mancano, inoltre, totalmente, indicazioni in merito alle emissioni di metalli pesanti (Cd, Tl, Hg, Sb,As, Pb Cr, Co, Cu, Mn, Ni, V) ottenute su periodi di campionamento di 1h, come previsto dal punto3 dell‟allegato 1 al D.Lgs. 133/2005, e su diossine, furani ed IPA di cui al punto 4 del medesimoallegato. 17
  18. 18. 1. DESCRIZIONE DELL’AREA DI STUDIO: INQUADRAMENTO GENERALE1.1 Inquadramento geograficoL‟area oggetto di studio è individuata in una porzione di territorio di oltre 50 km2 delimitatageograficamente ad est dall‟A90, ovvero dal G.R.A. di Roma (Grande Raccordo Anulare), a suddalla A91 autostrada Roma-Fiumicino, ad ovest dall‟A12 Roma-Civitavecchia e a nord dalla SS1Aurelia. In linea generale l‟area ha caratteristiche, soprattutto ad est della discarica, tipichedell‟estrema periferia metropolitana, con aree fortemente modificate ed alterate dalle attivitàantropiche; nello specifico hanno contribuito fortemente a caratterizzare il territorio, le attività diescavazione di materiali inerti, l‟espansione edilizia spesso con caratteristiche di abusivismo assaimarcate e l‟insediamento di importanti attività industriali. L‟area di Malagrotta fa parte dell‟AgroRomano2, la vasta area rurale che si estende attorno a Roma e rientra nelle zone urbanistiche diPonte Galeria, Pantano di Grano e Massimina3. Il territorio, caratterizzato morfologicamente daun‟alternanza di colline prevalentemente sabbioso-ghiaiose ed argillose di modesto rilievoaltimetrico, è interamente compreso nel bacino idrografico del Rio Galeria che percorre, indirezione nord-sud, tutta l‟area oggetto di studio, per immettersi come affluente di destra delTevere, ad est dell‟area attualmente occupata dall‟espansione edilizia della Nuova Fiera di Roma. IlRio Galeria, che costituisce il bacino principale dell‟area, è un affluente di destra del Tevere ed hauna di estensione pari a 154,78 km2. Nell‟ambito del “Piano Regionale di Tutela delle Acque” dellaRegione Lazio il bacino idrografico del Rio Galeria è compreso nella porzione n. 14 “Tevere bassocorso” del bacino del Tevere ed è classificato come sottobacino TEV 440. Nel Progetto di pianostralcio per il tratto metropolitano del Tevere da Castel Giubileo alla foce (P.S.5) redattodall‟Autorità di bacino del Tevere, il sottobacino è a sua volta è suddiviso in quattro porzioni (TEV-440-010, TEV-440-020, TEV-440-030, TEV-440-040) e l‟area di Malagrotta ricade nella porzioneTEV-440-040, che si estende tra il ponte sulla via Aurelia e la confluenza con il fiume Tevere, conuna superficie di 5.648 ha (il 36% circa della superficie totale del bacino del Rio Galeria). Dalpunto di vista paesaggistico l‟area di studio si presenta fortemente antropizzata nella porzione diterritorio compresa tra il G.R.A. di Roma e il corso del Rio Galeria, dove predominano, a nord learee edificate con la borgata di Massimina, e a sud un‟alternanza di zone di cava, sia in esercizioche inattive, insediamenti produttivi, incolti agricoli ed alcune aree a seminativo. La zona che adovest del corso del Rio Galeria va fino a sud, delimitata dalla autostrade A12 e A91, si presenta conun‟alternanza di aree di cava sia attive che inattive in cui si inseriscono incolti e seminativi, mentrela porzione di territorio più a sud, delimitata da via della Muratella e delle autostrade A12 e A91,presenta una alternanza di seminativi irrigui e di aree edificate in gran parte di tipo residenziale(Piana del Sole). La zona che ad ovest del corso del Rio Galeria va a nord fino alla SS1 Aurelia, èla porzione di territorio ricompresa nella Riserva Naturale Statale del Litorale Romano ed è l‟areameno antropizzata in cui si alternano aree agricole ed aree con una copertura arborea ed arbustiva diun certo interesse.1.2 Inquadramento meteo climaticoL‟are di Malagrotta è caratterizzata da un clima in cui si alternano estati calde e relativamente pocopiovose ed inverni moderatamente freddi e con precipitazioni più abbondanti in cui l‟effetto dellavicinanza alla costa tirrenica e la presenza dello spartiacque della catena appenninica hanno uneffetto rilevante. L‟influenza del mare determina un clima nel complesso mite con escursionitermiche non significative, regimi di brezza in estate e temperature invernali in media abbastanzamiti. Relativamente al regime pluviometrico, lautunno è la stagione più piovosa, con precipitazioni2 L‟area ricade nelle zone dell‟Agro romano di Castel di Guido (Z.XLV) e di Ponte Galeria (Z.XLI)3 L‟area appartiene in parte al XV Municipio, zona urbanistica 15G, Ponte Galeria, ed in parte al XVI Municipio, zoneurbanistiche 16F Pantano di Grano e 16E Massimina. 18
  19. 19. che si mantengono abbastanza consistenti nel periodo invernale e che tendono progressivamente adattenuarsi nel periodo primaverile, per raggiungere poi i valori più bassi tra giugno e luglio. Lastazione meteorologica più rappresentativa del sito di Malagrotta, e di cui si dispone di serietemporali di lungo periodo, è quella di Roma-Fiumicino, situata nel perimetro dell‟AeroportoLeonardo da Vinci. Le precipitazioni medie mensili rilevate nel periodo 1961-1990 (figura 1.2.1)nella stazione meteorologica di Roma-Fiumicino, sono comprese tra 15-16 mm nel periodo giugno-luglio e 111 mm del mese di novembre. Figura 1.2.1 – Precipitazioni medie mensili (periodo 1961-1990) 120 110 100 90 80 70 mm 60 50 40 30 20 10 0 gen feb mar apr mag giu lug ago set ott nov dic Fonte: Elaborazioni ISPRA su dati Aeronautica Militare, Servizio Meteorologico, rilevati per la stazione di Roma-Fiumicino.L‟umidità relativa è abbastanza costante durante l‟anno, variando tra il 72% del mese di luglio e il77% del periodo novembre-dicembre, con un valore medio annuale del 75%.Le temperature minime medie mensili (figura 1.2.2) variano dai 4°C dei mesi di gennaio-febbraio ai18°C dei mesi di luglio-agosto; le temperature massime medie mensili variano dai 13°C del mese digennaio ai 29°C dei mesi di luglio-agosto. La rosa dei venti indica come settori di provenienza piùfrequenti Ovest-Sud Ovest e Est-Nord Est, con una impronta dei regimi di brezza che si innescanosulla costa tirrenica. La frequenza delle situazioni di calma di vento (velocità del vento inferiore a0.5 m/s) è relativamente bassa (19%), mentre i venti superiori a 10 m/s non superano il 3% dei casi. 19
  20. 20. Figura 1.2.2 – Temperature minime e massime medie mensili (periodo 1961-1990) 30 lug ago 28 26 giu set 24 22 mag ott 20 18 apr lug ago nov 16 giu set T°C_min T°C mar 14 feb dic T°C_max gen 12 mag ott 10 8 apr nov 6 mar dic 4 gen feb 2 0 Fonte: Elaborazioni ISPRA su dati Aeronautica Militare, Servizio Meteorologico, rilevati per la stazione di Roma-Fiumicino.I casi relativamente più frequenti sono quelli di vento debole (fino a 3 m/s) proveniente dai settori 3e 4 (tra 45° e 90°, ENE). I venti prevalenti sono di media intensità, di poco inferiori ai 16 km/h eprovenienti da ovest nel periodo febbraio-settembre, mentre, pur mantenendo il medesimoorientamento, diminuiscono molto di intensità in ottobre, mediamente intorno ai 5 km/h. Innovembre mantengono mediamente la stessa intensità del mese precedente ma si orientano inprevalenza da ovest-sud ovest, mentre nei mesi di dicembre-gennaio si orientano in direzione nord-nord est (figura 1.2.3). Figura 1.2.3 – Rosa dei venti della stazione di Roma-Fiumicino 20
  21. 21. Fonte: Elaborazioni ISPRA (sistema SCIA) su dati Aeronautica Militare, Servizio Meteorologico1.3 Inquadramento geologico, geomorfologico, idrogeologico ed idrologico del bacino del Rio GaleriaIn merito a questa prima fase conoscitiva, le caratteristiche geologiche e geomorfologiche delbacino del Rio Galeria e nel dettaglio, del suo settore meridionale ove ricade la discarica di rifiutinon pericolosi di Malagrotta, sono state essenzialmente desunte dai numerosi dati di letteratura. Traquesti sono stati particolarmente utilizzati i recenti rilevamenti geologici in scala 1:10.000, condottinell‟ambito dell‟accordo di programma tra l‟ex APAT, Servizio Geologico d‟Italia, ed ilDipartimento di Scienze Geologiche dell‟Università di Roma Tre, che hanno portato, nel 2008, allapubblicazione del Foglio 374 “Roma” della Carta Geologica d‟Italia in scala 1:50.000 e dellerelative Note illustrative (APAT, 2008; FUNICIELLO & GIORDANO, 2008). Il quadro conoscitivo èstato integrato, inoltre, dalla corposa monografia dal titolo “La Geologia di Roma. Dal centrostorico alla periferia” (FUNICIELLO et alii, 2008a), pubblicata, anch‟essa recentemente, sulla collanaeditoriale delle “Memorie Descrittive della Carta Geologica d’Italia”, edita dall‟ISPRA.Quest‟opera va ad arricchire la conoscenza geologica dell‟area romana, già ampliamente descrittaper quanto riguarda il centro storico, nella monografia edita nel 1995 sulla stessa collana (Mem.Descr. Carta Geol. d‟It., vol. 50 “La geologia di Roma. Il Centro Storico” – IPZS 1995).1.3.1 Inquadramento geologico generaleIl bacino idrografico del Rio Galeria, in cui è compresa l‟area di Malagrotta, si estende in direzionemeridiana dal Lago di Bracciano al fiume Tevere, nel settore occidentale del comune di Roma. Ilitotipi affioranti in questo bacino e nelle aree limitrofe fanno parte della successione post-orogenadel margine tirrenico ed hanno età comprese tra il Pleistocene inferiore e l‟Olocene. Questi litotipipoggiano, in forte discordanza, sul basamento meso-cenozoico deformato, rappresentato da unasuccessione carbonatica pre-orogenica costituita da calcari e marne appartenenti al dominioToscano e Sabino, a cui è sovrapposta una copertura terrigena sin-orogenica (flysch Ligure)(FUNICIELLO & GIORDANO, 2008). La successione pre- e sin-orogenica non affiora nell‟arearomana, ma ne costituisce la struttura profonda, ricostruita mediante indagini geofisiche, da alcunisondaggi meccanici e attraverso lo studio degli ejecta vulcanici (FUNICIELLO & PAROTTO, 1978).Essa è organizzata in alti e bassi strutturali connessi alla tettonica estensionale, spesso sovrimpostasu thrusts preesistenti a direzione appenninica. La sedimentazione post-orogena, lungo il marginetirrenico, inizia diacronicamente durante il Pliocene inferiore, con spessori molto variabili di faciesargillose della formazione di Monte Vaticano (Zancleano p.p. – Gelasiano p.p.), depostesi su di unsubstrato calcareo-silico-marnoso fortemente articolato. Le argille plioceniche, affioranti al di fuoridel bacino del Rio Galeria, sono ricoperte in discordanza angolare, dalla formazione di MonteMario (Santerniano superiore), i cui sedimenti poggiano su una superficie di trasgressione indicatacome base del supersintema Acquatraversa (figura 1.3.1). Le argille sono d‟ambiente batialesuperiore, mentre i depositi sovrastanti indicano un ambiente infralitorale esterno. Faglieestensionali nelle argille, suturate dal soprastante ciclo discordante, sono riferite a tettonica dasollevamento. La formazione di Monte Mario, anch‟essa non affiorante nel bacino in esame, risultaribassata verso ovest, dove continua la sedimentazione di facies argillose di mare apertocorrispondenti alla formazione di Monte delle Piche (PAROTTO, 2008), attribuita al piano Emiliano(tabella 1.3.1). Questa formazione si rinviene in gran parte nel sottosuolo dell‟area compresa traMalagrotta e Monte delle Piche, piccoli lembi affiorano, comunque, lungo la Valle Galeria. Ilpassaggio definitivo ad ambienti continentali è contraddistinto da una superficie di discontinuitàstratigrafica, indicata come base del supersintema Aurelio-Pontino (figura 1.3.1), che comprende laformazione di Ponte Galeria (tabella 1.3.1), depostasi in corrispondenza dell‟inversione magneticaMatuyama-Brunhes (850 - 700 ka). Questa formazione, appartenente al sintema Magliana, è ilprodotto dell‟evoluzione deltizia dell‟antico fiume Tevere, che aggirava a NO il Monte Soratte eraggiungeva direttamente la costa tirrenica. Essa affiora diffusamente nel basso e medio bacino del 21

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