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Intervento K Ma C Pacini

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  • 1. PMI del sistema moda: superare la crisi attraverso un cambiamento strutturale L’innovazione nella PMI del Tessile,Abbigliamento, Calzature è una strada difficile, ma unica per superare l’attuale momento di crisi. Intervento di Giampaolo Pacini, consulente di strategia d’impresa 22/04/2009, ore 16.30 Casarano c/o CISI Puglia- sede KMaC-Polo Tecnologico 23/04/2009 ore 16.30 Bari c/o CNA Provinciale
  • 2. La rivoluzione strutturale I principali cambiamenti intervenuti negli ultimi anni e le tendenze a breve
  • 3. Le aree del cambiamento
    • Il consumatore
    • La distribuzione
    • La produzione e la catena di fornitura
    • L’internazionalizzazione
    • La finanza d’impresa
    • La governance dell’impresa
    • La dimensione dell’impresa
  • 4. Il consumatore
    • Meno vittima e più critico più interessato alla sostanza degli abiti che all’apparire
    • Verso la moda eco-etica? L’eco-compatibilità dell’abbigliamento è solo una moda? non sembra! (“soft-fashion”)
    • Il futuro è nella qualità comprare poco, ma bene!
    • Attenzione al rapporto Qualità/Prezzo il consumatore sempre più sensibile a questa caratteristica
  • 5. La distribuzione GDO/GSS
    • Il fenomeno del fast-fashion abbandono delle collezioni stagionali, sostituite dalle quindicinali
    • La crescita della quota delle catene i negozi indipendenti sono in grande difficoltà, a vantaggio delle “catene” come Zara, H&M, Benetton, Coin, OVS, Mango, ecc.)
    • Il cambiamento della politica degli acquisti no scorte! consegne più vicine possibili al momento della vendita
    • Una domanda crescente di co-design capacità di proporre soluzioni moda velocemente, adattando il prodotto al posizionamento della catena, con una progettazione congiunta.
    • Dal tessuto al capo finito domanda crescente delle catene di unico fornitore garante di qualità
  • 6. La distribuzione indipendente
    • I negozi indipendenti: vita difficile i negozi indipendenti sono in grande difficoltà, riescono a vendere a prezzo pieno meno del 50% delle collezioni
    • In aiuto i produttori fast fashion Patrizia Pepe come esempio significativo
    • Catene in franchising grandi difficoltà a raggiungere il punto di pareggio
  • 7. La produzione e la catena di fornitura
    • Drastica riduzione dei tempi di consegna in relazione alla domanda in ottica fast-fashion
    • Riduzione dei lotti di produzione in relazione alla domanda di personalizzazione ed al fast-fashion, con una implicazione forte sul processo produttivo
    • Domanda crescente di qualità complessiva di prodotto, di affidabilità delle consegne, nel rispetto delle specifiche
    • Decentramento produttivo non presidiato abdicando l’evoluzione tecnologica ai subfornitori e perdendo le competenze specifiche
    • Catena di fornitura non in rete inadatta a garantire qualità complessiva omogenea
    • Delocalizzazione selvaggia solo per abbattere i costi, con grande difficoltà d’integrazione nei paesi di produzione e naturale “nomadismo” per ottenere il prezzo sempre più basso.
  • 8. L’internazionalizzazione
    • Una competizione globale con cocorrenza dai grandi paesi emergenti, che hanno monopolizzato i prodotti “basic”
    • Opportunità limitate per la PMI che non abbia perseguito una politica di marca o abbia un prodotto ad alta tecnologia, o fortemente caratterizzato e con solide barriere all’imitazione.
    • Dall’esportazione al presidio dei mercati abbandono del concetto: esportiamo in 100 paesi…meglio due, presidiati bene!
    • Delocalizzazione strategica per presidiare mercati oggi per ottenere costi più bassi, ma contemporaneamente presidiare i mercati locali vicini
  • 9. La finanza d’impresa
    • Azienda povera, famiglia ricca questo concetto ha impedito la corretta capitalizzazione delle imprese, con grandi difficoltà alla prima stretta creditizia
    • L’impresa non è più basata sul solo lavoro per essere efficace e produrre profitto deve essere sufficientemente capitalizzata.
    • Le politiche “isteriche” delle banche non aiutano specialmente dopo la bolla americana hanno sempre più disatteso il loro ruolo istituzionale
    • Credito basato ancora sulle garanzie reali e non sui buoni progetti! La maggior parte delle banche non ha competenze sufficienti a valutare i progetti delle imprese
    • Capitale di rischio invece di contributi a pioggia che contribuisca all’avvio d’imprese innovative ed allo sviluppo di PMI con idee credibili, anche senza garanzie reali.
  • 10. La governance dell’impresa
    • Autoreferenzialità dell’impresa di piccole dimensioni impedisce lo sviluppo e l’adattamento rapido alle condizioni esterne (….così faceva mio padre!)
    • La base delle competenze della PMI è la “cultura del fare”, le doti intuitive dell’imprenditore e la sua capacità di rischio: oggi non sono più sufficienti
    • Governare l’impresa presuppone nuove attitudini capacità di percezione segnali deboli di cambiamento; sviluppo innovativo dei prodotti, dei processi e dell’organizzazione; cliente al centro dell’attenzione, sensibilità economico-finanziaria.
    • Aggiornamento professionale degli imprenditori di qualsiasi età, come pensiero diffuso! Purtroppo sembra che nessuno debba imparare niente da nessuno! Le difficoltà derivano tutte - è un luogo comune - da fattori esterni!
  • 11. La dimensione dell’impresa
    • La dimensione delle imprese è minima e limita le capacità di aggressione del mercato e la forza contrattuale nei confronti della catena di fornitura
    • La governance è accentrata nell’imprenditore spesso con competenze manageriali scarsamente evolute, in un contesto in cui la complessità richiederebbe invece un’eccellenza in quest’area.
    • Il cambio generazionale non viene “gestito” i figli, oggi sempre più spesso diplomati o laureati, vengono immessi immediatamente in azienda dove hanno scarse possibilità di apprendere, se non il “saper fare” specifico, che non è sufficiente a garantire l’evoluzione dell’impresa.
    • L’individualismo impedisce le aggregazioni che consentirebbero invece il raggiungimento di una dimensione più adatta alle nuove dimensioni del mercato.
  • 12. La leva dell’innovazione L’innovazione è il fattore principale del successo della PMI, su quattro fronti: Il prodotto, il processo produttivo, l’internazionalizzazione ed il management.
  • 13. Chiariamo alcuni concetti
    • L’innovazione per la PMI è il risultato di un confronto continuo fra sistema competitivo da una parte e nuove tecnologie e modelli organizzativi innovativi, dall’altra.
    • L’innovazione non è da ricercare solo nella tecnologia di produzione o nelle nuove tecnologie(ICT) , ma deve coinvolgere tutte le attività dell’impresa e tutta la filiera, a monte (la catena di fornitura) ed a valle (la distribuzione)
    • L’innovazione stilistica non è più sufficiente a creare vantaggi competitivi concreti e soprattutto durevoli, perché inimitabili
  • 14. L’innovazione a 360°
    • Promuovere crescita sostenibile generando nuove conoscenze e nuove tecnologie che originino nuovi prodotti, nuovi processi, nuovi servizi.
    • L’innovazione non richiede strutture dedicate ma un coinvolgimento generale: innovazione come pensiero diffuso!
    • Promuovere ricerca multidisciplinare in partnership tra imprese, settore pubblico, università ed altri organismi di ricerca
    • Ricerca come leva strategica ma i bandi di finanziamento pubblico non consentono un progetto a medio termine.
  • 15. Vincolo per il successo La tripla elica: la spinta all’innovazione deve arrivare dal concorso di più attori Fonte: VINNOVA, agenzia di sviluppo svedese Impresa Ricerca Universitaria Ammini-strazione Pubblica
  • 16. Agenzia di Sviluppo
    • Dotata di tre anime: imprenditoriale (decisione e partecipazione), pubblica (finanziamenti) e universitaria/di ricerca (idee e applicazioni)
    • Attività di diffusione della conoscenza, azioni di stimolo all’innovazione, supporto e valutazione dei progetti da finanziare, controllo dei risultati
    • KMaC un esempio italiano!
  • 17. In conclusione: innovazione di prodotto
  • 18. Innovazione di prodotto
    • Mantenere e sviluppare le capacità creative per l’innovazione incrementale (stilismo), ma senza mitizzarle
    • Contemporaneo sviluppo della ricerca applicata per perseguire una differenziazione di prodotto con maggiori barriere all’imitazione
    • Sviluppo dell’ attività di ricerca applicata per migliorare le prestazioni del prodotto in coerenza con la domanda del consumatore
    • Ricerca in ottica della eco-sostenibilità dei prodotti (slow-fashion)
  • 19. Innovazione della filiera produttiva
  • 20. La filiera produttiva
    • Selezione della catena di subfornitura attraverso una rigorosa valutazione dei partner, sulla base delle competenze e delle tecnologie e non solo per il prezzo.
    • Presidio diretto del processo di produzione definendo rigidi protocolli di fornitura e fissando specifiche di tempi e di qualità da rispettare
    • Ridurre drasticamente i tempi di attraversamento, per rispondere alla domanda di rapidità di consegna (sviluppo del sistema logistico)
  • 21. La filiera produttiva (segue)
    • Mettere in rete i componenti la catena di fornitura, per poter gestire la programmazione della produzione, oggi con variabili molto complesse
    • Integrarsi stabilmente con i subfornitori che sono spesso le principali fonti d’innovazione
    • Garantire il controllo di qualità lungo il processo e non alla fine.
    • Delocalizzare la produzione solo in prospettiva di presidio commerciale del mercato locale
  • 22. L’internazionalizzazione
  • 23. Fonte: Chiarvesio, Di Maria, Micelli, Economia e Politica Industriale, 3 basso alto Presidio dei mercati Proiezione internazionale della produzione bassa alta Modelli di internazionalizzazione delle imprese leader dei distretti (%) Impresa con apertura commerciale (26,7%) Impresa locale tradizionale (51,1%) Impresa a rete aperta (11,4%) Impresa aperta a monte (10,7%)
  • 24. L’internazionalizzazione
    • Focalizzare l’attività di penetrazione commerciale su pochi mercati, per concentrare gli sforzi e raggiungere un presidio diretto
    • Stimolare la sinergia tra imprese con prodotti complementari, per facilitare investimenti per la conquista di nuovi mercati insieme
    • Conquistare posizioni da “insider” producendo in mercati di sbocco
  • 25. Ed infine il management delle imprese
  • 26. Sviluppo delle competenze
    • Sviluppo delle competenze manageriali delle imprese, per superare la complessità della gestione, sia a livello imprenditoriale che dei manager e dei quadri interni.
    • Passaggio generazionale programmato inserendo i figli in azienda solo dopo aver loro consentito l’acquisizione di esperienze qualificate, meglio se all’estero.
    • Centralità delle persone di ogni livello sviluppando attività di aggiornamento continuo
    • Maggior diffusione della consulenza per facilitare il modello di gestione dell’impresa
  • 27. Giampaolo Pacini , Consulente di strategia d’impresa Viale Montegrappa, 171 - 59100 PRATO Tel/Fax. +39 0574.582.426 Mobile:+39 335 7258658 e-mail: pacini@mixnetwork.com e-mail:giampaolo.pacini@esperio.it Web: www.mixnetwork.com Web: www. esperio . it

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