Dott. Marco Grondacci ricercatore in diritto e processi decisionali a rilevanza ambientale     FONDAZIONE TOSCANA SOSTENIB...
Dott. Marco Grondacci ricercatore in diritto e processi decisionali a rilevanza ambientale       FONDAZIONE TOSCANA SOSTEN...
Dott. Marco Grondacci ricercatore in diritto e processi decisionali a rilevanza ambientale      FONDAZIONE TOSCANA SOSTENI...
Dott. Marco Grondacci ricercatore in diritto e processi decisionali a rilevanza ambientale     FONDAZIONE TOSCANA SOSTENIB...
Dott. Marco Grondacci ricercatore in diritto e processi decisionali a rilevanza ambientale     FONDAZIONE TOSCANA SOSTENIB...
Dott. Marco Grondacci ricercatore in diritto e processi decisionali a rilevanza ambientale                                ...
Dott. Marco Grondacci ricercatore in diritto e processi decisionali a rilevanza ambientale     FONDAZIONE TOSCANA SOSTENIB...
Dott. Marco Grondacci ricercatore in diritto e processi decisionali a rilevanza ambientale                                ...
Dott. Marco Grondacci ricercatore in diritto e processi decisionali a rilevanza ambientale                                ...
Dott. Marco Grondacci ricercatore in diritto e processi decisionali a rilevanza ambientale     FONDAZIONE TOSCANA SOSTENIB...
Dott. Marco Grondacci ricercatore in diritto e processi decisionali a rilevanza ambientale     FONDAZIONE TOSCANA SOSTENIB...
Dott. Marco Grondacci ricercatore in diritto e processi decisionali a rilevanza ambientale                                ...
Dott. Marco Grondacci ricercatore in diritto e processi decisionali a rilevanza ambientale                                ...
Dott. Marco Grondacci ricercatore in diritto e processi decisionali a rilevanza ambientale     FONDAZIONE TOSCANA SOSTENIB...
Dott. Marco Grondacci ricercatore in diritto e processi decisionali a rilevanza ambientale     FONDAZIONE TOSCANA SOSTENIB...
Dott. Marco Grondacci ricercatore in diritto e processi decisionali a rilevanza ambientale                                ...
Dott. Marco Grondacci ricercatore in diritto e processi decisionali a rilevanza ambientale     FONDAZIONE TOSCANA SOSTENIB...
Dott. Marco Grondacci ricercatore in diritto e processi decisionali a rilevanza ambientale     FONDAZIONE TOSCANA SOSTENIB...
Dott. Marco Grondacci ricercatore in diritto e processi decisionali a rilevanza ambientale     FONDAZIONE TOSCANA SOSTENIB...
Dott. Marco Grondacci ricercatore in diritto e processi decisionali a rilevanza ambientale                                ...
Dott. Marco Grondacci ricercatore in diritto e processi decisionali a rilevanza ambientale                                ...
Dott. Marco Grondacci ricercatore in diritto e processi decisionali a rilevanza ambientale     FONDAZIONE TOSCANA SOSTENIB...
Dott. Marco Grondacci ricercatore in diritto e processi decisionali a rilevanza ambientale     FONDAZIONE TOSCANA SOSTENIB...
Dott. Marco Grondacci ricercatore in diritto e processi decisionali a rilevanza ambientale                                ...
La valutazione ambientale strategica
La valutazione ambientale strategica
La valutazione ambientale strategica
La valutazione ambientale strategica
La valutazione ambientale strategica
La valutazione ambientale strategica
La valutazione ambientale strategica
La valutazione ambientale strategica
La valutazione ambientale strategica
La valutazione ambientale strategica
La valutazione ambientale strategica
La valutazione ambientale strategica
La valutazione ambientale strategica
La valutazione ambientale strategica
La valutazione ambientale strategica
La valutazione ambientale strategica
La valutazione ambientale strategica
La valutazione ambientale strategica
La valutazione ambientale strategica
La valutazione ambientale strategica
La valutazione ambientale strategica
La valutazione ambientale strategica
La valutazione ambientale strategica
La valutazione ambientale strategica
La valutazione ambientale strategica
La valutazione ambientale strategica
La valutazione ambientale strategica
La valutazione ambientale strategica
Upcoming SlideShare
Loading in …5
×

La valutazione ambientale strategica

1,762 views
1,688 views

Published on

commento alla disciplina sulla Valutazione Ambientale Strategica

0 Comments
0 Likes
Statistics
Notes
  • Be the first to comment

  • Be the first to like this

No Downloads
Views
Total views
1,762
On SlideShare
0
From Embeds
0
Number of Embeds
3
Actions
Shares
0
Downloads
58
Comments
0
Likes
0
Embeds 0
No embeds

No notes for slide

La valutazione ambientale strategica

  1. 1. Dott. Marco Grondacci ricercatore in diritto e processi decisionali a rilevanza ambientale FONDAZIONE TOSCANA SOSTENIBILE – ONLUS Via San Bartolomeo 17 San Miniato (PISA) http://www.ftsnet.it/ Telefono Mobile: 347 0935524 - e-mail: marco.grondacci@libero.it - sito : http://www.amministrativo.it/Ambiente/ MARCO GRONDACCI VALUTAZIONE AMBIENTALE DEI PIANI E PROGRAMMI Dicembre 2011 NOTE SUL D. LGS 152/2006 ( TU ambiente) aggiornate con D. LGS 16 gennaio 2008, n. 41 D. LGS 29 giugno 2010 n.1282 Marco Grondacci ricercatore in diritto e processi decisionali a rilevanza ambientale Telefono: 347 0935524 - e-mail: marco.grondacci@libero.it www.amministrativo.it/ambiente1 “Ulteriori disposizioni correttive ed integrative del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante norme in materiaambientale”. (GU n. 24 del 29-1-2008- Suppl. Ordinario n.24)2 Modifiche ed integrazioni al decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante norme in materia ambientale, a normadellarticolo 12 della legge 18 giugno 2009, n. 69. (10G0147) (GU n. 186 del 11-8-2010 - Suppl. Ordinario n.184) 2010 VAS - 1 di 52
  2. 2. Dott. Marco Grondacci ricercatore in diritto e processi decisionali a rilevanza ambientale FONDAZIONE TOSCANA SOSTENIBILE – ONLUS Via San Bartolomeo 17 San Miniato (PISA) http://www.ftsnet.it/ Telefono Mobile: 347 0935524 - e-mail: marco.grondacci@libero.it - sito : http://www.amministrativo.it/Ambiente/1. PRINCIPI GENERALI E DEFINIZIONI...............................................................................4 1.1. Principi di riferimento............................................................................................................4 1.2. Finalità ...................................................................................................................................4 1.3. Principi procedurali della VAS secondo gli indirizzi della UE ................................................52. AMBITO TEMPORALE DI APPLICAZIONE DELLA VAS .................................................7 2.1.Premessa : cosa dice il nuovo TU ambiente ..............................................................................7 2.2. Le indicazioni della Direttiva 2001/42......................................................................................7 2.3. Sentenza Corte Costituzionale 20/11/2006 – 1/12/2006 n. 398...............................................7 2.4. La condanna dell’Italia della Corte di Giustizia al mancato recepimento della DIR 2001/42 .83. AMBITO DI APPLICAZIONE..................................................................................................10 3.1. Definizione di Piani e Programmi : Condizioni per la sottoponibilità a VAS.......................10 3.2. Piani soggetti automaticamente a Valutazione Ambientale strategica (VAS).....................10 Sul concetto di quadro di riferimento per l’approvazione, l’autorizzazione, l’area di localizzazione o comunque la realizzazione dei progetti soggetti a VIA, ai fini dell’applicabilità della VAS.......................................................................................................................................11 3.3. Le linee guida della Commissione UE (DG Ambiente) sull’ambito di applicazione della VAS................................................................................................................................................12 3.4. VAS e Piani Regolatori Portuali .............................................................................................14 3.5. Piani soggetti a verifica di assoggettabilità alla VAS ............................................................15 3.6. Piani e programmi esclusi a priori dall’applicazione della VAS ............................................17 3.6bis Esclusione della VAS per varianti ex lege ai piani territoriali , da opere singole..............17 3.7. Competenze.............................................................................................................................18 3.8. La Corte Costituzionale sul riparto competenze Stato-Regioni nella VAS ............................204. NORME DI SEMPLIFICAZIONE E COORDINAMENTO.................................................22 4.1Accordi procedimentali.............................................................................................................22 4.2. Coordinamento VAS e Valutazione di Incidenza ...................................................................22 4.3. Linee di coordinamento VAS – VIA ......................................................................................225. VAS E ITER DECISIONALE: PRINCIPI GENERALI DALLE MIGLIORIESPERIENZE ..................................................................................................................................246. LA NATURA GIURIDICA DELLA PROCEDURA DI VAS ................................................257. LA DISTINZIONE TRA AUTORITÀ COMPETENTE E AUTORITÀ PROCEDENTE :............................................................................................................................................................28 7.1. Quale struttura per la integrazione della VAS nel procedimento di approvazione del piano/programma ...........................................................................................................................28 7.2. La Sentenza TAR Lombardia 17/5/2010 n. 1526 ...................................................................30 7.2.bis La sentenza del Consiglio di Stato che riforma la sentenza del TAR Lombardia 17/5/2010 n. 1526............................................................................................................................................31 2010 VAS - 2 di 52
  3. 3. Dott. Marco Grondacci ricercatore in diritto e processi decisionali a rilevanza ambientale FONDAZIONE TOSCANA SOSTENIBILE – ONLUS Via San Bartolomeo 17 San Miniato (PISA) http://www.ftsnet.it/ Telefono Mobile: 347 0935524 - e-mail: marco.grondacci@libero.it - sito : http://www.amministrativo.it/Ambiente/ 7.3. Le competenze dell’Autorità competente ...............................................................................337bis COMMISSIONE TECNICA DI VERIFICA DELL’IMPATTO AMBIENTALE -VIA EVAS (ARTICOLO 8) .......................................................................................................................338. PROCEDURA DI VAS................................................................................................................36 8.1. Lo svolgimento di una verifica di assoggettabilità (articolo12) .............................................36 8.2. Criteri per la verifica di assoggettabilità di piani e programmi di cui all’articolo 12.............37 8.3. Elaborazione del rapporto ambientale (articolo 13)................................................................38 8.4. Lo svolgimento di consultazioni (articolo 14) ........................................................................40 8.5. La valutazione del rapporto ambientale e degli esiti della delle consultazioni (articolo15)...40 8.6. La decisione (articolo 16) .......................................................................................................41 8.7. L’informazione sulla decisione (articolo 17) ; ........................................................................41 8.8. Il monitoraggio........................................................................................................................419. VALUTAZIONI AMBIENTALI INTERREGIONALI E TRANSFRONTALIERE .......43 9.1. Piani e programmi di interesse sovra regionale (articolo 30) .............................................43 9.2. Poteri del Presidente del Consiglio in caso di conflitti tra Autorità competenti alla VAS di più Regioni (articolo 31) ................................................................................................................43 9.3. Consultazioni transfrontaliere (articolo 32) .........................................................................43APPENDICE ....................................................................................................................................45PROBLEMATICHE DELLA PARTECIPAZIONE DEL PUBBLICO NEL NUOVO TUAMBIENTALE PARTE II IN RELAZIONE ALLA PROCEDURA DI VAS ..........................45 1. IL PROBLEMA DEL COORDINAMENTO DELLA DIRETTIVA 2001/42 CON LA DIRETTIVA 2003/35 : RISCHI E POTENZIALITÀ...................................................................45 1.1.1. Il fondamento giuridico del necessario coordinamento tra le due direttive ...............45 1.1.2. Eventuale Inchiesta Pubblica......................................................................................46 1.1.3. indirizzi per la definizione di una inchiesta pubblica nella procedura di VAS ..........47 2. ANALISI CRITICA DEL NUOVO TITOLO II PARTE II DEL TU AMBIENTE IN RELAZIONE ALLE PROCEDURE PARTECIPATIVE E DI TRASPARENZA GENERALE DEL PROCEDIMENTO................................................................................................................50 2.1.1. Elementi innovativi rispetto alla precedente versione del TU ambiente....................50 2.1.2. Elementi critici del nuovo TU ambiente ....................................................................51 2.1.3. Evoluzioni nel ruolo della partecipazione alla luce della nuova versione del TU ....52 2010 VAS - 3 di 52
  4. 4. Dott. Marco Grondacci ricercatore in diritto e processi decisionali a rilevanza ambientale FONDAZIONE TOSCANA SOSTENIBILE – ONLUS Via San Bartolomeo 17 San Miniato (PISA) http://www.ftsnet.it/ Telefono Mobile: 347 0935524 - e-mail: marco.grondacci@libero.it - sito : http://www.amministrativo.it/Ambiente/1. PRINCIPI GENERALI E DEFINIZIONI1.1. Principi di riferimento Nei considerando della direttiva 2001/42 (attuata dal presente dlgs) si individuano le finalità piùimportanti della stessa: • principio di precauzione • principio di integrazione delle considerazioni ambientali nei piani e nei programmi predisposti per le future autorizzazioni dei progetti • un elevato livello di protezione dell’ambiente e lo sviluppo sostenibile • produrre un vantaggio al mondo imprenditoriale , in quanto la valutazione ambientale dei suddetti piani e programmi andrà a vantaggio del mondo imprenditoriale, in quanto fornisce un quadro più coerente in cui operare e contribuirà a soluzioni economicamente più efficienti o efficaci sotto il profilo dei costi, inserendo una o più ampia gamma di fattori nel processo decisionaleLa Parte II del dlgs 152/2006 (come modificato dai dlgs 4/2008 e 128/2010) riprende i suddettiprincipi : • integrazione : si veda ultima parte comma 3 articolo 4 • elevato livello di protezione dell’ambiente lettera a) comma 4 articolo 4Manca il riferimento al principio di precauzione . Il principio di precauzione come interpretato daidocumenti ufficiali della UE nonché dalla giurisprudenza della Corte di Giustizia potrebbecostituire il principio quadro per sostenere una partecipazione attiva al processo valutativo internoal processo di formazione – approvazione del pianto programma “dal momento che la promozionedella valutazione dei rischi deve inserirsi in un dispositivo di negoziato sociale. Il suo vero ruolosociale è quello di fornire le basi del dialogo” (parere CES sul principio di precauzione del12/7/2000 punto 2.14)3 .C’è chi ha sostenuto inoltre che il principio di precauzione è tipico delle procedure di VAS e anziproprio attraverso il processo di valutazione dei piani e programmi possa essere valorizzato4.1.2. FinalitàSecondo la lettera a) comma 4 articolo 4 “la valutazione ambientale di piani e programmi chepossono avere un impatto significativo sull’ambiente ha la finalità di garantire un elevato livello diprotezione dellambiente e contribuire allintegrazione di considerazioni ambientali all’attodell’elaborazione, dell’adozione e approvazione di detti piani e programmi assicurando che sianocoerenti e contribuiscano alle condizioni per uno sviluppo sostenibile”.Tale finalità riprende sostanzialmente quella dell’articolo 1 della Direttiva 2001/42. Manca unriferimento alla scala temporale strategica per cui : nella VAS : “L’ effettiva integrazione deveessere misurata a lungo termine, piuttosto che, semplicemente, da output e misure di performance abreve termine”.53 Per una analisi di questo principio in rapporto ai processi partecipativi si veda l’appendice al presene documento4 “Risulta chiara la differenza fra lo strumento di valutazione di impatti, definiti e circoscritti, generati da un progetto e che siriferisce, quindi, al principio di prevenzione (la VIA) e quello per la valutazione degli effetti di un piano che non sono definibilicon assoluta certezza e precisione e che si riferisce, quindi, al principio di Precauzione” Ester Pallone in VALUTAZIONEAMBIENTALE STRATEGICA E PIANIFICAZIONE URBANISTICA: UNA INTEGRAZIONE POSSIBILE – Dottorato ricerca .5 D. Franchini - La Valutazione Ambientale di Piani e Programmi 2002 2010 VAS - 4 di 52
  5. 5. Dott. Marco Grondacci ricercatore in diritto e processi decisionali a rilevanza ambientale FONDAZIONE TOSCANA SOSTENIBILE – ONLUS Via San Bartolomeo 17 San Miniato (PISA) http://www.ftsnet.it/ Telefono Mobile: 347 0935524 - e-mail: marco.grondacci@libero.it - sito : http://www.amministrativo.it/Ambiente/In generale la definizione avrebbe dovuto essere completata dal riferimento per cui le conseguenzeambientali dei piani e programmi: “ siano incluse a tutti gli effetti e affrontate in modo adeguato findalle prime fasi del processo decisionale, sullo stesso piano delle considerazioni di ordineeconomico e sociale “6 . Non solo ma addirittura le linee guida della Commissione UE (DGAmbiente) sull’applicazione della DIR 2001/42 sottolineano della VAS il carattere di processo dirazionalizzazione delle scelte non solo in chiave ambientale ma anche e più strettamenteeconomica, in tal senso si veda il punto 2.3 delle predette linee guida secondo cui tra le finalità dellaVAS dovrebbe esserci anche quella di : “produrre un vantaggio al mondo imprenditoriale , inquanto la valutazione ambientale dei suddetti piani e programmi andrà a vantaggio del mondoimprenditoriale, in quanto fornisce un quadro più coerente in cui operare e contribuirà a soluzionieconomicamente più efficienti o efficaci sotto il profilo dei costi, inserendo una o più ampia gammadi fattori nel processo decisionale” .Tale impostazione risponde alla idea di inclusione della VAS nel processo decisionale ex ante .Questa ipotesi vede la VAS configurarsi come processo decisionale completo, ricomprendendo alsuo interno tutte le fasi di costruzione della politica/piano/programma: • dalla elaborazione delle proposte, • alla elaborazione e valutazione degli scenari alternativi, • all’adozione delle decisioni, • coinvolgendo il pubblico fin dalle prime fasi.La VAS così diventerà effettivamente una valutazione integrata riguardante tutti i settori coinvoltidalla politica/piano/programma, e tale valutazione dovrà misurare i vantaggi e gli svantaggicomplessivi delle diverse alternative.In tal senso come affermato dalla Relazione7 2009 della Commissione sullo stato di applicazionedella Direttiva UE sulla VAS: “La VAS si applica "a monte" per individuare le opzioni migliori infase di programmazione, mentre la VIA si applica "a valle" ai progetti che si trovano in unafase successiva. In questa fase è possibile migliorare il coordinamento e la coerenzarimediando alle disposizioni divergenti delle due direttive e chiarendo le definizioni dellecategorie di progetti problematiche della direttiva VIA, modificando questultima e/o mettendoa punto orientamenti come indicato sopra”8.1.3. Principi procedurali della VAS secondo gli indirizzi della UELa Relazione della Commissione UE 20099 sullo stato di applicazione della Direttiva UE sulla VASha riordinato i principi che dovranno essere seguiti in sede applicativa dalle diverse AutoritàCompetenti (ad esprimere il parere di VAS) e Proponenti( ad adottare/approvare il PianoProgramma sulla base della VAS) su scala nazionale , regionale e locale:6 Sadler e Verheem (1996), Strategic Environmental Assessment Status, challenger and future directions, Ministero per glialloggi, la pianificazione territoriale e l’ambiente, Commissione per la VIA, Paesi Bassi.7 Relazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento Europeo, al Comitato Economico e Sociale Europeo e al Comitatodelle Regioni sullapplicazione e lefficacia della direttiva sulla valutazione ambientale strategica (direttiva 2001/42/CE) - Bruxelles,14.9.2009 COM(2009) 469 definitivo8 In questo senso come è stato affermato: “ …la presenza della VAS potrebbe comportare una positiva ridefinizione di alcuniaspetti della VIA. E ciò non solo perché sembra dovuto alla presenza di questa nuovo di valutazione ambientale il fatto che nellaversione attuale che la VIA debba svolgersi sul progetto definitivo: la VAS ha infatti fatto venire meno quella esigenza di anticipazionedella VIA che, come si è visto, era dovuta alla assenza di una valutazione ambientale di livello superiore. Ma cneh perché laponderazione fra interessa ambientale e interesse di segno diverso potrebbe venire a collocarsi, anziché nel contesto della VIA, nellasede – ben più adeguata – della valutazione strategica”, (G. Manfredi “VIA e VAS nel codice dell’ambiente” Rivista Giuridicadell’Ambiente n. 1/2009).9 Relazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento Europeo, al Comitato Economico e Sociale Europeo e al Comitatodelle Regioni sullapplicazione e lefficacia della direttiva sulla valutazione ambientale strategica (direttiva 2001/42/CE) - Bruxelles,14.9.2009 COM(2009) 469 definitivo 2010 VAS - 5 di 52
  6. 6. Dott. Marco Grondacci ricercatore in diritto e processi decisionali a rilevanza ambientale http://www.ftsnet.it/FONDAZIONE TOSCANA SOSTENIBILE – ONLUS Via San Bartolomeo 17 San Miniato (PISA) Telefono Mobile: 347 0935524 - e-mail: marco.grondacci@libero.it - sito : http://www.amministrativo.it/Ambiente/1. I Piani e Programmi che rientrano nellambito di applicazione della direttiva sono soggetti a valutazione ambientale durante la preparazione e prima della loro adozione.2. Il rapporto ambientale (che deve accompagnare il piano/programma) e i risultati delle consultazioni sono presi in considerazione prima delladozione.3. I Piani e Programmi che contengono progetti che rientrano nellambito di applicazione della direttiva VIA sono automaticamente soggetti a VAS .4. I Piani e Programmi che contengono progetti da autorizzare , non soggetti a VIA, devono comunque essere sottoposti a procedura di verifica di assoggettabilità a VAS5. Le piccole modifiche a Piani e Programmi sono soggette a procedura di verifica di assoggettabilità a VAS e andranno a valutazione ordinaria solo la procedura di verifica dimostrerà la esistenza di impatti significativi sull’ambiente.6. Si conferma la necessità di una fase di confronto tra Autorità competenti e Autorità Ambientale interessate al Piano/Programma , al fine di definire la portata e il livello di dettagliato delle informazioni da includere nel rapporto ambientale (fase di scoping). In alcuni Stati Membri la procedura di definizione dellambito di applicazione prevede la consultazione del pubblico, che non è tuttavia obbligatoria ai sensi della direttiva.7. Relativamente alla consultazione del pubblico la direttiva VAS non specifica in maniera dettagliata le procedure da seguire. Lesperienza mostra che la consultazione del pubblico, in particolare quando avviene nelle fasi iniziali della programmazione ed è concepita come processo, facilita laccettazione del Piani/Programmi e, di conseguenza, contribuisce ad identificare e risolvere tempestivamente i possibili conflitti. 2010 VAS - 6 di 52
  7. 7. Dott. Marco Grondacci ricercatore in diritto e processi decisionali a rilevanza ambientale FONDAZIONE TOSCANA SOSTENIBILE – ONLUS Via San Bartolomeo 17 San Miniato (PISA)http://www.ftsnet.it/ Telefono Mobile: 347 0935524 - e-mail: marco.grondacci@libero.it - sito : http://www.amministrativo.it/Ambiente/2. AMBITO TEMPORALE DI APPLICAZIONE DELLA VAS2.1. Premessa : cosa dice il nuovo TU ambienteIl comma 2-ter dell’articolo 35 della nuova versione del dlgs 152/2006 prevede che le proceduredi VAS avviate precedentemente allentrata in vigore del presente decreto (13/2/2008) sonoconcluse ai sensi delle norme vigenti al momento dellavvio del procedimento. Mentre nel casodella VIA esisteva una normativa che disciplinava la materia sia a livello statale che regionale, nelcaso della VAS , tranne per alcune regioni, non esisteva una normativa che disciplinava laprocedura visto che la precedente versione del TU non è mai entrata in vigore in materia di VIA eVAS 10, tanto è vero che come vedremo al paragrafo 2.4 la Corte di Giustizia ha condannato l’Italiaper il mancato recepimento della DIR 2001/42. Quindi il suddetto comma 2ter , per evitare chediventi lo strumento per violare ulteriormente la Direttiva in contrasto anche con quanto affermatodalla nostra Corte Costituzionale vedi successivo paragrafo 2.3, deve essere interpretato secondoquanto stabilito, in materia di ambito temporale di applicabilità della VAS , da parte della Direttiva2001/42 nonché della giurisprudenza come si evince dai successivi paragrafi.2.2. Le indicazioni della Direttiva 2001/42Secondo il paragrafo 3 articolo 13 della DIR 2001/42 la VAS deve essere obbligatoriamenteapplicata ai piani e ai programmi il cui primo atto preparatorio formale è successivo alla data di cuial paragrafo 1 (21/7/2004 termine per il recepimento della Direttiva da parte degli stati membri). Ipiani e i programmi il cui primo atto preparatorio formale è precedente a tale data e che sono statiapprovati o sottoposti all’iter legislativo più di ventiquattro mesi dopo la stessa data sono soggettiall’obbligo di VAS, a meno che gli Stati membri decidano caso per caso che ciò non è possibile,informando il pubblico di tale decisione.Secondo il punto 3.66 delle linee guida della Commissione UE DG Ambiente l’ultima parte delsopra citato paragrafo 3 articolo 13 della Direttiva è designata a garantire che una valutazioneambientale conforme alla direttiva venga normalmente svolta per i piani e i programmi il cui primoatto preparatorio formale è precedente al 21 luglio 2004 ma che non verrà approvato prima del 21luglio 2006. Ciò implica che, al fine di svolgere una valutazione ambientale valida, prima del mesedi luglio del 2004 saranno svolti soltanto interventi minori e non significativi. Non sarebbe possibilesvolgere la valutazione ambientale di un piano il cui primo atto preparatorio fosse precedente almese di luglio del 2004 e che a tale data fosse in uno stato molto avanzato. La presente disposizionenon si incentra su quanto la data di avvio di un piano o di un programma preceda il mese di lugliodel 2004 ma sulla questione se il processo di pianificazione dei piani e dei programmi pertinenti siain una fase in cui è possibile svolgere una valutazione ambientale significativa.2.3. Sentenza Corte Costituzionale 20/11/2006 – 1/12/2006 n. 398In sintesi la sentenza riconosce che le regioni potevano e possono recepire la direttiva VAS anchein assenza di legislazione statale specifica : semprechè la detta legislazione regionale si attenga alleproprie competenze .10 Vedi decreti legge di proroga dell’entrata in vigore : 12 maggio 2006, n. 173 e 28 dicembre 2006, n. 300 2010 VAS - 7 di 52
  8. 8. Dott. Marco Grondacci ricercatore in diritto e processi decisionali a rilevanza ambientale http://www.ftsnet.it/ FONDAZIONE TOSCANA SOSTENIBILE – ONLUS Via San Bartolomeo 17 San Miniato (PISA) Telefono Mobile: 347 0935524 - e-mail: marco.grondacci@libero.it - sito : http://www.amministrativo.it/Ambiente/La Corte sul punto precisa che : “la valutazione ambientale strategica, disciplinata dalladirettiva 2001/42/CE, attiene alla materia "tutela dellambiente". Da tale constatazione nonderiva tuttavia la conseguenza che ogni competenza regionale sia esclusa. Questa Corte ha piùvolte sottolineato la peculiarità della materia in esame, ponendo in rilievo la sua intrinseca"trasversalità", con la conseguenza che, in ordine alla stessa, : "si manifestano competenzediverse, che ben possono essere regionali, spettando allo Stato le determinazioni cherispondono ad esigenze meritevoli di disciplina uniforme sullintero territorio nazionale"(sentenza n. 407 del 2002).Aggiunge la Corte Costituzionale in questa nuova sentenza che : “La "trasversalità" dellamateria "tutela dellambiente" emerge, con particolare evidenza, con riguardo alla valutazioneambientale strategica, che abbraccia anche settori di sicura competenza regionale” .La Corte afferma inoltre il carattere procedurale della direttiva VAS infatti: “La valutazioneambientale strategica pervade ambiti materiali diversi. Ciò viene reso esplicito dal punto 9 del"considerando", in cui si afferma che "la presente direttiva ha carattere procedurale e le suedisposizioni dovrebbero essere integrate nelle procedure esistenti negli Stati membri oincorporate in procedure specificamente stabilite. Gli Stati membri dovrebbero eventualmentetener conto del fatto che le valutazioni saranno effettuate a diversi livelli di una gerarchia di pianie di programmi, in modo da evitare duplicati".Peraltro la sentenza fornisce indirettamente conferma a quanto affermato dalla memoria difensivadella Regione secondo cui : “la Regione Friuli-Venezia Giulia "aveva il potere e il dovere direcepire la direttiva comunitaria, salva la competenza statale per la fissazione di standard minimidi tutela dellambiente". A detta della stessa difesa, la mancata attuazione della direttiva, chedoveva essere recepita dagli Stati membri entro il 21 luglio 2004, per un verso, avrebbedeterminato lillegittimità sia delle norme legislative disciplinanti i piani oggetto di essa siadei relativi atti amministrativi, per laltro verso, avrebbe esposto la Regione allesercizio delpotere sostitutivo statale”.Risulta altresì chiaro, anche se sul punto la Corte non si pronuncia esplicitamente , che gli enticompetenti all’approvazione dei piani avrebbero dovuto applicare la VAS ai piani di lorocompetenza a prescindere dal recepimento statale della direttiva ( peraltro avvenuto e poi sospesofino a gennaio 2007 nel TU ambientale)2.4. La condanna dell’Italia della Corte di Giustizia al mancato recepimento dellaDIR 2001/42Si ricorda che la Corte di Giustizia con sentenza 8/11/2007 causa C40-07 ha affermato che, nonavendo messo in vigore entro il termine prescritto, le disposizioni legislative, regolamentari eamministrative necessarie per conformarsi alla direttiva, la Repubblica italiana è venuta meno agliobblighi che ad essa incombono in forza della direttiva 2001/42. In particolare secondo questasentenza l’argomento addotto dalla Repubblica italiana, attinente alla complessità della materia inesame ed alla necessità di riformare il diritto interno, non può essere accolto. Infatti, secondo unagiurisprudenza costante, uno Stato membro non può invocare norme, prassi o situazioni del suoordinamento giuridico interno per giustificare l’inosservanza degli obblighi e dei termini derivantida una direttiva (v. sentenze 4 luglio 2000, causa C-387/97, punto 70, e 25 aprile 2002, cause riuniteC-418/00 e C-419/00 punto 59). Inoltre, non si può ritenere che la complessità di una normativacomunitaria, alla cui elaborazione uno Stato membro ha partecipato, costituisca una difficoltàanormale ed imprevedibile tale da risultare insormontabile per l’amministrazione dello Statomedesimo, malgrado ogni diligenza che si possa impiegare (sentenza 5 febbraio 1987, causa 145/85punto 13) e, pertanto, tale complessità non può essere fatta valere da uno Stato membro per differirela trasposizione di una direttiva oltre i termini previsti. La Repubblica italiana, pertanto, non può 2010 VAS - 8 di 52
  9. 9. Dott. Marco Grondacci ricercatore in diritto e processi decisionali a rilevanza ambientale http://www.ftsnet.it/ FONDAZIONE TOSCANA SOSTENIBILE – ONLUS Via San Bartolomeo 17 San Miniato (PISA) Telefono Mobile: 347 0935524 - e-mail: marco.grondacci@libero.it - sito : http://www.amministrativo.it/Ambiente/legittimamente invocare difficoltà di trasposizione derivanti dalla complessità della materia inesame e dalle necessarie modifiche del proprio diritto interno per sottrarsi agli obblighi chediscendono dal diritto comunitario. Le difficoltà per l’Italia erano state addotte a causa dellasospensione dell’efficacia della precedente versione del dlgs 152/2006 (parte II relativa a VIA eVAS) in attesa di una sua riforma . Ciò secondo la predetta sentenza della Corte di Giustizia nonpuò costituire giustificazione per non avere recepito nei termini stabiliti la direttiva in oggetto .Quanto affermato dalla Corte di Giustizia è una conferma di quanto già espresso dalla CorteCostituzionale ( vedi sopra) per cui la direttiva sulla VAS deve essere immediatamente applicata inItalia da parte delle diverse articolazione istituzionali del nostro Paese a prescindere dall’avvenutorecepimento nazionale della direttiva stessa. 2010 VAS - 9 di 52
  10. 10. Dott. Marco Grondacci ricercatore in diritto e processi decisionali a rilevanza ambientale FONDAZIONE TOSCANA SOSTENIBILE – ONLUS Via San Bartolomeo 17 San Miniato (PISA) http://www.ftsnet.it/ Telefono Mobile: 347 0935524 - e-mail: marco.grondacci@libero.it - sito : http://www.amministrativo.it/Ambiente/3. AMBITO DI APPLICAZIONE3.1. Definizione di Piani e Programmi : Condizioni per la sottoponibilità a VASSecondo la lettera e) comma 1 articolo 5 ( in coerenza con la lettera a) articolo 2 della DIR2001/42) per piani e programmi si intendono : gli atti e provvedimenti di pianificazione e diprogrammazione comunque denominati, compresi quelli cofinanziati dalla Comunità europea,nonché le loro modifiche:1) che sono elaborati e/o adottati da un’autorità a livello nazionale, regionale o locale oppurepredisposti da unautorità per essere approvati, mediante una procedura legislativa, amministrativa onegoziale e2) che sono previsti da disposizioni legislative, regolamentari o amministrative.3.2. Piani soggetti automaticamente a Valutazione Ambientale strategica (VAS)a) piani e programmi che sono elaborati per la valutazione e gestione della qualità dellariaambiente,per i settori agricolo, forestale, della pesca, energetico, industriale, dei trasporti, dellagestione dei rifiuti e delle acque, delle telecomunicazioni, turistico, per la valutazione e gestionedella qualità dellaria ambiente, della pianificazione territoriale o della destinazione dei suoli, e chedefiniscono il quadro di riferimento per l’approvazione, l’autorizzazione, l’area di localizzazione ocomunque la realizzazione dei progetti soggetti a VIA statale (allegato II) regionale (allegato III) ea procedura di verifica regionale (allegato IV)11 ;b) piani e programmi per i quali, in considerazione dei possibili impatti sulle finalità diconservazione dei siti designati come zone di protezione speciale per la conservazione degli uccelliselvatici e quelli classificati come siti di importanza comunitaria per la protezione degli habitatnaturali e della flora e della fauna selvatica, si ritiene necessaria una valutazione ai sensidell’articolo 5 del decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 1997, n. 35712. 1311 Si vedano sul punto le conclusioni dell’Avvocato UE nelle Cause riunite C-105/09 e C-110/09 (conclusioni recepite nellasentenza CG 17/6/2010): “31. L’obiettivo specifico perseguito dalla valutazione di piani e programmi emerge dai lavori preparatori. Ladirettiva VAS integra, infatti, la direttiva VIA di oltre 10 anni più risalente, che ha ad oggetto la considerazione degli effetti sull’ambientecon riguardo all’autorizzazione di progetti. 32. Con l’applicazione della direttiva VIA si è osservato che sussistevano, nel momento dellavalutazione dei progetti, importanti effetti sull’ambiente spesso già causati da precedenti misure di pianificazione (13). Anche se questieffetti possono quindi essere analizzati nella valutazione di impatto ambientale, tuttavia, essi non possono più essere presi inconsiderazione in maniera completa al momento dell’autorizzazione del progetto. Per questo motivo è ragionevole analizzare tali effettisull’ambiente già nella preparazione delle misure e tenerne conto in questo contesto. 33. Ad esempio, un ipotetico piano di costruzionestradale può stabilire che una strada venga costruita in un determinato corridoio. Non si valuterà più, probabilmente, nella successivaautorizzazione del piano di costruzione stradale, se ci sono possibilità alternative a questo corridoio che producano minori effettisull’ambiente. Per questo si dovrebbe valutare già al momento della definizione del corridoio quali effetti abbia sull’ambiente ladelimitazione del tracciato e se debbano essere previste delle alternative. 34. Le disposizioni per l’autorizzazione di progetti che hannoeffetti rilevanti sull’ambiente possono essere di diverso tipo. I piani relativi a siti possono stabilire con diversa precisione dove realizzaredeterminati progetti. Ma anche le misure che stabiliscono come devono essere realizzati i progetti possono avere significativi effettisull’ambiente. Così una (ipotetica) disposizione che autorizzi lo smaltimento di deiezioni animali non trattati da impianti di allevamentointensivo di bestiame direttamente in corsi e bacini d’acqua naturali avrebbe significativi effetti sull’ambiente. 35. Si può tenere conto diogni effetto significativo sull’ambiente solo se si esaminano tutte le misure preparatorie atte a comportare che progetti attuati in unsecondo momento producano tali effetti. In tal senso bisogna intendere le nozioni di ‘piano’ e ‘programma’ in modo così ampio daincludere anche le disposizioni normative.”12 Regolamento recante attuazione della direttiva 92/43/CEE relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali,nonché della flora e della fauna selvatiche13 Secondo le conclusioni dell’Avvocato UE nelle Cause riunite C-105/09 e C-110/09 (conclusioni recepite nella sentenza CG17/6/2010): “Il secondo caso dell’obbligo di valutazione – ai sensi dell’art. 3, n. 2, lett. b) della direttiva VAS – configura la condizionerelativa ai significativi effetti sull’ambiente. La sua applicazione dipende da una particolare espressione della possibile sussistenza disignificativi effetti sull’ambiente, precisamente in relazione alla necessità di una valutazione di impatto ai sensi dell’art. 6 della direttivahabitat. Una tale valutazione di piani e programmi è prescritta quando non possa essere escluso, sulla base di elementi obiettivi, cheessi, da soli o in combinazione con altri piani o progetti, pregiudichino significativamente un sito (18). Qui si tratta non astrattamente di 2010 VAS - 10 di 52
  11. 11. Dott. Marco Grondacci ricercatore in diritto e processi decisionali a rilevanza ambientale FONDAZIONE TOSCANA SOSTENIBILE – ONLUS Via San Bartolomeo 17 San Miniato (PISA) http://www.ftsnet.it/ Telefono Mobile: 347 0935524 - e-mail: marco.grondacci@libero.it - sito : http://www.amministrativo.it/Ambiente/Secondo conclusioni dell’Avvocato UE Cause riunite C-105/09 e C-110/09 49: “l’art. 3, n. 2, delladirettiva VAS è esplicito su questo punto, in quanto determina che venga effettuata una valutazioneambientale per tutti i piani e i programmi, i quali soddisfino le condizioni di cui alla lett. a) o b).Sarebbe pertanto incompatibile il requisito aggiuntivo della possibile sussistenza di significativieffetti sull’ambiente.”. Quindi i piani di cui alla lettera a) sono sottoponibili a VAS a prescindere daldovere preventivamente valutarne la significatività degli impatti ambientali.Sul concetto di quadro di riferimento per l’approvazione, l’autorizzazione, l’area di localizzazione ocomunque la realizzazione dei progetti soggetti a VIA, ai fini dell’applicabilità della VASSecondo le conclusioni dell’Avvocato UE nelle Cause riunite C-105/09 e C-110/09 (conclusionirecepite nella sentenza CG 17/6/2010): “ 1. Sulla nozione di «quadro di riferimento»60. La nozione di «quadro di riferimento» deve tener conto della finalità di valutare gli effettisull’ambiente di ogni decisione recante disposizioni per l’autorizzazione di progetti già nel contestodella stessa decisione.61. Non è tuttavia chiaro in che misura le disposizioni di piani e programmi debbano influire suisingoli progetti affinché essi definiscano un «quadro di riferimento».62. L’Olanda e l’Austria, nel procedimento legislativo, hanno proposto di chiarire che il quadro diriferimento debba fissare l’ubicazione, la natura o le dimensioni dei progetti che hanno bisogno diuna dichiarazione di sostenibilità ambientale(Documento del Consiglio 17 novembre 1999, n.12967/99, nota 10: «by determining their location, nature or size). Sarebbero necessarie alloradisposizioni molto specifiche e tassative per far scattare una valutazione ambientale. Non essendosiaffermata questa proposta, il concetto di «quadro di riferimento» non è limitato a questeindicazioni.63. Un’interpretazione altrettanto restrittiva della definizione del «quadro di riferimento» è allabase dell’opinione espressa dalla Repubblica ceca. Questa richiede che determinati progetticostituiscano esplicitamente o implicitamente oggetto del piano o del programma.64. Piani e programmi possono tuttavia influire sull’autorizzazione di singoli progetti in modi deltutto differenti e così pregiudicare la considerazione adeguata degli effetti sull’ambiente.Conformemente, la direttiva VAS muove da una nozione molto ampia del «quadro di riferimento».65. Ciò è particolarmente significativo con riguardo ad un criterio che gli Stati membri prendonoin considerazione quando valutano la possibile rilevanza degli effetti di piani e programmisull’ambiente ai sensi dell’art. 3, n. 5. Essi devono, infatti, tenere conto della misura nella quale ilpiano o il programma definisce un quadro di riferimento per progetti ed altre attività, o per quantoriguarda l’ubicazione, la natura, le dimensioni e le condizioni operative o attraverso la ripartizione(Come mostrano altre versioni linguistiche: per esempio: «allocation» in francese e «allocating» ininglese, il termine tedesco «Inanspruchnahme» utilizzo va piuttosto inteso come «ripartizione»delle risorse) delle risorse (allegato II, n. 1, primo trattino14). La nozione di «quadro diriferimento» è per questo da intendere in maniera elastica: essa non necessita di definizionitassative, ma comprende anche forme di incidenza che lasciano ancora margini di intervento.66. Contrariamente all’opinione del Belgio le diverse caratteristiche elencate nell’allegato II, n. 1,primo trattino non si devono intendere cumulativamente, e comunque non in modo che il quadro diriferimento debba riguardarle tutte. Nella valutazione della rilevanza degli effetti sull’ambiente, lecaratteristiche menzionate in tutti e cinque i trattini dell’allegato II, n. 1, sono, infatti, dadegrado ambientale, ma degli obiettivi di conservazione fissati per quel determinato sito (19). Sarebbe pertanto erroneo valutare dinuovo e separatamente in base ad un altro parametro se siano possibili significativi effetti sull’ambiente”.14 “1. Caratteristiche del piano o del programma, tenendo conto in particolare, dei seguenti elementi: — in quale misura il piano o il programma stabilisce un quadro di riferimento per progetti ed altre attività, o per quantoriguarda lubicazione, la natura, le dimensioni e le condizioni operative o attraverso la ripartizione delle risorse,” 2010 VAS - 11 di 52
  12. 12. Dott. Marco Grondacci ricercatore in diritto e processi decisionali a rilevanza ambientale http://www.ftsnet.it/ FONDAZIONE TOSCANA SOSTENIBILE – ONLUS Via San Bartolomeo 17 San Miniato (PISA) Telefono Mobile: 347 0935524 - e-mail: marco.grondacci@libero.it - sito : http://www.amministrativo.it/Ambiente/considerare solo «in particolare». Se l’intero elenco non è però tassativo, allora neppure glielenchi parziali possono pretendere di esserlo. Inoltre una simile valenza cumulativa delle singolecaratteristiche contrasterebbe con l’impiego del termine «misura» nel n. 1 dell’allegato II. Taleformulazione implica, piuttosto, che le diverse caratteristiche possano essere considerate con unadiversa intensità, o addirittura che non lo siano affatto. Solo ciò corrisponde in definitiva alloscopo di sottoporre a valutazione ambientale ogni previa decisione di autorizzazione dei progetti,qualora possa avere significativi effetti sull’ambiente.67. In sintesi, si deve pertanto ritenere che un piano o un programma definisce un quadro diriferimento ogni volta che vengono assunte decisioni che possono influire sulla successivaautorizzazione di progetti, specialmente con riguardo all’ubicazione, la natura, le dimensioni e lecondizioni operative o attraverso la ripartizione delle risorse.”3.3. Le linee guida della Commissione UE (DG Ambiente) sull’ambito diapplicazione della VAS 1. relativamente ai piani/programmi per i quali è prevista la VAS automaticamente ( quelli ex paragrafo 2 articolo 3 della DIR , per la normativa nazionale vedi paragrafo precedente 3.2.) gli Stati membri non hanno potere discrezionale nel determinare se i piani e i programmi contemplati dal paragrafo 2 possano effettivamente avere effetti significativi sull’ambiente (punto 3.21 delle linee guida) 2. analogamente alla VIA gli Stati membri non possono escludere intere categorie di piani e di programmi, a meno che non si possa ritenere che questi ultimi, considerati nel loro insieme, non possano avere effetti significativi sull’ambiente (punto 3.43 delle linee guida) 3. In linea si principio la verifica di assoggettabilità alla VAS potrebbe essere effettuata prescrivendo dei criteri qualitativi o delle soglie basandosi sui criteri di significatività più importanti. È consigliabile evitare criteri di selezione basati soltanto sulle dimensioni, su soglie di carattere finanziario o sull’area fisica interessata dal piano o dal programma, dato che tali criteri potrebbero non essere conformi alla direttiva (punto 3.47 delle linee guida). 4. affinché i piani e i programmi rientrino nell’ambito della direttiva è che essi devono soddisfare le condizioni di entrambi i trattini dell’articolo 2, lettera a) nella versione italiana lettera e) comma 1 articolo 5 di cui al precedente paragrafo 3.2. 5. Il significato di "definisce il quadro di riferimento per l’autorizzazione dei progetti" è cruciale per l’interpretazione della direttiva, anche se nel testo non viene fornita alcuna definizione. I termini normalmente indicherebbero che il piano o il programma contiene criteri o condizioni che orientano le autorità preposte all’approvazione di una domanda sulle modalità di decisione. Tali criteri potrebbero porre dei limiti in merito al tipo di attività o di progetto consentito in una determinata zona, oppure potrebbero includere condizioni che il richiedente deve soddisfare per ottenere l’autorizzazione, oppure ancora potrebbero essere studiati per salvaguardare determinate caratteristiche della zona interessata (quali la varietà delle destinazioni dei suoli che promuove la vitalità economica dell’area) : punto 3.23 delle linee guida. 6. In secondo luogo i piani e i programmi non sono definiti ulteriormente. I termini non sono sinonimi ma entrambi possono coprire una vasta gamma di significati che a volte coincidono. Per quanto riguarda le disposizioni della direttiva sono trattati allo stesso modo. Perciò non è né necessario né possibile fornire una rigorosa distinzione tra i due. 7. Alla luce della giurisprudenza della CG in materia di VIA di progetti nella quale si da una definizione ampia di progetto sottoponibile a VIA , anche nella Valutazione ambientale di piani e programmi gli stati membri dovranno adottare una visione ampia dell’ambito di applicazione . Tanto che la Commissione UE arriva ad affermare che “Una possibile 2010 VAS - 12 di 52
  13. 13. Dott. Marco Grondacci ricercatore in diritto e processi decisionali a rilevanza ambientale http://www.ftsnet.it/FONDAZIONE TOSCANA SOSTENIBILE – ONLUS Via San Bartolomeo 17 San Miniato (PISA) Telefono Mobile: 347 0935524 - e-mail: marco.grondacci@libero.it - sito : http://www.amministrativo.it/Ambiente/ interpretazione è che i termini includano qualsiasi dichiarazione ufficiale che vada oltre le aspirazioni e stabilisca un corso di azione per il futuro”. In materia di piani di gestione rifiuti la CG (causa C-387/97) ha dichiarato che “non possono essere considerati piani [ai sensi di cui sopra] una normativa o provvedimenti concreti che costituiscano unicamente una serie di interventi normativi puntuali e non un sistema organizzato ed articolato volto allo smaltimento dei rifiuti e dei rifiuti tossici e nocivi”8. Relativamente ai piani la Commissione individua alcuni parametri esemplificativi quali: • piani per la destinazione dei suoli che stabiliscano le modalità di riassetto del territorio • piani che fissino delle regole o un orientamento sul tipo di sviluppo che potrebbe essere appropriato o consentito in determinate aree • piani che propongano i criteri da tenere in considerazione nel concepimento del nuovo progetto.9. Relativamente ai programmi la Commissione individua alcune parametri esemplificativi quali: • un sistema per il recupero di un’area urbana, che comprenda una serie di progetti edilizi separati. • Il modo proposto per attuare una politica 2010 VAS - 13 di 52
  14. 14. Dott. Marco Grondacci ricercatore in diritto e processi decisionali a rilevanza ambientale FONDAZIONE TOSCANA SOSTENIBILE – ONLUS Via San Bartolomeo 17 San Miniato (PISA) http://www.ftsnet.it/ Telefono Mobile: 347 0935524 - e-mail: marco.grondacci@libero.it - sito : http://www.amministrativo.it/Ambiente/3.4. VAS e Piani Regolatori PortualiSecondo il nuovo comma 3ter15 dell’articolo 6 del dlgs 152/006 : “Per progetti di opere e interventida realizzarsi nellambito del Piano regolatore portuale, già sottoposti ad una valutazioneambientale strategica, e che rientrano tra le categorie per le quali é prevista la Valutazione diimpatto ambientale, costituiscono dati acquisiti tutti gli elementi valutati in sede di VAS ocomunque desumibili dal Piano regolatore portuale. Qualora il Piano regolatore Portuale ovverole rispettive varianti abbiano contenuti tali da essere sottoposti a valutazione di impattoambientale nella loro interezza secondo le norme comunitarie16, tale valutazione é effettuatasecondo le modalità e le competenze previste dalla Parte Seconda del presente decreto ed éintegrata dalla valutazione ambientale strategica per gli eventuali contenuti di pianificazione delPiano e si conclude con un unico provvedimento”.Si conferma come i PRP siano comunque sottoponibili a VAS almeno per i contenuti chedefiniscono la destinazione funzionale dell’area17 che rientrano nelle circoscrizioni delle Autoritàportuali per i porti di interesse nazionale, per quelli regionali la questione è rinviata alla normativaregionale su VIA e VAS anche se la questione posta dal suddetto comma sembra non distinguere trai due livelli di pianificazione delle aree portuali (nazionale o regionale).Si veda nel senso di cui sopra il parere della Commissione VIA nel giudizio di compatibilità delPRP di Genova ( all’epoca la Direttiva VAS non era ancora in vigore e quindi i PRP venivanovalutati con la VIA : dpcm 27/12/2008) . Secondo tale parere : “il P.R.P. ritiene “più congruo”riferirsi, nel caso del porto di Genova, al concetto ed ai metodi della valutazione strategica o dellasostenibilità ambientale piuttosto che ai tradizionali metodi di valutazione di impatto ambientaledei progetti; solo utilizzando tale metodologia nella fase di pianificazione complessiva, sarebbeinfatti possibile valutare la sostenibilità degli obiettivi di sviluppo e garantire quindi l’integrazionedelle esigenze ecologiche ed economiche” .15 inserito dalla lettera c) comma 3 articolo 2 del dlgs 29/6/2010 n.12816 ai sensi dellarticolo 6 e degli Allegati II, III e IV della Parte Seconda del d.lgs. n. 152/2006, sono sottoposti alla disciplina inmateria di valutazione di impatto ambientale i seguenti progetti, nonché le modifiche agli stessi che possano produrre effetti negativi edapprezzabili sullambiente: -"11) Porti marittimi commerciali, nonché vie navigabili e porti per la navigazione interna accessibili a navi distazza superiore a 1.350 tonnellate. Terminali marittimi, da intendersi quali moli, pontili, boe galleggianti, isole a mare per il carico e loscarico dei prodotti, collegati con la terraferma e lesterno dei porti (esclusi gli attracchi per navi traghetto), che possono accogliere navidi stazza superiore a 1.350 tonnellate, comprese le attrezzature e le opere funzionalmente connesse. (v. allegato II, punto 11) -l) Portituristici e da diporto quando lo specchio dacqua è superiore a 10 ettari o le aree esterne interessate superano i 5 ettari oppure i molisono di lunghezza superiore ai 500 metri (v. allegato III,lettera l); -f) porti e impianti portuali marittimi, fluviali e lacuali, compresi i porti dipesca, vie navigabili;(v. allegato IV, punto 7, lettera f); -q) porti turistici e da diporto, quando lo specchio dacqua è inferiore o uguale a10 ettari, le aree esterne interessate non superano i 5 ettari e i moli sono di lunghezza inferiore o uguale a 500 metri, nonché progetti diintervento su porti già esistenti;(v. allegato IV, punto 7, lettera q). Sul piano della disciplina in materia portuale, lart. 5, comma 4 dellacitata legge n. 84/1994, stabilisce che "4. Il piano regolatore relativo a porti di cui alla categoria II, classi I, II e III, esaurita la proceduradi cui al comma 3, è sottoposto, ai sensi della normativa vigente in materia, alla procedura per la valutazione dellimpatto ambientale edè quindi approvato dalla regione17 Secondo la Relazione allo schema di dlgs (poi pubblicato come dlgs 128/2010) la nuova disposizione: “ risolve incertezzeinterpretative in merito alle valutazioni ambientali da svolgere sui piani regolatori portuali che, nella prassi, possono avere sia i contenutidi un progetto definitivo che i contenuti di uno strumento di pianificazione e, pertanto, in tali casi, se ne provvede la assoggettabilità allaprocedura di VIA che è integrata dalla procedura di VAS”. 2010 VAS - 14 di 52
  15. 15. Dott. Marco Grondacci ricercatore in diritto e processi decisionali a rilevanza ambientale FONDAZIONE TOSCANA SOSTENIBILE – ONLUS Via San Bartolomeo 17 San Miniato (PISA) http://www.ftsnet.it/ Telefono Mobile: 347 0935524 - e-mail: marco.grondacci@libero.it - sito : http://www.amministrativo.it/Ambiente/3.5. Piani soggetti a verifica di assoggettabilità18 alla VASa) i piani e i programmi tra quelli di cui al paragrafo 3.2. che determinano l’uso di piccole19 aree alivello locale20,b) le modifiche minori21 dei piani e programmi di cui al paragrafo 3.2.c) i piani e programmi e le loro modifiche, diversi da quelli di cui alla precedente lettera b) , chedefiniscono il quadro di riferimento per l’approvazione, l’autorizzazione, l’area di localizzazione diprogetti non elencati negli allegati II, III e IV del presente decreto (opere e progetti soggetti a VIA ea procedura di verifica).Per tali piani e programmi per verificare l’assoggettabilità a VAS l’Autorità competente dovràseguire la procedura disciplinata dall’articolo 12 del presente DLgs ( vedi successivamenteparagrafo 3.5. ) alla fine della quale saranno sottoposti a valutazione solo se sarà dimostrato cheproducano impatti significativi sullambiente22.Si ricorda che per modifica ex lettera l) comma 1 articolo 5 del DLgs 152/2006 si intendonovariazioni: “che possano produrre effetti sullambiente”.La nuova lettera lbis) comma 1 articolo 5 del DLgs 152/2006 elimina ogni riferimento ai piani eprogrammi per la definizione di modifica sostanziale cioè quelle modifiche che possono produrre:“effetti negativi e significativi sullambiente”.Quindi relativamente ai piani sopra elencati ( che riprendono i paragrafi 3 e 4 articolo 3 della DIR2001/42/CE) secondo le conclusioni dell’Avvocato UE nelle Cause riunite C-105/09 e C-110/09(conclusioni recepite nella sentenza CG 17/6/2010): “51. Di contro gli obblighi di valutazione di cuiall’art. 3, nn. 3 e 4, della direttiva VAS fanno a meno di una specifica espressione di questacondizione. Essi presuppongono invece espressamente la possibile sussistenza di significativi effettisull’ambiente. L’opinione della Commissione in questi casi condurrebbe pertanto ad una doppia18 Secondo la nuova lettera mbis introdotta dal dlgs 128/2010 per verifica di assoggettabilità di un piano o programma si intende: “la verifica attivata allo scopo di valutare, ove previsto, se piani, programmi ovvero le loro modifiche, possano aver effetti significativi sullambiente e devono essere sottoposti alla fase di valutazione secondo le disposizioni del presente decretoconsiderato il diverso livello di sensibilità ambientale delle aree interessate”. Introducendo il concetto di “livello di sensibilità ambientale”la nuova definizione si riallaccia agli indirizzi emersi in sede di linee Guida UE (vedi nota 17 di seguito) per cui come affermato dallarelazione allo schema di dlgs (ora approvato e pubblicato come dlgs 128/2010) per cui in sede di procedura di verifica diassoggettabilità a VAS: “L’attenzione dello interprete deve quindi spostarsi dal dato quantitativo (l’entità dell’area interessata) al datoqualitativo (gli effetti sull’ambiente del Piano” (commento all’articolo 5 dello schema di dlgs).19 secondo il punto 3.35 il criterio chiave per l’applicazione della direttiva, tuttavia, non è la dimensione della area contemplatama la questione se il piano o il programma potrebbe avere effetti significativi sull’ambiente. Un piano o programma che secondo gli Statimembri potrebbe avere effetti significativi sull’ambiente deve essere sottoposto a valutazione ambientale anche se determina soltantol’utilizzo di una piccola zona a livello locale. Un’osservazione simile è stata fatta (in materia di VIA) nella causa C-392/96, Commissionecontro Irlanda, in cui la Corte di giustizia ha sentenziato che determinando le soglie limite soltanto in base alle dimensioni ed“escludendo la natura e l’ubicazione” dei progetti, lo Stato membro eccedeva il margine di discrezionalità di cui disponeva. I progettipotrebbero avere effetti significativi sull’ambiente a causa della loro natura o della loro ubicazione.20 Il punto 3.33 delle linee guida della Commissione UE DG Ambiente fa l’esempio di un piano edilizio che, per una zonaparticolare, circoscritta, illustri i dettagli sul modo in cui gli edifici devono essere costruiti, stabilendone, ad esempio, l’altezza, lalarghezza o il progetto. Al punto 3.34, si rileva che: “Si incontra una simile difficoltà nel decidere il significato di “locale”. Il linguaggiousato nella direttiva non stabilisce un legame chiaro con le autorità locali ma il termine ‘livello’ implica un contrasto con, ad esempio, ilivelli nazionali o regionali. La frase completa (‘piccole aree a livello locale’) chiarisce che tutta la zona di una autorità locale non potrebbe essere esclusa (a meno che non fosse piccola). In alcuni Stati membri le aree delle autorità localipossono essere veramente molto ampie ed escludere per intero una di tali aree sarebbe una lacuna rilevante nell’ambito diapplicazione.”21 Il punto 3.36 delle linee guida Commissione UE DG Ambiente una modifica può essere di ordine talmente piccolo da nonpotere verosimilmente avere effetti significativi sull’ambiente, ma la Direttiva dispone che nei casi in cui è probabile che la modifica di unpiano o di un programma abbia effetti significativi sull’ambiente debba essere effettuata una valutazione a prescindere dall’ampiezzadella modifica. Occorre dire22 La dizione precedente alle modifiche apportate dal dlgs 128/2010 era: “ che possano avere impatti significativi sull’ambiente”.La nuova dizione non rispetta la lettera, come faceva quella modificata, della Direttiva 2001/42. Sotto il profilo letterale la norma sembracostituire un arretramento rispetto al concetto, presente anche nella Direttiva sulla VIA, di impatto potenziale finalizzato a valutarepreventivamente gli impatti diretti o indiretti del piano/programma. Si veda in tal senso TAR Toscana del 20/4/2010 n.986 secondo ilquale: “in presenza di una situazione ambientale connotata da profili di specifica e documentata sensibilità, anche la semplice possibilitàdi un’alterazione negativa va considerata un ragionevole motivo di opposizione alla realizzazione di un’attività” 2010 VAS - 15 di 52
  16. 16. Dott. Marco Grondacci ricercatore in diritto e processi decisionali a rilevanza ambientale http://www.ftsnet.it/ FONDAZIONE TOSCANA SOSTENIBILE – ONLUS Via San Bartolomeo 17 San Miniato (PISA) Telefono Mobile: 347 0935524 - e-mail: marco.grondacci@libero.it - sito : http://www.amministrativo.it/Ambiente/valutazione di questa caratteristica.”Corte Costituzionale su applicabilità della VAS ai Piani di alienazione e valorizzazione delpatrimonio immobiliareCorte Costituzionale 192/2011 dove viene contestata la legge regionale che non prevedeesplicitamente la applicabilità della VAS almeno nella forma di procedura di verifica ai piani dialienazione e valorizzazione del patrimonio immobiliare. La Corte dichiara la cessazione dellamateria del contendere considerato che la Regione Piemonte si è adeguata nelle more del ricorsoalle richieste del Governo ricorrente. Affermano le considerazioni in diritto della Corte che la leggeregionale impugnata prevedeva che: “……nel caso di adozione del piano da parte del Consigliocomunale, le modificazioni dello strumento urbanistico generale, ivi contenute, si intendonoapprovate qualora la Regione non esprima il proprio dissenso entro novanta giorni dalla ricezionedella deliberazione comunale e della relativa completa documentazione; nel caso che il pianoapporti modificazioni riguardo al regime dei terreni non edificati, quale che ne sia la destinazioneurbanistica, é necessaria lapprovazione della variante tramite la Conferenza dei Servizi, e, a talfine, in base al comma 3, la deliberazione di adozione del piano deve essere trasmessa allaRegione e alla Provincia interessata. Il Piano comunale di alienazione e valorizzazione delpatrimonio immobiliare, rivestendo dunque una rilevanza urbanistica con il conseguente possibileimpatto sul territorio, ricadrebbe nel campo di applicazione della vigente normativa sullaValutazione Ambientale Strategica di Piani e Programmi (VAS) disciplinata dallart. 6, commi da 2a 3-bis, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n.152 (Norme in materia ambientale) e pertantodovrebbe essere sottoposto almeno alla verifica di assoggettabilità a VAS di cui allart.12, comma6, del medesimo decreto legislativo. Inoltre nel caso in cui le previsioni dello stesso Pianocomportino modifiche sostanziali al Piano urbanistico comunale, tali da avere conseguenzeambientali rilevanti, sarebbe necessario attivare la procedura di VAS. La mancata sottoposizione,da parte della normativa regionale sui Piani comunali di alienazione e valorizzazione delpatrimonio immobiliare, alla disciplina sulla VAS, presenterebbe dunque profili di illegittimitàcostituzionale recando disposizioni difformi dalla normativa statale di riferimento, afferente allamateria della «tutela dellambiente e dellecosistema» di cui allart.117, comma 2, lettera s), per laquale lo Stato ha competenza legislativa esclusiva………. Nelle more del giudizio dicostituzionalità risulta, peraltro, promulgata dal Presidente della Giunta regionale la leggeregionale 29 marzo 2011, n.3 (Modifica allart. 16-bis della legge regionale 5 dicembre 1977, n.56(Tutela ed uso del suolo), pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Piemonte n.13 del 31marzo 2011, con cui si é aggiunto un comma 4-bis allart.16-bis: la norma specifica ora che «lemodificazioni allo strumento urbanistico generale, di cui al presente articolo sono soggette allafase di verifica di assoggettabilità alla valutazione ambientale strategica».1.3. - La modifica apportata, da parte della legge regionale n.3 del 2011, alla citata disposizione,ha determinato la cessazione della materia del contendere sul ricorso dello Stato avverso lart.16-bis della legge n.18 del 2010, anche in considerazione della circostanza - desumibile dal tenoredella difesa della Regione in ordine alla prassi amministrativa seguita, non contraddetta dalricorrente, secondo cui la verifica di assoggettabilità andava comunque compiuta - che la normaimpugnata non ha comunque determinato medio tempore approvazione di Piani di alienazioni evalorizzazioni senza preventiva sottoposizione a VAS.”. 2010 VAS - 16 di 52
  17. 17. Dott. Marco Grondacci ricercatore in diritto e processi decisionali a rilevanza ambientale FONDAZIONE TOSCANA SOSTENIBILE – ONLUS Via San Bartolomeo 17 San Miniato (PISA) http://www.ftsnet.it/ Telefono Mobile: 347 0935524 - e-mail: marco.grondacci@libero.it - sito : http://www.amministrativo.it/Ambiente/3.6. Piani e programmi esclusi a priori dall’applicazione della VASSecondo il comma 4 articolo 6 sono comunque esclusi dal campo di applicazione del presentedecreto:a) i piani e i programmi destinati esclusivamente23 a scopi di difesa nazionale caratterizzati dasomma urgenza o coperti dal segreto di Stato;b) i piani e i programmi finanziari o di bilancio;c) i piani di protezione civile in caso di pericolo per l’incolumità pubblica24.c-bis) i piani di gestione forestale o strumenti equivalenti, riferiti ad un ambito aziendale osovraziendale di livello locale, redatti secondo i criteri della gestione forestale sostenibile eapprovati dalle regioni o dagli organismi dalle stesse individuati.L’esclusione dei piani di gestione forestale, in applicazione della legge 205/2008, appare incontrasto con le linee Guida della Commissione UE secondo le quali gli Stati membri non possonoescludere intere categorie di piani e di programmi, a meno che non si possa ritenere che questiultimi, considerati nel loro insieme, non possano avere effetti significativi sull’ambiente (punto 3.43delle linee guida della UE ). Ora appare chiaro che considerati insieme come categorie tali pianihanno un impatto ambientale, tanto è vero che la suddetta norma prevede che siano comunqueredatti con i criteri della gestione forestale sostenibile. Questi ultimi criteri non vengono benedefiniti dalla norma in esame è possibile che il legislatore si sia voluto riferire al DM 16/6/2005 :linee guida di programmazione forestale (per un commento vedi:http://www.amministrativo.it/ambiente/osservatorio.php?num=61&categoria=Biodiversit%E0 )Il legislatore avrebbe dovuto prevedere almeno l’applicazione della procedura di verifica dellaassoggettabilità a VAS , questo potrebbe essere la sede corretta sotto il profilo procedurale pervalutare il rispetto della sostenibilità dei piani in oggetto. Comunque dovranno essere applicati icriteri di valutazione della procedura di verifica secondo la interpretazione estensiva dei documentiufficiali UE3.6bis Esclusione della VAS per varianti ex lege ai piani territoriali , da operesingoleSecondo il comma 12 articolo 6 del dlgs 152 del 2006, come modificato dal dlgs 128 del 2010Per le modifiche dei piani e dei programmi elaborati per la pianificazione territoriale o delladestinazione dei suoli conseguenti a provvedimenti di autorizzazione di opere singole che hanno perlegge25 leffetto di variante ai suddetti piani e programmi, ferma restando lapplicazione delladisciplina in materia di VIA26, la valutazione ambientale strategica non é necessaria per lalocalizzazione delle singole opere.Resta con riferimento a questa norma un problema interpretativo a quali strumenti urbanistici si fariferimento per applicare la esclusione della VAS, appare chiaro che il generico riferimento alla23 Secondo il punto 3.62 delle linee guida ciò vuol dire che, ad esempio, un piano regionale per la destinazione dei suoli, chepreveda un progetto di difesa nazionale in una parte dell’area che copre, richiede una valutazione ambientale (a condizione chevengano soddisfatti gli altri criteri della direttiva) perché la difesa nazionale non è il suo unico scopo.24 Secondo il punto 3.63 delle linee guida un piano che stabilisca quali interventi prendere in caso di valanghe sarebbe esclusodalla direttiva, mentre uno che stabilisca le misure da prendere per prevenire il verificarsi di valanghe (ad esempio attraverso lacreazione di infrastrutture) non lo sarebbe perché sarebbe destinato alla prevenzione dell’emergenza e non all’emergenza stessa.25 Si pensi ad esempio alla autorizzazione unica per impianti da gestione rifiuti ex comma 6 articolo 208 dlgs 152&2006come modificato dal dlgs 205 del 201026 Nel caso in cui il progetto rientri negli allegati previsti dalla normativa sulla VIA ovviamente 2010 VAS - 17 di 52
  18. 18. Dott. Marco Grondacci ricercatore in diritto e processi decisionali a rilevanza ambientale FONDAZIONE TOSCANA SOSTENIBILE – ONLUS Via San Bartolomeo 17 San Miniato (PISA) http://www.ftsnet.it/ Telefono Mobile: 347 0935524 - e-mail: marco.grondacci@libero.it - sito : http://www.amministrativo.it/Ambiente/pianificazione territoriale faccia pensare che la esclusione dalla VAS nel caso in esame valga ancheper le varianti automatiche a piani gerarchicamente sovraordinati al piano regolatore comunale. 273.7. CompetenzeE’ di competenza statale la VAS sui Piani e Programmi la cui approvazione compete ad organidello Stato. In particolare la competenza a rilasciare il parere motivato di VAS è del Ministrodell’Ambiente28.Sono sottoposti a VAS secondo le disposizioni delle leggi regionali, i piani e programmi di cui aiparagrafi precedenti del presente commento, la cui approvazione compete alle Regioni o agli entilocali29. Le Regioni esercitano la loro competenza nel rispetto dei principi del Titolo I parte II deldlgs 152/2006 , tra questi occorre ricordarlo ci sono: 1. La VAS costituisce parte integrante del procedimento di adozione ed approvazione del piano/programma (comma 5 articolo 11) 2. Autorità competente collabora con la Autorità Procedente nella redazione del Rapporto Ambientale (comma 2 articolo 11)Ciò fa pensare che a livello di piani di enti locali la competenza della VAS debba restare a Comunie Province sia pure nel rispetto dei principi di distinzione tra Autorità Competente e AutoritàProcedente (vedi paragrafo 7 del presente commento).Secondo la nuova lettera e)30 del comma 7 articolo 7 dlgs 152/2006, sono altresì di competenzaregionale le regole procedurali per il rilascio dei provvedimenti di VIA ed AIA e dei parerimotivati in sede di VAS di propria competenza, fermo restando il rispetto dei limiti generali dicui al presente decreto ed allarticolo 29 della legge 7 agosto 1990, n.241, e successivemodificazioni.Relativamente alla lettera e) i limiti generali sono quelli dettati dal dlgs 152/2006 nel rispetto dellenorme comunitarie (vedi paragrafo 1.5 del presente commento. Relativamente invece al riferimentoall’articolo 29 delle legge 241/1990 secondo questo articolo attengono ai livelli essenziali delleprestazioni concernenti i diritti civili di competenza esclusiva della legislazione statale ( ex letteram) comma 2 articolo 117 della Costituzione, le disposizioni della legge 241 concernenti: • gli obblighi per la pubblica amministrazione di garantire la partecipazione dellinteressato al procedimento, individuarne un responsabile, di concluderlo entro il termine prefissato e di27 Sul punto vedi le note di S. Bigatti http://lexambiente.it/ambiente-in-genere/188/6877-ambiente-in-genere-vas-e-varianti-automatiche.html28 In sede di approvazione definitiva dello schema di dlgs ( poi pubblicato come dlgs 128/2010) non è stato mantenuto ilpassaggio di competenza a rilasciare il parere di VAS dall’organo di vertice politico a quello di gestione del Ministero dell’Ambiente.Questo trasferimento di competenza, poi non realizzato nel testo vigente del dlgs 152/2006 come modificato dal dlgs 128/2010, eradovuto, sempre secondo la relazione prima citata, in questa nota, alla natura tecnica della procedura di VAS rientrante nelle procedurec.d. a discrezionalità mista.29 Secondo il comma 6 articolo 7 : “ In sede regionale, l’autorità competente è la pubblica amministrazione con compiti di tutela,protezione e valorizzazione ambientale a tal fine designata dalle regioni e dalle province autonome” . Secondo il comma 7 articolo 7: “Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano disciplinano con proprie leggi eregolamenti le competenze proprie e quelle degli altri enti locali. Disciplinano inoltre: a) i criteri per la individuazione delle province e dei comuni interessati; b) i criteri specifici per l’individuazione dei soggetti competenti in materia ambientale; c) eventuali ulteriori modalità, rispetto a quelle indicate nel presente decreto, per l’individuazione dei piani e programmi oprogetti da sottoporre alla disciplina del presente decreto, e per lo svolgimento della consultazione; d) le modalità di realizzazione o adeguamento delle cartografie, degli strumenti informativi territoriali di supporto e di banchedati; e) le modalità di partecipazione delle regioni e province autonome confinanti al processo di VAS, in coerenza con quantostabilito dalle disposizioni nazionali in materia”.30 Introdotta dalla lettera d) comma 4 articolo 2 dlgs 128/2010 2010 VAS - 18 di 52
  19. 19. Dott. Marco Grondacci ricercatore in diritto e processi decisionali a rilevanza ambientale FONDAZIONE TOSCANA SOSTENIBILE – ONLUS Via San Bartolomeo 17 San Miniato (PISA) http://www.ftsnet.it/ Telefono Mobile: 347 0935524 - e-mail: marco.grondacci@libero.it - sito : http://www.amministrativo.it/Ambiente/ assicurare laccesso alla documentazione amministrativa, nonché quelle relative alla durata massima dei procedimenti • la dichiarazione di inizio attività e il silenzio assenso, e la conferenza di serviziIl che significa che i principi generali suddetti, in primo luogo quelli sulla conferenza dei servizi,affermati dalla legge 241/1990 rientrando nella competenza esclusiva dello stato non possono esserederogati in peius da parte delle Regioni che potranno invece sviluppare e ampliare ulteriori livelli diaccelerazione nella procedura della conferenza (nelle materie di loro competenza), ma non ridurre lesemplificazioni della legge nazionale.A conferma di quanto sopra vedi anche nuovo comma 931 articolo 7 dlgs 152/2006 secondo il qualele Regioni e le Province Autonome esercitano la competenza ad esse assegnata dai commi 232 e7 (vedi sopra nel presente paragrafo del commento) nel rispetto dei principi fondamentali dettatidal presente Titolo3331 Introdotto dalla lettera e) comma 4 articolo 2 dlgs 128/201032 “ 2. Sono sottoposti a VAS secondo le disposizioni delle leggi regionali, i piani e programmi di cui allarticolo 6, commi da 1 a4, la cui approvazione compete alle Regioni e Province autonome o agli enti locali”.33 Principi generali per le procedure di VIA, di VAS e per la valutazione dincidenza e lautorizzazione integrata ambientale (AIA) 2010 VAS - 19 di 52
  20. 20. Dott. Marco Grondacci ricercatore in diritto e processi decisionali a rilevanza ambientale http://www.ftsnet.it/ FONDAZIONE TOSCANA SOSTENIBILE – ONLUS Via San Bartolomeo 17 San Miniato (PISA) Telefono Mobile: 347 0935524 - e-mail: marco.grondacci@libero.it - sito : http://www.amministrativo.it/Ambiente/3.8. La Corte Costituzionale sul riparto competenze Stato-Regioni nella VASSecondo la sentenza della Corte Costituzionale n.225 del 22/7/2009 la VAS appartiene allamateria ambiente e non a quella governo del territorio o ad altre quali energia , trasporti etc. ,giacché la valutazione ha ad oggetto unicamente profili di compatibilità ambientale e si pone solocome uno strumento conoscitivo e partecipativo nella scelta dellautorità che propone il piano oprogramma, al solo fine di assicurare che venga salvaguardato e tutelato lambiente.Secondo i motivi di ricorso della Regione Calabria sono da censurare gli articoli da 8 a 14 del d.lgs.n. 152 del 2006 che disciplinano la VAS in generale. In particolare secondo la Regione ricorrentetali disposizioni in riferimento agli artt.117, secondo comma, lettera s), e terzo comma, e 118 Cost.,nonché in riferimento al principio di leale collaborazione, recherebbero discipline di dettaglio inuna materia, quella della valutazione ambientale strategica,che sarebbe riconducibile in prevalenzaalle competenze regionali in materia di governo del territorio e tutela della salute. Peraltro, sempresecondo la Regione Calabria gli indicati parametri costituzionali sarebbero violati, anche laddove sivolesse riconoscere una concorrenza di competenze su base paritaria tra lo Stato e le Regioni inmateria di VAS, giacché anche in tale ipotesi non sarebbe comunque possibile una disciplinaunilaterale da parte dello Stato, se non per quanto riguarda la enucleazione di principifondamentali, essendo la competenza statale in materia di tutela dellambiente, di cui allart.117,secondo comma, lettera s), Cost. limitata alla predisposizione di «standards di tutela uniformi». Inparticolare il d.lgs. n.152 del 2006 specifica il contenuto del rapporto ambientale, le forme dipubblicità della sintesi non tecnica del rapporto ambientale, le modalità del giudizio di compatibilitàambientale, le forme di pubblicità delle misure correttive dei piani adottati.La Regione Calabria censura tali disposizioni in riferimento al principio di leale collaborazione, inquanto esse, non avendo un contenuto di principio fondamentale ma essendo «anzi di estremodettaglio», avrebbero dovuto essere «concordate» con le istanze regionali.La Corte Costituzionale nella sentenza in esame ha ritenuto non fondate le eccezioni sollevate dallaRegione Calabria in quanto la disciplina della VAS rientra nella materia della tutela dellambientedi competenza dello Stato ai sensi dellart.117, secondo comma, lettera s), Cost. ed in siffattamateria (vedi, da ultimo, sentenza n. 61 del 2009) la competenza dello Stato non è limitata allafissazione di standard minimi di tutela ambientale, ma deve, al contrario, assicurare una tutela«adeguata e non riducibile». Se è vero, infatti, che la VAS interviene nellambito di piani oprogrammi statali o regionali, che possono afferire a qualsiasi ambito materiale (trasporti, energia,telecomunicazioni, agricoltura, etc.), essa non e tuttavia riferibile a nessuno di questi, giacché lavalutazione ha ad oggetto unicamente profili di compatibilità ambientale e si pone solo come unostrumento conoscitivo e partecipativo nella scelta dellautorità che propone il piano o programma,al solo fine di assicurare che venga salvaguardato e tutelato lambiente.Sempre la sentenza 225/2009 interviene sulla efficacia per le Regioni delle norme del dlgs 152/2006sulla pubblicità della procedura di VAS. Le Regioni ricorrenti (Marche e Valle d’Aosta) fannoriferimento in particolare alle norme del dlgs 152/2006 relative: 1. al rinvio ad apposito regolamento ministeriale che dovrà disciplinare le modalità di pubblicazione totale o parziale del piano o progetto sottoposto a VAS 2. ai depositi e pubblicazioni effettuate per la VAS che sostituiscono ad ogni effetto le modalità di informazione e partecipazione eventualmente previste in via ordinaria dalle procedure di adozione e approvazione di detti piani e programmi 2010 VAS - 20 di 52
  21. 21. Dott. Marco Grondacci ricercatore in diritto e processi decisionali a rilevanza ambientale http://www.ftsnet.it/ FONDAZIONE TOSCANA SOSTENIBILE – ONLUS Via San Bartolomeo 17 San Miniato (PISA) Telefono Mobile: 347 0935524 - e-mail: marco.grondacci@libero.it - sito : http://www.amministrativo.it/Ambiente/La Regione Marche censura tali disposizioni in riferimento agli artt.117, terzo e quarto comma, e118 Cost., in quanto, sullassunto che sarebbero riferibili anche ai procedimenti di VAS in sederegionale, esse inciderebbero sulla potestà della Regione di disciplinare i procedimenti di suacompetenza.La Corte Costituzionale nella sentenza in esame ritiene non fondate le eccezioni diincostituzionalità in quanto in quanto poggiano su di un erroneo presupposto interpretativo. Lagenerica ed indeterminata prescrizione di tale disposizione deve, infatti, essere interpretata comeriferita alle sole forme pubblicitarie e partecipative dei piani statali, non potendosi ritenere che loStato, in evidente violazione delle attribuzioni delle Regioni, abbia inteso sopprimere le formepubblicitarie e gli istituti partecipativi degli atti pianificatori o programmatori regionali. 2010 VAS - 21 di 52
  22. 22. Dott. Marco Grondacci ricercatore in diritto e processi decisionali a rilevanza ambientale FONDAZIONE TOSCANA SOSTENIBILE – ONLUS Via San Bartolomeo 17 San Miniato (PISA) http://www.ftsnet.it/ Telefono Mobile: 347 0935524 - e-mail: marco.grondacci@libero.it - sito : http://www.amministrativo.it/Ambiente/4. NORME DI SEMPLIFICAZIONE E COORDINAMENTO4.1Accordi procedimentaliSecondo il comma 3 articolo 9 nel rispetto dei tempi minimi definiti per la consultazione delpubblico, nell’ambito delle procedure di VIA, l’autorità competente può concludere con ilproponente o l’autorità procedente e le altre amministrazioni pubbliche interessate accordi perdisciplinare lo svolgimento delle attività di interesse comune ai fini della semplificazione e dellamaggiore efficacia dei procedimenti.In tal senso si veda anche il comma 4 articolo 25 che prevede esplicitamente accordi anche perregolare il procedimento ordinario di VIA . Sotto il profilo dell’efficacia dei procedimenti occorreconsiderare la riforma della legge 241 in particolare del nuovo comma 1 articolo 1 secondo il qualela trasparenza e la pubblicità diventano principi generali dell’attività amministrativa al pari diefficienza ed economicità. Ciò conferma , almeno a livello di principi, come la partecipazione delcittadino al procedimento arricchisca l’istruttoria di quest’ultimo finalizzata a definire il quadropropedeutico alla decisione rendendola non solo più trasparente ma anche più completa di tutti gliinteressi e gli elementi fattuali in gioco e quindi più efficiente. Quindi gli accordi previsti dalcomma 3 articolo 9 qui esaminati possono essere intesi anche come conclusione di un processo dicoinvolgimento del pubblico con lettura coordinata con l’articolo 11 della stessa legge 241/1990344.2. Coordinamento VAS e Valutazione di IncidenzaSecondo il comma 3 articolo 10 la VAS comprende le procedure di valutazione d’incidenza di cuiall’articolo 5 del decreto n. 357 del 1997 (attuazione Direttiva Habitat); a tal fine, il rapportoambientale, contiene gli elementi di cui all’allegato G dello stesso decreto n.357 del 1997(contenutidella relazione per la valutazione di incidenza di piani e progetti) e la valutazione dell’autoritàcompetente deve essere estesa alle finalità di conservazione proprie della valutazione d’incidenza.Le modalità di informazione del pubblico danno specifica evidenza della integrazione procedurale.4.3. Linee di coordinamento VAS – VIASecondo il comma 4 articolo 10 la verifica di assoggettabilità alla VIA può essere condotta, nelrispetto della disciplina prevista per tale procedura ( articolo 20), nell’ambito della VAS. In tal casole modalità di informazione del pubblico danno specifica evidenza della integrazione procedurale.Secondo il comma 5 articolo 10 nella redazione dello studio di impatto ambientale relativo a progettiprevisti da piani e programmi già sottoposti a VAS, possono essere utilizzate le informazioni e leanalisi contenute nel rapporto ambientale. Nel corso della redazione dei progetti e nella fase dellaloro valutazione , sono tenute in considerazione la documentazione e le conclusioni della VAS.Per i progetti inseriti in piani e programmi per i quali si è conclusa positivamente la procedura diVAS, il giudizio di VIA negativo ovvero il contrasto di valutazione su elementi già oggetto dellaVAS è adeguatamente e quindi specificamente motivato in quanto le conclusioni della VASvincolano la scelta di discrezionalità tecnica in cui consiste la VIA. In altri e più concreti termini ciòvuol dire che la VIA se adeguatamente motivata può integrare – modificare le conclusioni della34 La Legge 28/11/2005 n. 246 Semplificazione e riassetto normativo per lanno 2005. (GU n. 280 del 1-12-2005) introduce unnuovo criterio per l’elaborazione dei decreti legislativi attuativi della legge annuale di semplificazione che è quello delle nuove lettere f)fbis) del comma 4 articolo 20 legge 59/1997: …..f-bis) generale possibilità di utilizzare, da parte delle amministrazioni e deisoggetti a queste equiparati, strumenti di diritto privato, salvo che nelle materie o nelle fattispecie nelle quali linteresse pubbliconon può essere perseguito senza lesercizio di poteri autoritativi “ 2010 VAS - 22 di 52
  23. 23. Dott. Marco Grondacci ricercatore in diritto e processi decisionali a rilevanza ambientale FONDAZIONE TOSCANA SOSTENIBILE – ONLUS Via San Bartolomeo 17 San Miniato (PISA) http://www.ftsnet.it/ Telefono Mobile: 347 0935524 - e-mail: marco.grondacci@libero.it - sito : http://www.amministrativo.it/Ambiente/VAS inerenti il progetto oggetto di valutazione35. Ciò appare innovativo rispetto a quanto previstoin precedenza dall’articolo 3 del dpcm 27/12/198836 secondo il quale : “E’ comunque escluso che ilgiudizio di compatibilità ambientale abbia ad oggetto i contenuti dei suddetti atti di pianificazionee programmazione nonché la conformità dell’opera ai medesimi” . D’altronde già il comma 2articolo 1 del D.P.C.M. 27 dicembre 1988 nel dettare le norme tecniche per la formulazione delgiudizio di compatibilità, prescrive che quest’ultimo sia reso con esclusivo riferimento agli effettiche l’opera progettata sarà in grado di produrre “sul sistema ambientale”, e non sulle materieoggetto di strumenti di pianificazione e programmazione37. Quindi la giurisprudenza amministrativadel consiglio di stato ha confermato questo indirizzo. 38Occorre dire che in materia il Ministero dell’Ambiente aveva presentato una interpretazioneestensiva delle norme suddette con Circolare 8 ottobre 1996, n. GAB/96/15326 secondo la quale :“È ben vero che allo stato attuale della normativa, in ragione dellinfelice scelta di impostazione dicui si è fatto cenno, il giudizio di compatibilità ambientale non può avere ad oggetto ai sensidellart. 3, primo comma, del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 27 dicembre 1988, icontenuti degli atti di pianificazione e programmazione, ma ciò sembra significare esclusivamenteche il Ministero dellambiente non può, in sede di V.I.A., incidere direttamente su tali contenutiimponendo prescrizioni che vadano in contrasto con tali strumenti primari. Rientra, invece,nellambito di valutazione, proprio della V.I.A., il giudizio circa la non accettabilità dello specificoprogetto, sotto il profilo ambientale, ove siano ipotizzabili scelte diverse, ancorché la loro concretarealizzazione richieda un intervento a monte sugli strumenti di piano e di programmazione in atto.In questo caso, infatti, il Ministro dellambiente ha il potere-dovere di emettere un parere negativosul progetto, posto che il suo giudizio non ha ad oggetto i contenuti degli atti di pianificazione eprogrammazione, bensì esclusivamente la sostenibilità per lambiente di una determinata opera,ancorché conforme a tali atti, in comparazione con altre soluzioni accettabili, restando rimessaalla sede competente ogni decisione circa scelte diverse”.35 In tale direzione si veda il nuovo comma 12 (Introdotto dalla lettera h) comma 3 articolo 2 dlgs 29/6/2010 n.128) articolo 6dlgs 152/2006: “ Per le modifiche dei piani e dei programmi elaborati per la pianificazione territoriale o della destinazione deisuoli conseguenti a provvedimenti di autorizzazione di opere singole che hanno per legge leffetto di variante ai suddetti piani eprogrammi, ferma restando lapplicazione della disciplina in materia di VIA, la valutazione ambientale strategica non e necessariaper la localizzazione delle singole opere” .36 Norme tecniche per la redazione degli studi di impatto ambientale e la formulazione del giudizio di compatibilità do cuiall’articolo 6 della legge 349/1986 – dpcm che resterà i vigore fino all’approvazione dei nuovi decreti tecnici attuativi della procedura diVIA37 TAR Basilicata 1/12/2004 n. 805 : “ …..la V.I.A., in quanto procedura finalizzata all’acquisizione e alla valutazione deglielementi relativi alla compatibilità dell’opera progettata con gli interessi ambientali, non si sostituisce né si sovrappone alle altreprocedure finalizzate ad un giudizio di compatibilità con altre esigenze territoriali e/o settoriali ….. afferma che nel caso in esameillegittimamente la V.I.A. è stata condizionata all’accertamento di conformità del progetto con gli strumenti di pianificazione eprogrammazione territoriale o settoriale e, in particolare, con il Piano energetico regionale” .38 Si veda anche CdS 34/2002 2010 VAS - 23 di 52
  24. 24. Dott. Marco Grondacci ricercatore in diritto e processi decisionali a rilevanza ambientale http://www.ftsnet.it/ FONDAZIONE TOSCANA SOSTENIBILE – ONLUS Via San Bartolomeo 17 San Miniato (PISA) Telefono Mobile: 347 0935524 - e-mail: marco.grondacci@libero.it - sito : http://www.amministrativo.it/Ambiente/5. VAS E ITER DECISIONALE: PRINCIPI GENERALI DALLE MIGLIORIESPERIENZELa questione centrale della VAS attiene al problema delle decisioni, cioè all’integrazione degli esitidella VAS all’interno dei processi decisionali. A tal fine risulta determinante la collocazionetemporale della VAS all’interno dell’iter decisionale, proprio perché l’efficacia di questo strumentodipende in larga misura dalle modalità in cui tale procedura viene integrata nell’iter dipianificazione-programmazione ai vari livelli.Tra le opzioni possibili, si possono individuare tre ipotesi che definiscono altrettanti modelliinterpretativi e concettuali differenti:1. VAS come fase specifica dell’iter decisionale (ex post): la VAS viene svolta in un momento delimitato ed autonomo dell’iter decisionale, in analogia con quanto avviene per la VIA (in questo caso si potrebbe parlare di valutazione di compatibilità ambientale di politiche, piani e programmi); gli organismi e gli attori deputati alla valutazione tendono a configurarsi come soggetti autonomi ed esterni al processo di pianificazione/programmazione e con specifiche competente tecnico-ambientali. Viene a mancare la componente strategica intesa come opportunità di verificare i possibili scenari mano a mano che la politica, il piano o programma vengono costruiti ed il necessario, costante, flusso di informazioni fra i soggetti portatori delle diverse competenze. L’iter procedurale delle decisioni può, inoltre, risultare appesantito sia in termini di tempi che di costi, per il fatto che la VAS va a costituirsi come un ulteriore necessario passaggio amministrativo;2. VAS come processo integrato nell’iter decisionale (in itinere): la VAS viene integrata all’interno delle procedure di programmazione/pianificazione attualmente previste, DETTO IN ALTRI TERMINI PRESENTO LA PROPOSTA DI PIANO/PROGRAMMA E POI LA FACCIO VALUTARE SOTTO IL PROFILO AMBIENTALE. La valenza strategica della VAS può essere completamente dispiegata, in quanto il processo di programmazione/pianificazione muove di pari passo con la predisposizione e la valutazione dei possibili scenari alternativi; tra i soggetti con competenze differenti può svilupparsi più efficacemente il necessario scambio di informazioni e valutazioni in merito alla proposte in atto. Poiché i diversi soggetti coinvolti hanno modo di lavorare contemporaneamente, sebbene su campi differenti, il processo decisionale risulta, in definitiva, più breve. Permane il rischio che i soggetti che effettuano i diversi tipi di valutazione tendano a porsi come soggetti portatori degli interessi da essi valutati (ad es. interessi economici valutati dagli economisti ed interessi ambientali valutati dagli ambientalisti);3. VAS come processo decisionale (ex ante): la terza ipotesi vede la VAS configurarsi come processo decisionale completo, ricomprendendo al suo interno tutte le fasi di costruzione della politica/piano/programma: dalla definizione degli obiettivi , alla elaborazione delle proposte, alla elaborazione e valutazione degli scenari alternativi, all’adozione delle decisioni, coinvolgendo il pubblico fin dalle prime fasi, In questo caso è evidente che la valutazione si riferisce ad un concetto più ampio di ambiente, che ricomprende al suo interno sia le risorse naturali che quelle antropiche; dovrà pertanto essere effettivamente una valutazione integrata riguardante tutti i settori coinvolti dalla politica/piano/programma, e tale valutazione dovrà misurare i vantaggi e gli svantaggi complessivi delle diverse alternative. 2010 VAS - 24 di 52

×