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Il mondo di Lulz

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I due giovani protagonisti principali di questo romanzo, Giulia e Lulz, vivono due vite molto diverse fra loro: Giulia è una studentessa all'ultimo anno di liceo, spontanea, socievole e con una …

I due giovani protagonisti principali di questo romanzo, Giulia e Lulz, vivono due vite molto diverse fra loro: Giulia è una studentessa all'ultimo anno di liceo, spontanea, socievole e con una fiducia smisurata nei confronti dell'astrologia; Lulz è uno studente universitario, geniale hacker, temuto e rispettato nella realtà virtuale, ma timido e asociale in quella reale. I due non sembrano avere nulla in comune, a parte il fatto che vivono entrambi a Bari e hanno trascorso l'intera infanzia nello stesso quartiere, senza tuttavia essersi mai accorti l'uno dell'altra.

Il loro incontro avviene, invece, nella realtà virtuale, quando a Lulz viene commissionato il furto della password e-mail di Giulia e ne rimane affascinato. Ed è così che nasce il mondo di Lulz, un finto servizio di consulti astrologici in cui Lulz riesce ad attirare Giulia attraverso l'inganno. Lei è entusiasta delle sorprendenti previsioni di questo misterioso personaggio che si fa chiamare "Oracolo", ignorando il fatto che sia proprio lui, con le sue abilità informatiche, a far sì che gli eventi predetti accadano per davvero.

Ma le cose non sono mai come sembrano. Quello che all'inizio appare un innocuo e stupido gioco di un nerd immaturo, ben presto si trasforma in un intrigo dai risvolti imprevedibili. Lulz, infatti, scopre che le persone che circondano Giulia indossano tutte una maschera e lui, senza pensare alle possibili conseguenze, decide di diventare il suo angelo custode, dispensando punizioni a coloro che ritiene responsabili dei torti subiti. Ma il gioco gli sfugge di mano e gli eventi lo porteranno, a sua insaputa, a farne parte egli stesso.

E' una storia struggente sull'amicizia, in cui si alternano relazioni morbose e buoni sentimenti. E' una storia di giovani che si trovano in quella fase delicata del passaggio dall'adolescenza alla maturità, le cui relazioni interpersonali vengono inevitabilmente condizionate dall'uso (o abuso) della tecnologia. Ma è anche un thriller sentimentale dallo stile asciutto e ritmo serrato, che vi terrà incollati al Kindle fino all'ultima pagina.

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Transcript

  • 1. 1
  • 2. IL MONDO DI LULZ ANTONIO FANELLI 2
  • 3. Proprietà letteraria riservata © 2012 Antonio Fanelli Prima edizione Dicembre 2012 I personaggi e i fatti descritti nel romanzo sono frutto dell’immaginazione dell’autore.Qualsiasi riferimento ad avvenimenti e a persone reali è puramente casuale. Questa copia è protetta dalla Legge sul diritto d’autore; è vietata ogni riproduzione, anche parziale, non autorizzata. 3
  • 4. Presentazione Lulz è un pirata informatico, Giulia una liceale con la passione perl’astrologia. I loro destini s’intrecciano quando a Lulz viene commissionato ilfurto della password e-mail di Giulia, che lo porterà a intromettersi nella sua vitae in quella delle persone che la circondano. Le conseguenze sarannoimprevedibili e porteranno alla luce un intrigo di atti morbosi, inganni etradimenti. Una storia struggente sull’amicizia che si snoda tra realtà e virtuale, inquel periodo vulnerabile che separa l’adolescenza dalla maturità. 4
  • 5. “Le persone non sono ridicole se non quandonon vogliono parere o essere ciò che non sono.” (Giacomo Leopardi) “I did it for the lulz” (Anonymous) 5
  • 6. A mio figlio.6
  • 7. Lunedì 7
  • 8. 1 Irritato per l’inutile lettura, Lulz ripose il libro tra le carte sparse sullascrivania. Quei manuali per aspiranti hacker lo rendevano di cattivo umore:sempre le solite banalità da smanettoni, mai che venisse trattato un serioapprofondimento sulle tecniche di attacco. Gli avevano anche proposto discrivere una recensione di quel libro su una rivista di sicurezza informatica, manon gli sembrava il caso di vendersi per pochi spiccioli: avrebbe declinatol’offerta. «È roba da lamer» disse tra sé mentre accendeva il portatile «proprio comeimmaginavo.» Si alzò per prendere qualcosa da bere, facendosi largo tra pile di libriuniversitari fotocopiati che giacevano ancora negli scatoloni, sistemati allarinfusa vicino al letto. Il minibar si trovava in un angolo della stanzetta, vicino auna poltrona logora su cui era solito rilassarsi la sera davanti al televisore. «Porca miseria, devo fare scorta di birra» esclamò, prendendo l’ultimalattina dal frigo. Tornato al computer si collegò a Twitter dando uno sguardo agli ultimimessaggi, quindi ne scrisse uno nuovo per i follower: “Non comprate l’Hacker’s Book di John McLoan, costa troppo ed èinutile.” Osservò con soddisfazione il messaggio apparire in cima all’elenco deglialtri tweet. «Sorry, mister McLoan. E ora torniamo alle cose serie» disse aprendo unanuova finestra sul computer. Lanciò un programma che gli avrebbe permesso diaccedere alla darknet, una sottorete criptata di Internet il cui traffico dati nonpoteva essere intercettato dall’esterno. In quel mondo digitale, dove non esistevano né regole né leggi, Lulz sisentiva a casa. Lì dentro si era liberi di fare qualsiasi cosa – a proprio rischio e 8
  • 9. pericolo – e lui si era costruito la fama di pirata informatico. Lo faceva sì for thelulz – per divertimento – ma anche e soprattutto per denaro, precludendosi così lapossibilità di entrare nell’élite degli hacker, pur essendone uno dei miglioriesponenti. Ma non era poi così importante, in quel momento i soldi gli facevanopiù comodo della gloria. Entrò in chat, nel suo ufficio virtuale. C’era un solo utente connesso – uncerto Rimor – che Lulz non aveva mai visto prima: di sicuro un nuovo cliente.Cliccò sul nickname e lanciò il comando Whois per conoscere da quale indirizzoil tizio si stesse collegando: si trovava dietro un proxy anonimo, inutile provare atracciarne la posizione. «Okay, allora vediamo cosa vuoi» mormorò mentre scriveva in chat. ~ Lulz: Ciao Rimor, benvenuto nel mio ufficio Rimor: ciao lulz ke piacere conoscerti Lulz: Hai bisogno di aiuto? Rimor: si devo kiederti un favore Lulz: mmm sono un po’ allergico ai favori Rimor: ovviamente ben remunerato Lulz: Ma chi ti manda? Rimor: kylie....mi ha detto ke sei il migliore nel campo!!! Lulz: lol :) è sempre la solita esagerata Hmm… ci sarà da fidarsi? Avviò un monitor di rete per controllare che non ci fossero tentativi diintrusione dall’esterno. Lulz: Cmq che ti serve? Rimor: una password di hotmail Lulz: Che tristezza! Non tratto ‘ste cazzate sorry 9
  • 10. Rimor: x favore è importante ti pago d+ della tariffa standard Lulz: Chi è l’obiettivo? Rimor: la mia tipa ;) Lulz: Che pena, scommetto che vuoi sapere se ti tradisce Rimor: ke altro potrei volere..... Lulz: E non sei in grado di trovartela da solo? Se sei arrivato fin quiqualcosa dovresti saperla... Rimor: ho provato con il brute ma non trova niente Ma chi è ‘sto deficiente? Usa il bruteforce per trovare una password e-mail? Diventerai vecchio, caro mio... Lulz: Il brute è da lamer, devi usare il cervello! Rimor: dai x favore aiutami Lulz: Quanto sei disposto a donare per la causa? Rimor: anke 150.... Lulz: Li devi dare in anticipo a Kylie però Rimor: già fatto!!! XD Lulz: Che gran figlia di...vabbè dammi l’e-mail della tua ragazza Rimor: giulykiss94@hotmail.it Lulz: Come si chiama? Rimor: giulia morandi Lulz: 18 anni? Rimor: quasi :) Lulz: Di dov’è? Rimor: bari Ma guarda un po’ che coincidenza: una mia compaesana. Hmm… Lulz: Ok riceverai notizie da quella troietta di Kylie 10
  • 11. Rimor: grz lulz sei un amico!!! Lulz: Che non si sappia in giro...e occhio a non fare cazzate! Rimor: so già tutto Lulz: Ok ciao Rimor: c140 :) ~ Odiava quei lavoretti da lamer, ma gli servivano per avere un po’ diliquidità nell’immediato. E poi gli permettevano di affinare le tecniche diphishing; si trattava soltanto di trovare l’esca giusta e aspettare che la vittimaabboccasse. In genere quei lavori glieli procurava Kylie, il suo socio, che glicurava anche le pubbliche relazioni. Era un bravo ragazzo e un amico fidato, soloche a Lulz dava fastidio che si divertisse – chissà poi per quale motivo – afingersi donna su Internet. «Vediamo un po’ questa Giulia» disse aprendo un nuovo browser. Si collegò a Facebook come Anna Rinaldi, un account che Kylie avevaprovveduto a curare per lui fin nei minimi dettagli: con trecentocinquanta amicinon correva il rischio di apparire un fake chiedendo nuove amicizie. Digitòl’indirizzo e-mail di Giulia nella barra di ricerca e con soddisfazione scoprì che laragazza era iscritta al social network. Dalla foto sembrava anche carina: capellicastani lisci, lineamenti dolci, trucco leggero, occhi grandi e luminosi. Entrò nelprofilo pubblico per vedere se ci fosse qualche altra informazione utile. «Pazzesco» esclamò scrollando il capo con paterna disapprovazione; neldiario virtuale di Giulia c’era di tutto: foto, amici, familiari, attività, interessi. «Non ci sarebbe neanche bisogno di entrare nel profilo privato, ma già checi siamo...» commentò, cliccando su Aggiungi agli amici. Diede uno sguardo alle attività e agli interessi di Giulia: astrologia,piscina, pallavolo, cazzeggio, ricette, oroscopo, Prada, Puglia, Bari, Vodafone,pizza, Tiziano Ferro. Nella situazione sentimentale risultava impegnata conGianni Guarino. 11
  • 12. «E quindi tu saresti Rimor?» posizionò il cursore sul nome del tizio,facendo così apparire la foto «Hai proprio la faccia da lamer.» Al contrario della ragazza, Gianni aveva reso privato il profilo, per cui aparte il nome e la foto non c’erano informazioni. Tornò sulla pagina di Giulia ecliccò sulla lista degli amici; quattrocento nominativi erano decisamente troppi,per cui si limitò a scorrere l’elenco: non sembrava conoscere nessuno. «Okay, intanto vediamo se accetta l’amicizia» disse alzandosi «in ognicaso trovare la sua password sarà un gioco da ragazzi.» 12
  • 13. 2 Giulia tentava di concentrarsi sul libro di storia, ma proprio non ciriusciva. La Resistenza le faceva venire in mente che avrebbe dovuto resistereancora un paio di mesi e poi si sarebbe finalmente liberata di quello schifo discuola. Accese il computer e si collegò al sito Studenti.it per cercare degli appuntisintetici, ma con poca voglia. Il suo bioritmo intellettivo stava attraversando unpunto critico, quindi era normale che ci fosse un calo di lucidità. «Facciamo una pausa» disse mentre si collegava a Facebook. L’iconadelle richieste di amicizia era accesa: una certa Anna Rinaldi l’aveva aggiunta. E chi è questa? Cliccò sul nome per sbirciare nella bacheca, ma non le sembrava propriodi conoscerla. Fece scorrere l’elenco degli amici e qualche volto le parvefamiliare. «Cavolo, quanti bonazzi conosce la tipa» esclamò, accettando l’amicizia econtinuando a curiosare ancora un po’ tra le foto di Anna. *** Lulz era seduto in bagno, leggeva un ebook sul tablet quando gli arrivò lanotifica di Facebook: Giulia aveva accettato l’amicizia di Anna. Non avevo dubbi. Entrò di nuovo nel diario, scoprendo così un elenco smisurato di messaggiriguardanti l’astrologia, alternati ogni tanto alle classiche condivisioni diFacebook. Diede un’occhiata ad altre foto. «Hai anche un bel fisico… e quegli occhi… meravigliosi.» Il messaggio più recente riportava l’oroscopo del giorno: “Nettuno nelsegno dell’Acquario, in aspetto disarmonico, vi impedirà oggi di vederechiaramente quali sono i vostri limiti e quindi di poter rimediare ai vostri errori.” 13
  • 14. «Eh no, troppo tardi per rimediare» mormorò con ghigno sadico: ora cheaveva trovato l’esca, poteva mettersi subito all’opera. Da un cassetto della scrivania estrasse la black box: un hard disk portatileche conteneva tutti i suoi strumenti di lavoro. Lo collegò al notebook e sulmonitor apparve una richiesta di immissione password. Digitò con cura i tasti: seavesse fallito l’accesso per due volte, l’hard disk si sarebbe formattato in modoirreversibile. Prelevò dunque alcuni file già pronti per essere utilizzati in unattacco di phishing contro la casella di posta Hotmail e li trasferì su un serverremoto. A quel punto non restava che attirare Giulia nella trappola. L’idea erainviarle un’e-mail che potesse in qualche modo destare il suo interesse, che lainvogliasse a cliccare su un link contraffatto; in tal caso la sessione di Hotmailsarebbe scaduta – soltanto in apparenza – così che lei venisse sollecitata areinserire la password, che Lulz avrebbe poi intercettato. Era inquietante, ma ci cascavano sempre tutti. Per gli uomini di solitol’esca consisteva nel messaggio di una giovane e avvenente signorina, ma per ledonne il tema era vario, e Lulz si divertiva a inventare contesti sempre nuovi.Data la passione di Giulia per l’astrologia, pensò di costruire per lei una paginaweb di registrazione a un finto servizio di consulti astrologici. Mettere su la struttura grafica fu questione di pochi minuti; rubacchiòalcune immagini da altri siti di astrologia e le utilizzò per comporre un propriologo: un drago stilizzato grigio su sfondo nero, che avvolgeva un Taijitu sfericofatto di stelle. Per rendere il sito più credibile realizzò anche un vero modulo diregistrazione, con annesso messaggio di ringraziamento. Si divertì a inserirealcuni campi superflui, giusto per sondare il grado di ingenuità della ragazza:“Descriviti per come pensi che gli altri ti vedano”, “Descriviti per quello che seiveramente”, “Che attività svolgi attualmente e cosa ti piacerebbe fare nella vita”,“Tre cose che ti piacciono”, “Tre cose che odi”, “Che cos’è per te la felicità”. Dall’elenco dei domini personali registrati scelse quello che sembrava piùadatto allo scopo: “ilmondodilulz.net”. 14
  • 15. «Il mondo di Lulz... sì, mi piace» esclamò soddisfatto, procedendo quindialla pubblicazione definitiva del sito. L’ultimo passo consisteva nell’inviare a Giulia un’e-mail che fosseconvincente e la invogliasse a cliccare sull’esca. Doveva farle credere chel’invito arrivasse da una persona fidata, per cui cercò tra gli amici e lesse un po’di conversazioni su Facebook inerenti l’astrologia, sorridendo di tanto in tantoper la serietà con cui affrontavano certi argomenti. Alla fine scelse una ragazza dinome Elisa De Cecco che gli sembrò la più esperta nel campo. «Elisa, sei stata nominata» disse sogghignando mentre componeva l’e-mail. ~ Da: info@ilmondodilulz.net A: giulykiss94@hotmail.it Data: 02/04/2012 17.04 Oggetto: Consulti astrologici gratuiti Ciao Giulia, Elisa De Cecco ti consiglia di iscriverti al sito IlMondoDiLulz per riceveregratuitamente consulti astrologici, e ti invia il seguente messaggio: “Ciao bella, guarda che ho trovato. È un sito fantastico, iscriviti e nerimarrai entusiasta. :)” Per registrarti gratuitamente al servizio, CLICCA QUI. Ti aspettiamo, Lo staff di IlMondoDiLulz ~ L’esca era stata lanciata. A quel punto non rimaneva che aspettare.Avrebbe potuto fare di meglio, ma la missione sembrava molto semplice e nonera il caso di scomodarsi più di tanto. Mezz’ora di lavoro e centocinquanta eurodi guadagno. 15
  • 16. Niente male. *** Il Messenger notificò l’arrivo di una nuova e-mail. Giulia entrò nellacasella di posta e lesse con curiosità il messaggio di Elisa. Senza esitazioni cliccòsul link contenuto nel testo, ma la sessione risultò scaduta: avrebbe dovutoreinserire la password per accedere. Che strano, eppure mi sono appena collegata. Senza pensarci troppo inserì di nuovo la password di Hotmail e premette iltasto “Accedi”, finendo così all’interno del sito di Lulz. Ma che è ‘sta cavolata? Un messaggio poco credibile la invitava a iscriversi: ~ “Benvenut@ nel mondo di Lulz, dove potrai conoscere il tuo futuro. Lenostre previsioni astrali si basano su una teoria rivoluzionaria che permette dicostruire un tema natale personale molto accurato, e di conoscere la propria oradi nascita con estrema precisione. Se risponderai sinceramente alle domande cheseguono, infatti, saremo in grado di determinare l’esatta posizione dei pianetinell’istante del tuo primo respiro, e da quel momento potrai controllare il tuodestino attraverso i nostri consulti personali. Registrati gratuitamente attraverso ilform sottostante.” ~ Anche le domande che seguivano erano prive di senso. Che stronzata! Eppure Elisa le aveva sempre dato ottimi consigli. Si collegò a Facebook per vedere se l’amica fosse in chat, ma non ebbefortuna; iniziò quindi a comporre un messaggio privato, poi ci ripensò. «Ma sì, dai... al massimo sarà solo una perdita di tempo.» 16
  • 17. Si registrò al sito compilando tutti i campi richiesti dal modulo e riprese astudiare. *** La password era leone1994. Lulz avrebbe potuto trovarla anche pertentativi, data la semplicità: una parola composta dal segno zodiacale e l’anno dinascita. Strano che Gianni non ci avesse provato, avrebbe dovuto conoscere lapassione di Giulia per l’astrologia. «E se quel Rimor non fosse davvero il suo ragazzo? Hmm... ma sì,chissenefrega...» Sbirciò nella posta di Giulia; era sorprendente quanta corrispondenzaproducesse quella ragazza. Man mano che leggeva, la curiosità di Lulzaumentava, e smettere di impicciarsi di fatti non suoi diventava sempre piùcomplicato. In quel piccolo angolo digitale, nascosto in un anonimo disco rigido dichissà quale server in chissà quale zona del mondo, c’era la vita reale di Giulia.Se Kylie l’avesse saputo si sarebbe subito appropriato della sua identità, ma Lulznon aveva nessuna intenzione di dirglielo, almeno per il momento. Nel frattempo arrivò un’altra notifica: Giulia si era registrata al sito,compilando il modulo di iscrizione in ogni sua parte. «Spettacolo! Sei l’ingenuità fatta persona...» esclamò leggendo le rispostedella ragazza. ~ Nome: Giulia Data di nascita: 15/08/1994 Ora di nascita dichiarata: 11:00 Città di nascita: Bari Descriviti per come pensi che gli altri ti vedano A prima vista possosembrare aggressiva e invadente, ma solo perché ho l’abitudine di dire le cose in 17
  • 18. faccia, e di prendere molto sul serio i rapporti con le persone. Per questo a pelleposso risultare antipatica, ma chi mi conosce bene sa che sono una personasincera e per niente ipocrita. Descriviti per quello che sei veramente Come ho già detto penso diessere sincera sempre con tutti, a costo di apparire scontrosa, ma odio le ipocrisiee la gente che parla alle spalle. Sono molto gelosa delle mie cose, così come delmio ragazzo, dei miei amici, eccetera... sono orgogliosa, leale, ambiziosa,coraggiosa, generosa, ma so essere anche un po’ stronza con chi se lo merita, loammetto... del resto sono le caratteristiche tipiche del mio segno. Che attività svolgi attualmente e cosa ti piacerebbe fare nella vitaSono al quinto anno del liceo scientifico. Mi piacerebbe essere un’esperta diastrologia, e penso che mi iscriverò a psicologia. Tre cose che ti piacciono? L’astrologia, la psicologia e l’arte. Tre cose che odi? Le bugie, i tradimenti e la mia prof di matematica. Che cos’è per te la felicità? La felicità è una chimera, la puoi soltantoinseguire senza mai raggiungerla. Possiamo solo accontentarci dei piccoli piaceriche la vita ogni tanto ci concede. Io sarei felice se avessi il pieno controllo delmio destino perché così farei accadere soltanto le cose belle :-) ~ «Wow!» esclamò un po’ frastornato da tanta abbondanza di materiale«Con questa tipa ci sarà da divertirsi.» Quell’eccitazione gli aveva fatto venire fame. Si alzò e andò nell’altra stanza, aprì la credenza di una vecchia cucina eafferrò un barattolo di Nutella, poi prese un cucchiaino e si accasciò sulla sdraiodi fronte alla finestra. Restò così, in silenzio, a guardare i tetti del Campusscurirsi al calar del sole, e mentre il palato si beava di quel piacere sublime, lamente iniziava a dar vita a una folle idea. 18
  • 19. Quando ritornò in camera vide il cellulare muoversi sulla scrivania a causadel vibracall; fece appena in tempo ad afferrarlo prima che cadesse. Si trattava diuna chiamata Skype: l’avatar sexy di Kylie lampeggiava sul display. «Dimmi bella» rispose scherzoso. «Tu non mi pensi più» disse Kylie «c’è un’altra, lo sento.» «E dove la trovo un’altra come te?» «Allora mi pensi? E quanto mi pensi?» «Come posso non pensarti se ti ho sempre davanti alle palle? Sul portatile,sul cellulare, in televisione... sei onnipresente.» «Sì, sono la tua ombra, non dimenticarlo mai» disse Kylie con una risatamacabra. «Senti hombre, che c’è? Che ho da fare.» «Che stai facendo?» «È un segreto, poi ti dirò.» «Tra noi non ci devono essere segreti.» «Posso fare una sorpresa alla mia tipa, o no?» «Ah beh, se è così... attenderò con impazienza.» «Brava.» «Senti, ma stai andando a pesca?» «Ti riferisci alla password di quel tipo… Rimor?» «Già.» Lulz si fece all’improvviso serio. «L’ho già trovata, ma... senti… digli che se la può scordare. Mi ha dettoun mucchio di stronzate, quindi ora si fottesse.» Camminava nervoso su e giù per la stanza. «Ehy, calma! Guarda che ha pagato bei soldini.» «E chissenefrega! A me le cazzate non piacciono. Ha detto che lei era lasua ragazza, invece è soltanto uno sfigato che sta cercando di fare carte con unagià impegnata. Digli che ho scoperto chi è... e se non la smette di romperle i 19
  • 20. coglioni gli farò passare un brutto quarto d’ora» continuò adirato «e poi... poi leiè la sorpresa» aggiunse, calmandosi un po’. «E i soldi?» balbettò Kylie, spiazzato da quella reazione. «I soldi ce li teniamo per il tempo che mi ha fatto perdere.» «Hmm... sai che è meglio non cercare rogne.» «Dai tutta la colpa a me… anzi, digli di mettersi in contatto direttamentecon me. Così glielo spiego io.» «Va beh... il capo sei tu.» Rimasero muti entrambi per qualche attimo, poi Lulz riprese: «Ti lascio, ho un bel po’ di lavoro da fare.» «Okay, ciao bello. Non ti mettere nei casini però.» «Va bene, mammina» concluse. Spense il cellulare e lo lanciò sulla poltrona, quindi si sedette allascrivania, riprendendo ad armeggiare con il portatile. Sarà una lunga serata. 20
  • 21. Martedì 21
  • 22. 1 I compagni di classe, ammutoliti, osservarono Giulia tornare al posto atesta bassa. Ancora una volta quella bastarda della professoressa di matematical’aveva umiliata davanti a tutti. Non era questione di rendimento – c’erano altriche andavano peggio – ma di palese ostilità: era evidente che la Malerba cel’avesse con lei, e ogni occasione era buona per dimostrarlo. I compagni eranosolidali, sì, ma solo a parole: mai nessuno che si fosse fatto avanti per difenderlain quei momenti di evidente persecuzione. Forse per vigliaccheria, o forse perchéfaceva comodo che in classe ci fosse un capro espiatorio. «Maledetta!» mormorò Giulia, sedendosi al proprio posto. Un giorno te la farò pagare. Vale, la compagna di banco e migliore amica, le strinse forte la mano perdarle coraggio, e per ricordarle di non fare sciocchezze. Era chiaro che laprofessoressa cercasse in tutti i modi di provocarla, e un passo falso potevacostarle la maturità. Avevano concordato quel gesto per non dargliela vinta: Valele avrebbe stretto forte la mano e Giulia avrebbe contato mentalmente fino adieci, cercando di mantenere l’autocontrollo. «L’ammazzo!» disse con un filo di voce, guardando negli occhi l’amica,che distolse subito lo sguardo per paura che la Malerba potesse aver sentito. Ancora dieci minuti e l’incubo sarebbe finito, ma Giulia proprio non ce lafaceva a sentire quella voce stridula: aveva bisogno di distrarsi. Con la codadell’occhio osservò lo zaino sotto il banco, e con cautela vi ficcò il braccioall’interno per estrarne il telefono. Tenere acceso il cellulare in classe le sarebbepotuto costare una sanzione disciplinare, ma non le importava; non se ne sarebbestata buona come tutti gli altri a pendere dalle labbra di quella befana. Lo accese e controllò la posta: le erano arrivate le solite e-mail di spam,ma anche una che destò il suo interesse. 22
  • 23. ~ Da: oroscopo@ilmondodilulz.net A: giulykiss94@hotmail.it Data: 03/04/2012 9.10 Oggetto: Il tuo tema natale Ciao Giulia, siamo lieti di comunicarti che, grazie alle informazioni che ci hai inviato,siamo stati in grado di calcolare con precisione l’ora della tua nascita. Puoiscaricare l’interpretazione del tuo tema natale da QUI. Per interagire con il nostro servizio di consulti, scarica e installa la nostraApp sul tuo PC o dispositivo mobile: AppInstaller. Grazie, Lo staff di IlMondoDiLulz ~ La professoressa stava dettando i compiti per casa e Giulia fece finta diprendere appunti, tanto poi se li sarebbe fatti dare da Vale; in realtà era intenta asbirciare la carta astrale che aveva appena scaricato sul cellulare. Sotto al graficovi era riportata l’interpretazione dell’ascendente e delle posizioni dei pianeti, conle relative caratteristiche del segno. Rimase sbalordita da quanto fosse verosimileciò che c’era scritto. Cavolo, ma questa sono proprio io! Senza alcun indugio scaricò e installò il programma sul cellulare; altermine lo aprì, e sul display apparve la figura di un drago avvolto attorno a unamappa astrale. «Morandi!» chiamò ad alta voce la professoressa. Giulia sobbalzò, pensando di essere stata scoperta. Guardò terrorizzata laprofessoressa mentre tutti i compagni si giravano verso di lei. 23
  • 24. «Non pensare di farla franca» le disse con voce aspra «quando meno te loaspetti ti interrogherò di nuovo, quindi cerca di farti trovare preparata la prossimavolta, o saranno guai seri.» Giulia avrebbe voluto risponderle, ma un nodo alla gola glielo impedì. Silimitò ad annuire con il capo abbassando lo sguardo, tentando disperatamente dispegnere il telefono senza riuscirci. Il suono della campanella fu accolto come una liberazione. Non appena laMalerba uscì dall’aula, Giulia si mise a imprecare ad alta voce: dalla rabbiaspezzò in due una matita poggiata sul banco. Vale cercò di rincuorarla, e così fecero le due compagne davanti, ma leinon le stava neanche a sentire. Si alzò di scatto, raccolse le sue cose e uscì dallaclasse, cupa in volto. «Giulia! Giulia, aspetta!» gridò Vale mentre la rincorreva. «Ma ce l’hai con me?» le chiese quando l’ebbe raggiunta. Giulia continuò a camminare con lo sguardo rivolto verso il pavimento,rallentando il passo. Le due si diressero alla palestra, restando in silenzio pertutto il tempo. Il professore di educazione fisica notò l’insofferenza di Giulia. «Giornata pesante?» Giulia annuì. Proprio non riusciva a proferire parola, le veniva dapiangere. Rispose Vale al posto suo. «La Malerba l’ha trattata male di nuovo. Non è giusto, sembra che lofaccia apposta per provocarla.» Il professore fece spallucce. «Dai, non ci pensare più; un po’ di esercizio fisico ti aiuterà a scaricare latensione» disse, mettendo una mano sulla spalla di Giulia. «Professore, le dispiace se oggi non partecipo? Non ne ho proprio voglia.» Vale si associò alla richiesta. «Le farei compagnia anch’io.» 24
  • 25. «Come volete» rispose il professore «basta che non vi allontaniate dallapalestra» aggiunse andandosene. «Mettiamoci lì» disse Vale, indicando i materassini accatastati in unangolo. «Vale, ma tu hai visto come mi ha trattata? Non mi dava neanche il tempoper riflettere. Io quell’equazione l’avrei risolta se me ne avesse dato lapossibilità.» «Sì, è allucinante.» «Da denuncia... ora mi ha davvero rotto le palle, ‘sta befana.» «Giulia, mancano tre mesi alla maturità...» «Quella mi vuole fottere» la interruppe «di questo passo non ci arrivo, allamaturità, lo capisci?» «Non può farlo, siamo tutti testimoni.» «Ma chi, voi? Ma se siete tutti vigliacchi...» «Non dire così, dai...» «Perché? Qualcuno di voi oggi si è alzato per dire a quella troia di darsiuna calmata e lasciarmi fare in pace?» «Lo so, ma cerca di capire... tu lo avresti fatto, sapendo che poi quellaavrebbe preso di mira anche te?» «Senti, carina... se non te ne fossi accorta, la stronza mi odia proprioperché dico le cose in faccia, io. Se ti ricordi, ho preso le difese di Carella quandone ebbe bisogno; mentre voi... tutti zitti, come al solito. È ovvio che poi la pecoranera sia sempre io.» «Lo so, lo so... è che tutti quanti non vediamo l’ora di uscire di qui.» «Senti, comunque non voglio litigare, andasse a fanculo, la prof» tagliòcorto Giulia «ti devo far vedere una cosa» aggiunse prendendo il cellulare dallozaino. «Ancora con quel coso? Mettilo via, che se ti vedono passi i guai.» «Rilassati, qui non ci rompe le palle nessuno. Dai, siediti!» 25
  • 26. Vale si sedette sul materassino a fianco dell’amica, e Giulia le mise ilcellulare davanti agli occhi. «Leggi questo e dimmi che ne pensi.» *** «Sono un genio» esclamò Lulz, dopo aver ascoltato ciò che la sua appaveva intercettato dal telefonino di Giulia. All’inizio gli era quasi preso un colpo:la registrazione partiva dall’urlo della professoressa, e lui aveva il volume dellecuffie troppo alto. Ma funzionava benissimo: aveva il pieno controllo delcellulare di Giulia. Fece una copia della rubrica e degli archivi delle telefonate edei messaggi; avrebbe potuto localizzare in qualsiasi momento la sua posizione,registrare qualunque conversazione, attivare la fotocamera, inviare sms. Da quelmomento Giulia non avrebbe più avuto un briciolo di privacy, almeno finché ilsuo cellulare fosse rimasto acceso. «Quindi questa sarebbe la professoressa di matematica che tanto odi... oravediamo che si può fare con lei. E questa Vale, hmm… vediamo un po’ chi è»disse, riguardando tra gli amici di Giulia, su Facebook. Non gli fu difficile individuarla. «Eccoti qui: Valentina Armenise. Già dal nome sembri una zoccola. Edalla foto pure. Una brunetta tutto pepe, eh? E che ti atteggi con quel telefoninoin mano? Arriverà anche il tuo turno dolcezza, ma prima devo fare un’altracosa.» FINE DELL’ESTRATTO www.ilmondodilulz.net Per contattarmi: info@ilmondodilulz.net 26

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