Erasmus
KA1
Malta 30/09/18 – 13/10/18
Diario di bordo
di
Alessandra Rollo
Liceo Laura Bassi
Bologna (IT)
30/09/18
 E’ domenica, sono circa le 12 e sono arrivata all’aeroporto di Malta. Mi guardo intorno
e fra cartelli e foglietti sventolati da chi è venuto a ricevere i passeggeri, nessuno porta
scritto il mio nome. 10 minuti abbondanti di agitazione in cui cerco di organizzare
strategie alternative, finchè finalmente non arriva una signorina trafelata e frettolosa che
mi intercetta, mi consegna una busta e mi affida a un ragazzo tarchiato e poco
socievole. Il tipo mi dà un’occhiata di sfuggita mentre continua a parlare con un altro
tizio in una starna lingua, il maltese suppongo.
 Lungo la strada incontriamo tanti cantieri di edifici in costruzione e tanti edifici nuovi
di zecca. Si danno un gran da fare qui a Malta! Gli edifici nuovi sono abbastanza simili
a quelli di qualunque città nelle sue zone moderne, quelli più datati invece mi ricordano
tanto le costruzioni che si possono incontrare in Salento: la stessa pietra, lo stesso stile,
insomma, mi sento quasi a casa.
Il tipo mi molla davanti a un portone e bye bye. E’ la Astolat house, una delle residenze che
la ETI mette a disposizione degli studenti.
 Apro con la chiave che mi ha fornito la signorina trafelata, e ad accogliermi ci
sono due simpatiche signore polacche. Fanno di tutto per essere gentili e
mettermi a mio agio, ma il fatto è che in due conoscono quattro parole di
inglese e io non ne conosco neanche una di polacco, anzi una che però è una
brutta parola, da evitare. In maniera rocambolesca e per lo più a gesti,
riusciamo a imbastire una conversazione e quindi scopro che vengono da una
piccola città nel centro della Polonia,Suwalki,
 che si chiamano Iza e Anja, che sono delle insegnanti in un istituto tecnico
superiore e che frequenteranno un corso di inglese nella mia stessa scuola.
 L’appartamento in cui abitiamo ha un ingresso-sala molto spazioso, con
un’angolo cottura ben attrezzato.
 Ci sono tre stanze e Ania e Isa ne condividono una. Nella terza stanza c’è
un’inquilina momentaneamente assente che ci ha lasciato un bigliettino di
benvenuto e saluti
 A questo punto, dopo essermi sistemata nella mia camera, la prima cosa da
fare è procurarmi del cibo. Basandomi sulle indicazioni di Isa e Ania, che sono
arrivate ieri e quindi hanno già perlustrato la zona, esco alla ricerca di un
negozio di alimentari. Sarà perché le indicazioni non erano proprio
chiarissime, sarà perché il mio senso dell’orientamento è disastroso o forse
perché faccio un po’ di giravolte non richieste attratta dai nomi delle vie che
sembrano scritti in arabo ma con caratteri latini, mi perdo.
 Un negozio di alimentari lo trovo, ma non so più come tornare a casa. Chiedo
alla cassiera se sa indicarmi la via in cui abito, ma non lo sa e gira la domanda
a un suo collega che a sua volta fa qualche supposizione, ma non lo sa
neanche lui.
 Per fortuna una cliente del negozio si impietosisce e si offre di
riaccompagnarmi utilizzando il navigatore che ha in macchina e in questo
modo mi fa cambiare l’idea non troppo positiva che mi ero fatta dei maltesi
fino a questo momento. Gentilissima!
 Comunque per il resto della giornata decido di restare attaccata a Isa e Anja,
che l’inglese non lo sapranno, ma hanno un senso dell’orientamento
infallibile. Così ci diamo una mano a vicenda: loro mi evitano di perdermi
un’altra volta e io faccio loro da interprete quando hanno bisogno di
comunicare con i locali. Mi portano a fare shopping per il centro di Saint
Julian, una ridente cittadina turistica che attira molti visitatori sia per le sue
spiagge, sia per le sue scuole di inglese. A una prima occhiata, non posso non
notare che la maggior parte dei bar e ristoranti hanno nomi italiani, che molti
negozi vendono prodotti italiani e soprattutto che moltissimi dei commessi
sono ragazzi italiani. Insomma, comincio a sentirmi anche un po’ troppo a
casa!
01/10/18
 Oggi è il primo giorno di scuola, che bellezza!
 Arrivo a scuola stando appiccicata alle mie coinquiline per non perdermi. Da
dove abitiamo c’è un tragitto di circa un quarto d’ora a piedi. In quanto
pedoni, dobbiamo fare molta attenzione perché le automobili sfrecciano
disinvolte e, se è vero che si fermano davanti alle strisce pedonali, ho come
l’impressione che di queste strisce non ce ne siano abbastanza, o per lo meno
non sono mai in quei punti in cui noi dobbiamo attraversare. Inoltre la guida a
destra mi confonde un po’ le idee.
 A scuola ci suddividono per classi. Quando comincia la lezione, mi sento
brillante: capisco tutto quello che dice la docente e rispondo con disinvoltura
alle sue domande, ma purtroppo è solo perché mi trovo in un livello B1. Alla
fine della lezione chiedo di spostarmi in un livello B2 perché questo mi
sembra troppo semplice, ma mi rispondono che il B2 non si è formato, ma che
se voglio domani posso provare un C1.
 Nel pomeriggio faccio un giro con le mie flatmate ed è davvero incredibile
come si possa andare d’accordo e divertirsi capendosi pochissimo. Le mia
nuove amiche mi hanno raccontato un po’ di come funziona la scuola in
Polonia e mi hanno detto che è obbligatoria fino ai 18 anni, che I ragazzi
hanno tanto da studiare ma, come tutti I ragazzi del mondo, in genere non ne
hanno nessuna voglia.
02/10/18
 Stamattina ho provato a seguire una lezione del livello C1. In classe eravamo
in tre studentesse, le altre due erano docenti di inglese rispettivamente in
Polonia e in Germania. La comprensione non è stato un grosso problema, ma
per quanto riguarda la produzione scritta e orale mi sono sentita
assolutamente inadeguata, troppo lenta, insomma una palla al piede per le
altre. Così, dopo il primo intervallo, sono tornata nel mio corso B1. Cercherò
di prendere il meglio da queste lezioni.
 In classe siamo sette studentesse. Solo Jeraldine, che è francese, non è
un’insegnante. Le altre compagne provengono da Polonia, Norvegia e Italia.
Sì, ho tre compagne di classe italiane, di Codigoro. Non è il massimo per
praticare l’inglese, ma ci proveremo. La collega polacca, Renata, insegna in
una scuola elementare, mentre la collega norvegese, Ingvild, insegna e svolge
un ruolo organizzativo in una scuola superiore. Le colleghe italiane, Paola,
Rosa ed Elena, insegnano in un istituto superiore comprensivo.
 Intanto, nel pomeriggio andiamo a Valletta con un giro organizzato dalla
scuola.
 L’autobus si ferma nei pressi di una piazza con una grande fontana, Piazza dei
Tritoni, e da qui proseguiamo a piedi.
 Il centro di Valletta è per metà antico e per metà ricostruito di recente.
Questo perché la città ha subito gravi danni durante la seconda guerra
mondiale ed è stata ricostruita solo negli ultimi anni. Adesso è tutta tirata a
lucido perché quest’anno è stata designata Capitale Europea della Cultura,
siamo capitati al momento giusto!
 La ristrutturazione è in parte opera dell’architetto Renzo Piano. In
particolare, il palazzo del Parlamento è uno splendido esempio di architettura
moderna che si inserisce, cercando di armonizzarsi, in un contesto storico.
 L’edificio è costruito interamente in pietra maltese, detta limestone per via del suo
colore tendente al giallo. La parete esterna ha una originale forma che i maltesi
definiscono “a grattugia”. In realtà pare che gli isolani non abbiano immediatamente
apprezzato quest’opera, considerata eccessivamente moderna e anche troppo costosa,
ma col tempo ci si stanno abituando e cominciano a sentirla familiare.
 Addentrandoci nelle vie del centro, vediamo susseguirsi delle bellissime
verande in legno che si rivelano essere un aspetto tipico dell’architettura
maltese.
 Dopo la visita ad un parco con vista sul porto
 …andiamo ad assistere alla proiezione di un film sulla storia di Malta che
finalmente mi chiarisce esattamente chi erano i Cavalieri di Malta. La storia
che ci hanno raccontato è la seguente.
 Originariamente si trattava di un ordine religioso con la missione di assistere
gli infermi, ma in seguito alla prima crociata si è trasformato in ordine
cavalleresco e poi, dopo la perdita dei territori cristiani in Terra Santa, si è
stanziato nell’isola di Rodi. Da quella posizione, i Cavalieri di Malta assalivano
le navi mercantili del sultano Solimano il Magnifico il quale nel 1522, stanco di
queste incursioni, li assedia e li sconfigge. Ai pochi superstiti il Sultano fa
salva la vita dietro la promessa di desistere dall’assalire le sue navi, ma una
volta stabilitisi a Malta per concessione del re di Spagna, i cavalieri
ricominciano la loro attività di pirateria. Quindi non stupisce che il sultano
Solimano il Magnifico decida di attaccarli anche a Malta. Quello che invece è
sbalorditivo è che questo pugno di cavalieri, dopo un lungo e sanguinoso
assedio, sia riuscito a sconfiggere il sultano! Insomma, ascoltando questa
storia viene proprio da pensare: ma poveri turchi!
 Continuiamo il giro per la città e mi accorgo che quasi tutto quello che vedo
scritto in giro è in inglese. In effetti Malta è stata una colonia inglese per
circa un secolo e ha raggiunto la piena indipendenza solo negli anni settanta
del secolo scorso, per questo è così impregnata di cultura inglese. Però anche
il maltese ogni tanto fa capolino e io lo trovo sempre più intrigante col suo
vestito latino su un impianto inequivocabilmente arabo.
03/10/18
 Quando a Malta piove, piove davvero!
 Stamattina, nonostante ombrello e giacca impermeabile col cappuccio, nel
tragitto fra casa e scuola mi sono bagnata fino alle ossa. E’ stata una di quelle
cose che è diventato usuale chiamare “bomba d’acqua”. Poi Saint Julian è
tutta in pendio e quindi l’acqua scrosciava come fosse una cascata e in alcuni
punti mi arrivava sopra le ginocchia! Non potevo restare così bagnata fino alla
fine delle lezioni, allora sono entrata in un negozio che sta di fronte alla
scuola e mi sono rifatta il guardaroba: pantaloni, camicia e scarpe di gomma.
Solo quando sono tornata a casa mi sono accorta che era tutto made in Italy.
 La lezione oggi è terminata prima del solito, alle 12.30, e all’uscita non ho
trovato le mie flatmate polacche. Ho avuto un attimo di panico perché io per
andare e venire da scuola seguo loro e non ho mai fatto caso al percorso, ma
poi mi sono detta che era il momento di diventare autonoma, quindi sono
andata a pranzo con Ingvild e Paola in un ristorante, guarda caso, italiano e
poi shopping.
 Mentre gironzolavamo per negozi, abbiamo scoperto una bella spiaggia
proprio lì, a due passi dalla scuola. Ci siamo bagnate I piedi perché ormai era
venuto fuori uno splendido sole e la gente faceva il bagno, e ci siamo
ripromesse di tornare domani con I costumi da bagno. Riuscirò a fare una
bella nuotata?
 Intanto sono riuscita a trovare la strada di casa, che non era così scontato, e
quando sono arrivata, oltre alle flatmate polacche, ne ho trovata un’altra
brasiliana, anche lei con un bagaglio di inglese molto esiguo, quindi siamo
andate avanti a gesti. Abbiamo passato la serata ad ascoltare musica dei
rispettivi paesi, molte canzoni, molte risate.
04/10/18
 Le lezioni procedono serenamente. La nostra insegnante è una simpatica
signora maltese molto coinvolgente, Theresa. Ci ha dato delle buone dritte su
dei siti online per approfondire il nostro studio individualmente, ad esempio il
sito didattico della BBC oppure uno che utilizza i testi di brani musicali per
sviluppare l’abilità di ascolto.
 Theresa ci ha spiegato che a Malta l’inglese viene studiato a scuola fin dalle
elementari come seconda lingua, inoltre ci ha detto che molti conoscono bene
l’italiano visto che la Sicilia è a due passi, ma anche perché nelle lunghe e
uggiose serate invernali tutti guardano i programmi italiani in televisione.
Insomma, una situazione di plurilinguismo in piena regola, anche se il maltese
resta la lingua ufficiale.
 Il tempo continua a non essere un gran che, ma nel pomeriggio c’era uno
spiraglio di sole, per cui con Rosa e Paola abbiamo deciso di andare al mare.
Abbiamo preso un autobus e dopo circa mezz’ora siamo scese a Riviera Bay.
 Il posto è veramente splendido, un panorama mozzafiato.
 Ci siamo inerpicate lungo un sentiero che portava in cima alla scogliera e
dall’alto la vista era ancora più mozzafiato, mancava solo il sole.
 Così neanche oggi ho fatto il bagno, ma questa passeggiata fra vegetazione
mediterranea, anfratti, grotte e improvvisi spiragli di mare, mi ha aperto il
cuore.
05/10/18
 Oggi dopo la lezione sono tornata a Valletta con Elena, Paola e Ingvild. Per
fortuna c’era Ingvild che ci ha impedito di parlare in Italiano, o di parlare solo
in italiano.
 Siamo tornate a Valletta perché la volta scorsa non eravamo andate a visitare
la cattedrale di San Giovanni Battista, patrono dei cavalieri ospitalieri, e non
possiamo certo andare via senza vederla. Tutti dicono che sia bellissima.
 In effetti è bellissima.
 Un impianto imponente con tre navate decorate in uno stile barocco
ricchissimo. Le navate laterali sono suddivise in dieci cappelle, otto delle
quali dedicate alle varie nazionalità che componevano l’ordine.
 Otto infatti è anche il numero delle punte della famosa croce di Malta, che
rappresentano appunto le varie nazionalità e lingue. Mi soffermo a pensare
che mi piace molto questa convivenza di culture diverse, che potrebbe essere
letta come un esempio ben riuscito, in tempi non sospetti, di
multiculturalismo. Ma poi ci penso meglio e mi viene in mente che la
compattezza dei cavalieri in realtà derivava da un fine comune superiore
legato alla religione e da una risposta coesa a nemici esterni, elementi che si
traducevano in attacchi e resistenza armata, cioè guerra. Così la mia
formazione pacifista e la mia avversione per l’uso politico della religione
prevalgono e mi impediscono di entusiasmarmi per la storia così peculiare di
quest’ordine. Ciò non toglie che l’attuale situazione di plurilinguismo possa
essere in parte ascritta a queste vicende.
 Per finire il giro della cattedrale, siamo andate ad ammirare le due opere di
Caravaggio presenti nell’edificio. Devo dire che, senza nulla togliere a Mattia
Preti e agli altri artisti i cui lavori decorano la chiesa, l’emozione che
comunica un Caravaggio è tutta un’altra cosa.
 E dopo quest’emozione, possiamo dedicarci alla caccia ai souvenir. C’è
proprio di tutto, qualunque oggetto con il logo di Malta, ma quello che mi è
sembrato veramente rappresentativo dell’isola sono i gioielli in argento: le
croci in tutte le salse e soprattutto la filigrana, leggera come una spuma di
mare.
 Prima di tornare a Saint Julian, ci siamo concesse un gelato e la gelateria era,
guarda caso, italiana. La ragazza che ci ha servite non ha perso tempo e ci si
è rivolta direttamente in italiano...
06/10/18
 Gita a Gozo organizzata dalla scuola. Arriviamo a Valletta in autobus e da lì
prendiamo il traghetto. Una volta a Gozo, saliamo su un altro autobus che ci
fa fare un giro panoramico e si ferma nei punti più suggestivi per lasciarci
scattare qualche foto. Non più di dieci minuti e si riparte. Il mare lo vediamo
solo da lontano. La guida ci dice che a fine giro, ci porterà su una spiaggia.
Alcune bellissime chiese le vediamo solo da lontano.
 Tutto di corsa, più che un giro turistico sembra una marcia forzata. L’unica
tappa che facciamo con tutta calma, è in un bazar dove vendono prodotti
locali. Carini, sì. Abbiamo visto anche un’artigiana mentre lavorava i gioielli
in filigrana.
 In effetti a fine giro ci portano su una spiaggia, credo l’unica brutta in tutta
l’isola, ma comoda per l’autobus. Ci sediamo in un bar e prendiamo un caffè:
qui non c’è niente da vedere.
 Al ritorno è un delirio. Il traghetto è assalito da una marea umana. Il gruppo si
disperde, la guida si inalbera, quelli che stanno in fila ci impediscono di
ricongiungerci agli altri, tutti litigano. Dopo momenti concitati, riusciamo a
guadagnare il traghetto, poi l’autobus e finalmente a casa. Insomma, Gozo
meritava di più. E’ veramente bella, dei posti incantevoli, natura selvaggia e
incontaminata. Mi è sembrato di scorgerci il volto più vero di Malta. Se mai
dovessi tornare qua per una vacanza, verrei a Gozo che sembra così lontana
dalla movida caotica di Saint Julian, il posto ideale per rilassarsi.
 Comunque tornata a casa mi sono resa conto del perché di tanta calca sul
traghetto: oggi c’è la Notte Bianca a Valletta, notte di musica, balli e
spettacoli per le vie di tutta la città. Ma io ne ho avuto abbastanza di caos per
oggi, e poi domani ho deciso di fare un giro in barca per godermi il mare più
da vicino.
07/10/18
 E’ domenica e abbiamo tutta la giornata libera. La scelta è caduta su un bel
vascello, il Fernadez, per una crociera a Gozo, Comino e Laguna Blu. In realtà
non ho scelto io, ma mi sono accodata ad una signora che avevo conosciuto il
giorno precedente e che come me voleva trascorrere una giornata al mare. Il
vascello si riempie come un uovo e partiamo con l’altoparlante che spara
musica da spiaggia a tutto volume.
 Il panorama è sicuramente bello, ma abbiamo fatto solo due soste. La prima
è stata per fare il bagno al largo. Finalmente faccio il bagno! L’acqua è
bellissima, profonda e pulitissima. Non più di un quarto d’ora e poi via, verso
la Laguna Blu dove saliamo su un barcone più piccolo e facciamo il giro delle
grotte.
 Ecco, questo avrei voluto fare per tutto il giorno, invece torniamo sul vascello
e praticamente fra un’onda e l’altra la giornata è finita.
 Torno a casa un po’ insoddisfatta, al mare devo tornarci per conto mio e con i
miei tempi. Però un po’ di sole l’ho preso e questo mi fa molto piacere, a
Bologna non capita tutti i giorni di abbronzarsi ad ottobre.
08/10/18
 Oggi comincia la seconda settimana del corso di inglese. Alcuni studenti vanno
via, altri arrivano, quindi le classi si modificano un po’. Da noi è andata via
Jeraldine ed è arrivata Ana, dalla Germania. Ma soprattutto è cambiata la
nostra insegnante. E’ arrivata Lorenza, che è inglese.
 Ci ha chiesto se durante la settimana volessimo fare una presentazione su un
argomento a nostra scelta e ci ha fornito un esempio di presentazione ed un
frasario con tutte le espressioni che potrebbero essere utili allo scopo.
Renata e Ingvild hanno subito aderito alla proposta.
 Questa prima lezione l’ho trovata facile, sono argomenti di grammatica che
ho già studiato, ma la situazione non è cambiata: non esiste un livello B2. Mi
sento un po’ incastrata e l’ho detto a Lorenza. Lei mi ha assicurato che le
prossime lezioni saranno più focalizzate sulla conversazione e poi mi ha
consigliato di cogliere tutte le opportunità che la situazione può offrire, come
per esempio impegnarmi a preparare una presentazione nel miglior modo
possibile. In effetti anche io chiedo sempre ai miei studenti di fare brevi
presentazioni degli argomenti studiati, perché ritengo che siano anche più
utili delle classiche interrogazioni. Ci penserò.
 Uscita da scuola, sono andata con Iza a “The fish lounge”, un posto in cui dei
branchi di pesciolini ti fanno il pedicure, cioè mangiano la pelle morta dei
piedi immersi in una vasca. Un lieve solletico frizzante, un’esperienza da
fare, simpaticissima.

09/10/18
 La seconda lezione con Lorenza in effetti è molto più interessante, interattiva
e fruibile a più livelli. Sento che sto imparando qualcosa.
 Quello che però proprio non capisco, è la sufficienza con cui tutti in questa
scuola si approcciano alla lingua maltese. Sembra che nessuno ne sappia
niente e che non interessi a nessuno. Mi rendo conto che siamo in una scuola
di inglese, ma una cosa non esclude l’altra.
 Chiedo a Lorenza dove potrei trovare una grammatica di maltese e lei resta
sbalordita, ma mi indica una libreria ben fornita a Sliema dove hanno tutto, e
quindi probabilmente anche una grammatica di maltese.
 Sliema è una zona a qualche chilometro dalla scuola, circa venti minuti a
piedi. Finita la lezione, mi incammino seguendo le indicazioni di Lorenza. Il
tragitto che devo percorrere costeggia il mare. Si susseguono spiagge con
stabilimenti balneari e poi lunghi tratti di costa con degli scogli piatti e lisci
che degradano nel mare. Sono circa le quindici e c’è tanta gente che prende
il sole e si bagna. Che bello vivere in un posto dove si può uscire di casa,
attraversare la strada e tuffarsi in mare da maggio ad ottobre! L’inverno sarà
anche triste, come dice Theresa, ma dura così poco...
Dopo un po’ di giri, trovo la libreria e compro un paio di libri che trattano i
rudimenti della lingua maltese. Intendiamoci, non ho intenzione di imparare il
maltese, ma lo trovo così interessante! Si tratta di un dialetto arabo, scritto in
caratteri latini, infarcito di lessico italiano e inglese. Praticamente la mia
lingua ideale visto che ho studiato a lungo l’arabo, sono italiana e adesso
voglio mettere a punto l’inglese.
 Sfoglio i libri, che mi confermano le mie supposizioni. Sì, l’articolo
determinativo in maltese si comporta esattamente come in arabo: la seconda
lettera da cui è composto varia in base alla prima lettera della parola che lo
segue. Inoltre, come l’articolo determinativo italiano, perde la sua seconda
lettera davanti a una vocale o a una consonante muta. Pensa un po’ che
intreccio!
10/10/18
 Stamattina Renata ha fatto la sua presentazione. Ci ha parlato della Polonia
in generale, dei suoi piatti tipici e delle principali attrazioni turistiche. Aveva
preparato la presentazione in power point già prima di partire per Malta,
accidenti che organizzazione. Ci ha fatto vedere tante belle immagini e ce le
ha illustrate brevemente. Ci ha detto anche che ha intenzione di riproporre
questo lavoro nelle sue classi.
 Poi Lorenza ha chiesto se qualcun’altro oltre a Ingvild avesse intenzione di
fare una presentazione. Ci ho pensato un attimo e... non avevo nessun power
point pronto, ma quale migliore occasione per condividere le mie scoperte
sull’articolo determinativo maltese? In altre situazioni nessuno si sognerebbe
di stare ad ascoltare i miei vaneggiamenti di linguistica comparata, ma in
occasione di una presentazione concordata nell’ambito di una lezione, non mi
possono sfuggire. Così mi sono prenotata per venerdì.
Nel pomeriggio io e Rosa abbiamo preso un autobus verso Popeye Bay. Si tratta di
una magnifica baia in cui nel 1980 è stata girata la commedia musicale “Popeye”
con Robin Williams. Una volta terminato il film, il villaggio che era stato costruito
per fare da set, è stato conservato ed è diventato un’attrazione turistica meta di
molti visitatori. E non si tratta dell’unico film girato a Malta, infatti ho scoperto
che anche altri film di grande successo come Il gladiatore e Troy sono stati girati
qui. Il villaggio di Popeye è davvero molto suggestivo, ma noi l’abbiamo ammirato
solo in lontananza e abbiamo preferito fare un giro alla ricerca di un bel posto
dove fare il bagno.
 Nel tragitto ci siamo imbattute nelle tipiche barche dei pescatori maltesi,
coloratissime e con un occhio disegnato sulla prua.
 Poi finalmente sono riuscita a fare un bagno davvero favoloso, in una
insenatura fra alte rocce, guardando il sole che si tuffava nel mare. Abbiamo
fatto appena in tempo ad uscire dall’acqua, che la temperatura è calata
rapidamente e il cielo si è riempito di nuvole nere.
11/10/18
 La lezione di oggi mi è piaciuta molto perché ognuna di noi ha illustrato il
sistema scolastico del proprio paese. In particolare ho trovato molto
interessante il contributo di Ana, la collega tedesca, che insegna in una scuola
basata sul metodo Montessori. In Germania questo metodo, che è nato per le
scuole elementari, viene sperimentato nelle scuole superiori, anche se quelle
che lo adottano sono poche. Quindi Ana ci ha spiegato in cosa consiste questo
metodo e come si svolge una lezione tipo. Mi sembra di aver capito che
sostanzialmente sia basato sullo sviluppo delle competenze più che delle
conoscenze e utilizzi in sede di valutazione più che altro dei compiti di realtà.
In definitiva è molto vicino al modello che si vuole provare a sviluppare anche
in Italia.
Dopo la pausa pranzo, Ingvild ha fatto la sua presentazione. Ci ha parlato della
Norvegia, delle sue peculiarità dal punto di vista fisico, politico e anche culturale
e ci ha mostrato delle incredibili immagini dell’aurora boreale.
 Nel pomeriggio siamo andati a Mdina con una gita organizzata dalla scuola.
Mdina è una bella città con un’aria spiccatamente mediterranea. Nonostante
il suo nome sia inequivocabilmente arabo (in arabo medina vuol dire città) di
arabo ha poco e mi ricorda piuttosto le cittadine del Salento o in generale
dell’Italia del sud. In fondo Malta in origine era attaccata alla Sicilia ed è
inevitabile che abbiano molto in comune. Anche oggi infatti i rapporti con la
Sicilia sono molto stretti.
 Nonostante si sia messo a piovere, la visita è stata molto piacevole.
12/10/18
 Oggi a lezione abbiamo fatto un elenco dei possibili comportamenti degli
studenti che possono generare difficoltà in classe e abbiamo proposto le
nostre soluzioni. E’ stato molto divertente perché abbiamo scoperto che i
ragazzi hanno gli stessi comportamenti in tutta Europa e noi insegnanti ci
troviamo a dover fronteggiare problematiche simili ovunque. Questo ci ha
fatto sentire più unite ed ha anche fatto aumentare la consapevolezza del
nostro ruolo.
 Dopo la pausa pranzo, ho fatto la mia presentazione. Non sono riuscita a
scaricare sulla LIM le immagini che avevo preparato, cioè le foto dei cartelli
con i nomi delle vie che volevo usare per esemplificare l’uso dell’articolo,
così li ho scritti direttamente a mano sulla lavagna. Non avevo mai usato la
LIM e in un primo momento ho fatto un po’ di pasticci, ma poi ci ho preso la
mano e sono andata avanti senza intoppi.
 Nella mia presentazione prima di tutto ho spiegato le ragioni della scelta di
questo strano soggetto, poi ho dato qualche informazione generale sulla
lingua maltese, in seguito ho spiegato come si usa l’articolo in questa lingua e
infine ho esposto le affinità fra l’articolo maltese, arabo e italiano. Dalle
facce delle mie colleghe, ho capito che ne avrebbero fatto volentieri a meno,
ma Lorenza mi ha detto che le ho fatto venire voglia di studiare il maltese e
tanto mi basta.
 E alla fine, foto di classe!
La sera, cena con le compagne di classe in un ristorante tipico. Proprio adesso che si era
creato un buon affiatamento, dobbiamo partire. Però ci siamo scambiate i rispettivi
recapiti ed ora tutte abbiamo delle amiche in giro per l’Europa, da coinvolgere nei nostri
progetti scolastici futuri.

Rollo Erasmus KA101

  • 1.
    Erasmus KA1 Malta 30/09/18 –13/10/18 Diario di bordo di Alessandra Rollo Liceo Laura Bassi Bologna (IT)
  • 2.
    30/09/18  E’ domenica,sono circa le 12 e sono arrivata all’aeroporto di Malta. Mi guardo intorno e fra cartelli e foglietti sventolati da chi è venuto a ricevere i passeggeri, nessuno porta scritto il mio nome. 10 minuti abbondanti di agitazione in cui cerco di organizzare strategie alternative, finchè finalmente non arriva una signorina trafelata e frettolosa che mi intercetta, mi consegna una busta e mi affida a un ragazzo tarchiato e poco socievole. Il tipo mi dà un’occhiata di sfuggita mentre continua a parlare con un altro tizio in una starna lingua, il maltese suppongo.
  • 3.
     Lungo lastrada incontriamo tanti cantieri di edifici in costruzione e tanti edifici nuovi di zecca. Si danno un gran da fare qui a Malta! Gli edifici nuovi sono abbastanza simili a quelli di qualunque città nelle sue zone moderne, quelli più datati invece mi ricordano tanto le costruzioni che si possono incontrare in Salento: la stessa pietra, lo stesso stile, insomma, mi sento quasi a casa. Il tipo mi molla davanti a un portone e bye bye. E’ la Astolat house, una delle residenze che la ETI mette a disposizione degli studenti.
  • 4.
     Apro conla chiave che mi ha fornito la signorina trafelata, e ad accogliermi ci sono due simpatiche signore polacche. Fanno di tutto per essere gentili e mettermi a mio agio, ma il fatto è che in due conoscono quattro parole di inglese e io non ne conosco neanche una di polacco, anzi una che però è una brutta parola, da evitare. In maniera rocambolesca e per lo più a gesti, riusciamo a imbastire una conversazione e quindi scopro che vengono da una piccola città nel centro della Polonia,Suwalki,  che si chiamano Iza e Anja, che sono delle insegnanti in un istituto tecnico superiore e che frequenteranno un corso di inglese nella mia stessa scuola.
  • 5.
     L’appartamento incui abitiamo ha un ingresso-sala molto spazioso, con un’angolo cottura ben attrezzato.  Ci sono tre stanze e Ania e Isa ne condividono una. Nella terza stanza c’è un’inquilina momentaneamente assente che ci ha lasciato un bigliettino di benvenuto e saluti
  • 6.
     A questopunto, dopo essermi sistemata nella mia camera, la prima cosa da fare è procurarmi del cibo. Basandomi sulle indicazioni di Isa e Ania, che sono arrivate ieri e quindi hanno già perlustrato la zona, esco alla ricerca di un negozio di alimentari. Sarà perché le indicazioni non erano proprio chiarissime, sarà perché il mio senso dell’orientamento è disastroso o forse perché faccio un po’ di giravolte non richieste attratta dai nomi delle vie che sembrano scritti in arabo ma con caratteri latini, mi perdo.  Un negozio di alimentari lo trovo, ma non so più come tornare a casa. Chiedo alla cassiera se sa indicarmi la via in cui abito, ma non lo sa e gira la domanda a un suo collega che a sua volta fa qualche supposizione, ma non lo sa neanche lui.
  • 7.
     Per fortunauna cliente del negozio si impietosisce e si offre di riaccompagnarmi utilizzando il navigatore che ha in macchina e in questo modo mi fa cambiare l’idea non troppo positiva che mi ero fatta dei maltesi fino a questo momento. Gentilissima!  Comunque per il resto della giornata decido di restare attaccata a Isa e Anja, che l’inglese non lo sapranno, ma hanno un senso dell’orientamento infallibile. Così ci diamo una mano a vicenda: loro mi evitano di perdermi un’altra volta e io faccio loro da interprete quando hanno bisogno di comunicare con i locali. Mi portano a fare shopping per il centro di Saint Julian, una ridente cittadina turistica che attira molti visitatori sia per le sue spiagge, sia per le sue scuole di inglese. A una prima occhiata, non posso non notare che la maggior parte dei bar e ristoranti hanno nomi italiani, che molti negozi vendono prodotti italiani e soprattutto che moltissimi dei commessi sono ragazzi italiani. Insomma, comincio a sentirmi anche un po’ troppo a casa!
  • 8.
    01/10/18  Oggi èil primo giorno di scuola, che bellezza!  Arrivo a scuola stando appiccicata alle mie coinquiline per non perdermi. Da dove abitiamo c’è un tragitto di circa un quarto d’ora a piedi. In quanto pedoni, dobbiamo fare molta attenzione perché le automobili sfrecciano disinvolte e, se è vero che si fermano davanti alle strisce pedonali, ho come l’impressione che di queste strisce non ce ne siano abbastanza, o per lo meno non sono mai in quei punti in cui noi dobbiamo attraversare. Inoltre la guida a destra mi confonde un po’ le idee.
  • 9.
     A scuolaci suddividono per classi. Quando comincia la lezione, mi sento brillante: capisco tutto quello che dice la docente e rispondo con disinvoltura alle sue domande, ma purtroppo è solo perché mi trovo in un livello B1. Alla fine della lezione chiedo di spostarmi in un livello B2 perché questo mi sembra troppo semplice, ma mi rispondono che il B2 non si è formato, ma che se voglio domani posso provare un C1.  Nel pomeriggio faccio un giro con le mie flatmate ed è davvero incredibile come si possa andare d’accordo e divertirsi capendosi pochissimo. Le mia nuove amiche mi hanno raccontato un po’ di come funziona la scuola in Polonia e mi hanno detto che è obbligatoria fino ai 18 anni, che I ragazzi hanno tanto da studiare ma, come tutti I ragazzi del mondo, in genere non ne hanno nessuna voglia.
  • 10.
    02/10/18  Stamattina hoprovato a seguire una lezione del livello C1. In classe eravamo in tre studentesse, le altre due erano docenti di inglese rispettivamente in Polonia e in Germania. La comprensione non è stato un grosso problema, ma per quanto riguarda la produzione scritta e orale mi sono sentita assolutamente inadeguata, troppo lenta, insomma una palla al piede per le altre. Così, dopo il primo intervallo, sono tornata nel mio corso B1. Cercherò di prendere il meglio da queste lezioni.  In classe siamo sette studentesse. Solo Jeraldine, che è francese, non è un’insegnante. Le altre compagne provengono da Polonia, Norvegia e Italia. Sì, ho tre compagne di classe italiane, di Codigoro. Non è il massimo per praticare l’inglese, ma ci proveremo. La collega polacca, Renata, insegna in una scuola elementare, mentre la collega norvegese, Ingvild, insegna e svolge un ruolo organizzativo in una scuola superiore. Le colleghe italiane, Paola, Rosa ed Elena, insegnano in un istituto superiore comprensivo.
  • 11.
     Intanto, nelpomeriggio andiamo a Valletta con un giro organizzato dalla scuola.  L’autobus si ferma nei pressi di una piazza con una grande fontana, Piazza dei Tritoni, e da qui proseguiamo a piedi.
  • 12.
     Il centrodi Valletta è per metà antico e per metà ricostruito di recente. Questo perché la città ha subito gravi danni durante la seconda guerra mondiale ed è stata ricostruita solo negli ultimi anni. Adesso è tutta tirata a lucido perché quest’anno è stata designata Capitale Europea della Cultura, siamo capitati al momento giusto!
  • 13.
     La ristrutturazioneè in parte opera dell’architetto Renzo Piano. In particolare, il palazzo del Parlamento è uno splendido esempio di architettura moderna che si inserisce, cercando di armonizzarsi, in un contesto storico.
  • 14.
     L’edificio ècostruito interamente in pietra maltese, detta limestone per via del suo colore tendente al giallo. La parete esterna ha una originale forma che i maltesi definiscono “a grattugia”. In realtà pare che gli isolani non abbiano immediatamente apprezzato quest’opera, considerata eccessivamente moderna e anche troppo costosa, ma col tempo ci si stanno abituando e cominciano a sentirla familiare.
  • 15.
     Addentrandoci nellevie del centro, vediamo susseguirsi delle bellissime verande in legno che si rivelano essere un aspetto tipico dell’architettura maltese.
  • 16.
     Dopo lavisita ad un parco con vista sul porto
  • 17.
     …andiamo adassistere alla proiezione di un film sulla storia di Malta che finalmente mi chiarisce esattamente chi erano i Cavalieri di Malta. La storia che ci hanno raccontato è la seguente.
  • 18.
     Originariamente sitrattava di un ordine religioso con la missione di assistere gli infermi, ma in seguito alla prima crociata si è trasformato in ordine cavalleresco e poi, dopo la perdita dei territori cristiani in Terra Santa, si è stanziato nell’isola di Rodi. Da quella posizione, i Cavalieri di Malta assalivano le navi mercantili del sultano Solimano il Magnifico il quale nel 1522, stanco di queste incursioni, li assedia e li sconfigge. Ai pochi superstiti il Sultano fa salva la vita dietro la promessa di desistere dall’assalire le sue navi, ma una volta stabilitisi a Malta per concessione del re di Spagna, i cavalieri ricominciano la loro attività di pirateria. Quindi non stupisce che il sultano Solimano il Magnifico decida di attaccarli anche a Malta. Quello che invece è sbalorditivo è che questo pugno di cavalieri, dopo un lungo e sanguinoso assedio, sia riuscito a sconfiggere il sultano! Insomma, ascoltando questa storia viene proprio da pensare: ma poveri turchi!
  • 19.
     Continuiamo ilgiro per la città e mi accorgo che quasi tutto quello che vedo scritto in giro è in inglese. In effetti Malta è stata una colonia inglese per circa un secolo e ha raggiunto la piena indipendenza solo negli anni settanta del secolo scorso, per questo è così impregnata di cultura inglese. Però anche il maltese ogni tanto fa capolino e io lo trovo sempre più intrigante col suo vestito latino su un impianto inequivocabilmente arabo.
  • 20.
    03/10/18  Quando aMalta piove, piove davvero!  Stamattina, nonostante ombrello e giacca impermeabile col cappuccio, nel tragitto fra casa e scuola mi sono bagnata fino alle ossa. E’ stata una di quelle cose che è diventato usuale chiamare “bomba d’acqua”. Poi Saint Julian è tutta in pendio e quindi l’acqua scrosciava come fosse una cascata e in alcuni punti mi arrivava sopra le ginocchia! Non potevo restare così bagnata fino alla fine delle lezioni, allora sono entrata in un negozio che sta di fronte alla scuola e mi sono rifatta il guardaroba: pantaloni, camicia e scarpe di gomma. Solo quando sono tornata a casa mi sono accorta che era tutto made in Italy.
  • 21.
     La lezioneoggi è terminata prima del solito, alle 12.30, e all’uscita non ho trovato le mie flatmate polacche. Ho avuto un attimo di panico perché io per andare e venire da scuola seguo loro e non ho mai fatto caso al percorso, ma poi mi sono detta che era il momento di diventare autonoma, quindi sono andata a pranzo con Ingvild e Paola in un ristorante, guarda caso, italiano e poi shopping.  Mentre gironzolavamo per negozi, abbiamo scoperto una bella spiaggia proprio lì, a due passi dalla scuola. Ci siamo bagnate I piedi perché ormai era venuto fuori uno splendido sole e la gente faceva il bagno, e ci siamo ripromesse di tornare domani con I costumi da bagno. Riuscirò a fare una bella nuotata?  Intanto sono riuscita a trovare la strada di casa, che non era così scontato, e quando sono arrivata, oltre alle flatmate polacche, ne ho trovata un’altra brasiliana, anche lei con un bagaglio di inglese molto esiguo, quindi siamo andate avanti a gesti. Abbiamo passato la serata ad ascoltare musica dei rispettivi paesi, molte canzoni, molte risate.
  • 22.
    04/10/18  Le lezioniprocedono serenamente. La nostra insegnante è una simpatica signora maltese molto coinvolgente, Theresa. Ci ha dato delle buone dritte su dei siti online per approfondire il nostro studio individualmente, ad esempio il sito didattico della BBC oppure uno che utilizza i testi di brani musicali per sviluppare l’abilità di ascolto.  Theresa ci ha spiegato che a Malta l’inglese viene studiato a scuola fin dalle elementari come seconda lingua, inoltre ci ha detto che molti conoscono bene l’italiano visto che la Sicilia è a due passi, ma anche perché nelle lunghe e uggiose serate invernali tutti guardano i programmi italiani in televisione. Insomma, una situazione di plurilinguismo in piena regola, anche se il maltese resta la lingua ufficiale.
  • 23.
     Il tempocontinua a non essere un gran che, ma nel pomeriggio c’era uno spiraglio di sole, per cui con Rosa e Paola abbiamo deciso di andare al mare. Abbiamo preso un autobus e dopo circa mezz’ora siamo scese a Riviera Bay.
  • 24.
     Il postoè veramente splendido, un panorama mozzafiato.
  • 25.
     Ci siamoinerpicate lungo un sentiero che portava in cima alla scogliera e dall’alto la vista era ancora più mozzafiato, mancava solo il sole.
  • 26.
     Così neancheoggi ho fatto il bagno, ma questa passeggiata fra vegetazione mediterranea, anfratti, grotte e improvvisi spiragli di mare, mi ha aperto il cuore.
  • 27.
    05/10/18  Oggi dopola lezione sono tornata a Valletta con Elena, Paola e Ingvild. Per fortuna c’era Ingvild che ci ha impedito di parlare in Italiano, o di parlare solo in italiano.  Siamo tornate a Valletta perché la volta scorsa non eravamo andate a visitare la cattedrale di San Giovanni Battista, patrono dei cavalieri ospitalieri, e non possiamo certo andare via senza vederla. Tutti dicono che sia bellissima.
  • 28.
     In effettiè bellissima.
  • 29.
     Un impiantoimponente con tre navate decorate in uno stile barocco ricchissimo. Le navate laterali sono suddivise in dieci cappelle, otto delle quali dedicate alle varie nazionalità che componevano l’ordine.
  • 30.
     Otto infattiè anche il numero delle punte della famosa croce di Malta, che rappresentano appunto le varie nazionalità e lingue. Mi soffermo a pensare che mi piace molto questa convivenza di culture diverse, che potrebbe essere letta come un esempio ben riuscito, in tempi non sospetti, di multiculturalismo. Ma poi ci penso meglio e mi viene in mente che la compattezza dei cavalieri in realtà derivava da un fine comune superiore legato alla religione e da una risposta coesa a nemici esterni, elementi che si traducevano in attacchi e resistenza armata, cioè guerra. Così la mia formazione pacifista e la mia avversione per l’uso politico della religione prevalgono e mi impediscono di entusiasmarmi per la storia così peculiare di quest’ordine. Ciò non toglie che l’attuale situazione di plurilinguismo possa essere in parte ascritta a queste vicende.
  • 31.
     Per finireil giro della cattedrale, siamo andate ad ammirare le due opere di Caravaggio presenti nell’edificio. Devo dire che, senza nulla togliere a Mattia Preti e agli altri artisti i cui lavori decorano la chiesa, l’emozione che comunica un Caravaggio è tutta un’altra cosa.
  • 32.
     E dopoquest’emozione, possiamo dedicarci alla caccia ai souvenir. C’è proprio di tutto, qualunque oggetto con il logo di Malta, ma quello che mi è sembrato veramente rappresentativo dell’isola sono i gioielli in argento: le croci in tutte le salse e soprattutto la filigrana, leggera come una spuma di mare.  Prima di tornare a Saint Julian, ci siamo concesse un gelato e la gelateria era, guarda caso, italiana. La ragazza che ci ha servite non ha perso tempo e ci si è rivolta direttamente in italiano...
  • 33.
    06/10/18  Gita aGozo organizzata dalla scuola. Arriviamo a Valletta in autobus e da lì prendiamo il traghetto. Una volta a Gozo, saliamo su un altro autobus che ci fa fare un giro panoramico e si ferma nei punti più suggestivi per lasciarci scattare qualche foto. Non più di dieci minuti e si riparte. Il mare lo vediamo solo da lontano. La guida ci dice che a fine giro, ci porterà su una spiaggia. Alcune bellissime chiese le vediamo solo da lontano.
  • 34.
     Tutto dicorsa, più che un giro turistico sembra una marcia forzata. L’unica tappa che facciamo con tutta calma, è in un bazar dove vendono prodotti locali. Carini, sì. Abbiamo visto anche un’artigiana mentre lavorava i gioielli in filigrana.
  • 35.
     In effettia fine giro ci portano su una spiaggia, credo l’unica brutta in tutta l’isola, ma comoda per l’autobus. Ci sediamo in un bar e prendiamo un caffè: qui non c’è niente da vedere.  Al ritorno è un delirio. Il traghetto è assalito da una marea umana. Il gruppo si disperde, la guida si inalbera, quelli che stanno in fila ci impediscono di ricongiungerci agli altri, tutti litigano. Dopo momenti concitati, riusciamo a guadagnare il traghetto, poi l’autobus e finalmente a casa. Insomma, Gozo meritava di più. E’ veramente bella, dei posti incantevoli, natura selvaggia e incontaminata. Mi è sembrato di scorgerci il volto più vero di Malta. Se mai dovessi tornare qua per una vacanza, verrei a Gozo che sembra così lontana dalla movida caotica di Saint Julian, il posto ideale per rilassarsi.  Comunque tornata a casa mi sono resa conto del perché di tanta calca sul traghetto: oggi c’è la Notte Bianca a Valletta, notte di musica, balli e spettacoli per le vie di tutta la città. Ma io ne ho avuto abbastanza di caos per oggi, e poi domani ho deciso di fare un giro in barca per godermi il mare più da vicino.
  • 36.
    07/10/18  E’ domenicae abbiamo tutta la giornata libera. La scelta è caduta su un bel vascello, il Fernadez, per una crociera a Gozo, Comino e Laguna Blu. In realtà non ho scelto io, ma mi sono accodata ad una signora che avevo conosciuto il giorno precedente e che come me voleva trascorrere una giornata al mare. Il vascello si riempie come un uovo e partiamo con l’altoparlante che spara musica da spiaggia a tutto volume.
  • 37.
     Il panoramaè sicuramente bello, ma abbiamo fatto solo due soste. La prima è stata per fare il bagno al largo. Finalmente faccio il bagno! L’acqua è bellissima, profonda e pulitissima. Non più di un quarto d’ora e poi via, verso la Laguna Blu dove saliamo su un barcone più piccolo e facciamo il giro delle grotte.
  • 38.
     Ecco, questoavrei voluto fare per tutto il giorno, invece torniamo sul vascello e praticamente fra un’onda e l’altra la giornata è finita.
  • 39.
     Torno acasa un po’ insoddisfatta, al mare devo tornarci per conto mio e con i miei tempi. Però un po’ di sole l’ho preso e questo mi fa molto piacere, a Bologna non capita tutti i giorni di abbronzarsi ad ottobre.
  • 40.
    08/10/18  Oggi cominciala seconda settimana del corso di inglese. Alcuni studenti vanno via, altri arrivano, quindi le classi si modificano un po’. Da noi è andata via Jeraldine ed è arrivata Ana, dalla Germania. Ma soprattutto è cambiata la nostra insegnante. E’ arrivata Lorenza, che è inglese.  Ci ha chiesto se durante la settimana volessimo fare una presentazione su un argomento a nostra scelta e ci ha fornito un esempio di presentazione ed un frasario con tutte le espressioni che potrebbero essere utili allo scopo. Renata e Ingvild hanno subito aderito alla proposta.  Questa prima lezione l’ho trovata facile, sono argomenti di grammatica che ho già studiato, ma la situazione non è cambiata: non esiste un livello B2. Mi sento un po’ incastrata e l’ho detto a Lorenza. Lei mi ha assicurato che le prossime lezioni saranno più focalizzate sulla conversazione e poi mi ha consigliato di cogliere tutte le opportunità che la situazione può offrire, come per esempio impegnarmi a preparare una presentazione nel miglior modo possibile. In effetti anche io chiedo sempre ai miei studenti di fare brevi presentazioni degli argomenti studiati, perché ritengo che siano anche più utili delle classiche interrogazioni. Ci penserò.
  • 41.
     Uscita dascuola, sono andata con Iza a “The fish lounge”, un posto in cui dei branchi di pesciolini ti fanno il pedicure, cioè mangiano la pelle morta dei piedi immersi in una vasca. Un lieve solletico frizzante, un’esperienza da fare, simpaticissima. 
  • 42.
    09/10/18  La secondalezione con Lorenza in effetti è molto più interessante, interattiva e fruibile a più livelli. Sento che sto imparando qualcosa.  Quello che però proprio non capisco, è la sufficienza con cui tutti in questa scuola si approcciano alla lingua maltese. Sembra che nessuno ne sappia niente e che non interessi a nessuno. Mi rendo conto che siamo in una scuola di inglese, ma una cosa non esclude l’altra.  Chiedo a Lorenza dove potrei trovare una grammatica di maltese e lei resta sbalordita, ma mi indica una libreria ben fornita a Sliema dove hanno tutto, e quindi probabilmente anche una grammatica di maltese.
  • 43.
     Sliema èuna zona a qualche chilometro dalla scuola, circa venti minuti a piedi. Finita la lezione, mi incammino seguendo le indicazioni di Lorenza. Il tragitto che devo percorrere costeggia il mare. Si susseguono spiagge con stabilimenti balneari e poi lunghi tratti di costa con degli scogli piatti e lisci che degradano nel mare. Sono circa le quindici e c’è tanta gente che prende il sole e si bagna. Che bello vivere in un posto dove si può uscire di casa, attraversare la strada e tuffarsi in mare da maggio ad ottobre! L’inverno sarà anche triste, come dice Theresa, ma dura così poco... Dopo un po’ di giri, trovo la libreria e compro un paio di libri che trattano i rudimenti della lingua maltese. Intendiamoci, non ho intenzione di imparare il maltese, ma lo trovo così interessante! Si tratta di un dialetto arabo, scritto in caratteri latini, infarcito di lessico italiano e inglese. Praticamente la mia lingua ideale visto che ho studiato a lungo l’arabo, sono italiana e adesso voglio mettere a punto l’inglese.
  • 44.
     Sfoglio ilibri, che mi confermano le mie supposizioni. Sì, l’articolo determinativo in maltese si comporta esattamente come in arabo: la seconda lettera da cui è composto varia in base alla prima lettera della parola che lo segue. Inoltre, come l’articolo determinativo italiano, perde la sua seconda lettera davanti a una vocale o a una consonante muta. Pensa un po’ che intreccio!
  • 45.
    10/10/18  Stamattina Renataha fatto la sua presentazione. Ci ha parlato della Polonia in generale, dei suoi piatti tipici e delle principali attrazioni turistiche. Aveva preparato la presentazione in power point già prima di partire per Malta, accidenti che organizzazione. Ci ha fatto vedere tante belle immagini e ce le ha illustrate brevemente. Ci ha detto anche che ha intenzione di riproporre questo lavoro nelle sue classi.
  • 46.
     Poi Lorenzaha chiesto se qualcun’altro oltre a Ingvild avesse intenzione di fare una presentazione. Ci ho pensato un attimo e... non avevo nessun power point pronto, ma quale migliore occasione per condividere le mie scoperte sull’articolo determinativo maltese? In altre situazioni nessuno si sognerebbe di stare ad ascoltare i miei vaneggiamenti di linguistica comparata, ma in occasione di una presentazione concordata nell’ambito di una lezione, non mi possono sfuggire. Così mi sono prenotata per venerdì.
  • 47.
    Nel pomeriggio ioe Rosa abbiamo preso un autobus verso Popeye Bay. Si tratta di una magnifica baia in cui nel 1980 è stata girata la commedia musicale “Popeye” con Robin Williams. Una volta terminato il film, il villaggio che era stato costruito per fare da set, è stato conservato ed è diventato un’attrazione turistica meta di molti visitatori. E non si tratta dell’unico film girato a Malta, infatti ho scoperto che anche altri film di grande successo come Il gladiatore e Troy sono stati girati qui. Il villaggio di Popeye è davvero molto suggestivo, ma noi l’abbiamo ammirato solo in lontananza e abbiamo preferito fare un giro alla ricerca di un bel posto dove fare il bagno.
  • 48.
     Nel tragittoci siamo imbattute nelle tipiche barche dei pescatori maltesi, coloratissime e con un occhio disegnato sulla prua.
  • 49.
     Poi finalmentesono riuscita a fare un bagno davvero favoloso, in una insenatura fra alte rocce, guardando il sole che si tuffava nel mare. Abbiamo fatto appena in tempo ad uscire dall’acqua, che la temperatura è calata rapidamente e il cielo si è riempito di nuvole nere.
  • 50.
    11/10/18  La lezionedi oggi mi è piaciuta molto perché ognuna di noi ha illustrato il sistema scolastico del proprio paese. In particolare ho trovato molto interessante il contributo di Ana, la collega tedesca, che insegna in una scuola basata sul metodo Montessori. In Germania questo metodo, che è nato per le scuole elementari, viene sperimentato nelle scuole superiori, anche se quelle che lo adottano sono poche. Quindi Ana ci ha spiegato in cosa consiste questo metodo e come si svolge una lezione tipo. Mi sembra di aver capito che sostanzialmente sia basato sullo sviluppo delle competenze più che delle conoscenze e utilizzi in sede di valutazione più che altro dei compiti di realtà. In definitiva è molto vicino al modello che si vuole provare a sviluppare anche in Italia.
  • 51.
    Dopo la pausapranzo, Ingvild ha fatto la sua presentazione. Ci ha parlato della Norvegia, delle sue peculiarità dal punto di vista fisico, politico e anche culturale e ci ha mostrato delle incredibili immagini dell’aurora boreale.
  • 52.
     Nel pomeriggiosiamo andati a Mdina con una gita organizzata dalla scuola. Mdina è una bella città con un’aria spiccatamente mediterranea. Nonostante il suo nome sia inequivocabilmente arabo (in arabo medina vuol dire città) di arabo ha poco e mi ricorda piuttosto le cittadine del Salento o in generale dell’Italia del sud. In fondo Malta in origine era attaccata alla Sicilia ed è inevitabile che abbiano molto in comune. Anche oggi infatti i rapporti con la Sicilia sono molto stretti.  Nonostante si sia messo a piovere, la visita è stata molto piacevole.
  • 53.
    12/10/18  Oggi alezione abbiamo fatto un elenco dei possibili comportamenti degli studenti che possono generare difficoltà in classe e abbiamo proposto le nostre soluzioni. E’ stato molto divertente perché abbiamo scoperto che i ragazzi hanno gli stessi comportamenti in tutta Europa e noi insegnanti ci troviamo a dover fronteggiare problematiche simili ovunque. Questo ci ha fatto sentire più unite ed ha anche fatto aumentare la consapevolezza del nostro ruolo.
  • 54.
     Dopo lapausa pranzo, ho fatto la mia presentazione. Non sono riuscita a scaricare sulla LIM le immagini che avevo preparato, cioè le foto dei cartelli con i nomi delle vie che volevo usare per esemplificare l’uso dell’articolo, così li ho scritti direttamente a mano sulla lavagna. Non avevo mai usato la LIM e in un primo momento ho fatto un po’ di pasticci, ma poi ci ho preso la mano e sono andata avanti senza intoppi.
  • 55.
     Nella miapresentazione prima di tutto ho spiegato le ragioni della scelta di questo strano soggetto, poi ho dato qualche informazione generale sulla lingua maltese, in seguito ho spiegato come si usa l’articolo in questa lingua e infine ho esposto le affinità fra l’articolo maltese, arabo e italiano. Dalle facce delle mie colleghe, ho capito che ne avrebbero fatto volentieri a meno, ma Lorenza mi ha detto che le ho fatto venire voglia di studiare il maltese e tanto mi basta.  E alla fine, foto di classe!
  • 56.
    La sera, cenacon le compagne di classe in un ristorante tipico. Proprio adesso che si era creato un buon affiatamento, dobbiamo partire. Però ci siamo scambiate i rispettivi recapiti ed ora tutte abbiamo delle amiche in giro per l’Europa, da coinvolgere nei nostri progetti scolastici futuri.