RISCHI   CONNESSI CON L’UTILIZZO DEGLI  IMPIANTI   DOMESTICI  PER LA PRODUZIONE  DI  CALORE
Gli incidenti domestici “ Gli incidenti domestici hanno assunto dimensioni più che allarmanti non solo nel nostro Paese ma a livello sovranazionale. Questa tipologia di eventi, che non risparmia nessuna fascia d'età,  rappresenta nei Paesi sviluppati la prima causa di morte per i bambini, anche se il gruppo in assoluto più colpito è quello delle casalinghe  (dato OMS). E’ pertanto necessario sviluppare politiche di prevenzione, attraverso la diffusione di linee guida e l'effettuazione di campagne di informazione e di educazione alla sicurezza, volte a ridurre l'incidenza degli infortuni in ambito domestico” (fonte:www.ministerosalute.it/promozione/inc_domestici/incidenti_domestici.jsp)
Statistiche sugli incidenti domestici Gli incidenti domestici in Italia sono più di 3.500.000 l’anno (il doppio di quelli stradali, 4 volte quelli sul lavoro) con un incremento del 20% nell’ultimo decennio  Le persone infortunate sono 2.500.000, circa 8.000 perdono la vita. La tendenza è in aumento: l’ISPSEL (Istituto Superiore per la Previdenza e la Sicurezza sul Lavoro) stima un aumento degli incidenti domestici a 4.500.000 l’anno.  (fonte: ISTAT e ISPSEL)
I colpiti Il fenomeno riguarda soprattutto le persone che trascorrono più tempo in casa:  le donne più degli uomini,  gli anziani,  i bambini (circa 68.000)  (fonte: ISTAT)
Il rischio Probabilità che accada un evento dannoso con conseguenze indesiderate per persone, animali, cose e ambiente Il numero di incidenti domestici testimonia la scarsa percezione del rischio L’abitudine, la mancata esperienza, la scarsa conoscenza inducono ad assumere comportamenti non sicuri (sicurezza come reciproco del rischio) Il rischio zero non esiste!    Si deve ridurre il rischi a limiti accettabili
La valutazione del rischio Per superare i limiti della percezione del rischio di deve passare alla loro valutazione individuare il pericolo valutate il rischio connesso (frequenza ed entità del danno) confrontarlo con altre situazioni alternative adottare le misure per ridurlo
Come difendersi l’informazione e la prevenzione; la repressione dei comportamenti originati da terzi, quali truffe, frodi e contraffazioni;  la standardizzazione di norme di sicurezza relative alla produzione, alla vendita ed all'installazione di impianti, apparecchiature ed oggetti. ( fonte: Presidenza del Consiglio dei Ministri e  www.casasicura.info )
In casa, fare attenzione a la sicurezza degli impianti domestici,  la sicurezza degli apparecchi domestici,  lo spazio domestico per i bambini e  la sicurezza alimentare
In particolare cercheremo di individuare i pericoli connessi alla presenza di  impianti domestici  per la  produzione di calore   individuare ed adottare soluzioni in grado di ridurli
La produzione di calore  Si basa sul principio generale  della combustione (combustibile + comburente + innesco) dello scambio del calore generato (con l’ambiente e/o con l’acqua o altro fluido) dello smaltimento dei prodotti della combustione (fumi)
I pericoli negli impianti termici possono derivare .. in termini generali  dalle caratteristiche del processo di combustione, dalla natura dei suoi ‘ingredienti’ (combustibili, aria, innesco) e dei suoi ‘prodotti’ (fumi) in termini più specifici  dalle caratteristiche costruttive (nuova installazione, trasformazione, ampliamento, manutenzione straordinaria, sostituzione di apparecchi, ecc.)  dalla loro manutenzione dal loro esercizio
La combustione Combustibile  (liquido, solido, gassoso) +  comburente  (ossigeno dell’aria) +  innesco (fonte di calore) Può essere controllata (es. in caldaia) incontrollata (es. incendio)
Caratteristiche fisico-chimiche dei gas combustibili domestici In ambiente non perturbato  (1) il metano tende a spostarsi in alto (2) il GPL tende a depositarsi in basso 2,00 (2) (0,6 in fase liquida a 15 °C) 0,55 (1) Densità in fase gassosa (kg/m 3  a 15 °C e 1 bar) 23.000 23 400 1,9 – 9,5 GPL 9.020 9,5 595 5-15 Metano Potere calorifico  (kcal/m 3 ) Quantità aria per combustione   (m 3  per m 3  di gas) T° accensione  (°C) Campo infiammabilità  (%)
I prodotti della combustione ossidazione/combustione   CH 4  + 2O 2     CO 2  + 2H 2 O (   fotosintesi e riduzione) Metano e ossigeno    anidride carbonica e acqua In realtà,  quale prodotto intermedio,  in carenza di ossigeno,  in presenza di alte temperature È PRESENTE ANCHE  MONOSSIDO DI CARBONIO (CO)!
L’impianto di produzione di calore (termico) E’ composto in generale da Sistema di deposito o fornitura del combustibile Impianto di generazione del calore Sistema di ventilazione / aerazione Impianto di distribuzione del calore Sistema di emissione del calore e corpi scaldanti Sistema di regolazione della potenza termica Camino o condotto da fumo  (Fonte: 2002, Roberto Socal e Laurent Socal - La manutenzione migliorativa degli impianti termici - Servizio Energia della PAT)
La tutela dei cittadini nell’uso di apparecchi ed impianti termici Lo Stato la esercita attraverso un impianto legislativo che  impone l’obiettivo/obbligo di realizzare impianti sicuri  e di effettuare un’adeguata manutenzione . Le prescrizioni di legge possono  comprendere contenuti tecnici ( regole tecniche   obbligatorie ) e/o considerare la presunzione che gli impianti siano “ eseguiti secondo le regole della buona tecnica ai fini della sicurezza ”. In questo si considerano generalmente soddisfacenti di come di può fare bene le  norme UNI , redatte su base volontaria da comitati di esperti del settore.  Dette norme però possono risultare in casi particolari non completamente esaurienti l’obbligo della realizzazione a regola d’arte
Le leggi, le regole e le norme tecniche  Le leggi e le regole sono obbligatorie Le norme tecniche sono complementari a leggi e regole tecniche e vanno osservate in subordine Esistono possibilità di conflitto tra regole e norme tecniche derivanti dalla diversa possibilità di rapidità adeguamento
Gli aspetti soggetti alle leggi Sicurezza Rispetto dell’ambiente Risparmio energetico
Garantisci sicurezza alla tua casa Soltanto un impianto realizzato, controllato e manutenuto da parte di personale abilitato e specializzato  è sicuro .  Non possono quindi essere operazioni improvvisate svolte autonomamente o ricorrendo a persone non abilitate. La corretta realizzazione dell’impianto termico e il suo regolare controllo ne ottimizzano il funzionamento minimizzando la possibilità di incidenti e di immissione di scarichi pericolosi all'interno dell'ambiente domestico
Risparmi denaro La caldaia è come la tua automobile. Le verifiche periodiche effettuate da personale specializzato la rendono affidabile ed efficiente garantendo migliori prestazioni e minori consumi di combustibile. Questo significa risparmiare in maniera significativa sui costi di riscaldamento
Aiuti l'ambiente Ogni caldaia per funzionare ha bisogno di scaricare i fumi della combustione nell'ambiente esterno. Oltre ad altre sostanze inquinanti questi fumi contengono anidride carbonica, uno dei principali responsabili dell'effetto serra. Ridurre i consumi attraverso la corretta manutenzione della caldaia permette di bruciare meno combustibile (risorse naturali) e diminuire l'immissione in atmosfera dei fumi di scarico
La legge 5 marzo 1990 n°46 (1) La Legge 46/90 ed i relativi Regolamenti di Attuazione (DPR 447/1991, DPR 392/94 e DPR 218/98), rappresentano il vero momento di svolta, in campo nazionale, in tema di sicurezza degli impianti tecnici civili  Tratta dell’installazione, trasformazione, ampliamento e manutenzione degli impianti tecnici civili
La legge 5 marzo 1990 n°46 (2) Per garantire la sicurezza degli impianti , oltre a ribadire la prescrizione generale già introdotta dalla 1083/71 di eseguire gli impianti secondo la regola dell’arte, nel rispetto delle norme tecniche di sicurezza UNI obbliga   il committente o il proprietario ad affidare i lavori di installazione, trasformazione, ampliamento e manutenzione degli impianti, ad  imprese abilitate in possesso dei requisiti tecnico - professionali   l’impresa installatrice a rilasciare a fine lavori  dichiarazione di conformità  che identifica committente ed esecutore, tipologia di lavoro eseguito, norme seguite e gli allegati obbligatori  (progetto o schema di impianto + relazione con tiplogia dei materiali installati + riferimento a dichiarazioni di conformità preesistenti o parziali + copia del certificato di riconoscimento dei requisiti tecnico professionali dell’installatore)
La legge 9 gennaio 1991, n. 10  In accordo con la politica energetica comunitaria, è rivolta a migliorare i processi di trasformazione, a ridurre i consumi, a migliorare le condizioni di compatibilità ambientale e di qualità della vita. La legge, anche attraverso i decreti attuativi (DPR 412/93 e DPR 551/99), considera alcuni aspetti relativi alla sicurezza.
Per la legge e per la vostra sicurezza quindi … Quando fate realizzare, revisionare o riparare i vostri impianti dovete rivolgervi, come prevede la Legge 46 del 1990, ad imprese regolarmente iscritte nel Registro delle ditte della Camera di Commercio o nell'Albo delle Imprese artigiane, e che abbiano i requisiti tecnico professionali necessari.  Richiedete, a chi ha eseguito i lavori nel vostro appartamento, la Dichiarazione di conformità alle norme, regolarmente compilata e sottoscritta dal titolare dell'impresa: è un vostro diritto e rappresenta una garanzia Il ‘fai da te è assolutamente vietato!
Controllate, quando acquistate un apparecchio o un accessorio gas, che abbia il marchio  CE  in osservanza della DIR. 90/396/CE (attuata con DPR 661/96) Verificare presso un installatore qualificato che gli apparecchi siano idonei a funzionare senza inconvenienti nel posto dove li avete destinati e con il tipo di gas a disposizione Non modificate gli apparecchi e gli impianti, i dispositivi di sicurezza, di controllo e regolazione. I soli autorizzati sono le case costruttrici e gli impiantisti abilitati. Fate eseguire la manutenzione degli apparecchi conformemente alle disposizioni e norme vigenti  Nel caso di impianti a gas
I requisiti della sicurezza (1) Ventilazione: i locali dove sono installati gli apparecchi di utilizzazione devono essere adeguatamente ventilati al fine di fare affluire l’aria necessaria per la combustione (comburente) Aerazione: i locali dove sono installati apparecchi che scaricano nell’ambiente i fumi prodotti della combustione devono essere adeguatamente aerati per garantire il ricambio d’aria
Evacuazione dei prodotti della combustione all’esterno dei locali di installazione, raccordati a sistemi di scarico (canne fumarie, camini, ecc. di sicura efficienza) Dispositivi di sicurezza della fiamma devono essere presenti ed efficienti su tutti gli apparecchi (esclusi i piani di cottura) Tenuta degli impianti di adduzione del gas Rivelatori di gas (non obbligatori ma molto utili) I requisiti della sicurezza (2)
I requisiti della sicurezza (3) Buone abitudini Chiudere le valvole delle tubazioni di alimentazione del gas quando non si utilizzano gli apparecchi Non aprire il rubinetto del gas di un apparecchio prima di avere acceso il fiammifero Non lasciare pentole troppo piene sul fuoco e/o incustodite Far sottoporre gli apparecchi a regolare manutenzione secondo quanto previsto dal costruttore nel libretto di istruzioni da parte di tecnico abilitato
Tipi di apparecchi (1) Apparecchi di tipo ‘ A ’:  il prelievo dell’aria necessaria alla combustione (comburente)  e   l’evacuazione dei prodotti della combustione  avvengono nel locale dove sono installati Non hanno collegamento a canna fumaria o ad altro dispositivo di evacuazione dei prodotti della combustione fuori del locale dove l’apparecchio è installato .
Tipi di apparecchi (2) Apparecchi di tipo ‘ B ’ (a camera di combustione aperta):  il prelievo  dell’aria necessaria alla combustione (comburente)  avviene nel locale dove sono installati   l’evacuazione  dei prodotti della combustione avviene  all’esterno del locale dove sono installati Sono collegati a canna fumaria o ad altro dispositivo di evacuazione dei prodotti della combustione fuori del locale dove l’apparecchio è installato.
Tipi di apparecchi (3) Apparecchi di tipo ‘ C ’ (stagni):  con circuito di combustione ‘a tenuta’ rispetto al locale dove sono installati il prelievo dell’aria necessaria alla combustione (comburente)  e   l’evacuazione dei prodotti della combustione  avvengono all’esterno del locale dove sono installati Utilizzano appositi condotti di ‘adduzione aria – espulsione fumi’ .
Tipi di apparecchi (4) Apparecchi di utilizzazione (di cottura) devono sempre evacuare i prodotti della combustione in atmosfera esterna mediante cappe che devono essere collegate a canne fumarie collettive ramificate ad uso esclusivo delle cappe, oppure  direttamente all’esterno in caso di impossibilità, purché siano rispettate le prescrizioni inerenti la ventilazione, è consentito l’uso di elettroventilatore installato sulla finestra o su parete affacciata all’esterno che entri in funzione contemporaneamente all’apparecchio di cottura Le cappe filtranti non sono idonee allo scopo!
Limitazioni di installazione per apparecchi di tipo ‘A’ Non possono  in ogni caso essere installati in ambienti ad uso camera da letto, bagno e doccia e di cubatura inferiore a 12 m 3 Gli ambienti dove è possibile l’installazione  devono avere   due aperture  fisse verso l’esterno, minimo 100 cm 2  ciascuna una posta in basso per la ventilazione  l’altra posta in altro per lo scarico dei prodotti della combustione Per gli apparecchi di tipo ‘A as ’ vi sono ulteriori limitazioni in base alla portata termica
Limitazioni di installazione per apparecchi di tipo ‘B bs ’ (1) Gli apparecchi muniti di tubo di evacuazione e di dispositivo per il controllo del corretto scarico di prodotti della combustione utilizzati  per la produzione di acqua sanitaria Non possono  in ogni caso essere installati in ambienti ad uso camera da letto Possono  essere installati in ambienti ad uso bagno o doccia purché Il volume del locale sia almeno 1,5 m 3  x  n kW di portata termica  Il volume del locale sia non minore di 20 m 3
Limitazioni di installazione per apparecchi di tipo ‘B bs ’ (2) Gli apparecchi utilizzati per il riscaldamento ambienti e combinati (+ produzione di acqua sanitaria) non   possono  in ogni caso essere installati in ambienti ad uso camera da letto, bagno o doccia
Limitazioni di installazione per apparecchi di tipo ‘B bs ’ (3) Gli apparecchi utilizzati  non   possono  in ogni caso essere installati nei locali dove siano presenti camini aperti (caminetti) senza afflusso di aria propria I locali di installazione, quando consentita,  in tutti i casi devono essere permanentemente ventilati con aperture di ventilazione  pari a 6 cm 2  x  n kW installato, con un minimo di 100 cm 2
Limitazioni di installazione per apparecchi di tipo‘C’ Non avendo necessità di prelevare l’aria dal locale, essendo stagni ed evacuando i prodotti della combustione all’esterno del locale di installazione  non necessitano   di aperture permanenti di ventilazione   Ricordare però che l’adduzione del gas arriva fin nel locale di installazione
Altre norme di installazione per l’adduzione del gas Le tubazioni dell’impianto interno del gas possono essere di acciaio, rame, polietilene (solo interrate) Possono essere a vista, sotto traccia, interrate Nella posa evitare l’utilizzo di gesso o materiali analoghi Non possono essere utilizzate per la messa a terra di apparecchi elettrici o in modo improprio Le tubazioni in traccia devono essere opportunamente posate e segnalate
Il collegamento degli apparecchi all’impianto Gli apparecchi fissi e quelli ad incasso devono essere collegati all’impianto con tubo rigido o  flessibile di acciaio a parete continua con estremità filettate Gli apparecchi mobili, non da incasso, possono essere collegati all’impianto con tubo speciale flessibile in gomma marchiato
I tubi flessibili non metallici  possono essere messi in opera in punti dove non siano esposti a temperatura superiori a 50 °C di lunghezza    a 150 cm fissati ai portagomma con fascette di sicurezza senza essere soggetti a sforzi di trazione o torsione senza presentare strozzature  facilmente ispezionabili lungo tutto il percorso senza venire a contatto con corpi che li possano lesionare senza raccordare più tubi flessibili Se qualcuna delle regole non può essere rispettata si deve ricorrere ai tubi flessibili metallici, i quali, a massima estensione, non possono superare i 2000 mm
I tubi flessibili non metallici  devono essere costantemente controllati affinché non vengano meno le condizioni di installazione a regola d’arte; non siano superati i termini di scadenza  di 5 anni marcati sul tubo (UNI 7140) non appaiano modificate le loro caratteristiche (es. indurimento, abrasioni, bruciature, ecc.)
I tubi flessibili metallici  devono essere controllati a livello della superficie; dei raccordi filettati delle relative guarnizioni
Istruzioni per l’utente di GPL in bombole (1) Oltre alle raccomandazioni derivanti dalle caratteristiche fisico-chimiche del gas, che lo differenziano in modo significativo dal metano, si devono osservare le seguenti istruzioni di installazione delle bombole Sì  -  In posizione verticale con valvola in alto No - A livello più basso del suolo No - In prossimità di aperture comunicanti con locali posti a livello inferiore Sì  -  All’aperto Sì  -  All’interno di un locale dotato di adeguate aperture di aerazione No - All’interno in camera da letto, bagno, doccia, servizio igienico, box, autorimesse o simili No - All'interno di un locale non aerato No - A distanza superiore ad 1 m da materiali combustibili, impianti elettrici, prese d’aria, aperture comunicanti con locali o vani posti a livello inferiore, prese d’aria, ecc. No - All'interno di un locale di cubatura inferiore a 10 m 3 Sì  -  All'interno di un locale di cubatura da 10 a 20 m 3  - 1 bombola con capacità non superiore a 15 kg Sì  -  All'interno di un locale di cubatura da 20 a 50 m 3  - 2 bombole con capacità max totale non superiore a 20 kg Sì  -  All'interno di un locale di cubatura maggiore di 50 m 3  - 2 bombole con capacità max totale non superiore a 30 kg Sì  -  All'interno di un abitazione la capacità complessiva non deve comunque essere superiore a 40 kg Sì  -  All'aperto protette dalle intemperie, dai raggi solari diretti, da urti accidentali e manomissioni Sì  -  All'aperto su piano di appoggio di materiale compatto e incombustibile   No - Le bombole non allacciate, anche se vuote, possono rimanere presso l'utenza
Istruzioni per l’utente di GPL in bombole (2) Si devono osservare le seguenti istruzioni di prima installazione e messa in servizio di una bombola Verificare che l’impianto fisso, se esistente, sia stato sottoposto a prova di tenuta (Norme UNI 7129) Verifica della presenza della dichiarazione di conformità Verifica di chiusura dei rubinetti di intercettazione posti sull’impianto fisso e degli apparecchi di utilizzazione Collegamento del regolatore ad una estremità del tubo flessibile Collegamento dell’altra estremità del tubo flessibile all’impianto fisso o all’apparecchio utilizzatore Verifica del regolare stato del bidone e della valvola che deve essere chiusa Verifica della corretta posizione del bidone, dell’accessibilità e manovrabilità della valvola a volantino a a leva Rimozione graduale del tappo della valvola con contemporaneo accertamento della tenuta con messi e procedure idonee (non con fiamma) Verifica della guarnizione di tenuta tra valvola e regolatore Collegamento del regolatore alla valvola della bombola Apertura graduale della valvola del bidone con contemporaneo controllo con mezzi idonei (non con fiamma) della tenuta del collegamento, del regolatore di pressione e del tubo flessibile
In caso di emergenza (1) Se si individua una perdita di gas dalla bombola, dal rubinetto o dalla valvola e non si è in grado di eliminarla Se la perdita è di un certo rilievo ,  trasportare la bombola con precauzione in luogo aperto, lontano da edifici, case, ecc. evitare che qualcuno si avvicini e lasciare uscire il gas fino ad esaurimento senza inclinare o rovesciare la bombola Se la perdita non è rilevante   evitare che si producano accumuli di gas all’interno dei locali e  sostituire subito la bombola In ogni caso  fate chiamare i Vigili del Fuoco (115), se non lo potete fare voi chiudere la valvola o il rubinetto aerare i locali
In caso di emergenza (2) Se il gas che esce dalla bombola prende fuoco Tentare di chiudere rapidamente il rubinetto o la leva  proteggendosi adeguatamente la mano ed il braccio con un panno umido Se questo non risulta possibile, evitare il surriscaldamento della bombola, che potrebbe scoppiare, irrorandola con abbondante getto d’acqua fino ad esaurimento del gas contenuto. Non inclinare o rovesciare la bombola.  In ogni caso  fate chiamare i Vigili del Fuoco (115), se non lo potete fare voi!

Rischi impianti domestici

  • 1.
    RISCHI CONNESSI CON L’UTILIZZO DEGLI IMPIANTI DOMESTICI PER LA PRODUZIONE DI CALORE
  • 2.
    Gli incidenti domestici“ Gli incidenti domestici hanno assunto dimensioni più che allarmanti non solo nel nostro Paese ma a livello sovranazionale. Questa tipologia di eventi, che non risparmia nessuna fascia d'età, rappresenta nei Paesi sviluppati la prima causa di morte per i bambini, anche se il gruppo in assoluto più colpito è quello delle casalinghe (dato OMS). E’ pertanto necessario sviluppare politiche di prevenzione, attraverso la diffusione di linee guida e l'effettuazione di campagne di informazione e di educazione alla sicurezza, volte a ridurre l'incidenza degli infortuni in ambito domestico” (fonte:www.ministerosalute.it/promozione/inc_domestici/incidenti_domestici.jsp)
  • 3.
    Statistiche sugli incidentidomestici Gli incidenti domestici in Italia sono più di 3.500.000 l’anno (il doppio di quelli stradali, 4 volte quelli sul lavoro) con un incremento del 20% nell’ultimo decennio Le persone infortunate sono 2.500.000, circa 8.000 perdono la vita. La tendenza è in aumento: l’ISPSEL (Istituto Superiore per la Previdenza e la Sicurezza sul Lavoro) stima un aumento degli incidenti domestici a 4.500.000 l’anno. (fonte: ISTAT e ISPSEL)
  • 4.
    I colpiti Ilfenomeno riguarda soprattutto le persone che trascorrono più tempo in casa: le donne più degli uomini, gli anziani, i bambini (circa 68.000) (fonte: ISTAT)
  • 5.
    Il rischio Probabilitàche accada un evento dannoso con conseguenze indesiderate per persone, animali, cose e ambiente Il numero di incidenti domestici testimonia la scarsa percezione del rischio L’abitudine, la mancata esperienza, la scarsa conoscenza inducono ad assumere comportamenti non sicuri (sicurezza come reciproco del rischio) Il rischio zero non esiste!  Si deve ridurre il rischi a limiti accettabili
  • 6.
    La valutazione delrischio Per superare i limiti della percezione del rischio di deve passare alla loro valutazione individuare il pericolo valutate il rischio connesso (frequenza ed entità del danno) confrontarlo con altre situazioni alternative adottare le misure per ridurlo
  • 7.
    Come difendersi l’informazionee la prevenzione; la repressione dei comportamenti originati da terzi, quali truffe, frodi e contraffazioni; la standardizzazione di norme di sicurezza relative alla produzione, alla vendita ed all'installazione di impianti, apparecchiature ed oggetti. ( fonte: Presidenza del Consiglio dei Ministri e www.casasicura.info )
  • 8.
    In casa, fareattenzione a la sicurezza degli impianti domestici, la sicurezza degli apparecchi domestici, lo spazio domestico per i bambini e la sicurezza alimentare
  • 9.
    In particolare cercheremodi individuare i pericoli connessi alla presenza di impianti domestici per la produzione di calore individuare ed adottare soluzioni in grado di ridurli
  • 10.
    La produzione dicalore Si basa sul principio generale della combustione (combustibile + comburente + innesco) dello scambio del calore generato (con l’ambiente e/o con l’acqua o altro fluido) dello smaltimento dei prodotti della combustione (fumi)
  • 11.
    I pericoli negliimpianti termici possono derivare .. in termini generali dalle caratteristiche del processo di combustione, dalla natura dei suoi ‘ingredienti’ (combustibili, aria, innesco) e dei suoi ‘prodotti’ (fumi) in termini più specifici dalle caratteristiche costruttive (nuova installazione, trasformazione, ampliamento, manutenzione straordinaria, sostituzione di apparecchi, ecc.) dalla loro manutenzione dal loro esercizio
  • 12.
    La combustione Combustibile (liquido, solido, gassoso) + comburente (ossigeno dell’aria) + innesco (fonte di calore) Può essere controllata (es. in caldaia) incontrollata (es. incendio)
  • 13.
    Caratteristiche fisico-chimiche deigas combustibili domestici In ambiente non perturbato (1) il metano tende a spostarsi in alto (2) il GPL tende a depositarsi in basso 2,00 (2) (0,6 in fase liquida a 15 °C) 0,55 (1) Densità in fase gassosa (kg/m 3 a 15 °C e 1 bar) 23.000 23 400 1,9 – 9,5 GPL 9.020 9,5 595 5-15 Metano Potere calorifico (kcal/m 3 ) Quantità aria per combustione (m 3 per m 3 di gas) T° accensione (°C) Campo infiammabilità (%)
  • 14.
    I prodotti dellacombustione ossidazione/combustione  CH 4 + 2O 2  CO 2 + 2H 2 O (  fotosintesi e riduzione) Metano e ossigeno  anidride carbonica e acqua In realtà, quale prodotto intermedio, in carenza di ossigeno, in presenza di alte temperature È PRESENTE ANCHE MONOSSIDO DI CARBONIO (CO)!
  • 15.
    L’impianto di produzionedi calore (termico) E’ composto in generale da Sistema di deposito o fornitura del combustibile Impianto di generazione del calore Sistema di ventilazione / aerazione Impianto di distribuzione del calore Sistema di emissione del calore e corpi scaldanti Sistema di regolazione della potenza termica Camino o condotto da fumo (Fonte: 2002, Roberto Socal e Laurent Socal - La manutenzione migliorativa degli impianti termici - Servizio Energia della PAT)
  • 16.
    La tutela deicittadini nell’uso di apparecchi ed impianti termici Lo Stato la esercita attraverso un impianto legislativo che impone l’obiettivo/obbligo di realizzare impianti sicuri e di effettuare un’adeguata manutenzione . Le prescrizioni di legge possono comprendere contenuti tecnici ( regole tecniche obbligatorie ) e/o considerare la presunzione che gli impianti siano “ eseguiti secondo le regole della buona tecnica ai fini della sicurezza ”. In questo si considerano generalmente soddisfacenti di come di può fare bene le norme UNI , redatte su base volontaria da comitati di esperti del settore. Dette norme però possono risultare in casi particolari non completamente esaurienti l’obbligo della realizzazione a regola d’arte
  • 17.
    Le leggi, leregole e le norme tecniche Le leggi e le regole sono obbligatorie Le norme tecniche sono complementari a leggi e regole tecniche e vanno osservate in subordine Esistono possibilità di conflitto tra regole e norme tecniche derivanti dalla diversa possibilità di rapidità adeguamento
  • 18.
    Gli aspetti soggettialle leggi Sicurezza Rispetto dell’ambiente Risparmio energetico
  • 19.
    Garantisci sicurezza allatua casa Soltanto un impianto realizzato, controllato e manutenuto da parte di personale abilitato e specializzato è sicuro . Non possono quindi essere operazioni improvvisate svolte autonomamente o ricorrendo a persone non abilitate. La corretta realizzazione dell’impianto termico e il suo regolare controllo ne ottimizzano il funzionamento minimizzando la possibilità di incidenti e di immissione di scarichi pericolosi all'interno dell'ambiente domestico
  • 20.
    Risparmi denaro Lacaldaia è come la tua automobile. Le verifiche periodiche effettuate da personale specializzato la rendono affidabile ed efficiente garantendo migliori prestazioni e minori consumi di combustibile. Questo significa risparmiare in maniera significativa sui costi di riscaldamento
  • 21.
    Aiuti l'ambiente Ognicaldaia per funzionare ha bisogno di scaricare i fumi della combustione nell'ambiente esterno. Oltre ad altre sostanze inquinanti questi fumi contengono anidride carbonica, uno dei principali responsabili dell'effetto serra. Ridurre i consumi attraverso la corretta manutenzione della caldaia permette di bruciare meno combustibile (risorse naturali) e diminuire l'immissione in atmosfera dei fumi di scarico
  • 22.
    La legge 5marzo 1990 n°46 (1) La Legge 46/90 ed i relativi Regolamenti di Attuazione (DPR 447/1991, DPR 392/94 e DPR 218/98), rappresentano il vero momento di svolta, in campo nazionale, in tema di sicurezza degli impianti tecnici civili Tratta dell’installazione, trasformazione, ampliamento e manutenzione degli impianti tecnici civili
  • 23.
    La legge 5marzo 1990 n°46 (2) Per garantire la sicurezza degli impianti , oltre a ribadire la prescrizione generale già introdotta dalla 1083/71 di eseguire gli impianti secondo la regola dell’arte, nel rispetto delle norme tecniche di sicurezza UNI obbliga il committente o il proprietario ad affidare i lavori di installazione, trasformazione, ampliamento e manutenzione degli impianti, ad imprese abilitate in possesso dei requisiti tecnico - professionali l’impresa installatrice a rilasciare a fine lavori dichiarazione di conformità che identifica committente ed esecutore, tipologia di lavoro eseguito, norme seguite e gli allegati obbligatori (progetto o schema di impianto + relazione con tiplogia dei materiali installati + riferimento a dichiarazioni di conformità preesistenti o parziali + copia del certificato di riconoscimento dei requisiti tecnico professionali dell’installatore)
  • 24.
    La legge 9gennaio 1991, n. 10 In accordo con la politica energetica comunitaria, è rivolta a migliorare i processi di trasformazione, a ridurre i consumi, a migliorare le condizioni di compatibilità ambientale e di qualità della vita. La legge, anche attraverso i decreti attuativi (DPR 412/93 e DPR 551/99), considera alcuni aspetti relativi alla sicurezza.
  • 25.
    Per la leggee per la vostra sicurezza quindi … Quando fate realizzare, revisionare o riparare i vostri impianti dovete rivolgervi, come prevede la Legge 46 del 1990, ad imprese regolarmente iscritte nel Registro delle ditte della Camera di Commercio o nell'Albo delle Imprese artigiane, e che abbiano i requisiti tecnico professionali necessari. Richiedete, a chi ha eseguito i lavori nel vostro appartamento, la Dichiarazione di conformità alle norme, regolarmente compilata e sottoscritta dal titolare dell'impresa: è un vostro diritto e rappresenta una garanzia Il ‘fai da te è assolutamente vietato!
  • 26.
    Controllate, quando acquistateun apparecchio o un accessorio gas, che abbia il marchio CE in osservanza della DIR. 90/396/CE (attuata con DPR 661/96) Verificare presso un installatore qualificato che gli apparecchi siano idonei a funzionare senza inconvenienti nel posto dove li avete destinati e con il tipo di gas a disposizione Non modificate gli apparecchi e gli impianti, i dispositivi di sicurezza, di controllo e regolazione. I soli autorizzati sono le case costruttrici e gli impiantisti abilitati. Fate eseguire la manutenzione degli apparecchi conformemente alle disposizioni e norme vigenti Nel caso di impianti a gas
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    I requisiti dellasicurezza (1) Ventilazione: i locali dove sono installati gli apparecchi di utilizzazione devono essere adeguatamente ventilati al fine di fare affluire l’aria necessaria per la combustione (comburente) Aerazione: i locali dove sono installati apparecchi che scaricano nell’ambiente i fumi prodotti della combustione devono essere adeguatamente aerati per garantire il ricambio d’aria
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    Evacuazione dei prodottidella combustione all’esterno dei locali di installazione, raccordati a sistemi di scarico (canne fumarie, camini, ecc. di sicura efficienza) Dispositivi di sicurezza della fiamma devono essere presenti ed efficienti su tutti gli apparecchi (esclusi i piani di cottura) Tenuta degli impianti di adduzione del gas Rivelatori di gas (non obbligatori ma molto utili) I requisiti della sicurezza (2)
  • 29.
    I requisiti dellasicurezza (3) Buone abitudini Chiudere le valvole delle tubazioni di alimentazione del gas quando non si utilizzano gli apparecchi Non aprire il rubinetto del gas di un apparecchio prima di avere acceso il fiammifero Non lasciare pentole troppo piene sul fuoco e/o incustodite Far sottoporre gli apparecchi a regolare manutenzione secondo quanto previsto dal costruttore nel libretto di istruzioni da parte di tecnico abilitato
  • 30.
    Tipi di apparecchi(1) Apparecchi di tipo ‘ A ’: il prelievo dell’aria necessaria alla combustione (comburente) e l’evacuazione dei prodotti della combustione avvengono nel locale dove sono installati Non hanno collegamento a canna fumaria o ad altro dispositivo di evacuazione dei prodotti della combustione fuori del locale dove l’apparecchio è installato .
  • 31.
    Tipi di apparecchi(2) Apparecchi di tipo ‘ B ’ (a camera di combustione aperta): il prelievo dell’aria necessaria alla combustione (comburente) avviene nel locale dove sono installati l’evacuazione dei prodotti della combustione avviene all’esterno del locale dove sono installati Sono collegati a canna fumaria o ad altro dispositivo di evacuazione dei prodotti della combustione fuori del locale dove l’apparecchio è installato.
  • 32.
    Tipi di apparecchi(3) Apparecchi di tipo ‘ C ’ (stagni): con circuito di combustione ‘a tenuta’ rispetto al locale dove sono installati il prelievo dell’aria necessaria alla combustione (comburente) e l’evacuazione dei prodotti della combustione avvengono all’esterno del locale dove sono installati Utilizzano appositi condotti di ‘adduzione aria – espulsione fumi’ .
  • 33.
    Tipi di apparecchi(4) Apparecchi di utilizzazione (di cottura) devono sempre evacuare i prodotti della combustione in atmosfera esterna mediante cappe che devono essere collegate a canne fumarie collettive ramificate ad uso esclusivo delle cappe, oppure direttamente all’esterno in caso di impossibilità, purché siano rispettate le prescrizioni inerenti la ventilazione, è consentito l’uso di elettroventilatore installato sulla finestra o su parete affacciata all’esterno che entri in funzione contemporaneamente all’apparecchio di cottura Le cappe filtranti non sono idonee allo scopo!
  • 34.
    Limitazioni di installazioneper apparecchi di tipo ‘A’ Non possono in ogni caso essere installati in ambienti ad uso camera da letto, bagno e doccia e di cubatura inferiore a 12 m 3 Gli ambienti dove è possibile l’installazione devono avere due aperture fisse verso l’esterno, minimo 100 cm 2 ciascuna una posta in basso per la ventilazione l’altra posta in altro per lo scarico dei prodotti della combustione Per gli apparecchi di tipo ‘A as ’ vi sono ulteriori limitazioni in base alla portata termica
  • 35.
    Limitazioni di installazioneper apparecchi di tipo ‘B bs ’ (1) Gli apparecchi muniti di tubo di evacuazione e di dispositivo per il controllo del corretto scarico di prodotti della combustione utilizzati per la produzione di acqua sanitaria Non possono in ogni caso essere installati in ambienti ad uso camera da letto Possono essere installati in ambienti ad uso bagno o doccia purché Il volume del locale sia almeno 1,5 m 3 x n kW di portata termica Il volume del locale sia non minore di 20 m 3
  • 36.
    Limitazioni di installazioneper apparecchi di tipo ‘B bs ’ (2) Gli apparecchi utilizzati per il riscaldamento ambienti e combinati (+ produzione di acqua sanitaria) non possono in ogni caso essere installati in ambienti ad uso camera da letto, bagno o doccia
  • 37.
    Limitazioni di installazioneper apparecchi di tipo ‘B bs ’ (3) Gli apparecchi utilizzati non possono in ogni caso essere installati nei locali dove siano presenti camini aperti (caminetti) senza afflusso di aria propria I locali di installazione, quando consentita, in tutti i casi devono essere permanentemente ventilati con aperture di ventilazione pari a 6 cm 2 x n kW installato, con un minimo di 100 cm 2
  • 38.
    Limitazioni di installazioneper apparecchi di tipo‘C’ Non avendo necessità di prelevare l’aria dal locale, essendo stagni ed evacuando i prodotti della combustione all’esterno del locale di installazione non necessitano di aperture permanenti di ventilazione Ricordare però che l’adduzione del gas arriva fin nel locale di installazione
  • 39.
    Altre norme diinstallazione per l’adduzione del gas Le tubazioni dell’impianto interno del gas possono essere di acciaio, rame, polietilene (solo interrate) Possono essere a vista, sotto traccia, interrate Nella posa evitare l’utilizzo di gesso o materiali analoghi Non possono essere utilizzate per la messa a terra di apparecchi elettrici o in modo improprio Le tubazioni in traccia devono essere opportunamente posate e segnalate
  • 40.
    Il collegamento degliapparecchi all’impianto Gli apparecchi fissi e quelli ad incasso devono essere collegati all’impianto con tubo rigido o flessibile di acciaio a parete continua con estremità filettate Gli apparecchi mobili, non da incasso, possono essere collegati all’impianto con tubo speciale flessibile in gomma marchiato
  • 41.
    I tubi flessibilinon metallici possono essere messi in opera in punti dove non siano esposti a temperatura superiori a 50 °C di lunghezza  a 150 cm fissati ai portagomma con fascette di sicurezza senza essere soggetti a sforzi di trazione o torsione senza presentare strozzature facilmente ispezionabili lungo tutto il percorso senza venire a contatto con corpi che li possano lesionare senza raccordare più tubi flessibili Se qualcuna delle regole non può essere rispettata si deve ricorrere ai tubi flessibili metallici, i quali, a massima estensione, non possono superare i 2000 mm
  • 42.
    I tubi flessibilinon metallici devono essere costantemente controllati affinché non vengano meno le condizioni di installazione a regola d’arte; non siano superati i termini di scadenza di 5 anni marcati sul tubo (UNI 7140) non appaiano modificate le loro caratteristiche (es. indurimento, abrasioni, bruciature, ecc.)
  • 43.
    I tubi flessibilimetallici devono essere controllati a livello della superficie; dei raccordi filettati delle relative guarnizioni
  • 44.
    Istruzioni per l’utentedi GPL in bombole (1) Oltre alle raccomandazioni derivanti dalle caratteristiche fisico-chimiche del gas, che lo differenziano in modo significativo dal metano, si devono osservare le seguenti istruzioni di installazione delle bombole Sì - In posizione verticale con valvola in alto No - A livello più basso del suolo No - In prossimità di aperture comunicanti con locali posti a livello inferiore Sì - All’aperto Sì - All’interno di un locale dotato di adeguate aperture di aerazione No - All’interno in camera da letto, bagno, doccia, servizio igienico, box, autorimesse o simili No - All'interno di un locale non aerato No - A distanza superiore ad 1 m da materiali combustibili, impianti elettrici, prese d’aria, aperture comunicanti con locali o vani posti a livello inferiore, prese d’aria, ecc. No - All'interno di un locale di cubatura inferiore a 10 m 3 Sì - All'interno di un locale di cubatura da 10 a 20 m 3 - 1 bombola con capacità non superiore a 15 kg Sì - All'interno di un locale di cubatura da 20 a 50 m 3 - 2 bombole con capacità max totale non superiore a 20 kg Sì - All'interno di un locale di cubatura maggiore di 50 m 3 - 2 bombole con capacità max totale non superiore a 30 kg Sì - All'interno di un abitazione la capacità complessiva non deve comunque essere superiore a 40 kg Sì - All'aperto protette dalle intemperie, dai raggi solari diretti, da urti accidentali e manomissioni Sì - All'aperto su piano di appoggio di materiale compatto e incombustibile No - Le bombole non allacciate, anche se vuote, possono rimanere presso l'utenza
  • 45.
    Istruzioni per l’utentedi GPL in bombole (2) Si devono osservare le seguenti istruzioni di prima installazione e messa in servizio di una bombola Verificare che l’impianto fisso, se esistente, sia stato sottoposto a prova di tenuta (Norme UNI 7129) Verifica della presenza della dichiarazione di conformità Verifica di chiusura dei rubinetti di intercettazione posti sull’impianto fisso e degli apparecchi di utilizzazione Collegamento del regolatore ad una estremità del tubo flessibile Collegamento dell’altra estremità del tubo flessibile all’impianto fisso o all’apparecchio utilizzatore Verifica del regolare stato del bidone e della valvola che deve essere chiusa Verifica della corretta posizione del bidone, dell’accessibilità e manovrabilità della valvola a volantino a a leva Rimozione graduale del tappo della valvola con contemporaneo accertamento della tenuta con messi e procedure idonee (non con fiamma) Verifica della guarnizione di tenuta tra valvola e regolatore Collegamento del regolatore alla valvola della bombola Apertura graduale della valvola del bidone con contemporaneo controllo con mezzi idonei (non con fiamma) della tenuta del collegamento, del regolatore di pressione e del tubo flessibile
  • 46.
    In caso diemergenza (1) Se si individua una perdita di gas dalla bombola, dal rubinetto o dalla valvola e non si è in grado di eliminarla Se la perdita è di un certo rilievo , trasportare la bombola con precauzione in luogo aperto, lontano da edifici, case, ecc. evitare che qualcuno si avvicini e lasciare uscire il gas fino ad esaurimento senza inclinare o rovesciare la bombola Se la perdita non è rilevante evitare che si producano accumuli di gas all’interno dei locali e sostituire subito la bombola In ogni caso fate chiamare i Vigili del Fuoco (115), se non lo potete fare voi chiudere la valvola o il rubinetto aerare i locali
  • 47.
    In caso diemergenza (2) Se il gas che esce dalla bombola prende fuoco Tentare di chiudere rapidamente il rubinetto o la leva proteggendosi adeguatamente la mano ed il braccio con un panno umido Se questo non risulta possibile, evitare il surriscaldamento della bombola, che potrebbe scoppiare, irrorandola con abbondante getto d’acqua fino ad esaurimento del gas contenuto. Non inclinare o rovesciare la bombola. In ogni caso fate chiamare i Vigili del Fuoco (115), se non lo potete fare voi!