Recensione “L’urlo dell’universo”
La comunità scientifica è andata oltre le più rosee
aspettative di Einstein: finalmente il 14 settembre 2015
le onde gravitazionali sono state rivelate.
Con il suo libro “L’urlo dell’universo”, il fisico e
professore Dario Menasce, che ha lavorato nel
Fermilab di Chicago e presso il CERN di Ginevra dove
ha contribuito alla scoperta del bosone di Higgs,
cerca di rendere accessibile al maggior numero di
lettori un argomento ostico come quello delle onde
gravitazionali.
Lo stratagemma adottato dall’autore per
raggiungere lo scopo appena esposto consiste
nell’opera di divulgazione scientifica, svolta dai
ricercatori presentati nel libro (che contribuiscono
anche nella realtà a queste ricerche) nei confronti di
Jacopo, un ragazzo neodiplomato interessato alla
fisica ma costretto al lavoro nei campi nei pressi di
Cascina, dove è situato l’interferometro Virgo.
All’interno di questa struttura inizia il viaggio di
Jacopo attraverso la storia delle scoperte
scientifiche partendo dalla fisica di Newton, ancora
incompleta, fino ad arrivare alla rivoluzione della
concezione dell’universo portata da Einstein.
Questa prima parte del libro è ricca di spiegazioni di
facile comprensione riguardanti fenomeni tutt’altro
che semplici, come ad esempio le orbite dei corpi
celesti di Newton o gli esperimenti mentali di Einstein
riguardo la velocità della luce.
Nella seconda parte, invece, lo scrittore vira verso
una trattazione più tecnica, che rimane comunque
sullo stesso livello della prima parte, ma descrive in
maniera dettagliata la strumentazione necessaria
alla ricerca e i metodi di analisi dei dati raccolti.
Questi doverosi capitoli non sono scorrevoli come i
primi ma hanno comunque suscitato notevole
interesse; ai fini della divulgazione rivolta a tutti, però,
la scelta potrebbe risultare controproducente, o
perlomeno restringerebbe il bacino di lettori a cui il
libro è indirizzato.
Il viaggio di Jacopo all’interno di Virgo termina con
l’introduzione della cosiddetta fisica multimessenger,
ovvero lo studio dei fenomeni fisici con l’utilizzo di
informazioni provenienti da fonti diverse, come ad
esempio le onde gravitazionali, i neutrini, le radiazioni
di ogni tipo…
A questo punto il ragazzo, affascinato dagli
argomenti trattati, esterna la propria volontà di
compiere un percorso di studi che gli permetta di
approfondire le proprie conoscenze riguardo ciò che
veramente lo appassiona: la fisica.
La conclusione del libro lascia indirettamente aperto
un grande problema della ricerca scientifica,
soprattutto in Italia: molto spesso i ragazzi, anche
appassionati, non vengono incentivati allo studio
delle scienze le quali, invece, vengono sempre più
bistrattate dal punto di vista mediatico da giornali,
telegiornali, programmi TV, internet; mentre dal punto
di vista economico sempre meno fondi vengono
indirizzati alla ricerca di base che è il vero motore
della società.
Per concludere, il libro è un’ottima opera di
divulgazione scientifica rivolta in particolar modo
agli studenti del liceo, che hanno avuto modo di
conoscere nel loro percorso di studio alcuni concetti
base per la comprensione dei fenomeni esposti
dall’autore.
Voto: 8/10
Realizzata da:
Andrea Fornetto
Liceo Scientifico Corradino D’ascanio Montesilvano

Recensione lurlo delluniverso

  • 1.
    Recensione “L’urlo dell’universo” Lacomunità scientifica è andata oltre le più rosee aspettative di Einstein: finalmente il 14 settembre 2015 le onde gravitazionali sono state rivelate. Con il suo libro “L’urlo dell’universo”, il fisico e professore Dario Menasce, che ha lavorato nel Fermilab di Chicago e presso il CERN di Ginevra dove ha contribuito alla scoperta del bosone di Higgs, cerca di rendere accessibile al maggior numero di lettori un argomento ostico come quello delle onde gravitazionali. Lo stratagemma adottato dall’autore per raggiungere lo scopo appena esposto consiste nell’opera di divulgazione scientifica, svolta dai ricercatori presentati nel libro (che contribuiscono anche nella realtà a queste ricerche) nei confronti di Jacopo, un ragazzo neodiplomato interessato alla fisica ma costretto al lavoro nei campi nei pressi di Cascina, dove è situato l’interferometro Virgo. All’interno di questa struttura inizia il viaggio di Jacopo attraverso la storia delle scoperte scientifiche partendo dalla fisica di Newton, ancora incompleta, fino ad arrivare alla rivoluzione della concezione dell’universo portata da Einstein. Questa prima parte del libro è ricca di spiegazioni di facile comprensione riguardanti fenomeni tutt’altro che semplici, come ad esempio le orbite dei corpi celesti di Newton o gli esperimenti mentali di Einstein riguardo la velocità della luce. Nella seconda parte, invece, lo scrittore vira verso una trattazione più tecnica, che rimane comunque sullo stesso livello della prima parte, ma descrive in maniera dettagliata la strumentazione necessaria
  • 2.
    alla ricerca ei metodi di analisi dei dati raccolti. Questi doverosi capitoli non sono scorrevoli come i primi ma hanno comunque suscitato notevole interesse; ai fini della divulgazione rivolta a tutti, però, la scelta potrebbe risultare controproducente, o perlomeno restringerebbe il bacino di lettori a cui il libro è indirizzato. Il viaggio di Jacopo all’interno di Virgo termina con l’introduzione della cosiddetta fisica multimessenger, ovvero lo studio dei fenomeni fisici con l’utilizzo di informazioni provenienti da fonti diverse, come ad esempio le onde gravitazionali, i neutrini, le radiazioni di ogni tipo… A questo punto il ragazzo, affascinato dagli argomenti trattati, esterna la propria volontà di compiere un percorso di studi che gli permetta di approfondire le proprie conoscenze riguardo ciò che veramente lo appassiona: la fisica. La conclusione del libro lascia indirettamente aperto un grande problema della ricerca scientifica, soprattutto in Italia: molto spesso i ragazzi, anche appassionati, non vengono incentivati allo studio delle scienze le quali, invece, vengono sempre più bistrattate dal punto di vista mediatico da giornali, telegiornali, programmi TV, internet; mentre dal punto di vista economico sempre meno fondi vengono indirizzati alla ricerca di base che è il vero motore della società. Per concludere, il libro è un’ottima opera di divulgazione scientifica rivolta in particolar modo agli studenti del liceo, che hanno avuto modo di conoscere nel loro percorso di studio alcuni concetti base per la comprensione dei fenomeni esposti dall’autore.
  • 3.
    Voto: 8/10 Realizzata da: AndreaFornetto Liceo Scientifico Corradino D’ascanio Montesilvano