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25 febbraio 2016
15 febbraio 2018
25 febbraio 2016
15 febbraio 2018
Giancarlo Giudici
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L’Osservatorio Mini-Bond
Nato nel 2014 per studiare l’industria dei mini-bond, rispetto a:
• le caratteristiche delle emissioni fatte sul mercato;
• le potenzialità del mercato e gli attori di riferimento
(imprese, intermediari finanziari, fondi di investimento);
• il quadro istituzionale e normativo di riferimento ed il suo
impatto sulla competitività del sistema delle PMI italiane;
• le scelte di investimento e di finanziamento delle imprese
emittenti.
Le attività di ricerca sono supportate da sponsor privati e
patrocinate da partner istituzionali.
L’Osservatorio produce un Report annuale di diffusione dei
risultati e organizza tavoli di discussione fra i ‘practitioner’.
Era il 2014…
3
Il 4° Report italiano sui Mini-Bond
Fotografa la situazione dell’industria dei mini-bond alla data del
31 dicembre 2017.
I numeri in sintesi:
 326 imprese emittenti censite (137 hanno collocato nel 2017,
103 per la prima volta)
 Le PMI emittenti sono 154 (di cui 77 nel 2017)
 467 emissioni totali, di cui 398 sotto € 50 milioni
 170 emissioni nel 2017, di cui 147 sotto € 50 milioni
 € 2,9 miliardi raccolti finora dalle PMI
 Un’analisi inedita su upgrade e downgrade dei rating e sulle
modifiche dei covenant finanziari
 La descrizione aggiornata della filiera
Definizione metodologica
Oggetto di indagine sono i titoli di debito in generale
(obbligazioni e cambiali finanziarie) emesse a seguito delle
novità normative contenute nel D.L. ‘Sviluppo’ del 2012, con
queste caratteristiche:
• l’emittente è una società di capitali o cooperativa residente in
Italia, o comunque la cui attività dominante è svolta in Italia;
• l’emittente non è una società bancaria o assicurativa o SGR o
SIM e comunque non fa parte di un gruppo bancario;
• l’emittente non è un veicolo costituito con l’unico obiettivo di
finanziare ed effettuare un’acquisizione;
• l’emissione è caratterizzata da un valore massimo pari a € 500
milioni (cumulato per emissioni diverse nello stesso periodo
ravvicinato) e non è quotata su un mercato retail.
4
Il contesto
Nel 2017 si sono rafforzati i segnali della ripresa economica:
• Il fatturato industriale delle imprese italiane è aumentato
del 6%, trainato da meccanica e prodotti petroliferi
• Le esportazioni e gli investimenti sono cresciuti
• Le PMI si ‘riavvicinano’ a quota 150.000 e rafforzano la
struttura patrimoniale
• L’offerta di credito si stabilizza, ma non per tutti i comparti
• L’indice di Borsa FTSE MIB è cresciuto del 13,6%, e ancor
più i segmenti mid cap e small cap (trainati dai PIR)
• Anno record per la raccolta obbligazionaria netta da parte
delle imprese industriali (poco meno di € 22 miliardi)
grazie al perdurare dei bassi tassi di interesse
ExtraMOT PRO
• Il 2017 ha visto ancora crescere le quotazioni di titoli su
ExtraMOT PRO (valore nominale a fine anno € 10,5 miliardi)
• È stato aperto un segmento riservato ai social bond e ai green
bond (con 4 titoli collocati nel 2017)
Nel 2017 75 nuove
quotazioni e 39
delisting; 1.362 i
contratti di trading
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Uno sguardo all’Europa
Gli eventi più interessanti hanno riguardato le sperimentazioni
sulla tecnologia blockchain
Le società emittenti
2017 Intero campione
Numero 137 (di cui 103 per la
prima volta) 
+47 rispetto al 2016
326
SpA 78,8%  83,1%
Srl 19,0%  14,7%
PMI 56,2%  49,7%
Nel 2017 aumenta
ancora la frequenza
di Srl ma non di PMI
6
Le società emittenti: dimensione
Raddoppia il numero di
emittenti con fatturato fra
€ 100 e € 500 milioni, e fra
€ 2 e € 10 milioni
Le società emittenti: attività
Boom delle
imprese
manifatturiere
7
Le società emittenti: localizzazione
Lombardia in testa,
ma ‘conta meno’;
crescono Liguria,
Piemonte, Friuli
Le PMI emittenti non finanziarie (153):
i bilanci
CAGR dei ricavi consolidati
Redditività e
marginalità stabili
prima
dell’emissione
I ricavi consolidati
aumentano per
metà delle PMI
8
Le difficoltà, anche nel 2017 limitate
Le emissioni
2017 Intero campione
Numero 170 di cui 147 sotto
€ 50 milioni 
(+60 rispetto al 2016)
467 di cui 398 sotto
€ 50 milioni
Fanno parte del campione 28 cambiali finanziarie,
di cui solo 1 emessa nel 2017
9
Le emissioni: il flusso
Come nel 2016, balzo
in dicembre con ben 56
titoli emessi
Le emissioni: la raccolta
€ 2,9 miliardi raccolti
dalle PMI a partire dal
2012
10
Le emissioni: controvalore medio
Valore stabile nel
2017
Le emissioni: il controvalore
Nel 2017 oltre un
terzo delle emissioni
è sotto € 2 milioni
11
Le emissioni: quotazione in Borsa
Cala la frequenza
di quotazione sui
listini
Le emissioni: scadenza
Nel 2017 torna ad
accorciarsi la
scadenza media
12
La duration al 1/1/2018
Rifinanziamenti necessari
Baricentro: 3,9 anni
Le emissioni: cedola
Nel 2017 la cedola
media scende ancora
13
Le emissioni: il rating
Minore propensione al
rating nel 2017
Focus su 100 emissioni con rating
pubblico
Stabilità del rating,
con poche eccezioni
14
Focus su 149 emissioni fino al 2016
con covenant
Solo in 11 casi su 29
si tratta di modifiche
non formali
Gli attori della filiera: arranger
Grafico per le sole emissioni sotto € 50 milioni
15
Gli attori della filiera: investitori
Grafico per le sole emissioni sotto € 50 milioni: copertura 85%
Investitori esteri di poco in testa,
ma investono su poche
operazioni più grandi
Alcune riflessioni
• Il 2017 è stato un anno di crescita ‘accelerata’ rispetto al
passato, soprattutto nella seconda parte dell’anno
• I fondi di private debt stanno cominciando a chiudere il ciclo
dei primi investimenti, e inaugurano il ‘secondo round’
• La novità dei PIR ha finora riguardato marginalmente il
mondo dei mini-bond (sono mondi diversi!)
• Alcuni investitori ancora troppo ‘assenti’ (casse, assicurazioni)
• È ormai chiaro che le imprese emittenti apprezzano i mini-
bond non perché offrono un accesso al capitale altrimenti
impossibile, ma perché diversificano le fonti finanziarie,
allungano la duration delle passività e soprattutto sono la
‘palestra’ per acquisire competenze e conoscenze utili nei
rapporti con gli investitori istituzionali
• Il 2018 andrà altrettanto bene, nelle nostre previsioni
16
Novità 2018: il Report in inglese
Team di ricerca: Marco Boaro – Andrea Grisoni – Marco Menna –
Gianluca Premoli – Andrea Steiner – Edoardo Tunesi
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25 febbraio 2016
15 febbraio 2018
Tavola Rotonda

Presentazione giudici 2018

  • 1.
    1 25 febbraio 2016 15febbraio 2018 25 febbraio 2016 15 febbraio 2018 Giancarlo Giudici
  • 2.
    2 L’Osservatorio Mini-Bond Nato nel2014 per studiare l’industria dei mini-bond, rispetto a: • le caratteristiche delle emissioni fatte sul mercato; • le potenzialità del mercato e gli attori di riferimento (imprese, intermediari finanziari, fondi di investimento); • il quadro istituzionale e normativo di riferimento ed il suo impatto sulla competitività del sistema delle PMI italiane; • le scelte di investimento e di finanziamento delle imprese emittenti. Le attività di ricerca sono supportate da sponsor privati e patrocinate da partner istituzionali. L’Osservatorio produce un Report annuale di diffusione dei risultati e organizza tavoli di discussione fra i ‘practitioner’. Era il 2014…
  • 3.
    3 Il 4° Reportitaliano sui Mini-Bond Fotografa la situazione dell’industria dei mini-bond alla data del 31 dicembre 2017. I numeri in sintesi:  326 imprese emittenti censite (137 hanno collocato nel 2017, 103 per la prima volta)  Le PMI emittenti sono 154 (di cui 77 nel 2017)  467 emissioni totali, di cui 398 sotto € 50 milioni  170 emissioni nel 2017, di cui 147 sotto € 50 milioni  € 2,9 miliardi raccolti finora dalle PMI  Un’analisi inedita su upgrade e downgrade dei rating e sulle modifiche dei covenant finanziari  La descrizione aggiornata della filiera Definizione metodologica Oggetto di indagine sono i titoli di debito in generale (obbligazioni e cambiali finanziarie) emesse a seguito delle novità normative contenute nel D.L. ‘Sviluppo’ del 2012, con queste caratteristiche: • l’emittente è una società di capitali o cooperativa residente in Italia, o comunque la cui attività dominante è svolta in Italia; • l’emittente non è una società bancaria o assicurativa o SGR o SIM e comunque non fa parte di un gruppo bancario; • l’emittente non è un veicolo costituito con l’unico obiettivo di finanziare ed effettuare un’acquisizione; • l’emissione è caratterizzata da un valore massimo pari a € 500 milioni (cumulato per emissioni diverse nello stesso periodo ravvicinato) e non è quotata su un mercato retail.
  • 4.
    4 Il contesto Nel 2017si sono rafforzati i segnali della ripresa economica: • Il fatturato industriale delle imprese italiane è aumentato del 6%, trainato da meccanica e prodotti petroliferi • Le esportazioni e gli investimenti sono cresciuti • Le PMI si ‘riavvicinano’ a quota 150.000 e rafforzano la struttura patrimoniale • L’offerta di credito si stabilizza, ma non per tutti i comparti • L’indice di Borsa FTSE MIB è cresciuto del 13,6%, e ancor più i segmenti mid cap e small cap (trainati dai PIR) • Anno record per la raccolta obbligazionaria netta da parte delle imprese industriali (poco meno di € 22 miliardi) grazie al perdurare dei bassi tassi di interesse ExtraMOT PRO • Il 2017 ha visto ancora crescere le quotazioni di titoli su ExtraMOT PRO (valore nominale a fine anno € 10,5 miliardi) • È stato aperto un segmento riservato ai social bond e ai green bond (con 4 titoli collocati nel 2017) Nel 2017 75 nuove quotazioni e 39 delisting; 1.362 i contratti di trading
  • 5.
    5 Uno sguardo all’Europa Glieventi più interessanti hanno riguardato le sperimentazioni sulla tecnologia blockchain Le società emittenti 2017 Intero campione Numero 137 (di cui 103 per la prima volta)  +47 rispetto al 2016 326 SpA 78,8%  83,1% Srl 19,0%  14,7% PMI 56,2%  49,7% Nel 2017 aumenta ancora la frequenza di Srl ma non di PMI
  • 6.
    6 Le società emittenti:dimensione Raddoppia il numero di emittenti con fatturato fra € 100 e € 500 milioni, e fra € 2 e € 10 milioni Le società emittenti: attività Boom delle imprese manifatturiere
  • 7.
    7 Le società emittenti:localizzazione Lombardia in testa, ma ‘conta meno’; crescono Liguria, Piemonte, Friuli Le PMI emittenti non finanziarie (153): i bilanci CAGR dei ricavi consolidati Redditività e marginalità stabili prima dell’emissione I ricavi consolidati aumentano per metà delle PMI
  • 8.
    8 Le difficoltà, anchenel 2017 limitate Le emissioni 2017 Intero campione Numero 170 di cui 147 sotto € 50 milioni  (+60 rispetto al 2016) 467 di cui 398 sotto € 50 milioni Fanno parte del campione 28 cambiali finanziarie, di cui solo 1 emessa nel 2017
  • 9.
    9 Le emissioni: ilflusso Come nel 2016, balzo in dicembre con ben 56 titoli emessi Le emissioni: la raccolta € 2,9 miliardi raccolti dalle PMI a partire dal 2012
  • 10.
    10 Le emissioni: controvaloremedio Valore stabile nel 2017 Le emissioni: il controvalore Nel 2017 oltre un terzo delle emissioni è sotto € 2 milioni
  • 11.
    11 Le emissioni: quotazionein Borsa Cala la frequenza di quotazione sui listini Le emissioni: scadenza Nel 2017 torna ad accorciarsi la scadenza media
  • 12.
    12 La duration al1/1/2018 Rifinanziamenti necessari Baricentro: 3,9 anni Le emissioni: cedola Nel 2017 la cedola media scende ancora
  • 13.
    13 Le emissioni: ilrating Minore propensione al rating nel 2017 Focus su 100 emissioni con rating pubblico Stabilità del rating, con poche eccezioni
  • 14.
    14 Focus su 149emissioni fino al 2016 con covenant Solo in 11 casi su 29 si tratta di modifiche non formali Gli attori della filiera: arranger Grafico per le sole emissioni sotto € 50 milioni
  • 15.
    15 Gli attori dellafiliera: investitori Grafico per le sole emissioni sotto € 50 milioni: copertura 85% Investitori esteri di poco in testa, ma investono su poche operazioni più grandi Alcune riflessioni • Il 2017 è stato un anno di crescita ‘accelerata’ rispetto al passato, soprattutto nella seconda parte dell’anno • I fondi di private debt stanno cominciando a chiudere il ciclo dei primi investimenti, e inaugurano il ‘secondo round’ • La novità dei PIR ha finora riguardato marginalmente il mondo dei mini-bond (sono mondi diversi!) • Alcuni investitori ancora troppo ‘assenti’ (casse, assicurazioni) • È ormai chiaro che le imprese emittenti apprezzano i mini- bond non perché offrono un accesso al capitale altrimenti impossibile, ma perché diversificano le fonti finanziarie, allungano la duration delle passività e soprattutto sono la ‘palestra’ per acquisire competenze e conoscenze utili nei rapporti con gli investitori istituzionali • Il 2018 andrà altrettanto bene, nelle nostre previsioni
  • 16.
    16 Novità 2018: ilReport in inglese Team di ricerca: Marco Boaro – Andrea Grisoni – Marco Menna – Gianluca Premoli – Andrea Steiner – Edoardo Tunesi
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    17 25 febbraio 2016 15febbraio 2018 Tavola Rotonda