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                           9 novembre 2012
                                     
                         Reati informatici 2012




Fumus commissi delicti e reati informatici
                                                    
                                La irripetibilità


                    Avv. Francesco Paolo Micozzi
Fumus commissi delicti e reati informatici



                    Avv. Francesco Paolo Micozzi
Sequestro preventivo
Art. 321. 
Oggetto del sequestro preventivo.


1. Quando vi è pericolo che la libera disponibilità di
  una cosa pertinente al reato possa aggravare
  o protrarre le conseguenze di esso ovvero agevolare
  la commissione di altri reati, a richiesta del pubblico
  ministero il giudice competente a pronunciarsi nel
  merito ne dispone il sequestro con decreto
  motivato. Prima dell'esercizio dell'azione penale
  provvede il giudice per le indagini preliminari.
                            Avv. Francesco Paolo Micozzi
Misure cautelari personali
Art. 273.
Condizioni generali di applicabilità delle misure.

1. Nessuno può essere sottoposto a misure cautelari se a suo carico
   non sussistono gravi indizi di colpevolezza.
1-bis. Nella valutazione dei gravi indizi di colpevolezza si applicano le
   disposizioni degli articoli 192, commi 3 e 4, 195, comma 7, 203 e
   271, comma 1.
2. Nessuna misura può essere applicata se risulta che il fatto è stato
   compiuto in presenza di una causa di giustificazione o di non
   punibilità o se sussiste una causa di estinzione del reato ovvero
   una causa di estinzione della pena che si ritiene possa essere
   irrogata.

                                    Avv. Francesco Paolo Micozzi
Il senso del fumus post riforma




Dottrina e giurisprudenza sull'interpretazione del
 concetto di fumus commissi delicti previsto
 dall'applicazione del sequestro preventivo




                          Avv. Francesco Paolo Micozzi
Ma torniamo al sequestro preventivo...
Quando vi è il fumus commissi delicti?
- Quando ci siano gravi indizi di colpevolezza?
- Quando vi siano precisi indizi di reato?
- Quando vi sia un quadro indiziario grave?


Ma soprattutto: il fumus del sequestro preventivo è
 identico al fumus delle misure cautelari personali?



                             Avv. Francesco Paolo Micozzi
C.Cost. 17 febbraio 1994, n. 94
La scelta del codice di non riprodurre per le misure
  cautelari reali i presupposti sanciti dall'art. 273 per le
  misure cautelari personali non può pertanto ritenersi in
  sé contrastante con l'art. 24 della Costituzione, essendo
  graduabili fra loro i valori che l'ordinamento prende in
  considerazione: da un lato, l'inviolabilità della
  libertà personale, e, dall'altro, la libera
  disponibilità dei beni, che la legge ben può
  contemperare in funzione degli interessi collettivi che
  vengono ad essere coinvolti


                             Avv. Francesco Paolo Micozzi
C.Cost. 17 febbraio
     1994, n. 94

D'altra parte, la misura cautelare reale attiene, 
per sua stessa natura, a "cose" che, nell'ipotesi del sequestro
  preventivo, presentano un tasso di "pericolosità" che
  giustifica l'imposizione della cautela: da qui il rilievo che la
  misura, pur raccordandosi ontologicamente ad un reato,
  inteso questo nella sua realtà fenomenica, può prescindere
  totalmente da qualsiasi profilo di "colpevolezza", proprio
  perché la funzione preventiva non si proietta
  necessariamente sull'autore del fatto criminoso ma su cose
  che, postulando un vincolo di pertinenzialità col
  reato, vengono riguardate dall'ordinamento come strumenti
  la cui libera disponibilità può costituire situazione di pericolo
                                    Avv. Francesco Paolo Micozzi
Le posizioni della giurisp. di legittimità

Viene adottata immediatamente una interpretazione
 costituzionalmente orientata dell'art. 321(anche alla
 luce della C.Cost.) e tesa a precludere ogni
 valutazione sulla sussistenza di indizi di
 colpevolezza e sulla gravità degli stessi (SSUU 23
 aprile 1993 - Gifuni)




                          Avv. Francesco Paolo Micozzi
Il fatto concreto e la norma astratta

La prima giurisprudenza di legittimità si concentra
 sulla verifica della configurabilità del fatto nella
 fattispecie astratta. Per il fumus, però, non occorre il
 raggiungimento di una prova certa della "punibilità".
Secondo la sentenza Gifuni, infatti, il controllo del
 giudice deve essere limitato alla "astratta possibilità
 di sussumere il fatto attribuito ad un
 soggetto in una determinata ipotesi di reato"


                           Avv. Francesco Paolo Micozzi
Il fatto concreto e la norma astratta

Il fatto di reato, in sostanza, deve essere valutato non
   nella sua "concreta" fondatezza (posto che
   altrimenti si avrebbe una anticipazione "troppo
   anticipata" del giudizio di merito) ma sul versante
   dell'analisi del fatto concreto e nella possibilità di
   inquadrarlo astrattamente (sussunzione) sotto una
   norma penale incriminatrice.



                            Avv. Francesco Paolo Micozzi
Il fatto concreto e la norma astratta

"è da escludere che il sequestro preventivo possa trovare
  sufficiente base giustificativa nella sola astratta
  configurabilità del reato contestato, sulla base
  unicamente dei termini dell'imputazione
  formulati dal P.M., dato che, se così fosse,
  l'imposizione del vincolo cautelare reale sarebbe
  rimessa alle insindacabili scelte dell'organo dell'accusa e
  si risolverebbe in un abuso"
(Cass. 1992 - Fiorito)

                              Avv. Francesco Paolo Micozzi
Fatto di reato emergente dalle risultanze
 

 Ai fini dell'applicazione delle misure cautelari reali, la
   sussumibilità di un fatto in una determinata
   fattispecie penale va sempre ricercata attraverso le
   risultanze in atti, ma nei limiti della verifica,
   provvisoria e incidentale, dell'astratta rilevanza penale
   del fatto accertato
 (Cass. SSUU 24 marzo 1995 - Barbuto)



                              Avv. Francesco Paolo Micozzi
Fatto di reato emergente dalle risultanze
 

 Il fumus commissi delicti va riferito - sempre - ad un'ipotesi
    ascrivibile alla realtà effettuale e non a quella
    virtuale. 
 Ciò non significa, però, che si debba incidere sino al punto da
    dimostrare la fondatezza della contestazione mossa
    all'indagato. (Cass. SSUU 20 novembre 1996 - Bassi)
 

 Ovviamente gli elementi raccolti sulla verificazione "del fatto
  reale" devono essere messi a disposizione delle parti anche
  in caso di richiesta di riesame del provvedimento ablativo.

                                Avv. Francesco Paolo Micozzi
Orientamenti più recenti


Parte della giurisprudenza di legittimità, in seguito, è
 andata oltre richiedendo che nella valutazione del
 fumus debbano essere ricompresi (ai fini della
 verifica della sussumibilità in astratto) anche gli
 elementi forniti dall'accusa e le argomentazioni
 difensive




                            Avv. Francesco Paolo Micozzi
Anche il sequestro probatorio ha il suo
            fumus commissi delicti
Art. 253.
Oggetto e formalità del sequestro.

1. L'autorità giudiziaria dispone con decreto motivato il sequestro del
   corpo del reato e delle cose pertinenti al reato
   necessarie per l'accertamento dei fatti.
-----
- Considerando che nel cpp pre-riforma il sequestro probatorio
   e quello preventivo erano un tutt'uno (il sequestro per il
   processo penale)
- Il corpo del reato come species del genus cose pertinenti al
   reato
                                      Avv. Francesco Paolo Micozzi
Fumus e reati informatici


Distinzione di reati informatici (ne ha già parlato il
 Dott. Sante Bascucci)


Due ipotesi chiarificatrici avallate dalla giurisprudenza
- Sequestro preventivo / statistica di accesso a un
  sito
- Sequestro preventivo e comunicazione dell'ISP
  (connessione tra indirizzo-IP e soggetto)

                            Avv. Francesco Paolo Micozzi
Irripetibilità
dell'acquisizione della
  prova informatica

           I recenti arresti
             giurisprudenziali e
             dottrinali in materia
             di acquisizione della
             prova digitale

           Avv. Francesco Paolo Micozzi
La prova scientifica


• I principi fondamentali e costituzionalmente disciplinati
    (art. 111 Cost.) in ordine alla prova nel processo penale
    impongono una acquisizione - soprattutto quando si
    parla di prove scientifiche – nel contraddittorio
    tra le parti.
    

• Non è ammissibile, in sostanza, che la responsabilità
   penale di un soggetto possa basarsi su prove acquisite in
   assenza delle precauzioni tese ad evitare la dispersione
   della prova o che la fonte probatoria mantenga
   inalterato il suo elemento di prova
                              Avv. Francesco Paolo Micozzi
Art. 111 Cost., commi IV e V


Il processo penale è regolato dal principio del
   contraddittorio nella formazione della prova. La
   colpevolezza dell'imputato non può essere provata sulla base
   di dichiarazioni rese da chi, per libera scelta, si e' sempre
   volontariamente sottratto all'interrogatorio da parte
   dell'imputato o del suo difensore.


La legge regola i casi in cui la formazione della prova non ha
  luogo in contraddittorio per consenso dell'imputato o per
  accertata impossibilità di natura oggettiva o per effetto di
  provata condotta illecita
                                Avv. Francesco Paolo Micozzi
La prova

Il principio generale delle prove: le prove si formano
   a dibattimento nel contraddittorio fra le parti


In alcuni casi, però, non si può attendere la fase
  del dibattimento e la prova deve essere “congelata”
  sin dalla fase delle indagini preliminari per essere
  portata integra (chain of custody) alla valutazione del
  giudice

                            Avv. Francesco Paolo Micozzi
Ricerca, acquisizione e valutazione della
                      prova


Con riferimento alla fonte di prova “informatica” (considerata
 la assoluta “volatilità” dei bit) la L. 48/2008 ha introdotto nel
 codice di rito alcune indicazioni sulla raccolta “sicura”
 della fonte informatica 


Ma le cautele non possono arrestarsi al momento della
 ricerca della prova informatica. Esse devono proseguire
 sino al momento della acquisizione della prova,
 ossia al momento in cui l'elemento di prova viene
 sottoposto alla valutazione del giudice (assenza di prova
 legale nel processo penale)
                                 Avv. Francesco Paolo Micozzi
Chain of custody


Al fine di consentire di verificare la conservazione
 della genuinità del significato probatorio, la
 moderna scienza della computer forensics, ha
 introdotto una serie di procedure tecniche.


Senza entrare nel dettaglio delle fasi della computer
 forensics occorre concentrarsi un attimo sulla c.d.
 “Chain of custody” e sugli algoritmi di HASH


                          Avv. Francesco Paolo Micozzi
Chain of custody


Quando si parla di “chain of custody” si fa riferimento
 a quella documentazione – redatta dai soggetti che
 entrano in contatto con la fonte di prova
 (solitamente si tratta della PG) – nella quale vengono
 annotati, in ordine cronologico, tutti quegli eventi che
 sono potenzialmente in grado di incidere sulle
 informazioni contenute nella fonte (dal momento del
 sequestro, a quello della custodia, a quello del
 controllo, dell'analisi, delle operazioni di copia etc.).


                             Avv. Francesco Paolo Micozzi
HASH

• L 'algoritmo di HASH, invece, entra in gioco nel momento in cui
    viene effettuata una copia del supporto informatico o di parte
    dei dati informatici. 
• Possiamo considerarlo come “l'impronta digitale delle
    informazioni digitali”: due file identici avranno due codici HASH
    identici.
    
• “la funzione hash è una funzione che mappa una stringa di
    lunghezza arbitraria in una stringa di lunghezza
    predefinita” (wikipedia)
    
• La identità di HASH crea una ragionevole aspettativa di identità
    del file
                                  Avv. Francesco Paolo Micozzi
Cass.2270/2010 (conf. 10834/07)



La mancata apposizione dei sigilli (260 c.p.p.) alla cosa
  sequestrata, per la tassatività delle nullità, non
  determina l'illegittimità del sequestro e non impedisce
  l'utilizzabilità della prova che dai reperti sia in seguito
  acquisita a condizione però che sia comunque
  certa l'identità della cosa sequestrata...




                               Avv. Francesco Paolo Micozzi
Irripetibilità VS
  Ripetibilità
Irripetibilità


• Considerata la “delicatezza” delle informazioni digitali è
   evidente che un approccio errato al supporto
   informatico è potenzialmente in grado di distruggere o
   alterare il contenuto probatorio e quindi, di impedire al
   giudice di valutare correttamente le informazioni 
     

• Il codice di rito, pertanto, prevede alcune precauzioni
     al fine di consentire che la prova si formi nel
     contraddittorio tra le parti e di evitare, al contempo, la
     dispersione della prova
                               Avv. Francesco Paolo Micozzi
Concetto di atto irripetibile



● E' bene evidenziare che il concetto di irripetibilità
    “giuridico” non coincide con quello di irripetibilità in
    senso “tecnico.


● La disciplina normativa sugli atti irripetibili tende a:

 
    – evitare che le prove “urgenti” vengano disperse;

 
    – garantire il rispetto del principio del
 contraddittorio (111 Cost.)
                                 Avv. Francesco Paolo Micozzi
Le versioni di irripetibilità



● L 'attività investigativa sulla prova può essere irripetibile...


– A) Perché in caso d'inerzia la prova andrebbe comunque
  dispersa (indifferibilità) - “se non lo fai subito non lo puoi
  più fare”


– B) Perché la stessa attività che si compie comporta
  (necessariamente o con un'elevata probabilità) l'alterazione o
  la distruzione della fonte di prova (non reiterabilità) - “se
  lo fai non lo puoi più fare”
                                   Avv. Francesco Paolo Micozzi
Irripetibilità... e l'art. 360 c.p.p.

Art. 359. - Consulenti tecnici del pubblico ministero.
1. Il pubblico ministero, quando procede ad accertamenti, rilievi segnaletici,
   descrittivi o fotografici e ad ogni altra operazione tecnica per cui sono
   necessarie specifiche competenze, può nominare e avvalersi di consulenti,
   che non possono rifiutare la loro opera.
2. Il consulente può essere autorizzato dal pubblico ministero ad assistere a
   singoli atti di indagine.

Art. 360. - Accertamenti tecnici non ripetibili.
1. Quando gli accertamenti previsti dall'articolo 359 riguardano persone,
   cose o luoghi il cui stato è soggetto a modificazione, il pubblico
   ministero avvisa, senza ritardo, la persona sottoposta alle indagini, la
   persona offesa dal reato e i difensori del giorno, dell'ora e del luogo fissati
   per il conferimento dell'incarico e della facoltà di nominare consulenti
   tecnici.
                                        Avv. Francesco Paolo Micozzi
Irripetibilità... e l'art. 391-decies, III
  comma, c.p.p.
Utilizzazione della documentazione delle investigazioni
  difensive. 
[…]
3. Quando si tratta di accertamenti tecnici non
  ripetibili, il difensore deve darne avviso, senza ritardo, al
  pubblico ministero per l'esercizio delle facoltà previste,
  in quanto compatibili, dall'articolo 360. Negli altri casi
  di atti non ripetibili di cui al comma 2, il pubblico
  ministero, personalmente o mediante delega alla polizia
  giudiziaria, ha facoltà di assistervi.

                               Avv. Francesco Paolo Micozzi
Le “facoltà” dell'art. 360 c.p.p.


4. Qualora, prima del conferimento dell'incarico, la persona
  sottoposta alle indagini formuli riserva di promuovere
  incidente probatorio, il pubblico ministero dispone che
  non si proceda agli accertamenti salvo che questi, se differiti,
  non possano più essere utilmente compiuti.


5. Se il pubblico ministero, malgrado l'espressa riserva formulata
  dalla persona sottoposta alle indagini e pur non sussistendo le
  condizioni indicate nell'ultima parte del comma 4, ha
  ugualmente disposto di procedere agli accertamenti, i relativi
  risultati non possono essere utilizzati nel dibattimento

                                  Avv. Francesco Paolo Micozzi
A quale irripetibilità fa riferimento il
     360 cpp?
Da una lettura distratta potrebbe sembrare che l'art.
 360 c.p.p. ricomprenda solo i casi di “indifferibilità”
 e non anche quelli di “non reiterabilità”.


Tuttavia, l'art. 117 disp. att. c.p.p. prevede che 
Le disposizioni previste dall'articolo 360 del codice si
  applicano anche nei casi in cui l'accertamento tecnico
  determina modificazioni delle cose, dei luoghi o delle
  persone tali da rendere l'atto non ripetibile.
In questo caso la irripetibilità è causata dallo stesso
  accertamento!
                            Avv. Francesco Paolo Micozzi
Non ripetibilità


 La prima domanda che ci viene in mente è:
“ma se l'irripetibilità è determinata dallo stesso
  accertamento, non sarebbe preferibile attendere che la
  prova si formi nella sua sede “ideale” (il dibattimento
  nel contraddittorio fra le parti)? oltretutto... si
  tratterebbe di una attività differibile!”


La risposta a questa domanda è: nei casi previsti dal 117
  disp.att. c.p.p. il risultato dell'accertamento è quello utile
  per la ”prosecuzione delle indagini”!

                               Avv. Francesco Paolo Micozzi
Accertamento VS Rilievo




Abbiamo potuto notare che gli articoli che stiamo
 esaminando richiamano spesso la definizione di
 “ACCERTAMENTI” ed anche quella di
 “RILIEVI”...




                            Avv. Francesco Paolo Micozzi
Irripetibilità... e l'art. 360 c.p.p.

Art. 359. - Consulenti tecnici del pubblico ministero.

1. Il pubblico ministero, quando procede ad accertamenti, rilievi segnaletici,
   descrittivi o fotografici e ad ogni altra operazione tecnica per cui sono
   necessarie specifiche competenze, può nominare e avvalersi di
   consulenti, che non possono rifiutare la loro opera.

Art. 360. - Accertamenti tecnici non ripetibili.

1. Quando gli accertamenti previsti dall'articolo 359 riguardano persone,
   cose o luoghi il cui stato è soggetto a modificazione, il pubblico ministero
   avvisa, senza ritardo, la persona sottoposta alle indagini, la persona
   offesa dal reato e i difensori del giorno, dell'ora e del luogo fissati per il
   conferimento dell'incarico e della facoltà di nominare consulenti tecnici.
                                        Avv. Francesco Paolo Micozzi
L 'accertamento / Le operazioni tecniche


La copia di un supporto informatico è,
  normalmente, una delle prime attività tecniche compiute
  sul supporto digitale: si tratta di un'attività che può
  essere definita come accertamento?


La copia digitale è eseguita correttamente quando duplica
  fedelmente le informazioni originali (copia di bitstream)
  senza alterare il contenuto della fonte (sistemi che
  impediscono la scrittura del supporto di origine)

                             Avv. Francesco Paolo Micozzi
L 'accertamento / Le operazioni tecniche


L 'attività di copia viene eseguita, spesso, dagli ausiliari di
  PG (art. 348, u.c., c.p.p.).


Il raffronto con l'art. 359 c.p.p. (CT del PM) consente di
   escludere che l'attività valutativa (“accertamento”) possa
   essere posta in essere dagli ausiliari di PG i quali
   debbono unicamente “assicurare le fonti di prova” senza
   procedere ad accertamenti (che consistono in attività
   valutative) riservati ai consulenti tecnici (del PM e della
   difesa) e ai periti (i consulenti tecnici dei giudici)
                                Avv. Francesco Paolo Micozzi
L 'accertamento / Le operazioni tecniche


Questo ha portato la Suprema Corte di Cassazione a
 ritenere che l'attività di copia del supporto informatico
 rientri tra le attività di assicurazione della fonte di prova
 che non richiedono alcuna attività valutativa, con
 conseguente esclusione della disciplina dettata dall'art.
 360 c.p.p. e delle relative “facoltà” di cui abbiamo
 parlato in precedenza... a volte con sentenze alquanto
 curiose


                              Avv. Francesco Paolo Micozzi
Giurisprudenza
Cass. 25 febbraio 2009 n. 14511



… per “atto irripetibile” deve intendersi l'atto contraddistinto
 da un risultato estrinseco ed ulteriore rispetto alla mera
 attività investigativa, non più riproducibile in dibattimento
 se non con la perdita dell'informazione probatoria o della
 sua genuinità. Sotto tale profilo gli accertamenti ex art.
 360 c.p.p. consistono in attività di carattere valutativo su
 base tecnico- scientifica e non in attività di constatazione,
 raccolta, prelievo dei dati materiali pertinenti al reato (Cass.,
    Sez. 1, 9 febbraio 1990, n. 301, riv. 183648; Cass., Sez. 1, 3 giugno 1994, n. 10893, riv.
    200176; Cass., Sez. 2, 27 ottobre 1998, n. 5779, riv. 213311; Cass., Sez. 1, 9 maggio 2002, n.
    23156, riv. 221621; Cass., Sez. 1, 30 novembre 2005, n. 45437, riv. 233354 Cass., Sez. 1, 31
    gennaio 2007. n. 14852, riv. 237359; Cass., Sez. 1, 13 novembre 2007, n. 2443, riv. 239101).

                                                Avv. Francesco Paolo Micozzi
Cass. 25 febbraio 2009 n. 14511
Ciò posto, è da escludere che l'attività di estrazione di
  copia di file da un computer costituisca un atto
  irripetibile (nel senso in precedenza indicato), atteso che non
  comporta alcuna attività di carattere valutativo su base tecnico-
  scientifica né determina alcuna alterazione dello stato delle cose,
  tale da recare pregiudizio alla genuinità del contributo conoscitivo
  nella prospettiva dibattimentale, essendo sempre comunque
  assicurata la riproducibilità di informazioni identiche a quelle
  contenute nell'originale.

Lo stesso ricorrente, del resto, non ha in concreto allegato alcuna forma
  di distruzione o alterazione dei dati acquisiti, tale da confortare il suo
  assunto, ma si è limitato a prospettare ipoteticamente alcune
  situazioni potenziali che esulano dalla fattispecie sottoposta all'esame
  della Corte.
                                      Avv. Francesco Paolo Micozzi
Domanda per gli esperti...





L 'estrazione di copia di un file da un computer è
  un'attività sempre e comunque reiterabile?




                            Avv. Francesco Paolo Micozzi
Cass. 25 febbraio 2009 n. 11503


LA DIFESA:
violazione, a mente dell'art. 606 c.p.p., comma 1, lett. b) ed
  e), dell'art. 273 c.p.p., art. 117 disp. att. c.p.p. e 360 c.p.p.
  perchè l'hard disk rimosso dal computer sequestrato a S.V.
  sarebbe stato letto senza la presenza dei difensori e
  senza possibilità che tecnici della difesa presenziassero
  all'operazione, delicata, ad avviso della difesa, dappoichè
  cagione certa di alterazione del disco prelevato, e, pertanto,
  atto irripetibile. Di qui la violazione dell'art. 117 disp. att.
  c.p.p. e dell'art. 360 c.p.p. e delle ragioni difensive di S.V.

                                 Avv. Francesco Paolo Micozzi
Cass. 25 febbraio 2009 n. 11503
LA MOTIVAZIONE:
L'eccezione è palesemente infondata, dappoichè la lettura dell'hard
   disk non integra affatto atto irripetibile, perché la
   lettura di esso ha consentito di ipotizzare l'esistenza del reato a carico
   del ricorrente, perché quest'ultimo è del tutto estraneo ai diritti
   difensivi di altre parti del processo, perché, l'attività svolta al
   riguardo dalla P.G. rientra tra quelle svolte dalla stessa ai sensi dell'art.
   348 c.p.p. e art. 354 c.p.p., comma 2 e perché, infine, possibile nel
   prosieguo del processo ogni attività difensiva dello S.V. il quale, se del
   caso, potrà far valere, quando sarà e se sarà eventualmente accertata
   l'alterazione del disco informatico, alterazione allo stato soltanto
   affermata dalla difesa del ricorrente, peraltro persona diversa dal
   proprietario del computer, e, si ribadisce, per nulla accertata.

                                       Avv. Francesco Paolo Micozzi
Cass. 3 aprile 2009, n. 23035


"L'affermazione che l'operazione di estrazione degli appunti del coindagato
   archiviati nel suo computer costituisse attività irripetibile è priva difatti
   d'ogni riferimento che consenta di apprezzarne la plausibilità.

Mentre è, al contrario, dato di comune esperienza
 che la stampa di un qualsiasi documento redatto su
 supporto informatico è operazione meramente
 meccanica: riproducibile, teoricamente, all'infinito."





                                       Avv. Francesco Paolo Micozzi
Cass. 3 aprile 2009, n. 23035
"La sanzione della inutilizzabilità espressamente prevista
  dall'art. 360 c.p.p., comma 5 riguarda per altro il
  dibattimento ed è limitata all'ipotesi in cui il pubblico
  ministero, malgrado l'espressa riserva di promuovere
  incidente probatorio formulata dalla persona sottoposta alle
  indagini e pur potendo gli accertamenti irripetibili essere
  differiti, ha ugualmente disposto di procedere a detti
  accertamenti"
…
Ma come può la difesa fare riserva di promuovere
  incidente probatorio se non è a conoscenza dell'attività
  (almeno) “potenzialmente” irripetibile?
                               Avv. Francesco Paolo Micozzi
Cass. SSUU - 25 febbraio 2010, n. 15208


va escluso che l'attività di estrazione di copia di un file da
  un computer (attività definibile, secondo Cass., Sez. 1, 25
  febbraio 2009, n. 11503, Dell'Aversano, come
  accertamento di polizia giudiziaria diretto
  all'assicurazione delle fonti di prova) costituisca atto
  irripetibile, dato che non comporta alcuna attività di
  carattere valutativo su base tecnico - scientifica, nè
  determina alcuna alterazione dello stato delle cose, tale
  da recare un pregiudizio alla genuinità del contributo
  conoscitivo in prospettiva dibattimentale. E' assicurata
  infatti, in ogni caso, la riproducibilità di informazioni
  identiche a quelle contenute nell'originale
                              Avv. Francesco Paolo Micozzi
Non comporta alterazione...




Cosa significa per le Sezioni Unite della Suprema Corte
 di Cassazione il “non comporta alterazione”?


Vediamolo...




                            Avv. Francesco Paolo Micozzi
Non comporta alterazione...

né si è trattato di accertamenti irripetibili
  essendo il computer rimasto
  integro; inoltre la stessa tecnica di
  estrazione utilizzata, ovvero la "encase
  forensic", così come tutti i programmi di
  estrazione, prevedevano come prima
  operazione quella di effettuare una
  copia dell'hard disk, sicché era garantita
  l'esclusione di alcuna modifica del
  supporto originale.

Cass. SSUU - 25 febbraio 2010, n. 15208
                                     Avv. Francesco Paolo Micozzi
Cass. 24 novembre 2010, n. 45571


… “non dà luogo ad accertamento tecnico irripetibile la
 lettura dell'hard disck di un computer sequestrato che è
 attività di PG volta, anche con urgenza, all'assicurazione
 delle fonti di prova e ... “l'estrazione dei dati contenuti in

    un supporto informatico  se    eseguita da personale
    esperto in grado di evitare la perdita dei medesimi dati,
    costituisce un accertamento tecnico ripetibile..."


Allora... è un accertamento o no?
                                Avv. Francesco Paolo Micozzi
Cass. 17 dicembre 2010, n. 16599


… quando le difese denunciano la mancanza dei supporti
 originali e rilevano incongruenze circa le date dei CD
 messi a loro disposizione, trascurano di considerare che
 il supporto sul quale vengono memorizzati i flussi
 telematici captati sono sempre duplicati dell'originario
 documento contenuto nel server di registrazione ed è
 irrilevante la data in cui tali duplicati vengono effettuati
 A MENO CHE NON SI INTENDA DENUNCIARE UN
 FATTO DI RILEVANZA PENALE DI MANIPOLAZIONE
 DEL DATO ORIGINARIO...

                              Avv. Francesco Paolo Micozzi
Cass. 9 marzo 2011, n. 17244


… Quanto al secondo motivo, non da luogo ad
 accertamento tecnico irripetibile l'estrazione dei dati
 archiviati in un computer, trattandosi di operazione
 meramente meccanica, riproducibile per un numero
 indefinito di volte. 


Pertanto non sussiste neppure la nullità dedotta con il
  secondo motivo di ricorso...


                             Avv. Francesco Paolo Micozzi
Cass. 3 maggio 2011, n. 26362
Per il resto la motivazione correttamente oppone che l'accertamento
  disposto dal PM sul computer non era da considerare in origine
  irripetibile essendo l' irripetibilità dell'accertamento
  sopravvenuta e non preventivabile in quanto causata da un
  imprevedibile guasto del computer. Di conseguenza
  correttamente si è ritenuto non invocabile alcuna nullità in quanto
  quest'ultima consegue unicamente al caso in cui vi sia violazione
  della procedura indicata dall'art. 360 bis c.p.p.; e, cioè, nel caso in
  cui non sia dato avviso alla difesa dell'accertamento peritale su un
  bene necessariamente soggetto ad alterazione per effetto
  dell'esame stesso. La sopravvenuta impossibilità della ripetizione
  dell'atto deve essere, al pari degli altri atti compiuti nel corso delle
  indagini, quindi, liberamente apprezzata dal giudice e, di per se
  stessa non impedisce la utilizzazione dell'atto in dibattimento.
                                    Avv. Francesco Paolo Micozzi
Interpretazioni... dubbie
E' stato già ritenuto da questa Corte che gli accertamenti
  compiuti dalla polizia giudiziaria, consistenti nell'esame
  tecnico del contenuto dell'hard disk, non hanno il carattere
  della irripetibilità estrinseca o intrinseca, in forza del quale
  debbano essere rispettate le garanzie previste dall'art. 360
  c.p.p., con preavviso all'indagato. Si tratta infatti di esami che
  per loro natura possono essere ripetuti, e che per se stessi
  non determinano modificazioni dello stato della cosa
  esaminata ai sensi dell'art. 117 disp. att. c.p.p. (Cass., Sez. 3^,
  22 settembre 2006, n. 37706, Ciuti).


Cassazione penale sez. I, 18 marzo 2009, n. 15970
                                  Avv. Francesco Paolo Micozzi
Se qualcosa va storto?
● Un'attività di copia (o di ispezione informatica) maldestra del
    supporto informatico rischia, in primo luogo, di impedire ai
    consulenti tecnici ed al perito una corretta analisi e, in secondo
    luogo, al giudice di valutare correttamente (in sede decisionale)
    il significato emerso dalla fonte di prova informatica.


● In sostanza il rischio è che il giudice non possa fondare il suo
    convincimento (in un senso o nell'altro) su un elemento di
    prova evidentemente viziato



                                   Avv. Francesco Paolo Micozzi
Copiare o no?
Cass. 14511/09
Il provvedimento di acquisizione di copia di file ritenuti utili ai fini delle
   indagini è disciplinato dall'art. 258 c.p.p. ed ha natura autonoma e
   distinta rispetto alla misura cautelare reale del sequestro (Cass, Sez.
   Un., 24 aprile 2008, n. 18253,Tehmil, rv. 239397).
[…]
Dal disposto dell'art. 258 c.p.p. non è, comunque, ricavabile
   un'impostazione legislativa ispirata alla regola della best evidence,
   per la quale dovrebbe essere privilegiata l'acquisizione dei documenti
   in originale.

Relativamente all'estrazione di copie non è esperibile una procedura
  incidentale di controllo di legittimità, in quanto non si è in presenza di
  un vincolo di indisponibilità del bene equipollente al sequestro.
                                      Avv. Francesco Paolo Micozzi
Cass. SSUU 18253/08


Le SSUU devono decidere “… se, dopo che sia stata
  restituita la cosa sequestrata, divenga inammissibile
  per sopravvenuta carenza di interesse la richiesta di
  riesame di un sequestro probatorio (o, può aggiungersi,
  il ricorso in Cassazione contro la decisione del Tribunale
  del riesame, adottata mentre la cosa era trattenuta),
  specie nell'ipotesi in cui il p.m., avvalendosi del potere
  conferitogli dall'art. 258 c.p.p., abbia estratto copia
  della documentazione restituita.”

                             Avv. Francesco Paolo Micozzi
Cass. SSUU 18253/08




l'istanza di riesame di un provvedimento di sequestro di
   cosa successivamente restituita è inammissibile in
   quanto il risultato tipico dell'impugnazione (il
   dissequestro) è già stato conseguito




                            Avv. Francesco Paolo Micozzi
In conclusione


L 'estrazione di dati da un supporto informatico, considerata la
  “volatilità” dei bit e la superficialità con cui, spesso, viene
  trattata la fonte di prova digitale meriterebbe alcune
  attenzioni maggiori da parte del legislatore, mediante – ad
  esempio – un intervento “correttivo” che preveda
  espressamente – in ogni caso in cui si debba aver a che fare
  con un supporto digitale-magnetico (o assimilabile per
  delicatezza) – una sanzione processuale (inutilizzabilità) a
  fronte di una manipolazione maldestra del dato informatico...
perché anche una “data” può essere essenziale!

                               Avv. Francesco Paolo Micozzi
Q&A                     
Avv. Francesco Paolo Micozzi
                             

                                       @fpmicozzi


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  • 1. Pesaro – Hotel Cruiser 9 novembre 2012 Reati informatici 2012 Fumus commissi delicti e reati informatici La irripetibilità Avv. Francesco Paolo Micozzi
  • 2. Fumus commissi delicti e reati informatici Avv. Francesco Paolo Micozzi
  • 3. Sequestro preventivo Art. 321. Oggetto del sequestro preventivo. 1. Quando vi è pericolo che la libera disponibilità di una cosa pertinente al reato possa aggravare o protrarre le conseguenze di esso ovvero agevolare la commissione di altri reati, a richiesta del pubblico ministero il giudice competente a pronunciarsi nel merito ne dispone il sequestro con decreto motivato. Prima dell'esercizio dell'azione penale provvede il giudice per le indagini preliminari. Avv. Francesco Paolo Micozzi
  • 4. Misure cautelari personali Art. 273. Condizioni generali di applicabilità delle misure. 1. Nessuno può essere sottoposto a misure cautelari se a suo carico non sussistono gravi indizi di colpevolezza. 1-bis. Nella valutazione dei gravi indizi di colpevolezza si applicano le disposizioni degli articoli 192, commi 3 e 4, 195, comma 7, 203 e 271, comma 1. 2. Nessuna misura può essere applicata se risulta che il fatto è stato compiuto in presenza di una causa di giustificazione o di non punibilità o se sussiste una causa di estinzione del reato ovvero una causa di estinzione della pena che si ritiene possa essere irrogata. Avv. Francesco Paolo Micozzi
  • 5. Il senso del fumus post riforma Dottrina e giurisprudenza sull'interpretazione del concetto di fumus commissi delicti previsto dall'applicazione del sequestro preventivo Avv. Francesco Paolo Micozzi
  • 6. Ma torniamo al sequestro preventivo... Quando vi è il fumus commissi delicti? - Quando ci siano gravi indizi di colpevolezza? - Quando vi siano precisi indizi di reato? - Quando vi sia un quadro indiziario grave? Ma soprattutto: il fumus del sequestro preventivo è identico al fumus delle misure cautelari personali? Avv. Francesco Paolo Micozzi
  • 7. C.Cost. 17 febbraio 1994, n. 94 La scelta del codice di non riprodurre per le misure cautelari reali i presupposti sanciti dall'art. 273 per le misure cautelari personali non può pertanto ritenersi in sé contrastante con l'art. 24 della Costituzione, essendo graduabili fra loro i valori che l'ordinamento prende in considerazione: da un lato, l'inviolabilità della libertà personale, e, dall'altro, la libera disponibilità dei beni, che la legge ben può contemperare in funzione degli interessi collettivi che vengono ad essere coinvolti Avv. Francesco Paolo Micozzi
  • 8. C.Cost. 17 febbraio 1994, n. 94 D'altra parte, la misura cautelare reale attiene, per sua stessa natura, a "cose" che, nell'ipotesi del sequestro preventivo, presentano un tasso di "pericolosità" che giustifica l'imposizione della cautela: da qui il rilievo che la misura, pur raccordandosi ontologicamente ad un reato, inteso questo nella sua realtà fenomenica, può prescindere totalmente da qualsiasi profilo di "colpevolezza", proprio perché la funzione preventiva non si proietta necessariamente sull'autore del fatto criminoso ma su cose che, postulando un vincolo di pertinenzialità col reato, vengono riguardate dall'ordinamento come strumenti la cui libera disponibilità può costituire situazione di pericolo Avv. Francesco Paolo Micozzi
  • 9. Le posizioni della giurisp. di legittimità Viene adottata immediatamente una interpretazione costituzionalmente orientata dell'art. 321(anche alla luce della C.Cost.) e tesa a precludere ogni valutazione sulla sussistenza di indizi di colpevolezza e sulla gravità degli stessi (SSUU 23 aprile 1993 - Gifuni) Avv. Francesco Paolo Micozzi
  • 10. Il fatto concreto e la norma astratta La prima giurisprudenza di legittimità si concentra sulla verifica della configurabilità del fatto nella fattispecie astratta. Per il fumus, però, non occorre il raggiungimento di una prova certa della "punibilità". Secondo la sentenza Gifuni, infatti, il controllo del giudice deve essere limitato alla "astratta possibilità di sussumere il fatto attribuito ad un soggetto in una determinata ipotesi di reato" Avv. Francesco Paolo Micozzi
  • 11. Il fatto concreto e la norma astratta Il fatto di reato, in sostanza, deve essere valutato non nella sua "concreta" fondatezza (posto che altrimenti si avrebbe una anticipazione "troppo anticipata" del giudizio di merito) ma sul versante dell'analisi del fatto concreto e nella possibilità di inquadrarlo astrattamente (sussunzione) sotto una norma penale incriminatrice. Avv. Francesco Paolo Micozzi
  • 12. Il fatto concreto e la norma astratta "è da escludere che il sequestro preventivo possa trovare sufficiente base giustificativa nella sola astratta configurabilità del reato contestato, sulla base unicamente dei termini dell'imputazione formulati dal P.M., dato che, se così fosse, l'imposizione del vincolo cautelare reale sarebbe rimessa alle insindacabili scelte dell'organo dell'accusa e si risolverebbe in un abuso" (Cass. 1992 - Fiorito) Avv. Francesco Paolo Micozzi
  • 13. Fatto di reato emergente dalle risultanze Ai fini dell'applicazione delle misure cautelari reali, la sussumibilità di un fatto in una determinata fattispecie penale va sempre ricercata attraverso le risultanze in atti, ma nei limiti della verifica, provvisoria e incidentale, dell'astratta rilevanza penale del fatto accertato (Cass. SSUU 24 marzo 1995 - Barbuto) Avv. Francesco Paolo Micozzi
  • 14. Fatto di reato emergente dalle risultanze Il fumus commissi delicti va riferito - sempre - ad un'ipotesi ascrivibile alla realtà effettuale e non a quella virtuale. Ciò non significa, però, che si debba incidere sino al punto da dimostrare la fondatezza della contestazione mossa all'indagato. (Cass. SSUU 20 novembre 1996 - Bassi) Ovviamente gli elementi raccolti sulla verificazione "del fatto reale" devono essere messi a disposizione delle parti anche in caso di richiesta di riesame del provvedimento ablativo. Avv. Francesco Paolo Micozzi
  • 15. Orientamenti più recenti Parte della giurisprudenza di legittimità, in seguito, è andata oltre richiedendo che nella valutazione del fumus debbano essere ricompresi (ai fini della verifica della sussumibilità in astratto) anche gli elementi forniti dall'accusa e le argomentazioni difensive Avv. Francesco Paolo Micozzi
  • 16. Anche il sequestro probatorio ha il suo fumus commissi delicti Art. 253. Oggetto e formalità del sequestro. 1. L'autorità giudiziaria dispone con decreto motivato il sequestro del corpo del reato e delle cose pertinenti al reato necessarie per l'accertamento dei fatti. ----- - Considerando che nel cpp pre-riforma il sequestro probatorio e quello preventivo erano un tutt'uno (il sequestro per il processo penale) - Il corpo del reato come species del genus cose pertinenti al reato Avv. Francesco Paolo Micozzi
  • 17. Fumus e reati informatici Distinzione di reati informatici (ne ha già parlato il Dott. Sante Bascucci) Due ipotesi chiarificatrici avallate dalla giurisprudenza - Sequestro preventivo / statistica di accesso a un sito - Sequestro preventivo e comunicazione dell'ISP (connessione tra indirizzo-IP e soggetto) Avv. Francesco Paolo Micozzi
  • 18. Irripetibilità dell'acquisizione della prova informatica I recenti arresti giurisprudenziali e dottrinali in materia di acquisizione della prova digitale Avv. Francesco Paolo Micozzi
  • 19. La prova scientifica • I principi fondamentali e costituzionalmente disciplinati (art. 111 Cost.) in ordine alla prova nel processo penale impongono una acquisizione - soprattutto quando si parla di prove scientifiche – nel contraddittorio tra le parti. • Non è ammissibile, in sostanza, che la responsabilità penale di un soggetto possa basarsi su prove acquisite in assenza delle precauzioni tese ad evitare la dispersione della prova o che la fonte probatoria mantenga inalterato il suo elemento di prova Avv. Francesco Paolo Micozzi
  • 20. Art. 111 Cost., commi IV e V Il processo penale è regolato dal principio del contraddittorio nella formazione della prova. La colpevolezza dell'imputato non può essere provata sulla base di dichiarazioni rese da chi, per libera scelta, si e' sempre volontariamente sottratto all'interrogatorio da parte dell'imputato o del suo difensore. La legge regola i casi in cui la formazione della prova non ha luogo in contraddittorio per consenso dell'imputato o per accertata impossibilità di natura oggettiva o per effetto di provata condotta illecita Avv. Francesco Paolo Micozzi
  • 21. La prova Il principio generale delle prove: le prove si formano a dibattimento nel contraddittorio fra le parti In alcuni casi, però, non si può attendere la fase del dibattimento e la prova deve essere “congelata” sin dalla fase delle indagini preliminari per essere portata integra (chain of custody) alla valutazione del giudice Avv. Francesco Paolo Micozzi
  • 22. Ricerca, acquisizione e valutazione della prova Con riferimento alla fonte di prova “informatica” (considerata la assoluta “volatilità” dei bit) la L. 48/2008 ha introdotto nel codice di rito alcune indicazioni sulla raccolta “sicura” della fonte informatica Ma le cautele non possono arrestarsi al momento della ricerca della prova informatica. Esse devono proseguire sino al momento della acquisizione della prova, ossia al momento in cui l'elemento di prova viene sottoposto alla valutazione del giudice (assenza di prova legale nel processo penale) Avv. Francesco Paolo Micozzi
  • 23. Chain of custody Al fine di consentire di verificare la conservazione della genuinità del significato probatorio, la moderna scienza della computer forensics, ha introdotto una serie di procedure tecniche. Senza entrare nel dettaglio delle fasi della computer forensics occorre concentrarsi un attimo sulla c.d. “Chain of custody” e sugli algoritmi di HASH Avv. Francesco Paolo Micozzi
  • 24. Chain of custody Quando si parla di “chain of custody” si fa riferimento a quella documentazione – redatta dai soggetti che entrano in contatto con la fonte di prova (solitamente si tratta della PG) – nella quale vengono annotati, in ordine cronologico, tutti quegli eventi che sono potenzialmente in grado di incidere sulle informazioni contenute nella fonte (dal momento del sequestro, a quello della custodia, a quello del controllo, dell'analisi, delle operazioni di copia etc.). Avv. Francesco Paolo Micozzi
  • 25. HASH • L 'algoritmo di HASH, invece, entra in gioco nel momento in cui viene effettuata una copia del supporto informatico o di parte dei dati informatici. • Possiamo considerarlo come “l'impronta digitale delle informazioni digitali”: due file identici avranno due codici HASH identici. • “la funzione hash è una funzione che mappa una stringa di lunghezza arbitraria in una stringa di lunghezza predefinita” (wikipedia) • La identità di HASH crea una ragionevole aspettativa di identità del file Avv. Francesco Paolo Micozzi
  • 26. Cass.2270/2010 (conf. 10834/07) La mancata apposizione dei sigilli (260 c.p.p.) alla cosa sequestrata, per la tassatività delle nullità, non determina l'illegittimità del sequestro e non impedisce l'utilizzabilità della prova che dai reperti sia in seguito acquisita a condizione però che sia comunque certa l'identità della cosa sequestrata... Avv. Francesco Paolo Micozzi
  • 27. Irripetibilità VS Ripetibilità
  • 28. Irripetibilità • Considerata la “delicatezza” delle informazioni digitali è evidente che un approccio errato al supporto informatico è potenzialmente in grado di distruggere o alterare il contenuto probatorio e quindi, di impedire al giudice di valutare correttamente le informazioni • Il codice di rito, pertanto, prevede alcune precauzioni al fine di consentire che la prova si formi nel contraddittorio tra le parti e di evitare, al contempo, la dispersione della prova Avv. Francesco Paolo Micozzi
  • 29. Concetto di atto irripetibile ● E' bene evidenziare che il concetto di irripetibilità “giuridico” non coincide con quello di irripetibilità in senso “tecnico. ● La disciplina normativa sugli atti irripetibili tende a: – evitare che le prove “urgenti” vengano disperse; – garantire il rispetto del principio del contraddittorio (111 Cost.) Avv. Francesco Paolo Micozzi
  • 30. Le versioni di irripetibilità ● L 'attività investigativa sulla prova può essere irripetibile... – A) Perché in caso d'inerzia la prova andrebbe comunque dispersa (indifferibilità) - “se non lo fai subito non lo puoi più fare” – B) Perché la stessa attività che si compie comporta (necessariamente o con un'elevata probabilità) l'alterazione o la distruzione della fonte di prova (non reiterabilità) - “se lo fai non lo puoi più fare” Avv. Francesco Paolo Micozzi
  • 31. Irripetibilità... e l'art. 360 c.p.p. Art. 359. - Consulenti tecnici del pubblico ministero. 1. Il pubblico ministero, quando procede ad accertamenti, rilievi segnaletici, descrittivi o fotografici e ad ogni altra operazione tecnica per cui sono necessarie specifiche competenze, può nominare e avvalersi di consulenti, che non possono rifiutare la loro opera. 2. Il consulente può essere autorizzato dal pubblico ministero ad assistere a singoli atti di indagine. Art. 360. - Accertamenti tecnici non ripetibili. 1. Quando gli accertamenti previsti dall'articolo 359 riguardano persone, cose o luoghi il cui stato è soggetto a modificazione, il pubblico ministero avvisa, senza ritardo, la persona sottoposta alle indagini, la persona offesa dal reato e i difensori del giorno, dell'ora e del luogo fissati per il conferimento dell'incarico e della facoltà di nominare consulenti tecnici. Avv. Francesco Paolo Micozzi
  • 32. Irripetibilità... e l'art. 391-decies, III comma, c.p.p. Utilizzazione della documentazione delle investigazioni difensive. […] 3. Quando si tratta di accertamenti tecnici non ripetibili, il difensore deve darne avviso, senza ritardo, al pubblico ministero per l'esercizio delle facoltà previste, in quanto compatibili, dall'articolo 360. Negli altri casi di atti non ripetibili di cui al comma 2, il pubblico ministero, personalmente o mediante delega alla polizia giudiziaria, ha facoltà di assistervi. Avv. Francesco Paolo Micozzi
  • 33. Le “facoltà” dell'art. 360 c.p.p. 4. Qualora, prima del conferimento dell'incarico, la persona sottoposta alle indagini formuli riserva di promuovere incidente probatorio, il pubblico ministero dispone che non si proceda agli accertamenti salvo che questi, se differiti, non possano più essere utilmente compiuti. 5. Se il pubblico ministero, malgrado l'espressa riserva formulata dalla persona sottoposta alle indagini e pur non sussistendo le condizioni indicate nell'ultima parte del comma 4, ha ugualmente disposto di procedere agli accertamenti, i relativi risultati non possono essere utilizzati nel dibattimento Avv. Francesco Paolo Micozzi
  • 34. A quale irripetibilità fa riferimento il 360 cpp? Da una lettura distratta potrebbe sembrare che l'art. 360 c.p.p. ricomprenda solo i casi di “indifferibilità” e non anche quelli di “non reiterabilità”. Tuttavia, l'art. 117 disp. att. c.p.p. prevede che Le disposizioni previste dall'articolo 360 del codice si applicano anche nei casi in cui l'accertamento tecnico determina modificazioni delle cose, dei luoghi o delle persone tali da rendere l'atto non ripetibile. In questo caso la irripetibilità è causata dallo stesso accertamento! Avv. Francesco Paolo Micozzi
  • 35. Non ripetibilità La prima domanda che ci viene in mente è: “ma se l'irripetibilità è determinata dallo stesso accertamento, non sarebbe preferibile attendere che la prova si formi nella sua sede “ideale” (il dibattimento nel contraddittorio fra le parti)? oltretutto... si tratterebbe di una attività differibile!” La risposta a questa domanda è: nei casi previsti dal 117 disp.att. c.p.p. il risultato dell'accertamento è quello utile per la ”prosecuzione delle indagini”! Avv. Francesco Paolo Micozzi
  • 36. Accertamento VS Rilievo Abbiamo potuto notare che gli articoli che stiamo esaminando richiamano spesso la definizione di “ACCERTAMENTI” ed anche quella di “RILIEVI”... Avv. Francesco Paolo Micozzi
  • 37. Irripetibilità... e l'art. 360 c.p.p. Art. 359. - Consulenti tecnici del pubblico ministero. 1. Il pubblico ministero, quando procede ad accertamenti, rilievi segnaletici, descrittivi o fotografici e ad ogni altra operazione tecnica per cui sono necessarie specifiche competenze, può nominare e avvalersi di consulenti, che non possono rifiutare la loro opera. Art. 360. - Accertamenti tecnici non ripetibili. 1. Quando gli accertamenti previsti dall'articolo 359 riguardano persone, cose o luoghi il cui stato è soggetto a modificazione, il pubblico ministero avvisa, senza ritardo, la persona sottoposta alle indagini, la persona offesa dal reato e i difensori del giorno, dell'ora e del luogo fissati per il conferimento dell'incarico e della facoltà di nominare consulenti tecnici. Avv. Francesco Paolo Micozzi
  • 38. L 'accertamento / Le operazioni tecniche La copia di un supporto informatico è, normalmente, una delle prime attività tecniche compiute sul supporto digitale: si tratta di un'attività che può essere definita come accertamento? La copia digitale è eseguita correttamente quando duplica fedelmente le informazioni originali (copia di bitstream) senza alterare il contenuto della fonte (sistemi che impediscono la scrittura del supporto di origine) Avv. Francesco Paolo Micozzi
  • 39. L 'accertamento / Le operazioni tecniche L 'attività di copia viene eseguita, spesso, dagli ausiliari di PG (art. 348, u.c., c.p.p.). Il raffronto con l'art. 359 c.p.p. (CT del PM) consente di escludere che l'attività valutativa (“accertamento”) possa essere posta in essere dagli ausiliari di PG i quali debbono unicamente “assicurare le fonti di prova” senza procedere ad accertamenti (che consistono in attività valutative) riservati ai consulenti tecnici (del PM e della difesa) e ai periti (i consulenti tecnici dei giudici) Avv. Francesco Paolo Micozzi
  • 40. L 'accertamento / Le operazioni tecniche Questo ha portato la Suprema Corte di Cassazione a ritenere che l'attività di copia del supporto informatico rientri tra le attività di assicurazione della fonte di prova che non richiedono alcuna attività valutativa, con conseguente esclusione della disciplina dettata dall'art. 360 c.p.p. e delle relative “facoltà” di cui abbiamo parlato in precedenza... a volte con sentenze alquanto curiose Avv. Francesco Paolo Micozzi
  • 42. Cass. 25 febbraio 2009 n. 14511 … per “atto irripetibile” deve intendersi l'atto contraddistinto da un risultato estrinseco ed ulteriore rispetto alla mera attività investigativa, non più riproducibile in dibattimento se non con la perdita dell'informazione probatoria o della sua genuinità. Sotto tale profilo gli accertamenti ex art. 360 c.p.p. consistono in attività di carattere valutativo su base tecnico- scientifica e non in attività di constatazione, raccolta, prelievo dei dati materiali pertinenti al reato (Cass., Sez. 1, 9 febbraio 1990, n. 301, riv. 183648; Cass., Sez. 1, 3 giugno 1994, n. 10893, riv. 200176; Cass., Sez. 2, 27 ottobre 1998, n. 5779, riv. 213311; Cass., Sez. 1, 9 maggio 2002, n. 23156, riv. 221621; Cass., Sez. 1, 30 novembre 2005, n. 45437, riv. 233354 Cass., Sez. 1, 31 gennaio 2007. n. 14852, riv. 237359; Cass., Sez. 1, 13 novembre 2007, n. 2443, riv. 239101). Avv. Francesco Paolo Micozzi
  • 43. Cass. 25 febbraio 2009 n. 14511 Ciò posto, è da escludere che l'attività di estrazione di copia di file da un computer costituisca un atto irripetibile (nel senso in precedenza indicato), atteso che non comporta alcuna attività di carattere valutativo su base tecnico- scientifica né determina alcuna alterazione dello stato delle cose, tale da recare pregiudizio alla genuinità del contributo conoscitivo nella prospettiva dibattimentale, essendo sempre comunque assicurata la riproducibilità di informazioni identiche a quelle contenute nell'originale. Lo stesso ricorrente, del resto, non ha in concreto allegato alcuna forma di distruzione o alterazione dei dati acquisiti, tale da confortare il suo assunto, ma si è limitato a prospettare ipoteticamente alcune situazioni potenziali che esulano dalla fattispecie sottoposta all'esame della Corte. Avv. Francesco Paolo Micozzi
  • 44. Domanda per gli esperti... L 'estrazione di copia di un file da un computer è un'attività sempre e comunque reiterabile? Avv. Francesco Paolo Micozzi
  • 45. Cass. 25 febbraio 2009 n. 11503 LA DIFESA: violazione, a mente dell'art. 606 c.p.p., comma 1, lett. b) ed e), dell'art. 273 c.p.p., art. 117 disp. att. c.p.p. e 360 c.p.p. perchè l'hard disk rimosso dal computer sequestrato a S.V. sarebbe stato letto senza la presenza dei difensori e senza possibilità che tecnici della difesa presenziassero all'operazione, delicata, ad avviso della difesa, dappoichè cagione certa di alterazione del disco prelevato, e, pertanto, atto irripetibile. Di qui la violazione dell'art. 117 disp. att. c.p.p. e dell'art. 360 c.p.p. e delle ragioni difensive di S.V. Avv. Francesco Paolo Micozzi
  • 46. Cass. 25 febbraio 2009 n. 11503 LA MOTIVAZIONE: L'eccezione è palesemente infondata, dappoichè la lettura dell'hard disk non integra affatto atto irripetibile, perché la lettura di esso ha consentito di ipotizzare l'esistenza del reato a carico del ricorrente, perché quest'ultimo è del tutto estraneo ai diritti difensivi di altre parti del processo, perché, l'attività svolta al riguardo dalla P.G. rientra tra quelle svolte dalla stessa ai sensi dell'art. 348 c.p.p. e art. 354 c.p.p., comma 2 e perché, infine, possibile nel prosieguo del processo ogni attività difensiva dello S.V. il quale, se del caso, potrà far valere, quando sarà e se sarà eventualmente accertata l'alterazione del disco informatico, alterazione allo stato soltanto affermata dalla difesa del ricorrente, peraltro persona diversa dal proprietario del computer, e, si ribadisce, per nulla accertata. Avv. Francesco Paolo Micozzi
  • 47. Cass. 3 aprile 2009, n. 23035 "L'affermazione che l'operazione di estrazione degli appunti del coindagato archiviati nel suo computer costituisse attività irripetibile è priva difatti d'ogni riferimento che consenta di apprezzarne la plausibilità. Mentre è, al contrario, dato di comune esperienza che la stampa di un qualsiasi documento redatto su supporto informatico è operazione meramente meccanica: riproducibile, teoricamente, all'infinito." Avv. Francesco Paolo Micozzi
  • 48. Cass. 3 aprile 2009, n. 23035 "La sanzione della inutilizzabilità espressamente prevista dall'art. 360 c.p.p., comma 5 riguarda per altro il dibattimento ed è limitata all'ipotesi in cui il pubblico ministero, malgrado l'espressa riserva di promuovere incidente probatorio formulata dalla persona sottoposta alle indagini e pur potendo gli accertamenti irripetibili essere differiti, ha ugualmente disposto di procedere a detti accertamenti" … Ma come può la difesa fare riserva di promuovere incidente probatorio se non è a conoscenza dell'attività (almeno) “potenzialmente” irripetibile? Avv. Francesco Paolo Micozzi
  • 49. Cass. SSUU - 25 febbraio 2010, n. 15208 va escluso che l'attività di estrazione di copia di un file da un computer (attività definibile, secondo Cass., Sez. 1, 25 febbraio 2009, n. 11503, Dell'Aversano, come accertamento di polizia giudiziaria diretto all'assicurazione delle fonti di prova) costituisca atto irripetibile, dato che non comporta alcuna attività di carattere valutativo su base tecnico - scientifica, nè determina alcuna alterazione dello stato delle cose, tale da recare un pregiudizio alla genuinità del contributo conoscitivo in prospettiva dibattimentale. E' assicurata infatti, in ogni caso, la riproducibilità di informazioni identiche a quelle contenute nell'originale Avv. Francesco Paolo Micozzi
  • 50. Non comporta alterazione... Cosa significa per le Sezioni Unite della Suprema Corte di Cassazione il “non comporta alterazione”? Vediamolo... Avv. Francesco Paolo Micozzi
  • 51. Non comporta alterazione... né si è trattato di accertamenti irripetibili essendo il computer rimasto integro; inoltre la stessa tecnica di estrazione utilizzata, ovvero la "encase forensic", così come tutti i programmi di estrazione, prevedevano come prima operazione quella di effettuare una copia dell'hard disk, sicché era garantita l'esclusione di alcuna modifica del supporto originale. Cass. SSUU - 25 febbraio 2010, n. 15208 Avv. Francesco Paolo Micozzi
  • 52. Cass. 24 novembre 2010, n. 45571 … “non dà luogo ad accertamento tecnico irripetibile la lettura dell'hard disck di un computer sequestrato che è attività di PG volta, anche con urgenza, all'assicurazione delle fonti di prova e ... “l'estrazione dei dati contenuti in un supporto informatico se eseguita da personale esperto in grado di evitare la perdita dei medesimi dati, costituisce un accertamento tecnico ripetibile..." Allora... è un accertamento o no? Avv. Francesco Paolo Micozzi
  • 53. Cass. 17 dicembre 2010, n. 16599 … quando le difese denunciano la mancanza dei supporti originali e rilevano incongruenze circa le date dei CD messi a loro disposizione, trascurano di considerare che il supporto sul quale vengono memorizzati i flussi telematici captati sono sempre duplicati dell'originario documento contenuto nel server di registrazione ed è irrilevante la data in cui tali duplicati vengono effettuati A MENO CHE NON SI INTENDA DENUNCIARE UN FATTO DI RILEVANZA PENALE DI MANIPOLAZIONE DEL DATO ORIGINARIO... Avv. Francesco Paolo Micozzi
  • 54. Cass. 9 marzo 2011, n. 17244 … Quanto al secondo motivo, non da luogo ad accertamento tecnico irripetibile l'estrazione dei dati archiviati in un computer, trattandosi di operazione meramente meccanica, riproducibile per un numero indefinito di volte. Pertanto non sussiste neppure la nullità dedotta con il secondo motivo di ricorso... Avv. Francesco Paolo Micozzi
  • 55. Cass. 3 maggio 2011, n. 26362 Per il resto la motivazione correttamente oppone che l'accertamento disposto dal PM sul computer non era da considerare in origine irripetibile essendo l' irripetibilità dell'accertamento sopravvenuta e non preventivabile in quanto causata da un imprevedibile guasto del computer. Di conseguenza correttamente si è ritenuto non invocabile alcuna nullità in quanto quest'ultima consegue unicamente al caso in cui vi sia violazione della procedura indicata dall'art. 360 bis c.p.p.; e, cioè, nel caso in cui non sia dato avviso alla difesa dell'accertamento peritale su un bene necessariamente soggetto ad alterazione per effetto dell'esame stesso. La sopravvenuta impossibilità della ripetizione dell'atto deve essere, al pari degli altri atti compiuti nel corso delle indagini, quindi, liberamente apprezzata dal giudice e, di per se stessa non impedisce la utilizzazione dell'atto in dibattimento. Avv. Francesco Paolo Micozzi
  • 56. Interpretazioni... dubbie E' stato già ritenuto da questa Corte che gli accertamenti compiuti dalla polizia giudiziaria, consistenti nell'esame tecnico del contenuto dell'hard disk, non hanno il carattere della irripetibilità estrinseca o intrinseca, in forza del quale debbano essere rispettate le garanzie previste dall'art. 360 c.p.p., con preavviso all'indagato. Si tratta infatti di esami che per loro natura possono essere ripetuti, e che per se stessi non determinano modificazioni dello stato della cosa esaminata ai sensi dell'art. 117 disp. att. c.p.p. (Cass., Sez. 3^, 22 settembre 2006, n. 37706, Ciuti). Cassazione penale sez. I, 18 marzo 2009, n. 15970 Avv. Francesco Paolo Micozzi
  • 57. Se qualcosa va storto? ● Un'attività di copia (o di ispezione informatica) maldestra del supporto informatico rischia, in primo luogo, di impedire ai consulenti tecnici ed al perito una corretta analisi e, in secondo luogo, al giudice di valutare correttamente (in sede decisionale) il significato emerso dalla fonte di prova informatica. ● In sostanza il rischio è che il giudice non possa fondare il suo convincimento (in un senso o nell'altro) su un elemento di prova evidentemente viziato Avv. Francesco Paolo Micozzi
  • 59. Cass. 14511/09 Il provvedimento di acquisizione di copia di file ritenuti utili ai fini delle indagini è disciplinato dall'art. 258 c.p.p. ed ha natura autonoma e distinta rispetto alla misura cautelare reale del sequestro (Cass, Sez. Un., 24 aprile 2008, n. 18253,Tehmil, rv. 239397). […] Dal disposto dell'art. 258 c.p.p. non è, comunque, ricavabile un'impostazione legislativa ispirata alla regola della best evidence, per la quale dovrebbe essere privilegiata l'acquisizione dei documenti in originale. Relativamente all'estrazione di copie non è esperibile una procedura incidentale di controllo di legittimità, in quanto non si è in presenza di un vincolo di indisponibilità del bene equipollente al sequestro. Avv. Francesco Paolo Micozzi
  • 60. Cass. SSUU 18253/08 Le SSUU devono decidere “… se, dopo che sia stata restituita la cosa sequestrata, divenga inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse la richiesta di riesame di un sequestro probatorio (o, può aggiungersi, il ricorso in Cassazione contro la decisione del Tribunale del riesame, adottata mentre la cosa era trattenuta), specie nell'ipotesi in cui il p.m., avvalendosi del potere conferitogli dall'art. 258 c.p.p., abbia estratto copia della documentazione restituita.” Avv. Francesco Paolo Micozzi
  • 61. Cass. SSUU 18253/08 l'istanza di riesame di un provvedimento di sequestro di cosa successivamente restituita è inammissibile in quanto il risultato tipico dell'impugnazione (il dissequestro) è già stato conseguito Avv. Francesco Paolo Micozzi
  • 62. In conclusione L 'estrazione di dati da un supporto informatico, considerata la “volatilità” dei bit e la superficialità con cui, spesso, viene trattata la fonte di prova digitale meriterebbe alcune attenzioni maggiori da parte del legislatore, mediante – ad esempio – un intervento “correttivo” che preveda espressamente – in ogni caso in cui si debba aver a che fare con un supporto digitale-magnetico (o assimilabile per delicatezza) – una sanzione processuale (inutilizzabilità) a fronte di una manipolazione maldestra del dato informatico... perché anche una “data” può essere essenziale! Avv. Francesco Paolo Micozzi
  • 63. Q&A Avv. Francesco Paolo Micozzi 
 @fpmicozzi Avv. Francesco Paolo Micozzi