Osservare la città
la città ha una  forma ? Se la città è un fenomeno complesso – “cosa umana per eccellenza”–  se è fatta di elementi materiali (naturali e artificiali) nello spazio e nel tempo, e di rapporti di vita tra persone,  qual è la sua forma più generale ? e - se ce l’ha - qual è?
una definizione di forma urbana La forma dell'insediamento è la disposizione spaziale di persone che agiscono, il flusso spaziale di persone, beni e informazioni che ne risulta, e gli elementi fisici che modificano lo spazio in qualche modo significativo per quelle azioni, come chiusure, superfici, canali, ambienti e oggetti.  Inoltre la descrizione deve includere i cambiamenti ciclici e secolari di quelle distribuzioni spaziali, il controllo   dello spazio e la percezione di esso. Una definizione insieme analitica e globale, della “forma” della città che può aiutare è quella proposta da  Kevin Lynch .
gli elementi della definizione Esaminamo in dettaglio cosa compare in questa definizione  (e anche cosa  non  compare):        immagini percezione regole,  istituzioni sociali controllo dello spazio  processi cambiamenti ciclici e secolari  architettura elementi fisici … chiusure, superfici, canali, ambienti, oggetti movimento, comunicazione flussi… che ne risultano setting disposizione spaziale di persone che agiscono
cosa si vede Lo sguardo e più in generale i sensi –   l’udito, il tatto e il senso del movimento, l’odorato (forse anche il gusto) – permettono di cogliere i luoghi come  contesto dell’azione delle persone  che stanno o si muovono, che fanno qualcosa … adattandosi allo spazio e agli oggetti che facilitano o ostacolano l’azione,  o trasformandolo, magari provvisoriamente, per fare qualcosa.
come una danza, che si svolga  lungo la giornata
ancora
ancora
superfici, pareti, barriere  aiutano a vedere  … o lo impediscono Ci sono spazi “trasparenti”,  che aiutano a comprendere ciò che vi accade, e altri opachi o misteriosi,  che si oppongono alla visione. A volte piccoli indizi da seguire attentamente invitano a scoprire e riservano il piacere della sorpresa.
il tempo/la luce Anche le luci naturali o artificiali, il caldo e il fresco, i suoni, entrano in rapporto con l’azione (e con l’osservatore) e la cambiano.  I luoghi sono anche eventi: diversi in momenti diversi, che si ripetono ritmicamente nella giornata,  o nell’ anno ,
stagioni
eventi oppure in momenti  irripetibili ed eccezionali
segni e tracce I luoghi sono pieni di  segni  della cultura di chi ci vive, di  tracce , che permettono di intuire i rapporti tra persone e i modi con cui esse operano in un luogo. Ci sono segni e tracce  espliciti  e altri  più sfuggenti , come i materiali di cui sono fatti edifici e strade, i rapporti dimensionali tra spazi e oggetti, il modo in cui la luce viene accolta o schermata, o in cui gli oggetti provvisori occupano lo spazio, e i loro colori e forme.  Altri segni sono proposti dalla letteratura, dalle immagini, o dall’arte.  Talvolta questi segni si possono cogliere nei luoghi stessi, altre volte  sono come un bagaglio delle persone, un filtro che aiuta a vedere i luoghi in un certo modo.
fiori
A volte quadri, foto, disegni,  lasciano vedere ciò che c’era in un luogo,  o anche ciò che non c’è mai stato ma poteva esserci (come nelle immagini di progetti).
Ernest pignon ernest L’arte che “entra” in un luogo può suscitare stimoli imprevisti: lasciar trasparire frammenti di memoria, o di fantasia,  pezzi di una cultura locale …
testona o anche rivelare la compresenza in un luogo di più possibilità, di più dimensioni di spazio.
tracce3/ graffiti …  graffiti, scritte, scarabocchi …  con cui gruppi sociali e generazionali  marcano luoghi  di passaggio o frequentazione
tracce 4/ di nulla Perfino il vuoto di persone segnala qualcosa: l’assenza o l’impossibilità di azione in un luogo, per un qualche periodo  del giorno, dell’anno, o più stabilmente.  E’ un segno di… mancanza.
tracce5 / pericolo E infine, si possono osservare segni di pericolo (punti di scarsa visibilità, possibili aggressioni, mancanza di aiuti), per i quali quasi tutti abbiamo sviluppato una sensibilità acuta, ma sui quali – inspiegabilmente – i progettisti tendono a chiudere gli occhi.

osservare la città

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    la città hauna forma ? Se la città è un fenomeno complesso – “cosa umana per eccellenza”– se è fatta di elementi materiali (naturali e artificiali) nello spazio e nel tempo, e di rapporti di vita tra persone, qual è la sua forma più generale ? e - se ce l’ha - qual è?
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    una definizione diforma urbana La forma dell'insediamento è la disposizione spaziale di persone che agiscono, il flusso spaziale di persone, beni e informazioni che ne risulta, e gli elementi fisici che modificano lo spazio in qualche modo significativo per quelle azioni, come chiusure, superfici, canali, ambienti e oggetti. Inoltre la descrizione deve includere i cambiamenti ciclici e secolari di quelle distribuzioni spaziali, il controllo dello spazio e la percezione di esso. Una definizione insieme analitica e globale, della “forma” della città che può aiutare è quella proposta da Kevin Lynch .
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    gli elementi delladefinizione Esaminamo in dettaglio cosa compare in questa definizione (e anche cosa non compare):        immagini percezione regole, istituzioni sociali controllo dello spazio processi cambiamenti ciclici e secolari architettura elementi fisici … chiusure, superfici, canali, ambienti, oggetti movimento, comunicazione flussi… che ne risultano setting disposizione spaziale di persone che agiscono
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    cosa si vedeLo sguardo e più in generale i sensi – l’udito, il tatto e il senso del movimento, l’odorato (forse anche il gusto) – permettono di cogliere i luoghi come contesto dell’azione delle persone che stanno o si muovono, che fanno qualcosa … adattandosi allo spazio e agli oggetti che facilitano o ostacolano l’azione, o trasformandolo, magari provvisoriamente, per fare qualcosa.
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    come una danza,che si svolga lungo la giornata
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    superfici, pareti, barriere aiutano a vedere … o lo impediscono Ci sono spazi “trasparenti”, che aiutano a comprendere ciò che vi accade, e altri opachi o misteriosi, che si oppongono alla visione. A volte piccoli indizi da seguire attentamente invitano a scoprire e riservano il piacere della sorpresa.
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    il tempo/la luceAnche le luci naturali o artificiali, il caldo e il fresco, i suoni, entrano in rapporto con l’azione (e con l’osservatore) e la cambiano. I luoghi sono anche eventi: diversi in momenti diversi, che si ripetono ritmicamente nella giornata, o nell’ anno ,
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    eventi oppure inmomenti irripetibili ed eccezionali
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    segni e tracceI luoghi sono pieni di segni della cultura di chi ci vive, di tracce , che permettono di intuire i rapporti tra persone e i modi con cui esse operano in un luogo. Ci sono segni e tracce espliciti e altri più sfuggenti , come i materiali di cui sono fatti edifici e strade, i rapporti dimensionali tra spazi e oggetti, il modo in cui la luce viene accolta o schermata, o in cui gli oggetti provvisori occupano lo spazio, e i loro colori e forme. Altri segni sono proposti dalla letteratura, dalle immagini, o dall’arte. Talvolta questi segni si possono cogliere nei luoghi stessi, altre volte sono come un bagaglio delle persone, un filtro che aiuta a vedere i luoghi in un certo modo.
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    A volte quadri,foto, disegni, lasciano vedere ciò che c’era in un luogo, o anche ciò che non c’è mai stato ma poteva esserci (come nelle immagini di progetti).
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    Ernest pignon ernestL’arte che “entra” in un luogo può suscitare stimoli imprevisti: lasciar trasparire frammenti di memoria, o di fantasia, pezzi di una cultura locale …
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    testona o ancherivelare la compresenza in un luogo di più possibilità, di più dimensioni di spazio.
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    tracce3/ graffiti … graffiti, scritte, scarabocchi … con cui gruppi sociali e generazionali marcano luoghi di passaggio o frequentazione
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    tracce 4/ dinulla Perfino il vuoto di persone segnala qualcosa: l’assenza o l’impossibilità di azione in un luogo, per un qualche periodo del giorno, dell’anno, o più stabilmente. E’ un segno di… mancanza.
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    tracce5 / pericoloE infine, si possono osservare segni di pericolo (punti di scarsa visibilità, possibili aggressioni, mancanza di aiuti), per i quali quasi tutti abbiamo sviluppato una sensibilità acuta, ma sui quali – inspiegabilmente – i progettisti tendono a chiudere gli occhi.