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Microcredito
e Servizi per il Lavoro
“Nuovi servizi per nuovi lavori:
il microcredito e l’autoimpiego
quali misure di politica
attiva del lavoro”
Rapporto finale
Progetto
“Microcredito e servizi per il lavoro”
Microcredito
e Servizi per il Lavoro
“Nuovi servizi per nuovi lavori:
il microcredito e l’autoimpiego
quali misure di politica
attiva del lavoro”
Rapporto finale
Progetto
“Microcredito e servizi per il lavoro”
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Il presente volume è a cura di Tiziana Lang
Si ringraziano quanti hanno contribuito all’ideazione e realizzazione del Rapporto: Francesca Aloisio, Cristiana
Altarocca, Daniela Ambroselli, Barbara Balzano, Maria Rosaria Cozza, Giovanni Esposito, Mario Esposito,
Giuseppe Antonio Fazio, Giorgia Ferrara, Gildo Ghezzo, Antonello Intrisano, Lucia Liberatore, Francesca Lip-
polis, Valentina Lupo, Roberta Messina, Maria Grazia Morabito, Alessandra Mori, Nunzio Pagano, Nicola
Patrizi, Andrea Petrosellini, Vitanio Pietanza, Stella Piscopo, Marco Temperoni, Laura Uliano.
Hanno redatto i singoli capitoli:
Capitolo 1. Francesco Verbaro (par.1.1), Laura Uliano (par. 1.2)
Capitolo 2. Laura Uliano (par.2.1), Francesca Aloisio (par.2.2)
Capitolo 3. Laura Uliano
Capitolo 4. Gianni Esposito (par. 4.1, 4.2), Lucia Liberatore (par.4.3, 4.4)
Capitolo 5. Nunzio Pagano (5.1), Roberta Messina (5.2), Francesca Aloisio par. 5.3)
Capitolo 6. Francesca Aloisio (par. 6.1), Vitanio Pietanza (par.6.2)
Capitolo 7. Tiziana Lang (par. 7.3, 7.4, 7.5, 7.6, 7.7), Nunzio Pagano (7.1, 7.2, 7.7)
Capitolo 8. Francesco Verbaro
Capitolo 9. Tiziana Lang
Elaborazione dati, grafici e tabelle a cura di Lucia Liberatore e Nunzio Pagano.
Progetto grafico e impaginazione Francesco Callegher - www.studiocallegher.com
Il testo è stato chiuso alla data del 30 giugno 2014
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Indice
Premessa pag. 7
Introduzione pag. 9
Capitolo 1 Il progetto microcredito e servizi per il lavoro:
il ruolo dei servizi pubblici per l’impiego nel
sostegno al lavoro autonomo e alla
microimprenditorialità pag. 11
1.1 I servizi pubblici a sostegno del lavoro
autonomo e dell’autoimprenditorialità pag. 11
1.2 Il progetto Microcredito e servizi per il lavoro pag. 15
Capitolo 2 Gli sportelli informativi per il microcredito
e l’autoimpiego pag. 19
2.1 Uno sportello per informare, accogliere e
orientare all’autoimprenditorialità pag. 19
2.2. Gli sportelli informativi del progetto e le
amministrazioni coinvolte pag. 22
Capitolo 3 La formazione e l’aggiornamento degli operatori
degli sportelli pag. 25
3.1 La formazione nel progetto pag. 25
3.2 I seminari informativi pag. 27
3.3 Sessioni formative e di aggiornamento pag. 29
Capitolo 4 La piattaforma Retemicrocredito.it e le sue funzioni pag. 31
4.1 La piattaforma pag. 31
4.2 I servizi offerti all’operatore di sportello pag. 34
4.3 I servizi offerti agli enti erogatori pag. 36
4.4 I servizi offerti agli utenti pag. 37
Capitolo 5 Il ruolo dei soggetti che gestiscono ed erogano
microcredito pag. 39
5.1. Il ruolo degli enti erogatori pag. 39
5.2 Le attività di animazione del territorio pag. 41
5.3 I protocolli di intesa pag. 42
6
Capitolo 6 Le reti locali a sostegno dell’attività degli sportelli e
dell’avvio di impresa pag. 47
6.1 Quali servizi di accompagnamento pag. 47
6.2 Il ruolo delle reti regionali pag. 48
Capitolo 7 Prime considerazioni sull’efficacia dell’attività di
consulenza-informazione degli sportelli pag. 51
7.1 Il campione pag. 51
7.2 Le consulenze erogate dagli sportelli per il
microcredito e l’autoimpiego pag. 52
7.3 L’identikit degli utenti degli sportelli pag. 55
7.4 Lo status degli utenti pag. 61
7.5 La tipologia di impresa pag. 64
7.6 La tipologia di consulenza pag. 66
7.7 Considerazioni conclusive pag. 68
Capitolo 8 La programmazione e gestione di servizi innovativi da
parte delle pubbliche amministrazioni pag. 71
8.1 Poche risorse o poca programmazione? pag. 71
8.2 Tra riforma e miglioramento della gestione dei
servizi pubblici pag. 74
8.3 I servizi innovativi del progetto:
programmazione e gestione pag. 78
Capitolo 9 Il microcredito e l’autoimpiego quali strumenti di politica
attiva del lavoro: prime valutazioni e sintesi pag. 83
9.1 La crisi e la promozione di politiche attive del
lavoro pag. 83
9.2 Il ruolo dell’informazione sulle politiche attive
del lavoro per l’autoimpiego e il microcredito pag. 87
9.3 Conclusioni pag. 88
Bibliografia pag. 93
7
Con il Rapporto dal titolo“Nuovi servizi per nuovi lavori: il microcredito e
l’autoimpiego quali misure di politica attiva del lavoro” l’Ente nazionale
perilmicrocreditoconcludeilprogetto“MicrocreditoeServiziperilLavo-
ro”, sviluppato dall’Ente in accordo con il Ministero del Lavoro e delle Politiche So-
ciali-Direzionegeneraledellepolitichedeiserviziperillavoro.
Il progetto, come ben spiegato nella pubblicazione finale, ha messo a segno risultati
decisivi aprendo interessanti prospettive sui nuovi programmi inclusivi di microcredi-
toeautoimpiegocreatipersostenereun’economiasocialedimercato.
Nuovi modelli e strumenti innovativi sono stati sperimentati dal progetto finanziato
dal Fse al fine di mettere in condizione i soggetti non bancabili di fare autoimpresa. Il
ruolodellavoroautonomoedell’imprenditorialitàqualirealtàingradodicrearenuo-
va occupazione è richiamato nella Strategia Europa 2020 e nel Piano di azione im-
prenditorialità 2020 del gennaio 2013.Sono le nuove imprese infatti a dare nuova lin-
fa, essendo fonte di occupazione con gli oltre quattro milioni di nuovi posti di lavoro
creati nell’Unione tra il 2008 e il 2013. Ma se creare un’impresa o mettersi in proprio
nonèfacile,resistereneltempoèancorapiùdifficile.Edèperciònecessariocheleazio-
PREMESSA
8
ni di stimolo e promozione all’autoimpiego abbiano come assi portanti l’informazio-
ne e l’accompagnamento alla conoscenza e all’accesso agli strumenti finanziari dispo-
nibili,di pari passo con la creazione di reti territoriali stabili per supportare chi voglia
mettersi in proprio,sia nel periodo dello start up che in quello successivo.Ed è proprio
su questi presupposti che il progetto“Microcredito e Servizi per il Lavoro”si è mosso
elaborando un modello d’intervento dimostratosi efficace,il quale ha portato all’atti-
vazione degli sportelli informativi in quattro regioni del sud e all’integrazione delle
competenzetradiversiattori/servizipresentisulterritorio. Ildadoètratto:glisportel-
li informativi per il microcredito presso i servizi pubblici per l’impiego, i comuni e le
camere di Commercio di Campania, Calabria, Puglia, Sicilia, i territori “convergen-
za”, hanno orientato al microcredito oltre mille cittadini non bancabili in soli cinque
mesidall’avviodell’attività.Centoventioperatorispecializzatiinconsulenzasonosta-
ti a servizio dei più deboli con il supporto della piattaforma informativa“retemicro-
credito”creata dall’Ente, un unicum nel suo genere, in grado di offrire una variegata
tipologia di servizi: da quello diretto all’operatore di sportello a quello rivolto all’ente
erogatore fino al servizio per l’utente.Tutti gli step sono stati percorsi durante il pro-
getto nella complessa rete del microcredito che comprende passaggi ed attori impre-
scindibili: la formazione con le sessioni formative e di aggiornamento, il ruolo degli
enti erogatori, le attività di animazione del territorio, le reti locali a sostegno dell’atti-
vità degli sportelli. Un processo articolato che va perseguito con convinzione per un
decollodelmicrocredito,unavoltasuperatii“probleminormativi”.
Tra le considerazioni finali del rapporto,posto che la crisi e la recessione hanno avuto
forti effetti depressivi sull’economia italiana, emergono con evidenza due aspetti. Il
primo: il microcredito è uno strumento di sviluppo locale e, al contempo, di politica
del lavoro se destinato all’avvio di forme di autoimpiego e microimpresa da parte di
soggetti esclusi dal mercato del lavoro per una ri-attivazione,ri-collocazione,ri-quali-
ficazione. Il secondo,invece,a testimonianza del risultato conseguito e da consolidare
nell’imminente futuro, risiede nel fatto che gli sportelli informativi hanno coniugato
politiche attive del lavoro, politiche di sviluppo e politiche sociali in un unico luogo,
sul modello del one-stop-shop,colmando il vuoto informativo nella precisa direzione
diprogrammiperuna“Finanzacheinclude”,finalmente.
MarioBaccini
PresidenteEnteNazionaleperilMicrocredito
9
Il Progetto Microcredito e Servizi per il Lavoro, inserito nell’ambito delle
attività cofinanziate dal Fondo Sociale Europeo (FSE) per il periodo di
programmazione 2007-2013, si è fatto promotore di un’azione di siste-
ma volta alla creazione e alla valorizzazione di strumenti operativi e innovati-
vi per l’autoimpiego e la microimprenditorialità presso i servizi per il lavoro.
Attuato dall’Ente Nazionale per il Microcredito, in accordo con il Ministero
del Lavoro e delle Politiche Sociali-Direzione Generale delle Politiche dei Ser-
vizi per il Lavoro- il Progetto ha creato una rete di servizi informativi, di
orientamento e di accompagnamento sullo strumento del microcredito di im-
presa e sugli incentivi per l’autoimpiego presso alcuni centri per l’impiego,
comuni, camere di commercio di campania, Calabria, Puglia e Sicilia. Al cen-
tro dell’azione di sistema promossa dal progetto vi è il primo esperimento di
“rete pubblico-privata” al servizio del cittadino che esplora l’offerta di mi-
crocredito quale opportunità di autoimpiego. Una rete di soggetti e di servizi,
costruita attorno alle politiche per l’accesso al credito e per l’autoimpiego,
che nasce come sperimentazione nell’ambito del progetto, ma che si configura
INTRODUZIONE
10
nel tempo quale esperienza virtuosa e, a parere di chi scrive, meritevole di di-
venire un “esperimento permanente”.
Questo lavoro vuole essere l’occasione per tracciare un bilancio dell’intensa
attività svolta dal progetto nelle quattro regioni Convergenza, che ha visto
l’attivazione di efficaci percorsi di affiancamento alle amministrazioni locali e
la costruzione di quella che possiamo definire “rete territoriale per il micro-
credito”. Uno dei risultati più significativi e visibili è certamente rappresenta-
to dall’apertura di un centinaio di sportelli informativi presso pubbliche am-
ministrazioni che, in un breve periodo, hanno accolto e orientato al microcre-
dito e all’autoimpiego oltre mille utenti. L’azione di rafforzamento della capa-
cità istituzionale si è concretizzata nella formazione di circa centoventi “ope-
ratori di sportello”, individuati tra il personale delle amministrazioni locali
aderenti. Grazie al percorso di specializzazione i funzionari hanno acquisito
le competenze necessarie a garantire l’innovativo servizio informativo e di
consulenza sul microcredito, avvalendosi tra l’altro dell’ausilio tecnologico
della piattaforma Retemicrocredito.it. Inoltre, è da ritenere sicuramente signi-
ficativo l’elevato numero di convenzioni di collaborazione sottoscritte con
tutti i gestori di programmi di microcredito che operano nelle aree interessate
al fine di sviluppare la funzionalità degli sportelli, nell’ottica dell’azione di re-
te sopra citata.
Il presente lavoro vuole inoltre offrire un contributo tecnico pratico al dibat-
tito che ruota attorno al tema del microcredito quale strumento di autoimpie-
go e, a tal fine, si rivolge a tutti gli addetti ai lavori e agli stakeholder interes-
sati. Tra questi: le Regioni e le amministrazioni centrali che finanziano con i
loro programmi operativi (PO) gli strumenti di ingegneria finanziaria attuali
e futuri, gli enti erogatori di microcredito, con la loro esperienza di accompa-
gnamento all’accesso al credito, le amministrazioni che hanno deciso di met-
tersi in gioco aprendo uno sportello informativo, le agenzie centrali che gesti-
scono strumenti nazionali di promozione dell’autoimpiego.
Mario Esposito
Capo Progetto Microcredito e Servizi per il Lavoro
11
1.1 I servizi pubblici a sostegno del lavoro autonomo e dell’autoimprenditorialità
In una condizione di crisi economica persistente, la crescita dell’Italia rimane an-
cora debole. La lunga contrazione della produzione ha subito una battuta d’arre-
sto nell’ultimo trimestre del 2013, quando il PIL è aumentato ma di appena lo
0,1%. Tuttavia, secondo le stime preliminari, a questo aumento ha fatto seguito
un lieve calo nel primo trimestre del 2014. L’occupazione non è diminuita quanto
in altri Stati membri della zona euro, mentre vi è stata una drastica riduzione delle
ore lavorate e, al contempo, il tasso di disoccupazione è raddoppiato passando dal
6,1% al 12,2% tra il 2007 e il 2013. Stando alle recenti previsioni della Commis-
sione europea1
, la crescita economica nel nostro Paese dovrebbe diventare positiva
con un modesto 0,4% nel 2014 e accelerare all’1,2% nel 2015.Il mercato del la-
voro reagisce con ritardo al miglioramento delle condizioni economiche, a comin-
ciare dall’aumento delle ore di lavoro, fermo restando inevitabili processi di ri-
strutturazione e di labour saving. A causa del leggero aumento dell’offerta di lavo-
ro, il tasso di disoccupazione dovrebbe toccare il suo massimo quest’anno rag-
giungendo il 12,8%, per poi scendere marginalmente nel 20152
.
CAPITOLO 1
IL PROGETTO MICROCREDIITO
E SERVIZI PER IL LAVORO: IL RUOLO
DEI SERVIZI PUBBLICI PER L’IMPIEGO
NEL SOSTEGNO AL LAVORO
AUTONOMO E
ALL’IMPRENDITORIALITÀ
12
Relativamente al tema mercato del lavoro, tra le raccomandazioni ricevute
dall’Italia sul programma nazionale di riforma del 2013, rientra l’invito del
Consiglio europeo ad assicurare l’effettiva attuazione delle riforme del mercato
del lavoro e del quadro per la determinazione dei salari, ad adottare ulteriori
provvedimenti per promuovere la partecipazione al mercato del lavoro, in par-
ticolare delle donne e dei giovani, nonché a migliorare i servizi pubblici per
l’impiego (raccomandazione n.4)3
. Secondo le istituzioni comunitarie è necessa-
rio mettere in moto processi più articolati e innovativi rispetto alle tradizionali
politiche attive per l’occupazione, capaci di potenziarne l’efficacia4
. In tal senso
la piattaforma online “cliclavoro” e la creazione di una banca dati globale delle
politiche attive e passive del lavoro previsti dalla legge 92/2012 e dal DL
76/2013 sono strumenti utili che possono completare gli sforzi riorganizzativi
dei servizi pubblici per l’impiego5
.
La strategia Europa 2020, e in particolare l’Orientamento 7 in materia di occu-
pazione individuano il lavoro autonomo e l’imprenditorialità come fattori che
contribuiscono a realizzare una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva6
. Si
sottolineano, in particolare, due aspetti:
● la necessità di investire e di promuovere il lavoro autonomo, l’impren-
ditorialità e la creazione di posti di lavoro in tutti i settori, rilanciando così
lo spirito imprenditoriale7
. L’imprenditorialità è un possente volano della
1 Tutte le stime sono effettuate usando i modelli macroeconomici ITEM, IGEM e una ver-
sione nazionale del modello QUEST III della Commissione europea presenti nella “Valuta-
zione del programma nazionale di riforma e del programma di stabilità 2014
dell’Italia”del 2.6.2014 SWD (2014) 413 final.
2 I dati sono tratti dal citato documento di lavoro della Commissione (SWD (2014) 413
final) che accompagna la “Raccomandazione del Consiglio sul programma nazionale di ri-
forma 2014 dell’Italia e formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità 2014
dell’Italia” COM (2014) 413 final.
3 COM (2013) 362 final del 29.05.2013 recante “Raccomandazione del Consiglio sul
programma nazionale di riforma 2013 dell’Italia e che formula un parere del Consiglio sul
programma di stabilità dell’Italia 2012-2017”
4 Il Consiglio nella COM (2014) 413 final a seguito dei ritardi registrati, invita il Governo
a procedere rapidamente con i piani di miglioramento dell'efficacia dei servizi per il lavoro
e a potenziare il coordinamento e l’efficienza dei servizi pubblici per l’impiego in tutto il
Paese.
13
crescita economica e occupazionale: essa è all’origine della creazione di
nuove imprese e di nuovi posti di lavoro, schiude nuovi mercati e alimenta
nuove competenze e capacità. Quindi la creazione di posti di lavoro attra-
verso la costruzione e il consolidamento di nuove imprese è fondamentale
per il raggiungimento degli obiettivi di Europa 2020: un numero significa-
tivo di nuovi posti di lavoro è creato grazie a imprese di recente costituzio-
ne e di queste quasi l’85% sono microimprese8
;
● la necessità di dotarsi degli strumenti più appropriati per mettere in con-
dizione i soggetti che oggi sono maggiormente in difficoltà, in primis i gio-
vani, di cimentarsi nella creazione d’impresa9
. Infatti, uno dei principali
ostacoli alla creazione di imprese è la difficoltà di accedere al credito. Il set-
tore della microfinanza non ha ancora raggiunto in Europa la maturità e ri-
chiede da un lato maggiore semplificazione e razionalizzazione10
, dall’altro
lo sviluppo di maggiori capacità istituzionali. Ma esso deve operare sempre
più utilizzando la rete con gli altri soggetti che intercettano i potenziali be-
neficiari, i disoccupati, i giovani, le donne, i migranti, i soggetti più svantag-
giati. I servizi per l’impiego devono rinnovarsi e nell’orientare le persone al-
la ricerca di un impiego, tener conto e informare (anche di queste possibili-
tà), indirizzare i potenziali interessati verso gli sportelli o i servizi esistenti.
Ma se creare un’impresa o mettersi in proprio non è facile, resistere nel tempo è
ancora più difficile. Su questo non bisogna creare illusioni nei soggetti destinatari
degli strumenti di microfinanza esistenti. Per questo le azioni di stimolo e promo-
zione dell’autoimpiego e della microimprenditorialità hanno come presupposto
fondamentale la funzione di informazione e accompagnamento alla conoscenza e
all’accesso agli strumenti finanziari disponibili (tra i quali rientra il microcredito) e
la creazione di reti territoriali stabili a sostegno delle necessità dei lavoratori che si
mettono in proprio, sia nel periodo dello start up sia in quello successivo. Questa
attività, complessa, può essere garantita attraverso una collaborazione attiva sul
territorio tra diversi soggetti che devono agire in maniera strutturata e coordinata.
In tal senso il progetto italiano Microcredito e Servizi per il Lavoro – finanzia-
to nell’ambito del PON GAS 2007 – 2013 dalla Direzione Generale per le Poli-
tiche dei Servizi per il Lavoro e attuato dall’Ente Nazionale Microcredito ha
sperimentato e diffuso nelle Regioni in Obiettivo Convergenza un modello
14
d’intervento che si è dimostrato efficace, come vedremo oltre. Esso considera,
come presupposto all’autoimpiego sostenibile di persone in condizione di svan-
taggio sociale, la disponibilità dei servizi non solo di natura informativa ma an-
che di accompagnamento e tutoraggio all’avvio di attività autonome e mi-
croimprenditoriali, avvalendosi del coordinamento o del supporto dei servizi
pubblici per l’impiego e degli altri soggetti autorizzati all’intermediazione ai
sensi dell’art. 6 del decreto legislativo 13 settembre 2003, n.276 e s.m.i. La cor-
retta realizzazione di un siffatto modello prevede come momenti fondanti la
creazione di sportelli territoriali informativi e l’integrazione delle competenze
tra diversi attori/servizi disponibili sul territorio. Esso deve inoltre tener conto
delle caratteristiche e delle criticità della domanda e dell’offerta di microcredi-
to, affinché gli strumenti esistenti possano essere utilizzati in modo sempre più
efficace e produttivo.
5 In proposito confronta capitolo 8
6 Confronta Decisione 2010/707/UE del Consiglio, del 21 ottobre 2010, sugli orienta-
menti per le politiche degli Stati membri a favore dell'occupazione (GU L 308 del
24.11.2010, pag. 46).
7 Decisione 2011/308/UE del Consiglio del 19 maggio 2011 (GU L 138 del 26.5.2011,
pag. 56) che mantiene per il 2011 gli orientamenti per le politiche degli Stati membri a fa-
vore dell'occupazione figuranti nell'allegato della decisione 2010/707/UE del Consiglio,
del 21 ottobre 2010 (GU L 308 del 24.11.2010, pag. 46).
8 Per quanto concerne le potenzialità di creazione di posti di lavoro legati all'imprendito-
rialità si rinvia alla comunicazione della Commissione "Verso una ripresa fonte di occupa-
zione", 18.4.2012, COM(2012) 173 final.
9 Raccomandazione del Consiglio, del 22 aprile 2013, sull'istituzione di una garanzia per
i giovani (GU C 120 del 26.4.2013, pag. 1). Le azioni previste dal programma dovrebbero
sostenere l'attuazione della raccomandazione del Consiglio sull'istituzione di schemi di
Garanzia per i giovani da parte degli Stati membri e degli operatori del mercato del la-
voro. Tale raccomandazione stabilisce che tutti i giovani di età inferiore a 25 anni dovreb-
bero ricevere un'offerta qualitativamente valida di lavoro, di proseguimento degli studi, di
apprendistato o tirocinio entro un periodo di quattro mesi dall'inizio della disoccupazione
o dall'uscita dal sistema d'istruzione formale..
10 In linea con le indicazioni della comunicazione della Commissione del 29 giugno 2011
dal titolo "Un bilancio per la strategia Europa 2020", che raccomanda di razionalizzare e
semplificare gli strumenti di finanziamento dell'Unione incentrandoli sul valore aggiunto
per l'Unione e sui loro effetti e risultati, il Regolamento n.1296/2013 (UE) istituisce un
programma dell'Unione europea per l'occupazione e l'innovazione sociale ("programma
EaSI") che nel suo 3^ Asse (“Microfinanza e impresa sociale”) prosegue e ulteriormente
sviluppa le attività già avviate con lo Strumento europeo Progress di microfinanza, di cui
alla Decisione n.283/2010/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, nell’ambito del del
Programma PROGRESS per l'occupazione e l'inclusione sociale 2007-2013 istituito con
Decisione n.1672/2006/CE del Parlamento europeo e del Consiglio.
15
L’idea alla base del progetto Microcredito e Servizi per il Lavoro è dunque la
valorizzazione dei servizi a sostegno dell’autoimpiego, quale strumento aggiun-
tivo di politica attiva del lavoro, reso sostenibile se adeguatamente supportato
dal microcredito per l’avvio di impresa e lavoro autonomo. Nell’azione speri-
mentale, quindi, le tradizionali politiche per l’occupabilità s’integrano con
quelle dell’imprenditorialità al fine di contribuire a migliorare i livelli di inclu-
sione sociale e lavorativa (nonché finanziaria) di coloro che si trovano in con-
dizione di svantaggio in quanto disoccupati e/o non bancabili. In questo dise-
gno risulta essere centrale il supporto che i servizi pubblici per l’impiego già of-
frono, o possono offrire, alla creazione di autoimpiego come forma d’inseri-
mento lavorativo per soggetti vulnerabili, esclusi o a rischio di esclusione dal
mercato del lavoro11
.
L’opportunità offerta dal progetto consente quindi di ideare e realizzare nei ter-
ritori Convergenza un’azione di sistema secondo un modello di rete pubblica di
servizi informativi, di orientamento e di accompagnamento che, in collabora-
zione con i soggetti pubblici e privati che erogano microcredito, favorisce la co-
noscenza e la fruizione dello strumento “microcredito” da parte dei potenziali
beneficiari.
1.2 Il progetto Microcredito e Servizi per il lavoro
Il progetto Microcredito e Servizi per il Lavoro ha favorito, in estrema sintesi,
la nascita di sportelli informativi per il microcredito presso i servizi pubblici
per l’impiego, i comuni e le camere di commercio delle regioni Convergenza.
L’obiettivo è stato quello di diffondere la cultura del microcredito quale stru-
mento d’inclusione lavorativa e sociale e, conseguentemente, l’autoimpiego co-
me politica attiva del lavoro secondo le più recenti indicazioni dell’Unione eu-
ropea12
. A livello operativo il progetto Microcredito e servizi per il lavoro, si è
basato su due linee di intervento. La Linea d’intervento 1, caratterizzante il
progetto, ha previsto la creazione di sportelli informativi dedicati al microcre-
dito, attraverso il coinvolgimento di CPI, comuni, camere di commercio e la
creazione di reti partenariali per valorizzare i servizi sul microcredito (anche re-
ti e sportelli già esistenti). La Linea d’intervento 2, invece, mirava alla creazio-
16
ne di un tavolo di lavoro con i referenti delle quattro Regioni Convergenza, re-
sponsabili delle politiche per il lavoro, finalizzato al confronto e all’eventuale
studio di un modello di intervento condiviso e/o azioni sinergiche in grado di
valorizzare le scelte di programmazione (anche attraverso l’utilizzo dei fondi
strutturali) in tema di strumenti di microcredito e politiche occupazionali.
Con una manifestazione di interesse l’Ente ha individuato 78 amministrazioni
(Province con relativi CPI, Comuni, Unioni di comuni, CCIAA) che si sono im-
pegnate ad avviare i nuovi punti informativi sul microcredito e l’autoimpiego
al loro interno. Al termine del progetto, gli sportelli effettivamente aperti e ope-
rativi sono 95: 27 in Puglia; 12 in Calabria; 25 in Sicilia e 31 in Campania. Gli
sportelli informativi per il microcredito e l’autoimpiego forniscono informazio-
ni puntuali sui programmi di microcredito e sull’offerta di incentivi per l’avvio
di impresa di livello locale e nazionale attivi nelle regioni di riferimento. Gli
sportelli non si configurano come un vero e proprio servizio aggiuntivo piutto-
sto, più frequentemente, come un’integrazione e un rafforzamento di servizi già
esistenti presso le amministrazioni destinatarie dell’intervento.
Le amministrazioni locali, coinvolte nel progetto, hanno indicato il personale
che è andato successivamente a gestire tale servizio: si tratta di circa 165 tra
addetti, funzionari e dirigenti delle quattro regioni convergenza. Per garantire
11 In tal senso un importante riferimento alla centralità del ruolo dei servizi per il lavoro
è contenuto sia nella Legge n.92/2012 sia nella Legge n. 99/2013 con riferimento, da un
lato, ai ridefiniti livelli essenziali delle prestazioni (LEP) e, dall’altro, alla presa in carico da
parte dei servizi per l’impiego delle generazioni più giovani, i cui livelli di disoccupazione
hanno raggiunto nell’ultimo biennio soglie intollerabili (Garanzia Giovani)..
12 In proposito confronta T.Lang, “L’evoluzione della normativa comunitaria e le ricadute
sui programmi” e le interviste correlate a P.D’Alessandro e G.Natoli in Osservatorio Mi-
crocredito e Programmi Comunitari, “Microfinanza”, numero 0, Anno 1, 2013, pp.34-55.
17
loro di acquisire le necessarie competenze per svolgere al meglio il servizio, il
progetto Microcredito e Servizi per il Lavoro, nel mese di maggio 2013, ha or-
ganizzato un ciclo di attività informative/formative in forma seminariale-resi-
denziale. La formazione specialistica al personale individuato dagli enti e am-
ministrazioni ha permesso di approfondire diversi temi: microcredito e autoim-
piego, orientamento al lavoro autonomo e imprenditoriale, programmi e inizia-
tive di microcredito attivi sul territorio di riferimento, incentivi all’autoimpiego
e alla creazione di microimpresa erogati da amministrazioni centrali e/o regio-
nali, incentivi all’assunzione dei soggetti percettori di doti assunzionali o di
particolari gruppi bersaglio delle politiche attive del lavoro (giovani, donne,
immigrati, over 50, ecc.), normativa fiscale sull’avvio e la gestione d’impresa,
ecc., affiancamento consulenziale sul microcredito. Sono stati così formati i
120 funzionari e dirigenti che in seguito hanno operato presso i nuovi sportelli
informativi (32 provenienti dalla Puglia, 15 dalla Calabria, 35 dalla Sicilia e 38
dalla Campania). L’attività di formazione si è svolta in circa 26 ore settimanali
(5 gg) per un totale di 102 ore di lezione e 35 docenti coinvolti, nella formula
del seminario residenziale con la presenza degli esperti di progetto sia delle se-
di regionali sia della sede centrale, volta a favorire dinamiche di team building
fra operatori e progetto.
La formazione specialistica si è svolta anche a distanza, grazie al supporto for-
nito dalla Piattaforma di servizio realizzata ad hoc dal Progetto. Strumento es-
senziale dell’attività informativa, la Piattaforma informatica per l’autoforma-
zione e l’informazione sul microcredito e l’autoimpiego è finalizzata all’aggior-
namento continuo del personale addetto, alla consultazione tecnica sui temi del
microcredito e degli incentivi all’autoimpiego e alla microimprenditorialità,
nonché a veicolare l’informazione che gli sportelli garantiscono all’utenza. In-
fatti, attraverso la piattaforma, l’operatore di sportello è in grado di svolgere
un’analisi dei punti di forza e di debolezza dei principali programmi di micro-
credito, delle agevolazioni per l’avvio di impresa attive sul territorio, nonché di
fornire una consulenza approfondita all’utenza interessata (cfr. oltre capitoli 3
e 4). A questo scopo ha fortemente contribuito anche la collaborazione instau-
rata con FormezPA che prevedeva il dialogo tra le due piattaforme avviate dai
due enti nell’ambito di due azioni di sistema del PON GAS 2007-2013. Ciò al
18
fine di evitare la replica di spese già effettuate da due progetti e di massimizza-
re l’utilizzo di strumenti informatici finanziati dalla medesima Direzione gene-
rale del Ministero del lavoro ed entrambi miranti al miglioramento dei servizi
per il lavoro nel Mezzogiorno.
L’attività degli sportelli è rafforzata dalle sinergie create dal progetto con gli
enti e istituti di credito che erogano microcredito e con i soggetti che svolgono
attività di accompagnamento allo start up e al post-start up di impresa sui ter-
ritori, come più diffusamente illustrato nei capitoli 5 e 6.
L’interesse suscitato dall’attività degli sportelli nei territori in cui sono stati av-
viati ha provocato un effetto trascinamento nei confronti delle altre ammini-
strazioni locali e regionali che hanno ripetutamente chiesto di entrare a far par-
te della Rete del microcredito per l’autoimpiego. Si è generato uno spirito di at-
tenzione verso la creazione e il rafforzamento di servizi per il microcredito a
favore dell’autoimpiego, fondato sulla volontà dell’amministrazione aderente al
progetto e non sulla presenza di un finanziamento che spesso produce un effet-
to “spiazzamento” e di dipendenza nelle scelte gestionali.
19
2.1 Uno sportello per informare, accogliere e orientare all’autoimprenditorialità
Il lavoro a contatto con l’utenza è più complesso di quanto si possa pensare: in
qualsiasi occasione si attivi una dinamica tra due persone entrano in gioco di-
verse variabili che non sempre sono manifeste e non sempre sono semplici da
individuare e gestire. L’operatore di front-office giornalmente entra in contatto
con una realtà manifesta (azioni, comportamenti e comunicazione esplicita) che
sottende anche una realtà latente, non direttamente osservabile ma pur sempre
presente.
L’attività di front-office svolta da un operatore di sportello informativo ha
l’obiettivo di dipanare la richiesta del cittadino-utente e analizzarne i reali biso-
gni. Non è quindi un’attività sempre semplice e lineare, ma entrano in gioco
funzioni complesse connesse ad ambiti quali l’accoglienza, l’interazione con il
cittadino e l’analisi della domanda.
L’accoglienza, ad esempio, acquisisce un ruolo centrale e va vista come un mo-
mento dinamico caratterizzato da componenti professionali, organizzative e
operative che si concretizza dal primo contatto tra cittadini e servizio. Si tratta
CAPITOLO 2
GLI SPORTELLI INFORMATIVI
PER IL MICROCREDITO
E L’AUTOIMPIEGO
20
di una funzione attiva nella quale interagiscono la domanda individuale, il ser-
vizio (erogato dall’operatore) e l’ente pubblico (rappresentato, in quel contesto,
dallo stesso operatore). L’accoglienza deve essere, quindi, percepita e vissuta
come un luogo di ascolto, elaborazione e indirizzo.
La tematica del microcredito e dell’autoimpiego, come ambito aggiuntivo a in-
formazioni tradizionalmente erogate dallo sportello per l’impiego o da una ca-
mera di commercio, da un lato certamente arricchisce la possibilità di fornire
risposte concrete relativamente ai fabbisogni occupazionali dell’utenza, dall’al-
tro “complica” il lavoro dello sportello stesso, poiché l’area delle aspettative e
delle dinamiche interiori dell’utenza risulta costantemente presente e va elabo-
rata in condizioni di maggiori criticità. Grazie al progetto, la creazione di una
rete locale e diffusa di sportelli informativi e punti di contatto sul territorio ha
permesso di sperimentare una modalità innovativa di informazione e supporto
per la fruizione degli strumenti di microcredito, soprattutto quelli indirizzati al-
le persone appartenenti alle categorie di svantaggio. Gli sportelli per il micro-
credito si avvalgono delle reti dei soggetti che localmente gestiscono e promuo-
vono strumenti finanziari per il microcredito e l’autoimpiego, con l’obiettivo di
proporre alla persona in cerca di lavoro l’idea alternativa dell’autoimpiego,
considerando la specifica vocazione del microcredito all’avvio di attività lavo-
rative autonome, così da aprire strade alternative al lavoro subordinato (micro-
credito di impresa). Essi attivano un primo significativo aiuto informativo sul
sostegno finanziario, rilevantissimo soprattutto se si considera il target cui è ri-
volto (soggetti tecnicamente non bancabili, e in ogni caso non in grado di so-
stenere costi e garanzie richiesti per il credito ordinario); inoltre, vigilano sul ri-
spetto dell’obbligo alla partecipazione attiva a politiche di reimpiego cui è con-
dizionato il beneficio del credito.
Un esempio evidente delle potenzialità legate al servizio informativo offerto da-
gli sportelli - come correttamente ricordato da Oliveri “Non è un caso che l’in-
tesa tra Ministero del Lavoro e Upi del 27 luglio del 2010 abbia previsto al
punto 12, che tra i servizi “ordinari” delle Province possa rientrare “l’impegno
ad attivare presso i Centri per l’impiego di punti d’informazione in materia di
autoimpiego e microcredito dedicati ai soggetti percettori di sostegno al reddito
21
o comunque svantaggiati in quanto non bancabili”13
- riguarda il sostegno che i
programmi di microcredito potrebbero dare a tutte quelle persone, che non
possono formalmente qualificarsi come disoccupati, né che abbiano accesso a
misure di sostegno come la cassa integrazione, a causa della crisi: “Si tratta non
solo della categoria degli “esodati”, ma anche di quell’insieme di lavoratori di-
pendenti da aziende colpite da crisi, che per ragioni particolari non siano in
grado di avviare procedure di licenziamenti collettivi o accedere alla Cig e, con-
testualmente, interrompano o ritardino gravemente gli stipendi. L’intervento
del microcredito, in questi casi, è un ponte fondamentale per assicurare un mi-
nimo reddituale a chi non disponga dei requisiti normativi per la percezione di
benefici o ammortizzatori sociali e, contestualmente, costruire un percorso di
uscita, verso nuove forme o opportunità di lavoro”14
.
Quindi, gli sportelli informativi per il microcredito e l’autoimpiego rappresen-
tano da un lato un vero e proprio servizio informativo, dall’altro un servizio
innovativo, una sorta di percorso di pre-accompagnamento alla creazione e
realizzazione di un piano d’impresa. Allo sportello si indagano le possibilità di
finanziamento a livello nazionale e regionale per avviare nuove attività in pro-
prio e si illustrano vantaggi e svantaggi delle varie tipologie di microcredito, al
fine di orientare l’aspirante imprenditore nella scelta del finanziamento più
adatto alle sue esigenze e all’attività che intende avviare. Al contempo si forni-
sce al soggetto interessato un primo quadro di informazioni di sistema, utili a
valorizzare al meglio il servizio di microcredito. L’ottimizzazione del primo in-
contro con l’utenza favorisce una miglior percezione dei servizi ma, soprattut-
to, facilita il processo d’individuazione del percorso più adeguato per il cittadi-
no. Passaggi fondamentali di questo iter risultano essere primariamente una fa-
se di conoscenza (ascolto attivo) e una di comunicazione (condivisione e dialo-
go) fino a giungere ad una percezione più ampia di informazioni che sottendo-
13 L.Oliveri, Percorsi sociali di dignità per nuove prospettive, in Microfinanza, Anno 1,
n.3, 2013, pp.30-33
14 Ibidem
22
no anche elementi motivazionali, aspettative, speranze e progettualità. Elemen-
to indispensabile in questa dinamica è il know-how dell’operatore - la sua com-
petenza tecnica - unito alla sua capacità di gestire ed elaborare le varie richieste
provenienti dai cittadini.
Come sarà possibile approfondire nel capitolo 4, attraverso la piattaforma in-
formativa l’operatore di sportello, è in grado di svolgere un’analisi dei punti di
forza e di debolezza, dei principali programmi di microcredito e delle agevola-
zioni per l’avvio di impresa attive in quel momento, ma anche di fornire le pri-
me essenziali indicazioni utili per la redazione del proprio piano d’impresa (ap-
plicativo business-plan15)
, strumento indispensabile per pianificare adeguata-
mente una nuova attività che possa nascere e crescere “sana e competitiva”.
2.2 Gli sportelli informativi del progetto e le amministrazioni coinvolte
Per realizzare la rete capillare di sportelli informativi nelle quattro regioni coin-
volte dal progetto, è stato pubblicato un “Avviso di manifestazione di interesse”
rivolto alle amministrazioni interessate ad avviare il servizio di Sportello infor-
mativo per il microcredito e l’autoimpiego presso le proprie strutture. L’Avviso
ammetteva alla partecipazione i CPI e alcuni dei soggetti di cui all’art. 6 com-
ma 1 e 2 del D.lgs. 276/2003 quali Camere di Commercio e Comuni delle re-
gioni: Puglia, Calabria, Sicilia e Campania.
Alle amministrazioni coinvolte è stato richiesto di destinare risorse umane,
strumentali e finanziarie all’apertura degli sportelli, anche nell’ambito dei piani
di razionalizzazione di cui all’art. 16 del DL 98/2011 finalizzati al contenimen-
to delle spese in materia di funzionamento ed esternalizzazioni, per attivare
15 La sezione business-plan, è stata gentilmente messa a disposizione del progetto da For-
mezPa a seguito di un apposito protocollo di intesa sottoscritto con l’Ente nazionale per il
microcredito (cfr. par. 1.2). Nella sezione si forniscono le principali informazioni burocra-
tico-amministrative e sulle spese necessarie da sostenere per avviare una nuova iniziativa
imprenditoriale o di lavoro autonomo, vengono indicati gli adempimenti da soddisfare per
tipologia di attività, gli atti autorizzativi richiesti, gli enti abilitati al rilascio ed i riferi-
menti di legge.
23
nuovi servizi. Gli Enti ammessi alle attività progettuali sono stati dunque chia-
mati a firmare un “Atto di Impegno” nel quale sono stati dettagliati gli impegni
presi dalle parti: per gli Enti firmatari mettere effettivamente a disposizione le
risorse e le strutture promesse, per il progetto Microcredito e Servizi per il La-
voro fornire gli adeguati strumenti, a livello formativo e tecnologico, per la dif-
fusione delle informazioni al personale incaricato della gestione degli sportelli.
Nonostante i vincoli e i requisiti stringenti richiesti dal progetto la risposta del-
le amministrazioni è stata sorprendente, a dimostrazione che non solo in pro-
grammi basati sugli incentivi finanziari funzionano.
L’obiettivo progettuale puntava ad aprire un massimo di 50 punti informativi
nelle quattro regioni. Tale obiettivo è stato ampiamente raggiunto e superato,
con riguardo sia alla partecipazione alla manifestazione di interessi sia all’aper-
tura degli sportelli. Gli sportelli effettivamente aperti e operativi sono 95 (Pu-
glia 27; Calabria 12; Sicilia 25 e Campania 31). La loro dislocazione geografica
è visibile nelle mappe regionali riportate di seguito, questa visualizzazione geo-
referenziata degli sportelli consente di individuare i territori che dovrebbero es-
sere oggetto di un’eventuale ulteriore azione di diffusione del modello speri-
mentato.
In allegato si ripetono le tabelle con il dettaglio degli enti presso i quali i servizi
sono stati aperti, divisi per regione. Nel capitolo 7 sono analizzati alcuni dati
sull’attività di questi sportelli, a livello complessivo e per singola regione, come
pure per tipologia di ente coinvolto.
24
25
CAPITOLO 3
LA FORMAZIONE E
L’AGGIORNAMENTO DEGLI
OPERATORI
3.1 La formazione nel progetto
La formazione del personale svolge un ruolo fondamentale nella trasformazio-
ne dei modelli organizzativi della Pubblica Amministrazione, sempre più orien-
tati, sulla spinta della continua evoluzione del quadro normativo, ad un pas-
saggio da modelli di tipo burocratico a modelli di servizi di tipo manageriale,
dove la responsabilizzazione sui risultati conseguiti e, dunque, le competenze
individuali, giocano un ruolo fondamentale. L’organizzazione delle pubbliche
amministrazioni sembra ancora rivolta all’erogazione di servizi di certificazione
di status e non di erogazione di servizi. Ne risente ovviamente la stessa organiz-
zazione del lavoro, soprattutto nel Mezzogiorno dove il pubblico impiego an-
cora oggi appare soffrire di alcuni gravi squilibri che producono risposte scar-
samente efficaci ed efficienti. L’investimento in formazione è quindi fondamen-
tale per la crescita economica, culturale e sociale di un Paese. La formazione
per la Pubblica Amministrazione, in particolare, contribuisce allo sviluppo del-
la capacità di servizio del sistema pubblico, incrementando il patrimonio di be-
nessere e di qualità della vita dei cittadini e delle imprese. Una conoscenza ap-
26
propriata consente di capire dove e come indirizzare un consapevole intervento
delle politiche pubbliche. In un contesto geografico nel quale poca attenzione si
è posta al momento del reclutamento, della selezione e formazione iniziale, di-
venta centrale per la stessa riqualificazione delle pubbliche amministrazioni
proporre dei percorsi formativi finalizzati e di specializzazione di nuovi profili,
che certamente andrebbero recepiti formalmente nella programmazione trien-
nale dei fabbisogni e nelle dotazioni organiche.
In tal senso, uno degli obiettivi prioritari del progetto Microcredito e Servizi per il
Lavoro è stato quello di aumentare i livelli di conoscenza degli operatori degli spor-
telli informativi, come visto tutti dipendenti di pubbliche amministrazioni, attra-
verso la valorizzazione delle loro competenze e una formazione mirata sullo stru-
mento del microcredito per l’autoimpiego,quale misura complementare alle politi-
che“tradizionali”sull’occupabilità.Al di là dei saperi“tradizionali”a chi è addetto
allo sportello informativo sono richieste alcune capacità nuove che esulano dalle
competenze primarie del servizio pubblico. Se non del tutto nuova è la dimensione
“informativa”già fatta propria dalle pubbliche amministrazioni con i servizi al cit-
tadino dei CPI,degli URP,dei SUAP,degli Informagiovani e degli enti camerali,è in-
vece del tutto nuovo il ruolo di orientamento informativo svolto dai funzionari
pubblici attraverso gli sportelli per il microcredito e l’autoimpiego. Un servizio che
consiste nell’accogliere e informare chi cerca lavoro e chi vuole creare microattività
imprenditoriali sulle opportunità offerte dallo strumento microcredito nel territo-
rio di riferimento; raccogliere informazioni sulle capacità, sulla formazione, sugli
interessi e sulle esperienze lavorative dell’utente; aiutare a formulare domande di
candidatura sui finanziamenti disponibili a livello regionale e ad utilizzare altri
strumenti disponibili per accedere a finanziamenti di microcredito; prendere con-
tatto con i promotori e presentare le loro candidature per i finanziamenti. Questo
nuovo ruolo sfidante richiede specifiche competenze,spesso non ancora presenti in
modo specialistico nelle organizzazioni pubbliche.
Nell’ambito del progetto, la formazione degli operatori è avvenuta, attraverso
l’impiego di tecniche miste (seminari informativi, sessioni formative e di aggior-
namento, e moduli di formazione a distanza), proprio per supportare lo svilup-
po di nuove competenze, necessarie per la gestione di servizi complessi.
27
Per le persone che operano nelle amministrazioni è una prova importante, che fa
emergere alcune potenziali tendenze nel cambiamento organizzativo degli enti
pubblici che sono portatrici di notevoli impatti anche sul versante del lavoro,
dei fabbisogni di figure professionali e delle politiche di gestione e sviluppo delle
risorse umane.
3.2 I seminari informativi
In particolare nell’ambito del progetto, la settimana seminariale formativa “ti-
po”, che ha voluto preparare il personale pubblico coinvolto, è stata replicata
per ciascuna delle quattro regioni (Calabria, Campania, Puglia e Sicilia) e si è ar-
ticolata in una serie di moduli informativi sul microcredito, sulle politiche attive
del lavoro e  sui temi di interesse degli sportelli. Non sono inoltre mancati mo-
menti interattivi e di discussione, testimonianze e sessioni di trasferimento di
competenze, inerenti la costruzione della rete locale e l’utilizzo della piattaforma
informativa a servizio dello sportello. L’impiego di un mix di idonee tecniche di
formazione professionale improntate ai principi della formazione competence
based, ha consentito il raggiungimento in breve tempo di conoscenze e capacità
necessarie per una rapida attivazione del servizio, offrendo al contempo un oc-
casione di arricchimento professionale per gli operatori già impiegati presso le
amministrazioni destinatarie e un rafforzamento delle strutture coinvolte, con
potenziali ricadute sull’efficacia complessiva dei servizi per il lavoro erogati nei
territori di riferimento.
Rispetto all’impatto sulla qualità dell’offerta di servizi, il progetto formativo ha,
in particolare, inteso:
●favorire lo sviluppo di un’offerta di formazione di primo livello come
strumento di riqualificazione professionale e rafforzamento delle strutture
coinvolte;
●sviluppare un raccordo tra i soggetti chiave per l’attivazione di un’offerta
a rete dei servizi, che intercetti le caratteristiche e le tendenze economico-
produttive locali;
●garantire un’offerta aggiornata di servizi integrati rivolti a tutta la popo-
lazione locale disoccupata/inoccupata, mirati alla creazione di autoimpiego;
28
●orientare e accompagnare le categorie a rischio di esclusione sociale e di-
soccupazione nel processo informativo sull’accesso al credito e la creazione
di microimpresa;
●sostenere, diffondere e concorrere allo sviluppo della formazione conti-
nua (lifelong learning) attraverso il sostegno all’occupabilità dei parteci-
panti stessi (gli operatori);
In questo modo è stato possibile non solo ottenere il rafforzamento del capitale
umano, incoraggiando il lifelong learning, ma soprattutto un forte potenziale
di ricaduta per lo sviluppo locale con l’innalzamento della qualità e della pro-
fessionalità delle prestazioni che hanno consentito e consentiranno di intercet-
tare in modo più completo le dinamiche dei contesti socio-economici su cui
operano per tradurle in opportunità lavorative e di inclusione sociale.
La settimana seminariale è stata organizzata in cinque giornate tematiche per
sviluppare specifiche competenze, come di seguito indicato:
●informazioni e aggiornamenti sulla normativa e le procedure vigenti a li-
vello nazionale e locale in materia di microcredito e autoimpiego (TUB
nuove disposizioni sul microcredito, normativa regionale in materia di mi-
crocredito, elementi caratterizzanti il microcredito, caratteristiche operati-
ve del microcredito, collaborazione tra attori pubblici e privati del mercato
del lavoro)
●informazioni su fattori di mercato e comportamenti di consumo propri
dello scenario di riferimento, sugli strumenti finanziari esistenti (conoscen-
za della realtà economica e produttiva del territorio ) e sulla metodologia
utile ad assicurare un’adeguata accoglienza che riesca ad analizzare le esi-
genze ed i vincoli dell’utente per definire le caratteristiche ottimali della so-
luzione da proporre.
●gestione delle relazioni con gli attori della rete per la scelta e la valuta-
zione degli strumenti e delle soluzioni (servizi disponibili nel territorio, ca-
nali di sostegno alle famiglie e agli individui, gestione delle relazioni con
gli stakeholders)
●conoscenza ed utilizzo della Piattaforma retemicrocredito.it principale
strumento di lavoro e aggiornamento (autoformazione) per l’operatore di
sportello.
29
L’interesse dimostrato dai partecipanti alle settimane seminariali è stato rileva-
to attraverso un “questionario di gradimento delle attività formative, informa-
tive e di aggiornamento” sottoposto loro al termine di ciascuna settimana. I ri-
spondenti al questionario sono stati 115, il 37% dei quali ha valutato molto
positivamente l’utilità complessiva del seminario. Particolarmente elevato (111
su 115) è stato il giudizio positivo dato dai partecipanti sull’utilità del progetto
Microcredito e Servizi per il Lavoro per il miglioramento e l’innovazione del-
l’offerta di servizi pubblici per il lavoro ed anche (110 su 115) per la diffusione
della conoscenza dello strumento del microcredito quale politica attiva del la-
voro per l’autoimpiego e la microimpresa, mostrando la viva esigenza di essere
costantemente aggiornati sulle evoluzioni in tema di microcredito, sia a livello
legislativo che per ciò che concerne i singoli programmi di microcredito attivi.
A tal proposito è stata apprezzata molto la rivista Microfinanza, strumento uti-
le per la diffusione della conoscenza del microcredito. Inoltre, è stata valutata
molto positivamente (109 su 115) l’attività seminariale come strumento per fa-
vorire la conoscenza con gli altri operatori di sportello presenti sul territorio
regionale di appartenenza. Si evidenzia in questo modo la necessità di mantene-
re viva la rete creata tra gli operatori di sportello che ha come obiettivo il raf-
forzamento del dialogo tecnico tra le pubbliche amministrazioni e di offrire al
cittadino un servizio avanzato, sempre più efficiente e completo.
3.3 Sessioni formative e di aggiornamento
L’attività di formazione e aggiornamento è proseguita attraverso i seminari or-
ganizzati sui territori interessati dall’azione del progetto, presso le amministra-
zioni che hanno attivato lo sportello informativo per il microcredito e l’autoim-
piego. Tale attività seminariale ha avuto come obiettivo il rafforzamento delle
competenze degli operatori di sportello che orientano e accompagnano gli
utenti interessati al microcredito. Nel corso dei seminari si è data particolare
attenzione alla funzionalità della Piattaforma Retemicocredito.it, principale
strumento operativo implementato per supportare l’attività svolta dagli opera-
tori, e lo stato di attuazione dei programmi di microcredito e delle politiche per
il lavoro attive sul territorio di riferimento. Le domande poste dagli operatori
di sportello relative alla funzionalità della piattaforma si sono incentrate prin-
30
cipalmente sulla modalità di interlocuzione tra gli operatori di sportello e gli
operatori di microcredito e sulla fase “Registrazione consulenza” con particolare
attenzione all’obbligatorietà o meno dell’inserimento di alcuni dati dell’utente.
Gli operatori hanno approfondito e rafforzato le conoscenze in materia di mi-
crocredito grazie alla partecipazione diretta dei referenti dei programmi di mi-
crocredito che hanno dato loro notizie puntuali e aggiornate sui programmi at-
tivi, su quelli di prossimo avvio sui territori e sulle strutture di accompagna-
mento allo start up di impresa a sostegno dei beneficiari di microcredito. I se-
minari, inoltre, sono stati una valida occasione per approfondire la panoramica
relativa all’offerta di incentivi per l’avvio di impresa e l’autoimpiego quali stru-
menti utili per favorire e meglio orientare all’inserimento lavorativo coloro che
si trovano in condizioni di svantaggio.
Un importante contributo è stato dato dalla partecipazione degli stakeholder
istituzionali e non ai seminari: dirigenti provinciali dell’area lavoro, rappresen-
tati istituzionali quali sindaci e assessori alle attività produttive al lavoro e alla
formazione, rappresentanti dell’associazionismo imprenditoriale e professiona-
le che hanno focalizzato l’attenzione sulle difficoltà di erogazione del credito,
sull’importanza delle attività di sensibilizzazione dei giovani presso gli istituti
di formazione e sul contributo del microcredito all’aumento della microim-
prenditorialità, sul fare rete e sull’importanza della corretta programmazione
degli interventi in relazione alle esigenze territoriali.
In alcuni casi è stato possibile portare a conoscenza degli operatori degli spor-
telli anche l’esperienza di alcuni giovani studenti che hanno raccontato le loro
imprese nate a scuola, nei settori dell’e-commerce e delle nuove tecnologie, gra-
zie incubatori di impresa creati all’interno degli istituti scolastici dei territori di
riferimento.
31
4.1 La piattaforma
Come si evince dai precedenti capitoli,il progetto Microcredito e Servizi per il Lavo-
ro prevede l’erogazione di una serie di servizi informativi, consulenziali, di monito-
raggio dell’utenza, nonché di aggiornamento e di formazione a distanza da parte di
sportelli al pubblico avviati presso le amministrazioni che partecipano al progetto.
Tali servizi sono erogati attraverso la piattaforma retemicrocredito.it. Si tratta di
una piattaforma informatica creata per facilitare i contatti tra domanda e offerta di
microcredito e migliorare l’informazione sugli incentivi volti a favorire l’autoimpie-
go. Un software su misura provvede ad avvicinare i potenziali imprenditori a chi
eroga microcredito, passando attraverso le istituzioni che conoscono i bisogni dei
cittadini. La piattaforma informativa aggiornata in tempo reale, affianca l’operato-
re di sportello,che è così in grado di informare l’utenza sulle opportunità di autoim-
piego, reperire e illustrare la normativa in materia di lavoro, informare sulle offerte
relative agli incentivi assunzionali, dare assistenza nella compilazione delle doman-
de di accesso al credito oltre che di lavoro, nonché fornire un panorama aggiornato
sulle opportunità di microcredito a livello regionale e nazionale.
CAPITOLO 4
LA PIATTAFORMA
“RETEMICROCREDITO.IT”
32
La Piattaforma retemicrocredito.it si configura, quindi, sia come uno strumen-
to di supporto per gli operatori degli sportelli informativi sia come strumento
per l’erogazione di servizi a vantaggio dell’utenza registrata degli sportelli stessi
(individuazione di incentivi, informazioni fiscali, normativa d’impresa e del la-
voro, ecc.) grazie alla possibilità di elaborare e stampare report, statistiche,
schede informative, schede sinottiche a beneficio degli operatori e degli utenti
degli sportelli informativi. Con il contributo della Piattaforma è possibile indi-
viduare il fabbisogno potenziale dell’utente, offrire il servizio informativo ri-
chiesto, favorire l’incontro tra le necessità rilevate e l’offerta di microcredito
del territorio.
La Piattaforma informativa è in grado di gestire:
1) l’attività formativa e di aggiornamento degli operatori attraverso i con-
tenuti caricati sulla piattaforma (normativa e materiali di approfondimen-
to vari, compreso il glossario dei termini finanziari e la Newsletter);
33
2) l’informazione in ingresso (accoglienza, assistenza e mappatura del-
l’utenza che accede allo sportello) e in uscita (comunicazione e servizi ero-
gati);
3) la ricerca e la gestione delle informazioni richieste circa il microcredito e
gli incentivi per l’avvio di impresa;
4) l’agenda degli eventuali incontri dell’utenza degli sportelli informativi
con gli operatori di microcredito (promotori e gestori di strumenti di mi-
crocredito attivi nel territorio), ed il loro feedback sull’effettivo interesse
per i prodotti di microcredito offerti.
Per meglio capire il meccanismo di funzionamento, nello schema seguente sono
riportati i flussi in entrata e uscita delle informazioni attraverso gli Sportelli in-
formativi grazie al supporto della Piattaforma informativa.
I servizi informativi sono erogati attraverso due piattaforme integrate i cui mo-
duli sono personalizzati, secondo le specifiche di progetto.
Le attività di consultazione delle informazioni, di tracciamento della clientela
INPUT SPORTELLO OUTPUT
RETE
DOMANDA
Orientamento
Valutazione
della domanda
Informazioni
DATABASEOperatore
Assistenza
BANCA
GESTORE
FONDO
MICROCREDITO
ENTE NAZIONALE
MICROCREDITO
Attivazione dell’offerta
Esplicitazione dei
bisogni complessi
Risposta ed
informazioni o prime
necessità di
orientamento
Strutturazione
percorsi di accesso
microcredito
Associazioni
ASL
Istituz.
microfinanza
Sportelli esistenti
(giovani e impr. Femm)
Conf. Commercio
Gestione fondi
Microcredito
EE. LL.
Centro per l’impiego
Istituzioni
Esperto microcredito
TUTORAGGIO
Pres richiesta
contributo Percorso
accompagnamento
Erogazione Servizi
EROGAZIONE
Gestione
Finanziamento
34
(CRM) e di reportistica si svolgono attraverso la piattaforma tecnologica
(CMS) open source Joomla, mentre i corsi di formazione a distanza e i servizi
collegati si erogano attraverso la piattaforma tecnologica (CMS) open source
Moodle. Alla piattaforme si può accedere con i browser più comuni e senza bi-
sogno di installare alcuno specifico software. L’accesso a questi servizi nella lo-
ro totalità avviene attraverso un indirizzo Internet pubblico di un portale ac-
cessibile, in cui sono pubblicate notizie orientate ai cittadini in cerca di infor-
mazioni sul microcredito e i riferimenti di contatto e di allocazione degli spor-
telli che forniscono consulenza presenti sul territorio.
Da questo portale è possibile accedere ad aree riservate dedicate rispettivamen-
te agli operatori di sportello, agli utenti che hanno usufruito del servizio infor-
mativo presso lo sportello, agli operatori di microcredito. È presente, inoltre,
un’area attraverso la quale è possibile ottenere i report contenenti i dati relativi
alle consulenze effettuate attraverso la piattaforma retemicrocredito.it.
4.2 I servizi offerti all’operatore di sportello
Tra le aree presenti nella piattaforma retemicrocredito.it l’area Operatore di
Sportello rappresenta lo strumento di lavoro essenziale per l’attività degli spor-
telli informativi per il microcredito e l’autoimpiego. Tale area riservata è messa
a disposizione dell’operatore di sportello per la gestione della consulenza dei
soggetti interessati al microcredito, in modo da poter essere in grado di indivi-
duare il fabbisogno potenziale dell’utente e offrire il servizio informativo ri-
chiesto.
In particolare, come strumento informativo la piattaforma offre all’operatore
di sportello:
1) Informazioni dettagliate su tutte le operazioni di microcredito attive a
livello nazionale, regionale e locale;
2) Informazioni sugli incentivi regionali e nazionali di agevolazione del-
l’avvio di nuove forme di autoimpiego, imprese individuali e microimprese,
compreso il sostegno allo start up;
3) Informazioni puntuali in materia lavoristica e professionale. In partico-
lare, si tratta di informazioni relative ai diversi settori di attività in cui
l’aspirante imprenditore/lavoratore autonomo desidera avviare la propria
impresa, per ciascuno dei quali vengono selezionati i profili professionali
35
di appartenenza, descritti nelle loro caratteristiche e gli eventuali
incentivi/sgravi esistenti per le diverse tipologie di attività;
4) Informazioni per approfondire l’analisi delle professioni, i requisiti, i
percorsi formativi, gli sbocchi professionali e tutti i riferimenti utili per ini-
ziare un’attività autonoma di tipo professionale o imprenditoriale.
L’area dedicata agli operatori di sportello è la sezione del portale in cui, oltre
ad avere sempre a disposizione il materiale di approfondimento, aggiornamen-
to e formazione in materia di microcredito e autoimpiego, si avvia la lavorazio-
ne delle pratiche, si verifica lo stato di avanzamento delle richieste degli utenti
ed è possibile consultare un elenco delle domande e delle risposte più frequenti
a sostegno delle attività dell’operatore stesso.
In particolare, la lavorazione della pratica prende avvio nella fase di “Registra-
zione consulenza” essendo questa la pagina dedicata alla gestione vera e pro-
pria della consulenza in materia di microcredito. In questa sezione vengono in-
seriti i dati anagrafici del soggetto interessato al microcredito ed altri dati si-
gnificativi quali: Nome, Cognome, Età, Genere, Codice Fiscale, Status, Regione
– Provincia e Comune di residenza, Nuova Attività, Sviluppo attività esistente,
Destinatario singolo/forma associata. Inoltre, si ha la possibilità di inserire in-
formazioni aggiuntive sulla consulenza effettuata.
L’operatore di sportello visualizza tutti i programmi di microcredito attivi nel
territorio di interesse del singolo utente, caricati a sistema e aggiornati in tem-
po reale. Nella rosa dell’offerta di microcredito e per meglio finalizzare la con-
sulenza all’utente, la piattaforma offre all’operatore una distinzione tra Pro-
grammi Disponibili, ovvero l’elenco di tutti i programmi e Programmi Consi-
gliati, ovvero l’elenco dei programmi consigliati dallo stesso sistema informati-
vo, attraverso l’incrocio tra le informazioni relative al cittadino e le caratteristi-
che del target di riferimento del programma di microcredito proposto. In prati-
ca, in questa scheda l’operatore può visualizzare nell’elenco di destra i pro-
grammi segnalati dal sistema e decidere se consigliarli tutti o se effettuare eli-
minazioni e/o aggiunte di altri con l’uso dei relativi check.
Infine, nella fase Registrazione consulenza, l’operatore di sportello seleziona la
tipologia di consulenza d’interesse scegliendone una tra le quattro presenti che
sono: Informazioni generali, Consulenza base, Consulenza avanzata, Consulen-
za completa e ha la possibilità di annotare l’eventuale appuntamento da lui
36
stesso fissato per l’utente presso un ente erogatore di microcredito.
Di uso esclusivo degli operatori di sportello, presente nell’area a loro riservata,
è la sezione E-learning che permette, con la stessa utenza, l’accesso alla piatta-
forma Moodle per la fruizione dei corsi di formazione a distanza, consultare i
materiali disponibili e utilizzare servizi di comunità della piattaforma E-lear-
ning (FAD).
4.3 I servizi offerti agli enti erogatori
L’area Operatori di Microcredito è l’area riservata messa a disposizione degli
enti erogatori di microcredito. Detta area è stata appositamente sviluppata per
consentire ai soggetti promotori e gestori di strumenti di microcredito attivi nei
territori delle regioni Obiettivo Convergenza, di dare un feedback sull’effettivo
interesse per i prodotti di microcredito offerti, da parte degli utenti che si rivol-
gono ai loro uffici a seguito della consulenza ricevuta presso gli sportelli infor-
mativi per il microcredito e l’autoimpiego avviati dal progetto. In tal modo
s’intende trasferire un’informazione il più esauriente possibile, sull’utilità di
diffusione dello strumento del microcredito e su eventuali criticità.
L’area “operatori di microcredito” è stata progettata per la gestione dell’esito
dell’incontro con il soggetto che si è presentato presso l’ente a seguito di un ap-
puntamento fissato da un operatore di sportello. In concreto, l’operatore di mi-
crocredito in questa sezione del portale oltre ad avere sempre a disposizione
l’elenco completo degli appuntamenti concordati attraverso gli sportelli infor-
mativi per il microcredito e l’autoimpiego, ha la possibilità di dichiararne gli
esiti confermando o meno:
● l’avvenuto appuntamento;
● il buon fine dell’operazione di concessione del microcredito.
Inoltre, in caso di esito positivo, l’operatore ha la possibilità di specificare:
● l’ammontare del credito concesso;
● il numero delle rate concordate.
37
4.4 I servizi offerti agli utenti
I servizi offerti ai cittadini che si rivolgono allo sportello sono erogati dalla
piattaforma attraverso l’area Utente. Tale area riservata permette al cittadino di
orientarsi tra le offerte disponibili rappresentate dall’operatore in sede di con-
sulenza, al fine di individuare l’opportunità che per caratteristiche e vincoli,
meglio risponde alle sue potenziali esigenze. Il sistema, all’atto di registrazione
delle consulenza, invia automaticamente, all’indirizzo email inserito, un mes-
saggio con le chiavi di accesso all’area utente. In questa area il cittadino può vi-
sualizzare i dati dello sportello presso il quale è avvenuta la consulenza, i dati
della consulenza (programmi consigliati) e i dati dell’eventuale appuntamento
fissato dall’operatore di sportello.
Attraverso la piattaforma, l’utente ha quindi la possibilità di approfondire e
analizzare, anche in maniera autonoma, le informazioni sulle operazioni di mi-
crocredito. Inoltre, attraverso l’ausilio della guida alla compilazione del proget-
to d’impresa e al glossario dei termini finanziari il cittadino può simulare il
proprio business plan, utile strumento che permette di visualizzare dettagliata-
mente obiettivi, mezzi, strategie e risorse tipici della fase di avvio di un’attività
imprenditoriale.
38
39
5.1 Il ruolo degli “enti erogatori”
Il panorama dei soggetti che promuovono e gestiscono programmi di microcre-
dito è variegato nei territori dell’Obiettivo Convergenza, come nel resto del
paese. I programmi di microcredito, come evidenziato nel rapporto di monito-
raggio sui programmi di microcredito realizzato dall’ENM, spesso sono nati
“dal basso” da sinergie realizzate su piccolissima scala da soggetti già attivi nei
territori, Diocesi, Onlus e Associazioni del terzo settore, piccoli istituti di credi-
to locali. A questi ultimi va riconosciuto un ruolo centrale perché senza la loro
partecipazione ai programmi gli altri soggetti non avrebbero potuto da soli av-
viare e gestire alcun programma. Negli ultimi cinque anni sono state le Regioni
a diventate protagoniste nel settore, grazie all’avvio di programmi finanziati
con fondi comunitari che hanno avuto un incidenza quantitativa incomparabil-
mente maggiore rispetto a quella messa in campo dagli altri promotori attivi
nei medesimi territori. Uno dei limiti incontrati dalle Regioni, e dalle loro fi-
nanziarie regionali, è stato e rimane quello di non riuscire a portare l’offerta –
il prodotto finanziario di microcredito – a conoscenza del pubblico appropria-
CAPITOLO 5
IL RUOLO DEI SOGGETTI CHE
GESTISCONO ED EROGANO
MICROCREDITO
40
to, ad intercettarne e a rappresentarne la domanda. Infatti, mentre i programmi
di dimensioni più ridotte hanno una prossimità con il territorio tale da essere
spesso addirittura nati sulla base di specifiche esigenze riscontrate – quindi in
qualche modo a partire dalla domanda – i programmi più grandi – come quelli
regionali – patiscono in qualche modo la loro “distanza” dalla domanda16
.
Gli enti erogatori attivi nel territorio teatro delle azioni del progetto Microcre-
dito e Servizi per il Lavoro sono stati coinvolti nelle attività progettuali a parti-
re da un seminario organizzato ad hoc nel marzo 2013, volto a favorire la co-
noscenza delle attività progettuali stesse e la nascita di un network fra gli ope-
ratori e gli stakeholder presenti nei territori. Ciò in un’ottica di messa a sistema
delle risorse, in particolare con riferimento ai servizi di accompagnamento. A
un anno e mezzo da quell’incontro la quasi totalità dei soggetti promotori atti-
vi ha sottoscritto un Protocollo di Intesa con il progetto mirato alla formalizza-
zione degli impegni reciprocamente presi e già attuati nella pratica. I contenuti
del protocollo impegnano l’ENM e i soggetti che gestiscono ed erogano micro-
crediti nelle quattro regioni Convergenza a collaborare per la migliore e mag-
giore diffusione del microcredito nei territori di attuazione del progetto. In par-
ticolare, l’ENM si impegna a definire e mantenere attiva e aggiornata la sezione
dedicata agli “Operatori di microcredito” nell’ambito della piattaforma retemi-
crocredito.it (vedi capitolo 4), al fine di consentire agli stessi operatori di mi-
crocredito di interagire con gli sportelli come previsto dal protocollo di intesa
per ricavare tutte le informazioni disponibili sui propri prodotti. Dall’altro la-
to, gli enti erogatori firmatari dei protocolli, s’impegnano a verificare e mante-
nere aggiornate le informazioni disponibili sui propri prodotti in Piattaforma
(eventualmente chiedendone l’aggiornamento), e al contempo ad immettere
dati di ritorno sui possibili beneficiari indirizzati dagli sportelli informativi alle
proprie sedi/strutture.
16 Per un ulteriore approfondimento sugli strumenti di microcredito esistenti nelle quat-
tro regioni Convergenza, vedi anche “Le multiformi caratteristiche del microcredito. Rap-
porto finale di monitoraggio”, Ente nazionale per il microcredito, 2013.
41
Gli sportelli sono, infatti, un serbatoio di possibili utenti che hanno già ricevu-
to accoglienza, a cura di operatori appositamente formati, e che hanno avuto
informazioni particolareggiate basate sulle loro specifiche caratteristiche. I refe-
renti dei programmi – in particolare di quelli regionali– hanno costruito una
collaborazione fattiva con gli sportelli giungendo, in alcuni casi, ad affidare lo-
ro il “pre-screening” dell’utenza interessata ai loro prodotti. Ciò al fine di ab-
breviare i tempi dei colloqui e della valutazione della richiesta da parte dell’en-
te erogatore. È il caso, ad esempio, di PerMicro che nelle zone dove è attivo
(Napoli, Bari/Foggia, Catania) ha affidato agli sportelli il pre-screening sulla
base di un questionario predisposto dall’ente erogatore e somministrato presso
gli sportelli informativi sul microcredito e l’autoimpiego.
5.2 Le attività di animazione del territorio
Il risultato conseguito nella sottoscrizione dei Protocolli di intesa tra l’ENM e
gli enti erogatori di microcredito non sarebbe stato conseguito senza l’attività
di animazione costante del territorio realizzata dagli esperti del progetto. L’atti-
vazione di task force regionali si è rivelata scelta vincente del progetto dal du-
plice punto di vista sia del “presidio” nei confronti delle necessità delle ammi-
nistrazioni ed enti che ospitano gli sportelli informativi sul microcredito e l’au-
toimpiego sia della cura delle relazioni con gli enti erogatori e gli stakeholder
pubblici e privati da attivare a supporto della sostenibilità dei potenziali lavo-
ratori autonomi e microimprese beneficiarie di microprestiti.
L’attività di animazione è consistita pertanto in una serie di eventi e incontri di
tipo seminariale e non, tenutisi in tutti i territori interessati. Nel corso dei semi-
nari è stata data visibilità all’avvio dell’attività degli sportelli nei territori di ri-
ferimento anche in collaborazione con gli enti firmatari degli Atti di Impegno
che hanno ospitato diversi eventi di lancio e seminari informativi per gli opera-
tori degli sportelli sui propri prodotti di microcredito (è il caso di Unicredit in
Sicilia sullo strumento JEREMIE microcredito, di Puglia Sviluppo, di BCC Me-
diocrati in Calabria). Le varie iniziative di animazione territoriale, invece, sono
state orientate all’aggiornamento degli operatori degli sportelli sulle funzionali-
tà della Piattaforma retemicrocredito.it e alla creazione di reti di supporto al-
l’attività degli stessi sportelli favorendo l’incontro con gli enti che erogano mi-
crocrediti sul territorio e con gli stakeholder che realizzano attività di sostegno
42
all’avvio e al consolidamento d’impresa. Alla data conclusiva del progetto (30
giugno 2014) gli eventi organizzati dall’ENM e dai partner locali del progetto,
sono stati dodici tra Campania (3), Puglia (2), Calabria (2) e Sicilia (7). Le atti-
vità di animazione sono state rilanciate puntualmente nella Newsletter17
del
progetto consentendo a tutti gli operatori degli sportelli, anche quelli che non
avevano potuto prendere parte agli eventi di animazione, di essere puntualmen-
te informati sulle attività realizzate e i relativi contenuti.
5.3 I protocolli di intesa
Per dare conto della realtà esistente sui territori e della sottoscrizione dei Pro-
tocolli di intesa sopra citati di seguito brevemente si illustra lo stato dell’arte
della sottoscrizione degli stessi18
.
Nella Regione Calabria sono attivi principalmente tre soggetti che gestiscono
ed erogano strumenti di microcredito: la Finanziaria Regionale Fincalabra, la
Banca di Credito Cooperativo Mediocrati e la Camera di Commercio di Reggio
Calabria. Sono stati sottoscritti protocolli di Intesa con Fincalabra e BCC Me-
diocrati. Il programma di maggior rilievo dal punto di vista delle risorse dispo-
nibili e dell’estensione territoriale è stato, durante il progetto, quello gestito
dalla Finanziaria Regionale Fincalabra. Il protocollo sottoscritto dal progetto
con tale Ente è tra quelli che prevedono la somministrazione della scheda di
pre-screening, predisposta dalla stessa Fincalabra che prevede la rispondenza
degli utenti degli sportelli, che decidessero di presentare la loro richiesta di mi-
crocredito alla finanziaria regionale, ai requisiti di ammissibilità previsti dal
bando regionale in ordine allo svantaggio sociale e lavorativo degli stessi sog-
getti proponenti. La Banca di Credito Cooperativo Mediocrati – anch’essa fir-
mataria di Protocollo di Intesa con il progetto – è attiva da anni nel settore del
microcredito con ben 3 prodotti dedicati e 21 sportelli attivi nel territorio di ri-
ferimento, l’ultimo dei prodotti realizzati – il mutuo chirografario COSMO – è
nato grazie allo strumento europeo Progress Microfinance, strumento di con-
17 In proposito cfr. Newsletter del progetto Microcredito e servizi per il lavoro, numeri 2-
5 sul sito http://www.microcreditoitalia.org/index.php?option=com_content&view=arti-
cle&id=469&Itemid=240&lang=it
18 Cfr nota 15
43
trogaranzia che permette alla banca di poter contare su 4,5 milioni di euro suf-
ficienti per erogare ‘micro prestiti’ a favore di circa 180 imprese locali, in parti-
colare gestite da donne, giovani, imprenditori autonomi e minoranze etniche,
che spesso sono escluse dal sistema bancario tradizionale. Gli altri prodotti mi-
crofinanziari offerti dalla BCC Mediocrati sono quelli denominati “Il Semina-
tore”, gestito in partnership con la Diocesi di Cosenza, e “Voglio Restare 2.0”,
un prodotto dedicato ai giovani residenti che desiderano investire nel settore
dell’innovazione e del turismo del territorio, che mira ad invertire la tendenza
migratoria dei giovani calabresi.
Nella Regione Puglia sono attivi diversi soggetti erogatori di microcredito: la
Finanziaria Regionale Puglia Sviluppo, la Diocesi di Andria e altre tre Diocesi
(Ugento, Lecce e Gallipoli) che attuano il “Progetto POLICORO” della CEI,
l’Associazione di Promozione Sociale Eticanonmente, la Fondazione Banco del
Monte Domenico Siniscalco Ceci e una filiale di PerMicro, dislocata a Bari. I
soggetti nominati hanno sottoscritto un apposito protocollo di intesa con il
progetto oppure, come nel caso della Finanziaria Regionale Puglia Sviluppo,
hanno scelto di collaborare con il progetto sulla base di un accordo teso a veri-
ficare il numero e la tipologia degli utenti degli sportelli per il microcredito che
superano le selezioni dei bandi a valere sugli strumenti regionali per il micro-
credito e altre forme di incentivazione dell’attività d’impresa19
(deve essere evi-
denziato che gran parte degli sportelli informativi avviati dal progetto hanno
scelto di essere inseriti nella rete regionale Sistema Puglia che si occupa proprio
di promozione delle politiche di sviluppo, per l’occupazione e sociali). Altro ca-
so è quello della Fondazione Banco del Monte Domenico Siniscalco Ceci, il cui
programma è gestito da Banca Popolare Etica, soggetto con il quale il progetto
ha siglato un Protocollo di Intesa a livello nazionale. Particolarmente attiva è la
Diocesi di Andria, che ha festeggiato nel 2013 il decennale di attività del pro-
getto “Barnaba”, nato nell’ambito del Progetto Policoro nazionale. Oltre al
19 L’accordo ha dimostrato la sua efficacia se si considera che 12 tra gli utenti che hanno
usufruito del servizio informativo degli sportelli per il microcredito e l’autoimpiego, inse-
riti nel circuito regionale Sistema Puglia, hanno superato le selezioni per accedere al mi-
crocredito e il finanziamento di impresa degli strumenti regionali attivi nel periodo
2013-2014 (cfr. oltre par. 7.6).
44
Progetto “Barnaba” la Diocesi di Andria ha promosso un’ulteriore azione rivol-
ta ai giovani, denominata “Fiducia alle Idee”, ed ha avviato lo scorso hanno un
innovativo progetto di Social Housing.
Nella Regione Campania sono attivi diversi programmi, tra i quali: quello ge-
stito dalla Finanziaria Regionale Sviluppo Campania (Microcredito FSE),
quello gestito nell’ambito del “Progetto Policoro” dalla Diocesi di Caserta,
una filiale di PerMicro, dislocata a Napoli, ed il programma denominato
Don.Gio.Pmi, gestito dalla Scarl Sistema Cilento. Esistono poi il piccolo pro-
gramma di Microcredito del Rione Sanità e quello promosso dalla CCIAA di
Avellino, di recentissima nascita. Tutti gli Enti Erogatori hanno sottoscritto il
Protocollo d’Intesa con il Progetto, tranne “Retesanità”, la rete di associazioni
che ha dato vita al progetto nell’omonimo rione in quanto rivolto alla sola po-
polazione residente nel quartiere e pertanto meno interessato dall’azione infor-
mativa degli sportelli per il microcredito avviati dal progetto. Come nel caso
della Regione Puglia e di Puglia Sviluppo, anche la finanziaria regionale Svi-
luppo Campania - pur non avendo firmato un protocollo di intesa. – ha forni-
to i dati necessari al monitoraggio dell’utenza degli sportelli per il microcredi-
to, attraverso il confronto tra i dati degli utenti registrati agli sportelli e quelli
dei beneficiari dei prestiti a valere sul Programma “Microcredito FSE” della
Regione.
Anche nella Regione Siciliana sono attivi diversi programmi, tra i quali: quello
gestito dalla Regione con finalità sociali a valere sul POR FSE 2007-2013 (mi-
crocredito per le famiglie), quelli gestiti nell’ambito del “Progetto Policoro” da
diverse Diocesi, due gestiti dalla Fondazione “Microcredito e Sviluppo” – “Gio-
vani Idee” e “Microcredito nel Calatino” – e uno gestito dall’Associazione “Au-
tonomamente Sud”, ma soggetto all’approvazione della Fondazione Microcre-
dito e Sviluppo.
Un ruolo importante, come peraltro si evince dal fatto che Unicredit Spa ha
ospitato un evento informativo specifico per gli operatori degli sportelli sicilia-
ni dedicato ai diversi strumenti attualmente gestiti dall’Istituto, è poi rivestito
45
dallo strumento di microcredito del programma “Jeremie SICILIA” per le micro
e PMI; finanziato a valere sul POR FESR e sul POR FSE 2007-2013 della Re-
gione Siciliana e attuato con la collaborazione del FEI e di diversi istituti di cre-
dito nazionali (tra i quali appunto, Unicredit - che gestisce il microcredito
FESR per le microimprese fino a un max di 25mila euro- e Banca Etica che fi-
nanzia lo start up e rafforzamento di micro e PMI nel settore sociale fino a un
max di 100mila euro - quest’ultimo a valere sul POR FSE 2007-2013). Hanno
sottoscritto il Protocollo di Intesa con il Progetto i principali attori del territo-
rio, tra i quali la filiale PerMicro di Catania di recentissima costituzione. È sta-
to inoltre sottoscritto un ulteriore Protocollo di Intesa, che interessa le Regioni
Campania e Calabria, con la Commissione Focus “Lavoro, Occupazione e Mi-
crocredito” Rotary Distretto 2100. Le attività previste da tale accordo riguar-
dano la fornitura a titolo gratuito di servizi di accompagnamento allo start up
di impresa per l’utenza che si rivolga agli sportelli informativi.
46
47
6.1 Quali servizi di accompagnamento
Il nuovo Testo Unico Bancario (D. Lgs. 141/2010, modificato dal D. Lgs.
169/2012) prevede che la prestazione di servizi ausiliari di assistenza e tutorag-
gio dei soggetti finanziati sia tra gli elementi che, insieme all’ammontare e alla
finalità, definisce le caratteristiche dei prodotti che possono effettivamente es-
sere considerati microcredito.
La norma non specifica nel dettaglio quali siano i servizi di accompagnamento
da offrirsi, ma – grazie alle ricerche effettuate attraverso il Progetto Monitorag-
gio dell’Ente per il Microcredito sui programmi operativi nei territori Conver-
genza tra il 2009 e il 2012 – è comunque possibile fare alcune valutazioni sullo
stato dell’arte dei servizi di accompagnamento attualmente erogati e su quali
siano le reti attualmente vive che supportano i programmi di microcredito esi-
stenti. Un supporto preliminare alla richiesta di finanziamento permette inoltre
di capire se il possibile beneficiario del prestito sia o meno nelle condizioni di
richiederlo, o se vada indirizzato ad ulteriori percorsi – come ad esempio quelli
di alfabetizzazione finanziaria di base – che gli consentano di essere ammesso
CAPITOLO 6
LE RETI LOCALI A SOSTEGNO
DELL’ATTIVITÀ DEGLI SPORTELLI
E DELL’AVVIO DI IMPRESA
48
al finanziamento e, soprattutto, di riuscire a gestire l’attività in modo consape-
vole fin dal suo avvio.
Tra i programmi di microcredito monitorati le attività di supporto propedeuti-
che all’eventuale erogazione del prestito di microcredito (analisi della proposta
imprenditoriale, valutazione del grado di solvibilità dell’utente, predisposizione
delle pratiche per l’accesso al credito, ecc.) sono senz’altro le più diffuse e, nella
maggioranza dei casi, esse sono a titolo gratuito. Meno diffuse, ma comunque
estese e sfruttate dalla maggioranza dei richiedenti, sono le attività di monito-
raggio e tutoraggio effettuate ex-post; mentre l’offerta di servizi di formazione
da parte dei promotori e dei loro partner, risulta decisamente più rara e spesso
coinvolge solo una quota minoritaria di richiedenti. Una solida rete di servizi
complementari con un elevato livello di professionalità è considerata la vera
chiave della riuscita di un programma di microcredito, come mostrano le espe-
rienze implementate, oltre a consentire un approccio pragmatico al tema, evi-
tando di andare a finanziare soggetti che abbiano invece necessità di essere resi
più consapevoli.
6.2 Il ruolo delle reti territoriali
Le Regioni che hanno realizzato programmi di microcredito hanno quasi sempre
previsto servizi accessori variamente articolati e condotti in proprio, quindi pre-
valentemente a carico degli enti regionali, ovvero condivisi con associazioni e reti
già presenti e diffuse sul territorio, soprattutto per la fase di informazione e
orientamento, mentre le attività di accompagnamento successive all’erogazione
del microcredito, variano significativamente in termini di intensità e ampiezza
temporale: ad esempio per sei mesi nel caso della Campania, per due anni in Ca-
labria. La Regione Campania ha messo in campo una pluralità di azioni sul terri-
torio volte prioritariamente alla diffusione della conoscenza dello strumento mi-
crocredito per la migliore riuscita del suo bando. L’efficacia dell’azione informa-
tiva è testimoniata dall’altissimo numero di domande pervenute a seguito della
pubblicazione del bando, ma rimane ancora da strutturare meglio il percorso di
assistenza post-erogazione in capo alla finanziaria regionale gestore. Anche la
scelta dell’istituto di credito è stata legata alla capillarità della diffusione dello
stesso (Banco di Napoli) sul territorio.
49
Il microcredito promosso dalla Regione Puglia e gestito da Puglia Sviluppo pre-
vede che tutti i possibili beneficiari siano convocati presso la sede del promotore
per verificare la fattibilità dell’iniziativa e definire gli aspetti di dettaglio della do-
manda di finanziamento. Nella fase di attuazione degli investimenti e nella fase
di rendicontazione delle spese per tutti i beneficiari è prevista una fase di assi-
stenza tecnica per la soluzione di problematiche gestionali e amministrative.
Tali attività sono articolate in contatti informali con i beneficiari ed in una serie
di incontri obbligatori, ma il soggetto gestore sta costruendo, specie con le asso-
ciazioni datoriali e con i centri per l’impiego diffusi nella regione, una vera e pro-
pria rete territoriale di assistenza al microcredito regionale. Si è cercato di anda-
re nella direzione di costruire un sistema di assistenza e informazione parallelo
allo strumento finanziario che potesse essere sostenibile ed effettivo. La Regione
Puglia nell’attivazione dei servizi di assistenza tecnica ha deciso di utilizzare
strutture che già facessero queste attività come le associazioni di categoria, gli uf-
fici delle Commissioni Provinciali per l’Artigianato, i SUAP.
Fare leva sulle reti presenti sul territorio ed affidare ai principali nodi di tali reti lo
svolgimento di attività di assistenza, come nel caso della Puglia e della Calabria è
stato quasi sempre frutto di una serie di relazioni con organizzazioni di volontaria-
to,associazioni di categoria,strutture pubbliche e private di intermediazione di ma-
nodopera, per diffondere informazioni e conoscenze sull’iniziativa intrapresa. In
tutte le regioni va citata l’opera svolta territorialmente dalle Diocesi afferenti al Pro-
getto Policoro che intercettano con le loro strutture un numero considerevole di po-
tenziali beneficiari.Solo di rado però attraverso tali reti si è stati in grado di dare im-
pulso ad attività di servizi complementari,che – secondo tutti gli stakeholder – sono
essenziali per il successo di un’idea di impresa o di lavoro. Fincalabra, per rendere
più efficiente il suo operato e cercare di abbattere in ingresso il numero delle prati-
che alle quali non viene poi effettivamente dato seguito, per carenze di requisiti da
parte dei richiedenti, ha scelto di affidare un’attività di filtro (pre-screening) anche
alla rete degli sportelli informativi sul microcredito e l’autoimpiego che la realizza
attraverso la somministrazione di una scheda redatta ad hoc dalla stessa agenzia re-
gionale. Questa modalità operativa è stata scelta anche da altri partner del progetto
Microcredito e Servizi per il Lavoro, in un’ottica di efficientamento dell’intero per-
corso (PerMicro,Progetto Policoro).
50
Nei territori delle Regioni Calabria e Campania i percorsi di microcredito esi-
stenti sono supportati anche da soggetti privati dell’associazionismo come, ad
esempio, i membri della Commissione Lavoro del Rotary, che ha deciso di of-
frire il proprio supporto professionale a chi ne faccia richiesta (tale collabora-
zione è offerta a titolo gratuito per tutti i programmi di microcredito attivi in
questi territori e concerne, in particolare, l’accompagnamento pre- e post start
up, anche di tipo tutoriale).
51
7.1 Il campione
Nel corso del primo semestre del 2014, cioè da quando la rete degli sportelli
per il microcredito e l’autoimpiego e le funzionalità della Piattaforma informa-
tica sono andate a regime, sono stati raccolti moltissimi dati sugli utenti (com-
plessivamente 1121 tra cittadine e cittadini) che hanno utilizzato i servizi offer-
ti dal progetto. Questi dati riguardano in particolare i servizi richiesti, la loro
tipologia e lo stato di avanzamento delle consulenze erogate, gli sportelli che
sono stati consultati con relativa georeferenziazione della domanda, la data del
primo contatto con lo sportello, il genere e l’età del soggetto richiedente, il suo
status occupazionale, la presenza di eventuali sostegni al reddito nel caso di la-
voratori disoccupati o in mobilità senza indennità, ecc.
Combinando opportunamente tutte le informazioni raccolte è possibile definire
l’identikit degli utenti che fino al 30 giugno 2014 si sono recati presso gli spor-
telli per usufruire dei servizi di consulenza / informazione sugli strumenti di mi-
crocredito offerti. Si tratta, a ben vedere, del primo tentativo sistematico di cen-
sire e classificare la domanda di microcredito su ampia scala.
CAPITOLO 7
PRIME CONSIDERAZIONI
SULL’EFFICACIA DELL’ATTIVITÀ
DI CONSULENZA-INFORMAZIONE
DEGLI SPORTELLI
52
È ovviamente possibile analizzare i dati complessivamente ma l’approfondi-
mento per territorio consente di cogliere alcune peculiarità evidenziando gli
elementi comuni e mettendo a fuoco le eventuali differenze.
Questa grande quantità di dati è stata raccolta in un apposito database che, co-
me tutti gli archivi amministrativi, non può essere adoperato senza opportuni
aggiustamenti a fini statistici, ma che è già in grado di rendere conto dei flussi e
delle dinamiche legati all’utenza degli sportelli e dei comportamenti adottati
dai cittadini che hanno usufruito della consulenza offerta presso gli sportelli.
La rappresentatività dei dati è ovviamente influenzata dalla disomogenea di-
stribuzione degli sportelli sul territorio. La distribuzione disomogenea degli
sportelli sui territori interessati, come ben evidenziano le georeferenziazioni del
capitolo 2, è dovuta principalmente al fatto che essi nascono in risposta ad una
manifestazione pubblica di interesse e, quindi, non seguono una logica rappre-
sentativa delle varie realtà produttive e lavorative dei territori, bensì rispondo-
no al maggiore o minore interesse di singole amministrazioni locali ed enti
pubblici ad avviare un servizio innovativo presso le proprie strutture.
Nei paragrafi seguenti sono illustrati raffronti tra tutti gli sportelli che, nell’ar-
co dei sei mesi considerati, hanno registrato nel data base della Piattaforma
informatica almeno una consulenza richiesta dai cittadini. Poiché non tutti gli
sportelli convenzionati hanno effettivamente ricevuto richieste di consulenza,
non è possibile stabilire in assoluto quale regione o provincia è stata la più at-
tiva, poiché non sappiamo quale sarebbe stato l’esito se tutti gli sportelli fosse-
ro stati operativi. In proposito, considerando gli sportelli concretamente attivi,
giova ricordare che sono stati coinvolti 36 enti (25 amministrazioni comunali,
6 Camere di commercio e 5 amministrazioni provinciali). Ovviamente a livello
di province, il numero sportelli attivati è superiore al numero delle ammini-
strazioni coinvolte, perché ciascuna di esse ha attivato uno o più centri per
l’impiego.
7.2 Le consulenze erogate dagli sportelli per il microcredito e l’autoimpiego
Le consulenze erogate agli utenti, suddivisi per le tre tipologie di ente pubblico
(comuni, camere di commercio e centri pubblici per l’impiego), sono riportate
nella tabella 1 dove sono presentati i dati dei soli sportelli che nel periodo con-
53
siderato hanno effettivamente ricevuto e orientato all’autoimpiego e microcre-
dito almeno un utente.
Su un totale di 1121 colloqui informativi il 44%, pari a 492 consulenze, si è
svolto in Puglia, il 21% in Sicilia (236 colloqui), il 18,5% in Campania (208
interventi) e il 16,5% Calabria (185 consulenze).
Tabella 1
Consulenze erogate dagli sportelli per il microcredito
e l’autoimpiego (valori assoluti)
Regione CCIAA COMUNE CPI Totale complessivo
Calabria 29 55 101 185
Campania 57 53 98 208
Puglia 7 41 444 492
Sicilia 52 184 236
Totale complessivo 145 333 643 1121
Come era prevedibile gli sportelli più attivi in termini di consulenze erogate so-
no quelli dei CPI con 643 consulenze, pari al 57,4% del totale dei colloqui, se-
guono quelli dei comuni con 333 colloqui realizzati, equivalenti al 29,7% e, in-
fine, le camere di commercio che hanno assistito 145 utenti, il 12,9% del totale
(come detto sono in tutto sei le camere di commercio che hanno partecipato al
progetto e tutte hanno effettuato consulenze).
Grafico 1
Consulenze erogate dagli sportelli per tipologia di ente (%)
CCIAA
COMUNE
CPI
57,4%
29,7%
12,9%
54
La maggior parte delle consulenze dei CPI sono state erogate in Puglia (447),
con un particolare impegno da parte dei CPI della Provincia di Lecce, mentre
quelle fornite dagli sportelli aperti presso i Comuni sono più numerose in Sici-
lia (184). Le Camere di commercio della Campania sono le più attive con 57
consulenze erogate, anche se la performance migliore è quella della CCIAA di
Palermo che da sola raggiunge i medesimi risultati (52 consulenze erogate).
Grafico 2
Consulenze erogate dagli sportelli per regione ed ente (dati assoluti)
Se non stupisce il dato dei centri per l’impiego, già attrezzati per offrire servizi
di politica attiva del lavoro ai cittadini e con una maggiore dimestichezza nel-
l’uso delle banche dati amministrative, in quanto hanno spesso attivato presso
le proprie sedi un servizio per l’accompagnamento all’autoimprenditorialità e
allo start up di impresa, sorprende positivamente l’iperattività di alcuni comu-
ni, soprattutto di quelli siciliani che hanno in un certo senso ovviato alla man-
cata partecipazione al progetto dei centri per l’impiego della Regione.
Interessante anche notare come, dopo le prime settimane di “avviamento” del
progetto, l’affluenza agli sportelli (vedi grafico successivo) sia costantemente
aumentata nel corso del tempo, a testimonianza di un interesse reale per le op-
portunità offerte dal microcredito e dagli incentivi all’autoimpiego da parte
dell’utenza.
COMUNI
CCIAA
PROVINCIE CPI
SICILIA CALABRIA CAMPANIA PUGLIA
184
52
0
55
29
101
53 57
98
41
7
444
55
Grafico 3
Andamento delle consulenze novembre 2013-giugno 2014
7.3 L’identikit degli utenti degli sportelli
Nel prendere in esame l’insieme dei 1121 utenti che si sono rivolti agli sportelli
per il microcredito una prima distinzione può essere fatta per genere (vedi gra-
fico successivo) fascia di età.
La prima evidenza è che l’utente tipo degli sportelli è maschio di età compresa
tra i 35 e i 49 anni. Ricadono, infatti, in questa fascia di età ben 269 dei 708
uomini (38%) dei fruitori del servizio di consulenza (v. tab.2). Buona parte di
essi si dichiara disoccupato, non iscritto a liste di mobilità né percettore di al-
cuna indennità di disoccupazione.
Per quanto concerne le donne prevalgono quelle della classe di età inferiore (tra
i 25 ed i 34 anni), in prevalenza disoccupate o inoccupate (sono 125 su 413,
ossia il 30% del totale delle utenti).
1200
1000
800
600
400
200
0
nov-aa dic-aa gen-aa feb-aa mar-aa apr-aa mag-aa giu-aa
56
Grafico 4
Utenti degli sportelli per genere (dati assoluti)
Il gap di genere tra gli utenti del servizio è piuttosto elevato in tutte le coorti (si
riscontra un differenziale medio di oltre 26 p.p.), con un divario che è minimo
tra i soggetti più giovani (16 p.p.) e massimo nel gruppo dei 35-49enni (circa
40 p.p.), quindi nell’età che solitamente corrisponde al massimo impegno delle
donne nelle attività di cura familiare.
Tabella 2
Utenti degli sportelli per genere ed età (valori assoluti)
Fasce di età F M Totale complessivo
18-24 117 162 279
25-34 125 173 298
35-49 118 269 387
50-64 50 91 141
oltre 64 3 13 16
Totale complessivo 413 708 1121
413
708
FEMMINE
MASCHI
57
Tabella 3
Utenti degli sportelli per genere ed età (%)
Fasce di età F M
18-24 41,9% 58,1%
25-34 41,9% 58,1%
35-49 30,5% 69,5%
50-64 35,5% 64,5%
oltre 64 18,8% 81,3%
Totale complessivo 36,8% 63,2%
Una conferma indiretta del peso del “fattore cura” sulla propensione all’au-
toimprenditorialità delle giovani donne, già osservata in altri e ben più ponde-
rosi studi20
, ci viene anche dai dati riguardanti le consulenze effettuate agli
utenti di età compresa tra i 18 e i 34 anni. Sommando, infatti, i parziali delle
due fasce di età rappresentate (18-24 e 25-34 anni), sia per i maschi che per le
femmine, si osserva come il 59,6% del totale delle donne utenti degli sportelli
ricada proprio in queste due coorti, a fronte del 47% circa del totale degli uo-
mini. Al contrario, come sottolineato in precedenza, sono gli uomini della fa-
scia di età centrale (35-49 anni), quella per intenderci del massimo impegno da
breadwinner, i più rappresentati percentualmente, con il 38% del totale degli
utenti maschi.
Le difficoltà incontrate costantemente dalle giovani italiane nell’inserirsi nel
mercato del lavoro e, in seguito, nel permanere attive, soprattutto a causa del-
l’assenza di adeguati sistemi di welfare per la conciliazione tra tempi di vita fa-
miliare e professionale, pur con tutte le cautele del caso (a partire dalle caratte-
ristiche delle informazioni disponibili, che si riferiscono a dati puramente am-
ministrativi), sembrano essere pertanto confermate anche dal comportamento
degli utenti degli sportelli per il microcredito e l’autoimpiego.
20 In proposito si veda, ad es.: A.Padrone, Imprese da favola, edizioni Marsilio, 2011; Os-
servatorio sull’imprenditoria femminile, Unioncamere, I trimestre 2014; Osservatorio
sull’evoluzione dell’imprenditorialità femminile nel terziario 2009-2013, Censis-Confcom-
mercio, 2014; 9° Censimento dell’industria e dei servizi - Rilevazione multiscopo sulle
imprese, ISTAT, 2011 (paragrafo dedicato alla Microimprenditorialità).
58
Se osserviamo la distinzione di genere dei richiedenti in relazione ai territori, a
fronte di una quota complessiva del 36,8% di utenti donne, rileva la forte pre-
senza femminile in Puglia (48%), rispetto a un sostanziale equilibrio nelle altre
regioni, dove non si supera mai il 18% del totale complessivo delle donne ri-
chiedenti (413). Anche gli uomini pugliesi risultano, in questo senso, i più “pre-
senti”, registrando una percentuale pari al 41% della quota complessiva di
utenti uomini, che come mostra la tabella precedente è pari al 63,2%. Seguono
gli utenti siciliani che pesano sul totale degli uomini del campione per il 23% e,
a breve distanza, la Campania (18,9%) e la Calabria con il 16,8% .
Tabella 4
Utenti degli sportelli per regione e genere (valori assoluti)
Numero utenti
Regione F M Totale complessivo
Calabria 66 119 185
Campania 74 134 208
Puglia 200 292 492
Sicilia 73 163 236
Totale complessivo 413 708 1121
Il divario di genere più elevato si osserva in Sicilia, dove 38 punti percentuali
separano le quote di richiedenti donne e uomini, mentre quello più basso si re-
gistra in Puglia con poco meno di 19 p.p.
59
Grafico 5
Utenti degli sportelli per regione e genere (%)
Alcune indicazioni interessanti derivano dall’esame dei dati per fasce di età e
regione, visualizzati nel grafico n. 6 e nella tabella5.
Grafico 6
Utenti degli sportelli per fascia di età (%)
In generale, le fasce di età più rappresentate sono quelle comprese tra 18 e 49
anni, unite esse raggiungono l’86% del totale degli utenti, con un picco nella
fascia 35-49 anni (34,5%). Per quanto concerne la distribuzione per regione,
CALABRIA CAMPANIA
PUGLIA SICILIA
F
M
F
M
F
M
F
M
64%
36%
64%
36%
69%
31%
59%
41%
18-24
25-34
35-49
50-64
oltre 64
34%
13% 25%
27%
1%
60
mentre in Puglia sono i giovani al di sotto dei 24 anni il gruppo più rappresen-
tato, in tutte e tre le altre regioni i beneficiari dell’azione informativa degli
sportelli sono stati soprattutto coloro che hanno tra 35 e 49 anni (con percen-
tuali del 47% in Calabria, 39,4% in Sicilia e 31,3% in Campania).
Tabella 5
Utenti degli sportelli per regione e fascia di età (valori assoluti)
Regione 18-24 25-34 35-49 50-64 oltre 64 Totale
complessivo
Calabria 36 40 87 22 185
Campania 61 56 65 22 4 208
Puglia 157 134 142 58 1 492
Sicilia 25 68 93 39 11 236
Totale complessivo 279 298 387 141 16 1121
La Sicilia è la regione con l’utenza meno giovane, solo il 10,6% degli utenti si-
ciliani ha un’età inferiore a 25 anni, e al contempo la percentuale più alta di
utenti over 50 (16,5%).
Grafico 7
Utenti degli sportelli per regione e fascia di età (%)
CALABRIA CAMPANIA
PUGLIA SICILIA
18-24
25-34
35-49
50-64
40
87
22 36
0 18-24
25-34
35-49
50-64
Oltre 64
65
22
61
56
4
18-24
25-34
35-49
50-64
Oltre 64
18-24
25-34
35-49
50-64
Oltre 64
142
134
157
58
1
93
68
39
25
11
61
In Calabria gli utenti più giovani sono stati accolti dai CPI di Cosenza (9) e
dallo sportello del Comune di Cassano allo Ionio (7), i due sportelli più attivi
di tutta la regione. Gli stessi che hanno registrato il maggior numero di utenti
over 35 (18 su 87 di questa fascia di età). In Campania, invece, è stato il CPI di
Agropoli a registrare la migliore performance assoluta anche con riferimento ai
giovani con 30 utenti under 24 su 54 totali.
La Camera di commercio di Salerno ha erogato consulenze sul microcredito e
l’autoimpiego soprattutto alle persone di età compresa tra i 35 e i 49 anni (13
su 32 in totale). Diverso come già visto il discorso per la regione Puglia dove
un singolo CPI, Tricase, ha registrato 271 consulenze orientative delle quali ben
139 hanno interessato giovani al di sotto dei 24 anni, 55 under 34, 51 under
49 e 25 soggetti over 50.
In Sicilia, lo sportello che ha erogato il maggior numero di consulenze è stato
quello attivato dalla Camera di commercio di Palermo che ha accompagnato
verso il microcredito in prevalenza utenti 35-49enni (22) o under 35 (15). I co-
muni siciliani hanno accolto in particolare giovani delle due fasce di età centra-
li: 14 giovani under 35 su 35 utenti totali dello sportello di Carini, 12 persone
al di sotto dei 50 anni a Borgetto e 15 a Ragusa.
7.4 Lo status degli utenti
In relazione allo status occupazionale dichiarato dagli utenti agli operatori de-
gli sportelli si può verificare come il progetto abbia correttamente intercettato
il principale target group di riferimento: quello dei disoccupati e degli inoccu-
pati. Infatti, queste due tipologie di utenti (nelle varie sottotipologie) assomma-
no a oltre il 70% del totale degli utenti degli sportelli.
62
Tabella 6
Utenti degli sportelli per status occupazionale e genere (valori assoluti)
Status occupazionale F M Totale
compl.
Altro 14 33 47
Disoccupato/a (iscritto alle liste
di mobilita senza indennità) 22 35 57
Disoccupato/a (non iscritto alle liste di mobilita
e non percettore di indennità) 241 354 595
Disoccupato/a percettore di sostegno
al reddito (ammortizzatore) 9 21 30
Inattivo/a 5 6 11
Inoccupato/a 43 52 95
Occupato 73 200 273
Occupato/a (non sospeso/a) o in esperienza
lavorativa (trasformazione di contratti) 6 7 13
Totale complessivo 413 708 1121
Il 77% delle donne e il 66% degli uomini che si sono rivolti agli sportelli si tro-
vano in questa condizione. Le donne, pertanto, sembrerebbero essere più interes-
sate all’opportunità offerta dal microcredito per l’avvio di un’attività, di un lavo-
ro autonomo o per la creazione di una microimpresa. Infatti, il 61% circa degli
utenti si dichiara disoccupato, in larga parte non è iscritto a liste di mobilità o
percettore di indennità (595) ed è solo in minima parte percettore di forme di so-
stegno del reddito (30 casi su 1121). Tra i disoccupati non percettori di forme di
sostegno del reddito (indennità) il 59% sono maschi (354) e il 41% femmine (in
numeri assoluti sono 241); tuttavia, se si osserva la composizione di genere del
campione, e si considerano le proporzioni interne a ciascuno dei due generi, è
possibile evidenziare come in proporzione siano le donne a presentare lo status
di disoccupate non percettrici con maggiore frequenza: infatti il 58% di esse di-
chiara all’operatore di sportello di trovarsi in tale condizione, a fronte del 50%
dei maschi. Gli occupati che si sono rivolti agli sportelli rappresentano quasi un
quarto degli utenti totali: si tratta di ben 273 persone, di cui 200 sono maschi e
73 femmine, appartenenti alle due fasce di età più elevate.
63
Grafico 8
Utenti degli sportelli per status occupazionale (%)
Tra i disoccupati uomini, i più numerosi sono quelli della fascia di età 35-49
anni (140 su 410), seguiti dai 18-24enni (117) e da quelli di età compresa tra i
25 e i 34 anni (109). Tra le donne sono 92 (su 272) le disoccupate della fascia
di età 18-24anni, contro 81 di età 25-34anni e ancora 81 della fascia di età 35-
49 anni. Lo status di inattivi o inoccupati è dichiarato da 106 utenti (58 ma-
schi e 48 femmine), appartenenti soprattutto alle due fasce di età più giovani
(76 su 106). A livello territoriale il maggior numero di disoccupati sono stati
intercettati dai nuovi sportelli microcredito della Puglia con 367 utenti accolti e
orientati al microcredito. La Sicilia, invece, presenta al contempo il numero più
elevato di occupati (39) e di inattivi/inoccupati (42) che si dimostrano interes-
sati al lavoro autonomo e alla microimpresa.
Altro
Disoccupato/a (iscritto alle
liste di mobilità senza indennità)
Disoccupato/a (non iscritto alle
liste di mobilità e non percettore
di indennità)
Disoccupato/a percettore
di sostegno al reddito
(ammortizzatore)
Inattivo/a
Inoccupato/a
Occupato
Occupato/a (non sospeso/a)
o in esperienza lavorativa
(trasformazione di contratti)
24%
53%8%
1%
3%
5%
4%1%
64
Tabella 7
Utenti degli sportelli per status occupazionale e regione (valori assoluti)
Status occupazionale Calabria Campania Puglia Sicilia Totale
compl.
Altro 3 9 15 20 47
Disoccupato/a (iscritto alle
liste di mobilità senza indennità) 7 17 10 23 57
Disoccupato/a (non iscritto alle
liste di mobilità e non
percettore di indennità) 81 96 367 51 595
Disoccupato/a percettore di sostegno
al reddito (ammortizzatore) 11 7 7 5 30
Inattivo/a 2 3 3 3 11
Inoccupato/a 19 22 15 39 95
Occupato/a 62 52 67 92 273
Occupato/a (non sospeso/a) o in
esperienza lavorativa
(trasformazione di contratti) 2 8 3 13
Totale complessivo 185 208 492 236 1121
7.5 La tipologia di impresa
Quanto alla tipologia di impresa che s’intende avviare, oltre la metà del cam-
pione durante il colloquio informativo dichiara di voler creare una ditta indivi-
duale (604 indicazioni su 1121 visitatori degli sportelli). Di questi un’ampia
maggioranza è costituita da uomini, 58% ossia 351 utenti, e il rimanente 42%
da donne, pari a 253 utenti. Seguono le società di persone con 36 preferenze
dichiarate: di cui 24 uomini e 12 donne che vogliono realizzare questo tipo di
impresa societaria. Sono, invece, residuali le preferenze espresse da tre utenti
degli sportelli che desiderano avviare società cooperative (2 utenti uomini in
tutto) oppure società di capitali (in questo caso la preferenza è stata espressa
da un solo utente, anch’esso uomo), vedi grafico seguente.
65
Grafico 9
Tipologia di impresa che si intende creare (valori assoluti)
La maggior parte dei 604 potenziali auto-imprenditori - ossia il 34% di coloro
che hanno indicato la ditta individuale - sono soggetti molto giovani apparte-
nendo alla fascia di età compresa tra i 18 e i 24 anni. In termini assoluti, si
tratta di 206 soggetti di cui oltre la metà uomini, 107 in totale pari a quasi il
52% dei giovani utenti di quest’età che intendono avviare un’impresa indivi-
duale.
Seguono, in ordine decrescente, gli utenti tra i 35 e i 49 anni che sono 174, pari
al 28,8% dei futuri auto imprenditori. Solo il 33% di questi ultimi sono donne,
in valori assoluti 58 utenti. Infine, ci sono gli utenti della fascia di età tra i 24 e
i 35 anni, 153 in tutto pari al 25,4% del totale degli imprenditori individuali.
Di questi il 51,7% sono uomini (79) e il 48,3% donne (74). Il comportamento
dei soggetti che appartengono a questi ultimi due cluster rispecchia quanto rile-
vato al par. 3 del presente capitolo in relazione alla distribuzione di genere e
per fasce d’età degli utenti degli sportelli per il microcredito e l’autoimpiego.
Le future ditte individuali si distribuiranno in modo disomogeneo a livello ter-
ritoriale: la maggioranza di esse dovrebbe essere avviata in Puglia con 412
utenti interessati a creare questo tipo di impresa, mentre in Calabria e Campa-
nia dovrebbero stabilirsi, rispettivamente 97 e 95 ditte individuali.
Anche per le società di persone, indicate da 36 utenti in totale, è utile segnalare
come quasi la metà dei soggetti interessati a questa tipologia di impresa (17) ri-
cadano nella fascia di età dei 25-34enni e come, anche in questo caso, la Puglia
TIPOLOGIA DI IMPRESA PREVISTA
0 100 200 300 400 500 600 700
Società di capitali
Cooperative
Società di persone
Ditta individuale
66
rappresenti il territorio dove si insedieranno la maggior parte di queste neo-im-
prese (17 in termini assoluti pari all’80% del totale delle preferenze espresse
per questa tipologia di impresa. Seguono, ma molto distanziate, la Calabria con
4 e la Campania con 1 sola società di persone.
Sia le due cooperative che l’unica società di capitali presenti nel campione, so-
no state indicate da uomini in prevalenza della fascia di età compresa tra i 50 e
i 64 anni (due su tre).
7.6 La tipologia di consulenza
Particolarmente utile ai fini del presente progetto verificare quali servizi sono
stati richiesti dagli utenti agli operatori degli sportelli. La Piattaforma consente
all’operatore dello sportello di registrare le diverse tipologie di consulenza of-
ferte (v. capitolo 4). Gli operatori possono, infatti, fornire servizi molto perso-
nalizzati (customer tailored) che muovono dal livello dell’informativa generale
per giungere fino alla consulenza avanzata e a quella definita “completa”, ossia
riferita alle pratiche che vanno a concludersi al di fuori dello sportello presso
l’ente/istituto di credito che valuta l’idea imprenditoriale e la sostenibilità fi-
nanziaria ed eroga, se del caso, il micro-prestito.
Tabella 8
Consulenze erogate per tipologia e regione (valori assoluti)
Regione Cons. Cons. Cons. Info. Totale
avanzata base completa generali compl.
Calabria 47 66 5 67 185
Campania 12 25 5 166 208
Puglia 14 35 12 431 492
Sicilia 10 16 5 205 236
Totale complessivo 83 142 27 869 1121
Cons.= Consulenza
L’effetto di questa attività, che potremmo definire a “intensità informativa cre-
scente”, è un creaming naturale dell’utenza che porta a selezionare i soli sog-
getti realmente interessati a formare nuove attività autonome o microimprendi-
67
toriali e, al contempo, a individuare gli altri fabbisogni “sociali” derivanti
dall’esclusione finanziaria degli utenti che rientrano nella categoria dei “non
bancabili”.
Com’era da attendersi il numero maggiore di consulenze (869 su 1121) è consi-
stito nel fornire informazioni generali sul microcredito. Ciò è dipeso, da un la-
to, dalla novità costituita dal servizio di sportello sul microcredito all’interno
delle amministrazioni ospitanti e, dall’altro, dalla naturale “curiosità” che spin-
ge i soggetti, anche non direttamente interessati, a voler conoscere meglio il mi-
crocredito e le sue caratteristiche.
Laddove sono intervenuti massicciamente i CPI, come nel caso della Puglia e
della Calabria, alle informazioni generali è seguita una fase di approfondimen-
to della consulenza (di base e avanzata) che in 12 casi ha portato fino al con-
cretizzarsi dell’idea imprenditoriale e al superamento delle selezioni dei bandi
“Microcredito” e “NIDI” della Regione Puglia.
Per la cronaca, comunque, sono state comunicate informazioni generali
nell’87,6% dei casi in Puglia, nell’86,9% in Sicilia e nel 79,8% in Campania,
mentre in Calabria l’utenza parrebbe essere stata più consapevole delle caratte-
ristiche generali del microcredito avendo solo il 36,2% degli utenti richiesto
questo tipo di informazioni ed essendosi, invece, concentrato più sulle consu-
lenze di tipo più avanzato (35,7% dei colloqui ha riguardato la consulenza di
base, e il 25,4% pari a 47 colloqui è stato registrato dagli sportelli calabresi
come consulenza avanzata).
In generale, è bene rilevare lo scarto tra le percentuali della consulenza infor-
mativa (di base e avanzata), in tre regioni su quattro superiori al 79%, e quelle
della consulenza completa che non superano mai il 3% del totale delle consu-
lenze erogate (27 su 1121 colloqui effettuati).
68
Grafico 10
Consulenze erogate per tipologia e regione (valori assoluti)
7.7 Considerazioni conclusive
A conclusione di questo capitolo è possibile fare le seguenti considerazioni:
● se l’obiettivo del progetto era di favorire la conoscenza dell’opportunità
dell’autoimpiego e dell’autoimprenditorialità tra i lavoratori disoccupati e
inattivi e, al contempo, di facilitare la diffusione dello strumento del mi-
crocredito per l’inclusione sociale e finanziaria dei soggetti più vulnerabili
sul mercato del lavoro, si può affermare che questo è stato ampliamente
raggiunto. Gli sportelli, se pur nel brevissimo tempo preso in esame – un
semestre -, hanno consentito di ottenere un miglioramento della conoscen-
za e un aumento dell’utilizzo degli strumenti finanziari esistenti, dando
massima diffusione sui territori alle informazioni sui programmi e accom-
pagnando il progressivo avvicinamento agli strumenti di microcredito da
parte di chi era realmente interessato a mettersi in proprio;
● indirettamente il progetto ha prodotto un effetto in termini di capacity
building, rafforzando e ampliando i servizi per il lavoro (v. paragrafo 7.2 e
Consulenza avanzata
Consulenza base
Consulenza completa
Informazioni generali
CALABRIA CAMPANIA PUGLIA SICILIA
47
66
5
67
12
25
5
166
14
35
12
431
10 16 5
205
69
capitolo 8), che in Italia e in particolare nel mezzogiorno registrano le
maggiori difficoltà e non riescono a offrire servizi integrati e avanzati, oggi
necessari, per i soggetti particolarmente svantaggiati. Si è realizzato quindi
un modello di intervento volto a realizzare quella rete di servizi prevista,
oggi solo normativamente, dall’art. 6 del d.lgs. 276/2003;
● in caso di proseguimento del progetto, potrebbe essere interessante ap-
profondire le ragioni del divario tra i numeri della Puglia e quelli delle al-
tre regioni (vedi sopra paragrafo 7.2): una prima chiave interpretativa del
dato potrebbe essere il forte input dato dall’amministrazione regionale alla
creazione di servizi sul modello del one-stop-shop, che offrono sia in rete
che in presenza, presso le amministrazioni locali, consulenza e accompa-
gnamento sui temi dello sviluppo di impresa, del mercato del lavoro e poli-
tiche attive del lavoro, e delle politiche sociali;
● altro tema sul quale sarebbe interessante investigare in futuro è legato
alla circostanza (come sopra evidenziato) che l’autoimpiego e il microcre-
dito sembrano essere oggetto di interesse anche per il target degli occupati,
(che ammontano a circa il 26% dell’utenza totale degli sportelli). È il dato
che sorprende di più, e in senso positivo, visto che i servizi degli sportelli
informativi sull’autoimpiego e il microcredito sono stati progettati per so-
stenere i soggetti maggiormente vulnerabili nel mercato del lavoro (disoc-
cupati, percettori di sostegno al reddito, donne, giovani neet, ecc.) nei loro
percorsi di reimpiego e di inclusione finanziaria, attraverso il microcredito.
La circostanza che detti servizi si sono dimostrati “interessanti” anche per
coloro che al momento un lavoro ce l’hanno meriterebbe senz’altro un la-
voro di approfondimento per individuare le loro motivazioni.
70
71
8.1 Poche risorse o poca programmazione?
Il persistere della crisi economica e finanziaria e l’aggravarsi della disoccupa-
zione obbligano gli Stati a finalizzare al meglio l’azione delle pubbliche ammi-
nistrazioni nonché a rivedere la riallocazione delle risorse pubbliche, attraverso
l’individuazione di priorità che tengano conto del mutato contesto economico
e sociale. In tale ottica, il tema del welfare, e in particolare del welfare to work,
riguarda al contempo l’ambito delle competenze tecniche e quello delle risorse
da destinare sia alle politiche sia al rafforzamento dei servizi per il lavoro.
In questo senso rileva la grande quantità di risorse finanziarie che negli ultimi
anni sono state destinate alla capacità istituzionale delle pubbliche amministra-
zioni a livello comunitario, nazionale e regionale, comprese quelle per il raffor-
zamento dei servizi per il lavoro. Tuttavia è anche noto da anni come il calo di
efficienza e di capacità delle pubbliche amministrazioni italiane gravino sull’in-
tero sistema Paese in termini di incapacità di intermediazione delle risorse, di
aumento della pressione fiscale, di attrattività, di competitività e di sviluppo del
territorio. Ciò che ormai si chiede alle amministrazioni pubbliche (vedi le ulti-
CAPITOLO 8
LA PROGRAMMAZIONE E GESTIONE
DI SERVIZI INNOVATIVI DA PARTE
DELLE PUBBLICHE
AMMINISTRAZIONI
72
me leggi di stabilità) è di limitare i costi dell’apparato pubblico, rinunciando al
tema della qualità dei servizi e dell’impulso allo sviluppo. “Il blocco delle as-
sunzioni, il blocco della contrattazione collettiva, i limiti alla spesa per la for-
mazione continua sono tra le misure che più hanno inciso e stanno indebolen-
do le amministrazioni pubbliche, anche rispetto al processo avviato negli anni
’90 che avrebbe dovuto portare a un’amministrazione di servizi e di sviluppo in
luogo di un’amministrazione certificatrice di status (“from the red tapes to re-
sults” era uno degli slogan della riforma di quegli anni)”21
.
Nel settore dei servizi per l’impiego la qualità ha risentito parecchio delle limi-
tazioni imposte dai Governi per rientrare nei limiti imposti dal patto di stabili-
tà ma, ancor più, del mancato compimento del processo avviato nel 2001 con il
federalismo fiscale e della sempre rinviata adozione dei livelli essenziali delle
prestazioni e dei costi e fabbisogni standard. Tuttavia, in quest’ambito più che
in altri ha giocato un ruolo rilevante, la scarsa attenzione dedicata al processo
di programmazione, alla qualità degli obiettivi e all’impatto delle attività su be-
neficiari e stakeholder, che ha portato all’organizzazione di servizi e all’eroga-
zione di politiche attive poco coerenti con le esigenze del mercato del lavoro.
Non è un caso che proprio con la crisi, dal decreto-legge 29 novembre 2008, n.
185 in poi, ci si sia posto il problema della presa in carico, da parte di servizi al
lavoro efficaci, dei lavoratori che disoccupati o cassintegrati percepivano forme
di sostegno del reddito affinché fosse ridotto al minimo il periodo di sospensio-
ne dal lavoro già coperto dalle politiche passive, e questi benefici fossero vinco-
lati all’utilizzo di politiche attive per il reinserimento precoce nel mercato del
lavoro (Accordo Stato-Regioni del 12 febbraio 2009). Come pure non è un fat-
to occasionale che la legge 28 giugno 2012, n. 92, all’art. 4 comma 33, al fine
di ampliare i destinatari riducendo il periodo di copertura degli ammortizzato-
ri, abbia introdotto alcuni livelli essenziali delle prestazioni nell’ambito delle
azioni che i servizi per l’impiego devono obbligatoriamente offrire ai beneficia-
ri di ammortizzatori sociali per favorirne la ricollocazione o riqualificazione.
21 F. Verbaro, “Nel mondo della pubblica amministrazione. Le azioni sulla capacità istitu-
zionale per la promozione degli strumenti finanziari e per lo sviluppo”, in “Microfi-
nanza”, n.1, 2012.
73
Proprio la diretta esposizione dei servizi per l’impiego a un’utenza ben definita
e a problematiche bene evidenti avrebbe dovuto rendere più agevole il processo
di programmazione e valutazione della performance, ma l’atteggiamento for-
malistico ed autoreferenziale che spesso ha avuto la pubblica amministrazione
nei confronti della programmazione e della valutazione non ha consentito di
far decollare una governance dei servizi fondata sulla performance. Inoltre, pur
essendo il modello di programmazione, nel caso delle province – che fino a po-
chi mesi fa erano le amministrazioni competenti nella gestione dei servizi per
l’impiego22
- specificamente disciplinato dal decreto legislativo 18 agosto 2000,
n. 267, e non direttamente dal decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 286, i siste-
mi individuati si sono rivelati poco attenti a misurare e valutare i servizi e le
funzioni rilevanti per il mercato del lavoro del momento.
Nel momento in cui si chiede ai servizi per l’impiego pubblici di migliorare l’effi-
cacia della propria azione rispetto alle criticità del momento e di finalizzare i pro-
pri interventi, la norma di riferimento dovrebbe essere il decreto legislativo 27 ot-
tobre 2009, n. 150, che al Titolo II modifica completamente il sistema di program-
mazione e valutazione delle pubbliche amministrazioni, al fine di meglio orientare
l’azione e le risorse delle pubbliche amministrazioni e di aumentarne la produttivi-
tà e la performance. Le novità maggiori del decreto legislativo in parola riguarda-
no sinteticamente: l’approccio integrato della programmazione e della valutazio-
ne, volto a ricomprendere ogni dimensione e attore dell’organizzazione; la corre-
lazione tra programmazione gestionale e programmazione finanziaria; l’applica-
zione della misurazione e valutazione della performance individuale a tutto il per-
sonale; la correlazione tra performance individuale e performance organizzativa;
la definizione ex lege delle caratteristiche degli obiettivi; l’attenzione dell’impatto
dell’azione sui bisogni della collettività e quindi sull’outcome23
. La mancanza
inoltre di un’utenza esigente e con un’aspettativa consolidata in materia di servizi
per il lavoro ha contribuito a non far nascere una tensione e attenzione sui servizi
per il lavoro. Basti ricordare come gran parte dell’intermediazione nel mercato del
lavoro oggi avvenga attraverso canali informali.
22 Le disposizioni che prevedono la riforma e il superamento delle province di cui all’ar-
ticolo 23 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201.
74
A ciò si aggiunga il dibattito avviato in Italia sulla spending review, che a livel-
lo strategico è diretta a migliorare l’allocazione delle risorse pubbliche rispetto
alle priorità politiche superando duplicazioni ed inefficienze, e le disposizioni
che prevedono la riforma e il superamento delle province. Un processo che ri-
schia ancora una volta di orientare l’attenzione sugli input (le risorse) e non
sull’output (i servizi). L’attenzione posta sulle risorse umane assegnate ai servizi
per il lavoro, inferiori rispetto alle medie europee, ha riguardato esclusivamente
la quantità e non la qualità e i profili professionali e quindi le competenze ne-
cessarie.
8.2 Tra riforma e miglioramento della gestione dei servizi pubblici
Le proposte contenute nelle più recenti leggi e progetti di riforma del mercato
del lavoro ipotizzano un nuovo modello di governance, in grado di generare
una profonda innovazione, sul modello europeo della flexsecurity. L’esigenza
alla base dell’intento riformatore è da un lato quella di garantire standard e
prestazioni efficaci dei servizi per il lavoro su tutto il territorio nazionale, an-
che attraverso l’integrazione tra politiche attive e passive e, dall’altro, di salva-
guardare l’autonomia delle Regioni nella programmazione delle politiche attive
del lavoro (che come noto comprendono: orientamento, formazione, riqualifi-
cazione, accompagnamento ad un impiego anche in forma autonoma, ricollo-
cazione, ecc.). Lo stesso disegno di legge di riforma costituzionale, AS 1429, nel
modificare l’attuale art. 117 della Costituzione lascia invariata la competenza
in materia di mercato del lavoro in capo alle regioni.
Nel Piano per il Lavoro messo a punto dall’attuale Governo, la riforma delle
politiche attive per l’occupazione e dei servizi per il lavoro rappresenta uno dei
principali nodi del DDL AS 1428 attualmente in discussione al Senato (il cd.
Jobs Act)24
. All’interno della delega in materia di servizi per il lavoro di cui
23 AAVV, “Organizzazione e governance dei servizi per il lavoro”, Formez PA, 2012, pp.
158-159.
24 Il disegno di legge contiene “deleghe al Governo in materia di riforma degli ammortiz-
zatori sociali, dei servizi per il lavoro e delle politiche attive, nonché in materia di riordino
dei rapporti di lavoro e di sostegno alla maternità e alla conciliazione dei tempi di vita e di
lavoro”
75
all’art. 2 del citato DDL si individuano alcuni principi e criteri direttivi tra i
quali l’istituzione di un’Agenzia Nazionale per l’Impiego (partecipata da Stato,
Regioni e Province autonome sotto la vigilanza del Ministero del lavoro e delle
politiche sociali) cui demandare la gestione integrata delle politiche attive e
passive del lavoro. Un’idea questa, già presente tra le proposte di emendamento
al DDL “Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una pro-
spettiva di crescita” AS n.3249, non recepita dalla Legge “Fornero” (92/2012,
che faceva riferimento alla necessità di creare un’“Agenzia nazionale per il la-
voro25
”), poi ripresa dal decreto-legge 28 giugno 2013, n.76 del Ministro Gio-
vannini che all’articolo 5 istituisce una struttura di missione che opera in via
sperimentale e temporanea (scade il 31.12.2015) con compiti di promozione
“della ricollocazione dei lavoratori beneficiari di interventi di integrazione sa-
lariale relativi, in particolare, al sistema degli ammortizzatori sociali cosid-
detti “in deroga” alla legislazione vigente”, in attesa che si definisca il processo
di riordino sul territorio nazionale dei servizi per l’impiego.
L’Agenzia Nazionale di cui al DDL “Poletti” non si caratterizzerebbe però per
essere una struttura di impronta centralista e pubblicista ma, piuttosto, e più
opportunamente, sarebbe connotata da elementi di federalismo e di apertura al
mondo del lavoro. Il DDL prevede infatti la partecipazione di tutti i livelli isti-
tuzionali e delle parti sociali nella definizione delle linee di indirizzo generali
della nascente Agenzia, che dovrà raccordare i propri interventi con quelli del-
l’Inps e degli altri enti che esercitano competenze in materia di incentivi, per
realizzare l’auspicata condizionalità tra politiche attive e passive del lavoro.
Purtroppo, nel nostro Paese si usa guardare alle diverse riforme poste in essere
dal legislatore in maniera parziale e secondo un ottica settoriale, senza indivi-
duare le relazioni e le interconnessioni necessarie e fondamentali che esistono
tra i diversi interventi26
. Il superamento dell’autoreferenzialità delle pubbliche
25 Tale proposta ha visto la contrarietà delle Regioni che, pur condividendo la necessità
di una struttura di riferimento nazionale, propendevano piuttosto per l’ipotesi di una
forma - modello gestionale decentrato che prevede la presenza di una Agenzia nazionale
con compiti di indirizzo, di sviluppo di linee guida nazionali, compartecipata da Agenzie
regionali sul modello adottato dalle politiche di sviluppo ambientale.
76
amministrazioni e delle loro riforme, spesso vissute e proposte solo in termini
legislativi, richiede riflessioni e approcci che pongono al centro la qualità dei
servizi e il miglioramento della vita della collettività, come ricordato a livello
sovranazionale dal recente rapporto dell’OCSE “Government at a Glance
2013” che dedica un intero capitolo alla dimensione del ruolo di “servizio” che
le pubbliche amministrazioni devono mantenere nei confronti del cittadino per
assicurare la rispondenza dell’offerta alla molteplicità della domanda (indivi-
dual needs). A tal fine, devono essere adottati, come sta effettivamente accaden-
do in molti paesi Ocse, standard di servizio e di performance sempre più strin-
genti e meccanismi attuativi che misurano e integrano le valutazioni dei cittadi-
ni nei processi di erogazione27
.
Nel concitato dibattito mainstream sulla riforma dei servizi per il lavoro, uno
degli argomenti più ricorrenti riguarda la presunta incapacità dei servizi pub-
blici di svolgere una rilevante attività di incontro tra domanda e offerta di la-
voro. Sovente si legge, anche su importanti quotidiani nazionali, che i CPI in-
termedierebbero non più del 3-4% delle opportunità di impiego assumendone
di conseguenza la sostanziale inutilità. Posto in questi termini il dibattito ri-
schia di essere per diverse ragioni fuorviante.
I servizi per l’impiego, nati in una fase di sviluppo economico profondamente
diversa da quella attuale, sono organizzati per funzioni e sono strutturati se-
condo un modello di funzionamento del mercato del lavoro, delle politiche di
sviluppo e delle politiche di inclusione sociale, scarsamente flessibile al suo in-
terno e scarsamente permeabile all’ambiente esterno, non corrispondente e fun-
zionale ai mutamenti strutturali della attuale società globalizzata.
26 A fini esemplificativi rispetto alla tematica affrontata in questo capitolo, si pensi alla
forte relazione che intercorre tra le disposizioni in materia di ciclo della programmazione
e valorizzazione della performance organizzativa ed individuale contenute nel decreto legi-
slativo 27 ottobre 2009, n. 150, e le disposizioni in materia di riforma del mercato del la-
voro e potenziamento delle politiche attive, contenute nei provvedimenti anticrisi e nella
legge 28 giugno 2012, n. 92.
27 Government at a Glance, 2013, Ocse, 2013.
77
Ai nuovi centri, più di quindici anni fa, quando sostituirono gli obsoleti uffici
di collocamento, fu affidato l’incarico di diventare mediatori attivi anche con
funzioni, non secondarie, formative e di orientamento. Un cambiamento che ha
investito le istituzioni, trovatesi a fronteggiare l’esigenza di dotare tali strutture
di personale qualificato, di un sistema di analisi e raccolta, di collegare tra loro
gli attori del mercato e condividere i risultati di esperienze nell’erogazione dei
servizi per il lavoro. Come è spesso accaduto, anche questa riforma e riorganiz-
zazione si è fermata sulle pagine della Gazzetta Ufficiale con la pubblicazione
del d.lgs. 469/1997 e scarsa efficacia hanno avuto le iniziative, finanziate con i
fondi comunitari e con il fondo per l’occupazione, di empowerment e di capa-
city building, in assenza di un modello chiaro a cui tendere e permanendo l’ap-
proccio amministrativo tradizionale prettamente giuridico. Anche l’innovazione
concernente l’ampliamento della rete dei servizi ai privati accreditati che avreb-
be dovuto produrre, nelle intenzioni  del legislatore,  valore aggiunto  all’orga-
nizzazione e alla  gestione  dei sistemi del lavoro, non ha avuto come suo risul-
tato, a livello di nazionale, lo sviluppo di un sistema sinergico tra pubblico e
privato. La rigidità organizzativa e la limitazione di funzionamento solo di al-
cuni dei servizi previsti, non hanno consentito lo sviluppo di funzioni, oggi es-
senziali per un sistema di servizi per i lavoro, quale il sostegno alle transizioni
entro e fuori il mercato, l’attenzione all’integrazione tra politiche attive e passi-
ve del lavoro, la personalizzazione delle prestazioni  per target mirati.
Pur essendo evidente che il modello organizzativo di riferimento del sistema de-
ve essere flessibile, rispondente ai diversi bisogni espressi dalla domanda ed of-
ferta di lavoro a livello locale, l’attuale mancanza di linee guida nazionali  rela-
tive  a standard, livelli essenziali di prestazioni, competenze professionali, ge-
stione dei sistemi informativi, modelli di  governance, incide negativamente sul
complessivo  funzionamento del sistema del mercato del lavoro.
Una recente indagine condotta dall’Isfol fotografa la realtà dei servizi pubblici
per l’impiego e la confronta con quella degli altri paesi europei in base a tre pa-
rametri costi, organizzazione e risultati. Dal raffronto emerge un quadro in
parte atteso: investimenti scarsi, pochi addetti, sfiducia tra i disoccupati, ridot-
ta efficacia nel trovare lavoro28
. L’Italia dedica, infatti, ai servizi pubblici per
78
l’impiego lo 0,03% del PIL (contro una media UE dello 0,25%): 500 milioni di
euro contro gli 8,8 miliardi della Germania e i 5 miliardi della Francia. Non
solo: se la crisi 2008-2011 ha spinto gli altri paesi ad aumentare le risorse per
chi cerca lavoro e a rafforzare i servizi, in Italia le risorse per le politiche attive
sono ferme da anni e spesso riferibili ai soli fondi strutturali, e gli operatori del
settore non arrivano a 9mila, contro i 115mila di Germania e i 49mila in Fran-
cia. D’altronde la spesa media italiana per la ricollocazione di un lavoratore di-
soccupato è pari in media a 8.673 euro, mentre nei Paesi Bassi supera i 50mila
euro, in Danimarca i 44mila, in Francia è pari a quasi tre volte la spesa dell’Ita-
lia, con 21.500 euro spesi in media per lavoratore ricollocato, e in Germania ci
si “ferma” a 15.833. Non stupisce che, nelle condizioni date, i servizi per il la-
voro italiani (pubblici e privati) registrino performance di collocamento netta-
mente meno efficaci degli altri Paesi dell’Unione: nel 2011 in Europa sono stati
collocati attraverso le agenzie l’1,8% dei lavoratori dipendenti e attraverso ser-
vizi pubblici per l’impiego il 9,4%. In Italia le percentuali sono rispettivamente
dello 0,3% e del 3,1%. In tutti i casi, Italia compresa, i centri per l’impiego si
dimostrano più utili delle agenzie per il lavoro: il paese in cui funzionano me-
glio è la Svezia (collocano il 13,2% dei dipendenti), seguita dalla Germania
(10,5%). Ma quello che maggiormente colpisce nello studio Isfol è l’evidenza
della grave mancanza di collegamenti tra i servizi di intermediazione (in parti-
colare quelli pubblici) e il mondo delle imprese, che rappresenta la domanda di
lavoro. A ciò si aggiunga la bassa qualità della domanda che giunge ai servizi
per il lavoro (lavori poco specializzati, a tempo determinato o lavoro autono-
mo, ecc.) che comporta uno scadimento dell’attività di intermediazione e l’al-
lontanamento dell’offerta dal servizio (lavoratori).
8.3 I servizi innovativi del progetto: programmazione e gestione
Nel quadro considerato si inserisce il progetto Microcredito e Servizi per il La-
voro per rilanciare nuovamente il ruolo del settore pubblico rispetto ad una sfi-
da pesante che si pone agli stati nazionali europei per superare la crisi: creare
sviluppo e lavoro. E farlo, collocando le amministrazioni del Mezzogiorno,
28 F. Bergamante, M. Marocco, “Lo stato dei servizi pubblici per l’impiego in Europa:
tendenze, conferme e sorprese“, Isfol, 2014.
79
normalmente le meno efficienti per l’alto numero di dipendenti e costo del per-
sonale, nel processo di promozione dello sviluppo attraverso l’autoimpiego e
l’utilizzo degli strumenti finanziari quali il microcredito. Al cospetto di tassi
elevati di disoccupazione, che nei target più giovani superano ormai il 40 per
cento, e di inattività con decine di migliaia lavoratori espulsi da lungo tempo
dal mercato del lavoro e percettori di forme di sostegno del reddito, si è inter-
venuti con una delle misure previste dalla Strategia Europa 2020 per offrire
maggiori opportunità di reinserimento nel mercato del lavoro: l’autoimpiego e
la microimprenditorialità.
Una volta individuate le misure di sviluppo da promuovere è stato possibile
agire per migliorare la capacità istituzionale delle amministrazioni coinvolte.
L’avviamento di sportelli per il microcredito e l’autoimpiego in grado di offrire
informazioni aggiornate non solo sulle iniziative di microfinanza, ma anche su
quelle azioni ad esse collegate che si rivelano utili per avere il quadro delle con-
venienze che il settore pubblico mette a disposizione dei cittadini e delle impre-
se nell’attuale fase di crisi, ha rappresentato il passo successivo.
Le numerose esperienze in materia di sportelli per le imprese o per l’occupazio-
ne giovanile, come la stessa esperienza dei centri per l’impiego, hanno mostrato
negli anni la debolezza crescente del settore pubblico incapace di rispondere
con adeguati servizi di consulenza alle richieste sempre più specialistiche dei
cittadini. La pluralità di incentivi, doti, interventi a sostegno dello sviluppo e
del lavoro, come quelli sul microcredito, richiedono veicoli informativi e sup-
porti consulenziali minimi che il settore privato non riesce ad offrire. È chiaro
che sportelli qualificati e strutturati sul microcredito per l’autoimpiego si pon-
gono in linea con un processo di trasformazione delle pubbliche amministra-
zioni che è teso a renderle partecipi di processi di sviluppo.
La sfida non può essere soltanto quella di rendere le amministrazioni più legge-
re e di ridurre i costi fiscali e le barriere amministrative all’accesso, ma piutto-
sto di far erogare dalle amministrazioni pubbliche servizi di assistenza e infor-
mazione che avrebbero un costo elevato sul mercato, come nel caso dei servizi
di accompagnamento all’autoimpiego e al microcredito.
80
Le amministrazioni coinvolte hanno potuto usufruire di una serie di servizi in-
formatici, formativi e di consulenza specialistica da parte dell’Ente nazionale
per il microcredito che hanno consentito loro di erogare il nuovo servizio ai cit-
tadini interessati. Poiché gli sportelli informativi sull’autoimpiego e il microcre-
dito si configurano quale servizio aggiuntivo rispetto a quelli offerti dalle am-
ministrazioni partecipanti, è stato necessario prevedere una serie di impegni di
tipo programmatorio e organizzativo che hanno contribuito ad aumentare il li-
vello di coinvolgimento delle varie amministrazioni nel garantire la sostenibili-
tà del servizio creato (e, indirettamente, il successo del progetto).
Tali impegni comprendevano l’individuazione della struttura operativa prepo-
sta ad assicurare la sostenibilità del programma e degli interventi mirati all’atti-
vazione dello sportello; l’introduzione nei documenti di programmazione, e in
particolare nel PEG/PDO, dell’obiettivo della realizzazione degli sportelli con le
relative risorse strumentali e umane, attraverso uno specifico ordine di servizio
dirigenziale; la destinazione di apposite sedi aperte al pubblico e accessibili a
norma di legge anche da soggetti diversamente abili all’attività dello sportello;
la messa a disposizione di una o più postazioni dotate di personal computer e
accesso alla rete internet; l’utilizzo della pagina web dell’amministrazione per
la promozione di iniziative sugli sportelli informativi sul microcredito e l’au-
toimpiego; la previsione nel piano annuale della formazione dei propri dipen-
denti, di cui all’art.7 del d.lgs.n.165/2001, di alcune giornate di formazione dei
propri dipendenti per favorire la nascita dello sportello informativo e la cono-
scenza tra il personale dei nuovi servizi erogati dall’amministrazione; la parte-
cipazione del personale dello sportello alle attività formative in presenza e a di-
stanza organizzate dal progetto; la pubblicizzazione dell’attività dello Sportello
sul sito istituzionale dell’Ente.
Da ultimo, il sostegno al monitoraggio dell’attività degli sportelli e, indiretta-
mente, della performance degli stessi, servizio e personale, attraverso le regi-
strazioni delle consulenze offerte agli utenti dei servizi che prevedono livelli di
difficoltà e impegno crescenti (dalle informazioni generali alla consulenza
avanzata) come illustrato ai capitoli 4 e 7.
81
In una realtà, come quella dell’obiettivo Convergenza, caratterizzata da una se-
rie di indicatori negativi quanto a occupazione, pervasività ed efficacia dei ser-
vizi pubblici, costi di gestione della PA, costo del credito più elevato della me-
dia, i criteri di efficacia ed efficienza posti alla base dell’intervento, numero di
sportelli attesi (50) ed effettivamente avviati (95), tipologia di servizio innovati-
vo, maggiore utilizzo degli strumenti micro-finanziari esistenti, creazione di reti
locali a sostegno del sistema del microcredito, si sono rivelati fondamentali per
il conseguimento dei risultati attesi e per l’effettivo miglioramento della perfor-
mance dei servizi e delle amministrazioni nel loro complesso.
82
83
9.1 La crisi e la promozione di politiche attive del lavoro
La crisi e la recessione hanno avuto forti effetti depressivi sull’economia italiana
impedendo una pronta ripresa del paese. In particolare, nei territori in cui è stato
realizzato l’intervento, si è registrato un processo più marcato di progressiva de-
crescita come testimoniano, da un lato, la perdita di prodotto interno lordo nel
quinquennio 2007-2012 (113 miliardi di cui il 36 per cento provenienti dal Mez-
zogiorno) e la forte diminuzione del Pil pro capite delle regioni meridionali, che
nel 2013 “è tornato ai livelli del 2003 con 16.888 euro” contro i 25.457 euro del-
la media nazionale e i 29.837 euro del Centro Nord29
; dall’altro lato, il fatto che
la maggioranza dei posti di lavoro scomparsi nel periodo 2008- 2013 si concentra
al Sud (300mila su 500mila totali).
La disoccupazione causata dalla crisi economica si caratterizza per non essere
esclusiva di alcuni territori o settori, nonostante alcuni ambiti e target siano stati
colpiti più duramente di altri, soprattutto nella fase di avvio della recessione (a es.
gli uomini nei settori costruzioni e manifatturiero). La pervasività del fenomeno
ha comportato un riesame generale delle politiche occupazionali e del lavoro di li-
CAPITOLO 9
IL MICROCREDITO E L’AUTOIMPIEGO
QUALI STRUMENTI DI POLITICA
ATTIVA DEL LAVORO:
PRIME VALUTAZIONI E SINTESI
84
vello comunitario sin dal 2009. Soprattutto per queste ultime si è puntato sul con-
cetto di attivazione del lavoratore disoccupato o, comunque, debole sul mercato
del lavoro (disoccupati di lunga durata, giovani, disabili, donne, persone immigra-
te). Con questa espressione si intende il progressivo passaggio da un sistema di
politiche sociali “protettive”, di tipo passivo, erogate nei confronti dei soggetti più
deboli nell’ottica meramente assistenziale di conservazione e garanzia del reddito,
a un sistema fondato su misure di politica attiva del lavoro, tese ad evitare la per-
manenza nello stato di disoccupazione e ad incoraggiare una maggiore responsa-
bilizzazione individuale, attraverso la formazione e la riqualificazione professiona-
le, anche finalizzate all’avvio di un’attività autonoma di impresa o di autoimpie-
go. Le nuove politiche occupazionali attivate a livello comunitario, nazionale e lo-
cale intendono quindi migliorare l’occupabilità del singolo sul mercato del lavoro,
ossia la quantità e la qualità dell’offerta di lavoro (capitale umano), diminuendo
la dipendenza delle persone prive di occupazione dal welfare (approccio welfare
to work).
L’inclusione del lavoro autonomo tra le politiche attive del lavoro non deve sor-
prendere. Infatti, sin dalla Strategia europea per l’occupazione (1997) e, poi,
nell’Agenda di Lisbona (2000), l’imprenditorialità ha rappresentato uno dei pila-
stri delle politiche europee dell’occupazione, ritenute fra le leve principali dello
sviluppo economico dell’Unione. Sempre dal Consiglio di Lisbona (2000) scaturi-
sce la “Carta Europea per le PMI” con cui gli Stati membri s’impegnano ad agire
a favore delle PMI in alcuni settori strategici: formazione e competenze degli im-
prenditori e degli studenti, procedure di avviamento di impresa, digitalizzazione e
ICT, sistemi fiscali, mercato interno, ecc.
Lo stesso Small Business Act del 2008, e successive revisioni e aggiornamenti, nel
ribadire il ruolo centrale delle imprese nell’economia europea, disegna un nuovo
quadro per la politica europea in materia di micro, piccole e medie imprese, al fi-
ne di costruire un ambiente più favorevole allo sviluppo e al consolidamento della
piccola impresa.
29
Anticipazioni “Rapporto Svimez 2014 sull’economia del mezzogiorno”, luglio 2014.
85
Il ruolo del lavoro autonomo e dell’imprenditorialità quali realtà in grado di crea-
re nuova occupazione è richiamato, inoltre, nella Strategia Europa 2020 (cfr. qui
capitolo 1) e nel Piano di azione imprenditorialità 2020 del gennaio 201330
. Le
nuove imprese, infatti, rappresentano la fonte più importante di nuova occupazio-
ne con gli oltre quattro milioni di nuovi posti di lavoro creati nell’Unione tra il
2008 e il 2013.
Tuttavia, come fa notare il Piano di azione, dal 2004 “la proporzione di chi prefe-
risce il lavoro autonomo al lavoro subordinato si è ridotta in ben 23 dei 27 Stati
membri”31
, portando la percentuale di coloro che erano interessati al lavoro auto-
nomo dal 45 per cento del 2010 al 37 per cento del 2013 (si consideri che tale ri-
duzione non si registra in diversi Stati membri appartenenti all’ex-blocco dell’est
nei quali, al contrario, aumenta la propensione al lavoro autonomo rispetto a
quello subordinato, si tratta di: Repubblica ceca, Lettonia, Lituania e la Slovac-
chia)33
. È questa una delle ragioni per cui il Piano dedica particolare attenzione al-
la formazione all’imprenditorialità delle giovani generazioni che avranno il com-
pito di rivitalizzare il settore delle micro e PMI nel periodo post-crisi.
È chiaro, dunque, come nel disegno dell’Unione le politiche di sostegno al lavoro
autonomo e all’autoimpiego33
rientrino a pieno titolo tra le politiche attive del la-
voro. Da un lato, esse favoriscono l’aumento generalizzato dell’occupazione (poli-
tiche occupazionali), dall’altro, promuovono l’impiego di target specifici di popo-
lazione (politiche del lavoro). Nel solco dell’approccio attivo sopra delineato, il
sostegno al lavoro autonomo e all’autoimpiego è indirizzato a favorire l’autosuffi-
cienza e l’autonomia delle persone attraverso l’erogazione di “un mix di dispositi-
vi che uniscono cash benefit (indennità, sussidi, crediti di imposta) e benefit in
kind (come i servizi per l’impiego, di caring, di formazione, di orientamento
ecc.)”34
finanziati, soprattutto, con risorse dei fondi strutturali sia a livello comu-
nitario che nazionale e locale35
.
30
COM (2012) 795 final “Piano d’azione imprenditorialità 2020. Rilanciare lo spirito
imprenditoriale in Europa”, del 9.1.2013
31
Ibid. p.4.
32
Ibid. p.4 nota 6
33
Con auto-impiego si intende la promozione del proprio lavoro in forma autonoma sia
come attività di impresa sia come esercizio della libera professione. È quindi l’autonomia
a caratterizzare entrambe le forme di attività come ben delineato in “Self –employment e
sostegno pubblico alla imprenditorialità”, AAVV, Franco Angeli, 2014.
86
Come rilevato in precedenza anche il microcredito, quale strumento d’ingegneria
finanziaria, è stato incluso tra le politiche di attivazione e responsabilizzazione
delle persone in difficoltà nel mercato del lavoro (welfare attivo), perché da un la-
to favorisce l’inclusione lavorativa e finanziaria e, dall’altro lato, promuove l’atti-
vazione personale come comportamento sociale, rafforzando al contempo il tessu-
to micro-imprenditoriale nei territori.
Ciò che spesso manca, però, è il collegamento sinergico tra politiche per l’occupa-
zione e politiche per lo sviluppo. Specialmente nel caso delle PMI continuano a ri-
manere sbilanciate le risorse assegnate dagli Stati membri al potenziamento della
media e grande impresa rispetto a quelle destinate alle microimprese, che presen-
tano caratteristiche peculiari e abbisognano di interventi dedicati. Tra questi ulti-
mi rientrano: le misure per l’accesso al credito e il relativo supporto finanziario, i
servizi di sostegno a chi vuole avviare un’attività in proprio, i servizi di consulenza
(compresi training e mentoring), le azioni per la semplificazione burocratica, gli
interventi sulla fiscalità e il welfare, il supporto motivazionale, le misure rivolte ai
target svantaggiati (giovani, donne, disabili, migranti).
Il progetto “Microcredito e servizi per il lavoro” è intervenuto con alcune di que-
ste misure sia sul target dei beneficiari finali sia sul sistema degli stakeholder. La
rete degli sportelli informativi (95) ha agito sul versante della diffusione delle in-
formazioni sugli strumenti di microfinanza e altre misure di accesso al credito tra
i beneficiari finali (soggetti svantaggiati poiché disoccupati e inoccupati) che si ri-
volgono ai centri per l’impiego anche per altre questioni non inerenti il microcre-
dito (semplificazione burocratica sul modello del one stop shop); al contempo, gli
sportelli hanno avviato efficaci collaborazioni con gli stakeholder, istituzionali e
non, che svolgono attività di sostegno a chi vuole avviare un’attività in proprio a
livello locale.
34
ibidem
35
In proposito si vedano i Programmi operativi del Fondo sociale europeo e del Fondo
europeo di sviluppo regionale della programmazione 2007-2013 che destinano parte delle
risorse disponibili sia a incentivi e indennità, tra cui gli strumenti di ingegneria finanziaria
finanziati dal Fesr, ma anche il credito di imposta e gli incentivi a valere sul Fse - Assi
Adattabilità, Occupabilità e Inclusione sociale-, sia a servizi di accompagnamento per le
politiche attive del lavoro (Fse).
87
9.2 Il ruolo dell’informazione sulle politiche attive del lavoro per l’autoimpiego e
il microcredito
Se gli elementi qualificanti delle azioni di politica attiva per l’autoimpiego sono,
dunque, l’esistenza di programmi e strumenti finanziari per la (micro-) imprendi-
torialità e la realizzazione di una rete territoriale per la creazione di (micro-) im-
prese, è importante che ad essi si affianchi un’azione capillare di tipo informativo.
Le politiche attive per l’autoimpiego e la microimprenditorialità si basano sulla
veicolazione di informazioni costantemente aggiornate sugli strumenti di micro-
credito e gli altri incentivi destinati all’avvio di auto impiego, lavoro autonomo e
microimpresa.
I programmi per la promozione dell’autoimprenditorialità devono prevedere azio-
ni informative sul tema e incontri di networking (nel progetto in esame si è tratta-
to di una serie di eventi promossi a livello locale per favorire l’incontro tra opera-
tori degli sportelli, stakeholder istituzionali, erogatori di microcredito, incubatori
di impresa, beneficiari finali, scuole, ecc.); ma, anche, attività di orientamento al-
l’imprenditorialità e all’autoimpiego per gli studenti universitari e degli istituti di
istruzione superiore, e tra i lavoratori disoccupati che si rivolgono ai centri per
l’impiego. A supporto di queste azioni è utile prevedere la realizzazione di prodot-
ti informativi e divulgativi sia sui servizi della rete che sugli strumenti finanziari
(microcredito) esistenti.
Nei centri per l’impiego, nei comuni e nelle camere di commercio coinvolti dal
progetto sono stati realizzati, come descritto nei precedenti capitoli, punti infor-
mativi (Sportelli) dedicati al microcredito e all’autoimpiego, connessi in rete tra
loro e con i programmi di microcredito attivi sul territorio. La presa in carico del-
la persona ha consentito agli sportelli di relazionarsi con l’utenza anche per via te-
lematica e di continuare a seguire l’iter della consulenza sul microcredito da parte
degli enti erogatori fino all’esito positivo o meno (erogazione). L’assistenza ex-an-
te non prevedeva l’esame approfondito dell’idea di impresa né il processo di affi-
namento e definizione dell’idea fino all’ipotesi di impresa strutturata e definita in
tutti i suoi aspetti (trattandosi di sportelli informativi non deputati all’accompa-
gnamento all’elaborazione del business plan).
Per questo tipo di affiancamento il progetto ha previsto l’adesione alla retemicro-
credito dei programmi di microfinanza e degli altri strumenti finanziari disponibi-
li, che dovevano farsi carico dell’assistenza ai beneficiari finali (soggetti svantag-
88
giati) nella predisposizione dell’idea strutturata d’impresa (business plan). Semina-
ri informativi, portale informativo “retemicrocredito” per utenti e operatori degli
sportelli, attività di pre-accoglienza, accoglienza e analisi del progetto imprendito-
riale (con filtro delle idee di impresa che non presentano requisiti minimi di soste-
nibilità), affiancamento nella richiesta del finanziamento (microcredito), queste le
attività che hanno favorito l’incrocio tra domanda e offerta in materia di micro-
credito.
9.3 Conclusioni
A conclusione di questo rapporto è opportuno riprendere alcuni degli argomenti
affrontati e cercare di sintetizzare le evidenze più rilevanti in relazione all’efficacia
dell’intervento realizzato per l’attuazione di politiche attive del lavoro volte all’au-
toimpiego e microimprenditorialità.
Ripercorrendo alcune delle considerazioni accennate nei capitoli del rapporto,
proviamo a ricavare altresì alcune indicazioni utili per il policy maker e per la
programmazione 2014-2020 in considerazione del quadro economico e sociale
che caratterizza l’Italia.
Per una migliore sintesi e (si spera) lettura proveremo a rappresentare tali conside-
razioni finali per punti.
1) La fase di crisi e di stagnazione che sta caratterizzando in maniera acuta
dal 2008 il nostro Paese e che segue un periodo di crescita comunque de-
bole pone più di un interrogativo su quali possano essere gli interventi di
politica pubblica più efficaci per rilanciare la crescita e delle politiche per
l’occupazione. La crisi fiscale ha ridotto i margini di intervento della spesa
pubblica e richiede che l’intervento pubblico sia sempre più selettivo, effi-
ciente ed efficace. Ciò a sua volta richiede apparati amministrativi capaci
di individuare i target delle politiche e di destinare ad essi le risorse in ma-
niera selettiva ed efficace. Servono dall’alto politiche industriali e di conte-
sto, che aiutino il fiorire dal basso e il consolidarsi di una imprenditorialità
e occupazione stabile. Le politiche per l’autoimpiego sono politiche impor-
tanti e centrali in un contesto a crescita negativa, in quanto sono innanzi
tutto dirette a rendere conveniente l’attività di intrapresa. Tra queste si col-
loca certamente anche la politica per il credito alle imprese.
2) L’autoimpiego è una forma di occupazione non più residuale, specie og-
89
gi dopo la fine della distinzione tradizionale tra lavoro autonomo e lavoro
subordinato. Si tratta di lavoro che crea a sua volta occupazione - quindi
bisogna studiare e attuare politiche attive del lavoro idonee a favorire e ac-
compagnare l’avvio di microimpresa e autoimpiego. Ciò si colloca in linea
con la strategia europea del Piano di azione Imprenditorialità 2020 – Ri-
lanciare lo spirito imprenditoriale in Europa che nell’introduzione sottoli-
nea come sia necessario creare più imprenditori e favorire l’autoimpiego in
Europa.36
3) Il microcredito è uno strumento di sviluppo locale e, al contempo, è uno
strumento di politica del lavoro se destinato all’avvio di forme di autoim-
piego e microimpresa da parte di soggetti esclusi dal mercato del lavoro
(ri-attivazione, ri-collocazione, ri-qualificazione). Sistemi creditizi ineffi-
cienti volti a creare elevate barriere all’accesso al credito, rischiano di com-
primere e di soffocare la propensione all’autoimprenditorialità e, quindi,
di frenare in economie veloci e “changing” lo sviluppo, la crescita e l’occu-
pazione.
4) Conoscere gli strumenti di microcredito facilita l’incrocio tra doman-
da/offerta (credito/ lavoratore disoccupato o inoccupato) per l’avvio di mi-
croimpresa e lavoro autonomo. Lo dimostrano i dati del progetto: 12 mi-
croimprese avviate dopo il passaggio dagli sportelli informativi e l’intercet-
tazione di un programma della Regione Puglia. In un sistema Paese nel
quale sono diverse le barriere all’accesso al mercato e alte le garanzie sul
credito, vi è il rischio evidente di favorire l’esclusione lavorativa e sociale
di diversi strati della popolazione. La crisi economica, inoltre, lascia indie-
tro diversi soggetti con competenze da spendere ma, con alta probabilità,
non bancabili.
36
“New companies, especially SMEs, represent the most important source of new
employment: they create more than 4 million new jobs every year in Europe. Yet the
engine for this recovery has been stuttering: since 2004, the share of people preferring
self-employment to being an employee has dropped in 23 out of the 27 EU Member
States.While three years ago for 45% of Europeans self-employment was their first choice,
now this percentage is down to 37%. By contrast in the USA and China this proportion is
much higher: 51% and 56% respectively. Moreover, when new enterprises are founded,
they grow more slowly in the EU than in the USA or emerging countries, and fewer of
them join the ranks of the world’s largest firms.” Da “Piano di azione Imprenditorialità
2020. Rilanciare lo spirito imprenditoriale in Europa”, 2013
90
5) Siamo di fronte a un nuovo ruolo per i servizi per il lavoro? Solo in par-
te. Si tratta di integrare e aggiornare il concetto di lavoro e al contempo di
garantire una politica attiva in più da erogare in situ o avvalendosi di altri
soggetti che sul territorio sono in grado di accompagnare e seguire nel
post- start up le attività d’impresa avviate (i servizi per l’impiego sono de-
putati a gestire l’avviamento alle politiche attive dei soggetti disoccupati e
svantaggiati e questa è una politica attiva). Certamente anche questa poli-
tica costituisce una sfida in più per i servizi per il lavoro e, soprattutto, la
riprova dell’esigenza di avere una rete di servizi qualificati e continuamen-
te aggiornati. Sono necessari quindi interventi sul personale dei servizi, at-
traverso la formazione iniziale e l’aggiornamento continuo sui “bisogni”
del lavoro e dell’impresa.
6) Le politiche attive per l’autoimpiego e la microimprenditorialità si pog-
giano sulla disponibilità di informazioni costantemente aggiornate sugli
strumenti di microcredito e gli altri incentivi destinati all’avvio di auto im-
piego, lavoro autonomo e microimpresa. L’eccesso di incentivi, di misure e
di politiche non riesce a produrre effetti per la mancanza di una corretta
ed efficace veicolazione delle informazioni in materia, che spesso non giun-
gono ai destinatari.
7) Gli sportelli informativi per il microcredito e autoimpiego hanno fatto
tutto ciò, mettendo insieme politiche attive del lavoro, politiche di svilup-
po e politiche sociali in un unico luogo (sul modello del one-stop-shop)
cercando di interpretare il bisogno informativo e consulenziale attuale per
chi vuole accedere alle diverse forme di lavoro autonomo e subordinato.
8) La crescita delle amministrazioni partecipanti e l’attivazione di nuove
competenze e di nuovi servizi sono la spia di un dinamismo delle PA pre-
sente e da promuovere, pur in territori con una bassa performance ammi-
nistrativa. Il rafforzamento del settore pubblico sul fronte dei servizi per lo
sviluppo rimane ancora oggi una sfida per il mezzogiorno e non solo. Non
si tratta solo di semplificare e ridurre i luoghi e i tempi dell’intermediazio-
ne del settore pubblico, ma di promuovere un ruolo positivo. Non può es-
serci sviluppo, dinamismo e inclusione senza un ruolo attivo e intelligente
del settore pubblico.
9) Anche in progetti come questo si corre il rischio di generare duplicazio-
91
ni e frammentazioni o comunque di contribuire al caos degli interventi. Il
progetto da questo punto di vista ha voluto innanzi tutto valorizzare le
esperienze pregresse ed esistenti in materia di servizi all’occupazione e al-
l’autoimpiego, valorizzando, integrando e rafforzando ove possibile per-
corsi precedenti. Al contempo con il FORMEZ, affidataria di un altro pro-
getto da parte del Ministero del lavoro, è stata realizzata una collaborazio-
ne sulle banche dati e le informazioni tecniche prodotte, al fine di offrire
un servizio integrato e di qualità sui territori. Un’occasione, quindi, di cre-
scita delle due realtà progettuali, di risparmio di risorse per la PA, di scam-
bio di buone prassi e di rafforzamento della strumentazione tecnologica.
10) Un’ulteriore considerazione riguarda la caratteristica degli interventi e
ci è data dal fatto che non sempre a maggiori risorse corrisponde un mag-
giore impegno delle amministrazioni e del personale e un miglior servizio.
Serve innanzi tutto un progetto, una visione del servizio e un impegno
dell’amministrazione che va aiutato con un adeguato supporto tecnico, più
che con risorse. Ciò va tenuto in considerazione a ridosso del nuovo ciclo
di programmazione comunitaria 2014-2020, alla luce dell’esigenza delle
pubbliche amministrazioni di riqualificare la propria mission e i propri
servizi.
92
93
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96
CCIAA COSENZA1
COMUNE DI ROSSANO1
PROV DI CATANZARO - CPI CATANZARO 1
PROVINCIA DI COSENZA - CPI COSENZA
PROVINCIA DI COSENZA - CPI ROSSANO
PROVINCIA DI COSENZA - CPI PAOLA
PROVINCIA DI COSENZA - CPI CORIGLIANO CALABRO
PROVINCIA DI COSENZA - CPI CASTROVILLARI
PROVINCIA DI COSENZA - UNIV (INCUBATORE IMPRESA GIOVANI) 6
COMUNE DI CASSANO ALLO IONIO 1
PROVINCIA DI CATANZARO - CPI SOVERATO
PROVINCIA DI CATANZARO - CPI LAMEZIA TERME 2
calabria
12
97
COMUNE DI NAPOLI 1
CPI NOCERA INFERIORE 1
CCIAA SALERNO 1
CCIAA NAPOLI 1
COMUNE DI NAPOLI II 1
COMUNE DI NAPOLI III 1
Muncipalità 1: Chiaia, San Ferdinando, Posillipo 10
Municipalità 2: Avvocata, Montecalvario
Municipalità 3: Stella, San Carlo
Municipalità 4: Poggioreale, San Lorenzo
Municipalità 5: Arenella, Vomero
Municipalità 6: Barra, San Giovanni
Municipalità 7: San Pietro, Secondigliano
Municipalità 8: Piscinola, Marianella, Chiaiano, Scampia
Municipalità 9: Pianura, Soccavo
Municipalità 10: Bagnoli, Fuorigrotta
COMUNE DI NAPOLI - URP 1
COMUNE DI ANGRI 1
COMUNE DI SAVIANO 1
PROVINCIA DI SALERNO 1
PROVINCIA DI SALERNO CPI AGROPOLI 2
PROVINCIA DI SALERNO CPI BATTIPAGLIA
CPI MAIORI 1
CPI MERCATO SAN SEVERINO 1
CPI OLIVETO CITRA 1
CPI ROCCADASPIDE 1
CPI SALA CONSILINA 1
CPI SAPRI 1
CPI SCAFATI 1
CPI VALLO DELLA LUCANIA 1
CPI SALERNO 1
COMUNE DI SANTA MARIA CAPUA VETERE 1
CCIAA BENEVENTO 1
campania
33
98
PROV BARI - CPI BARI 1
COMUNE DI CONVERSANO 1
CCIAA FOGGIA 1
PROVINCIA DI BARI - CPI ACQUAVIVA DELLE FONTI 12
PROVINCIA DI BARI - CPI ALTAMURA
PROVINCIA DI BARI - CPI BITONTO
PROVINCIA DI BARI - CPI CASAMASSIMA
PROVINCIA DI BARI - CPI CORATO
PROVINCIA DI BARI - CPI GIOIA DEL COLLE
PROVINCIA DI BARI - CPI MODUGNO
PROVINCIA DI BARI - CPI MOLFETTA
PROVINCIA DI BARI - CPI NOCI
PROVINCIA DI BARI - CPI MONOPOLI
PROVINCIA DI BARI - CPI RUTIGLIANO
PROVINCIA DI BARI - CPI TRIGGIANO
COMUNE DI MOLA DI BARI 1
COMUNE DI NOICATTARO 1
COMUNE DI CASTELLANA GROTTE 1
COMUNE DI RUTIGLIANO 1
COMUNE DI POLIGNANO A MARE 1
COMUNE DI ADELFIA 1
COMUNE DI ALBEROBELLO 1
COMUNE DI TORREMAGGIORE 1
COMUNE DI S. SEVERO 1
PROVINCIA DI LECCE - CPI LECCE
PROVINCIA DI LECCE - CPI TRICASE
PROVINCIA DI LECCE - CPI MAGLIE
PROVINCIA DI LECCE - CPI CASARANO 4
COMUNE DI TORRE SANTA SUSANNA 1
puglia
29
99
COMUNE DI BORGETTO 1
COMUNE DI RIBERA 1
COMUNE DI CATANIA 1
CCIAA PALERMO 1
COMUNE DI PALERMO 1
COMUNE DI CARINI 1
COMUNE DI TERMINI IMERESE 1
COMUNE DI CINISI 1
COMUNE DI CIMINNA 1
COMUNE DI CASTELBUONO 1
COMUNE DI CAPO D'ORLANDO1
COMUNE DI TAORMINA 1
COMUNE DI CASTROREALE 1
COMUNE DI FURCI SICULO 1
FICARRA 1
COMUNE DI PACE DEL MELA (FRAZIONE DI GIAMMORO) 1
COMUNE DI MARSALA 1
COMUNE DI MAZZARA DEL VALLO 1
COMUNE DI PACECO 1
COMUNE DI PARTANNA 1
COMUNE DI SCIACCA 1
COMUNE DI SANTA MARGHERITA DI BELICE 1
COMUNE DI AVOLA 1
COMUNE DI PIAZZA ARMERINA 1
COMUNE DI RAGUSA 1
sicilia
25
2

Microcredito e servizi per il lavoro

  • 1.
    1 Microcredito e Servizi peril Lavoro “Nuovi servizi per nuovi lavori: il microcredito e l’autoimpiego quali misure di politica attiva del lavoro” Rapporto finale Progetto “Microcredito e servizi per il lavoro”
  • 4.
    Microcredito e Servizi peril Lavoro “Nuovi servizi per nuovi lavori: il microcredito e l’autoimpiego quali misure di politica attiva del lavoro” Rapporto finale Progetto “Microcredito e servizi per il lavoro”
  • 5.
    4 Il presente volumeè a cura di Tiziana Lang Si ringraziano quanti hanno contribuito all’ideazione e realizzazione del Rapporto: Francesca Aloisio, Cristiana Altarocca, Daniela Ambroselli, Barbara Balzano, Maria Rosaria Cozza, Giovanni Esposito, Mario Esposito, Giuseppe Antonio Fazio, Giorgia Ferrara, Gildo Ghezzo, Antonello Intrisano, Lucia Liberatore, Francesca Lip- polis, Valentina Lupo, Roberta Messina, Maria Grazia Morabito, Alessandra Mori, Nunzio Pagano, Nicola Patrizi, Andrea Petrosellini, Vitanio Pietanza, Stella Piscopo, Marco Temperoni, Laura Uliano. Hanno redatto i singoli capitoli: Capitolo 1. Francesco Verbaro (par.1.1), Laura Uliano (par. 1.2) Capitolo 2. Laura Uliano (par.2.1), Francesca Aloisio (par.2.2) Capitolo 3. Laura Uliano Capitolo 4. Gianni Esposito (par. 4.1, 4.2), Lucia Liberatore (par.4.3, 4.4) Capitolo 5. Nunzio Pagano (5.1), Roberta Messina (5.2), Francesca Aloisio par. 5.3) Capitolo 6. Francesca Aloisio (par. 6.1), Vitanio Pietanza (par.6.2) Capitolo 7. Tiziana Lang (par. 7.3, 7.4, 7.5, 7.6, 7.7), Nunzio Pagano (7.1, 7.2, 7.7) Capitolo 8. Francesco Verbaro Capitolo 9. Tiziana Lang Elaborazione dati, grafici e tabelle a cura di Lucia Liberatore e Nunzio Pagano. Progetto grafico e impaginazione Francesco Callegher - www.studiocallegher.com Il testo è stato chiuso alla data del 30 giugno 2014
  • 6.
    5 Indice Premessa pag. 7 Introduzionepag. 9 Capitolo 1 Il progetto microcredito e servizi per il lavoro: il ruolo dei servizi pubblici per l’impiego nel sostegno al lavoro autonomo e alla microimprenditorialità pag. 11 1.1 I servizi pubblici a sostegno del lavoro autonomo e dell’autoimprenditorialità pag. 11 1.2 Il progetto Microcredito e servizi per il lavoro pag. 15 Capitolo 2 Gli sportelli informativi per il microcredito e l’autoimpiego pag. 19 2.1 Uno sportello per informare, accogliere e orientare all’autoimprenditorialità pag. 19 2.2. Gli sportelli informativi del progetto e le amministrazioni coinvolte pag. 22 Capitolo 3 La formazione e l’aggiornamento degli operatori degli sportelli pag. 25 3.1 La formazione nel progetto pag. 25 3.2 I seminari informativi pag. 27 3.3 Sessioni formative e di aggiornamento pag. 29 Capitolo 4 La piattaforma Retemicrocredito.it e le sue funzioni pag. 31 4.1 La piattaforma pag. 31 4.2 I servizi offerti all’operatore di sportello pag. 34 4.3 I servizi offerti agli enti erogatori pag. 36 4.4 I servizi offerti agli utenti pag. 37 Capitolo 5 Il ruolo dei soggetti che gestiscono ed erogano microcredito pag. 39 5.1. Il ruolo degli enti erogatori pag. 39 5.2 Le attività di animazione del territorio pag. 41 5.3 I protocolli di intesa pag. 42
  • 7.
    6 Capitolo 6 Lereti locali a sostegno dell’attività degli sportelli e dell’avvio di impresa pag. 47 6.1 Quali servizi di accompagnamento pag. 47 6.2 Il ruolo delle reti regionali pag. 48 Capitolo 7 Prime considerazioni sull’efficacia dell’attività di consulenza-informazione degli sportelli pag. 51 7.1 Il campione pag. 51 7.2 Le consulenze erogate dagli sportelli per il microcredito e l’autoimpiego pag. 52 7.3 L’identikit degli utenti degli sportelli pag. 55 7.4 Lo status degli utenti pag. 61 7.5 La tipologia di impresa pag. 64 7.6 La tipologia di consulenza pag. 66 7.7 Considerazioni conclusive pag. 68 Capitolo 8 La programmazione e gestione di servizi innovativi da parte delle pubbliche amministrazioni pag. 71 8.1 Poche risorse o poca programmazione? pag. 71 8.2 Tra riforma e miglioramento della gestione dei servizi pubblici pag. 74 8.3 I servizi innovativi del progetto: programmazione e gestione pag. 78 Capitolo 9 Il microcredito e l’autoimpiego quali strumenti di politica attiva del lavoro: prime valutazioni e sintesi pag. 83 9.1 La crisi e la promozione di politiche attive del lavoro pag. 83 9.2 Il ruolo dell’informazione sulle politiche attive del lavoro per l’autoimpiego e il microcredito pag. 87 9.3 Conclusioni pag. 88 Bibliografia pag. 93
  • 8.
    7 Con il Rapportodal titolo“Nuovi servizi per nuovi lavori: il microcredito e l’autoimpiego quali misure di politica attiva del lavoro” l’Ente nazionale perilmicrocreditoconcludeilprogetto“MicrocreditoeServiziperilLavo- ro”, sviluppato dall’Ente in accordo con il Ministero del Lavoro e delle Politiche So- ciali-Direzionegeneraledellepolitichedeiserviziperillavoro. Il progetto, come ben spiegato nella pubblicazione finale, ha messo a segno risultati decisivi aprendo interessanti prospettive sui nuovi programmi inclusivi di microcredi- toeautoimpiegocreatipersostenereun’economiasocialedimercato. Nuovi modelli e strumenti innovativi sono stati sperimentati dal progetto finanziato dal Fse al fine di mettere in condizione i soggetti non bancabili di fare autoimpresa. Il ruolodellavoroautonomoedell’imprenditorialitàqualirealtàingradodicrearenuo- va occupazione è richiamato nella Strategia Europa 2020 e nel Piano di azione im- prenditorialità 2020 del gennaio 2013.Sono le nuove imprese infatti a dare nuova lin- fa, essendo fonte di occupazione con gli oltre quattro milioni di nuovi posti di lavoro creati nell’Unione tra il 2008 e il 2013. Ma se creare un’impresa o mettersi in proprio nonèfacile,resistereneltempoèancorapiùdifficile.Edèperciònecessariocheleazio- PREMESSA
  • 9.
    8 ni di stimoloe promozione all’autoimpiego abbiano come assi portanti l’informazio- ne e l’accompagnamento alla conoscenza e all’accesso agli strumenti finanziari dispo- nibili,di pari passo con la creazione di reti territoriali stabili per supportare chi voglia mettersi in proprio,sia nel periodo dello start up che in quello successivo.Ed è proprio su questi presupposti che il progetto“Microcredito e Servizi per il Lavoro”si è mosso elaborando un modello d’intervento dimostratosi efficace,il quale ha portato all’atti- vazione degli sportelli informativi in quattro regioni del sud e all’integrazione delle competenzetradiversiattori/servizipresentisulterritorio. Ildadoètratto:glisportel- li informativi per il microcredito presso i servizi pubblici per l’impiego, i comuni e le camere di Commercio di Campania, Calabria, Puglia, Sicilia, i territori “convergen- za”, hanno orientato al microcredito oltre mille cittadini non bancabili in soli cinque mesidall’avviodell’attività.Centoventioperatorispecializzatiinconsulenzasonosta- ti a servizio dei più deboli con il supporto della piattaforma informativa“retemicro- credito”creata dall’Ente, un unicum nel suo genere, in grado di offrire una variegata tipologia di servizi: da quello diretto all’operatore di sportello a quello rivolto all’ente erogatore fino al servizio per l’utente.Tutti gli step sono stati percorsi durante il pro- getto nella complessa rete del microcredito che comprende passaggi ed attori impre- scindibili: la formazione con le sessioni formative e di aggiornamento, il ruolo degli enti erogatori, le attività di animazione del territorio, le reti locali a sostegno dell’atti- vità degli sportelli. Un processo articolato che va perseguito con convinzione per un decollodelmicrocredito,unavoltasuperatii“probleminormativi”. Tra le considerazioni finali del rapporto,posto che la crisi e la recessione hanno avuto forti effetti depressivi sull’economia italiana, emergono con evidenza due aspetti. Il primo: il microcredito è uno strumento di sviluppo locale e, al contempo, di politica del lavoro se destinato all’avvio di forme di autoimpiego e microimpresa da parte di soggetti esclusi dal mercato del lavoro per una ri-attivazione,ri-collocazione,ri-quali- ficazione. Il secondo,invece,a testimonianza del risultato conseguito e da consolidare nell’imminente futuro, risiede nel fatto che gli sportelli informativi hanno coniugato politiche attive del lavoro, politiche di sviluppo e politiche sociali in un unico luogo, sul modello del one-stop-shop,colmando il vuoto informativo nella precisa direzione diprogrammiperuna“Finanzacheinclude”,finalmente. MarioBaccini PresidenteEnteNazionaleperilMicrocredito
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    9 Il Progetto Microcreditoe Servizi per il Lavoro, inserito nell’ambito delle attività cofinanziate dal Fondo Sociale Europeo (FSE) per il periodo di programmazione 2007-2013, si è fatto promotore di un’azione di siste- ma volta alla creazione e alla valorizzazione di strumenti operativi e innovati- vi per l’autoimpiego e la microimprenditorialità presso i servizi per il lavoro. Attuato dall’Ente Nazionale per il Microcredito, in accordo con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali-Direzione Generale delle Politiche dei Ser- vizi per il Lavoro- il Progetto ha creato una rete di servizi informativi, di orientamento e di accompagnamento sullo strumento del microcredito di im- presa e sugli incentivi per l’autoimpiego presso alcuni centri per l’impiego, comuni, camere di commercio di campania, Calabria, Puglia e Sicilia. Al cen- tro dell’azione di sistema promossa dal progetto vi è il primo esperimento di “rete pubblico-privata” al servizio del cittadino che esplora l’offerta di mi- crocredito quale opportunità di autoimpiego. Una rete di soggetti e di servizi, costruita attorno alle politiche per l’accesso al credito e per l’autoimpiego, che nasce come sperimentazione nell’ambito del progetto, ma che si configura INTRODUZIONE
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    10 nel tempo qualeesperienza virtuosa e, a parere di chi scrive, meritevole di di- venire un “esperimento permanente”. Questo lavoro vuole essere l’occasione per tracciare un bilancio dell’intensa attività svolta dal progetto nelle quattro regioni Convergenza, che ha visto l’attivazione di efficaci percorsi di affiancamento alle amministrazioni locali e la costruzione di quella che possiamo definire “rete territoriale per il micro- credito”. Uno dei risultati più significativi e visibili è certamente rappresenta- to dall’apertura di un centinaio di sportelli informativi presso pubbliche am- ministrazioni che, in un breve periodo, hanno accolto e orientato al microcre- dito e all’autoimpiego oltre mille utenti. L’azione di rafforzamento della capa- cità istituzionale si è concretizzata nella formazione di circa centoventi “ope- ratori di sportello”, individuati tra il personale delle amministrazioni locali aderenti. Grazie al percorso di specializzazione i funzionari hanno acquisito le competenze necessarie a garantire l’innovativo servizio informativo e di consulenza sul microcredito, avvalendosi tra l’altro dell’ausilio tecnologico della piattaforma Retemicrocredito.it. Inoltre, è da ritenere sicuramente signi- ficativo l’elevato numero di convenzioni di collaborazione sottoscritte con tutti i gestori di programmi di microcredito che operano nelle aree interessate al fine di sviluppare la funzionalità degli sportelli, nell’ottica dell’azione di re- te sopra citata. Il presente lavoro vuole inoltre offrire un contributo tecnico pratico al dibat- tito che ruota attorno al tema del microcredito quale strumento di autoimpie- go e, a tal fine, si rivolge a tutti gli addetti ai lavori e agli stakeholder interes- sati. Tra questi: le Regioni e le amministrazioni centrali che finanziano con i loro programmi operativi (PO) gli strumenti di ingegneria finanziaria attuali e futuri, gli enti erogatori di microcredito, con la loro esperienza di accompa- gnamento all’accesso al credito, le amministrazioni che hanno deciso di met- tersi in gioco aprendo uno sportello informativo, le agenzie centrali che gesti- scono strumenti nazionali di promozione dell’autoimpiego. Mario Esposito Capo Progetto Microcredito e Servizi per il Lavoro
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    11 1.1 I servizipubblici a sostegno del lavoro autonomo e dell’autoimprenditorialità In una condizione di crisi economica persistente, la crescita dell’Italia rimane an- cora debole. La lunga contrazione della produzione ha subito una battuta d’arre- sto nell’ultimo trimestre del 2013, quando il PIL è aumentato ma di appena lo 0,1%. Tuttavia, secondo le stime preliminari, a questo aumento ha fatto seguito un lieve calo nel primo trimestre del 2014. L’occupazione non è diminuita quanto in altri Stati membri della zona euro, mentre vi è stata una drastica riduzione delle ore lavorate e, al contempo, il tasso di disoccupazione è raddoppiato passando dal 6,1% al 12,2% tra il 2007 e il 2013. Stando alle recenti previsioni della Commis- sione europea1 , la crescita economica nel nostro Paese dovrebbe diventare positiva con un modesto 0,4% nel 2014 e accelerare all’1,2% nel 2015.Il mercato del la- voro reagisce con ritardo al miglioramento delle condizioni economiche, a comin- ciare dall’aumento delle ore di lavoro, fermo restando inevitabili processi di ri- strutturazione e di labour saving. A causa del leggero aumento dell’offerta di lavo- ro, il tasso di disoccupazione dovrebbe toccare il suo massimo quest’anno rag- giungendo il 12,8%, per poi scendere marginalmente nel 20152 . CAPITOLO 1 IL PROGETTO MICROCREDIITO E SERVIZI PER IL LAVORO: IL RUOLO DEI SERVIZI PUBBLICI PER L’IMPIEGO NEL SOSTEGNO AL LAVORO AUTONOMO E ALL’IMPRENDITORIALITÀ
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    12 Relativamente al temamercato del lavoro, tra le raccomandazioni ricevute dall’Italia sul programma nazionale di riforma del 2013, rientra l’invito del Consiglio europeo ad assicurare l’effettiva attuazione delle riforme del mercato del lavoro e del quadro per la determinazione dei salari, ad adottare ulteriori provvedimenti per promuovere la partecipazione al mercato del lavoro, in par- ticolare delle donne e dei giovani, nonché a migliorare i servizi pubblici per l’impiego (raccomandazione n.4)3 . Secondo le istituzioni comunitarie è necessa- rio mettere in moto processi più articolati e innovativi rispetto alle tradizionali politiche attive per l’occupazione, capaci di potenziarne l’efficacia4 . In tal senso la piattaforma online “cliclavoro” e la creazione di una banca dati globale delle politiche attive e passive del lavoro previsti dalla legge 92/2012 e dal DL 76/2013 sono strumenti utili che possono completare gli sforzi riorganizzativi dei servizi pubblici per l’impiego5 . La strategia Europa 2020, e in particolare l’Orientamento 7 in materia di occu- pazione individuano il lavoro autonomo e l’imprenditorialità come fattori che contribuiscono a realizzare una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva6 . Si sottolineano, in particolare, due aspetti: ● la necessità di investire e di promuovere il lavoro autonomo, l’impren- ditorialità e la creazione di posti di lavoro in tutti i settori, rilanciando così lo spirito imprenditoriale7 . L’imprenditorialità è un possente volano della 1 Tutte le stime sono effettuate usando i modelli macroeconomici ITEM, IGEM e una ver- sione nazionale del modello QUEST III della Commissione europea presenti nella “Valuta- zione del programma nazionale di riforma e del programma di stabilità 2014 dell’Italia”del 2.6.2014 SWD (2014) 413 final. 2 I dati sono tratti dal citato documento di lavoro della Commissione (SWD (2014) 413 final) che accompagna la “Raccomandazione del Consiglio sul programma nazionale di ri- forma 2014 dell’Italia e formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità 2014 dell’Italia” COM (2014) 413 final. 3 COM (2013) 362 final del 29.05.2013 recante “Raccomandazione del Consiglio sul programma nazionale di riforma 2013 dell’Italia e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità dell’Italia 2012-2017” 4 Il Consiglio nella COM (2014) 413 final a seguito dei ritardi registrati, invita il Governo a procedere rapidamente con i piani di miglioramento dell'efficacia dei servizi per il lavoro e a potenziare il coordinamento e l’efficienza dei servizi pubblici per l’impiego in tutto il Paese.
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    13 crescita economica eoccupazionale: essa è all’origine della creazione di nuove imprese e di nuovi posti di lavoro, schiude nuovi mercati e alimenta nuove competenze e capacità. Quindi la creazione di posti di lavoro attra- verso la costruzione e il consolidamento di nuove imprese è fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi di Europa 2020: un numero significa- tivo di nuovi posti di lavoro è creato grazie a imprese di recente costituzio- ne e di queste quasi l’85% sono microimprese8 ; ● la necessità di dotarsi degli strumenti più appropriati per mettere in con- dizione i soggetti che oggi sono maggiormente in difficoltà, in primis i gio- vani, di cimentarsi nella creazione d’impresa9 . Infatti, uno dei principali ostacoli alla creazione di imprese è la difficoltà di accedere al credito. Il set- tore della microfinanza non ha ancora raggiunto in Europa la maturità e ri- chiede da un lato maggiore semplificazione e razionalizzazione10 , dall’altro lo sviluppo di maggiori capacità istituzionali. Ma esso deve operare sempre più utilizzando la rete con gli altri soggetti che intercettano i potenziali be- neficiari, i disoccupati, i giovani, le donne, i migranti, i soggetti più svantag- giati. I servizi per l’impiego devono rinnovarsi e nell’orientare le persone al- la ricerca di un impiego, tener conto e informare (anche di queste possibili- tà), indirizzare i potenziali interessati verso gli sportelli o i servizi esistenti. Ma se creare un’impresa o mettersi in proprio non è facile, resistere nel tempo è ancora più difficile. Su questo non bisogna creare illusioni nei soggetti destinatari degli strumenti di microfinanza esistenti. Per questo le azioni di stimolo e promo- zione dell’autoimpiego e della microimprenditorialità hanno come presupposto fondamentale la funzione di informazione e accompagnamento alla conoscenza e all’accesso agli strumenti finanziari disponibili (tra i quali rientra il microcredito) e la creazione di reti territoriali stabili a sostegno delle necessità dei lavoratori che si mettono in proprio, sia nel periodo dello start up sia in quello successivo. Questa attività, complessa, può essere garantita attraverso una collaborazione attiva sul territorio tra diversi soggetti che devono agire in maniera strutturata e coordinata. In tal senso il progetto italiano Microcredito e Servizi per il Lavoro – finanzia- to nell’ambito del PON GAS 2007 – 2013 dalla Direzione Generale per le Poli- tiche dei Servizi per il Lavoro e attuato dall’Ente Nazionale Microcredito ha sperimentato e diffuso nelle Regioni in Obiettivo Convergenza un modello
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    14 d’intervento che siè dimostrato efficace, come vedremo oltre. Esso considera, come presupposto all’autoimpiego sostenibile di persone in condizione di svan- taggio sociale, la disponibilità dei servizi non solo di natura informativa ma an- che di accompagnamento e tutoraggio all’avvio di attività autonome e mi- croimprenditoriali, avvalendosi del coordinamento o del supporto dei servizi pubblici per l’impiego e degli altri soggetti autorizzati all’intermediazione ai sensi dell’art. 6 del decreto legislativo 13 settembre 2003, n.276 e s.m.i. La cor- retta realizzazione di un siffatto modello prevede come momenti fondanti la creazione di sportelli territoriali informativi e l’integrazione delle competenze tra diversi attori/servizi disponibili sul territorio. Esso deve inoltre tener conto delle caratteristiche e delle criticità della domanda e dell’offerta di microcredi- to, affinché gli strumenti esistenti possano essere utilizzati in modo sempre più efficace e produttivo. 5 In proposito confronta capitolo 8 6 Confronta Decisione 2010/707/UE del Consiglio, del 21 ottobre 2010, sugli orienta- menti per le politiche degli Stati membri a favore dell'occupazione (GU L 308 del 24.11.2010, pag. 46). 7 Decisione 2011/308/UE del Consiglio del 19 maggio 2011 (GU L 138 del 26.5.2011, pag. 56) che mantiene per il 2011 gli orientamenti per le politiche degli Stati membri a fa- vore dell'occupazione figuranti nell'allegato della decisione 2010/707/UE del Consiglio, del 21 ottobre 2010 (GU L 308 del 24.11.2010, pag. 46). 8 Per quanto concerne le potenzialità di creazione di posti di lavoro legati all'imprendito- rialità si rinvia alla comunicazione della Commissione "Verso una ripresa fonte di occupa- zione", 18.4.2012, COM(2012) 173 final. 9 Raccomandazione del Consiglio, del 22 aprile 2013, sull'istituzione di una garanzia per i giovani (GU C 120 del 26.4.2013, pag. 1). Le azioni previste dal programma dovrebbero sostenere l'attuazione della raccomandazione del Consiglio sull'istituzione di schemi di Garanzia per i giovani da parte degli Stati membri e degli operatori del mercato del la- voro. Tale raccomandazione stabilisce che tutti i giovani di età inferiore a 25 anni dovreb- bero ricevere un'offerta qualitativamente valida di lavoro, di proseguimento degli studi, di apprendistato o tirocinio entro un periodo di quattro mesi dall'inizio della disoccupazione o dall'uscita dal sistema d'istruzione formale.. 10 In linea con le indicazioni della comunicazione della Commissione del 29 giugno 2011 dal titolo "Un bilancio per la strategia Europa 2020", che raccomanda di razionalizzare e semplificare gli strumenti di finanziamento dell'Unione incentrandoli sul valore aggiunto per l'Unione e sui loro effetti e risultati, il Regolamento n.1296/2013 (UE) istituisce un programma dell'Unione europea per l'occupazione e l'innovazione sociale ("programma EaSI") che nel suo 3^ Asse (“Microfinanza e impresa sociale”) prosegue e ulteriormente sviluppa le attività già avviate con lo Strumento europeo Progress di microfinanza, di cui alla Decisione n.283/2010/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, nell’ambito del del Programma PROGRESS per l'occupazione e l'inclusione sociale 2007-2013 istituito con Decisione n.1672/2006/CE del Parlamento europeo e del Consiglio.
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    15 L’idea alla basedel progetto Microcredito e Servizi per il Lavoro è dunque la valorizzazione dei servizi a sostegno dell’autoimpiego, quale strumento aggiun- tivo di politica attiva del lavoro, reso sostenibile se adeguatamente supportato dal microcredito per l’avvio di impresa e lavoro autonomo. Nell’azione speri- mentale, quindi, le tradizionali politiche per l’occupabilità s’integrano con quelle dell’imprenditorialità al fine di contribuire a migliorare i livelli di inclu- sione sociale e lavorativa (nonché finanziaria) di coloro che si trovano in con- dizione di svantaggio in quanto disoccupati e/o non bancabili. In questo dise- gno risulta essere centrale il supporto che i servizi pubblici per l’impiego già of- frono, o possono offrire, alla creazione di autoimpiego come forma d’inseri- mento lavorativo per soggetti vulnerabili, esclusi o a rischio di esclusione dal mercato del lavoro11 . L’opportunità offerta dal progetto consente quindi di ideare e realizzare nei ter- ritori Convergenza un’azione di sistema secondo un modello di rete pubblica di servizi informativi, di orientamento e di accompagnamento che, in collabora- zione con i soggetti pubblici e privati che erogano microcredito, favorisce la co- noscenza e la fruizione dello strumento “microcredito” da parte dei potenziali beneficiari. 1.2 Il progetto Microcredito e Servizi per il lavoro Il progetto Microcredito e Servizi per il Lavoro ha favorito, in estrema sintesi, la nascita di sportelli informativi per il microcredito presso i servizi pubblici per l’impiego, i comuni e le camere di commercio delle regioni Convergenza. L’obiettivo è stato quello di diffondere la cultura del microcredito quale stru- mento d’inclusione lavorativa e sociale e, conseguentemente, l’autoimpiego co- me politica attiva del lavoro secondo le più recenti indicazioni dell’Unione eu- ropea12 . A livello operativo il progetto Microcredito e servizi per il lavoro, si è basato su due linee di intervento. La Linea d’intervento 1, caratterizzante il progetto, ha previsto la creazione di sportelli informativi dedicati al microcre- dito, attraverso il coinvolgimento di CPI, comuni, camere di commercio e la creazione di reti partenariali per valorizzare i servizi sul microcredito (anche re- ti e sportelli già esistenti). La Linea d’intervento 2, invece, mirava alla creazio-
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    16 ne di untavolo di lavoro con i referenti delle quattro Regioni Convergenza, re- sponsabili delle politiche per il lavoro, finalizzato al confronto e all’eventuale studio di un modello di intervento condiviso e/o azioni sinergiche in grado di valorizzare le scelte di programmazione (anche attraverso l’utilizzo dei fondi strutturali) in tema di strumenti di microcredito e politiche occupazionali. Con una manifestazione di interesse l’Ente ha individuato 78 amministrazioni (Province con relativi CPI, Comuni, Unioni di comuni, CCIAA) che si sono im- pegnate ad avviare i nuovi punti informativi sul microcredito e l’autoimpiego al loro interno. Al termine del progetto, gli sportelli effettivamente aperti e ope- rativi sono 95: 27 in Puglia; 12 in Calabria; 25 in Sicilia e 31 in Campania. Gli sportelli informativi per il microcredito e l’autoimpiego forniscono informazio- ni puntuali sui programmi di microcredito e sull’offerta di incentivi per l’avvio di impresa di livello locale e nazionale attivi nelle regioni di riferimento. Gli sportelli non si configurano come un vero e proprio servizio aggiuntivo piutto- sto, più frequentemente, come un’integrazione e un rafforzamento di servizi già esistenti presso le amministrazioni destinatarie dell’intervento. Le amministrazioni locali, coinvolte nel progetto, hanno indicato il personale che è andato successivamente a gestire tale servizio: si tratta di circa 165 tra addetti, funzionari e dirigenti delle quattro regioni convergenza. Per garantire 11 In tal senso un importante riferimento alla centralità del ruolo dei servizi per il lavoro è contenuto sia nella Legge n.92/2012 sia nella Legge n. 99/2013 con riferimento, da un lato, ai ridefiniti livelli essenziali delle prestazioni (LEP) e, dall’altro, alla presa in carico da parte dei servizi per l’impiego delle generazioni più giovani, i cui livelli di disoccupazione hanno raggiunto nell’ultimo biennio soglie intollerabili (Garanzia Giovani).. 12 In proposito confronta T.Lang, “L’evoluzione della normativa comunitaria e le ricadute sui programmi” e le interviste correlate a P.D’Alessandro e G.Natoli in Osservatorio Mi- crocredito e Programmi Comunitari, “Microfinanza”, numero 0, Anno 1, 2013, pp.34-55.
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    17 loro di acquisirele necessarie competenze per svolgere al meglio il servizio, il progetto Microcredito e Servizi per il Lavoro, nel mese di maggio 2013, ha or- ganizzato un ciclo di attività informative/formative in forma seminariale-resi- denziale. La formazione specialistica al personale individuato dagli enti e am- ministrazioni ha permesso di approfondire diversi temi: microcredito e autoim- piego, orientamento al lavoro autonomo e imprenditoriale, programmi e inizia- tive di microcredito attivi sul territorio di riferimento, incentivi all’autoimpiego e alla creazione di microimpresa erogati da amministrazioni centrali e/o regio- nali, incentivi all’assunzione dei soggetti percettori di doti assunzionali o di particolari gruppi bersaglio delle politiche attive del lavoro (giovani, donne, immigrati, over 50, ecc.), normativa fiscale sull’avvio e la gestione d’impresa, ecc., affiancamento consulenziale sul microcredito. Sono stati così formati i 120 funzionari e dirigenti che in seguito hanno operato presso i nuovi sportelli informativi (32 provenienti dalla Puglia, 15 dalla Calabria, 35 dalla Sicilia e 38 dalla Campania). L’attività di formazione si è svolta in circa 26 ore settimanali (5 gg) per un totale di 102 ore di lezione e 35 docenti coinvolti, nella formula del seminario residenziale con la presenza degli esperti di progetto sia delle se- di regionali sia della sede centrale, volta a favorire dinamiche di team building fra operatori e progetto. La formazione specialistica si è svolta anche a distanza, grazie al supporto for- nito dalla Piattaforma di servizio realizzata ad hoc dal Progetto. Strumento es- senziale dell’attività informativa, la Piattaforma informatica per l’autoforma- zione e l’informazione sul microcredito e l’autoimpiego è finalizzata all’aggior- namento continuo del personale addetto, alla consultazione tecnica sui temi del microcredito e degli incentivi all’autoimpiego e alla microimprenditorialità, nonché a veicolare l’informazione che gli sportelli garantiscono all’utenza. In- fatti, attraverso la piattaforma, l’operatore di sportello è in grado di svolgere un’analisi dei punti di forza e di debolezza dei principali programmi di micro- credito, delle agevolazioni per l’avvio di impresa attive sul territorio, nonché di fornire una consulenza approfondita all’utenza interessata (cfr. oltre capitoli 3 e 4). A questo scopo ha fortemente contribuito anche la collaborazione instau- rata con FormezPA che prevedeva il dialogo tra le due piattaforme avviate dai due enti nell’ambito di due azioni di sistema del PON GAS 2007-2013. Ciò al
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    18 fine di evitarela replica di spese già effettuate da due progetti e di massimizza- re l’utilizzo di strumenti informatici finanziati dalla medesima Direzione gene- rale del Ministero del lavoro ed entrambi miranti al miglioramento dei servizi per il lavoro nel Mezzogiorno. L’attività degli sportelli è rafforzata dalle sinergie create dal progetto con gli enti e istituti di credito che erogano microcredito e con i soggetti che svolgono attività di accompagnamento allo start up e al post-start up di impresa sui ter- ritori, come più diffusamente illustrato nei capitoli 5 e 6. L’interesse suscitato dall’attività degli sportelli nei territori in cui sono stati av- viati ha provocato un effetto trascinamento nei confronti delle altre ammini- strazioni locali e regionali che hanno ripetutamente chiesto di entrare a far par- te della Rete del microcredito per l’autoimpiego. Si è generato uno spirito di at- tenzione verso la creazione e il rafforzamento di servizi per il microcredito a favore dell’autoimpiego, fondato sulla volontà dell’amministrazione aderente al progetto e non sulla presenza di un finanziamento che spesso produce un effet- to “spiazzamento” e di dipendenza nelle scelte gestionali.
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    19 2.1 Uno sportelloper informare, accogliere e orientare all’autoimprenditorialità Il lavoro a contatto con l’utenza è più complesso di quanto si possa pensare: in qualsiasi occasione si attivi una dinamica tra due persone entrano in gioco di- verse variabili che non sempre sono manifeste e non sempre sono semplici da individuare e gestire. L’operatore di front-office giornalmente entra in contatto con una realtà manifesta (azioni, comportamenti e comunicazione esplicita) che sottende anche una realtà latente, non direttamente osservabile ma pur sempre presente. L’attività di front-office svolta da un operatore di sportello informativo ha l’obiettivo di dipanare la richiesta del cittadino-utente e analizzarne i reali biso- gni. Non è quindi un’attività sempre semplice e lineare, ma entrano in gioco funzioni complesse connesse ad ambiti quali l’accoglienza, l’interazione con il cittadino e l’analisi della domanda. L’accoglienza, ad esempio, acquisisce un ruolo centrale e va vista come un mo- mento dinamico caratterizzato da componenti professionali, organizzative e operative che si concretizza dal primo contatto tra cittadini e servizio. Si tratta CAPITOLO 2 GLI SPORTELLI INFORMATIVI PER IL MICROCREDITO E L’AUTOIMPIEGO
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    20 di una funzioneattiva nella quale interagiscono la domanda individuale, il ser- vizio (erogato dall’operatore) e l’ente pubblico (rappresentato, in quel contesto, dallo stesso operatore). L’accoglienza deve essere, quindi, percepita e vissuta come un luogo di ascolto, elaborazione e indirizzo. La tematica del microcredito e dell’autoimpiego, come ambito aggiuntivo a in- formazioni tradizionalmente erogate dallo sportello per l’impiego o da una ca- mera di commercio, da un lato certamente arricchisce la possibilità di fornire risposte concrete relativamente ai fabbisogni occupazionali dell’utenza, dall’al- tro “complica” il lavoro dello sportello stesso, poiché l’area delle aspettative e delle dinamiche interiori dell’utenza risulta costantemente presente e va elabo- rata in condizioni di maggiori criticità. Grazie al progetto, la creazione di una rete locale e diffusa di sportelli informativi e punti di contatto sul territorio ha permesso di sperimentare una modalità innovativa di informazione e supporto per la fruizione degli strumenti di microcredito, soprattutto quelli indirizzati al- le persone appartenenti alle categorie di svantaggio. Gli sportelli per il micro- credito si avvalgono delle reti dei soggetti che localmente gestiscono e promuo- vono strumenti finanziari per il microcredito e l’autoimpiego, con l’obiettivo di proporre alla persona in cerca di lavoro l’idea alternativa dell’autoimpiego, considerando la specifica vocazione del microcredito all’avvio di attività lavo- rative autonome, così da aprire strade alternative al lavoro subordinato (micro- credito di impresa). Essi attivano un primo significativo aiuto informativo sul sostegno finanziario, rilevantissimo soprattutto se si considera il target cui è ri- volto (soggetti tecnicamente non bancabili, e in ogni caso non in grado di so- stenere costi e garanzie richiesti per il credito ordinario); inoltre, vigilano sul ri- spetto dell’obbligo alla partecipazione attiva a politiche di reimpiego cui è con- dizionato il beneficio del credito. Un esempio evidente delle potenzialità legate al servizio informativo offerto da- gli sportelli - come correttamente ricordato da Oliveri “Non è un caso che l’in- tesa tra Ministero del Lavoro e Upi del 27 luglio del 2010 abbia previsto al punto 12, che tra i servizi “ordinari” delle Province possa rientrare “l’impegno ad attivare presso i Centri per l’impiego di punti d’informazione in materia di autoimpiego e microcredito dedicati ai soggetti percettori di sostegno al reddito
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    21 o comunque svantaggiatiin quanto non bancabili”13 - riguarda il sostegno che i programmi di microcredito potrebbero dare a tutte quelle persone, che non possono formalmente qualificarsi come disoccupati, né che abbiano accesso a misure di sostegno come la cassa integrazione, a causa della crisi: “Si tratta non solo della categoria degli “esodati”, ma anche di quell’insieme di lavoratori di- pendenti da aziende colpite da crisi, che per ragioni particolari non siano in grado di avviare procedure di licenziamenti collettivi o accedere alla Cig e, con- testualmente, interrompano o ritardino gravemente gli stipendi. L’intervento del microcredito, in questi casi, è un ponte fondamentale per assicurare un mi- nimo reddituale a chi non disponga dei requisiti normativi per la percezione di benefici o ammortizzatori sociali e, contestualmente, costruire un percorso di uscita, verso nuove forme o opportunità di lavoro”14 . Quindi, gli sportelli informativi per il microcredito e l’autoimpiego rappresen- tano da un lato un vero e proprio servizio informativo, dall’altro un servizio innovativo, una sorta di percorso di pre-accompagnamento alla creazione e realizzazione di un piano d’impresa. Allo sportello si indagano le possibilità di finanziamento a livello nazionale e regionale per avviare nuove attività in pro- prio e si illustrano vantaggi e svantaggi delle varie tipologie di microcredito, al fine di orientare l’aspirante imprenditore nella scelta del finanziamento più adatto alle sue esigenze e all’attività che intende avviare. Al contempo si forni- sce al soggetto interessato un primo quadro di informazioni di sistema, utili a valorizzare al meglio il servizio di microcredito. L’ottimizzazione del primo in- contro con l’utenza favorisce una miglior percezione dei servizi ma, soprattut- to, facilita il processo d’individuazione del percorso più adeguato per il cittadi- no. Passaggi fondamentali di questo iter risultano essere primariamente una fa- se di conoscenza (ascolto attivo) e una di comunicazione (condivisione e dialo- go) fino a giungere ad una percezione più ampia di informazioni che sottendo- 13 L.Oliveri, Percorsi sociali di dignità per nuove prospettive, in Microfinanza, Anno 1, n.3, 2013, pp.30-33 14 Ibidem
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    22 no anche elementimotivazionali, aspettative, speranze e progettualità. Elemen- to indispensabile in questa dinamica è il know-how dell’operatore - la sua com- petenza tecnica - unito alla sua capacità di gestire ed elaborare le varie richieste provenienti dai cittadini. Come sarà possibile approfondire nel capitolo 4, attraverso la piattaforma in- formativa l’operatore di sportello, è in grado di svolgere un’analisi dei punti di forza e di debolezza, dei principali programmi di microcredito e delle agevola- zioni per l’avvio di impresa attive in quel momento, ma anche di fornire le pri- me essenziali indicazioni utili per la redazione del proprio piano d’impresa (ap- plicativo business-plan15) , strumento indispensabile per pianificare adeguata- mente una nuova attività che possa nascere e crescere “sana e competitiva”. 2.2 Gli sportelli informativi del progetto e le amministrazioni coinvolte Per realizzare la rete capillare di sportelli informativi nelle quattro regioni coin- volte dal progetto, è stato pubblicato un “Avviso di manifestazione di interesse” rivolto alle amministrazioni interessate ad avviare il servizio di Sportello infor- mativo per il microcredito e l’autoimpiego presso le proprie strutture. L’Avviso ammetteva alla partecipazione i CPI e alcuni dei soggetti di cui all’art. 6 com- ma 1 e 2 del D.lgs. 276/2003 quali Camere di Commercio e Comuni delle re- gioni: Puglia, Calabria, Sicilia e Campania. Alle amministrazioni coinvolte è stato richiesto di destinare risorse umane, strumentali e finanziarie all’apertura degli sportelli, anche nell’ambito dei piani di razionalizzazione di cui all’art. 16 del DL 98/2011 finalizzati al contenimen- to delle spese in materia di funzionamento ed esternalizzazioni, per attivare 15 La sezione business-plan, è stata gentilmente messa a disposizione del progetto da For- mezPa a seguito di un apposito protocollo di intesa sottoscritto con l’Ente nazionale per il microcredito (cfr. par. 1.2). Nella sezione si forniscono le principali informazioni burocra- tico-amministrative e sulle spese necessarie da sostenere per avviare una nuova iniziativa imprenditoriale o di lavoro autonomo, vengono indicati gli adempimenti da soddisfare per tipologia di attività, gli atti autorizzativi richiesti, gli enti abilitati al rilascio ed i riferi- menti di legge.
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    23 nuovi servizi. GliEnti ammessi alle attività progettuali sono stati dunque chia- mati a firmare un “Atto di Impegno” nel quale sono stati dettagliati gli impegni presi dalle parti: per gli Enti firmatari mettere effettivamente a disposizione le risorse e le strutture promesse, per il progetto Microcredito e Servizi per il La- voro fornire gli adeguati strumenti, a livello formativo e tecnologico, per la dif- fusione delle informazioni al personale incaricato della gestione degli sportelli. Nonostante i vincoli e i requisiti stringenti richiesti dal progetto la risposta del- le amministrazioni è stata sorprendente, a dimostrazione che non solo in pro- grammi basati sugli incentivi finanziari funzionano. L’obiettivo progettuale puntava ad aprire un massimo di 50 punti informativi nelle quattro regioni. Tale obiettivo è stato ampiamente raggiunto e superato, con riguardo sia alla partecipazione alla manifestazione di interessi sia all’aper- tura degli sportelli. Gli sportelli effettivamente aperti e operativi sono 95 (Pu- glia 27; Calabria 12; Sicilia 25 e Campania 31). La loro dislocazione geografica è visibile nelle mappe regionali riportate di seguito, questa visualizzazione geo- referenziata degli sportelli consente di individuare i territori che dovrebbero es- sere oggetto di un’eventuale ulteriore azione di diffusione del modello speri- mentato. In allegato si ripetono le tabelle con il dettaglio degli enti presso i quali i servizi sono stati aperti, divisi per regione. Nel capitolo 7 sono analizzati alcuni dati sull’attività di questi sportelli, a livello complessivo e per singola regione, come pure per tipologia di ente coinvolto.
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    25 CAPITOLO 3 LA FORMAZIONEE L’AGGIORNAMENTO DEGLI OPERATORI 3.1 La formazione nel progetto La formazione del personale svolge un ruolo fondamentale nella trasformazio- ne dei modelli organizzativi della Pubblica Amministrazione, sempre più orien- tati, sulla spinta della continua evoluzione del quadro normativo, ad un pas- saggio da modelli di tipo burocratico a modelli di servizi di tipo manageriale, dove la responsabilizzazione sui risultati conseguiti e, dunque, le competenze individuali, giocano un ruolo fondamentale. L’organizzazione delle pubbliche amministrazioni sembra ancora rivolta all’erogazione di servizi di certificazione di status e non di erogazione di servizi. Ne risente ovviamente la stessa organiz- zazione del lavoro, soprattutto nel Mezzogiorno dove il pubblico impiego an- cora oggi appare soffrire di alcuni gravi squilibri che producono risposte scar- samente efficaci ed efficienti. L’investimento in formazione è quindi fondamen- tale per la crescita economica, culturale e sociale di un Paese. La formazione per la Pubblica Amministrazione, in particolare, contribuisce allo sviluppo del- la capacità di servizio del sistema pubblico, incrementando il patrimonio di be- nessere e di qualità della vita dei cittadini e delle imprese. Una conoscenza ap-
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    26 propriata consente dicapire dove e come indirizzare un consapevole intervento delle politiche pubbliche. In un contesto geografico nel quale poca attenzione si è posta al momento del reclutamento, della selezione e formazione iniziale, di- venta centrale per la stessa riqualificazione delle pubbliche amministrazioni proporre dei percorsi formativi finalizzati e di specializzazione di nuovi profili, che certamente andrebbero recepiti formalmente nella programmazione trien- nale dei fabbisogni e nelle dotazioni organiche. In tal senso, uno degli obiettivi prioritari del progetto Microcredito e Servizi per il Lavoro è stato quello di aumentare i livelli di conoscenza degli operatori degli spor- telli informativi, come visto tutti dipendenti di pubbliche amministrazioni, attra- verso la valorizzazione delle loro competenze e una formazione mirata sullo stru- mento del microcredito per l’autoimpiego,quale misura complementare alle politi- che“tradizionali”sull’occupabilità.Al di là dei saperi“tradizionali”a chi è addetto allo sportello informativo sono richieste alcune capacità nuove che esulano dalle competenze primarie del servizio pubblico. Se non del tutto nuova è la dimensione “informativa”già fatta propria dalle pubbliche amministrazioni con i servizi al cit- tadino dei CPI,degli URP,dei SUAP,degli Informagiovani e degli enti camerali,è in- vece del tutto nuovo il ruolo di orientamento informativo svolto dai funzionari pubblici attraverso gli sportelli per il microcredito e l’autoimpiego. Un servizio che consiste nell’accogliere e informare chi cerca lavoro e chi vuole creare microattività imprenditoriali sulle opportunità offerte dallo strumento microcredito nel territo- rio di riferimento; raccogliere informazioni sulle capacità, sulla formazione, sugli interessi e sulle esperienze lavorative dell’utente; aiutare a formulare domande di candidatura sui finanziamenti disponibili a livello regionale e ad utilizzare altri strumenti disponibili per accedere a finanziamenti di microcredito; prendere con- tatto con i promotori e presentare le loro candidature per i finanziamenti. Questo nuovo ruolo sfidante richiede specifiche competenze,spesso non ancora presenti in modo specialistico nelle organizzazioni pubbliche. Nell’ambito del progetto, la formazione degli operatori è avvenuta, attraverso l’impiego di tecniche miste (seminari informativi, sessioni formative e di aggior- namento, e moduli di formazione a distanza), proprio per supportare lo svilup- po di nuove competenze, necessarie per la gestione di servizi complessi.
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    27 Per le personeche operano nelle amministrazioni è una prova importante, che fa emergere alcune potenziali tendenze nel cambiamento organizzativo degli enti pubblici che sono portatrici di notevoli impatti anche sul versante del lavoro, dei fabbisogni di figure professionali e delle politiche di gestione e sviluppo delle risorse umane. 3.2 I seminari informativi In particolare nell’ambito del progetto, la settimana seminariale formativa “ti- po”, che ha voluto preparare il personale pubblico coinvolto, è stata replicata per ciascuna delle quattro regioni (Calabria, Campania, Puglia e Sicilia) e si è ar- ticolata in una serie di moduli informativi sul microcredito, sulle politiche attive del lavoro e  sui temi di interesse degli sportelli. Non sono inoltre mancati mo- menti interattivi e di discussione, testimonianze e sessioni di trasferimento di competenze, inerenti la costruzione della rete locale e l’utilizzo della piattaforma informativa a servizio dello sportello. L’impiego di un mix di idonee tecniche di formazione professionale improntate ai principi della formazione competence based, ha consentito il raggiungimento in breve tempo di conoscenze e capacità necessarie per una rapida attivazione del servizio, offrendo al contempo un oc- casione di arricchimento professionale per gli operatori già impiegati presso le amministrazioni destinatarie e un rafforzamento delle strutture coinvolte, con potenziali ricadute sull’efficacia complessiva dei servizi per il lavoro erogati nei territori di riferimento. Rispetto all’impatto sulla qualità dell’offerta di servizi, il progetto formativo ha, in particolare, inteso: ●favorire lo sviluppo di un’offerta di formazione di primo livello come strumento di riqualificazione professionale e rafforzamento delle strutture coinvolte; ●sviluppare un raccordo tra i soggetti chiave per l’attivazione di un’offerta a rete dei servizi, che intercetti le caratteristiche e le tendenze economico- produttive locali; ●garantire un’offerta aggiornata di servizi integrati rivolti a tutta la popo- lazione locale disoccupata/inoccupata, mirati alla creazione di autoimpiego;
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    28 ●orientare e accompagnarele categorie a rischio di esclusione sociale e di- soccupazione nel processo informativo sull’accesso al credito e la creazione di microimpresa; ●sostenere, diffondere e concorrere allo sviluppo della formazione conti- nua (lifelong learning) attraverso il sostegno all’occupabilità dei parteci- panti stessi (gli operatori); In questo modo è stato possibile non solo ottenere il rafforzamento del capitale umano, incoraggiando il lifelong learning, ma soprattutto un forte potenziale di ricaduta per lo sviluppo locale con l’innalzamento della qualità e della pro- fessionalità delle prestazioni che hanno consentito e consentiranno di intercet- tare in modo più completo le dinamiche dei contesti socio-economici su cui operano per tradurle in opportunità lavorative e di inclusione sociale. La settimana seminariale è stata organizzata in cinque giornate tematiche per sviluppare specifiche competenze, come di seguito indicato: ●informazioni e aggiornamenti sulla normativa e le procedure vigenti a li- vello nazionale e locale in materia di microcredito e autoimpiego (TUB nuove disposizioni sul microcredito, normativa regionale in materia di mi- crocredito, elementi caratterizzanti il microcredito, caratteristiche operati- ve del microcredito, collaborazione tra attori pubblici e privati del mercato del lavoro) ●informazioni su fattori di mercato e comportamenti di consumo propri dello scenario di riferimento, sugli strumenti finanziari esistenti (conoscen- za della realtà economica e produttiva del territorio ) e sulla metodologia utile ad assicurare un’adeguata accoglienza che riesca ad analizzare le esi- genze ed i vincoli dell’utente per definire le caratteristiche ottimali della so- luzione da proporre. ●gestione delle relazioni con gli attori della rete per la scelta e la valuta- zione degli strumenti e delle soluzioni (servizi disponibili nel territorio, ca- nali di sostegno alle famiglie e agli individui, gestione delle relazioni con gli stakeholders) ●conoscenza ed utilizzo della Piattaforma retemicrocredito.it principale strumento di lavoro e aggiornamento (autoformazione) per l’operatore di sportello.
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    29 L’interesse dimostrato daipartecipanti alle settimane seminariali è stato rileva- to attraverso un “questionario di gradimento delle attività formative, informa- tive e di aggiornamento” sottoposto loro al termine di ciascuna settimana. I ri- spondenti al questionario sono stati 115, il 37% dei quali ha valutato molto positivamente l’utilità complessiva del seminario. Particolarmente elevato (111 su 115) è stato il giudizio positivo dato dai partecipanti sull’utilità del progetto Microcredito e Servizi per il Lavoro per il miglioramento e l’innovazione del- l’offerta di servizi pubblici per il lavoro ed anche (110 su 115) per la diffusione della conoscenza dello strumento del microcredito quale politica attiva del la- voro per l’autoimpiego e la microimpresa, mostrando la viva esigenza di essere costantemente aggiornati sulle evoluzioni in tema di microcredito, sia a livello legislativo che per ciò che concerne i singoli programmi di microcredito attivi. A tal proposito è stata apprezzata molto la rivista Microfinanza, strumento uti- le per la diffusione della conoscenza del microcredito. Inoltre, è stata valutata molto positivamente (109 su 115) l’attività seminariale come strumento per fa- vorire la conoscenza con gli altri operatori di sportello presenti sul territorio regionale di appartenenza. Si evidenzia in questo modo la necessità di mantene- re viva la rete creata tra gli operatori di sportello che ha come obiettivo il raf- forzamento del dialogo tecnico tra le pubbliche amministrazioni e di offrire al cittadino un servizio avanzato, sempre più efficiente e completo. 3.3 Sessioni formative e di aggiornamento L’attività di formazione e aggiornamento è proseguita attraverso i seminari or- ganizzati sui territori interessati dall’azione del progetto, presso le amministra- zioni che hanno attivato lo sportello informativo per il microcredito e l’autoim- piego. Tale attività seminariale ha avuto come obiettivo il rafforzamento delle competenze degli operatori di sportello che orientano e accompagnano gli utenti interessati al microcredito. Nel corso dei seminari si è data particolare attenzione alla funzionalità della Piattaforma Retemicocredito.it, principale strumento operativo implementato per supportare l’attività svolta dagli opera- tori, e lo stato di attuazione dei programmi di microcredito e delle politiche per il lavoro attive sul territorio di riferimento. Le domande poste dagli operatori di sportello relative alla funzionalità della piattaforma si sono incentrate prin-
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    30 cipalmente sulla modalitàdi interlocuzione tra gli operatori di sportello e gli operatori di microcredito e sulla fase “Registrazione consulenza” con particolare attenzione all’obbligatorietà o meno dell’inserimento di alcuni dati dell’utente. Gli operatori hanno approfondito e rafforzato le conoscenze in materia di mi- crocredito grazie alla partecipazione diretta dei referenti dei programmi di mi- crocredito che hanno dato loro notizie puntuali e aggiornate sui programmi at- tivi, su quelli di prossimo avvio sui territori e sulle strutture di accompagna- mento allo start up di impresa a sostegno dei beneficiari di microcredito. I se- minari, inoltre, sono stati una valida occasione per approfondire la panoramica relativa all’offerta di incentivi per l’avvio di impresa e l’autoimpiego quali stru- menti utili per favorire e meglio orientare all’inserimento lavorativo coloro che si trovano in condizioni di svantaggio. Un importante contributo è stato dato dalla partecipazione degli stakeholder istituzionali e non ai seminari: dirigenti provinciali dell’area lavoro, rappresen- tati istituzionali quali sindaci e assessori alle attività produttive al lavoro e alla formazione, rappresentanti dell’associazionismo imprenditoriale e professiona- le che hanno focalizzato l’attenzione sulle difficoltà di erogazione del credito, sull’importanza delle attività di sensibilizzazione dei giovani presso gli istituti di formazione e sul contributo del microcredito all’aumento della microim- prenditorialità, sul fare rete e sull’importanza della corretta programmazione degli interventi in relazione alle esigenze territoriali. In alcuni casi è stato possibile portare a conoscenza degli operatori degli spor- telli anche l’esperienza di alcuni giovani studenti che hanno raccontato le loro imprese nate a scuola, nei settori dell’e-commerce e delle nuove tecnologie, gra- zie incubatori di impresa creati all’interno degli istituti scolastici dei territori di riferimento.
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    31 4.1 La piattaforma Comesi evince dai precedenti capitoli,il progetto Microcredito e Servizi per il Lavo- ro prevede l’erogazione di una serie di servizi informativi, consulenziali, di monito- raggio dell’utenza, nonché di aggiornamento e di formazione a distanza da parte di sportelli al pubblico avviati presso le amministrazioni che partecipano al progetto. Tali servizi sono erogati attraverso la piattaforma retemicrocredito.it. Si tratta di una piattaforma informatica creata per facilitare i contatti tra domanda e offerta di microcredito e migliorare l’informazione sugli incentivi volti a favorire l’autoimpie- go. Un software su misura provvede ad avvicinare i potenziali imprenditori a chi eroga microcredito, passando attraverso le istituzioni che conoscono i bisogni dei cittadini. La piattaforma informativa aggiornata in tempo reale, affianca l’operato- re di sportello,che è così in grado di informare l’utenza sulle opportunità di autoim- piego, reperire e illustrare la normativa in materia di lavoro, informare sulle offerte relative agli incentivi assunzionali, dare assistenza nella compilazione delle doman- de di accesso al credito oltre che di lavoro, nonché fornire un panorama aggiornato sulle opportunità di microcredito a livello regionale e nazionale. CAPITOLO 4 LA PIATTAFORMA “RETEMICROCREDITO.IT”
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    32 La Piattaforma retemicrocredito.itsi configura, quindi, sia come uno strumen- to di supporto per gli operatori degli sportelli informativi sia come strumento per l’erogazione di servizi a vantaggio dell’utenza registrata degli sportelli stessi (individuazione di incentivi, informazioni fiscali, normativa d’impresa e del la- voro, ecc.) grazie alla possibilità di elaborare e stampare report, statistiche, schede informative, schede sinottiche a beneficio degli operatori e degli utenti degli sportelli informativi. Con il contributo della Piattaforma è possibile indi- viduare il fabbisogno potenziale dell’utente, offrire il servizio informativo ri- chiesto, favorire l’incontro tra le necessità rilevate e l’offerta di microcredito del territorio. La Piattaforma informativa è in grado di gestire: 1) l’attività formativa e di aggiornamento degli operatori attraverso i con- tenuti caricati sulla piattaforma (normativa e materiali di approfondimen- to vari, compreso il glossario dei termini finanziari e la Newsletter);
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    33 2) l’informazione iningresso (accoglienza, assistenza e mappatura del- l’utenza che accede allo sportello) e in uscita (comunicazione e servizi ero- gati); 3) la ricerca e la gestione delle informazioni richieste circa il microcredito e gli incentivi per l’avvio di impresa; 4) l’agenda degli eventuali incontri dell’utenza degli sportelli informativi con gli operatori di microcredito (promotori e gestori di strumenti di mi- crocredito attivi nel territorio), ed il loro feedback sull’effettivo interesse per i prodotti di microcredito offerti. Per meglio capire il meccanismo di funzionamento, nello schema seguente sono riportati i flussi in entrata e uscita delle informazioni attraverso gli Sportelli in- formativi grazie al supporto della Piattaforma informativa. I servizi informativi sono erogati attraverso due piattaforme integrate i cui mo- duli sono personalizzati, secondo le specifiche di progetto. Le attività di consultazione delle informazioni, di tracciamento della clientela INPUT SPORTELLO OUTPUT RETE DOMANDA Orientamento Valutazione della domanda Informazioni DATABASEOperatore Assistenza BANCA GESTORE FONDO MICROCREDITO ENTE NAZIONALE MICROCREDITO Attivazione dell’offerta Esplicitazione dei bisogni complessi Risposta ed informazioni o prime necessità di orientamento Strutturazione percorsi di accesso microcredito Associazioni ASL Istituz. microfinanza Sportelli esistenti (giovani e impr. Femm) Conf. Commercio Gestione fondi Microcredito EE. LL. Centro per l’impiego Istituzioni Esperto microcredito TUTORAGGIO Pres richiesta contributo Percorso accompagnamento Erogazione Servizi EROGAZIONE Gestione Finanziamento
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    34 (CRM) e direportistica si svolgono attraverso la piattaforma tecnologica (CMS) open source Joomla, mentre i corsi di formazione a distanza e i servizi collegati si erogano attraverso la piattaforma tecnologica (CMS) open source Moodle. Alla piattaforme si può accedere con i browser più comuni e senza bi- sogno di installare alcuno specifico software. L’accesso a questi servizi nella lo- ro totalità avviene attraverso un indirizzo Internet pubblico di un portale ac- cessibile, in cui sono pubblicate notizie orientate ai cittadini in cerca di infor- mazioni sul microcredito e i riferimenti di contatto e di allocazione degli spor- telli che forniscono consulenza presenti sul territorio. Da questo portale è possibile accedere ad aree riservate dedicate rispettivamen- te agli operatori di sportello, agli utenti che hanno usufruito del servizio infor- mativo presso lo sportello, agli operatori di microcredito. È presente, inoltre, un’area attraverso la quale è possibile ottenere i report contenenti i dati relativi alle consulenze effettuate attraverso la piattaforma retemicrocredito.it. 4.2 I servizi offerti all’operatore di sportello Tra le aree presenti nella piattaforma retemicrocredito.it l’area Operatore di Sportello rappresenta lo strumento di lavoro essenziale per l’attività degli spor- telli informativi per il microcredito e l’autoimpiego. Tale area riservata è messa a disposizione dell’operatore di sportello per la gestione della consulenza dei soggetti interessati al microcredito, in modo da poter essere in grado di indivi- duare il fabbisogno potenziale dell’utente e offrire il servizio informativo ri- chiesto. In particolare, come strumento informativo la piattaforma offre all’operatore di sportello: 1) Informazioni dettagliate su tutte le operazioni di microcredito attive a livello nazionale, regionale e locale; 2) Informazioni sugli incentivi regionali e nazionali di agevolazione del- l’avvio di nuove forme di autoimpiego, imprese individuali e microimprese, compreso il sostegno allo start up; 3) Informazioni puntuali in materia lavoristica e professionale. In partico- lare, si tratta di informazioni relative ai diversi settori di attività in cui l’aspirante imprenditore/lavoratore autonomo desidera avviare la propria impresa, per ciascuno dei quali vengono selezionati i profili professionali
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    35 di appartenenza, descrittinelle loro caratteristiche e gli eventuali incentivi/sgravi esistenti per le diverse tipologie di attività; 4) Informazioni per approfondire l’analisi delle professioni, i requisiti, i percorsi formativi, gli sbocchi professionali e tutti i riferimenti utili per ini- ziare un’attività autonoma di tipo professionale o imprenditoriale. L’area dedicata agli operatori di sportello è la sezione del portale in cui, oltre ad avere sempre a disposizione il materiale di approfondimento, aggiornamen- to e formazione in materia di microcredito e autoimpiego, si avvia la lavorazio- ne delle pratiche, si verifica lo stato di avanzamento delle richieste degli utenti ed è possibile consultare un elenco delle domande e delle risposte più frequenti a sostegno delle attività dell’operatore stesso. In particolare, la lavorazione della pratica prende avvio nella fase di “Registra- zione consulenza” essendo questa la pagina dedicata alla gestione vera e pro- pria della consulenza in materia di microcredito. In questa sezione vengono in- seriti i dati anagrafici del soggetto interessato al microcredito ed altri dati si- gnificativi quali: Nome, Cognome, Età, Genere, Codice Fiscale, Status, Regione – Provincia e Comune di residenza, Nuova Attività, Sviluppo attività esistente, Destinatario singolo/forma associata. Inoltre, si ha la possibilità di inserire in- formazioni aggiuntive sulla consulenza effettuata. L’operatore di sportello visualizza tutti i programmi di microcredito attivi nel territorio di interesse del singolo utente, caricati a sistema e aggiornati in tem- po reale. Nella rosa dell’offerta di microcredito e per meglio finalizzare la con- sulenza all’utente, la piattaforma offre all’operatore una distinzione tra Pro- grammi Disponibili, ovvero l’elenco di tutti i programmi e Programmi Consi- gliati, ovvero l’elenco dei programmi consigliati dallo stesso sistema informati- vo, attraverso l’incrocio tra le informazioni relative al cittadino e le caratteristi- che del target di riferimento del programma di microcredito proposto. In prati- ca, in questa scheda l’operatore può visualizzare nell’elenco di destra i pro- grammi segnalati dal sistema e decidere se consigliarli tutti o se effettuare eli- minazioni e/o aggiunte di altri con l’uso dei relativi check. Infine, nella fase Registrazione consulenza, l’operatore di sportello seleziona la tipologia di consulenza d’interesse scegliendone una tra le quattro presenti che sono: Informazioni generali, Consulenza base, Consulenza avanzata, Consulen- za completa e ha la possibilità di annotare l’eventuale appuntamento da lui
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    36 stesso fissato perl’utente presso un ente erogatore di microcredito. Di uso esclusivo degli operatori di sportello, presente nell’area a loro riservata, è la sezione E-learning che permette, con la stessa utenza, l’accesso alla piatta- forma Moodle per la fruizione dei corsi di formazione a distanza, consultare i materiali disponibili e utilizzare servizi di comunità della piattaforma E-lear- ning (FAD). 4.3 I servizi offerti agli enti erogatori L’area Operatori di Microcredito è l’area riservata messa a disposizione degli enti erogatori di microcredito. Detta area è stata appositamente sviluppata per consentire ai soggetti promotori e gestori di strumenti di microcredito attivi nei territori delle regioni Obiettivo Convergenza, di dare un feedback sull’effettivo interesse per i prodotti di microcredito offerti, da parte degli utenti che si rivol- gono ai loro uffici a seguito della consulenza ricevuta presso gli sportelli infor- mativi per il microcredito e l’autoimpiego avviati dal progetto. In tal modo s’intende trasferire un’informazione il più esauriente possibile, sull’utilità di diffusione dello strumento del microcredito e su eventuali criticità. L’area “operatori di microcredito” è stata progettata per la gestione dell’esito dell’incontro con il soggetto che si è presentato presso l’ente a seguito di un ap- puntamento fissato da un operatore di sportello. In concreto, l’operatore di mi- crocredito in questa sezione del portale oltre ad avere sempre a disposizione l’elenco completo degli appuntamenti concordati attraverso gli sportelli infor- mativi per il microcredito e l’autoimpiego, ha la possibilità di dichiararne gli esiti confermando o meno: ● l’avvenuto appuntamento; ● il buon fine dell’operazione di concessione del microcredito. Inoltre, in caso di esito positivo, l’operatore ha la possibilità di specificare: ● l’ammontare del credito concesso; ● il numero delle rate concordate.
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    37 4.4 I serviziofferti agli utenti I servizi offerti ai cittadini che si rivolgono allo sportello sono erogati dalla piattaforma attraverso l’area Utente. Tale area riservata permette al cittadino di orientarsi tra le offerte disponibili rappresentate dall’operatore in sede di con- sulenza, al fine di individuare l’opportunità che per caratteristiche e vincoli, meglio risponde alle sue potenziali esigenze. Il sistema, all’atto di registrazione delle consulenza, invia automaticamente, all’indirizzo email inserito, un mes- saggio con le chiavi di accesso all’area utente. In questa area il cittadino può vi- sualizzare i dati dello sportello presso il quale è avvenuta la consulenza, i dati della consulenza (programmi consigliati) e i dati dell’eventuale appuntamento fissato dall’operatore di sportello. Attraverso la piattaforma, l’utente ha quindi la possibilità di approfondire e analizzare, anche in maniera autonoma, le informazioni sulle operazioni di mi- crocredito. Inoltre, attraverso l’ausilio della guida alla compilazione del proget- to d’impresa e al glossario dei termini finanziari il cittadino può simulare il proprio business plan, utile strumento che permette di visualizzare dettagliata- mente obiettivi, mezzi, strategie e risorse tipici della fase di avvio di un’attività imprenditoriale.
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    39 5.1 Il ruolodegli “enti erogatori” Il panorama dei soggetti che promuovono e gestiscono programmi di microcre- dito è variegato nei territori dell’Obiettivo Convergenza, come nel resto del paese. I programmi di microcredito, come evidenziato nel rapporto di monito- raggio sui programmi di microcredito realizzato dall’ENM, spesso sono nati “dal basso” da sinergie realizzate su piccolissima scala da soggetti già attivi nei territori, Diocesi, Onlus e Associazioni del terzo settore, piccoli istituti di credi- to locali. A questi ultimi va riconosciuto un ruolo centrale perché senza la loro partecipazione ai programmi gli altri soggetti non avrebbero potuto da soli av- viare e gestire alcun programma. Negli ultimi cinque anni sono state le Regioni a diventate protagoniste nel settore, grazie all’avvio di programmi finanziati con fondi comunitari che hanno avuto un incidenza quantitativa incomparabil- mente maggiore rispetto a quella messa in campo dagli altri promotori attivi nei medesimi territori. Uno dei limiti incontrati dalle Regioni, e dalle loro fi- nanziarie regionali, è stato e rimane quello di non riuscire a portare l’offerta – il prodotto finanziario di microcredito – a conoscenza del pubblico appropria- CAPITOLO 5 IL RUOLO DEI SOGGETTI CHE GESTISCONO ED EROGANO MICROCREDITO
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    40 to, ad intercettarnee a rappresentarne la domanda. Infatti, mentre i programmi di dimensioni più ridotte hanno una prossimità con il territorio tale da essere spesso addirittura nati sulla base di specifiche esigenze riscontrate – quindi in qualche modo a partire dalla domanda – i programmi più grandi – come quelli regionali – patiscono in qualche modo la loro “distanza” dalla domanda16 . Gli enti erogatori attivi nel territorio teatro delle azioni del progetto Microcre- dito e Servizi per il Lavoro sono stati coinvolti nelle attività progettuali a parti- re da un seminario organizzato ad hoc nel marzo 2013, volto a favorire la co- noscenza delle attività progettuali stesse e la nascita di un network fra gli ope- ratori e gli stakeholder presenti nei territori. Ciò in un’ottica di messa a sistema delle risorse, in particolare con riferimento ai servizi di accompagnamento. A un anno e mezzo da quell’incontro la quasi totalità dei soggetti promotori atti- vi ha sottoscritto un Protocollo di Intesa con il progetto mirato alla formalizza- zione degli impegni reciprocamente presi e già attuati nella pratica. I contenuti del protocollo impegnano l’ENM e i soggetti che gestiscono ed erogano micro- crediti nelle quattro regioni Convergenza a collaborare per la migliore e mag- giore diffusione del microcredito nei territori di attuazione del progetto. In par- ticolare, l’ENM si impegna a definire e mantenere attiva e aggiornata la sezione dedicata agli “Operatori di microcredito” nell’ambito della piattaforma retemi- crocredito.it (vedi capitolo 4), al fine di consentire agli stessi operatori di mi- crocredito di interagire con gli sportelli come previsto dal protocollo di intesa per ricavare tutte le informazioni disponibili sui propri prodotti. Dall’altro la- to, gli enti erogatori firmatari dei protocolli, s’impegnano a verificare e mante- nere aggiornate le informazioni disponibili sui propri prodotti in Piattaforma (eventualmente chiedendone l’aggiornamento), e al contempo ad immettere dati di ritorno sui possibili beneficiari indirizzati dagli sportelli informativi alle proprie sedi/strutture. 16 Per un ulteriore approfondimento sugli strumenti di microcredito esistenti nelle quat- tro regioni Convergenza, vedi anche “Le multiformi caratteristiche del microcredito. Rap- porto finale di monitoraggio”, Ente nazionale per il microcredito, 2013.
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    41 Gli sportelli sono,infatti, un serbatoio di possibili utenti che hanno già ricevu- to accoglienza, a cura di operatori appositamente formati, e che hanno avuto informazioni particolareggiate basate sulle loro specifiche caratteristiche. I refe- renti dei programmi – in particolare di quelli regionali– hanno costruito una collaborazione fattiva con gli sportelli giungendo, in alcuni casi, ad affidare lo- ro il “pre-screening” dell’utenza interessata ai loro prodotti. Ciò al fine di ab- breviare i tempi dei colloqui e della valutazione della richiesta da parte dell’en- te erogatore. È il caso, ad esempio, di PerMicro che nelle zone dove è attivo (Napoli, Bari/Foggia, Catania) ha affidato agli sportelli il pre-screening sulla base di un questionario predisposto dall’ente erogatore e somministrato presso gli sportelli informativi sul microcredito e l’autoimpiego. 5.2 Le attività di animazione del territorio Il risultato conseguito nella sottoscrizione dei Protocolli di intesa tra l’ENM e gli enti erogatori di microcredito non sarebbe stato conseguito senza l’attività di animazione costante del territorio realizzata dagli esperti del progetto. L’atti- vazione di task force regionali si è rivelata scelta vincente del progetto dal du- plice punto di vista sia del “presidio” nei confronti delle necessità delle ammi- nistrazioni ed enti che ospitano gli sportelli informativi sul microcredito e l’au- toimpiego sia della cura delle relazioni con gli enti erogatori e gli stakeholder pubblici e privati da attivare a supporto della sostenibilità dei potenziali lavo- ratori autonomi e microimprese beneficiarie di microprestiti. L’attività di animazione è consistita pertanto in una serie di eventi e incontri di tipo seminariale e non, tenutisi in tutti i territori interessati. Nel corso dei semi- nari è stata data visibilità all’avvio dell’attività degli sportelli nei territori di ri- ferimento anche in collaborazione con gli enti firmatari degli Atti di Impegno che hanno ospitato diversi eventi di lancio e seminari informativi per gli opera- tori degli sportelli sui propri prodotti di microcredito (è il caso di Unicredit in Sicilia sullo strumento JEREMIE microcredito, di Puglia Sviluppo, di BCC Me- diocrati in Calabria). Le varie iniziative di animazione territoriale, invece, sono state orientate all’aggiornamento degli operatori degli sportelli sulle funzionali- tà della Piattaforma retemicrocredito.it e alla creazione di reti di supporto al- l’attività degli stessi sportelli favorendo l’incontro con gli enti che erogano mi- crocrediti sul territorio e con gli stakeholder che realizzano attività di sostegno
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    42 all’avvio e alconsolidamento d’impresa. Alla data conclusiva del progetto (30 giugno 2014) gli eventi organizzati dall’ENM e dai partner locali del progetto, sono stati dodici tra Campania (3), Puglia (2), Calabria (2) e Sicilia (7). Le atti- vità di animazione sono state rilanciate puntualmente nella Newsletter17 del progetto consentendo a tutti gli operatori degli sportelli, anche quelli che non avevano potuto prendere parte agli eventi di animazione, di essere puntualmen- te informati sulle attività realizzate e i relativi contenuti. 5.3 I protocolli di intesa Per dare conto della realtà esistente sui territori e della sottoscrizione dei Pro- tocolli di intesa sopra citati di seguito brevemente si illustra lo stato dell’arte della sottoscrizione degli stessi18 . Nella Regione Calabria sono attivi principalmente tre soggetti che gestiscono ed erogano strumenti di microcredito: la Finanziaria Regionale Fincalabra, la Banca di Credito Cooperativo Mediocrati e la Camera di Commercio di Reggio Calabria. Sono stati sottoscritti protocolli di Intesa con Fincalabra e BCC Me- diocrati. Il programma di maggior rilievo dal punto di vista delle risorse dispo- nibili e dell’estensione territoriale è stato, durante il progetto, quello gestito dalla Finanziaria Regionale Fincalabra. Il protocollo sottoscritto dal progetto con tale Ente è tra quelli che prevedono la somministrazione della scheda di pre-screening, predisposta dalla stessa Fincalabra che prevede la rispondenza degli utenti degli sportelli, che decidessero di presentare la loro richiesta di mi- crocredito alla finanziaria regionale, ai requisiti di ammissibilità previsti dal bando regionale in ordine allo svantaggio sociale e lavorativo degli stessi sog- getti proponenti. La Banca di Credito Cooperativo Mediocrati – anch’essa fir- mataria di Protocollo di Intesa con il progetto – è attiva da anni nel settore del microcredito con ben 3 prodotti dedicati e 21 sportelli attivi nel territorio di ri- ferimento, l’ultimo dei prodotti realizzati – il mutuo chirografario COSMO – è nato grazie allo strumento europeo Progress Microfinance, strumento di con- 17 In proposito cfr. Newsletter del progetto Microcredito e servizi per il lavoro, numeri 2- 5 sul sito http://www.microcreditoitalia.org/index.php?option=com_content&view=arti- cle&id=469&Itemid=240&lang=it 18 Cfr nota 15
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    43 trogaranzia che permettealla banca di poter contare su 4,5 milioni di euro suf- ficienti per erogare ‘micro prestiti’ a favore di circa 180 imprese locali, in parti- colare gestite da donne, giovani, imprenditori autonomi e minoranze etniche, che spesso sono escluse dal sistema bancario tradizionale. Gli altri prodotti mi- crofinanziari offerti dalla BCC Mediocrati sono quelli denominati “Il Semina- tore”, gestito in partnership con la Diocesi di Cosenza, e “Voglio Restare 2.0”, un prodotto dedicato ai giovani residenti che desiderano investire nel settore dell’innovazione e del turismo del territorio, che mira ad invertire la tendenza migratoria dei giovani calabresi. Nella Regione Puglia sono attivi diversi soggetti erogatori di microcredito: la Finanziaria Regionale Puglia Sviluppo, la Diocesi di Andria e altre tre Diocesi (Ugento, Lecce e Gallipoli) che attuano il “Progetto POLICORO” della CEI, l’Associazione di Promozione Sociale Eticanonmente, la Fondazione Banco del Monte Domenico Siniscalco Ceci e una filiale di PerMicro, dislocata a Bari. I soggetti nominati hanno sottoscritto un apposito protocollo di intesa con il progetto oppure, come nel caso della Finanziaria Regionale Puglia Sviluppo, hanno scelto di collaborare con il progetto sulla base di un accordo teso a veri- ficare il numero e la tipologia degli utenti degli sportelli per il microcredito che superano le selezioni dei bandi a valere sugli strumenti regionali per il micro- credito e altre forme di incentivazione dell’attività d’impresa19 (deve essere evi- denziato che gran parte degli sportelli informativi avviati dal progetto hanno scelto di essere inseriti nella rete regionale Sistema Puglia che si occupa proprio di promozione delle politiche di sviluppo, per l’occupazione e sociali). Altro ca- so è quello della Fondazione Banco del Monte Domenico Siniscalco Ceci, il cui programma è gestito da Banca Popolare Etica, soggetto con il quale il progetto ha siglato un Protocollo di Intesa a livello nazionale. Particolarmente attiva è la Diocesi di Andria, che ha festeggiato nel 2013 il decennale di attività del pro- getto “Barnaba”, nato nell’ambito del Progetto Policoro nazionale. Oltre al 19 L’accordo ha dimostrato la sua efficacia se si considera che 12 tra gli utenti che hanno usufruito del servizio informativo degli sportelli per il microcredito e l’autoimpiego, inse- riti nel circuito regionale Sistema Puglia, hanno superato le selezioni per accedere al mi- crocredito e il finanziamento di impresa degli strumenti regionali attivi nel periodo 2013-2014 (cfr. oltre par. 7.6).
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    44 Progetto “Barnaba” laDiocesi di Andria ha promosso un’ulteriore azione rivol- ta ai giovani, denominata “Fiducia alle Idee”, ed ha avviato lo scorso hanno un innovativo progetto di Social Housing. Nella Regione Campania sono attivi diversi programmi, tra i quali: quello ge- stito dalla Finanziaria Regionale Sviluppo Campania (Microcredito FSE), quello gestito nell’ambito del “Progetto Policoro” dalla Diocesi di Caserta, una filiale di PerMicro, dislocata a Napoli, ed il programma denominato Don.Gio.Pmi, gestito dalla Scarl Sistema Cilento. Esistono poi il piccolo pro- gramma di Microcredito del Rione Sanità e quello promosso dalla CCIAA di Avellino, di recentissima nascita. Tutti gli Enti Erogatori hanno sottoscritto il Protocollo d’Intesa con il Progetto, tranne “Retesanità”, la rete di associazioni che ha dato vita al progetto nell’omonimo rione in quanto rivolto alla sola po- polazione residente nel quartiere e pertanto meno interessato dall’azione infor- mativa degli sportelli per il microcredito avviati dal progetto. Come nel caso della Regione Puglia e di Puglia Sviluppo, anche la finanziaria regionale Svi- luppo Campania - pur non avendo firmato un protocollo di intesa. – ha forni- to i dati necessari al monitoraggio dell’utenza degli sportelli per il microcredi- to, attraverso il confronto tra i dati degli utenti registrati agli sportelli e quelli dei beneficiari dei prestiti a valere sul Programma “Microcredito FSE” della Regione. Anche nella Regione Siciliana sono attivi diversi programmi, tra i quali: quello gestito dalla Regione con finalità sociali a valere sul POR FSE 2007-2013 (mi- crocredito per le famiglie), quelli gestiti nell’ambito del “Progetto Policoro” da diverse Diocesi, due gestiti dalla Fondazione “Microcredito e Sviluppo” – “Gio- vani Idee” e “Microcredito nel Calatino” – e uno gestito dall’Associazione “Au- tonomamente Sud”, ma soggetto all’approvazione della Fondazione Microcre- dito e Sviluppo. Un ruolo importante, come peraltro si evince dal fatto che Unicredit Spa ha ospitato un evento informativo specifico per gli operatori degli sportelli sicilia- ni dedicato ai diversi strumenti attualmente gestiti dall’Istituto, è poi rivestito
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    45 dallo strumento dimicrocredito del programma “Jeremie SICILIA” per le micro e PMI; finanziato a valere sul POR FESR e sul POR FSE 2007-2013 della Re- gione Siciliana e attuato con la collaborazione del FEI e di diversi istituti di cre- dito nazionali (tra i quali appunto, Unicredit - che gestisce il microcredito FESR per le microimprese fino a un max di 25mila euro- e Banca Etica che fi- nanzia lo start up e rafforzamento di micro e PMI nel settore sociale fino a un max di 100mila euro - quest’ultimo a valere sul POR FSE 2007-2013). Hanno sottoscritto il Protocollo di Intesa con il Progetto i principali attori del territo- rio, tra i quali la filiale PerMicro di Catania di recentissima costituzione. È sta- to inoltre sottoscritto un ulteriore Protocollo di Intesa, che interessa le Regioni Campania e Calabria, con la Commissione Focus “Lavoro, Occupazione e Mi- crocredito” Rotary Distretto 2100. Le attività previste da tale accordo riguar- dano la fornitura a titolo gratuito di servizi di accompagnamento allo start up di impresa per l’utenza che si rivolga agli sportelli informativi.
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    47 6.1 Quali servizidi accompagnamento Il nuovo Testo Unico Bancario (D. Lgs. 141/2010, modificato dal D. Lgs. 169/2012) prevede che la prestazione di servizi ausiliari di assistenza e tutorag- gio dei soggetti finanziati sia tra gli elementi che, insieme all’ammontare e alla finalità, definisce le caratteristiche dei prodotti che possono effettivamente es- sere considerati microcredito. La norma non specifica nel dettaglio quali siano i servizi di accompagnamento da offrirsi, ma – grazie alle ricerche effettuate attraverso il Progetto Monitorag- gio dell’Ente per il Microcredito sui programmi operativi nei territori Conver- genza tra il 2009 e il 2012 – è comunque possibile fare alcune valutazioni sullo stato dell’arte dei servizi di accompagnamento attualmente erogati e su quali siano le reti attualmente vive che supportano i programmi di microcredito esi- stenti. Un supporto preliminare alla richiesta di finanziamento permette inoltre di capire se il possibile beneficiario del prestito sia o meno nelle condizioni di richiederlo, o se vada indirizzato ad ulteriori percorsi – come ad esempio quelli di alfabetizzazione finanziaria di base – che gli consentano di essere ammesso CAPITOLO 6 LE RETI LOCALI A SOSTEGNO DELL’ATTIVITÀ DEGLI SPORTELLI E DELL’AVVIO DI IMPRESA
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    48 al finanziamento e,soprattutto, di riuscire a gestire l’attività in modo consape- vole fin dal suo avvio. Tra i programmi di microcredito monitorati le attività di supporto propedeuti- che all’eventuale erogazione del prestito di microcredito (analisi della proposta imprenditoriale, valutazione del grado di solvibilità dell’utente, predisposizione delle pratiche per l’accesso al credito, ecc.) sono senz’altro le più diffuse e, nella maggioranza dei casi, esse sono a titolo gratuito. Meno diffuse, ma comunque estese e sfruttate dalla maggioranza dei richiedenti, sono le attività di monito- raggio e tutoraggio effettuate ex-post; mentre l’offerta di servizi di formazione da parte dei promotori e dei loro partner, risulta decisamente più rara e spesso coinvolge solo una quota minoritaria di richiedenti. Una solida rete di servizi complementari con un elevato livello di professionalità è considerata la vera chiave della riuscita di un programma di microcredito, come mostrano le espe- rienze implementate, oltre a consentire un approccio pragmatico al tema, evi- tando di andare a finanziare soggetti che abbiano invece necessità di essere resi più consapevoli. 6.2 Il ruolo delle reti territoriali Le Regioni che hanno realizzato programmi di microcredito hanno quasi sempre previsto servizi accessori variamente articolati e condotti in proprio, quindi pre- valentemente a carico degli enti regionali, ovvero condivisi con associazioni e reti già presenti e diffuse sul territorio, soprattutto per la fase di informazione e orientamento, mentre le attività di accompagnamento successive all’erogazione del microcredito, variano significativamente in termini di intensità e ampiezza temporale: ad esempio per sei mesi nel caso della Campania, per due anni in Ca- labria. La Regione Campania ha messo in campo una pluralità di azioni sul terri- torio volte prioritariamente alla diffusione della conoscenza dello strumento mi- crocredito per la migliore riuscita del suo bando. L’efficacia dell’azione informa- tiva è testimoniata dall’altissimo numero di domande pervenute a seguito della pubblicazione del bando, ma rimane ancora da strutturare meglio il percorso di assistenza post-erogazione in capo alla finanziaria regionale gestore. Anche la scelta dell’istituto di credito è stata legata alla capillarità della diffusione dello stesso (Banco di Napoli) sul territorio.
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    49 Il microcredito promossodalla Regione Puglia e gestito da Puglia Sviluppo pre- vede che tutti i possibili beneficiari siano convocati presso la sede del promotore per verificare la fattibilità dell’iniziativa e definire gli aspetti di dettaglio della do- manda di finanziamento. Nella fase di attuazione degli investimenti e nella fase di rendicontazione delle spese per tutti i beneficiari è prevista una fase di assi- stenza tecnica per la soluzione di problematiche gestionali e amministrative. Tali attività sono articolate in contatti informali con i beneficiari ed in una serie di incontri obbligatori, ma il soggetto gestore sta costruendo, specie con le asso- ciazioni datoriali e con i centri per l’impiego diffusi nella regione, una vera e pro- pria rete territoriale di assistenza al microcredito regionale. Si è cercato di anda- re nella direzione di costruire un sistema di assistenza e informazione parallelo allo strumento finanziario che potesse essere sostenibile ed effettivo. La Regione Puglia nell’attivazione dei servizi di assistenza tecnica ha deciso di utilizzare strutture che già facessero queste attività come le associazioni di categoria, gli uf- fici delle Commissioni Provinciali per l’Artigianato, i SUAP. Fare leva sulle reti presenti sul territorio ed affidare ai principali nodi di tali reti lo svolgimento di attività di assistenza, come nel caso della Puglia e della Calabria è stato quasi sempre frutto di una serie di relazioni con organizzazioni di volontaria- to,associazioni di categoria,strutture pubbliche e private di intermediazione di ma- nodopera, per diffondere informazioni e conoscenze sull’iniziativa intrapresa. In tutte le regioni va citata l’opera svolta territorialmente dalle Diocesi afferenti al Pro- getto Policoro che intercettano con le loro strutture un numero considerevole di po- tenziali beneficiari.Solo di rado però attraverso tali reti si è stati in grado di dare im- pulso ad attività di servizi complementari,che – secondo tutti gli stakeholder – sono essenziali per il successo di un’idea di impresa o di lavoro. Fincalabra, per rendere più efficiente il suo operato e cercare di abbattere in ingresso il numero delle prati- che alle quali non viene poi effettivamente dato seguito, per carenze di requisiti da parte dei richiedenti, ha scelto di affidare un’attività di filtro (pre-screening) anche alla rete degli sportelli informativi sul microcredito e l’autoimpiego che la realizza attraverso la somministrazione di una scheda redatta ad hoc dalla stessa agenzia re- gionale. Questa modalità operativa è stata scelta anche da altri partner del progetto Microcredito e Servizi per il Lavoro, in un’ottica di efficientamento dell’intero per- corso (PerMicro,Progetto Policoro).
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    50 Nei territori delleRegioni Calabria e Campania i percorsi di microcredito esi- stenti sono supportati anche da soggetti privati dell’associazionismo come, ad esempio, i membri della Commissione Lavoro del Rotary, che ha deciso di of- frire il proprio supporto professionale a chi ne faccia richiesta (tale collabora- zione è offerta a titolo gratuito per tutti i programmi di microcredito attivi in questi territori e concerne, in particolare, l’accompagnamento pre- e post start up, anche di tipo tutoriale).
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    51 7.1 Il campione Nelcorso del primo semestre del 2014, cioè da quando la rete degli sportelli per il microcredito e l’autoimpiego e le funzionalità della Piattaforma informa- tica sono andate a regime, sono stati raccolti moltissimi dati sugli utenti (com- plessivamente 1121 tra cittadine e cittadini) che hanno utilizzato i servizi offer- ti dal progetto. Questi dati riguardano in particolare i servizi richiesti, la loro tipologia e lo stato di avanzamento delle consulenze erogate, gli sportelli che sono stati consultati con relativa georeferenziazione della domanda, la data del primo contatto con lo sportello, il genere e l’età del soggetto richiedente, il suo status occupazionale, la presenza di eventuali sostegni al reddito nel caso di la- voratori disoccupati o in mobilità senza indennità, ecc. Combinando opportunamente tutte le informazioni raccolte è possibile definire l’identikit degli utenti che fino al 30 giugno 2014 si sono recati presso gli spor- telli per usufruire dei servizi di consulenza / informazione sugli strumenti di mi- crocredito offerti. Si tratta, a ben vedere, del primo tentativo sistematico di cen- sire e classificare la domanda di microcredito su ampia scala. CAPITOLO 7 PRIME CONSIDERAZIONI SULL’EFFICACIA DELL’ATTIVITÀ DI CONSULENZA-INFORMAZIONE DEGLI SPORTELLI
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    52 È ovviamente possibileanalizzare i dati complessivamente ma l’approfondi- mento per territorio consente di cogliere alcune peculiarità evidenziando gli elementi comuni e mettendo a fuoco le eventuali differenze. Questa grande quantità di dati è stata raccolta in un apposito database che, co- me tutti gli archivi amministrativi, non può essere adoperato senza opportuni aggiustamenti a fini statistici, ma che è già in grado di rendere conto dei flussi e delle dinamiche legati all’utenza degli sportelli e dei comportamenti adottati dai cittadini che hanno usufruito della consulenza offerta presso gli sportelli. La rappresentatività dei dati è ovviamente influenzata dalla disomogenea di- stribuzione degli sportelli sul territorio. La distribuzione disomogenea degli sportelli sui territori interessati, come ben evidenziano le georeferenziazioni del capitolo 2, è dovuta principalmente al fatto che essi nascono in risposta ad una manifestazione pubblica di interesse e, quindi, non seguono una logica rappre- sentativa delle varie realtà produttive e lavorative dei territori, bensì rispondo- no al maggiore o minore interesse di singole amministrazioni locali ed enti pubblici ad avviare un servizio innovativo presso le proprie strutture. Nei paragrafi seguenti sono illustrati raffronti tra tutti gli sportelli che, nell’ar- co dei sei mesi considerati, hanno registrato nel data base della Piattaforma informatica almeno una consulenza richiesta dai cittadini. Poiché non tutti gli sportelli convenzionati hanno effettivamente ricevuto richieste di consulenza, non è possibile stabilire in assoluto quale regione o provincia è stata la più at- tiva, poiché non sappiamo quale sarebbe stato l’esito se tutti gli sportelli fosse- ro stati operativi. In proposito, considerando gli sportelli concretamente attivi, giova ricordare che sono stati coinvolti 36 enti (25 amministrazioni comunali, 6 Camere di commercio e 5 amministrazioni provinciali). Ovviamente a livello di province, il numero sportelli attivati è superiore al numero delle ammini- strazioni coinvolte, perché ciascuna di esse ha attivato uno o più centri per l’impiego. 7.2 Le consulenze erogate dagli sportelli per il microcredito e l’autoimpiego Le consulenze erogate agli utenti, suddivisi per le tre tipologie di ente pubblico (comuni, camere di commercio e centri pubblici per l’impiego), sono riportate nella tabella 1 dove sono presentati i dati dei soli sportelli che nel periodo con-
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    53 siderato hanno effettivamentericevuto e orientato all’autoimpiego e microcre- dito almeno un utente. Su un totale di 1121 colloqui informativi il 44%, pari a 492 consulenze, si è svolto in Puglia, il 21% in Sicilia (236 colloqui), il 18,5% in Campania (208 interventi) e il 16,5% Calabria (185 consulenze). Tabella 1 Consulenze erogate dagli sportelli per il microcredito e l’autoimpiego (valori assoluti) Regione CCIAA COMUNE CPI Totale complessivo Calabria 29 55 101 185 Campania 57 53 98 208 Puglia 7 41 444 492 Sicilia 52 184 236 Totale complessivo 145 333 643 1121 Come era prevedibile gli sportelli più attivi in termini di consulenze erogate so- no quelli dei CPI con 643 consulenze, pari al 57,4% del totale dei colloqui, se- guono quelli dei comuni con 333 colloqui realizzati, equivalenti al 29,7% e, in- fine, le camere di commercio che hanno assistito 145 utenti, il 12,9% del totale (come detto sono in tutto sei le camere di commercio che hanno partecipato al progetto e tutte hanno effettuato consulenze). Grafico 1 Consulenze erogate dagli sportelli per tipologia di ente (%) CCIAA COMUNE CPI 57,4% 29,7% 12,9%
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    54 La maggior partedelle consulenze dei CPI sono state erogate in Puglia (447), con un particolare impegno da parte dei CPI della Provincia di Lecce, mentre quelle fornite dagli sportelli aperti presso i Comuni sono più numerose in Sici- lia (184). Le Camere di commercio della Campania sono le più attive con 57 consulenze erogate, anche se la performance migliore è quella della CCIAA di Palermo che da sola raggiunge i medesimi risultati (52 consulenze erogate). Grafico 2 Consulenze erogate dagli sportelli per regione ed ente (dati assoluti) Se non stupisce il dato dei centri per l’impiego, già attrezzati per offrire servizi di politica attiva del lavoro ai cittadini e con una maggiore dimestichezza nel- l’uso delle banche dati amministrative, in quanto hanno spesso attivato presso le proprie sedi un servizio per l’accompagnamento all’autoimprenditorialità e allo start up di impresa, sorprende positivamente l’iperattività di alcuni comu- ni, soprattutto di quelli siciliani che hanno in un certo senso ovviato alla man- cata partecipazione al progetto dei centri per l’impiego della Regione. Interessante anche notare come, dopo le prime settimane di “avviamento” del progetto, l’affluenza agli sportelli (vedi grafico successivo) sia costantemente aumentata nel corso del tempo, a testimonianza di un interesse reale per le op- portunità offerte dal microcredito e dagli incentivi all’autoimpiego da parte dell’utenza. COMUNI CCIAA PROVINCIE CPI SICILIA CALABRIA CAMPANIA PUGLIA 184 52 0 55 29 101 53 57 98 41 7 444
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    55 Grafico 3 Andamento delleconsulenze novembre 2013-giugno 2014 7.3 L’identikit degli utenti degli sportelli Nel prendere in esame l’insieme dei 1121 utenti che si sono rivolti agli sportelli per il microcredito una prima distinzione può essere fatta per genere (vedi gra- fico successivo) fascia di età. La prima evidenza è che l’utente tipo degli sportelli è maschio di età compresa tra i 35 e i 49 anni. Ricadono, infatti, in questa fascia di età ben 269 dei 708 uomini (38%) dei fruitori del servizio di consulenza (v. tab.2). Buona parte di essi si dichiara disoccupato, non iscritto a liste di mobilità né percettore di al- cuna indennità di disoccupazione. Per quanto concerne le donne prevalgono quelle della classe di età inferiore (tra i 25 ed i 34 anni), in prevalenza disoccupate o inoccupate (sono 125 su 413, ossia il 30% del totale delle utenti). 1200 1000 800 600 400 200 0 nov-aa dic-aa gen-aa feb-aa mar-aa apr-aa mag-aa giu-aa
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    56 Grafico 4 Utenti deglisportelli per genere (dati assoluti) Il gap di genere tra gli utenti del servizio è piuttosto elevato in tutte le coorti (si riscontra un differenziale medio di oltre 26 p.p.), con un divario che è minimo tra i soggetti più giovani (16 p.p.) e massimo nel gruppo dei 35-49enni (circa 40 p.p.), quindi nell’età che solitamente corrisponde al massimo impegno delle donne nelle attività di cura familiare. Tabella 2 Utenti degli sportelli per genere ed età (valori assoluti) Fasce di età F M Totale complessivo 18-24 117 162 279 25-34 125 173 298 35-49 118 269 387 50-64 50 91 141 oltre 64 3 13 16 Totale complessivo 413 708 1121 413 708 FEMMINE MASCHI
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    57 Tabella 3 Utenti deglisportelli per genere ed età (%) Fasce di età F M 18-24 41,9% 58,1% 25-34 41,9% 58,1% 35-49 30,5% 69,5% 50-64 35,5% 64,5% oltre 64 18,8% 81,3% Totale complessivo 36,8% 63,2% Una conferma indiretta del peso del “fattore cura” sulla propensione all’au- toimprenditorialità delle giovani donne, già osservata in altri e ben più ponde- rosi studi20 , ci viene anche dai dati riguardanti le consulenze effettuate agli utenti di età compresa tra i 18 e i 34 anni. Sommando, infatti, i parziali delle due fasce di età rappresentate (18-24 e 25-34 anni), sia per i maschi che per le femmine, si osserva come il 59,6% del totale delle donne utenti degli sportelli ricada proprio in queste due coorti, a fronte del 47% circa del totale degli uo- mini. Al contrario, come sottolineato in precedenza, sono gli uomini della fa- scia di età centrale (35-49 anni), quella per intenderci del massimo impegno da breadwinner, i più rappresentati percentualmente, con il 38% del totale degli utenti maschi. Le difficoltà incontrate costantemente dalle giovani italiane nell’inserirsi nel mercato del lavoro e, in seguito, nel permanere attive, soprattutto a causa del- l’assenza di adeguati sistemi di welfare per la conciliazione tra tempi di vita fa- miliare e professionale, pur con tutte le cautele del caso (a partire dalle caratte- ristiche delle informazioni disponibili, che si riferiscono a dati puramente am- ministrativi), sembrano essere pertanto confermate anche dal comportamento degli utenti degli sportelli per il microcredito e l’autoimpiego. 20 In proposito si veda, ad es.: A.Padrone, Imprese da favola, edizioni Marsilio, 2011; Os- servatorio sull’imprenditoria femminile, Unioncamere, I trimestre 2014; Osservatorio sull’evoluzione dell’imprenditorialità femminile nel terziario 2009-2013, Censis-Confcom- mercio, 2014; 9° Censimento dell’industria e dei servizi - Rilevazione multiscopo sulle imprese, ISTAT, 2011 (paragrafo dedicato alla Microimprenditorialità).
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    58 Se osserviamo ladistinzione di genere dei richiedenti in relazione ai territori, a fronte di una quota complessiva del 36,8% di utenti donne, rileva la forte pre- senza femminile in Puglia (48%), rispetto a un sostanziale equilibrio nelle altre regioni, dove non si supera mai il 18% del totale complessivo delle donne ri- chiedenti (413). Anche gli uomini pugliesi risultano, in questo senso, i più “pre- senti”, registrando una percentuale pari al 41% della quota complessiva di utenti uomini, che come mostra la tabella precedente è pari al 63,2%. Seguono gli utenti siciliani che pesano sul totale degli uomini del campione per il 23% e, a breve distanza, la Campania (18,9%) e la Calabria con il 16,8% . Tabella 4 Utenti degli sportelli per regione e genere (valori assoluti) Numero utenti Regione F M Totale complessivo Calabria 66 119 185 Campania 74 134 208 Puglia 200 292 492 Sicilia 73 163 236 Totale complessivo 413 708 1121 Il divario di genere più elevato si osserva in Sicilia, dove 38 punti percentuali separano le quote di richiedenti donne e uomini, mentre quello più basso si re- gistra in Puglia con poco meno di 19 p.p.
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    59 Grafico 5 Utenti deglisportelli per regione e genere (%) Alcune indicazioni interessanti derivano dall’esame dei dati per fasce di età e regione, visualizzati nel grafico n. 6 e nella tabella5. Grafico 6 Utenti degli sportelli per fascia di età (%) In generale, le fasce di età più rappresentate sono quelle comprese tra 18 e 49 anni, unite esse raggiungono l’86% del totale degli utenti, con un picco nella fascia 35-49 anni (34,5%). Per quanto concerne la distribuzione per regione, CALABRIA CAMPANIA PUGLIA SICILIA F M F M F M F M 64% 36% 64% 36% 69% 31% 59% 41% 18-24 25-34 35-49 50-64 oltre 64 34% 13% 25% 27% 1%
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    60 mentre in Pugliasono i giovani al di sotto dei 24 anni il gruppo più rappresen- tato, in tutte e tre le altre regioni i beneficiari dell’azione informativa degli sportelli sono stati soprattutto coloro che hanno tra 35 e 49 anni (con percen- tuali del 47% in Calabria, 39,4% in Sicilia e 31,3% in Campania). Tabella 5 Utenti degli sportelli per regione e fascia di età (valori assoluti) Regione 18-24 25-34 35-49 50-64 oltre 64 Totale complessivo Calabria 36 40 87 22 185 Campania 61 56 65 22 4 208 Puglia 157 134 142 58 1 492 Sicilia 25 68 93 39 11 236 Totale complessivo 279 298 387 141 16 1121 La Sicilia è la regione con l’utenza meno giovane, solo il 10,6% degli utenti si- ciliani ha un’età inferiore a 25 anni, e al contempo la percentuale più alta di utenti over 50 (16,5%). Grafico 7 Utenti degli sportelli per regione e fascia di età (%) CALABRIA CAMPANIA PUGLIA SICILIA 18-24 25-34 35-49 50-64 40 87 22 36 0 18-24 25-34 35-49 50-64 Oltre 64 65 22 61 56 4 18-24 25-34 35-49 50-64 Oltre 64 18-24 25-34 35-49 50-64 Oltre 64 142 134 157 58 1 93 68 39 25 11
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    61 In Calabria gliutenti più giovani sono stati accolti dai CPI di Cosenza (9) e dallo sportello del Comune di Cassano allo Ionio (7), i due sportelli più attivi di tutta la regione. Gli stessi che hanno registrato il maggior numero di utenti over 35 (18 su 87 di questa fascia di età). In Campania, invece, è stato il CPI di Agropoli a registrare la migliore performance assoluta anche con riferimento ai giovani con 30 utenti under 24 su 54 totali. La Camera di commercio di Salerno ha erogato consulenze sul microcredito e l’autoimpiego soprattutto alle persone di età compresa tra i 35 e i 49 anni (13 su 32 in totale). Diverso come già visto il discorso per la regione Puglia dove un singolo CPI, Tricase, ha registrato 271 consulenze orientative delle quali ben 139 hanno interessato giovani al di sotto dei 24 anni, 55 under 34, 51 under 49 e 25 soggetti over 50. In Sicilia, lo sportello che ha erogato il maggior numero di consulenze è stato quello attivato dalla Camera di commercio di Palermo che ha accompagnato verso il microcredito in prevalenza utenti 35-49enni (22) o under 35 (15). I co- muni siciliani hanno accolto in particolare giovani delle due fasce di età centra- li: 14 giovani under 35 su 35 utenti totali dello sportello di Carini, 12 persone al di sotto dei 50 anni a Borgetto e 15 a Ragusa. 7.4 Lo status degli utenti In relazione allo status occupazionale dichiarato dagli utenti agli operatori de- gli sportelli si può verificare come il progetto abbia correttamente intercettato il principale target group di riferimento: quello dei disoccupati e degli inoccu- pati. Infatti, queste due tipologie di utenti (nelle varie sottotipologie) assomma- no a oltre il 70% del totale degli utenti degli sportelli.
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    62 Tabella 6 Utenti deglisportelli per status occupazionale e genere (valori assoluti) Status occupazionale F M Totale compl. Altro 14 33 47 Disoccupato/a (iscritto alle liste di mobilita senza indennità) 22 35 57 Disoccupato/a (non iscritto alle liste di mobilita e non percettore di indennità) 241 354 595 Disoccupato/a percettore di sostegno al reddito (ammortizzatore) 9 21 30 Inattivo/a 5 6 11 Inoccupato/a 43 52 95 Occupato 73 200 273 Occupato/a (non sospeso/a) o in esperienza lavorativa (trasformazione di contratti) 6 7 13 Totale complessivo 413 708 1121 Il 77% delle donne e il 66% degli uomini che si sono rivolti agli sportelli si tro- vano in questa condizione. Le donne, pertanto, sembrerebbero essere più interes- sate all’opportunità offerta dal microcredito per l’avvio di un’attività, di un lavo- ro autonomo o per la creazione di una microimpresa. Infatti, il 61% circa degli utenti si dichiara disoccupato, in larga parte non è iscritto a liste di mobilità o percettore di indennità (595) ed è solo in minima parte percettore di forme di so- stegno del reddito (30 casi su 1121). Tra i disoccupati non percettori di forme di sostegno del reddito (indennità) il 59% sono maschi (354) e il 41% femmine (in numeri assoluti sono 241); tuttavia, se si osserva la composizione di genere del campione, e si considerano le proporzioni interne a ciascuno dei due generi, è possibile evidenziare come in proporzione siano le donne a presentare lo status di disoccupate non percettrici con maggiore frequenza: infatti il 58% di esse di- chiara all’operatore di sportello di trovarsi in tale condizione, a fronte del 50% dei maschi. Gli occupati che si sono rivolti agli sportelli rappresentano quasi un quarto degli utenti totali: si tratta di ben 273 persone, di cui 200 sono maschi e 73 femmine, appartenenti alle due fasce di età più elevate.
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    63 Grafico 8 Utenti deglisportelli per status occupazionale (%) Tra i disoccupati uomini, i più numerosi sono quelli della fascia di età 35-49 anni (140 su 410), seguiti dai 18-24enni (117) e da quelli di età compresa tra i 25 e i 34 anni (109). Tra le donne sono 92 (su 272) le disoccupate della fascia di età 18-24anni, contro 81 di età 25-34anni e ancora 81 della fascia di età 35- 49 anni. Lo status di inattivi o inoccupati è dichiarato da 106 utenti (58 ma- schi e 48 femmine), appartenenti soprattutto alle due fasce di età più giovani (76 su 106). A livello territoriale il maggior numero di disoccupati sono stati intercettati dai nuovi sportelli microcredito della Puglia con 367 utenti accolti e orientati al microcredito. La Sicilia, invece, presenta al contempo il numero più elevato di occupati (39) e di inattivi/inoccupati (42) che si dimostrano interes- sati al lavoro autonomo e alla microimpresa. Altro Disoccupato/a (iscritto alle liste di mobilità senza indennità) Disoccupato/a (non iscritto alle liste di mobilità e non percettore di indennità) Disoccupato/a percettore di sostegno al reddito (ammortizzatore) Inattivo/a Inoccupato/a Occupato Occupato/a (non sospeso/a) o in esperienza lavorativa (trasformazione di contratti) 24% 53%8% 1% 3% 5% 4%1%
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    64 Tabella 7 Utenti deglisportelli per status occupazionale e regione (valori assoluti) Status occupazionale Calabria Campania Puglia Sicilia Totale compl. Altro 3 9 15 20 47 Disoccupato/a (iscritto alle liste di mobilità senza indennità) 7 17 10 23 57 Disoccupato/a (non iscritto alle liste di mobilità e non percettore di indennità) 81 96 367 51 595 Disoccupato/a percettore di sostegno al reddito (ammortizzatore) 11 7 7 5 30 Inattivo/a 2 3 3 3 11 Inoccupato/a 19 22 15 39 95 Occupato/a 62 52 67 92 273 Occupato/a (non sospeso/a) o in esperienza lavorativa (trasformazione di contratti) 2 8 3 13 Totale complessivo 185 208 492 236 1121 7.5 La tipologia di impresa Quanto alla tipologia di impresa che s’intende avviare, oltre la metà del cam- pione durante il colloquio informativo dichiara di voler creare una ditta indivi- duale (604 indicazioni su 1121 visitatori degli sportelli). Di questi un’ampia maggioranza è costituita da uomini, 58% ossia 351 utenti, e il rimanente 42% da donne, pari a 253 utenti. Seguono le società di persone con 36 preferenze dichiarate: di cui 24 uomini e 12 donne che vogliono realizzare questo tipo di impresa societaria. Sono, invece, residuali le preferenze espresse da tre utenti degli sportelli che desiderano avviare società cooperative (2 utenti uomini in tutto) oppure società di capitali (in questo caso la preferenza è stata espressa da un solo utente, anch’esso uomo), vedi grafico seguente.
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    65 Grafico 9 Tipologia diimpresa che si intende creare (valori assoluti) La maggior parte dei 604 potenziali auto-imprenditori - ossia il 34% di coloro che hanno indicato la ditta individuale - sono soggetti molto giovani apparte- nendo alla fascia di età compresa tra i 18 e i 24 anni. In termini assoluti, si tratta di 206 soggetti di cui oltre la metà uomini, 107 in totale pari a quasi il 52% dei giovani utenti di quest’età che intendono avviare un’impresa indivi- duale. Seguono, in ordine decrescente, gli utenti tra i 35 e i 49 anni che sono 174, pari al 28,8% dei futuri auto imprenditori. Solo il 33% di questi ultimi sono donne, in valori assoluti 58 utenti. Infine, ci sono gli utenti della fascia di età tra i 24 e i 35 anni, 153 in tutto pari al 25,4% del totale degli imprenditori individuali. Di questi il 51,7% sono uomini (79) e il 48,3% donne (74). Il comportamento dei soggetti che appartengono a questi ultimi due cluster rispecchia quanto rile- vato al par. 3 del presente capitolo in relazione alla distribuzione di genere e per fasce d’età degli utenti degli sportelli per il microcredito e l’autoimpiego. Le future ditte individuali si distribuiranno in modo disomogeneo a livello ter- ritoriale: la maggioranza di esse dovrebbe essere avviata in Puglia con 412 utenti interessati a creare questo tipo di impresa, mentre in Calabria e Campa- nia dovrebbero stabilirsi, rispettivamente 97 e 95 ditte individuali. Anche per le società di persone, indicate da 36 utenti in totale, è utile segnalare come quasi la metà dei soggetti interessati a questa tipologia di impresa (17) ri- cadano nella fascia di età dei 25-34enni e come, anche in questo caso, la Puglia TIPOLOGIA DI IMPRESA PREVISTA 0 100 200 300 400 500 600 700 Società di capitali Cooperative Società di persone Ditta individuale
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    66 rappresenti il territoriodove si insedieranno la maggior parte di queste neo-im- prese (17 in termini assoluti pari all’80% del totale delle preferenze espresse per questa tipologia di impresa. Seguono, ma molto distanziate, la Calabria con 4 e la Campania con 1 sola società di persone. Sia le due cooperative che l’unica società di capitali presenti nel campione, so- no state indicate da uomini in prevalenza della fascia di età compresa tra i 50 e i 64 anni (due su tre). 7.6 La tipologia di consulenza Particolarmente utile ai fini del presente progetto verificare quali servizi sono stati richiesti dagli utenti agli operatori degli sportelli. La Piattaforma consente all’operatore dello sportello di registrare le diverse tipologie di consulenza of- ferte (v. capitolo 4). Gli operatori possono, infatti, fornire servizi molto perso- nalizzati (customer tailored) che muovono dal livello dell’informativa generale per giungere fino alla consulenza avanzata e a quella definita “completa”, ossia riferita alle pratiche che vanno a concludersi al di fuori dello sportello presso l’ente/istituto di credito che valuta l’idea imprenditoriale e la sostenibilità fi- nanziaria ed eroga, se del caso, il micro-prestito. Tabella 8 Consulenze erogate per tipologia e regione (valori assoluti) Regione Cons. Cons. Cons. Info. Totale avanzata base completa generali compl. Calabria 47 66 5 67 185 Campania 12 25 5 166 208 Puglia 14 35 12 431 492 Sicilia 10 16 5 205 236 Totale complessivo 83 142 27 869 1121 Cons.= Consulenza L’effetto di questa attività, che potremmo definire a “intensità informativa cre- scente”, è un creaming naturale dell’utenza che porta a selezionare i soli sog- getti realmente interessati a formare nuove attività autonome o microimprendi-
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    67 toriali e, alcontempo, a individuare gli altri fabbisogni “sociali” derivanti dall’esclusione finanziaria degli utenti che rientrano nella categoria dei “non bancabili”. Com’era da attendersi il numero maggiore di consulenze (869 su 1121) è consi- stito nel fornire informazioni generali sul microcredito. Ciò è dipeso, da un la- to, dalla novità costituita dal servizio di sportello sul microcredito all’interno delle amministrazioni ospitanti e, dall’altro, dalla naturale “curiosità” che spin- ge i soggetti, anche non direttamente interessati, a voler conoscere meglio il mi- crocredito e le sue caratteristiche. Laddove sono intervenuti massicciamente i CPI, come nel caso della Puglia e della Calabria, alle informazioni generali è seguita una fase di approfondimen- to della consulenza (di base e avanzata) che in 12 casi ha portato fino al con- cretizzarsi dell’idea imprenditoriale e al superamento delle selezioni dei bandi “Microcredito” e “NIDI” della Regione Puglia. Per la cronaca, comunque, sono state comunicate informazioni generali nell’87,6% dei casi in Puglia, nell’86,9% in Sicilia e nel 79,8% in Campania, mentre in Calabria l’utenza parrebbe essere stata più consapevole delle caratte- ristiche generali del microcredito avendo solo il 36,2% degli utenti richiesto questo tipo di informazioni ed essendosi, invece, concentrato più sulle consu- lenze di tipo più avanzato (35,7% dei colloqui ha riguardato la consulenza di base, e il 25,4% pari a 47 colloqui è stato registrato dagli sportelli calabresi come consulenza avanzata). In generale, è bene rilevare lo scarto tra le percentuali della consulenza infor- mativa (di base e avanzata), in tre regioni su quattro superiori al 79%, e quelle della consulenza completa che non superano mai il 3% del totale delle consu- lenze erogate (27 su 1121 colloqui effettuati).
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    68 Grafico 10 Consulenze erogateper tipologia e regione (valori assoluti) 7.7 Considerazioni conclusive A conclusione di questo capitolo è possibile fare le seguenti considerazioni: ● se l’obiettivo del progetto era di favorire la conoscenza dell’opportunità dell’autoimpiego e dell’autoimprenditorialità tra i lavoratori disoccupati e inattivi e, al contempo, di facilitare la diffusione dello strumento del mi- crocredito per l’inclusione sociale e finanziaria dei soggetti più vulnerabili sul mercato del lavoro, si può affermare che questo è stato ampliamente raggiunto. Gli sportelli, se pur nel brevissimo tempo preso in esame – un semestre -, hanno consentito di ottenere un miglioramento della conoscen- za e un aumento dell’utilizzo degli strumenti finanziari esistenti, dando massima diffusione sui territori alle informazioni sui programmi e accom- pagnando il progressivo avvicinamento agli strumenti di microcredito da parte di chi era realmente interessato a mettersi in proprio; ● indirettamente il progetto ha prodotto un effetto in termini di capacity building, rafforzando e ampliando i servizi per il lavoro (v. paragrafo 7.2 e Consulenza avanzata Consulenza base Consulenza completa Informazioni generali CALABRIA CAMPANIA PUGLIA SICILIA 47 66 5 67 12 25 5 166 14 35 12 431 10 16 5 205
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    69 capitolo 8), chein Italia e in particolare nel mezzogiorno registrano le maggiori difficoltà e non riescono a offrire servizi integrati e avanzati, oggi necessari, per i soggetti particolarmente svantaggiati. Si è realizzato quindi un modello di intervento volto a realizzare quella rete di servizi prevista, oggi solo normativamente, dall’art. 6 del d.lgs. 276/2003; ● in caso di proseguimento del progetto, potrebbe essere interessante ap- profondire le ragioni del divario tra i numeri della Puglia e quelli delle al- tre regioni (vedi sopra paragrafo 7.2): una prima chiave interpretativa del dato potrebbe essere il forte input dato dall’amministrazione regionale alla creazione di servizi sul modello del one-stop-shop, che offrono sia in rete che in presenza, presso le amministrazioni locali, consulenza e accompa- gnamento sui temi dello sviluppo di impresa, del mercato del lavoro e poli- tiche attive del lavoro, e delle politiche sociali; ● altro tema sul quale sarebbe interessante investigare in futuro è legato alla circostanza (come sopra evidenziato) che l’autoimpiego e il microcre- dito sembrano essere oggetto di interesse anche per il target degli occupati, (che ammontano a circa il 26% dell’utenza totale degli sportelli). È il dato che sorprende di più, e in senso positivo, visto che i servizi degli sportelli informativi sull’autoimpiego e il microcredito sono stati progettati per so- stenere i soggetti maggiormente vulnerabili nel mercato del lavoro (disoc- cupati, percettori di sostegno al reddito, donne, giovani neet, ecc.) nei loro percorsi di reimpiego e di inclusione finanziaria, attraverso il microcredito. La circostanza che detti servizi si sono dimostrati “interessanti” anche per coloro che al momento un lavoro ce l’hanno meriterebbe senz’altro un la- voro di approfondimento per individuare le loro motivazioni.
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    71 8.1 Poche risorseo poca programmazione? Il persistere della crisi economica e finanziaria e l’aggravarsi della disoccupa- zione obbligano gli Stati a finalizzare al meglio l’azione delle pubbliche ammi- nistrazioni nonché a rivedere la riallocazione delle risorse pubbliche, attraverso l’individuazione di priorità che tengano conto del mutato contesto economico e sociale. In tale ottica, il tema del welfare, e in particolare del welfare to work, riguarda al contempo l’ambito delle competenze tecniche e quello delle risorse da destinare sia alle politiche sia al rafforzamento dei servizi per il lavoro. In questo senso rileva la grande quantità di risorse finanziarie che negli ultimi anni sono state destinate alla capacità istituzionale delle pubbliche amministra- zioni a livello comunitario, nazionale e regionale, comprese quelle per il raffor- zamento dei servizi per il lavoro. Tuttavia è anche noto da anni come il calo di efficienza e di capacità delle pubbliche amministrazioni italiane gravino sull’in- tero sistema Paese in termini di incapacità di intermediazione delle risorse, di aumento della pressione fiscale, di attrattività, di competitività e di sviluppo del territorio. Ciò che ormai si chiede alle amministrazioni pubbliche (vedi le ulti- CAPITOLO 8 LA PROGRAMMAZIONE E GESTIONE DI SERVIZI INNOVATIVI DA PARTE DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI
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    72 me leggi distabilità) è di limitare i costi dell’apparato pubblico, rinunciando al tema della qualità dei servizi e dell’impulso allo sviluppo. “Il blocco delle as- sunzioni, il blocco della contrattazione collettiva, i limiti alla spesa per la for- mazione continua sono tra le misure che più hanno inciso e stanno indebolen- do le amministrazioni pubbliche, anche rispetto al processo avviato negli anni ’90 che avrebbe dovuto portare a un’amministrazione di servizi e di sviluppo in luogo di un’amministrazione certificatrice di status (“from the red tapes to re- sults” era uno degli slogan della riforma di quegli anni)”21 . Nel settore dei servizi per l’impiego la qualità ha risentito parecchio delle limi- tazioni imposte dai Governi per rientrare nei limiti imposti dal patto di stabili- tà ma, ancor più, del mancato compimento del processo avviato nel 2001 con il federalismo fiscale e della sempre rinviata adozione dei livelli essenziali delle prestazioni e dei costi e fabbisogni standard. Tuttavia, in quest’ambito più che in altri ha giocato un ruolo rilevante, la scarsa attenzione dedicata al processo di programmazione, alla qualità degli obiettivi e all’impatto delle attività su be- neficiari e stakeholder, che ha portato all’organizzazione di servizi e all’eroga- zione di politiche attive poco coerenti con le esigenze del mercato del lavoro. Non è un caso che proprio con la crisi, dal decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185 in poi, ci si sia posto il problema della presa in carico, da parte di servizi al lavoro efficaci, dei lavoratori che disoccupati o cassintegrati percepivano forme di sostegno del reddito affinché fosse ridotto al minimo il periodo di sospensio- ne dal lavoro già coperto dalle politiche passive, e questi benefici fossero vinco- lati all’utilizzo di politiche attive per il reinserimento precoce nel mercato del lavoro (Accordo Stato-Regioni del 12 febbraio 2009). Come pure non è un fat- to occasionale che la legge 28 giugno 2012, n. 92, all’art. 4 comma 33, al fine di ampliare i destinatari riducendo il periodo di copertura degli ammortizzato- ri, abbia introdotto alcuni livelli essenziali delle prestazioni nell’ambito delle azioni che i servizi per l’impiego devono obbligatoriamente offrire ai beneficia- ri di ammortizzatori sociali per favorirne la ricollocazione o riqualificazione. 21 F. Verbaro, “Nel mondo della pubblica amministrazione. Le azioni sulla capacità istitu- zionale per la promozione degli strumenti finanziari e per lo sviluppo”, in “Microfi- nanza”, n.1, 2012.
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    73 Proprio la direttaesposizione dei servizi per l’impiego a un’utenza ben definita e a problematiche bene evidenti avrebbe dovuto rendere più agevole il processo di programmazione e valutazione della performance, ma l’atteggiamento for- malistico ed autoreferenziale che spesso ha avuto la pubblica amministrazione nei confronti della programmazione e della valutazione non ha consentito di far decollare una governance dei servizi fondata sulla performance. Inoltre, pur essendo il modello di programmazione, nel caso delle province – che fino a po- chi mesi fa erano le amministrazioni competenti nella gestione dei servizi per l’impiego22 - specificamente disciplinato dal decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e non direttamente dal decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 286, i siste- mi individuati si sono rivelati poco attenti a misurare e valutare i servizi e le funzioni rilevanti per il mercato del lavoro del momento. Nel momento in cui si chiede ai servizi per l’impiego pubblici di migliorare l’effi- cacia della propria azione rispetto alle criticità del momento e di finalizzare i pro- pri interventi, la norma di riferimento dovrebbe essere il decreto legislativo 27 ot- tobre 2009, n. 150, che al Titolo II modifica completamente il sistema di program- mazione e valutazione delle pubbliche amministrazioni, al fine di meglio orientare l’azione e le risorse delle pubbliche amministrazioni e di aumentarne la produttivi- tà e la performance. Le novità maggiori del decreto legislativo in parola riguarda- no sinteticamente: l’approccio integrato della programmazione e della valutazio- ne, volto a ricomprendere ogni dimensione e attore dell’organizzazione; la corre- lazione tra programmazione gestionale e programmazione finanziaria; l’applica- zione della misurazione e valutazione della performance individuale a tutto il per- sonale; la correlazione tra performance individuale e performance organizzativa; la definizione ex lege delle caratteristiche degli obiettivi; l’attenzione dell’impatto dell’azione sui bisogni della collettività e quindi sull’outcome23 . La mancanza inoltre di un’utenza esigente e con un’aspettativa consolidata in materia di servizi per il lavoro ha contribuito a non far nascere una tensione e attenzione sui servizi per il lavoro. Basti ricordare come gran parte dell’intermediazione nel mercato del lavoro oggi avvenga attraverso canali informali. 22 Le disposizioni che prevedono la riforma e il superamento delle province di cui all’ar- ticolo 23 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201.
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    74 A ciò siaggiunga il dibattito avviato in Italia sulla spending review, che a livel- lo strategico è diretta a migliorare l’allocazione delle risorse pubbliche rispetto alle priorità politiche superando duplicazioni ed inefficienze, e le disposizioni che prevedono la riforma e il superamento delle province. Un processo che ri- schia ancora una volta di orientare l’attenzione sugli input (le risorse) e non sull’output (i servizi). L’attenzione posta sulle risorse umane assegnate ai servizi per il lavoro, inferiori rispetto alle medie europee, ha riguardato esclusivamente la quantità e non la qualità e i profili professionali e quindi le competenze ne- cessarie. 8.2 Tra riforma e miglioramento della gestione dei servizi pubblici Le proposte contenute nelle più recenti leggi e progetti di riforma del mercato del lavoro ipotizzano un nuovo modello di governance, in grado di generare una profonda innovazione, sul modello europeo della flexsecurity. L’esigenza alla base dell’intento riformatore è da un lato quella di garantire standard e prestazioni efficaci dei servizi per il lavoro su tutto il territorio nazionale, an- che attraverso l’integrazione tra politiche attive e passive e, dall’altro, di salva- guardare l’autonomia delle Regioni nella programmazione delle politiche attive del lavoro (che come noto comprendono: orientamento, formazione, riqualifi- cazione, accompagnamento ad un impiego anche in forma autonoma, ricollo- cazione, ecc.). Lo stesso disegno di legge di riforma costituzionale, AS 1429, nel modificare l’attuale art. 117 della Costituzione lascia invariata la competenza in materia di mercato del lavoro in capo alle regioni. Nel Piano per il Lavoro messo a punto dall’attuale Governo, la riforma delle politiche attive per l’occupazione e dei servizi per il lavoro rappresenta uno dei principali nodi del DDL AS 1428 attualmente in discussione al Senato (il cd. Jobs Act)24 . All’interno della delega in materia di servizi per il lavoro di cui 23 AAVV, “Organizzazione e governance dei servizi per il lavoro”, Formez PA, 2012, pp. 158-159. 24 Il disegno di legge contiene “deleghe al Governo in materia di riforma degli ammortiz- zatori sociali, dei servizi per il lavoro e delle politiche attive, nonché in materia di riordino dei rapporti di lavoro e di sostegno alla maternità e alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro”
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    75 all’art. 2 delcitato DDL si individuano alcuni principi e criteri direttivi tra i quali l’istituzione di un’Agenzia Nazionale per l’Impiego (partecipata da Stato, Regioni e Province autonome sotto la vigilanza del Ministero del lavoro e delle politiche sociali) cui demandare la gestione integrata delle politiche attive e passive del lavoro. Un’idea questa, già presente tra le proposte di emendamento al DDL “Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una pro- spettiva di crescita” AS n.3249, non recepita dalla Legge “Fornero” (92/2012, che faceva riferimento alla necessità di creare un’“Agenzia nazionale per il la- voro25 ”), poi ripresa dal decreto-legge 28 giugno 2013, n.76 del Ministro Gio- vannini che all’articolo 5 istituisce una struttura di missione che opera in via sperimentale e temporanea (scade il 31.12.2015) con compiti di promozione “della ricollocazione dei lavoratori beneficiari di interventi di integrazione sa- lariale relativi, in particolare, al sistema degli ammortizzatori sociali cosid- detti “in deroga” alla legislazione vigente”, in attesa che si definisca il processo di riordino sul territorio nazionale dei servizi per l’impiego. L’Agenzia Nazionale di cui al DDL “Poletti” non si caratterizzerebbe però per essere una struttura di impronta centralista e pubblicista ma, piuttosto, e più opportunamente, sarebbe connotata da elementi di federalismo e di apertura al mondo del lavoro. Il DDL prevede infatti la partecipazione di tutti i livelli isti- tuzionali e delle parti sociali nella definizione delle linee di indirizzo generali della nascente Agenzia, che dovrà raccordare i propri interventi con quelli del- l’Inps e degli altri enti che esercitano competenze in materia di incentivi, per realizzare l’auspicata condizionalità tra politiche attive e passive del lavoro. Purtroppo, nel nostro Paese si usa guardare alle diverse riforme poste in essere dal legislatore in maniera parziale e secondo un ottica settoriale, senza indivi- duare le relazioni e le interconnessioni necessarie e fondamentali che esistono tra i diversi interventi26 . Il superamento dell’autoreferenzialità delle pubbliche 25 Tale proposta ha visto la contrarietà delle Regioni che, pur condividendo la necessità di una struttura di riferimento nazionale, propendevano piuttosto per l’ipotesi di una forma - modello gestionale decentrato che prevede la presenza di una Agenzia nazionale con compiti di indirizzo, di sviluppo di linee guida nazionali, compartecipata da Agenzie regionali sul modello adottato dalle politiche di sviluppo ambientale.
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    76 amministrazioni e delleloro riforme, spesso vissute e proposte solo in termini legislativi, richiede riflessioni e approcci che pongono al centro la qualità dei servizi e il miglioramento della vita della collettività, come ricordato a livello sovranazionale dal recente rapporto dell’OCSE “Government at a Glance 2013” che dedica un intero capitolo alla dimensione del ruolo di “servizio” che le pubbliche amministrazioni devono mantenere nei confronti del cittadino per assicurare la rispondenza dell’offerta alla molteplicità della domanda (indivi- dual needs). A tal fine, devono essere adottati, come sta effettivamente accaden- do in molti paesi Ocse, standard di servizio e di performance sempre più strin- genti e meccanismi attuativi che misurano e integrano le valutazioni dei cittadi- ni nei processi di erogazione27 . Nel concitato dibattito mainstream sulla riforma dei servizi per il lavoro, uno degli argomenti più ricorrenti riguarda la presunta incapacità dei servizi pub- blici di svolgere una rilevante attività di incontro tra domanda e offerta di la- voro. Sovente si legge, anche su importanti quotidiani nazionali, che i CPI in- termedierebbero non più del 3-4% delle opportunità di impiego assumendone di conseguenza la sostanziale inutilità. Posto in questi termini il dibattito ri- schia di essere per diverse ragioni fuorviante. I servizi per l’impiego, nati in una fase di sviluppo economico profondamente diversa da quella attuale, sono organizzati per funzioni e sono strutturati se- condo un modello di funzionamento del mercato del lavoro, delle politiche di sviluppo e delle politiche di inclusione sociale, scarsamente flessibile al suo in- terno e scarsamente permeabile all’ambiente esterno, non corrispondente e fun- zionale ai mutamenti strutturali della attuale società globalizzata. 26 A fini esemplificativi rispetto alla tematica affrontata in questo capitolo, si pensi alla forte relazione che intercorre tra le disposizioni in materia di ciclo della programmazione e valorizzazione della performance organizzativa ed individuale contenute nel decreto legi- slativo 27 ottobre 2009, n. 150, e le disposizioni in materia di riforma del mercato del la- voro e potenziamento delle politiche attive, contenute nei provvedimenti anticrisi e nella legge 28 giugno 2012, n. 92. 27 Government at a Glance, 2013, Ocse, 2013.
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    77 Ai nuovi centri,più di quindici anni fa, quando sostituirono gli obsoleti uffici di collocamento, fu affidato l’incarico di diventare mediatori attivi anche con funzioni, non secondarie, formative e di orientamento. Un cambiamento che ha investito le istituzioni, trovatesi a fronteggiare l’esigenza di dotare tali strutture di personale qualificato, di un sistema di analisi e raccolta, di collegare tra loro gli attori del mercato e condividere i risultati di esperienze nell’erogazione dei servizi per il lavoro. Come è spesso accaduto, anche questa riforma e riorganiz- zazione si è fermata sulle pagine della Gazzetta Ufficiale con la pubblicazione del d.lgs. 469/1997 e scarsa efficacia hanno avuto le iniziative, finanziate con i fondi comunitari e con il fondo per l’occupazione, di empowerment e di capa- city building, in assenza di un modello chiaro a cui tendere e permanendo l’ap- proccio amministrativo tradizionale prettamente giuridico. Anche l’innovazione concernente l’ampliamento della rete dei servizi ai privati accreditati che avreb- be dovuto produrre, nelle intenzioni  del legislatore,  valore aggiunto  all’orga- nizzazione e alla  gestione  dei sistemi del lavoro, non ha avuto come suo risul- tato, a livello di nazionale, lo sviluppo di un sistema sinergico tra pubblico e privato. La rigidità organizzativa e la limitazione di funzionamento solo di al- cuni dei servizi previsti, non hanno consentito lo sviluppo di funzioni, oggi es- senziali per un sistema di servizi per i lavoro, quale il sostegno alle transizioni entro e fuori il mercato, l’attenzione all’integrazione tra politiche attive e passi- ve del lavoro, la personalizzazione delle prestazioni  per target mirati. Pur essendo evidente che il modello organizzativo di riferimento del sistema de- ve essere flessibile, rispondente ai diversi bisogni espressi dalla domanda ed of- ferta di lavoro a livello locale, l’attuale mancanza di linee guida nazionali  rela- tive  a standard, livelli essenziali di prestazioni, competenze professionali, ge- stione dei sistemi informativi, modelli di  governance, incide negativamente sul complessivo  funzionamento del sistema del mercato del lavoro. Una recente indagine condotta dall’Isfol fotografa la realtà dei servizi pubblici per l’impiego e la confronta con quella degli altri paesi europei in base a tre pa- rametri costi, organizzazione e risultati. Dal raffronto emerge un quadro in parte atteso: investimenti scarsi, pochi addetti, sfiducia tra i disoccupati, ridot- ta efficacia nel trovare lavoro28 . L’Italia dedica, infatti, ai servizi pubblici per
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    78 l’impiego lo 0,03%del PIL (contro una media UE dello 0,25%): 500 milioni di euro contro gli 8,8 miliardi della Germania e i 5 miliardi della Francia. Non solo: se la crisi 2008-2011 ha spinto gli altri paesi ad aumentare le risorse per chi cerca lavoro e a rafforzare i servizi, in Italia le risorse per le politiche attive sono ferme da anni e spesso riferibili ai soli fondi strutturali, e gli operatori del settore non arrivano a 9mila, contro i 115mila di Germania e i 49mila in Fran- cia. D’altronde la spesa media italiana per la ricollocazione di un lavoratore di- soccupato è pari in media a 8.673 euro, mentre nei Paesi Bassi supera i 50mila euro, in Danimarca i 44mila, in Francia è pari a quasi tre volte la spesa dell’Ita- lia, con 21.500 euro spesi in media per lavoratore ricollocato, e in Germania ci si “ferma” a 15.833. Non stupisce che, nelle condizioni date, i servizi per il la- voro italiani (pubblici e privati) registrino performance di collocamento netta- mente meno efficaci degli altri Paesi dell’Unione: nel 2011 in Europa sono stati collocati attraverso le agenzie l’1,8% dei lavoratori dipendenti e attraverso ser- vizi pubblici per l’impiego il 9,4%. In Italia le percentuali sono rispettivamente dello 0,3% e del 3,1%. In tutti i casi, Italia compresa, i centri per l’impiego si dimostrano più utili delle agenzie per il lavoro: il paese in cui funzionano me- glio è la Svezia (collocano il 13,2% dei dipendenti), seguita dalla Germania (10,5%). Ma quello che maggiormente colpisce nello studio Isfol è l’evidenza della grave mancanza di collegamenti tra i servizi di intermediazione (in parti- colare quelli pubblici) e il mondo delle imprese, che rappresenta la domanda di lavoro. A ciò si aggiunga la bassa qualità della domanda che giunge ai servizi per il lavoro (lavori poco specializzati, a tempo determinato o lavoro autono- mo, ecc.) che comporta uno scadimento dell’attività di intermediazione e l’al- lontanamento dell’offerta dal servizio (lavoratori). 8.3 I servizi innovativi del progetto: programmazione e gestione Nel quadro considerato si inserisce il progetto Microcredito e Servizi per il La- voro per rilanciare nuovamente il ruolo del settore pubblico rispetto ad una sfi- da pesante che si pone agli stati nazionali europei per superare la crisi: creare sviluppo e lavoro. E farlo, collocando le amministrazioni del Mezzogiorno, 28 F. Bergamante, M. Marocco, “Lo stato dei servizi pubblici per l’impiego in Europa: tendenze, conferme e sorprese“, Isfol, 2014.
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    79 normalmente le menoefficienti per l’alto numero di dipendenti e costo del per- sonale, nel processo di promozione dello sviluppo attraverso l’autoimpiego e l’utilizzo degli strumenti finanziari quali il microcredito. Al cospetto di tassi elevati di disoccupazione, che nei target più giovani superano ormai il 40 per cento, e di inattività con decine di migliaia lavoratori espulsi da lungo tempo dal mercato del lavoro e percettori di forme di sostegno del reddito, si è inter- venuti con una delle misure previste dalla Strategia Europa 2020 per offrire maggiori opportunità di reinserimento nel mercato del lavoro: l’autoimpiego e la microimprenditorialità. Una volta individuate le misure di sviluppo da promuovere è stato possibile agire per migliorare la capacità istituzionale delle amministrazioni coinvolte. L’avviamento di sportelli per il microcredito e l’autoimpiego in grado di offrire informazioni aggiornate non solo sulle iniziative di microfinanza, ma anche su quelle azioni ad esse collegate che si rivelano utili per avere il quadro delle con- venienze che il settore pubblico mette a disposizione dei cittadini e delle impre- se nell’attuale fase di crisi, ha rappresentato il passo successivo. Le numerose esperienze in materia di sportelli per le imprese o per l’occupazio- ne giovanile, come la stessa esperienza dei centri per l’impiego, hanno mostrato negli anni la debolezza crescente del settore pubblico incapace di rispondere con adeguati servizi di consulenza alle richieste sempre più specialistiche dei cittadini. La pluralità di incentivi, doti, interventi a sostegno dello sviluppo e del lavoro, come quelli sul microcredito, richiedono veicoli informativi e sup- porti consulenziali minimi che il settore privato non riesce ad offrire. È chiaro che sportelli qualificati e strutturati sul microcredito per l’autoimpiego si pon- gono in linea con un processo di trasformazione delle pubbliche amministra- zioni che è teso a renderle partecipi di processi di sviluppo. La sfida non può essere soltanto quella di rendere le amministrazioni più legge- re e di ridurre i costi fiscali e le barriere amministrative all’accesso, ma piutto- sto di far erogare dalle amministrazioni pubbliche servizi di assistenza e infor- mazione che avrebbero un costo elevato sul mercato, come nel caso dei servizi di accompagnamento all’autoimpiego e al microcredito.
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    80 Le amministrazioni coinvoltehanno potuto usufruire di una serie di servizi in- formatici, formativi e di consulenza specialistica da parte dell’Ente nazionale per il microcredito che hanno consentito loro di erogare il nuovo servizio ai cit- tadini interessati. Poiché gli sportelli informativi sull’autoimpiego e il microcre- dito si configurano quale servizio aggiuntivo rispetto a quelli offerti dalle am- ministrazioni partecipanti, è stato necessario prevedere una serie di impegni di tipo programmatorio e organizzativo che hanno contribuito ad aumentare il li- vello di coinvolgimento delle varie amministrazioni nel garantire la sostenibili- tà del servizio creato (e, indirettamente, il successo del progetto). Tali impegni comprendevano l’individuazione della struttura operativa prepo- sta ad assicurare la sostenibilità del programma e degli interventi mirati all’atti- vazione dello sportello; l’introduzione nei documenti di programmazione, e in particolare nel PEG/PDO, dell’obiettivo della realizzazione degli sportelli con le relative risorse strumentali e umane, attraverso uno specifico ordine di servizio dirigenziale; la destinazione di apposite sedi aperte al pubblico e accessibili a norma di legge anche da soggetti diversamente abili all’attività dello sportello; la messa a disposizione di una o più postazioni dotate di personal computer e accesso alla rete internet; l’utilizzo della pagina web dell’amministrazione per la promozione di iniziative sugli sportelli informativi sul microcredito e l’au- toimpiego; la previsione nel piano annuale della formazione dei propri dipen- denti, di cui all’art.7 del d.lgs.n.165/2001, di alcune giornate di formazione dei propri dipendenti per favorire la nascita dello sportello informativo e la cono- scenza tra il personale dei nuovi servizi erogati dall’amministrazione; la parte- cipazione del personale dello sportello alle attività formative in presenza e a di- stanza organizzate dal progetto; la pubblicizzazione dell’attività dello Sportello sul sito istituzionale dell’Ente. Da ultimo, il sostegno al monitoraggio dell’attività degli sportelli e, indiretta- mente, della performance degli stessi, servizio e personale, attraverso le regi- strazioni delle consulenze offerte agli utenti dei servizi che prevedono livelli di difficoltà e impegno crescenti (dalle informazioni generali alla consulenza avanzata) come illustrato ai capitoli 4 e 7.
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    81 In una realtà,come quella dell’obiettivo Convergenza, caratterizzata da una se- rie di indicatori negativi quanto a occupazione, pervasività ed efficacia dei ser- vizi pubblici, costi di gestione della PA, costo del credito più elevato della me- dia, i criteri di efficacia ed efficienza posti alla base dell’intervento, numero di sportelli attesi (50) ed effettivamente avviati (95), tipologia di servizio innovati- vo, maggiore utilizzo degli strumenti micro-finanziari esistenti, creazione di reti locali a sostegno del sistema del microcredito, si sono rivelati fondamentali per il conseguimento dei risultati attesi e per l’effettivo miglioramento della perfor- mance dei servizi e delle amministrazioni nel loro complesso.
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    83 9.1 La crisie la promozione di politiche attive del lavoro La crisi e la recessione hanno avuto forti effetti depressivi sull’economia italiana impedendo una pronta ripresa del paese. In particolare, nei territori in cui è stato realizzato l’intervento, si è registrato un processo più marcato di progressiva de- crescita come testimoniano, da un lato, la perdita di prodotto interno lordo nel quinquennio 2007-2012 (113 miliardi di cui il 36 per cento provenienti dal Mez- zogiorno) e la forte diminuzione del Pil pro capite delle regioni meridionali, che nel 2013 “è tornato ai livelli del 2003 con 16.888 euro” contro i 25.457 euro del- la media nazionale e i 29.837 euro del Centro Nord29 ; dall’altro lato, il fatto che la maggioranza dei posti di lavoro scomparsi nel periodo 2008- 2013 si concentra al Sud (300mila su 500mila totali). La disoccupazione causata dalla crisi economica si caratterizza per non essere esclusiva di alcuni territori o settori, nonostante alcuni ambiti e target siano stati colpiti più duramente di altri, soprattutto nella fase di avvio della recessione (a es. gli uomini nei settori costruzioni e manifatturiero). La pervasività del fenomeno ha comportato un riesame generale delle politiche occupazionali e del lavoro di li- CAPITOLO 9 IL MICROCREDITO E L’AUTOIMPIEGO QUALI STRUMENTI DI POLITICA ATTIVA DEL LAVORO: PRIME VALUTAZIONI E SINTESI
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    84 vello comunitario sindal 2009. Soprattutto per queste ultime si è puntato sul con- cetto di attivazione del lavoratore disoccupato o, comunque, debole sul mercato del lavoro (disoccupati di lunga durata, giovani, disabili, donne, persone immigra- te). Con questa espressione si intende il progressivo passaggio da un sistema di politiche sociali “protettive”, di tipo passivo, erogate nei confronti dei soggetti più deboli nell’ottica meramente assistenziale di conservazione e garanzia del reddito, a un sistema fondato su misure di politica attiva del lavoro, tese ad evitare la per- manenza nello stato di disoccupazione e ad incoraggiare una maggiore responsa- bilizzazione individuale, attraverso la formazione e la riqualificazione professiona- le, anche finalizzate all’avvio di un’attività autonoma di impresa o di autoimpie- go. Le nuove politiche occupazionali attivate a livello comunitario, nazionale e lo- cale intendono quindi migliorare l’occupabilità del singolo sul mercato del lavoro, ossia la quantità e la qualità dell’offerta di lavoro (capitale umano), diminuendo la dipendenza delle persone prive di occupazione dal welfare (approccio welfare to work). L’inclusione del lavoro autonomo tra le politiche attive del lavoro non deve sor- prendere. Infatti, sin dalla Strategia europea per l’occupazione (1997) e, poi, nell’Agenda di Lisbona (2000), l’imprenditorialità ha rappresentato uno dei pila- stri delle politiche europee dell’occupazione, ritenute fra le leve principali dello sviluppo economico dell’Unione. Sempre dal Consiglio di Lisbona (2000) scaturi- sce la “Carta Europea per le PMI” con cui gli Stati membri s’impegnano ad agire a favore delle PMI in alcuni settori strategici: formazione e competenze degli im- prenditori e degli studenti, procedure di avviamento di impresa, digitalizzazione e ICT, sistemi fiscali, mercato interno, ecc. Lo stesso Small Business Act del 2008, e successive revisioni e aggiornamenti, nel ribadire il ruolo centrale delle imprese nell’economia europea, disegna un nuovo quadro per la politica europea in materia di micro, piccole e medie imprese, al fi- ne di costruire un ambiente più favorevole allo sviluppo e al consolidamento della piccola impresa. 29 Anticipazioni “Rapporto Svimez 2014 sull’economia del mezzogiorno”, luglio 2014.
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    85 Il ruolo dellavoro autonomo e dell’imprenditorialità quali realtà in grado di crea- re nuova occupazione è richiamato, inoltre, nella Strategia Europa 2020 (cfr. qui capitolo 1) e nel Piano di azione imprenditorialità 2020 del gennaio 201330 . Le nuove imprese, infatti, rappresentano la fonte più importante di nuova occupazio- ne con gli oltre quattro milioni di nuovi posti di lavoro creati nell’Unione tra il 2008 e il 2013. Tuttavia, come fa notare il Piano di azione, dal 2004 “la proporzione di chi prefe- risce il lavoro autonomo al lavoro subordinato si è ridotta in ben 23 dei 27 Stati membri”31 , portando la percentuale di coloro che erano interessati al lavoro auto- nomo dal 45 per cento del 2010 al 37 per cento del 2013 (si consideri che tale ri- duzione non si registra in diversi Stati membri appartenenti all’ex-blocco dell’est nei quali, al contrario, aumenta la propensione al lavoro autonomo rispetto a quello subordinato, si tratta di: Repubblica ceca, Lettonia, Lituania e la Slovac- chia)33 . È questa una delle ragioni per cui il Piano dedica particolare attenzione al- la formazione all’imprenditorialità delle giovani generazioni che avranno il com- pito di rivitalizzare il settore delle micro e PMI nel periodo post-crisi. È chiaro, dunque, come nel disegno dell’Unione le politiche di sostegno al lavoro autonomo e all’autoimpiego33 rientrino a pieno titolo tra le politiche attive del la- voro. Da un lato, esse favoriscono l’aumento generalizzato dell’occupazione (poli- tiche occupazionali), dall’altro, promuovono l’impiego di target specifici di popo- lazione (politiche del lavoro). Nel solco dell’approccio attivo sopra delineato, il sostegno al lavoro autonomo e all’autoimpiego è indirizzato a favorire l’autosuffi- cienza e l’autonomia delle persone attraverso l’erogazione di “un mix di dispositi- vi che uniscono cash benefit (indennità, sussidi, crediti di imposta) e benefit in kind (come i servizi per l’impiego, di caring, di formazione, di orientamento ecc.)”34 finanziati, soprattutto, con risorse dei fondi strutturali sia a livello comu- nitario che nazionale e locale35 . 30 COM (2012) 795 final “Piano d’azione imprenditorialità 2020. Rilanciare lo spirito imprenditoriale in Europa”, del 9.1.2013 31 Ibid. p.4. 32 Ibid. p.4 nota 6 33 Con auto-impiego si intende la promozione del proprio lavoro in forma autonoma sia come attività di impresa sia come esercizio della libera professione. È quindi l’autonomia a caratterizzare entrambe le forme di attività come ben delineato in “Self –employment e sostegno pubblico alla imprenditorialità”, AAVV, Franco Angeli, 2014.
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    86 Come rilevato inprecedenza anche il microcredito, quale strumento d’ingegneria finanziaria, è stato incluso tra le politiche di attivazione e responsabilizzazione delle persone in difficoltà nel mercato del lavoro (welfare attivo), perché da un la- to favorisce l’inclusione lavorativa e finanziaria e, dall’altro lato, promuove l’atti- vazione personale come comportamento sociale, rafforzando al contempo il tessu- to micro-imprenditoriale nei territori. Ciò che spesso manca, però, è il collegamento sinergico tra politiche per l’occupa- zione e politiche per lo sviluppo. Specialmente nel caso delle PMI continuano a ri- manere sbilanciate le risorse assegnate dagli Stati membri al potenziamento della media e grande impresa rispetto a quelle destinate alle microimprese, che presen- tano caratteristiche peculiari e abbisognano di interventi dedicati. Tra questi ulti- mi rientrano: le misure per l’accesso al credito e il relativo supporto finanziario, i servizi di sostegno a chi vuole avviare un’attività in proprio, i servizi di consulenza (compresi training e mentoring), le azioni per la semplificazione burocratica, gli interventi sulla fiscalità e il welfare, il supporto motivazionale, le misure rivolte ai target svantaggiati (giovani, donne, disabili, migranti). Il progetto “Microcredito e servizi per il lavoro” è intervenuto con alcune di que- ste misure sia sul target dei beneficiari finali sia sul sistema degli stakeholder. La rete degli sportelli informativi (95) ha agito sul versante della diffusione delle in- formazioni sugli strumenti di microfinanza e altre misure di accesso al credito tra i beneficiari finali (soggetti svantaggiati poiché disoccupati e inoccupati) che si ri- volgono ai centri per l’impiego anche per altre questioni non inerenti il microcre- dito (semplificazione burocratica sul modello del one stop shop); al contempo, gli sportelli hanno avviato efficaci collaborazioni con gli stakeholder, istituzionali e non, che svolgono attività di sostegno a chi vuole avviare un’attività in proprio a livello locale. 34 ibidem 35 In proposito si vedano i Programmi operativi del Fondo sociale europeo e del Fondo europeo di sviluppo regionale della programmazione 2007-2013 che destinano parte delle risorse disponibili sia a incentivi e indennità, tra cui gli strumenti di ingegneria finanziaria finanziati dal Fesr, ma anche il credito di imposta e gli incentivi a valere sul Fse - Assi Adattabilità, Occupabilità e Inclusione sociale-, sia a servizi di accompagnamento per le politiche attive del lavoro (Fse).
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    87 9.2 Il ruolodell’informazione sulle politiche attive del lavoro per l’autoimpiego e il microcredito Se gli elementi qualificanti delle azioni di politica attiva per l’autoimpiego sono, dunque, l’esistenza di programmi e strumenti finanziari per la (micro-) imprendi- torialità e la realizzazione di una rete territoriale per la creazione di (micro-) im- prese, è importante che ad essi si affianchi un’azione capillare di tipo informativo. Le politiche attive per l’autoimpiego e la microimprenditorialità si basano sulla veicolazione di informazioni costantemente aggiornate sugli strumenti di micro- credito e gli altri incentivi destinati all’avvio di auto impiego, lavoro autonomo e microimpresa. I programmi per la promozione dell’autoimprenditorialità devono prevedere azio- ni informative sul tema e incontri di networking (nel progetto in esame si è tratta- to di una serie di eventi promossi a livello locale per favorire l’incontro tra opera- tori degli sportelli, stakeholder istituzionali, erogatori di microcredito, incubatori di impresa, beneficiari finali, scuole, ecc.); ma, anche, attività di orientamento al- l’imprenditorialità e all’autoimpiego per gli studenti universitari e degli istituti di istruzione superiore, e tra i lavoratori disoccupati che si rivolgono ai centri per l’impiego. A supporto di queste azioni è utile prevedere la realizzazione di prodot- ti informativi e divulgativi sia sui servizi della rete che sugli strumenti finanziari (microcredito) esistenti. Nei centri per l’impiego, nei comuni e nelle camere di commercio coinvolti dal progetto sono stati realizzati, come descritto nei precedenti capitoli, punti infor- mativi (Sportelli) dedicati al microcredito e all’autoimpiego, connessi in rete tra loro e con i programmi di microcredito attivi sul territorio. La presa in carico del- la persona ha consentito agli sportelli di relazionarsi con l’utenza anche per via te- lematica e di continuare a seguire l’iter della consulenza sul microcredito da parte degli enti erogatori fino all’esito positivo o meno (erogazione). L’assistenza ex-an- te non prevedeva l’esame approfondito dell’idea di impresa né il processo di affi- namento e definizione dell’idea fino all’ipotesi di impresa strutturata e definita in tutti i suoi aspetti (trattandosi di sportelli informativi non deputati all’accompa- gnamento all’elaborazione del business plan). Per questo tipo di affiancamento il progetto ha previsto l’adesione alla retemicro- credito dei programmi di microfinanza e degli altri strumenti finanziari disponibi- li, che dovevano farsi carico dell’assistenza ai beneficiari finali (soggetti svantag-
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    88 giati) nella predisposizionedell’idea strutturata d’impresa (business plan). Semina- ri informativi, portale informativo “retemicrocredito” per utenti e operatori degli sportelli, attività di pre-accoglienza, accoglienza e analisi del progetto imprendito- riale (con filtro delle idee di impresa che non presentano requisiti minimi di soste- nibilità), affiancamento nella richiesta del finanziamento (microcredito), queste le attività che hanno favorito l’incrocio tra domanda e offerta in materia di micro- credito. 9.3 Conclusioni A conclusione di questo rapporto è opportuno riprendere alcuni degli argomenti affrontati e cercare di sintetizzare le evidenze più rilevanti in relazione all’efficacia dell’intervento realizzato per l’attuazione di politiche attive del lavoro volte all’au- toimpiego e microimprenditorialità. Ripercorrendo alcune delle considerazioni accennate nei capitoli del rapporto, proviamo a ricavare altresì alcune indicazioni utili per il policy maker e per la programmazione 2014-2020 in considerazione del quadro economico e sociale che caratterizza l’Italia. Per una migliore sintesi e (si spera) lettura proveremo a rappresentare tali conside- razioni finali per punti. 1) La fase di crisi e di stagnazione che sta caratterizzando in maniera acuta dal 2008 il nostro Paese e che segue un periodo di crescita comunque de- bole pone più di un interrogativo su quali possano essere gli interventi di politica pubblica più efficaci per rilanciare la crescita e delle politiche per l’occupazione. La crisi fiscale ha ridotto i margini di intervento della spesa pubblica e richiede che l’intervento pubblico sia sempre più selettivo, effi- ciente ed efficace. Ciò a sua volta richiede apparati amministrativi capaci di individuare i target delle politiche e di destinare ad essi le risorse in ma- niera selettiva ed efficace. Servono dall’alto politiche industriali e di conte- sto, che aiutino il fiorire dal basso e il consolidarsi di una imprenditorialità e occupazione stabile. Le politiche per l’autoimpiego sono politiche impor- tanti e centrali in un contesto a crescita negativa, in quanto sono innanzi tutto dirette a rendere conveniente l’attività di intrapresa. Tra queste si col- loca certamente anche la politica per il credito alle imprese. 2) L’autoimpiego è una forma di occupazione non più residuale, specie og-
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    89 gi dopo lafine della distinzione tradizionale tra lavoro autonomo e lavoro subordinato. Si tratta di lavoro che crea a sua volta occupazione - quindi bisogna studiare e attuare politiche attive del lavoro idonee a favorire e ac- compagnare l’avvio di microimpresa e autoimpiego. Ciò si colloca in linea con la strategia europea del Piano di azione Imprenditorialità 2020 – Ri- lanciare lo spirito imprenditoriale in Europa che nell’introduzione sottoli- nea come sia necessario creare più imprenditori e favorire l’autoimpiego in Europa.36 3) Il microcredito è uno strumento di sviluppo locale e, al contempo, è uno strumento di politica del lavoro se destinato all’avvio di forme di autoim- piego e microimpresa da parte di soggetti esclusi dal mercato del lavoro (ri-attivazione, ri-collocazione, ri-qualificazione). Sistemi creditizi ineffi- cienti volti a creare elevate barriere all’accesso al credito, rischiano di com- primere e di soffocare la propensione all’autoimprenditorialità e, quindi, di frenare in economie veloci e “changing” lo sviluppo, la crescita e l’occu- pazione. 4) Conoscere gli strumenti di microcredito facilita l’incrocio tra doman- da/offerta (credito/ lavoratore disoccupato o inoccupato) per l’avvio di mi- croimpresa e lavoro autonomo. Lo dimostrano i dati del progetto: 12 mi- croimprese avviate dopo il passaggio dagli sportelli informativi e l’intercet- tazione di un programma della Regione Puglia. In un sistema Paese nel quale sono diverse le barriere all’accesso al mercato e alte le garanzie sul credito, vi è il rischio evidente di favorire l’esclusione lavorativa e sociale di diversi strati della popolazione. La crisi economica, inoltre, lascia indie- tro diversi soggetti con competenze da spendere ma, con alta probabilità, non bancabili. 36 “New companies, especially SMEs, represent the most important source of new employment: they create more than 4 million new jobs every year in Europe. Yet the engine for this recovery has been stuttering: since 2004, the share of people preferring self-employment to being an employee has dropped in 23 out of the 27 EU Member States.While three years ago for 45% of Europeans self-employment was their first choice, now this percentage is down to 37%. By contrast in the USA and China this proportion is much higher: 51% and 56% respectively. Moreover, when new enterprises are founded, they grow more slowly in the EU than in the USA or emerging countries, and fewer of them join the ranks of the world’s largest firms.” Da “Piano di azione Imprenditorialità 2020. Rilanciare lo spirito imprenditoriale in Europa”, 2013
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    90 5) Siamo difronte a un nuovo ruolo per i servizi per il lavoro? Solo in par- te. Si tratta di integrare e aggiornare il concetto di lavoro e al contempo di garantire una politica attiva in più da erogare in situ o avvalendosi di altri soggetti che sul territorio sono in grado di accompagnare e seguire nel post- start up le attività d’impresa avviate (i servizi per l’impiego sono de- putati a gestire l’avviamento alle politiche attive dei soggetti disoccupati e svantaggiati e questa è una politica attiva). Certamente anche questa poli- tica costituisce una sfida in più per i servizi per il lavoro e, soprattutto, la riprova dell’esigenza di avere una rete di servizi qualificati e continuamen- te aggiornati. Sono necessari quindi interventi sul personale dei servizi, at- traverso la formazione iniziale e l’aggiornamento continuo sui “bisogni” del lavoro e dell’impresa. 6) Le politiche attive per l’autoimpiego e la microimprenditorialità si pog- giano sulla disponibilità di informazioni costantemente aggiornate sugli strumenti di microcredito e gli altri incentivi destinati all’avvio di auto im- piego, lavoro autonomo e microimpresa. L’eccesso di incentivi, di misure e di politiche non riesce a produrre effetti per la mancanza di una corretta ed efficace veicolazione delle informazioni in materia, che spesso non giun- gono ai destinatari. 7) Gli sportelli informativi per il microcredito e autoimpiego hanno fatto tutto ciò, mettendo insieme politiche attive del lavoro, politiche di svilup- po e politiche sociali in un unico luogo (sul modello del one-stop-shop) cercando di interpretare il bisogno informativo e consulenziale attuale per chi vuole accedere alle diverse forme di lavoro autonomo e subordinato. 8) La crescita delle amministrazioni partecipanti e l’attivazione di nuove competenze e di nuovi servizi sono la spia di un dinamismo delle PA pre- sente e da promuovere, pur in territori con una bassa performance ammi- nistrativa. Il rafforzamento del settore pubblico sul fronte dei servizi per lo sviluppo rimane ancora oggi una sfida per il mezzogiorno e non solo. Non si tratta solo di semplificare e ridurre i luoghi e i tempi dell’intermediazio- ne del settore pubblico, ma di promuovere un ruolo positivo. Non può es- serci sviluppo, dinamismo e inclusione senza un ruolo attivo e intelligente del settore pubblico. 9) Anche in progetti come questo si corre il rischio di generare duplicazio-
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    91 ni e frammentazionio comunque di contribuire al caos degli interventi. Il progetto da questo punto di vista ha voluto innanzi tutto valorizzare le esperienze pregresse ed esistenti in materia di servizi all’occupazione e al- l’autoimpiego, valorizzando, integrando e rafforzando ove possibile per- corsi precedenti. Al contempo con il FORMEZ, affidataria di un altro pro- getto da parte del Ministero del lavoro, è stata realizzata una collaborazio- ne sulle banche dati e le informazioni tecniche prodotte, al fine di offrire un servizio integrato e di qualità sui territori. Un’occasione, quindi, di cre- scita delle due realtà progettuali, di risparmio di risorse per la PA, di scam- bio di buone prassi e di rafforzamento della strumentazione tecnologica. 10) Un’ulteriore considerazione riguarda la caratteristica degli interventi e ci è data dal fatto che non sempre a maggiori risorse corrisponde un mag- giore impegno delle amministrazioni e del personale e un miglior servizio. Serve innanzi tutto un progetto, una visione del servizio e un impegno dell’amministrazione che va aiutato con un adeguato supporto tecnico, più che con risorse. Ciò va tenuto in considerazione a ridosso del nuovo ciclo di programmazione comunitaria 2014-2020, alla luce dell’esigenza delle pubbliche amministrazioni di riqualificare la propria mission e i propri servizi.
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    96 CCIAA COSENZA1 COMUNE DIROSSANO1 PROV DI CATANZARO - CPI CATANZARO 1 PROVINCIA DI COSENZA - CPI COSENZA PROVINCIA DI COSENZA - CPI ROSSANO PROVINCIA DI COSENZA - CPI PAOLA PROVINCIA DI COSENZA - CPI CORIGLIANO CALABRO PROVINCIA DI COSENZA - CPI CASTROVILLARI PROVINCIA DI COSENZA - UNIV (INCUBATORE IMPRESA GIOVANI) 6 COMUNE DI CASSANO ALLO IONIO 1 PROVINCIA DI CATANZARO - CPI SOVERATO PROVINCIA DI CATANZARO - CPI LAMEZIA TERME 2 calabria 12
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    97 COMUNE DI NAPOLI1 CPI NOCERA INFERIORE 1 CCIAA SALERNO 1 CCIAA NAPOLI 1 COMUNE DI NAPOLI II 1 COMUNE DI NAPOLI III 1 Muncipalità 1: Chiaia, San Ferdinando, Posillipo 10 Municipalità 2: Avvocata, Montecalvario Municipalità 3: Stella, San Carlo Municipalità 4: Poggioreale, San Lorenzo Municipalità 5: Arenella, Vomero Municipalità 6: Barra, San Giovanni Municipalità 7: San Pietro, Secondigliano Municipalità 8: Piscinola, Marianella, Chiaiano, Scampia Municipalità 9: Pianura, Soccavo Municipalità 10: Bagnoli, Fuorigrotta COMUNE DI NAPOLI - URP 1 COMUNE DI ANGRI 1 COMUNE DI SAVIANO 1 PROVINCIA DI SALERNO 1 PROVINCIA DI SALERNO CPI AGROPOLI 2 PROVINCIA DI SALERNO CPI BATTIPAGLIA CPI MAIORI 1 CPI MERCATO SAN SEVERINO 1 CPI OLIVETO CITRA 1 CPI ROCCADASPIDE 1 CPI SALA CONSILINA 1 CPI SAPRI 1 CPI SCAFATI 1 CPI VALLO DELLA LUCANIA 1 CPI SALERNO 1 COMUNE DI SANTA MARIA CAPUA VETERE 1 CCIAA BENEVENTO 1 campania 33
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    98 PROV BARI -CPI BARI 1 COMUNE DI CONVERSANO 1 CCIAA FOGGIA 1 PROVINCIA DI BARI - CPI ACQUAVIVA DELLE FONTI 12 PROVINCIA DI BARI - CPI ALTAMURA PROVINCIA DI BARI - CPI BITONTO PROVINCIA DI BARI - CPI CASAMASSIMA PROVINCIA DI BARI - CPI CORATO PROVINCIA DI BARI - CPI GIOIA DEL COLLE PROVINCIA DI BARI - CPI MODUGNO PROVINCIA DI BARI - CPI MOLFETTA PROVINCIA DI BARI - CPI NOCI PROVINCIA DI BARI - CPI MONOPOLI PROVINCIA DI BARI - CPI RUTIGLIANO PROVINCIA DI BARI - CPI TRIGGIANO COMUNE DI MOLA DI BARI 1 COMUNE DI NOICATTARO 1 COMUNE DI CASTELLANA GROTTE 1 COMUNE DI RUTIGLIANO 1 COMUNE DI POLIGNANO A MARE 1 COMUNE DI ADELFIA 1 COMUNE DI ALBEROBELLO 1 COMUNE DI TORREMAGGIORE 1 COMUNE DI S. SEVERO 1 PROVINCIA DI LECCE - CPI LECCE PROVINCIA DI LECCE - CPI TRICASE PROVINCIA DI LECCE - CPI MAGLIE PROVINCIA DI LECCE - CPI CASARANO 4 COMUNE DI TORRE SANTA SUSANNA 1 puglia 29
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    99 COMUNE DI BORGETTO1 COMUNE DI RIBERA 1 COMUNE DI CATANIA 1 CCIAA PALERMO 1 COMUNE DI PALERMO 1 COMUNE DI CARINI 1 COMUNE DI TERMINI IMERESE 1 COMUNE DI CINISI 1 COMUNE DI CIMINNA 1 COMUNE DI CASTELBUONO 1 COMUNE DI CAPO D'ORLANDO1 COMUNE DI TAORMINA 1 COMUNE DI CASTROREALE 1 COMUNE DI FURCI SICULO 1 FICARRA 1 COMUNE DI PACE DEL MELA (FRAZIONE DI GIAMMORO) 1 COMUNE DI MARSALA 1 COMUNE DI MAZZARA DEL VALLO 1 COMUNE DI PACECO 1 COMUNE DI PARTANNA 1 COMUNE DI SCIACCA 1 COMUNE DI SANTA MARGHERITA DI BELICE 1 COMUNE DI AVOLA 1 COMUNE DI PIAZZA ARMERINA 1 COMUNE DI RAGUSA 1 sicilia 25
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