Il documentario esplora il confronto tra fast food e slow food, evidenziando come la qualità del cibo veloce sia diminuita nel tempo, ma non necessariamente lo renda negativo. Propone l'idea di 'good food', un approccio che ricrea l'atmosfera di una cucina casalinga, combinando elementi moderni e vintage per favorire l'esperienza del mangiare. Sottolinea che mangiare slow non implica necessariamente una dieta sana, ma promuove il cibo come momento di aggregazione e benessere.