UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI 
             CAMERINO
Scuola di Scienze del Farmaco e dei Prodotti della Salute




     La malattia di Huntington
                                                          Studenti
                                                   Annalisa Peroni
                                                   Maria Eugenia Butini
                                                   Simone Seri
                                                   Antonella Lauria
                                                   Luca Palmieri
                                                   Giovanni Pignotti
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Descrizione della malattia
  Il morbo di Huntington (MH) è una delle piu' gravi malattie degenerative del Sistema Nervoso. Il nome
 scientifico, Còrea Maior, deriva dal greco χορούς cioè “danza” incontrollabile, sintomo caratteristico della
                                                  malattia.

Nel 1872 George Huntington in maniera esauriente descrisse per
 la prima volta i sintomi definendo questa patologia “one of the
          most dreadful diseases that man is liable to”.

E’ una malattia ereditaria a carattere autosomico dominante e
viene trasmessa dal genitore al figlio; ciascun figlio ha il 50%
     delle possibilità di ereditare il gene che causa MH.

 Solo gli eterozigoti, cioè gli individui che portano una singola
     copia dell’allele difettoso, manifestano la malattia. Il
  genotipo omozigote domiante causa infatti la morte precoce
                          dell’embrione.



                                                                         George Huntington
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Descrizione della malattia
                               L’esordio è in genere tra i 40 e i 50 anni.
               Esiste tuttavia la possibilità di un’insorgenza precoce intorno ai 20 anni;
                                   si parla quindi di MH giovanile.

I sintomi appaiono gradualmente e possono essere di tipo:
a.emotivo/comportamentale
b.cognitivo/intellettivo
c.motorio

  a. Depressione, irritabilità, ansia, apatia, aggressività, cambiamenti di personalità,
     isolamento sociale ed irrequietezza
  b. Leggeri cambiamenti intellettivi, ridotta capacità ad organizzare situazioni di routine,
     riduzione della capacità di affrontare nuove situazioni, difficoltà di concentrazione,
     riduzione della memoria a breve termine mentre la memoria a lungo termine resta
     intatta
  c. Movimenti incontrollati di tutte le parti del corpo, impaccio motorio o un disturbo
     tipo tic, smorfie facciali, difficoltà di deambulazione, la parola e la deglutizione posso
     essere compromesse
                                    Free Powerpoint Templates
Descrizione della malattia
     Nella fase acuta della malattia può risultare più difficile svolgere un
 lavoro e gestire le responsabilità domestiche. In questo caso l’appoggio e la
vicinanza dei familiari possono aiutare a diminuire le frustrazioni e prolungare
   l’indipendenza, ad esempio cercando di mantenere la routine quotidiana
         scrivendo sul calendario appuntamenti ed eventi importanti.




                            Il suicidio, in particolare, è la causa di morte che può
                            coinvolgere anche i familiari dei malati.


                          Free Powerpoint Templates
Descrizione della malattia
               E’ stato individuato il gene sul braccio corto del cromosoma 4 per la
                                   proteina “Huntingtina” (Htt).
 Tutti i pazienti affetti da MH mostrano una mutazione del gene per l’Htt; il gene normale presenta
                una sequenza trinucleotidica ripetitiva CAG ripetuta da 11 a 35 volte.
Il numero delle ripetizioni nei malati è aumentato (36 o più) e la malattia è tanto più precoce quanto
                                   maggiore è il numero di queste.


      Studi recenti dimostrano il coinvolgimento dell’Htt nel meccanismo di trasporto vescicolare
     assonico. Una sua mutazione può portare a formazione di inclusioni intranucleari e aggregati
     proteici che potrebbero impedire il traffico intracellulare. Il mancato trasferimento del BDNF
   (Brain Derived Neuronic Factor), fattore proteico che evita l’apoptosi neuronale, dalla corteccia
                          cerebrale ai nuclei della base causa morte cellulare.


      Al giorno d’oggi è possibile effettuare diagnosi prenatale attraverso diverse tipologie
      d’analisi; la più diffusa è l’amniocentesi, cioè un prelievo di un piccolo campione di
        liquido amniotico che si effettua tra la quattordicesima e sedicesima settimana di
                                            gravidanza.
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Aspetti farmacologici
                                            Aloperidolo
   Numerosi trattamenti farmacologici sono oggi disponibili per controllare alcuni sintomi della
   malattia.
   Esistono solo farmaci sintomatici che sono utilizzati al fine di migliorare la qualità di vita dei
   pazienti ma che non possono modificare l’evoluzione della malattia.




E’un farmaco neurolettico, capostipite della famiglia dei butirrofenoni, ha attività antidopaminergica
selettiva per i recettori della Dopamina D2.
Viene indicato prevalentemente in caso di agitazione psicomotoria (correlata a demenza,
schizofrenia, stati maniacali, disturbi della personalità) e come antidelirante e antiallucinatorio.
Il dosaggio è strettamente individuale e varia in funzione della risposta del paziente (età, condizione
clinica e tollerabilità del medicinale).
Il farmaco viene assorbito bene e rapidamente ed ha un’elevata biodisponibilità.

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Aspetti farmacologici
                                         Aloperidolo


Effetti collaterali:


-Disturbi extrapiramidali: rigidità muscolare, difficoltà nei movimenti e tremori. Questi effetti
compaiono nella fase iniziale della terapia e sono generalmente reversibili.
-Discinesie motorie tardive persistenti nel tempo, consistenti in movimenti involontari della
lingua, della faccia, della bocca e della mandibola (protusione della lingua, masticazione).
-Effetti indesiderati sul sistema nervoso (irrequietezza, sonnolenza, confusione) e sul sistema
cardiocircolatorio (tachicardia e ipotensione).
-Disturbi neurovegetativi (secchezza della bocca, ipersalivazione, turbe visive, ecc).




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Aspetti farmacologici
                                         Tetrabenazina


Neurolettico utilizzato per il trattamento della discinesia.


Meccanismo d'azione:
Inibisce l'attività di proteine trasportatori vescicolari con conseguente limitata captazione di varie
monoamine nel SNC:
      -   Dopamina
      -   Noradrenalina
      -   Serotonina

Somministrazione orale, presenta scarsa biodisponibilità.
Escreto per via renale.




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Aspetti farmacologici
                                          Tetrabenazina


In italia è in commercio come Xenazina 25mg, solo da pochi anni ad un costo di oltre 200€ per
confezione, a totale carico del S.S.N. con ricetta rossa.

Effetti indesiderati:
-Sonnolenza
-Sintomi parkinsoniani
-Depressioni (con possibili comportamenti suicidi)
-Ansia
-Insonnia
-Acatisia
-Ipotensione ortostatica
-Sindrome neurolettica maligna (casi piuttosto rari)




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Aspetti farmaceutici
                                                  Aloperidolo
Nata nel 1964 a partire dalla Meperidina, è il
farmaco più importante per il trattamento della
schizofrenia.



SAR:

-l’azoto risulta fondamentale per l’attività
neurolettica
-catene diverse da 3C peggiorano l’attività
-se presente un F migliorano le
caratteristiche neurolettiche
-una riduzione del C=O o una sostituzione
C=S diminuisce l’attività.
-il gruppo alcolico risulta centrale per legare
il recettore D2 in posizione assiale




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Aspetti farmaceutici
                                             Tetrabenazina
Conosciuta sin dagli anni ’50, viene utilizzata
prevalentemente per la cura della discinesia
tardiva. Può infatti trovare impiego nel
trattamento di patologie quali la Malattia di
Huntington, per la quale ha ricevuto
l’autorizzazione dall’FDA nel 2008 e per la
sindrome di Tourette.




                                                  Possono comunque insorgere fenomeni collaterali quali:
                                                  -depressione
                                                  -acatisia
                                                  -insonnia
                                                  -parkinson




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Aspetti farmaceutici
                                              Tetrabenazina

Caratteristiche e SAR:

Diffuse ricerche indipendenti hanno dimostrato
che il recettore selettivo della tetrabenazina è il
VMAT2 e viene legato:
-sulla porzione N-terminale del residuo TM1
-sul loop luminale che collega le porzioni TM7 e
TM8

Fondamentale per l’attività è l’anello aromatico,
simile all’anello indolico della reserpina

Meccanismo d’azione:

Agisce antagonizzando il recettore VMAT2
promuovendo una rapida degradazione
metabolica delle monoammine, in particolare
della dopamina.




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Aspetti farmaceutici
                                    Acido Valproico

Acido carbossilico utilizzato come
anticonvulsivante.
Farmaco di scelta nei pazienti anziani.
La sua attività è volta soprattutto a
limitare tutti i disturbi neurologici
caratterizzati da clonie.

ASSORBIMENTO: rapido e completo
dopo somministrazione orale.

Conc. Massima: dopo 1 – 2 h

INTERAZIONI: inibisce la clearence
renale del fenobarbital.




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Aspetti farmaceutici
                                       Acido Valproico

MECCANISMO D’AZIONE: determina
una diminuzione della liberazione di
glutammato, agendo sui canali del Na + e
Ca + + .
Diminuisce il processo di degradazione
del GABA, agendo a livello della GABA –
transaminasi.
Stimola la glutammico decarbossilasi. Ne
consegue un effetto sedativo e di ridotta
eccitazione.




                                            EFFETTI COLLATERALI: aumento del peso,
                                            epatopatia, ipertensione, caduta dei capelli.
                                            L’assunzione cronica può provocare l’alterazione
                                            della coagulazione dovute sia ad alterata produzione
                                            delle proteine della cascata della coagulazione, sia ad
                                            un’azione diretta dovuta all’inibizione
                                            dell’aggregazione piastrinica


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Hungtinton Disease

  • 1.
    UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI  CAMERINO Scuola di Scienze del Farmaco e dei Prodotti della Salute La malattia di Huntington Studenti Annalisa Peroni Maria Eugenia Butini Simone Seri Antonella Lauria Luca Palmieri Giovanni Pignotti Free Powerpoint Templates
  • 2.
    Descrizione della malattia Il morbo di Huntington (MH) è una delle piu' gravi malattie degenerative del Sistema Nervoso. Il nome scientifico, Còrea Maior, deriva dal greco χορούς cioè “danza” incontrollabile, sintomo caratteristico della malattia. Nel 1872 George Huntington in maniera esauriente descrisse per la prima volta i sintomi definendo questa patologia “one of the most dreadful diseases that man is liable to”. E’ una malattia ereditaria a carattere autosomico dominante e viene trasmessa dal genitore al figlio; ciascun figlio ha il 50% delle possibilità di ereditare il gene che causa MH. Solo gli eterozigoti, cioè gli individui che portano una singola copia dell’allele difettoso, manifestano la malattia. Il genotipo omozigote domiante causa infatti la morte precoce dell’embrione. George Huntington Free Powerpoint Templates
  • 3.
    Descrizione della malattia L’esordio è in genere tra i 40 e i 50 anni. Esiste tuttavia la possibilità di un’insorgenza precoce intorno ai 20 anni; si parla quindi di MH giovanile. I sintomi appaiono gradualmente e possono essere di tipo: a.emotivo/comportamentale b.cognitivo/intellettivo c.motorio a. Depressione, irritabilità, ansia, apatia, aggressività, cambiamenti di personalità, isolamento sociale ed irrequietezza b. Leggeri cambiamenti intellettivi, ridotta capacità ad organizzare situazioni di routine, riduzione della capacità di affrontare nuove situazioni, difficoltà di concentrazione, riduzione della memoria a breve termine mentre la memoria a lungo termine resta intatta c. Movimenti incontrollati di tutte le parti del corpo, impaccio motorio o un disturbo tipo tic, smorfie facciali, difficoltà di deambulazione, la parola e la deglutizione posso essere compromesse Free Powerpoint Templates
  • 4.
    Descrizione della malattia Nella fase acuta della malattia può risultare più difficile svolgere un lavoro e gestire le responsabilità domestiche. In questo caso l’appoggio e la vicinanza dei familiari possono aiutare a diminuire le frustrazioni e prolungare l’indipendenza, ad esempio cercando di mantenere la routine quotidiana scrivendo sul calendario appuntamenti ed eventi importanti. Il suicidio, in particolare, è la causa di morte che può coinvolgere anche i familiari dei malati. Free Powerpoint Templates
  • 5.
    Descrizione della malattia E’ stato individuato il gene sul braccio corto del cromosoma 4 per la proteina “Huntingtina” (Htt). Tutti i pazienti affetti da MH mostrano una mutazione del gene per l’Htt; il gene normale presenta una sequenza trinucleotidica ripetitiva CAG ripetuta da 11 a 35 volte. Il numero delle ripetizioni nei malati è aumentato (36 o più) e la malattia è tanto più precoce quanto maggiore è il numero di queste. Studi recenti dimostrano il coinvolgimento dell’Htt nel meccanismo di trasporto vescicolare assonico. Una sua mutazione può portare a formazione di inclusioni intranucleari e aggregati proteici che potrebbero impedire il traffico intracellulare. Il mancato trasferimento del BDNF (Brain Derived Neuronic Factor), fattore proteico che evita l’apoptosi neuronale, dalla corteccia cerebrale ai nuclei della base causa morte cellulare. Al giorno d’oggi è possibile effettuare diagnosi prenatale attraverso diverse tipologie d’analisi; la più diffusa è l’amniocentesi, cioè un prelievo di un piccolo campione di liquido amniotico che si effettua tra la quattordicesima e sedicesima settimana di gravidanza. Free Powerpoint Templates
  • 6.
    Aspetti farmacologici Aloperidolo Numerosi trattamenti farmacologici sono oggi disponibili per controllare alcuni sintomi della malattia. Esistono solo farmaci sintomatici che sono utilizzati al fine di migliorare la qualità di vita dei pazienti ma che non possono modificare l’evoluzione della malattia. E’un farmaco neurolettico, capostipite della famiglia dei butirrofenoni, ha attività antidopaminergica selettiva per i recettori della Dopamina D2. Viene indicato prevalentemente in caso di agitazione psicomotoria (correlata a demenza, schizofrenia, stati maniacali, disturbi della personalità) e come antidelirante e antiallucinatorio. Il dosaggio è strettamente individuale e varia in funzione della risposta del paziente (età, condizione clinica e tollerabilità del medicinale). Il farmaco viene assorbito bene e rapidamente ed ha un’elevata biodisponibilità. Free Powerpoint Templates
  • 7.
    Aspetti farmacologici Aloperidolo Effetti collaterali: -Disturbi extrapiramidali: rigidità muscolare, difficoltà nei movimenti e tremori. Questi effetti compaiono nella fase iniziale della terapia e sono generalmente reversibili. -Discinesie motorie tardive persistenti nel tempo, consistenti in movimenti involontari della lingua, della faccia, della bocca e della mandibola (protusione della lingua, masticazione). -Effetti indesiderati sul sistema nervoso (irrequietezza, sonnolenza, confusione) e sul sistema cardiocircolatorio (tachicardia e ipotensione). -Disturbi neurovegetativi (secchezza della bocca, ipersalivazione, turbe visive, ecc). Free Powerpoint Templates
  • 8.
    Aspetti farmacologici Tetrabenazina Neurolettico utilizzato per il trattamento della discinesia. Meccanismo d'azione: Inibisce l'attività di proteine trasportatori vescicolari con conseguente limitata captazione di varie monoamine nel SNC: - Dopamina - Noradrenalina - Serotonina Somministrazione orale, presenta scarsa biodisponibilità. Escreto per via renale. Free Powerpoint Templates
  • 9.
    Aspetti farmacologici Tetrabenazina In italia è in commercio come Xenazina 25mg, solo da pochi anni ad un costo di oltre 200€ per confezione, a totale carico del S.S.N. con ricetta rossa. Effetti indesiderati: -Sonnolenza -Sintomi parkinsoniani -Depressioni (con possibili comportamenti suicidi) -Ansia -Insonnia -Acatisia -Ipotensione ortostatica -Sindrome neurolettica maligna (casi piuttosto rari) Free Powerpoint Templates
  • 10.
    Aspetti farmaceutici Aloperidolo Nata nel 1964 a partire dalla Meperidina, è il farmaco più importante per il trattamento della schizofrenia. SAR: -l’azoto risulta fondamentale per l’attività neurolettica -catene diverse da 3C peggiorano l’attività -se presente un F migliorano le caratteristiche neurolettiche -una riduzione del C=O o una sostituzione C=S diminuisce l’attività. -il gruppo alcolico risulta centrale per legare il recettore D2 in posizione assiale Free Powerpoint Templates
  • 11.
    Aspetti farmaceutici Tetrabenazina Conosciuta sin dagli anni ’50, viene utilizzata prevalentemente per la cura della discinesia tardiva. Può infatti trovare impiego nel trattamento di patologie quali la Malattia di Huntington, per la quale ha ricevuto l’autorizzazione dall’FDA nel 2008 e per la sindrome di Tourette. Possono comunque insorgere fenomeni collaterali quali: -depressione -acatisia -insonnia -parkinson Free Powerpoint Templates
  • 12.
    Aspetti farmaceutici Tetrabenazina Caratteristiche e SAR: Diffuse ricerche indipendenti hanno dimostrato che il recettore selettivo della tetrabenazina è il VMAT2 e viene legato: -sulla porzione N-terminale del residuo TM1 -sul loop luminale che collega le porzioni TM7 e TM8 Fondamentale per l’attività è l’anello aromatico, simile all’anello indolico della reserpina Meccanismo d’azione: Agisce antagonizzando il recettore VMAT2 promuovendo una rapida degradazione metabolica delle monoammine, in particolare della dopamina. Free Powerpoint Templates
  • 13.
    Aspetti farmaceutici Acido Valproico Acido carbossilico utilizzato come anticonvulsivante. Farmaco di scelta nei pazienti anziani. La sua attività è volta soprattutto a limitare tutti i disturbi neurologici caratterizzati da clonie. ASSORBIMENTO: rapido e completo dopo somministrazione orale. Conc. Massima: dopo 1 – 2 h INTERAZIONI: inibisce la clearence renale del fenobarbital. Free Powerpoint Templates
  • 14.
    Aspetti farmaceutici Acido Valproico MECCANISMO D’AZIONE: determina una diminuzione della liberazione di glutammato, agendo sui canali del Na + e Ca + + . Diminuisce il processo di degradazione del GABA, agendo a livello della GABA – transaminasi. Stimola la glutammico decarbossilasi. Ne consegue un effetto sedativo e di ridotta eccitazione. EFFETTI COLLATERALI: aumento del peso, epatopatia, ipertensione, caduta dei capelli. L’assunzione cronica può provocare l’alterazione della coagulazione dovute sia ad alterata produzione delle proteine della cascata della coagulazione, sia ad un’azione diretta dovuta all’inibizione dell’aggregazione piastrinica Free Powerpoint Templates

Editor's Notes

  • #11 I recettori D2 (o D 2 -like)  sono sia pre- che postsinaptici. Sono associati ad una proteina G i , quindi determinano una riduzione di cAMP che causa apertura di canali del potassio e chiusura di quelli del calcio. Comprendono tre sottotipi:D 2 , suddivisibili di D 2s  e D 2l : si trova nello striato, nella sostanza nera e nell’ipofisi. [ s e l stanno per “short” e “long” in quanto tali sottotipi recettoriali differiscono nella lunghezza della sequenza aminoacidica che costituisce il terzo loop citoplasmatico del recettore]. D 3 : si trova nel bulbo olfattorio, nello striato laterale e nell’ipotalamo.D 4 : si trova nella corteccia frontale, nel bulbo e nel mesencefalo.
  • #12 TBZ lega il recettore VMAT2 andandolo ad inibire