Il documento discute la vita culturale di Trieste e il ruolo di Scipio Slataper in questo contesto. Sottolinea come la città, nonostante le sue aspirazioni, abbia lottato contro la mancanza di una tradizione culturale solida e si sia trovata in una posizione di marginalità rispetto alle correnti culturali italiane. La crisi della cultura triestina è vista come il risultato di pressioni politiche e di un'educazione che non promuoveva il pensiero critico e la creatività.