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Thomas Schael: Liste d’attesa e nuovo piano nazionale 2010-2012 della Conferenza Stato-Regioni
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Thomas Schael: Liste d’attesa e nuovo piano nazionale 2010-2012 della Conferenza Stato-Regioni

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Le liste d’attesa sono un tema spinoso, sul quale la sensibilità dell’opinione pubblica è spiccata, e la demagogia è stata esercitata. Sia le associazioni dei cittadini che politici e sindacalisti …

Le liste d’attesa sono un tema spinoso, sul quale la sensibilità dell’opinione pubblica è spiccata, e la demagogia è stata esercitata. Sia le associazioni dei cittadini che politici e sindacalisti criticano chi gestisce la sanità pubblica pensando che non si stia intervenendo sul tema. Sappiamo bene quanto la questione sia complessa, come vi si confrontino tutti i Paesi europei e quanto sia stata oggetto di ripetuti interventi, basati sulla logica del proclama più che su azioni concrete. Una prima considerazione riguarda la necessità di sottrarsi alle due posizioni estreme che caratterizzano, spesso, il dibattito su questo tema. Ad un estremo c’è chi, con un po’ di demagogia e tanta propaganda, sostiene di poter tirar fuori la bacchetta magica e risolvere la questione, come se si trattasse di un aspetto che può essere completamente scorporato dal resto del complesso sistema sanitario pubblico. All’altro estremo quanti, con un fare un po’ rassegnato e fatalistico, sostengono che non c’è soluzione, che le liste d’attesa sono ineliminabili e qualunque sforzo è destinato all’insuccesso. È evidente che non possiamo consentirci né l’una né l’altra posizione.
Ma le lunghe attese che la maggior parte dei cittadini italiani devono affrontare ogni giorno per visite ed esami potrebbero terminare a breve. È questo l’auspicio che arriva dal Governo, che recentemente ha varato il Nuovo Piano Nazionale di Governo delle Liste d’Attesa (PNGLA). Un Piano ambizioso, che suddivide le prestazioni in 4 classi di priorità (urgente, a breve, differibile e programmata), fissa un tetto di 30 giorni per le visite, individua 58 prestazioni da monitorare e crea percorsi diagnostico-terapeutici per le patologie cardiovascolari e oncologiche.

Per migliorare l’efficienza delle gestione delle liste d’attesa esiste anche il Cup-Recall. Una telefonata per ricordare l’appuntamento con il medico – il processo di Cup Recall per comunicare appunto agli assistiti la scadenza di una prestazione sanitaria specialistica permette di incidere sull’ottimizzazione delle liste di attesa producendo parecchi benefici di ordine economico e qualitativo. Oltre a migliorare la percezione del livello del servizio offerto al cittadino, aumenta il numero delle prestazioni erogate dai vari ambulatori. Si tratta di fornire un servizio automatico nell’ambito della conferma o disdetta di prestazioni sanitarie da parte del cittadino sia da telefono fisso che mobile per complementare l’attuale servizio a sportello o con operatore su numero verde, aggiungendo funzioni di promemoria per visite specialistiche. Con i bilanci tesi le aziende fanno fatica a destinare degli operatori umani del Cup a tale servizio, ma oggi esistono soluzioni tecnologiche che rendono il Cup Recall fattibile a costi marginali relativi al valore perso di una visita ambulatoriale.

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  • 1. primo pianoa cura di Thomas Schael Dirigente Fondazione Opera San Camillo Direttore Dipartimento Sanità Eurispes LombardiaListe d’attesa: Nuovo pianonazionale 2010 – 2012della Conferenza Stato - Regioni I l signor Rossi ha bisogno di un esame cardiologico, diciamo non vitale, ma neanche procrastinabile in eterno. Il medico di medicina generale lo indirizza verso uno specialista ambulatoriale che visita sia nell’ospedale pubblico dell’ASL, che privatamente in intramoenia. Presso il CUP aziendale, ci sono 60 giorni di attesa. Privatamente, e a pagamento, c’è posto con lo stesso specialista la settimana successiva – con l’accesso al reparto in caso di necessità facilitata. Questa, purtroppo, è la realtà con cui molti cittadini italiani si confrontano quotidianamente. Tutto questo induce a genera- re un servizio al cittadino ogni tanto tardivo, e talvolta anche scadente (con notevole differenze anche da ASL ad ASL e da Regione a Regione del nostro Paese). La disparità tra liste d’at- tesa pubbliche, attesa per visita in struttura convenzionata e la visita privata apre, nostro malgrado, spazio anche a episodi di corruzione (“mi paghi e ti faccio passare”) o di corsie preferen- ziali all’italiana (“per fortuna ho un amico/parente in ospedale che mi fa entrare”). Per quanto riguarda la possibilità degli italiani di far fronte alle prestazioni private pagando di tasca loro, la cosiddetta spesa out-of-pocket, già lo scorso anno le famiglie hanno ridotto la spesa privata facendo registrare un ritorno alla sponda pubbli- ca. Secondo il Censis nel 44° rapporto annuale sulla situazione sociale del Paese, il 35,1% di famiglie ha dichiarato di essersi rassegnata alla lunghezza delle liste d’attesa senza poter optare per la sanità privata; quota che raggiunge il 51,9% per i26 e-HealthCare - no 13 Luglio/Agosto 2011
  • 2. livelli economici bassi e il 42,8% per i ceti medio-bassi. In tempi Governo delle Liste d’Attesa (PNGLA).di crisi la gente torna all’ASL – e le risorse economiche del SSN Un Piano ambizioso, che suddivide legià scarse devono essere usate per una crescente domanda. prestazioni in 4 classi di priorità (urgen- te, a breve, differibile e programmata),Una qUestione di responsabilità non risolta fissa un tetto di 30 giorni per le visite, individua 58 prestazioni da monitorareLe liste d’attesa sono un tema spinoso, sul quale la sensibilità e crea percorsi diagnostico-terapeu-dell’opinione pubblica è spiccata, e la demagogia è stata tici per le patologie cardiovascolari eesercitata. Sia le associazioni dei cittadini che politici e sinda- oncologiche.calisti criticano chi gestisce la sanità pubblica pensando che E che potrebbe portare ad una sorta dinon si stia intervenendo sul tema. Sappiamo bene quanto la rivoluzione positiva, considerato che inquestione sia complessa, come vi si confrontino tutti i Paesi base all’ultimo rapporto del Tribunaleeuropei e quanto sia stata oggetto di ripetuti interventi, basati per i Diritti del Malato nel nostro Paesesulla logica del proclama più che su azioni concrete. per un’ecografia all’addome si deveUna prima considerazione riguarda la necessità di sottrarsi alle aspettare fino a 340 giorni, per una Tacdue posizioni estreme che caratterizzano, spesso, il dibattito su circa 220 giorni, 1 anno per un interven-questo tema. Ad un estremo c’è chi, con un po’ di demago- to di chirurgia generale e 18 mesi pergia e tanta propaganda, sostiene di poter tirar fuori la bac- l’ortopedia.chetta magica e risolvere la questione, come se si trattasse di Il tempo massimo, entro il quale le strut-un aspetto che può essere completamente scorporato dal re- ture pubbliche e quelle private accredi-sto del complesso sistema sanitario pubblico. All’altro estremo tate di ogni singola Asl dovrebbero ga-quanti, con un fare un po’ rassegnato e fatalistico, sostengono rantire le prestazione di primo accesso,che non c’è soluzione, che le liste d’attesa sono ineliminabili considerate di garanzia per alcuni tipi die qualunque sforzo è destinato all’insuccesso. È evidente che patologie, sono per la visita oncologicanon possiamo consentirci né l’una né l’altra posizione. I citta- 15 giorni; mamografia, Tac all’addome,dini si aspettano soluzioni concrete in tempi ragionevoli per unproblema che mette in discussione, se non affrontato, il lorostato di salute. È altrettanto evidente che il tema è strettamen-te intrecciato con una serie di altre questioni, prima fra tuttequella dell’appropriatezza delle prescrizioni, che chiama incausa l’esercizio di una responsabilità precisa da parte di tuttigli attori e, in particolare, da parte di medici prescrittori e deicittadini.La comunità scientifica e professionale è chiamata ad eser-citare fino in fondo la propria responsabilità, dicendo chiara-mente cosa è appropriato e cosa non lo è in termini di presta-zioni diagnostiche, e a tenerne conto, nei limiti del possibile. Seavremo il coraggio di fare spazio ad una robusta cultura dellavalutazione e della misurazione dei risultati, questo compito ri-sulterà, via via, relativamente più agevole, perché riusciremo aguardare al sistema, come è giusto che sia, in termini di risultatidi salute conseguiti, piuttosto che di mero erogatore di unasommatoria di prestazioni.stop alle liste d’attesa dal GovernoMa le lunghe attese che la maggior parte dei cittadini italianidevono affrontare ogni giorno per visite ed esami potrebberoterminare a breve. È questo l’auspicio che arriva dal Gover-no, che recentemente ha varato il Nuovo Piano Nazionale di e-HealthCare - no 13 Luglio/Agosto 2011 27
  • 3. risonanza magnetica al cervello, tronco diverse procedure di gestione dell’erogazione, degli accessi eencefalico, pelvi, prostata e vescica 60 delle relative informazioni, supportando modalità di program-giorni; ecografia ad addome e mam- mazione dell’offerta e comunicazione ai cittadini. Tale sistemamella 60 giorni; endoscopia, colonsco- consente di facilitare l’accesso alle prestazioni sanitarie e dipia, esofagogastroduodenoscopia 60 monitorare la domanda e l’offerta complessiva, attraversogiorni. Anche le prestazioni relative ad idonei strumenti di analisi, che forniscano informazioni rilevantiarea cardiovascolare, materno infantile ai fini del governo delle liste di attesa.e geriatrica dovrebbero essere garantite Il Cup dell’ASL dovrebbe gestire una sola agenda di preno-tra i 30 e i 60 giorni. tazione che tenga conto delle disponibilità esistenti pressoI tempi massimi di attesa, purtroppo, le strutture pubbliche e presso quelle convenzionate private.saranno rispettati soltanto per le prime L’obiettivo è anche quello di garantire che le strutture privatevisite ed i primi esami diagnostici indi- accreditate, che non hanno superato il tetto di spesa con-cati nel Piano di Governo. Sono inoltre cordato con la Regione di riferimento, possano continuare aescluse dal Piano le prestazioni di con- erogare prestazioni.trollo e quelle di prevenzione (screening).Le prestazioni che rientrano nel piano di empowerment e responsabilità del cittadinocontenimento dovranno essere garanti-te, secondo i tempi stabiliti, al 90 % degli D’altro canto è necessaria un’azione di empowerment neiutenti che ne fanno richiesta. confronti dei cittadini, per consentire loro di non aderire,Altra novità interessante per i cittadini: consapevolmente, a forme di consumismo sanitario, ed esserequando la lista d’attesa è molto lunga e attenti ad adottare comportamenti che non concorrano anon è possibile effettuare una prestazio- produrre sprechi (pensiamo alle visite prenotate e non di-ne entro i tempi massimi stabiliti, previo sdette, che tolgono spazio ad altri, o agli esami eseguiti deiconsenso della propria ASL di riferimento, quali non vengono ritirati i referti). Sicuramente la presenza diil cittadino potrà usufruire della presta- tempi di attesa consistenti è una forte spinta a prenotare in piùzione in regime intramurario versando posti, per tentare la “sorte” di una prestazione più vicina nelsoltanto la quota del ticket (se dovuta). tempo, ma è altrettanto certo che si dovrebbe responsabiliz-L’erogazione di prestazioni adeguate zare il cittadino a disdire quelle prenotazioni che non verrannoalle necessità di cura degli assistiti entro utilizzate. Il fenomeno del “no-show” è largamente diffuso – pertempi appropriati e definiti per gravità esempio il drop-ot sulle prime visite nel privato accreditatodi patologia e condizione clinica, rap- dell’Ausl di Bologna mostra che in media un cittadino su seipresenta l’obiettivo del PNGLA ed è non si presenta.una delle componenti strutturali dei LEA. Il sistema sanitario dovrebbe prevedere forme facilitate ed ac-Pertanto, la tematica dei tempi e delleliste di attesa richiede un approccio Drop-Out Prime Visitesistemico anche al fine della razionalizza- Privato Accreditatozione dell’offerta delle prestazioni e della > 25%qualificazione della domanda.Il sistema di prenotazione dovrebbeessere gestito attraverso un CentroUnificato di Prenotazione (Cup) in ognisingola Asl. Il Cup è un sistema centraliz-zato informatizzato di prenotazione delleprestazioni sanitarie, deputato a gestirel’intera offerta (SSN, regime convenzio-nato, intramoenia, ecc.) con efficienza,strutturando in modo organizzato l’at-tività delle unità eroganti per ciò cheattiene l’erogazione delle prestazioni, (Fonte: AUSL Bologna 2011)interfacciandosi a questo scopo con le Drop-Out Prime Visite Privato Accreditato Ausl Bologna 201128 e-HealthCare - no 13 Luglio/Agosto 2011
  • 4. cessibili per i cittadini a sportelli, call center, ma anche contatti che comunque, con tutti i suoi difetti, ilvia e-mail, servizi web, sms, ecc… per effettuare le disdette di sistema pubblico rappresenta una fonteprenotazione. Ogni singola rinuncia verrà subito rimpiazzata di sicurezza.con l’inserimento nell’agenda della prenotazione di un altro A fronte di queste considerazioni lusin-utente. ghiere, esiste la necessità di assicurareGli utenti che non effettueranno la disdetta entro le 48 ore un equilibrio finanziario non solo e nonprecedenti la prestazione diagnostica concordata, dovrebbe- tanto per i problemi di compatibilità chero pagare una penale equivalente al ticket previsto per quella ogni Regione è chiamata a garantireprestazione, o in alcune Regioni, il valore della prestazione nella logica del federalismo sanitario,stessa. Il ticket in questo caso dovrà essere pagato anche da pena l’introduzione di misure “pesanti”parte di chi è esentato per morivi di reddito e per l’appar- come i piani di rientro e la sovra tassazio-tenenza a categorie protette. Possibile azione sul cittadino ne per la struttura economica regionale,sono il recall telefonico a pochi giorni dalla prestazione per la ma proprio per la stessa sopravvivenzacertezza della aderenza del paziente. Pochissime ASL appli- del modello universalistico del nostrocano ad oggi di far pagare la prestazione in caso di mancata sistema sanitario pubblico.disdetta della prestazione da parte del cittadino. Il danno c’è, La razionalizzazione delle liste di attesanon solo economico per il SSN, ma anche per chi rimane in rappresenta un obiettivo prioritario perlista avendo bisogno della prestazione. un sistema sanitario nazionale mirato all’efficienza e all’equità, al fine di otte-il sistema pUbblico di fronte alla sfida dei tempi nere che l’inquadramento diagnosticod’attesa e le successive terapie non siano ingiu- stificatamente procrastinati compromet-La percezione del bene salute sta sempre più assumendo una tendo la prognosi e la qualità della vita.funzione suppletiva rispetto alla pressione che i modelli com- A tal fine, l’attuazione da parte di tuttiportamentali delle società sviluppate generano sugli indivi- i livelli istituzionali delle norme esistentidui. Quindi un atteggiamento da parte dei singoli di estremo in materia non può ridursi ad un meroaffidamento alla potenzialità (direi nel dovere), del sistema di adempimento formale, ma deve con-ripristinare la propria condizione di salute e di conseguenza un cretizzarsi nella formulazione di idoneiuso fortemente reiterato dei servizi. programmi e di efficaci misure, effetti-Gli indubbi successi del sistema in termini di aumento della vamente capaci di garantire il rispettosopravvivenza per determinate patologie che solo pochi anni della tempestività delle prestazioni.fa erano considerate stadi finali dell’esistenza (le patologie Il concetto di appropriatezza rappre-cardiologiche o quelle tumorali, solo per citare quelle di più senta la sfida professionale che devediretta percezione) generano un numero crescente di soggetti ancora trovare il suo pieno sviluppo. Siche hanno bisogno di un maggior ricorso ai servizi sanitari. tratta in sostanza di rendere operativiLo stesso fenomeno dell’invecchiamento della popolazione alcuni principi di carattere squisitamenteconcorre a determinare un incremento costante delle pre- sanitario: garantire il giusto trattamentostazioni. Un’affermazione ovvia, ma quello che impressiona è nel tempo adeguato.la sua entità: le prestazioni pro-capite delle fasce più anziane La prima parte dell’assunto, il giustosono quasi tre volte quelle della popolazione di età media. trattamento, coinvolge specificamenteIn sostanza, gli innegabili successi del sistema pubblico italiano,sia in termini di capacità generale di aumentare la vita mediadelle persone, sia in termini di maggiore accessibilità ai servizistessi, ha generato e genera un incremento costante nell’utiliz-zazione dei servizi offerti. Non possiamo certo dolerci di questacondizione che peraltro arreca una fonte notevole di ricchez-za: economica certamente (la possibilità di una vita lavora-tiva più lunga, di una diminuzione delle ore di lavoro perse inconseguenza di malattie evitate o di complicazioni sempre piùprevenute) ma anche una ricchezza che deriva dal pensiero e-HealthCare - no 13 Luglio/Agosto 2011 29
  • 5. il ruolo dei medici prescrittori nel non fer- cUp recall - l’asl ti ricorda le prenotazionimarsi ad una mera funzione di soddisfa- con Una telefonatazione della richiesta del paziente di rice-vere una prestazione sanitaria; lo scopo Una telefonata per ricordare l’appuntamento con il medico –del sistema non è tanto quello di dare il processo di Cup recall per comunicare appunto agli assistitiprestazioni, ma di garantire la stabilità la scadenza di una prestazione sanitaria specialistica permettedelle condizioni di salute, cosa che non di incidere sull’ottimizzazione delle liste di attesa producendonecessariamente richiede l’erogazione parecchi benefici di ordine economico e qualitativo. Oltre adi una prestazione o la somministrazione migliorare la percezione del livello del servizio offerto al cittadi-di un farmaco. no, aumenta il numero delle prestazioni erogate dai vari am-In sostanza l’erogazione di un servizio è bulatori. Si tratta di fornire un servizio automatico nell’ambitolo strumento attraverso il quale si ga- della conferma o disdetta di prestazioni sanitarie da parte delrantisce la salute delle persone sembra cittadino sia da telefono fisso che mobile per complementareun’affermazione banale, ma le analisi l’attuale servizio a sportello o con operatore su numero verde,sui dati evidenziano comportamenti che aggiungendo funzioni di promemoria per visite specialistiche.inducono a pensare al rischio di una Con i bilanci tesi le aziende fanno fatica a destinare degli ope-sorta di “resa” delle direzioni generali ratori umani del Cup a tale servizio, ma oggi esistono soluzionie del mondo professionale rispetto alle tecnologiche che rendono il Cup Recall fattibile a costi margi-richieste pressanti degli utenti. nali relativi al valore perso di una visita ambulatoriale.Si pensi ad esempio allo slittamento con- Tra le varie aziende pubbliche che hanno attivato una solu-sistente a cui stiamo assistendo nell’utiliz- zione di Cup Recall c’è l’ASL CN2 Alba-Bra. AMOS, societàzazione di alcune tecnologie moderne consortile di servizi delle aziende sanitarie di Cuneo ed Asti, hacome la diagnostica per immagini: sta sviluppato nel 2009 il Cup per le aziende delle Provincie di Astidiminuendo il numero di TAC e crescono e Cuneo. Utilizzando la soluzione fornita da bMooble di Torino,quelle di risonanza magnetica, tecnolo- ha inserito poi in ottobre 2010 al Cup un servizio di chiamatagia più recente e quindi ritenuta migliore tramite operatore digitale che consenta di limitare i casi inin assoluto. In realtà il concetto è che cui gli assistiti non si presentino ad effettuare una prestazioneanche queste due tecnologie hanno ambulatoriale prenotata.ambiti di utilizzazione specifici, in sostan-za ci sono patologie che possono tran- “I pazienti che prenotano una visita a più di 30 giorni sarannoquillamente essere diagnosticate con la ricontattati telefonicamente da un servizio automatico conTAC invece di ricorrere alla RMN. voce digitale che ricorderà loro l’appuntamento e che perQuesta mera funzione di soddisfazione di specifiche specialità potrà richiedere anche la disdetta inuna richiesta di prestazione deve essere linea, liberando così il posto istantaneamente ed ottimizzandodecisamente rifiutata dal mondo dei i tempi di attesa” spiega Fabrizio Viglino, responsabile dei Siste-professionisti sanitari, che devono richie- mi Informativi dell’ASL CN2 Alba – Bra.dere tutto quello che è effettivamentenecessario a garantire la salute deicittadini.La seconda parte dell’assunto,“nel tem-po adeguato”, incide direttamente sulcuore stesso del problema dei tempi diattesa. In sostanza si tratta per il mondoprofessionale di non delegare più ladeterminazione del tempo entro il qualeuna prestazione deve essere erogataa fattori del tutto occasionali. La deter-minazione del quando una prestazionedeve essere erogata è una variabilesanitaria e non organizzativa.30 e-HealthCare - no 13 Luglio/Agosto 2011
  • 6. L’avvio ufficiale del sistema è sta- • un sistema di integrazione e selezio- to preceduto da una fase di test di ne delle prenotazioni presenti nel quattro mesi durante i quali il servizio CUP e per le quali si voglia attivare la è stato erogato agli assistiti prenotati chiamate di promemoria; nel periodo con lo scopo di verificarne • un processo di aggiornamento on- l’utilità dal punto di vista del cittadino line del CUP a fronte di conferma o e raffinare il modello di interazione con disdetta della prenotazione da parte il pubblico analizzando giornalmente del cittadino durante la telefonata le statistiche di risposta. L’esperienza di promemoria e relativa liberazione ha mostrato che una serie di gruppi di del posto per successive prenotazio-Fabrizio Viglino, pazienti in piani terapeutici non han- ni;responsabile dei Sistemi no bisogno di un sistema di conferma • un meccanismo di intercettazioneInformativi dell’ASL CN2 (pazienti cronici ed oncologici), men- chiamata da parte del cittadino cheAlba – Bra tre sulle prime visite il sistema dà gran- vuole disdire di sua iniziativa tramite de soddisfazione nel poter recuperare l’interazione vocale con operatoreuna percentuale tra il 2 e 5 per cento di disdette in tempo utile digitale;per la nuova assegnazione ad altri utenti. • interfaccia su cellulare per utenti“E’ stata eseguita anche una campagna di customer satisfac- evoluti che possono dal proprio ap-tion per avere direttamente un’opinione dalla viva voce dei parecchio mobile vedere le propriecittadini”, aggiunge Viglino, “tale attività ci ha permesso, tra prenotazioni ed effettuare eventualil’altro, di capire e risolvere richieste specifiche di assistiti non- cancellazioni.ché la gestione di alcune problematiche legate alla privacy.La completa tracciabilità di una prenotazione specialistica dalmomento in cui nasce nel CUP al momento in cui viene con-fermata o disdetta dal cittadino ci permette inoltre di dare aglioperatori allo sportello uno strumento di maggiore controllo emigliore capacità di risposta verso gli assistiti”.Inserire figura: L’architettura del sistema di Cup RecallIl processo di CUP Recall può essere automatizzato a vari livellia seconda dell’organizzazione in atto presso una ASL: • un meccanismo di chiamata telefonica automatica (outbound) tramite il centralino in essere presso il CUP; • un’interfaccia vocale per l’operatore digitale personalizza- bile per l’interazione con il cittadino senza passare dall’o- peratore umano; Disdetta WEB Nuova Sportello Sistema CUP I Disdetta V Laboratori Farmacie esistente Modifica R C Nuova b E Numero verde con Disdetta e N operatore Modifica n T Integrazione over IP v e R n A •Recall automatico Piattaforma di Chiamata u L outbound integrazione e t o I •Disdette dirette controllo Conferma N inbound multiutenza Disdetta O Statistiche integrate (Fonte: bMooble 2011) Figura 1 L’architettura del sistema di CUP Recall e-HealthCare - no 13 Luglio/Agosto 2011 31
  • 7. l’informazione sUi tempi • sui siti delle Regioni e delle ASL e delle aziende ospedaliered’attesa corre sempre più sUl • presso gli Uffici di Relazione con il Pubblico (URP)web • nelle carte dei servizi delle aziende sanitarieTra gli elementi che sono oggetto diriflessione nell’ambito delle liste d’attesa,vi è quello della disponibilità trasparentedei relativi dati a favore dei cittadini estakeholder e, negli ultimi anni, comeemerge dalla letteratura internazionale,numerosi sistemi sanitari utilizzano Inter-net e la rete, tramite i siti web dedicatiper offrire informazioni e dati su tempie liste d’attesa. Cresce, infatti, il popolodegli italiani che prova a fugare dubbi ocerca notizie sanitarie a colpi di mouse(34%), anche se la tv resta regina indi-scussa: è lei la prima fonte di informa- (Fonte: Ministero Salute - 4° Rapporto Nazionale sull’utilizzo di Internet, febbraio 2011)zione sanitaria, punto di riferimento perquasi un italiano su due (42,9%). A rive-larlo è il 44esimo Rapporto annuale del Circa la metà delle Regioni e delle Asl riporta sui propri siti webCensis sulla situazione sociale del Paese. i dati sui tempi d’attesa, con un trend in crescita negli ultimi CL’abitudine di prenotare visite speciali- cinque anni. Viene inoltre complessivamente confermato il Mstiche e analisi mediche via Internet è il gradiente decrescente, rispetto alla presenza di informazioni Y5,3% degli italiani, dato che sale al 9,5% sui tempi d’attesa, delle strutture sanitarie del Nord rispetto adei laureati secondo l’indagine Censis. quelle del Centro-Sud/Isole. CMAnche la recente, seppur parziale, in- È quanto emerge dall’indagine del Ministero della Salute del MYdagine condotta dall’Agenas dimostra 2010. La disponibilità delle nuove tecnologie di comunicazio- CYcome sia necessario porre attenzione ne, in particolare internet, hanno modificato attitudini e prassi CMYspecifica alla tematica del monitorag- dell’informazione, trasformando l’accesso alle informazioni e Kgio dei siti web, anche per evidenziare facendolo divenire un diritto primario per tutti i cittadini. In que-criticità ed ambiti di miglioramento. sto contesto di cambiamento, il controllo e la gestione delleInoltre la comunicazione dei tempi di informazioni inerenti alle liste d’attesa rappresenta uno degliattesa attraverso i siti web è indice, da aspetti critici di tutti i sistemi sanitari.un lato, della sensibilità dell’azienda Nello specifico, il 48% delle Regioni (10 su 21) riporta, nei propriverso strategie di comunicazione efficaci siti web, dati su tempi reali e/o massimi d’attesa, il 57% deie trasparenti e, dall’altro, della garanzia siti web delle ASL (95 su 166), il 47% dei siti web delle Aziendeper il cittadino di conoscere, in anticipo, Ospedaliere (40 su 85) e il 21% dei siti web degli IRCCS (21 suquanto tempo dovrà attendere prima di 100). Per quanto riguarda i siti web dei Policlinici Universitari, l’in-ricevere la prestazione richiesta. dagine evidenzia che il solo 14% (1 su 7) riporta dati su tempiPer garantire una capillare e trasparente reali e/o massimi d’attesa, situazione praticamente invariatainformazione ai cittadini sulle liste d’atte- rispetto all’indagine 2009.sa, il Piano Nazionale di Governo stabili-sce che le Regioni e le aziende sanitariedevono utilizzare i mezzi più idonei percomunicare il più possibile le modalitàdi accesso alle prestazioni sanitarie ed irelativi tempi di attesa. Gli elenchi conle 58 prestazioni e le modalità di acces-so alle prenotazioni dovranno esseredisponibili:32 e-HealthCare - no 13 Luglio/Agosto 2011

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