Nicolas HayekBeirut, 19 febbraio 1928 - Bienne, 28 giugno 2010.                                                “Oltre ad e...
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Nicolas HayekBeirut, 19 febbraio 1928 - Bienne, 28 giugno 2010.                                                - M. Bassan...
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Nicolas Hayek

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Scheda di Nicolas Hayek, realizzata per il corso di Design System nel corso dell'A.A. 2010-2011. Grafica per la stampa su A4.

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  1. 1. Nicolas HayekBeirut, 19 febbraio 1928 - Bienne, 28 giugno 2010. “Oltre ad essere veicolo di un saluto convenzionale, togliersi il cappello può rivelare tutto quello che concorre a formare la personalità. L’uomo che toglie il cappello si distingue per un suo modo individuale di vedere le cose e di reagire al mondo, cioè da qualche cosa che se fosse formulato in termini razionali si chiamerebbe una filosofia”. Erwin Panofsky
  2. 2. 1 Cenni biografici Il pendolo dell’innovazione Nato a Beirut, Nicolas Hayek cresce in una famiglia con profonde radici nel nord del Libano, frequenta la scuola greco ortodossa. A Lyon completa gli studi in chi- mica e fisica, inizia la sua carriera nell’industria metallurgica. A Zurigo nel 1963 fonda la Hayek Engineering Consulting. Nello scenario di crisi nazionale dell’in- dustria degli orologi, dovuta all’inasprimento della concorrenza sul mercato - e all’abbattimento dei prezzi operato dall’industria giapponse, Hayek nei primi anni ottanta si occupa di gestire la crisi delle due maggiori aziende svizzere di pro- duzione di orologi, la Ssih (Omega) e la Asuag (Rado, Longines, Ebauches) che all’epoca presentavano un vasto portafolgio di marchi. Hayek intuisce che concen- trando la produzione in fascia alta i produttori svizzeri stavano di fatto ritirandosi man mano dal settore più basso, esponendosi ad attacchi da parte dei produttori asiatici anche negli altri segmenti. La strategia di Hayek è di ottenere un’ampia presenza sul mercato di massa, in modo da poter controllare la qualità ed i costi anche negli altri segmenti. In pochi anni Hayek, un imprenditore eccentrico, rilan- cia così il made in Switzerland operando fuori dagli schemi conservativi della bu- siness culture svizzera. Nel 1983 realizza la fusione tra i due gruppi Ssih e Asuag nel gruppo Smh (Swiss Cor poration for Microelectronics and Watchmaking), poi diventato Swatch Group nel 1985. Hayek acquista la maggioranza del gruppo e si occupa di riorganizzare i modelli produttivi e di management fino alla sua morte, a Bienne il 28 giugno 2010. Il modello di business di Hayek è caratterizzato non solo dall’apertura mentale, ma anche dall’apertura ai nuovi mercati, come quello dell’orologeria femminile in Cina (Ladymatic, di Omega), e in Europa (con CK e Tiffany); Hayek è entrato anche nel mercato della tecnologia eolica, fondando la Belenos Clean Power.
  3. 3. 2 The Swatch Group Standard/Personalizzazione Swatch Group si afferma come un’impresa fortemente integrata verticalmente, per poter conservare indipendenza strategica e libertà di manovra sul mercato. Hayek intuisce che se i produttori svizzeri decidessero di acquistare le meccaniche per i loro orologi dalle aziende asiatiche si esporrebbero certamente a politiche ostruzioniste. Svincolandosi da ogni interferenza, Hayek decide di produrre anche i chip a 1.5 volt necessari per i suoi orologi; l’investimento, dai più ritenuto eccessi- vo, consente invece di realizzare una produzione di massa spostando la flessibilità sul mercato finale. Attivando una propria linea di produzione dei chip ottiene infatti un’alta standardizzazione delle componenti, e riesce a fatturare anche in altri mercati (protesi acustiche, pace makers, telefoni cellulari). Le entrate per le ven- dite dei chip da 1.5 volt provengono per oltre il 50% da settori esterni a quelli dell’orologeria. Inoltre, riducendo il numero delle componenti da 91 aNicolas Hayek è un imprenditore dotato di brillanti intui-zioni. Ridisegna l’organigramma aziendale Swatch secon- 51, l’orologio Swatch presenta bassi costi di produzione e consente unado principi di gestione non convenzionali: infatti centralizza rapida ed efficace personalizzazione, affidata ai designer. Uno storico contributo alla produzione in Svizzera, riuscendo a fornire un prodotto rilancio dell’orologio svizzero arriva da un italiano, Alessandro Mendini.finale personalizzabile grazie a un management diffusoche traduce messaggi provenienti da culture diverse.Manifesti pubblicitari per il rilanciodi Swatch, nel 1984. Il design è dasubito il valore aggiunto e lanciamessaggi innovativi, ironici, sti- Mendini disegna gli orologi Swatch: usa gli stilemi grafici che lo contraddistinguono sui cinturini inmoli alla libertà di usare il proprio plastica e sui quadranti, disegna Cosmesis, e Metroscape (nell’immagine a destra). Grazie al contri-tempo, come si vuole. Così il caso buto di Mendini, l’orologio diventa un prodotto emozionale, interprete dei gusti e degli stili di chi loSwatch diventa un fatto sociale. indossa.
  4. 4. 3 Swatchmania Tecnologia/Design Design & customization. L’orologio Swatch diviene presto un fenomeno di costume, riuscendo a garantire un’ingente flusso di cassa in un mercato con un modesto tasso di crescita. Lo Swatch si afferma come il più duttile e trasformista degli accessori da polso, una nuova appendice del corpo umano: personalizzabile, in base ai gusti, le mode, le stagioni. L’orologio da indossare, un oggetto semiotico funzionale che si adatta al proprio stile di vita e al proprio modo di pensare e vivere il tempo. Ad oggi, sono 5 le famiglie di Swatch: Swatch Originals, in plastica; Swatch Irony (1983), con cassa in metallo; Swatch Skin, comprende 2 linee: Original Skin (1997) il più sottile orologio in plastica e Skin Chronograph; Swatch Beat (1998), la linea di orologi digitali con Swatch internet time integrato (sistema esadecimale “beats”; Swatch Bijoux (2000). Sport sponsoring & timekeeping. Swatch è Official Timekeeper negli eventi sportivi (Atlanta 1996 Centennial Olympic Games; Sydney 2000 Olympic Games; Athens 2004 Olympic Games). Nel 2000 lancia Swatch Snowpass, in convenzione con molti resort sciistici internazio- nali. Internet & crowdcreativity. Nel 2010 Swatch lancia il contest on line “Mtv Playground Swatch” chiedendo ai creativi della rete di partecipare con una proposta d’arte a forma di Swatch. Temi e stagionalità: Swatch realizza edizioni limitate in concomi- tanza con festività e ricorrenza. Nell’immagine accanto il manifesto pubblicitario per l’edizione San Valentino 2009. Pagina accanto: in alto, manifesto per “Avaton Swatch campaign in Serbia” (2002). In basso a sinistra manifesto per la sponsorship Swatch alle Olimpiadi londinesi del 2012; a destra campagna in crowdcreativity in collaborazione con Mtv per disegnare nuovi mo- delli (2010).
  5. 5. Nicolas HayekBeirut, 19 febbraio 1928 - Bienne, 28 giugno 2010. - M. Bassani, S. Sbalchiero, “Brand Design”, ALINEA - L. Terlizzi, “Swatch, love story italiana” - Il Sole 24 ORE - A. Veroni, “Swatch, innovare rispettando la tradizione” - Corriere.it realised by Sara Mantenuto

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