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il confine natura-cultura ... la cultura plasma il rapporto dell'uomo con gli altri e con se stesso attraverso la lingua, ...
L'avanzamento della cultura delle cose e  l'arretratezza della cultura delle persone <ul><ul><li>Il rapporto tra il lavoro...
rapporto antagonistico tra cultura oggettiva e soggettiva <ul><ul><li>richiamo al mondo platonico delle idee; </li></ul></...
richiamo al mondo platonico delle idee <ul><ul><li>“ Se noi dunque definiamo la somma dei frammenti che in ogni momento da...
 
la “verità” è frutto di un processo mentale <ul><ul><li>Che il modo sia unico, tuttavia, non significa affatto che esista ...
 
L'oggettivazione dello spirito <ul><ul><li>Pone una distinzione tra: </li></ul></ul><ul><ul><li>spirito divenuto oggettivo...
spirito divenuto oggettivo Pone come esempio la legge gravitazionale: se possiamo dire che la legge di gravità era valida ...
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estraneità tra prodotto e soggetto per garantire l'oggettività e l'impersonalità, il prodotto è anonimo, sostituibile. In ...
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il potenziamento culturale degli individui può restare notevolmente arretrato rispetto a quello delle cose, sia tangibile ...
la prevalenza occasionale  della cultura soggettiva a questo schema appartengono tutti quei casi dove i rapporti di produz...
rapporto tra spirito oggettivo e spirito soggettivo queste formulazioni definiscono lo schema di infiniti interessi concre...
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  • Questa distinzione diviene impellente con la rivoluzione industriale
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    1. 1. Filosofia del denaro <ul><li>Il c oncetto di cultura; </li></ul><ul><li>L'avanzamento della cultura delle cose e l'arretratezza della cultura delle persone </li></ul><ul><li>L'oggettivazione dello spirito </li></ul><ul><li>La divisione del lavoro come causa della discrepanza tra cultura soggettiva e oggettiva </li></ul><ul><li>La prevalenza occasionale della cultura soggettiva </li></ul><ul><li>Il rapporto del denaro con gli agenti di queste opposte tendenze </li></ul>
    2. 2. il confine natura-cultura ... la cultura plasma il rapporto dell'uomo con gli altri e con se stesso attraverso la lingua, il costume, la religione, il diritto (p. 631) . ... La sua essenza consiste proprio nel superare il valore autonomo dell'atto estetico, scientifico, morale,eudemonistico, persino religioso, per innestarli tutti, come elementi o componenti, nello sviluppo dell'essenza umana oltre la sua condizione naturale (p.632) . Pone attenzione al confine natura – cultura, ma riconosce come sia fuorviante soffermarsi su questo: la certezza in linea di principio del limite tra natura e cultura, dove l'una comincia proprio dove l'altra cessa, non è scalfita dal fatto che la collocazione del singolo fenomeno appare incerta, come i concetti del giorno e della notte non si confondono tra loro perché il crepuscolo si può attribuire ora all'uno e ora all'altro (p. 633) .
    3. 3. L'avanzamento della cultura delle cose e l'arretratezza della cultura delle persone <ul><ul><li>Il rapporto tra il lavoro spirituale condensato nella comunità culturale e la vitalità negli spiriti individuali è dunque lo stesso che intercorre tra la pienezza delle possibilità e la limitatezza della realtà (p.635) </li></ul></ul>
    4. 4. rapporto antagonistico tra cultura oggettiva e soggettiva <ul><ul><li>richiamo al mondo platonico delle idee; </li></ul></ul><ul><ul><li>la “verità” è frutto di un processo mentale. </li></ul></ul>
    5. 5. richiamo al mondo platonico delle idee <ul><ul><li>“ Se noi dunque definiamo la somma dei frammenti che in ogni momento dato costituisce il nostro patrimonio di sapere dal punto di vista dello sviluppo a cui esso aspira e a cui viene commisurato ogni stadio attuale nel suo significato, ciò ci risulta possibile solo in base al presupposto che è alla base della dottrina platonica, e cioè che esiste un regno ideale dei valori teoretici, del senso e delle connessioni intellettuali compiute, che non coincide né con gli oggetti – perché questi sono solo appunto degli oggetti – né con il conoscere reale da un punto di vista psicologico, che viene di volta in volta raggiunto. ... </li></ul></ul><ul><ul><li>Ed è questa infine la formula della nostra vita, dalla banale prassi quotidiana fino alle più alte vette della spiritualità: in ogni azione abbiamo una norma, una misura, una totalità idealmente prefigurata al di sopra di noi, che proprio mediante questo agire viene tradotta nella forma della realtà.” </li></ul></ul><ul><ul><li>(p. 636) </li></ul></ul>
    6. 7. la “verità” è frutto di un processo mentale <ul><ul><li>Che il modo sia unico, tuttavia, non significa affatto che esista un'unica verità. Piuttosto, se da una parte è dato un intelletto che ha un certo tipo di conformazione e, dall'altra, una determinata realtà oggettiva, ciò che per questo intelletto è “verità” è oggettivamente performato, come il risultato di un calcolo se sono dati i fattori. Ad ogni cambiamento della struttura mentale si modifica il contenuto di questa verità, senza che per questo persista meno oggettivamente e indipedentemente da ogni processo di consapevolezza che si sviluppi in questo intelletto. ... ogni singola conoscenza è il farsi consapevole di qualcosa che è già valido e stabilito nella concatenazione oggettivamente determinata della conoscenza (p.637). </li></ul></ul>
    7. 9. L'oggettivazione dello spirito <ul><ul><li>Pone una distinzione tra: </li></ul></ul><ul><ul><li>spirito divenuto oggettivo </li></ul></ul><ul><ul><li>valore culturale </li></ul></ul>
    8. 10. spirito divenuto oggettivo Pone come esempio la legge gravitazionale: se possiamo dire che la legge di gravità era valida prima che Newton la enunciasse, ciò vuol dire che tale legge non dipende dalle masse materiali reali.
    9. 11. valore culturale se quella scoperta di Newton si trovasse in un libro del quale nessuno sa niente, continuerebbe ad essere spirito divenuto oggettivo e possesso potenziale della società, ma non sarebbe più un valore culturale (p. 639).
    10. 12. La divisione del lavoro come causa della discrepanza tra cultura soggettiva ed oggettiva <ul><li>Affronta il problema della divisione del lavoro sotto due angolature: </li></ul><ul><li>la produzione; </li></ul><ul><li>il consumo. </li></ul><ul><li>In Simmel l'alienazione marxiana tende verso la “nevrosi moderna” (intr., p. 37). </li></ul><ul><li>l'esperienza sembra mostrare che la totalità interna dell'Io si forma essenzialmente interagendo con l'armonia e la compiutezza del compito al quale è tesa la nostra vita (p. 641). </li></ul>
    11. 13. la produzione La produzione viene vista nella sua forma moderna di divisione del lavoro, con un paragone con l'opera d'arte: Il rifiuto completo della divisione del lavoro è tanto causa quanto sintomo del legame tra la totalità dell'opera in sé compiuta e l'unità dell'anima. Al contrario, il dominio della divisione del lavoro genera incommensurabilità tra le prestazioni e colui che la compie, questi non si riconosce più nelle proprie azioni, le quali presentano una forma radicalmente diversa da tutto ciò che ha un carattere personale e spirituale e appaiono soltanto come un momento parziale della nostra essenza, formato in modo del tutto unilaterale e indifferente verso la totalità unitaria di essa (p. 642).
    12. 14. il consumo <ul><li>la specializzazione del lavoro ha permesso un allargamento del consumo, anche spirituale: </li></ul><ul><li>anche l'uomo contemporaneo più specializato nella sua vita spirituale, il più unilaterale dal punto di vista della sua competenza professionale, legge tuttavia il suo giornale, mostrando un consumo spiritule di vastità che cent'anni fa non era possibile nemmeno all'uomo più poliedrico e di più ampie vedute. (p. 642). </li></ul><ul><li>a questa diffusione corrisponde un: </li></ul><ul><li>prodotto oggettivo e impersonale </li></ul><ul><li>prodotto estraneo a chi lo produce </li></ul><ul><li>rapporto tra modello di produzione e consumatore </li></ul>
    13. 15. prodotto oggettivo e impersonale l'allargamento del consumo, ha come corollario, la cultura oggettiva, perché tanto più un prodotto è oggettivo e impersonale, tanto maggiori sono gli individui a cui può adattarsi: Affinché il consumo del singolo possa trovare un materiale così ampio, questo deve essere reso accessibile a moltissimi individui e risultare attraente per tutti, non può quindi tenere conto delle differenze soggettive dei desideri, mentre d'altra parte solo la differenziazione estrema del lavoro è in grado di fabbricare gli oggetti a buon mercato richiesti dal consumo di massa (p. 643) Consumo di massa Differenziazione del lavoro
    14. 16. prodotto estraneo a chi lo produce il punto centrale è ancora la differenziazione della produzione, nella sua caratteristica di separazione delle caratteristiche soggettive e oggettive del lavoro, dove il lavoratore deve arrivare ad acquistare il prodotto che lui stesso ha realizzato per possederlo. Questa situazione non vede estranea l'accademia, sottoposta, anch'essa ad un'azione di specializzazione: ... una grande quantità di dati e di metodi deve semplicemente essere accettata dall'esterno come materiale oggettivo, come proprietà spirituale altrui con la quale si compie il proprio lavoro. ... anche il risultato stesso, per quanto sia il frutto di uno sforzo soggettivo, deve elevarsi alla categoria di fatto oggettivo, indipendentemente dal produttore, quanto più il prodotto di altri è in esso racchiuso e implicato fin dal principio (p.644)
    15. 17. rapporto tra modello di produzione e consumatore la merce diviene oggettiva, rompendo il rapporto diretto con il soggetto consumatore, si rompe il rapporto soggettivo ed esiste autonomamente: ... i rapporti di scambio diventano sempre più articolati, più mediati, [e che] quindi l'economia comporta una sempre maggiore quantità di rapporti e di obbligazioni, che non sono immediatamente reciproche (p. 645)
    16. 18. produzione al di là delle differenze sociali si è superato il modello per cui le classi sottoposte lavoravano per il benessere delle classi più agiate, infatti un gran numero di scienziati, tecnici e organizzatori delle classi più elevate: questo effetto di ritorno dei servizi, mediante il quale le classi più basse comperano il lavoro delle classi più elevate... Ma questo fenomeno è possibile solo perché l'oggettivazione si è impadronita della produzione sia nei confronti del soggetto che produce che nei confronti di quello che consuma. (p. 646)
    17. 19. estraneità tra prodotto e soggetto per garantire l'oggettività e l'impersonalità, il prodotto è anonimo, sostituibile. In questi anni si sviluppa anche la rete ferroviaria e gli oggetti divengono autonomi anche nello spostamento. Questa estraneità si sviluppa anche nel gesto dell'acquisto, anche attraverso distributori automatici, ma anche nel grande magazzino: l'uguaglianza a priori del prezzo di tutti gli oggetti esclude tutta una serie di riflessioni e di considerazioni del compratore, e di sforzi e spiegazioni del venditore (p. 650)
    18. 20. la moda “passeggera” la moda, intesa come unione del fascino della differenza e del cambiamento con quello dell'uguaglianza e della coesione, si distingue in questi anni per la sua velocità di mutamento. Questa velocità, unita alla partecipazione di un sempre maggior numero di gruppi sociali a questo fenomeno, sino a trasformarlo in fenomeno di massa, porta al dissolvimento, anche in questo caso, tra il soggetto e gli oggetti: come accade per altri miti sociali dell'epoca moderna, la moda ha poco a che fare con l'individuo, i loro contenuti si sviluppano come mondi evoluzionisticamente separati. (p. 651)
    19. 21. il potenziamento culturale degli individui può restare notevolmente arretrato rispetto a quello delle cose, sia tangibile che funzionale e spirituale (p. 653)
    20. 22. la prevalenza occasionale della cultura soggettiva a questo schema appartengono tutti quei casi dove i rapporti di produzione, in vigore nel corso di una determinata epoca, vengono superati dalle forze di produzione che essi stessi hanno sviluppato, in modo da non permettere a queste ultime un'adeguata espressione e utilizzazione. Queste forze sono in gran parte di natura personale... Il necessario cambiamento di questi avviene sempre e soltanto quando i momenti che premono in questo senso si accumulano sino a diventare prevalenti (p. 654)
    21. 23. rapporto tra spirito oggettivo e spirito soggettivo queste formulazioni definiscono lo schema di infiniti interessi concreti e infiniti stati d'animo della vita quotidiana, e in questo modo definiscono la misura in cui le relazioni tra cultura oggettiva e cultura soggettiva determinano lo stile di vita
    22. 24. il rapporto del denaro con gli agenti di queste opposte tendenze in complesso il denaro raggiunge il massimo dell'influenza proprio in quegli aspetti della nostra vita il cui stile viene determinato dal prevalere della cultura oggettiva su quella soggettiva. Il fatto che non si sottragga dal fare da sostegno anche all'eventualità opposta, pone nella luce più chiara le modalità e l'ambito della sua potenza (p.663)
    23. 25. Il conflitto della civiltà moderna <ul><li>L'urto tra la vita e la forma </li></ul><ul><li>Lo stadio preparatorio della filosofia della vita </li></ul><ul><li>La vita nell'arte </li></ul><ul><li>La vita nella filosofia </li></ul><ul><li>La vita nell'amore </li></ul><ul><li>La vita nella religione </li></ul><ul><li>L'essenza e l'eternità del conflitto </li></ul>
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