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Testo unico (Pordenone più Facile)

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Composizione di dati, informazioni, riflessioni propedeutiche alla redazione del nuovo Piano Regolatore Generale Comunale

Composizione di dati, informazioni, riflessioni propedeutiche alla redazione del nuovo Piano Regolatore Generale Comunale

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  • 1. Inquadramento generale Scenari di riferimento Indicatori di sintesi • • • • • Estensione territoriale Densità demografica Uso reale del suolo Evoluzione urbana Pericolosità idraulica Approfondimenti Acque superficiali Verde tutelato Suolo urbanizzato Grafo stradale Rete ciclabile Biodiversità habitat naturaliformi lungo i corsi d’acqua morfologia fluviale e vegetazione ripariale TESTO UNICO Composizione di dati, informazioni, riflessioni propedeutiche alla redazione del nuovo Piano Regolatore Generale Comunale luglio 2013 Radiazioni non ionizzanti telefonia mobile elettrodotti Lezioni di piano Le riflessioni che hanno accompagnato i piani regolatori di Pordenone Approfondimenti I piani attuativi di iniziativa pubblica e privata Le potenzialità edificatorie residenziali non ancora attuate alla data di luglio 2013 Il recupero urbano L’edilizia economica popolare Il futuro non per caso Tracce comuni per un piano Sostenibile, Mobile, Accogliente, Resiliente, Trasparente esiti del percorso partecipativo “Pordenone più facile” Servizi Stima speditiva del grado di accessibilità
  • 2. Premessa Il Testo Unico rappresenta un orienatmento alla lettura dei documenti più significativi (relazioni, ricerche, studi, analisi quali-quantitative) raccolti e/o elaborati dal Comune di Pordenone nel corso degli anni. La selezione è stata effettuata sulla base dei temi emersi nel percorso “Pordenone più facile”: ne sono un esempio gli indicatori dedicati al consumo di suolo, la biodiversità e l’accessibilità ai servizi, così come la descrizione dell’evoluzione delle scelte urbanistiche, delle potenzialità edificatorie, delle attenzioni al recupero. Tutti i documenti sono raccolti in formato digitale e organizzati in cinque cartelle (dvd allegato): • parte SOCIO-ECONOMICA • parte PIANIFICAZIONE URBANISTICA • parte AMBIENTALE • ALTRI SETTORI • TAVOLE Il presente TESTO UNICO è inoltre accompagnato da un elenco dettagliato di tutta la documentazione disponibile, integrato da una check list di siti di riferimento dove apporofondire alcune delle tematiche più rilevanti per la pianificazione del territorio (es. sicurezza idraulica). Inquadramento generale Scenari di riferimento Indicatori di sintesi • • • • • Sintesi tratta dallo “Studio socio economico territoriale” condotto dalla Tolomeo studi e ricerche, comparato con le analisi elaborate per i Piani di Zona (Ambito distretturale urbano 6.5) Estensione territoriale Densità demografica Uso reale del suolo Evoluzione urbana Pericolosità idraulica Tabelle selezionate dal ”Rapporto sullo stato dell’ambiente 2009” redatto da Monia Guarino, aggiornato con dati dell’Osservatorio Politiche Abitative Provincia di Pordenone e Osservatorio nazionale consumi di suolo Lezioni di piano Le riflessioni che hanno accompagnato i piani regolatori di Pordenone I documenti che più di altri offrono una visione d’insieme del territorio pordenonese sono: • • • • • • • Bialncio sociale e ambientale (Comune di Pordenone) Studio socio economico territoriale (Tolomeo Studi e Ricerche) Piani di zona (Ambito distrettuale urbano 6.5) Relazione tecnica Variante n°77 (Comune di Pordenone) Rapporto ambientale Variante n°77 (Ecoteam studio associato) Condizioni di smaltimento delle piene (ing. Elpidio Caroni) Qualità ambientale degli ambiti ripariali (Ecoteam studio associato) A cura di Acque superficiali Verde tutelato Suolo urbanizzato Grafo stradale Rete ciclabile Servizi Elaborazioni realizzate sulla base del “Rapporto ambientale” e “Relazione tecnica” della Variante generale n°77, aggiornato con elaborazioni dedicate alle infrastrutture stradali e tratti ciclabili. Analisi e rappresentazione cartografica realizzata da l’Unità Operativa Complessa Pianificazione - Urbanistica e SIT del Comune di Pordenone. Stima speditiva del grado di accessibilità Biodiversità habitat naturaliformi lungo i corsi d’acqua morfologia fluviale e vegetazione ripariale Radiazioni non ionizzanti telefonia mobile elettrodotti Tabelle selezionate dal ”Rapporto sullo stato dell’ambiente 2009” redatto da Monia Guarino, integrato sulla base di analisi condotte da Ecoteam Studio associato, dal Dipartimento di scienze geografiche e storiche dell’Università degli studi di Trieste, da ARPA Servizo Sistemi ambientali (Dipartimento provinciale di Udine). La selezione è circoscritta alle due componenti considerate più rappresentative delle specificità ambientali di Pordenone. Per il quadro completo delle criticità ambientali (in primis aria) si rimanda alla lettura del Rapporto ambientale della Variante generale n°77, al Rapporto sullo stato dell’ambiente 2009, al Piano di Azione Comunale. Approfondimenti I piani attuativi di iniziativa pubblica e privata Le potenzialità edificatorie residenziali non ancora attuate alla data di luglio 2013 Il recupero urbano L’edilizia economica popolare Analisi ed elaborazione realizzata dall’Unità Operativa Complessa Pianificazione - Urbanistica e SIT del Comune di Pordenone inerente l’evoluzione dei contenuti progettuali (criteri, dati dimensionali, obiettivi strategici) di Piani e Varianti generali susseguitesi nel 1955, 1969, 1986 e 2000. La rappresentazione giunge al 2011 con la Variante n°77 (PRGC vigente): “Ridefinizione dei vincoli urbanistici e della zoonizzazione in conseguenza della verifica dello stato di attuazione del Piano regolatore generale Comunale” . Comune di Pordenone Settore V - Assetto territoriale Il futuro non per caso Supervisione Antonio Zofrea, Marco Toneguzzi. Tracce comuni per un piano Sostenibile, Mobile, Accogliente, Resiliente, Trasparente Revisione, co-redazione testi, cartografia Cristiana Aloisi, Fabiana Castellan, Patrizia Cigalotto, Laura Falomo, Alessandro Moras, Manuela Romano, Sergio Sist. esiti del percorso partecipativo “Pordenone più facile” Composizione di dati, informazioni, riflessioni Organizzazione dei contenuti grafici Co-redazione testi e sintesi Impaginazione ed editing Monia Guarino Approfondimenti Rappresentazione di sintesi - generale (questioni chiave, principi e valori, indicazioni e criteri) e tematiche (sostenibile, mobile, accogliente, resiliente, trasparente; saperi, situazioni, attenzioni) - dei contributi emersi in occasione delle diverse attività partecipative del percorso “Pordenone più facile”. Per un approfondimento dei diversi punti di vista dei partecipanti si rimanda alla lettura delle pagine web dedicate (curate da Sergio Maistrello): http://www.comune.pordenone.it/it/comunichiamo/pordenone-piu-facile/materiali Redazione dei testi ed elaborazioni cartografiche realizzate dall’Unità Operativa Complessa Pianificazione - Urbanistica e SIT del Comune di Pordenone inerente gli ambiti interessati da piani attuativi comunali (PAC, Zone C con criterio perequativo, Zone I e B di Riqualificazione urbana, Piani di recupero). In particolare, per le situazioni interessate da interventi di recupero (PdR e B/RU) e per le aree destinate a interventi di edilizia economica popolare sono descritte con apposite schede la cronologia dei fatti, l’evoluzione delle scelte, il grado di attuazione e la situazione attuale (analisi qualitativa e quantitativa).
  • 3. Inquadramento generale Scenari di riferimento Indicatori di sintesi • • • • • Estensione territoriale Densità demografica Uso reale del suolo Evoluzione urbana Pericolosità idraulica Acque superficiali Verde tutelato Suolo urbanizzato Grado stradale Rete ciclabile Servizi Stima speditiva del grado di accessibilità
  • 4. Scenari di riferimento Inquadramento del territorio rispetto ad indicatori demografici ed economici L’emergenza di una visione di sistema Scenario 0 effettivo • Pordenone ed il suo sistema territoriale hanno oggi circa 50 mila addetti e 130 mila abitanti. • • Il sistema territoriale pordenonese è formato dai comuni di: • Pordenone • Porcia • Fontanafredda • Roveredo in Piano • San Quirino • Cordenons • Zoppola • Fiume Veneto. Mercato del lavoro Il sistema territoriale pordenonese ha oggi circa 50 mila addetti e 130 mila abitanti: di cui circa 23 mila addetti e circa 50 mila abitanti nel solo capoluogo. Il sistema pordenonese è rilevante a livello regionale, ma il capoluogo ha un ridotto peso in termini di popolazione e di addetti rispetto al sistema ed alla provincia. • Pordenone è una città di giovane affermazione e di dimensioni ridotte in termini assoluti e relativi rispetto al sistema territoriale. Ciò rende ulteriormente complesso l’espressione e l’azione di un ruolo di leadership sul territorio. Negli ultimi 50 anni, il trend di crescita della popolazione del sistema di Pordenone è il più elevato nel Nordest. Il capoluogo è cresciuto 2-3 volte più degli altri capoluoghi del Nordest. • • • L’occupazione provinciale ha risentito degli effetti della crisi economica, anche se i principali indicatori macroeconomici segnalano livelli migliori rispetto al resto della regione o alle altre province con vocazione industriale. • Tra il 2008 e il 2010 si è osservato un calo dell’occupazione che ha accomunato tutti i principali settori. • • La ripresa tra il 2010 e il 2011 è stata trainata dall’industria, mentre solo il settore del commercio e della ristorazione hanno visto una consistente riduzione dell’occupazione. Oggi il sistema territoriale pordenonese presenta un rapporto addetti su popolazione tra i più elevati nel Nordest, con Pordenone primo tra i capoluoghi. • Scenario 1 esplorativo • Vi è la necessità - che si manifesta come sempre più stringente - di agire a livello sovracomunale ai fini della pianificazione del territorio e dei servizi alla popolazione. • In assenza di flussi migratori, Pordenone è destinata a veder diminuire la propria popolazione di circa l’1% nei prossimi 5 anni e del 2% nei prossimi 10 anni. Il sistema territoriale pordenonese, invece, rimarrebbe praticamente invariato da qui al 2017, per poi perdere l’1% entro il 2022. Tale necessità riguarda trasversalmente tutti gli ambiti di seguito affrontati. • Criticità • Formare capitale umano che favorisca processi di riposizionamento delle imprese. Perdita di risorse umane specializzate (e quindi con formazione e conoscenza specifiche) nel sistema produttivo. • I mega-trend di riferimento sono: aumento delle tecnologie informatiche e digitali, incremento dei movimenti di merci e persone su scala globale, crescita dei paesi emergenti. È probabile che l’informatica, le telecomunicazioni, i servizi alla persona, la farmaceutica vedano sensibili aumenti. • Servizi ad alta intensità di conoscenza, logistica, informazione, connettività sono ambiti su cui puntare per incrementare produttività, rapidità, flessibilità ed accrescere il valore aggiunto intrinseco del prodotto con maggiori componenti innovative e di design, da proporre in mercati non ancora esplorati. • Settori maturi come legno-arredo, elettrodomestici, autotrasporti, vedranno aumentare il grado di competizione Incentivare la flessibilità organizzativa del lavoro con i contratti di secondo livello. • Il comune di Pordenone si caratterizza per una vocazione terziaria. L’andamento positivo di imprese e addetti dell’ultimo ventennio sconta però differenze settoriali: l’industria ha intrapreso un percorso di concentrazione e specializzazione; mentre i servizi hanno segnato quasi sempre un andamento positivo, tranne nel periodo di crisi. Dal bilancio complessivo del 2012 ci si attende un calo dell’occupazione, principalmente nei comparti edilizia ed industria, in virtù della stretta creditizia e del calo degli ordini e della produzione industriale. Assumendo invece uno scenario di tipo tendenziale, Pordenone dovrebbe veder crescere la propria popolazione del 2% nei prossimi 5 anni e del 4% nei prossimi 10 anni. Il sistema, invece, dovrebbe aumentare del 4% da oggi al 2017 e tra il 7% e l’8% da qui al 2022. • Opportunità La debole ripresa dello scorso anno ha migliorato temporaneamente la situazione del mercato del lavoro. Infatti nel 2012 l’uso degli ammortizzatori sociali è stato ampio. Ciò richiede di mantenere un attento monitoraggio e suggerisce prudenza nelle valutazioni. • Il livello del tasso di occupazione nel 2011 è tornato al massimo del 2008, mentre è sceso leggermente il tasso di disoccupazione rimanendo però su valori elevati. • Il sistema pordenonese mostra una vocazione manifatturiera, pur nell’ambito di una costante riduzione degli addetti nell’industria e di un incremento nei servizi, senza fenomeni di deindustrializzazione, ma bensì di focalizzazione. Il sistema pordenonese è un sistema molto fluido: c’è una forte immigrazione dall’esterno del sistema verso la città di Pordenone, (dall’estero, dal resto della provincia e dal resto d’Italia) ed al contempo un importante flusso di trasferimenti – in particolare di giovani - da Pordenone verso gli altri comuni del sistema. • • • Pordenone condivide con gli altri comuni del sistema delle difficoltà nel dialogo intercomunale in relazione alle attività di pianificazione territoriale. La provincia di Pordenone fa parte del “Club dei 15”, le province più industrializzate d’Italia. All’interno di questo gruppo è tra le prime in termini di incidenza dell’export. • L’incidenza della popolazione straniera è molto elevata: nel sistema è dell’11,5%, a Pordenone di oltre il 16%. • • • • Struttura produttiva Prudenzialmente ci si può attendere una sostanziale invarianza della popolazione complessiva della città di Pordenone ed una crescita contenuta del sistema nel suo complesso.
  • 5. Edilizia abitativa, riqualificazione, sostenibilità urbana Scenario 0 effettivo • • • • Scenario 1 esplorativo • • Opportunità • • Commercio e spazi urbani Secondo i dati dell’Osservatorio Politiche • Abitative della Provincia di Pordenone, oggi nel pordenonese il patrimonio abitativo con più di 30 anni è quello prevalente. • L’urbanizzato nel pordenonese è cresciuto molto negli ultimi 50 anni e la crescita delle abitazioni è stata nel tempo superiore a quella delle famiglie. Oggi il patrimonio abitativo inutilizzato è • rilevante ed in particolare nell’ultimo decennio sono state costruite abitazioni in eccesso rispetto alle esigenze della domanda. L’incidenza degli alloggi pubblici ATER sul totale è limitata e pari a circa il 2,5% a livello provinciale. Il social housing può giocare un ruolo importante in prospettiva futura, anche in funzione delle mutate disponibilità economiche della domanda, quale vettore per realizzare processi di riqualificazione urbana. L’offerta di patrimonio abitativo disponibile andrà valutata ad una scala sovracomunale. • • • • • Oggi la programmazione degli insediamenti commerciali è strettamente legata ad una prospettiva di sviluppo urbano e riqualificazione del territorio. Lo sviluppo della mobilità negli ultimi decenni ha determinato lo spostamento dei principali luoghi di acquisto dal centro alla periferia. Le principali polarità commerciali di Pordenone sono posizionate al di fuori del centro storico, in particolare lungo la SS 13 Pontebbana, che si configura come un rilevante asse commerciale. • Oggi il centro storico di Pordenone ha un bacino d’utenza che è definito in un’ottica di area urbana/metropolitana ed in tal senso svolge un ruolo attrattore. Riuscire ad integrare i modelli della grande distribuzione all’interno dei centri storici attraverso interventi di disegno della viabilità e della mobilità urbana ed inserendoli opportunamente anche in un’ottica di recupero di volumetrie in disuso. Questo determina effetti di ulteriore rafforzamento della capacità attrattiva del centro storico, a vantaggio anche del commercio tradizionale. La programmazione delle grandi superfici commerciali richiede una pianificazione in un’ottica di area urbana/metropolitana e quindi necessariamente sovracomunale. Le opportunità di sviluppo futuro del commercio tradizionale si legano al recupero della dimensione urbana del periurbano: la programmazione di un sistema di viabilità e mobilità ed un processo di disegno urbano possono risultare funzionali a mettere in relazione la residenza con la funzione commerciale di vicinato. Riconoscere le conurbazioni come spazio urbano e favorire le opportunità che ne derivano per il commercio di vicinato ed anche per la qualità della residenza. • • • • In riferimento agli spostamenti sistematici per lavoro, Pordenone è un comune “attrattore”: i flussi di lavoratori che attira sono superiori a quelli in uscita. Sono soprattutto i comuni della cintura nord di Pordenone a generare molti spostamenti verso il capoluogo, ma in generale il bacino d’utenza di Pordenone sembra più ampio dei confini del sistema territoriale. All’interno del sistema coesistono comuni a caratterizzazione residenziale e altri con un profilo “produttivo”: ciò determina una elevata interdipendenza funzionale tra i punti del sistema ed un elevato grado di mobilità interna. Il servizio di trasporto pubblico urbano si basa essenzialmente sulle linee di autobus che hanno come origine/destinazione la stazione centrale di Pordenone e la cui utenza prevalente è rappresentata da studenti Viabilità stradale • • • Aree industriali La viabilità del sistema urbano di Pordenone non si sviluppa in una logica di anello esterno alla conurbazione più stretta, ma si basa sulla SS 13 Pontebbana secante rispetto all’effettivo sviluppo della conurbazione estesa. Il completamento della connessione A28-A27 ha a tutti gli effetti banalizzato la distanza di Pordenone con l’area veneta rispetto alla situazione precedente. Permane una sorta di collo di bottiglia nella direzione est per quanto riguarda le reti lunghe di tipo autostradale, in quanto i flussi di mobilità sono “costretti” a piegare a sud verso la A4 per completare l’attraversamento est-ovest del nord Italia • Va affrontato il nodo della viabilità di attraversamento (in particolare per il traffico pesante) con un sistema di tipo anulare disegnato a scala urbana/metropolitana sulla base di quelli che sono gli effettivi margini del sistema territoriale. L’assetto delle reti lunghe nel Nordest - in via di definizione con la realizzazione della Superstrada Pedemontana Veneta - fa emergere una “articolazione alta” del Corridoio V che insiste sulla direttrice Pordenone - Tarvisio, lungo l’asse della ipotizzata Cimpello - Sequals - Gemona. L’ipotesi di una direttrice alta lungo la fascia pedemontana rafforzerebbe il posizionamento del sistema pordenonese, risolvendo il disegno a “cul-de-sac” della A28. La domanda di fabbricati per attività produttive prosegue anche oggi, ma ha caratteristiche diverse rispetto al passato e richiede: • elevata accessibilità, localizzazione presso i grandi assi viari; • maggiori dimensioni, lotti più grandi; • maggiore dotazione di servizi alle imprese ed alle persone. • • Uno degli esiti di decenni di forte sviluppo economico è stata la realizzazione di molte aree industriali. Pur se in modo meno marcato rispetto ad altri contesti, la programmazione delle aree industriali è avvenuta a scala prevalentemente comunale anche nel pordenonese. Da ciò deriva la frammentazione del sistema, la non sempre adeguata collocazione delle aree industriali rispetto all’assetto viario e la difficoltà delle stesse a garantire alle imprese insediate adeguati servizi complementari. La crisi degli ultimi anni, i cambiamenti del sistema economico-produttivo ed il nuovo contesto competitivo globale hanno determinato l’inutilizzo di volumetrie non appetibili per il mercato in relazione alla perdita di valore strategico delle aree in cui sono collocate (aree troppo piccole, non ampliabili, decentrate, posizionate all’interno di contesti urbani). La domanda sarà caratterizzata dall’aumento del numero di famiglie, di dimensioni sempre più ridotte e con un numero crescente di anziani (con una quota rilevante di anziani che vivono soli). Al tempo stesso, la domanda sarà caratterizzata anche da un numero crescente di nuclei familiari di recente immigrazione. • Criticità Mobilità L’accelerazione della vetustà del patrimonio abitativo per effetto dei nuovi standard di valutazione degli immobili (ad es. la certificazione energetica). • • • • I grandi centri commerciali sono in grado di attrarre flussi di mobilità su scala regionale o quantomeno provinciale con conseguenze in termini di viabilità su tutto il sistema territoriale. Emergono strutture commerciali lungo i perimetri esterni delle aree urbane come risultante del disegno infrastrutturale e di un sistema di mobilità di attraversamento delle aree urbane. La saldatura non governata tra nuclei urbani da luogo alla formazione di una città di fatto, tuttavia non rilevata (come nel caso della conurbazione Porcia-Pordenone-Cordenons) e, di conseguenza, non governata come tale. Ciò comporta, ad esempio l’assenza di un disegno funzionale alla localizzazione di commercio di vicinato e di servizi alla popolazione nelle aree di saldatura, le quali seppur interne alla conurbazione allargata, continuano ad essere percepite e pensate come periferiche.. • • Le tendenze generali indicano, ovunque nel mondo, lo spostamento di produzione, terziario, istituzioni e residenza in periferia. Si tratta di nuove polarità che attraggono e generano spostamenti. Il sistema della mobilità urbana va allora pensato anche tenendo presente il potenziale attrattivo di • queste strutture. Il ruolo attrattivo di Pordenone e del suo centro storico, anche nell’ottica di un rilancio delle attività commerciali in esso insediate, suggerisce di affrontare il nodo dell’integrazione tra l’attestazione del trasporto pubblico urbano ed il sistema dei parcheggi • esterni al centro della città. • La progettazione di aree produttive, logistiche e terziarie deve tenere conto del quadro infrastrutturale che si sta componendo, identificando, nel disegno territoriale in fieri, i punti nodali in cui si stanno generando nuovi differenziali competitivi. • Gli spazi liberati dalle mutate esigenze dei settori e delle aziende non sempre sono ancora funzionali o compatibili con le nuove funzioni produttive. Da qui la necessità/opportunità di attivare processi di riutilizzo dei “vuoti urbani” attraverso rinnovamento edilizio e ridestinazione funzionale dei volumi o delle superfici, anche attraverso demolizioni.
  • 6. Giovani e domanda d’istruzione Scenario 0 effettivo • • • Nel sistema territoriale ci sono oggi circa 3.800 bambini sotto i 2 anni, circa 3.700 tra i 3 e i 5 anni, circa 5.800 tra i 6 e i 10 anni, circa 3.200 tra gli 11 e i 13 anni, circa 5.400 tra i 14 e i 18 anni. Di questi, a Pordenone ce ne sono circa 1.500 sotto i 2 anni, circa 1.400 tra i 3 e i 5 anni, circa 2.000 tra i 6 e i 10 anni, circa 1.200 tra gli 11 e i 13 anni, circa 2.200 tra i 14 e i 18 anni. Le scuole superiori del comune di Pordenone ospitano complessivamente oltre 7 mila studenti. Più della metà degli studenti proviene dal sistema pordenonese (quasi 3.900), di questi oltre 1.600 vengono dal capoluogo. Quasi 3 mila studenti provengono da altri comuni della provincia esterni al sistema territoriale. Poco meno di 300 studenti vengono da fuori provincia. Anziani e domanda socio-assistenziale e sanitaria Stranieri e domanda d’integrazione sociale • • Nel sistema territoriale oggi ci sono oltre 27 mila persone con 65 anni e più, di cui circa 11.800 nel solo capoluogo. • In particolare, nel sistema sono presenti circa 14.600 persone nella classe 65-74 anni, circa 8.800 nella classe 75-84 anni, circa 3.800 nella classe 85-99 anni e 40 anziani con 100 anni ed oltre. A Pordenone ci sono circa 6.000 persone nella classe 65-74 anni, • circa 4.000 nella classe 75-84 anni, circa 1.800 nella classe 85-99 anni ed una ventina di anziani con 100 anni ed oltre • L’incidenza degli stranieri nelle classi d’età fino ai 50 anni nel comune di Pordenone è sempre superiore al 20%, con punte del 35% nella classe da 0 a 2 anni e del 30% nella classe da 19 a 34 anni. Tra le tipologie familiari si segnala il rilevante numero di famiglie unipersonali. In particolare si registra un elevato numero di “persone sole” over 60 (in maggioranza donne): sono circa 9.800 a livello di sistema, di cui circa 4.200 nel solo comune di Pordenone. • Scenario 1 esplorativo • • • La popolazione di 6-10 anni, che rappresenta l’utenza potenziale • della scuola primaria, è prevista in crescita nei prossimi 5 anni: nel sistema aumenterà di oltre 500 unità da qui al 2017, mentre a Pordenone ci saranno quasi 400 bambini in più. La popolazione di 11-13 anni, che rappresenta l’utenza potenziale della scuola secondaria di I grado, è prevista in crescita nei prossimi 10 anni: nel sistema, entro il 2022, aumenterà di circa 370 unità, mentre a Pordenone l’aumento sarà approssimativamente di 270 ragazzi. • La popolazione di 14-18 anni è prevista in crescita nei prossimi 10 anni: nello specifico, l’utenza potenziale delle scuole superiori aumenterà di quasi 700 unità a livello di sistema da qui al 2022, nel comune di Pordenone l’aumento sarà di poco meno di 200 ragazzi. • • La popolazione over 65 è prevista in crescita continua nei prossimi 20 anni: nel sistema da oggi al 2032 ci saranno quasi 12 mila persone in più, a Pordenone l’aumento sarà di circa 3.800 anziani. Ciò si traduce in una stima di quasi 900 potenziali utenti in più nei prossimi 20 anni per quanto riguarda i presidi socio-as- • sistenziali e sanitari nel sistema. Circa 300 di questi risiederanno a Pordenone. Nel sistema territoriale la popolazione straniera è cresciuta molto negli ultimi anni ed ha trainato l’aumento complessivo della popolazione. Pordenone è la città del Nordest con la più alta quota di popolazione straniera residente (16,3%). Nel sistema l’incidenza è dell’11,5%. Nel sistema il 22,5% dei bambini da 0 a 2 anni è straniero, a Pordenone il 35%. La quota di stranieri nella classe 3-5 anni è del 18% nel sistema e del 26,5% nel capoluogo. Nella classe 6-10 anni gli stranieri sono il 14% nel sistema ed il 21,5% a Pordenone. Tra gli 11 e i 13 anni gli stranieri sono il 13% nel sistema ed il 20% nel capoluogo. Nella classe 14-18 anni il 14% dei residenti nel sistema è straniero, mentre nel capoluogo si sale al 21%. Tra i 19 e i 34 anni gli stranieri sono il 21% nel sistema ed il 30% a Pordenone. Nella classe 35-49 anni la quota di stranieri è del 14% nel sistema e del 20,5% nel capoluogo. Oltre questa soglia la percentuale di stranieri si riduce di molto e diventa pressochè insignificante oltre i 65 anni. Per quanto riguarda la provenienza degli stranieri residenti a Pordenone, oltre la metà viene dai tre Paesi più rappresentati: Romania, Ghana e Albania. L’applicazione delle proiezioni demografiche evidenzia una riduzione della popolazione in età lavorativa (15-64 anni) del sistema pordenonese nei prossimi anni. Un’ipotesi di arresto della fase di congiuntura si accompagna ad un incremento della domanda di lavoro e di conseguenza non si può pensare – nell’ipotesi di ripresa - ad una riduzione della componente migratoria. In particolare, la crescita della classe 65-74 anni sarà contenuta a qualche centinaio di unità nei prossimi 10 anni nel sistema e sarà praticamente nulla a Pordenone, ma seguirà un’impennata nei successivi dieci anni. Per la classe 75-84 anni, invece, la crescita sarà consistente fin dai prossimi 5 anni, con quasi 2 mila persone in più nel sistema, di cui quasi 600 nel solo capoluogo. Per i grandi anziani, la classe 85-99 anni crescerà di circa 1.700 unità a livello di sistema e di quasi 700 a Pordenone nei prossimi 10 anni, per poi mostrare un incremento record nei 10 anni successivi. Opportunità • Va valutata una possibile revisione del patrimonio scolastico nell’ambito del sistema urbano complessivo. • Va valutata una possibile revisione delle strutture di accoglienza • e cura degli anziani nell’ambito del sistema urbano complessivo. Criticità • L’aumento generalizzato dei fattori di domanda, nello specifico relativamente ad ognuna delle classi d’età che rappresentano l’utenza potenziale delle diverse tipologie di scuole. • L’aumento generalizzato dei fattori di domanda, nello specifico relativamente agli utenti potenziali dei presidi socio-assistenziali e sanitari. Favorire l’integrazione sviluppando sinergie tra gli ambiti d’azione della mediazione culturale, della formazione in età adulta, delle politiche sociali e di quelle residenziali.
  • 7. Indicatori di sintesi SUOLO CONDIZIONE - Estensione territoriale e densità demografica descrizione misura fonte 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 51.461 1.346 22.885 51.404 1.345 22.936 note 2010 51.723 1, 352 23.308 Comune Estensione territoriale complessiva Popolazione Densità demografica Famiglie kmq Ufficio Statistica 51.088 51.044 50.926 1.334 1.335 1.332 1.321 1.330 21.108 Comune ab/kmq n° 38,23 50.519 50.851 22.175 22.044 22.235 22.622 Circoscrizione Rorai Capuccini Estensione territoriale Densità demografica kmq ab/kmq Estensione territoriale Densità demografica kmq ab/kmq 4,9 Comune Ufficio Statistica 1.841 1.843 1.829 1.783 1.794 1.834 1.832 1, 835 Circoscrizione Nord - Estensione territoriale Ufficio Statistica 24 m sul livello del mare 5,6 Comune 1.223 1.228 1.232 1.237 1.236 1.241 1.228 1, 223 kmq ab/kmq 62 m sul livello del mare Ufficio Statistica kmq ab/kmq Ufficio Statistica (% sul totale abitanti) 2,3 Comune 4.846 4.848 4.823 4.802 4.834 4.788 4, 773 1.524 1.542 1.559 1, 574 1.633 4.770 1.680 1.673 1, 691 572 575 578 6,7 Comune 1.532 1.531 1.530 1.517 Circoscrizione Borgomeduna - Estensione territoriale Estensione territoriale Densità demografica kmq ab/kmq Estensione territoriale Densità demografica kmq ab/kmq 3 Comune Ufficio Statistica 1.647 1.654 1.643 1.608 2000 - 4,6% 2001 - 6% 2002 - 7% 2003 - 8,6% 2004 - 9,8% 2005 - 10,9% 2006 - 12,3% 2007 - 13,5% 2008 - 14,9 % 2009 - 15,5% 2010 - 16,27% 590 Circoscrizione Torre - Estensione territoriale Estensione territoriale Densità demografica Villaggio del Fanciullo (max) Popolazione straniera Circoscrizione Centro - Estensione territoriale Estensione territoriale Densità demografica Posizione geografica Piazza San Marco Latitudine NORD 45° 57' Longitudine EST 12° 41' Altimetria Piazza San Marco Circoscrizione Sud - Estensione territoriale 15,73 Comune Ufficio Statistica 560 558 560 567 2010 Indice di dipendenza giovanile 19,43% anziana 35,04% totale 54,47% Per ogni giovane o anziano residente (persone non attive) ci sono 1,83 persone in età tra i 15-64 anni (persone attive) 2010 ndicatori demografici tasso di natalità 9,29; tasso di mortalità 10,03 saldo migratorio 357
  • 8. SUOLO CONSUMO/USO - Uso reale del suolo (superifici per tipologia di utilizzo e percentuale rispetto all'estensione territoriale complessiva) descrizione Insediamenti storici o di pregio ambientale (zone omogenee A) Archeologia industriale, centro storico, storico ambientale, ville e chiese votive Insiediamenti residenziali (zone omogenee B) Zone residenziali di completamento o ristrutturazione ad attuazione diretta e Nuovi insediamenti residenziali (zone omogenee C) Zone residenziali di espsansione ad attuazione indiretta Attività/insediamenti industriali e artigianali (zone omogenee D) Zone di interesse regionale, ad attuazione indiretta, esistente, di completamento Attività/aree agricole (zone omogenee E) Zone di interesse agricolo, agricolo e paesaggistico; zone agricole speciali Attività/insediamenti commerciali (zone H) Attrezzature commerciali (nteresse regionale, attuazione indiretta), zone produttive di complet., attrezzature/servizi extracommerciali, grandi strutture di vendita Attività/insediamenti per settore terziario (zone I,P) Insiediamenti direzionali, attrezzature fieristiche ed espositive, rierca e servizi al poduttivo, impianti ricettivi Verde privato (zone I,P) Attrezzature/aree per verde e sport (zone R) Verde: di connettivo, di arredo, di quartiere, per la residenza; parco urbano; sport e sport privato; impianti sportivi, spettacoli all'aperto; difesa del territorio dalle acque Verde attrezzato Aree con giochi, campi polivalenti, piste ciclabili…. Parchi urbani Ville, giardini e parchi di pregio Verde storico Ville, giardini e parchi di interesse storico e artistico Verde di arredo urbano Zone alberate, rotonde, aree di sosta… Verde speciale Orti botanici, vivai, giardini zoologici, cimiteri… Verde speciale Giardini scolastici Verde speciale Cimiteri urbani Aree Protette e riserve naturali Verde comunale totale Parco fluviale (zone PF) Istituti d'istruzione e università Scuole (asili nido, materne, elementari, medie inferiori e superiori); istituti professionali, università Servizi e attrezzature collettive Attrezzature per assistenza (anziani, maternità, infanzia, età evolutiva, disabili); servizi e attrezzature sanitarie; servizi e attrezzature per cultura, culto, vita associativa Servizi tecnologici Autorottamazione, depositi di enti pubblici, depuratore fognale, lavorazione/deposito inerti, discariche, impanti per nettezza urbana, smaltimento rifiuti, trasporto pubblico Parcheggi Parcheggi, parcheggi di interscambio, aree per terminal autocorriere Zone di interesse generale Attrezzature per ferrovia, emergenza, protezione civile; salvaguardia dell'acquedotto Autostrade, strade e percorsi carrabili Altro Multiservizi, piani di utilizzo, aree di servizio in ambito ex PIP misura kmq % kmq % kmq % kmq % kmq % kmq % fonte 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2009 note 0,22 0,6 7,18 18,8 0,66 1,7 2,40 6,3 10,57 27,6 Comune 1,77 Ufficio Urbanistica 4,6 kmq 0,29 % 0,8 kmq % kmq 0,04 % 8,5 0,1 3,25 456.000 463.846 519.662 0 1.082.687 1.082.687 1.086.090 1.086.090 1.126.915 17.800 17.800 117.636 117.636 117.636 131.769 243.000 243.000 244.100 108.101 249.349 251.230 276.015 409.600 635.800 637.650 158.180 144.822 146.822 134.760 70.100 70.100 64.100 72.095 72.877 79.857 15.300 15.300 15.300 15.300 16.524 17.184 17.184 5.407.127 5.407.127 5.407.127 5.407.127 5.407.127 5.407.127 5.407.127 1.211.800 mq kmq % kmq 410.056 70.100 Servizio idrico, aree verdi e parchi 410.056 17.800 Comune 483.400 0 mq 456.000 1.438.000 2.535.737 7.363.187 7.503.699 7.562.812 4,77 7.693.289 12,5 0,29 % 0,8 kmq 0,71 % 1,9 kmq 0,79 % kmq % kmq % kmq Elenco parchi con superfici > 5.000 mq Parco del Seminario 233.688 mq Parco San Valentino 61.138 mq Parco Galvani 28.000 mq 522.507 Parco dei Laghetti Rorai 26.930 mq 1.126.915 Parco Cimolai 23.276 mq Parco Valdevit - Querini 17.800 mq Parco Sacro Cuore 12.492 mq 131.769 Parco di Lago Cervignano 11.913 mq 276.015 Giardino IV novembre 11.500 mq Parco San carlo 8.700 mq 134.760 Parco delle Terme Romane 7.000 mq Parco John lennon 5.020 mq 80.857 Aree verdi con superfici > 5.000 mq in via o tra le vie: 17.184 Nuova di C.-Volt de Querini 12.483 mq Mestre-Nuova di Corva 12.188 mq 5.407.127 Brigata Lupi di Toscana 11.788 mq 7.697.134 Casarsa 9.450 mq Comune Ufficio Urbanistica 2,1 0,39 1 0,96 2,5 2,85 % 7,5 kmq 1,06 % 2,8 Rete stradale (2010) strade statali 5,8 km strade provinciali 3,7 km strade comunali 231,2 km strade vicinali 15,0 km autostrade 3,6 km TOT 259,29 km di cui: 83,6 km con linee di autobus 27,1 Km con tratti ciclabili Rete ciclabile (2010) 26.951 m di cui 14.936 m in sede protetta
  • 9. SUOLO CONSUMO/USO - Evoluzione urbana nei Comuni di Pordenone, Cordenons, Porcia, Roveredo in Piano, San Quirino e Fonatanafredda (analisi foto satellitari) descrizione misura fonte _ 1985 1992 2001 2005 variazione 2005 - 1985 Acqua (classe 1) Corpi idrici; acque marittime e continentali ettari 567,247 352,845 352,845 446,107 < 121, 14 Vegetazione alta e alberi ripariali (classe 2) Zone boscate; zone umide ettari 3.411 2.068,47 1.774,10 982,822 < 2.428,178 ettari 3.287,07 1.789,61 2.051,53 2.268,56 <1.018,51 ettari 21.661,20 23.416 20.793 19.691,10 < 1.970,1 2.424,13 1.903,27 2.286,38 2.066,53 < 357,6 31.350,65 29.530,20 27.257,86 25455,12 < 5.895,5 note Vegetazione arbustizia e magredi fluviali (classe 3) Zone verdi artificiali non agricole; zone caratterizzate da vegetazione arbustiva e/o erabcea Coltivi (classe 4) Zone agricole eterogenee, seminativi, colture permanenti, prati stabili, foraggiere permanenti Suolo nudo, ghiaioni, cave (classe 5) Zone aperte con vegetazione rada o assente ettari Somma claasi 1,2,3,4,5 ettari Università degli studi di Trieste Dipartimento di scienze geografiche e storiche Suburbano e stradee (classe 6) Zone commerciali, industriali ed infrastrutturali; zone estrattive, cantieri, discariche e terreni artefatti ed abbandonati ettari 1.023,26 2.895,32 3.343,12 2.082,04 > 1.058,78 Urbano (classe 7) Zone urbanizzate di tipo residenziale ettari 3.698,39 3.646,78 5.471,32 8.535,10 > 4.836,71 Somma classi 6 e 7 ettari 4.721,65 6.542,10 8.814,44 10.617,14 > 5.895,5 Totale (somma delle sette classi) ettari 36.072,26 La perdita di vegetazione (variazione della classe 2) e incremento del costruito (variazioni delle classi 6 e 7) hanno seguito entrambe le linee di crescita Nord-Est e Nord-Ovest dell'agglomerato urbano di Pordenone e dintorni. La perdita di vegetazione segue idealmente lo sviluppo urbano ed è sensibile, fra il 2001 e 2005, lungo il corso del Noncello. L'incremento del costruito si sviluppa riempiendo progressivamente le zone interstiziali fra le varie aree costruite, seguendo in parte le direttrici Nord-Est e NordOvest della perdita di vegetazione.
  • 10. SUOLO ESPOZIONE/RISCHIO - Superfici comunali (suddivise per uso del suolo) interessate da aree a pericolosità idraulica descrizione misura fonte 2001 2008 349,5 426 6,1 4 642,3 568 997,9 998 26,1 …. …. … … note 26,1 P1 - Aree a moderata pericolosità Territori agricoli ettari Territori boscati e ambienti semi naturali ettari Territori urbanizzati ettari Superficie P1 totale Percentuale P1 sul territorio comunale ettari Autorità di Bacino dei fiumi dell'Alto Adriatico Progetto di Piano per l'assetto idrogeologico del fiume Livenza % P2 - Aree a media pericolosità Territori agricoli ettari 154,8 178 Territori boscati e ambienti semi naturali ettari 8,2 15 Territori urbanizzati ettari 167,4 141 330,4 334 % 8,6 8,7 Territori agricoli ettari 0 0 Territori boscati e ambienti semi naturali ettari 30,7 ettari 135,6 0 166,3 17 4,3 0,4 0 0 0 0 0 0 0 0 % 0 0 Territori agricoli ettari 698,6 773 Territori boscati e ambienti semi naturali ettari 98,6 14 Territori urbanizzati ettari 121,2 124 918,4 911 24 23,8 2413 2260 63 59 23.915 nd 49 nd P2 - Aree a media pericolosità Si tratta di aree nelle quali sono possibili danni minori agli edifici, alle infrastrutture e al patrimonio ambientale, ma che non pregiudicano l'incolumità delle persone, l'agibilità degli edifici e la funzionalità delle attività economiche. 17 Territori urbanizzati P1 - Aree a moderata pericolosità Si tratta di aree nelle quali i danni sociali, economici e al patrimonio ambientale sono marginali Superficie P2 totale Percentuale P2 sul territorio comunale ettari Autorità di Bacino dei fiumi dell'Alto Adriatico Progetto di Piano per l'assetto idrogeologico del fiume Livenza P3 - Aree a elevata pericolosità Superficie P3 totale Percentuale P3 sul territorio comunale ettari Autorità di Bacino dei fiumi dell'Alto Adriatico Progetto di Piano per l'assetto idrogeologico del fiume Livenza % P4 - Aree a pericolosità molto elevata Territori agricoli ettari Territori boscati e ambienti semi naturali ettari Territori urbanizzati ettari Superficie P4 totale Percentuale P4 sul territorio comunale ettari Autorità di Bacino dei fiumi dell'Alto Adriatico Progetto di Piano per l'assetto idrogeologico del fiume Livenza P3 - Aree a elevata pericolosità Si tratta di aree nelle quali sono possibili problemi per l’incolumità delle persone, danni funzionali agli edifici ed alle infrastrutture con conseguente inagibilità degli stessi, la interruzione della funzionalità delle attività socioeconomiche e danni rilevanti al patrimonio ambientale. F - Aree a elevata pericolosità Superficie F totale Percentuale F sul territorio comunale Superficie comunale in area pericolosa (P1, P2, P3, P4, F) ettari Autorità di Bacino dei fiumi dell'Alto Adriatico Progetto di Piano per l'assetto idrogeologico del fiume Livenza % ettari Percentuale rispetto al territorio comunale % Popolazione in area pericolosa (P1, P2, P3, P4, F) n° Percentuale rispetto al territorio comunale % Autorità di Bacino dei fiumi dell'Alto Adriatico Progetto di Piano per l'assetto idrogeologico del fiume Livenza P4 - Aree a pericolosità molto elevata Si tratta di aree nelle quali sono possibili la perdita di vite umane e lesioni gravi alle persone, danni gravi agli edifici e alle infrastrutture con conseguente inagibilità degli stessi, la interruzione di funzionalità delle attività socioeconomiche e danni rilevaneit al patrimonio ambientale.
  • 11. SUOLO CONSUMO/USO -Trasformazioni d'uso in Lombardia, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia descrizione Suolo urbanizzato (in aumento nel periodo considerato) m 2 equivalenza Suolo agricolo (in diminuzione nel periodo considerato) FRIULI VENEZIA GIULIA 1980-2000 80.964 in più 5.776 in più 14 città come Bologna 2 città come Udine 103.000 82.000 8.000 ettari equivalenza Suolo urbanizzato ogni giorno EMILIA ROMAGNA 1976-2003 22.954 in più fonte LOMBARDIA 1999-2005 4,7 città come Brescia misura Osservatorio nazionale consumi di suolo Rapporto 2009 6 volte piazza del Duomo Milano 12 volte piazza Maggiore Bologna 3 volte piazza Unità Trieste 26.728 in meno equivalenza 197.576 in meno 6.482 in meno 5,4 città come Brescia ettari 33 città come Bologna 2,2 città come Udine 43,9 45,2 68,5 59,6 35,4 34,5 12,5 13,6 4,8 8,5 8,1 8,9 Occupazione del territorio (rispetto al totale e negli estremi dell'intervallo temporale considerato) superficie agricola % superficie urbanizzata % Osservatorio nazionale consumi di suolo Rapporto 2009 Velocità di trasformazione procapite superficie agricola (in diminuzione) m2/abitanti*anno superficie urbanizzata (in aumento) m2/abitanti*anno Osservatorio nazionale consumi di suolo Rapporto 2009 4,7 18.3 2,8 4 7.5 2,5 CONSUMO/USO -Trasformazioni d'uso nelle Province friulane (1980-2000) descrizione misura fonte GORIZIA TRIESTE UDINE PORDENONE Coefficiente di copertura urbanizzata al 1980 % 12,9 32 6,3 8,9 Coefficiente di copertura urbanizzata al 2000 % 14,3 32,9 6,8 9,9 692 189,4 2.733,20 2.162,30 0,1 0,03 0,4 0,3 m2/abitanti*anno 2,5 0,4 2,6 3,8 Coefficiente di copertura agricola al 1980 % 45,4 9,3 33,4 40 Coefficiente di copertura agricola al 2000 % 44,2 9,1 32,7 38,9 -567,6 -50,5 -321,3 -2.545,70 -0,1 -0,01 -0,5 -0,3 m2/abitanti*anno -2,1 -0,1 -3,2 -4,5 Coefficiente di copertura naturale al 1980 % 22,3 58,4 58,1 50,6 Coefficiente di copertura naturale al 2000 % 22,4 57,9 58,2 50,7 33,1 -105 554,1 299 0 -0,01 0,1 0 0,1 -0,2 0,5 0,5 note Variazione delle superfici urbanizzate Velocità di variazione delle superfici urbanizzate Variazione delle superfici agricole Velocità di variazione delle superfici agricole Variazione delle superfici naturali Velocità di variazione delle superfici naturali ettari ettari/giorno ettari ettari/giorno ettari ettari/giorno m2/abitanti*anno Osservatorio nazionale consumi di suolo Rapporto 2009 Osservatorio nazionale consumi di suolo Rapporto 2009 Osservatorio nazionale consumi di suolo Rapporto 2009 Osservatorio Politiche Abitative Provincia di Pordenone Dal 2011 al 2009 sono stati costruiti nel territorio provinciale 4,62 mc/ha - anno 1.052.686 mc/anno Per consumo di suolo si intende: le trasformazioni da uno stato all'altro e le trasformazioni da uno stato meno artificiale e meno permanente ad uno stato artificiale e permanente. Per il Comune di Pordenone l'analisi dei cambiamenti d'uso del suolo negli ultimi vent'anni si è basata sul confronto delle rilevazioni fatte dal sistema Corine Land Cover nel 1990 e nel 2000. COPERTURA RISPETTO AL TERRITORIO Aree industriali o commerciali da 6% a 5% Seminativi in aree non irrigue da 33% a 42% Tessuto urbano discuntinuo da 35% a 34% Aree prevalentemente occupate da colture agrarie da 5% a 3% Sistemi colturali e particellari complessi da 21% a 15% Il rapporto tra aree antropizzate e aree agricole o naturali si è mantenuto sostanzialmente costante, ma all'interno del sistema dellc olture si è assistito ad un progressivo impoverimento e una sostituzione con "seminativi in aree non irrigue". (Fonte: Ecoteam) Osservatorio sulle Politiche Abitative Provincia di Pordenone Dati riferiti all Comune di Pordenone 2001 abitazioni 24.380, volumetria 7.261.339 2009 abitazioni 27.118, volumetria 7.997.600 variazione 2001-2009: abitazioni + 9,75% volumetria + 10,14%
  • 12. Acque superficiali Fontane Lavatoi Fiumi • Noncello • Meduna Rii Rogge Rughi Canali Corsi d’acqua iscritti nel registro delle acque pubbliche (fascia di rispetto m 150 dalle sponde) • • • • • • • • • • • • • • • Fiume Meduna N.44 Fiume Noncello N.50 Rio Mai N.52 Roggia Burida N.53 Roggia Remengola N.54 Roggia Cavallin N.55 Roggia Codafora N.56 Roggia dei Molini N.57 Roggia Vallona N.58 Laghi (fascia rispetto m 300 dalle sponde): Lago Burida N.1a Lago San Valentino N.1b Lago Cotonificio Veneziano N.2a Lago a nord di via Bellasio N.2b Laghetti Tomadini n.3 I beni appena elencati ono soggetti a vincolo paesaggistico ai sensi della parte Terza del D.Lgs 42/04. La cartografia è consultabile presso il sito: http://www.comune.pordenone.it/it/servizi-online/prgc-online/index_html/cartografie-tematiche QUARTIERE SUD • Rio Boal • Rio Becus • Rio Bovolat • Rogo Noncello • Rugo dei Cucchi • Rugo di Valle QUARTIERE BORGOMEDUNA • Canale Noncello • Canale Amman QUARTIERE CENTRO • Roggia Codafora • Roggia del Molini QUARTIERE RORAI -CAPPUCCINI • Rio Pedron • Rio Cavallin • Rio Mai • Roggia delle Remengoli • Roggia Burida QUARTIERE TORRE • Roggia Vallona • Roggia Pescheria • Roggia Confalonieri • Roggia del Pontuz • Roggia delle Strighe QUARTIERE NORD • Canale Brentella Laghi QUARTIERE CENTRO • Laghetto Querini • Laghetto Galvani • Laghetto San Giorgio • Laghetti del Maglio QUARTIERE RORAI -CAPPUCCINI • Laghetti Rorai Grande • Lago Conceria Presot • Lago della Burida QUARTIERE TORRE • Laghetti del Maglio • Laghetti Tomadini • Laghetto San Carlo • Laghetto San Valentino QUARTIERE SUD • Via Cadel – vicino civ. n°14 • Via Vallenoncello – vicino civ. n° 42/f • Via Valle – incrocio via Brugnera • Via Valle – vicino civ. n°44 • Piazza valle – vicino civ. n°23 • Via San leonardo – incrocio via Pramarot • Via Segaluzza – vicino civ. n°20 • Via Chiesa di Vellenoncello • Via San Gregorio Bassa • Via Vecchia di Corva -vicino civ. 18 • Via Svevo -I.A.C.P. (cortile interno) • Via Dogana -piazzale della Chiesa • Via Amalteo -fra civ. 15 e 17 • Via Villanova di Sotto -vicino Villa Cattaneo • Via Villanova -vicino civ. 41 • Via Villanova -vicino civ. 17 • Via Villanova -vicino Chiesa • Via Villanova -incrocio Via Goldoni -vicino civ. 53 QUARTIERE BORGOMEDUNA • Via Meduna -vicino civ. 4 • Via Meduna -vicino civ. 38 • Via Udine -vicino Scuole Elementari • Via S. Giuliano -incrocio Via Amman • Via S. Giuliano -vicino Chiesa Santissima • Via Mantegna -vicino civ. 50 • Vicolo S. Giuliano QUARTIERE CENTRO • Vicolo Del Lavatoio • Piazza Della Motta • Piazza Risorgimento • Piazza Pescheria • Piazzale Ellero -Monumento • Via Del Molino • Parco Querini • Parco Galvani • Piazza S. Marco • Via Gorizia • Piazza del Cristo QUARTIERE RORAI CAPUCCINI • Via Maggiore -vicino Mingot • Via Bottecchia -I.A.C.P.-Destra • Via Noncello -I.A.C.P. • Vicolo Vivuola -vicino civ. 8 • Via Maggiore -vicino civ. 6 QUARTIERE TORRE • Via Zara -interrato a fianco Scuole Elementari • Via Francesco Baracca -vicino civ. 36 • Via Sabotino -incrocio Via Monte Grappa • Via Monte Grappa -all’interno civ. 3 • Via Somalia -vicino civ. 6 • Via General Cantore -vicino Scuole Vecchie • Centro Studi -Giardinetti • Via Mameli -Monumento • Via Mameli
  • 13. Verde tutelato
  • 14. Suolo urbanizzato
  • 15. Grafo stradale
  • 16. Rete ciclabile
  • 17. Servizi Stima speditiva del grado di accessibilità Tavola generale dei servizi Per ogni servizio comunale è stata individuata sul territorio un’area circolare (con raggio 500 m) che identifica l’ipotetico accesso pedonale nel tempo di 5-8 minuti (per una più accurata analisi, dovrà essere valutata la presenza di barriere territoriali). Il numero di residenti che ricadono nelle aree circolari è suddiviso per fascia d’età (dati 2012). FASCE D'ETA 0-6 7-12 13-18 19-30 31-45 46-65 66-oltre TUTTI NIDI 887 668 695 1721 3239 4033 3086 14329 6562 MATERNE 2314 1670 1751 4368 7986 9996 7936 36021 16695 ELEMENTARI 2303 1683 1742 4294 7867 9785 7728 35402 16458 MEDIE 1128 796 854 2174 3943 4985 4024 17904 8302 SUPERIORI 939 634 714 1770 3209 4142 3454 14862 7037 2202 1552 1637 3971 7381 9213 7430 33386 15435 2986 2162 2235 5582 10387 12795 10067 46214 21465 SPORT 2549 1852 1933 4761 8867 11020 8640 39622 18073 CULTURA COMUNALE (biblioteche, teatro borgomeduna) 1603 1126 1161 2926 5554 6763 5437 24570 PARCHI (attrezzati e superiori a mq. 10000) VERDE ATTREZZATO (no parchi) n° famiglie 11608 CULTURA SOVRACCOMUNALE (teatro, musei, casa della musica, casa dello studente, villa galvani) 1101 ASSISTENZA (presidi, consultorio, guardia medica, distretto, centro accoglienza - no ospedali e no case di riposo) 1379 742 804 2046 3774 4640 3978 17085 8083 990 1037 2548 4649 5882 5052 21537 9947
  • 18. asili nido scuole materne
  • 19. scuole elementari scuole medie
  • 20. scuole superiori sport
  • 21. Verde attrezzato parchi
  • 22. cultura comunale cultura sovracomunale
  • 23. assistenza
  • 24. Approfondimenti Biodiversità habitat naturaliformi lungo i corsi d’acqua Morfologia fluviale e vegetazione ripariale Radiazioni non ionizzanti telefonia mobile elettrodotti
  • 25. BIODIVERSITA' CONDIZIONE - Habitat naturaliformi lungo i corsi d'acqua del territorio comunale (2008) descrizione misura fonte Noncello urbano Laghetti cittadini Rorai Burida Noncello inferiore Meduna superiore Meduna inferiore Habitat naturaliformi = 484,43 ha, 33, 79% Colture intensive erbaceee a pieno campo = 606,53 ha, 42,32 % Colture intensive - vigneti = 2,03 ha, 0,14% Colture estensive - vivai = 32,44 ha, 2,26% Colture estensive - pioppeti = 40,45 ha, 2,82 % Vegetaz. ruderale (cave, aree industriali, infrastr.) = 54,5 ha, 3,8% Edificati e pertinenze = 212, 96 ha, 14,86% Superificie territoriale complessiva Tratto urbano del Noncello (dalla vecchia tintoria di Torre alla confluenza del rio Mai; suoi affluenti in sx idrografica), Laghetti cittadini (Laghetti San Valentino, San Carlo, Roggia Vallona, Laghetti Tomadini e suoi immissari), Laghetti Rorai Burida (Rio MaiPedron, laghetti Rorai, lago della Burida e isuoi immissari), tratto inferiore del Noncello (dal rio Mai alla confluenza con il Meduna), tratto superiore del Meduna (dal ponte SS13 alla A28 e suoi affluenti), tratto inferiore del Meduna (Dalla A28 alla confluenza con il Noncello e suoi affluenti) ettari ECOTEAM Studio Associato TOTALE ettari (ha) e % 1433,33 Ambienti lentici (acque ferme) ettari 0,62 3,61 11,35 0 1,02 0 16,59 ha, 1,16% Ambienti lotici (acque correnti) ettari 14,65 1,03 0,64 16,88 8,11 17,43 58,74 ha, 4,1% Siepi e boschette semplificate ettari 24,39 11,03 9,69 19,28 14,02 25,14 103,55 ha, 7,22% Arbusteti dominati dal pioppo ettari 1,95 0 0 0 0 0 1,95 ha, 0,14% Formazione erbacee degli argini ettari 3,78 0 0 0 0 6,75 10,53 ha, 0,73% Arrenatereti ettari 0,14 0 0 0 0 1,41 1,55 ha, 0,11% Fragmiteti ettari 0,23 0,17 0,5 0 0 0 0,9 ha, 0,06% Saliceto riapariali ettari 1,2 0 0 0 2,81 0 4,01 ha, 0,28% Salici - populeto ettari 51,3 1,57 6,2 26,46 20,05 8,33 113,91 ha, 7,95% Saliceto dei suoli inondati ettari 3,39 1,79 0,46 0 0 0 5,64 ha, 0,39% Colture foraggere ettari 24,49 0,2 0,27 6,73 5,27 4,06 41,02 ha, 2,86% Impianti di latifoglie ettari 7,84 0 0,41 0,67 1,08 2,07 12,07 ha, 0,84% Sodaglie a rovo ettari 2,76 0,26 0 0,77 0 0 3,79 ha, 0,26% Arbusteti ad amorfa ettari 0 0 0 2,61 2,98 48,11 53,7 ha, 3,75% Parchi - alberi autoctoni ettari 3,84 9,53 0,63 0 0 0 14 ha, 0,98% Parchi - alberi esotici ettari 6,55 3,82 0,12 0 0 0,86 11,35 ha, 0,79% Parchi - tappeti erbosi ettari 13,78 9,65 7,32 0,37 0 0 31,12 ha, 2,17% ettari 160,91 42,66 37,59 73,77 55,34 114,16 % 33,21 8,81 7,76 15,23 11,42 23,57 La superficie occupata da habitat nei diversi sistemi è complessivamente 484,43 ettari corrispondente al 33,79% delle superificie complessiva 9.46 2.51 2.21 4.34 3.25 6.71 Habitat naturaliformi Superficie complessiva per sistema Habitat naturaliformi Superficie media Habitat naturaliformi Ricchezza specifica nei diversi sistemi ettari n° ECOTEAM Studio Associato ECOTEAM Studio Associato 16 11 11 8 8 9 La ricchezza specifica indica il numero di habitat. Complessivamente sono presenti 17 habitat naturaliformi
  • 26. BIODIVERSITA' QUALITA' - Morfologia fluviale originaria e vegetazione ripariale (2008) descrizione misura Noncello urbano Laghetti cittadini Rorai Burida Noncello inferiore Meduna superiore Meduna inferiore NO fonte NO NO NO NO NO SI SI SI SI SI NO note Morfogologia fluviale originaria Articolata SI/NO Riconoscibile SI/NO Alterata SI/NO NO SI NO SI NO SI Presente SI/NO SI SI SI SI SI SI Caratteristica SI/NO SI NO NO NO NO NO Diversificata SI/NO SI NO SI NO SI NO ECOTEAM Studio Associato Vegetazione ripariale ECOTEAM Studio Associato Tratto urbano del Noncello: aspetti geomorfologici fluviali ben riconoscibili, vegetazione ripariale presente ed articolata, presenza di aree con caratteristico mosaico vegetazionale degli ambienti umidi. Laghetti Rorai-Burida e tratto superiore del Meduna: morfologia fluviale riconoscibile, paesaggio vegetale diversificato con presenza sia di elementi naturali coerenti che esotici. Laghetti cittadini e tratto inferiore del Noncello: morfologia originale riconoscibile ma alterata, formazioni semplificate dal punto di vista strutturale. Tratto inferiore del Meduna: morfologia caratteristica assente, vegetazione semplificata dal punto di vista floristico e strutturale
  • 27. RADIAZIONI CONDIZIONE/ESPOSIZIONE - Radiazioni non ionizzanti generate da antenne di telefonia mobile (2008) Circoscriz. Rorai-Capp. Circoscriz. Nord Circoscriz. Centro Circoscriz. Torre Circoscriz. Bormeduna Circoscriz. Sud totale n° 9 8 12 11 6 12 58 n° 3 2 1 3 2 4 1 1 3 3 3 3 4 3 2 2 1 3 1 1 2 4 3 3 15 19 11 13 2 2 1 2 1 2 10 Insiediamenti residenziali (zone omogenee B) 2 0 6 7 3 2 20 Attività/insediamenti industriali e artigianali (zone omogenee D) 0 1 0 0 0 3 4 Attività/insediamenti commerciali (zone H) 0 1 0 2 1 5 9 0 2 0 0 0 1 3 Attrezzature collettive e servizi, verde pubblico, parcheggi... 3 3 2 2 0 0 10 Zone per servizi tecnologici/acquedotto 4 1 0 0 2 1 8 Attività/insediamenti per settore terziario (zone I,P) 0 0 4 0 0 0 4 Localizzazioni incompatibili (asili nido, scuole, attrezzature per assistenza alla maternità, all'infanzia ed età evolutiva, agli anziani, ai disabili, ospedali e altre strutture adibite a degenza) 0 0 0 0 0 0 0 Localizzazioni controindicate (aree: con presenza di edilizia estensiva di limtata altezza, a rilevante interesse ambientale; posizionamento di impianti visibili entro i centri storici, nel contesto di edifici e luoghi di importanza storico culturale) 1 0 0 1 0 0 2 8 3 9 6 5 2 33 Vincolo paesaggistico o storico-momumentale 0 2 2 0 0 1 5 Localizzazioni neutre 0 3 1 4 1 9 18 descrizione Telefonia mobile Distribuzione territoriale degli impianti fissi esistenti misura TIM VODAFONE WIND H3G Telefonia mobile Distribuzione territoriale DVBH richiesti in co-siting con impianti fissi esistenti fonte Comune di Pordenone Ufficio Tutela e Sostenibilità ambientale n° Telefonia mobile Destinazione urbanistica dei siti impianti fissi esistenti Zone residenziali di completamento o ristrutturazione Zone di interesse regionale, ad attuazione indiretta, esistente, di completamento Attrezzature commerciali, zone produttive di complet., grandi strutture di vendita Attività/aree agricole (zone omogenee E) Zone di interesse agricolo, agricolo e paesaggistico; zone speciali n° Comune di Pordenone Ufficio Tutela e Sostenibilità ambientale Insiediamenti direzionali, attrezzature fieristiche, rierca, impianti ricettivi Telefonia mobile Localizzazione per aree impianti fissi esistenti Localizzazioni preferenziali (aree: in condivisione con impianti per telefonia esistenti o in previsione, di proprietà comunale, con serv. tecnologici esistenti, non urbanizzate, attreversate da arterie di tarsporto o linee elettriche, con edilizia alta) n° Comune di Pordenone Ufficio Tutela e Sostenibilità ambientale Superamento del limite di esposizione Estensione delle aree interessate Superamento del valore di attenzione Estensione delle aree interessate Livello di inquinamento (LI) inferiore ai limiti normativi Estensione delle aree interessate Kmq (% rispetto il territorio comunale) 0 Università degli studi di Trieste Dipartimento di scienze geografiche e storiche 0 L.I = 2-2,8 V/metro 30,93 (81%) L.I = 1-2 V/metro 6,88 (18%) L.I = < 1 V/metro 0,19 (0,5%) Nel caso di esposizione a impianti che generano campie elettrici, magnetici ed elettromagnetici con frequenza compresa tra 0,1 MHz e 300 GHz non deve essere superato il limite di esposizione di 20 volt/metro dove non si soggiorni per più di quattro ore al giorno ed un valore di attenzione di 6 volt/metro per tutti i luoghi sensibili e abitati più di quattro ore al giorno
  • 28. RADIAZIONI CONDIZIONE/ESPOSIZIONE - Radiazioni non ionizzanti generate da linee a Media Tensione MT, Alta Tensione AT e Altissima Tensione AAT (2008) descrizione Linee Alta e Altissima Tensione Tensione Linee Alta e Altissima Tensione Proprietario/gestore Misure di campo elettrico effettuate Monitoraggio presso le linee elettriche di AT e AAT Misure di induzione magnetica effettuate misura fonte Linea 21.361 Cordign. - Udine Linea 23.672 PN - Prata Linea 23.748 Porcia-vil.Rinaldi kV ARPA 380 132 132 _ Dipartimento provinciale di Udine Servizio Sistemi Ambientali TERNA TERNA 132 TERNA TERNA n° Monitoraggio presso le linee elettriche di AT e AAT n° Superamento dei limiti di esposizione n° Superamento dei valori di attenzione Linea 23.749 Doppia Linea Procia-Prata 23.762-23.749 132 TERNA Casarsa FS Sacile FS 132 RFI Fissazione dei limiti di esposizione, dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualità per la protezione della popolazione dalle esposizioni ai campi elettrici e magnetici alla frequenza di rete (50 Hz) generati dagli elettrodotti: Limiti di esposizione 9 n° note campo elettrico E max 5.000 V/m induzione magnetica B max 100 microT 11 ARPA Dipartimento provinciale di Udine Servizio Sistemi Ambientali 0 Nel caso di aree gioco per l'infanzia, ambienti abitativi, ambienti scolastici e luoghi adibiti a permanenze non inferiori a 4 ore: 0 Misure di campo elettrico effettuate n° 26 Misure di induzione magnetica effettuate n° Valore di attenzione induzuione magnetica B max 10 microT 26 Monitoraggio presso civili abitazioni prossime alle linee elettriche (AAT, AT, MT) Monitoraggio presso civili abitazioni prossime alle linee elettriche (AAT, AT, MT) ARPA Nel caso di progettazione di nuovi elettrodotti in corrispondenza di aree gioco per l'infanzia, ambienti abitativi, ambienti scolastici e luoghi adibiti a permanenze non inferiori a 4 ore; progettazione di nuovi insediamenti e delle nuove aree di cui sopra in prossimità di linee ed installazioni elettriche già presenti nel territorio: 0 Superamento dei limiti di esposizione n° Superamento dei valori di attenzione (mediana nelle 24h) n° 0 Superamento dell'obiettivo di qualità (mediana nelle 24h) n° 0 Dipartimento provinciale di Udine Servizio Sistemi Ambientali 15 Linee Alta e Altissima Tensione Fasce di rispetto (Dpa) Linee Media Tensione Fasce di rispetto (Dpa) m m ARPA Dipartimento provinciale di Udine Servizio Sistemi Ambientali ARPA Dipartimento provinciale di Udine Servizio Sistemi Ambientali 46 simmetrica rispetto al centro della linea lato 2 condut. 14 lato 1 condut. Tratto aereo in conduttore nudo in semplice terna con tipo di sostegno prevalente a traliccio Dpa 9 fascia simmetrica 13 lato 2 condut. 12 lato 1 condut. Obiettivo di qualità induzione magnetica B max 3 microT 15 lato 2 condut. 14 lato 1 condut. Tratto aereo in conduttore nudo in semplice terna con tipo di sostegno prevalente a stelo Dpa 7/8 lato 1 condut/lato 2 condut 14 22 simmetrica rispetto al centro della linea lato 2 condut. 13 lato 1 condut. Tratto in cavo interrato Dpa 2 fascia simmetrica La fascia di rispetto è lo spazio circostante un elettrodotto che comprende tutti i punti, al di sopra e al di sotto del livello del suolo, caratterizzati da un'induzione magnetica di intensità maggiore o uguale all'obiettivo di qualità. All'interno delle fasce di rispetto non è consentita alcuna destinazione di edifici ad uso residenziale, scoalstico, sanitario, che comporti cioè una permanenza maggiore di quattro ore.
  • 29. Lezioni di piano Le riflessioni che hanno accompagnato i piani regolatori di Pordenone
  • 30. 1955 1969 Piano regolatore generale Portus Naonis I Variante al PRGC del 1955 redatto dall’Arch. Domenico Filippone e dall’Ing. Aldo Della Rocca (Roma) redatto dall’Arch. Ezio Cerutti (Milano) vincitori del bando di concorso del 1934 Criteri progettuali • Mantenimento della disposizione “stellare” della città. • Diradamento edilizio per motivi igienici nei settori eccessivamente addensatesi nel corso dei secoli. • Necessità della conservazione dei settori verdi dell’agglomerato urbano (conservazione del sistema di rogge elemento caratteristico della città). Dati dimensionali • Abitanti insediati all’anno 1937 pari a circa 25.000. • Abitanti teorici pari a circa 37.000 (incremento 12.000): tale incremento era reso possibile dal completamento dell’anello anulare (Pontebbana) che avrebbe consentito la sistemazione delle reti stradali suburbane favorendo l’utilizzo e la valorizzazione di quei terreni che, compresi tra le loro maglie, erano stati fino ad allora inservibili all’incremento edilizio cittadino. Obiettivi strategici • Creare nuove zone per la fabbricazione. • Risoluzione dei problemi causati dall’insufficiente rete viaria, attraverso la realizzazione di una nuova e ordinata viabilità intorno alle cinque strade radiali che si dipartivano dal centro verso Udine, Treviso, Cordenons e Aviano. • Riprogettazione delle tre parti di città ritenute più significative, ovvero la sistemazione della piazza S. Giorgio, la sistemazione della Piazza Cavour e la creazione di un’arteria parallela al corso Vittorio Emanuele che, lambendo il retro del Duomo, avrebbe dato maggior risalto allo stesso. Periodo storico Il Piano Filippone - Della Rocca entrò in vigore solamente nel 1955, cioè molti anni dopo la sua elaborazione. Nel tempo intercorso tra la stesura e l’approvazione, era profondamente mutata la struttura della città (II^ guerra mondiale), tanto da rendere inservibile il Piano stesso. La città aveva oltrepassato in ogni sua parte i vincoli e le direttive del piano, tanto da suggerire una nuova elaborazione. Piano Cerutti variante approvata con DPGR 11/ URB del 29.1.1969 Criteri progettuali • Adeguare la previsione del piano alle esigenze immediate e soddisfare le necessità di un “ragionevole periodo futuro”. • Porre rimedio ad uno sviluppo caratterizzato da “mancanza di ordine programmato, con costruzioni in zone dove la configurazione fisica del terreno lo permetteva, arrestandosi solamente dove incontrava difficoltà di ordine artificiale”. Cerutti così riassumeva: “ I problemi che la realtà di Pordenone prospetta sono di natura veramente singolare. Più che previsioni in estensione è utile pensare alla riorganizzazione ed alla integrazione della vasta zona già parzialmente interessata, e compromessa, dalla frammentaria edificazione” estratto di relazione verbale tenuta dal Cerutti in data 1 settembre 1960 Dati dimensionali “I dati ricavati dalle indagini indicano densità territoriali irrisorie derivate sia dal tipo edilizio più comune, la casetta unifamiliare, sia dalla frammentarietà delle iniziative che germinano spontaneamente guidati prevalentemente da interessi casuali.” articolo de Il Polpolo, estratto dell’edizione datata 20 maggio 1955 Se ne ricava un’immagine di disordine edilizio con irrazionale ubicazione degli edifici e carenza dei servizi pubblici in rapporto alla dilatazione della zona edificata. L’orientamento del piano, in conseguenza, segue il criterio di “saturazione” delle zone investite da “insediamenti polverizzati” incrementando considerevolmente la densità edilizia. Obiettivi strategici • Delimitazione dei settori che davano luogo al formarsi di quartieri inserendo in essi le indispensabili strutture di uso collettivo. • Riequilibrio della densità edilizia con particolare riguardo alla limitazione delle altezze nel centro storico per salvaguardare valori artistici ed ambientali dall’assalto già in atto della speculazione edilizia. Si garantiva così l’attenuazione del pericolo di drastici interventi di trasformazione. • Destinazione di aree ad edifici ed impianti di carattere sociale inerenti la vita della città. • Riorganizzazione della rete viaria in relazione alle ristrutturazioni interne. • Ricollocazione dell’attività industriale per consentire un elastico adeguamento alle future necessità delle attività aziendali. Periodo storico Il Piano Cerutti è stato assoggettato a 70 varianti che sono state adottate nel periodo di maggiore crescita urbana (da 36.925 abitanti nel 1963 ai 51.369 abitanti nel 1981). A partire dal 1977, in osservanza al Piano Urbanistco Regionale Generale (PURG), le varianti allo strumento urbanistico generale comunale (PRGC) hanno lo scopo di ridimensionare l’attività edilizia nell’area centrale e di ridurre gli indici. Il PRGC esaurisce quindi la sua funzione di contenimento dell’espansione in quanto prerogativa riconosciuta al PURG, strumento urbanistico sovraordinato.
  • 31. 1986 2000 Piano Zuccato Variante n°38 Variante di adeguamento redatto dall’Arch. Arnaldo Zuccato (Udine) variante approvata con DPGR 0191/Pres del 28/05/1986 Criteri progettuali • Adeguare le previsioni al Piano Urbanistico Regionale Generale (bozza del 1982). • Articolare le previsioni in modo più composito. • Migliorare il tessuto urbano per meglio corrispondere al miglioramento qualitativo della città. “L’obiettivo è quello di rendere possibile anche in urbanistica e in città, e sia pure in modo sommesso e per questioni limitate, i metodi delle scienze così come sono configurati da Galileo ad oggi” (stratto della relazione tecnica). Dati dimensionali • Abitanti insediati all’anno 1979 pari a circa 54.000 • Capacità insediativa teorica pari a circa 75.000, corrispondenti a un incremento del 40% in dieci anni sulla consistenza di allora (il Piano Urbanistico Regionale imponeva che i Piani Regolatori Generali fossero dimensionati - per le aree residenziali di espansione - su un arco di previsione decennale). • Calcolo degli “standards” effettuati per 97.000 abitanti. Obiettivi strategici Viabilità e trasporti: • riassetto SS13, • connessione con la con la viabilità nazionale, • integrazione della circolazione cittadina con le arterie extraurbane, • creazione dell’isola pedonale in Centro Storico, • creazione di percorsi ciclo-pedonali differenziati da quelli veicolari, • integrazione dei mezzi su gomma con la stazione ferroviaria, • trasferimento dell’attrezzatura per interscambio merci. Produttivo e commerciale a scala comprensoriale: • conferma delle zone industriali e commerciali di interesse regionale, • potenziamento delle strutture esistenti (Fiera), • nuove possibilità di insediamento per il commercio specializzato. Residenza: • crescita quantitativa della città privilegiando il recupero, • diffusione di “centralità” oltre l’area centrale, • individuazione di zone di espansione (Torre Nord), • rinuncia alle zone specializzate a destinazione unicamente terziaria. Ambiente e servizi: • ricucitura del sistema urbano – Noncello-rogge-laghetti, • ampliamento di alcune strutture, • utilizzo di grandi contenitori per cultura e l’istruzione, • miglioramento dell’accessibilità dei servizi (parcheggi), • utilizzo degli interstizi rilevati per realizzare cortili e parcheggi. Note Per la prima volta si prevede il dimensionamento degli standard urbanistici in rapporto al numero di abitanti insediabili In relazione ai dati dimensionali, il Piano Zuccato ha comportato l’individuazione di una quantità di aree preordinate all’esproprio notevole: tale scelta è da considerarsi da un lato eccessiva, ma dall’altro ha garantito la possibilità - nel decennio successivo - di utilizzare la grande disponibilità di aree per una più ponderata attuazione dei programmi delle opere pubbliche da parte delle Amministrazioni Comunali che si sono poi succedute negli anni. Variante al PRGC vigente conseguente alla decadenza dei vincoli urbanistici variante approvata con D.C.C. n. 73 del settembre 1999 variante resa esecutiva con pubblicazione sul BUR n. 13 del 29.03.2000 Criteri progettuali La variante è stata redatta dopo l’entrata in vigore della L.R. 52/91 “Norme regionali in materia di Pianificazione Territoriale ed Urbanistica” e dopo circa dieci anni dall’approvazione del P.R.G. allora vigente (variante generale “Piano Zuccato”). • Ridefinire e concertare le previsioni della “città dei servizi”. • Rileggere l’evoluzione del sistema insediativo e della mobilità. • Verificare la dinamica di crescita della città. • Valutare l’attualità degli obiettivi di piano. Sono stati ritenuti elementi confermati del P.R.G. vigente: • la struttura residenziale e la struttura produttiva - terziaria prefigurate dal Piano Regolatore dopo l’adozione della Variante specifica n° 33; • il Piano urbano dei parcheggi, il Connettivo urbano e il Programma delle piste ciclabili. Dati dimensionali • Il decreto regionale 0126/95 “revisione degli standard urbanistici” imponeva per le categorie di servizi di valenza comunale un dimensionamento minimo che si è tradotto in un rapporto di m2 di servizio per abitante. • Il “tetto degli abitanti insediabili” diventava quindi l’elemento cardine del dimensionamento delle aree per servizi e quindi della Variante stessa. • Il calcolo della capacità insediativa teorica, che doveva essere valutato su un arco di tempo di dieci anni, venne costruito sulla base di motivazioni tecniche e verifiche sui dati disponibili ed era strettamente correlato alle zone residenziali come previste dal P.R.G.. • Gli esiti dello studio socio-economico redatto in occasione della variante hanno indicato una capacità insediativa teorica di 75.000 abitanti. • Dato di molto inferiore rispetto ai 97.000 abitanti indicati dal Piano Regolatore precedente. Obiettivi strategici Verifica della struttura del territorio in relazione a: • le previsioni del Piano Urbanistico Regionale modificate dai piani regionali della viabilità e dei trasporti; • il piano provinciale della viabilità in vigore a quella data; • le previsioni dei piani regolatori aggiornati dei Comuni limitrofi rispetto alle strutture di valenza comprensoriale; • il disegno di struttura del piano regolatore allora vigente considerando gli elementi strutturali esistenti e a quelli di progetto; • l’idoneità della maglia dei servizi di supporto alla struttura residenziale complessiva e di quartiere.
  • 32. 2011 Variante al PRGC vigente Variante n°77 redatto dall’Arch. Marco Di Fusco (Pordenone) variante approvata con D.C.C. n.20 del febbraio 2011 variante resa esecutiva con pubblicazione sul BUR n. 11 del 16.03.2011 Criteri progettuali Ridefinizione dei vincoli urbanistici e della zonizzazione in conseguenza della verifica dello stato di attuazione del Piano Regolatore Generale Comunale. In conformità a quanto previsto Decreto Regionale sugli standard n.0126/Pres. del 20.04.1995 “Revisione degli standard urbanistici regionali” la presente Variante ha verificato, oltre alla capacità insediativa teorica, i servizi e le attrezzature collettive e le aree urbanizzate ed edificate. Sono state quindi verificate le aree per le quali necessitava la reiterazione del vincolo preordinato all’esproprio, che si è cercato di ridurre il più possibile, utilizzando anche criteri perequativi. • • • • • • • • • • • • • • Aggiornamento e verifica della cartografia: ridisegno zonizzazione su base CTR (Carta Tecnica Regionale) del 2006 ed individuazione proprietà pubbliche. Ridefinizione dei vincoli ambientali in riferimento al Decreto Legislativo n°42/2004 – Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio. Ridefinizione dei vincoli storico/artistici in riferimento al Decreto Legislativo n°42/2004 – Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio. Aggiornamento del sistema infrastrutturale: inserimento “Bretella Sud” e “Gronda Nord”; previsione di nuove rotatorie su Via Montereale, Viale Treviso, Via Nuova di Corva e SS13 “Pontebbana”. Individuazione di adeguati percorsi ciclo/pedonali di connessione tra i servizi collettivi, le aree verdi ed i Comuni limitrofi. Verifica del sistema ambientale e previsione di tutela degli ambiti naturalistici esistenti lungo i fiumi Meduna e Noncello. Ridefinizione delle zone agricole in riferimento agli aspetti paesaggistici. Verifica della capacità insediativa teorica (61.000 ab.) e dimensionamento del Piano per 65.000 abitanti. Ridefinizione delle aree destinate ai servizi ed alle attrezzature collettive in riferimento alle opere attuate ed ai programmi dell’Amministrazione Comunale. Ridefinizione dei vincoli procedimentali relativi ai Piani Attuativi Comunali (P.R. – P.A.C. - zone C1 – zone B/RU – zone I/RU. Rettifica della perimetrazione delle zone A, B, C, D, ed H in conformità ai disposti della L. R. 5/2007. Individuazione di nuove zone C1 residenziali di espansione con criteri perequativi in conformità all’art. 63 della L.R. 5/2007. Individuazione di nuove zone D2-D3 industriali e artigianali in conformità all’art. 63 della L.R. 5/2007. Ridefinizione delle Norme Tecniche di Attuazione in riferimento alle modifiche apportate con la presente variante. Dati dimensionali • Abitanti insediati all’anno 2010 pari a circa 51.723 • Capacità insediativa teorica 61.000 abitanti. • Calcolo degli standard effettuati per 65.000 abitanti. Servizi e attrezzature collettive (Standard minimi definiti da D.P.G.R. 0126/PRES del 20 aprile 1995) • Verde, sport, spettacoli all’aperto: 24 m²/ab (standard minimo: 15 m²/ab) • Culto, vita associativa, cultura: 6 m²/ab (standard minimo: 3 m²/ab) • Assistenza e sanità: 3,4 m²/ab (standard minimo: 3 m²/ab) • Istruzione: 4,4 m²/ab (standard minimo: 3,5 m²/ab) • Parcheggi: 7,4 m²/ab (standard minimo: 3,5 m²/ab) TOTALE: 45,2 m²/ab (standard minimo: 28 m²/ab) Obiettivi strategici Previsioni per quartiere Circoscrizione 1 “Rorai Cappuccini” (oggi Circoscrizione Rorai Cappuccini) • Individuazione di due aree di espansione con criteri perequativi (via Misurina e via Dardago). • Riqualificazione nodi viari sulla Strada Statale 13 mediante introduzione di rotatorie (via Castelfranco Veneto e via Planton). • Ampliamento della scuola materna di Via Cappuccini. • Individuazione dell’ambito per la nuova scuola elementare (all’interno del PAC n. 6 di Via Cappuccini). • Riorganizzazione dei percorsi ciclo/pedonali. Circoscrizione 2 “Nord” (oggi Circoscrizione Rorai Cappuccini) • Eliminazione del vincolo preordinato all’esproprio relativo al nuovo stadio di calcio di via Roveredo. • Reiterazione del vincolo per il nuovo carcere circondariale. • Riqualificazione nodi viari sulla Strada Statale 13 mediante introduzione di rotatorie (vial D’Aviano, via Montereale, vial Turco, via S. Daniele e via Maestra Vecchia). • Individuazione di un’area di espansione con criteri perequativi, finalizzata alla realizzazione della “Casa dei Risvegli” (vial Turco). • Riconoscimento di una nuova area per la realizzazione di una nuova struttura assistenziale (a nord della “Cadoro”). • Individuazione di due ambiti finalizzati alla realizzazione di residenze per anziani (via Poffabro e via del Traverso). • Riconoscimento delle attività in essere per le aree militari. • Riorganizzazione dei percorsi ciclo/pedonali. Circoscrizione 3 “Centro” (oggi Circoscrizione Centro) • Individuazione di nuove zone B0. • Individuazione ambito per la nuova scuola materna in via Spilimbergo (in sostituzione a quella di via Selvatico). • Eliminazione del Piano di Recupero n°3 di San Carlo e introduzione di B/RU per le parti non ancora attuate. • Riorganizzazione dei percorsi ciclo/pedonali. Circoscrizione 4 “Torre” (oggi Circoscrizione Torre) • Riqualificazione nodi viari sulla SS 13 mediante introduzione di rotatorie (Via Interna, viale Libertà, via Revedole). • Individuazione di 11 aree di espansione con criteri perequativi, (Via Ferraris, Via Volta; Vial Grande, Via Stradelle, Via Aquileia; Viale Libertà e Via delle Acque). • Riorganizzazione dei percorsi ciclo/pedonali. Circoscrizione 5 “Borgomeduna” (oggi Circoscrizione Sud) • Individuazione di 2 aree di espansione con criteri perequativi, (Via Prasecco e Via Giorgione) finalizzate all’individuazione di una nuova scuola elementare. • Potenziamento del polo Universitario. • Riorganizzazione dei percorsi ciclo/pedonali. Circoscrizione 6 “Sud” (oggi Circorscrizione Sud) • Riqualificazione nodi viari sulla Strada Provinciale “Opitergina” e sulla Strada Regionale 251 mediante introduzione di rotatorie (via L. Zanussi, via della Mula, via Bar delle Foie, via delle Crede, Via Segaluzza). • Introduzione del progetto viario della “Bretella Sud”. • Introduzione del collegamento viario tra via Lino Zanussi e Bretella sud con nuovo disegno del nodo autostradale. • Individuazione della nuova zona D2-produttiva, in via Levade. • Individuazione di due aree di espansione con criteri perequativi (via Villanova e via Buozzi). • Individuazione di un nuovo ambito per la realizzazione di una residenza per anziani (via Deledda). • Individuazione di un nuovo polo sportivo a sud della A28, compresa un’area consistente di parcheggio. • Riorganizzazione delle connessioni viarie in riferimento al PAC 7 posto a sud della piscina comunale. • Nuova classificazione delle aree agricole, con particolare attenzione al riconoscimento di un’area di tutela fluviale e di una zona agricola con specifica normativa finalizzata al mantenimento delle caratteristiche di tipo ambientale. • Riorganizzazione dei percorsi ciclo/pedonali.
  • 33. Il piano regolatore vigente Il Piano regolatore vigente è rappresentato dalla Variante n°77 (approvata con DCC 20/2012): “Ridefinizione dei vincoli urbanistici e della zonizzazione in conseguenza della verifica dello stato di attuazione del Piano Regolatore Generale Comunale”. Con essa, l’ipotesi sulla capacità insediativa sul territorio scende a 61.000 abitanti, mentre gli standard sono stati dimensionati per 65.000 abitanti. Verifica dello standard complessivo per servizi La plurifunzionalità dei servizi e delle attrezzature è alla base della loro efficienza ed efficacia, così come anche richiamato dal Decreto Regionale sugli standard n.0126/Pres. del 20.04.1995. Il Decreto considera uno standard complessivo dei servizi pari a m2 28,00 per abitante: per una città di 65.000 significa m2 1.820.000 di servizi. Il progetto di variante soddisfa ampiamente tale standard: le superfici complessivamente zonizzate, destinate a servizi, sono pari a m2 2.914.272 (m2 45,2 per abitante). Decreto Regionale n.0126/Pres. del 20.04.1995 m2 390.569 Attrezzature per di cui la viabilità e i m2 227.500 a standard trasporti (m² 3.50/abitante) Variante n° 77 dimensionamento m2 467.126 di cui: m2 143.194 nell’area urbana centrale allargata m2 323.932 nell’area esterna obiettivi • • • • • • Attrezzature per il culto, la vita associativa e la cultura m² 3.00/abitante m2 195.000 • m2 390.735 • • • • Attrezzature per l’istruzione m² 3.50/abitante m2 227.500 m2 258.822 • • • Attrezzature per l’assistenza e la sanità m² 3.00/abitante m2 195.000 m2 229.796 • • • • Attrezzature per il verde, lo sport e gli spettacoli all’aperto m²15/abitante m2 975.000 Attrezzature per servizi e impianti tecnologici nessun limite m2 1.570.793 • • • m2 726.177 - Riconoscimento strutture esistenti in area centrale Previsione nuove strutture in area centrale Nessuna localizzazione dei parcheggi su strada Riconoscimento superfici già esistenti in area esterna PRGC pre-vigente Vincoli soggetti a reiterazione % della sup.compl. zonizzata Variante n° 77 Variazione 31% Riconoscimento strutture esistenti e asili privati Valutazione di eventuali carenze nei singoli quartieri Localizzazione nuove aree con criteri perequativi 11% m2 655.091 m2 623.255 - m2 31.836 m2 2.417.259 m2 2.414.142 - m2 3.117 m2 15.165.767 m2 15.283.595 + m2 117.828 Zona Omogenea H m2 1.775.708 m2 1.769.933 - m2 5.775 zone di espansione residenziale 0 Riconoscimento aree esistenti, parchi urbani, aree a verde di quartiere Aree per verde di connettivo Valutazione di eventuali carenze nei singoli quartieri Localizzazione di nuove aree con criteri perequativi - m2 11.257 - m2 156.982 11% Riconoscimento strutture esistenti e strutture a gestione religiosa Previsione di nuove case per anziani dislocate nel territorio Valutazione di eventuali carenze nei singoli quartieri Localizzazione di nuove aree con criteri perequativi m2 409.397 m2 7.004.396 zone di valore ambientale zone di valore paesaggistisc zone di interesse agricolo Riconoscimento strutture esistenti Zonizzazione autonoma per il Culto Zonizzazione autonoma per le Parrocchie; Zonizzazione autonoma per le Caserme Conferma localizzazioni per Sedi Istituzionali Valutazione di eventuali carenze nei singoli quartieri m2 420.654 m2 7.161.378 Zona Omogenea D Zona Omogenea E 13% Zona Omogenea A Zona Omogenea B Zona Omogenea C - VERIFICA DEL PATRIMONIO COMUNALE Situazione patrimoniale al 2001 m² 2.256.895 Situazione patrimoniale al 2010 m² 2.930.417 Superficie in aumento m² 673.522
  • 34. Approfondimenti I piani attuativi di iniziativa pubblica e privata Le potenzialità edificatorie non ancora attuate alla data di luglio 2013 Il recupero urbano L’edilizia economica popolare
  • 35. I piani attuativi Il P.R.G.C. individua ambiti per attuare i quali è richiesta l’approvazione di uno strumento urbanistico particolareggiato denominato Piano Attuativo Comunale (P.A.C.). Tale modalità si applica obbligatoriamente nelle zone ed aree del territorio comunale perimetrate nello strumento urbanistico generale ed è consentito anche nelle zone omogenee residenziali “B” ad attuazione diretta qualora la superficie del lotto sia superiore a 2000 m². Piani Attuativi Comunali (P.A.C.) Strumenti urbanistici per l’attuazione di ambiti perimetrati dal P.R.G.C.
  • 36. Zone C con criterio perequativo (C1) Zone B di Riqualificazione Urbana (B/RU) Sono P.A.C. , di iniziativa privata, finalizzati all’attuazione di zone residenziali di nuovo impianto previa cessione all’Amministrazione Comunale delle aree per la realizzazione di servizi pubblici anch’esse comprese all’interno degli ambiti perimetrati dal P.R.G.C. Sono P.A.C., di iniziativa privata e/o pubblica, finalizzati alla Riqualificazione Urbana di zone residenziali “B” comprendenti parti del territorio totalmente o parzialmente edificate. Zone I di Riqualificazione Urbana (I/RU) Sono P.A.C, di iniziativa privata e/o pubblica, finalizzati alla riqualificazione urbana di parti del territorio, totalmente o parzialmente edificate, destinate agli insediamenti di carattere direzionale “I” Piani di Recupero (P. di R.) Sono P.A.C. di iniziativa pubblica e/o privata e sono finalizzati al recupero del patrimonio edilizio esistente che interessano parti del territorio già urbanizzato.
  • 37. Le potenzialità edificatorie residenziali Tipo Rif. Ubicazione Metri cubi Tipo Rif. Ubicazione Metri cubi Pac 15 viale Martelli “Amman” 98.428 B/Ru 39 via Ungaresca 5.161 Pac 72 via G. Ferraris 56.520 B/Ru 4 via F.lli Bandiera 5.156 C1 4 via Ferraris 39.000 Pac 8 via Falcade 5.042 Pac 5 viale Grigoletti 24.990 B/Ru 41 via Vallona 5.000 Pac 60 vial d’Aviano 22.725 C1 11 via delle Acque 5.000 Pac 35 via Pirandello 21.419 B/Ru 33 via Dogana Vecchia 4.960 Pac 73 via Peruzza 20.059 Pac 33 Via delle Acque 4.930 C1 9 via Aquileia 20.000 B/Ru 7 via F.lli bandiera 4.792 Pac 56 via Udine 18.643 C1 7 vial Grande 4.700 Pac 32 via delle Grazie 16.107 B/Ru 23 via Mestre 4.522 B/Ru 10 via Caboto 13.509 C1 12 via Prasecco 4.500 B/Ru 17 via Fontanazze 12.505 B/Ru 15 via delle Caserme 4.419 B/Ru 5 viale Dante 12.072 Pac 63 vial Turco 4.406 Pac 78 via Maestra Vecchia 12.042 B/Ru 6 viale Dante 4.308 Un Piano regolatore e le sue varianti producono effetti che durano diversi anni, a volte per decenni. Questa circostanza ha sedimentato la convinzione che uno dei pilastri teorici del Piano sia che tutte le cubature residue (non ancora realizzate), ma previste dallo stesso, costituiscano di fatto “diritti acquisiti”. C1 5 via Ferraris 12.000 B/Ru 26 via Cappuccini 4.306 Pac 70 vial Turco 11.000 C1 8 via Ancillotto 4.000 Pac 18 via Montereale 10.875 Pac 20 via Montereale 3.974 B/Ru 18 viale M. Grigoletti 10.845 Pac 26 via A. Volta 3.886 Anche nel caso in cui le previsioni urbanistiche vengano superate da un nuovo Piano, parrebbe scontato che tali diritti siano garantiti dalla legge e possano essere legittimamente esercitati dai loro titolari. B/Ru 2 viale Martelli 10.760 B/Ru 21 via Canaletto 3.868 B/Ru 27 via Dogana 10.615 Pac 66 via G. Ferraris 3.848 B/Ru 16 viale M. Grigoletti 10.595 Pac 62 vial Grande 3.716 B/Ru 13 viale M. Grigoletti 10.260 B/Ru 31 via Misurina 3.635 Pac 21 via Vallenoncello 10.116 Pac 23 via G. Ferraris 3.582 B/Ru 37 via F. Martelli 9.500 B/Ru 35 via della Colonna 3.540 B/Ru 14 viale M. Grigoletti 9.455 Pac 64 vial Turco 3.504 B/Ru 46 via Valle 9.236 B/Ru 45 via della Colonna 3.500 B/Ru 20 via Canaletto 8.769 C1 10 via D. Chiesa 3.500 B/Ru 24 via Mestre 8.631 B/Ru 22 via Chioggia 3.442 Pac 54 via Levade 8.497 C1 13 via Giorgione 3.400 B/Ru 32 via San Giuliano 7.968 Pac 9 via Falcade 3.388 B/Ru 3 via F.lli Bandiera 7.852 Pac 30 via A. Volta 3.230 B/Ru 8 viale Martelli 7.312 B/Ru 40 via Vallona 3.205 Pac 59 via Castelfranco Veneto 7.147 Pac 24 via Castelfranco Veneto 2.687 C1 14 via Villanova 7.000 C1 6 via Peruzza 2.500 C1 15 via Buozzi 7.000 B/Ru 9 ex Bagni Pubblici 2.440 Pac 65 via G. Ferraris 6.893 B/Ru 42 via Mazzini 2.400 C1 3 vial Turco 6.500 B/Ru 36 via Dardago 2.282 B/Ru 19 via Navarons 5.900 C1 2 via Dardago 2.000 B/Ru 44 largo San Giorgio 5.900 Pac 22 via Vajont 1.813 Pac 58 via Castelfranco Veneto 5.806 Pac 67 via G. Ferraris 1.725 Pac 75 via Pranovo 5.763 B/Ru 43 via Marsure 1.700 Pac 68 via Pralongo 5.500 Pac 25 via Pirandello 5.443 B/Ru 25 via Candiani 5.430 C1 1 via Misurina 5.300 B/Ru 28 via Vallenoncello 5.170 non ancora attuate alla data di luglio 2013 Di fronte alla profonda crisi degli investimenti immobiliari e all’emergere di sensibilità ostili alla cementificazione di suolo vergine, è dunque necessario tenere presente che le decisioni assunte nei passati decenni dalle precedenti amministrazioni comunali, giustificate da congiunture storiche completamente diverse rispetto a quelle odierne, hanno conseguenze che non possono essere ignorate. Tuttavia è noto che le leggi urbanistiche in vigore non contengono alcun riferimento di questo tipo e che attraverso una rigorosa motivazione si possono cancellare previsioni giudicate superate o anacronistiche. Certo è che questa motivazione deve essere coerente. Con l’ultima variante generale al Piano regolatore (la numero 77 del 2011) è già stata invertita la tendenza in modo significativo: le superfici edificabili sono infatti state compresse per complessivi 1,1 milioni di metri quadrati, passando da 8,7 a 7,6 milioni in totale. Secondo i calcoli dell’Amministrazione comunale, tuttavia, sul territorio comunale permangono potenzialità edificatorie residenziali per volumi pari a 1,9 milioni di metri cubi. Si tratta peraltro di potenzialità edificatorie per le quali i titolari continuano a pagare l’Imu. Da qui parte necessariamente ogni ragionamento riguardante il nuovo Piano regolatore: quando si parla di “cubi zero”, è bene tenere in considerazione questi numeri, che soltanto a fronte di validi e giustificati motivi, come sopra richiamati, potranno essere ridimensionati. Queste cubature sono frazionate in decine di aree cittadine. Le più consistenti riguardano Piani di attuazione comunale di iniziativa privata. La tabella che segue riporta, in ordine decrescente, gli interventi residenziali più importanti che potrebbero essere sviluppati in futuro.
  • 38. Il recupero urbano Ambito Rorai Grande Piano di Recupero n°1 Ambito Torre Piano di Recupero n°4 Ambito Corso Garibaldi Piano di Recupero n°6 Ambito Corso Vittorio Emanuele II Piano di Recupero n°12 Ambito Largo San Giorgio Piano di Recupero n°14 Ambito Borgomeduna Piano di Recupero n°21 Ambito Largo San Giovanni Piano di Recupero n°31 Ambito via Caboto Piano di Recupero n°32 Ambito via Fontane Piano Attuativo Comunale n°1 Ambito via Prasecco Zona B di Riqualificazione urbana B/RU n°38 Ambito San Carlo
  • 39. Ambito Rorai Grande Atti decisionali Descrizione Condizioni iniziali PIANO DI RECUPERO n°1 Approvato con D.C.C. n.368 del 24.11.1980 Sindaco in carica G. Rossi Assessore di riferimento • A. Sebastiano RUP e/o progettista • arch. Zuccato • ufficio Urbanistica • • • VAR. n°1 generale di adeguamento al PURG Approvata con D.C.C.n.412 del 27.07.1984 Sindaco in carica A. Cardin Assessore di riferimento • A. Sebastiano RUP e/o progettista • arch. Zuccato • ufficio Urbanistica Scopo dell’intervento Elementi determinanti • • sistemazione viabilità, infrastrutture, sottoservizi, riorganizzazione soste, parcheggi realizzazione nuovo tratto viario lungo la ferrovia • VAR. n°2 puntuale Approvata con D.C.C.n.102 del 01.06.1987 Sindaco in carica A. Cardin Assessore di riferimento • A.Sebastiano RUP e/o progettista • ufficio Urbanistica VAR. n°3 puntuale Approvata con D.C.C.n.417 del 09.12.1991 Sindaco in carica A. Cardin Assessore di riferimento • R. Bomben RUP e/o progettista • ufficio Urbanistica PIANO DI RECUPERO n°1 Approvato con D.G.C. n.52 del 05.06.2000 Sindaco in carica A. Pasini Assessore di riferimento • C. Rosset RUP e/o progettista • arch. Alzetta Approvato con D.G.C. n.21 del 22.03.2010 Sindaco in carica S. Bolzonello RUP e/o progettista Assessore di riferimento • arch. Alzetta • M. Toffolo Approvata con D.G.C.n. 287 del 27.09.2010 Sindaco in carica S. Bolzonello RUP e/o progettista Assessore di riferimento • ufficio Urbanistica • M. Toffolo Dati dimensionali Primo atto Ultimo atto Stato di fatto Superficie territoriale zona B m 86.625 m 23.782 - Volume esistente - m3 64.673 - Volume confermato - m3 63.558 - Volume di progetto m3 86.043 m3 70.624 - Area risanata 90% - - Elementi determinanti: • • riqualificazione area verde, zona lavatoio pubblico e roggia riqualificazione zona edificabile Revocato nel 2006 PIANO DI RECUPERO n°1 Elementi determinanti: • • riqualificazione area verde recupero edifici storici Riperimetrazione: ambito ridotto con la Variante al PRGC n°70 del 2005. VAR. n°1 puntuale 2 2 Esiti Interventi determinanti realizzati • • Attuazione del percorso ciclo-pedonale che collega l’area scolastica e i laghetti di Rorai con le aree a nord di viale Grigoletti Interventi importanti non Sistemazione/riqualificazione/nuova edificazione dell’area localizzata tra via realizzati Abba, via Maggiore e la linea ferroviaria. Realizzazione dei parcheggi pubblici. Modifiche al perimetro Tra aree escluse ed aree incluse la riduzione corrisponde al 70% % di attuazione (stima) 90% rispetto al P. di R. del 1980/2000; 0 % rispetto al P. di R. del 2010 Vicinanza con i laghetti di Rorai. Connessione con il comune di Porcia. Collegamenti ciclabili verso nord e verso ovest. Valorizzazione ed al mantenimento del patrimonio edilizio esistente. Organizzazione della viabilità veicolare, ciclabile e pedonale per consentire una migliore fruizione dei servizi. Dotazione di parcheggi a servizio della residenza e delle attrezzature. Evoluzione delle scelte Con il Piano di Recupero del 2000 assumono particolare importanza i percorsi ciclabili/pedonali, previsti dal P.R.G.C., per la connessione dei servizi/strutture pubbliche all’interno della città. I percorsi previsti collegano: • verso sud, attraverso i laghetti di Rorai, il comune di Porcia; • all’interno del Piano i plessi scolastici, la chiesa e l’oratorio con le strutture sportive; • verso nord, attraverso il verde realizzato in attuazione del Piano ed il vecchio tracciato della ferrovia, il verde realizzato in attuazione del progetto del Connettivo e gli impianti sportivi. Dal 1991 al 2005 la parte del piano attuata, rispetto alle previsioni, corrisponde al 90% circa (interventi edilizi, sistemazione verde pubblico, percorso ciclabile di collegamento tra i laghetti di Rorai verso il tracciato della vecchia ferrovia) comprese le opere di urbanizzazione interessate dalle trasformazioni, in ragione della quale il perimetro è stato variato; non comprende più le parti attuate, ma aggiunge l’area incolta destinata dal P.R.G.C. a verde di quartiere R/VQ (m2 8.580), localizzata tra via Abba, via Maggiore ed il tracciato della ferrovia. Con la riperimetrazione dell’area di Piano, gli elementi significativi del nuovo ambito sono individuati nel verde di quartiere sopra richiamato, nella sistemazione dell’area della roggia e nel completamento dei percorsi pedonali. La superficie destinata a verde è stata suddivisa e compresa in tre unità minime d’intervento con l’attuazione delle quali, oltre agli interventi edilizi, si realizzerebbe la sistemazione e la cessione dell’area pubblica. Situazione attuale Rispetto al Piano approvato nel 1980 l’organizzazione della viabilità veicolare, ciclabile e pedonale della parte centrale del Piano è risultata di difficile attuazione considerate le dimensioni esistenti degli spazi destinati alla transitabilità. Le opere realizzate riguardano gli interventi edilizi principalmente lungo via Maggiore, la sistemazione del verde pubblico in via Vivuola e dell’area del lavatoio e la realizzazione del percorso ciclabile che collega l’area scolastica con l’area sud del Piano (laghetti di Rorai) e con il vecchio tracciato della ferrovia attraverso le aree verdi. Recentemente è stato riorganizzato l’incrocio di fronte alla chiesa. L’intervento pubblico relativo alla scuola media “Pasolini”, alla palestra ed al parcheggio adiacente ha incrementato le attrezzature del quartiere migliorandone la qualità. Per quanto riguarda il patrimonio edilizio, oltre alla riqualificazione/conservazione degli edifici esistenti, la tipologia delle nuove edificazioni realizzate è principalmente plurifamiliare. Con la riduzione dell’area di Piano sono stati esclusi gli ambiti già realizzati a seguito del’attuazione delle U.M.I. individuate con il Piano del 1980 (vedi isolato compreso tra via Maggiore e via Vivuola). Per le aree escluse, il P.R.G.C. ha fissato indici fondiari che hanno confermato sostanzialmente le previsioni del Piano di Recupero iniziale. Al momento non sono stati effettuati gli interventi previsti dal Piano approvato nel 2010.
  • 40. Ambito Torre Descrizione Atti decisionali PIANO DI RECUPERO n°4 Elementi determinanti: • individuare il grado di trasformabilità (ristabilire minimi livelli di abitabilità e proporre le modifiche necessarie a riorganizzare l’area del P.R.); • ricostruire un’identità sia fisica che funzionale rafforzando la funzione di centralità di alcune aree; • uniformare per ogni zona abitativa il livello di servizio quale fattore determinante la qualificazione delle aree. VAR. n°1 generale di adeguamento al PURG Elementi determinanti: • ricomposizione e progettazione della piazza alla quale sono collegate le previsioni delle aree limitrofe. VAR. n°2 puntuale Approvato con D.C.C. n.310 del 02.05.1983 Sindaco in carica G. Rossi Assessore di riferimento • A. Sebastiano RUP e/o progettista • arch. Vicenzotto • • • • Approvata con D.C.C.n.191 del 30.07.1987 Sindaco in carica A. Cardin Assessore di riferimento • A. Sebastiano RUP e/o progettista • ufficio Urbanistica Approvata con D.P.G.R.n.0212 del 27.04.1993 Sindaco in carica A. Cardin Assessore di riferimento • R.Vazzoler RUP e/o progettista • ufficio Urbanistica Sindaco in carica A. Pasini Assessore di riferimento • C. Rosset VAR. n°1 puntuale Approvata con D.C.C.n.78 del 20.09.2004 Sindaco in carica S. Bolzonello RUP e/o progettista Assessore di riferimento • ufficio Urbanistica • P. Piva VAR. n°2 puntuale Approvata con D.C.C. n.85 del 17.10.2005 Sindaco in carica S. Bolzonello RUP e/o progettista Assessore di riferimento • ufficio Urbanistica • P. Piva Dati dimensionali Primo atto Ultimo atto Stato di fatto Superficie territoriale zona B m 91.656 m 111.757 - Volume esistente m3 162.051 m3 253.150 - Volume confermato - m3 203.337 - Volume di progetto - m3 245.411 - Area risanata - m 7.426 - 2 2 2 Nucleo storico centrale del quartiere con ruolo rilevante nella storia e nella tradizione del “Borgo” Luogo strateigacamente rilevante del quartiere di Torre (di epoca romana): al margine delle depressioni del sistema fluviale di risorgiva, che costituisce l’origine del fiume Noncello; elementi produttivi (1840 Filatura di Torre) che hanno in parte modificato il modello organizzativo del sistema urbano originario. Assenza di un luogo urbano riconosciuto come “piazza”, o di un edificio pubblico o di culto che abbia costituito un preciso riferimento. Presenza del Castello dei conti di Ragogna, della radura con i resti delle terme romane, degli edifici del cotonificio (evoluzione degli impianti di filatura e tintoria costruiti fra il 1839 e il 1842). Alti livelli di degrado soprattutto per le aree attestate sulla maglia viaria principale. Totale mancanza di integrazione tra le diverse funzioni esistenti. Consistente presenza di aree per servizi e attrezzature di interesse collettivo (esistenti/di previsione) che delimitano, contenendo notevolmente l’estensione delle superfici scoperte, la quasi totalità delle aree abitative. All’interno del Programma di Riqualificazione Urbana previsto dalla L.R.18/86 che delimitava le aree pubbliche o di uso pubblico “strategiche“ erano individuati, entro il limite del Piano di Recupero due Piani di Utilizzo. Il P.di U. n.1 delimitava un’area compresa tra via F.-Baracca e viale della Libertà mentre il P. di U. n.2 comprendeva le aree individuate tra via g. Cantore e via Terme Romane. Le due aree di notevole dimensione assoggettate a redazione di piano di utilizzo assumevano il significato di aree di infrastrutturazione urbanistica e rappresentavano due importanti momenti di interconnessione. Entrambi, nei loro contenuti, definivano le modalità di attuazione e le scelte di carattere organizzativo delle aree nelle quali insistevano servizi,attrezzature e connettivo legate al sistema del verde, a sua volta identificato in aree di salvaguardia ambientale ed a parco.” La variante n.1 prevedeva inoltre la ricomposizione e progettazione della piazza alla quale erano collegate le previsioni delle aree limitrofe ovvero i due parcheggi, l’accesso pedonale che la collega attraverso il verde pubblico, all’area della Chiesa e del Castello. Lo strumento particolareggiato individuava sedici unità minime d’intervento che corrispondono a circa il 36 % della superficie territoriale di Piano. Si sono attuate otto U.M.I. che corrispondono al 54% della superficie interessata ed al 59% del volume di progetto previsto dalla variante per gli ambiti d’intervento. Conseguentemente sono stati realizzati tre parcheggi pubblici con accesso da via Zara, via F. Baracca e via Carnaro. Approvato con D.C.C. n.37 del 11.05.2000 RUP e/o progettista • arch. Redigonda Esiti Interventi determinanti realizzati • • • PIANO DI RECUPERO n°4 Elementi determinanti: • organizzazione della viabilità e dei parcheggi; • realizzazione della piazza. Condizioni iniziali • Sistemazione della piazza • Realizzazione della rotatoria e sistemazione viabilità (tratto di via G. Cantore) Lungo il fronte nord di via G.Cantore sono stati realizzati: intervento pubblico di conservazione sull’edificio “della contessina”, parcheggio pubblico e percorso pedonale, intervento pubblico di ristrutturazione della “casa Trivelli”. Interventi importanti non realizzati • • Modifiche al perimetro modifiche non rilevanti a parte l’inclusione dell’area scoperta posta tra via Terme Romane e l’ambito della Chiesa, di proprietà della Parrocchia. % di attuazione (stima) 50% Parcheggio pubblico in via G. Cantore in prossimità della rotatoria. Riqualificazione ambiti di verde pubblico (R/VQ – R/VR) e conseguente realizzazione dei percorsi pedonali. Scopo dell’intervento Alla luce di quanto emerso dall’analisi dell’ambito e dallo stato di attuazione degli interventi, il Piano di Recupero approvato nel 2000 ha perseguito con la progettazione i seguenti obiettivi: • l’organizzazione della viabilità e dei parcheggi, • l’attuazione delle U.M.I., • la valorizzazione del patrimonio edilizio esistente, • l’attuazione degli ambiti e delle strutture attraverso i due Piani di Utilizzo con le relative connessioni funzionali in termini di percorsi pedonali, • la realizzazione della piazza e interventi di arredo urbano. Evoluzione delle scelte Successivamente alla variante n.1 del 2004 che ha modificato il PR vigente in un unico punto, nel 2005 è stata approvata la variante n.2 redatta a seguito della presentazione di 16 richieste di variante su ambiti privati e della necessità di rivalutare le previsioni urbanistiche al fine di poter intervenire con la riqualificazione degli spazi pubblici; in particolare allargamenti stradali, aumento aree di sosta ed individuazione di un percorso pedonale di collegamento tra le varie attrezzature. Relativamente al disegno delle aree pubbliche succitate, la variante ha introdotto la modifica normativa a seguito della quale sono da considerarsi “indicative” anziché “prescrittive” tutte le previsioni del progetto comprese nell’ambito dell’area destinata a viabilità (carreggiata, marciapiedi, aiuole ecc.). Tale modifica è motivata dal fatto che non è compito del Piano di Recupero la progettazione specifica delle aree pubbliche in quanto la stessa dovrà essere oggetto di rilievi e approfondimenti. Situazione attuale A seguito delle due varianti, su tredici UMI individuate, sono stati realizzati quattro interventi compresa la piazza (U.M.I.n.9), oltre ad opere puntuali di riqualificazione edilizia. Sono state attuate le U.M.I. nn.1 e 2 su via Carnaro, n.11 su via Vittorio Veneto e n.7 tra via F. Baracca e via Zara. Con l’U.M.I. n.2 è stato realizzato un parcheggio pubblico. Con la realizzazione della rotatoria (tra via G. Cantore, via Carnaro e via Vittorio Veneto) e la riqualificazione del tratto di via G. Cantore, sono stati riorganizzati la viabilità e gli spazi di sosta rispondendo ad un obiettivo previsto dal P.R.. L’Amministrazione Comunale è inoltre intervenuta in due ambiti di proprietà destinati ad attrezzature collettive, nello specifico: • lavori di conservazione dell’edificio denominato della “Contessina, localizzato in via G. Cantore circa di fronte alla piazza, destinato ad attrezzature per la vita associativa “A/A-C”. L’intervento ha compreso la realizzazione di un parcheggio pubblico sulla spazio scoperto dietro l’edificio e di un tratto di percorso pedonale previsto dal PR in collegamento con le attrezzature pubbliche poste a nord dell’area interessata dai lavori; • lavori di ristrutturazione dell’edificio denominato “casa Trivelli” destinato a scuola per l’infanzia “I/ND”. Nel 2009 è stato approvato il P.R.P.C. di iniziativa privata n.37 (ex cotonificio veneziano); la convenzione non è stata ancora stipulata. Considerando che il Piano di Recupero n.4 di Torre è decaduto nel 2010, a seguito di una approfondita analisi sullo stato di attuazione del Piano stesso e sullo stato dei luoghi, svolta dall’ufficio Urbanistica, è stata valutata l’opportunità di revocare il P.R. decaduto, ipotizzando la modifica della modalità di attuazione, da indiretta a diretta, degli ambiti ricadenti in zona omogenea di completamento e ristrutturazione – B ed il riconoscimento e la conferma delle aree, esistenti e di previsione, destinate agli standard pubblici di parcheggio ed ai Servizi ed attrezzature collettive con limitate modifiche. Il 22 gennaio 2011 sono stati inaugurati i rinnovati spazi delle ex officine Marson, localizzati nella radura sotto al Castello, edifici che sono stati realizzati negli anni venti come magazzini funzionali alle tintorie dell’originario complesso industriale (il cotonificio Olcese Veneziano) e adibiti in seguito a officina meccanica. A fine marzo 2011 le ex officine sono diventate il nuovo Science Centre dell’Immaginario scientifico di Trieste dando via ad attività didattiche.
  • 41. Ambito Corso Garibaldi Atti decisionali PIANO DI RECUPERO n°6 VAR. n°1 generale di adeguamento al PRGC Elementi determinanti: • un nuovo assetto dei volumi relativamente alla disposizione planivolumetrica dei nuovi edifici per la sede della Provincia di Pordenone, • la riqualificazione dell’ambito d’angolo con vicolo Brusafiera creando una permeabilità tra il vicolo e corso Garibaldi. Approvato con D.C.C. n.253 del 14.12.1981 Sindaco in carica G. Rossi Assessore di riferimento • A. Sebastiano RUP e/o progettista • arch. Zuccato • ufficio Urbanistica Approvata con D.C.C.n.20 del 13.02.1989 Sindaco in carica A. Cardin Assessore di riferimento • R. Vazzoler RUP e/o progettista • ufficio Urbanistica • PIANO DI RECUPERO n°6 Approvato con D.G.C. n.74 del 21.03.2011 Sindaco in carica S. Bolzonello RUP e/o progettista Assessore di riferimento • arch. Gri • M. Toffolo RUP e/o progettista • ufficio Urbanistica Dati dimensionali Primo atto Ultimo atto Stato di fatto Superficie territoriale zona AS m2 71.570 m2 44.781 - Volume esistente m3 264.430 m3 137.924 - Volume confermato - m 137.696 - Volume di progetto m 275.526 m 144.578 - Area risanata - - - 3 3 3 Esiti • • • • • Attuazione U.M.I. n.12 della Provincia: restauro edifici su corso Garibaldi, nuova edificazione su via Brusafiera, sistemazione spazi scoperti nelle corti interne e sistemazione spazio verde/pavimentato di uso pubblico, che si attesta su largo San Giorgio) e riqualificazione del tratto della roggia compresa nell’U.M.I. Attuazione U.M.I. n.11 (ambito Torres), nello specifico: conservazione edifici esistenti, individuazione di uno spazio pubblico pavimentato interno ed individuazione di punti commerciali e del percorso pedonale di collegamento tra corso Garibaldi e via Brusafiera. Sistemazione corso Garibaldi (pavimentazione/reti tecnologiche). Sistemazione di parte di via Brusafiera e dello spazio pavimentato tra via Brusafiera, piazza Cavour e via Bertossi. Mmanutenzione di palazzo Badini. Interventi importanti non realizzati Rispetto al PR approvato nel 2011 l’obiettivo di interesse pubblico è quello di migliorare il rapporto visivo con l’ambiente delle rogge: lo strumento urbanistico prevede due percorsi pedonali privati e/o di uso pubblico (indicativi), da convenzionare con i privati al momento dell’attuazione delle unità minime d’intervento n°2 e n°4. Modifiche al perimetro Il perimetro è stato ridotto del 37% circa escludendo gli ambiti lungo via De Paoli e via Mazzini dove sono presenti edifici plurifamiliari che, viste le loro caratteristiche sono stati individuati successivamente in zona B residenziale di completamento. E’ stata esclusa inoltre la superficie scoperta pubblica (viabilità/parcheggi) localizzata lungo il lato est del Piano; nello specifico largo San Giorgio, via Brusafiera e lo spazio pavimentato tra piazza Cavour e via Bertossi. % di attuazione (stima) 80 % (rispetto al PR del 2011 non sono stati attuati interventi) Tra il 1981 e il 1989 sono maturate alcune iniziative (studio di fattibilità ambito Provincia e proposta di un percorso tra corso Garibaldi e vicolo Brusafiera attraverso una corte interna) che per il loro carattere funzionale e dimensionale coinvolgono una parte significativa del tessuto edilizio compreso all’interno del perimetro del Piano di Recupero. Con la variante n.1 vengono introdotti gli indirizzi urbanistici in grado di permettere la fattibilità di tali interventi in un contesto complessivo di riqualificazione urbana dell’ambito storico-ambientale di corso Garibaldi. Scopo dell’intervento • Sindaco in carica A. Pasini Assessore di riferimento • G. De Col Interventi determinanti realizzati • • Approvato con D.G.C. n.500 del 04.08.1998 Elementi determinanti: • proteggere e valorizzare gli spazi scoperti riqualificando e razionalizzando i corpi edilizi esistenti consentendo in alcuni casi interventi sostitutivi; • conseguire il miglior rapporto visivo con l’ambiente delle rogge. Riperimetrazione: ambito ridotto con la Variante al PRGC n.70 del 2005 Condizioni iniziali • VAR. puntuale Approvazione progetto di opera pubblica: Provincia di Pordenone UMI n.12 Descrizione Nuovo assetto dei volumi relativamente alla disposizione planivolumetrica dei nuovi edifici per la sede della Provincia di Pordenone. L’area coinvolta mette in relazione il Centro storico con l’area confinante che contiene elementi di carattere ambientale ed è ricca di opportunità di trasformazione. Riqualificazione dell’ambito d’angolo con vicolo Brusafiera creando una permeabilità tra il vicolo e corso Garibaldi attraverso un percorso pedonale di uso pubblico ed una piccola corte interna (corte Torres) sulla quale si potranno affacciare punti commerciali. Il Piano individuava inoltre un’ “area progetto unitario” che comprendeva la superficie antistante la chiesa, parte dell’ambito della Provincia, via Brusafiera e lo slargo verso piazza Cavour. Evoluzione delle scelte La variante n°1 ha individuato n.21 unità minime d’intervento che corrispondono a circa il 62 % della superficie territoriale di Piano. Si sono attuate 5 U.M.I. che corrispondono al 43% della superficie interessata dalle unità minime ed al 49% del volume di progetto previsto dalla variante per le stesse. Con le varianti al P.R.G.C. n.38 del 1999 e n.70 del 2005 sono stati esclusi dal perimetro di P.R. largo San Giorgio, via Brusafiera e lo spazio pavimentato tra piazza Cavour e via Bertossi che il PR individuava come “Area progetto unitario”. A parte largo San Giorgio, gli altri spazi sono stati quasi interamente oggetto di riqualificazione. Con la variante al P.R.G.C.n.77 del 2011 è stato escluso dal perimetro e dalla zona AS l’ambito dell’ex oratorio e della canonica che è stato individuato come B/RU.n.44 con specifiche prescrizioni fissate dall’art.26 delle N.T.A. del P.R.G.C.. La revisione proposta dal PR del 2011 è motivata da: esigenza di aggiornamento, necessità di riconsiderazione dei vincoli urbanistici, opportunità di tener conto delle concrete esigenze dei privati. Orientamenti progettuali Per l’edificato: • incentrare i criteri dell’intervento sull’esistente soprattutto sulle caratteristiche tipologiche e morfologiche degne di conservazione senza escludere la possibilità di interventi sostitutivi in motivati casi; • riqualificazione e razionalizzazione dei corpi edilizi e degli spazi nelle corti interne; • contenere la densità insediativa limitando la nuova edificazione; • non consentire tipologie edilizie ad uso residenziale uni o plurifamiliare isolate per le nuove edificazioni per rispettare le regole insediative che caratterizzano l’impianto storico del comparto; • Impedire nuove edificazioni a ridosso delle rogge; • non ammettere trasformazioni d’uso o nuove costruzioni per funzioni extraresidenziali incompatibili con l’edificato storico dell’area. Per gli spazi aperti: • protezione e valorizzazione del parco e degli spazi confinanti con la roggia • mantenimento della morfologia dei terreni degradante verso le rogge, impedendo opere volte a contrastare l’andamento naturale degli stessi; • conseguire il miglior rapporto visivo con l’ambiente delle rogge; • limitare la pavimentazioni degli spazi aperti di pertinenza dell’edificato. Aspetti qualificanti del Progetto: • il riconoscimento del valore sia degli edifici storici che delle manifestazioni di architettura contemporanea, attraverso la categoria delle conservazione; • il riequilibrio dei fronti di corso Garibaldi; • flessibilità per gli interventi sui corpi edilizi incoerenti; • privilegiare un linguaggio progettuale ispirato a criteri di modernità per gli interventi di nuova edificazione; • flessibilità degli usi privilegiando la residenza; • il rafforzamento del significato formale e del ruolo delle corti; • la massima considerazione sul rapporto fisico diretto o sulla percezione visiva delle rogge; • riconoscimento delle aree scoperte di pregio naturalistico-ambientale; • la previsione attuativa non immediata per gli interventi onerosi per l’A.C. (fattibilità futura). Considerato che quasi tutto il tratto est di corso Garibaldi, tra la piazzetta Cavour e via San Giorgio, è stato attuato, il Piano ha individuato una U.M.I. sul lato est (ambito PAM) e cinque U.M.I. sul lato ovest, su due delle quali è riportata l’indicazione di un percorso pedonale di collegamento tra corso Garibaldi e la roggia Codafora. Situazione attuale Dal 1989 al 2010 sono stati raggiunti gli obiettivi principali della variante n.1, oltre alla sistemazione di corso Garibaldi, ad interventi edilizi puntuali ed alla manutenzione di palazzo Badini. Con la sistemazione di corso Garibaldi sono state sistemate anche le reti tecnologiche, in conseguenza è stato richiesto ai privati residenti, di predisporre l’allacciamento alla fognatura dove ancora non presente. Tali interventi consentirebbero di completare il risanamento della roggia Molini-Pagotto che delimita i lotti degli edifici storici del corso e, attraverso la proprietà della Provincia, prosegue verso vicolo delle Acque (rif. art.13 NTA del PR).
  • 42. Ambito Corso V.Emanuele II Atti decisionali PIANO DI RECUPERO n°12 Approvato con Piano Particolareggiato D.C.C. n.334 del Centro Storico del 14.05.1984 Elementi determinanti: • Sindaco in carica G. Rossi Assessore di riferimento • A. Sebastiano RUP e/o progettista • arch. Zuccato • ufficio Urbanistica Sindaco in carica A. Cardin Assessore di riferimento • A.Sebastiano RUP e/o progettista • ufficio Urbanistica recupero della massima quota possibile di residenza. VAR. n°1 puntuale Approvata con D.C.C.n.540 del 26.11.1984 VAR. n° 2 puntuale Approvata con D.C.C. n.701 del 16.12.1986 VAR. n° 3 puntuale Approvata con D.C.C. n.211 del 29.02.1988 VAR. n°4 puntuale Approvata con D.C.C. n.190 del 27.05.1991 Sindaco in carica A. cardin Assessore di riferimento • R. Vazzoler Approvata con D.C.C. n.45 del 19.05.2003 Sindaco in carica S. Bolzonello RUP e/o progettista Assessore di riferimento • ufficio Urbanistica • P. Piva VAR puntuale Approvazione progetto di opera pubblica: uffici comunali e piazza Calderari PIANO DI RECUPERO n°12 Approvato con Piano Particolareggiato D.C.C. n.41 del Centro Storico del 20.02.2006 Elementi determinanti: • • Descrizione Condizioni iniziali Negli anni ’80 il Centro Storico si configura come un momento di vuoto tra due realtà preponderanti: l’area attorno alle piazze XX Settembre e Cavour ed il Centro Commerciale che, con la sua rigidità monofunzionale e disponibilità di estesi spazi ad uso commerciale, costituisce una grave minaccia di ulteriore degrado funzionale ed ambientale. Tra gli elementi del degrado è riconosciuta la rarefazione eccessiva della presenza stabile di persone, cioè della residenza; situazione grave viste le condizioni ai bordi. Scopo dell’intervento • RUP e/o progettista • ufficio Urbanistica Sindaco in carica S. Bolzonello RUP e/o progettista Assessore di riferimento • arch. Bello • P. Piva la trasformazione fisica e funzionale di tre ambiti (area di trasformazione) attualmente indifferenti rispetto alla loro collocazione in ambito storico; riqualificazione dell’area verde lungo via Riviera del Pordenone. Evoluzione delle scelte Il Piano del 2006 mira alla tutela delle singole unità edilizie e dei relativi spazi scoperti al fine di salvaguardare l’integrità dell’organismo urbano storico. Lo strumento particolareggiato tende a conservare l’identità specifica delle parti che costituiscono il luogo urbano e dei singoli manufatti edilizi e a formulare ipotesi di cambiamento finalizzato a creare: • le condizioni per una migliore fruizione del centro storico sia per i residenti che per chi lo frequenta; • le occasioni, fisiche e funzionali, che offrano al tessuto storico qualità riconoscibili. Il Piano, con la finalità di ampliare la “qualità” del centro storico alle aree limitrofe, individua tre “aree di trasformazione” con trasformazioni sia fisiche che funzionali che risultano necessarie per migliorare la vivibilità, per riqualificare il tessuto storico, per dare qualità a zone attualmente indifferenti rispetto alla loro collocazione in ambito storico: • l’area di trasformazione 1 comprende l’edificio “ex SIP”, la piazzetta dietro il teatro Verde e gran parte di via Roma; • l’area di trasformazione 2 interessa piazza della Motta; • l’area di trasformazione 3 è localizzata sul lato ovest del Piano e comprende i giardini storici “IV Novembre” e viale Gorizia. Situazione attuale Dati dimensionali Primo atto Ultimo atto Stato di fatto Superficie territoriale zona AP m 127.313 m 174.920 - m3 618.732, di cui: - - m3 158.775 - - - Dal 1984 ad oggi, oltre a ristrutturazioni puntuali, si sono attuati interventi pubblici di una certa rilevanza: • intervento di conservazione/ristrutturazione di palazzo Crimini e del palazzo ex anagrafe; la nuova edificazione dell’edificio per gli uffici comunali in piazza Calderari, con la conseguente sistemazione della piazza e dello spazio verde, compresa la riqualificazione dell’ultimo tratto della roggia Codafora; • sistemazione e pavimentazione di quasi tutti gli spazi pubblici (vicoli, piazzetta del Cristo, via della Motta …); • realizzazione parcheggio pubblico tra via Riviera del Pordenone e via Roma. - Volume esistente 2 2 m3 238.747 residenza m3 379.985 altro Volume confermato . Volume di progetto m3 608.039 , di cui m 245.593 residenza m3 362.446 altro 3 Area risanata - Esiti Interventi determinanti realizzati Recupero della massima quota possibile di residenza. Interventi privati • • • • • • • • • Sistemazione della piazzetta Calderari e dello spazio verde, compresa la riqualificazione dell’ultimo tratto della roggia Codafora. Sistemazione e pavimentazione di quasi tutti gli spazi pubblici (vicoli, piazzetta del Cristo, via della Motta) Percorso pedonale che da corso Vittorio Emanuele II, in prosecuzione con l’attraversamento da via Cesare Battisti, supera il lato ovest del Piano allacciandosi a quello che costeggia gli spazi scoperti privati in prossimità della roggia Codafora, con direzione nord-sud. Percorso pedonale coperto/scoperto che collega vicolo del Lavatoio con vicolo del Molino e quindi il parcheggio pubblico, costeggiando l’area destinata a verde pubblico. Interventi importanti non realizzati • Modifiche al perimetro Variazioni motivate dalla necessità di riqualificare aree che risultano non integrate con il contesto (via Roma) o, in quanto storiche, sono da riconoscere all’interno della zona AP Centro storico primario (giardini IV Novembre). % di attuazione (stima) Interventi pubblici 70% • Area verde lungo via Riviera del Pordenone e conseguente percorso pedonale che, partendo da via San Marco, percorrendo il portico della “casa del Pordenone”, attraversa l’area pubblica Gli ambiti compresi nel PR a seguito della modifica del perimetro non hanno avuto attuazione. Ristrutturazione di un immobile localizzato sul lato ovest del Piano in corrispondenza di via Cesare Battisti. Con l’intervento sul piano terra dell’immobile è stato realizzato un portico passante e quindi un percorso pedonale coperto. I lavori hanno compreso e la sistemazione dello spazio scoperto dell’immobile in argomento con la destinazione a verde pubblico/di uso pubblico e la realizzazione del percorso pedonale che da corso Vittorio Emanuele II, in prosecuzione con l’attraversamento da via Cesare Battisti, supera il lato ovest del Piano allacciandosi a quello che costeggia gli spazi scoperti privati in prossimità della roggia Codafora, con direzione nord-sud. Ristrutturazione di un complesso edilizio sul lato ovest del Piano e realizzazione di un percorso pedonale coperto che collega corso Vittorio Emanuele II a vicolo delle Mura. Tale percorso, a differenza di quello descritto al punto precedente, risulta poco visibile e poco utilizzato. Intervento di nuova edificazione in sostituzione del vecchio complesso “Tomadini”. tra via San Marco e l’area verde che si attesta su via Riviera del Pordenone. Interventi di nuova edificazione tra vicolo del Lavatoio e l’area scoperta lungo via Riviera del Pordenone, destinata a verde pubblico R/VQ. I lavori hanno compreso la realizzazione di un percorso pedonale coperto/scoperto che collega vicolo del Lavatoio con vicolo del Molino e quindi il parcheggio pubblico, realizzato secondo le prescrizioni del Piano. Riqualificazione dello spazio scoperto di pertinenza del Duomo di San Marco e ristrutturazione degli edifici prospettanti. Progetto Facciate del Corso Sono state inoltre restaurate 22 delle 36 facciate prospettanti la viabilità pubblica, individuate dal “Progetto facciate del corso” e 11 lungo i vicoli in attuazione dello stesso Progetto e grazie al contributo della Fondazione CRUP. Un problema che, in occasione dei restauri, è stato messo in evidenza e non ha avuto soluzione è quello della sistemazione dei cavi ENEL/TELECOM/ che dopo il restauro rimangono appesi in modo provvisorio alle facciate. NOTE Il Centro Storico è penalizzato dalla presenza del carcere che non consente di restituire il castello alla città e di dare qualità all’ambito sud-est del Piano. Intervento discusso nel tempo è quello del “nobile interrompimento”, volume edilizio che dovrebbe collegare l’edificio dell’ex biblioteca con l’edificio di testa del complesso dell’ex convento, ripristinando l’antica chiusura della piazza della Motta. -Considerato che sotto i tratti stradali di vicolo delle Acque, via Roma e via Codafora scorrono la roggia dei Molini e la roggia Codafora, con la finalità di salvaguardare i corsi d’acqua e promuovere la loro visibilità, è stato introdotto nella normativa del PR approvato nel 2005 l’art.8 “SPAZI PUBBLICI – Recupero dei corsi d’acqua”. Si segnala la presentazione di richieste di variante da parte di privati.
  • 43. Ambito Largo San Giorgio Atti decisionali PIANO DI RECUPERO n°14 Approvato con D.C.C. n.49 del 29.05.2000 Sindaco in carica A. Pasini Assessore di riferimento • C. Rosset VAR. n°1 generale Approvata con D.C.C.n.92 del 08.11.2004 Sindaco in carica S. Bolzonello RUP e/o progettista Assessore di riferimento • arch. Toffolo • P. Piva • ufficio Urbanistica VAR. n°2 puntuale Approvato con D.C.C. n.4 del 23.01.2006 Sindaco in carica S. Bolzonello RUP e/o progettista Assessore di riferimento • ufficio Urbanistica • P. Piva Approvato con D.C.C. n.73 del 10.07.2006 Sindaco in carica S. Bolzonello RUP e/o progettista Assessore di riferimento • ufficio Urbanistica • M. Toffolo VAR. n°4 puntuale Approvato con D.C.C. n.38 del 26.05.2008 Sindaco in carica S. Bolzonello RUP e/o progettista Assessore di riferimento • ufficio Urbanistica • M. Toffolo VAR. n°5 puntuale Approvato con D.G.C. n.250 del 24.08.2009 Sindaco in carica S. Bolzonello RUP e/o progettista Assessore di riferimento • ufficio Urbanistica • M. Toffolo Dati dimensionali Primo atto Ultimo atto Stato di fatto Superficie territoriale zona B m 16.247 m 16.247 - Volume esistente m3 52.500 m3 52.295 - Volume confermato m 31.838 m 29.921 - Volume di progetto m3 63.547 m3 74.980 - 70% (var. n°1 /var. n° 5) - Elementi determinanti: • valorizzazione del sistema del verde e recupero della memoria produttiva del lago. Elementi determinanti: • sono confermati gli elementi del Piano di Recupero. VAR. n°3 puntuale 2 2 RUP e/o progettista • arch. Corrado 3 esclusa chiesa e scuola Area risanata - • • L’area di studio costituisce parte integrante del centro città e rappresenta l’espansione edificatoria degli anni ‘50. E’ presente un’edificazione intensiva nelle aree di bordo, tipologie agricole e modeste abitazioni edificate nei primi anni del ‘900 in adiacenza con gli assi viari storici. Elementi caratterizzanti dell’ambito sono il “laghetto Enel” e la chiesa di San Giorgio. • Scopo dell’intervento • • • • • Recupero del patrimonio naturale attraverso il risanamento delle rogge e del laghetto Enel. Individuare un nuovo assetto distributivo delle destinazioni d’uso compatibili con l’ambiente oggetto di risanamento ed in funzione del ruolo di area di connessione tra il Centro Storico e Viale Marconi. Ridisegnare l’assetto dei parcheggi, dei percorsi, ed in genere degli spazi pubblici in relazione e consonanza con le risultanze progettuali dell’U.M.I. n. 12 (ambito Provincia) del Piano di Recupero n. 6 di Corso Garibaldi, relativamente a Largo San Giorgio. Prefigurare il riassetto e la riqualificazione delle aree centrali racchiuse dall’edificazione intensiva di bordo. Prevedere un collegamento pedonale in frangia al lato ovest del Piano Attuativo che contribuisca alla riqualificazione dell’attuale configurazione dei luoghi e all’utilizzo e sistemazione del varco all’altezza del condominio “Noncello” su viale Marconi. Evoluzione delle scelte La Variante n°1 ha confermato gli indirizzi prescritti per la redazione del Piano che si riassumono con i seguenti cinque punti: • individuazione di un ideale asse ordinatore del progetto costituito da un percorso pedonale che attraversa l’area, • il recupero della memoria produttiva del lago, • parcheggi pubblici e/o privati da monetizzare, • valorizzazione del sistema del verde, • razionalizzazione del sistema edilizio. Per quanto si riferisce alla “sistemazione del varco all’altezza del condominio Noncello su viale Marconi”, corrispondente a parte del piano terra di un edificio che non rientra nel P.R., la variante n.1 propone l’esclusione di tale area (“belvedere”), confermando comunque il collegamento del percorso ciclo-pedonale con viale Marconi attraverso l’ambito di progetto relativa all’U.M.I.n.2, nella quale è prevista una corte interna esistente e la destinazione commerciale e terziario al piano terra degli edifici. Con la variante al P.R.G.C. n.77 è stata recepita la previsione spostando il percorso come sopra riportato. Le varianti puntuali successive sono state propedeutiche all’attuazione di quattro U.M.I., nello specifico: • UM.I.n.2 angolo nord-ovest del Piano tra viale Marconi ed il laghetto “Enel” • U.M.I.n.4 lato nord del Piano tra viale Marconi e vicolo degli Operai U.M.I.n. 7 tra vicolo Torricella ed il lago di San Giorgio • U.M.I.n.8 ambito centrale tra la chiesa di San Giorgio, vicolo Torricella e gli edifici che si attestano su viale Marconi. Situazione attuale Esiti Interventi determinanti realizzati Condizioni iniziali • escluse pertinenze sature 3 Descrizione • • • Interventi importanti non • realizzati • Valorizzazione del sistema verde (riqualificazione dell’area destinata a verde pubblico che comprende il laghetto “Enel”). Realizzazione dei percorsi ciclo-pedonali di collegamento da viale Marconi a largo San Giorgio e da largo S. Giorgio a vicolo Torricella. Razionalizzazione del sistema edilizio del lato ovest del Piano. Riqualificazione della parte edificata del lato ovest di vicolo degli Operai, angolo vicolo Torricella. Attuazione del collegamento tra vicolo degli Operai e l’area di verde pubblico già realizzata. Modifiche al perimetro Rispetto al PR approvato nel 2000, con la variante al P.R.G.C. n.70 il perimetro è stato ridotto escludendo l’area destinata a servizi ed attrezzature collettive (ambito della chiesa di San Giorgio/scuola materna). % di attuazione (stima) 80% A seguito delle quattro varianti puntuali, su otto ambiti d’intervento individuati dallo strumento particolareggiato, sono stati realizzate quattro unità minime una delle quali è stata interessata dalla riqualificazione dell’area destinata a verde pubblico che comprende il laghetto “Enel” ed i percorsi ciclo-pedonali di collegamento da viale Marconi a largo San Giorgio e da largo S. Giorgio a vicolo Torricella. In tale occasione è stato risanato il lago, recuperata la vecchia chiusa lasciando sulla pavimentazione dello spazio pubblico, il tracciato della roggia il cui corso prosegue verso sud. Importante è stata anche la sistemazione di vicolo degli Operai. Come per il PR n.6 di corso Garibaldi si richiama la necessità di sistemare la situazione relativa agli allacciamenti con la rete della fognatura. In particolare dovrebbero essere intercettate le utenze poste a nord dell’ambito di Piano, nello specifico su via Marco Polo, verificando anche la corretta immissione in roggia delle acque bianche, in modo da poter risanare il corso d’acqua che alimenta il laghetto “Enel”. Con la riqualificazione delle opere e delle aree il risanamento in termini di territorio corrisponde a m2 12.500 circa, pari al 70 %.della superficie territoriale e corrispondente in termini di obiettivi originari a circa l’80%. NOTE • Al fine di garantire il risanamento definitivo del lago, risulta necessario il completamento degli allacciamenti a nord dell’ambito (via Marco Polo) con la rete della fognatura che è stata realizzata a seguito delle problematiche ambientali emerse nel corso della redazione della variante n.1 al Piano di Recupero di largo San Giorgio. • Importante obiettivo non raggiunto dal PR n.14 di largo San Giorgio approvato nel 2000 e dal PR.n.6 di corso Garibaldi è la riqualificazione di largo San Giorgio. Il PR n.14 aveva tra gli obiettivi il ridisegno dell’assetto dei parcheggi, dei percorsi, ed in genere degli spazi pubblici in relazione e consonanza con le risultanze progettuali dell’U.M.I. n. 12 del Piano di Recupero n. 6 di Corso Garibaldi, relativamente a Largo San Giorgio. • In occasione dell’intervento della Provincia ed in particolare della sistemazione dello spazio scoperto di uso pubblico antistante la chiesa, è stata valutata una ipotesi progettuale che però non ha determinato un ripensamento sulla prevista, e successivamente attuata, sistemazione dell’area scoperta della Provincia. • A seguito dell’attuazione dell’U.M.I.n.8 è stato infine realizzato un ridisegno dei parcheggi sul lato sud della chiesa demandando la riqualificazione di questa parte di largo San Giorgio ad una progettazione più ampia.
  • 44. Ambito Borgomeduna Atti decisionali PIANO DI RECUPERO n°21 Approvato con D.C.C. n.58 del 30.06.1994 Sindaco in carica A. Pasini Assessore di riferimento • R. Bomben RUP e/o progettista • arch. Bastianotto, Ius, Presotto. • ufficio Urbanistica VAR. n°1 Approvata con D.C.C.n.146 del 22.12.1994 Sindaco in carica A. Pasini Assessore di riferimento • R. Bomben RUP e/o progettista • ufficio Urbanistica VAR. n°1 Approvata con D.C.C.n.61 del 20.07.1995 Sindaco in carica A. Pasini Assessore di riferimento • R. Bomben RUP e/o progettista • ufficio Urbanistica Approvato con D.G.C. n.33 del 08.02.2010 Sindaco in carica S. Bolzonello RUP e/o progettista Assessore di riferimento • arch. Cigalotto e Santoro • M. Toffolo • ufficio Urbanistica Elementi determinanti: • ristrutturazione della viabilità Descrizione Condizioni iniziali • • Revocato nel 2006 Ripubblicazione U.M.I. 3 e 4 PIANO DI RECUPERO n°21 Elementi determinanti: • pedonalizzazione di un tratto di strada con conseguente creazione ex novo di una piazza pubblica e relativo adeguamento della viabilità di contorno • creazione di piazza diffusa tramite individuazione di spazi aperti pubblici con connessioni ciclo-pedonali • L’area interessata dal piano è quella centrale del quartiere di Borgomeduna che rappresenta un nucleo di antica formazione al quale viene affidato un ruolo aggregante per un ambito residenziale più vasto. In applicazione delle indicazioni contenute nel P.R.G.C. e nel Piano Commerciale, il P. di R. doveva prevedere la realizzazione di servizi collettivi e consentire l’inserimento di attività private di servizio, ubicate in modo da estendere le funzioni di città in raccordo con le previsioni per le aree centrali. La distribuzione funzionale doveva consentire di ricostruire un “centro di riferimento” anche fisico per l’ambito in argomento. Viabilità problematica. Scopo dell’intervento • • • • • Sgravio del traffico di attraversamento che ricade lungo via Nuova di Corva, piazza Borgomeduna e via Udine. Creazione di adeguamenti pedonali e ciclabili. Permeabilità tra il Piano e le aree urbanizzate contermini. Specificare le operazioni di recupero per i borghi compresi tra via Canaletto e via Mantegna. Prefigurare un assetto planivolumetrico in grado di riorganizzare la distribuzione volumetrica, disordinata e casuale con sostituzione edilizia e trasformazione delle destinazioni d’uso. • Ristrutturare la viabilità. Il riassetto dell’incrocio tra via Nuova di Corva, viale Martelli, via San Giuliano e via Canaletto dovrà consentire la separazione del traffico di attraversamento da quello locale e di relazione con il centro urbano. • Ristrutturare via Udine che dovrà assumere il ruolo di asse per il tratto urbano con funzioni di connessione tra le parti edificate. Il progetto di Piano del 1994, su una superficie territoriale di m2 170.935, ha individuato n°22 ambiti interessati da trasformazione edilizia che corrispondono a circa il 40 % della superficie territoriale di Piano. Evoluzione delle scelte Per problemi gestionali e di attuazione con la variante n.70 al P.R.G.C. il perimetro del Piano di Recupero è stato ridotto dell’80% circa, escludendo aree sostanziali del quartiere sia dal punto di vista della struttura fisica che funzionale. Il tessuto edilizio, sbilanciato sui fronti prospicienti via Udine, è caratterizzato da edifici di diverse taglie, in generale di piccole dimensioni, povero di relazioni interne e di spazi pubblici. Gli spazi aperti sono di due categorie: verdi privati recintati e poco visibili e grandi strade ad alto traffico e pericolosità. Lo stato di conservazione è in prevalenza buono ma vi sono alcuni ambiti degradati e sono presenti edifici in disuso. L’assenza di connessioni ciclopedonali tra le aree del commercio e dei servizi e l’assenza di continuità nello spazio aperto pubblico obbliga all’uso dell’auto e aumenta i problemi di traffico. Il progetto del suolo pubblico assume un ruolo centrale nel Piano di Recupero. Riperimetrazione: ambito ridotto con la Variante n° 70 del 2005 Dati dimensionali Primo atto Ultimo atto Stato di fatto Superficie territoriale zona B m 170.935 m 30.759 - Volume esistente m3 219.207 m3 52.650 - Volume confermato m 111.895 m 38.062 - Volume di progetto m3 259.169 m3 62.633 - Area risanata m 16.028 - - 2 3 2 2 3 Esiti Interventi determinanti realizzati • Ristrutturazione di via Udine. • Riassetto dell’incrocio con la realizzazione della rotatoria. L’obiettivo relativo alla separazione del traffico di attraversamento da quello locale e di relazione con il centro urbano è rinviato e potrà essere rivalutato solo a seguito della realizzazione dei collegamenti viari esterni. Interventi importanti non realizzati • Modifiche al perimetro Il perimetro è stato ridotto dell’ 80% circa, confermando l’ambito ad attuazione indiretta per la parte più prossima agli spazi scoperti che identificano il centro del quartiere. % di attuazione (stima) • Pedonalizzazione di un tratto di strada con conseguente creazione ex novo di una piazza pubblica e relativo adeguamento della viabilità di contorno. Attuazione delle U.M.I.: • n.1 che si attesta sulla rotatoria e comprende la realizzazione di parcheggi, percorso ciclo-pedonale e area destinata a verde pubblico; • n.2 localizzata tra via Udine e via Meduna che prevede un collegamento viario tra via Meduna e via Udine e la realizzazione di una piazza pedonale; • n.13 localizzata sul confine sud del Piano che comprende un’area attrezzata. • Lo strumento del 1994 si è attuato per il 20% (riqualificazione di via Udine ed attuazione di quattro U.M.I. sulla parte sud del P. di.R., lungo via Udine). Lo strumento del 2010 si è attuato per il 30% (realizzazione della rotatoria e di interventi puntuali). Visto lo stato di attuazione del Piano ed il nuovo perimetro, nel 2010 sono stati aggiornati gli indirizzi approvando il nuovo P. di R. i cui contenuti schematici sono: • la pedonalizzazione di un tratto di strada con conseguente creazione ex novo di una piazza pubblica e relativo adeguamento della viabilità di contorno; • la sostituzione dell’edilizia degradata con la previsione di nuova edificazione in sostituzione ad essa, adeguata, come altezza, al nucleo antico del quartiere e limitati ampliamenti per l’edificato confermato. • la previsione di nuovi parcheggi e di nuove piste ciclabili e percorsi ciclopedonali • la previsione di due nuovi ambiti destinati a verde pubblico. Gli studi per il Piano del traffico a scala urbana (ing. Honsel) hanno portato all’ipotesi di una rotatoria stradale non potendo ridurre il ruolo dell’incrocio a incrocio di quartiere come richiesto dagli abitanti almeno fino a che non verranno realizzati i collegamenti esterni che dovrebbero ridurre il numero di auto circolanti nel centro città. Il nuovo Piano, su una superficie territoriale di m2 30.759, ha individuato n.14 unità minime d’intervento, di dimensioni più ridotte rispetto al precedente, che corrispondono a circa il 37 % della superficie territoriale dello stesso. Situazione attuale Piano del 1994 Oltre alla realizzazione di interventi pubblici lungo Via Udine, sono state attuate quattro U.M.I., nella parte sud del P.R., lungo la stessa via, che corrispondono al 23% della superficie e del volume di progetto previsti dal Piano per gli ambiti d’intervento Piano del 2010 Allo stato attuale è stato realizzato l’intervento viario della rotatoria tra via Udine, via Nuova di Corva, via San Giuliano, viale Martelli e via Canaletto. Relativamente al tessuto edilizio, oltre all’attuazione di qualche intervento puntuale, è stato presentato il progetto per l’attuazione dell’U.M.I. n.14, localizzata sulla parte sud di via Cimitero Vecchio, all’interno della quale è prevista la realizzazione di un tratto del percorso ciclo-pedonale di connessione tra via Cimitero Vecchio e via Udine. In merito alla permeabilità del Piano si conferma la situazione iniziale dell’area non essendo stati realizzati interventi di rilievo all’interno dell’ambito. NOTE • Uno degli aspetti più importanti del Piano di Recupero di Borgomeduna, approvato nel 2010, è stato quello della PARTECIPAZIONE. Il percorso di analisi seguito dai professionisti incaricati, si è svolto parallelamente e contestualmente al laboratorio guidato dalla dott.sa Monia Guarino e rivolto ai cittadini residenti nel quartiere. • Esternamente al Piano si è attuata la riqualificazione di via San Giuliano con la quale è stato scelto il senso unico ed è stata conseguentemente realizzata la pista ciclabile e riqualificato lo spazio pedonale
  • 45. Ambito Largo S.Giovanni Atti decisionali PIANO DI RECUPERO n°31 Approvato con Elementi determinanti: D.C.C. n.84 • funzionale riassetto dell’indel 11.10.1999 crocio; • Sindaco in carica A.Pasini Assessore di riferimento • C. Rosset RUP e/o progettista • arch. Mattioni Approvata con D.C.C.n.6 del 23.01.2006 Sindaco in carica S. Bolzonello RUP e/o progettista Assessore di riferimento • arch. Lincetto • P. Piva VAR. n°2 puntuale Approvato con D.C.C. n.16 del 12.03.2007 Sindaco in carica S. Bolzonello RUP e/o progettista Assessore di riferimento • ufficio Urbanistica • M.Toffolo Dati dimensionali Primo atto Ultimo atto Stato di fatto Superficie territoriale zona B m 7.237 m 7.605 - Volume esistente m 12.274 m 22.856 - Volume confermato m 2.553,70 m 17.643 - Volume di progetto m3 33.429,62 m3 34.636 - Area risanata m 2.437 m 2.437 - Elementi determinanti: • suddivisione delle U.M.I. per individuare ambiti comprendenti un minor numero di proprietà; • previsione di un percorso pedonale di collegamento tra largo San Giovanni e via Gozzi. 2 3 3 2 2 3 3 2 Esiti Interventi determinanti realizzati Con l’attuazione dell’U.M.I. n.2 si è attuata la metà dell’intervento relativo alla previsione di una nuova cortina edilizia e della sostituzione delle funzioni non compatibili. Nota Il completamento dell’intervento sulla cortina edilizia con un volume di nuova edificazione, (valutato in vari momenti dalle proprietà private) risulta di difficile attuazione considerato che, successivamente all’approvazione del Piano nel 1999, la struttura che inizialmente era destinata a distributore di carburante, è stata sistemata ed ha una funzione commerciale che si è consolidata nel tempo (pescheria). Interventi importanti non Completamento cortina edilizia e conseguenti percorsi pedonali. realizzati Modifiche al perimetro Modifiche non rilevanti. % di attuazione (stima) 50% Condizioni iniziali • • previsione di una cortina edilizia e sostituzione delle attuali funzioni non compatibili. VAR. n°1 Descrizione L’ambito si caratterizza per la sua centralità in quanto localizzato nelle immediate adiacenze dell’area storica. La geometria degli assi viari principali e le loro relazioni funzionali non consentono significative modifiche dell’assetto esistente. Scopo dell’intervento Il carattere di centralità dell’ambito richiede la riqualificazione del tessuto edilizio e l’inserimento di nuove funzioni. Obiettivo principale è riorganizzare l’assetto dell’area (“da semplice slargo a funzionale parte di città, capace di collegare e coniugare gli ambiti esistenti circostanti”), attraverso: • nuova edificazione di una cortina edilizia con un doppio affaccio verso largo San Giovanni e verso la zona retrostante (via Gozzi e il complesso del Centro Studi); • sostituzione delle attuali funzioni non compatibili • realizzazione di uno spazio destinato a verde pubblico in continuità con i giardini pubblici esistenti (nei nuovi edifici previsti dal PR sono individuati portici e quindi percorsi pedonali che consentono una facile permeabilità dell’area collegando il “Centro Studi” ai giardini pubblici ed alla parte nord del centro città); • funzionale riassetto dell’incrocio (“Il sistema di incroci deve intendersi confermato nel suo assetto fisico attuale considerato suscettibile solo di modificazioni nella segnaletica orizzontale oltre che nei cicli semaforici del traffico, in relazione a nuovi futuri orientamenti del Piano del traffico”). Previsti inoltre m2 2000 di parcheggi pubblici interrati. Evoluzione delle scelte In considerazione della non attuazione del Piano di Recupero, la Variante n.1 conferma le previsioni dello strumento urbanistico precedente prevedendo il completamento della nuova cortina edilizia su largo San Giovanni, ma mantiene il fronte edilizio lungo via Gozzi con l’individuazione delle proprietà come U.M.I. di minore dimensione, in sostituzione della previsione del verde pubblico che il PR individuava in continuità con i “giardini del centro studi”. Vengono ridotti i collegamenti pedonali previsti tra via Gozzi e largo San Giovanni, individuandone uno sulla parte centrale della cortina edilizia tra l’U.M.I.n.2 e l’U.M.I.n.3. Situazione attuale A seguito del Piano del 1999 su cinque U.M.I. due sono state attuate; con la prima (U.M.I.n.2), localizzata all’imbocco di via Montereale e di via Molinari, è stato realizzato uno spazio scoperto pavimentato davanti al volume edilizio di nuova edificazione ed un’area destinata a verde pubblico sul retro dello stesso fabbricato. L’intervento ha compreso la realizzazione di un parcheggio interrato privato (con accesso provvisorio da largo San Giovanni) con una quota di m2 700 di parcheggi pubblici. L’altra unità minima realizzata (U.M.I. n.5) è localizzata sul lato sud-ovest di largo San Giovanni, all’imbocco con viale Grigoletti. E’ stata inoltre attuata la sistemazione dell’ambito verde antistante il Centro Studi. Nella parte di edificazione esistente che si attesta sul verde pubblico, al piano terra, è localizzato un locale pubblico “storico” per i pordenonesi. Non sono stati attuati gli interventi di trasformazione edilizia previsti dalla Variante n.1.
  • 46. Ambito via Caboto Descrizione Condizioni iniziali Atti decisionali PIANO DI RECUPERO n°32 Approvato con Elementi determinanti: D.C.C. n.105 • ristrutturazione di via Caboto e creazione di un collegamen- del 09.11.2000 Sindaco in carica A. Pasini Assessore di riferimento • C. Rosset RUP e/o progettista • arch. Gri Sindaco in carica S. Bolzonello RUP e/o progettista Assessore di riferimento • arch. Pacetto • M. Toffolo supporto al raggiungimento di una maggiore complessità funzionale dell’area. Riperimetrazione: ambito ridotto con la Variante al PRGC n°70 del 2005 VAR. n°1 puntuale Approvato con D.G.C. n.186 del 12.10.2012 Sindaco in carica C.Pedrotti Assessore di riferimento • M. Toffolo RUP e/o progettista • ufficio Urbanistica Dati dimensionali Primo atto Ultimo atto Stato di fatto Superficie territoriale zona B m 31.240 m 11.929 - Volume esistente m3 127.723 m3 27.921 - Volume confermato m 77.272 m 15.514 - Volume di progetto m 136.970 m 44.004 - Area risanata - m 821 - 2 3 3 2 3 3 2 Esiti Interventi determinanti realizzati P. di R. del 2000: • • UMI n.18 area ex Armani (intervento posto sul lato est del Piano tra via Colonna ed il tratto viario che prosegue in via Caboto), sistemazione di via Caboto (individuazione pista ciclabile/sistemazione spazi di sosta) e riqualificazione di via Molinari. Interventi importanti non P. di R. del 2000: realizzati • creazione del collegamento tra via Caboto ed il P.A. di via Fontane. P. di R. del 2009: • parcheggi pubblici previsti con l’attuazione delle U.M.I. “B” – “C” ed “F1” che risulta determinante per la riqualificazione del patrimonio edilizio attraverso le nuove edificazioni previste su via Colonna (U.M.I. “B” – “C”) e sul primo tratto da sud di via Molinari (U.M.I. “F1”) Modifiche al perimetro Riduzione della superficie di Piano del 67% circa % di attuazione (stima) 20% rispetto al P. di R. del 2000 Luogo “periferizzato”, fenomeno dovuto alla non compiutezza di una serie di disegni urbani frammentari. Convivono cortine edilizie incomplete, reperti di edilizia minore, strade non ultimate, ecc.. Scopo dell’intervento to con il P.A. di via Fontane lungo il quale creare un fronte commerciale, • ridefinire urbanisticamente l’ambito di via Molinari. Revocato nel 2006 PIANO DI RECUPERO n°32 Approvato con Elementi determinanti: D.C.C.n.22 • maggior decoro e riconcetrazione del tessuto urbano quale del 23.03.2009 • • Ridefinire, ricucire gli elementi slegati per riportarli a disegni compiuti anche se non conclusi. Obiettivi specifici del Piano: • riqualificare complessivamente l’ambito attraverso la ristrutturazione di via Caboto e la creazione di un collegamento con l’attiguo P.A. di via Fontane lungo il quale creare un fronte commerciale ridisegnando l’impianto edificato anche in relazione alle previsioni del limitrofo P.A.n.1 di via Fontane, ridefinendo urbanisticamente l’ambito di via Molinari; • ridistribuire le attività terziarie (commercio - direzionale – artigianale); • ricalibrare le parti edificate in seguito alle prescrizioni del P.R.G.C. che prevede tre ambiti con indici edificatori diversi. Il progetto ha individuato una struttura a grandi isolati (21 U.M.I.) con le corti interne destinate a verde pubblico e parcheggi pubblici al piano interrato. Tale previsione, considerando la frammentazione delle proprietà, non ha facilitato l’attuazione del Piano. Evoluzione delle scelte Con la variante n.70 al P.R.G.C. del 2005, valutato lo stato dei luoghi e le previsioni urbanistiche, l’area di Piano è stata riperimetrata riducendo la superficie del 67% circa. Le premesse alla base del progetto del nuovo Piano sono state le seguenti: • il mantenimento della memoria storica dell’ambito conservando per quanto possibile gli edifici che lo caratterizzano; • un maggior decoro ed una riconcetrazione del tessuto urbano quale supporto al raggiungimento di una maggiore complessità funzionale dell’area. Il progetto approvato nel 2009 ha suddiviso l’area in 22 ambiti individuando sette unità minime d’intervento che corrispondono al 67 % della superficie territoriale. Situazione attuale Rispetto al P. di R. approvato nel 2000 le previsioni attuate sono: • la realizzazione dell’UMI n.18 area ex Armani (intervento posto sul lato est del Piano tra via Colonna ed il tratto viario che prosegue in via Caboto), intervento propedeutico alla realizzazione del collegamento tra via Caboto e l’ambito di via Fontane; • la sistemazione di via Caboto (individuazione pista ciclabile/sistemazione spazi di sosta) e riqualificazione di via Molinari (viabilità esterna al Piano). In attuazione del Piano vigente fino ad oggi sono stati realizzati interventi di ristrutturazione edilizia su due edifici unifamiliari/plurifamiliari uno sul tratto nord di via Molinari (già concluso) e l’altro sul tratto sud di via Caboto (in fase di realizzazione); nessuna U.M.I. ha avuto attuazione. Per il collegamento viario tra via Caboto e l’ambito di via Fontane è già stato approvato il progetto esecutivo e rimangono da definire i tempi di intervento rispetto alla legge di stabilità.
  • 47. Ambito via Fontane Atti decisionali PIANO DI RECUPERO n°25 Elementi determinanti: • recupero edificio ex birreria, • riqualificazione aree scoperte. Approvato con D.C.C. n.773 del 24.09.1990 Sindaco in carica A. Cardin Assessore di riferimento • R. Vazzoler Adottato con D.C.C. n.5 del 27.01.2003 Sindaco in carica S. Bolzonello RUP e/o progettista Assessore di riferimento • arch. I.G. Raffin • P. Piva • arch. D.Raffin Approvato con D.G.C. n291 del 21.09.2009 Sindaco in carica S. Bolzonello RUP e/o progettista Assessore di riferimento • arch. I.G. Raffin • M. Toffolo • arch. D.Raffin RUP e/o progettista • arch. Pagliara Iter non concluso Revocato nel 2006 PIANO ATTUATIVO n°1 Elementi determinanti: • recupero edificio ex birreria e schiera edilizia su via Colonna, • riorganizzazione funzionale e viaria. Riperimetrazione: ambito ridotto con la Variante al PRGC n° 70 del 2005. Dati dimensionali Primo atto Ultimo atto Stato di fatto Superficie territoriale zona A/CC – C/CC m 16.100 m 23.782 - Volume esistente - - - Volume confermato - m3 11.850 - Volume di progetto m 62.358 m 23.920 - Area risanata - m2 6.000 circa - 2 3 2 3 Esiti Interventi determinanti realizzati Condizioni iniziali • • • Annullato con Sentenza del TAR PIANO ATTUATIVO n°1 Descrizione Riqualificazione aree scoperte. Riorganizzazione funzionale e viaria. Interventi importanti non Recupero dell’edificio di archeologia industriale (ex birreria), individuato con il realizzati primo progetto e confermato nelle prescrizioni proposte nei piani successivi . Recupero schiera edifici su via Colonna. Modifiche al perimetro Riduzione del 37% % di attuazione (stima) Interventi pubblici (sistemazione aree scoperte) pari al 60%. NOTE Per il collegamento viario tra via Caboto e l’ambito di via Fontane è già stato approvato il progetto esecutivo e rimangono da definire i tempi di intervento rispetto alla legge di stabilità. -A seguito della variante al P.R.G.C. n.95 del 2008 la parte della schiera esclusa dal Piano Attuativo, destinata a zona residenziale, è stata compresa nella zona di riqualificazione urbana - B/RU n.45 per consentire l’attuazione secondo prescrizioni specifiche vista la richiesta di intervenire da parte della proprietà; ad oggi gli interventi non sono stati ancora realizzati. Per quanto sopra, vista l’importanza ambientale dell’edificazione che si attesta su via Colonna, e valutando l’attualità o il superamento della previsione di allargamento del tratto viario alla luce degli interventi pubblici realizzati in conformità con il Piano Attuativo approvato nel 2009, l’intervento e la destinazione d’uso degli edifici che compongono la schiera devono essere riconsiderati. Si segnala la presentazione di richieste di variante da parte di privati. Area ubicata in ambito centrale urbano, ma esterna al “ring”, disposta tra due linee di traffico (via Colonna e via Fontane) che confluiscono per costituire la direttrice verso gli abitati di Torre e Cordenons Area contigua ad una fascia di verde ad andamento Nord-Sud, che comprende ambiti storici, naturalistici e architettonici singolari: il verde di S. Valentino con la villa e l’acqua di risorgiva, un luogo d’insediamento proto-industriale, i laghetti e la corte di S. Carlo. Sviluppo residenziale intensivo (nel dopoguerra). Scopo dell’intervento • • Realizzare la Prefettura, la Questura e il Genio Civile. Comporre, con le preesistenze, un “polo” dove trovare il carattere organico ed articolato dell’antico sistema urbano. Evoluzione delle scelte Il Piano di Recupero del 1990 prevedeva importanti nuove edificazioni, il recupero della villetta preesistente Biedermeier, la sopraelevazione di una parte dell’edifico ex birreria con l’intervento di conservazione sul volume esistente e la demolizione della schiera lungo via Colonna per consentire l’allargamento stradale previsto dal P.R.G.C.. A causa di tali previsioni che non si configuravano come recupero del patrimonio edilizio esistente, il Piano di Recupero veniva annullato con Sentenza del TAR n.88/98. A seguito della individuazione dell’ambito come Piano Attuativo n.1, nel 2003 è stato adottato il nuovo piano particolareggiato, che confermava la previsione di conservazione dell’edificio “ex birreria” e la demolizione dei fabbricati posti lungo via Colonna, ridistribuendo i volumi edilizi di nuova edificazione. Su tale proposta la Soprintendenza ha espresso parere contrario. In particolare ha chiesto, anziché la demolizione della schiera su via Colonna, il recupero della stessa con il restauro dei semplici prospetti che contribuiscono all’ambiente paesaggistico del lago San Carlo: “Via Colonna costituisce un ambiente unitario con caratteristiche di paesaggio proprie di un borgo sorto al margine della risorgiva lago San Carlo, già sede di un impianto di mulino di cui resta l’invaso e tratto delle fondazioni. La soprintendenza, intende promuovere un provvedimento di tutela della schiera di edifici prospicienti l’area interessata dal Piano Particolareggiato e, per rispetto della prospettiva della suddetta schiera, una misura di salvaguardia della serie di piccoli edifici su via della Colonna facenti parte del Piano particolareggiato.” La Direzione regionale della Pianificazione sullo stesso progetto di Piano ha prescritto che: “andrà introdotto un dispositivo in norma affinché la realizzazione degli interventi edilizi sia subordinata alla contestuale sistemazione delle aree libere scoperte, secondo le indicazioni del P.R.P.C. con particolare riguardo alla mascheratura arborea lungo via Colonna e via Fontane …” Con le varianti al P.R.G.C. n.70 del 2005 e n.81 del 2006 l’area di Piano è stata ridotta del 37% circa, escludendo con la prima variante parte della schiera su via Colonna e con la seconda la superficie interessata dall’edificio della Questura al fine di consentire l’attuazione diretta dell’intervento. Nel 2006 è stato revocato il Piano Attuativo. Il Piano Attuativo del 2009, a seguito delle diverse esigenze della Prefettura e del Genio Civile ha ridotto la previsione dei nuovi volumi ed ha perseguito nella progettazione gli obiettivi di seguito riportati: • mantenimento della schiera di edifici esistenti a nord di via Colonna in forma totale o parziale da valutarsi con la Soprintendenza su ipotesi di assetto complessivo; • riorganizzazione funzionale e viaria; • distribuzione dei volumi mantenendo la formazione di una piazza centrale pedonale ed una generale funzionalità urbanistica dell’area; • recupero dell’edificio di archeologia industriale. Situazione attuale L’area al momento dell’analisi dell’ambito risultava sottoutilizzata con una densità molto bassa. L’edificio più consistente, l’ex Birreria, è stato dismesso nel dopoguerra e da allora non ha avuto alcun ruolo significativo e da parecchi anni è inutilizzato. L’ambito è interamente destinato dal P.R.G.C. a zona multi servizi in particolare “Servizi ed attrezzature per la vita associativa – VA-C/I”, con una quota parametrica pari ad una superficie utile di “SU 600”, da destinare ad “Impianti ricettivi – P3” ed individua l’edificio dell’ex birreria come “Zona AD – Archeologia industriale”. Il progetto di Piano del 2009 ha suddiviso l’ambito in tre unità minime d’intervento. In particolare: • l’U.M.I.n.2 comprende l’edificio dell’ex birreria e la superficie scoperta di pertinenza • l’U.M.I.n.3 riguarda il lotto posto a nord-est del Piano, in via Fontane; • l’U.M.I.n.1 interessa tutta la parte restante, area centrale e area sud-ovest dell’ambito di Piano In conseguenza al completamento dell’edificio della Questura, esterno al Piano, è stato sistemato lo spazio scoperto con i parcheggi pubblici, l’arredo urbano e la pavimentazione dell’area centrale nel rispetto della fase intermedia prevista dal Piano Attuativo. E’ stato inoltre sistemato l’incrocio tra via Colonna, via San Valentino e via Fontane con la riorganizzazione dei percorsi pedonali e ciclabili anche lungo il tratto di via Colonna interno al Piano. L’intervento si è completato individuando gli spazi per la pista ciclabile lungo tutto l’asse viario fino a piazza Duca d’Aosta. A seguito della riqualificazione delle aree scoperte il risanamento in termini di territorio corrisponde a m2 6.000 circa, pari al 60% della superficie territoriale. La sistemazione degli spazi scoperti si completerà con il collegamento previsto tra l’area interessata dai parcheggi realizzati e la viabilità che prosegue in via Caboto. Per tale intervento è già stato approvato il progetto esecutivo e rimangono da definire i tempi di intervento rispetto alla legge di stabilità. Gli interventi edilizi non hanno avuto attuazione.
  • 48. Ambito via Prasecco Atti decisionali PIANO DI RECUPERO n°28 Elementi determinanti: • conservazione del sistema edilizio a corte e sua valorizzazione tramite l’eliminazione delle superfetazioni. Approvato con D.C.C. n.3 del 25.01.1993 Sindaco in carica A. Cardin Assessore di riferimento • R. Vazzoler RUP e/o progettista • arch. Barbieri • ufficio Urbanistica Approvata con D.G.C.n.152. del 24.05.2010 Sindaco in carica S. Bolzonello RUP e/o progettista Assessore di riferimento • arch. Zeni • M. Toffolo Dati dimensionali Primo atto Ultimo atto Stato di fatto Superficie territoriale zona B m2 8.216 m2 23.782 3.162 - Volume esistente m3 11.235 m3 64.673 8.709 - Volume confermato m3 5.320 m3 63.558 8.318 - Volume di progetto m3 15.845 m3 70.624 8.516 - Area risanata - - - Elementi determinanti: • conservazione del sistema edilizio a corte e sua valorizzazione tramite l’eliminazione delle superfetazioni Riperimetrazione: ambito ridotto con la Variante n°70 al PRGC. Esiti Interventi determinanti realizzati Condizioni iniziali • • • • Revocato nel 2006 B/RU n.38 Descrizione - Interventi importanti non Conservazione del sistema edilizio a corte e sua valorizzazione tramite realizzati l’eliminazione delle superfetazioni Modifiche al perimetro Il perimetro è stato ridotto dell’ 38.5% circa. % di attuazione (stima) - Degrado, carenza di locali igienici e di impianti tecnologici. Condizione abitativa fortemente disagiata e deficitaria di interventi atti al risanamento edilizio. Coincidenza tra il valore della salvaguardia/recupero dell’area con l’interesse di conservare un elemento che appartiene alla memoria storica del luogo e un segno antico del tessuto urbano della città. Vicinanza dell’Università. Scopo dell’intervento • • • • • • Conservazione del sistema edilizio a corte e sua valorizzazione tramite l’eliminazione delle superfetazioni. Recupero dei caratteri architettonici (es. superfici porticate, archi a sesto ribassato attualmente tamponati). Sistemazione e allargamento della viabilità (via Mantegna). Ripristino degli androni originali per consentire una più razionale fruizione della corte stessa. Dotazione di parcheggi e verde. Creazione di un nuovo sistema edilizio a semicorte. Evoluzione delle scelte A seguito dell’approvazione della Variante n.95 al PRGC l’ambito è stato oggetto delle seguenti modifiche: • ampliamento fino a includere una superficie destinata a verde privato (VP), finalizzato a salvaguardare l’aspetto ambientale della stessa e del corso d’acqua che la delimita; • aumento dell’indice territoriale da 20.000 m3/ha a 25.000 m3/ha, dovuto al fatto che il volume massimo consentito, prescritto dal P.R.G.C., risultava inferiore al volume esistente; • individuazione dell’ambito di riqualificazione urbana (B/RU n.38). Con la variante n.77 al PRGC è stata eliminata la prescrizione dell’allargamento stradale di via Mantegna che consente l’intero mantenimento di un edificio che si attesta sulla via. Situazione attuale Il presente P.R.P.C., così come emerge dall’analisi dello stato di fatto, prevede la conservazione del sistema edilizio a corte e la valorizzazione dello stesso tramite l’eliminazione delle numerose superfetazioni, inserendo prevalentemente interventi di ampliamento e/o sopraelevazione che consentano principalmente l’adeguamento alla normativa igienico-sanitaria vigente. Le categorie di intervento consentite, pongono perciò attenzione alla conservazione di tutti quegli elementi che, se modificati, snaturerebbero il carattere architettonico dell’intero ambito che, proprio per il suo impianto, necessita di “ricuciture” edilizie estremamente correlate tra loro. Ad oggi non sono stati realizzati interventi all’interno della B/RU.
  • 49. Ambito San Carlo Descrizione Condizioni iniziali Atti decisionali PIANO DI RECUPERO n°3 Elementi determinanti: • recuperare l’antico sistema edilizio a corte, • riqualificazione della zona verde e del lago. VAR. n°1 puntuale VAR. n°2 puntuale • Approvato con D.C.C. n.56 del 27.06.1994 Sindaco in carica A. Pasini Assessore di riferimento • R. Bomben Approvata con D.C.C.n.15 del 26.07.2001 Sindaco in carica S. Bolzonello RUP e/o progettista Assessore di riferimento • ufficio Urbanistica • A.A. Bello Approvato con D.C.C. n.43 del 24.05.2004 Sindaco in carica S. Bolzonello RUP e/o progettista Assessore di riferimento • ufficio Urbanistica • P. Piva RUP e/o progettista • ufficio Urbanistica La Variante n° 77 al P.R.G.C. ha tolto la prescrizione di Piano di. Recupero ma non ha revocato lo strumento. Dati dimensionali Primo atto Ultimo atto Stato di fatto Superficie territoriale zona B m 10.010 + R/VQ m2 32.184 m 10.821 - Volume esistente m3 14.266 - - Volume confermato m 7.296 m 8.521 - Volume di progetto m3 27.314 m3 25.720 - Area risanata m2 2.804 m2 500 circa - 2 3 2 3 Scopo dell’intervento • • Recuperare l’antico sistema edilizio a corte assegnando destinazioni d’uso prevalentemente residenziali. Prefigurare la nuova edificazione in relazione con le preesistenze edificate (lato sud) e con l’edificazione prevista nel P.R.n.25 di via Fontane. • Individuare funzioni terziarie e commerciali compatibili con le attrezzature previste nell’ambito. • Reperire percorsi pedonali-ciclabili più idonei per consentire il collegamento tra viale Libertà e la zona scolastica di via Interna. • Prevedere per l’area verde una zona di parco attrezzata di percorsi pedonali e ciclabili senza l’inserimento di manufatti ed opere che alterino il sedime naturale. Lo strumento particolareggiato propone una rilettura della distribuzione volumetrica nel rispetto delle indicazioni di recupero morfologico del sistema a corte del San Carlo. Il progetto prefigura la riqualificazione dell’ambito di verde pubblico (R/VQ m2.32.184).. I percorsi pedonali e ciclabili individuati sono quelli previsti dal P.R.G. e dal Programma Urbano delle piste ciclabili approvato nel 1991. Il sistema di connessione ciclo-pedonale collega l’area delle attrezzature scolastiche e sportive localizzato a nord, attraverso il sistema “verde” (parco San Valentino, area del San Carlo, area di via Beata Domicilla) al parco del Seminario ed alla zona di Borgomeduna. Evoluzione delle scelte Considerato lo stato di attuazione del Piano, l’alienazione del fabbricato di proprietà comunale e la conseguente nota presentata dal privato, nel 2004 è stata approvata la variante n.2 al P.R. che ha confermato i principi ispiratori del Piano di Recupero. Situazione attuale Esiti Interventi determinanti realizzati • L’area ha valenze ambientali, architettoniche, storiche ed urbanistiche che derivano dalla sua collocazione all’interno di questa parte del tessuto urbano, dalla presenza di un’importante risorsa naturalistica e dall’esistenza di alcuni edifici che testimoniano una parte della storia industriale della città (vedi “Elementi storici” della Relazione Tecnica del P.R.). L’area oltre al mantenimento delle caratteristiche ambientali esistenti è luogo di cucitura del più ampio ridisegno delle aree verdi della cintura urbana e risulta urbanisticamente rilevante nella parte che si attesta su viale della Libertà e quindi sull’area di verde attrezzato di via Beata Domicilla, in quanto congiunzione di immagini e di funzioni pubbliche che sono gli elementi conduttori del progetto del “connettivo”. • • Interventi importanti non • realizzati • • Riqualificazione di circa metà dell’area verde e del lago e realizzazione di parte dei percorsi pedonali. Recupero del lato est del sistema edilizio a corte. Completamento della riqualificazione del verde (parte Sud). Riqualificazione/ristrutturazione proprietà comunale Sistemazione degli spazi scoperti pubblici destinati a verde e a parcheggi pubblici. Modifiche al perimetro Limitate modifiche conseguenti all’aggiustamento del perimetro lungo i limiti delle proprietà catastali. % di attuazione (stima) 40% interventi pubblici 30% interventi privati NOTE Il Piano di Recupero è decaduto il 30.09.2004 ma, ai sensi dell’art. 3 della L.R.12/2008, permangono a tempo indeterminato le prescrizioni stabilite dallo strumento particolareggiato. L’art.26 delle N.T.A. del P.R.G.C. prescrive “Fino a quando non intervenga un formale provvedimento di revoca di Piani Attuativi Comunali di iniziativa pubblica e privata (P.A.C.) vigenti o decaduti, si applicano le previsioni e le prescrizioni urbanistiche ed edilizie stabilite dai Piani stessi.”. In attuazione del progetto del P.R. del 1994 è stato realizzato l’intervento dell’U.M.I., che si affaccia sul lago di San Carlo e riguarda tutto il lato est della corte, corrispondente al 44% della superficie interessata dalle U.M.I. ed al 45% del volume di progetto previsto dallo strumento particolareggiato per gli ambiti d’intervento. In conformità con il Piano è stata attuata anche la riqualificazione di parte dell’area destinata a verde pubblico e di parte dei percorsi pedonali previsti. Non sono stati attuati l’intervento pubblico che comprende il recupero dell’edificio storico (edificio Battirame detto delle Roje che si attesta all’altezza delle paratie tra il lago “grande” di San Carlo e la parte subito a sud dello stesso, costituita dell’ampio avvallamento detto “La vallona”) e la riqualificazione e sistemazione dell’area verde e dei parcheggi pubblici localizzati sul lato del Piano a sud-ovest della corte. Non è stata ancora realizzata inoltre, l’unità minima d’intervento posta a nord, all’altezza dell’incrocio tra via Colonna, via San Valentino e via Fontane, oggi esterna al Piano di Recupero ed inserita in un ambito comunque soggetto ad attuazione indiretta ma di iniziativa privata che è in corso di approvazione da parte dell’Amministrazione Comunale. NOTA La variante n.77 al P.R.G.C. approvata nel 2011, ha modificato la zona da attuazione indiretta ad attuazione diretta togliendo il perimetro di Piano. Le nuove prescrizioni proposte sono state valutate considerando gli indici fondiari esistenti e previsti dal P.R. per ogni singolo ambito; nello specifico: • è stata riconosciuta la valenza storico-ambientale della schiera localizzata lungo via Colonna per la quale il P.R. prevede la categorie d’intervento di restauro conservativo, restauro, conservazione tipologica e ristrutturazione edilizia di edifici di pregio ambientale, proponendo per le proprietà interessate da tali immobili la “zona B0 – Residenziale di conservazione tipologica e/o di interesse ambientale”; • è stata proposta l’individuazione di una zona B2 – Residenziale di completamento semintensiva” per l’ambito posto sul lato sud-ovest della schiera antica, riconoscendo il volume di nuova edificazione proposto dal Piano ed in fase di attuazione; • Sono stati confermati i volumi esistenti interni alla corte e riconosciuti i volumi di nuova edificazione già realizzati e gli ampliamenti previsti dal P.R., proponendo una “zona B2 - Residenziale di completamento semintensiva” ed una “zona B3 - Residenziale di completamento intensiva”; • Per l’ambito posto sul lato nord-est della schiera antica, è stata individuata la B./RU n.45 le cui prescrizioni prevedono la localizzazione della nuova edificazione sul lato opposto agli edifici della corte antica al fine di consentire la visibilità e la valorizzazione di questi ultimi; • le aree di proprietà comunale ricadenti in zona B-Residenziale di completamento o ristrutturazione, per le quali le prescrizioni di servizi ed attrezzature collettive fissate dal P.R., risultano decadute, sono state individuate come “VA Attrezzature per la vita associativa”, Parcheggi pubblici “P” e verde pubblico “R/VR”. • E’ stata confermata per la parte edificata la destinazione “zona AD – Archeologia industriale” già prescritta dal P.R.G.C.. • Per la restante parte del Piano è stata confermata la prescrizione di Verde di Quartiere R/VQ.
  • 50. L’edilizia economica popolare Aree perimetrate ai sensi della Legge 18 Aprile 1962 n. 167 e dell’art. n. 51 della Legge 22 Ottobre 1971 n. 865. Cronistoria, evoluzione, fasi attuative e grado di attuazione Aree Per Edilizia Economica e Popolare ex. Legge 167/62 Con D.P.G.R. n. 8955/S.G. del 27.05.1966 veniva approvato il Piano di Zona per l’Edilizia Economica e Popolare ex L. 167/62 che comprendeva n. 6 diverse zone per una superficie di complessivi m² 364.760, di cui m² 232.830 da destinare alla costruzione di alloggi. Le zone erano quindi suddivise in “ambiti specifici” che identificavano le diverse categorie di soggetti attuatori (Enti Pubblici, Cooperative, Imprese, Privati). Nello specifico le zone erano così localizzate: • • • • • • Vallenoncello “A” – “B” – “C”; Villanova; Via Nuova di Corva – San Gregorio; Via Cappuccini; Via San Quirino; Via Stradelle – Via Borgo Casoni. Il Piano veniva integrato una prima volta con la Zona di via Mameli – Libertà e, successivamente, mediante una revisione generale, con l’individuazione della zona di via San Vito, rispettivamente con D.C.C. nn. 986 del 28.07.1975 e n. 398 del 30.11.1976. Successive varianti alla zonizzazione, con l’ampliamento/riduzione di parti non significative di aree, la modifica della normativa di Piano e degli ambiti specifici, hanno determinato una situazione diversa, seppur non sostanziale, rispetto alla originaria adozione; si ritiene opportuno segnalare anche la mancata attuazione di parti di aree sia per motivi contingenti riferiti a particolarità specifiche, sia per caratteristiche specifiche di singole aree. Risulta significativa, al proposito la situazione della zona di Vallenoncello “A” che, a seguito dell’evento alluvionale del Novembre 1966 non è stata più ritenuta idonea per interventi di edilizia residenziale pubblica e quindi non è stata oggetto di interventi edilizi/ urbanistici. Altre zone, per diversi motivi, hanno visto modificare, anche in maniera significativa, le originarie previsioni. L’efficacia del Piano di Zona 167/62 veniva meno in data 5 Luglio 1984, ai sensi del 1° comma dell’art. 9 della Legge medesima, che fissava in dieci anni la validità di tali Piani, successivamente prorogata fino a 18 anni. In seguito alla sopravvenuta decadenza il Comune, in applicazione dell’art. 17 della L. 1150/42, provvedeva ad una nuova pianificazione delle aree in argomento mediante l’adozione della Variante n. 1 alla Variante generale al P.R.G.C. di adeguamento al P.U.R.G.. All’atto della variante al P.R.G.C. n. 1, la situazione pianificatoria del P.di Z. 167/62 come modificato in seguito alle varianti succedutesi nel corso della sua validità, risultava essere la seguente: Zona Sup Tot.le/m² Sup Res.le/m² Vallenoncello “A” 89.970 44.900 Vallenoncello “B” 43.500 Vallenoncello “C” Sup. Ass.ta/m² Vol. Real./m³ N. alloggi 30.300 28.300 9.668 85 38.700 14.600 8.860 15.685 35 Villanova 111.960 51.500 49.750 96.273 295 San Gregorio 54.600 39.400 38.500 79.398 188 Cappuccini 26.400 15.300 9.730 14.097 30 S. Quirino 26.000 20.500 20.500 38.399 81 B.go Casoni 31.240 21.940 11.619 23.160 72 Mameli – Libertà 10.675 8.500 8.500 28.879 93 San Vito 63.850 48.070 48.070 96.090 260 SOMMANO 496.895 295.010 223.829 431.649 1.139 La già richiamata Variante n. 1 al P.R.G.C. di adeguamento al P.U.R.G., nel ridefinire la pianificazione delle varie zone ha confermato lo stato di attuazione sopra riportato attribuendo alle parti residue con attuate destinazioni ed indici di edificabilità congrui rispetto alle aree contermini attribuendo all’interno delle aree già edificate un franco sufficiente a garantire adeguamenti per chiusure di terrazzini, costruzioni di garages, ecc..
  • 51. Aree individuate ai sensi dell’art. 51 della Legge n. 865/71 Essendosi oramai pressoché esaurita la potenzialità edificatoria nell’ambito delle zone ex L. 167/62, l’Amministrazione Comunale decideva di dotarsi di ulteriori disponibilità di aree da destinare ad edilizia residenziale pubblica; con Delibera della Giunta Municipale n. 988 del 26 Giugno 1980, venivano quindi localizzati, in applicazione dell’art. 51 della Legge n. 865/71, n. 3 comprensori già localizzati ai sensi dell’art. 26 della già richiamata L.n. 865/71 che fino ad allora non avevano trovato attuazione e che di seguito si specificanori: Comprensorio Sup Tot.le/m² Sup Res.le/m² Vol. Max./m³ N. alloggi previsti Via del Troi Via Interna Via Rive Fontane SOMMANO 45.600 33.160 91.200 134 46.700 39.350 93.100 136 29.450 25.600 58.900 86 121.750 98.110 234.200 356 La disponibilità di ulteriori aree così localizzate ha consentito di dare risposta alle numerose richieste per la realizzazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica giacenti presso gli uffici comunali. La Giunta Municipale con proprie deliberazioni nn. 670/1981, 1516/ 1981 e n. 2437/1984, procedeva all’assegnazione di aree all’I.A.C.P. ed a Cooperative Edilizie che negli anni immediatamente successivi hanno dato corso all’attuazione degli interventi edilizi contribuendo all’attuazione del programma in ragione di una quota pari circa all’80% in termini di volume ed al 70% in termini di superfici. La discrasia tra i due dati è stata determinata da un sotto utilizzo in alcuni casi degli indici di fabbricabilità originariamente determinati. E’ da rilevare che in sede di revisione delle aree di cui sopra, avvenuta con varianti specifiche, si è provveduto allo stralcio di aree originariamente comprese nei lotti e che in seguito non hanno avuto attuazione; inoltre, in casi specifici e limitati, si è provveduto allo stralcio dei aree che costituivano pertinenze di edifici esistenti e che non rivestivano grande significato, data la localizzazione e consistenza, ai fini dell’edificabilità complessiva dei comprensori. Allo stato attuale l’efficacia dell’applicazione dell’art. 51 della Legge n. 865/71 può ritenersi conclusa con l’attuazione degli interventi programmati o previsti fino dalla originaria individuazione degli ambiti e delle specifiche utilizzazioni (Enti pubblici, cooperative, imprese); è verosimile affermare che le scelte allora attuate hanno contribuito, assieme al precedente P.di Z. ex L. 167762, a dare risposta alle molteplici richieste di aree e quindi di alloggi che a quel tempo premevano nei confronti dell’Amministrazione Comunale, soprattutto da parte di Cooperative che vedevano in questo istituto una opportunità per risolvere definitivamente il problema dell’alloggio in proprietà. A ben vedere, la realizzazione degli interventi edilizi ha comportato non di rado una riqualificazione urbanistico – edilizia di ambiti che diversamente sarebbero per sempre rimasti arre di quartiere marginali; in effetti, parallelamente alle edificazioni, non di rado sono sorti servizi ed attrezzature capaci di coagulare interessi e momenti di socializzazione altrimenti impensabili, dando luogo a comunità aperte in grado di gestire in maniera autonoma eventi ed attività aggreganti con aspetti sociali propri della periferia pordenonese. In definitiva, si può ben affermare che lo sviluppo dell’edilizia residenziale pubblica ha contribuito alla risoluzione di aspetti socio – demografici non secondari fornendo riscontri a molteplici esigenze.
  • 52. Il futuro non per caso Tracce comuni per un piano Sostenibile, Mobile, Accogliente, Resiliente, Trasparente esiti del percorso partecipativo “Pordenone più facile”
  • 53. Pordenone più facile Il percorso Pordenone più facile è attivato dall’Amministrazione comunale per condividere come la città di domani può diventare più facile perchè prova da oggi a essere più ingegnosa. Il risultato atteso è l’elaborazione condivisa del nuovo Piano Regolatore Comunale attraverso un’interpretazione locale del modello della SMART CITY basata su cinque assi: Sostenibilità degli stili di vita Mobilità delle persone e delle idee Accoglienza delle diversità Resilienza urbana, sociale ed economica Trasparenza delle informazioni come un territorio e la sua comunità possono diventare smart prima fase 2012 sintesi dei contributi Il percorso è articolato in due fasi: giugno-dicembre 2012 elaborazione del quadro delle conoscenze e visione condivisa gennaio-dicembre 2013 esplorazioni progettuali e valutazione degli scenari « Nel processo di partecipazione tutto è sottile, contraddittorio, mutevole e bisogna accettare questa condizione altrimenti si falsifica. Ci vuole molto più talento nella progettazione partecipata di quanto ce ne voglia in quella autoritaria, perché bisogna essere ricettivi, prensili, agili, rapidi nell’immaginare, fulminei nel trasformare un sintomo in un fatto e farlo diventare un punto di partenza » arch. Giancarlo De Carlo indice dei temi trattati nei gruppi di lavoro Sostenibile Area vasta: servizi, funzioni, possibilità Ambiente: benessere e degrado delle risorse Verde e acqua: sistemi e reti Cultura del bene comune: relazione, gestione, convivenza responsabile Rigenerazione del contesto: vivibilità, urbanità, flessibilità Centro e centri: storia e contemporaneità Mobile Area vasta: flussi, connessioni, accessibilità Pedonalità e ciclabilità pluriutente: bambino, anziano, diversamente abili Trasporto pubblico: fruizione e funzionalità Idee: circolazione e movimentazione Accogliente Area vasta: mutualità, reciprocità, relazioni d’aiuto Conflitti e convivenze tra diversità: cultura e religione Conflitti e convivenze tra diversità: età, agio e disagio Chi vive la città ma non la abita: opportunità, fruibilità, percezione Resiliente Area vasta: capitali comuni e capitali identitari Il capitale sociale-relazionale Il capitale creativo-imprenditoriale Il capitale ecologico-territoriale Trasparente Flussi di dati in tempo reale: quali sono? chi li produce e chi li utilizza? Informazione iperlocale: quali competenze “di quartiere”? quale contributo dal cittadino? Governo aperto: quali consapevolezze e co-responsabilità? quali strumenti e linguaggi? Confini e regole: la trasparenza è sempre un bene?
  • 54. I partecipanti Fino a questo momento almeno 450 cittadini hanno dato il loro contributo e arricchito a vario titolo il dibattito nel corso delle attività di Pordenone più facile. Nel dettaglio: • 54 cittadini interpellati nel corso delle piazzate estive (agosto 2012) • 102 cittadini coinvolti come comparse per le riprese del trailer “Pordenone è… Punti di vista e immagini in trasferta” (6 settembre 2012) • Circa 150 persone e 8 relatori erano presenti al simposio inaugurale del percorso partecipato; ai laboratori civici del pomeriggio hanno partecipato oltre 50 cittadini (15 settembre 2012) • 97 persone hanno partecipato al laboratorio S come Sostenibile (29 settembre 2012) • 74 persone hanno partecipato al laboratorio M come Mobile, 14 sono intervenute alle sessioni spontanee del pomeriggio (13 ottobre 2012) • 61 persone hanno partecipato al laboratorio A come Accogliente, 3 sono intervenute alle sessioni spontanee del pomeriggio (27 ottobre 2012) • 46 persone hanno partecipato al laboratorio R come Resiliente, 24 sono intervenute alla sessione pomeridiana sullo studio socio-economico (10 novembre 2012) • 61 persone hanno partecipato al laboratorio T come Trasparente, tra cui 20 studenti e 1 docente dell’ITG Pertini; 8 sono intervenute alla sessione pomeridiana dedicata al Piano regionale di Governo del Territorio (24 novembre 2012) • Nel corso degli incontri divulgativi nei quartieri (San Gregorio, Vallenoncello, Borgomeduna, Villanova, Torre, Centro città) sono intervenute complessivamente 45 persone (ottobre-novembre 2012) • 30 operatori dei settori commercio, artigianato e recezione hanno preso parte al laboratorio straordinario a loro dedicato (19 novembre 2012) • 78 studenti delle scuole primarie e medie, eletti come rappresentanti e supplenti nelle loro scuole, hanno partecipato al Consiglio comunale dei ragazzi speciale per il nuovo Piano regolatore (22 novembre 2012) • 20 rappresentanti del settore socio-sanitario hanno preso parte a un incontro di approfondimento sui primi dati dello studio socio-economico del territorio (23 novembre 2012) • 35 ospiti, familiari e operatori di Casa Serena hanno reso parte all’incontro informale su Pordenone più facile promosso da Alessandro Del Frate (4 dicembre 2012) Per la redazione del documento di sintesi delle attività, nella mailing list dei partecipanti ai laboratori sono circolati 431 scambi di posta elettronica. Enti, organizzazioni, associazioni, aziende rappresentati AATO-Autorità d’Ambito Territoriale Ottimale Occidentale, Ambito Urbano 6.5, Adria Multimedia, AIFA-Associazione Italiana Fra Anziani e Volontariato, AIF-Associazione per l’Insegnamento della Fisica, ANCE-Associazione Nazionale Costruttori Edili, ANCI-Associazione Nazionale dei Comuni Italiani Friuli Venezia Giulia, APPED-Associazione Provinciale Pordenone EmoDializzati, Aqua Nova, Aruotalibera, Ascaretto Cooperativa Sociale, ASCOM-Confcommercio Pordenone, AssociazioneBorgo Meduna, Associazione Comunità Albanese, Associazione di Volontariato Giulia, Associazione Ghanesi, Associazione I ragazzi della panchina, Associazione Il Fiume, Associazione Il Ponte, Associazione La città complessa, Associazione Migranti Ivoriani, Associazione Sviluppo e Territorio, ATAP Spa, Ater Pordenone, Auser Provinciale Pordenone, AVIS-Associazione Volontari Italiani Sangue, Azienda per i Servizi Sanitari n° 6 Friuli Occidentale, Business Srl, Casa di riposo Umberto I, Casa Serena, Centro Auser Fabiano Grizzo, Chiesa Evangelica Battista, Circoscrizione Centro, Circoscrizione Rorai Cappuccini, Circoscrizione Sud, Circoscrizione Torre, Coldiretti, Collegio dei Geometri Pordenone, Collegio Don Bosco, Collegio dei Periti Industriali, Consiglio comunale dei ragazzi, Comune di Pordenone, Confagricoltura, Confcooperative, Consiglio comunale, Consiglio provinciale, Cooperativa sociale Abitamondo, Cooperativa sociale Itaca, Cooprogetti Scarl, Dof Consulting, e-labora associazione professionale, Engeco Srl, Eufrasia Filmedia Srl, EUpolis Studio Associato, Farandola Associazione Culturale, Fondazione bambini e autismo, Gaia Srl, GASPn gruppo d’acquisto solidale, Genius Loci, GSM-Gestione Servizi Mobilità, Intema Srl, Interporto-Centro Ingrosso Spa, Istituto comprensivo Centro, Istituto comprensivo Rorai-Cappuccini, Istituto comprensivo Sud, Istituto comprensivo Torre, Istituto tecnico del settore economico Odorico Mattiussi, Istituto tecnico per geometri Sandro Pertini, IUAV-Istituto Universitario di Architettura Venezia, Legambiente, Movimento Se Non Ora Quando, Nuove Tecniche società cooperativa, Ordine degli Architetti, Ordine degli Ingegneri, Ordine dei Farmacisti, Polisportiva Villanova, Scuola primaria statale IV novembre, Scuola primaria statale Aristide Gabelli, Scuola primaria statale Edmondo De Amicis, Scuola primaria parificata Elisabetta Vendramini, Scuola primaria statale Leonardo Da Vinci, Scuola primaria statale Michelangelo Grigoletti, Scuola primaria statale Centro Storico, Scuola primaria statale Giuseppe Lozer, Scuola secondaria statale di 1° grado Pier Paolo Pasolini, Sincronpolis Srl, Sinesy Srl, Sistema Basket, Società Operaia di Mutuo Soccorso Istruzione, Soroptimist Club, Studio Cigalotto e Santoro, Studio di Progettazione 5P, Terraè-Officina della sostenibilità, Unione degli Artigiani, Unione degli Industriali, Voce Donna Onlus, WWF
  • 55. Il futuro non per caso tracce comuni per un piano Sostenibile, Mobile, Accogliente, Resiliente, Trasparente Sostenibile Questioni chiave Principi e valori Area vasta: servizi, funzioni, possibilità Ambiente: benessere e degrado delle risorse Verde e acqua: sistemi e reti Cultura del bene comune: relazione, gestione, convivenza responsabile Rigenerazione del contesto: vivibilità, urbanità, flessibilità Centro e centri: storia e contemporaneità           Corresponsabilità e reciprocità Vivibilità e abitabilità Frugalità e semplicità Comunione di intenti e risorse Urbanità e contemporaneità Nuovi inizi per funzioni e assetto Flessibilità operativa e perequazione Coerenza estetica Cultura del rischio naturale Fruibilità consapevole Indicazioni e criteri Connettere e destinare Sviluppare i sistemi e le infrastrutture ecologiche verdi - blu, migliorare il grado di permeabilità degli spazi verdi, assegnare un ruolo strutturante ai grandi parchi e agli ambiti fluviali, gestire la compresenza delle aree rurali con le funzioni residenziali, rivalutare le aree agricole, trattare le componenti territoriali che impoveriscono la dimensione di comunità in quanto barriere territoriali. Animare e custodire Ridurre il consumo di suolo e le diverse forme di inquinamento urbano, ammettere il rischio naturale e la necessità di prevenzione e mitigazione, rinnovare ecologicamente gli insediamenti per il risparmio di acqua ed energia, recuperare in modo versatile gli edifici non utilizzati, promuovere una maggiore leggerezza e flessibilità d’uso dei contenitori esistenti. Abitare e convivere Estendere all’esterno del ring le qualità del centro storico, promuovere il paesaggio culturale urbano, rendere effettivamente “periferici” – collegati - i quartieri attraverso una più efficace razionalizzazione urbanistica, promuovere la fruizione del verde e il suo uso come segno architettonico-urbano.  Per una città ad alto contenuto tecnologico   Installare tabelloni intelligenti per la diffusione di informazioni (in particolare trasporti, parcheggi, dati ambientali). Considerare le aree verdi come luoghi “smart”, attrezzati con WiFi e postazioni di carica per computer/cellulare. Incrementare l'accesso alle informazioni tramite la rete. Mobile Area vasta: flussi, connessioni, accessibilità Pedonalità e ciclabilità pluriutente: bambino, anziano, diversamente abili Trasporto pubblico: fruizione e funzionalità Idee: circolazione e movimentazione           Accessibilità Infomobilità easy e smart Logistica e composizione intelligenti Moderazione della velocità Interconnessione (tra territori) Fruibilità funzionale Riconoscibilità Intermodalità (bus, bici, auto elettrica) Flessibilità, versatilità, pluriusabilità Temporaneità e permanenza degli usi Accogliente Area vasta: mutualità, reciprocità, relazioni d’aiuto Conflitti e convivenze tra diversità: cultura e religione Conflitti e convivenze tra diversità: età, agio e disagio Chi vive la città ma non la abita: opportunità, fruibilità, percezione           Apprendimento collettivo Integrazione reciproca Gestione integrata di risorse e tempi Appartenenza e percezione Appropriatezza dei luoghi alla diversità Rendimento sociale dello spazio pubblico Abitare collaborativi Potenziale di comunità Paesaggio sociale Plurilinguismo e pluricultura riorganizzare la domanda di traffico considerando il potenziamento dell’offerta intermodale, promuovere la mobilità lenta ciclo-pedonale e il trasporto pubblico anche intervenendo sull’assetto urbano. Fondare la convivenza sull’integrazione tra i luoghi del fare esperienza di sé, dei saperi, delle competenze, della pratica in gruppo, del mutuo aiuto, della formazione, del lavoro, della progettazione e collaborazione; sviluppare la rete tra gli spazi comuni (angoli di città) capaci di aumentare la percezione e comprensione delle diversità (“riserve urbane di diversità sociale e culturale”). Sviluppare reti urbane che permettano di condividere con altri territori/città le infrastrutture (materiali, immateriali, funzionali) la logistica, le occasioni culturali, i progetti, i servizi e le integrazioni funzionali tra essi. Riqualificare la città partendo dal vicinato e dalle polarità di quartiere, valorizzare il potenziale di comunità; aumentare il rendimento sociale dello spazio pubblico attraverso flessibilità e mix funzionale, mantenere una presenza equilibrata di diversi ceti sociali - classi di età - gruppi culturali. Rivalutare lo spazio urbano disponibile per il pedone e il ciclista attraverso la riorganizzazione dei parcheggi, la riduzione del traffico veicolare, la funzionalità ed efficienza del trasporto pubblico, l’abitabilità della strada come spazio comune, pianificare l’accessibilità attraverso un piano di eliminazione delle barriere architettoniche. Individuare e pianificare Il contributo delle diverse forme dell’abitare alla costruzione del paesaggio sociale (residenza collaborativa, condomini solidali, edilizia sovvenzionata; co-housing/social housing/share housing, residenza per anziani, albergaggio gratuito), considerare la diverse tipologie edilizie e la morfologia urbana come determinanti per creare condizioni di socialità e vita di comunità. Potenziare la connettività dei tracciati, funzionalizzare le strade, strutturare le linee integrando ai percorsi circolari quelli diametrali,  Colmare i divari di età e opportunità/consapevolezza moltiplicando le opportunità tecnologiche.  Sviluppare “app” con l'accesso e la condivisione di informazioni utili.  Istituire sportelli/canali/applicazioni specifiche per utenti temporanei.  Favorire con la tecnologia la fruizione dei servizi e degli spazi comuni. Usare la rete per favorire l'incontro e la socialità in presenza.  Valorizzare le informazioni di valenza turistica accessibili via internet.  Resiliente Area vasta: capitali comuni e capitali identitari Il capitale sociale-relazionale Il capitale creativo-imprenditoriale Il capitale ecologico-territoriale           Economie urbane di varia scala Identità palinsesto Riconoscibilità e monumentalità del sociale Mutualità e interscambiabilità Temporaneità di temi e luoghi Ritmo più che velocità Creatività e adattività Sinergie produttive Competenze distintive del territorio Innovazione motivata e funzionale Rendere coerente le prestazioni e le funzioni dei luoghi confrontandosi con il funzionamento della mobilità e il sistema insediativo, articolare e distribuire le centralità per autocontenere i quartieri, rafforzare i legami territoriali tra strutture esistenti, introdurre nuove concentrazioni di usi e spazi, mettere in rete le risorse come tempo e competenze. Valorizzare il fare impresa in modo flessibile e collaborativo dei giovani, considerare la capacità dell’immigrazione di fare innovazione, scommettere sulla green economy, sostenere le nuove opportunità di indotto lavorativo generate dall’associazionismo, rendere percepibile nell’immagine della città la socialità e la mutua relazione (monumentalità delle sedi). Intervenire sulla competitività e la struttura produttiva-terziaria (formazione, sinergie, specializzazione, qualità, innovazione), migliorare l’attrattività e la struttura urbana (mobilità, accessibilità, qualità, funzioni, promozione, normativa), palesare le vocazioni esprimendone le potenzialità economiche – attrattive – adattive, comporre la presenza di luoghi integrati del co-housing del coworking e del co-meeting,  Moltiplicare i servizi online, integrandoli a livello intercomunale/provinciale.  Facilitare il dialogo tra le "isole di innovazione", sia in città che verso il mondo.  Supportare il telelavoro, il coworking, il lavoro in mobilità. Trasparente Flussi di dati in tempo reale: quali sono? chi li produce e chi li utilizza? Informazione iperlocale: quali competenze “di quartiere”? quale contributo dal cittadino? Governo aperto: quali strumenti e linguaggi? quali consapevolezze e co-responsabilità? Confini e regole: la trasparenza è sempre un bene?           Reciprocità Libertà attenta e tollerata Educazione alla partecipazione Consultabilità del cittadino Consapevolezze socio-territoriali Infoabilità e spazi discorsivi Conoscenza condivisa Presidio, custodia, scambio attivo Autoorganizzazione, autogestione Sistematizzazione Razionalizzare i movimenti e migliorare la qualità attraverso la fruizione dell’informazione di come la città vive: flussi di traffico, tracciabilità dei rifiuti, consumo delle risorse, individuazione dei parcheggi disponibili, scelte e decisioni di ordine pubblico, costi energetici, possibilità di dialogare con le amministrazioni, ordinare prodotti e forniture, valutare servizi, conoscere le occasioni di acquisto. Rendere “domestico” lo spazio fuori la porta per rendere il territorio “nostro” e viverlo, costruirlo, curarlo, comparteciparlo, comprederlo nella sua funzione collettiva. Sviluppare la quantità e la qualità dei punti d’aggregazione, esplorare nuove modalità d’uso degli spazi pubblici, valorizzare i tessuti urbani che restituiscano un’immagine di città.  Diffondere la cultura digitale (strumenti, pratiche, implicazioni).  Favorire lo scambio di oggetti, idee e competenze tramite luoghi civici digitali.  Offrire l’opportunità di fare proposte online oltre che segnalazioni
  • 56. PN più facile perché Sostenibile da Condividere Area vasta Ambiente Verde e acqua Cultura del bene comune Rigenerazione del contesto Servizi, funzioni, possibilità Benessere e degrado delle risorse Sistemi e reti Relazione, gestione, convivenza responsabile Vivibilità, urbanità, flessibilità ! analisi, monitoraggi ed esplorazioni progettuali già condotte da Costruire Saperi analisi, monitoraggi ed esplorazioni progettuali ancora da condurre ! ! ! ! ! Quadri conoscitivi composti dai diversi Comuni limitrofi. L’esistenza fattiva di un’area vasta nella quotidianità. Il sistema ambientale e culturale nello stato di fatto del conurbamento. Modi di abitare. Modi di muoversi. Valori di riferimento nell’area vasta e vastissima. Monitoraggio di: ! qualità dell’aria (area vasta), ! impatto settore industriale, ! elettromagnetismo, ! efficienza rete fognaria, ! ciclo dell’acqua, ! pozzi (atrazina), ! traffico, ! rumore. ! Incidenza del tele-lavoro e dei tempi della città sulla razionalizzazione dei flussi. ! ! ! ! ! Analisi condotte negli anni (evoluzione dell’attenzione) dedicate a rogge, reti ecologiche, fiumi . Mappatura dei progetti in corso o futuri. Concorso per le scuole indetto da AcquaNova “Pordenone tra bellezze, acqua e verde”. Esplorazioni progettuali: ! Workshop sul “residui urbani” Analisi dedicate a: ! Domesticittà (Roma) – progetto dedicato all’osservazione dello spazio pubblico per mettere in discussione l’efficacia del solo progetto nell’assegnare la funzione di catalizzatore di attività collettive. Matrici paesistiche (naturali, antropiche fisiche, antropiche culturali). Relazioni paesistiche (connessioni dinamiche che trasferiscono energia, materia e informazione): aggregazione, complementarietà, adattamento, scambio, perturbazione, ecc… ! ! ! Il “costo” del bene comune. Natura “performativa” delle interazioni sociali (capacità dell’azione collettiva di trasformare gli spazi di relazione e di rinnovare negli usi e nelle funzioni i luoghi fisici di una città). Le reinvenzioni etniche e generazionali (i giovani) degli spazi urbani. Esplorazioni progettuali: ! Workshop Città complessa, ! Concorso Camera di Commercio, ! Studio di fattibilità sull’area del Cotonificio Veneziano. Analisi dedicate a: ! Nuclei di identità locale (Milano) – individuazione dei Telai urbani (forme caratteristiche con cui si dà spazio alla vita in pubblico). ! Audis (uso del suolo e rigenerazione urbana). ! ! ! ! ! Pro-vocazioni ! Domande: alla città, per la città ! Può la qualità (architettonica, sociale) diventare il filo conduttore per i Comuni del conurbamento (promozione congiunta delle centralità storiche e contemporanee)? Come si stabilisce (quali parametri) la qualità architettonica? La qualità può modificare il senso dei luoghi a loro volta già modificati nel tempo dall’uso del cittadino? ! Quali investimenti sono stati fatti negli ultimi 5-10 anni per l’ambiente? E per le fognature? ! ! Come rivalutare l’opportunità del turismo fluviale? E’ sufficiente far un po’ più di manutenzione? Perché i Pordenonesi non usano gli spazi verdi (rigenerare gli usi)? ! ! ! ! ! Come un bene può diventare oltre che “comune” anche di relazione? Quali sono i beni comuni e quali invece lo dovrebbero essere/diventare? Come utilizzare lo spazio “città” senza finire al solito bar? C’è spazio per i giovani? Quale? La “rete” (tra persone, di idee, analogica o digitale) “salva” o “cattura”? ! ! ! ! ! ! Opportunità Criticità ! ! Nuove connessioni (collegamento Pordenone-Conegliano) ancora da sfruttare pienamente. Concetto d’area vasta inesistente nella prospettiva dei giovani. ! ! ! ! ! ! Situazioni ! ! Percezione Fruizione ! ! Luoghi Significati ! Il ruolo di Pordenone come capoluogo di Provincia non è ancora/sempre riconosciuto. E’ necessario innovare la forma del piano: flessibilità, capacità adattiva, con strategie non solo norme, che sappia far leva sulle politiche integrate ! Valori, risorse, tempi comuni e/o complementari tra comuni dell’area vasta. ! ! Trasporto pubblico. (poco incentivato: parcheggi prossimi al centro). Flussi casa-scuola, casa-lavoro. Pedibus poco utilizzato. Impiego di stufe a legna. Acquisto di acqua in bottiglia. Collegamento alla rete fognaria incompleto (il privato tende a ritardare il lavoro per non pagare il servizio). Piste ciclabili: molti tratti pericolosi, interrotti o non funzionali al collegamento tra parti di città. Mancanza di coordinamento (tra uffici preposti). La cognizione delle possibilità e delle responsabilità nell’uso delle risorse naturali si sta diffondendo seppur lentamente (maggiormente nei giovani che negli adulti). ! “Sacche” di naturalità ancora presenti (a volte “riserve” a volte “resti”). Suolo libero o forestato (come contributo all’abbattimento dell’anidride carbonica). ! Rogge ! Fontane (acqua presente e utile) ! Noncello (fiume, parco, città) ! Parco area Cappuccini ! Reti ecologiche ! Ecosistema delle risorgive Verde e acqua sono: risorsa, opportunità ludiche, fonte di vita (soprattutto). ! ! ! ! ! Traffico in via Rivierasca: impedisce la fruibilità del Noncello. Circoscritta conoscenza delle risorse naturali presenti. Fognature (da completare il collegamento). Cisterne del gasolio abbandonate (da bonificare). Area verde attorno al seminario (quando coltivata introduceva la campagna in città). Rogge trascurate o tombinate. Per vivere il verde urbano serve: ! conoscenza, ! responsabilità, ! opportunità (wi-fi, area sosta adeguate per ricreazione e studio, pannelli solari per energia e ricariche, casette dell’acqua), ! adeguatezza della ciclo-pedonalità. ! ! Si fa rete, ma ciò non emerge. “Invasione” di luoghi istituzionali. ! ! ! Sono “bene comune”: ! gli spazi dimessi e/o abbandonati, ! gli orti sociali, ! il “verde” fruibile e co-gestibile ! l’acqua, ! il tempo libero, la relazione, ! i cittadini (storie, memorie…), ! l’essere fuori e dentro la “rete”, ! i nodi e i collegamenti (tessuto), ! la gentilezza e il rispetto . ! Classificabile come “di tutti”. ! Individuabile. Riconoscibile. ! Rivendicabile. Gestibile. ! Vivibile. Fruibile (arredo). ! Connesso (nodi/collegamenti). ! Aperto alla “rottura” (di schemi). ! Negoziabile (nelle regole d’uso). ! ! ! ! ! Strumenti innovativi ed efficaci per pratiche di rigenerazione. Buone pratiche. Indicatori per misurare la qualità (percorsi, servizi, relazioni) e gli effetti di azioni urbane sulla città e la vita della comunità. “Fattori” e “determinanti” per l’attribuzione di “senso” allo spaziocittà e loro variabilità. Le “qualità” e i “caratteri” delle aree anche in relazione al loro contributo nell’esprimere l’effetto “città”. Quale idea di città è condivisa e posta alla base della “rigenerazione”? Quali valori guidano questa idea? Quali le variabili e quali le invarianti del territorio? Come non cadere nella solita logica della risposta “puntuale”, ma affrontare la città nel suo insieme? La città è solo quella “dentro” o anche quella “fuori”? Siamo un’unica città Pordenone-Cordenons-Porcia? La città cresce ? Deve crescere? Può crescere? Pordenone è bella, dunque: ora come facciamo i “Pordenonesi”? Area “Cappuccini” – ospita servizi di utenza generale ma non è dotata dei servizi più indispensabili (sparsi in modo disordinato); manca una piazza centrale; limite della ferrovia (superabile in solo due punti). Difficoltà idrogeologica. Collegamenti tra parti di città e con area vasta. Centro e centri Storia e contemporaneità Popolazione del Centro Storico: ! peso del commercio/terziario, ! profili del fruitore/consumatore, ! residenti/turisti. Risorse: ! professionalità, ! eccellenze, ! responsabilità sociali. Piano di marketing urbano del Centro Storico. Linee guida sull’arredo urbano, esercizi commerciali (insegne, tendaggi, dehor). Piano di recupero di Borgomeduna. ! Fattori “intangibili” che contribuiscono alla qualità. ! I quartieri (fruibilità, vitalità, qualità esigenze). ! Il peso delle singole vie commerciali ! L’impatto della web economy, della social economy e le nuove tendenze di consumo. ! Il ruolo della grande distribuzione nel nuovo scenario economico. ! Il ruolo del commercio di vicinato (servizi di prossimità). ! Gerarchie distributive. ! Qual è il perimetro del centro? Il “ring”? oppure i centri nei quartieri limitrofi? ! Come migliorare l’esperienza del centro con una diversa mobilità? ! Come far convivere “movida” e “silenzio”? Dove movida (es. rivierasca) e dove silenzio? ! Oggi è il “commercio” lo stakeholder principale. Come rafforzare gli altri (residenti, turisti, servizi, studenti)? ! Come si misura la qualità di un centro? Quali sono le unità di misura? ! Perché il commercio nei centri storici e/o urbani non è competitivo con i grandi insediamenti commerciali nelle aree extraurbane? ! Contraddizioni da gestire. ! Qualità dell’arredo urbano e segnaletica. ! Difficile coordinamento. ! Affitti alti e locali vuoti. ! Disaccordo sugli orari. ! Disaccordo su calendario eventi. ! Mobilità (no ai parcheggi in strada). ! Difficile penetrabilità e percorsi di accesso al centro (porte di ingresso al centro poco definite) ! Ricco di risorse, palazzi di pregio, parcheggi, qualità architettonica. Il prefisso “ri” del termine rigenerazione permette di evidenziare come le condizioni della città impongano oggi di valutare ancora, cominciare da capo, prendersi il tempo per fare di nuovo o fare in modo nuovo. ! La città: i suoi limiti, le sue barriere (Pontebbana, Noncello, Ferrovia). Le “aree” (o areali, o nuclei) di città: diversità, carattere, vocazione, urbanità. problemi (inaccessibilità, es. ex PAM; piazza della Motta…). L’edilizia degli anni X (’50, ’60, ’80…). Il suolo: è una risorsa da tutelare. E’ centro “storico”: ! anche la città del primo ‘900. Sono “centri”: ! anche i quartieri (Borgomeduna, Vallenoncello,…). ! il l"parco fluviale" (nuovo quartiere verde). ! ! Il centro urbano non è solo l’area interna al “ring”. Manca un’educazione all’offerta della città. Incertezza, cambiamento, decrescita: sono gli ambiti in cui cercare soluzioni. Mettersi in gioco insieme. Aprirsi al cambiamento. Concertare interessi e compromessi.
  • 57. PN più facile perché Sostenibile Obiettivi generali specifici Area vasta Ambiente Verde e acqua Cultura del bene comune Rigenerazione del contesto Servizi, funzioni, possibilità Benessere e degrado delle risorse Sistemi e reti Relazione, gestione, convivenza responsabile Vivibilità, urbanità, flessibilità Obiettivi generali Obiettivi generali Obiettivi generali Obiettivi generali Obiettivi generali ! ! ! ! ! Adottare un sistema perequativo integrato (per zone: residenziali, industriali/produttive, terziario). Individuare infrastrutture – fisiche, verdi, immateriali - di area vasta. Potenziare le reti informatiche (digitalizzare, dematerializzare). Distribuire i servizi rari (carcere, ospedale, università: non obbligatoriamente a Pordenone). Promuovere i luoghi contemporanei oltre a quelli storici, attraverso la qualità architettonica. ! ! ! ! Obiettivi specifici ! Istituire l’Unione di Comuni (con piano regolatore unico, digitalizzato e accessibile virtualmente) e incentivare la cooperazione (razionalizzare costi e risorse) con un sistema di relazioni interno/esterno (Udine-Portogruaro Conegliano). ! Obiettivi specifici ! ! ! Attenzioni ! ! ! Convergenze Divergenze ! ! ! Idee da discutere da approfondire Città diffusa o città addensata? Centri commerciali o centralità urbane? Sistema centrico, policentrico o poroso? Accordo (o Patto) territoriale ! Coordinare la “filiera urbanistica” (componente strategica degli strumenti di pianificazione, componenti operative e regolamentari della strumentazione urbanistica). ! Integrare le politiche urbane con quelle sociali, economiche e territoriali. ! Trovare il minimo comune denominatore tra le parti (Comuni contermini). ! Fare prove di intercomunalità, partendo dalle infrastrutture fisiche (reti di piste ciclabili), infrastrutture verdi (reti ecologiche); infrastrutture immateriali (reti informatiche). Sostenere progetti di educazione e formazione per sensibilizzare chi è meno responsabile verso bene e risorse comuni. Promuovere un’informazione più attiva e finalizzata all’aumento di consapevolezza e cambi di stile di vita (tra i temi: inquinamento elettromagnetico domestico). Porre limitazioni ambientali “educanti” (sul modello “cinture di sicurezza”). Incentivare la ricerca e l’uso della tecnologia (telelavoro, fruizione di servizi). Limitare il traffico e pedonalizzare ove possibile. Potenziare i controlli. Comunicare tempi, costi, risorse, impatti (ambientali) delle diverse azioni (display cittadini). Installare le “casette dell’acqua” (con gasatore) per limitare l’acquisto di acqua in bottiglia. Completare la rete delle fognature. Aumentare la dotazione di verde per ridurre il rumore e termoregolare. Verificare le cisterne di gasolio abbandonate. C’è ancora bisogno di ridurre: ! le emissioni, ! gli spostamenti motorizzati, ! il consumo d’acqua, ! la produzione di rifiuti indifferenziati, ! il numero di giorni in cui si registra una concentrazione di inquinanti nocivi. Certificazione ambientale (es. Emas) per l’intero territorio. ! ! ! ! ! ! ! Riconoscere il ruolo identitario del paesaggio d’acqua. Razionalizzare e sistemare l’esistente. Distinguere tra verde urbano, semiurbano, agricolo (da coltivare) e naturale (diversi ecosistemi da tutelare e valorizzare). Collegare gli ecosistemi (rete ecologica sulle rive, connessone con alta pianura). Valorizzare risorgive e rogge (percorsi naturalistici e turistici). Organizzare la fruizione del verde nel rispetto della naturalità, originalità e selvaticità di alcune aree (es. fiume e sue zone di espansione). Progettare l’accessibilità alle aree verdi e i collegamenti tra di esse. Obiettivi specifici ! ! ! ! ! Potenziare la “cultura” del verde con gruppi di lavoro, corsi, guide, concorsi. Mettere a sistema le risorse ambientali e culturali coinvolgendo i privati nella gestione e promozione. Impiegare (coscientemente) il verde per mitigare l’impatto del cemento (es. uso nei parcheggi multipiano). Rendere fruibile il “verde” del Noncello (es. area Cappuccini). Oltre a difendere il territorio dal fiume (esondazioni) va promossa la cultura del rischio naturale Il Noncello e la sua naturalità ! Trasformare il Parco fluviale del Noncello in una riserva naturale con possibilità di monitoraggio costante (piccoli sentieri di penetrazione nel parco con osservatori gestiti). ! Individuare quali tratti del “lungo fiume” rendere fruibili (altri possibili punti di accesso: solo trasversali). ! Valorizzare il percorso che da Vallenoncello passa sotto il ponte ferroviario e arriva alle corderie). Polo nautico sul Noncello ! Valorizzare il fiume nella zona della Dogana Vecchia (Vallenoncello) in quanto facilmente accessibile e fruibile per attività sportive e ludiche (disponibile scivolo e ormeggio per piccole imbarcazioni). Acqua, verde, cultura ! Valorizzare fiume e antiche rogge per connettere servizi/strutture culturali (es. musei). ! Percorso lungo il Noncello (da Dogana Vecchia, Fiera, Villa Galvani, Museo d'Arte Sacra, Parco del Seminario a Torre ; necessarie due passerelle per connettere le sponde). ! Percorso dal Maglio fino all'auditorium Concordia (lungo laghetti e parchi). ! ! ! ! ! Promuovere lo scambio, l’attenzione al bene comune e la consapevolezza nell’appartenere ad una stessa comunità. Incentivare l’accesso di tutti ai processi culturali. Favorire l’appropriazione civica aperta e l’autogestione. Sostenere progetti di cittadinanza attiva nel “fare” comunità (non solo semplici segnalazioni). Rivedere il concetto di “servizio”: non “per” la comunità, ma “dalla” comunità “per” il cittadino. ! ! ! ! ! Obiettivi specifici ! ! ! ! ! Responsabilizzare i giovani attraverso le possibilità di autogestione. Favorire la relazione intervenendo sul tessuto connettivo tra le parti (il bene comune si sostanza in nodi e collegamenti). Coltivare il bene comune attraverso un codice condiviso da trasmettere con l’educazione alle regole (da plasmare ragionevomente, indagare e verificare). Installare giochi scientifici nei parchi e giardini (per imparare sperimentando). Qualificare maggiormente i giardini pubblici (es. area di via Gozzi). Il “bene comune” è: ! sia pubblico che privato ! materiale (terra, acqua, sole…) ! immateriale (tempo, servizi…) ! anche relazione ! solo relazione? ! Amministratore “con” cittadino; ! Istituzioni più libere da regole. Stanze urbane (street furniture) ! Valorizzare in modo funzionale i possibili usi temporanei (dall’attesa, all’incontro, dallo studio all’ascolto di musica) negli spazi pubblici della città. ! Realizzare installazioni (montabili/smontabili) in città per accogliere, ospitare, favorire lo stare negli spazi comuni e l’abitabilità temporanea di strade e piazze. Città nella città ! Trasformare l’edificio vuoto in via Risorgimento-angolo via Dante in spazio per la creatività, l’autoproduzione, piccoli laboratori, postazioni internet, il confronto e l’incontro. Residuo urbano Es. area tra via Nuova di Corva/via Svevo ! Promuovere l’azione sociale per la “ri-abilitazione” di quelle piccole aree di quartiere “passate di moda”, abbandonate o degradate. ! ! Evitare il consumo di suolo. Ripensare e riabilitare gli spazi compromessi. Rigenerare prima le esigenze e gli usi (la comunità), poi condividere un’idea generale di città - ricomporre istanze, integrare temi, gestire risorse scarse - infine vocare e progettare le aree insieme a chi le vive e abita. Adottare scelte che incidono sui sistemi di gestione dei capitali pubblici e privati. Porre maggiore attenzione all’inserimento nel contesto di forme e strutture. Valorizzare le idee dei giovani. Favorire la fruizione di strade (da vivere), orti urbani, spazi comuni (pluriculturali). Obiettivi specifici ! ! ! Pianificare la città estesa, rendendo funzionali e integrati i collegamenti e organizzando i diversi ambiti attorno a valori condivisi. Rendere effettivamente “periferici” (collegati) i quartieri attraverso una razionalizzazione urbanistica e superando le barriere che li escludono dal “centro”. Supportare anche con norme le trasformazioni virtuose. La rigenerazione parte da: ! una visione “in grande”, dove l’oggetto/soggetto è la città (con le sue strutture, gli elementi che fanno sistema come le rogge, il centro e le periferie)? ! le componenti della città: aree diverse sotto l’aspetto del sociale, economico e urbano? ! interventi puntuali sull’edificio? Recuperare ! caserma in via Montereale (a favore dell’Ospedale che potrebbe così rimanere in loco, senza doversi spostare in Comina). Una città che produce oltre che servire Gli spazi del “real time” ! Far “esprimere” le nuove tecnologie nel loro agire sulla funzione spaziale, attraverso la messa in rete di luoghi (in modo istantaneo e differito), considerando che l’uso che se ne fa si traduce in attività e in localizzazione degli utilizzatori. ! Immaginare l’”espressione” spaziale delle nuove tecnologie perché “lo sviluppo dei mezzi di comunicazione modifica comportamenti e potenzialità, altera l’uso dello spazio stesso, fa sentire il suo effetto sul territorio”. Centro e centri Storia e contemporaneità Obiettivi generali ! ! ! ! ! ! ! ! Ascoltare esigenze e proposte. Definire strategie e regole condivise, soprattutto chiarire. Sviluppare una visione comune (il centro come centro urbano) per una sensibilità condivisa (medio-lungo termine). Promuovere il concetto di “condominio orizzontale” (breve termine). Semplificare il governo della città: trasparenza e flessibilità (esempio di sostenibilità). Individuare modalità condivise per rivalutare gli spazi urbani per i diversi gruppi sociali. Aumentare la qualità dello spazio pubblico. Rendere i centri urbani “bike friendly”. Obiettivi specifici ! ! ! ! ! ! ! Sviluppare capacità operative e manageriali per la gestione del “centro città” attraverso la partecipazione di tutti gli attori del sistema (incontri formativi). Favorire la trasparenza attraverso il monitoraggio degli effetti del piano (balanced scorecard) Intervenire sulla competitività e struttura distributiva: (formazione, sinergie, specializzazione, qualità, innovazione), attrattività e struttura urbana (mobilità, accessibilità, funzioni, promozione, normativa). Movida o silenzio? Alimentari in centro anche con spesa a domicilio? Verso nuovi equilibri o perenne assenza di equilibri? Politiche coordinate o liberalizzazione spinta? Riqualificare i percorsi di acceso al centro (via Cavallotti, viale Cossetti, viale Martelli, viale Mazzini, Corso Garibaldi, Corso V. Emanuele, le “porte di accesso”): ! dare una rinnovata caratterizzazione agli spazi di percorrenza pedonale; ! creare un sistema flessibile, riconoscibile, configurabile ed adattabile alle differenti specificità; ! creare interventi concreti, compatibili con le differenti esigenze di viabilità, di sosta e di fruizione; ! connotare gli interventi di riqualificazione urbana come risposta a situazioni di criticità.
  • 58. PN più facile Area vasta Pedonalità e ciclabilità Trasporto pubblico Idee Mobile Flussi, connessioni, accessibilità Bambino, anziano, diversamente abili Trasporto pubblico: fruizione e funzionalità Circolazione e movimentazione Analisi dedicate a: ! Piano nazionale della sicurezza stradale ! incidentalità (Osservatorio regionale), ! connessioni ecologiche (Comune). ! traffico di attraversamento (Comune – ing. Honsell) Analisi ed esplorazioni progettuali condotte da: ! FIABA fondo italiano abbattimento barriere architettoniche. ! Rapporto bici in città (Fiab, Legambiente, CittàinBici). Nello studio è stato utilizzato il nuovo indicatore modal split: misura il numero degli spostamenti effettuati in città con i diversi mezzi di trasporto, raggruppando quelli fatti a piedi, in bici e con il trasporto pubblico come sostenibili (da integrare con dati sul contesto). ! ! perché da Condividere analisi, monitoraggi ed esplorazioni progettuali già condotte Esplorazioni progettuali: ! Piano urbano della mobilità comunale (linee guida). ! Progettare per la lentezza – atti del convegno dedicato alle barriere edilizie e all’utenza ampliata (Associazione ICTUS). ! Workshop Città complessa. ! Progetto del parco urbano di collegamento e sistemazione del verde tra Porcia, Pordenone e Cordenons. Saperi da Costruire analisi, monitoraggi ed esplorazioni progettuali ancora da condurre ! ! ! ! ! ! Pro-vocazioni Domande: alla città, per la città ! ! ! ! ! ! Opportunità Criticità ! ! ! ! Situazioni ! ! ! Definizione di area vasta: conurbata/sfrangiata; confini e attrattività; dimensione sovralocale, provinciale, regionale, nord-est. Componenti e flussi di traffico: movimento e sosta, itinerari e mete, uscite ed entrate, lavoro-scuola-svago. Classificazione funzionale delle strade in base al loro uso reale e alle componenti di traffico (pesante, auto, mobilità soft). Uso finalizzato del ring. Connettività dei servizi principali (ospedali, scuole, parcheggi, stazioni, eccellenze ambientali). Grado di accessibilità per diversamente abili e utenza debole. Mobilità delle cose: il km 0 dell’area vasta. Gli effetti della congestione del traffico chi li paga? Come sarà utilizzata la “bretella sud”? E’ necessaria la gronda nord? C’è effettivamente un traffico di attraversamento della città? Quale quota è utile e quale è parassita? Possiamo fare a meno dei parcheggi su strada? Fiera: in occasione dei diversi eventi il traffico si congestiona. Interporto/centro intermodale: impatto ambientale nell’intorno (confluenza del traffico pesante). Centro: attraversamento parassita; accesso a piazza Cavour (da via Brusafiera/Bertossi) ostruito Rete: connessioni ciclo pedonali carenti, barriere architettoniche anche nei pressi dei principali servizi, trasferimenti est-ovest/nord-sud intensi. Ferrovia: alternativa al traffico pesante su gomma. Tratti con traffico aggressivo e flussi parassiti. Noncello: possibile via eco-navigabile. Risorse: ! opportunità del bike sharing e del pedibus ! ! ! ! ! ! ! ! Percezione Fruizione ! ! ! Luoghi Significati Difficoltà di orientamento nel raggiungere i servizi di carattere e interesse territoriale (ospedale, parcheggi). Città organizzata per quartieri (storici), con un centro di riferimento comunale. Ragionevole la dimensione della conurbazione nel funzionamento efficace ed efficiente della mobilità. Aree ! Centro città ! Mulino presso la stazione ! Ospedale ! Centro direzionale Galvani / Bronx ! Aree pedonali e ciclabili (esclusive) ! Interporto e centro logistico Assi ! Ferrovia, SS13 e superstrada ad essa parallela ! Ring, Assi di accesso al centro città ! Noncello e sistema delle acque ! ! ! ! ! ! ! ! ! ! Numero di ciclisti quotidiano e reale uso dei percorsi ciclabili. Monitoraggio della percezione dell’utenza (ciclisti, pedoni): criticità e reali opportunità della ciclo-pedonalità (questionario). Biciplan Mappa delle barriere architettoniche (da costruire con l’ascolto del fruitore e la collaborazione tecnico-utente) e e relativi piani di eliminazione (PEBA L.41/1996) e Piani di accessibilità urbana (PAU L104/1992). ! Che città vogliamo? Da questa domanda parte qualunque tipo di pianificazione Reale utilizzo del mezzo pubblico (chi lo usa e come) Utilizzo degli “utili” della azienda partecipata e tipologie di investimento. Situazione dell’offerta: linee, tempo di viaggio, frequenza, luoghi attrattori/partenza-destinazione, copertura territoriale, distanza della fermata, accoglienza della fermata, sicurezza della fermata e nel tragitto per raggiungerla, n° utenti per classi tipologiche, qualità del mezzo, flusso del traffico veicolare, corsie riservate al TPL (km e ubicazione), numeri del servizio extraurbano, intermodalità fermata, soddisfazione utenti, popolazione notturna e diurna. ! ! Tesi di Laurea. Buone pratiche da diffondere: dall’esterno verso l’interno (es. “case di quartiere” di Torino) e dall’interno verso l’esterno (es. esperienze di hub di cooperative locali). Impatto ambientale dell’intero ciclo di vita del mezzo (produzione, funzionamento/carburante, manutenzione, smaltimento). Mappa delle linee urbane ed extraurbane. ! I luoghi di scambio di idee (es. associazioni sportive, casa dello studente, Cinema Zero, Biblioteca, ecc…): quanti e quali sono, come si relazionano tra loro, cosa li caratterizza. ! Le “idee” rendono Pordenone un luogo centrale rispetto al territorio provinciale? Il PRGC può indagare l’effetto gravitazionale delle “idee” rispetto l’area vasta? Quanto sappiamo/conosciamo del mondo creativo dei giovani che non gravitano attorno ad associazioni? Mobilità delle idee e idee mobili - C’è una partenza, un arrivo, uno stare e un circolare, un dentro e un fuori (nel piccolo centro o nell’area vasta): quali sono gli aspetti delle “idee” da esplorare e che ne definiscono la “mobilità”? Aree dedicate ad aggregare e circolare idee - centro di Torre, Parco Galvani e spazi Bertossi: ma bastano? ! Infrastrutturazione e funzionalità inadeguate di piste e percorsi: incompleti, discontinui e non interconnessi, insicuri per ciclisti e pedoni abili, scarsamente accessibili per diversamente abili; promiscuità nell’uso eccessiva (e sgrabata); scarsa visibilità nella prossimità di molti incroci, pericolosità delle barriere di protezione. Tratti e collegamenti critici: Pordenone e Fiume Veneto (non praticabilità), Pordenone-Procia-Cordenons (assenza), via Damiani e via Nuova di Corva (incompletezza), viale Grigoletti e via Colonna (scarsa visibilità), via Candiani (occupata da interventi), piazzetta Cavour (non accessibile da via Brusafiera/Bertossi). Ring: non precedenza al pedone, percorrenza e attraversamenti insicuri su quasi tutti i tratti. Zone 30 km/h inefficaci (basate solo sul “colore”). Inquinamento (malattie respiratorie). Centro storico: disagio dovuto alla convivenza tra fruitori diversi, abusato anche da ciclisti. Scarso utilizzo della pista ciclabile (poca praticabilità, a volte occupate da auto) e dei mezzi alternativi all’auto. Collegamenti con area vasta Centro storico: regole di fruizione pluriutente Ring Zone a Traffico Limitato Zone a 30Km/h ! Quali sono i vantaggi dell’uso del trasporto pubblico? Quali dovrebbero essere per renderlo un mezzo alternativo all’auto? ! Un sistema di circolazione ad anello con direttrici verso i quartieri: è gradito agli utenti attuali? E a quelli potenziali? ! Perché non esistono corse più frequenti effettuate con autobus più piccoli ed ecologici? ! La copertura del servizi è sufficiente? ! Infomobilità: su quali tecnologie conviene investire? ! Cosa ne pensano del trasporto pubblico i non utenti? Perché non sperimentare: ! centro chiuso per un dato tempo e autobus gratis, ! accesso al centro solo se presenti quattro persone in auto, ! chiusura delle strade di accesso alle scuole. ! Territorio servito in modo disomogeneo (frazione di Villanova ben servita, frazione di Torre mal servita). ! Viabilità disincentivante per il trasporto pubblico (assenza di corsie protette almeno verso i nodi nevralgici) ! Scarso appeal: tempi di percorrenza lungo, culturalmente percepito come “out” (solo per anziani e studenti) con dubbia economicità e valore ambientale, coincidenze improbabili, sovraffollamento di alcune corse. ! Errata collocazione dei terminal. ! Inquinamento prodotto da alcuni mezzi. ! Difficile fruibilità del servizio per anziani disabili mamme con passeggini. ! Manca infomobilità dedicata. ! Difficoltà di interrelazione tra orari scolastici e orari degli autobus. ! Trasporto pubblico poco integrato nella vita di città. ! Trasporto pubblico e bicicletta sono un bene pubblico da valorizzare. ! La città dovrebbe essere a servizio del trasporto pubblico perchè il trasporto pubblico possa essere a servizio dell’utente. ! ! ! ! ! Rapporto urbano-extraurbano Aree scolastiche. Ring (possibilità di percorrerlo in ambo i sensi?) Periferie Nodi nevralgici (da connettere con corsie protette): Ospedale, Stazione, Fiera, Capolinea di Piazzale Ellero, tragitto viale Grigoletti - Don Bosco - terminal intermodale ! ! ! ! ! ! Difficoltà di comunicazione e poco scambio tra progetti (potenziare la parte web). Mancanza di sedi per le realtà organizzate, spazi - centri di aggregazione (solo due) ed un ostello per i giovani. Scarso ascolto del mondo giovanile (progetti imposti e “calati” es. Skatepark). Lo spazio “pluriusabile”: ! per le idee - flessibile, pronto alla modifica, versatile (partire da spazi in disuso); ! per l’operatività - organizzato, aperto a tutti (singolo o gruppi), riconoscibile (di qualità e in luoghi di qualità); ! per la virtualità - piattaforma indipendente dall’Istituzione (incubatore virtuale per i residenti del Friuli Occidentale). Infrastrutture/Strutture importanti per lo sviluppo di idee: ! Biblioteca (da ampliare), Palazzo Badini ! Parco San Valentino ! Fiera, Grandi aree industriali ! Deposito Giordani ! Ex Cerit (da valorizzare come spazio con mix di funzioni) ! Cinema Zero ! Villa Cattaneo (per contaminazione tra generi musicali) ! Cotonifici (Torre, Amman) ! Villaggio del Fanciullo
  • 59. PN più facile Area vasta Pedonalità e ciclabilità Trasporto pubblico Idee Mobile Flussi, connessioni, accessibilità Bambino, anziano, diversamente abili Trasporto pubblico: fruizione e funzionalità Circolazione e movimentazione Obiettivi generali Obiettivi generali Obiettivi generali Obiettivi generali perché Obiettivi generali specifici ! ! ! ! Integrare le indicazioni del Piano Regolatore con il Piano urbano della mobilità in quanto interdipendenti (servizi/mobilità d’area vasta). Intervenire sulla grande viabilità per migliorare la viabilità locale urbana (due livelli: territoriale-urbano). ! Riorganizzare la domanda di traffico considerando nell’offerta il mix auto - trasporto pubblico – ciclopedonalità e una migliore logistica-combinazione di iniziative/eventi. Trasferire una quota del traffico su gomma (auto) ad altri sistemi (per il traffico pesante: treno; per il traffico casalavoro o casa-scuola: bicicletta). ! Valorizzazione dal punto di vista turistico i percorsi dei laghi (dai magredi di Cordenons alle risorgive di Porcia) e la ciclopedonalità da montagna a mare. ! Decongestionare l’interporto. ! Integrare/completare i percorsi ciclabili (piste ciclabili) per connettere: i quartieri tra loro, i luoghi di riferimento collettivo (Ospedali, Questura, Università), il verde e i servizi dei comuni limitrofi. ! ! ! ! ! Maggiore tutela dei fruitori ciclo-pedonali: ridurre l’inquinamento per rispettare la salute, riduzione del traffico veicolare (favorendo l’autobus anche con corsi preferenziali, incentivando navette e parcheggi scambiatori), protezione dell’utenza debole nei tratti a maggiore traffico (soprattutto se pesante). Riscoprire le relazioni attraverso la centralità nella vita urbana di pedoni e ciclisti. Incentivare l’educazione e la cultura alla ciclopedonalità: definire regole per i diversi fruitori, chiudere le strade in prossimità delle scuole sostenendo l’uso di bici e pedibus. ! ! Rivalutare lo spazio urbano disponibile per il pedone e il ciclista attraverso la riorganizzazione dei parcheggi: eliminare i parcheggi su strada dentro il ring (parcheggi coperti per i residenti, sosta consentita ai soli mezzi commerciali), parcheggi all’esterno per chi lavora incentro servito da bus/navetta al costo equivalente del parcheggio ! Ripensare la “fruizione”: favorirne l’uso per chi non ha reddito o non ha l’auto (gratuità di un certo numero di viaggi). Veicolare, integrare, interagire, ascoltare (soprattutto i giovani), contaminare, mescolare, collaborare: necessarie sia strutture fisiche che virtuali. ! Individuare luoghi dedicati al co-working. ! Incentivare l’uso del mezzo pubblico (politiche urbane attente, corsie preferenziali,… ) e disincentivare l’uso dell’auto privata. ! Creare spazi e occasioni di convivenza civile in cui le idee possano emergere e trovare terreno fertile. Strutturare le linee integrando ai percorsi circolari quelli diametrali con un disegno preciso, il trasporto urbano a quello extraurbano. ! ! Promuovere lo scambio indipendente e aperto di idee (oltre al sito web del Comune: nuovo sito blog con design qualificato). Destinare un’informazione precisa agli utenti occasionali (per turismo, per lavoro, per Università) ! ! Riconoscere e ricompensare le idee dei cittadini quando queste portano un miglioramento e dei guadagni per la collettività. ! Coniugare la forma/struttura urbana con le esigenze di uso funzionale/efficiente del trasporto pubblico: dimensione del bacino da servire e caratterizzazione delle diverse aree (forma della conurbazione, forma dei quartieri, densità e localizzazione dei servizi). ! Incentivare la movimentazione di idee e l’infomobilità nei quartieri periferici: importanza del connettere identità culturali differenti rispettando le diversità 8amche territoriali). ! Destinare spazi per i giovani, per la musica e le arti grafiche (es. Borgo Sant’Antonio). ! Ridurre l’uso territorio e promuovere una maggiore leggerezza - flessibilità nell’uso dei contenitori esistenti (partire dai luoghi di idee). ! Avviare processi di rigenerazione e trasformazione urbana (es. Fiera, ex IACP, Zanussi). Obiettivi specifici ! Rendere la città bike friendly: collocare più porta biciclette, inserire semafori che indicano la precedenza alla bici, segnalare scorciatoie, marketing dedicato, colonnine per gonfiaggio bici, aree attrezzate per appendere bici in caso di riparazione, possibilità di nolo di “carretti a traino” per la spesa (con prenotazione on-line). Re-interpretare la Pontebbana come strada urbana a servizio della città. ! Potenziare l’infomobilità (sistemi informativi al servizio della mobilità): localizzazione e disponibilità di parcheggi, limitazioni all’accesso, servizi ed eventi principali, itinerari principali e alternativi ! Collegare il piano della mobilità con il piano della mobilità scolastica (favorire i collegamenti per trasferimenti scolastici, soprattutto per la fascia di 10-14 anni). Eliminare tutte le barriere architettoniche. ! Istituire il percorso ciclo-pedonale nel verde del Noncello. ! Realizzare pista ciclabile in via San Valentino - via Piave. ! Completare la pista ciclabile in piazza Risorgimento. ! Attenzioni Rendere il trasporto pubblico locale amico del cittadino. ! Completare rete ciclabile tra centro e periferia. ! Sistemare i marciapiedi in tutta Pordenone (radici, asfalto, ecc.). ! ! Obiettivi specifici Individuare percorsi “dedicati” ai trasporti pubblici, anche alternativi a quelli odierni (carente il servizio ai quartieri, sovrabbondanti sui percorsi ad anello). Obiettivi specifici Coinvolgere i portatori di interesse e le associazioni specializzate (Fiab, Fiaba, A ruota Libera) nella fase della progettazione. ! ! ! Migliorare l’offerta con attenzione ai diversi aspetti: accoglienza/estetica di mezzo e pensilina; accessibilità sicura/agevole alla fermata; funzionamento e organizzazione (integrazione taxi, car sharing, servizio a chiamata, bus aziendali, coincidenze/facilità di scambio/frequenza, servizio dedicato, fasce orarie razionalizzate rispetto alle esigenze; tariffazione per reddito, per km, per virtuosità, per minuti, per zone, con timbro alla fermata o scolarità del pass; biglietto elettronico). Obiettivi specifici ! Movimentare le idee con iniziative (es, Pordenone Legge, mappa in strada/Città complessa, concorso dedicato al verde/Scuole superiori, ecc…). ! Convertire i parcheggi in strada (ring) in corsia per autobus o piste ciclabili. Creare padiglioni/stanze urbane (con marchio riconoscibile) in cui trovarsi, studiare, lavorare, confrontarsi, far circolare idee attraverso iniziative micro/macro (es. nei parchi e aree di qualità). ! Sincronizzare i semafori con il trasporto pubblico locale (GPS). Rendere i parcheggi scambiatori “interattivi” e pluriuso (favorire gli usi temporanei). ! Recuperare il parcheggio dietro la biblioteca per creare un deposito libri. Incentivare l’intermodalità: parcheggi delle bici vicino alle fermate, possibilità del trasporto della propria bici, nolo dell’auto elettrica principalmente per chi usa solo l’autobus non avendo l’auto (prenotazione on-line). ! Convergenze Divergenze Più strade per ridurre il traffico o meno traffico su meno strade? ! Estendere il ring oltre il Noncello? Il ring ! Recuperare il percorso come spazio connettivo “soft” (più fruibile per l’utenza debole) attraverso la moderazione del traffico (tecnica “smart”) incentivando gli assi di penetrazione - come via Ravedole, viale della Libertà, via Treviso, via Cappuccini (al termine dei quali sono collocati parcheggi) – e aggiornando i tratti più critici (viale Marconi). Analisi della domanda di mobilità per nuclei urbani minimi. Sistema di metrobus Pordenone-Porcia-Cordenones. L’accessibilità va pianificata mettendo sempre di più al centro la persona e i suoi bisogni (diritti esigibili) Biglietto economico o troppo caro? ! Patto impresa-lavoratore bikers (livello provinciale) ! Accordo tra imprese della zona e comune/provincia stessa per erogare buoni/incentivi ai dipendenti ciclisti. Filobus sul ring? ! Bici “aperte” ! Riutilizzare tutte le biciclette perse e ritrovate dai vigili urbani, riassestandole ed etichettandole come servizio cittadino, da lasciandole aperte in giro per la città, messe in rete con un chip. Meglio un mezzo piccolo (più distribuibile lungo la rete stradale) o più grande (più utenti)? ! ! ! ! Cotofinicio veneziano (Borgomeduna): intervento possibile o impossibile? Gestibile o ingestibile? Adatto o fuori scala? Il Piano Regolatore dovrebbe creare un sistema di mobilità che renda centrale strutture come questa? Si tratta di un potenziale luogo per la movimentazione delle idee? Preferibile un percorso diametrale o ad anello? ! da discutere da approfondire Collegamento del centro commerciale alla SS13: realizzare o impedire? ! Idee ! Preservare il verde esistente intorno all’interporto (usato per coltivazioni ortofrutticole biologiche, luogo di incontro e scambio). Più efficace moderare il traffico e limitare con barriere o dissuasori (es. restringimenti di carreggiata) o educare i giovani ad una guida attenta al mezzo pubblico? Il fiume come opportunità per il trasporto ecologico Metrò di superficie veloce (dalla stazione) Urban Center ! Insieme di strutture di diverso tipo da istituire per svolgere un’attività di servizio nei confronti degli attori mobilitati (o potenzialmente interessati) nei processi decisionali delle politiche urbane, con lo scopo di migliorarne il livello d’informazione, conoscenza, trasparenza, partecipazione, condivisione, effettività.
  • 60. PN più facile Area vasta Accogliente Mutualità, reciprocità, relazioni d’aiuto Cultura e religione Età, agio e disagio Analisi ed esplorazioni condotte da: ! Azienda sanitaria, ! Ambito urbano, ! Provincia (collocamenti immigrati, trasporto disabili casalavoro). ! ATER, ! Associazioni culturali (es. La città complessa). Trend della composizione culturale della comunità e relativa stratificazione demografica: ! immigrati 17% ! immigrati adolescenti 25% ! anziani pordenonesi 30%; anziani “altri” 1%, ! 30 % dei neonati sono figli di “non italiani”. ! aumento della presenza di alcune culture (Marocco, Pakistan, Bangladesch); ! rilevante il numero di persone provenienti da luoghi remoti e sconosciuti (frequente condizione di analfabetismo); ! rapido aumento delle presenze di immigrati (iniziato il flusso immigratorio negli anni 90, dopo il 2000 si intensifica). ! Mappature: luoghi di culto e cultura; residenzialità del “non italiano” (il picco è in centro?). ! Georeferire i dati riferiti a: composizione dei nuclei familiari, distribuzione sul territorio dei nuclei complessi, ! neoricongiungimenti. ! Bacino d’utenza servizi (es. scuole: composizione del bacino e qualificazione della domanda - incide sulla qualità dell’offerta: disponibilità di spazi, opportunità di servizi adatti). ! Rendimento sociale, l’uso e le concentrazioni fluttuanti dello spazio pubblico. ! Rilevare il “grado di appartenenza” e “radicamento” alla/nella comunità locale (costumi, tradizioni, tempi e modi di fruizione dello spazio pubblico, generazioni native, rendimento lavorativo e scolastico, relazioni di vicinato e fruizione dei servizi prossimità). ! Mutazioni delle condizioni di lavoro. ! ! perché da Condividere analisi, monitoraggi ed esplorazioni progettuali già condotte Rassegna di buone pratiche locali ed “extralocali. Saperi da Costruire ! analisi, monitoraggi ed esplorazioni progettuali ancora da condurre Il contributo delle diverse forme dell’abitare alla costruzione del paesaggio sociale: residenza collaborativi (anziani/studenti); condomini solidali, edilizia sovvenzionata; co-housing/social housing/share housing; residenza per anziani; contesto/forma urbana (tipologie edilizie, mobilità, servizi, ecc…); costi, affitto/sfitti (anche difficoltà di pagamento). ! Le diverse forme dell’albergare per chi è “senza dimora” ! Le relazioni di mutuo aiuto e sussidiarietà. ! Le politiche integrate. ! Il potenziale di comunità (localizzazione dei diversi servizi, loro grado di accessibilità e relazione). Conflitti e convivenze tra diversità ! ! ! ! ! ! ! ! ! ! ! ! ! ! Pro-vocazioni Domande: alla città, per la città ! ! ! ! Opportunità Criticità ! ! Città vivibile per chi? La città assolve al proprio dovere di dare risposte a tutti? Conosciamo il nostro territorio e il palinsesto della nostra identità? Cosa avviene nella comunità? La casa: affitto alto per giovani precari; appartamenti troppo grandi da gestire per anziani soli; assenza di risorse per “case sociali” Scarsa comunicazione tra Enti (es. organizzazione del trasporto scolastico). ! ! ! ! ! ! ! Situazioni ! ! ! ! ! Percezione Fruizione ! La “dimora” è una condizione e indica in un luogo la possibilità di costruire la propria identità, di integrazione del sé, di un rifugio, la cui mancanza è un fatto gravissimo, che va oltre al semplice dato materiale. ! ! ! ! ! Luoghi Significati ! ! ! ! ! Casa della fanciulla: da recuperare. Casa serena: isolata, limitante per l’anziano abile. Bronx: concentrazione di servizi, ma scarsa fruibilità. Nuovo ospedale: trasferimento limitante per l’accessibilità. Distretto sanitario di Cordenons: fruibilie e accessibile. ! ! ! ! Come identifico gli stranieri? E se fossero italiani? Cosa manca in città per aiutare la relazione interculturale? Quanti e quali sono gli spazi/edifici per la vita religiosa e la cultura? Idonei non idonei? Pianificati o “spontanei”? Ci sono luoghi di culto sufficienti per le varie etnie? Come sarà futuro delle seconde generazioni? Livello di integrazione medio alto basata sul “fare produttivo” (scuola e lavoro sono momenti centrali, trascurato il ruolo dello sport), ma non sul fare assieme (quiete passiva). L’integrazione è resa fragile o più difficile da: mutate condizioni economiche, mancanza di cittadinanza (impedisce accesso ai concorsi), Dinamico il cambio generazionale. Confine labile tra cultura e religione. Differente nelle comunità straniere l’integrazione tra maschi e femmine (non coinvolta), tra giovane e anziano (lo straniero anziano non parla la lingua locale). A Pordenone manca: il dialogo (prevale l’indifferenza “sociale”), eventi e manifestazioni interculturali, luoghi di incontro tra etnie. I conflitti paiono gestibili e sotto controllo. Lo straniero lo si vede ma non lo si conosce. La dimensione “civica” e “civilizzante” è deficitaria. “Noi” tendiamo a folklorizzare “loro”. Le dinamiche della complessità (estrazioni diverse, etnie diverse, lingue diverse, ecc…) sono ineluttabili. Parco Galvani: l’uso del parco come spazio di comunità ha diminuito la sicurezza per famiglie e bambini a seguito di “eccessi” e usi impropri. Eventi culturali includenti/escludenti (necessaria maggiore divulgazione sull’offerta) Piazze (Risorgimento), condomini (Vallenoncello). Scuola (elemento di integrazione). ! ! ! ! ! ! ! ! ! ! ! ! ! ! ! ! ! ! ! Chi vive la città ma non la abita Opportunità, fruibilità, percezione Censimento ISTAT. Rassegna di buone pratiche locali ed “extralocali” (es. teatro sociale, progetti intergenerazionali). Ruolo della componente femminile anziana nella città (maggioritaria, l’età anagrafica delle donne è superiore a quella degli uomini, la loro pensione la metà). Condizioni delle donne in età fertile (criticità lavorative, esigenze di servizi sociali per minori, disagio per le giovanissime nelle relazioni a scuola e nel gruppo). Potenziale di comunità: il vicinato e le “prossimità” utili/polarità di quartiere (Pordenone è una città “densa” di vicinati?). Condizioni del disabile. Proiezioni demografiche e composizione nuclei familiari. La condizione dell’anziano - disaggregazione della fascia over 65 nelle componenti: 65-75 (giovane anziano), 75-85, 85-100 (grande anziano), over 100; anziani che vivono soli; domiciliarietà (non autosufficienza e assistenza domiciliare nelle sue diverse forme, anche integrata) come badantato, assistenza socio-sanitaria (tipologia e “minutaggio”), forme di supporto alla vita domestica, liste di attesa (case di riposo). La condizione del giovane (esigenze, forza creativa, grado di fruizione della propria città, relazioni territoriali, ecc..) Accesso alle cure e livelli essenziali di assistenza (focus sulla condizione dello straniero). Opportunità di partecipazione alla vita pubblica, anche per persone in condizioni di disagio. Condizioni di salute, diverse forme di dipendenze e conseguenze sulla qualità della propria quotidianità. Correlazione tra l’offerta “urbana” e la domanda “sociale”. Indice di sviluppo umano di Pordenone (reddito, livello di sanità, livello d’istruzione). Rendimento sociale dello spazio pubblico. Il potenziale di comunità, il vicinato e le “prossimità” utili polarità di quartiere (Pordenone è “densa” di vicinati?). Come sono percepiti i giovani/gli anziani? Quali esigenze: luoghi di incontro accessibili ben precisi? Autonomia? Come e dove il giovane e l’anziano esprimono queste esigenze: sanno volere ciò a cui hanno diritto o solo pretendere? Come si ascoltano? Cosa si conosce delle realtà impegnate nel sociale? A Pordenone mancano: punti informativi per chi è solo e isolato, social housing, consultori; luoghi dove i giovani possono partecipare e riconoscersi. Le Istituzioni: progettano attività per il disagio che intercettano pochi e non incidono nella totalità; si attivano solo nel caso di emergenza con scarsa lungimiranza; sono poco disponibili ad azioni “scomode”; sono impreparate alla specificità dei problemi da affrontare. Deficit di comunicazione per utilizzo dei servizi e sfruttamento opportunità. Le situazioni più critiche: anziani, donne (giovanissime madri, lavoratrici con famiglia, anziane sole). Barriere architettoniche ancora diffuse. Approccio “poliziesco” frequente. Pordenone non è una città per i giovani. I luoghi di incontro spontaneo (limitati per lo più al bar) ospitano scambi e discussioni che purtroppo si disperdono, non vengono colte. ! ! Mappatura delle opportunità e delle risorse. Bacini d’utenza/fruitori delle diverse centralità. ! Qualificare e quantificare dimensione e relazioni della città con il contesto intercomunale, provinciale, nord-est. Qualità percepita: aspetti architettonico-urbanistici, aspetti sociali, aspetti funzionali, aspetti di conteso, attaccamento al quartiere. Quantità e tipologia di abitanti temporanei: turisti, businessman, studenti pendolari (breve e lungo raggio), residenti temporanei (rappresentanti, assistenza sanitaria, stagisti, ecc…), fruitori di aste e cultura (eventi), ricercatori, turismo alternativo. Case di accoglienza. Casa dello Studente. Centri di aggregazione giovanile. Centri sociali e centri civici. Case di riposo e case protette. Parchi (Galvani), Piazze (XX Settembre), vie (Brusafuera), condomini (quadrilatero di via Pontinia-Latina-Aprilia; Largo Cervignano). Biblioteca. Le “sedi”: “I ragazzi della panchina”, il Deposito Giordani” Ambulatori “aperti” (anche ad extracomunitari). ! ! ! ! Chi arriva in città per lavoro dove dorme? Ci sono ostelli, B&B, affittacamere? Dove mangia? Dove può rinfrescarsi? ! Scarso incentivo del pendolare all’uso di mezzi pubblici e mobilità lenta. Sufficiente ma non ottimale organizzazione di servizi ed eventi. Posizione geografica centrale e strategica (Austrai e Slovenia vicine). Pordenone si apre verso il mare, è contenuta dai monti, prossima alla “campagna” e ad aree naturali. Pordenone è centro di eccellenza di area vasta per la gestione di servizi primari. ! ! ! ! ! ! ! ! ! ! ! Polo ospedaliero: previsto lo sviluppo come bacino provinciale. Ciclo-pedonalità: tratti ma non rete. Noncello: percorso da valorizzare. Punti di accesso: stazione, autostrada, parcheggi. Nodi: istituti superiori, università, fiera, centro Luoghi dell’accoglienza: ostello (manca), mensa, sala lettura, biblioteca. Castello di Torre: da valorizzare (e riempire). Infrastruttura informativa: arredo, wi-fi, grafica
  • 61. PN più facile Area vasta Accogliente Mutualità, reciprocità, relazioni d’aiuto Cultura e religione Età, agio e disagio Opportunità, fruibilità, percezione Obiettivi generali Obiettivi generali Obiettivi generali Obiettivi generali perché Obiettivi generali specifici ! ! Riconoscersi nel territorio: socializzazione, presidio, educazione civica. Promuovere una maggiore partecipazione: tra cittadini per la co-gestione dei servizi , tra residenti e nuovi cittadini, Conflitti e convivenze tra diversità ! Leggere i conflitti traguardando le dinamiche. ! Promuovere il senso di appartenenza come fattore civico di base (innanzitutto per i giovani). Aumentare le occasioni per fare insieme e comprendersi oltre che conoscersi. ! Allargare il lavoro della scuola per l’integrazione dei bambini al mondo degli adulti (genitori italiani e stranieri)). ! ! Garantire pari opportunità di accesso ai saperi e alle situazioni ludico-ricrative. ! Incentivare e sostenere il ruolo della donna (soprattutto quella più emarginata) come potenziatore dei processi di comunità. Attivare lo scambio anziano-studente fuori sede per incentivare il reciproco mutuo-aiuto.. ! Potenziare la comunicazione (rete, internet): tra servizi dedicati alla persona, tra Comuni limitrofi. ! ! Favorire convivenza, condivisione, sussidiarietà tra le diverse condizioni di agio e disagio. ! ! Riqualificare la città partendo dal vicinato. ! ! Attenzioni ! Realizzare iniziative culturali, creative, partecipative (es. concorsi fotografici, trekking urbano, ecc..) per condividere la conoscenza del patrimonio territoriale. Definire i nodi della rete che rendono funzionale, coerente e leggibile il palinsesto funzionale e strutturale del territorio. Comporre nel contesto le diverse forme di abitare “collaborativi” (co-housing, social housing, share housing + albergaggio gratuito). ! Potenziare le opportunità per gli adolescenti stranieri: la dimensione civica e di comunità, la scuola e lo sport, la formazione musicale e l’intrattenimento culturale. ! ! ! Obiettivi specifici ! Distribuire (sia in centro che in periferia) piccoli luoghi per l’incontro “comune” (il piccolo rende più facile la conoscenza tra “diversi”) e spazi dedicati alle diverse religioni. ! Individuare sedi per le comunità che possono mediare tra lingue e culture diverse. ! Comporre la dimensione dell’abitare insieme (piccoli edifici). ! ! ! ! ! ! Idee da discutere da approfondire La “collaborazione” come forma dell’abitare contemporaneo. Valutazione di impatto sociale delle trasformazioni urbane Rendere i servizi per il cittadino e quelli per il turista integrati e mutuali. ! Adottare l”accoglienza” plurilingue. ! Individuare spazi per usi temporanei e fornire un servizio a chi deve impiegare anche i “tempi morti”. ! Attrezzare i parcheggi con infopoint e la città con sportelli per abitanti temporanei. ! Distinguere le opportunità di sosta per lavoratori da quelle per turisti. ! Rendere concorrenziale (non solo per studenti o per chi non ha l’auto) il trasporto pubblico locale ed extraurbano (Pordenone-Sacile, Pordenone–Portogruaro, Pordenone San Vito). ! Città che favorisce il collegamento a piedi dai punti di accesso extraurbano, con servizi e attrezzature. ! Comporre la presenza di “luoghi integrati” dell’accoglienza - co-working e co-meeting, ristoro e cultura, – valorizzando ciò che c’è (es. convitto universitario). Obiettivi specifici ! Aumentare le forme di ricettività a basso costo o non tradizionali foresteria, ostello, b&b, affittacamere, albergo diffuso. ! Immaginare strutture ambientali e sportive per nuovi bacini di utenza (sistema dei parchi, tra Pordenone Sud e Comina). ! Anzianità e vecchiaia sono processi sociali che si strutturano sulla base di privilegi e svantaggi accumulati nell’esistenza. ! Smart city o slow city (turismo lento)? ! L’anziano e il giovane, oltre che “bersagli sociali” (di attenzioni ma anche di “etichette”), sono risorse fondamentali per la comunità. ! Il decentramento sostenibile dei servizi come modo per favorire l’autocontenimento dei quartieri. ! Ascoltare di più i giovani con percorsi/progetti dedicati da abbinare a forme “creative” di coinvolgimento (cosa vuoi, cosa puoi) e visione olistica dei problemi. Promuovere l’intergenerazionalità attraverso il volontariato sociale (nuove opportunità di inserimento attivo). Fondare la convivenza sulla conoscenza, lo scambio attivo, la misura, la tolleranza e l’accettazione attraverso: luoghi e servizi dedicati (e punti di riferimento), luoghi ibridi e integrati (senza target o settorializzazioni) e luoghi per praticare abilità (fare insieme), progetti e percorsi; regole come condizioni per favorire e accogliere le responsabilità, soglie di attenzione alle sensibilità altrui piuttosto che perimetri e confini. Valorizzare la casa del Mutilato (da riconvertire), Casa Serena Umberto I e Colvera, Casa dello studente. ! ! ! Fare rete tra Istituzioni ed esercizi pubblici. Obiettivi specifici ! Convergenze Divergenze ! Infrastrutturare e aggregare l’informazione (siti in rete, wifi, infopoint. tabelloni elettronici, QRcode, ecc…) per un progetto di “orientamento urbano e marketing territoriale” che sappia far conoscere il contesto (anche al “pordenonesi”) favorire l’accoglienza, presentare l’offerta di iniziative, promuovere l’attrattività (considerando il territorio vasto – da mari a monti – e la posizione strategica di “prossimità” a luoghi come Venezia). Utilizzare le potenzialità di internet per lavoro. Attivare la figura del “facilitatore di relazione” (o di comunità). Potenziare il dialogo tra servizi sanitari/sociali, associazioni di volontariato e istituzioni in genere. Educare alla socialità (orti sociali, banca del tempo). Sensibilizzare su disagi, dipendenze, conseguenze, sostegno e aiuto. Dedicare maggiore attenzione all’informazione verso i soggetti più deboli. Maggiore partecipazione alle scelte con ricadute sulla vita di comunità. Promuovere/incrementare la conoscenza (dei fatti, delle opportunità, della città, dell’”altro”). Adottare approcci multicriteriale che siano centrati sulla condizione psicofisica, relazionale ed economicopatrimoniale (a far la differenza sono le condizioni di salute e i supporti relazionali). Guardare all’anziano anche per l’indotto che genera: ricerca sulla domotica, sitteraggio nipoti, badantato. Potenziare le dotazioni di quartiere e creare ambienti comuni per l’aggregazione di comunità. Promuovere l’abitabilità intesa come abilità dei luoghi di essere abitati “facilmente” anche “collettivamente”. Promuovere i luoghi catalizzatori di socialità (veicoli per la condivisione di esperienze e di saperi/esigenze). Valorizzare quelle situazioni che seppur specifiche già sono tese verso l’intergenerazionalità, dove i luoghi sono: basati sul fare esperienza di sé (abilità, attitudine) e di sé in gruppo, come i centri giovanili basati sulla competenza, come il consultorio e la scuola; basati sulla pratica, come l’orto sociale e il social housing. ! Valorizzare il potenziale di comunità istituendo/mantenendo i centri di vicinato, il commercio di prossimità, i servizi decentrati, ecc…. ! ! ! ! ! Obiettivi specifici ! Chi vive la città ma non la abita ! Il capitale umano come forma di investimento: è necessario agire su una revisione dei processi formativi e sulla capacità dell’immigrazione di fare innovazione (i giovani secolarizzati non vanno persi). Rendimento dello spazio pubblico ! Spazio pubblico come luogo capace di ospitare relazioni e valori identitari, nell’ambito del quale promuovere l’aumento dell’intensità d’uso, la pluralità di significati e la diversificazione delle funzioni (con uno spazio pubblico di qualità, aumenta anche il valore della città privata). Teatro sociale come pratica di “urbanità” ! Promuovere forme di progettazione interattive, intergenerazionali e di comunione dell’esperienza socioculturale, coinvolgendo studenti, anziani, persone disabili per sviluppare il senso di comunità (meno conflitto, più scambio di saperi). Coworking e Comeeting ! ! ! Integrazione temporanea e permanente. Reti urbane (logistica, occasioni culturali, innovazione) condivise con altre città. Start up, meet up, business speed.
  • 62. PN più facile Area vasta Resiliente Capitali comuni e capitali identitari perché da Condividere analisi, monitoraggi ed esplorazioni progettuali già condotte Saperi da Costruire Trasformazioni di Pordenone nei diversi periodi ! ’50 da vocazione agricola a industriale (Savio, Zanussi); ! ’60 il “riempimento” (caserme-industrie); ! 1964 nasce la Casa dello Studente grazie ai “pionieri industriali” (dal prodotto al processo); ! aumento della popolazione da 25.000 a 50.000 e creazione dell’Ente Provincia; ! ’70 lo “svuotamento”; ! ’80 la crisi Zanussi, Electolux; ! 1984 la fine della leva obbligatoria; ! dal 1988 i Piani socio-sanitari modificano il funzionamento dei servzi (Piani di Zona obbligatori); ! le scuole professionali. Sociale-relazionale Creativo-imprenditoriale ! Cooperazione e rete. ! Usi compatibili della risorsa idrica. ! Polo tecnologico. Università (incubatore d’impresa). ! Zone vulnerabili dal punto di vista idraulico. Tradizione della Cooperazione (proviene dall’’800). ! Progetti FAB. Cooperazione sociale (incubatore d’impresa). ! Condizioni di risorgiva (territorio delicato e debole). Sviluppo di marchi e brevetti. ! ! Buone pratiche locali (Casa del Popolo di Torre, comunità di strada) ed extralocali (case di quartiere di Torino) nella gestione degli spazi in comune. Recupero degli immobili: per una nuova imprenditorialità sviluppando - incrementando università e cooperazione sociale con spazi comuni più serviti. Multimprenditorialità professionale: oggi si traduce in una capacità di networking per progetti complessi spesso fuori regione (Pordenonesi altrove). ! Alluvioni: casse di espansione naturali? Dove? ! Inquinamento dell’aria: proviene dalla aree contermini (area vasta)? ! Piano di zonizzazione acustica. Inquinamento acustico: silenzio o rumore? ! Terreno agricolo: perché non si coltiva in maniera meno intensiva? Biologico? L’agricoltura a km0 biogenera meno inquinamento. ! Prima i contadini mantenevano i canali, e ora? ! E la green economy pordenonesi dov’è? A Pordenone c’è? ! ! ! ! ! ! ! Sistema delle rogge (“piccola Manchester”). Territorio delle risorgive delicato da preservare (Comina). Territorio pedemontano e boschi sono una risorsa. Km 0 “campagna amica” (progetto Coldiretti). Manca una banca dei semi locali. Aumento della raccolta differenziata (rifiuti=risorse) Frequenti esondazioni (“sono un pericolo - anche per pesticidi – ma insegnano!”) Aree agricole di pregio vicino ad industrie. Servitù militari (“hanno limitato inquinamento in Comina,). Regolamenti di tutti gli enti che compongono l’area vasta. Ruolo “determinante” dei fattori ambientali-culturali. Elementi affini tra i comuni dell’area vasta. Valori e “bersagli” della disoccupazione (al 6% nel 2011). Accessibilità ai servizi e fruizione dei diversamente abili (il caso del “Bottecchia”). Pro-vocazioni ! Quale produttività funzionerà nei prossimi 10 anni ? ! Domande: alla città, per la città ! La capacità di adattamento dell’industria ci consentirà di definire come/cosa si saprà produrre a Pordenone? E il giovane? È una risorsa, è precario, è multitasking; coinvolgerlo è difficile ma vitale. ! Quale ruolo dell’area vasta pordenonesi nel contesto regionale-nazionale? Quali sono gli “assi” a fianco della Pubblica Amministrazione? ! Come superiamo la nostra “crisi”, quella che ci rende incapaci di fare comunità? I giovani sono più capaci di andare oltre i personalismi? ! Il piano che strategia vuole rappresentare? Socialità ed effetto di pre-resilienza: è questa una possibile strategia? analisi, monitoraggi ed esplorazioni progettuali ancora da condurre ! Come definire i nuovi fattori di riconversione e/o innovazione produttiva (rete di talenti, enti come coordinatori, promozione del mercato locale, espansione dei servizi a partire dalle micro reti, permanenza dei bisogni primari)? ! Cosa mettere “in comune” del nostro “Comune”? ! Concentrazione dei servizi amministrativi (Provincia) e terziari (Centro direzionale Galvani). ! Terremoti e alluvioni (il rischio naturale e la sicurezza). ! Dipendenza di Pordenone da Udine (“Pordenone ha molte capacità ma poca considerazione di se”). ! Perdita del polo tecnologico. ! Opportunità Criticità Temperie industriali: aziende acquisite da gruppi stranieri, perdita del polo tecnologico, riempimento e svuotamento. ! Siamo capaci di metterci in discussione? ! ! Le esperienze che hanno reso resiliente Pordenone/il Friuli: il terremoto, il cooperativismo, la crisi stessa (ha indotto l’allargamento del livello decisionale, l’aggiornamento del proprio ruolo e competenze, incentivato la relazione). ! Proliferazione in provincia di Pordenone di Associazioni di volontariato. Volontà di essere d’aiuto a chi ne ha bisogno (esito del terremoto del ’76?) ! Eccessiva “burocratizzazione” e rigidità nella gestione di spazi e situazioni. Il singolo si è abituato ad appoggiarsi/domandare all’Amministrazione Pubblica. ! Percezione Fruizione Mi adatto perché devo (resilienza passiva) ! Non è un’area vasta “alpha”. ! La crisi economica e sociale aumenta la resilienza e diminuisce la “forza del campanile”. ! L’area vasta è generata dalla pendolarità. ! Luoghi Significati ! Infrastrutture Necessità in tempo di crisi di mettere in forte tensione tutto il sistema di poteri/conoscenze/rapporti che formano il capitale di Pordenone, tematizzando il “lavoro come finalità principale”. ! ! ! ! C’è un diffuso senso di città e tanti spazi pubblici La rapidità nella decisione è un fattore determinante. Le associazioni rappresentano un punto di riferimento. Nel caso di un evento naturale l’impatto è percepito come collettivo, nel caso di evento socio-economico l’impatto è percepito come individuale. Il singolo cittadino è in difficoltà nel chiedere aiuto (dignità), tende ad avvicinarsi a chi offre aiuto “in borghese”, ha necessità di soggetti o occasioni per conoscere i possibili percorsi per sostenersi e risollevarsi, è stimolato nell’attivarsi “fiori dalla porta di casa” (automanutenzione di quartiere, relazione di vicinato. Quartiere e vicinato. Casa del Fascio e il Monte di Pietà: da riusare. La rete esistente può essere volano e opportunità. ! Ecologico-territoriale ! ! ! ! ! ! ! ! Situazioni Il capitale ! ! ! ! ! ! ! ! Si può riutilizzare tutto? Produzioni: concentrate o diffuse? Rinnovo del patrimonio edilizio: quali strumenti? Progetto di finanza locale, sviluppo di competenze locali? Sapevi che accanto alle attività culturali del Deposito Giordani negli ultimi 2-3 anni si è dato molto spazio alla formazione professionalizzante del settore spettacolo (corsi di ripresa e montaggio video, corsi di tecnica audio, organizzazione di eventi)? Richiesta di rete/incapacità di fare rete (Il “come”)… ! Pordenone è capace di “resilienza”? ! Quali sono i tempi di applicazione di esempi positivi? ! Contaminazione: siamo “arroccati”! come usare strumenti che già esistono? ! Come stimolare i talenti giovanili perché arricchiscano il mondo imprenditoriale (rete di intelligenze verso dispersione dei talenti)? ! A Pordenone ci sono: potenzialità idroelettriche, potenzialità artistiche, potenzialità edili (da recuperare). Tutte potenzialità sfruttate solo parzialmente. ! Sport, arti, musica, teatro: siamo capaci di farli funzionare! ! Volontariato sociale-solidale. ! Poca condivisione, provincialismi/campanilismi ! Poca ricerca e sviluppo per mancanza di cultura. ! Troppe aziende “follower” ! Pedita di valore del “mattone” ! ! ! ! Funzioni inutili/nuovi bisogni (”passo laterale”). Cultura “fa” lavoro. Saperi tecnici e capacità manageriali: il piccolo non è bello. Cambia la prospettiva, nuovo il mercato: “azienda veneta produttrice di infissi, diventa incorniciatore di paesaggi” . ! ! ! ! ! ! ! ! La crisi delle strutture territoriali ed ecologiche è di lungo periodo. ! La crisi economica ha limitato consumi e sprechi: questa mentalità va mantenuta quando ci sarà nuovo sviluppo. “In un’azienda del pordenonese l’adozione di orari flessibili per le dipendenti, gestito in autonomia dalle stesse, ha avuto un abbattimento delle assenze per malattia e un aumento della produttività.” ! L’ambiente è questione senza confini, d’area vasta. Incubatori d’impresa e co-working Banca delle competenze del terziario (Unindustria PN) Teatro verdi di Pordenone: coniuga cultura e impresa. Attività teatrali minori (di qualità) a basso costo. ! ! Reti ecologiche Corsi d’acqua
  • 63. PN più facile Area vasta Resiliente Capitali comuni e capitali identitari Sociale-relazionale Creativo-imprenditoriale Ecologico-territoriale Obiettivi generali Obiettivi generali Obiettivi generali Obiettivi generali perché Obiettivi generali generali specifici ! Considerarsi area vasta con mutuo riconoscimento delle territorialità. ! Regolamentarsi in modo più efficiente e razionale (attraverso la conoscenza dei regolamenti delle diverse polarità dell’area). Il capitale ! Riconvertire, ricominciare, rigenerare. ! ! Fare rete tra agenzie educative del territorio e realtà associative. “Cercare una narrazione per dare visibilità al mondo”. ! Unire le competenze, aprire le menti, mantenere l’etica. ! Recuperare il ruolo della scuola (resilienza dei saperi). ! Valorizzare i luoghi rappresentativi della società (produttiva e culturale. ! ! Superare la dispersione e aumentare la specializzazione dei diversi soggetti erogatori di servizi. ! Imbastire reti plurilivello (dalla decisione all’attuazione). ! Valorizzare la capacità delle associazioni di resistere ed attivarsi (“monumentalizzare la presenza dell’associazionismo. rendere evidente assegnando sedi importanti e di alata visibilità”). ! Gestire la velocità di trasformazione nel breve termine al fine di preservare i diversi capitali nelle fasi di contrazione dei mercati. ! Riconoscere nella crisi l’occasione di cambiare modo di vivere, ri-tracciando relazioni e interazioni (es. tra associazioni e Istituzioni). Ri-progettare il rapporto tra associazioni e servizi sociali (“problema del “qui ed ora”: a rischio la tenuta sociale). o Le associaizoni permettono un avvicinamento “soft” Attenzioni da parte di chi ha bisogno (con margini per adattarsi a modi diversi), sono capaci di guardar “oltre/fuori” (anche perché composte da soggetti non solo di provenienza locale). ! ! Valorizzare il mondo dell’associasionismo come occasione di nuovo lavoro (no “marcature” o operazioni/posizioni “monomaniacali”). Ridefinire il ruolo della Pubblica Amministrazione: da erogatore di servizio a coordinatrice (“necessario in questa situazione di crisi (con meno risorse e tempo, con troppa “emergenza” e poca lungimiranza, con meno “è solo affar mio”) ! ! da discutere da approfondire ! Ridurre l’inquinamento atmosferico (criticità di maggiore rilievo). ! Cooperare in modo inter…generazionale e disciplinare. ! Mantenere equilibrio tra verde e costruito (forte densità abitativa). ! Sviluppare il saper fare rete. ! ! Mettere in sinergia università e imprese culturali e sociali per superare e formulare nuove modalità di trasmissione del sapere. Recuperare e riutilizzare l’acqua piovana (scarichi, case, pulizie) sul modello del nord Europa. ! Gestire aree agricole e aree boschive pedemontane in modo sostenibile (valorizzare di più il territorio abbandonato. Es. bosco: la pulizia crea un fattore economico per creare energia da biomasssa) ! Mantenere un’accurata pianificazione per tutelare le aree sensibili. ! Coordinare la mobilità veloce con la mobilità lenta. ! Trovare un nuovo modello, oltre quello manifatturiero, di sviluppo industriale. ! Valorizzare il nuovo settore primario: la cultura che fa(rà) lavoro (non solo arte e spettacolo). ! Coltivare talenti senza erogare assistenzialismo. ! Rendere la perdita di lavoro l’opportunità per sperimentare nuove strade. Obiettivi specifici ! Fare impresa con chi non sa fare impresa (il “precariato” rende il giovane più “inventivo”). ! ! Rendere Pordenone un’interfaccia tra giovani della provincia per un “nuovo” sistema imprenditoriale. ! Rinnovare la classe dirigente. ! Rendere adattabili gli spazi liberi (nuovo sistema finanziario, basato non sul patrimonio immobiliare). ! Sviluppare scenari dove considerare: la ridefinizione delle are industriali, l’espansione dei servizi (“la produzione della ricchezza è sempre più legata ai servizi”), il contributo dell’agricoltura (“settore in espansione? Da diversificarea per una corretta gestione del territorio”). ! Incrementare le certificazioni di qualità. Inquinamento acustico: o Piano di zoonizzazione acustica. o Regolamentare le attività dei bar (uso degli amplificatori) Individuare spazi all’aperto per le relazioni di vicinato. ! Prevenire e mitigare il rischio idraulico. Intervenire sulla funzione e forma dell’abitare per costruire rapporti di mutualità. ! Idee Promuovere tra i giovani il “fare esperienza” di volontariato sociale. ! Partecipare, mettere a fattor comune, condividere risorse. Promuovere incontri per aiutare ad affrontare i cambiamenti che possono caratterizzare la propria esistenza. ! Preservare la qualità ambientale ed i servizi ecosistemici (con particolare attenzione alla rete idrica e alla gestione degli usi plurimi). ! Favorire un maggior dialogo intergenerazionale. ! ! Promuovere l’auto-organizzazione, l’autoproduzione e l’open source come strumento di arricchimento collettivo. Amministrazione fluida Archeologia industriale “La responsabilità di attivare processi di condivisione è la vera politica per il territorio, la scusa del piano è il format giusto per fare politica per i cittadini. La temporalità dei luoghi e dei temi è il metaprogetto su cui continuare a lavorare” ! Perché non trasformare i luoghi dell’archeologia industriale in spazi in cui operano, con le nuove tecnologie, professionisti per lo più giovani, con competenze più creative? Progetto orti “Si tratta di un’attività importante per le famiglie povere: se gli anziani insegnassero ai giovani ci sarebbe nuovo sapere (progetti scolastici, cessione di terreno alle scuole)”
  • 64. PN più facile perché Trasparente Pro-vocazioni Domande: alla città, per la città Flussi di dati in tempo reale Informazione iperlocale Governo aperto Confini e regole Quali sono? Chi li produce e chi li utilizza? Quali competenze “di quartiere”? Quale contributo dal cittadino? Quali consapevolezze e co-responsabilità? Quali strumenti e linguaggi? La trasparenza è sempre un bene? ! Ci (af)fidiamo ancora di TV e Giornali? ! Come coinvolgere i giovani? Come attirare maggiormente la loro attenzione sulle opportunità di essere parte attiva di una decisione? Social Netowork? Flash mob? ! Quando l’iperlocalità è un bene? La raccolta differenziata “differente” tra comuni limitrofi? La terrazza tra dirimpettai? ! “Chi ci assicura che la sintesi di questo percorso sarà presa in considerazione e attuata nel PRGC”? ! ! Le regole aiutano o complicano? ! Disciplinare o disciplinarsi? ! Le cose non sono correttamente comunicate: “le persone vivono nel dubbio per molti degli aspetti comuni del proprio vivere”. Ignoranza e “linguaggi esoterici” ! La trasparenza richiede un mutuo impegno tra chi la chiede e chi la “eroga”. ! La competenza funziona da strumento, vincolo, limite, opportunità: bisogna sapere esprimere le proprie competenze valutandone l’appropriatezza. ! Quali sono le evidenze e i flussi in una dimensione micro-locale? Occorrono regole per limitare la trasparenza? ! ! ! I giovani si sentono rilegati in una campana di vetro affatto trasparente: più libertà nel “scegliere” di essere attivi (“Noi giovani vogliamo una trasparenza assoluta perché per capire le cose abbiamo bisogno di chiarezza da parte degli esperti”). ! Biblioteca e scuola (luoghi privilegiati per l’informazione di qualità e trasparente) Quando il territorio ci appartiene? quando lo vivo, lo costruisco, lo partecipo, lo curo quando lo capisco nella sua dimensione collettiva quando siamo “fuori casa” e ci sentiamo come a casa” quando “io” mi sento parte del quartiere quando il vicinato non è estraneo ma familiare quando bisogni e aspirazioni sono comuni quando chiedo, agisco, presidio ! ! Il sito del Comune è ricco ma poco chiaro. sito del Comune, tabellone con parcheggi, trasporti pubblici, ! social network per il tempo libero. ! Luoghi Significati Quando l’iperlocalità (e il vicinato) incontra e favorisce la località (e la comunità nel suo insieme Già esistono: ! Percezione Fruizione Quando la “specificità” (o specialità) diventa separazione (esempio: centro storico e l’esperienza di PNoia)? ! Opportunità Criticità Quando il presidio sociale diventa accanimento, paranoia, invadenza e il territorio diventa “mio”? l’attenzione al territorio è mossa dalla paura o dalla cultura del bene comune? ! Saperi & Situazioni ! Manca l’aggiornamento in tempo reale. ! Il flusso di dati c’è? Si, ma… L’informazione è fruita/disponibile da chi già “sa”. Non tutti vi accedono (anziani usano poco internet). Non sempre sono facili da rintracciare (siti complessi). ! Gli stereotipi dell’iperlocalità (quando le chiacchiere “iperlocali” da bar di quartiere si ispirano al “globale”): ! “c’è la crisi non si può fare” ! “il mondo è crudele, c’è da aver paura” ! “le case polari? Sono per “loro” e vedrai…dopo occuperanno tutta la città” ! “quelli che non parlano il mio dialetto” ! parlando di “occupazione”: quelli che… o son piccoli (10-12 anni) non sanno come occupare il tempo o son giovani e si occupano del domani o son diplomati quindi abbastanza occupati oggi o son genitori pertanto troppo preoccupati o son anziani, ma non troppo, ancora occupano lo spazio del lavoro o sono anziani, troppo,…non sanno come occupare il tempo (come i piccoli) ! La libertà non è assenza di regole La libertà è progetto. Regole “irregolari” adattabili ai bisogni che emergono. ! Piazze ! Spazi pubblici ! Spazi pubblici ! Strade ! Quartiere ! Palazzo Badini (come Urban center) ! Palazzo Badini
  • 65. PN più facile perché Trasparente Obiettivi generali specifici Flussi di dati in tempo reale Informazione iperlocale Governo aperto Confini e regole Quali sono? Chi li produce e chi li utilizza? Quali competenze “di quartiere”? Quale contributo dal cittadino? Quali consapevolezze e co-responsabilità? Quali strumenti e linguaggi? La trasparenza è sempre un bene? Obiettivi generali Obiettivi generali Obiettivi generali Obiettivi generali ! ! Creare “diritto” all’informazione: dare la possibilità al cittadino di esigere trasparenza e accessibilità in modo più semplice: banche dati disponibili, flessibilità, modalità interattiva. Rendere la comunicazione adeguata: o Linguaggio semplice (diverso da banalizzazione); o messaggi rivolti anche ai giovani; o flessibile in base a destinatari (linguaggio visivo, icone riconoscibili); o accessibile (impegnarsi a utilizzare più mezzi di comunicazione, riunioni, giornali, tv, internet, social network, sprtelli, ecc..); o fortemente visivo; o diffusa sul territorio (anche nei bar); o chiara (senza troppe sigle) e precisa (vedi info su lavoro, università, ecc…). o utile (es. contributi affitti per persone con disagio; precipitazioni e stato di allerta; esiti referendum) Incrementare gli sportelli unici con persone competenti che diano informazioni dirette all’utenza e puntuali (URP potenziati e specializzati) ! Accompagnare le decisioni con informazioni costanti (es. indire riunioni anche dopo che il Piano è approvato ). ! Presentare i progetti in corso per discutere gli sviluppi con i cittadini. Obiettivi specifici Realizzare, predisporre, istituire, installare… ! Tabelloni in costante aggiornamento riguardanti: trasporti pubblici e parcheggi (n° di posti liberi nei parcheggi in centro o poco fuori, n° di persone che prenderà l’autobus quel giorno a quella data ora; dimensione, numero di autobus a disposizione; orari), acqua, sanità, aria… ! Siti internet e social network per conoscere servizi per il tempo libero dei giovani/info dagli stessi giovani (palestre, cinema, locali). ! “App” gratuita con informazioni riguardanti la città (feste, traffico, conferenze con la società). ! “Navigatori sociali”: cittadini informano real-time. Idee da discutere da approfondire ! ! Migliorare la comunicazione tra chi gestisce i trasporti e chi organizza gli eventi. ! Attenzioni ! ! Info di strada ! Portare le informazioni in piazza, in strada, nei luoghi pubblici e visualizzare in modo “performante” (Come?) ! Promuovere le diverse forme di azione iperlocale: coalizione, autogestione, petizione. Favorire le condizioni dell’azione iperlocale: ! diritto (di assegnare senso e significati)e dovere (di contribuire ad una funzione collettiva); ! regole (per una medesima cornice di senso) e compromessi; ! negoziazione e “ponti”; ! conoscenza, motivazione, coinvolgimento e azione (manutenzione, gestione). ! Costruire le decisioni “dal basso”: più condivise, più appropriate, più “accoglibili”. ! Co-responsabilizzare i cittadini: devono interessarsi, “potersi” interessare, essere consapevoli del proprio ruolo da giocare (“il baricentro è la società dei singoli individui che è corresponsabile nel governo del territorio”). ! Rendere le comunicazioni più efficaci con l’uso di un linguaggio accessibile e neutrale ! ! Potenziare i percorsi di coinvolgimento dei cittadini, educare alla partecipazione, stimolare l’auto organizzazione con regolamenti aperti degli spazi pubblici. Motivare il senso di appartenenza attraverso: ! agio ! sicurezza ! conoscenza (dalla delega all’autofare = forma di controllo “sooft” /diretta e non differita) ! accoglienza (lo spazio che accoglie ed è gradevole – “accoglievole”; spazi aperti e situazioni da “bottega”) ! minimo comun denominatore o considerare i fattori scatenanti ! catalizzatori sociali ! transition town ! serendipity ! forza dell’esempio o uso finalizzato del web (social network e blog + facebook per gli anziani) ! la finestra virtuale sul cortile reale ! accesso e qualità dell’informazione ! Mettere su web in diretta streaming i consigli comunali per la massima trasparenza (evitare il montaggio video). ! Convocare prima dell’avvallo politico degli strumenti urbanistici e dei progetti di carattere strategico una commissione tematica di categorie rappresentative (sociali, culturali, economiche, di quartiere) per modifiche e migliorie. Mettere a sistema le informazioni: quello che sappiamo, quello che è critico, quello che deve essere introdotto nel piano. ! Nell’erogare informazioni valutare sempre contenuti, modalità, classi sociali e loro livello di accesso o comprensione. ! Evitare che la competenza diventi un limite per accedere alle informazioni e ai processi decisionali (“Ognuno dovrebbe avere la possibilità di aprire i cassetti”) o un pretesto per renderle “opache” (C”ci detiene il potere della conoscenza non deve manipolare chi non detiene questa conoscenza”). ! Aggiornare in modo tempestivo le decisioni da prendere e assunte (strumenti on-line, ma non solo). ! Rendere l’intero percorso del piano “effettivamente trasparente”: informazioni costanti, tempestive, verificabili durante tutto il processo progettuale e attuativo (modulare il processo partecipativo lungo tutto il percorso di redazione/decisione; accompagnare l’attuazione con verifiche periodiche; presidiare anche le successive varianti). ! Estendere gli strumenti partecipativi e potenziare l’infoweb come strumenti per monitorare e “tracciare” le attività di attuazione del/dei piani. ! Incrementare il flusso informativo bidirezionale tra giovani generazioni e famiglia, scuola, istituzioni, imprese. ! Rendere chiaro e controllato l’operato (voto i consiglio e giunta) degli eletti e nominati ad ogni livello per verificare che interessi personali non prevalgano su quelli generali ! Stimolare i “portatori di interesse” (Enti, Associazioni di categoria, associazioni di volontariato…e...”attenti ai costruttori!”) affinché coinvolgano maggiormente i destinatari/utenti finali consentendo una proficua interazione. ! Responsabilizzare chi esige trasparenza affinché rimanga attento e continui a monitorare le attività istituzionali ! Ribaltare l’ordine delle priorità: città Trasparente, Resiliente, Accogliente, Mobile, Sostenibile… “TRAMS! solo partendo con trasparenza avvieremo il cambiamento!” Valorizzare la figura dei giovani nei percorsi di partecipazione Incentivare e gestire l’iperlocalità “del vicinato”: ! fare il primo passo, occasioni di “avvicinamento”; ! tolleranza, questione di cultura, ma anche di allenamento e competenza ! conoscenza ! ritmo della relazione ! limitare gli aggettivi ghettizzanti e le etichette al contesto (troppa semplificazione e generalizzazione) ! ! Rendere tutta la documentazione amministrativa scaricabile on-line e reperibile presso gli uffici in modo “più semplice”. Obiettivi specifici ! ! Riformare alla radice le rappresentanze di quartiere, smontando la rigida struttura esistente: o istituire un portavoce di quartiere che raccolga le “istanze” locali; o trasformare le Circoscrizioni in centri civici che utilizzino il metodo della progettazione partecipata. Aumentare la dotazione di spazi senza regole (es. garage pubblici, open spac e box meeeting). ! Wi-fi esteso a tutta la città. ! Estensione del SOL alle proposte (votazione on-line dei progetti). Liquid feed back Concorsi di idee Piattaforma aperta on line per permettere ai cittadini di fare singole proposte su varie aree tematiche distinte e di sottoporle a votazione on-line (utilizzo del lettore e della carta regionale dei servizi che identifica in modo unico il cittadino nel portale). “Ricompensa sociale” (servizi gratuiti al proponente/ideatore) per le migliori proposte, quelle più votate e che attuate hanno portato vantaggi alla comunità. Per la progettazione urbana e l’attuazione del piano Urban Center

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