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La regolamentazione prudenziale della cartolarizzazione: i problemi emersi con la crisi e le possibili soluzioni Laureando...
In questa presentazione… <ul><li>La regolamentazione prudenziale della cartolarizzazione e la crisi finanziaria: la regola...
Sviluppo della cartolarizzazione <ul><li>Modello di intermediazione bancaria nuovo –  Originate to Distribute </li></ul><u...
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Quale futuro per l’accordo? <ul><li>Non è giustificabile un rifiuto completo della filosofia dell’accordo </li></ul><ul><u...
I rating dei titoli cartolarizzati <ul><li>Precisione e stabilità dei rating sono venute a mancare durante la ’: CDO  cris...
Criticità dei modelli quantitativi <ul><li>Stime dei parametri si sono rilevate errate perché: </li></ul><ul><ul><ul><li>N...
I cambiamenti introdotti <ul><li>Aggiornamento delle stime dei parametri (probabilità, LGD) </li></ul><ul><li>Modifiche al...
Problemi risolti?Non del tutto… <ul><li>Rimangono problematiche da risolvere attinenti alla struttura del modello e ipotes...
Cosa è ancora necessario… <ul><li>I limiti “tecnici” dei modelli e l’inosservabilità dei parametri erano difetti noti, ma ...
Come far funzionare il mercato dei rating in modo più efficiente… <ul><li>Proposte già pervenute: regolamentare più estens...
Interventi sulla  struttura del trattato  <ul><li>I requisiti patrimoniali non sono sufficienti per cogliere i molteplici ...
Prima il rischio di credito… <ul><li>Anche il trattamento del rischio di credito deve essere modificato: </li></ul><ul><ul...
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Conclusioni: una nuova prospettiva per la regolamentazione. L’evidenza dalla crisi <ul><li>Capire gli effetti dell’innovaz...
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Presentazione Ls Rizzoli

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Brief presentation of my thesis and findings

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Presentazione Ls Rizzoli

  1. 1. La regolamentazione prudenziale della cartolarizzazione: i problemi emersi con la crisi e le possibili soluzioni Laureando: Rizzoli Stefano Tesi di Laurea Specialistica in Banca, Impresa e Mercati Finanziari
  2. 2. In questa presentazione… <ul><li>La regolamentazione prudenziale della cartolarizzazione e la crisi finanziaria: la regolamentazione di Basilea 2 </li></ul><ul><li>Problemi emersi con la crisi finanziaria, critici per la regolamentazione in futuro. </li></ul><ul><li>Proposte di modifica della stessa affinchè sia in grado di garantire la stabilità del singolo instituto ma non solo. </li></ul>
  3. 3. Sviluppo della cartolarizzazione <ul><li>Modello di intermediazione bancaria nuovo – Originate to Distribute </li></ul><ul><li>Forte crescita a partire dagli anni 2000 in America, piuttosto che in Europa – Vari motivi, tra cui arbitraggio di capitale prudenziale permesso dalle normative. </li></ul><ul><li>Basilea 1, Regolamentazioni nazionali </li></ul><ul><li>Confronto Stati Uniti – Italia. </li></ul><ul><ul><li>USA: regolamentazione sui rating </li></ul></ul><ul><ul><li>Italia: legame con attivi a bilancio, seniority (deduzione fino al requisito di capitale da detenere a bilancio). </li></ul></ul>
  4. 4. Il framework di Basilea 2 <ul><li>Approvato nel 2006, dopo un lungo processo di 7 anni </li></ul><ul><li>Regole specifiche per uniformare la disciplina unica internazione </li></ul><ul><ul><li>Struttura a pilastri: primo - rischio di credito </li></ul></ul><ul><li>secondo - controllo prudenziale </li></ul><ul><li>terzo - comunicazione al mercato </li></ul><ul><li>Obbiettivo:creare una regolamentazione più risk sensitive per allineare il capitale di vigilanza al rischio economico sopportato dalla banca. </li></ul><ul><ul><li>Come?Utilizzo dei modelli di portafoglio per il rischio di credito </li></ul></ul><ul><ul><li>Due approcci al trattamento del rischio di credito: standardizzato, IRB </li></ul></ul><ul><ul><ul><li>IRB: applicazione del modello di Gordy, derivato dal modello di Vasicek (1987). </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>A sua volta possono essere riconosciuti due approcci: Rating Based Approach, Supervisory Formula. </li></ul></ul></ul><ul><li>Regolamentazione delle esposizioni verso ABCP conduit, SIVs (linee di liquidità), garanzie esterne. </li></ul>
  5. 5. Le responsabilità di Basilea 2 nella crisi <ul><li>“… .Basel II, our suspect, was not on the crime scene…” (Cannata e Quagliarello, 2009). </li></ul><ul><li>Un sistema non implementato e dove lo si credeva tale non lo era adeguatamente: gli squilibri hanno origine prima e sono responsabilità delle precedenti regole. </li></ul><ul><ul><li>Banche di investimento americane, Consolidated Supervised Program (2004) </li></ul></ul><ul><ul><ul><li>Applicazione VaR ai titoli cartolarizzati nel trading book; </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>Altri aspetti molto simili (processo di controllo prudenziale, disciplina delle esposizioni fuori bilancio ecc.). </li></ul></ul></ul><ul><li>Non è possibile attribuire la colpa a Basilea 2 di quanto è accaduto nel sistema finanziario globale </li></ul><ul><ul><li>Influenza indiretta dell’implementazione futura del trattato. </li></ul></ul><ul><ul><li>Dove era implementato non ha garantito un capitale sufficiente. </li></ul></ul>
  6. 6. Quale futuro per l’accordo? <ul><li>Non è giustificabile un rifiuto completo della filosofia dell’accordo </li></ul><ul><ul><li>Poi, quale altro sistema sarebbe possibile implementare? </li></ul></ul><ul><ul><li>La filosofia rimane comunque valida. </li></ul></ul><ul><li>Migliorare l’accordo: i margini di miglioramento dell’accordo ci sono e sono ampi </li></ul><ul><ul><li>Due aspetti critici per la stabilità del sistema in futuro </li></ul></ul><ul><ul><ul><li>I rating dei titoli cartolarizzati nel calcolo del capitale da detenere; </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>Struttura dell’accordo e regolamentazione finanziaria in generale. </li></ul></ul></ul>
  7. 7. I rating dei titoli cartolarizzati <ul><li>Precisione e stabilità dei rating sono venute a mancare durante la ’: CDO crisi finanziaria. </li></ul><ul><ul><li>Relazione con prociclità dei requisiti patrimoniali ed liquidità </li></ul></ul><ul><ul><li>Settori ‘problematici squared e RMBS. </li></ul></ul><ul><li>Il processo di rating: iterattivo e interattivo, composto da due fasi in grado di comprendere la complessità dell’operazione. </li></ul><ul><ul><li>Analisi del rischio di credito del portafoglio traferito, con lo scopo di stimare una distribuzione di perdita per lo stesso. </li></ul></ul><ul><ul><li>Analisi di rischi non di default legati alla struttura (legale, contrattuale, controparte, mercato). </li></ul></ul><ul><ul><li>Processo completo. </li></ul></ul><ul><li>Analisi del rischio di credito: </li></ul><ul><ul><li>Utilizzo di modelli quantitativi di portafoglio; due tipologie. </li></ul></ul><ul><ul><ul><li>Modello BET di Moody’s e varianti (approccio di portafoglio, top-down) </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>Modelli a Copula con simulazioni Montecarlo (approccio bottom-up) </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>Dipendono entrambi dalle stime dei parametri che identificano la rischiosità delle esposizioni (PD e LGD) e dal rapporto tra la performance delle stesse (correlazione) </li></ul></ul></ul>
  8. 8. Criticità dei modelli quantitativi <ul><li>Stime dei parametri si sono rilevate errate perché: </li></ul><ul><ul><ul><li>Numerosità delle serie storiche ridotta e uniformità degli scenari economici in cui sono rilevati. </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>Tecniche di stima dei parametri (Probabilità in ResiLogic, stima della correlazione tra gli attivi secondo proxy) </li></ul></ul></ul><ul><ul><li>Inosservabilità dei dati </li></ul></ul><ul><li>Sottostima degli effetti del tranching sulla precisione delle stime soprattutto sulle classi senior e mezzanine. </li></ul><ul><ul><li>Effetto sulla distribuzione del singolo titolo a seconda della realizzazzione di valori sistematici. </li></ul></ul><ul><ul><li>Sottostima della sensibilità della forma della distribuzione a variazioni del fattore di rischio </li></ul></ul><ul><ul><ul><li>Instabilità del rating </li></ul></ul></ul><ul><li>Non è stato adeguatamente considerato il model risk. </li></ul><ul><li>Effetto della non-osservabilità e tranching nei modelli a Copula usati dalle agenzie: l’esempio di un CDO Corporate (Heitfield, 2009). </li></ul>
  9. 9. I cambiamenti introdotti <ul><li>Aggiornamento delle stime dei parametri (probabilità, LGD) </li></ul><ul><li>Modifiche alle tecniche di calcolo </li></ul><ul><ul><ul><li>Probabilità nei modelli di regressione nel caso degli RMBS. </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>Correlazione (CDO Squared e CDO corporate) </li></ul></ul></ul><ul><li>Rischi non quantitativi </li></ul><ul><ul><ul><li>Introduzione delle società indipendenti. </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>Più prudenza nei benefici di credit enhancement relativi all’operatività dei soggetti. </li></ul></ul></ul><ul><li>Stress tests interni (peak default rates, NRI per Fitch) ed esterni al modello (S&P’s). </li></ul><ul><li>Risultato: </li></ul><ul><ul><li>inasprimento dei requisiti necessari per raggiungere rating elevati </li></ul></ul><ul><ul><li>maggiore prudenza nelle valutazioni, maggiore stabilità. </li></ul></ul>
  10. 10. Problemi risolti?Non del tutto… <ul><li>Rimangono problematiche da risolvere attinenti alla struttura del modello e ipotesi a ‘monte’ del modello a Copula: </li></ul><ul><ul><ul><li>Normalità della distribuzione degli assets </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>Utilizzo di point estimator per la stima dei parametri </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>Stress tests: relazioni storiche tra i parametri. Non catturano cambiamenti strutturali. </li></ul></ul></ul><ul><li>Problema irrisolvibile: Modellizzazione statica di fenomeni dinamici. </li></ul>
  11. 11. Cosa è ancora necessario… <ul><li>I limiti “tecnici” dei modelli e l’inosservabilità dei parametri erano difetti noti, ma non considerati. </li></ul><ul><li>Per quale ragione? Da ricercare tra le caratteristiche del mercato dei rating per la finanza strutturata. </li></ul><ul><li>Caratteristiche del mercato dei titoli strutturati. </li></ul><ul><ul><li>Offerta oligopolista, domanda concentrata con business “ripetivo”. </li></ul></ul><ul><ul><li>Commissioni per singola transazione più elevata in ragione della complessità e del settore. </li></ul></ul><ul><ul><li>Rating Shopping. </li></ul></ul><ul><li>Questi meccanismi determinano l’insorgere di un conflitto di interesse: si rompono i meccanismi che hanno assicurato un corretto funzionamento del mercato per quasi 100 anni. </li></ul><ul><ul><li>La funzione del costo reputazionale. </li></ul></ul>
  12. 12. Come far funzionare il mercato dei rating in modo più efficiente… <ul><li>Proposte già pervenute: regolamentare più estensivamente le agenzie. </li></ul><ul><ul><li>Trasparenza: critica su ipotesi dei modelli ed effetti loro variazione;concentrazione dei ricavi. </li></ul></ul><ul><ul><li>Organizzazione interna: separazione delle singole aree di business. </li></ul></ul><ul><ul><li>Ancora autoregolamentazione: non efficace a causa della struttura dell’offerta. </li></ul></ul><ul><li>In realtà, sono necessari meccanismi che ripristinino i meccanismi del costi reputazionale. </li></ul><ul><ul><li>Due vie: </li></ul></ul><ul><ul><ul><li>Dare al mercato uno strumento che non può avere: il controllo effettivo sulle agenzie per verificare l’effettiva implementazione dei codici di condotta. </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>Rendere effettivamente comparabili le valutazioni delle agenzie, in modo da estrarre gli extra-profitti dei conflitti di interesse . Come? </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><ul><li>Sistema di raccolta dati previsionali dei modelli ex ante e confronto ex post, ad intervalli predefiniti non troppo lunghi, con dati reali. </li></ul></ul></ul></ul><ul><ul><ul><ul><li>Prudenza e precisione trovano un valore: profitti di lungo periodo più elevati e costi monetari per chi adotta metodologie meno precise rispetto agli altri. </li></ul></ul></ul></ul><ul><ul><ul><ul><li>Obbiettivo ultimo: creare più concorrenza ed aprire il mercato. </li></ul></ul></ul></ul>
  13. 13. Interventi sulla struttura del trattato <ul><li>I requisiti patrimoniali non sono sufficienti per cogliere i molteplici rischi a cui la banca si espone con la creazione di un portafoglio di titoli cartolarizzati. </li></ul><ul><ul><li>Basilea 2: requisiti patrimoniali legati al rischio di credito attraverso il rating dei titoli. I requisiti del primo pilastro non sono sufficienti per coprire tutti i rischi che una banca affronta. </li></ul></ul><ul><ul><li>Rating come strumento di valutazione di un titolo a sé stante, non per una banca che possiede un portafoglio di titoli. </li></ul></ul><ul><li>Ampliare la regolamentazione ad altre fonti di rischio: </li></ul><ul><ul><li>Gestione del rischio di liquidità. </li></ul></ul><ul><ul><li>Affrontare il rischio di concentrazione e di controparte nel processo di concentrazione. </li></ul></ul><ul><ul><li>Rischio reputazionale verso veicoli fuori bilancio. </li></ul></ul><ul><li>Più rischi = più capitale, ma questo non necessariamente penalizza il ricorso alla securitisation: esistono “spazi di manovra”. </li></ul>
  14. 14. Prima il rischio di credito… <ul><li>Anche il trattamento del rischio di credito deve essere modificato: </li></ul><ul><ul><li>Proposta del Comitato (BCBS, 2009a): aumentare i requisiti per alcune esposizioni critiche. </li></ul></ul><ul><ul><li>In realtà, è necessario rivisitare l’intero approccio perché: </li></ul></ul><ul><ul><ul><li>La standardizzazione dei requisiti calcolati secondo l’attuale approccio IRB crea incentivi a cartolarizzare determinati gruppi di attività con maturity definita. </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>Requisiti perdono il legame con le caratteristiche del portafoglio a bilancio, con possibile perdita di informazioni rilevanti per la gestione della perdita inattesa e incentivo a cartolarizzare crediti rischiosi. </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>La comparabilità con i rating corporate. </li></ul></ul></ul><ul><li>Quali modifiche introdurre nel modello regolamentare: </li></ul><ul><ul><li>Sistema di aggiustamenti a requisiti standard per il singolo titolo che tengano conto di (oltre alla numerosità degli attivi in portafoglio) </li></ul></ul><ul><ul><ul><li>Posizione effettiva nella struttura (Attachment point) </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>Maturity </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>Ampiezza della tranche </li></ul></ul></ul><ul><ul><li>A livello di portafoglio, granularità del portafoglio (Gordy e Leutketebohmert, 2007) </li></ul></ul>
  15. 15. I rischi non ricompresi nel primo pilastro: il secondo pilastro come complemento del primo <ul><li>Rischio di concentrazione </li></ul><ul><ul><li>Individuazione dei principali drivers di rischio nel portafoglio, comprendendo anche esposizioni in veicoli fuori bilancio – gestione del rischio secondo un’ottica firm-wide </li></ul></ul><ul><ul><li>Proposta del comitato: utilizzo di Stress tests e/o sensibility analysis (BCBS, 2009a) come strumento di gestione del rischio per la banca. </li></ul></ul><ul><ul><li>Stress tests possono fornire indicazioni distorte e rimangono ancora aspetti importanti da chiarire. </li></ul></ul><ul><li>Rischio di controparte </li></ul><ul><ul><li>No rating , diversificare il più possibile; </li></ul></ul><ul><ul><li>Individuare possibili concentrazione alla luce delle analisi e tenerne conto </li></ul></ul><ul><li>Rischio di liquidità </li></ul><ul><ul><li>Crisi: VaR per il rischio di mercato è inadeguato. </li></ul></ul><ul><ul><li>Proposta del comitato: applicare lo stesso trattamento ad esposizioni nel banking e nel trading book. </li></ul></ul><ul><ul><li>Alternativa: considerare migration risk e default risk, evoluzione economia </li></ul></ul><ul><ul><li>Chiarire cosa va nel trading e nel banking book. </li></ul></ul><ul><li>Rischio reputazionale </li></ul>
  16. 16. Un’unità di risk management indipendente… <ul><li>La gestione di questi rischi deve essere attribuita ad un’unità indipendente della banca che contribuisca a definire politiche di rilevazione, controllo, gestione di vari rischi. </li></ul><ul><li>In realtà, si ripresenta il maggior difetto dei rating: </li></ul><ul><ul><li>Modellare con requisiti statici fenomeni che sono dinamici ed in continua evoluzione </li></ul></ul><ul><li>Garantire la stabilità di un’istituzione finanziaria richiede: </li></ul><ul><ul><li>Visione forward looking : individuare possibili rischi sistemici, cambiamenti strutturali di carattere economico (globalizzazione) e finanziario. </li></ul></ul><ul><ul><li>In questa crisi: la comprensione dei rischi dell’innovazione finanziaria, nuovi modelli di business nel settore (OTD). </li></ul></ul>
  17. 17. Conclusioni: una nuova prospettiva per la regolamentazione. L’evidenza dalla crisi <ul><li>Capire gli effetti dell’innovazione finanziaria e cogliere possibili rischi sistemici non è un compito che può essere lasciato alla singola istituzione: dare una prospettiva “macro” alla regolamentazione. </li></ul><ul><ul><li>Valutare le implicazioni di comportamenti collettivi. Andare oltre la stabilità dell’istituzione: dimensione globale della regolamentazione. </li></ul></ul><ul><ul><li>Rischi che la singola istituzione non può o non ha interesse a valutare. </li></ul></ul><ul><li>Assegnare questi compiti ad un’organizzazione internazionale e indipendente. </li></ul><ul><ul><li>Potenziare il Financial Stability Board – Comitato di Basilea </li></ul></ul><ul><li>Ma anche: Applicazione puntuale ed uniforme delle regole. </li></ul><ul><ul><li>Garantire uniformità a livello geografico, tempestività nell’applicazione per tenere il passo dell’innovazione finanziaria. </li></ul></ul>

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