Negli anni '70 dell'Ottocento, il naturalismo influenza il movimento verista in Italia, con opere significative come 'L'Assommoir' di Zola e 'Rosso Malpelo' di Verga. Il verismo si distingue dal naturalismo per la sua attenzione all'aspetto tecnico-formale e per ridurre la teoria naturalistica a un metodo di scrittura, mantenendo un'impostazione positivistica, materialistica e deterministica. Scrittori come Capuana e Verga cercano di liberare la letteratura italiana dalle influenze romantiche e retoriche, concentrandosi sulla rappresentazione della realtà oggettiva.