il paradiso è pieno o vuoto? di Domenico Sigalini

Passava per città e villaggi, insegnando, mentre camminava
verso Gerusalemme. Un tale gli chiese: «Signore, sono pochi
 quelli che si salvano?». Rispose: «Sforzatevi di entrare per
                     la porta stretta… ».
                         (Lc 13, 22-30)

                                       Il paradiso è un diritto acquisito per chi è nato dalla
                                       parte giusta. Gli altri li affidiamo alla misericordia
                                       di Dio che è grande. Noi siamo gli eletti, i fortunati,
                                       quelli che hanno il massimo di probabilità di
                                       salvarsi, gli altri possono anche arrivare con
                                       qualche carretta del mare e cercheremo di chiudere
                                       un occhio. L’importante è essere nati dalla parte
                                       giusta.
                                       Sono tanti quelli che si salvano? Il paradiso è pieno
                                       o è vuoto? Se è pieno ci stanno tutti e ci posso
                                       stare anch’io. Se è vuoto vedremo di accampare
                                       qualche diritto. Gesù non dice né che è pieno, né
                                       che è vuoto. Dice che occorre passare per una
porta e che questa porta è stretta. Questa porta è Lui. Lui è la porta per capire la
vita. Lui è la porta attraverso cui non si passa spingendo come allo stadio ma
a uno a uno con un percorso personale. Non è
la porta di un recinto anonimo, ma un rapporto
d’amore che riempie la nostra vita di
felicità.Capiamo allora quanto sono banali le scuse
che potremmo raccontare per dichiarare i nostri
diritti acquisiti: Io da bambino sono sempre andato
al catechismo. Io ho sempre scelto l’ora di religione.
Io ho visitato tutti i santuari. Io sono stato alle gmg,
ho il crocifisso d’oro al collo, faccio offerte non
piccole, sono del giro della parrocchia. Non ti ricordi
di quanti rosari ti ho detto; sono iscritto all’AC da
quando ero beniamina… ho sempre votato il partito
giusto, anche se oggi non sai più da che parte
votare.
Ho fatto volontariato, sono un prete o una suora. Non sono un talebano non faccio il
terrorista… E potremo continuare l’elenco. Sono le tentazioni di ogni vita di amore
che si fa abitudine, routine, diritto, acquisto e non accoglienza, gratitudine,
rapporto vivo quotidiano.
Nel rapporto di coppia quando uno dei due comincia a fare l’elenco delle cose che ha
fatto, come diritto ad avere e non come dono di gratuità, inizia la fine. C’è un altro bel
brano della Parola che ci può aiutare a capire il senso di questa porta stretta (I Cor.
13): io posso parlare bene, progettare, costruire anche sane abitudini e atteggiamenti,
spostare una montagna, distribuire i propri beni, bruciare il mio corpo… ma se non ho
amore … sono una campana stonata.
Se questo è vero, se la fonte è Gesù, diventa ancor più vero che Gesù apre il
paradiso a tutti quelli che lui vuole. Non siamo noi chi tiene fuori o dentro.
Non c’è nessuna isola di Lampedusa per accoglier a denti stretti e rispondere.
Anzi, che il Signore abbia pietà dello scempio che facciamo della sua Parola, dei suoi
doni, del dono della fede, perché ce li ha offerti per farli giungere a tutti e non può farli
marcire nelle nostre comodità.
Questo discorso bruciava nelle coscienze degli scribi e farisei, ma deve bruciare anche
nelle nostre sicurezze. Passare per la porta stretta sapendo che è Gesù non è una
impossibilità in più, ma la garanzia di avere un passaggio garantito dall’amore.

                                                                          Domenico Sigalini

                                                 (Il Mattutino, Dimensioni Nuove, Febbraio 2011)

Paradiso

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    il paradiso èpieno o vuoto? di Domenico Sigalini Passava per città e villaggi, insegnando, mentre camminava verso Gerusalemme. Un tale gli chiese: «Signore, sono pochi quelli che si salvano?». Rispose: «Sforzatevi di entrare per la porta stretta… ». (Lc 13, 22-30) Il paradiso è un diritto acquisito per chi è nato dalla parte giusta. Gli altri li affidiamo alla misericordia di Dio che è grande. Noi siamo gli eletti, i fortunati, quelli che hanno il massimo di probabilità di salvarsi, gli altri possono anche arrivare con qualche carretta del mare e cercheremo di chiudere un occhio. L’importante è essere nati dalla parte giusta. Sono tanti quelli che si salvano? Il paradiso è pieno o è vuoto? Se è pieno ci stanno tutti e ci posso stare anch’io. Se è vuoto vedremo di accampare qualche diritto. Gesù non dice né che è pieno, né che è vuoto. Dice che occorre passare per una porta e che questa porta è stretta. Questa porta è Lui. Lui è la porta per capire la vita. Lui è la porta attraverso cui non si passa spingendo come allo stadio ma a uno a uno con un percorso personale. Non è la porta di un recinto anonimo, ma un rapporto d’amore che riempie la nostra vita di felicità.Capiamo allora quanto sono banali le scuse che potremmo raccontare per dichiarare i nostri diritti acquisiti: Io da bambino sono sempre andato al catechismo. Io ho sempre scelto l’ora di religione. Io ho visitato tutti i santuari. Io sono stato alle gmg, ho il crocifisso d’oro al collo, faccio offerte non piccole, sono del giro della parrocchia. Non ti ricordi di quanti rosari ti ho detto; sono iscritto all’AC da quando ero beniamina… ho sempre votato il partito giusto, anche se oggi non sai più da che parte votare. Ho fatto volontariato, sono un prete o una suora. Non sono un talebano non faccio il terrorista… E potremo continuare l’elenco. Sono le tentazioni di ogni vita di amore che si fa abitudine, routine, diritto, acquisto e non accoglienza, gratitudine, rapporto vivo quotidiano. Nel rapporto di coppia quando uno dei due comincia a fare l’elenco delle cose che ha fatto, come diritto ad avere e non come dono di gratuità, inizia la fine. C’è un altro bel brano della Parola che ci può aiutare a capire il senso di questa porta stretta (I Cor. 13): io posso parlare bene, progettare, costruire anche sane abitudini e atteggiamenti, spostare una montagna, distribuire i propri beni, bruciare il mio corpo… ma se non ho amore … sono una campana stonata.
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    Se questo èvero, se la fonte è Gesù, diventa ancor più vero che Gesù apre il paradiso a tutti quelli che lui vuole. Non siamo noi chi tiene fuori o dentro. Non c’è nessuna isola di Lampedusa per accoglier a denti stretti e rispondere. Anzi, che il Signore abbia pietà dello scempio che facciamo della sua Parola, dei suoi doni, del dono della fede, perché ce li ha offerti per farli giungere a tutti e non può farli marcire nelle nostre comodità. Questo discorso bruciava nelle coscienze degli scribi e farisei, ma deve bruciare anche nelle nostre sicurezze. Passare per la porta stretta sapendo che è Gesù non è una impossibilità in più, ma la garanzia di avere un passaggio garantito dall’amore.  Domenico Sigalini (Il Mattutino, Dimensioni Nuove, Febbraio 2011)