Bosco di Mestre
Il Bosco di Mestre è uno dei maggiori programmi con cui il Comune di Venezia sta
valorizzando la terraferma. Rappresenta un intervento orientato all’incremento del-
la biodiversità mediante il ripristino dei boschi planiziali e la rinaturalizzazione dei
corsi d’acqua. Il bosco viene realizzato utilizzando specie arboree ed arbustive tipiche
della pianura e di provenienza autoctona certificata.
Il bosco depura l’aria attraverso l’assorbimento di carbonio che viene trattenuto nel le-
gno e nel suolo e filtra le immissioni provenienti dalla fitta rete stradale e dal vicino
aeroporto. Le aree umide comprese nel bosco assolvono una funzione di disinquina-
mento dell’acqua mediante fitodepurazione e contribuiscono alla stabilità idraulica del
territorio; durante i periodi di siccità, le stesse funzionano come riserve d’acqua.
Nel 2005 il Comune di Venezia ha costituito l’Istituzione Bosco di Mestre, poi diven-
tata Istituzione Bosco e Grandi Parchi, per progettare, realizzare e gestire il Bosco di
Mestre.
Le aree forestali hanno oggi un’estensione di 230 ettari di cui 120 sono aperti al pub-
blico.
3
legenda
percorsi pedon
percorso riserv
a visite guidat
strada carrabi
piazzola di sos
corsi d’acqua
zone umide
entrata
prato protetto
vietato calpes
P
P
otnitledaiv
hcsobledaiv
etto
bosco storico area proprietà
Provincia di Venezia
Istituzione
Bosco e Grandi Parchi
Comune di Venezia
V.le Garibaldi 44/a
30173 Mestre – Venezia
T +39 (0)41 535 22 24
F +39 (0)41 535 22 09
www.ilboscodimestre.it
50 25 5
metri
legenda
percorsi pedonali
percorso riservato
a visite guidate
strada carrabile
piazzola di sosta
corsi d’acqua
zone umide
entrata
prato protetto -
vietato calpestare
Bosco di Carpenedo
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don
serv
dat
abi
sos
ua
e
etto
pes
5
Il toponimo Carpenedo indica la presenza di boschi di Carpino Bianco, documentati
in questo territorio fin dal 1300 e questo bosco ne rappresenta l'ultimo relitto arriva-
to fino a noi.
Dal movimento per la sua difesa, minacciato dalla costruzione di un nuovo ospedale, è
nata negli anni '80 l'idea di far ri-diventare Mestre “la città del bosco”.
L'area è protetta dall'Unione Europea che l'ha classificata come SIC (Sito d'Interesse
Comunitario), per la qualità e la rarità degli ambienti che vi si trovano: il bosco planizia-
le misto di querce insediatesi nell'ultimo post glaciale ed i prati mesofili. Inoltre, per le ca-
ratteristiche dell'avifauna qui presente, l'area è stata definita anche come ZPS (Zona a
Protezione Speciale); l'area fa quindi parte della Rete Natura 2000.
Il Bosco di Carpenedo è costituito da quattro ambienti ben distinti fra loro per un totale
di 10 ettari:
- il bosco storico, residuo dell'antico querco-carpineto che in origine ricopriva l'entroterra
veneziano;
- i nuovi impianti boschivi realizzati tra il 1990 e il 1998-99;
- i prati stabili, eredità dell'antica sistemazione agraria dell'area;
- gli ambiti umidi delle bassure presenti nei prati e nei fossati.
Adiacente, esiste un'area di circa 3 ettari di proprietà della Provincia di Venezia, riforesta-
ta negli anni '98-'99.
Nel 2009 sono stati eseguiti alcuni interventi di manutenzione: un taglio selettivo di al-
beri adulti (diradamento) nell’area del “bosco storico” per favorire la crescita e l’afferma-
zione delle giovani piante di farnia ed una riduzione della densità (sfollo) degli alberi nei
giovani impianti per governarne l’evoluzione boschiva. Per impedire il progressivo inter-
ramento di bassure e fossati ed aumentarne il valore ecologico è stato ripristinato il siste-
ma idraulico dell’area.
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Le porzioni di prato mesofilo (Habitat protetto), non calpestabili, sono visibili da percor-
si perimetrali.
Dal 2010 il bosco è aperto al pubblico nelle stagioni di primavera ed autunno.
Superficie: 3 ettari di bosco storico
+ 7 ettari di bosco recente
Anno di impianto: 1990 - 1997
Progettazione impianto: Azienda Regionale delle Foreste del Veneto
Progettazione intervento 2009: Servizio Tecnico Bosco
Progettazione arredi 2009: Studio Arbau e Studio Insitu
foto D. Gerometta foto L. Vita
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foto L. Vita foto L. Vita
foto D. Gerometta
legenda
percorsi pedonali
percorsi ciclabili
piazzola di sosta
n° ingresso al bosco
corsi d’acqua
entrate da via Pertini
entrata da
viale San Marco
entrata dall’argine
dell’Osellino
entrata da Rione Pertini
anfiteatro
servizi
torre
onillesOelanac
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zone umide
luogo della memoria
Bosco dell’Osellino
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percorsi pedonali
percorsi ciclabili
piazzola di sosta
n° ingresso al bosco
corsi d’acqua
3
zone umide
luogo della memoria
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Il bosco dell’Osellino è stato progettato e realizzato tra il 1994 ed il 1995 dall’ARF
(Azienda Regionale Foreste ora Veneto Agricoltura) e dal Comune di Venezia.
Si tratta di un Querco-Carpineto Planiziale, le cui principali specie arboree sono la Farnia
(Quercus Robur) ed il Carpino Bianco (Carpinus Betulus).
La comunità vegetale del bosco dell'Osellino è caratterizzata da un elevato numero di spe-
cie arboree e arbustive autoctone: un totale di 13.000 piante di 35 specie diverse.
Tra gli alberi si ricorda la significativa presenza dell'Ontano Nero, del Frassino Ossifillo e
del Pioppo Nero, ma sono presenti anche il Melo e il Pero selvatico, il Pioppo bianco e
l'Olmo campestre. Tra le piante arbustive vi sono il Prugnolo, la Rosa di macchia, il
Sambuco nero, il Nocciolo, la Frangola e il Pado.
All'interno del bosco sono state mantenute le siepi e le scoline preesistenti, così come
un'area umida, in modo da garantire una maggiore biodiversità dell'ecosistema.
L'impianto forestale segue un allineamento sinusoidale, che facilita la manutenzione dan-
do comunque una forma “naturale” all'intero bosco.
Nel 2005, con lo scopo di favorire la fruizione ludico-didattica, sono state realizzate una
serie di piccole infrastrutture quali la torre di osservazione, i percorsi ciclabili e pedonali
all’interno ed attorno il bosco. Nel 2006 è stato progettato ed eseguito da parte del-
l’Istituzione un primo intervento di diradamento che, tramite la riduzione del numero di
piante e la regolazione della mescolanza delle principali specie, ha permesso di orientare lo
sviluppo del giovane bosco mantenendo una struttura articolata e valorizzando la crescita
armonica delle piante migliori. Inoltre con l’obiettivo di incrementare la complessità eco-
logica del bosco ed esaltarne la valenza didattico - naturalistica si è favorito lo sviluppo di
alcuni interessanti micro habitat igrofili, già in parte differenziati, allargando le sezioni e ri-
modulando gli argini di vecchie scoline presenti nel bosco.
Nel 2012 sono stati installati dei cartelli didattici per accompagnare il visitatore alla scoper-
ta del bosco.
Superficie: 8 ettari
Anno di impianto: 1994
Progettazione impianto: Azienda Regionale delle Foreste del Veneto
Progetto percorsi attrezzati: Arch. V. Casali
Progettazione interventi 2006: Servizio Tecnico Bosco
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Monumento a Gaetano Zorzetto
Nel 2012 l’Associazione per il Bosco di
Mestre ha realizzato un monumento
dedicato a Gaetano Zorzetto, consigliere
comunale e Prosindaco di Mestre, per ri-
cordare il suo impegno ambientalista per
dare a Mestre un volto nuovo.
L'opera, progettata dall'architetto Giovan-
na Mar, su incarico dell'Associazione per il
Bosco di Mestre, si colloca in corrispon-
denza della “porta 5”, uno degli accessi al
Bosco dell'Osellino, lato quartiere Pertini.
L'opera ha l'aspirazione di essere, più che
un monumento, un “luogo”, con duplice
valenza: un luogo in cui riflettere e ricorda-
re e una “porta” attraverso cui accedere al
bosco.
Gli elementi che caratterizzano l'opera so-
no: un elemento verticale, il monolite di
pietra naurale, a forma di fiamma, che in-
duce la vista verso l'alto e richiama alla me-
ditazione, invitando alla riflessione, e un
basamento in calcestruzzo (pietra artificia-
le), dinamico e orizzontale, che “indirizza”
il visitatore verso il bosco.
I due materiali, uno naturale e l'altro frut-
to dell'ingegno dell'uomo, la similitudine
delle forme, e la loro direzionalità contrap-
posta, stanno a rappresentare l'indissolubi-
le legame tra uomo e natura, nel riconosci-
mento, da parte dell'uomo, del valore im-
menso della preservazione della natura
stessa. Il monumento riafferma che il pro-
getto e la realizzazione del Bosco di Mestre
sono esempio concreto della grandezza di
pensiero e della lungimiranza di una perso-
na, Gaetano Zorzetto, che ha sognato il
bosco e ha lottato caparbiamente per at-
tuarlo.
foto D. Gerometta
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foto D. Gerometta foto D. Gerometta foto D. Gerometta
foto D. Gerometta foto G. Arici
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verso
via Ca’Solaro
verso
via Altinia
via Forte Cosenz
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percorsi
percorsi
strada c
piazzola
luogo d
corsi d’a
ippovia
entrata
100 50
metri
Bosco Ottolenghi
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percorsi pedonali
percorsi ciclabili
strada carrabile
piazzola di sosta
luogo della memoria
corsi d’acqua
ippovia
entrata
orsi
orsi
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ola
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via
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50
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Il bosco Ottolenghi con i suoi 20 ettari è stata la prima area boscata aperta al pubbli-
co, di proprietà della Fondazione Querini Stampalia ed ora in usufrutto al Comune
di Venezia.
Piantata nel 1998 con fondi dell'Unione Europea (reg 2080/92) questa importante por-
zione del Bosco, nel 2007 era già pronta per essere utilizzata.
L'Istituzione “il Bosco di Mestre” ha realizzato le attrezzature (percorsi pedonali e cicla-
bili, aree di sosta, passerelle, parcheggio, segnaletica, ecc...) che permettono ai cittadini
di frequentarlo.
Superficie: 30 ettari
Anno di impianto: 1997-1999
Progettazione impianto: Studio Ferrarini - Pitteri
Progettazione arredi: Servizio Tecnico Bosco
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Adolfo Ottolenghi
Nel 2007 il bosco è stato aperto al
pubblico e dedicato alla memoria di
Adolfo Ottolenghi, uomo di dialogo e cul-
tura, rabbino di Venezia durante la Shoah,
deportato e ucciso ad Auschwitz nel 1944
assieme a tanti suoi concittadini.
All’interno del bosco un luogo della
Memoria lo ricorda con un monumento
disegnato dall’architetto Guido Zordan.
Il bosco diventa così un monumento vi-
vente rivolto al ricordo della catastrofe na-
zifascista, dal valore di un uomo di pace;
una nuova necessaria occasione di medita-
zione, in crescita e rivolta al futuro.
foto D. Gerometta
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foto D. Gerometta foto L. Vita
foto D. Gerometta foto G. Arici
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Entrata
Ca’ Colombara,
verso il Terminal
del Tram
Ca’Abbondanza
Entrata
via Altinia
Entrata
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fontana
LEGENDA
piaz
percorso ciclopedonale
zola di sosta
corsi d’acqua
area umida
semaforo a chiamata
entrata
quaderno di Zaher
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bosco
di Zaher
verso Dese
verso
Favaro Veneto
fontana
LEGENDA
piaz
percorso ciclopedonale
zola di sosta
corsi d’acqua
area umida
semaforo a chiamata
entrata
quaderno di Zaher
ippovia
Bosco Zaher
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Il bosco Zaher ha un'estensione di 44 ettari ed è stato aperto al pubblico nel 2010. Per
renderlo maggiormente fruibile è stato attrezzato con arredi e percorsi ciclopedonali.
L’Istituzione tra il 2003 e il 2009 ha svolto le operazioni di impianto forestale.
Al suo interno sono evidenti le preesistenti siepi boscate di Platani, Robinie, Olmi cam-
pestri e Salici bianchi che sono state conservate e valorizzate per essere testimonianza del-
la gestione agricola tradizionale che da queste ricavava vimini, fascine e legname.
Per aumentare la diversità ecologica sono state mantenute alcune zone a prato e sono sta-
ti creati piccoli invasi di acqua per consentire lo sviluppo di comunità igrofile (creando
così un ambiente relativamente umido).
All’interno del Bosco passano 1,7 km dell'Ippovia Litoranea Mestre-Jesolo e un percor-
so ciclopedonale di 3,2 km.
Quest'ultimo, dall'uscita di via Ca' Colombara, prosegue per le aree dell'Istituto Santa
Maria della Pietà e per via del Lazzaretto, collegando così il bosco al terminal del tram
di via Monte Celo, garantendo finalmente un accesso sicuro per chi proviene dalla città
e un'alternativa alla pericolosa viabilità.
Superficie: 44 ettari
Anni di impianto: dal 2003 al 2009
Progettazione: Studio Tecnoforest associati
Studio Ferrarini - Pitteri
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Il quaderno di Zaher
Giardiniere, apri la porta del giardino;
io non sono un ladro di fiori,
io stesso mi sono fatto rosa,
non vado in cerca
di un fiore qualsiasi
Questi versi sono stati trovati su una pagina del
quaderno di Zaher Rezai, un ragazzo che fuggì
dalla guerra che da anni tormenta l'Afghani-
stan, per morire in cerca della sua libertà in
Via Orlanda a Mestre.
Il bosco è dedicato a questo ragazzo che a 13
anni si mise in viaggio alla ricerca di una nuo-
va casa, ma che il 10 dicembre del 2008, una
volta sbarcato dalla nave nel porto di Venezia,
si aggrappò sotto un camion per eludere la
frontiera, per poi cadere stremato e concludere
la sua breve vita a Mestre.
Nel suo zainetto furono trovati il diario e alcu-
ni oggetti, tra cui un leoncino di plastica, che
lo accompagnavano nel suo viaggio e che ora ci
raccontano la sua storia.
All'interno del Bosco è stata realizzata una scul-
tura-installazione del Maestro Luigi Gardenal
che raccoglie le parole e le immagini del qua-
derno del piccolo Zaher ed il suo leoncino.
foto D. Gerometta
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foto D. Gerometta
foto D. Gerometta foto L. Vita
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percorsi pedonali
percorsi ciclabili
piazzola di sosta
corsi d’acqua
fermata dell’autobus
entrata
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50 25 50 100
metri
Bosco di Campalto
20
5
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percorsi pedonali
percorsi ciclabili
piazzola di sosta
corsi d’acqua
fermata dell’autobus
entrata
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Il bosco di Campalto è un riuscito esempio di bosco naturaliforme planiziale usato co-
me parco urbano.
Il progetto dell'arch. Andreas Kipar è stato realizzato nel 2007 ed il bosco è stato aper-
to al pubblico, solo un anno dopo, grazie ad una impostazione che ne ha consentito l'im-
mediata fruizione: la realizzazione di ampi prati, l'uso di alberi "a pronto effetto" messi
a dimora in scenografici filari e l’impianto di macchie arbustive dalle spiccate caratteri-
stiche ornamentali nelle zone perimetrali.
Nell'ambito dell'ecosistema boschivo si sono conservati alcuni spazi aperti (radure e cor-
ridoi verdi) per garantire un migliore grado di biodiversità; è stata realizzata un'area a
prato alberato, attrezzata con sedute. Altra scelta progettuale qualificante è stata la rina-
turalizzazione delle sponde della “Fossa Pagana” con l'impianto di una fascia di vegeta-
zione ripariale con funzioni di fitodepurazione.
Il bosco così realizzato è diventato strumento di dialogo e di transizione tra il tessuto ur-
bano e quello agricolo perilagunare.
La Società Immobiliare Veneziana ha curato la realizzazione ed i primi 5 anni di manu-
tenzione. Dal 2013 il bosco è gestito dall'istituzione Bosco e Grandi Parchi.
Superficie: 6,7 ettari
Anno di impianto: 2002
Progettazione: Arch. Andreas Kipar
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L’albero di Giulia
All'interno del bosco di Campalto si
trova l'Albero di Giulia, un tiglio che
sostiene alcune formelle in terracotta rea-
lizzate dagli studenti della scuola media
Gramsci, guidati dal prof. Sabbadin, che
ricorda Giulia Abbadir e tutte le vittime del
traffico a Campalto.
Il bosco, ancora una volta, rappresenta uno
strumento di riqualificazione urbana im-
portante anche per il suo alto valore simbo-
lico, per il suo essere un elemento di cam-
biamento della gestione del territorio verso
un aumento della qualità di vita dei citta-
dini.
Il progetto del Bosco di Campalto sarà ve-
ramente concluso solo quando si riuscirà a
realizzare un collegamento ciclabile sicuro
fino al centro abitato di Campalto, da cui,
già oggi, è possibile raggiungere il Parco S.
Giuliano e quindi il centro di Mestre per-
correndo una pista ciclabile lungo la gron-
da lagunare.
foto L. Vita
23
foto L. Vita foto L. Vita
foto L. Vita foto L. Vita
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Entrata
Favaro Veneto
Dese
bosco
Franca
Forte
Cosenz
LEGENDA
bosco Ottolenghi
P
P
bosco Zaher
bosco e radura di Franca
aree umide
percorso ciclopedonale
piazzola di sosta
entrata
ippovia
la siepe-dedica
radura
bosco di Franca
bosco
Ottolenghi
Bosco di Franca
24
LEGENDA
bosco e radura di Franca
aree umide
percorso ciclopedonale
piazzola di sosta
entrata
ippovia
la siepe-dedica
radura
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Il bosco di Franca è dedicato ai ragazzi “desaparecidos” durante la dittatura militare ar-
gentina degli anni settanta. Una per tutti, Franca Jarach, li rappresenta. Nell'ambito del
progetto didattico sui diritti umani e la memoria dei Desaparacidos argentini promosso
dall'Associazione rEsistenze, con la partecipazione di alcune scuole superiori veneziane e le
rappresentati delle Madres de Plaza de Mayo è stata loro dedicata una siepe arborea. Gli al-
beri sono un monumento vivente, efficace più della pietra per ricordare coloro dei quali si
era voluta distruggere anche la loro memoria.
Quest’area, che ha un’estensione di circa 22 ettari, è particolarmente interessante in quan-
to al suo interno interagiscono tre diversi ecosistemi: il bosco, le aree umide e il prato.
Il bosco è stato realizzato tra il 2003 e il 2006, secondo le specifiche del Querco Carpineto
planiziale, la formazione tipica dei boschi della pianura padana.
Le aree umide sono state realizzate nel 2012, attuando un accordo di collaborazione tra
l’Istituzione e il Consorzio di Bonifica Acque Risorgive. Sono stati creati due grandi baci-
ni per la fitodepurazione di circa due ettari. I bacini hanno lo scopo di depurare l’acqua dei
canali irrigui che sfociano in Laguna grazie all’azione delle specie vegetali igrofile piantate.
Un simile ambiente attrae anfibi e uccelli acquatici, incrementa la biodiversità e migliora
significativamente il paesaggio naturale.
Il terzo ambiente è la radura, che si estende per circa 3 ettari ed è attraversata da un percor-
so ciclo-pedonale in rilevato. Nella parte centrale dell’area è stata conservata una siepe ar-
borea preesistente come testimonianza della gestione tradizionale dei terreni agricoli:
Platani, Robinie, Olmi campestri e Pioppi venivano mantenuti, specialmente lungo i fos-
si, per ricavarne legname da ardere e per la produzione di utensili necessari alle lavorazioni
agricole. Con l’obiettivo di migliorare il paesaggio e aumentare la biodiversità è inoltre sta-
to seminato un miscuglio di sementi costituito da specie erbacee annuali (principalmente
papavero e fiordaliso) e perenni (tra cui margherita, salvia dei prati, centaurea minore, vul-
neraria) tipiche dei prati delle nostre latitudini. Le annuali fioriranno nel primo anno ve-
getativo e poi andranno progressivamente a scomparire e le perenni le sostituiranno dal se-
condo anno vegetativo.
Superficie: 22 ettari
Anno di impianto: 2004-2006
Progettazione bosco: Studio Tecnoforest associati
- Studio Ferrarini associati
Progettazione radura: Dott.ssa Giulia Di Thiene
Realizzazione radura: 2012
Direzione Lavori: Servizio Tecnico Bosco
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Lugar
di Franca Jarach
A la mañana paso
cerca de un sitio rodeado de muros
altos grices tristes sucios
de carteles, de vote lista azul
un día miro adentro
es una villa miseria.
Gente
más gente.
Vestida de tela barata
desnuda de felicidad.
Una chica me ofrece limones
“cien la docena, compremé”.
Tiene trece años, más o menos
mi edad.
Un almacén ruinoso,
con ratas, con suciedad
con microbios funestos.
Es un sitio rodeado de muros
sucios de crímines humanos
que son sólo nuestros.
Al mattino passo
vicino a un luogo circondato da muri
alti grigi tristi sporchi
di manifesti, di vota lista azzurra
un giorno guardo dentro
una favela.
Gente
ancora gente.
Vestita a buon prezzo
nuda di felicità.
Una ragazza mi offre dei limoni
“cento lire per una dozzina, me li compra?”.
Ha tredici anni, più o meno
la mia età.
Un magazzino rumoroso
con topi, sporcizia
con microbi funesti.
E' un luogo circondato da muri
sporchi di crimini umani
che sono soltanto nostri.
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foto D. Gerometta
foto L. Vita foto L. Vita
Aree umide
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Nel corso del 2012 l’Istituzione Bosco e Grandi Parchi, in collaborazione con il
Consorzio di Bonifica Acque Risorgive, con il cofinanziamento della Regione
Veneto e del Comune di Venezia, ha realizzato due importanti interventi di rinatura-
lizzazione dei corsi d’acqua all’interno del Bosco di Mestre. Sono state create due zone
umide artificiali (wetland) fuori alveo, del tipo a flusso libero superficiale, con l’obiet-
tivo di ridurre il carico di nutrienti veicolati dalle acque alla Laguna.
L’opera, suddivisa in due distinte unità, comprende la Zona Umida Forte Cosenz e la
Zona Umida Ottolenghi. La portata di derivazione sarà pari a 15.120 m3/giorno (cor-
rispondenti a 175 l/s, ipotizzata su una stima dell’attuale portata derivata). Dalla rea-
lizzazione della wetland si stima che la quantità di azoto rimossa sia pari in totale a cir-
ca 2,14 t/anno.
La Zona Umida Ottolenghi, realizzata lungo il canale Cucchiarina all’interno del bo-
sco Ottolenghi, è, a sua volta, suddivisa in due parti: la prima a nord, vicino alla presa
del Dese, e la seconda a sud, vicina alla chiavica dello Scolmatore.
Oggi, terminata l’opera, il paesaggio è tornato ad assumere un aspetto naturale, i corsi
d’acqua di origine irrigua, artificiali e rettilinei, sono diventati sinuosi, alternando
sponde ripide a sponde più dolci dove sono state piantate piante erbacee igrofile ido-
nee ad assorbire e trasformare le sostanze ricche di fosforo e azoto derivanti dai prodot-
ti utilizzati in agricoltura che sono disciolte nell’acqua. L’allargamento naturalistico del-
la sezione del canale, la creazione di alvei sinuosi e diversificati, prevede lo sbancamen-
to di una o entrambe le sponde e la creazione di golene allagabili periodicamente, allo
scopo di aumentare la sezione disponibile al deflusso delle acque.
Il metodo adottato in entrambi gli interventi è stato di asciugare i canali, previa raccolta
e trasferimento dei pesci, demolire la canaletta in cemento, quindi rimodellare la sponda
secondo un andamento sinusoidale. Sulla riva ricostituita sono state piantate piante er-
bacee igrofile quali canna palustre, tifa di Laxmann e varie specie di carice capaci di de-
purare l’acqua.
In alcuni punti di maggior erosione sono stati piantati pali di legno scortecciati e sono
stati posati massi e roccia per consolidare la sponda.
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Inquadramento interventi aree umide
La rinaturalizzazione del canale Cucchiarina ha movimentato 7.900 metri cubi di ter-
ra ed ha interessato una superficie complessiva di 3 ettari, compreso il corso del vecchio
canale.
Il secondo intervento, Zona umida Forte Cosenz, ha realizzato due aree umide nel-
l’alveo del canale Acque Alte Cattal. Il vecchio canale è stato interrato ed il corso d’ac-
qua è stato deviato a formare due bacini, a due livelli diversi di profondità, alimentati
dall’acqua del fiume Dese. Lungo le sponde sono state piantate specie erbacee igrofile
come Carice, Tifa, Canna palustre.
Sono stati scavati complessivamente 32.000 metri cubi di terra, 12.000 dei quali sono
stati riutilizzati per costruire il rilevato nella radura del bosco di Franca, nelle immedia-
te vicinanze. La superficie interessata allo scavo per la creazione di queste due aree umi-
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Pianta aree umide Forte Cosenz
de è complessivamente di 2,4 ettari
Per un tratto iniziale, della lunghezza di circa 140 m ad ovest, è stato effettuato un lie-
ve ampliamento della sezione del canale e la riduzione delle pendenze di sponda. Il so-
stegno della scarpata sul lato di Via Forte Cosenz è stato garantito con tecniche di in-
gegneria naturalistica, con la collocazione di una paratia di pali in legno infissi al pie-
de del pendio.
I due specchi d’acqua, uno ad est ed uno ad ovest, tra loro collegati, con diverse penden-
ze di sponda raggiungono diverse quote di fondo: una prima a circa -2 m rispetto al pia-
no campagna e una seconda, in corrispondenza dello specchio d’acqua ad ovest, dove si
è realizzato uno scavo centrale più profondo, con la creazione di una fossa di sedimenta-
zione degli inquinanti, che scende sino a – 3.6 m rispetto al piano campagna.
Sono state poi fatte due rampe di accesso alla fossa di sedimentazione per compiere le
indispensabili manutenzioni delle aree.
A valle è stato costruita una paratoia a ventola dal quale è possibile controllare e gesti-
re il livello dell’acqua delle aree umide.
Di particolare interesse è l’utilità del progetto ai fini del miglioramento naturalistico.
Gli ambienti umidi (come ad esempio gli stagni, le zone paludose, le torbiere, ecc.) so-
no l’ambito ecologico che nel secolo scorso ha subito il maggiore deterioramento, sia a
livello qualitativo che in termini quantitativi. Un fenomeno che è legato prevalente-
mente alle esigenze antropiche, come ad esempio al bisogno crescente di terreni colti-
vabili ed edificabili e che è stato accelerato dall’estrema vulnerabilità di questi ecosiste-
mi. In Italia il problema è facilmente riscontrabile in tutta la pianura padana, dove un
tempo l’acqua occupava ampie superfici e contribuiva in modo determinante a preser-
vare una elevata diversità ambientale e biologica. L’impoverimento degli habitat acqua-
tici e umidi è quindi una delle cause che ha influito maggiormente sulla riduzione del
numero di specie animali e vegetali presenti negli ambienti di pianura. Gli interventi
di riqualificazione del reticolo idrografico del Bosco di Mestre si prefiggono pertanto
di aumentare la capacità di invaso dell’intera area, di estendere le superfici di contatto
31
32
acqua-vegetazione e di rallentare il deflusso delle acque verso la Laguna di Venezia, con
l’obiettivo più generale di accrescere in modo diffuso la diversità ambientale lungo i
corsi d’acqua e di migliorare la qualità delle acque della Laguna di Venezia. Linee gui-
da progettuali che mirano a favorire una maggiore complessità biologica degli ambien-
ti umidi e ad avere ecosistemi più articolati, che siano anche in grado di esercitare un
effetto tampone sui carichi di nutrienti trasportati dalle acque.
Superficie aree umide
(Cosenz e Ottolenghi): 5,4 ettari
Progettazione: Ing. Gianguido Benetti - Ing. David Zannoner
Realizzazione: 2012
Direzione Lavori: Ufficio Tecnico Bosco
Ottolenghi nord: prima dell’intervento - foto D. Gerometta Ottolenghi nord: dopo l’intervento - foto L. Vita
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Le operazioni di recupero del pesce - foto L. Vita
Prima dell’intervento - foto D. Gerometta Dopo l’intervento - foto D. Gerometta
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Le specie vegetali utilizzate nei sistemi di depurazione naturale, possono essere suddi-
vise in idrofite e macrofite emergenti e elofite.
Le piante macrofite sono piante semi-acquatiche, con la base e le gemme perennanti
sommerse, ma con il fusto e le foglie aeree. Esempi comuni sono le Tife, le Carici e la
Canna Palustre (Phragmites australis).
Le piante idrofite sono piante acquatiche perenni le cui gemme si trovano sommerse,
radicanti, o natanti.
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Piante erbacee igrofile
Carice dimessa Carex acuta Carice pendula Carex pendula Cannuccia di palude Phragmite australis
Tifa di laxman Typha laxmanii Tifa Typha angustifolia Aglio angoloso Allium angulosum
Giaggiolo acquatico
Iris pseudacorus
Cardo biancheggiante
Cirsium canum
Senecio palustre
Senecio paludosus
Lenticchia d’acqua maggiore
Spirodela polyrhiza Morso di rana
Hidrocaris morsus Ranae
Ninfea comune
Ninphaea alba
disegni: Daniela Gerometta
Piante idrofite - natanti
Ippovia
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37
Alberi del Bosco
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Farnia Quercus Robur Carpino bianco Carpinum betulus
Pioppo bianco Populus albaAcero campestre Acer campestre
Tiglio selvatico Tilia cordata Olmo campestre Ulmus minor
Ontano nero Alnus glutinosaSalice bianco Salix alba
disegni: Daniela Gerometta
Arbusti del Bosco
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Biancospino Crataegus monogyna Fusaggine Euonymus europaeus
Pallon di maggio Vibunum opulusSambuco nero Sambucus nigra
Prugnolo Prunus spinosa Lantana Viburnum lantana
Corniolo Cornus masNocciolo Corylus avellana
disegni: Daniela Gerometta
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Animali del Bosco
Cinciallegra
Parus major
Scricciolo
Troglodytes troglodytes
Pettirosso
Erithacus rubecula
Balia nera
Ficedula hypoleuca
Passero
Passer domesticus
Cardellino
Carduelis carduelis
Gazza
Pica pica
Picchio verde
Picus viridis
Picchio rosso
Dendrocopos major
Cuculo
Ccuculus canorus
Gufo comune
Asio otus
Civetta
Athene noctua
Rospo smeraldino
Bufo viridis
Rospo comune
Bufo bufo
Rana agile
Rana Dalmatina
disegni: Daniela Gerometta
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Raganella italica
Hyla Intermedia
Tartaruga palustre
Hemys orbicularis
Ramarro
Lacerta bilineata
Tritone crestato
Triturus carniflex
Biacco
Culuber viridiflavus
Moscardino
Muscardinus avellanarius
Scoiattolo
Sciurus vulgaris
Lepre comune
Lepus europaeus
Tasso
Meles meles
Talpa europea
Talpa europaea
Riccio europeo
Erinaceus europaeus
Volpe
Vulpes vulpes
Faina
Martes foina Donnola
Mustela nivalis
Pipistrello albolimbato
Pipistrellus kuhlii
disegni: Daniela Gerometta
Istituzione Bosco e Grandi Parchi
V.le Garibaldi, 44/a - 30173 Mestre - Venezia
T +39 (0)41 535 22 24 - F +39 (0)41 535 22 09
bosco.grandiparchi@comune.venezia.it - www.boscoegrandiparchi.it
A cura di: Luciana Vita, Francesco Boldrin, Daniela Gerometta, Emanuela Luise, Valeria Ravara
Foto di: Graziano Arici, Daniela Gerometta, Luciana Vita - Impaginazione/grafica: Stamperia Cetid S.r.l. Venezia/Mestre
Regolamento
Nell’uso del Bosco si deve osservare il Regolamento approvato dal Consiglio
Comunale con Delibera 141/2007; il soggetto gestore è l’Istituzione Bosco e
Grandi Parchi.
In tutto il Bosco è vietato:
- costruire capanne sugli alberi, appendervi corde e inchiodarvi tavole;
- abbandonare rifiuti al di fuori degli appositi contenitori;
- danneggiare piante o attrezzature;
- asportare piante o terriccio;
- raccogliere funghi;
- abbandonare animali;
- accendere fuochi;
- l’accesso ai mezzi motorizzati anche con motore spento;
- entrare nei canali e negli specchi d’acqua o farvi accedere animali;
- disturbare la quiete con attività rumorose, intense o prolungate.
Tutti i cani devono essere condotti al guinzaglio, i loro escrementi devono essere ri-
mossi dai sentieri; quelli aggressivi o di altezza al garrese superiore ai 60 cm devo-
no indossare la museruola.
Le biciclette e i cavalli possono transitare esclusivamente sui percorsi indicati e co-
munque devono dare la precedenza ai pedoni. Chi esce dai sentieri lo fa a proprio
rischio e pericolo.
La mancata osservanza del regolamento è punita con una sanzione amministrativa
da 25 euro a 500 euro.
Eventuali danni dovranno essere risarciti.
I visitatori sono invitati a segnalare eventuali trasgressioni.
La vigilanza è esercitata dalla polizia locale (tel. 041/2747070).
E’ vietata la caccia.

Boschi di Mestre - Opuscolo informativo

  • 2.
  • 3.
    Il Bosco diMestre è uno dei maggiori programmi con cui il Comune di Venezia sta valorizzando la terraferma. Rappresenta un intervento orientato all’incremento del- la biodiversità mediante il ripristino dei boschi planiziali e la rinaturalizzazione dei corsi d’acqua. Il bosco viene realizzato utilizzando specie arboree ed arbustive tipiche della pianura e di provenienza autoctona certificata. Il bosco depura l’aria attraverso l’assorbimento di carbonio che viene trattenuto nel le- gno e nel suolo e filtra le immissioni provenienti dalla fitta rete stradale e dal vicino aeroporto. Le aree umide comprese nel bosco assolvono una funzione di disinquina- mento dell’acqua mediante fitodepurazione e contribuiscono alla stabilità idraulica del territorio; durante i periodi di siccità, le stesse funzionano come riserve d’acqua. Nel 2005 il Comune di Venezia ha costituito l’Istituzione Bosco di Mestre, poi diven- tata Istituzione Bosco e Grandi Parchi, per progettare, realizzare e gestire il Bosco di Mestre. Le aree forestali hanno oggi un’estensione di 230 ettari di cui 120 sono aperti al pub- blico. 3
  • 4.
    legenda percorsi pedon percorso riserv avisite guidat strada carrabi piazzola di sos corsi d’acqua zone umide entrata prato protetto vietato calpes P P otnitledaiv hcsobledaiv etto bosco storico area proprietà Provincia di Venezia Istituzione Bosco e Grandi Parchi Comune di Venezia V.le Garibaldi 44/a 30173 Mestre – Venezia T +39 (0)41 535 22 24 F +39 (0)41 535 22 09 www.ilboscodimestre.it 50 25 5 metri legenda percorsi pedonali percorso riservato a visite guidate strada carrabile piazzola di sosta corsi d’acqua zone umide entrata prato protetto - vietato calpestare Bosco di Carpenedo 4
  • 5.
    don serv dat abi sos ua e etto pes 5 Il toponimo Carpenedoindica la presenza di boschi di Carpino Bianco, documentati in questo territorio fin dal 1300 e questo bosco ne rappresenta l'ultimo relitto arriva- to fino a noi. Dal movimento per la sua difesa, minacciato dalla costruzione di un nuovo ospedale, è nata negli anni '80 l'idea di far ri-diventare Mestre “la città del bosco”. L'area è protetta dall'Unione Europea che l'ha classificata come SIC (Sito d'Interesse Comunitario), per la qualità e la rarità degli ambienti che vi si trovano: il bosco planizia- le misto di querce insediatesi nell'ultimo post glaciale ed i prati mesofili. Inoltre, per le ca- ratteristiche dell'avifauna qui presente, l'area è stata definita anche come ZPS (Zona a Protezione Speciale); l'area fa quindi parte della Rete Natura 2000. Il Bosco di Carpenedo è costituito da quattro ambienti ben distinti fra loro per un totale di 10 ettari: - il bosco storico, residuo dell'antico querco-carpineto che in origine ricopriva l'entroterra veneziano; - i nuovi impianti boschivi realizzati tra il 1990 e il 1998-99; - i prati stabili, eredità dell'antica sistemazione agraria dell'area; - gli ambiti umidi delle bassure presenti nei prati e nei fossati. Adiacente, esiste un'area di circa 3 ettari di proprietà della Provincia di Venezia, riforesta- ta negli anni '98-'99. Nel 2009 sono stati eseguiti alcuni interventi di manutenzione: un taglio selettivo di al- beri adulti (diradamento) nell’area del “bosco storico” per favorire la crescita e l’afferma- zione delle giovani piante di farnia ed una riduzione della densità (sfollo) degli alberi nei giovani impianti per governarne l’evoluzione boschiva. Per impedire il progressivo inter- ramento di bassure e fossati ed aumentarne il valore ecologico è stato ripristinato il siste- ma idraulico dell’area. 5
  • 6.
    6 Le porzioni diprato mesofilo (Habitat protetto), non calpestabili, sono visibili da percor- si perimetrali. Dal 2010 il bosco è aperto al pubblico nelle stagioni di primavera ed autunno. Superficie: 3 ettari di bosco storico + 7 ettari di bosco recente Anno di impianto: 1990 - 1997 Progettazione impianto: Azienda Regionale delle Foreste del Veneto Progettazione intervento 2009: Servizio Tecnico Bosco Progettazione arredi 2009: Studio Arbau e Studio Insitu foto D. Gerometta foto L. Vita
  • 7.
    7 foto L. Vitafoto L. Vita foto D. Gerometta
  • 8.
    legenda percorsi pedonali percorsi ciclabili piazzoladi sosta n° ingresso al bosco corsi d’acqua entrate da via Pertini entrata da viale San Marco entrata dall’argine dell’Osellino entrata da Rione Pertini anfiteatro servizi torre onillesOelanac 3 2 1 3 4 5 6 7 zone umide luogo della memoria Bosco dell’Osellino 8 legenda percorsi pedonali percorsi ciclabili piazzola di sosta n° ingresso al bosco corsi d’acqua 3 zone umide luogo della memoria
  • 9.
    o ia Il bosco dell’Osellinoè stato progettato e realizzato tra il 1994 ed il 1995 dall’ARF (Azienda Regionale Foreste ora Veneto Agricoltura) e dal Comune di Venezia. Si tratta di un Querco-Carpineto Planiziale, le cui principali specie arboree sono la Farnia (Quercus Robur) ed il Carpino Bianco (Carpinus Betulus). La comunità vegetale del bosco dell'Osellino è caratterizzata da un elevato numero di spe- cie arboree e arbustive autoctone: un totale di 13.000 piante di 35 specie diverse. Tra gli alberi si ricorda la significativa presenza dell'Ontano Nero, del Frassino Ossifillo e del Pioppo Nero, ma sono presenti anche il Melo e il Pero selvatico, il Pioppo bianco e l'Olmo campestre. Tra le piante arbustive vi sono il Prugnolo, la Rosa di macchia, il Sambuco nero, il Nocciolo, la Frangola e il Pado. All'interno del bosco sono state mantenute le siepi e le scoline preesistenti, così come un'area umida, in modo da garantire una maggiore biodiversità dell'ecosistema. L'impianto forestale segue un allineamento sinusoidale, che facilita la manutenzione dan- do comunque una forma “naturale” all'intero bosco. Nel 2005, con lo scopo di favorire la fruizione ludico-didattica, sono state realizzate una serie di piccole infrastrutture quali la torre di osservazione, i percorsi ciclabili e pedonali all’interno ed attorno il bosco. Nel 2006 è stato progettato ed eseguito da parte del- l’Istituzione un primo intervento di diradamento che, tramite la riduzione del numero di piante e la regolazione della mescolanza delle principali specie, ha permesso di orientare lo sviluppo del giovane bosco mantenendo una struttura articolata e valorizzando la crescita armonica delle piante migliori. Inoltre con l’obiettivo di incrementare la complessità eco- logica del bosco ed esaltarne la valenza didattico - naturalistica si è favorito lo sviluppo di alcuni interessanti micro habitat igrofili, già in parte differenziati, allargando le sezioni e ri- modulando gli argini di vecchie scoline presenti nel bosco. Nel 2012 sono stati installati dei cartelli didattici per accompagnare il visitatore alla scoper- ta del bosco. Superficie: 8 ettari Anno di impianto: 1994 Progettazione impianto: Azienda Regionale delle Foreste del Veneto Progetto percorsi attrezzati: Arch. V. Casali Progettazione interventi 2006: Servizio Tecnico Bosco 9
  • 10.
    10 Monumento a GaetanoZorzetto Nel 2012 l’Associazione per il Bosco di Mestre ha realizzato un monumento dedicato a Gaetano Zorzetto, consigliere comunale e Prosindaco di Mestre, per ri- cordare il suo impegno ambientalista per dare a Mestre un volto nuovo. L'opera, progettata dall'architetto Giovan- na Mar, su incarico dell'Associazione per il Bosco di Mestre, si colloca in corrispon- denza della “porta 5”, uno degli accessi al Bosco dell'Osellino, lato quartiere Pertini. L'opera ha l'aspirazione di essere, più che un monumento, un “luogo”, con duplice valenza: un luogo in cui riflettere e ricorda- re e una “porta” attraverso cui accedere al bosco. Gli elementi che caratterizzano l'opera so- no: un elemento verticale, il monolite di pietra naurale, a forma di fiamma, che in- duce la vista verso l'alto e richiama alla me- ditazione, invitando alla riflessione, e un basamento in calcestruzzo (pietra artificia- le), dinamico e orizzontale, che “indirizza” il visitatore verso il bosco. I due materiali, uno naturale e l'altro frut- to dell'ingegno dell'uomo, la similitudine delle forme, e la loro direzionalità contrap- posta, stanno a rappresentare l'indissolubi- le legame tra uomo e natura, nel riconosci- mento, da parte dell'uomo, del valore im- menso della preservazione della natura stessa. Il monumento riafferma che il pro- getto e la realizzazione del Bosco di Mestre sono esempio concreto della grandezza di pensiero e della lungimiranza di una perso- na, Gaetano Zorzetto, che ha sognato il bosco e ha lottato caparbiamente per at- tuarlo. foto D. Gerometta
  • 11.
    11 foto D. Geromettafoto D. Gerometta foto D. Gerometta foto D. Gerometta foto G. Arici
  • 12.
    P verso via Ca’Solaro verso via Altinia viaForte Cosenz legenda percorsi percorsi strada c piazzola luogo d corsi d’a ippovia entrata 100 50 metri Bosco Ottolenghi 12 legenda percorsi pedonali percorsi ciclabili strada carrabile piazzola di sosta luogo della memoria corsi d’acqua ippovia entrata
  • 13.
    orsi orsi a c ola o d d’a via ata 50 13 Ilbosco Ottolenghi con i suoi 20 ettari è stata la prima area boscata aperta al pubbli- co, di proprietà della Fondazione Querini Stampalia ed ora in usufrutto al Comune di Venezia. Piantata nel 1998 con fondi dell'Unione Europea (reg 2080/92) questa importante por- zione del Bosco, nel 2007 era già pronta per essere utilizzata. L'Istituzione “il Bosco di Mestre” ha realizzato le attrezzature (percorsi pedonali e cicla- bili, aree di sosta, passerelle, parcheggio, segnaletica, ecc...) che permettono ai cittadini di frequentarlo. Superficie: 30 ettari Anno di impianto: 1997-1999 Progettazione impianto: Studio Ferrarini - Pitteri Progettazione arredi: Servizio Tecnico Bosco
  • 14.
    14 Adolfo Ottolenghi Nel 2007il bosco è stato aperto al pubblico e dedicato alla memoria di Adolfo Ottolenghi, uomo di dialogo e cul- tura, rabbino di Venezia durante la Shoah, deportato e ucciso ad Auschwitz nel 1944 assieme a tanti suoi concittadini. All’interno del bosco un luogo della Memoria lo ricorda con un monumento disegnato dall’architetto Guido Zordan. Il bosco diventa così un monumento vi- vente rivolto al ricordo della catastrofe na- zifascista, dal valore di un uomo di pace; una nuova necessaria occasione di medita- zione, in crescita e rivolta al futuro. foto D. Gerometta
  • 15.
    15 foto D. Geromettafoto L. Vita foto D. Gerometta foto G. Arici
  • 16.
    P ainitlAaiv znesoCetrofaiv Entrata Ca’ Colombara, verso ilTerminal del Tram Ca’Abbondanza Entrata via Altinia Entrata acnarFideihgnelottOihcsob fontana LEGENDA piaz percorso ciclopedonale zola di sosta corsi d’acqua area umida semaforo a chiamata entrata quaderno di Zaher ippovia bosco di Zaher verso Dese verso Favaro Veneto fontana LEGENDA piaz percorso ciclopedonale zola di sosta corsi d’acqua area umida semaforo a chiamata entrata quaderno di Zaher ippovia Bosco Zaher 16
  • 17.
    17 Il bosco Zaherha un'estensione di 44 ettari ed è stato aperto al pubblico nel 2010. Per renderlo maggiormente fruibile è stato attrezzato con arredi e percorsi ciclopedonali. L’Istituzione tra il 2003 e il 2009 ha svolto le operazioni di impianto forestale. Al suo interno sono evidenti le preesistenti siepi boscate di Platani, Robinie, Olmi cam- pestri e Salici bianchi che sono state conservate e valorizzate per essere testimonianza del- la gestione agricola tradizionale che da queste ricavava vimini, fascine e legname. Per aumentare la diversità ecologica sono state mantenute alcune zone a prato e sono sta- ti creati piccoli invasi di acqua per consentire lo sviluppo di comunità igrofile (creando così un ambiente relativamente umido). All’interno del Bosco passano 1,7 km dell'Ippovia Litoranea Mestre-Jesolo e un percor- so ciclopedonale di 3,2 km. Quest'ultimo, dall'uscita di via Ca' Colombara, prosegue per le aree dell'Istituto Santa Maria della Pietà e per via del Lazzaretto, collegando così il bosco al terminal del tram di via Monte Celo, garantendo finalmente un accesso sicuro per chi proviene dalla città e un'alternativa alla pericolosa viabilità. Superficie: 44 ettari Anni di impianto: dal 2003 al 2009 Progettazione: Studio Tecnoforest associati Studio Ferrarini - Pitteri
  • 18.
    18 Il quaderno diZaher Giardiniere, apri la porta del giardino; io non sono un ladro di fiori, io stesso mi sono fatto rosa, non vado in cerca di un fiore qualsiasi Questi versi sono stati trovati su una pagina del quaderno di Zaher Rezai, un ragazzo che fuggì dalla guerra che da anni tormenta l'Afghani- stan, per morire in cerca della sua libertà in Via Orlanda a Mestre. Il bosco è dedicato a questo ragazzo che a 13 anni si mise in viaggio alla ricerca di una nuo- va casa, ma che il 10 dicembre del 2008, una volta sbarcato dalla nave nel porto di Venezia, si aggrappò sotto un camion per eludere la frontiera, per poi cadere stremato e concludere la sua breve vita a Mestre. Nel suo zainetto furono trovati il diario e alcu- ni oggetti, tra cui un leoncino di plastica, che lo accompagnavano nel suo viaggio e che ora ci raccontano la sua storia. All'interno del Bosco è stata realizzata una scul- tura-installazione del Maestro Luigi Gardenal che raccoglie le parole e le immagini del qua- derno del piccolo Zaher ed il suo leoncino. foto D. Gerometta
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    19 foto D. Gerometta fotoD. Gerometta foto L. Vita
  • 20.
    P imiC tero timiCaiV er lapmaCido to 5 adnalrOaiV Al eb railuiGido 5 legenda percorsi pedonali percorsi ciclabili piazzola di sosta corsi d’acqua fermata dell’autobus entrata 85 Fosrev ro te Ba arezz ognul a’l r enig 50 25 50 100 metri Bosco di Campalto 20 5 legenda percorsi pedonali percorsi ciclabili piazzola di sosta corsi d’acqua fermata dell’autobus entrata
  • 21.
    21 Il bosco diCampalto è un riuscito esempio di bosco naturaliforme planiziale usato co- me parco urbano. Il progetto dell'arch. Andreas Kipar è stato realizzato nel 2007 ed il bosco è stato aper- to al pubblico, solo un anno dopo, grazie ad una impostazione che ne ha consentito l'im- mediata fruizione: la realizzazione di ampi prati, l'uso di alberi "a pronto effetto" messi a dimora in scenografici filari e l’impianto di macchie arbustive dalle spiccate caratteri- stiche ornamentali nelle zone perimetrali. Nell'ambito dell'ecosistema boschivo si sono conservati alcuni spazi aperti (radure e cor- ridoi verdi) per garantire un migliore grado di biodiversità; è stata realizzata un'area a prato alberato, attrezzata con sedute. Altra scelta progettuale qualificante è stata la rina- turalizzazione delle sponde della “Fossa Pagana” con l'impianto di una fascia di vegeta- zione ripariale con funzioni di fitodepurazione. Il bosco così realizzato è diventato strumento di dialogo e di transizione tra il tessuto ur- bano e quello agricolo perilagunare. La Società Immobiliare Veneziana ha curato la realizzazione ed i primi 5 anni di manu- tenzione. Dal 2013 il bosco è gestito dall'istituzione Bosco e Grandi Parchi. Superficie: 6,7 ettari Anno di impianto: 2002 Progettazione: Arch. Andreas Kipar
  • 22.
    22 L’albero di Giulia All'internodel bosco di Campalto si trova l'Albero di Giulia, un tiglio che sostiene alcune formelle in terracotta rea- lizzate dagli studenti della scuola media Gramsci, guidati dal prof. Sabbadin, che ricorda Giulia Abbadir e tutte le vittime del traffico a Campalto. Il bosco, ancora una volta, rappresenta uno strumento di riqualificazione urbana im- portante anche per il suo alto valore simbo- lico, per il suo essere un elemento di cam- biamento della gestione del territorio verso un aumento della qualità di vita dei citta- dini. Il progetto del Bosco di Campalto sarà ve- ramente concluso solo quando si riuscirà a realizzare un collegamento ciclabile sicuro fino al centro abitato di Campalto, da cui, già oggi, è possibile raggiungere il Parco S. Giuliano e quindi il centro di Mestre per- correndo una pista ciclabile lungo la gron- da lagunare. foto L. Vita
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    23 foto L. Vitafoto L. Vita foto L. Vita foto L. Vita
  • 24.
    ainitlAaiv znesoCetroFaiv Entrata Favaro Veneto Dese bosco Franca Forte Cosenz LEGENDA bosco Ottolenghi P P boscoZaher bosco e radura di Franca aree umide percorso ciclopedonale piazzola di sosta entrata ippovia la siepe-dedica radura bosco di Franca bosco Ottolenghi Bosco di Franca 24 LEGENDA bosco e radura di Franca aree umide percorso ciclopedonale piazzola di sosta entrata ippovia la siepe-dedica radura
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    25 Il bosco diFranca è dedicato ai ragazzi “desaparecidos” durante la dittatura militare ar- gentina degli anni settanta. Una per tutti, Franca Jarach, li rappresenta. Nell'ambito del progetto didattico sui diritti umani e la memoria dei Desaparacidos argentini promosso dall'Associazione rEsistenze, con la partecipazione di alcune scuole superiori veneziane e le rappresentati delle Madres de Plaza de Mayo è stata loro dedicata una siepe arborea. Gli al- beri sono un monumento vivente, efficace più della pietra per ricordare coloro dei quali si era voluta distruggere anche la loro memoria. Quest’area, che ha un’estensione di circa 22 ettari, è particolarmente interessante in quan- to al suo interno interagiscono tre diversi ecosistemi: il bosco, le aree umide e il prato. Il bosco è stato realizzato tra il 2003 e il 2006, secondo le specifiche del Querco Carpineto planiziale, la formazione tipica dei boschi della pianura padana. Le aree umide sono state realizzate nel 2012, attuando un accordo di collaborazione tra l’Istituzione e il Consorzio di Bonifica Acque Risorgive. Sono stati creati due grandi baci- ni per la fitodepurazione di circa due ettari. I bacini hanno lo scopo di depurare l’acqua dei canali irrigui che sfociano in Laguna grazie all’azione delle specie vegetali igrofile piantate. Un simile ambiente attrae anfibi e uccelli acquatici, incrementa la biodiversità e migliora significativamente il paesaggio naturale. Il terzo ambiente è la radura, che si estende per circa 3 ettari ed è attraversata da un percor- so ciclo-pedonale in rilevato. Nella parte centrale dell’area è stata conservata una siepe ar- borea preesistente come testimonianza della gestione tradizionale dei terreni agricoli: Platani, Robinie, Olmi campestri e Pioppi venivano mantenuti, specialmente lungo i fos- si, per ricavarne legname da ardere e per la produzione di utensili necessari alle lavorazioni agricole. Con l’obiettivo di migliorare il paesaggio e aumentare la biodiversità è inoltre sta- to seminato un miscuglio di sementi costituito da specie erbacee annuali (principalmente papavero e fiordaliso) e perenni (tra cui margherita, salvia dei prati, centaurea minore, vul- neraria) tipiche dei prati delle nostre latitudini. Le annuali fioriranno nel primo anno ve- getativo e poi andranno progressivamente a scomparire e le perenni le sostituiranno dal se- condo anno vegetativo. Superficie: 22 ettari Anno di impianto: 2004-2006 Progettazione bosco: Studio Tecnoforest associati - Studio Ferrarini associati Progettazione radura: Dott.ssa Giulia Di Thiene Realizzazione radura: 2012 Direzione Lavori: Servizio Tecnico Bosco
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    26 Lugar di Franca Jarach Ala mañana paso cerca de un sitio rodeado de muros altos grices tristes sucios de carteles, de vote lista azul un día miro adentro es una villa miseria. Gente más gente. Vestida de tela barata desnuda de felicidad. Una chica me ofrece limones “cien la docena, compremé”. Tiene trece años, más o menos mi edad. Un almacén ruinoso, con ratas, con suciedad con microbios funestos. Es un sitio rodeado de muros sucios de crímines humanos que son sólo nuestros. Al mattino passo vicino a un luogo circondato da muri alti grigi tristi sporchi di manifesti, di vota lista azzurra un giorno guardo dentro una favela. Gente ancora gente. Vestita a buon prezzo nuda di felicità. Una ragazza mi offre dei limoni “cento lire per una dozzina, me li compra?”. Ha tredici anni, più o meno la mia età. Un magazzino rumoroso con topi, sporcizia con microbi funesti. E' un luogo circondato da muri sporchi di crimini umani che sono soltanto nostri.
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    27 foto D. Gerometta fotoL. Vita foto L. Vita
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    Aree umide 28 Nel corsodel 2012 l’Istituzione Bosco e Grandi Parchi, in collaborazione con il Consorzio di Bonifica Acque Risorgive, con il cofinanziamento della Regione Veneto e del Comune di Venezia, ha realizzato due importanti interventi di rinatura- lizzazione dei corsi d’acqua all’interno del Bosco di Mestre. Sono state create due zone umide artificiali (wetland) fuori alveo, del tipo a flusso libero superficiale, con l’obiet- tivo di ridurre il carico di nutrienti veicolati dalle acque alla Laguna. L’opera, suddivisa in due distinte unità, comprende la Zona Umida Forte Cosenz e la Zona Umida Ottolenghi. La portata di derivazione sarà pari a 15.120 m3/giorno (cor- rispondenti a 175 l/s, ipotizzata su una stima dell’attuale portata derivata). Dalla rea- lizzazione della wetland si stima che la quantità di azoto rimossa sia pari in totale a cir- ca 2,14 t/anno. La Zona Umida Ottolenghi, realizzata lungo il canale Cucchiarina all’interno del bo- sco Ottolenghi, è, a sua volta, suddivisa in due parti: la prima a nord, vicino alla presa del Dese, e la seconda a sud, vicina alla chiavica dello Scolmatore. Oggi, terminata l’opera, il paesaggio è tornato ad assumere un aspetto naturale, i corsi d’acqua di origine irrigua, artificiali e rettilinei, sono diventati sinuosi, alternando sponde ripide a sponde più dolci dove sono state piantate piante erbacee igrofile ido- nee ad assorbire e trasformare le sostanze ricche di fosforo e azoto derivanti dai prodot- ti utilizzati in agricoltura che sono disciolte nell’acqua. L’allargamento naturalistico del- la sezione del canale, la creazione di alvei sinuosi e diversificati, prevede lo sbancamen- to di una o entrambe le sponde e la creazione di golene allagabili periodicamente, allo scopo di aumentare la sezione disponibile al deflusso delle acque. Il metodo adottato in entrambi gli interventi è stato di asciugare i canali, previa raccolta e trasferimento dei pesci, demolire la canaletta in cemento, quindi rimodellare la sponda secondo un andamento sinusoidale. Sulla riva ricostituita sono state piantate piante er- bacee igrofile quali canna palustre, tifa di Laxmann e varie specie di carice capaci di de- purare l’acqua. In alcuni punti di maggior erosione sono stati piantati pali di legno scortecciati e sono stati posati massi e roccia per consolidare la sponda.
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    La rinaturalizzazione delcanale Cucchiarina ha movimentato 7.900 metri cubi di ter- ra ed ha interessato una superficie complessiva di 3 ettari, compreso il corso del vecchio canale. Il secondo intervento, Zona umida Forte Cosenz, ha realizzato due aree umide nel- l’alveo del canale Acque Alte Cattal. Il vecchio canale è stato interrato ed il corso d’ac- qua è stato deviato a formare due bacini, a due livelli diversi di profondità, alimentati dall’acqua del fiume Dese. Lungo le sponde sono state piantate specie erbacee igrofile come Carice, Tifa, Canna palustre. Sono stati scavati complessivamente 32.000 metri cubi di terra, 12.000 dei quali sono stati riutilizzati per costruire il rilevato nella radura del bosco di Franca, nelle immedia- te vicinanze. La superficie interessata allo scavo per la creazione di queste due aree umi- 30 Pianta aree umide Forte Cosenz
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    de è complessivamentedi 2,4 ettari Per un tratto iniziale, della lunghezza di circa 140 m ad ovest, è stato effettuato un lie- ve ampliamento della sezione del canale e la riduzione delle pendenze di sponda. Il so- stegno della scarpata sul lato di Via Forte Cosenz è stato garantito con tecniche di in- gegneria naturalistica, con la collocazione di una paratia di pali in legno infissi al pie- de del pendio. I due specchi d’acqua, uno ad est ed uno ad ovest, tra loro collegati, con diverse penden- ze di sponda raggiungono diverse quote di fondo: una prima a circa -2 m rispetto al pia- no campagna e una seconda, in corrispondenza dello specchio d’acqua ad ovest, dove si è realizzato uno scavo centrale più profondo, con la creazione di una fossa di sedimenta- zione degli inquinanti, che scende sino a – 3.6 m rispetto al piano campagna. Sono state poi fatte due rampe di accesso alla fossa di sedimentazione per compiere le indispensabili manutenzioni delle aree. A valle è stato costruita una paratoia a ventola dal quale è possibile controllare e gesti- re il livello dell’acqua delle aree umide. Di particolare interesse è l’utilità del progetto ai fini del miglioramento naturalistico. Gli ambienti umidi (come ad esempio gli stagni, le zone paludose, le torbiere, ecc.) so- no l’ambito ecologico che nel secolo scorso ha subito il maggiore deterioramento, sia a livello qualitativo che in termini quantitativi. Un fenomeno che è legato prevalente- mente alle esigenze antropiche, come ad esempio al bisogno crescente di terreni colti- vabili ed edificabili e che è stato accelerato dall’estrema vulnerabilità di questi ecosiste- mi. In Italia il problema è facilmente riscontrabile in tutta la pianura padana, dove un tempo l’acqua occupava ampie superfici e contribuiva in modo determinante a preser- vare una elevata diversità ambientale e biologica. L’impoverimento degli habitat acqua- tici e umidi è quindi una delle cause che ha influito maggiormente sulla riduzione del numero di specie animali e vegetali presenti negli ambienti di pianura. Gli interventi di riqualificazione del reticolo idrografico del Bosco di Mestre si prefiggono pertanto di aumentare la capacità di invaso dell’intera area, di estendere le superfici di contatto 31
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    32 acqua-vegetazione e dirallentare il deflusso delle acque verso la Laguna di Venezia, con l’obiettivo più generale di accrescere in modo diffuso la diversità ambientale lungo i corsi d’acqua e di migliorare la qualità delle acque della Laguna di Venezia. Linee gui- da progettuali che mirano a favorire una maggiore complessità biologica degli ambien- ti umidi e ad avere ecosistemi più articolati, che siano anche in grado di esercitare un effetto tampone sui carichi di nutrienti trasportati dalle acque. Superficie aree umide (Cosenz e Ottolenghi): 5,4 ettari Progettazione: Ing. Gianguido Benetti - Ing. David Zannoner Realizzazione: 2012 Direzione Lavori: Ufficio Tecnico Bosco Ottolenghi nord: prima dell’intervento - foto D. Gerometta Ottolenghi nord: dopo l’intervento - foto L. Vita
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    33 Le operazioni direcupero del pesce - foto L. Vita Prima dell’intervento - foto D. Gerometta Dopo l’intervento - foto D. Gerometta
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    34 Le specie vegetaliutilizzate nei sistemi di depurazione naturale, possono essere suddi- vise in idrofite e macrofite emergenti e elofite. Le piante macrofite sono piante semi-acquatiche, con la base e le gemme perennanti sommerse, ma con il fusto e le foglie aeree. Esempi comuni sono le Tife, le Carici e la Canna Palustre (Phragmites australis). Le piante idrofite sono piante acquatiche perenni le cui gemme si trovano sommerse, radicanti, o natanti.
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    35 Piante erbacee igrofile Caricedimessa Carex acuta Carice pendula Carex pendula Cannuccia di palude Phragmite australis Tifa di laxman Typha laxmanii Tifa Typha angustifolia Aglio angoloso Allium angulosum Giaggiolo acquatico Iris pseudacorus Cardo biancheggiante Cirsium canum Senecio palustre Senecio paludosus Lenticchia d’acqua maggiore Spirodela polyrhiza Morso di rana Hidrocaris morsus Ranae Ninfea comune Ninphaea alba disegni: Daniela Gerometta Piante idrofite - natanti
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    Alberi del Bosco 38 FarniaQuercus Robur Carpino bianco Carpinum betulus Pioppo bianco Populus albaAcero campestre Acer campestre Tiglio selvatico Tilia cordata Olmo campestre Ulmus minor Ontano nero Alnus glutinosaSalice bianco Salix alba disegni: Daniela Gerometta
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    Arbusti del Bosco 39 BiancospinoCrataegus monogyna Fusaggine Euonymus europaeus Pallon di maggio Vibunum opulusSambuco nero Sambucus nigra Prugnolo Prunus spinosa Lantana Viburnum lantana Corniolo Cornus masNocciolo Corylus avellana disegni: Daniela Gerometta
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    40 Animali del Bosco Cinciallegra Parusmajor Scricciolo Troglodytes troglodytes Pettirosso Erithacus rubecula Balia nera Ficedula hypoleuca Passero Passer domesticus Cardellino Carduelis carduelis Gazza Pica pica Picchio verde Picus viridis Picchio rosso Dendrocopos major Cuculo Ccuculus canorus Gufo comune Asio otus Civetta Athene noctua Rospo smeraldino Bufo viridis Rospo comune Bufo bufo Rana agile Rana Dalmatina disegni: Daniela Gerometta
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    41 Raganella italica Hyla Intermedia Tartarugapalustre Hemys orbicularis Ramarro Lacerta bilineata Tritone crestato Triturus carniflex Biacco Culuber viridiflavus Moscardino Muscardinus avellanarius Scoiattolo Sciurus vulgaris Lepre comune Lepus europaeus Tasso Meles meles Talpa europea Talpa europaea Riccio europeo Erinaceus europaeus Volpe Vulpes vulpes Faina Martes foina Donnola Mustela nivalis Pipistrello albolimbato Pipistrellus kuhlii disegni: Daniela Gerometta
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    Istituzione Bosco eGrandi Parchi V.le Garibaldi, 44/a - 30173 Mestre - Venezia T +39 (0)41 535 22 24 - F +39 (0)41 535 22 09 bosco.grandiparchi@comune.venezia.it - www.boscoegrandiparchi.it A cura di: Luciana Vita, Francesco Boldrin, Daniela Gerometta, Emanuela Luise, Valeria Ravara Foto di: Graziano Arici, Daniela Gerometta, Luciana Vita - Impaginazione/grafica: Stamperia Cetid S.r.l. Venezia/Mestre Regolamento Nell’uso del Bosco si deve osservare il Regolamento approvato dal Consiglio Comunale con Delibera 141/2007; il soggetto gestore è l’Istituzione Bosco e Grandi Parchi. In tutto il Bosco è vietato: - costruire capanne sugli alberi, appendervi corde e inchiodarvi tavole; - abbandonare rifiuti al di fuori degli appositi contenitori; - danneggiare piante o attrezzature; - asportare piante o terriccio; - raccogliere funghi; - abbandonare animali; - accendere fuochi; - l’accesso ai mezzi motorizzati anche con motore spento; - entrare nei canali e negli specchi d’acqua o farvi accedere animali; - disturbare la quiete con attività rumorose, intense o prolungate. Tutti i cani devono essere condotti al guinzaglio, i loro escrementi devono essere ri- mossi dai sentieri; quelli aggressivi o di altezza al garrese superiore ai 60 cm devo- no indossare la museruola. Le biciclette e i cavalli possono transitare esclusivamente sui percorsi indicati e co- munque devono dare la precedenza ai pedoni. Chi esce dai sentieri lo fa a proprio rischio e pericolo. La mancata osservanza del regolamento è punita con una sanzione amministrativa da 25 euro a 500 euro. Eventuali danni dovranno essere risarciti. I visitatori sono invitati a segnalare eventuali trasgressioni. La vigilanza è esercitata dalla polizia locale (tel. 041/2747070). E’ vietata la caccia.