La concertazione nei PTG
                                          A cura dell’
                        Osservatorio Regionale Permanente
                            sulla Condizione Giovanile
Ricercatori Senior
                                                                     Ricercatori Junior
Prof.ssa Amalia Caputo
                                                         Dott.ssa Antonietta Bisceglia
Prof.ssa Dora Gambardella
                                                                Dott.ssa Rita Cimmino
Prof.ssa Giustina Orientale Caputo
                                                              Dott.ssa Rosaria Lumino
Prof. Alfonso Piscitelli
                                                          Dott.ssa Concetta Scolorato
Prof. Giancarlo Ragozini (Coordinatore)
                                                         Dott.ssa Giorgina Sommonte
                                                              Dott.ssa Sandra Vatrella
       Facoltà di Sociologia
       Università di Napoli
       Federico II
Il metodo della concertazione promosso dalla
Regione Campania con l'introduzione dei PTG

                            Il significato della concertazione



           La forza di tale metodo risiede nella possibilità di riunire tutti i
           soggetti interessati, aprendo il processo decisionale non solo
            agli stakeholder, ma anche ad altri attori della società civile




                         Adozione di una logica di governance



 .          Volontà dei soggetti pubblici di assumere un'ottica strategica
             basata sul coinvolgimento e la partecipazione nel processo
                         decisionale di attori locali differenti

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Federico II
Il PTG come strumento della pianificazione
strategica

La pianificazione strategica per        Obiettivi della concertazione
            progetti




                                     Costruzione di reti di partnership
Il compito della pianificazione     attraverso il coinvolgimento e la
strategica è quello di mobilitare   partecipazione di soggetti locali differenti
una pluralità di attori tramite      Definizione di obiettivi e strategie di
processi partecipativi attivando    programmazione
la cooperazione e l'integrazione
fra diversi livelli di governo.      Snellimento delle procedure
                                     Impiego razionale delle risorse
                                     Raggiungimento di decisioni partecipate
                                    e condivise


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 Federico II
Un'analisi del processo di concertazione messo in
atto con i PTG - 1

                         Prima fase - Analisi documentale dei piani



                        Le dimensioni prese in considerazione:

        a. modalità di promozione dei piani e di sensibilizzazione degli attori del
           territorio distrettuale;
        b. modalità di selezione degli attori da coinvolgere nella realizzazione del
           piano;
        c. tipologia dei soggetti interessati e coinvolti e loro livello di coinvolgimento
           all'interno delle diverse azioni progettuali;
        d. ruolo del Comune Capofila di distretto ed individuazione di un eventuale
           soggetto “trascinatore” del processo;
        e. funzione dell'Amministrazione Provinciale;
        f. eventuale coinvolgimento di soggetti esterni/privati chiamati a gestire il
           processo di realizzazione del PTG, mediante una gestione esternalizzata;
        g. attenzione alla documentazione allegata utile all'analisi del processo di
           concertazione.

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Un'analisi del processo di concertazione messo in
atto con i PTG - 2

                           Seconda fase – Analisi delle reti concertative




                    Grazie all’analisi documentale e attraverso l’utilizzo del
                    programma Ucinet sono state riprodotte graficamente le
                        reti di rapporti formalizzati che è stato possibile
                    desumere dai piani, attivatesi in gran parte in vista della
                                    programmazione dei PTG




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Un'analisi del processo di concertazione messo in
atto con i PTG - 3

                             Terza fase – Interviste ai testimoni privilegiati




                         Sono state effettuate alcune interviste di tipo semi-
                        strutturato con la modalità “faccia a faccia” rivolte ai
                              cosiddetti “testimoni privilegiati”, al fine di
                           approfondire l’esperienza di alcuni distretti, nel
                        tentativo di comprendere come la concertazione sia
                           stata messa in atto in alcuni contesti distrettuali




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Analisi delle reti concertative
La rete di Grottolella – distretto n. 4




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Analisi delle reti concertative
La rete di Lioni – distretto n. 6




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Analisi delle reti concertative
La rete di San Marco dei Cavoti – distretto n. 11




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Analisi delle reti concertative
La rete di Aversa – distretto n. 15




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Analisi delle reti concertative
La rete di San Cipriano d'Aversa – distretto n. 22




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Analisi delle reti concertative
La rete di Vairano Patenora – distretto n. 23




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Analisi delle reti concertative
La rete di Acerra – distretto n. 31




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Analisi delle reti concertative
La rete di Ottaviano – distretto n. 32




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Analisi delle reti concertative
La rete di San Giorgio a Cremano – distretto n. 34




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Analisi delle reti concertative
La rete di Portici – distretto n.35




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Analisi delle reti concertative
La rete di Castellammare di Stabia – distretto n. 38




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Analisi delle reti concertative
La rete di Amalfi – distretto n. 51




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Analisi delle reti concertative
La rete di Nocera Inferiore n. 53




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Analisi delle reti concertative
La rete di Agropoli – distretto n. 58




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Alcune caratteristiche delle reti distrettuali
       analizzate
PTG                              N    NC   NI   NL    D

D.4 - Grottolella                30   22   8    21   0,05

D.6 - Lioni                      31   24   7    24   0,05

D.11 - San Marco dei Cavoti      35   25   10   25   0,5

D.15 - Aversa                    27   22   5    21   0,06

D.22 - San Cipriano d'Aversa     21   14   7    13   0,06

D.23 - Vairano Patenora          27   24   3    35   0,1

D.31 - Acerra                    42   35   7    36   0,05

D.32 - Ottaviano                 13   12   1    13   0,2

D.34 - San Giorgio a Cremano     6    6    0    7    0,5

D.35 - Portici                   23   9    14   14   0,05
                                                            N = nodi totali inclusi nella rete
D.38 - Castellammare di Stabia   12   12   0    12   0,2    NC = nodi che hanno almeno un
                                                            contatto con gli altri nodi della rete
D.51 - Amalfi                    19   19   0    21   0,1    NI = nodi isolati
                                                            NL = numero totale di link esistenti
D.53 - Nocera Inferiore          42   22   20   22   0,03
                                                            D = densità
D.58 - Agropoli                  60   58   2    57   0,03

Fonte: Nostra elaborazione

         Facoltà di Sociologia
         Università di Napoli
         Federico II
Considerazioni conclusive riguardo alle reti
analizzate

                          Alcuni aspetti delle reti osservate
        Le reti analizzate appaiono poco coese e i nodi centrali sono essenzialmente
       rappresentati dagli enti comunali aventi il ruolo di capofila e dai centri
       Informagiovani
        Nella maggioranza dei casi osservati, infatti, i Comuni hanno rapporti esplicitati
       e/o formalizzati soltanto col capofila di distretto e raramente tra di loro e/o con altri
       tipi di soggetti.
        Non sono rari i casi di reti centralizzate caratterizzate da una configurazione “a
       stella”, in cui tutti o quasi tutti gli attori della rete sono collegati a un nodo centrale
       detto hub
        Nella maggioranza dei casi presi in considerazione, si può dunque notare che la
       concertazione sembra essere intesa principalmente come contatto/consultazione
       con l’Ente capofila a cui è affidata la funzione di coordinamento del piano.




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Analisi SWOT delle condizioni di realizzazione dei
PTG - 1


                                      PUNTI DI FORZA
                          ______________________________________

                                       entusiasmo iniziale
                                   propositività dei giovani
                           interesse alla formazione degli operatori
                   acquisto di materiale messo a disposizione di tutti i distretti
                            miglioramento delle attività già esistenti
                           potenziamento degli uffici Informagiovani
                             presenza di Forum attivi e propositivi




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Analisi SWOT delle condizioni di realizzazione dei
PTG - 2

                                      PUNTI DI DEBOLEZZA
                          ___________________________________________

                                  perdita dell'entusiasmo iniziale
                             difficoltà concrete nella concertazione
                            incompetenza di alcune amministrazioni
                       scarsità di contatti diretti dei Forum con la Regione
                 disinteresse di alcuni attori territoriali verso le politiche giovanili
                                 logica dell'interesse economico
                   mancanza di coinvolgimento di gruppi informali di giovani
                       frammentarietà ed incostanza della partecipazione
                          difficoltà dei comuni ad assicurare le quote di
                                         compartecipazione
                       mancanza di personale negli uffici informagiovani
                               tensioni tra le varie amministrazioni
                             scarso funzionamento di alcuni Forum



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Analisi SWOT delle condizioni di realizzazione dei
PTG - 3



                                      OPPORTUNITÀ
                         ________________________________________

                        disponibilità dei fondi stanziati dalla Regione
                 apertura e disponibilità da parte del settore Politiche Giovanili
                     logica integrativa basata sul dialogo e sul confronto
                               flessibilità dello strumento PTG




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Analisi SWOT delle condizioni di realizzazione dei
PTG - 4


                                           MINACCE
                          ___________________________________________

                            tempi di erogazione dei fondi
                          lentezza dei passaggi burocratici
                                tempi di progettazione
                        assenza di coordinamento provinciale
                      errata impostazione della rete distrettuale
        eccessiva responsabilità del comune capofila (difficoltà di coordinamento)
             mancanza di una reale analisi dei fabbisogni di centri e punti
          mancanza di un sistema di monitoraggio e controllo degli interventi




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La Concertazione

  • 1.
    La concertazione neiPTG A cura dell’ Osservatorio Regionale Permanente sulla Condizione Giovanile Ricercatori Senior Ricercatori Junior Prof.ssa Amalia Caputo Dott.ssa Antonietta Bisceglia Prof.ssa Dora Gambardella Dott.ssa Rita Cimmino Prof.ssa Giustina Orientale Caputo Dott.ssa Rosaria Lumino Prof. Alfonso Piscitelli Dott.ssa Concetta Scolorato Prof. Giancarlo Ragozini (Coordinatore) Dott.ssa Giorgina Sommonte Dott.ssa Sandra Vatrella Facoltà di Sociologia Università di Napoli Federico II
  • 2.
    Il metodo dellaconcertazione promosso dalla Regione Campania con l'introduzione dei PTG Il significato della concertazione La forza di tale metodo risiede nella possibilità di riunire tutti i soggetti interessati, aprendo il processo decisionale non solo agli stakeholder, ma anche ad altri attori della società civile Adozione di una logica di governance . Volontà dei soggetti pubblici di assumere un'ottica strategica basata sul coinvolgimento e la partecipazione nel processo decisionale di attori locali differenti Facoltà di Sociologia Università di Napoli Federico II
  • 3.
    Il PTG comestrumento della pianificazione strategica La pianificazione strategica per Obiettivi della concertazione progetti  Costruzione di reti di partnership Il compito della pianificazione attraverso il coinvolgimento e la strategica è quello di mobilitare partecipazione di soggetti locali differenti una pluralità di attori tramite  Definizione di obiettivi e strategie di processi partecipativi attivando programmazione la cooperazione e l'integrazione fra diversi livelli di governo.  Snellimento delle procedure  Impiego razionale delle risorse  Raggiungimento di decisioni partecipate e condivise Facoltà di Sociologia Università di Napoli Federico II
  • 4.
    Un'analisi del processodi concertazione messo in atto con i PTG - 1 Prima fase - Analisi documentale dei piani Le dimensioni prese in considerazione: a. modalità di promozione dei piani e di sensibilizzazione degli attori del territorio distrettuale; b. modalità di selezione degli attori da coinvolgere nella realizzazione del piano; c. tipologia dei soggetti interessati e coinvolti e loro livello di coinvolgimento all'interno delle diverse azioni progettuali; d. ruolo del Comune Capofila di distretto ed individuazione di un eventuale soggetto “trascinatore” del processo; e. funzione dell'Amministrazione Provinciale; f. eventuale coinvolgimento di soggetti esterni/privati chiamati a gestire il processo di realizzazione del PTG, mediante una gestione esternalizzata; g. attenzione alla documentazione allegata utile all'analisi del processo di concertazione. Facoltà di Sociologia Università di Napoli Federico II
  • 5.
    Un'analisi del processodi concertazione messo in atto con i PTG - 2 Seconda fase – Analisi delle reti concertative Grazie all’analisi documentale e attraverso l’utilizzo del programma Ucinet sono state riprodotte graficamente le reti di rapporti formalizzati che è stato possibile desumere dai piani, attivatesi in gran parte in vista della programmazione dei PTG Facoltà di Sociologia Università di Napoli Federico II
  • 6.
    Un'analisi del processodi concertazione messo in atto con i PTG - 3 Terza fase – Interviste ai testimoni privilegiati Sono state effettuate alcune interviste di tipo semi- strutturato con la modalità “faccia a faccia” rivolte ai cosiddetti “testimoni privilegiati”, al fine di approfondire l’esperienza di alcuni distretti, nel tentativo di comprendere come la concertazione sia stata messa in atto in alcuni contesti distrettuali Facoltà di Sociologia Università di Napoli Federico II
  • 7.
    Analisi delle reticoncertative La rete di Grottolella – distretto n. 4 Facoltà di Sociologia Università di Napoli Federico II
  • 8.
    Analisi delle reticoncertative La rete di Lioni – distretto n. 6 Facoltà di Sociologia Università di Napoli Federico II
  • 9.
    Analisi delle reticoncertative La rete di San Marco dei Cavoti – distretto n. 11 Facoltà di Sociologia Università di Napoli Federico II
  • 10.
    Analisi delle reticoncertative La rete di Aversa – distretto n. 15 Facoltà di Sociologia Università di Napoli Federico II
  • 11.
    Analisi delle reticoncertative La rete di San Cipriano d'Aversa – distretto n. 22 Facoltà di Sociologia Università di Napoli Federico II
  • 12.
    Analisi delle reticoncertative La rete di Vairano Patenora – distretto n. 23 Facoltà di Sociologia Università di Napoli Federico II
  • 13.
    Analisi delle reticoncertative La rete di Acerra – distretto n. 31 Facoltà di Sociologia Università di Napoli Federico II
  • 14.
    Analisi delle reticoncertative La rete di Ottaviano – distretto n. 32 Facoltà di Sociologia Università di Napoli Federico II
  • 15.
    Analisi delle reticoncertative La rete di San Giorgio a Cremano – distretto n. 34 Facoltà di Sociologia Università di Napoli Federico II
  • 16.
    Analisi delle reticoncertative La rete di Portici – distretto n.35 Facoltà di Sociologia Università di Napoli Federico II
  • 17.
    Analisi delle reticoncertative La rete di Castellammare di Stabia – distretto n. 38 Facoltà di Sociologia Università di Napoli Federico II
  • 18.
    Analisi delle reticoncertative La rete di Amalfi – distretto n. 51 Facoltà di Sociologia Università di Napoli Federico II
  • 19.
    Analisi delle reticoncertative La rete di Nocera Inferiore n. 53 Facoltà di Sociologia Università di Napoli Federico II
  • 20.
    Analisi delle reticoncertative La rete di Agropoli – distretto n. 58 Facoltà di Sociologia Università di Napoli Federico II
  • 21.
    Alcune caratteristiche dellereti distrettuali analizzate PTG N NC NI NL D D.4 - Grottolella 30 22 8 21 0,05 D.6 - Lioni 31 24 7 24 0,05 D.11 - San Marco dei Cavoti 35 25 10 25 0,5 D.15 - Aversa 27 22 5 21 0,06 D.22 - San Cipriano d'Aversa 21 14 7 13 0,06 D.23 - Vairano Patenora 27 24 3 35 0,1 D.31 - Acerra 42 35 7 36 0,05 D.32 - Ottaviano 13 12 1 13 0,2 D.34 - San Giorgio a Cremano 6 6 0 7 0,5 D.35 - Portici 23 9 14 14 0,05 N = nodi totali inclusi nella rete D.38 - Castellammare di Stabia 12 12 0 12 0,2 NC = nodi che hanno almeno un contatto con gli altri nodi della rete D.51 - Amalfi 19 19 0 21 0,1 NI = nodi isolati NL = numero totale di link esistenti D.53 - Nocera Inferiore 42 22 20 22 0,03 D = densità D.58 - Agropoli 60 58 2 57 0,03 Fonte: Nostra elaborazione Facoltà di Sociologia Università di Napoli Federico II
  • 22.
    Considerazioni conclusive riguardoalle reti analizzate Alcuni aspetti delle reti osservate  Le reti analizzate appaiono poco coese e i nodi centrali sono essenzialmente rappresentati dagli enti comunali aventi il ruolo di capofila e dai centri Informagiovani  Nella maggioranza dei casi osservati, infatti, i Comuni hanno rapporti esplicitati e/o formalizzati soltanto col capofila di distretto e raramente tra di loro e/o con altri tipi di soggetti.  Non sono rari i casi di reti centralizzate caratterizzate da una configurazione “a stella”, in cui tutti o quasi tutti gli attori della rete sono collegati a un nodo centrale detto hub  Nella maggioranza dei casi presi in considerazione, si può dunque notare che la concertazione sembra essere intesa principalmente come contatto/consultazione con l’Ente capofila a cui è affidata la funzione di coordinamento del piano. Facoltà di Sociologia Università di Napoli Federico II
  • 23.
    Analisi SWOT dellecondizioni di realizzazione dei PTG - 1 PUNTI DI FORZA ______________________________________  entusiasmo iniziale propositività dei giovani interesse alla formazione degli operatori acquisto di materiale messo a disposizione di tutti i distretti miglioramento delle attività già esistenti potenziamento degli uffici Informagiovani presenza di Forum attivi e propositivi Facoltà di Sociologia Università di Napoli Federico II
  • 24.
    Analisi SWOT dellecondizioni di realizzazione dei PTG - 2 PUNTI DI DEBOLEZZA ___________________________________________ perdita dell'entusiasmo iniziale difficoltà concrete nella concertazione incompetenza di alcune amministrazioni scarsità di contatti diretti dei Forum con la Regione disinteresse di alcuni attori territoriali verso le politiche giovanili logica dell'interesse economico mancanza di coinvolgimento di gruppi informali di giovani frammentarietà ed incostanza della partecipazione difficoltà dei comuni ad assicurare le quote di compartecipazione mancanza di personale negli uffici informagiovani tensioni tra le varie amministrazioni scarso funzionamento di alcuni Forum Facoltà di Sociologia Università di Napoli Federico II
  • 25.
    Analisi SWOT dellecondizioni di realizzazione dei PTG - 3 OPPORTUNITÀ ________________________________________ disponibilità dei fondi stanziati dalla Regione apertura e disponibilità da parte del settore Politiche Giovanili logica integrativa basata sul dialogo e sul confronto flessibilità dello strumento PTG Facoltà di Sociologia Università di Napoli Federico II
  • 26.
    Analisi SWOT dellecondizioni di realizzazione dei PTG - 4 MINACCE ___________________________________________ tempi di erogazione dei fondi lentezza dei passaggi burocratici tempi di progettazione assenza di coordinamento provinciale errata impostazione della rete distrettuale eccessiva responsabilità del comune capofila (difficoltà di coordinamento) mancanza di una reale analisi dei fabbisogni di centri e punti mancanza di un sistema di monitoraggio e controllo degli interventi Facoltà di Sociologia Università di Napoli Federico II