Il processo di rigenerazione
urbana dell’ex area industriale
di Ostiense-Marconi
Dalla Roma post-unitaria ai giorni nostri
Economia dell’Ambiente e dello Sviluppo - Storia della città e del territorio - a.a. 2016/2017
di Emiliano Borello e Gianluca Ermili
L’area Ostiense-Portuense prima dell’unità del Regno
d’Italia
● Via Ostiense nell’area extra muraria tra la Piramide
e la Basilica di S.Paolo:
○ Campagna
○ Attività agricole (viticoltura, pascolo, cereali)
○ Edifici rurali e tenute
● Flusso quotidiano di scambi con la città
○ Manodopera agricola
○ Approvvigionamento alimentare
○ Trasporto di materiali
○ Nodi fluviali
1855 circa: Molins Pompeo - Piramide Caio Cestio
1864: Carlo Baldassarre Simelli - veduta della
Piramide, delle Mura Aureliane e della
campagna circostante.
1861: uno dei primi Omnibus trainati a cavallo
1860 ca: navigazione del Tevere dal mare al porto di
Ripa Grande
1863: inaugurazione del Ponte dell’Industria, nato come ponte ferroviario per la linea Roma-Civitavecchia.
Nascita del primo polo industriale di Roma Capitale
Perchè Ostiense?
● Le motivazioni di carattere strategico:
○ Presenza di infrastrutture (porto, ferrovia, ponte)
○ Prossimità geografica con il Tevere, via di comunicazione
○ Ampia disponibilità di terreni pianeggianti
● Processo decisionale
○ 1870: Commissione incaricata della redazione del PR
○ 1870-1873: zona di Testaccio ideale per costruire
magazzini, servizi pubblici e abitazioni per operai
○ 1883: secondo PR (successivo a quello del 1873, mai
realizzato)
○ 1888-1891: costruzione del Mattatoio a Testaccio
Piano Regolatore del 1883
1967: Porto Fluviale con
veduta verso il Gasometro.
1925: Porto Fluviale con veduta verso il Ponte dell’Industria.
1890: Mattatoio in costruzione, veduta dal Monte Testaccio.
1907: subentro dell’ICP per la
costruzione delle case popolari nel
quartiere Testaccio, terminata nel
1917 con la realizzazione di 395
edifici.
Sviluppo e declino della I Zona Industriale
Fase di attuazione del PR del 1883...tra fine ‘800 e
inizio ‘900:
● Riva destra (Portuense) del Tevere
○ Fine ‘800: Società colla e concimi (fino al 1913, poi Mira
Lanza)
○ Inizio ‘900: Molini Biondi (Via Pacinotti)
● Riva sinistra (Ostiense) del Tevere
○ 1909: Costruzione del complesso Italgas (ex SAR)
○ 1913: Costruzione della Centrale termoelettrica Giovanni
Montemartini
○ Primi anni ‘20: altri manufatti, tra cui, Olea Romana,
Vetreria Fajella, Mercati Generali (1924)
1924: anno di fondazione della Mira Lanza.
ingresso del complesso ITALGAS.
Panoramica della zona industriale con silos e stazione di pompaggio dell'acqua - Italgas
1924: la Centrale Montemartini vista dal cortile lato sud.
Ex Magazzini Generali, Gasometro e banchine, ora ISA (Istituto Superiore Antincendi).
Il Progetto Urbano “Ostiense-Marconi”
Il processo di rigenerazione urbana
Ostiense area strategica (L. Altarelli, 1989)
● 1993 (antefatto): primo Accordo di Programma con
Roma 3
● 1995: proposto il Progetto Urbano Ostiense-Marconi
○ 5 aree di intervento (Papareschi, Italgas-Mercati, Valco,
Basilca S.Paolo, Stazione) e creazione Parco Tevere Sud
○ Università Roma 3, soggetto leader della trasformazione
● 1996/1997
○ Analisi di fattibilità
○ Strumenti di coinvolgimento degli stakeholders
● 1998: secondo Accordo di Programma con Roma 3
Il Progetto Urbano “Ostiense-Marconi”
● 1998/2001: definizione del piano e apertura cantieri
○ Università (Alfa Romeo, Vetrerie Bordoni)
○ Servizi comunali (Centrale Montemartini, Mira Lanza)
○ Città della Scienza nell’area Italgas (mai realizzata)
● 2002/2010: recupero complessi industriali (II fase)
○ 2003/2008: Progetto dei Mercati Generali (in corso)
○ 2005/2010: Progetto dell’ex Mattatoio (MACRO, CAE,
Pelanda, Belle Arti e Architettura)
○ Altri interventi: Ex Consorzi Agricoli, Ex Campari, etc.
● Problemi aperti: programmazione omogenea +
gestione condivisa e partecipata dei commons
La riconversione del patrimonio urbano
● Quale destinazione per il patrimonio industriale
dell’area Ostiense-Marconi?
Rifunzionalizzazione culturale, attraverso processi di
rigenerazione urbana (come indicato nel PUOM),
incoraggiata da:
○ Orientamento post-industriale del nuovo tessuto socio-
produttivo (terziarizzazione, “comunità creativa”, etc.)
○ Processi di sviluppo endogeno (basati su identità del luogo)
● Mappatura dell’attuale patrimonio urbano e
principali attori:
○ Università: I, II e III AdP (Tommaseo, V.Bordoni, Alfa, etc)
○ Amministrazione comunale: ex Mattatoio, Centrale
Montemartini, ex Manifattura Tabacchi, etc)
Facoltà di Lettere e Filosofia, Università Roma Tre oggi
1962: foto aerea dello stabilimento Alfa Romeo.
Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Roma Tre durante e al termine dei lavori.
Stabilimento di mattazione prima
Ex Mattatoio, oggi sede del MACRO e della Facoltà di
Architettura di Roma Tre.
Interni dell’ex Mattatoio, oggi Facoltà di
Architettura dell’Università di Roma Tre.
1950 ca: interno della sala macchine.
1924 ca: la Centrale vista dal Tevere.
Museo all’interno della Centrale termoelettrica G. Montemartini oggi.
Il progetto degli ex Mercati Generali
● Il manufatto è uno degli asset più strategici (e discussi)
del piano di riqualificazione!
● Storia
○ 1875: necessità di soddisfare l’aumento di domanda di beni
alimentari
○ 1910: primo progetto per la realizzazione dei Mercati Generali
○ 1912/1924: fase di attuazione del progetto e realizzazione (con
diversi rallentamenti negli anni)
○ 1922: inaugurazione dei primi fabbricati sulla via Ostiense per i
mercati delle erbe e di alcuni magazzini adibiti a bar e tabaccheria
(mercato del pesce ancora in fase di costruzione)
○ 1924: realizzazione di un secondo lotto di lavori, comprendente il
padiglione del pesce e quelli per la vendita di abbacchi e pollame.
Il 1924 viene considerato dunque l’anno in cui i Mercati Generali furono
interamente completati riuscendo nell’intento di soddisfare tutto
l’approvvigionamento alimentare di Roma.
Gli ex Mercati Generali evidenziati nell’ambito del PUOM.
Il progetto degli ex Mercati Generali
● Il processo di riqualificazione a scopo socio-culturale
○ 2002: definitiva dismissione delle attività ospitate nella struttura
○ 2004: lancio della gara per il programma “Città dei Giovani”
● Il progetto: spazio pubblico di 20ha suddiviso in Distretti, ognuno
con diverse funzionalità (aree tematiche per l’intrattenimento, lo sport,
l’enogastronomia, lo shopping, etc.), come spazio di aggregazione per i
cittadini;
● Oggi: dopo numerosi varianti, il progetto è tuttora in fase di
realizzazione, ma con la previsione di sviluppare un nuovo quartiere,
all’interno del quale i cittadini possano vivere un’esperienza unica,
accrescendo il proprio potenziale sociale, in uno spazio da restituire
nuovamente alla città, in cui vi possano coesistere la storia e
l’innovazione di una zona importante per lo sviluppo sociale, culturale
ed economico della Capitale. Gli abitanti e il CdQ vedono oggi
nell’Università l’unica via per superare questo immobilismo.
Panoramica e dettaglio degli ex Mercati Generali in attività e dopo la loro dismismissione nel 2002.
Destra: panoramica
aerea dell’area al
momento dell’inizio dei
lavori.
In basso: rendering del
progetto di
riqualificazione eseguito
dall’archistar Rem
Koolhaas (in corso).
La storia del Poblenou
● In passato l’area si trovava in una zona palustre, periferica e
isolata geograficamente XII - XIII sec. prime attività
agricole XVII sec. delocalizzazione di altre funzioni
cittadine (cimitero, cittadella militare, etc.) e nel XVIII sec.
prime produzioni tessili
● Inizio della fase industriale (prima metà XIX sec.):
○ 1840/1860: intensificazione della produzione tessile (stampa, tintura,
conciatura) 1848, costruzione della prima ferrovia spagnola
○ 1861/1904: espansione industriale dovuta al riposizionamento dal
centro cittadino e nascita di nuovi centri urbani intorno alle fabbriche
○ 1905/1939: consolidamento e stagnazione delle attività manifatturiere,
con la riconversione di alcune in nuove industrie (metallurgia, auto)
○ 1940/1964: nuova fase espansiva grazie ai settori metallurgico e
meccanico-automobilistico
○ 1965: inizio delocalizz. produttiva in aree periferiche e fase di declino
fino al rilancio grazie alle Olimpiadi di Barcellona del ‘92
a destra: panoramica dall’alto
di Poblenou;
in basso a sinistra: la ferrovia
costiera del Matarò;
in basso a destra: le baracche
della comunità cinese nel
quartiere Pequìn.
in alto:
panoramica
dall’alto delle
fabbriche del
Poblenou
(area Pere IV)
nel 1920 ca.
in basso: la
fabbrica
dell’Olivetti
spagnola.
Interno della fabbrica tessile Can Saldrigas
Il processo di recupero e il Plan 22@
● Analisi del processo di pianificazione urbanistica di
Poblenou:
○ 1966: con il declino industriale dell’area, è necessaria una
riorganizzazione funzionale del tessuto urbano del quartiere
Plan de la Ribera : recupero lungomare, eliminazione ferrovia
dalla costa, strutture per abitazioni/imprese, centri comm.
○ 1968: approvazione del piano, mai realizzato a causa della forte
opposizione della comunità già radicata (che propose un Controplan in
cui contestava la non considerazione del tessuto preesistente)
○ 1982/1996: inizia il processo di recupero grazie alle Olimpiadi
○ 1998/1999: approvazione Modifica al PGM, che prevede il recupero di
200ha di suoli industriali (classificati come 22a nel PGM del ‘76)
● Il Plan 22@: attuazione dell’MPGM attraverso tre tipi di azioni
1) Trasformazione attraverso i Piani Speciali di Riqualificazione di Interni
(PERI), in base a 6 aree di intervento Eix-Llacuna, Llull-Pujades
(est e ovest), Campus Audiovisual, Perú-Pere IV, Parc Diagonal
Il processo di recupero e il Plan 22@
2) Trasformazione di aree non definite, che possono essere sviluppate
attraverso l’iniziativa privata.
3) Progetti di trasformazione su lotti, edifici industriali consolidati, facciate di
case esistenti e altro, con la proposta di un Piano Speciale di Infrastrutture,
che specifica le questioni sulle infrastrutture necessarie per la mobilità.
● Scopo delle trasformazioni: trasferire il barri vicino al cuore della
città post-industriale (più competitiva nel contesto globalizzato) e
nell’aumento della QOL dei suoi abitanti, attraverso l’insediamento di
“attività @”, con i seguenti obiettivi:
○ Creare poli strategici di trasformazione
○ Mix di utilizzo di destinazione commerciale, residenziale e produttiva
○ Coesione dei settori produttivi, favorendo senso di identità col luogo
○ Continuità del tessuto residenziale, ma inserendo anche il (micro)
terziario
○ Modello urbano ricco e flessibile, ma anche complesso e completo
I Distretti Culturali Urbani
● Fase successiva al PU: problema patrimonializzazione del
patrimonio urbano beni pubblici, privati o comuni?
● Distretto Culturale Evoluto: strumento di gestione dei
commons (se integrato con la pianificazione urbanistica), in
forma partecipata e condivisa con gli stakeholders locali,
attraverso la valorizzazione dell’identità culturale del
patrimonio in questione.
● Due modelli a confronto: Poblenou (BCN) - Ostiense (Roma)
○ Poblenou Urban District: network di più di 150 imprese creative (e non),
nato “dal basso” con lo scopo di promuovere le attività del distretto e
offrirne un’immagine coerente con la propria identità socio-culturale.
○ OstienseDstreet (potenziale): piattaforma partecipata per la gestione
dei beni di archeologia industriale, recuperando l’identità “produttiva”
del quartiere attraverso una nuovo modello (digitale) di storytelling
urbano e realizzazione di un marchio che ne tuteli e esporti l’immagine.
Grazie per l’attenzione!

Il processo di rigenerazione urbana dell’ex area industriale di Ostiense-Marconi

  • 1.
    Il processo dirigenerazione urbana dell’ex area industriale di Ostiense-Marconi Dalla Roma post-unitaria ai giorni nostri Economia dell’Ambiente e dello Sviluppo - Storia della città e del territorio - a.a. 2016/2017 di Emiliano Borello e Gianluca Ermili
  • 2.
    L’area Ostiense-Portuense primadell’unità del Regno d’Italia ● Via Ostiense nell’area extra muraria tra la Piramide e la Basilica di S.Paolo: ○ Campagna ○ Attività agricole (viticoltura, pascolo, cereali) ○ Edifici rurali e tenute ● Flusso quotidiano di scambi con la città ○ Manodopera agricola ○ Approvvigionamento alimentare ○ Trasporto di materiali ○ Nodi fluviali
  • 3.
    1855 circa: MolinsPompeo - Piramide Caio Cestio 1864: Carlo Baldassarre Simelli - veduta della Piramide, delle Mura Aureliane e della campagna circostante.
  • 4.
    1861: uno deiprimi Omnibus trainati a cavallo 1860 ca: navigazione del Tevere dal mare al porto di Ripa Grande 1863: inaugurazione del Ponte dell’Industria, nato come ponte ferroviario per la linea Roma-Civitavecchia.
  • 5.
    Nascita del primopolo industriale di Roma Capitale Perchè Ostiense? ● Le motivazioni di carattere strategico: ○ Presenza di infrastrutture (porto, ferrovia, ponte) ○ Prossimità geografica con il Tevere, via di comunicazione ○ Ampia disponibilità di terreni pianeggianti ● Processo decisionale ○ 1870: Commissione incaricata della redazione del PR ○ 1870-1873: zona di Testaccio ideale per costruire magazzini, servizi pubblici e abitazioni per operai ○ 1883: secondo PR (successivo a quello del 1873, mai realizzato) ○ 1888-1891: costruzione del Mattatoio a Testaccio
  • 6.
  • 7.
    1967: Porto Fluvialecon veduta verso il Gasometro. 1925: Porto Fluviale con veduta verso il Ponte dell’Industria.
  • 8.
    1890: Mattatoio incostruzione, veduta dal Monte Testaccio. 1907: subentro dell’ICP per la costruzione delle case popolari nel quartiere Testaccio, terminata nel 1917 con la realizzazione di 395 edifici.
  • 9.
    Sviluppo e declinodella I Zona Industriale Fase di attuazione del PR del 1883...tra fine ‘800 e inizio ‘900: ● Riva destra (Portuense) del Tevere ○ Fine ‘800: Società colla e concimi (fino al 1913, poi Mira Lanza) ○ Inizio ‘900: Molini Biondi (Via Pacinotti) ● Riva sinistra (Ostiense) del Tevere ○ 1909: Costruzione del complesso Italgas (ex SAR) ○ 1913: Costruzione della Centrale termoelettrica Giovanni Montemartini ○ Primi anni ‘20: altri manufatti, tra cui, Olea Romana, Vetreria Fajella, Mercati Generali (1924)
  • 10.
    1924: anno difondazione della Mira Lanza. ingresso del complesso ITALGAS. Panoramica della zona industriale con silos e stazione di pompaggio dell'acqua - Italgas
  • 11.
    1924: la CentraleMontemartini vista dal cortile lato sud. Ex Magazzini Generali, Gasometro e banchine, ora ISA (Istituto Superiore Antincendi).
  • 12.
    Il Progetto Urbano“Ostiense-Marconi” Il processo di rigenerazione urbana Ostiense area strategica (L. Altarelli, 1989) ● 1993 (antefatto): primo Accordo di Programma con Roma 3 ● 1995: proposto il Progetto Urbano Ostiense-Marconi ○ 5 aree di intervento (Papareschi, Italgas-Mercati, Valco, Basilca S.Paolo, Stazione) e creazione Parco Tevere Sud ○ Università Roma 3, soggetto leader della trasformazione ● 1996/1997 ○ Analisi di fattibilità ○ Strumenti di coinvolgimento degli stakeholders ● 1998: secondo Accordo di Programma con Roma 3
  • 13.
    Il Progetto Urbano“Ostiense-Marconi” ● 1998/2001: definizione del piano e apertura cantieri ○ Università (Alfa Romeo, Vetrerie Bordoni) ○ Servizi comunali (Centrale Montemartini, Mira Lanza) ○ Città della Scienza nell’area Italgas (mai realizzata) ● 2002/2010: recupero complessi industriali (II fase) ○ 2003/2008: Progetto dei Mercati Generali (in corso) ○ 2005/2010: Progetto dell’ex Mattatoio (MACRO, CAE, Pelanda, Belle Arti e Architettura) ○ Altri interventi: Ex Consorzi Agricoli, Ex Campari, etc. ● Problemi aperti: programmazione omogenea + gestione condivisa e partecipata dei commons
  • 15.
    La riconversione delpatrimonio urbano ● Quale destinazione per il patrimonio industriale dell’area Ostiense-Marconi? Rifunzionalizzazione culturale, attraverso processi di rigenerazione urbana (come indicato nel PUOM), incoraggiata da: ○ Orientamento post-industriale del nuovo tessuto socio- produttivo (terziarizzazione, “comunità creativa”, etc.) ○ Processi di sviluppo endogeno (basati su identità del luogo) ● Mappatura dell’attuale patrimonio urbano e principali attori: ○ Università: I, II e III AdP (Tommaseo, V.Bordoni, Alfa, etc) ○ Amministrazione comunale: ex Mattatoio, Centrale Montemartini, ex Manifattura Tabacchi, etc)
  • 17.
    Facoltà di Letteree Filosofia, Università Roma Tre oggi 1962: foto aerea dello stabilimento Alfa Romeo. Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Roma Tre durante e al termine dei lavori.
  • 18.
    Stabilimento di mattazioneprima Ex Mattatoio, oggi sede del MACRO e della Facoltà di Architettura di Roma Tre. Interni dell’ex Mattatoio, oggi Facoltà di Architettura dell’Università di Roma Tre.
  • 19.
    1950 ca: internodella sala macchine. 1924 ca: la Centrale vista dal Tevere. Museo all’interno della Centrale termoelettrica G. Montemartini oggi.
  • 20.
    Il progetto degliex Mercati Generali ● Il manufatto è uno degli asset più strategici (e discussi) del piano di riqualificazione! ● Storia ○ 1875: necessità di soddisfare l’aumento di domanda di beni alimentari ○ 1910: primo progetto per la realizzazione dei Mercati Generali ○ 1912/1924: fase di attuazione del progetto e realizzazione (con diversi rallentamenti negli anni) ○ 1922: inaugurazione dei primi fabbricati sulla via Ostiense per i mercati delle erbe e di alcuni magazzini adibiti a bar e tabaccheria (mercato del pesce ancora in fase di costruzione) ○ 1924: realizzazione di un secondo lotto di lavori, comprendente il padiglione del pesce e quelli per la vendita di abbacchi e pollame. Il 1924 viene considerato dunque l’anno in cui i Mercati Generali furono interamente completati riuscendo nell’intento di soddisfare tutto l’approvvigionamento alimentare di Roma.
  • 21.
    Gli ex MercatiGenerali evidenziati nell’ambito del PUOM.
  • 22.
    Il progetto degliex Mercati Generali ● Il processo di riqualificazione a scopo socio-culturale ○ 2002: definitiva dismissione delle attività ospitate nella struttura ○ 2004: lancio della gara per il programma “Città dei Giovani” ● Il progetto: spazio pubblico di 20ha suddiviso in Distretti, ognuno con diverse funzionalità (aree tematiche per l’intrattenimento, lo sport, l’enogastronomia, lo shopping, etc.), come spazio di aggregazione per i cittadini; ● Oggi: dopo numerosi varianti, il progetto è tuttora in fase di realizzazione, ma con la previsione di sviluppare un nuovo quartiere, all’interno del quale i cittadini possano vivere un’esperienza unica, accrescendo il proprio potenziale sociale, in uno spazio da restituire nuovamente alla città, in cui vi possano coesistere la storia e l’innovazione di una zona importante per lo sviluppo sociale, culturale ed economico della Capitale. Gli abitanti e il CdQ vedono oggi nell’Università l’unica via per superare questo immobilismo.
  • 23.
    Panoramica e dettagliodegli ex Mercati Generali in attività e dopo la loro dismismissione nel 2002.
  • 24.
    Destra: panoramica aerea dell’areaal momento dell’inizio dei lavori. In basso: rendering del progetto di riqualificazione eseguito dall’archistar Rem Koolhaas (in corso).
  • 25.
    La storia delPoblenou ● In passato l’area si trovava in una zona palustre, periferica e isolata geograficamente XII - XIII sec. prime attività agricole XVII sec. delocalizzazione di altre funzioni cittadine (cimitero, cittadella militare, etc.) e nel XVIII sec. prime produzioni tessili ● Inizio della fase industriale (prima metà XIX sec.): ○ 1840/1860: intensificazione della produzione tessile (stampa, tintura, conciatura) 1848, costruzione della prima ferrovia spagnola ○ 1861/1904: espansione industriale dovuta al riposizionamento dal centro cittadino e nascita di nuovi centri urbani intorno alle fabbriche ○ 1905/1939: consolidamento e stagnazione delle attività manifatturiere, con la riconversione di alcune in nuove industrie (metallurgia, auto) ○ 1940/1964: nuova fase espansiva grazie ai settori metallurgico e meccanico-automobilistico ○ 1965: inizio delocalizz. produttiva in aree periferiche e fase di declino fino al rilancio grazie alle Olimpiadi di Barcellona del ‘92
  • 26.
    a destra: panoramicadall’alto di Poblenou; in basso a sinistra: la ferrovia costiera del Matarò; in basso a destra: le baracche della comunità cinese nel quartiere Pequìn.
  • 27.
    in alto: panoramica dall’alto delle fabbrichedel Poblenou (area Pere IV) nel 1920 ca. in basso: la fabbrica dell’Olivetti spagnola. Interno della fabbrica tessile Can Saldrigas
  • 28.
    Il processo direcupero e il Plan 22@ ● Analisi del processo di pianificazione urbanistica di Poblenou: ○ 1966: con il declino industriale dell’area, è necessaria una riorganizzazione funzionale del tessuto urbano del quartiere Plan de la Ribera : recupero lungomare, eliminazione ferrovia dalla costa, strutture per abitazioni/imprese, centri comm. ○ 1968: approvazione del piano, mai realizzato a causa della forte opposizione della comunità già radicata (che propose un Controplan in cui contestava la non considerazione del tessuto preesistente) ○ 1982/1996: inizia il processo di recupero grazie alle Olimpiadi ○ 1998/1999: approvazione Modifica al PGM, che prevede il recupero di 200ha di suoli industriali (classificati come 22a nel PGM del ‘76) ● Il Plan 22@: attuazione dell’MPGM attraverso tre tipi di azioni 1) Trasformazione attraverso i Piani Speciali di Riqualificazione di Interni (PERI), in base a 6 aree di intervento Eix-Llacuna, Llull-Pujades (est e ovest), Campus Audiovisual, Perú-Pere IV, Parc Diagonal
  • 29.
    Il processo direcupero e il Plan 22@ 2) Trasformazione di aree non definite, che possono essere sviluppate attraverso l’iniziativa privata. 3) Progetti di trasformazione su lotti, edifici industriali consolidati, facciate di case esistenti e altro, con la proposta di un Piano Speciale di Infrastrutture, che specifica le questioni sulle infrastrutture necessarie per la mobilità. ● Scopo delle trasformazioni: trasferire il barri vicino al cuore della città post-industriale (più competitiva nel contesto globalizzato) e nell’aumento della QOL dei suoi abitanti, attraverso l’insediamento di “attività @”, con i seguenti obiettivi: ○ Creare poli strategici di trasformazione ○ Mix di utilizzo di destinazione commerciale, residenziale e produttiva ○ Coesione dei settori produttivi, favorendo senso di identità col luogo ○ Continuità del tessuto residenziale, ma inserendo anche il (micro) terziario ○ Modello urbano ricco e flessibile, ma anche complesso e completo
  • 31.
    I Distretti CulturaliUrbani ● Fase successiva al PU: problema patrimonializzazione del patrimonio urbano beni pubblici, privati o comuni? ● Distretto Culturale Evoluto: strumento di gestione dei commons (se integrato con la pianificazione urbanistica), in forma partecipata e condivisa con gli stakeholders locali, attraverso la valorizzazione dell’identità culturale del patrimonio in questione. ● Due modelli a confronto: Poblenou (BCN) - Ostiense (Roma) ○ Poblenou Urban District: network di più di 150 imprese creative (e non), nato “dal basso” con lo scopo di promuovere le attività del distretto e offrirne un’immagine coerente con la propria identità socio-culturale. ○ OstienseDstreet (potenziale): piattaforma partecipata per la gestione dei beni di archeologia industriale, recuperando l’identità “produttiva” del quartiere attraverso una nuovo modello (digitale) di storytelling urbano e realizzazione di un marchio che ne tuteli e esporti l’immagine.
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