Dai gradi di verità ai gradi di conseguenza

              Rossella Marrano


               18 marzo 2013
Struttura



          1   Panoramica sul problema filosofico dei valori di verità.
          2   Formalizzazione: logiche polivalenti e teorema di Suszko.
          3   Discussione sul teorema, raffinamento dell’intuizione.
          4   Nuova proposta formale: nozione di gradi di conseguenza.
          5   Verità, conseguenza e formalizzazione: proposta teorica.




Rossella Marrano
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Frege



                   1891 Funzione e concetto.
                   1892 Senso e denotazione.


      Un enunciato si comporta come un nome proprio (espressione
      saturata) e la sua denotazione è un valore di verità: il VERO o il
      FALSO.




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Verità come oggetto o come proprietà?


      Rapporti tra i due:
      Un enunciato è vero se e solo se il suo valore di verità è il VERO.
      Cioè:
                            T (φ) ⇐⇒ v (φ) = .

      Osservazioni:
              dibattito ontologico-metafisico
              rapporto sintassi/semantica
              problemi di priorità?



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Valori di verità come valori logici


      Frege, 1918
      “The word ‘true’ indicates the aim of the logic as does
      ‘beautiful’ that of aesthetics and ‘good’ that of ethics.”

      Łukasiewicz, 1921
      “All true propositions denote one and the same object,
      namely truth, and all false propositions denote one and
      the same object, namely falsehood. I consider truth and
      falsehood to be singular objects in the same sense as the
      number 2 or 4 is. [...] Logic is the science of objects
      of a special kind, namely a science of logical values.”



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Proposta di formalizzazione
      I valori di verità rappresentano il codominio di una funzione di
      valutazione che associa ad ogni enunciato del linguaggio il suo
      valore di verità.




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Logica proposizionale

              Linguaggio L = {p1 , . . . , pn }.
              Connettivi C = {¬, ∧, ∨, →} più significato: {f¬ , f∧ , f∨ , f→ }.
              Enunciati EL.
              Valutazioni v ∈ V
                      definizione v : L → {0, 1} che si estende a v : EL → {0, 1}
                      proprietà:
                             composizionalità
                             bivalenza
                             noncontraddittorietà
              Conseguenza logica
              Γ |= φ ⇐⇒ ∀v ∈ V se v (Γ) = 1 allora v (φ) = 1.


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Quali sono le modifiche minimali da fare per ottenere un’estensione
      polivalente della logica precedente?

              Linguaggio L = {p1 , . . . , pn }.
              Connettivi C = {¬, ∧, ∨, →} più significato: {f¬ , f∧ , f∨ , f→ }.
              Enunciati EL.
              Valutazioni v ∈ V
                      definizione v : L → {0, 1} che si estende a v : EL → {0, 1}
                      proprietà:
                             composizionalità
                             bivalenza
                             noncontraddittorietà
              Conseguenza logica
              Γ |= φ ⇐⇒ ∀v ∈ V se v (Γ) = 1 allora v (φ) = 1.


      La nozione di conseguenza logica non cambia.
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Il passaggio da due a più valori di verità ha motivazioni filosofiche o
      nasce da un interesse puramente matematico?

 Łukasiewicz, 1922                            Post, 1920
 “To me, personally, the                      “One class of such systems, and
 principle of bivalence does not              we study these in detail, seems
 appear to be self-evident.                   to have the same relation to
 Therefore I am entitled not to               ordinary logic that geometry in
 recognize it, and to accept the              a space of an arbitrary number
 view that besides truth and                  of dimensions has to the
 falsehood there exist other                  geometry of Euclid. [...] In
 truth-values, including at least             these systems instead of the two
 one more, the third                          truth-values + and −, we have
 truth-value.”                                m distinct ‘truth-values’ tl , t2 ,
                                              ..., tm where m is any positive
                                              integer.”

 Giustificazione filosofica                      Passaggio immediato
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Che preceda o segua l’estensione del codominio, il momento
      interpretativo è fondamentale.

      Se 1 e 0 vengono interpretati come VERO e FALSO, che
      interpretazione va associata agli altri valori? O, in altri termini, se 2
      è l’insieme dei valori di verità, come vanno interpretati gli altri
      possibili codomini?
      In alcuni casi l’intuizione ci assiste:
           tre valori: il terzo valore può essere visto come
                      insensato
                      non definito (possibile)
                      indeterminato
                      paradossale
              quattro valori: vero, falso, né vero né falso, sia vero che falso.
              ...? ...
              infiniti valori: gradi (continui) di verità.
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Verità come nozione graduata
      Abbiamo un’intuizione in merito e questa è presente anche senza
      fare appello a frasi che coinvolgono predicati vaghi.

      Esempio I:
      (Ia) Il triangolo è un cerchio.
      (Ib) Il quadrato è un cerchio.
      Esempio II:
     (IIa) Il triangolo è un quadrato.
     (IIb) Il cerchio è un quadrato.




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Gli enunciati degli esempi sono tutti banalmente falsi; tuttavia c’è
      un senso in cui saremmo disposti ad accettare che gli enunciati (b)
      sono ‘meno falsi’ (o ‘più veri’ ?) degli (a). Nel primo caso per
      un’intuizione aritmetica sul numero di lati (4 è più vicino ad infinito
      di 3) e nel secondo per un’intuizione geometrica sulla forma.

      Una cosa o è falsa o non lo è però accettiamo il fatto che “alcune
      siano più false di altre”.

      Come di formalizza questa intuizione?
      La proposta più comune è quella di considerare l’intervallo reale
      come codominio della funzione di valutazione ed interpretare i punti
      come ‘gradi di verità’.


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Parentesi: sulla vaghezza


      Il discorso sui gradi di verità è spesso legato a quello sulla vaghezza
      semantica.
      La scelta di non trattare questo problema è indipendente dalla
      nostra convinzione o meno circa il contributo che le logiche
      polivalenti possono dare alla chiarificazione di problemi legati alla
      vaghezza. Non lo trattiamo in quanto pertinente alla sfera delle
      applicazioni.

      Noi siamo interessati ai fondamenti teorici delle logiche polivalenti e
      il nostro target è indagare il ruolo di nozioni come la verità, la
      conseguenza e i rapporti tra le due.

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All’interno di questa complessa cornice fatta di tesi filosofiche ed
      intuizioni bisogna valutare il peso di un risultato logico-matematico
      come il teorema di riduzione di Suszko.
      Teorema di riduzione (Suszko, 1977)
      Ogni logica tarskiana ha una semantica bivalente.

      Per una dimostrazione rigorosa vedere qui.




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Il sistema delle matrici

              Segnatura (tipo) L: simboli con arietà
              Variabili proposizionali Var
              Formule For
              Algebra delle formule FM = For , F1 , . . . , Fn
              Algebra simile a FM: A = A, f1 , . . . , fn
              Omomorfismo: s : Var → A che si estende a hs : For → A con
              hs ∈ Hom(FM, A).
              Matrice logica: M = A, D = A, D, {fi }i∈I con D ⊆ A.
              Modello: M = A, D, h
              Conseguenza logica:
              Γ φ ⇐⇒ ∀h ∈ Hom(FM, A) se h(Γ) ∈ D allora h(φ) ∈ D.

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Teorema di riduzione — idea intuitiva


      Osservazione
      L’insieme D si comporta come un predicato di verità classico.

      Idea della dimostrazione: per ogni valutazione h : For → A si
      costruisce una valutazione th che valuta 1 tutte le φ tali che φ ∈ D
      e 0 tutte quelle tali che φ ∈ D. La matrice logica di L più la classe
                                  /
      di valutazioni così ottenute ci fornisce una semantica bivalente.
      Teorema di riduzione (Suszko, 1977)
      Ogni logica tarskiana ha una semantica bivalente.



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‘Retroazione’ del risultato formale sul dibattito filosofico
      Che impatto ha questo risultato sulla questione dei valori di verità
      precedentemente delineata?

      Problemi:
              che ruolo hanno gli altri valori?
              che fine fa l’idea di polivalenza?
              ha ancora senso parlare di più valori di verità? o di gradi?
              cosa ci dice questo teorema sulla nozione di conseguenza
              tarskiana?




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Digressione: risultati in filosofia


      L’assunzione soggiacente all’intera discussione è che risultati
      matematici possano dare un contributo significativo all’analisi di
      problemi filosofici.

      Questa è un’assunzione controversa e pone problemi come
              che cos’è un risultato in filosofia?
              un problema filosofico ammette soluzione?
              come si valuta il ruolo di un risultato formale (negativo,
              positivo, neutro) rispetto ad una posizione filosofica?
              come se ne valuta l’importo, la cogenza, la conclusività?


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Il nostro problema
      Come si legge filosoficamente il teorema di riduzione? Qual è il
      feedback, se c’è, sulle nostre intuizioni?
      Vedremo diverse posizioni:
              Tesi di Suszko.
              Discussione sulla tesi.
                      Avron, 2009
                      Malinowski, 1990
                      Font, 2009
              ‘Importo minimale’ del teorema.




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Tesi (Suszko, 1977)

      “Łukasiewicz is the chief perpetrator of a magnificent
      conceptual deceit lasting out in mathematical logic to the
      present day. [...] How was it possible that the humbug
      of many logical values persisted over the last fifty
      years?”


      “[...] any multiplication of logical value is a mad idea
      [...].”


      “Thus, the Fregean Axiom has been constructively abolished
      by Jan Łukasiewicz. However, he did not as he could not
      create any new logical value besides the truth and the
      falsity.”
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Tesi di Suszko
      Da un punto di vista logico, esistono solo due valori di verità. Gli
      altri valori non hanno peso logico, hanno un significato soltanto
      algebrico.

      Questo caso ci permette anche di capire cosa intende Hansson
      (2000) parlando di rischi della formalizzazione:
              la formalizzazione può favorire l’introduzione di costruzioni ad
              hoc che non hanno un’interpretazione informale;
              ci si può indebitamente focalizzare su problemi che in realtà
              sono artefatti del modello.



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Tesi di Suszko.
              Discussione sulla tesi.
                      Avron, 2009
                      Malinowski, 1990
                      Font, 2009
              ‘Importo minimale’ del teorema.




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Avron, 2009
      “On the philosophical level, Suszko’s thesis seems to me
      correct. When it comes to truth of meaningful
      propositions there are just two possibilities: a
      proposition is either true or false. Therefore in my
      opinion there are indeed just two truth-values (calling
      them ‘logical’ truth-values adds nothing, and I believe it
      is even misleading). However, for the working logicians
      and mathematicians this philosophical thesis has little
      significance. Bivalent semantics for logical systems is a
      too limited framework. The point in developing adequate
      semantics for a given logic is to use it for getting
      deeper understanding of the system and its properties.
      Bivalent semantics is seldom useful for this purpose.”

      Obiezione condivisibile, ma a noi interessa l’impatto filosofico.

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Malinowski, Q(uasi)-conseguenza
      Modifica del concetto di matrice logica basata sull’idea seguente:
      Idea informale
      In alcuni ragionamenti (es. ragionamento per ipotesi) accettiamo
      delle conclusioni a partire da premesse non rifiutate.
      Prendere
           VERO — FALSO
           DESIGNATO — NON DESIGNATO
           ACCETTATO — RIFIUTATO
      come coppie di concetti contrari invece di contraddittori.
      Tesi
      La modellizzazione di questo tipo di ragionamento diventa un
      esempio di logica polivalente immune alla riduzione di Suszko.
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Formalmente
              L-matrice
                                 M = A, D = A, D, {fi }i∈I con D ⊆ A.

              L-logica
                Γ     φ ⇔ ∀h ∈ Hom(FM, A) se ∀γ ∈ Γ h(γ) ∈ D allora h(φ) ∈ D.


              Q-matrice su L
                                 M = A, D + , D − = A, D + , D − , {fi }i∈I
              con D + ⊆ A, D − ⊆ A, D + ∩ D − = ∅ e D + ∪ D − = A.
              Q-logica L
              Γ     φ ⇔ ∀h ∈ Hom(FM, A) se ∀γ ∈ Γ {h(γ)} ∩ D − = ∅ allora h(φ) ∈ D.
                                                          ¬∃γ∈Γ h(γ)∈D −

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Contro Suszko



      Una matrice di questo tipo genera una semantica trivalente per la
      logica. E il terzo valore sembra rientrare a pieno titolo tra i valori
      logici (nel senso di Suszko).
      Teorema (Malinowski, 1990)
      Ogni q−logica è caratterizzata da una classe di q−modelli bivalenti
      o da una classe di q−modelli trivalenti.




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Osservazioni


          1   questa nozione di conseguenza in quanto non riflessiva non
              preserva il valore di verità dalle premesse alla conclusione (non
              dimostra neanche le assunzioni!),
          2   è un controesempio alla tesi di Suszko? Dipende.


      Sembra contraddire la tesi di Suszko solo se quest’ultima viene
      presa nella sua forma ‘estrema’ (non possono esistere valori di
      verità logici diversi dal vero e dal falso) che necessita un
      indebolimento se non vuole ‘dire’ di più del teorema di riduzione.



Rossella Marrano
Dai gradi di verità ai gradi di conseguenza
Cosa impariamo da Malinowski?


      Il teorema di riduzione (nella versione di Suszko) è legato alla
      definizione di conseguenza logica tarskiana e quindi vale per le
      logiche tarskiane.


      Cambiando la nozione di conseguenza il risultato si ripresenta in
      una versione più generale (rafforzata).


      C’è un legame molto forte tra logicità dei valori di verità e
      preservazione nell’inferenza.

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Font, 2009
      Obiezioni:
          1   la semantica di Suszko non è una vera semantica perché per
              costruirla ci si serve della logica (“syntax in disguise”).
          2   rischio di identificare una proprietà della semantica con
              un’intrinseca proprietà della logica. Passaggio illegittimo:
                         SR ogni logica ha una semantica a due valori.
                         ST ogni logica è (logicamente) bivalente.

      1 e 2 si neutralizzano a vicenda
      Ma se la semantica è così vicina alla logica (tanto da essere la
      stessa cosa) allora il risultato semantico dovrà pur dire qualcosa
      sulla logica.

      E cosa dice?
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Importo minimale del teorema


      Non importa quanti elementi ha il codominio della funzione di
      valutazione, se la nozione di conseguenza è vero-preservante in
      senso tarskiano gli unici valori logici sono il VERO e il FALSO.

      Il teorema di riduzione è la dimostrazione formale di qualcosa di
      altamente plausibile dal punto di vista intuitivo e cioè:

      La nozione di conseguenza tarskiana (definita come preservazione
      della verità dalle premesse alla conclusione) è intrinsecamente
      bivalente.
      Fatto la cui ‘banalità’ emerge (o si apprezza pienamente) solo
      grazie al risultato formale.
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Osservazione fondamentale
      Il carattere logico del valore 1 (VERO) sta nel suo essere l’unica
      cosa che ci interessa preservare nelle inferenze valide (cuore della
      logica).

      A conferma di questo approfondiamo l’idea di polivalenza
      inferenziale proposta da Wansing e Shramko (2008).




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Wansing, Shramko, 2008

      Problemi
              che cos’è un valore logico?
              in virtù di quali proprietà VERO e FALSO sono considerati
              valori logici?
               VERO: ciò che si preserva in un’inferenza valida da tutte le
                     premesse alla conclusione.
              FALSO: ciò che si preserva in un’inferenza valida dalla
                     conclusione ad almeno una delle premesse
      Risposta I valori di verità logici sono tutti e soli quelli che vengono
      preservati da una relazione di conseguenza logica definita in modo
      canonico.

Rossella Marrano
Dai gradi di verità ai gradi di conseguenza
Polivalenza logica = polivalenza inferenziale

      Wansing, Shramko, 2008
      “A logic may then be said to be logically (or
      inferentially) k−valued if it is a language together with
      k canonically defined and pairwise distinct entailment
      relations on (the set of formulas of) this language. Each
      of these k entailment relations is Tarskian and hence, in
      particular, it is reflexive.”

      Definita canonicamente: relazione che preserva l’appartenenza ad
      un certo insieme di valori algebrici o dalle premesse alla conclusione
      o dalla conclusione alle premesse (relazione tarskiana). A due a due
      distinte: due valori logici sono indipendenti l’uno dall’altro se e solo
      se le relazioni canoniche di conseguenza ad essi associate sono
      distinte.
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Feedback dell’importo minimale


      L’idea di conseguenza logica come preservazione di un qualche
      valore ci sembra irrinunciabile.


      L’idea di conseguenza logica come vero-preservante (conseguenza
      tarskiana) è pacifica quando c’è una sola nozione di verità nel
      modello.


      Una nozione di conseguenza logica intrinsecamente bivalente
      sembra non riflettere l’idea semantica di polivalenza.


Rossella Marrano
Dai gradi di verità ai gradi di conseguenza
Proposta: gradi di conseguenza


      Se si accetta l’importo minimale del teorema e cioè il fatto che la
      bivalenza delle logiche tarskiane risiede nella nozione di
      conseguenza, allora per poter parlare seriamente di valori di verità
      diversi da 0 ed 1 è proprio su di essa che si deve agire (non solo sul
      codominio della funzione di valutazione).
      Idea intuitiva
      Accettiamo come valide non solo inferenze che ci fanno passare dal
      vero al vero, ma anche inferenze la cui conclusione segue dalle
      premesse con un certo grado di ‘cogenza’.



Rossella Marrano
Dai gradi di verità ai gradi di conseguenza
Font, 2009
      “Logics preserving degrees of truth can be a reasonable
      alternative to the old truth-preserving schema, if one
      wants to take degrees of truth seriously, that is if one
      wants to give a true role of logical value to all truth
      values.”

      Font, to appear
      “However, if it is consequence that matters, then it seems
      more natural to demand that consequence preserves truth
      not only in its maximum degree, but in all the available
      degrees.”




Rossella Marrano
Dai gradi di verità ai gradi di conseguenza
Pensiamo gli enunciati come aventi gradi di accettabilità diversi dalla
      verità assoluta e dalla falsità assoluta.
      Nota bene
      Non si tratta di gradi di convinzione o di credenza ma della ‘forza
      categorica’ dell’enunciato in sè (il suo grado di verità).

      Vorremmo anche da questo tipo di enunciati poter dedurre delle
      conclusioni. Ci serve:
              stabilire il grado di accettazione di un insieme di premesse a partire
              da quello dei suoi singoli elementi,
              stabilire quanto siamo forzati ad accettare la conclusione data
              l’accettazione ed il grado di accettazione delle premesse.


                                              Gradi di conseguenza


Rossella Marrano
Dai gradi di verità ai gradi di conseguenza
Inferenza che preserva gradi di verità


      Idea
      Il grado di verità della conclusione deve essere almeno uguale al più
      piccolo tra i gradi di verità delle premesse accettate.

      Definizione informale
      Un enunciato φ segue logicamente da un insieme di enunciati Γ se e
      solo se tutte le volte che accettiamo Γ con un certo grado di verità
      siamo costretti ad accettare φ con almeno quel grado di verità.




Rossella Marrano
Dai gradi di verità ai gradi di conseguenza
Definizione formale (Font)
              Definizione 1.


                     Γ    A   φ       ⇐⇒ ∀h ∈ Hom(FM, A), ∀a ∈ A
                                               se ∀γ ∈ Γ h(γ) ≥ a allora h(φ) ≥ a.
      Se si aggiunge la condizione particolare che A sia un reticolo
      completo (o equivalentemente che (A, ≤) sia una ordine lineare),
      allora la precedente definizione è equivalente alla seguente:
              Definizione 2.
                              Γ   A   φ       ⇐⇒ ∀h ∈ Hom(FM, A),
                                                  h(φ) ≥ inf { h(γ) | γ ∈ Γ } .


Rossella Marrano
Dai gradi di verità ai gradi di conseguenza
Le algebre dei valori di verità che solitamente interessano sono
      reticoli completi.

      Quindi ci interessa la versione 2. della definizione, che è
      l’immediata traduzione formale della definizione intuitiva data.
      Come la leggiamo?

      Osservazioni preliminari:
              ci serve un ordine sui valori
              si può assumere che Γ sia finito
              valori di verità VS gradi di verità



Rossella Marrano
Dai gradi di verità ai gradi di conseguenza
Ordine sui valori


      Attenzione!
      Queste definizioni si possono applicare solo alle semantiche il cui
      insieme di valori di verità è (almeno) parzialmente ordinato.

      Quanto è scontata l’assunzione che i valori di verità si possano
      sempre comparare?
      Matematicamente: Teorema del Buon Ordinamento
      Filosoficamente: Operazione difficile da giustificare
      Esempio: {1, 0, i}



Rossella Marrano
Dai gradi di verità ai gradi di conseguenza
Ipotesi di finitezza




      È conveniente restringersi a logiche finitarie cioè tali che

                       Γ      φ ⇐⇒ esiste un Γ0 ⊆f Γ tale che Γ0   φ.




Rossella Marrano
Dai gradi di verità ai gradi di conseguenza
Valori e gradi


      Consideriamo l’insieme A di valori algebrici, su cui sappiamo essere
      definita una relazione d’ordine.
      Valori di verità: ogni a tale che a ∈ A
      Gradi di verità ogni intervallo aperto [a) ⊆ A, cioè
                     [a) = { x ∈ A | a ≤ x }.


      a è il valore di verità che determina il grado di verità [a).




Rossella Marrano
Dai gradi di verità ai gradi di conseguenza
Come si legge la definizione? Esempio




Rossella Marrano
Dai gradi di verità ai gradi di conseguenza
Come si legge la definizione? Esempio




Rossella Marrano
Dai gradi di verità ai gradi di conseguenza
Cosa si preserva?



      Matematicamente: la relazione A non preserva i punti in A ma i
      sottoinsiemi della forma [a) per tutti gli a ∈ A. Dove a è definito
      come l’infimo dell’insieme dei valori di verità delle premesse
      dell’inferenza.


      Interpretazione: i valori logici (nel senso chiarito sopra) sono i gradi
      di verità.




Rossella Marrano
Dai gradi di verità ai gradi di conseguenza
Sviluppi



      Così come la nozione di inferenza classica può essere usata per
      definire una logica, anche la nozione di inferenza che preserva gradi
      di verità viene usata per costruire logiche che preservano gradi
      di verità.

              sviluppo tecnico
              momento interpretativo
              rapporti tra verità e conseguenza




Rossella Marrano
Dai gradi di verità ai gradi di conseguenza
Inquadramento teorico




      Il teorema e la tesi di Suszko rappresentano un ottimo case-study
      rispetto al discorso generale sulla formalizzazione e sull’interazione
      tra logica e filosofia.




Rossella Marrano
Dai gradi di verità ai gradi di conseguenza
Schema di interazione:
          1   partiamo da un’intuizione o da una concezione filosofica, decidiamo
              di procedere formalmente;
          2   proposta di formalizzazione:
                   disvelamento di nuove possibilità teoriche;
                   la cornice logico-matematica ci permette di esplorare
                   formalmente le conseguenze delle nostre scelte e di dimostrare
                   teoremi;
          3   come vanno interpretati i risultati? momento del feedback:
                  come si valuta il peso (la conclusività) di questi risultati
                  formali rispetto alle intuizioni di partenza?
                  come cambiano, se cambiano, le nostre intuizioni alla luce dei
                  risultati?
          4   si ritraducono formalmente le nuove informazioni sulla nozione
              intuitiva e si ritorna al punto 1.


Rossella Marrano
Dai gradi di verità ai gradi di conseguenza
Spirale virtuosa
      Covarianza tra concetto informale (che grazie alla formalizzazione si
      precisa) e formalizzazione (che deve essere sensibile al concetto
      informale).




Rossella Marrano
Dai gradi di verità ai gradi di conseguenza
Opportunità e rischi

      Questo quadro si lega trasversalmente al discorso sulle opportunità
      offerte della formalizzazione:
              nuove possibilità teoriche che possono poi avere interessanti
              ricadute filosofiche (ricerca della completezza di Hansson);
              impianto logico-deduttivo che permette di esplorare
              formalmente le conseguenze di qualsiasi scelta riguardante il
              sistema formale.


      In questo modo la formalizzazione contribuisce a ‘raffinare’ le
      nostre intuizioni.


Rossella Marrano
Dai gradi di verità ai gradi di conseguenza
Nozione di verità:
          1   idee informali, dibattito filosofico sulla verità e sui valori di verità;
          2   formalizzazione: valori di verità come codominio di una funzione di
              valutazione v : EL → {0, 1}
                      abbandono del vincolo interpretativo ⇒ possibilità di
                      generalizzare da 2 a 3 fino a [0, 1] ⇒ sviluppo di logiche
                      polivalenti,
                      teorema di riduzione di Suszko;
          3   momento del feedback:
                      tesi di Suszko;
                      discussione sulla tesi;
                      importo teorico minimale del teorema;
          4   possibile traduzione formale di questo ‘aggiornamento’: introduzione
              della nozione di gradi di conseguenza.


Rossella Marrano
Dai gradi di verità ai gradi di conseguenza
Nozione di conseguenza:
          1   partiamo dal concetto informale di ‘seguire logicamente’. Intuizione:
              preservazione della verità (Bolzano, Tarski);
          2   formalizzazione: Tarski
                      sviluppo di logiche deduttive (anche polivalenti) basate su
                      questa nozione;
                      teorema di riduzione di Suszko;
          3   feedback: importo minimale;
          4   costruzioni formali alternative:
                      gradi di conseguenza,
                      logiche che preservano gradi di conseguenza.
          5   si torna al momento interpretativo (sharpening):
                      come interpretiamo queste nuove nozioni?
                      che ricaduta hanno sulle nostre intuizioni sulla conseguenza, la
                      verità ed i gradi?
Rossella Marrano
Dai gradi di verità ai gradi di conseguenza
Bibliografia I


             Arnon Avron.
             Multi-valued Semantics: Why and How.
             Studia Logica: An International Journal for Symbolic Logic,
             92(2):163–182, June 2009.
             Josep Maria Font.
             Consequence and degrees of truth in many-valued logic (to
             appear).
             In Franco Montagna, editor, Peter Hàjek on Mathematical
             Fuzzy Logic, pages 1–25.



Rossella Marrano
Dai gradi di verità ai gradi di conseguenza
Bibliografia II

             Josep Maria Font.
             Taking Degrees of Truth Seriously.
             Studia Logica: An International Journal for Symbolic Logic,
             91(3):383–406, 2009.
             Sven Hansson.
             Q−consequence operation.
             The Bulletin of Symbolic Logic, 6(2):162–175.
             Grzegorz Malinowski.
             Beyond Three Inferential Values.
             Studia Logica: An International Journal for Symbolic Logic,
             92(2):203–213, 2009.

Rossella Marrano
Dai gradi di verità ai gradi di conseguenza
Bibliografia III

             Grzegorz Malinowski.
             Q−consequence operation.
             Reports on Mathematical Logic, 24:49–59, 2009.
             Emil L. Post.
             Introduction to a General Theory of Elementary Propositions.
             American Journal of Mathematics, 43(3):163–185, 1921.
             Roman Suszko.
             The Fregean Axiom and Polish Mathematical Logic in the
             1920s.
             Studia Logica: An International Journal for Symbolic Logic,
             36(4):377–380, 1977.


Rossella Marrano
Dai gradi di verità ai gradi di conseguenza
Bibliografia IV




             Heinrich Wansing and Yaroslav Shramko.
             Suszko’s Thesis, Inferential Many-valuedness, and the Notion
             of a Logical System.
             Studia Logica: An International Journal for Symbolic Logic,
             88(3):405–429, 2008.




Rossella Marrano
Dai gradi di verità ai gradi di conseguenza

Gradi di conseguenza

  • 1.
    Dai gradi diverità ai gradi di conseguenza Rossella Marrano 18 marzo 2013
  • 2.
    Struttura 1 Panoramica sul problema filosofico dei valori di verità. 2 Formalizzazione: logiche polivalenti e teorema di Suszko. 3 Discussione sul teorema, raffinamento dell’intuizione. 4 Nuova proposta formale: nozione di gradi di conseguenza. 5 Verità, conseguenza e formalizzazione: proposta teorica. Rossella Marrano Dai gradi di verità ai gradi di conseguenza
  • 3.
    Frege 1891 Funzione e concetto. 1892 Senso e denotazione. Un enunciato si comporta come un nome proprio (espressione saturata) e la sua denotazione è un valore di verità: il VERO o il FALSO. Rossella Marrano Dai gradi di verità ai gradi di conseguenza
  • 4.
    Verità come oggettoo come proprietà? Rapporti tra i due: Un enunciato è vero se e solo se il suo valore di verità è il VERO. Cioè: T (φ) ⇐⇒ v (φ) = . Osservazioni: dibattito ontologico-metafisico rapporto sintassi/semantica problemi di priorità? Rossella Marrano Dai gradi di verità ai gradi di conseguenza
  • 5.
    Valori di veritàcome valori logici Frege, 1918 “The word ‘true’ indicates the aim of the logic as does ‘beautiful’ that of aesthetics and ‘good’ that of ethics.” Łukasiewicz, 1921 “All true propositions denote one and the same object, namely truth, and all false propositions denote one and the same object, namely falsehood. I consider truth and falsehood to be singular objects in the same sense as the number 2 or 4 is. [...] Logic is the science of objects of a special kind, namely a science of logical values.” Rossella Marrano Dai gradi di verità ai gradi di conseguenza
  • 6.
    Proposta di formalizzazione I valori di verità rappresentano il codominio di una funzione di valutazione che associa ad ogni enunciato del linguaggio il suo valore di verità. Rossella Marrano Dai gradi di verità ai gradi di conseguenza
  • 7.
    Logica proposizionale Linguaggio L = {p1 , . . . , pn }. Connettivi C = {¬, ∧, ∨, →} più significato: {f¬ , f∧ , f∨ , f→ }. Enunciati EL. Valutazioni v ∈ V definizione v : L → {0, 1} che si estende a v : EL → {0, 1} proprietà: composizionalità bivalenza noncontraddittorietà Conseguenza logica Γ |= φ ⇐⇒ ∀v ∈ V se v (Γ) = 1 allora v (φ) = 1. Rossella Marrano Dai gradi di verità ai gradi di conseguenza
  • 8.
    Quali sono lemodifiche minimali da fare per ottenere un’estensione polivalente della logica precedente? Linguaggio L = {p1 , . . . , pn }. Connettivi C = {¬, ∧, ∨, →} più significato: {f¬ , f∧ , f∨ , f→ }. Enunciati EL. Valutazioni v ∈ V definizione v : L → {0, 1} che si estende a v : EL → {0, 1} proprietà: composizionalità bivalenza noncontraddittorietà Conseguenza logica Γ |= φ ⇐⇒ ∀v ∈ V se v (Γ) = 1 allora v (φ) = 1. La nozione di conseguenza logica non cambia. Rossella Marrano Dai gradi di verità ai gradi di conseguenza
  • 9.
    Il passaggio dadue a più valori di verità ha motivazioni filosofiche o nasce da un interesse puramente matematico? Łukasiewicz, 1922 Post, 1920 “To me, personally, the “One class of such systems, and principle of bivalence does not we study these in detail, seems appear to be self-evident. to have the same relation to Therefore I am entitled not to ordinary logic that geometry in recognize it, and to accept the a space of an arbitrary number view that besides truth and of dimensions has to the falsehood there exist other geometry of Euclid. [...] In truth-values, including at least these systems instead of the two one more, the third truth-values + and −, we have truth-value.” m distinct ‘truth-values’ tl , t2 , ..., tm where m is any positive integer.” Giustificazione filosofica Passaggio immediato Rossella Marrano Dai gradi di verità ai gradi di conseguenza
  • 10.
    Che preceda osegua l’estensione del codominio, il momento interpretativo è fondamentale. Se 1 e 0 vengono interpretati come VERO e FALSO, che interpretazione va associata agli altri valori? O, in altri termini, se 2 è l’insieme dei valori di verità, come vanno interpretati gli altri possibili codomini? In alcuni casi l’intuizione ci assiste: tre valori: il terzo valore può essere visto come insensato non definito (possibile) indeterminato paradossale quattro valori: vero, falso, né vero né falso, sia vero che falso. ...? ... infiniti valori: gradi (continui) di verità. Rossella Marrano Dai gradi di verità ai gradi di conseguenza
  • 11.
    Verità come nozionegraduata Abbiamo un’intuizione in merito e questa è presente anche senza fare appello a frasi che coinvolgono predicati vaghi. Esempio I: (Ia) Il triangolo è un cerchio. (Ib) Il quadrato è un cerchio. Esempio II: (IIa) Il triangolo è un quadrato. (IIb) Il cerchio è un quadrato. Rossella Marrano Dai gradi di verità ai gradi di conseguenza
  • 12.
    Gli enunciati degliesempi sono tutti banalmente falsi; tuttavia c’è un senso in cui saremmo disposti ad accettare che gli enunciati (b) sono ‘meno falsi’ (o ‘più veri’ ?) degli (a). Nel primo caso per un’intuizione aritmetica sul numero di lati (4 è più vicino ad infinito di 3) e nel secondo per un’intuizione geometrica sulla forma. Una cosa o è falsa o non lo è però accettiamo il fatto che “alcune siano più false di altre”. Come di formalizza questa intuizione? La proposta più comune è quella di considerare l’intervallo reale come codominio della funzione di valutazione ed interpretare i punti come ‘gradi di verità’. Rossella Marrano Dai gradi di verità ai gradi di conseguenza
  • 13.
    Parentesi: sulla vaghezza Il discorso sui gradi di verità è spesso legato a quello sulla vaghezza semantica. La scelta di non trattare questo problema è indipendente dalla nostra convinzione o meno circa il contributo che le logiche polivalenti possono dare alla chiarificazione di problemi legati alla vaghezza. Non lo trattiamo in quanto pertinente alla sfera delle applicazioni. Noi siamo interessati ai fondamenti teorici delle logiche polivalenti e il nostro target è indagare il ruolo di nozioni come la verità, la conseguenza e i rapporti tra le due. Rossella Marrano Dai gradi di verità ai gradi di conseguenza
  • 14.
    All’interno di questacomplessa cornice fatta di tesi filosofiche ed intuizioni bisogna valutare il peso di un risultato logico-matematico come il teorema di riduzione di Suszko. Teorema di riduzione (Suszko, 1977) Ogni logica tarskiana ha una semantica bivalente. Per una dimostrazione rigorosa vedere qui. Rossella Marrano Dai gradi di verità ai gradi di conseguenza
  • 15.
    Il sistema dellematrici Segnatura (tipo) L: simboli con arietà Variabili proposizionali Var Formule For Algebra delle formule FM = For , F1 , . . . , Fn Algebra simile a FM: A = A, f1 , . . . , fn Omomorfismo: s : Var → A che si estende a hs : For → A con hs ∈ Hom(FM, A). Matrice logica: M = A, D = A, D, {fi }i∈I con D ⊆ A. Modello: M = A, D, h Conseguenza logica: Γ φ ⇐⇒ ∀h ∈ Hom(FM, A) se h(Γ) ∈ D allora h(φ) ∈ D. Rossella Marrano Dai gradi di verità ai gradi di conseguenza
  • 16.
    Teorema di riduzione— idea intuitiva Osservazione L’insieme D si comporta come un predicato di verità classico. Idea della dimostrazione: per ogni valutazione h : For → A si costruisce una valutazione th che valuta 1 tutte le φ tali che φ ∈ D e 0 tutte quelle tali che φ ∈ D. La matrice logica di L più la classe / di valutazioni così ottenute ci fornisce una semantica bivalente. Teorema di riduzione (Suszko, 1977) Ogni logica tarskiana ha una semantica bivalente. Rossella Marrano Dai gradi di verità ai gradi di conseguenza
  • 17.
    ‘Retroazione’ del risultatoformale sul dibattito filosofico Che impatto ha questo risultato sulla questione dei valori di verità precedentemente delineata? Problemi: che ruolo hanno gli altri valori? che fine fa l’idea di polivalenza? ha ancora senso parlare di più valori di verità? o di gradi? cosa ci dice questo teorema sulla nozione di conseguenza tarskiana? Rossella Marrano Dai gradi di verità ai gradi di conseguenza
  • 18.
    Digressione: risultati infilosofia L’assunzione soggiacente all’intera discussione è che risultati matematici possano dare un contributo significativo all’analisi di problemi filosofici. Questa è un’assunzione controversa e pone problemi come che cos’è un risultato in filosofia? un problema filosofico ammette soluzione? come si valuta il ruolo di un risultato formale (negativo, positivo, neutro) rispetto ad una posizione filosofica? come se ne valuta l’importo, la cogenza, la conclusività? Rossella Marrano Dai gradi di verità ai gradi di conseguenza
  • 19.
    Il nostro problema Come si legge filosoficamente il teorema di riduzione? Qual è il feedback, se c’è, sulle nostre intuizioni? Vedremo diverse posizioni: Tesi di Suszko. Discussione sulla tesi. Avron, 2009 Malinowski, 1990 Font, 2009 ‘Importo minimale’ del teorema. Rossella Marrano Dai gradi di verità ai gradi di conseguenza
  • 20.
    Tesi (Suszko, 1977) “Łukasiewicz is the chief perpetrator of a magnificent conceptual deceit lasting out in mathematical logic to the present day. [...] How was it possible that the humbug of many logical values persisted over the last fifty years?” “[...] any multiplication of logical value is a mad idea [...].” “Thus, the Fregean Axiom has been constructively abolished by Jan Łukasiewicz. However, he did not as he could not create any new logical value besides the truth and the falsity.” Rossella Marrano Dai gradi di verità ai gradi di conseguenza
  • 21.
    Tesi di Suszko Da un punto di vista logico, esistono solo due valori di verità. Gli altri valori non hanno peso logico, hanno un significato soltanto algebrico. Questo caso ci permette anche di capire cosa intende Hansson (2000) parlando di rischi della formalizzazione: la formalizzazione può favorire l’introduzione di costruzioni ad hoc che non hanno un’interpretazione informale; ci si può indebitamente focalizzare su problemi che in realtà sono artefatti del modello. Rossella Marrano Dai gradi di verità ai gradi di conseguenza
  • 22.
    Tesi di Suszko. Discussione sulla tesi. Avron, 2009 Malinowski, 1990 Font, 2009 ‘Importo minimale’ del teorema. Rossella Marrano Dai gradi di verità ai gradi di conseguenza
  • 23.
    Avron, 2009 “On the philosophical level, Suszko’s thesis seems to me correct. When it comes to truth of meaningful propositions there are just two possibilities: a proposition is either true or false. Therefore in my opinion there are indeed just two truth-values (calling them ‘logical’ truth-values adds nothing, and I believe it is even misleading). However, for the working logicians and mathematicians this philosophical thesis has little significance. Bivalent semantics for logical systems is a too limited framework. The point in developing adequate semantics for a given logic is to use it for getting deeper understanding of the system and its properties. Bivalent semantics is seldom useful for this purpose.” Obiezione condivisibile, ma a noi interessa l’impatto filosofico. Rossella Marrano Dai gradi di verità ai gradi di conseguenza
  • 24.
    Malinowski, Q(uasi)-conseguenza Modifica del concetto di matrice logica basata sull’idea seguente: Idea informale In alcuni ragionamenti (es. ragionamento per ipotesi) accettiamo delle conclusioni a partire da premesse non rifiutate. Prendere VERO — FALSO DESIGNATO — NON DESIGNATO ACCETTATO — RIFIUTATO come coppie di concetti contrari invece di contraddittori. Tesi La modellizzazione di questo tipo di ragionamento diventa un esempio di logica polivalente immune alla riduzione di Suszko. Rossella Marrano Dai gradi di verità ai gradi di conseguenza
  • 25.
    Formalmente L-matrice M = A, D = A, D, {fi }i∈I con D ⊆ A. L-logica Γ φ ⇔ ∀h ∈ Hom(FM, A) se ∀γ ∈ Γ h(γ) ∈ D allora h(φ) ∈ D. Q-matrice su L M = A, D + , D − = A, D + , D − , {fi }i∈I con D + ⊆ A, D − ⊆ A, D + ∩ D − = ∅ e D + ∪ D − = A. Q-logica L Γ φ ⇔ ∀h ∈ Hom(FM, A) se ∀γ ∈ Γ {h(γ)} ∩ D − = ∅ allora h(φ) ∈ D. ¬∃γ∈Γ h(γ)∈D − Rossella Marrano Dai gradi di verità ai gradi di conseguenza
  • 26.
    Contro Suszko Una matrice di questo tipo genera una semantica trivalente per la logica. E il terzo valore sembra rientrare a pieno titolo tra i valori logici (nel senso di Suszko). Teorema (Malinowski, 1990) Ogni q−logica è caratterizzata da una classe di q−modelli bivalenti o da una classe di q−modelli trivalenti. Rossella Marrano Dai gradi di verità ai gradi di conseguenza
  • 27.
    Osservazioni 1 questa nozione di conseguenza in quanto non riflessiva non preserva il valore di verità dalle premesse alla conclusione (non dimostra neanche le assunzioni!), 2 è un controesempio alla tesi di Suszko? Dipende. Sembra contraddire la tesi di Suszko solo se quest’ultima viene presa nella sua forma ‘estrema’ (non possono esistere valori di verità logici diversi dal vero e dal falso) che necessita un indebolimento se non vuole ‘dire’ di più del teorema di riduzione. Rossella Marrano Dai gradi di verità ai gradi di conseguenza
  • 28.
    Cosa impariamo daMalinowski? Il teorema di riduzione (nella versione di Suszko) è legato alla definizione di conseguenza logica tarskiana e quindi vale per le logiche tarskiane. Cambiando la nozione di conseguenza il risultato si ripresenta in una versione più generale (rafforzata). C’è un legame molto forte tra logicità dei valori di verità e preservazione nell’inferenza. Rossella Marrano Dai gradi di verità ai gradi di conseguenza
  • 29.
    Font, 2009 Obiezioni: 1 la semantica di Suszko non è una vera semantica perché per costruirla ci si serve della logica (“syntax in disguise”). 2 rischio di identificare una proprietà della semantica con un’intrinseca proprietà della logica. Passaggio illegittimo: SR ogni logica ha una semantica a due valori. ST ogni logica è (logicamente) bivalente. 1 e 2 si neutralizzano a vicenda Ma se la semantica è così vicina alla logica (tanto da essere la stessa cosa) allora il risultato semantico dovrà pur dire qualcosa sulla logica. E cosa dice? Rossella Marrano Dai gradi di verità ai gradi di conseguenza
  • 30.
    Importo minimale delteorema Non importa quanti elementi ha il codominio della funzione di valutazione, se la nozione di conseguenza è vero-preservante in senso tarskiano gli unici valori logici sono il VERO e il FALSO. Il teorema di riduzione è la dimostrazione formale di qualcosa di altamente plausibile dal punto di vista intuitivo e cioè: La nozione di conseguenza tarskiana (definita come preservazione della verità dalle premesse alla conclusione) è intrinsecamente bivalente. Fatto la cui ‘banalità’ emerge (o si apprezza pienamente) solo grazie al risultato formale. Rossella Marrano Dai gradi di verità ai gradi di conseguenza
  • 31.
    Osservazione fondamentale Il carattere logico del valore 1 (VERO) sta nel suo essere l’unica cosa che ci interessa preservare nelle inferenze valide (cuore della logica). A conferma di questo approfondiamo l’idea di polivalenza inferenziale proposta da Wansing e Shramko (2008). Rossella Marrano Dai gradi di verità ai gradi di conseguenza
  • 32.
    Wansing, Shramko, 2008 Problemi che cos’è un valore logico? in virtù di quali proprietà VERO e FALSO sono considerati valori logici? VERO: ciò che si preserva in un’inferenza valida da tutte le premesse alla conclusione. FALSO: ciò che si preserva in un’inferenza valida dalla conclusione ad almeno una delle premesse Risposta I valori di verità logici sono tutti e soli quelli che vengono preservati da una relazione di conseguenza logica definita in modo canonico. Rossella Marrano Dai gradi di verità ai gradi di conseguenza
  • 33.
    Polivalenza logica =polivalenza inferenziale Wansing, Shramko, 2008 “A logic may then be said to be logically (or inferentially) k−valued if it is a language together with k canonically defined and pairwise distinct entailment relations on (the set of formulas of) this language. Each of these k entailment relations is Tarskian and hence, in particular, it is reflexive.” Definita canonicamente: relazione che preserva l’appartenenza ad un certo insieme di valori algebrici o dalle premesse alla conclusione o dalla conclusione alle premesse (relazione tarskiana). A due a due distinte: due valori logici sono indipendenti l’uno dall’altro se e solo se le relazioni canoniche di conseguenza ad essi associate sono distinte. Rossella Marrano Dai gradi di verità ai gradi di conseguenza
  • 34.
    Feedback dell’importo minimale L’idea di conseguenza logica come preservazione di un qualche valore ci sembra irrinunciabile. L’idea di conseguenza logica come vero-preservante (conseguenza tarskiana) è pacifica quando c’è una sola nozione di verità nel modello. Una nozione di conseguenza logica intrinsecamente bivalente sembra non riflettere l’idea semantica di polivalenza. Rossella Marrano Dai gradi di verità ai gradi di conseguenza
  • 35.
    Proposta: gradi diconseguenza Se si accetta l’importo minimale del teorema e cioè il fatto che la bivalenza delle logiche tarskiane risiede nella nozione di conseguenza, allora per poter parlare seriamente di valori di verità diversi da 0 ed 1 è proprio su di essa che si deve agire (non solo sul codominio della funzione di valutazione). Idea intuitiva Accettiamo come valide non solo inferenze che ci fanno passare dal vero al vero, ma anche inferenze la cui conclusione segue dalle premesse con un certo grado di ‘cogenza’. Rossella Marrano Dai gradi di verità ai gradi di conseguenza
  • 36.
    Font, 2009 “Logics preserving degrees of truth can be a reasonable alternative to the old truth-preserving schema, if one wants to take degrees of truth seriously, that is if one wants to give a true role of logical value to all truth values.” Font, to appear “However, if it is consequence that matters, then it seems more natural to demand that consequence preserves truth not only in its maximum degree, but in all the available degrees.” Rossella Marrano Dai gradi di verità ai gradi di conseguenza
  • 37.
    Pensiamo gli enunciaticome aventi gradi di accettabilità diversi dalla verità assoluta e dalla falsità assoluta. Nota bene Non si tratta di gradi di convinzione o di credenza ma della ‘forza categorica’ dell’enunciato in sè (il suo grado di verità). Vorremmo anche da questo tipo di enunciati poter dedurre delle conclusioni. Ci serve: stabilire il grado di accettazione di un insieme di premesse a partire da quello dei suoi singoli elementi, stabilire quanto siamo forzati ad accettare la conclusione data l’accettazione ed il grado di accettazione delle premesse. Gradi di conseguenza Rossella Marrano Dai gradi di verità ai gradi di conseguenza
  • 38.
    Inferenza che preservagradi di verità Idea Il grado di verità della conclusione deve essere almeno uguale al più piccolo tra i gradi di verità delle premesse accettate. Definizione informale Un enunciato φ segue logicamente da un insieme di enunciati Γ se e solo se tutte le volte che accettiamo Γ con un certo grado di verità siamo costretti ad accettare φ con almeno quel grado di verità. Rossella Marrano Dai gradi di verità ai gradi di conseguenza
  • 39.
    Definizione formale (Font) Definizione 1. Γ A φ ⇐⇒ ∀h ∈ Hom(FM, A), ∀a ∈ A se ∀γ ∈ Γ h(γ) ≥ a allora h(φ) ≥ a. Se si aggiunge la condizione particolare che A sia un reticolo completo (o equivalentemente che (A, ≤) sia una ordine lineare), allora la precedente definizione è equivalente alla seguente: Definizione 2. Γ A φ ⇐⇒ ∀h ∈ Hom(FM, A), h(φ) ≥ inf { h(γ) | γ ∈ Γ } . Rossella Marrano Dai gradi di verità ai gradi di conseguenza
  • 40.
    Le algebre deivalori di verità che solitamente interessano sono reticoli completi. Quindi ci interessa la versione 2. della definizione, che è l’immediata traduzione formale della definizione intuitiva data. Come la leggiamo? Osservazioni preliminari: ci serve un ordine sui valori si può assumere che Γ sia finito valori di verità VS gradi di verità Rossella Marrano Dai gradi di verità ai gradi di conseguenza
  • 41.
    Ordine sui valori Attenzione! Queste definizioni si possono applicare solo alle semantiche il cui insieme di valori di verità è (almeno) parzialmente ordinato. Quanto è scontata l’assunzione che i valori di verità si possano sempre comparare? Matematicamente: Teorema del Buon Ordinamento Filosoficamente: Operazione difficile da giustificare Esempio: {1, 0, i} Rossella Marrano Dai gradi di verità ai gradi di conseguenza
  • 42.
    Ipotesi di finitezza È conveniente restringersi a logiche finitarie cioè tali che Γ φ ⇐⇒ esiste un Γ0 ⊆f Γ tale che Γ0 φ. Rossella Marrano Dai gradi di verità ai gradi di conseguenza
  • 43.
    Valori e gradi Consideriamo l’insieme A di valori algebrici, su cui sappiamo essere definita una relazione d’ordine. Valori di verità: ogni a tale che a ∈ A Gradi di verità ogni intervallo aperto [a) ⊆ A, cioè [a) = { x ∈ A | a ≤ x }. a è il valore di verità che determina il grado di verità [a). Rossella Marrano Dai gradi di verità ai gradi di conseguenza
  • 44.
    Come si leggela definizione? Esempio Rossella Marrano Dai gradi di verità ai gradi di conseguenza
  • 45.
    Come si leggela definizione? Esempio Rossella Marrano Dai gradi di verità ai gradi di conseguenza
  • 46.
    Cosa si preserva? Matematicamente: la relazione A non preserva i punti in A ma i sottoinsiemi della forma [a) per tutti gli a ∈ A. Dove a è definito come l’infimo dell’insieme dei valori di verità delle premesse dell’inferenza. Interpretazione: i valori logici (nel senso chiarito sopra) sono i gradi di verità. Rossella Marrano Dai gradi di verità ai gradi di conseguenza
  • 47.
    Sviluppi Così come la nozione di inferenza classica può essere usata per definire una logica, anche la nozione di inferenza che preserva gradi di verità viene usata per costruire logiche che preservano gradi di verità. sviluppo tecnico momento interpretativo rapporti tra verità e conseguenza Rossella Marrano Dai gradi di verità ai gradi di conseguenza
  • 48.
    Inquadramento teorico Il teorema e la tesi di Suszko rappresentano un ottimo case-study rispetto al discorso generale sulla formalizzazione e sull’interazione tra logica e filosofia. Rossella Marrano Dai gradi di verità ai gradi di conseguenza
  • 49.
    Schema di interazione: 1 partiamo da un’intuizione o da una concezione filosofica, decidiamo di procedere formalmente; 2 proposta di formalizzazione: disvelamento di nuove possibilità teoriche; la cornice logico-matematica ci permette di esplorare formalmente le conseguenze delle nostre scelte e di dimostrare teoremi; 3 come vanno interpretati i risultati? momento del feedback: come si valuta il peso (la conclusività) di questi risultati formali rispetto alle intuizioni di partenza? come cambiano, se cambiano, le nostre intuizioni alla luce dei risultati? 4 si ritraducono formalmente le nuove informazioni sulla nozione intuitiva e si ritorna al punto 1. Rossella Marrano Dai gradi di verità ai gradi di conseguenza
  • 50.
    Spirale virtuosa Covarianza tra concetto informale (che grazie alla formalizzazione si precisa) e formalizzazione (che deve essere sensibile al concetto informale). Rossella Marrano Dai gradi di verità ai gradi di conseguenza
  • 51.
    Opportunità e rischi Questo quadro si lega trasversalmente al discorso sulle opportunità offerte della formalizzazione: nuove possibilità teoriche che possono poi avere interessanti ricadute filosofiche (ricerca della completezza di Hansson); impianto logico-deduttivo che permette di esplorare formalmente le conseguenze di qualsiasi scelta riguardante il sistema formale. In questo modo la formalizzazione contribuisce a ‘raffinare’ le nostre intuizioni. Rossella Marrano Dai gradi di verità ai gradi di conseguenza
  • 52.
    Nozione di verità: 1 idee informali, dibattito filosofico sulla verità e sui valori di verità; 2 formalizzazione: valori di verità come codominio di una funzione di valutazione v : EL → {0, 1} abbandono del vincolo interpretativo ⇒ possibilità di generalizzare da 2 a 3 fino a [0, 1] ⇒ sviluppo di logiche polivalenti, teorema di riduzione di Suszko; 3 momento del feedback: tesi di Suszko; discussione sulla tesi; importo teorico minimale del teorema; 4 possibile traduzione formale di questo ‘aggiornamento’: introduzione della nozione di gradi di conseguenza. Rossella Marrano Dai gradi di verità ai gradi di conseguenza
  • 53.
    Nozione di conseguenza: 1 partiamo dal concetto informale di ‘seguire logicamente’. Intuizione: preservazione della verità (Bolzano, Tarski); 2 formalizzazione: Tarski sviluppo di logiche deduttive (anche polivalenti) basate su questa nozione; teorema di riduzione di Suszko; 3 feedback: importo minimale; 4 costruzioni formali alternative: gradi di conseguenza, logiche che preservano gradi di conseguenza. 5 si torna al momento interpretativo (sharpening): come interpretiamo queste nuove nozioni? che ricaduta hanno sulle nostre intuizioni sulla conseguenza, la verità ed i gradi? Rossella Marrano Dai gradi di verità ai gradi di conseguenza
  • 54.
    Bibliografia I Arnon Avron. Multi-valued Semantics: Why and How. Studia Logica: An International Journal for Symbolic Logic, 92(2):163–182, June 2009. Josep Maria Font. Consequence and degrees of truth in many-valued logic (to appear). In Franco Montagna, editor, Peter Hàjek on Mathematical Fuzzy Logic, pages 1–25. Rossella Marrano Dai gradi di verità ai gradi di conseguenza
  • 55.
    Bibliografia II Josep Maria Font. Taking Degrees of Truth Seriously. Studia Logica: An International Journal for Symbolic Logic, 91(3):383–406, 2009. Sven Hansson. Q−consequence operation. The Bulletin of Symbolic Logic, 6(2):162–175. Grzegorz Malinowski. Beyond Three Inferential Values. Studia Logica: An International Journal for Symbolic Logic, 92(2):203–213, 2009. Rossella Marrano Dai gradi di verità ai gradi di conseguenza
  • 56.
    Bibliografia III Grzegorz Malinowski. Q−consequence operation. Reports on Mathematical Logic, 24:49–59, 2009. Emil L. Post. Introduction to a General Theory of Elementary Propositions. American Journal of Mathematics, 43(3):163–185, 1921. Roman Suszko. The Fregean Axiom and Polish Mathematical Logic in the 1920s. Studia Logica: An International Journal for Symbolic Logic, 36(4):377–380, 1977. Rossella Marrano Dai gradi di verità ai gradi di conseguenza
  • 57.
    Bibliografia IV Heinrich Wansing and Yaroslav Shramko. Suszko’s Thesis, Inferential Many-valuedness, and the Notion of a Logical System. Studia Logica: An International Journal for Symbolic Logic, 88(3):405–429, 2008. Rossella Marrano Dai gradi di verità ai gradi di conseguenza