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Il dossier


GP ROMA
“LA GRAN PORCATA”




                     A cura di

                Paolo Grimoldi
          Deputato Lega Nord Padania




   www.giovanipadani.com - pgrimoldi@leganord.org
PERCHÉ UN GRAN PREMIO A ROMA?

       MANCAVA IN ITALIA UN GRAN PREMIO?

NO!

       IL GRAN PREMIO DI MONZA NON ATTIRA
       PUBBLICO?

NO!

       IL GRAN PREMIO DI ROMA SARA’ SPETTACOLARE?

NO! (anzi, sarà lentissimo)

       ROMA E’ IN GRADO DI SOSTENERE UN GP?

NO!

       L’ITALIA PUO’ SOSTENERE DUE GP?

NO! IMOLA INSEGNA




           C’E’ QUALCHE ALTRO INTERESSE?

              SEMBREREBBE PROPRIO DI SI’…
A RISCHIO IL GRAN PREMIO DI MONZA




    • I GRAN PREMI DI FORMULA 1 HANNO AVUTO 39
      DIVERSE DENOMINAZIONI; SOLO QUELLI DI GRAN
      BRETAGNA E D'ITALIA SI SONO DISPUTATI IN TUTTE
      LE 60 EDIZIONI DEL CAMPIONATO.


    • ALCUNI DATI SULL’AUTODROMO E IL GRAN PREMIO DI
      MONZA: UN MITO NON SI IMPROVVISA
La costruzione dell'Autodromo di Monza fu decisa nel gennaio del 1922
dall'Automobile Club di Milano, con lo scopo di celebrare il venticinquesimo
anniversario di nascita dell'Associazione: questa infatti era sorta, sia pure in
forma embrionale, nel marzo del 1897. La realizzazione di un impianto fisso ed
autonomo da destinare alle competizioni motoristiche ed alle prove
sperimentali era suggerita dalle esigenze tecniche e commerciali delle varie
case costruttrici nazionali che, anche in quel tempo, guardavano alla
esportazione verso i mercati esteri come ad una fase di sviluppo dell’attività
produttiva.

La prima pietra fu collocata da Vincenzo Lancia e Felice Nazzaro alla fine di
febbraio del 1922

L'autodromo fu costruito nel tempo record di centodieci giorni e la pista fu
percorsa nell'intero suo sviluppo per la prima volta il 28 luglio da Pietro Bordino
e Felice Nazzaro a bordo di una Fiat 570*.

* fonte Autodromo di Monza



    • I RISCHI PER MONZA: 2000 POSTI DI LAVORO, 360
      MILIONI DI INDOTTO

Il Gran Premio di Roma costa a Monza e Milano complessivamente circa 2000
posti di lavoro. Del resto, con il Gran Premio d’Italia “condiviso”, il GP di
Monza, da sempre considerato a livello internazionale il Gran premio d’Italia
per antonomasia, perderebbe, solo in termini di immagine e di brand, circa 350
milioni di Euro, ai quali vanno aggiunti circa 10 milioni “mancati” per l’indotto
prettamente turistico. E’quanto emerge da una stima dell’Ufficio studi della
Camera di commercio di Monza e Brianza su dati Registro Imprese,
Regione Lombardia, Istat, Censis, Isnart, Autodromo di Monza,
Provincia di Milano*.

*fonte Camera di Commercio di Monza e Brianza (2010)



    • RIPERCUSSIONI ANCHE SU MILANO E PROVINCE
      LIMITROFE

Il GP di Monza vale 3 miliardi di Euro, questo il valore del brand GP Monza
stimato sulla base di un insieme di parametri: conoscenza della manifestazione
a livello internazionale, flussi turistici generali e legati all’evento, competitività
economica del territorio (imprese, indice di apertura commerciale, pil). E’
quanto risulta da una stima dell’Ufficio studi della Camera di commercio di
Monza e Brianza a partire da Anholt Brand Index, su indagine CCIAA di Monza
e Brianza condotta da DigiCamere, dati Autodromo, Registro Imprese, Istituto
Tagliacarne, Rapporto sull’internazionalizzazione della nuova provincia di
Monza e Brianza curato dall’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Solo
l’edizione 2009 del GP di Monza ha un indotto stimato in oltre 70 milioni di
Euro: di cui circa 30 milioni di indotto turistico, 37 milioni di Euro di ricadute
economiche sul settore “motori” del territorio (Brianza, Milano e Lecco) e 4,6
milioni di Euro di benefici per il comparto degli allestimenti, comunicazione,
spedizioni, allestimento impianti, facchinaggio della Brianza*.
*fonte Camera di Commercio di Monza e Brianza (2010)
• I FALLIMENTI DELLE DOPPIE GARE IN UN SOLO STATO

  1. Fallimento Gran Premio di Imola. Ai tempi si disse che “l’Italia, con
     la finzione del Gran Premio di San Marino, era l’unico paese ad
     avere due Gran Premi di Formula Uno (Monza ed Imola), a fronte
     della pressione di numerosi paesi dell’Est europeo e del Sud Est
     asiatico interessati ad allestire manifestazioni di Formula Uno con
     opzioni che garantiscono a FOA maggiori rientri economici” e che
     “l’insoddisfacente andamento economico degli ultimi Gran Premi
     svoltisi a Imola, per ragioni anche legate ad infelici date di
     calendario, di certo non permette di raggiungere risultati
     economici positivi alla società organizzatrice, la quale deve
     quindi allargare la propria sfera di interesse su un mix
     variegato di eventi e manifestazioni, non solo legate al
     mondo dello sport”.



  2. Barcellona, a causa di Valencia, ha perso 9 milioni di Euro nel
     2010. Valencia è in rosso di 12 milioni.

  3. La Germania ha abbandonato l’idea di avere due gare
     (Nuerburgring e Hockenheim si alternano).
C’E’ CHI DICE NO…

                   I rischi legati all'impatto ambientale hanno convinto
                                     le autorità di Jersey City (negli USA)
                                           ad abbandonare in pochi giorni
                       l'idea di un tracciato all'interno nel parco urbano.



LO STATO DI NEW JERSEY HA RINUNCIATO A MAGGIO AD
UNA ANALOGA PROPOSTA PER UN GRAN PREMIO
CITTADINO DI FORMULA 1 PER 5 ANNI. PERCHÉ? PER
L’IMPATTO AMBIENTALE



"Dopo un esame della proposta di progetto elaborato dall’ Ufficio del Turismo
del Comune – ha dichiarato il sindaco Healy lo scorso maggio - sono giunto alla
stessa conclusione ... che questo tipo di evento non è adatto per il Liberty
State Park”.
L’IPOTESI ROMA




   • LO STUDIO DI FATTIBILITA’
Il 13 maggio 2009 il senatore Andrea Augello annuncia: ''Al termine di tre mesi
di intenso lavoro, ho consegnato al sindaco Alemanno un dettagliato studio di
fattibilità relativo al Gran Premio di Formula 1 a Roma, sulla base di un'ipotesi
di circuito definita e ritenuta accettabile sia dal punto di vista tecnico, sia da
quello commerciale''.


   • LA PRESENTAZIONE DEL GRUPPO FLAMMINI


Il 14 maggio 2009 viene presentato in Campidoglio dalla FG Group di Maurizio
Flammini lo studio di pre-fattibilità.
*immagine tratta dal depliant pubblicitario distribuito all’Eur


           1. QUANDO: 2012-2013


           2. DOVE: quartiere Eur: si snoderà nella parte nord dell'Eur ed
              interesserà viale dell'Arte, viale delle Tre Fontane e via di Val
              Fiorita, con uno sfondo rappresentato dal Palazzo della Civiltà e del
              Lavoro, della Chiesa di San Pietro e Paolo, del Palazzo dei
              Congressi, la piazza Marconi con il Museo Pigorini, il Palsport e la
              nuova Nuvola.


           3. TRACCIATO: 4.699 metri


           4. TEMPO DI PERCORRENZA: 1'34’’ a una velocità media stimata di 177 km/h


           5. DURATA: 25 ORE DI CORSA (GP1, GP2, FORMULA 3, BMW, PORSCHE) SU
              72 ORE DI COMPETIZIONE
6. BIGLIETTI SALASSO: verrà costituita una soluzione internazionale
   che permetterà la vendita dei 324mila tagliandi disponibili per le
   tribune a 700 euro l'uno per un pacchetto diretto a turisti dal
   potere d'acquisto medio alto.
LA GRAN PORCATA, ovvero
            QUELLO CHE NON TUTTI SANNO…


          IL GRAN PREMIO E’ UNA OPERAZIONE AFFARISTICA
          CHE PREVEDE CEMENTIFICAZIONE E SPERPERO DI
          SOLDI PUBBLICI

LE PROVE CHE INVITIAMO TUTTI A CONSULTARE

Il 17 dicembre 2009 Roma Formula Futuro Spa (il cui sito Internet è
attualmente muto) ha inviato al Comune di Roma (prot. 23563) la richiesta
di avvio del procedimento per il Gran Premio di Formula 1.
A seguito di questa richiesta si è avviata una corrispondenza con la
Soprintendenza per i Beni Ambientali ed Architettonici per il Comune di Roma
per l’espressione del parere di competenza.
Tra i molteplici elaborati, sono presenti uno studio di fattibilità e tutta una serie
di tavole relative al progetto urbanistico corredato da studio idrogeologico,
studio vegetazionale, ambientale, ecc..

Si tratta in buona sostanza della di un progetto urbanistico per le aree
ubicate nel quartiere Eur nei pressi del complesso delle Tre Fontane.

Al momento non si è avuta la realizzazione di una istruttoria ufficiale da parte
del Comune di Roma.

Si deduce, comunque, che il progetto avrebbe bisogno di deroghe ministeriali
per superare i vincoli relativi al rumore e per porre le tribune sui parchi
vincolati, oltre alla realizzazione di attrezzature a servizio degli ospiti, della
sicurezza, dell’accessibilità sui parchi.

  A MENO DI NON USARE I NUOVI SUPERPOTERI DI ROMA
 CAPITALE, superando così i passaggi in Provincia e Regione


L’impatto ambientale: l’area occupata dal circuito dovrà prevedere aree per gru
per prelevare auto in panne e aree per i parcheggi, box, paddock, ospitality,
Forze dell’ordine e Forze di sicurezza, mezzi di soccorso, stampa e televisione,
eliporto, nonchè tutti gli accessi con zone filtro e parcheggi. Dove si faranno
all’Eur tutte queste attrezzature? Sui parchi vincolati? Oppure soltanto sull’area
del Tre Fontane? E TUTTE QUESTE ATTREZZATURE POSSONO ENTRARE
SULL’AREA DELLE TRE FONTANE agevolmente?
Mobilità: anche qui Roma capitale dovrà far leva su poteri speciali del primo
cittadino (o della Protezione civile?). E’ pensabile che con un circuito cittadino
di F1 non ci siano gravi limitazioni al traffico ordinario? Il codice della strada
(dlgs. 285/1992 e successive redazioni art. 9) stabilisce che non si possono
fare gare su strade pubbliche ma l’organo preposto (il Comune) può stabilire
altrimenti solo se non ci siano gravi limitazioni alla circolazione ordinaria. Il
Comune di Roma deve dimostrare che non ci sono gravi intralci alla
circolazione quotidiana con minimo 72 ore di competizione. Come fa? Con
un’altra deroga o una concessione ministeriale speciale? O coi poteri di Roma
Capitale, non concessi a nessuna altra città italiana?

Costi:
il progetto sulle Tre Fontane è forse il sostegno PUBBLICO al Gran Premio? E le
infrastrutture che ancora non esistono?

Variante urbanistica “personalizzata”?:

Il Comune di Roma dovrebbe dare una concessione di servizi al proponente del
progetto per l’evento sportivo. A quanto ammonta il canone che il proponente
pagherebbe? Il proponente ha l’esclusiva? O il Comune potrebbe organizzare
una gara europea?

In caso di accordo di programma in Regione per superare la Variante al Pgt,
dov’è l’interesse pubblico per Roma? Cosa ci guadagna Roma? Entrate? Diritti
tv? Difficile anche solo immaginarlo…

Al momento l’area delle Tre Fontane, quella sulla quale dovrebbe realizzarsi il
complesso immobiliare, può occupare una SUL pari soltanto a 25.000 metri
quadri.

Lo standard da soddisfare relativo ai parcheggi è però ancora da comprendere.

Si dovrebbe sottoporre l’intero progetto a valutazione d’impatto ambientale,
quindi in questo caso come si fa? Si ottiene una deroga ulteriore?

   LA GRAN PORCATA: a differenza di quanto più volte
annunciato e spergiurato, il Comune di Roma, senza avere
ritorni economici che presumibilmente andranno nelle
tasche degli organizzatori (PER ALMENO CINQUE ANNI!),
dovrà mettere mano ai soldi pubblici per agevolare la
realizzazione del circuito (non è pensabile che gli interventi
andranno a costare meno di 100 milioni di euro) e
concedere volumetrie al privato (la trattativa in corso varia
da 25 a 100 mila metri cubi: a dicembre 2009 erano
100mila, ad agosto sono 50mila, gli altri cinquantamila per
rendere sostenibile il business plan dove andranno a
finire?)


          I RESIDENTI SUBIRANNO UN IMPATTO ACUSTICO
          IMPRESSIONANTE. E CONSAPEVOLE DI QUESTO
          “BOMBARDAMENTO”, IL COMUNE…

… sta lavorando a un nuovo Regolamento comunale di disciplina della
gestione del rumore ambientale sul territorio del Comune di Roma
(protocollo 6471/2009).

Questo probabilmente per tutelarsi in anticipo dalle ondate di ricorsi e denunce
che pioveranno sull’Amministrazione per l’impatto acustico di un eventuale
Gran Premio. La bozza del regolamento, analizzata da esperti contattati dai
Comitati di residenti contrari al GP, ha già suscitato molte perplessità.

La pericolosità del regolamento risiede nell’art. 36: “Autorizzazioni in deroga ai
limiti acustici per attività temporanee non di cantiere”.

Articolo con cui il Comune “eccezionalmente” autorizza delle attività a
carattere temporaneo che derogano i valori di immissione.

Precisamente la proposta di regolamento fissa criteri per i quali possono essere
rilasciate deroghe dai 20 ai 30 giorni in un anno, permettendo di superare del
40-50% i valori previsti e cioè arrivando a dei valori che superano quelli di siti
industriali non abitati (70 decibel + 50% ovvero 105 decibel) e esponendo
così i cittadini a un inquinamento acustico pericoloso (si confronti il verbale di
delibera del municipio Centro Storico n.12)

Con l’art. 36 del regolamento proposto, il Comune raggiungere l’obiettivo di
autorizzare una eventuale gara di Formula 1 su circuito cittadino la dove la
legge, proprio in materia di circuito cittadino ha un vuoto legislativo.

Il tema lo abbiamo già affrontato in sede di modifica della legislazione.

Come si ricorda infatti:

Nell' ambito della legislazione in tema di inquinamento acustico, le attività
motoristiche sono disciplinate dal DPR 3 aprile 2001 n. 304 "Regolamento
recante disciplina delle emissioni sonore prodotte nello svolgimento delle
attività motoristiche, a norma dell'art. 11 della legge 26 novembre 1995 n.
447".
Detto decreto all'art. 2 elenca le definizioni di quanto viene dallo stesso
regolamentato e precisamente:
1) autodromo e motodromo;
2) autodromo esistente;
3)   sedime dell'autodromo;
4)   pista motoristica di prova e per attività sportive;
5)   manifestazioni di Formula Uno, Formula 3000 ed assimilabili;
6)   manifestazioni moto Gran Prix ed assimilabili.

              In particolare, per quanto concerne:
- la definizione "autodromo", l'art. 2 specifica che trattasi di un "circuito
permanente"
mentre
per quanto concerne la definizione di "manifestazione di Formula Uno" l'art. 2
specifica:
trattasi di "manifestazioni per veicoli concepiti esclusivamente per prove e
gare, che si svolgono in circuiti e percorsi chiusi".
In altri termini vale a dire che le manifestazioni di Formula Uno potrebbero
svolgersi in luoghi diversi da strutture permanenti, ovvero diversi da piste
motoristiche di prova e/o autodromi.
Tuttavia all'art. 3 del medesimo decreto vengono regolamentati i limiti di
emissione del rumore degli autodromi (circuiti permanenti) e piste motoristiche
di prova e per attività sportive (circuiti permanenti) e non si fa parola dei
"circuiti cittadini" che quindi di fatto non sono legislativamente previsti ne
come definizione tout court ne conseguentemente come regolamentazione
delle emissioni in sede di DPR 304/01 dedicato alle attività motoristiche.

Questo vuoto legislativo esclude la possibilità di applicazione nel caso di
"circuito cittadino" delle deroghe dell'art. 3 del DPR 304/01, deroghe infatti
previste esclusivamente per gli autodromi.

La circostanza dovrebbe far già di per se ricadere la fattispecie "circuito
cittadino" nell'ipotesi in cui le attività in esso svolte dovrebbero rispettare
esclusivamente e unicamente la classificazione acustica in zona deliberata dai
singoli comuni; (si precisa che l'attività svolta in un "circuito cittadino" è da
intendersi "attività sportiva e ricreativa" e come tale ai sensi dell’art. 2 comma
1 lettera c) legge 447/95 è da considerarsi " sorgente sonora fissa").

Se così fosse nel rispetto della zonizzazione acustica, ad esempio di tipo
residenziale e semi residenziale artigiana, non vi sarebbe possibilità di
svolgimento di una manifestazione di Formula Uno e ciò in quanto non
esistendo neppure un sedime, la gara si svolgerebbe a ridosso delle abitazioni
e nessuna barriera acustica abbatterebbe le emissioni delle competizioni ai
limiti richiesti (sul punto si confrontino i rilievi fonometrici acquisiti durante il
Gran Premio d'Italia nel Circuito Nazionale di Monza).

Inoltre, considerato che la legge 447/05 all'art. 11 dispone l'emanazione di
regolamenti di esecuzione per questa materia specifica, davanti a un vuoto
legislativo del regolamento medesimo non è possibile pensare di utilizzare l’art.
6 comma 1 lettera h) legge 447/95 ovvero la norma che:

prevede la possibilità per i comuni di derogare ai valori limite, di cui all'art. 2
comma 3, per lo "svolgimento di attività temporanee di manifestazioni in luogo
pubblico o aperto al pubblico e per spettacoli a carattere temporaneo ovvero
mobile, nel rispetto delle prescrizioni indicate dal comune stesso".

Diversamente, così come sta accadendo ora con la proposta del comune di
Roma, si arriverebbe al paradosso secondo cui le Manifestazioni di Formula
Uno disputate in circuiti cittadini (che richiederebbero in realtà una normativa
in materia di rumore, sicurezza e impatto ambientale più specifica di quelle
manifestazioni svolte in strutture appositamente adibite) gioverebbero di una
regolamentazione in tema di rumore più permissiva e svincolata dai
regolamenti avente natura tecnica.

Appare chiaro quindi che l'applicazione al caso dei circuiti cittadini dell'art 6
legge non è accettabile.

Il Comune di Roma proponendo quanto sopra si prepara a fare ciò che vuole in
materia legiferata dallo Stato e ciò a favore di interessi esclusivamente privati
di alcuni*.

* con la consulenza dell’avvocato Angela Fortuna

NB: Un'auto da corsa genera 140 decibel: sopra i 35 decibel è
impossibile dormire e oltre i 50 diventa difficile lavorare o studiare.


          NON SOLO CORSE, MA ANCHE CASE… E OVVIAMENTE
          SOLDI PUBBLICI
Il 4 ottobre Flammini ha spiegato che in occasione della predisposizione del
circuito si realizzeranno anche una quota di "abitazioni" ed "opere pubbliche"
come "il palazzo dello Sport e delle Arti nella zona delle Tre Fontane con i nuovi
campi da basket e pallavolo, gli stadi di rugby e hockey, piste ciclabili oltre a
strutture dedicate ad ospitare cinque federazioni. Il Comune non incide con un
euro sul GP ma solo su una parte delle opere pubbliche. Ma non doveva essere
tutto a carico dei privati?
Solo per il raddoppio del sottovia Cristoforo Colombo, per l’adeguamento
dell’asfalto lungo il circuito cittadino e per lo spostamento dei marciapiedi (e
relativa illuminazione) serviranno almeno 30 milioni di euro. A questi soldi
pubblici (per opere non necessarie) saranno da aggiungere i ben più gravosi
costi sociali e comunitari di nuove cementificazioni per rendere più “sostenibile
economicamente” il pacchetto Gran Premio.

Non esita a parlare di speculazione edilizia il senatore Pd Roberto Della Seta
"Lo sport è l'ultima delle preoccupazioni per chi vuole la Formula 1 all'Eur:
dietro il progetto c'è l'obiettivo di mettere le mani sull'area dove sorgeva il luna
park, ottenendo dal Comune una bella variante urbanistica che consenta di
realizzare lì dentro uffici, centri commerciali e altre cubature direzionali – ha
dichiarato l’ex presidente di Legambiente - Chiunque abbia buonsenso vede
che questo evento porterebbe ai romani solo disagi, e renderebbe impossibile
per settimane la vita di decine di migliaia di cittadini che abitano all'Eur.

Ma l'insistenza su un'idea così balzana è tutt'altro che casuale: la Formula 1 è
infatti un ottimo pretesto per stravolgere le regole urbanistiche, e in particolare
per cambiare destinazione all'area che ospitava il luna park, di proprietà della
società Eur Spa; una delle aree più vaste non ancora edificate nel centro
abitato e che fa gola ai tanti palazzinari abituati ad arricchirsi con le varianti
che modificano, da un minuto all'altro, l'uso del territorio urbano".

Massimiliano Di Gioia uno dei responsabili stampa del Coordinamento dei
Comitati aveva a suo tempo dichiarato: “L’impatto ambientale è elevato. Si
prevedono lavori di sbancamento nel parco del turismo, la costruzione di un
ponte per chiudere il circuito, la costruzione del paddock e delle tribune (alcune
fisse e alte mobili), infine nella zona delle tre fontane e del Luneur potrebbero
arrivare nuovi metri cubi di cemento insieme ai soliti interessi della
speculazione edilizia. Insomma questa iniziativa non ha nessun miglioramento
sulla mobilità sostenibile dei cittadini e noi siamo del tutto contrari anche
perché esiste un’alternativa che è Vallelunga. Diciamo quindi no e chiediamo
l’apertura di un tavolo di confronto con il Comune e con il sindaco.”



          L’INVASIONE PER OLTRE UN MESE

Maurizio Flammini (ipse dixit) prevede almeno trenta giorni di manifestazioni
collaterali e 1,3 milioni di presenze in più in città (da sommare alla normale
ondata turistica) nei dieci giorni di punta.



          FLAMMINI BOCCIATO DAL 70% DEI COMITATI
          CITTADINI (CHE LO DIFFIDANO DAL DIRE CHE I
          ROMANI VOGLIONO IL GP)


Contro il Gran Premio di Roma si sono schierati:

          Consiglio di quartiere Eur contrario (oltre1000 persone)

          Comitato Salute e Ambiente

          "No alla Formula 1",

          Coordinamento Comitati e Cittadini per la difesa dell'Eur

I cittadini dell’Eur, ma anche la gran parte dei romani, non è favorevole a
questa manifestazione voluta e sostenuta da un ristretto comitato. Secondo i
residenti, alla luce del tracciato ipotizzato, nei giorni delle gare si subirà la
paralisi totale della zona che va dallo svincolo del Tintoretto al viadotto delle
Tre Fontane, rendendo irraggiungibile anche la stazione Eur Magliana.


Il 16 luglio 2010, presso la sede del XII Municipio di Roma, l’incontro tra
Flammini Group e Comitati ha dato indicazioni ben precise, come risulta anche
dal verbale della seduta pubblicato in Internet Dalla Rete Partecipativa.

In particolare è interessante questo passaggio del verbale del 16 luglio:

“Polidoro (arrivato solo alle ore 19.50) dopo aver precisato di essere il
rappresentante di un Comitato elettivo per il quale hanno votato oltre mille
cittadini si dichiara pregiudizialmente contrario al gran Premio di Formula 1 e
ritiene inutile discutere delle problematiche relative alla sua realizzazione.
Diffida FG dal ripetere comunicazioni alla stampa in cui 22 sedicenti
Comitati sarebbero favorevoli al Gran Premio, a tal proposito minaccia querela
a FG nel caso di replica di simili comunicati. Interlocuzione Flammini : invita
Polidoro a rimanere in riunione dando atto che finora il 70% dei Comitati
presenti si sono dichiarati contrari all'evento”.


          A ROMA SI DICE ANCHE…

Stefano Desidera, Presidente del CONSIGLIO DI QUARTIERE EUR ha
dichiarato: “Noi siamo totalmente contrari al progetto. I problemi di vivibilità
nel quartiere sono già troppi, non ne vogliamo un altro. Il GP porterebbe solo
disagi e non crediamo alla false promesse delle istituzioni circa la realizzazione
di nuove infrastrutture per la mobilità”.
 Si attendono ulteriori sviluppi mentre FG Group assicura che saranno
organizzati nuovi tavoli per continuare a mantenere in pole position
l’informazione per i cittadini del Municipio XII e dell’Eur in particolare.

Il gruppo CITTADINANZATTIVA, a nome dei cittadini dell’Eur dell’ XI e XII
Municipio, ha espresso un secco no al Gran Premio della capitale, adducendo
ad eventuali “costi ambientali e sociali troppo alti da pagare per il
territorio romano, invitando l’amministrazione comunale ad investire risorse
in asili nido, servizi sociali carenti per anziani e disabili, servizi scolastici e
culturali”.

L’associazione COLLE DELLA STREGA ha definito il circuito cittadino “una
follia, in quanto non c’è uno straccio di progetto, non c’è certezza che a pagare
non siano i cittadini, che l’impatto ambientale non sia distruttivo, e che ci siano
disagi per la viabilità, soprattutto a Roma Sud”.

Il CODACONS presenterà ricorso al Tar del Lazio contro qualsiasi
provvedimento che dovesse autorizzare un Gran Premio di Formula 1 nella
capitale. Lo afferma il Presidente Codacons, Carlo Rienzi, commentando le
notizie circa la possibilità di un Gp da disputare nella zona dell'Eur.
"Già Roma ha i suoi bei problemi fra traffico caotico, manifestazioni quotidiane,
scioperi a giorni alterni degli autoferrotranvieri, e via dicendo. Aggiungere un
altro fastidio a quelli che ogni giorno subiscono i cittadini ci pare inopportuno.
Realizzare un GP nella capitale - spiega Rienzi - avrebbe ripercussioni enormi
su diversi fronti: prima di tutto sul piano dell'inquinamento ambientale e
acustico generato dall'evento e dalla sua organizzazione; poi su quello della
viabilità, con inevitabili conseguenze per l'intera zona dell'Eur, e infine per i
cittadini, specie i residenti, costretti a subire blocchi della circolazione,
deviazioni e problemi di varia natura legati alla realizzazione del tracciato e
della gara'.
Per tali motivi il Codacons si schiera contro l'organizzazione di un eventuale Gp
di Roma, e annuncia ricorsi al Tar qualora l'amministrazione comunale dovesse
concedere il via libera al progetto.



   • I NODI DA SCIOGLIERE

Oltre alla Formula 1, Roma dovrà ospitare anche GP2 e GP3?

Come si porteranno le strade a 12 metri di larghezza?


Come si attraverserà l’Eur nei giorni delle prove e delle gare?


Quanti alberi saranno abbattuti per fare posto alle tribune?

I mezzi pubblici sapranno sostenere l’impatto di turisti e tifosi?

A Monza i piloti, staff e molti ospiti arrivano con gli elicotteri. A Roma dove
pensano di farli atterrare?


Si pensa di organizzare la gara a fine agosto per non creare disagi di
spostamenti al Circus: ma il regolamento lo consente?

   • EUR VINCOLATO

1) Dalla fine del dicembre 2009, con notifica effettuata alla proprietà a metà
gennaio – il sistema dei parchi dell'Eur è stato vincolato dal Ministero Beni
Culturali come bene di interesse storico artistico ai sensi dell'art. 10 Codice dei
Beni culturali e ambientali. Oltre a tale vincolo dei parchi (ma non delle strade
che ci passano in mezzo) che sono tutt'attorno al circuito, ci sono altri vincoli.
2) Nella zona di fronte a quella dei parchi, detta delle Tre Fontane (ossia la
zona che verrebbe attrezzata con i box e infrastrutture) vi è un vincolo relativo
al passaggio di un corso d'acqua; inoltre da lungo tempo tutta l'area è
sottoposta a tutela paesaggistica con i DD MM del 27.08.1953 e 03.07.1962.
3) Nella zona più costruita interessata dal circuito vi sono edifici vincolati nel
2004 dal Ministero e definiti capisaldi architettonici dal PRG. In particolare: il
Palazzo della Civiltà Italiana (c.d. Colosseo quadrato) che è l'edificio che più si
vedrebbe durante la corsa perchè il circuito ci passa attorno; il Palazzo dei
Congressi disegnato da Libera; il Palazzo degli Uffici, che è la sede di Eur spa;
il Ristorante davanti al Palazzo degli uffici.

   • AREE SENSIBILI

Le scuole elementari e d'infanzia, sono a circa 2/300 metri in linea d'aria dalla
curva della confindustria/palazzo Civiltà Italiana; due scuole superiori sono
proprio sul tracciato.
C'è una clinica (privata) a 7/800 metri sempre dal punto di cui sopra.
L'ospedale dell'Eur si trova a circa 900 metri in linea d'aria, stessa distanza
altre scuole.
I rumori delle auto si sentiranno fino a 6 chilometri di distanza.

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Dossier GP Roma Grimoldi

  • 1. Il dossier GP ROMA “LA GRAN PORCATA” A cura di Paolo Grimoldi Deputato Lega Nord Padania www.giovanipadani.com - pgrimoldi@leganord.org
  • 2.
  • 3. PERCHÉ UN GRAN PREMIO A ROMA? MANCAVA IN ITALIA UN GRAN PREMIO? NO! IL GRAN PREMIO DI MONZA NON ATTIRA PUBBLICO? NO! IL GRAN PREMIO DI ROMA SARA’ SPETTACOLARE? NO! (anzi, sarà lentissimo) ROMA E’ IN GRADO DI SOSTENERE UN GP? NO! L’ITALIA PUO’ SOSTENERE DUE GP? NO! IMOLA INSEGNA C’E’ QUALCHE ALTRO INTERESSE? SEMBREREBBE PROPRIO DI SI’…
  • 4. A RISCHIO IL GRAN PREMIO DI MONZA • I GRAN PREMI DI FORMULA 1 HANNO AVUTO 39 DIVERSE DENOMINAZIONI; SOLO QUELLI DI GRAN BRETAGNA E D'ITALIA SI SONO DISPUTATI IN TUTTE LE 60 EDIZIONI DEL CAMPIONATO. • ALCUNI DATI SULL’AUTODROMO E IL GRAN PREMIO DI MONZA: UN MITO NON SI IMPROVVISA La costruzione dell'Autodromo di Monza fu decisa nel gennaio del 1922 dall'Automobile Club di Milano, con lo scopo di celebrare il venticinquesimo anniversario di nascita dell'Associazione: questa infatti era sorta, sia pure in forma embrionale, nel marzo del 1897. La realizzazione di un impianto fisso ed autonomo da destinare alle competizioni motoristiche ed alle prove sperimentali era suggerita dalle esigenze tecniche e commerciali delle varie case costruttrici nazionali che, anche in quel tempo, guardavano alla
  • 5. esportazione verso i mercati esteri come ad una fase di sviluppo dell’attività produttiva. La prima pietra fu collocata da Vincenzo Lancia e Felice Nazzaro alla fine di febbraio del 1922 L'autodromo fu costruito nel tempo record di centodieci giorni e la pista fu percorsa nell'intero suo sviluppo per la prima volta il 28 luglio da Pietro Bordino e Felice Nazzaro a bordo di una Fiat 570*. * fonte Autodromo di Monza • I RISCHI PER MONZA: 2000 POSTI DI LAVORO, 360 MILIONI DI INDOTTO Il Gran Premio di Roma costa a Monza e Milano complessivamente circa 2000 posti di lavoro. Del resto, con il Gran Premio d’Italia “condiviso”, il GP di Monza, da sempre considerato a livello internazionale il Gran premio d’Italia per antonomasia, perderebbe, solo in termini di immagine e di brand, circa 350 milioni di Euro, ai quali vanno aggiunti circa 10 milioni “mancati” per l’indotto prettamente turistico. E’quanto emerge da una stima dell’Ufficio studi della Camera di commercio di Monza e Brianza su dati Registro Imprese, Regione Lombardia, Istat, Censis, Isnart, Autodromo di Monza, Provincia di Milano*. *fonte Camera di Commercio di Monza e Brianza (2010) • RIPERCUSSIONI ANCHE SU MILANO E PROVINCE LIMITROFE Il GP di Monza vale 3 miliardi di Euro, questo il valore del brand GP Monza stimato sulla base di un insieme di parametri: conoscenza della manifestazione a livello internazionale, flussi turistici generali e legati all’evento, competitività economica del territorio (imprese, indice di apertura commerciale, pil). E’ quanto risulta da una stima dell’Ufficio studi della Camera di commercio di Monza e Brianza a partire da Anholt Brand Index, su indagine CCIAA di Monza e Brianza condotta da DigiCamere, dati Autodromo, Registro Imprese, Istituto Tagliacarne, Rapporto sull’internazionalizzazione della nuova provincia di Monza e Brianza curato dall’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Solo l’edizione 2009 del GP di Monza ha un indotto stimato in oltre 70 milioni di Euro: di cui circa 30 milioni di indotto turistico, 37 milioni di Euro di ricadute economiche sul settore “motori” del territorio (Brianza, Milano e Lecco) e 4,6 milioni di Euro di benefici per il comparto degli allestimenti, comunicazione, spedizioni, allestimento impianti, facchinaggio della Brianza*. *fonte Camera di Commercio di Monza e Brianza (2010)
  • 6. • I FALLIMENTI DELLE DOPPIE GARE IN UN SOLO STATO 1. Fallimento Gran Premio di Imola. Ai tempi si disse che “l’Italia, con la finzione del Gran Premio di San Marino, era l’unico paese ad avere due Gran Premi di Formula Uno (Monza ed Imola), a fronte della pressione di numerosi paesi dell’Est europeo e del Sud Est asiatico interessati ad allestire manifestazioni di Formula Uno con opzioni che garantiscono a FOA maggiori rientri economici” e che “l’insoddisfacente andamento economico degli ultimi Gran Premi svoltisi a Imola, per ragioni anche legate ad infelici date di calendario, di certo non permette di raggiungere risultati economici positivi alla società organizzatrice, la quale deve quindi allargare la propria sfera di interesse su un mix variegato di eventi e manifestazioni, non solo legate al mondo dello sport”. 2. Barcellona, a causa di Valencia, ha perso 9 milioni di Euro nel 2010. Valencia è in rosso di 12 milioni. 3. La Germania ha abbandonato l’idea di avere due gare (Nuerburgring e Hockenheim si alternano).
  • 7. C’E’ CHI DICE NO… I rischi legati all'impatto ambientale hanno convinto le autorità di Jersey City (negli USA) ad abbandonare in pochi giorni l'idea di un tracciato all'interno nel parco urbano. LO STATO DI NEW JERSEY HA RINUNCIATO A MAGGIO AD UNA ANALOGA PROPOSTA PER UN GRAN PREMIO CITTADINO DI FORMULA 1 PER 5 ANNI. PERCHÉ? PER L’IMPATTO AMBIENTALE "Dopo un esame della proposta di progetto elaborato dall’ Ufficio del Turismo del Comune – ha dichiarato il sindaco Healy lo scorso maggio - sono giunto alla stessa conclusione ... che questo tipo di evento non è adatto per il Liberty State Park”.
  • 8. L’IPOTESI ROMA • LO STUDIO DI FATTIBILITA’ Il 13 maggio 2009 il senatore Andrea Augello annuncia: ''Al termine di tre mesi di intenso lavoro, ho consegnato al sindaco Alemanno un dettagliato studio di fattibilità relativo al Gran Premio di Formula 1 a Roma, sulla base di un'ipotesi di circuito definita e ritenuta accettabile sia dal punto di vista tecnico, sia da quello commerciale''. • LA PRESENTAZIONE DEL GRUPPO FLAMMINI Il 14 maggio 2009 viene presentato in Campidoglio dalla FG Group di Maurizio Flammini lo studio di pre-fattibilità.
  • 9. *immagine tratta dal depliant pubblicitario distribuito all’Eur 1. QUANDO: 2012-2013 2. DOVE: quartiere Eur: si snoderà nella parte nord dell'Eur ed interesserà viale dell'Arte, viale delle Tre Fontane e via di Val Fiorita, con uno sfondo rappresentato dal Palazzo della Civiltà e del Lavoro, della Chiesa di San Pietro e Paolo, del Palazzo dei Congressi, la piazza Marconi con il Museo Pigorini, il Palsport e la nuova Nuvola. 3. TRACCIATO: 4.699 metri 4. TEMPO DI PERCORRENZA: 1'34’’ a una velocità media stimata di 177 km/h 5. DURATA: 25 ORE DI CORSA (GP1, GP2, FORMULA 3, BMW, PORSCHE) SU 72 ORE DI COMPETIZIONE
  • 10. 6. BIGLIETTI SALASSO: verrà costituita una soluzione internazionale che permetterà la vendita dei 324mila tagliandi disponibili per le tribune a 700 euro l'uno per un pacchetto diretto a turisti dal potere d'acquisto medio alto.
  • 11. LA GRAN PORCATA, ovvero QUELLO CHE NON TUTTI SANNO… IL GRAN PREMIO E’ UNA OPERAZIONE AFFARISTICA CHE PREVEDE CEMENTIFICAZIONE E SPERPERO DI SOLDI PUBBLICI LE PROVE CHE INVITIAMO TUTTI A CONSULTARE Il 17 dicembre 2009 Roma Formula Futuro Spa (il cui sito Internet è attualmente muto) ha inviato al Comune di Roma (prot. 23563) la richiesta di avvio del procedimento per il Gran Premio di Formula 1. A seguito di questa richiesta si è avviata una corrispondenza con la Soprintendenza per i Beni Ambientali ed Architettonici per il Comune di Roma per l’espressione del parere di competenza. Tra i molteplici elaborati, sono presenti uno studio di fattibilità e tutta una serie di tavole relative al progetto urbanistico corredato da studio idrogeologico, studio vegetazionale, ambientale, ecc.. Si tratta in buona sostanza della di un progetto urbanistico per le aree ubicate nel quartiere Eur nei pressi del complesso delle Tre Fontane. Al momento non si è avuta la realizzazione di una istruttoria ufficiale da parte del Comune di Roma. Si deduce, comunque, che il progetto avrebbe bisogno di deroghe ministeriali per superare i vincoli relativi al rumore e per porre le tribune sui parchi vincolati, oltre alla realizzazione di attrezzature a servizio degli ospiti, della sicurezza, dell’accessibilità sui parchi. A MENO DI NON USARE I NUOVI SUPERPOTERI DI ROMA CAPITALE, superando così i passaggi in Provincia e Regione L’impatto ambientale: l’area occupata dal circuito dovrà prevedere aree per gru per prelevare auto in panne e aree per i parcheggi, box, paddock, ospitality, Forze dell’ordine e Forze di sicurezza, mezzi di soccorso, stampa e televisione, eliporto, nonchè tutti gli accessi con zone filtro e parcheggi. Dove si faranno all’Eur tutte queste attrezzature? Sui parchi vincolati? Oppure soltanto sull’area del Tre Fontane? E TUTTE QUESTE ATTREZZATURE POSSONO ENTRARE SULL’AREA DELLE TRE FONTANE agevolmente?
  • 12. Mobilità: anche qui Roma capitale dovrà far leva su poteri speciali del primo cittadino (o della Protezione civile?). E’ pensabile che con un circuito cittadino di F1 non ci siano gravi limitazioni al traffico ordinario? Il codice della strada (dlgs. 285/1992 e successive redazioni art. 9) stabilisce che non si possono fare gare su strade pubbliche ma l’organo preposto (il Comune) può stabilire altrimenti solo se non ci siano gravi limitazioni alla circolazione ordinaria. Il Comune di Roma deve dimostrare che non ci sono gravi intralci alla circolazione quotidiana con minimo 72 ore di competizione. Come fa? Con un’altra deroga o una concessione ministeriale speciale? O coi poteri di Roma Capitale, non concessi a nessuna altra città italiana? Costi: il progetto sulle Tre Fontane è forse il sostegno PUBBLICO al Gran Premio? E le infrastrutture che ancora non esistono? Variante urbanistica “personalizzata”?: Il Comune di Roma dovrebbe dare una concessione di servizi al proponente del progetto per l’evento sportivo. A quanto ammonta il canone che il proponente pagherebbe? Il proponente ha l’esclusiva? O il Comune potrebbe organizzare una gara europea? In caso di accordo di programma in Regione per superare la Variante al Pgt, dov’è l’interesse pubblico per Roma? Cosa ci guadagna Roma? Entrate? Diritti tv? Difficile anche solo immaginarlo… Al momento l’area delle Tre Fontane, quella sulla quale dovrebbe realizzarsi il complesso immobiliare, può occupare una SUL pari soltanto a 25.000 metri quadri. Lo standard da soddisfare relativo ai parcheggi è però ancora da comprendere. Si dovrebbe sottoporre l’intero progetto a valutazione d’impatto ambientale, quindi in questo caso come si fa? Si ottiene una deroga ulteriore? LA GRAN PORCATA: a differenza di quanto più volte annunciato e spergiurato, il Comune di Roma, senza avere ritorni economici che presumibilmente andranno nelle tasche degli organizzatori (PER ALMENO CINQUE ANNI!), dovrà mettere mano ai soldi pubblici per agevolare la realizzazione del circuito (non è pensabile che gli interventi andranno a costare meno di 100 milioni di euro) e concedere volumetrie al privato (la trattativa in corso varia da 25 a 100 mila metri cubi: a dicembre 2009 erano 100mila, ad agosto sono 50mila, gli altri cinquantamila per
  • 13. rendere sostenibile il business plan dove andranno a finire?) I RESIDENTI SUBIRANNO UN IMPATTO ACUSTICO IMPRESSIONANTE. E CONSAPEVOLE DI QUESTO “BOMBARDAMENTO”, IL COMUNE… … sta lavorando a un nuovo Regolamento comunale di disciplina della gestione del rumore ambientale sul territorio del Comune di Roma (protocollo 6471/2009). Questo probabilmente per tutelarsi in anticipo dalle ondate di ricorsi e denunce che pioveranno sull’Amministrazione per l’impatto acustico di un eventuale Gran Premio. La bozza del regolamento, analizzata da esperti contattati dai Comitati di residenti contrari al GP, ha già suscitato molte perplessità. La pericolosità del regolamento risiede nell’art. 36: “Autorizzazioni in deroga ai limiti acustici per attività temporanee non di cantiere”. Articolo con cui il Comune “eccezionalmente” autorizza delle attività a carattere temporaneo che derogano i valori di immissione. Precisamente la proposta di regolamento fissa criteri per i quali possono essere rilasciate deroghe dai 20 ai 30 giorni in un anno, permettendo di superare del 40-50% i valori previsti e cioè arrivando a dei valori che superano quelli di siti industriali non abitati (70 decibel + 50% ovvero 105 decibel) e esponendo così i cittadini a un inquinamento acustico pericoloso (si confronti il verbale di delibera del municipio Centro Storico n.12) Con l’art. 36 del regolamento proposto, il Comune raggiungere l’obiettivo di autorizzare una eventuale gara di Formula 1 su circuito cittadino la dove la legge, proprio in materia di circuito cittadino ha un vuoto legislativo. Il tema lo abbiamo già affrontato in sede di modifica della legislazione. Come si ricorda infatti: Nell' ambito della legislazione in tema di inquinamento acustico, le attività motoristiche sono disciplinate dal DPR 3 aprile 2001 n. 304 "Regolamento recante disciplina delle emissioni sonore prodotte nello svolgimento delle attività motoristiche, a norma dell'art. 11 della legge 26 novembre 1995 n. 447". Detto decreto all'art. 2 elenca le definizioni di quanto viene dallo stesso regolamentato e precisamente: 1) autodromo e motodromo; 2) autodromo esistente;
  • 14. 3) sedime dell'autodromo; 4) pista motoristica di prova e per attività sportive; 5) manifestazioni di Formula Uno, Formula 3000 ed assimilabili; 6) manifestazioni moto Gran Prix ed assimilabili. In particolare, per quanto concerne: - la definizione "autodromo", l'art. 2 specifica che trattasi di un "circuito permanente" mentre per quanto concerne la definizione di "manifestazione di Formula Uno" l'art. 2 specifica: trattasi di "manifestazioni per veicoli concepiti esclusivamente per prove e gare, che si svolgono in circuiti e percorsi chiusi". In altri termini vale a dire che le manifestazioni di Formula Uno potrebbero svolgersi in luoghi diversi da strutture permanenti, ovvero diversi da piste motoristiche di prova e/o autodromi. Tuttavia all'art. 3 del medesimo decreto vengono regolamentati i limiti di emissione del rumore degli autodromi (circuiti permanenti) e piste motoristiche di prova e per attività sportive (circuiti permanenti) e non si fa parola dei "circuiti cittadini" che quindi di fatto non sono legislativamente previsti ne come definizione tout court ne conseguentemente come regolamentazione delle emissioni in sede di DPR 304/01 dedicato alle attività motoristiche. Questo vuoto legislativo esclude la possibilità di applicazione nel caso di "circuito cittadino" delle deroghe dell'art. 3 del DPR 304/01, deroghe infatti previste esclusivamente per gli autodromi. La circostanza dovrebbe far già di per se ricadere la fattispecie "circuito cittadino" nell'ipotesi in cui le attività in esso svolte dovrebbero rispettare esclusivamente e unicamente la classificazione acustica in zona deliberata dai singoli comuni; (si precisa che l'attività svolta in un "circuito cittadino" è da intendersi "attività sportiva e ricreativa" e come tale ai sensi dell’art. 2 comma 1 lettera c) legge 447/95 è da considerarsi " sorgente sonora fissa"). Se così fosse nel rispetto della zonizzazione acustica, ad esempio di tipo residenziale e semi residenziale artigiana, non vi sarebbe possibilità di svolgimento di una manifestazione di Formula Uno e ciò in quanto non esistendo neppure un sedime, la gara si svolgerebbe a ridosso delle abitazioni e nessuna barriera acustica abbatterebbe le emissioni delle competizioni ai limiti richiesti (sul punto si confrontino i rilievi fonometrici acquisiti durante il Gran Premio d'Italia nel Circuito Nazionale di Monza). Inoltre, considerato che la legge 447/05 all'art. 11 dispone l'emanazione di regolamenti di esecuzione per questa materia specifica, davanti a un vuoto legislativo del regolamento medesimo non è possibile pensare di utilizzare l’art. 6 comma 1 lettera h) legge 447/95 ovvero la norma che: prevede la possibilità per i comuni di derogare ai valori limite, di cui all'art. 2
  • 15. comma 3, per lo "svolgimento di attività temporanee di manifestazioni in luogo pubblico o aperto al pubblico e per spettacoli a carattere temporaneo ovvero mobile, nel rispetto delle prescrizioni indicate dal comune stesso". Diversamente, così come sta accadendo ora con la proposta del comune di Roma, si arriverebbe al paradosso secondo cui le Manifestazioni di Formula Uno disputate in circuiti cittadini (che richiederebbero in realtà una normativa in materia di rumore, sicurezza e impatto ambientale più specifica di quelle manifestazioni svolte in strutture appositamente adibite) gioverebbero di una regolamentazione in tema di rumore più permissiva e svincolata dai regolamenti avente natura tecnica. Appare chiaro quindi che l'applicazione al caso dei circuiti cittadini dell'art 6 legge non è accettabile. Il Comune di Roma proponendo quanto sopra si prepara a fare ciò che vuole in materia legiferata dallo Stato e ciò a favore di interessi esclusivamente privati di alcuni*. * con la consulenza dell’avvocato Angela Fortuna NB: Un'auto da corsa genera 140 decibel: sopra i 35 decibel è impossibile dormire e oltre i 50 diventa difficile lavorare o studiare. NON SOLO CORSE, MA ANCHE CASE… E OVVIAMENTE SOLDI PUBBLICI Il 4 ottobre Flammini ha spiegato che in occasione della predisposizione del circuito si realizzeranno anche una quota di "abitazioni" ed "opere pubbliche" come "il palazzo dello Sport e delle Arti nella zona delle Tre Fontane con i nuovi campi da basket e pallavolo, gli stadi di rugby e hockey, piste ciclabili oltre a strutture dedicate ad ospitare cinque federazioni. Il Comune non incide con un euro sul GP ma solo su una parte delle opere pubbliche. Ma non doveva essere tutto a carico dei privati? Solo per il raddoppio del sottovia Cristoforo Colombo, per l’adeguamento dell’asfalto lungo il circuito cittadino e per lo spostamento dei marciapiedi (e relativa illuminazione) serviranno almeno 30 milioni di euro. A questi soldi pubblici (per opere non necessarie) saranno da aggiungere i ben più gravosi costi sociali e comunitari di nuove cementificazioni per rendere più “sostenibile economicamente” il pacchetto Gran Premio. Non esita a parlare di speculazione edilizia il senatore Pd Roberto Della Seta "Lo sport è l'ultima delle preoccupazioni per chi vuole la Formula 1 all'Eur: dietro il progetto c'è l'obiettivo di mettere le mani sull'area dove sorgeva il luna park, ottenendo dal Comune una bella variante urbanistica che consenta di realizzare lì dentro uffici, centri commerciali e altre cubature direzionali – ha dichiarato l’ex presidente di Legambiente - Chiunque abbia buonsenso vede
  • 16. che questo evento porterebbe ai romani solo disagi, e renderebbe impossibile per settimane la vita di decine di migliaia di cittadini che abitano all'Eur. Ma l'insistenza su un'idea così balzana è tutt'altro che casuale: la Formula 1 è infatti un ottimo pretesto per stravolgere le regole urbanistiche, e in particolare per cambiare destinazione all'area che ospitava il luna park, di proprietà della società Eur Spa; una delle aree più vaste non ancora edificate nel centro abitato e che fa gola ai tanti palazzinari abituati ad arricchirsi con le varianti che modificano, da un minuto all'altro, l'uso del territorio urbano". Massimiliano Di Gioia uno dei responsabili stampa del Coordinamento dei Comitati aveva a suo tempo dichiarato: “L’impatto ambientale è elevato. Si prevedono lavori di sbancamento nel parco del turismo, la costruzione di un ponte per chiudere il circuito, la costruzione del paddock e delle tribune (alcune fisse e alte mobili), infine nella zona delle tre fontane e del Luneur potrebbero arrivare nuovi metri cubi di cemento insieme ai soliti interessi della speculazione edilizia. Insomma questa iniziativa non ha nessun miglioramento sulla mobilità sostenibile dei cittadini e noi siamo del tutto contrari anche perché esiste un’alternativa che è Vallelunga. Diciamo quindi no e chiediamo l’apertura di un tavolo di confronto con il Comune e con il sindaco.” L’INVASIONE PER OLTRE UN MESE Maurizio Flammini (ipse dixit) prevede almeno trenta giorni di manifestazioni collaterali e 1,3 milioni di presenze in più in città (da sommare alla normale ondata turistica) nei dieci giorni di punta. FLAMMINI BOCCIATO DAL 70% DEI COMITATI CITTADINI (CHE LO DIFFIDANO DAL DIRE CHE I ROMANI VOGLIONO IL GP) Contro il Gran Premio di Roma si sono schierati: Consiglio di quartiere Eur contrario (oltre1000 persone) Comitato Salute e Ambiente "No alla Formula 1", Coordinamento Comitati e Cittadini per la difesa dell'Eur I cittadini dell’Eur, ma anche la gran parte dei romani, non è favorevole a questa manifestazione voluta e sostenuta da un ristretto comitato. Secondo i residenti, alla luce del tracciato ipotizzato, nei giorni delle gare si subirà la
  • 17. paralisi totale della zona che va dallo svincolo del Tintoretto al viadotto delle Tre Fontane, rendendo irraggiungibile anche la stazione Eur Magliana. Il 16 luglio 2010, presso la sede del XII Municipio di Roma, l’incontro tra Flammini Group e Comitati ha dato indicazioni ben precise, come risulta anche dal verbale della seduta pubblicato in Internet Dalla Rete Partecipativa. In particolare è interessante questo passaggio del verbale del 16 luglio: “Polidoro (arrivato solo alle ore 19.50) dopo aver precisato di essere il rappresentante di un Comitato elettivo per il quale hanno votato oltre mille cittadini si dichiara pregiudizialmente contrario al gran Premio di Formula 1 e ritiene inutile discutere delle problematiche relative alla sua realizzazione. Diffida FG dal ripetere comunicazioni alla stampa in cui 22 sedicenti Comitati sarebbero favorevoli al Gran Premio, a tal proposito minaccia querela a FG nel caso di replica di simili comunicati. Interlocuzione Flammini : invita Polidoro a rimanere in riunione dando atto che finora il 70% dei Comitati presenti si sono dichiarati contrari all'evento”. A ROMA SI DICE ANCHE… Stefano Desidera, Presidente del CONSIGLIO DI QUARTIERE EUR ha dichiarato: “Noi siamo totalmente contrari al progetto. I problemi di vivibilità nel quartiere sono già troppi, non ne vogliamo un altro. Il GP porterebbe solo disagi e non crediamo alla false promesse delle istituzioni circa la realizzazione di nuove infrastrutture per la mobilità”. Si attendono ulteriori sviluppi mentre FG Group assicura che saranno organizzati nuovi tavoli per continuare a mantenere in pole position l’informazione per i cittadini del Municipio XII e dell’Eur in particolare. Il gruppo CITTADINANZATTIVA, a nome dei cittadini dell’Eur dell’ XI e XII Municipio, ha espresso un secco no al Gran Premio della capitale, adducendo ad eventuali “costi ambientali e sociali troppo alti da pagare per il territorio romano, invitando l’amministrazione comunale ad investire risorse in asili nido, servizi sociali carenti per anziani e disabili, servizi scolastici e culturali”. L’associazione COLLE DELLA STREGA ha definito il circuito cittadino “una follia, in quanto non c’è uno straccio di progetto, non c’è certezza che a pagare non siano i cittadini, che l’impatto ambientale non sia distruttivo, e che ci siano disagi per la viabilità, soprattutto a Roma Sud”. Il CODACONS presenterà ricorso al Tar del Lazio contro qualsiasi provvedimento che dovesse autorizzare un Gran Premio di Formula 1 nella capitale. Lo afferma il Presidente Codacons, Carlo Rienzi, commentando le notizie circa la possibilità di un Gp da disputare nella zona dell'Eur. "Già Roma ha i suoi bei problemi fra traffico caotico, manifestazioni quotidiane,
  • 18. scioperi a giorni alterni degli autoferrotranvieri, e via dicendo. Aggiungere un altro fastidio a quelli che ogni giorno subiscono i cittadini ci pare inopportuno. Realizzare un GP nella capitale - spiega Rienzi - avrebbe ripercussioni enormi su diversi fronti: prima di tutto sul piano dell'inquinamento ambientale e acustico generato dall'evento e dalla sua organizzazione; poi su quello della viabilità, con inevitabili conseguenze per l'intera zona dell'Eur, e infine per i cittadini, specie i residenti, costretti a subire blocchi della circolazione, deviazioni e problemi di varia natura legati alla realizzazione del tracciato e della gara'. Per tali motivi il Codacons si schiera contro l'organizzazione di un eventuale Gp di Roma, e annuncia ricorsi al Tar qualora l'amministrazione comunale dovesse concedere il via libera al progetto. • I NODI DA SCIOGLIERE Oltre alla Formula 1, Roma dovrà ospitare anche GP2 e GP3? Come si porteranno le strade a 12 metri di larghezza? Come si attraverserà l’Eur nei giorni delle prove e delle gare? Quanti alberi saranno abbattuti per fare posto alle tribune? I mezzi pubblici sapranno sostenere l’impatto di turisti e tifosi? A Monza i piloti, staff e molti ospiti arrivano con gli elicotteri. A Roma dove pensano di farli atterrare? Si pensa di organizzare la gara a fine agosto per non creare disagi di spostamenti al Circus: ma il regolamento lo consente? • EUR VINCOLATO 1) Dalla fine del dicembre 2009, con notifica effettuata alla proprietà a metà gennaio – il sistema dei parchi dell'Eur è stato vincolato dal Ministero Beni Culturali come bene di interesse storico artistico ai sensi dell'art. 10 Codice dei Beni culturali e ambientali. Oltre a tale vincolo dei parchi (ma non delle strade che ci passano in mezzo) che sono tutt'attorno al circuito, ci sono altri vincoli. 2) Nella zona di fronte a quella dei parchi, detta delle Tre Fontane (ossia la zona che verrebbe attrezzata con i box e infrastrutture) vi è un vincolo relativo al passaggio di un corso d'acqua; inoltre da lungo tempo tutta l'area è sottoposta a tutela paesaggistica con i DD MM del 27.08.1953 e 03.07.1962. 3) Nella zona più costruita interessata dal circuito vi sono edifici vincolati nel
  • 19. 2004 dal Ministero e definiti capisaldi architettonici dal PRG. In particolare: il Palazzo della Civiltà Italiana (c.d. Colosseo quadrato) che è l'edificio che più si vedrebbe durante la corsa perchè il circuito ci passa attorno; il Palazzo dei Congressi disegnato da Libera; il Palazzo degli Uffici, che è la sede di Eur spa; il Ristorante davanti al Palazzo degli uffici. • AREE SENSIBILI Le scuole elementari e d'infanzia, sono a circa 2/300 metri in linea d'aria dalla curva della confindustria/palazzo Civiltà Italiana; due scuole superiori sono proprio sul tracciato. C'è una clinica (privata) a 7/800 metri sempre dal punto di cui sopra. L'ospedale dell'Eur si trova a circa 900 metri in linea d'aria, stessa distanza altre scuole. I rumori delle auto si sentiranno fino a 6 chilometri di distanza.