Da 1 a 5: percorso
seguito per arrivare al
post
Ci sono temi per i
quali è
interessante
comprendere se
ci sia stata
un’evoluzione nel
tempo
Se
l’individuazione
delle parole
chiave non è
accuratamente
ragionata può
dare un
orientamento
sbagliato alla
ricerca
Il numero di
parole chiave
da utilizzare
dipende
fortemente
dalla
complessità
del tema in
oggetto
Sviluppare insight in linea con i bisogni del consumatore utilizzando il web 2.0
senza l’ausilio di software
Gaia Bartesaghi
gaia.bartesaghi@gmail.com
GLI OBIETTIVI
Realizzare una metodologia per la creazione
di proposte concettuali, in particolari in
termini di insight, che:
 individui una modalità di lavoro che
faccia emergere elementi utili alla
creazione di insight
 sia di facile utilizzo/attuazione in modo
da poter essere utilizzata anche da chi
non abbia una expertise consolidata
nel settore delle ricerche di mercato
 possa essere applicata a qualunque
tematica/prodotto per il largo consumo
LA CASE HISTORY QUALE SPAZIO DI INDAGINE? MOTIVAZIONI DELLA SCELTA DEL WEB 2.0
COSA MONITORARE? I PASSAGGI NODALI DELL’APPROCCIO I LIMITI DELLO STRUMENTO
PROCESSO DI ANALISI DEL MATERIALE E RISULTATI DELLA RICERCA PILOTA
Master un Metodi Qualitativi
Applicati all’Indagine Sociale
e di Marketing
mettendo a fuoco, in particolare, i tre seguenti aspetti
o sotto obiettivi …
CHI deve parlare nell’insight ( il soggetto narrante)
COME deve parlare nell’insight ( il tono, il linguaggio)
COSA deve dire nell’insight ( i contenuti narrati)
Negli ultimi anni c’è stato un
cambiamento sostanziale tra gli
“interlocutori” di internet*,
ovvero si è assistito al
passaggio:
dal web 1.0  in cui lo scambio è
notizie-persone
al web 2.0  in cui lo scambio è
persone-persone
Tale metodologia è stata
sviluppata attraverso una
indagine-pilota
Il tema sul quale si è scelto di
lavorare è:
In Italia stiamo assistendo
ad un crescente e diffuso
uso dei SN** che, in virtù di
questa espansione e
conseguente crescita di
importanza nella vita
quotidiana delle persone,
sono uno spazio sempre
più interessante da
esplorare
I social media rappresentano fondamentalmente un
cambiamento nel modo in cui la gente apprende,
legge e condivide informazioni e contenuti.
In essi si verifica una fusione tra sociologia e
tecnologia che trasforma il monologo (da uno a
molti) in dialogo (da molti a molti) e ha luogo una
democratizzazione dell'informazione che trasforma
le persone da fruitori di contenuti ad editori
Nel web i temi vengono approcciati e trattati in
modo diverso/indipendente dalla propria identità
offline: spesso si parla di cose che nella vita “reale”
non si ha il coraggio di affrontare/raccontare a
nessuno o per le quali non si sa a chi rivolgersi
detto ciò …
A B C
D
I contenuti di quello “spazio virtuale”
che è il web 2.0 sono potenzialmente
funzionali alla costruzione/creazione di
nuovi insight
Considerando che sia il web che i diversi “spazi
social” offrono un “territorio” di raccolta dati
potenzialmente infinito è stato necessario fare una
scelta tattica, ovvero delimitare il campo di raccolta
dati, monitorando:
Data la maggiore
interazione tra i
partecipanti e le
possibilità di
dibattito, vi sono
spunti “lessicali” per
la costruzione di
concetti. Emergono
inoltre elementi utili
alla comprensione
delle logiche sottese,
dei loro punti di
contatto e di
lontananza, che
contribuiscono ad
arricchire il quadro
di riferimento
Si comprende meglio
il flusso di pensiero
di una persona sola
e l’importanza che
viene data a talune
informazioni a
discapito di altre
CHI  le mamme, che si ritengono e si
sentono le persone più vicine ai propri
bambini, sia fisicamente, (soprattutto quando
molto piccoli e passano per forza di cose
molto tempo con la loro mamma), sia
psicologicamente, (anche quando i bambini
sono più grandi, le mamme tornano al lavoro
e per forza di cose si sta meno tempo
insieme)
Idea di fondo: la mamma è la sola
che sa davvero cosa è meglio per il
suo bambino
COME  non vi deve essere tono di
“saccenza” ma di chi condivisione da parte di
chi affronta gli stessi problemi e le stesse
sfide delle altre mamme che crescono i
propri figli e cercano di farlo nel miglior modo
possibile, quindi anche il linguaggio deve
essere da pari a pari
Idea di fondo: deve essere una
relazione paritetica
COSA  affrontare, utilizzando una bussola
concettuale, quelle che sono emerse come
le aree più problematiche e legate alle ansie
più diffuse
Idea di fondo: rispondere ai bisogni
emersi con maggiore intensità
SCELTA
DELLE
PAROLE
CHIAVE
SCELTA DEI
MOTORI DI
RICERCA
DEFINIZIONE
DEI TEMPI
GESTIONE
DELLE
INFORMAZIONI
* immagine tratta da un articolo di blog.aysoon.com pubblicato il 10 agosto
2007
** Articolo pubblicato il 25 marzo 2010 su www.clubdeimediasociali.it
Solo una parte
degli iscritti ai SN
è attiva nella
scrittura dei post
Creazione di una
bussola concettuale
Forte targettizzazione
Fetta di popolazione
silente
Argomenti più discussi
no sintesi di un
pensiero comune
Ha familiarità con i
supporti informatici
Ha il desiderio di
raccontare la propria
opinione
Ha una propensione al
confronto (ed
eventualmente alla
gestione di attacchi da
parte di chi ha idee
diverse)
Datazione dei
post
Utilizzando un
foglio Excel nel
quale riportare le
seguenti
informazioni:
Nelle
conversazioni si
ripropongono delle
dinamiche di ruolo
Sapere che si sta
lavorando
all’interno di un
universo specifico e
ricostruibile solo in
parte aiuta la
messa a fuoco e la
ponderazione delle
evidenze di ricerca
Come anche nelle
conversazioni face to
face, MA qui …
“leader”
Non tutti
interagiscono allo
stesso livello
“gregari”
“antagonisti”
ad es.
Non sempre viene
esplicitata l’identità di
chi parla
Non si può essere certi
che l’interlocutore sia chi
dice di essere
Dal momento che
Google è il motore
di ricerca più
utilizzato in Italia*
* http://www.audiweb.it/ (2005, dati non più
disponibili), Nielsen//Netratings (2006-2007)
e SEMS (2008-2009)
Idea di fondo: “mimare” il
comportamento del
consumatore (logica botton-
up Vs. top-down)
Da stabilire prima
dell’inizio della
ricognizione; è
preferibile svolgere una
ricognizione continuativa
Ci sono temi più
legati al periodo
storico/al clima
sociale di altri
1. motore di ricerca usato
2. se è forum, gruppo o
blog
3. chiave di ricerca usata
4. sito
5. data di rilevazione
6. data di scrittura post
7. se è post iniziale o di
risposta
8. post per intero
9. sesso dell’autore
Analisi del
materiale
per comprendere …
Il sentiment di fondo
delle discussioni
Le rappresentazioni del
fenomeno
I comportamenti agiti nei
confronti del fenomeno
Rilettura del materiale raccolto
Eliminazione di ciò che non è
pertinente
Un “frame” all’interno del quale
strutturare tutte le informazioni emerse
Scrittura di concetti
e/o consumer insight
caramelle buone ma hanno
un’alta concentrazione
di zucchero quindi
fanno male ai denti e
fanno ingrassare,
possono rovinare il
metabolismo se
consumate in grosse
quantità
problematiche
conosciute rispetto alle
quali si sa che gestione
tenere (quindi meno
preoccupanti)
allora meglio mangiare
caramelle senza
zucchero che non
fanno ingrassare e non
cariano i denti ma
emergono ulteriori
criticità: cosa
contengono? cosa gli
da un gusto dolce? è
qualcosa di chimico?
fa male? cosa
comporta la sua
assunzione?
in questa duplice situazione di non completa soddisfazione - dal
momento che in entrambi i casi vi sono spazi per paure e
preoccupazioni - sembra esserci lo spazio per una nuova
caramella che da una parte non immetta zuccheri
nell’organismo, dall’altra rassicuri sull’assenza di componenti
chimici potenzialmente dannosi per l’organismo, chiarendo ad
esempio la presenza di una certa dose di fruttosio per conferire
un gusto gradevole
problematiche ignote sulle
quali si fanno molteplici
prefigurazioni (quindi più
preoccupanti)
non grave se si
riesce ad
eserciate un
controllo
sull’igiene dentale
e sulla quantità di
caramelle
mangiate
difficile tenere questo sotto
controllo, soprattutto con i
bambini
ansia/desiderio
di controllo
su quali e quante
caramelle vengono
mangiate
a casa
fuori casa
su ciò che è
contenuto
nelle
caramelle
genera un
problema di
tipo educativo:
quale
atteggiamento
tenere? cosa
dare o non
dare? in che
misura?
paura di errori
nutrizionali nella
dieta dei bambini
necessità di non
far sentire diversi
i propri figli dagli
altri bambini
con
zucchero
senza
zucchero
cosa gli danno le
maestre all’asilo, le
altre mamme alle
feste, i nonni e gli zii
quando è a casa
solo
questione della
caramella viste
come ricompensa /
gesto di affetto /
meccanismo di
auto-gratificazione
inoltre
genera i classici timori
rispetto alle carie ai
denti e all’obesità
infantile
genera paure rispetto
agli ingredienti contenuti
(cosa addolcisce? ci
sono componenti
chimici?)bisogno di
sicurezze
attualmente come
si ovvia a questi
problemi?
si cerca di dare da mangiare caramelle fatte
in casa per gestire le preoccupazioni ma non
tutti hanno tempo quindi …
necessità di
caramelle buone
ma sane
1
2
Forte targettizzazione:
chi posta, scrive,
commenta …
A B C D
C2
Tempi di
rilevazione
C1
Da 6 a 9: “dati”
oggettivi del post
Riduzione della
complessità attraverso
una categorizzazione/
applicazione di più
etichette a ciascun post
(da una più macro ad
una più micro)
Suddivisione/analisi ragionata
per la ricchezza di
informazioni
per lo spiccato
livello di interazione
BlogBlog
GruppiGruppi
ForumForum Devono essere
scelte sulla base di
un collegamento
intuitivo al tema in
oggetto, passando
da un’individuazione
delle macro aree più
pertinenti
Utilizzo
principale di
Google e
triangolazione
dei risultati con
Virgilio e Yahoo
vista in
positivo su se
stessi,
quando
riporta ad
emozioni del
passato
A
“caramelle per bambini
senza zucchero e
senza coloranti
aggiunti”
perché?
ad es.
Alla mia bimba cerco di non
dare molte schifezze, e
faccio una grande fatica per
non farla affezionare troppo
alle caramelle, perché so
che poi me le chiederebbe
sempre di più e io non
voglio che si abitui a
mangiare cose zuccherose
che non le fanno bene e la
abituano ad un gusto
troppo dolce.
Purtroppo la verità è che i
nostri figli potrebbero
mangiare schifezze (nostro
malgrado) perché qualcuno
(nonni, altri bimbi, altra
mamma, maestra) in buona
fede le offre … E allora
addio a tutta la nostra
fatica!
Sarebbe bello se ci fossero
delle caramelle per bambini
senza zucchero, così io
sarei più tranquilla anche
quando la mia piccola è
fuori casa!
Le frasi in arancio sono
state tratte da alcuni dei
post selezionati

asag_Poster_Bartesaghi

  • 1.
    Da 1 a5: percorso seguito per arrivare al post Ci sono temi per i quali è interessante comprendere se ci sia stata un’evoluzione nel tempo Se l’individuazione delle parole chiave non è accuratamente ragionata può dare un orientamento sbagliato alla ricerca Il numero di parole chiave da utilizzare dipende fortemente dalla complessità del tema in oggetto Sviluppare insight in linea con i bisogni del consumatore utilizzando il web 2.0 senza l’ausilio di software Gaia Bartesaghi gaia.bartesaghi@gmail.com GLI OBIETTIVI Realizzare una metodologia per la creazione di proposte concettuali, in particolari in termini di insight, che:  individui una modalità di lavoro che faccia emergere elementi utili alla creazione di insight  sia di facile utilizzo/attuazione in modo da poter essere utilizzata anche da chi non abbia una expertise consolidata nel settore delle ricerche di mercato  possa essere applicata a qualunque tematica/prodotto per il largo consumo LA CASE HISTORY QUALE SPAZIO DI INDAGINE? MOTIVAZIONI DELLA SCELTA DEL WEB 2.0 COSA MONITORARE? I PASSAGGI NODALI DELL’APPROCCIO I LIMITI DELLO STRUMENTO PROCESSO DI ANALISI DEL MATERIALE E RISULTATI DELLA RICERCA PILOTA Master un Metodi Qualitativi Applicati all’Indagine Sociale e di Marketing mettendo a fuoco, in particolare, i tre seguenti aspetti o sotto obiettivi … CHI deve parlare nell’insight ( il soggetto narrante) COME deve parlare nell’insight ( il tono, il linguaggio) COSA deve dire nell’insight ( i contenuti narrati) Negli ultimi anni c’è stato un cambiamento sostanziale tra gli “interlocutori” di internet*, ovvero si è assistito al passaggio: dal web 1.0  in cui lo scambio è notizie-persone al web 2.0  in cui lo scambio è persone-persone Tale metodologia è stata sviluppata attraverso una indagine-pilota Il tema sul quale si è scelto di lavorare è: In Italia stiamo assistendo ad un crescente e diffuso uso dei SN** che, in virtù di questa espansione e conseguente crescita di importanza nella vita quotidiana delle persone, sono uno spazio sempre più interessante da esplorare I social media rappresentano fondamentalmente un cambiamento nel modo in cui la gente apprende, legge e condivide informazioni e contenuti. In essi si verifica una fusione tra sociologia e tecnologia che trasforma il monologo (da uno a molti) in dialogo (da molti a molti) e ha luogo una democratizzazione dell'informazione che trasforma le persone da fruitori di contenuti ad editori Nel web i temi vengono approcciati e trattati in modo diverso/indipendente dalla propria identità offline: spesso si parla di cose che nella vita “reale” non si ha il coraggio di affrontare/raccontare a nessuno o per le quali non si sa a chi rivolgersi detto ciò … A B C D I contenuti di quello “spazio virtuale” che è il web 2.0 sono potenzialmente funzionali alla costruzione/creazione di nuovi insight Considerando che sia il web che i diversi “spazi social” offrono un “territorio” di raccolta dati potenzialmente infinito è stato necessario fare una scelta tattica, ovvero delimitare il campo di raccolta dati, monitorando: Data la maggiore interazione tra i partecipanti e le possibilità di dibattito, vi sono spunti “lessicali” per la costruzione di concetti. Emergono inoltre elementi utili alla comprensione delle logiche sottese, dei loro punti di contatto e di lontananza, che contribuiscono ad arricchire il quadro di riferimento Si comprende meglio il flusso di pensiero di una persona sola e l’importanza che viene data a talune informazioni a discapito di altre CHI  le mamme, che si ritengono e si sentono le persone più vicine ai propri bambini, sia fisicamente, (soprattutto quando molto piccoli e passano per forza di cose molto tempo con la loro mamma), sia psicologicamente, (anche quando i bambini sono più grandi, le mamme tornano al lavoro e per forza di cose si sta meno tempo insieme) Idea di fondo: la mamma è la sola che sa davvero cosa è meglio per il suo bambino COME  non vi deve essere tono di “saccenza” ma di chi condivisione da parte di chi affronta gli stessi problemi e le stesse sfide delle altre mamme che crescono i propri figli e cercano di farlo nel miglior modo possibile, quindi anche il linguaggio deve essere da pari a pari Idea di fondo: deve essere una relazione paritetica COSA  affrontare, utilizzando una bussola concettuale, quelle che sono emerse come le aree più problematiche e legate alle ansie più diffuse Idea di fondo: rispondere ai bisogni emersi con maggiore intensità SCELTA DELLE PAROLE CHIAVE SCELTA DEI MOTORI DI RICERCA DEFINIZIONE DEI TEMPI GESTIONE DELLE INFORMAZIONI * immagine tratta da un articolo di blog.aysoon.com pubblicato il 10 agosto 2007 ** Articolo pubblicato il 25 marzo 2010 su www.clubdeimediasociali.it Solo una parte degli iscritti ai SN è attiva nella scrittura dei post Creazione di una bussola concettuale Forte targettizzazione Fetta di popolazione silente Argomenti più discussi no sintesi di un pensiero comune Ha familiarità con i supporti informatici Ha il desiderio di raccontare la propria opinione Ha una propensione al confronto (ed eventualmente alla gestione di attacchi da parte di chi ha idee diverse) Datazione dei post Utilizzando un foglio Excel nel quale riportare le seguenti informazioni: Nelle conversazioni si ripropongono delle dinamiche di ruolo Sapere che si sta lavorando all’interno di un universo specifico e ricostruibile solo in parte aiuta la messa a fuoco e la ponderazione delle evidenze di ricerca Come anche nelle conversazioni face to face, MA qui … “leader” Non tutti interagiscono allo stesso livello “gregari” “antagonisti” ad es. Non sempre viene esplicitata l’identità di chi parla Non si può essere certi che l’interlocutore sia chi dice di essere Dal momento che Google è il motore di ricerca più utilizzato in Italia* * http://www.audiweb.it/ (2005, dati non più disponibili), Nielsen//Netratings (2006-2007) e SEMS (2008-2009) Idea di fondo: “mimare” il comportamento del consumatore (logica botton- up Vs. top-down) Da stabilire prima dell’inizio della ricognizione; è preferibile svolgere una ricognizione continuativa Ci sono temi più legati al periodo storico/al clima sociale di altri 1. motore di ricerca usato 2. se è forum, gruppo o blog 3. chiave di ricerca usata 4. sito 5. data di rilevazione 6. data di scrittura post 7. se è post iniziale o di risposta 8. post per intero 9. sesso dell’autore Analisi del materiale per comprendere … Il sentiment di fondo delle discussioni Le rappresentazioni del fenomeno I comportamenti agiti nei confronti del fenomeno Rilettura del materiale raccolto Eliminazione di ciò che non è pertinente Un “frame” all’interno del quale strutturare tutte le informazioni emerse Scrittura di concetti e/o consumer insight caramelle buone ma hanno un’alta concentrazione di zucchero quindi fanno male ai denti e fanno ingrassare, possono rovinare il metabolismo se consumate in grosse quantità problematiche conosciute rispetto alle quali si sa che gestione tenere (quindi meno preoccupanti) allora meglio mangiare caramelle senza zucchero che non fanno ingrassare e non cariano i denti ma emergono ulteriori criticità: cosa contengono? cosa gli da un gusto dolce? è qualcosa di chimico? fa male? cosa comporta la sua assunzione? in questa duplice situazione di non completa soddisfazione - dal momento che in entrambi i casi vi sono spazi per paure e preoccupazioni - sembra esserci lo spazio per una nuova caramella che da una parte non immetta zuccheri nell’organismo, dall’altra rassicuri sull’assenza di componenti chimici potenzialmente dannosi per l’organismo, chiarendo ad esempio la presenza di una certa dose di fruttosio per conferire un gusto gradevole problematiche ignote sulle quali si fanno molteplici prefigurazioni (quindi più preoccupanti) non grave se si riesce ad eserciate un controllo sull’igiene dentale e sulla quantità di caramelle mangiate difficile tenere questo sotto controllo, soprattutto con i bambini ansia/desiderio di controllo su quali e quante caramelle vengono mangiate a casa fuori casa su ciò che è contenuto nelle caramelle genera un problema di tipo educativo: quale atteggiamento tenere? cosa dare o non dare? in che misura? paura di errori nutrizionali nella dieta dei bambini necessità di non far sentire diversi i propri figli dagli altri bambini con zucchero senza zucchero cosa gli danno le maestre all’asilo, le altre mamme alle feste, i nonni e gli zii quando è a casa solo questione della caramella viste come ricompensa / gesto di affetto / meccanismo di auto-gratificazione inoltre genera i classici timori rispetto alle carie ai denti e all’obesità infantile genera paure rispetto agli ingredienti contenuti (cosa addolcisce? ci sono componenti chimici?)bisogno di sicurezze attualmente come si ovvia a questi problemi? si cerca di dare da mangiare caramelle fatte in casa per gestire le preoccupazioni ma non tutti hanno tempo quindi … necessità di caramelle buone ma sane 1 2 Forte targettizzazione: chi posta, scrive, commenta … A B C D C2 Tempi di rilevazione C1 Da 6 a 9: “dati” oggettivi del post Riduzione della complessità attraverso una categorizzazione/ applicazione di più etichette a ciascun post (da una più macro ad una più micro) Suddivisione/analisi ragionata per la ricchezza di informazioni per lo spiccato livello di interazione BlogBlog GruppiGruppi ForumForum Devono essere scelte sulla base di un collegamento intuitivo al tema in oggetto, passando da un’individuazione delle macro aree più pertinenti Utilizzo principale di Google e triangolazione dei risultati con Virgilio e Yahoo vista in positivo su se stessi, quando riporta ad emozioni del passato A “caramelle per bambini senza zucchero e senza coloranti aggiunti” perché? ad es. Alla mia bimba cerco di non dare molte schifezze, e faccio una grande fatica per non farla affezionare troppo alle caramelle, perché so che poi me le chiederebbe sempre di più e io non voglio che si abitui a mangiare cose zuccherose che non le fanno bene e la abituano ad un gusto troppo dolce. Purtroppo la verità è che i nostri figli potrebbero mangiare schifezze (nostro malgrado) perché qualcuno (nonni, altri bimbi, altra mamma, maestra) in buona fede le offre … E allora addio a tutta la nostra fatica! Sarebbe bello se ci fossero delle caramelle per bambini senza zucchero, così io sarei più tranquilla anche quando la mia piccola è fuori casa! Le frasi in arancio sono state tratte da alcuni dei post selezionati