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Sabato 22 novembre 
2014 
Santa Cecilia 
vergine e martire 
Scuola 
Paritarie: tutti i fondi 
al ministero dell’Istruzione 
Intesa di maggioranza 
A PAGINA 8 
Palermo 
Niente cresima 
in cattedrale 
per il figlio di Graviano 
TURRISI A PAGINA 10 
Quotidiano di ispirazione cattolica www.avvenire.it 
ANNO XLVII n° 276 
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Opportunità 
di acquisto 
in edicola: 
Avvenire 
+ Luoghi dell’Infinito 
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Il fatto. Con 10mila euro salve le sale scommesse collegate all’estero 
Landini: gli onesti non sono con Renzi. Il Pd: offende milioni di lavoratori 
Scommesse illegali 
spunta la sanatoria 
Scende a 25mila euro Isee il tetto del bonus bebè 
RICCARDI A PAGINA 5 
Susanna Tamaro 
Italia, diventata tristemente prima potenza 
europea dell’azzardo, rischia un ennesimo tra-gico 
errore. Spunta una sanatoria delle sale 
scommesse illegali. Ma queste vanno chiuse, non de-finitivamente 
(checché si evochi di diverso) installate 
nelle nostre città, moltiplicando i luoghi dell’azzardo. 
Quale che sia l’incasso calcolato dai tecnici del Mini-stero 
il conto del regalo all’azzardo (sanatoria per l’«il-legale 
» e contemporaneo non aggravio fiscale per il «le-gale 
») lo pagherebbero gli italiani. (mt) 
L’alto e il basso 
ndavo quasi ogni giorno in 
giro in bicicletta per le peri-ferie 
della città, mi fermavo 
sui cavalcavia ad osservare le mac-chine 
sull’autostrada, camminavo 
lungo le linee ferroviarie. Le specu-lazioni 
metafisiche infantili si era-no 
tramutate in un’energia cinetica 
difficilmente controllabile. Dalle al-te 
sfere dell’infinito, infatti, ero sce-sa 
alle basse sfere dell’umano e, sul-la 
relazione tra le due, non cessavo 
di interrogarmi. A volte prendevo 
qualche corriera di linea e andavo 
verso i monti. Ogni tanto mettevo il 
sacco a pelo e la tenda nello zaino e 
dormivo fuori, verso le cime, in qual-che 
bosco. Lassù interrogavo con di-sperazione 
il cielo, e il cielo non mi 
dava risposte. Pace nello scorgere la 
maestà di un cervo, pace per il mor-morio 
degli abeti - assieme a quello 
del mare uno dei grandi respiri del-la 
terra - pace per la lieve grazia di 
uno scoiattolo, pace per la bellezza 
che non aveva mai smesso di parla-re 
al mio cuore. Camminando e, pe-dalando, 
mi imbattevo in piccole 
chiesette, in pievi. Allora subito vi 
entravo, portando spesso un fiore 
appena colto sull’altare e mi ingi-nocchiavo 
ai piedi del Crocefisso im-plorando: 
«Parlami!» Ma il Suo ca-po 
rimaneva dolorosamente flesso, 
i suoi occhi caparbiamente chiusi. 
Agnus dei qui tollis peccata mun-di. 
© RIPRODUZIONE RISERVATA 
A 
n cuore pensante 
EDITORIALE 
COSA INSEGNA IL CASO AMIANTO 
LA GIUSTIZIA 
È ANTIQUATA 
MARCO MOROSINI 
a sentenza della Cassazione sulla 
prescrizione della punibilità dei 
crimini di amianto a Casale Mon-ferrato 
stimola una riflessione sul-la 
condizione dell’uomo nell’era 
L 
tecnologica. Come molte altre sentenze nel 
mondo, essa conferma che la civiltà indu-striale, 
di cui la giustizia è una componente, 
non sa ancora gestire le conseguenze a lun-ga 
distanza delle sue tecnologie. Di queste 
conseguenze legislatori e giudici non sanno 
o non possono sanzionare le responsabilità in 
modo confacente alle tecnologie moderne. 
Nel caso dell’amianto tra esposizione e ma-lattia 
passano decenni, mentre i tempi di pre-scrizione 
giuridica sono molto più brevi. Peg-gio 
ancora: la prescrizione delle accertate re-sponsabilità 
è ora dichiarata, pur sapendo 
che la frequenza mensile dei decessi per a-mianto 
a Casale aumenterà ancora per anni. 
All’arcaicità dell’attuale diritto si aggiunge 
un’aggravante: grazie alla capacità di non po-chi 
produttori e venditori di ritardare con tut-ti 
i mezzi legali e illegali le conseguenze legi-slative 
e giudiziarie delle conoscenze scien-tifiche, 
tra l’accertamento di una nocività e il 
bando delle sue cause passano spesso molti 
decenni, come dimostrano altri casi, tra i qua-li 
quello del tabacco e quello del talidomide, 
il sonnifero che causò migliaia di nati foco-melici. 
Tra l’accertamento della nocività del-l’amianto 
e il suo bando in molti paesi sono 
passati più di mezzo secolo e milioni di ma-lattie 
e morti evitabili. Tuttora l’amianto è e-stratto 
e usato in alcune nazioni, che si op-pongono 
al suo bando. Questa vicenda spic-ca 
perché il mortale mesotelioma è causato 
quasi esclusivamente dall’amianto e funge da 
"impronta digitale" dell’assassino. Per altre 
tecnologie e sostanze, invece, le relazioni tra 
cause ed effetti deleteri sono molto evidenti 
ma non incontrovertibili in sede giudiziaria. 
«Lezioni tardive da allarmi precoci» è il titolo 
di un rapporto dell’Agenzia europea per l’am-biente 
che descrive decine di casi storici si-mili 
a quello dell’amianto. Ed emergono co-stantemente 
sia l’incapacità – o la non vo-lontà 
– politica di accertare e provvedere tem-pestivamente, 
sia la capacità dolosa di alcu-ni 
di ritardare bandi e sanzioni. 
La crescente varietà e soprattutto la scala pla-netaria 
degli interventi umani sull’ambiente 
aumentano più velocemente di quanto pro-gredisca 
la nostra capacità di prevedere e 
provvedere. Da sempre l’uomo altera l’am-biente 
locale. Eppure è solo da meno di un se-colo 
che la scala delle attività umane e dei lo-ro 
effetti, a volte anche deleteri, sulla salute e 
sull’ambiente si è estesa alla popolazione 
mondiale e al pianeta. Inoltre, le conseguen-ze 
di alcune nostre azioni hanno acquisito u-na 
portata temporale di decine o migliaia di 
secoli. Questa nuova e tecnologica conditio 
humana è ancora priva di un’adeguata etica 
della responsabilità, come affermò Hans Jo-nas 
nel libro "Principio responsabilità - Un’e-tica 
per la società tecnologica" (1979). Sul pia-no 
scientifico questa condizione antropolo-gica 
è stata riassunta dal premio Nobel Paul 
Crutzen con il termine Antropocene. Esso in-dica 
l’era geologica, iniziata da circa un seco-lo, 
nella quale l’agire dell’uomo è diventato u-na 
delle principali forze biogeologiche che al-terano 
la faccia della Terra. 
Di fronte alla nostra nuova potenza di causa-re 
"malattie planetarie" sta, però, la nostra 
drammatica impotenza di prevenirle e cu-rarle. 
Un certo merito e molta fortuna hanno 
permesso di accertare e, dopo alcuni decen-ni, 
di bandire alcune sostanze inquinanti glo-bali, 
prima che le loro conseguenze fossero 
catastrofiche. Ma per altre sostanze non sta 
andando così. Per esempio, l’emissione di 
gas che alterano il clima – per l’80% la CO2 – 
continua a crescere con probabili conse-guenze 
e costi mondiali che molti economi-sti 
e scienziati considerano enormi. Anche 
l’immissione involontaria negli oceani di mi-lioni 
di tonnellate di oggetti di plastica conti-nua 
ad aumentare. 
continua a pagina 2 
Uno squallido scambio merce, stando a quanto stabi-lito 
dai carabinieri: case farmaceutiche e informatori 
scientifici elargivano viaggi di lusso, smartphone, pc e 
televisori a pediatri compiacenti che accettavano i "do-ni" 
in cambio di una parolina da spendere con le neo-mamme 
invitate ad acquistare latte artificiale per i fi-gli 
anche se non ce n’era bisogno. In 18, su richiesta del-la 
Procura di Pisa, sono finiti agli arresti domiciliari. 
SALINARO A PAGINA 10 
I big di Azzardopoli puntano anche ad e-liminare 
il maggiore prelievo fiscale su slot 
e videolottery, l’emendamento è nelle ma-ni 
del Tesoro e potrebbe arrivare durante 
l’iter della legge di stabilità al Senato. Per i 
bambini che nascono in famiglie con red-dito 
bassissimo il bonus è raddoppiato. 
Ncd-governo, scontro su Social card e ca-none 
Rai in bolletta. Draghi accelera sugli 
acquisti di titoli di Stato. Padoan scrive a 
Bruxelles per difendere la manovra. Il pre-mier 
contestato in Calabria. 
PRIMOPIANO ALLE PAGINE 4/5 
Stati Uniti 
Immigrati 
Obama: 
è già 
sotto tiro 
Carta acquisti 
Polemica assurda 
su una legge 
votata un anno fa 
La legge che estende la Carta ac-quisti 
agli extracomunitari rego-lari 
è stata votata nel 2013 dagli 
stessi esponenti di Fi, Ncd e Sc 
che oggi si stracciano le vesti. 
PRESSIONI SULLE MADRI PER PROMUOVERE IL PRODOTTO: 18 ARRESTI 
La truffa del latte in polvere 
I NOSTRI TEMI 
Analisi 
I Papi e l’Europa: 
i valori necessari 
alla democrazia 
MIMMO MUOLO 
Quando nel 1988 Giovanni Paolo II vi-sitò 
il Parlamento di Strasburgo, non 
c’erano né l’euro, né il mercato unico, 
Schengen e Maastricht erano solo due 
località del Lussemburgo e dell’Olanda 
e soprattutto esisteva ancora il Muro di 
Berlino. Francesco parlerà invece a 
un’Europa completamente diversa. 
A PAGINA 3 
Inchiesta 
Periferie a rischio 
Le risposte 
di chi fa "rete" 
DIEGO MOTTA 
La periferia non è soltanto uno stato d’a-nimo, 
l’oblìo dal resto del mondo e la cer-tezza 
di essere invisibili anche dentro una 
metropoli come Milano. È un luogo fisico 
preciso, le Case Bianche di via Salomone, 
zona Mecenate, che si fa fatica ad aggira-re 
nella sua imponenza: 474 appartamen-ti 
che risalgono agli anni Settanta. 
A PAGINA 9 
Il monito 
Il Papa: scandalizza 
il sacerdote 
attaccato ai soldi 
Attenti a non trasformare ancora oggi 
le Chiese in «case di affari», dove addi-rittura 
entrando si può trovare «la lista 
dei prezzi per il Battesimo, la benedi-zione, 
le intenzioni per la Messa». Nel-l’omelia 
in Santa Marta, papa France-sco 
ricorda come ci siano «due cose che 
il popolo di Dio non perdona: un prete 
attaccato ai soldi e un prete che mal-tratta 
la gente». 
LENZI A PAGINA 15 
Cultura 
Puccini, fede e Bohème: 
a 90 anni dalla morte 
un’analisi della religiosità 
RIZZI A PAGINA 24 
L’intervista 
Gassman porta in teatro 
i temi del lavoro e del denaro: 
«Ma la cultura vale più di tutto» 
SCIANCALEPORE A PAGINA 25 
Sport 
Arriva l’airbag per lo sci 
Sarà utilizzato dal 2015 
ma solo in discesa libera 
NICOLIELLO A PAGINA 26 
L’ 
Santa Marta 
Incontro privato a sorpresa 
tra Francesco e Napolitano 
CARDINALE A PAGINA 7 
«Regalo» insensato 
Il giorno dopo l’an-nuncio 
del decreto di 
riforma dell’immigra-zione 
negli Stati 
Uniti, che do-vrebbe 
per-mettere 
la re-golarizzazione 
di quasi 5 mi-lioni 
di citta-dini 
stranieri 
residenti nel 
Paese, il capo 
della Casa 
Bianca è sotto 
attacco degli espo-nenti 
repubblica-ni. 
Che lo hanno 
denunciato, per a-buso 
di potere, 
anche per la rifor-ma 
della Sanità 
pubblica. 
BRICCHI LEE A PAGINA 13
2
3 
http://www.slideshare.net/morosini1952/amianto-avvenire-141122 
http://www.avvenire.it/Commenti/Pagine/caso-eternit-giustizia-antiquata.aspx 
AVVENIRE, Editoriale, p. 1 
Cosa insegna il processo sull'amianto 
Caso Eternit, la giustizia è antiquata 
Marco Morosini, Avvenire, 
La sentenza della Cassazione sulla prescrizione della punibilità dei crimini di amianto a Casale Monferrato 
stimola una riflessione sulla condizione dell’uomo nell’era tecnologica. Come molte altre sentenze nel 
mondo, essa conferma che la civiltà industriale, di cui la giustizia è una componente, non sa ancora 
gestire le conseguenze a lunga distanza delle sue tecnologie. Di queste conseguenze legislatori e giudici 
non sanno o non possono sanzionare le responsabilità in modo confacente alle tecnologie moderne. Nel 
caso dell’amianto tra esposizione e malattia passano decenni, mentre i tempi di prescrizione giuridica 
sono molto più brevi. Peggio ancora: la prescrizione delle accertate responsabilità è ora dichiarata, pur 
sapendo che la frequenza mensile dei decessi per amianto a Casale aumenterà ancora per anni. 
All’arcaicità dell’attuale diritto si aggiunge un’aggravante: grazie alla capacità di non pochi produttori e 
venditori di ritardare con tutti i mezzi legali e illegali le conseguenze legislative e giudiziarie delle 
conoscenze scientifiche, tra l’accertamento di una nocività e il bando delle sue cause passano spesso 
molti decenni, come dimostrano altri casi, tra i quali quello del tabacco e quello del talidomide, il sonnifero 
che causò migliaia di nati focomelici. Tra l’accertamento della nocività dell’amianto e il suo bando in molti 
paesi sono passati più di mezzo secolo e milioni di malattie e morti evitabili. Tuttora l’amianto è estratto e 
usato in alcune nazioni, che si oppongono al suo bando. Questa vicenda spicca perché il mortale 
mesotelioma è causato quasi esclusivamente dall’amianto e funge da "impronta digitale" dell’assassino. 
Per altre tecnologie e sostanze, invece, le relazioni tra cause ed effetti deleteri sono molto evidenti ma 
non incontrovertibili in sede giudiziaria. 
«Lezioni tardive da allarmi precoci» è il titolo di un rapporto dell’Agenzia europea per l’ambiente che 
descrive decine di casi storici simili a quello dell’amianto. Ed emergono costantemente sia l’incapacità – o 
la non volontà – politica di accertare e provvedere tempestivamente, sia la capacità dolosa di alcuni di 
ritardare bandi e sanzioni. 
La crescente varietà e soprattutto la scala planetaria degli interventi umani sull’ambiente aumentano più 
velocemente di quanto progredisca la nostra capacità di prevedere e provvedere. Da sempre l’uomo 
altera l’ambiente locale. Eppure è solo da meno di un secolo che la scala delle attività umane e dei loro 
effetti, a volte anche deleteri, sulla salute e sull’ambiente si è estesa alla popolazione mondiale e al 
pianeta. Inoltre, le conseguenze di alcune nostre azioni hanno acquisito una portata temporale di decine o 
migliaia di secoli. Questa nuova e tecnologica conditio humana è ancora priva di un’adeguata etica della 
responsabilità, come affermò Hans Jonas nel libro "Principio responsabilità - Un’etica per la società 
tecnologica" (1979). Sul piano scientifico questa condizione antropologica è stata riassunta dal premio 
Nobel Paul Crutzen con il termine Antropocene. Esso indica l’era geologica, iniziata da circa un secolo, 
nella quale l’agire dell’uomo è diventato una delle principali forze biogeologiche che alterano la faccia 
della Terra. 
Di fronte alla nostra nuova potenza di causare "malattie planetarie" sta, però, la nostra drammatica 
impotenza di prevenirle e curarle. Un certo merito e molta fortuna hanno permesso di accertare e, dopo 
alcuni decenni, di bandire alcune sostanze inquinanti globali, prima che le loro conseguenze fossero 
catastrofiche. Ma per altre sostanze non sta andando così. Per esempio, l’emissione di gas che alterano 
il clima – per l’80% la CO2 – continua a crescere con probabili conseguenze e costi mondiali che molti 
economisti e scienziati considerano enormi. Anche l’immissione involontaria negli oceani di milioni di 
tonnellate di oggetti di plastica continua ad aumentare. 
Nel mezzo di alcuni oceani si sono formate "isole" galleggianti di piccoli detriti di plastiche, estese per 
centinaia di migliaia di chilometri quadrati. La parte polverizzata di queste plastiche è ormai diffusa in tutti i 
mari. Non si conoscono le conseguenze di questo fenomeno, ma due cose sono certe: non è reversibile in
tempi ragionevoli ed è estremamente difficile fermarlo. 
Di fronte all’accresciuta portata spazio-temporale delle nostre alterazioni delle condizioni igieniche e 
dell’ambiente, leggi e giurisprudenza sono vetuste. Infatti, da millenni esse sono concepite per sanzionare 
azioni offensive di pochi individui a danno di pochi altri individui, vicini nello spazio e nel tempo. "L’uomo è 
antiquato" titolò nel 1956 il suo libro più importante il filosofo Günter Anders, descrivendo come la nostra 
capacità di prevedere sia rimasta indietro rispetto alla nostra crescente capacità di fare. Per questo anche 
"la giustizia è antiquata". È da questa condizione antropologica e giuridica che scaturisce la sentenza 
della Cassazione sulla prescrizione di un grave crimine di amianto. Va ricordato tuttavia che proprio un 
giudice della Suprema Corte italiana, Amedeo Postiglione, è da vent’anni fondatore e direttore 
instancabile dell’Icef, la "Fondazione per una corte internazionale dell’ambiente", che mira a estendere 
nello spazio e nel tempo la potestà della giustizia di sanzionare i delitti ambientali. 
Lo sgomento per la vicenda di amianto di Casale Monferrato non ci impedisca di imparare questa 
amarissima lezione e di applicarla con urgenza alle tecnologie e alle leggi del futuro. Sarà il modo migliore 
di onorare la memoria dei milioni di vittime senza giustizia dell’amianto. 
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LEZIONI DAL PROCESSO ETERNIT, amianto, Casale Monferrato

  • 1.
    1 Sabato 22novembre 2014 Santa Cecilia vergine e martire Scuola Paritarie: tutti i fondi al ministero dell’Istruzione Intesa di maggioranza A PAGINA 8 Palermo Niente cresima in cattedrale per il figlio di Graviano TURRISI A PAGINA 10 Quotidiano di ispirazione cattolica www.avvenire.it ANNO XLVII n° 276 1,40 € Opportunità di acquisto in edicola: Avvenire + Luoghi dell’Infinito 4,00 € Il fatto. Con 10mila euro salve le sale scommesse collegate all’estero Landini: gli onesti non sono con Renzi. Il Pd: offende milioni di lavoratori Scommesse illegali spunta la sanatoria Scende a 25mila euro Isee il tetto del bonus bebè RICCARDI A PAGINA 5 Susanna Tamaro Italia, diventata tristemente prima potenza europea dell’azzardo, rischia un ennesimo tra-gico errore. Spunta una sanatoria delle sale scommesse illegali. Ma queste vanno chiuse, non de-finitivamente (checché si evochi di diverso) installate nelle nostre città, moltiplicando i luoghi dell’azzardo. Quale che sia l’incasso calcolato dai tecnici del Mini-stero il conto del regalo all’azzardo (sanatoria per l’«il-legale » e contemporaneo non aggravio fiscale per il «le-gale ») lo pagherebbero gli italiani. (mt) L’alto e il basso ndavo quasi ogni giorno in giro in bicicletta per le peri-ferie della città, mi fermavo sui cavalcavia ad osservare le mac-chine sull’autostrada, camminavo lungo le linee ferroviarie. Le specu-lazioni metafisiche infantili si era-no tramutate in un’energia cinetica difficilmente controllabile. Dalle al-te sfere dell’infinito, infatti, ero sce-sa alle basse sfere dell’umano e, sul-la relazione tra le due, non cessavo di interrogarmi. A volte prendevo qualche corriera di linea e andavo verso i monti. Ogni tanto mettevo il sacco a pelo e la tenda nello zaino e dormivo fuori, verso le cime, in qual-che bosco. Lassù interrogavo con di-sperazione il cielo, e il cielo non mi dava risposte. Pace nello scorgere la maestà di un cervo, pace per il mor-morio degli abeti - assieme a quello del mare uno dei grandi respiri del-la terra - pace per la lieve grazia di uno scoiattolo, pace per la bellezza che non aveva mai smesso di parla-re al mio cuore. Camminando e, pe-dalando, mi imbattevo in piccole chiesette, in pievi. Allora subito vi entravo, portando spesso un fiore appena colto sull’altare e mi ingi-nocchiavo ai piedi del Crocefisso im-plorando: «Parlami!» Ma il Suo ca-po rimaneva dolorosamente flesso, i suoi occhi caparbiamente chiusi. Agnus dei qui tollis peccata mun-di. © RIPRODUZIONE RISERVATA A n cuore pensante EDITORIALE COSA INSEGNA IL CASO AMIANTO LA GIUSTIZIA È ANTIQUATA MARCO MOROSINI a sentenza della Cassazione sulla prescrizione della punibilità dei crimini di amianto a Casale Mon-ferrato stimola una riflessione sul-la condizione dell’uomo nell’era L tecnologica. Come molte altre sentenze nel mondo, essa conferma che la civiltà indu-striale, di cui la giustizia è una componente, non sa ancora gestire le conseguenze a lun-ga distanza delle sue tecnologie. Di queste conseguenze legislatori e giudici non sanno o non possono sanzionare le responsabilità in modo confacente alle tecnologie moderne. Nel caso dell’amianto tra esposizione e ma-lattia passano decenni, mentre i tempi di pre-scrizione giuridica sono molto più brevi. Peg-gio ancora: la prescrizione delle accertate re-sponsabilità è ora dichiarata, pur sapendo che la frequenza mensile dei decessi per a-mianto a Casale aumenterà ancora per anni. All’arcaicità dell’attuale diritto si aggiunge un’aggravante: grazie alla capacità di non po-chi produttori e venditori di ritardare con tut-ti i mezzi legali e illegali le conseguenze legi-slative e giudiziarie delle conoscenze scien-tifiche, tra l’accertamento di una nocività e il bando delle sue cause passano spesso molti decenni, come dimostrano altri casi, tra i qua-li quello del tabacco e quello del talidomide, il sonnifero che causò migliaia di nati foco-melici. Tra l’accertamento della nocività del-l’amianto e il suo bando in molti paesi sono passati più di mezzo secolo e milioni di ma-lattie e morti evitabili. Tuttora l’amianto è e-stratto e usato in alcune nazioni, che si op-pongono al suo bando. Questa vicenda spic-ca perché il mortale mesotelioma è causato quasi esclusivamente dall’amianto e funge da "impronta digitale" dell’assassino. Per altre tecnologie e sostanze, invece, le relazioni tra cause ed effetti deleteri sono molto evidenti ma non incontrovertibili in sede giudiziaria. «Lezioni tardive da allarmi precoci» è il titolo di un rapporto dell’Agenzia europea per l’am-biente che descrive decine di casi storici si-mili a quello dell’amianto. Ed emergono co-stantemente sia l’incapacità – o la non vo-lontà – politica di accertare e provvedere tem-pestivamente, sia la capacità dolosa di alcu-ni di ritardare bandi e sanzioni. La crescente varietà e soprattutto la scala pla-netaria degli interventi umani sull’ambiente aumentano più velocemente di quanto pro-gredisca la nostra capacità di prevedere e provvedere. Da sempre l’uomo altera l’am-biente locale. Eppure è solo da meno di un se-colo che la scala delle attività umane e dei lo-ro effetti, a volte anche deleteri, sulla salute e sull’ambiente si è estesa alla popolazione mondiale e al pianeta. Inoltre, le conseguen-ze di alcune nostre azioni hanno acquisito u-na portata temporale di decine o migliaia di secoli. Questa nuova e tecnologica conditio humana è ancora priva di un’adeguata etica della responsabilità, come affermò Hans Jo-nas nel libro "Principio responsabilità - Un’e-tica per la società tecnologica" (1979). Sul pia-no scientifico questa condizione antropolo-gica è stata riassunta dal premio Nobel Paul Crutzen con il termine Antropocene. Esso in-dica l’era geologica, iniziata da circa un seco-lo, nella quale l’agire dell’uomo è diventato u-na delle principali forze biogeologiche che al-terano la faccia della Terra. Di fronte alla nostra nuova potenza di causa-re "malattie planetarie" sta, però, la nostra drammatica impotenza di prevenirle e cu-rarle. Un certo merito e molta fortuna hanno permesso di accertare e, dopo alcuni decen-ni, di bandire alcune sostanze inquinanti glo-bali, prima che le loro conseguenze fossero catastrofiche. Ma per altre sostanze non sta andando così. Per esempio, l’emissione di gas che alterano il clima – per l’80% la CO2 – continua a crescere con probabili conse-guenze e costi mondiali che molti economi-sti e scienziati considerano enormi. Anche l’immissione involontaria negli oceani di mi-lioni di tonnellate di oggetti di plastica conti-nua ad aumentare. continua a pagina 2 Uno squallido scambio merce, stando a quanto stabi-lito dai carabinieri: case farmaceutiche e informatori scientifici elargivano viaggi di lusso, smartphone, pc e televisori a pediatri compiacenti che accettavano i "do-ni" in cambio di una parolina da spendere con le neo-mamme invitate ad acquistare latte artificiale per i fi-gli anche se non ce n’era bisogno. In 18, su richiesta del-la Procura di Pisa, sono finiti agli arresti domiciliari. SALINARO A PAGINA 10 I big di Azzardopoli puntano anche ad e-liminare il maggiore prelievo fiscale su slot e videolottery, l’emendamento è nelle ma-ni del Tesoro e potrebbe arrivare durante l’iter della legge di stabilità al Senato. Per i bambini che nascono in famiglie con red-dito bassissimo il bonus è raddoppiato. Ncd-governo, scontro su Social card e ca-none Rai in bolletta. Draghi accelera sugli acquisti di titoli di Stato. Padoan scrive a Bruxelles per difendere la manovra. Il pre-mier contestato in Calabria. PRIMOPIANO ALLE PAGINE 4/5 Stati Uniti Immigrati Obama: è già sotto tiro Carta acquisti Polemica assurda su una legge votata un anno fa La legge che estende la Carta ac-quisti agli extracomunitari rego-lari è stata votata nel 2013 dagli stessi esponenti di Fi, Ncd e Sc che oggi si stracciano le vesti. PRESSIONI SULLE MADRI PER PROMUOVERE IL PRODOTTO: 18 ARRESTI La truffa del latte in polvere I NOSTRI TEMI Analisi I Papi e l’Europa: i valori necessari alla democrazia MIMMO MUOLO Quando nel 1988 Giovanni Paolo II vi-sitò il Parlamento di Strasburgo, non c’erano né l’euro, né il mercato unico, Schengen e Maastricht erano solo due località del Lussemburgo e dell’Olanda e soprattutto esisteva ancora il Muro di Berlino. Francesco parlerà invece a un’Europa completamente diversa. A PAGINA 3 Inchiesta Periferie a rischio Le risposte di chi fa "rete" DIEGO MOTTA La periferia non è soltanto uno stato d’a-nimo, l’oblìo dal resto del mondo e la cer-tezza di essere invisibili anche dentro una metropoli come Milano. È un luogo fisico preciso, le Case Bianche di via Salomone, zona Mecenate, che si fa fatica ad aggira-re nella sua imponenza: 474 appartamen-ti che risalgono agli anni Settanta. A PAGINA 9 Il monito Il Papa: scandalizza il sacerdote attaccato ai soldi Attenti a non trasformare ancora oggi le Chiese in «case di affari», dove addi-rittura entrando si può trovare «la lista dei prezzi per il Battesimo, la benedi-zione, le intenzioni per la Messa». Nel-l’omelia in Santa Marta, papa France-sco ricorda come ci siano «due cose che il popolo di Dio non perdona: un prete attaccato ai soldi e un prete che mal-tratta la gente». LENZI A PAGINA 15 Cultura Puccini, fede e Bohème: a 90 anni dalla morte un’analisi della religiosità RIZZI A PAGINA 24 L’intervista Gassman porta in teatro i temi del lavoro e del denaro: «Ma la cultura vale più di tutto» SCIANCALEPORE A PAGINA 25 Sport Arriva l’airbag per lo sci Sarà utilizzato dal 2015 ma solo in discesa libera NICOLIELLO A PAGINA 26 L’ Santa Marta Incontro privato a sorpresa tra Francesco e Napolitano CARDINALE A PAGINA 7 «Regalo» insensato Il giorno dopo l’an-nuncio del decreto di riforma dell’immigra-zione negli Stati Uniti, che do-vrebbe per-mettere la re-golarizzazione di quasi 5 mi-lioni di citta-dini stranieri residenti nel Paese, il capo della Casa Bianca è sotto attacco degli espo-nenti repubblica-ni. Che lo hanno denunciato, per a-buso di potere, anche per la rifor-ma della Sanità pubblica. BRICCHI LEE A PAGINA 13
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    3 http://www.slideshare.net/morosini1952/amianto-avvenire-141122 http://www.avvenire.it/Commenti/Pagine/caso-eternit-giustizia-antiquata.aspx AVVENIRE, Editoriale, p. 1 Cosa insegna il processo sull'amianto Caso Eternit, la giustizia è antiquata Marco Morosini, Avvenire, La sentenza della Cassazione sulla prescrizione della punibilità dei crimini di amianto a Casale Monferrato stimola una riflessione sulla condizione dell’uomo nell’era tecnologica. Come molte altre sentenze nel mondo, essa conferma che la civiltà industriale, di cui la giustizia è una componente, non sa ancora gestire le conseguenze a lunga distanza delle sue tecnologie. Di queste conseguenze legislatori e giudici non sanno o non possono sanzionare le responsabilità in modo confacente alle tecnologie moderne. Nel caso dell’amianto tra esposizione e malattia passano decenni, mentre i tempi di prescrizione giuridica sono molto più brevi. Peggio ancora: la prescrizione delle accertate responsabilità è ora dichiarata, pur sapendo che la frequenza mensile dei decessi per amianto a Casale aumenterà ancora per anni. All’arcaicità dell’attuale diritto si aggiunge un’aggravante: grazie alla capacità di non pochi produttori e venditori di ritardare con tutti i mezzi legali e illegali le conseguenze legislative e giudiziarie delle conoscenze scientifiche, tra l’accertamento di una nocività e il bando delle sue cause passano spesso molti decenni, come dimostrano altri casi, tra i quali quello del tabacco e quello del talidomide, il sonnifero che causò migliaia di nati focomelici. Tra l’accertamento della nocività dell’amianto e il suo bando in molti paesi sono passati più di mezzo secolo e milioni di malattie e morti evitabili. Tuttora l’amianto è estratto e usato in alcune nazioni, che si oppongono al suo bando. Questa vicenda spicca perché il mortale mesotelioma è causato quasi esclusivamente dall’amianto e funge da "impronta digitale" dell’assassino. Per altre tecnologie e sostanze, invece, le relazioni tra cause ed effetti deleteri sono molto evidenti ma non incontrovertibili in sede giudiziaria. «Lezioni tardive da allarmi precoci» è il titolo di un rapporto dell’Agenzia europea per l’ambiente che descrive decine di casi storici simili a quello dell’amianto. Ed emergono costantemente sia l’incapacità – o la non volontà – politica di accertare e provvedere tempestivamente, sia la capacità dolosa di alcuni di ritardare bandi e sanzioni. La crescente varietà e soprattutto la scala planetaria degli interventi umani sull’ambiente aumentano più velocemente di quanto progredisca la nostra capacità di prevedere e provvedere. Da sempre l’uomo altera l’ambiente locale. Eppure è solo da meno di un secolo che la scala delle attività umane e dei loro effetti, a volte anche deleteri, sulla salute e sull’ambiente si è estesa alla popolazione mondiale e al pianeta. Inoltre, le conseguenze di alcune nostre azioni hanno acquisito una portata temporale di decine o migliaia di secoli. Questa nuova e tecnologica conditio humana è ancora priva di un’adeguata etica della responsabilità, come affermò Hans Jonas nel libro "Principio responsabilità - Un’etica per la società tecnologica" (1979). Sul piano scientifico questa condizione antropologica è stata riassunta dal premio Nobel Paul Crutzen con il termine Antropocene. Esso indica l’era geologica, iniziata da circa un secolo, nella quale l’agire dell’uomo è diventato una delle principali forze biogeologiche che alterano la faccia della Terra. Di fronte alla nostra nuova potenza di causare "malattie planetarie" sta, però, la nostra drammatica impotenza di prevenirle e curarle. Un certo merito e molta fortuna hanno permesso di accertare e, dopo alcuni decenni, di bandire alcune sostanze inquinanti globali, prima che le loro conseguenze fossero catastrofiche. Ma per altre sostanze non sta andando così. Per esempio, l’emissione di gas che alterano il clima – per l’80% la CO2 – continua a crescere con probabili conseguenze e costi mondiali che molti economisti e scienziati considerano enormi. Anche l’immissione involontaria negli oceani di milioni di tonnellate di oggetti di plastica continua ad aumentare. Nel mezzo di alcuni oceani si sono formate "isole" galleggianti di piccoli detriti di plastiche, estese per centinaia di migliaia di chilometri quadrati. La parte polverizzata di queste plastiche è ormai diffusa in tutti i mari. Non si conoscono le conseguenze di questo fenomeno, ma due cose sono certe: non è reversibile in
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    tempi ragionevoli edè estremamente difficile fermarlo. Di fronte all’accresciuta portata spazio-temporale delle nostre alterazioni delle condizioni igieniche e dell’ambiente, leggi e giurisprudenza sono vetuste. Infatti, da millenni esse sono concepite per sanzionare azioni offensive di pochi individui a danno di pochi altri individui, vicini nello spazio e nel tempo. "L’uomo è antiquato" titolò nel 1956 il suo libro più importante il filosofo Günter Anders, descrivendo come la nostra capacità di prevedere sia rimasta indietro rispetto alla nostra crescente capacità di fare. Per questo anche "la giustizia è antiquata". È da questa condizione antropologica e giuridica che scaturisce la sentenza della Cassazione sulla prescrizione di un grave crimine di amianto. Va ricordato tuttavia che proprio un giudice della Suprema Corte italiana, Amedeo Postiglione, è da vent’anni fondatore e direttore instancabile dell’Icef, la "Fondazione per una corte internazionale dell’ambiente", che mira a estendere nello spazio e nel tempo la potestà della giustizia di sanzionare i delitti ambientali. Lo sgomento per la vicenda di amianto di Casale Monferrato non ci impedisca di imparare questa amarissima lezione e di applicarla con urgenza alle tecnologie e alle leggi del futuro. Sarà il modo migliore di onorare la memoria dei milioni di vittime senza giustizia dell’amianto. 4