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3b pietra

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  • I trulli sono stati strutture "smontabili" fino al 1797, quando Ferdinando IV di Borbone riconobbe Alberobello come città regia. Nel 1600, invece, i trulli erano strutture "abusive", che venivano continuamente smontate e rimonate. I conti di Conversano, gli Acquaviva D'Aragona (feudatari del Regno di Napoli), primo fra tutti il conte Giangirolamo autorizzava i contadini a costruire e li obbligava a demolire in occasione dei controlli del re di Napoli che aveva emesso il divieto di costruire senza il suo permesso (tale dettato legislativo non ha un nome preciso né un numero a differenza della normativa attuale). Rif. bibliografici: - Ambrosi Angelo, Panella Raffaele, Radicchio Giuseppe- Degano Enrico (a cura di), "Storia e destino dei trulli di Alberobello (prontuario per il restauro)", Schena Editore, Brindisi 1997 - Gioia Pietro, "Conferenze istoriche sulle origini e sui progressi del comune di Noci in terra di Bari", Napoli 1839.
  • Transcript

    • 1. L’architettura megalitica Stonehenge <ul><li>Ubicazione e origini storiche </li></ul><ul><li>Le sue origini si perdono nella notte dei </li></ul><ul><li>tempi: per i romani era tanto antico </li></ul><ul><li>quanto lo sono per noi le rovine romane. </li></ul><ul><li>Stonehenge (parola che significa &quot;pietre </li></ul><ul><li>sospese&quot;) è un grandioso documento </li></ul><ul><li>megalitico a circa 13 km a nord di Salisbury </li></ul><ul><li>nel Wiltshire in Inghilterra. </li></ul><ul><li>Esso fu costruito in diverse fasi, </li></ul><ul><li>probabilmente dapprima (3500a.C.) come </li></ul><ul><li>recinto rituale, simile ai numerosi altri </li></ul><ul><li>dell'Inghilterra meridionale, poi sviluppato, </li></ul><ul><li>intorno al 2200 a.C. con l'aggiunta delle 82 </li></ul><ul><li>pietre blu portate dal Galles e dell'altare. La </li></ul><ul><li>costruzione viene attribuita a un popolo che </li></ul><ul><li>sviluppò notevoli attività commerciali, </li></ul><ul><li>insediatosi nella zona tra il 1600 e il 1300 </li></ul><ul><li>a.C. </li></ul><ul><li>I circa 400 tumuli sepolcrali (2000-1500 a.C.) </li></ul><ul><li>disseminati tutt'intorno ne testimoniano </li></ul><ul><li>l'importanza; gli scavi hanno portato alla luce </li></ul><ul><li>ricchi oggetti funerari e schegge di pietra </li></ul><ul><li>bluastra simile a quella del monumento. </li></ul>Donatella Radogna 1
    • 2. L’architettura megalitica Stonehenge <ul><li>Cosa sono queste pietre? </li></ul><ul><li>Nel corso degli anni si sono </li></ul><ul><li>susseguite molteplici teorie su </li></ul><ul><li>cosa effettivamente fosse </li></ul><ul><li>Stonehenge, ma le più </li></ul><ul><li>accreditate vogliono che fosse </li></ul><ul><li>Un enorme osservatorio </li></ul><ul><li>astronomico da cui gli antichi </li></ul><ul><li>Druidi calcolavano le eclissi e </li></ul><ul><li>le date principali dell'anno </li></ul><ul><li>astronomico. </li></ul><ul><li>Nel 1984 l'Unesco ha </li></ul><ul><li>Proclamato Stonehenge </li></ul><ul><li>&quot;Patrimonio dell'Umanità&quot;. </li></ul><ul><li>Si tratta di un esempio </li></ul><ul><li>straordinario e antichissimo di </li></ul><ul><li>architettura megalitica. </li></ul>Donatella Radogna 2
    • 3. L’architettura megalitica Stonehenge <ul><li>Come sono queste pietre e il loro </li></ul><ul><li>impianto? </li></ul><ul><li>Una serie di triliti disposti per </li></ul><ul><li>cerchi concentrici, i cui elementi </li></ul><ul><li>in origine erano arrichiti da </li></ul><ul><li>elementi più piccoli di pietra </li></ul><ul><li>blu e verde del Galles. </li></ul><ul><li>Nel 3500 a.C. una comunità di </li></ul><ul><li>pastori seminomadi realizzò, un </li></ul><ul><li>argine circolare delimitato da un </li></ul><ul><li>fossato del diametro di 104 m. </li></ul><ul><li>Intorno a questo perimetro furono </li></ul><ul><li>scavate 56 buche ancora visibili. Un </li></ul><ul><li>paio di secoli dopo venne tracciato </li></ul><ul><li>un viale processionale tra due </li></ul><ul><li>argini, largo 23 m e lungo 3 km, per </li></ul><ul><li>collegare il sito con il fiume Avon, a </li></ul><ul><li>un capo del quale si trova la &quot;pietra </li></ul><ul><li>del sacrificio” fronteggiata da </li></ul><ul><li>un'altra pietra in asse con la strada. </li></ul>Donatella Radogna 3
    • 4. L’architettura megalitica Stonehenge <ul><li>Aspetti tecnici </li></ul><ul><li>I montanti sono collegati </li></ul><ul><li>all’architrave perché </li></ul><ul><li>dotati di tenone, che si </li></ul><ul><li>inserisce nei fori per </li></ul><ul><li>mortasa dell’elemento </li></ul><ul><li>orizzontale. </li></ul>Aspetti formali e dimensionali L’intero complesso di Stonhenge è costituito da grossi blocchi lapidei di forma parallelepipeda. Le dimensioni fuori terra in altezza di tali elementi sono: per i montanti del trilite più grande centrale 6,6m.; per i montanti estreni di Sarsen 4 m.; per gli elementi più piccoli da 1,8 a 3 m. Donatella Radogna 4
    • 5. L’architettura megalitica Stonehenge <ul><li>Posa in opera </li></ul><ul><li>Secondo alcune ipotesi </li></ul><ul><li>sviluppate circa i metodi di </li></ul><ul><li>erezione dei triliti, la posa in </li></ul><ul><li>opera avveniva come segue: </li></ul><ul><li>Elementi verticali. </li></ul><ul><li>I montanti venivano portati su rulli allo scavo di fondazione. La Grossa pietra veniva messa in verticale, tirandola con l’ausilio di funi e di un palo a forcaccia. </li></ul><ul><li>Elementi orizzontali. </li></ul><ul><li>Si realizzava una battuta di terra o una struttura lignea intorno ai montanti e sulle cime dei tenoni, per sollevare e spostare nella posizione voluta l’architrave che, tolta la struttura di sostegno veniva abbassato sui tenoni. </li></ul>Donatella Radogna 5
    • 6. Gilles Perraudin - Wine cellar - Cantina 1996/99 - Chemin des Salines, Vauvert, Francia <ul><li>I principi del progetto : </li></ul><ul><li>- compatibilità con il contesto </li></ul><ul><li> di inserimento </li></ul><ul><li>- utilizzo di materiali </li></ul><ul><li> rinnovabili </li></ul><ul><li>- applicazione di dispositivi di </li></ul><ul><li> risparmio energetico </li></ul><ul><li>- utilizzo delle energie naturali </li></ul><ul><li> disponibili </li></ul><ul><li>Il senso della realizzazione: </li></ul><ul><li>- la cantina è un esempio </li></ul><ul><li> emblematico che testimonia la </li></ul><ul><li> possibilità di riutilizzo della </li></ul><ul><li> pietra come materiale </li></ul><ul><li> strutturale, nell’architettura </li></ul><ul><li> contemporanea </li></ul><ul><li>- la velocità e la semplicità della </li></ul><ul><li> posa in opera costituiscono il </li></ul><ul><li> principale vantaggio economico </li></ul>Donatella Radogna 1
    • 7. Gilles Perraudin - Wine cellar - Cantina 1996/99 - Chemin des Salines, Vauvert, Francia <ul><li>La geometria e le dimensioni del manufatto </li></ul><ul><li>La configurazione spaziale della cantina ripropone quella delle case romane mediterranee ove le unità spaziali si articolano intorno ad un impluvium. Essa consiste in un parallelepipedo, suddiviso in campate ampie 5 m., che, in pianta, misura 30x30 m. e che contiene uno spazio centrale scoperto (giardino-patio). </li></ul>Donatella Radogna 2
    • 8. Gilles Perraudin - Wine cellar - Cantina 1996/99 - Chemin des Salines, Vauvert, Francia <ul><li>I materiali costruttivi </li></ul><ul><li>Attacco a terra: la costruzione poggia su un semplice strato di cemento spesso 5 cm. Il suolo, in ghiaia, è idoneo per sopportare i carichi trasmessi. </li></ul><ul><li>Struttura di elevazione verticale: i muri in pietra massiccia, spessi 52 cm., sono costituiti da blocchi di calcare (tenero di densità media - 1800Kg/mc) di tipo molassa conchiglifera un po’ arenaria (colore biondo, giallo paglierino, miele, ambra). I blocchi squadrati, estratti (daVers,lo stesso bacino dell’acquedotto romano del Pont du Gard) meccanicamente, misurano 52x105x220 cm. e pesano 2,5 tonnellate. </li></ul><ul><li>Copertura: la struttura orizzontale è costituita da travi in legno massello con sezione 10x24 cm. e disposte con un interasse di 40 cm. Il pacchetto di chiusura comprende: strato di terra vegetale; antiradici; impermeabilizzazione; tavolato ligneo spesso 1,9 cm. </li></ul>Donatella Radogna 3
    • 9. Gilles Perraudin - Wine cellar - Cantina 1996/99 - Chemin des Salines, Vauvert, Francia <ul><li>Le prestazioni strutturali </li></ul><ul><li>La logica statica della costruzione è </li></ul><ul><li>quella dei sistemi massicci ove le </li></ul><ul><li>sollecitazioni prevalenti sono quelli </li></ul><ul><li>di compressione. </li></ul><ul><li>I blocchi, infatti, sepmplicemente </li></ul><ul><li>poggiati gli uni sugli altri, </li></ul><ul><li>costituiscono un sistema </li></ul><ul><li>autoportante dotato di forte inerzia. </li></ul>Donatella Radogna 4
    • 10. Gilles Perraudin - Wine cellar - Cantina 1996/99 - Chemin des Salines, Vauvert, Francia <ul><li>Le prestazioni ambientali </li></ul><ul><li>La costruzione è in grado di </li></ul><ul><li>fornire una forte inerzia </li></ul><ul><li>termica (esigenza principale </li></ul><ul><li>dell’intervento perché </li></ul><ul><li>fondamentale per la </li></ul><ul><li>conserrvazione del vino). </li></ul><ul><li>Tali prestazioni sono date da: </li></ul><ul><li>i muri, in pietra massiccia “respirante” dalla porossità aperta, che “assorbono” le brezze marine (mare Mediterraneo/Camargue), rinfrescando e umidificando. </li></ul><ul><li>il legno e la terra vegetale della copertura, dalle ottime capacità coibenti. </li></ul><ul><li>la morfologia del manufatto, un quadrato compatto, poco aperto verso l’esterno. </li></ul><ul><li> </li></ul>Donatella Radogna 5
    • 11. Gilles Perraudin - Wine cellar - Cantina 1996/99 - Chemin des Salines, Vauvert, Francia <ul><li>La posa in opera </li></ul><ul><li>I blocchi sono stati portati in cantiere </li></ul><ul><li>con dei camion ( 10 blocchi a </li></ul><ul><li>viaggio). L’economia della </li></ul><ul><li>realizzazione deriva dal basso costo </li></ul><ul><li>di trasformazione della materia prima </li></ul><ul><li>e dalla vicinanza del cantiere dal </li></ul><ul><li>bacino di estrazione della pietra </li></ul><ul><li>(30Km). </li></ul><ul><li>Le murature sono realizzate con tre </li></ul><ul><li>file di blocchi a secco, erette tramite </li></ul><ul><li>una gru. </li></ul><ul><li>La costruzione non richiede </li></ul><ul><li>impalcature, e per la mano d’opera </li></ul><ul><li>sono sufficienti tre uomini. </li></ul><ul><li>Il cantiere è veloce (meno di 1 mese per </li></ul><ul><li>montare 300 blocchi) e pulito (nessun </li></ul><ul><li>rifiuto inquinante). </li></ul>Donatella Radogna 6
    • 12. <ul><li>Nascita e diffusione </li></ul><ul><li>L’origine dei trulli non ha ancora una datazione certa . </li></ul><ul><li>Sicuramente vi sono realizzazioni nei secoli XVI, XVII e </li></ul><ul><li>XVIII e il periodo di massima diffusione è l’800. </li></ul><ul><li>Tuttavia il termine trullo (meno comunemente </li></ul><ul><li>casedda) compare nei documenti catastali, già dalla </li></ul><ul><li>seconda metà del XIV. Il fenomeno perde di intensità </li></ul><ul><li>subito dopo la I guerra mondiale per raggiungere fasi </li></ul><ul><li>di abbandono e distruzione dei trulli ( inseriti nella </li></ul><ul><li>World Heritage List dell’Unesco ), che oggi sono </li></ul><ul><li>oggetto di importanti programmi di recupero . </li></ul><ul><li>Evoluzione delle più antiche e modeste costruzioni in </li></ul><ul><li>pietra a secco ( pagliare ), i trulli vengono eretti con i </li></ul><ul><li>materiali di recupero dello spietramento dei terreni per </li></ul><ul><li>bonificare i campi da coltivare. Le aree di diffusione </li></ul><ul><li>dei trulli (a sud-est di Bari , tra i mari Adriatico e </li></ul><ul><li>Jonico) comprendono essenzialmente due zone </li></ul><ul><li>principali: quella del ” Canale di Pirro ” (tra i comuni di </li></ul><ul><li>Putignano e Fasano)e quella della “ Valle d’Itria ”(tra i </li></ul><ul><li>comuni di Martina Franca, Cisternino e Locorotondo). </li></ul>le pseudo cupole: i trulli
    • 13. <ul><li>Alberobello: capitale nella terra dei trulli </li></ul>le pseudo cupole: i trulli
    • 14. <ul><li>I paesaggi “urbano” </li></ul><ul><li>e rurale dei trulli </li></ul><ul><li>Stabilità e precarietà </li></ul><ul><li>Al carattere “forte” ed eterno </li></ul><ul><li>della pietra si contrappone la </li></ul><ul><li>logica che ha generato le </li></ul><ul><li>costruzioni a secco, vietando </li></ul><ul><li>l’impiego di malte : i tiranni </li></ul><ul><li>ordinavano la realizzazione di </li></ul><ul><li>manufatti , per tecnologia </li></ul><ul><li>e per forma, immediatamente </li></ul><ul><li>smontabili a causa degli </li></ul><ul><li>editti che imponevano la </li></ul><ul><li>regia autorizzazione a </li></ul><ul><li>costruire. In caso di </li></ul><ul><li>ispezione, infatti, il trullo </li></ul><ul><li>tornava ad essere una </li></ul><ul><li>specchia , semplicemente </li></ul><ul><li>rimuovendo alcuni conci. </li></ul>le pseudo cupole: i trulli
    • 15. <ul><li>Immagine e aspetto </li></ul><ul><li>Il cono è il carattere distintivo principale , con differenti aggregazioni </li></ul><ul><li>Tipologie in pianta e in alzato: </li></ul><ul><li>Pianta circolare - cono di copertura con base circolare e pendenza costante </li></ul><ul><li>Pianta quadrata - a) “pennacchi” di raccordo alla base del cono con pendenza costante; b) cono con base quadrata e pendenza variabile </li></ul><ul><li>I raccordi tra più coni accostati assumono forme curvilinee </li></ul><ul><li>variabili in funzione della dimensione dei coni e della </li></ul><ul><li>distanza tra gli stessi </li></ul>le pseudo cupole: i trulli
    • 16. <ul><li>Gli attrezzi </li></ul><ul><li>L’edificazione di un trullo è frutto del lavoro manuale, </li></ul><ul><li>realizzato da molto “esperti ” e poco “specializzati ” </li></ul><ul><li>depositari della peculiare cultura materiale: i trullari . </li></ul><ul><li>Gli attrezzi principali utilizzati sono: il cuneo o bietta, </li></ul><ul><li>il maglio, il martello (semplice o a 5,6,8 o 10 denti), </li></ul><ul><li>piede di porco, pala, piccone, zappa, scala, pennello. </li></ul>La materia prima La materia prima, la pietra , viene raccolta nei campi, ammucchiata (specchie) e poi selezionata in base alle dimensioni . le pseudo cupole: i trulli
    • 17. <ul><li>La costruzione </li></ul><ul><li>Fondazioni: scavo del terreno </li></ul><ul><li>fino a raggiungere gli strati </li></ul><ul><li>rocciosi ove poggiare le pietre </li></ul><ul><li>(grandi) dei muri difondazione </li></ul><ul><li>Chiusura orizzontale di base: </li></ul><ul><li>realizzata con elementi </li></ul><ul><li>lapidei “piatti” (chianche) </li></ul><ul><li>Chiusure verticali: possono </li></ul><ul><li>essere definite muratutre a </li></ul><ul><li>sacco, con i paramenti esterni in </li></ul><ul><li>pietrame più grosso squadrato e </li></ul><ul><li>i riempimenti in pietrame </li></ul><ul><li>informe più piccolo e terriccio </li></ul>Partizioni interne verticali: realizzate in pietra squadrata e, all’occasione, interrotte da aperture per il collegamento degli ambienti interni Collegamenti orizzontali tra le unità ambientali: i varchi nelle murature prevedono archi realizzati con l’ausilio di centine Aperture: le porte d’ingresso prevedono aperture realizzate mediante archi, architravi e archi di scarico o “frontoni triangolari”. Le finestre, di dimensioni ridotte e di forma quadrata, sono realizzate mediante archi o architravi. le pseudo cupole: i trulli
    • 18. <ul><li>Partizioni interne orizzontali: realizzate, a circa 2,5m. di altezza, con travi lignee </li></ul><ul><li>incastrate tra gli interstizi delle pietre delle murature e chiusi con tavolato </li></ul><ul><li>Raccordi tra le murature e le pseudoccupole: le opere in pietra iniziano ad </li></ul><ul><li>assumere un andamento pseudo-curvilineo a partire da circa 1 m. di altezza </li></ul>le pseudo cupole: i trulli
    • 19. <ul><li>La struttura delle </li></ul><ul><li>pseudo-cupole </li></ul><ul><li>La struttura della pseudo </li></ul><ul><li>cupola, in gergo “ candela ”, </li></ul><ul><li>è realizzata con elementi di </li></ul><ul><li>calacare molto profondi , </li></ul><ul><li>disposti per anelli </li></ul><ul><li>concentrici il cui diametro </li></ul><ul><li>decresce man mano che si </li></ul><ul><li>raggiunge l’apice. </li></ul><ul><li>I carichi si trasmettono </li></ul><ul><li>ortogonalmente al piano </li></ul><ul><li>d’appoggio, senza spinte . </li></ul>le pseudo cupole: i trulli
    • 20. <ul><li>La candela </li></ul><ul><li>La candela è eretta senza l’uso </li></ul><ul><li>di malte pertanto i punti di </li></ul><ul><li>contatto tra le “pietre candela” </li></ul><ul><li>vengono migliorati inserendo </li></ul><ul><li>schegge lapidee. La presenza </li></ul><ul><li>di vuoti d’aria tra i conci e la </li></ul><ul><li>forma della copertura </li></ul><ul><li>incrementano le capacità </li></ul><ul><li>coibenti della struttura </li></ul><ul><li>massiccia. L’estradosso della </li></ul><ul><li>struttura è molto grezzo </li></ul><ul><li>( tessitura scalettata con </li></ul><ul><li>presenza di vuoti) mentre </li></ul><ul><li>l’intradosso ha una superficie </li></ul><ul><li>liscia ( pietre sagomate e </li></ul><ul><li>presenza di “tralota” - impasto </li></ul><ul><li>con terreno argilloso rossastro </li></ul><ul><li>e acqua - nei giunti) </li></ul>le pseudo cupole: i trulli
    • 21. <ul><li>La realizzazione del cono </li></ul><ul><li>Il rivestimento </li></ul><ul><li>La candela viene rivestita con uno strato </li></ul><ul><li>di “ chiancarelle ” (pietre “piatte” dallo </li></ul><ul><li>spessore variabile tra i 6 e i 10 cm.) che </li></ul><ul><li>restituiscono una forma regolare al cono </li></ul><ul><li>della copertura costituendo un sistema </li></ul><ul><li>efficacissimo per il deflusso delle acque </li></ul><ul><li>meteoriche . </li></ul>le pseudo cupole: i trulli
    • 22. <ul><li>La posa delle “chiancarelle” </li></ul><ul><li>Le lastre sono disposte su strati successivi a giacitura </li></ul><ul><li>orizzontale . La stabilità del manto delle “chiancarelle” </li></ul><ul><li>è dovuta agli appoggi offerti dall’estradosso della </li></ul><ul><li>“ pseudo-cupola ” e all’uso di materiale inerte </li></ul><ul><li>(“zavorrella”). </li></ul>Talvolta, i coni non sono leggibili dall’esterno perché il manto di rivestimento non segue le strutture sottostanti ma diventa un unico “pignon” (presenza consistente di “zavorrella”). le pseudo cupole: i trulli
    • 23. <ul><li>Completamento </li></ul><ul><li>La costruzione del trullo </li></ul><ul><li>termina con la chiusura dei </li></ul><ul><li>comignoli e con il </li></ul><ul><li>posizionamento dei </li></ul><ul><li>pinnacoli . </li></ul><ul><li>Gli elementi che durante la </li></ul><ul><li>costruzione hanno funto da </li></ul><ul><li>“ impalcature” diventano </li></ul><ul><li>scale estrerne , linee di </li></ul><ul><li>gronda e quant’altro. </li></ul><ul><li>L’organizzazione spaziale </li></ul><ul><li>prevede: </li></ul><ul><li>un vano centrale (zona collettiva) </li></ul><ul><li>una zona camino </li></ul><ul><li>una o più alcove </li></ul><ul><li>nicchie ricavate negli spessori dei muri </li></ul>le pseudo cupole: i trulli
    • 24. <ul><li>Le tinteggiature e gli intonaci </li></ul><ul><li>Gli intonaci e le tinteggiature sono </li></ul><ul><li>realizzati essenzialmente per: </li></ul><ul><li>proteggere le strutture a secco dalle intrusioni </li></ul><ul><li>aumentare le capacità coibenti delle strutture </li></ul><ul><li>rifinire le opere </li></ul><ul><li>“ respingere” i raggi del sole </li></ul><ul><li>motivi igienici </li></ul><ul><li>Materiali: </li></ul><ul><li>Bolo (terra + acqua) </li></ul><ul><li>Paglia </li></ul><ul><li>Cenere </li></ul><ul><li>Latte di calce </li></ul><ul><li>I comignoli </li></ul><ul><li>Di svariate forme, sono elementi </li></ul><ul><li>importanti, non solo per il </li></ul><ul><li>funzionamento dei camini ma </li></ul><ul><li>anche per l’aerazione dei locali . </li></ul>le pseudo cupole: i trulli
    • 25. <ul><li>I pinnacoli. Il vertice del cono del trullo viene rifinito con intonaco e latte </li></ul><ul><li>di calce nonché sormontato da un caratteristico elemento terminale, </li></ul><ul><li>avente funzione strutturale e decorativa. Nel tempo, il peso posto in </li></ul><ul><li>corrispondenza del concio di chiusura della candela, ha stimolato la </li></ul><ul><li>creatività di muratori e scalpellini assumendo le forme più svariate: dal </li></ul><ul><li>semplice disco al fuso, alla clessidra, alla sfera, ai poliedri stellari. </li></ul>le pseudo cupole: i trulli
    • 26. <ul><li>I canali per il deflusso dell’acqua </li></ul><ul><li>I canali di scolo si insinuano lungo le </li></ul><ul><li>linee di intersezione delle curve dei </li></ul><ul><li>manti di copertura e sono realizzati con </li></ul><ul><li>lastre di pietra calcarea a forma incavata. </li></ul>le pseudo cupole: i trulli
    • 27. <ul><li>Le finestre </li></ul><ul><li>Molto piccole e quasi sempre </li></ul><ul><li>quadrate, sono solitamente poste sotto </li></ul><ul><li>la linea di gronda. Talvolta sono inserite </li></ul><ul><li>anche nel cono della copertura. </li></ul><ul><li>Le aperture sono sempre realizzate con </li></ul><ul><li>architravi di pietra o con archi. </li></ul><ul><li>Mediante chianche poste a sbalzo si </li></ul><ul><li>creano le protezioni dalle intemperie. </li></ul>le pseudo cupole: i trulli
    • 28. <ul><li>Le Porte e gli </li></ul><ul><li>ingressi </li></ul><ul><li>Le aperture nei </li></ul><ul><li>muri sono </li></ul><ul><li>realizzate tramite </li></ul><ul><li>archi, architravi e </li></ul><ul><li>archi di scarico, </li></ul><ul><li>“ frontoni </li></ul><ul><li>triangolari” </li></ul><ul><li>semplici o con </li></ul><ul><li>architravi e </li></ul><ul><li>mensole lapidee. </li></ul><ul><li>La soglia è </li></ul><ul><li>rialzata rispetto </li></ul><ul><li>al piano stradale </li></ul><ul><li>e realizzata con </li></ul><ul><li>chianche spesse </li></ul><ul><li>15 cm. circa. </li></ul>le pseudo cupole: i trulli
    • 29. Il pietrame “informe” nell’Architettura contemporanea J. Herzog e P. de Meuron <ul><li>Bodegas Dominus </li></ul><ul><li>Cantina Dominus (1995/98) </li></ul><ul><li>Yountville, California (USA) </li></ul><ul><li>La zona in questione è caratterizzata </li></ul><ul><li>da uno scenario paesaggistico </li></ul><ul><li>eccezzionale, dove, fin dall’inizio di </li></ul><ul><li>questo secolo, si produce </li></ul><ul><li>dell’ottimo vino. Nella valle del Napa </li></ul><ul><li>il clima è molto caldo di giorno e </li></ul><ul><li>freddo di notte, così è stato </li></ul><ul><li>necessario pensare una struttura </li></ul><ul><li>che traesse vantaggio dalle forti </li></ul><ul><li>escursioni termiche. Negli U.S.A., </li></ul><ul><li>come in gran parte del mondo si è </li></ul><ul><li>soliti risolvere i problemi di </li></ul><ul><li>climatizzazione con l’aria </li></ul><ul><li>condizionata, ignorando possibili </li></ul><ul><li>strategie architettoniche per il </li></ul><ul><li>controllo delle temperature. Per </li></ul><ul><li>contro questa realizzazione è </li></ul><ul><li>costituita da murature attive che </li></ul><ul><li>consentono una climatizzazione </li></ul><ul><li>naturale. </li></ul>Donatella Radogna 1
    • 30. Il pietrame “informe” nel’Architettura contemporanea J. Herzog e P. de Meuron <ul><li>Impianto distributivo </li></ul><ul><li>Il manufatto è composto da tre </li></ul><ul><li>unità funzionali: 1)locale cisterne; 2) locale </li></ul><ul><li>dove il vino matura; 3) locale dove si </li></ul><ul><li>imbottiglia e si conserva il vino fino alla </li></ul><ul><li>vendita. Si tratta di un edificio lineare, lungo circa 333 piedi (110m.), largo 82 piedi (25m.) e alto 30 piedi (9m.), che, ubicato tra i vigneti (in California raggiungono un’altezza di circa 2m.), si integra con il tessuto di questi. Le tre unità, la cui unitarietà è data dalla copertura piana continua, sono separate e collegate da passaggi coperti - grandi spazi che fungono anche da “aperture” verso gli spazi esterni e ricezione al pubblico. da questi grandi percorsi si </li></ul><ul><li>accede al locale dove il vino matura, alla sala degustazione(da dove accedono gli ospiti), agli uffici, alla terrazza, e alla grande porta del locale cisterne. Una parete vetrata permette di vedere il </li></ul><ul><li>locale dove sono siruate le botti in legno di quercia. </li></ul><ul><li>La terza unità (dove si imbottiglia e si conserva il vino) è orientata a sud. </li></ul>Donatella Radogna 2
    • 31. <ul><li>Interno </li></ul><ul><li>Per il manufatto di Moueix, innovativo non solo </li></ul><ul><li>per l’aspetto ma soprattutto per le prestazioni </li></ul><ul><li>ambientali, si è optato per un sistema di </li></ul><ul><li>climatizzazione realizzato con murature attive. </li></ul><ul><li>Le facciate sono state realizzate con </li></ul><ul><li>gabbioni (utilizzati in ingegneria idraulica o, più </li></ul><ul><li>comunemente, per opere di contenimento) </li></ul><ul><li>riempite di sassi (basalto locale che va dal grigio </li></ul><ul><li>scuro al nero e si integra molto bene con il </li></ul><ul><li>paesaggio), che addossate ai muri interni </li></ul><ul><li>formano una massa inerte che isola gli ambienti </li></ul><ul><li>dal caldo e dal freddo, consentendo un ottima </li></ul><ul><li>ventilazione e regolazione dell’umidità. </li></ul>Il pietrame “informe” nel’Architettura contemporanea J. Herzog e P. de Meuron Donatella Radogna 3
    • 32. Il pietrame “informe” nel’Architettura contemporanea J. Herzog e P. de Meuron <ul><li>I Gabbioni </li></ul><ul><li>Le gabbie sono state riempite </li></ul><ul><li>con una densità variabile </li></ul><ul><li>determinata dalle diverse </li></ul><ul><li>dimensioni dei sassi - avendo </li></ul><ul><li>questi una forma molto </li></ul><ul><li>irregolare, quando si usano </li></ul><ul><li>quelli di dimensioni più grandi </li></ul><ul><li>rimangono molti vuoti </li></ul><ul><li>interstiziali, mentre con quelli </li></ul><ul><li>più piccoli si ottengo superfici </li></ul><ul><li>più compatte - perchè alcune </li></ul><ul><li>zone dovevano essere </li></ul><ul><li>totalmente isolate e quindi più </li></ul><ul><li>fresche e altre, quelle più </li></ul><ul><li>calde, necessitavano il </li></ul><ul><li>passaggio della luce naturale </li></ul><ul><li>(che di giorno penetra verso </li></ul><ul><li>l’interno, mentre la notte la </li></ul><ul><li>luce artificiale dell’edificio </li></ul><ul><li>filtra verso l’esterno. </li></ul>Si possono definire le gabbie come intrecci di pietra con diversa trasparenza, più simili ad una “pelle” che al resto delle costruzioni tradizionali. Donatella Radogna 4
    • 33. Il pietrame “informe” nel’Architettura contemporanea J. Herzog e P. de Meuron <ul><li>Caratteristiche </li></ul><ul><li>tecnologiche </li></ul><ul><li>Il sistema utilizzato ricorda </li></ul><ul><li>le tessiture delle tradizionali </li></ul><ul><li>costruzioni a secco ma, al </li></ul><ul><li>contempo, introduce alcuni </li></ul><ul><li>spunti innovativi </li></ul><ul><li>interessanti. Contrariamente </li></ul><ul><li>alle antiche costruzioni </li></ul><ul><li>(dove, in assenza di </li></ul><ul><li>gabbioni, le pietre doveveno </li></ul><ul><li>essere in piena aderenza), </li></ul><ul><li>qui sono le pietre più grandi </li></ul><ul><li>che stanno ai livelli superiori </li></ul><ul><li>e determinano la </li></ul><ul><li>“ leggerezza” e la </li></ul><ul><li>trasparenza delle superfici. </li></ul><ul><li>Il sistema costruttivo, </li></ul><ul><li>inoltre richiede modalità </li></ul><ul><li>esecutive estremamente </li></ul><ul><li>semplici. </li></ul>Donatella Radogna 5

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