Sgs auditor iso 50001 4 iso 19011

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  • Chiarire meglio riunione di apertura
  • Chiarire meglio punti riunione di chiusura
  • Chiarire meglio piano di audit
  • Un altro miglioramento importante apportato da questa nuova norma riguarda la competenza degli auditor. Rispetto alle norme precedenti sull'audit, la ISO 19011 definisce meglio il concetto di competenza e stabilisce in modo più esplicito che la competenza richiesta al gruppo di audit (audit team) e al singolo auditor differisce secondo la natura, il campo e la complessità dell'audit. Perciò, dopo diverse discussioni, tra gli esperti del JWG dei due comitati ISO/TC 176 e ISO/TC 207, è stato riconosciuto che non è possibile impostare criteri uniformi di competenza applicabili a tutte le situazioni. Di conseguenza, la ISO 19011 fornisce per questo aspetto delle linee guida per mettere in grado le organizzazioni di identificare le esigenze di competenza e i processi di valutazione della competenza degli auditors o del gruppo di audit per le specifiche situazioni delle organizzazioni stesse.
  • Sgs auditor iso 50001 4 iso 19011

    1. 1. IL PROCESSO DI AUDIT DEISISTEMI DI GESTIONEDELL’ENERGIA 1
    2. 2. Breve ripasso: gli audit interniLorganizzazione deve effettuare ad intervalli pianificati audit interni per stabilire se il sistema di gestione per la qualità • è conforme ai requisiti della norma e del sistema di gestione per la qualità, • è stato efficacemente attuato e mantenuto aggiornato.Deve essere pianificato un programma di audit interni che tenga conto dello stato e dellimportanza dei processi e delle aree oggetto di verifica, oltre che dei risultati di precedenti verifiche ispettive.Devono essere stabiliti i criteri, lestensione, la frequenza e le modalità delle verifiche ispettive.La scelta dei valutatori e la conduzione degli audit interni devono assicurare lobiettività e limparzialità del processo di verifica. I valutatori non possono effettuare verifiche sul proprio lavoro. 2
    3. 3. IL PROCESSO DI AUDITRipasso concetti principali e terminologia 3
    4. 4. Breve ripasso: le verifiche ispettive interneI responsabili delle aree sottoposte a verifica ispettiva devono assicurare che vengano adottate, senza indebiti ritardi, le azioni necessarie per eliminare le non conformità rilevate e le loro cause. Le azioni successive devono prevedere la verifica dellattuazione delle azioni predisposte e la comunicazione dei risultati di questa verifica. 4
    5. 5. Audit Interni (di 1° parte)Audit interni: o “Audit di prima parte”sono eseguiti periodicamente dalla Direzione Aziendale o per conto della stessa da personale che abbia idonee competenze e che sia indipendente dall’attività sottoposta ad audit.Sono eseguiti a fronte di:• Norma di riferimento• Prescrizioni aggiuntive del sistema di gestione 5
    6. 6. Audit Esterni (di 2° parte)Audit esterni “Audit di seconda parte"sono effettuati sul sistema di gestione qualità di un fornitore al fine del suo inserimento tre i fornitori qualificati o del mantenimento di tale condizione.Sono eseguiti a fronte:• Della norma di riferimento concordata contrattualmente• Di specifiche prescrizioni contrattuali 6
    7. 7. Audit Esterni (di 3° parte)Audit esterni “Audit di terza parte”sono effettuati da organismi di audit esterni indipendenti, quali quelli che rilasciano certificazioni di conformità ai requisiti della ISO 50001 e della ISO 14001 su un Sistema di Gestione ai fini della certificazione del sistema stesso o di sorveglianza per il mantenimento della certificazione o dell’accreditamento.Sono eseguiti a fronte:• Della norma di riferimento 7
    8. 8. Introduzione: Il ruolo dell’auditor IL RUOLO DELL’AUDITORIn generale lauditor è una“persona che ha competenza per effettuare unaudit”(ISO 19011 cap. 3.8)N.B.: competenza = dimostrate caratteristiche personali edimostrata capacità di saper utilizzare conoscenze e abilità 8
    9. 9. LA NORMA UNI EN ISO 19011 fornisce linee guida su : principi dell’attività di audit (punto 4) gestione di un programma di audit (punto 5) attività di audit (punto 6) competenza e valutazione degli auditor (punto 7)APPROCCIO PER PROCESSI :L’audit è un processo, con i relativi : Obiettivi Risorse Fasi di realizzazione Criteri di analisi, verifica e miglioramento 9
    10. 10. Audit – Terminologia ISO 19011Processo sistematico, indipendente e documentato per ottenere EVIDENZE DELL’AUDITe valutarle con obiettività, al fine di stabilire in quale misura i CRITERI DELL’AUDIT sonostati soddisfatti CRITERI DELL’AUDIT: insieme di politiche, procedure o requisiti utilizzati come riferimento EVIDENZE DELL’AUDIT: registrazioni, enunciazioni di fatti o altre informazioni che sono pertinenti ai criteri dell’audit e verificabili.Audit Combinati e Congiunti Quando i sistemi di gestione (…) vengono sottoposti contemporaneamente allaudit, questo viene definito "audit combinato” Quando due o più organismi di audit eseguono congiuntamente un audit su di ununica organizzazione oggetto deIlaudit, questo viene definito "audit congiunto". 10
    11. 11. TERMINI E DEFINIZIONIRISULTANZE DELL’AUDIT Risultati della valutazione delle evidenze dellaudit raccolte rispetto ai criteri di audit - NOTA: Le risultanze dellaudit possono indicare conformità o non conformità rispetto ai criteri di audit, o segnalare opportunità di miglioramento.CONCLUSIONI DELL’AUDIT Esito di un audit fornito dal gruppo di audit dopo aver preso in esame gli obiettivi dellaudit e tutte le risultanze dellaudit.COMMITTENTE DELL’AUDIT Organizzazione o persona che richiede un audit - NOTA: Il committente può essere lorganizzazione oggetto dellaudit o qualsiasi altra organizzazione che abbia un diritto regolamentare o contrattuale di richiedere un audit.ORGANIZZAZIONE OGGETTO DELL’AUDIT Organizzazione sottoposta all’audit. 11
    12. 12. TERMINI E DEFINIZIONIAUDITOR - VALUTATORE Persona che ha le caratteristiche personali dimostrate e la competenza per effettuare un audit.GRUPPO DI AUDIT Uno o più auditor che eseguono un audit, supportati, se necessario, da esperti tecnici (ET) NOTE: Un auditor del gruppo di audit è nominato Responsabile del gruppo; il gruppo di audit può comprendere auditor in addestramentoESPERTO TECNICO Persona che fornisce conoscenze o esperienza specifica al gruppo di audit. NOTA: La conoscenza o esperienza specifica sono riferite allorganizzazione, al processo o allattività da sottoporre ad audit, alla lingua o alla cultura. NOTA: Un esperto tecnico non può agire come auditor nel gruppo di audit. 12
    13. 13. TERMINI E DEFINIZIONIPROGRAMMA DI AUDIT Insieme di uno o più audit pianificati per un arco di tempo definito ed orientati verso uno scopo specifico. NOTA: Un programma di audit comprende tutte le attività necessarie per pianificare, organizzare ed eseguire gli audit.PIANO DELL’AUDIT Descrizione delle attività e delle disposizioni per eseguire un audit.CAMPO DELL’AUDIT Estensione e limiti di un audit. NOTA: il campo dell’audit generalmente comprende una descrizione delle localizzazioni fisiche, delle unità organizzative, delle attività e dei processi, come pure il periodo di tempo richiesto. 13
    14. 14. PRINCIPI DELL’ATTIVITA’ DI AUDIT o“MILESTONES”INDIPENDENZA Gli auditor sono indipendenti dallattività oggetto dellaudit e sono liberi da pregiudizi e conflitto dinteresse.APPROCCIO BASATO SULL’EVIDENZA Le evidenze dellaudit sono verificabili. Esse si basano su campioni delle informazioni disponibili.Ladesione a questi principi è un prerequisito per fornire conclusioni dellaudit pertinenti e sufficienti e per assicurare che auditor diversi, operando indipendentemente luno dallaltro, pervengano a conclusioni simili in circostanze simili. 14
    15. 15. PRINCIPI RIFERITI AGLI AUDITORCOMPORTAMENTO ETICO Integrità, riservatezza e discrezione sono le caratteristiche fondamentali della professionalità dell’auditorPRESENTAZIONE IMPARZIALE Obbligo di riportare fedelmente e con precisione. Le risuItanze, le conclusioni e i rapporti di audit devono riflettere fedelmente e accuratamente le attività dellaudit. Devono essere inoltre segnalate le difficoltà significative incontrate durante Iaudit e eventuali opinioni divergenti non risolte tra il gruppo di audit e lorganizzazione oggetto dellaudit.ADEGUATA PROFESSIONALITA’ Applicazione di accuratezza e capacità critica nellattività di audit. Possedere la competenza necessaria è un importante fattore. 15
    16. 16. Registrazioni del programma di audit È NECESSARIO CONSERVARE REGISTRAZIONI CHE ATTESTINO L’ATTUAZIONE DEL PROGRAMMA DI AUDIT OVVERO:  Le registrazioni relative ai singoli audit ossia:  i Piani di Audit  i rapporti di audit  i rapporti di non conformità  i rapporti di azioni correttive  i rapporti di azioni preventive  i risultati dei riesami degli audit4 16
    17. 17. Registrazioni del programma di audit È NECESSARIO CONSERVARE REGISTRAZIONI CHE ATTESTINO L’ATTUAZIONE DEL PROGRAMMA DI AUDIT OVVERO:  le registrazioni relative al personale coinvolto nell’audit riguardanti argomenti quali:  la valutazione delle competenze e delle prestazioni dell’auditor  la composizione del gruppo di audit Il mantenimento ed il miglioramento delle competenze Le registrazioni dovrebbero essere conservate e conservate con adeguata sicurezza. 17
    18. 18. Attività di audit REDAZ E CHIUSURAAVVIO RIESAME DISTRIB. PREPARAZIONE EFFETTUAZIONE DELL’AUDIT DOC. RAPP. DI AUDIT AUDIT 18
    19. 19. Avvio dell’AuditNomina responsabile gruppo di audit Costituzione gruppo di audit Definizione obiettivi. Conformità a criteri audit Definizione Criteri Definizione Campo . Conformità a requisiti Politiche, procedure, Estensione e limiti audit contrattuali o cogenti norme, leggi, spaziali e. Raggiungimento obiettivi regolamenti, requisiti temporali . Identificazione del sistema di gestione aree miglioramento Determinazione della fattibilità dell’auditDisponibilità informazioni, collaborazione organizzazione auditata, tempi e risorse Contatto iniziale con l’organizzazione oggetto dell’audit Stabilire canale di comunicazione, fornire informazioni, richiedere documenti e registrazioni, determinare le regole di sicurezza 19
    20. 20. Gruppo di auditPrestare attenzione a:• Dimensioni del gruppo• Competenza complessiva necessaria• Necessità di indipendenza di tutti i membri del gruppo• Capacità di guida da parte di RGV• Assenza di conflitti tra membri gruppo e valutato• Capacità organizzativa dei membri del gruppo• Rapporti gerarchici tra membri del gruppo• Autorità ed autorevolezza del gruppo 20
    21. 21. Conduzione del riesame della documentazioneLa documentazione oggetto dell’audit deve essere riesaminata e valutata primadell’inizio dell’audit sul campo.Quali documenti?-I rapporti degli audit precedenti-I documenti e registrazioni del sistema di gestione pertinenti.Il riesame può essere condotto anche all’inizio della verifica sul posto, se nonrisulta dannoso per il raggiungimento degli obiettivi dell’audit . 21
    22. 22. Preparazione dell’audit sul posto Piano di audit Comprende: gli obiettivi - i criteri - il campo - le date ed i luoghi - la stima della durata temporale – i ruoli e le responsabilità – le risorse necessarie –la lingua utilizzata – le indicazioni per la logistica - gli aspetti soggetti a vincoli di riservatezza Assegnazione dei compiti al gruppo di audit Preparazione dei documenti di lavoro Liste di riscontro e/o moduli di registrazione 22
    23. 23. Svolgimento dell’audit Riunione di apertura Raccolta e verifica delle informazioni Elaborazione delle risultanze dell’audit Preparazione delle conclusioni dell’audit Conduzione della riunione di chiusura Preparazione, approvazione e distribuzione del rapporto di audit 23
    24. 24. Riunione di apertura Ha rilievo marginale negli audit di prima parte. E’ importante comunque per:  confermare il piano di audit o apportare modifiche  fornire una breve sintesi di come si eseguono le attività di audit spiegare i criteri di conduzione dell’audit concordare gli aspetti logistici 24
    25. 25. Raccolta e verifica delle informazioniLe informazioni inerenti gli obiettivi, il campo ed i criteri dell’auditdovrebbero essere raccolte mediante un opportuno campionamento edovrebbero essere verificate.Solo le informazioni che è possibile verificare possono costituire evidenzeoggettive dell’audit e pertanto registrate.Le evidenze raccolte costituiscono un campione delle informazionidisponibili per cui vi è sempre un elemento di incertezza di cui ènecessario tenerne conto: è necessario approfondire le evidenze perattribuire una NC. 25
    26. 26. Raccolta delle informazioniI metodi per raccogliere informazioni comprendono• Interviste: Durante l’orario di lavoro e sul luogo di lavoro abituale Mettendo a proprio agio le persone• N.B. Spiegando le ragioni dell’intervista Evitando di influenzare le risposte Ringraziando per la partecipazione• osservazione di attività – osservazione dell’ambiente di lavoro• riesame dei documenti – Procedure, istruzioni – Registrazioni – Informazioni di ritorno 26
    27. 27. Processo Raccolta delle informazioni Fonti di informazioni Raccolta evidenze Valutazione rispetto ai criteri dell’audit Risultanze Riesame Conclusioni dell’audit 27
    28. 28. Elaborazione delle risultanze dell’auditLe evidenze raccolte dell’audit devono essere sempre confrontate con i criteridell’audit per dare luogo alle risultanze. Le risultanze indicano conformità, nonconformità e se previsto opportunità di miglioramento.È necessario che il gruppo di verifica si riunisca per discutere ed esaminare lerisultanze dell’audit.Il piano di verifica potrebbe contenere all’interno la possibilità di registrare lerisultanze dell’audit.Le non conformità devono essere riesaminate con l’organizzazione oggettodell’audit per far si che quest’ultima abbia la consapevolezza che le evidenzedell’audit sono accurate e le NC capite. Si devono cercare di risolvere le divergenzedi opinione e segnalare i punti non risolti. 28
    29. 29. Preparazione delle conclusioni dell’auditIl gruppo di VI, prima della chiusura, si confronta al fine di : riesaminare le risultanze dell’audit a fronte degli obiettivi prefissati concordare le conclusioni preparare raccomandazioni, se richiesto dagli obiettivi dell’audit discutere sulle azioni successive da intraprendere. 29
    30. 30. Conduzione della riunione di chiusuraNella riunione di chiusura tra team di V.I. e organizzazione auditata:-si presentano le risultanze dell’audit- si concorda il tempo per la definizione delle azioni correttiveQualora emergano delle divergenze tra i partecipanti alla riunione circa lerisultanze dell’audit, queste dovrebbero essere risolte e, in caso contrario,documentate tutte le opinioni.Se comprese negli obiettivi dell’audit, si dovrebbero presentare anche leraccomandazioni. 30
    31. 31. Preparazione, approvazione e distribuzione del rapporto di auditLa preparazione del rapporto di audit spetta al RGVI.Il rapporto di audit include: gli obiettivi dell’audit il campo di applicazione dell’audit l’identificazione del committente dell’audit l’identificazione del team di audit le date e i luoghi dove è stato condotto l’audit i criteri dell’auditLe risultanze dell’auditLe conclusioni dell’audit 31
    32. 32. Preparazione, approvazione e distribuzione del rapporto di auditIl rapporto di audit può includere:l’elenco dei rappresentanti dell’organizzazione oggetto dell’audit la conferma che gli obiettivi dell’audit sono stati raggiunti eventuali aree non coperte anche se facenti parte del campo dell’audit eventuali divergenze emerse in sede di audit le raccomandazioni emerse per il miglioramento i piani delle azioni emerse a seguito di auditLa lista di distribuzione del rapporto 32
    33. 33. Preparazione, approvazionee distribuzione del rapporto di auditIl rapporto di audit dovrebbe essere emesso nei tempi concordati, datato,riesaminato e firmato. Lo stesso deve essere distribuito ai destinataridesignati dal committente dell’audit.Il rapporto di audit è di proprietà del committente dell’audit.Il team di audit e tutti i destinatari del rapporto sono tenuti alla riservatezzadel documento 33
    34. 34. Chiusura dell’auditL’audit si considera completato quando tutte le attività previste nel piano diaudit sono completate ed il rapporto di audit è approvato e distribuito.I documenti inerenti l’audit dovrebbero essere conservati o distrutti inaccordo alle procedure del programma di audit.Il team di verifica ed i responsabili del programma di audit non dovrebberodivulgare i contenuti dei documenti né informazioni scaturite dalla verifica. 34
    35. 35. Conduzione di azioni successive all’auditLe conclusioni dell’audit possono richiedere all’organizzazione valutatal’attuazione di azioni correttive, preventive e/o di miglioramentoTali azioni non sono considerate facenti parte dell’audit e sono dicompetenza dell’organizzazione auditata che deve definirle ed applicarlenei tempi concordati, oltre a rendere noto al committente dell’audit ilrelativo stato di attuazione.Il completamento e l’efficacia di tali azioni deve essere sempre verificato. 35
    36. 36. Competenza e valutazione degli auditorLa buona riuscita dell’audit dipende dalla competenza degli auditorincaricati.Tale competenza è basata: sul possesso di caratteristiche personali dalla capacità di applicare le conoscenze delle competenzeottenute mediante l’istruzione, l’esperienza di lavoro, la formazionee l’addestramento come auditor e l’esperienza di audit 36
    37. 37. Competenze degli auditor QUALITA’ CONOSCENZE AMBIENTECONOSCENZE ED ED ESPERIENZE CONOSCENZE ESPERIENZE GENERICHE ED ESPERIENZE ISTRUZIONE ESPERIENZA FORMAZIONE ESPERIENZA DI LAVORO SUGLI AUDIT DI AUDIT ATTRIBUTI PERSONALI 37
    38. 38. IL PROCESSO DI AUDITVerifiche sulla norma ISO50001 38
    39. 39. DOCUMENTI E REGISTRAZIONI 39
    40. 40. DOCUMENTI E REGISTRAZIONI 40
    41. 41. 4.2.1 RESPONSABILITA’ DELL’ALTA DIREZIONEVerificare che l’organizzazione abbia:Definito le autorità relative all’attuazione/miglioramento del SGE, incluse le deleghe per gli investimenti,Nominato ufficialmente il Rappresentante della Direzione per il SGE,Deliberato ufficialmente investimenti per il miglioramento del SGE, coerenti con gli impegni espressi nella politica per l’ energia. 41
    42. 42. 4.2.2 RAPPRESENTANTE DELLA DIREZIONEVerificare che il Rappresentante della Direzione abbia:Definito un organigramma che includa le posizioni organizzative inerenti al SGE,Predisposto mansionari o altri documenti che stabiliscano le responsabilità inerenti al SGE,Comunicato al personale le responsabilità inerenti al SGE 42
    43. 43. 4.4.2 PRESCRIZIONI LEGALI ED ALTRE PRESCRIZIONIVerificare che l’organizzazione abbia:Predisposto un registro delle prescrizioni di legge europee, nazionali, regionali e degli eventuali regolamenti e piani comunali applicabili ai propri aspetti energetici,Valutato come le prescrizioni di legge si applicano alle proprie attività,Valutato l’adeguatezza del SGE, in termini di controllo operativo, sorveglianza e misurazione, organizzazione del lavoro, formazione, sistema tecnico, a seguito delle prescrizioni di legge applicabili,Disponibili documenti/registrazioni derivanti da requisiti cogenti (es. libretti di centrale degli impianti termici),Attivato adeguati canali per l’aggiornamento in merIto alle prescrizioni legali. 43
    44. 44. 4.4 PIANIFICAZIONEVerificare che l’organizzazione abbia:Definito i criteri per il riesame energeticoDocumentato i risultati del riesame energeticoMantenuto aggiornato il riesame energetico ad intervalli definiti, coerentemente con eventuali cambiamenti nelle strutture, apparecchiature, sistemi o processi.Individuato opportunità di miglioramento delle prestazioni energeticheDefinito l’Energy Baseline, quale consumo di riferimento per la valutazione del miglioramento delle prestazioni energeticheIndividuato EnPI 44
    45. 45. 4.4.6 OBIETTIVI, PROGRAMMI E TRAGUARDI ENERGETICIVerificare che l’organizzazione abbia:Definito e documentato obiettivi e traguardi per l’energia misurabili ed i programmi ad essi correlati; devono essere stabiliti e documentati i termini temporali entro i quali raggiungere tali traguardi;Obiettivi e traguardi devono considerare gli usi energetici significativi e le prescrizioni di legge applicabili;I programmi devono specificare responsabilità, risorse e tempi di attuazione;Devono essere stanziate formalmente le risorse finanziarie per attuare i programmi stabiliti (approvazione investimento da parte dell’ Alta Direzione)Obiettivi, traguardi e programmi dovrebbero essere monitorati a intervalli definiti. 45
    46. 46. 4.5.2 COMPETENZA, FORMAZIONE, CONSAPEVOLEZZAVerificare che l’organizzazione abbia:Attuato iniziative adeguate per la sensibilizzazione del personale alla riduzione degli sprechi ed all’uso razionale dell’energia,Definito la competenza necessaria per le posizioni organizzative, le cui attività hanno un effetto sull’efficienza energetica, in termini di esperienza, formazione e istruzione; es di posizioni di interesse: Servizi generali, Manutenzioni, Produzione, Progettazione, Acquisti.Pianificato le attività di formazione ed addestramento necessarie ad un’efficace funzionamento del SGE.Erogato la formazione ed addestramentoConservato le pertinenti registrazioni (CV, attestati frequenza corsi, abilitazioni/certificazioni conseguite (quali ad esempio EGE, certificatore energetico in edilizia, auditor SGE, abilitazione alla conduzione dei generatori di calore) 46
    47. 47. 4.5.3 COMUNICAZIONEVerificare che l’organizzazione abbia:Preso una decisione ufficiale in merito alla comunicazione o meno verso l’esterno, riguardo alle prestazioni del proprio SGE e, in caso abbia deciso di comunicare le proprie prestazioni, che sia stato stabilito e documentata la metodologia,Stabilito le modalità di comunicazione interna riguardo al SGE e alle prestazioni energetiche, quali informazioni, a chi richiederle, con quale mezzo, con quale frequenza.Stabilito le modalità di comunicazione interna per favorire commenti o suggerire miglioramenti del SGE 47
    48. 48. 4.5.5 CONTROLLO OPERATIVOProcedure per il controllo operativo e la manutenzione dovrebbero comprendere:procedure di gestione e liste di controllo per evitare e minimizzare gli sprechiprogrammi di gestione e manutenzione di macchinari, equipaggiamenti ed attrezzaturedescrizione degli interventi di assistenza per le relative attrezzature, compreso ciò che è soggetto ad assistenzaidentificazione dei dipartimenti e personale responsabile per il controllo e la manutenzione delle attrezzaturepianificazione dell’ispezione delle attrezzature e descrizione di come deve essere fatta l’ispezione. 48
    49. 49. 4.5.6 PROGETTAZIONELa progettazione consapevole dell’energia dovrebbe assicurare che:l’analisi minuziosa della richiesta di energia venga effettuata nelle prime fasi del progettosuccessivamente venga effettuata una verifica energetica in appropriate fasi di progettazione, ove possibile (offerte, progettazione di dettaglio iniziale, progettazione finale, scelta delle attrezzature, consegna, commissione, ecc.)i compiti delle persone responsabili della progettazione siano chiaramente definiti. 49
    50. 50. 4.5.7 APPROVVIGIONAMENTO DI SERIZI ENERGETICI, IMPIANTI, PRODOTTI, ENERGIAProcedure suggerite dovrebbero includere:politiche di acquisto, ove applicabililinee guida di acquisto, es. criteri che devono essere seguiti se i prodotti proposti hanno il potenziale di incrementare il consumo di energia oltre il livello prescrittoverifiche energetiche dettagliate se richiestecriteri di ritorno dell’investimento e metodi di calcolo, es. valutazione economicavalutazione del costo del ciclo di vitalista minuziosa approvata di pezzi di ricambio energeticamente efficienti e/o negozi in cui vengono venduti tali elementi. 50
    51. 51. 4.6.1 MONITORAGGIO, MISURAZIONE, ANALISIIl Piano di Monitoraggio dell’energia dovrebbe comprendere quanto segue:come vengono misurati e registrati i consumi di energia le variabili ed i fattoril’estensione del monitoraggio, compresa la frequenza delle misurazioni; calibrazione e manutenzione delle attrezzature di misuraruoli e responsabilità del relativo personalecome viene calcolata la previsione di consumo in relazione alle variabili di influenza. 51

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