Fse 11b - bilancio energetico

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  • La leva fondamentale per la creazione o distruzione di valore economico è il differenziale tra redditività e costo del capitale investito. che sono tecnicamente, economicamente ed ambientalmente
  • ottenuto attualizzando i flussi di cassa attesi durante la vita utile del progetto ad un tasso che rifletta il costo del capitale per l’azienda ed il grado di rischio insito nell’iniziativa;
  • ): anni/mesi necessari a ripagare un investimento;
  • tasso di sconto che annulla il valore attuale netto di un investimento;
  • Fse 11b - bilancio energetico

    1. 1. Energia e Produzione <ul><li>Bilancio energetico aziendale </li></ul>
    2. 2. <ul><li>Il bilancio energetico è introdotto con la legge n. 10 del 1991. </li></ul><ul><li>Il bilancio energetico analogamente al bilancio contabile ha come obiettivo la quantificazione dei consumi annui </li></ul><ul><li>Il suo scopo è quello di consentire una pianificazione energetica </li></ul><ul><li>Considerata l'incidenza dei costi energetici sia locale che nazionale, la legge impone di inviare il bilancio energetico al Ministero dello Sviluppo Economico al fine di pianificare a livello nazionale la spesa energetica </li></ul><ul><li>Per cui il bilancio energetico è visto come un onere non come una opportunità </li></ul>Il Bilancio energetico “ Non un obbligo ma fattore critico di successo”
    3. 3. <ul><li>La prima analisi del bilancio energetico è la suddivisione per tipologia di consumo: </li></ul><ul><li>Energia Elettrica, </li></ul><ul><li>Gas, </li></ul><ul><li>Gasolio </li></ul><ul><li>Il successivo passo consiste nell'individuare la specificità dei consumi ovvero per l'energia elettrica (motori, illuminazione, riscaldamento, trazione....) </li></ul><ul><li>Proprio in virtù dei consumi individuati il successivo passaggio è proporre le aree di intervento per il risparmio energetico </li></ul>Il Bilancio energetico “ Non un obbligo ma fattore critico di successo”
    4. 4. <ul><li>Dopo l'introduzione del Bilancio Energetico con la legge n. 10/91, si è passati nella parte operativa del risparmio energetico con le linee tracciate nelle seguenti direzioni: </li></ul>Il Bilancio energetico “ Non un obbligo ma fattore critico di successo” <ul><li>Certificazione energetica </li></ul><ul><li>Efficienza energetica </li></ul><ul><li>Incentivazioni delle Energie rinnovabili </li></ul><ul><li>Incentivi fiscali all'efficienza energetica </li></ul>
    5. 5. <ul><li>La Certificazione Energetica è stata introdotta con il decreto legislativo n. 192/05 e con il decreto legislativo n. 311/06. Inoltre ci sono state ulteriori modifiche nelle specifiche e l'introduzione delle linee guida nazionali. </li></ul><ul><li>La Certificazione Energetica introduce il concetto dell'indice di consumo di un edificio </li></ul><ul><li>Come per gli elettrodomestici esiste una classe di consumo </li></ul>Il Bilancio energetico “ Non un obbligo ma fattore critico di successo”
    6. 6. <ul><li>L' Efficienza Energetica è introdotta con il decreto legislativo n. 164/2000 e successive delibere introdotte dall'autorità per l'energia elettrica ed il gas. </li></ul><ul><li>Gli interventi che favoriscono l‘efficienza energetica attraverso la quantità di energia risparmiata sono trasformati in un certificato bianco che può essere rivenduto nel mercato dell'efficienza energetica. </li></ul>Il Bilancio energetico “ Non un obbligo ma fattore critico di successo”
    7. 7. <ul><li>Le incentivazioni delle Energie Rinnovabili sono avvenute con il decreto del 19/02/2007 e con il decreto del 07/04/08. </li></ul><ul><li>Le energie rinnovabili incentivate sono: </li></ul><ul><li>Fotovoltaico </li></ul><ul><li>Solare termico </li></ul><ul><li>Geotermico </li></ul>Il Bilancio energetico “ Non un obbligo ma fattore critico di successo”
    8. 8. <ul><li>Il Fotovoltaico è incentivato con il decreto del 19/02/07 “Criteri e modalità per la produzione di energia elettrica mediante conversione fotovoltaica…” </li></ul><ul><li>E' introdotto il conto energia che incentiva su due linee: </li></ul><ul><li>La produzione di energia elettrica </li></ul><ul><li>L'energia prodotta, che può essere autoconsumata o venduta </li></ul>Il Bilancio energetico “ Non un obbligo ma fattore critico di successo”
    9. 9. <ul><li>Gli incentivi fiscali per l'efficienza energetica avvengono attraverso la finanziaria del 2007 e con il decreto del 19/02/07. Gli stessi incentivi sono anche riproposti con la finanziaria 2008 e il decreto del 11/03/08. </li></ul><ul><li>Esso introduce due linee di detrazioni: </li></ul><ul><li>Il 55% per tutte le opere del cosiddetto “decreto edifici” </li></ul><ul><li>Il 20% per la sostituzione di motori ad alta efficienza con il cosiddetto “decreto motori” </li></ul>Il Bilancio energetico “ Non un obbligo ma fattore critico di successo”
    10. 10. <ul><li>La panoramica esposta dell'evoluzione del Bilancio Energetico, dalla legge n. 10/91 alle sue ulteriori specifiche, è per evidenziare che le leggi, decreti e delibere devono essere analizzate nel loro insieme ovvero con una visione integrata </li></ul><ul><li>Una pura analisi legislativa e tecnica, tuttavia, non è sufficiente per poter decidere di intraprendere un intervento in ambito energetico </li></ul><ul><li>L'analisi degli impatti economico-finanziari rappresenta il passaggio successivo che consente di decidere a favore di un intervento di ottimizzazione dei costi energetici </li></ul>Il Bilancio energetico “ Non un obbligo ma fattore critico di successo”
    11. 11. <ul><li>Individuazione di Centri di consumo </li></ul>Il Bilancio energetico “ Non un obbligo ma fattore critico di successo” Dal punto di vista aziendale, il Bilancio Energetico rappresenta uno strumento per un efficace Controllo di Gestione attraverso: Analisi di Bilancio Valutazione Progetti di Investimento
    12. 12. <ul><li>Le Analisi di Bilancio sono particolari “tecniche” di confronto tra valori contabili (indici), che facilitano l’interpretazione dei dati in esso contenuti e dei fenomeni che li hanno generati. </li></ul>Il Bilancio energetico “ Non un obbligo ma fattore critico di successo” In ambito energetico, il primo indice da calcolare è l’incidenza dei costi energetici sul fatturato aziendale : E’ una variabile legata spesso alla congiuntura economica e all’andamento del costo dei combustibili, ma sicuramente rappresenta un primo strumento per comprendere l’andamento dei costi energetici sulla produzione aziendale.
    13. 13. <ul><li>Per rendere evidente la composizione dei consumi può essere effettuata un’analisi di questi ultimi per centri di consumo, in modo da individuare il loro peso relativo e capire in quale ambito intervenire: </li></ul><ul><li>Illuminazione </li></ul><ul><li>Lavorazioni </li></ul><ul><li>Condizionamento </li></ul><ul><li>Riscaldamento </li></ul><ul><li>…………… </li></ul><ul><li>TOTALE </li></ul>KWh – m 3 Tep * % incidenza <ul><li>Unità A </li></ul><ul><li>Unità B </li></ul><ul><li>……… . </li></ul><ul><li>Totale azienda </li></ul>* L’unità di misura TEP (Tonnelate equivalenti di petrolio) consente di rendere omogenee e confrontabili le varie voci Il Bilancio energetico “ Non un obbligo ma fattore critico di successo”
    14. 14. <ul><li>Una volta capito dove intervenire, occorre valutare i progetti di investimento in fonti di energia rinnovabile attraverso un sistema di criteri tecnico-economici che consentano di individuare le soluzioni più vantaggiose. </li></ul><ul><li>L’obiettivo da perseguire è sempre la “ Creazione di Valore ” per tutti gli attori coinvolti nel processo (azionisti, dipendenti, istituzioni, ecc.). </li></ul><ul><li>Gli strumenti più utilizzati per misurare il valore di un investimento sono: </li></ul>Il Bilancio energetico “ Non un obbligo ma fattore critico di successo” <ul><ul><li>VAN (Valore Attuale Netto) </li></ul></ul><ul><ul><li>TIR (Tasso interno di Rendimento) </li></ul></ul><ul><ul><li>Tempo di Recupero (Pay Back Period) </li></ul></ul>
    15. 15. <ul><li>2008: Realizzazione di un pannello fotovoltaico con investimento iniziale di € 40.000 </li></ul><ul><li>2009-2013: Saving costi energetici pari a € 20.000/anno; Costi di manutenzione pari a € 2.000/anno </li></ul><ul><li>Vita utile dell’impianto = 9 anni; WACC: 6% </li></ul>Anno 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 Flussi di cassa (40) 18 18 18 18 18 18 18 18 18 (dati in migliaia di Euro) (40) I flussi di cassa attualizzati t wacc ) 1 ( 1 + danno un valore attuale netto dell’investimento di 82.464 Euro VAN: esempio Il Bilancio energetico “ Non un obbligo ma fattore critico di successo”
    16. 16. <ul><li>2008: Realizzazione di un pannello fotovoltaico con investimento iniziale di € 40.000 </li></ul><ul><li>2009-13: Flussi di cassa (risparmi annui al netto dei costi operativi) pari a € 18.000 </li></ul>Pay Back Period Investimento Flusso di cassa netto = 40 18 = 2,2 anni - 40 Anno 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 Flussi di cassa (40) 18 18 18 18 18 18 18 18 18 (dati in migliaia) PBP: esempio Il Bilancio energetico “ Non un obbligo ma fattore critico di successo”
    17. 17. + - 43% Tasso di sconto VAN 6% 82 Se il Tasso Interno di Rendimento è superiore al costo del capitale allora l’investimento, dal punto di vista economico, può considerarsi vantaggioso TIR WACC 0 <ul><li>2008: Realizzazione di un pannello fotovoltaico con investimento iniziale di € 40.000 </li></ul><ul><li>2009-13: Flussi di cassa (risparmi annui al netto dei costi operativi) pari a € 18.000 </li></ul>Anno 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 Flussi di cassa (40) 18 18 18 18 18 18 18 18 18 (dati in migliaia) TIR: esempio Il Bilancio energetico “ Non un obbligo ma fattore critico di successo”
    18. 18. I consumi aziendali sono principalmente costituiti da consumi di trazione (benzina, elettricità, gas metano e gasolio) e, in parte minore, dai consumi degli impianti di riscaldamento (esclusivamente a metano) e dai consumi di energia elettrica (impianti e immobili). Il confronto fra le varie fonti energetiche impiegate è possibile esprimendo le quantità in tonnellate equivalenti di petrolio (tep). Esempio di bilancio: ATAF (azienda di trasporti urbani)
    19. 20. Un parametro che è opportuno valutare è il consumo energetico specifico aziendale , cioè il rapporto tra il consumo energetico totale dell'Azienda e la produzione annua in chilometri, percorsi dalla flotta autobus. Si può notare dal grafico 2 che il parametro suddetto ha subito una continua variazione rispetto ai periodi precedenti proprio per la diversa composizione del parco rotabile (più autobus a metano e meno a gasolio mentre gli elettrici rimangono costanti). L’incremento del consumo specifico nel 2008 è dovuto principalmente al fatto che non vi è stato nessun rinnovo nel parco bus con mezzi nuovi e che quindi l’età media complessiva aumenta comportando un’ incremento del parametro.

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