Itinerario treviso

  • 1,155 views
Uploaded on

Specialità maggiore di città

Specialità maggiore di città

More in: Art & Photos
  • Full Name Full Name Comment goes here.
    Are you sure you want to
    Your message goes here
    Be the first to comment
    Be the first to like this
No Downloads

Views

Total Views
1,155
On Slideshare
0
From Embeds
0
Number of Embeds
0

Actions

Shares
Downloads
10
Comments
0
Likes
0

Embeds 0

No embeds

Report content

Flagged as inappropriate Flag as inappropriate
Flag as inappropriate

Select your reason for flagging this presentation as inappropriate.

Cancel
    No notes for slide

Transcript

  • 1. Specialità Maggiore di Città
  • 2. Una esplorazione a Treviso con occhi diversi!
  • 3. LA STORIA
    Come poter visitare una città senza conoscere le sue origini e i popoli che vi hanno lasciato la loro orma con monumenti e chiese?
    Ecco, cercherò di essere breve ma di toccare anche tutti i punti della storia di questa bellissima città!!
  • 4. ...le origini...
    Le origini della città di Treviso sono molto incerte, come incerta è l’origine del suo nome: sembra, infatti, che, per i romani, “Tarvisium” derivi dal celtico Tarvos (tori), o dal gallico Trev (villaggio di legno), o dalla statua di una “puella” con tre volti, quindi Trevisi.
    Più probabilmente esso deriva dal latino Tervisus che significa “tre colline” corrispondenti alle attuali Piazza Duomo, Piazza dei Signori e Sant'Andrea su cui erano edificati i primi insediamenti. Reperti archeologici provano, infatti, che già nel XVI secolo a.C., all'età del bronzo medio, esistevano in zona alcuni villaggi di Paleo veneti.
  • 5. ...importante centro romano....
    Dopo la conquista romana della Gallia Cisalpina(che corrisponde oggi alla Pianura Padana), alla cittadina di Tarvisium nel 49 a.C. fu concessa la cittadinanza.
    Più tardi divenne Municipio romano, quindi sede di attività amministrative e commerciali, con ovviamente molti vantaggi e diritti.
    Per posizione geografica, Tarvisium divenne un importante centro di traffici: era, infatti, vicina alla strada Postumia che, attraverso l’antica Opitergium (Oderzo), giungeva sino ad Aquileia, e che ancora oggi, sebbene rinnovata, viene usata.
  • 6. ...le invasioni barbariche ...
    La decadenza dell’impero romano coinvolse anche Tarvisium. Benché risparmiata da Attila, la città fu contesa tra Goti e Bizantini, cui succedettero i Longobardi e i Franchi.
    Sotto i Goti, con il generale Totila divenne capitale del regno gotico, che però morirà con lo stesso generale: a lui però è stata dedicata una piazzetta “Largo Totila” appunto.
    Sotto i Longobardi, Tarvisium fu sede di uno dei 36 ducati del regno e dotata di un'importante zecca, che restò in vita fino al Trecento. Verso il 911 la città fu saccheggiata dagli Ungheri e nel 1014 si costituì in comune indipendente.
  • 7. ...l'età dei comuni...
    Purtroppo già nel 1108, Enrico V se ne impossessò e la cedette in feudo alla principessa Matilde d’Este. Poco dopo Treviso riprese l’ordinamento comunale, che fu sanzionato dal Barbarossa nel 1164. La città sembrava allora favorevole all’impero, ma subito aderì alla Lega Veronese, poi alla Lombarda, combatté gli imperiali a Legnano e trattò la Pace a Costanza.
    Dopo questo periodo turbolento, Treviso si sviluppò grandemente, s’ingrandì e si arricchì di magnifiche case affrescate, per le quali fu chiamata urbspicta, ossia città dipinta. Citata da Dante Alighieri che vi trascorse parte del suo esilio e da Fazio degli Uberti nel suo Dittamondo, dove ne cantava "le chiare fontane" ed il "piacer d'amor che quivi è fino", la città crebbe ulteriormente in ricchezza e fasto per tutto il XII e XIII secolo dotandosi di una delle prime Università (1321) d'Europa e contendendo alle limitrofe Padova e Verona il ruolo di città principe di quella che, al tempo, veniva chiamata Marca Trivigiana intendendo per tale buona parte dell'attuale Veneto.
  • 8. ...e delle signorie...
    Nel XIII secolo, anche Treviso visse la crisi del comune e l’affermarsi del governo signorile. I primi ad impossessarsi di Treviso furono gli Ezzelini. Discendenti da stirpe tedesca, i fratelli Ezzelino III da Romano ed Alberico da Romano dominarono con ferocia il territorio, tra il 1237 ed il 1260. Nel Trecento, dominata dai Collalto e dai Da Camino, la Marca fu coinvolta in guerre e saccheggi: fu occupata dagli Scaligeri nel decennio 1329-1339. La lotta per il dominio su Treviso si placò per breve tempo nel 1339 quando, con la dedicazione a Venezia, la città divenne il primo possedimento in terraferma della Serenissima.
  • 9. ...il dominio della Repubblica Serenissima di Venezia...
    Coinvolta nelle guerre veneziane di espansione, la città fu retta dal duca d'Austria tra il 1381 ed il 1384 per passare, nel 1384 al 1388, ai Carraresi(a cui oggi è dedicato il centro mostre). Riunitasi nuovamente a Venezia nel 1388, Treviso fu assediata nel 1509 dall’esercito della lega di Cambrai, ma rimase devota a Venezia. Dopo il 1509, Treviso fu trasformata in fortezza e dotata delle sue celebri mura. Sotto la guida dell’architetto e ingegnere idraulico veronese Fra' Giocondo, la città subì una grande trasformazione: furono eretti imponenti bastioni ed eseguite grandi opere idrauliche dentro e fuori le mura, i borghi furono ristrutturati e le porte d'accesso alla città passarono a tre (San Tomaso, Santi Quaranta ed Altinia).
  • 10. ...l'entrata nel Regno d'Italia...
    Con la caduta del Regno della Serenissima la città passò sotto l'autorità austriaca e poi al Regno Italico (1805) e di nuovo all'Austria (1813). In quel periodo andarono perdute opere d'arte, furono abbattuti importanti palazzi, soppressi molti monasteri e danneggiate molte delle antiche facciate affrescate. Nel 1848 seguì Venezia nella rivoluzione contro gli austriaci, ma il 14 giugno dovette arrendersi. Finalmente il 15 luglio 1866 vi entrarono i bersaglieri italiani.
  • 11. ...il '900...
    Nel Novecento Treviso si trovò immersa nella tempesta della Grande Guerra. La città fu molto bombardata: un terzo delle case furono distrutte o danneggiate gravemente.
    Ancor di più Treviso soffrì per i bombardamenti aerei durante la seconda guerra mondiale, che causarono migliaia di vittime e distrussero molti edifici pubblici e monumenti di notevole interesse storico ed artistico. Il primo e più grave di questi bombardamenti si ebbe il Venerdì Santo del 1944, che in pochi minuti distrusse quasi mezza città. Per ironia della sorte la città fu però bombardata per errore dagli stessi alleati: essi si confusero con un altro paese di nome simile. Per la popolazione, gli anni di guerra furono durissimi: culminarono con le insurrezioni popolari dell'aprile del 1945, quando partigiani e popolo liberarono la città e la provincia.
  • 12. Ora che ho presentato un quadro generale della storia trevigiana è bene avvicinarsi ai monumenti e alle chiese e così vedere direttamente, attraverso questo itinerario, ciò che i trevigiani del passato hanno costruito e hanno lasciato.
  • 13. Ecco la cartina di questa fantastica città tutta da esplorare!!!!
  • 14. Partenza: PORTA SAN TOMASO
    (con un “m” perché in dialetto veneziano)
    In una vecchia foto di quando non era ancora in ristrutturazione...
  • 15. LA STORIA
    • Porta San Tomaso fu eretta sotto la podestà di Paolo Nani ai primi del ’500
    • 16. È opera di Gugliemo D’Alzano di Bergamo anche se la storia non esclude l’intervento di artisti provenienti da Venezia, in particolare i fratelli Lombardo.
    • 17. La statua posta sulla sommità della porta, non raffigura San Tomaso, come riportato dalla tradizione popolare, bensì San Paolo.
    • 18. La storia anche se poco nota è precisa: il senato veneziano impose al podestà di Treviso di dedicare la porta all’arcivescovo di Canterbury San Tomaso Becket (nato a Londra ai primi del 1100, morto nel 1170 e canonizzato qualche anno dopo da Papa Alessandro III), ma Paolo Nani fece erigere sulla sommità della copertura la statua raffigurante l’apostolo suo omonimo San Paolo
    • All’esterno sull’arco centrale, è riportata la scritta: “Porta de San Thomaso”, in dialetto veneto per le genti provenienti da fuori Treviso, per lo più contadini.
    • 19. Sull’arco rivolto verso la città, la stessa scritta è riportata in lingua latina (Porta SanctiThomae) a rimarcare la differenza tra la cultura aristocratica del centro e la campagna.
    • 20. Nell’arco della sua storia il nome della porta cambiò: durante i moti risorgimentali divenne “Porta Mazzini” e mantenne questo nome anche per alcuni decenni dopo il 1900, finché non fu ripristinato quello attuale.
  • LA STRUTTURA
    • Architettura in bianca pietra d'Istria
    • 21. Riprende lo schema dell'arco trionfale classico, con colonne aggettanti, ornati e stemmi ad altorilievo.
    • 22. Nel mezzo spicca un grandeleone anticoma non originario, ricollocato nel 1857.
    • 23. Ha unacopertura amovibile in legno e piombo. Interno a tre navate, di eleganti proporzioni.
    • 24. La sobria facciata verso la città reca sul cornicione l'iscrizione "Dominus custodiatintroitum ed exitumtuum"
    (tra. Il Signore custodirà la tua entrata e la tua uscita)
  • 25.
  • 26. MUSEO DI SANTA CATERINA
    Ecco il l'entrata del Museo...
    ...e il suo biglietto per studenti!
  • 27. CHIESA DI SANTA CATERINA
    L' adiacente chiesa dedicata all'omonima santa, ora sconsacrata
  • 28. LA STORIA
    • I lavori di costruzione della Chiesa e del Convento di Santa Caterina ebbero inizio nel 1346
    • 29. La costruzione della Chiesa, iniziata durante la Pretura di Andrea Cornaro, fu ultimata solo alla fine del 1300 a causa di numerose sospensioni.
    • 30. Durante l’occupazione napoleonica, nei primi anni dell’800, il complesso di Santa Caterina diventò arsenale militare, dal 1820 caserma ed in seguito, fino all’ultima guerra, sede del Distretto Militare.
    • 31. Durante la sua storia il complesso fu sottoposto ad opere di ristrutturazione, la più incisiva delle quali alla fine del 1500, periodo in cui si presume siano stati coperti gli affreschi con uno strato di intonaco rimosso solo alla fine della Seconda Guerra Mondiale.
    • All’interno della Chiesa sono conservati ancora notevoli affreschi tra cui anche alcuni di Tomaso da Modena, il più noto dei quali è quello datato 1358, raffigurante Santa Caterina, reggente in mano un modellino di Treviso: sono ben leggibili sull’affresco le parole in latino pronunciate dalla Santa che intercede per la salvezza della città.
    • 32. La Chiesa di Santa Caterina subì pesanti danneggiamenti che coinvolsero l’abside maggiore durante la Guerra di Cambrai.
    • 33. Da poco ultimati i restauri, il complesso di Santa Caterina, è divenuto sede museale ospitante al suo interno gli affreschi delle Storie di Sant’Orsola di Tomaso da Modena , uno dei capolavori assoluti dell’arte italiana del XIV secolo, recuperate dalla Chiesa di Santa Margherita a cura di Luigi Bailo nella seconda metà del 1800.
  • LA STRUTTURA
    • La facciata esterna della Chiesa è dominata, sopra la porta, da una bifora realizzata in pietra d’Istria racchiusa in un arco gotico.
    • 34. Tali forme sono riprese anche all’interno nella grande ed unica navata che offre alle pareti una ricca serie di affreschi.
    • 35. I soffitti sono a crociera
  • 36. CHIESA DI SANTA MARIA MAGGIORE-o de MADONA GRANDA-
    In una foto di quando non era in ristrutturazione
    (ora è ricoperta da impalcature e teli di plastica bianchi)
  • 37. LA STORIA
    • La Chiesa di Santa Maria Maggiore di cui si hanno tracce risalenti all’ VIII secolo, sorge dov’era eretto, secondo la storia, un capitello con l’immagine della Vergine, come pure testimoniano alcuni resti della Chiesa risalenti a questo periodo e rinvenuti durante i lavori di realizzazione della nuova canonica.
    • 38. La storia di Treviso fu segnata a fine 800 da invasioni barbariche, che tra l’altro portarono alla distruzione della Chiesa, ricostruita dopo il Mille.
    • 39. Fu rifatta nuovamente in stile tardo gotico nella seconda metà del 1400 dai Canonici Lateranensi, mantenendo inalterata solo l’immagine della Madonna, opera realizzata da Tomaso da Modena, che visse a Treviso tra il 1346 ed il 1358 c.a. e la facciata in laterizio.
    • 40. La storia della Chiesa fu strettamente legata alle sorti di Treviso: agli inizi del 1500 parte dei mattoni che la costituivano furono asportati per la realizzazione delle nuove mura e più recentemente, durante il bombardamento del 13 Marzo 1945, furono distrutte la navata centrale e oltre la metà della facciata principale.
    • 41. Il campanile, rimaneggiato nei secoli, un tempo non superava in altezza la facciata della Chiesa ed era sorto come torre destinata ad uso bellico.
  • LA STRUTTURA
    • Il Campanile e la Chiesa sono realizzati in laterizio(mattone cotto) a parte pochi fregi in pietra d’Istria; la Chiesa, a pianta rettangolare, è costituita da tre navate.
    • 42. Il prospetto principale possiedetre porte di accesso: quella centrale più grande e le laterali più piccole, tutte concornicie in pietra d’Istria.Sopra ogni porta vi è un rosone e tra questi sono visibilidue alti finestroni terminanti con arco a sesto acuto.
    • 43. Nella sommità del prospetto sono visibilicinque edicolette sempre in pietra d'Istria
  • 44. IL QUARTIERE LATINO
    Entrata del quartiere con il famoso orologio sulla cima
  • 45. La visuale di chi entra dall'arco fotografato in precedenza.
    In fondo una fontana e nascosto a destra il passaggio per accedere all'università
    …E una vecchia foto dell'orologio...
  • 46. LA STORIA
    • Inaugurato il 30 settembre 2006, è stato realizzato dall'architetto Paolo Portoghesi restaurando l'ex ospedale di Santa Maria dei Battuti (altrimenti detto di San Leonardo) che sorge presso la confluenza tra Sile e CagnanGrando.
    • 47. L'idea di fondo su cui si è basato il restauro è stata quella di recuperare lo stile originale armonizzandolo con elementi del design moderno. Voluto fortemente dalla Fondazione Cassamarca, l'elegante complesso comprende la nuova piazza dell'Umanesimo Latino e un viale ricavato nel cortile dell'ospedale, costeggiato da spazi commerciali e residenziali. Sono stati inoltre recuperati e resi visibili i resti di antiche mura.
    • 48. Il Quartiere Latino ospita inoltre il locale polo universitario, costituito da sedi distaccate dell'Università di Padova e dell'Università Ca' Foscari di Venezia. I corsi dell'una si svolgono all'interno dello stesso ospedale, l'altra si trova presso l'ex Distretto Militare, al di là del Sile.
  • 49. PONTE DANTE
    Stele in pietra che riporta un verso del Paradiso di Dante
    Visuali da Ponte Dante
  • 50. LA STORIA
    • Il Ponte sorge nel punto dove il fiume Cagnan confluisce nel Sile, creando uno scorcio veramente suggestivo. Nel 1865, sesto centenario della nascita di Dante Alighieri, la città ha innalzato – presso il ponte – una stele che ricorda la presenza del Poeta a Treviso. Dante ha citato questo luogo in un verso della sua Divina Commedia, indicandolo sinteticamente come il punto: “dove Sile e Cagnan s’accompagna” (Paradiso, IX, 49).
    • 51. Quando fu costruito nell’attuale versione in pietra, il Ponte fu chiamato dai popolani “ponte dell’impossibile”: tutti ritenevano, infatti, che sarebbe stato travolto alla prima piena del fiume, come i precedenti ponti e passerelle, costruiti in legno.
  • 52. PONTE dell' UNIVERSITÀ
  • 53.
  • 54. CHIESA DI SAN LEONARDO
    (o Santa Rita; si trova dirimpetto alla piazza)
    PIAZZA SAN LEONARDO
  • 55. LA STORIA
    • Esisteva in Treviso un Ospedale, denominato " S. Leonardo ", che in seguito divenne Chiesa mantenendo lo stesso titolo. La prima testimonianza scritta della sua esistenza risale al 1330.
    • 56. Nulla rimane dell’originaria struttura perché la Chiesa, già ricostruita nel 1657, subì successive trasformazioni: l’interno fu ricostruito agli inizi del XIX secolo, su disegno di Francesco Zambon e la facciata settecentesca rifatta ad opera dell’architetto Luigi Candiani (1930 c.a.).
    • 57. Quest’ultima era coronata da un grande affresco di Alessandro Lepsky, rappresentante " San Leonardo ed i carcerati ", opera non più visibile.
    • 58. Aveva la sua sede religiosa in " San Leonardo " la Scuola dei Mugnai, che fece dipingere il bel trittico attribuito alla bottega di Cima da Conegliano e a quella dei Notai.
  • 59. PESCHERIA
  • 60. LA STORIA
    • La Pescheria di Treviso si colloca in uno dei luoghi più caratteristici del centro storico, circondata da edifici quali Ca’ dei Carraresi e Ca’ Brittoni da un lato e dall’altro edifici che un tempo facevano parte del Convento delle Monache Camaldolesi.
    • 61. A Treviso, fino a metà del 1800, l’attuale isola della Pescheria non esisteva: vi erano solo 3 isolette naturali tra loro separate da vari rami del fiume Cagnan.
    • 62. In quegli anni, sotto la dominazione austriaca, il sindaco di Treviso impose il trasferimento del mercato del pesce, che si teneva oramai da secoli nella Piazza Monte di Pietà, nell’isola della Pescheria.
  • 63. CA' DEI CARRARESI
    Vista dell'atrio del museo
  • 64. LA STORIA
    • Dai testi di storia medievale su Treviso ci giunge notizia che l’attuale struttura di Casa dei Carraresi alla fine del XIV secolo era denominata Osteria alla Croce.
    • 65. Il ritrovamento di documenti storici inerenti la compravendita della Casa ha permesso di stabilire che l’Osteria alla Croce trovava la sua sede all’interno dell’odierna Casa dei Carraresi; essa nasce dunque come struttura che offriva un pubblico servizio di ristoro e di ostello ai viaggiatori che giungevano a Treviso anche dall’Austria e dalla Germania.
    • 66. Il nome " Ca’ dei Carraresi " deriverebbe in effetti non tanto perché i Da Carrara usassero tale edificio quale loro dimora in Treviso, ma dalla presenza sulla facciata del suddetto stemma apposto in epoca medioevale ad indicare che l’ “Hospicium”(ostello) era stato adibito a sede di funzionari e soldati della nobile Famiglia, che forse lo requisì pure per un certo periodo a tale scopo.
    • 67. Tra il 1396 ed il 1397 una serie di lavori di ristrutturazione coinvolsero il complesso edilizio.
    • 68. Qualche anno dopo, nei primi anni del 1400, ci fu un ulteriore intervento di ristrutturazione, in seguito ad una nuova licenza del podestà di Treviso.
  • LA SRUTTURA
    • Ora Casa dei Carraresi si presenta come un imponente edificio in mattoni a vista di stile romanico con un porticato sul lato di Via Palestro sorretto da cinque archi a tutto sesto poggianti sucolonne in pietraed attraverso il quale prende luce il pianterreno della Casa.
    • 69. Sulla facciata si aprono una serie dibifore e triforedalla distribuzione simmetrica e si trova il ripristinato stemma dei Da Carrara.
    • 70. Sul lato della Pescheria, la terrazza sul Cagnan, che scorre in parte sotto la Casa stessa, poggia sui cinque pilastried è sormontata da altrettanti archi chiusi da vetrate.
  • 71. PIAZZA SAN VITO
  • 72. La fontana e il pozzo
    di Piazza San Vito
  • 73. LA STORIA
    • Bisogna dire che la maggior parte delle piazze prende il nome dalle omonime chiese/palazzi che si affacciano su di essa. Questo fenomeno si è verificato anche con con Piazza San Vito, che prende il nome da un'antica Chiesa, Chiesa di San Vito appunto.
    • 74. La Chiesa di San Vito risale probabilmente al IX secolo e sembra che, all’inizio, fosse adibita a ricovero per viandanti ed ammalati. Nel Medioevo inoltrato fu sede religiosa di alcune corporazioni della città: Fabbri, Bombardieri, Calderai, Portatori di vino, Beccai. Della parte più antica dell’edificio rimane solo una piccola abside con affreschi del primo Duecento, riscoperti nel 1954: su quest’abside s’apre la porticina che immette nella chiesa di Santa Lucia.
  • CHIESA DI SANTA LUCIA
    L'entrata della chiesa
    e la volta a crociera del portico adiacente all'uscita della chiesa.
    Infine il suo campanile oscurato da quello del Palazzo dei Trecento.
  • 75. LA STORIA
    • Santa Lucia fu edificata verso la metà del Trecento sui resti delle Carceri di Treviso, distrutte da un incendio.
    • 76. L’interno della chiesetta somiglia ad una cripta, per la poca luce e per il basso soffitto. La chiesa fu ingrandita nel 1389, per ricordare la definitiva dedizione di Treviso a Venezia, dopo la cacciata dei Carraresi; in quell’occasione fu modificato l’orientamento del suo asse. Sembra che l’abside della chiesa originaria sia la cappella che ora si trova a destra dell’ingresso ; qui sono affreschi del XIV secolo, con "Storie della Passione". Sulla parete di destra è collocata la Madonna del pavegio del 1350 c.a., attribuita a Tomaso da Modena, che raffigura la Madonna con il Bambino in braccio, mentre questi segue con una mano il volo di una farfalla, il "pavegio” appunto.
  • Particolare di una colonna del portico della Chiesa di Santa Lucia: questa colonna oltre a servire da elemento portante, ha la funzione di svolgere da “metro”.
    Osservando bene infatti si nota che è stata scolpita una piccola asticella che serviva proprio da “parametro misurativo” per la città medioevale: a questa colonna si fece riferimento come misura standard da osservare nella vendita di merci, nella misurazione di altezze e lunghezze...
  • 77.
  • 78. PIAZZA DEI SIGNORI
    PALAZZO DEI TRECENTO
  • 79. Degli scorci di palazzo dei Trecento e Piazza dei Signori, il fulcro della vita sociale (qui vengono tenuti importanti festival e spettacoli) e della vita politica (ha sede qui la prefettura)
  • 80. Il campanile con in alto la bandiera di Treviso
  • 81. LA STORIA
    • Fanno da cornice alla Piazza più importante di Treviso il Palazzo della Prefettura, il Palazzo dei Trecento e il Cal Maggiore (l'antico decumano romano, ora via più importante della città)
    • 82. In origine il Palazzo della Signoria di Treviso corrispondeva a circa metà di quello attuale, detto della Prefettura. È appunto dalla vicinanza al Palazzo della Signoria che, secondo la storia, deriva il nome della relativa Piazza dei Signori e non perché essa fosse dedicata alle classi più agiate.
    • 83. Il Palazzo serviva a dimora del Podestà di Treviso che, dovendo essere né trevigiano né dei paesi vicini soggetti a tirannia, era ovviamente sprovvisto di propria dimora e dunque si trasferiva, con tutto il suo seguito, in città occupando le case limitrofe al Palazzo dei Trecento che erano sottratte ai legittimi proprietari.
    • 84. Dietro al Palazzo prefettizio nel 1218 fu realizzata la torre civica inizialmente distaccata dal restante corpo degli edifici comunali. Circa cinquant’anni dopo, in occasione dei lavori di ampliamento cui fu soggetto il Palazzo, la torre fu unita al complesso della Prefettura.
    • Il Palazzo dei Trecento fu edificato intorno al 1185 allo scopo di disporre di una sala per assemblee in cui vi si potessero radunare molte rappresentanze; il suo completamento risale al 1268
    • 85. Nel corso della storia, il Palazzo fu sede del Tribunale dei Consoli, luogo di pubbliche assemblee (le " Concione "), luogo in cui il Podestà amministrava la giustizia e sede del Consiglio, da qui derivava il nome di "Palazzo della Ragione”. Nella storia il Palazzo fu anche sede della suprema assise civica (il Maggior Consiglio) che era composta da trecento membri, da ciò il definitivo nome del palazzo noto ancor oggi come "Palazzo dei Trecento " .
    • 86. Tra la fine dell’800 ed i giorni nostri, il Palazzo ha subito una serie di opere per lo spostamento della scalinata da Ovest ad Est, per il rifacimento della merlatura, ora guelfa (ma prima ghibellina) e per il restauro dopo i gravi danni dovuti ai bombardamenti del 1944.
  • 87. LA LOGGIA DEI CAVALIERI
    Ecco la loggia preparata per un evento musicale della sera
  • 88. LA STORIA
    • La Loggia dei Cavalieri, edificio unico nel suo genere in Europa, fu realizzata nella seconda parte del 1200, quando a Treviso era podestà Andrea da Perugia
    • 89. In tre dei quattro lati liberi della Loggia dei Cavalieri domina la presenza di cinque archi.
    • 90. Nella storia della Loggia dei Cavalieri, gli archi rimasero chiusi fino alla prima metà del 1900 (solo il lato verso la strada aveva gli archi aperti)
    • 91. In questo edificio si incontravano esclusivamente i nobili per partecipare, nella buona stagione, a giochi di società. Ma la destinazione d’uso della Loggia non fu sempre lo stesso nei secoli: la funzione alla quale era deputata terminò il 13 Dicembre 1388, quando la città fu presa da Venezia.
    • Dopo tale data l'edificio andrà sempre più in rovina, tanto che intorno al 1550 fu costruita una casa dentro la Loggia stessa. Nei secoli fu adibita a deposito dei legname e nel 1600 vi erano depositate oltre 100 botti; nella seconda metà del 1800 era diventata un deposito e rivendita di casse da morto.
    • 92. Le sue condizioni erano di un tal degrado che in più occasioni se ne era prospettata la totale demolizione, iniziative sventate grazie all’intervento provvidenziale dell’Abate Luigi Bailo, uno dei più importati estimatori e conservatori del patrimonio storico ed artistico della città.
    • 93. Tra il 1910 ed il 1911 fu restaurata dal Comune.
    • 94. Negli anni '60 fu nuovamente restaurata dopo il bombardamento della II Guerra Mondiale.
  • LA STRUTTURA
    • E' una sorta di piazza coperta – in mattoni e a pianta quadrilatera irregolare – con un tetto in coppi. E’ aperta su ognuno di tre lati da cinque arcate su esili colonne quadrate in pietra d’Istria.
    • 95. La copertura piramidale, quasi un enorme cappello, è molto sporgente su modiglioni lignei sagomati ed ha una complessa struttura interna, nascosta da un soffitto ligneo a travicelli.
    • 96. Nello spazio interno s’innalza una grossa colonna, per metà in granito violetto, su cui grava gran parte del peso della copertura.
    • 97. Inizialmente l’edificio era tutto affrescato. La decorazione fu rinnovata già nel 1313 con ricchi ornati policromi a fasce geometriche e vegetali, stilizzate. L’esterno fu abbellito da un fregio con scene di cavalieri, mentre l’interno fu decorato con scene tratte dal francese "Roman de Troie". Qualche resto di queste decorazioni si scorge ancora, specialmente nei sottarchi.
  • 98. PIAZZA DELLA BORSA
    La piazza e particolare della Camera di Commercio, da cui prende il nome anche la piazza.
  • 99.
  • 100. CHIESA DI SAN NICCOLÒ
  • 101. LA STORIA
    • La Chiesa di San Nicolò fu costruita ai primi del ’300 dai Domenicani anche grazie ai cospicui lasciti del Papa Benedetto XI.
    • 102. La storia dell’edificazione della Chiesa fu segnata dal crollo della torre campanaria che demolì buona parte delle cappelle sottostanti e da un’interruzione causata dalla peste che colpì Treviso nella prima metà del XIV secolo.
    • 103. A metà dell’800 la Chiesa di San Nicolò fu restaurata, anche grazie ai fondi per la Conservazione dei Beni Culturali. In tale occasione furono rifatti il soffitto ed il pavimento per il quale fu usato il marmo rosso di Verona, eliminate quelle superfetazioni che non erano in sintonia con lo stile del manufatto.
    • 104. La Chiesa dovette subire durante la Seconda Guerra Mondiale, pesanti danneggiamenti causati dal bombardamento del 1944 che provocarono lo sfondamento del tetto e una parziale demolizione del campanile.
  • SEMINARIO VESCOVILE
    LA STRUTTURA
    • Ha forme semplici, ma allungate verso l’alto, con le massicce murature perimetrali appena rotte da sottili feritoie da dove una luce entra temperata dalle antiche vetrate.
    • 105. Le colonne, che dividono lo spazio interno in tre ampie navate, reggono un tetto in legno a sezione circolare, diventando supporto a pitture a fresco di Tomaso da Modena e di altri artisti della sua scuola.
    • 106. Le navate della Chiesa si concludono su tre absidi; la principale che è il presbiterio, raccoglie il suo momento sepolcrale di Agostino Onigo la cui parte scultorea è di Antonio Rizzo e quella pittorica del Lotto.
  • 107. IL DUOMO
    Facciata del Duomo e particolare delle colonne
  • 108. Le cupole del Duomo
  • 109. LA STORIA
    • Il Duomo di Treviso ha i suoi riferimenti più antichi, nella cripta sulla quale già nel XII secolo risulta costruito il primo edificio chiesastico, originariamente di stile romanico.
    • 110. Tra il 1400 ed il 1500 il Duomo fu restaurato
    • 111. Nel 1836 si vede modificato l’impianto intero della Cattedrale di Treviso per opera di Giordano Riccati nello stile neoclassico dell’epoca.
    • 112. Tutt'ora La cappella di sinistra conserva opere di Francesco Bassano ed Antonio Zanchi, appena oltre il “Redentore”del Pennacchi ed alcune sculture del Bregno.
    La cappella di destra ha dipinti di Domenico Capriolo e Girolamo D’Aviano, di Paris Bordone e Pomponio Amalteo. L’opera d’arte di maggior valore di questa cappella è l’Annunciazione di Tiziano, che ne fregia il fondo, mentre sul lato sinistro la parete è occupata da una “Adorazione dei magi” del Pordenone.
    • Tra il 1930 ed il 1935 si liberano le cupole dalle strutture murarie e di copertura in legno e tegole, rivestendole di lastre di rame con lanterne terminali come si vedono oggi.
  • LA STRUTTURA
    • Oggi la facciata del Duomo ci appare costituita da un’ampia scalinata aperta su tre lati che innalza un arioso pronao (la parte tra l'entrata e la riga di colonne) a sei colonne ioniche.
    • 113. Fa riscontro all’interno un impianto a tre navate divise da robusti piloni compositi reggenti alternativamente volte a botte e cupole.
    • 114. La parte absidale si eleva di diversi gradini sul piano di calpestio della rimanente parte a navate, sovrapponendosi alla Cripta.
    • 115. Il presbiterio raccoglie l’altare maggiore dedicato ai santi Tabra, Tabrata e Teonisto, opere dello scultore Tullio Lombardo.
  • 116. Arrivo: CHIESA DI SAN FRANCESCO
    L' entrata principale della chiesa di San Francesco
  • 117. La statua in bronzo che è situata a sinistra dell'entrata principale: rappresenta ovviamente San Francesco nell'atto di far prendere il volo ad un uccellino, a simboleggiare l'amore di San Francesco per la natura.
  • 118. LA STORIA
    • La Chiesa di San Francesco a Treviso è un edificio realizzato tra il 1230 ed il 1270, non lontano dalle Mura, per volere di Papa Innocenzo III grazie anche alle notevoli elargizioni Comunali oltre che a quelle dell’aristocrazia trevigiana.
    • 119. La caduta di Venezia nel Maggio del 1797 segnò l’entrata delle truppe francesi anche in Treviso. Questo evento segnò da lì a poco il declino di molte chiese trevigiane: spesso furono convertite ad usi militari, divenendo luoghi adibiti al ricovero dei soldati o a magazzino e furono spogliate delle loro ricchezze (come accadde al Duomo, alla Chiesa di Santa Caterina ed alla Chiesa di Santa Margherita). Come non bastasse, nel 1806 si aggiunsero le soppressioni napoleoniche. Stessa sorte subì il complesso di San Francesco, perdendo quindi la sua funzione di culto: fu demolito il convento che fu privato dei due chiostri e con i mattoni fu costruita una casa a ridosso della facciata, fu rimosso il pavimento e lo spazio interno della chiesa fu suddiviso in più piani per meglio essere sfruttato come magazzino
    • 120. Purtroppo i danneggiamenti alle strutture della chiesa continuarono sia sotto la dominazione austriaca che con l’unità d’Italia. Alla fine degli anni ’20, dopo una massiccia opera di restauro, la destinazione d’uso della Chiesa tornò ad essere quella più consona ad un tale edificio ed affidata ai frati minori conventuali.
    • 121. All’interno della Chiesa, sul lato Sud si trova la tomba di Francesca Petrarca, figlia del Poeta, defunta a Treviso nel 1384.
    • 122. Da qualche anno il Chiostro della Chiesa di San Francesco a Treviso è diventato sede permanente di mostre d'arte.
  • LA STRUTTURA
    • L’epoca di realizzazione, di trapasso tra il Romanico ed il Gotico, è ben visibile in alcuni elementi architettonici presenti sull’edificio: elementi romanici (gli archi dei transetti, il portone d’ingresso) si mescolano ad elementi gotici (gli archi delle cappelle terminali, le finestre).
    • 123. Internamente la Chiesa di San Francesco riflette lo stile austero delle altre chiese romanico-gotiche di Treviso; il soffitto è in legno a cassettoni e la pavimentazione in cotto. La struttura è in laterizio sia internamente che esternamente con pianta a croce latina.
  • Sperando di non avervi annoiato, concludo dicendo che vedere di persona Treviso è molto meglio, quindi zaino in spalla e... vi aspetto!!!!
    Buona Strada!
    Ilaria
    -Ardesia Sorprendente-