WILLIAMS




                      SHARAPOVA



     LA POTENZA PRIMA DI ESSERE MASSA MUSCOLARE
                          ...
IL SISTEMA MUSCOLARE DIPENDE
       DAL COMANDO MOTORIO


   LA DIPENDENZA E’ TOTALIZZANTE


            FUNZIONALE
      ...
ALLA BASE DI GRAN PARTE DEI DEFICIT MOTORI
   NON CI SONO DEBOLEZZE MUSCOLARI MA
    ALTERAZIONI DEL CONTROLLO MOTORIO

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LA NEUROFISIOLOGIA
 PERMETTE DI CAPIRE E
    DI INTERVENIRE
    DIRETTAMENTE
SUL CONTROLLO MOTORIO
I MUSCOLI SONO CONCETTI ANATOMICI

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    DA RETI DI UNITA’ MOTORIE

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QUALI SONO
            LE FUNZIONI
  DEI COMPLESSI NEUROMUSCOLARI?

MOVIMENTO

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IL MOVIMENTO
MOVIMENTO:
AGONISTI
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COSA CARATTERIZZA UN MOVIMENTO EFFICACE?

  LA FORZA    LA POTENZA

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MECCANICA
LE COMPONENTI DELLA LEVA
SONO BEN FISSATE TRA LORO




 Leva costruita da un ingegnere
BIOLOGIA
     LE COMPONENTI DELLA LEVA
DEVONO ESSERE BEN FISSATE TRA LORO
      DAL GIOCO DEI MUSCOLI




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IL SISTEMA NERVOSO CON I MUSCOLI CONTROLLA
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SVILUPPARE UN MOVIMENTO DI ESTENSIONE DELLA GAMBA
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PIU’ IN GENERALE

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   CONDIZIONA LA FORZA E LA VELOCITA’


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L’ECCESSIVA CONTRAZIONE DEI FLESSORI


                  PRODUCE


  UN AUMENTO DELLA CONTRAZIONE ECCENTRICA


DA CUI GRAN...
LA STABILIZZAZIONE ARTICOLARE


      INFLUISCE MARCATAMENTE


                SU

 FORZA                   PREVENZIONE


...
QUALUNQUE ATTO MOTORIO

     E’ CONDIZIONATO

    DALLA REGOLAZIONE

DELLA STABILITA’ ARTICOLARE
ERRORI NELLA STABILIZZAZIONE
ARTICOLARE ESITANO IN DANNI



        IL CARICO E
    IL DISEGNO OSSEO
IL CARICO E IL DISEGNO
     TRAZIONE TENDINEA
        FORZE-PESO
SE I CAPI ARTICOLARI NON SONO BEN
             CONTROLLATI
   I CARICHI APPLICATI CAMBIANO:
            COMPAIONO
1. FENOM...
LA RIABILITAZIONE MOTORIA   IL TRAINING SPORTIVO




           MIRANO AD OTTIMIZZARE
        LA STABILIZZAZIONE ARTICOLAR...
L’OTTIMIZZAZIONE SI OTTIENE
            POTENZIANDO
  IL PROCESSING DELLE RETI NERVOSE
NON POTENZIANDO LE MASSE MUSCOLARI
...
LA STABILIZZAZIONE ARTICOLARE
DIPENDE DAI CENTRI NERVOSI DI CONTROLLO MOTORIO




   RIABILITAZIONE MOTORIA E TRAINING SPO...
NELL’ESERCIZIO FISICO

          FACCIO LAVORARE I MUSCOLI


   INDIRETTAMENTE FACCIO LAVORARE


         IL SISTEMA NERVO...
PROBLEMA DI UN’AZIONE DIRETTA
SUI CENTRI DI CONTROLLO MOTORIO


        COME “ENTRARE”
          COME AGIRE
COME AVERE EFF...
I FUSI NEUROMUSCOLARI SONO
 ELETTIVAMENTE SENSIBILI
ALLA VIBRAZIONE MECCANICA
LA VIBRAZIONE MECCANICA
       È IL MOVIMENTO OSCILLATORIO DI UN CORPO
        ATTORNO ALLA POSIZIONE DI EQUILIBRIO,
CONSE...
CARATTERISTICHE TECNICHE
            DELLA VIBRAZIONE APPLICATA


FREQUENZA DI VIBRAZIONE       AMPIEZZA DI VIBRAZIONE
LE AFFERENZE FUSALI
   POSSONO ESSERE GUIDATE
 ALLE FREQUENZE DESIDERATE
   FENOMENO DEL “DRIVING”

L’AMPIEZZA DELLA VIBRA...
VIBRAZIONE MECCANICA FOCALE

             ATTIVA SELETTIVAMENTE

          LE AFFERENZE FUSALI PRIMARIE


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LA VIBRAZIONE E’ UNO STIMOLO       M1   S1

                       POTENTE

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LA VIBRAZIONE CONSENTE
                DI ENTRARE
      NEL SISTEMA NERVOSO CENTRALE


DI ENTRARE NEI CENTRI DI CONTROLLO ...
DUE LINEE DI RICERCA


STUDIO DEI MECCANISMI
DI CONTROLLO MOTORIO

                     APPLICABILITA’ CLINICA
DUE MODALITA’ APPLICATIVE


WHOLE-BODY-VIBRATION

                           FOCAL VIBRATION

         V
UNA VIBRAZIONE PUO’ ESSERE

           PURA

     OPPURE SOMMA DI

 DIVERSE VIBRAZIONI PURE



       tre armoniche
LA VIBRAZIONE PER GUIDARE I FUSI

 DEVE ESSERE UN’ARMONICA PURA
DISTORSIONE E RISONANZE
NELLA WHOLE BODY VIBRATION
LA VIBRAZIONE FOCALE E’
NON INVASIVA SENZA CONTROINDICAZIONI
             SELETTIVA


   MA GLI EFFETTI SONO TRANSITORI
FREQUENZA DI VIBRAZIONE

                              DURATA DELLA VIBRAZIONE
Rosenkranz K, Rothwell JC J Physiol 2003; 5...
E’ STATO MESSO A PUNTO

UNA STRUMENTAZIONE ED UN PROTOCOLLO IN GRADO

      DI EROGARE UN SEGNALE MECCANICO

     ALTAMENT...
LA NUOVA PROCEDURA

E’ NATA NELL’ISTITUTO DI FISIOLOGIA DELLA CATTOLICA

                    E’ STATA SVILUPPATA

  CON IL...
IL NUOVO PROTOCOLLO E’ STATO DENOMINATO


                   rMV

      (repeated   Muscle Vibration)


            100 Hz...
CONCETTI DI BASE DELLO STRUMENTO IDEATO ED UTILIZZATO


 UN SEGNALE ELETTRONICO PURO

 UNA TRASDUZIONE ELLETTROMECCANICA A...
STUDI DESTINATA A PUBBLICAZIONE
         SVOLTI DAGLI ISTITUTI DI FISIOLOGIA UMANA
                    DELLA CATTOLICA DI ...
CONDIZIONI APPLICATIVE DI BASE




IL SOGGETTO DEVE ESSERE IN POSIZIONE COMODA
LA VIBRAZIONE DEVE COINVOLGERE IL MUSCOLO...
SOGGETTI SANI

                       TRATTAMENTO CRO SYSTEM UNILATERALE
                   RETTO, INTERMEDIO DEL FEMORE +...
PAZIENTI OPERATI PER LA RICOSTRUZIONE DELL’ACL


                                                              Trattato il...
ANZIANI
       AUMENTO DELLA POTENZA




AUMENTO DELLA STABILITA’
                                      Non vibrati
      ...
(Marconi Filippi
  IL PROTOCOLLO rMV PRODUCE
                                      et al. J Neurol Sci 2008)
IN CORTECCIA ...
AUMENTO DELL’ INIBIZIONE RECIPROCA CORTICALE




                    DETERMINA UN MIGLIORAMENTO
                  DEL GIOC...
IL PROTOCOLLO rMV PRODUCE
IN CORTECCIA MOTORIA PRIMARIA

                                                  AUMENTO
       ...
L’AUMENTO INIBIZIONE INTRACORTICALE
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                  DETERMINA
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TUTTI I PROTOCOLLI SPERIMENTALI
                 SUGGERISCONO
 CHE IL PROTOCOLLO APPLICATIVO ABBIA INDOTTO
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FENOMENI
    DI
SPASTICITA’
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Crosystem sistema nervoso e prestazione motoria

  1. 1. WILLIAMS SHARAPOVA LA POTENZA PRIMA DI ESSERE MASSA MUSCOLARE E’ CONTROLLO
  2. 2. IL SISTEMA MUSCOLARE DIPENDE DAL COMANDO MOTORIO LA DIPENDENZA E’ TOTALIZZANTE FUNZIONALE TROFICA NON ALLENIAMO I MUSCOLI ALLENIAMO IL SISTEMA NERVOSO
  3. 3. ALLA BASE DI GRAN PARTE DEI DEFICIT MOTORI NON CI SONO DEBOLEZZE MUSCOLARI MA ALTERAZIONI DEL CONTROLLO MOTORIO SPASTICITA’ ARTROSI ARTRITI IPOTONIE DEBOLEZZE……
  4. 4. LA NEUROFISIOLOGIA PERMETTE DI CAPIRE E DI INTERVENIRE DIRETTAMENTE SUL CONTROLLO MOTORIO
  5. 5. I MUSCOLI SONO CONCETTI ANATOMICI LA FUNZIONE MOTORIA E’ SVOLTA DA RETI DI UNITA’ MOTORIE INTEGRANTESI IN SEDE ARTICOLARE
  6. 6. QUALI SONO LE FUNZIONI DEI COMPLESSI NEUROMUSCOLARI? MOVIMENTO STABILIZZAZIONE CONTROLLO STRUTTURALE DI OSSA E CARTILAGINI
  7. 7. IL MOVIMENTO
  8. 8. MOVIMENTO: AGONISTI ANTAGONISTI
  9. 9. MOVIMENTO: GLI ARTI COME LEVE
  10. 10. COSA CARATTERIZZA UN MOVIMENTO EFFICACE? LA FORZA LA POTENZA LA PRECISIONE LA RESISTENZA QUAL’E’ LA CRITICITA’ DI UN MOVIMENTO EFFICACE? E’ LA STABILITA’ DELLE NOSTRE LEVE Leva costruita da un ingegnere Leva osteo-articolare
  11. 11. MECCANICA LE COMPONENTI DELLA LEVA SONO BEN FISSATE TRA LORO Leva costruita da un ingegnere
  12. 12. BIOLOGIA LE COMPONENTI DELLA LEVA DEVONO ESSERE BEN FISSATE TRA LORO DAL GIOCO DEI MUSCOLI Leva osteo-articolare I LEGAMENTI EVITANO SOLO LE LUSSAZIONI LA STABILIZZAZIONE ARTICOLARE E’ ALTRA COSA
  13. 13. IL SISTEMA NERVOSO CON I MUSCOLI CONTROLLA LE REAZIONI VINCOLARI STABILIZZARE È CONTROLLARE LE REAZIONI VINCOLARI L’ARTICOLAZIONE E’ UN INTEGRATORE NEUROMUSCOLARE
  14. 14. Σ
  15. 15. SVILUPPARE UN MOVIMENTO DI ESTENSIONE DELLA GAMBA IMPLICA IL GIOCO DI MOLTI MUSCOLI CENTRARE LA PRODURRE STABILIZZARE ROTULA MOVIMENTO LA TIBIA Estensori Flessori Parte centrale del Quadricipite Muscoli laterali Muscoli Flessori Del Quadricipite Σ stabilizzatori stabilizzatore ESTENSIONE DELLA GAMBA
  16. 16. SE LA STABILIZZAZIONE E’ ERRATA LA ROTULA E TIBIA L’ARTICOLAZIONE SI DANNEGGIA SI SPOSTANO IL SISTEMA NERVOSO RILEVA TUTTO CIO’ E BLOCCA IL MOVIMENTO IL GINOCCHIO CEDE NON PERCHE’ IL MUSCOLO NON E’ ABBASTANZA “FORTE” MA PERCHE’ L’AZIONE DEL MUSCOLO E’ BLOCCATA DAL SISTEMA NERVOSO PER PROTEGGERE L’ARTICOLAZIONE
  17. 17. Range operativo normale ipotonia spasticità NEL SANO SPORTIVO SCARSA FLUIDITA’ BEN ALLENATO IN PATOLOGIA IN PATOLOGIA • lesioni del snc o snp: ipotonia, flaccidita’ • lesioni del snc: spasticita’ • post chirurgia • forme infiammatorie o degenerative IMPOSSIBILITA’ D’ESECUZIONE OD ERRORI FATICA, PERDITA DI VELOCITA’ E FORZA DOLORE ARTICOLARE, LESIONI ARTICOLARI DANNI ARTICOLARI
  18. 18. PIU’ IN GENERALE LA REGOLAZIONE DELLA STABILITA’ ARTICOLARE CONDIZIONA LA FORZA E LA VELOCITA’ L’AZIONE DEI FLESSORI RIDUCE LA FORZA E LA VELOCITA’ SVILUPPATE DAGLI ESTENSORI
  19. 19. L’ECCESSIVA CONTRAZIONE DEI FLESSORI PRODUCE UN AUMENTO DELLA CONTRAZIONE ECCENTRICA DA CUI GRAN PARTE DELLA FATICA MUSCOLARE LA STABILIZZAZIONE ARTICOLARE PRODUCE FATICA
  20. 20. LA STABILIZZAZIONE ARTICOLARE INFLUISCE MARCATAMENTE SU FORZA PREVENZIONE VELOCITA’ USURA FATICA DANNO
  21. 21. QUALUNQUE ATTO MOTORIO E’ CONDIZIONATO DALLA REGOLAZIONE DELLA STABILITA’ ARTICOLARE
  22. 22. ERRORI NELLA STABILIZZAZIONE ARTICOLARE ESITANO IN DANNI IL CARICO E IL DISEGNO OSSEO
  23. 23. IL CARICO E IL DISEGNO TRAZIONE TENDINEA FORZE-PESO
  24. 24. SE I CAPI ARTICOLARI NON SONO BEN CONTROLLATI I CARICHI APPLICATI CAMBIANO: COMPAIONO 1. FENOMENI INFIAMMATORI CON DOLORE 2. MODIFICHE STRUTTURALI CAMBIA IL MOVIMENTO IL QUADRO PEGGIORA È UN CIRCOLO VIZIOSO
  25. 25. LA RIABILITAZIONE MOTORIA IL TRAINING SPORTIVO MIRANO AD OTTIMIZZARE LA STABILIZZAZIONE ARTICOLARE 1. PER RENDERE PIU’ FISIOLOGICO IL MOVIMENTO 2. PER OTTIMIZZARE LA PERFORMANCE
  26. 26. L’OTTIMIZZAZIONE SI OTTIENE POTENZIANDO IL PROCESSING DELLE RETI NERVOSE NON POTENZIANDO LE MASSE MUSCOLARI SHARAPOVA WILLIAMS
  27. 27. LA STABILIZZAZIONE ARTICOLARE DIPENDE DAI CENTRI NERVOSI DI CONTROLLO MOTORIO RIABILITAZIONE MOTORIA E TRAINING SPORTIVO CERCANO DI AGIRE SUI CENTRI NERVOSI CHE CONTROLLANO MEDIANTE CONDIZIONAMENTI OPERATIVI Tempi, fatica, incertezze
  28. 28. NELL’ESERCIZIO FISICO FACCIO LAVORARE I MUSCOLI INDIRETTAMENTE FACCIO LAVORARE IL SISTEMA NERVOSO TEMPI LUNGHISSIMI RISULTATI INCERTI
  29. 29. PROBLEMA DI UN’AZIONE DIRETTA SUI CENTRI DI CONTROLLO MOTORIO COME “ENTRARE” COME AGIRE COME AVERE EFFETTI PERSISTENTI
  30. 30. I FUSI NEUROMUSCOLARI SONO ELETTIVAMENTE SENSIBILI ALLA VIBRAZIONE MECCANICA
  31. 31. LA VIBRAZIONE MECCANICA È IL MOVIMENTO OSCILLATORIO DI UN CORPO ATTORNO ALLA POSIZIONE DI EQUILIBRIO, CONSEGUENTE ALL’AZIONE DI UNA FORZA VARIABILE NEL TEMPO
  32. 32. CARATTERISTICHE TECNICHE DELLA VIBRAZIONE APPLICATA FREQUENZA DI VIBRAZIONE AMPIEZZA DI VIBRAZIONE
  33. 33. LE AFFERENZE FUSALI POSSONO ESSERE GUIDATE ALLE FREQUENZE DESIDERATE FENOMENO DEL “DRIVING” L’AMPIEZZA DELLA VIBRAZIONE HA SCARSA INFLUENZA SUL FENOMENO Prof. Bianconi 1963
  34. 34. VIBRAZIONE MECCANICA FOCALE ATTIVA SELETTIVAMENTE LE AFFERENZE FUSALI PRIMARIE E LE GUIDA A FREQUENZE VOLUTE E’ POSSIBILE PORTARE AI CENTRI DI CONTROLLO UN SEGNALE PROPRIOCETTIVO PURO E DI CARATTERISTICHE PREDEFINITE
  35. 35. LA VIBRAZIONE E’ UNO STIMOLO M1 S1 POTENTE ADEGUATO EFFICACE SELETTIVO PER LE AFFERENZE FUSALI DI TIPO Ia vibrazione Muscolo
  36. 36. LA VIBRAZIONE CONSENTE DI ENTRARE NEL SISTEMA NERVOSO CENTRALE DI ENTRARE NEI CENTRI DI CONTROLLO MOTORIO “PARLANDO” IN MODULAZIONE DI FREQUENZA
  37. 37. DUE LINEE DI RICERCA STUDIO DEI MECCANISMI DI CONTROLLO MOTORIO APPLICABILITA’ CLINICA
  38. 38. DUE MODALITA’ APPLICATIVE WHOLE-BODY-VIBRATION FOCAL VIBRATION V
  39. 39. UNA VIBRAZIONE PUO’ ESSERE PURA OPPURE SOMMA DI DIVERSE VIBRAZIONI PURE tre armoniche
  40. 40. LA VIBRAZIONE PER GUIDARE I FUSI DEVE ESSERE UN’ARMONICA PURA
  41. 41. DISTORSIONE E RISONANZE NELLA WHOLE BODY VIBRATION
  42. 42. LA VIBRAZIONE FOCALE E’ NON INVASIVA SENZA CONTROINDICAZIONI SELETTIVA MA GLI EFFETTI SONO TRANSITORI
  43. 43. FREQUENZA DI VIBRAZIONE DURATA DELLA VIBRAZIONE Rosenkranz K, Rothwell JC J Physiol 2003; 51:649–660 Rosenkranz K, Rothwell JC J Physiol ; 561:307–320 Schindler I, Kerkhoff G, Karnath Hoet al. J Neurol Neurosurg Psychiatry 2002; 3:412-9. Johannsen L, Ackermann H, Karnath HO J Rehabil Med 2003; 35:249-253 Rosenkranz K, Butler K, Williamon A et al. Neurology. 2008; 22:304-15 Rothwell JC, Rosenkranz K IEEE Eng Med Biol Mag. 2005; 24:40-4 Rosenkranz K, Williamon A, Rothwell JC J Neurosci. 2007 ; 27:5200-6. Rosenkranz K, Rothwell JC Eur J Neurosci. 2006 ;23:822-9 Brunetti O, Filippi GM, Liti A et al. Knee Surg Sports Traumatol Arthrosc 2006;14:1180-7 Fattorini L, Ferraresi A, Rodio A et al. Eur J Appl Physiol 2006;98:79-87 Marconi B, Filippi GM, Koch G et al. J Neurol Sci 2008;275:51-9
  44. 44. E’ STATO MESSO A PUNTO UNA STRUMENTAZIONE ED UN PROTOCOLLO IN GRADO DI EROGARE UN SEGNALE MECCANICO ALTAMENTE LOCALIZZATO E SELETTIVO IN GRADO DI INDURRE POTENZIAMENTI SIGNIFICATIVI E PERSISTENTI DELLE RETI DI CONTROLLO NEUROMOTORIO ARTICOLARE
  45. 45. LA NUOVA PROCEDURA E’ NATA NELL’ISTITUTO DI FISIOLOGIA DELLA CATTOLICA E’ STATA SVILUPPATA CON IL CONCORSO DI NUMEROSI CENTRI DI RICERCA Ist. di Fisiologia, e di Geriatria Della Cattolica di Roma, Ist. Di Fisiologia, Ortopedia, Medicina Interna , Medicina Dello Sport Dell’universita’ Di Perugia Ist.di Fisiologia, Medicina Dello Sport, Fisiatria, Neurologia e Neurochirurgia della Sapienza di Roma La Fondazione S. Lucia La Fondazione European Brain Research Institute (EBRI)
  46. 46. IL NUOVO PROTOCOLLO E’ STATO DENOMINATO rMV (repeated Muscle Vibration) 100 Hz, 0,1-0,5 mm TEMPO DI APPLICAZIONE 10 MIN 3 VOLTE AL GIORNO PER 3 GIORNI CONSECUTIVI SU SINGOLI MUSCOLI
  47. 47. CONCETTI DI BASE DELLO STRUMENTO IDEATO ED UTILIZZATO UN SEGNALE ELETTRONICO PURO UNA TRASDUZIONE ELLETTROMECCANICA AD ALTISSIMA FEDELTA’ UN SISTEMA DI FISSAGGIO E SOSTEGNO ASSOLUTAMENTE NON INTERFERENTE
  48. 48. STUDI DESTINATA A PUBBLICAZIONE SVOLTI DAGLI ISTITUTI DI FISIOLOGIA UMANA DELLA CATTOLICA DI ROMA (Prof. G.M. Filippi) DELL’UNIVERSITA’ DI PERUGIA (Prof: V.E. Pettorossi) INDICANO CHE: LA FREQUENZA DI VIBRAZIONE L’AMPIEZZA DELLA VIBRAZIONE E’ UN FATTORE INDISPENSABILE E’ UN FATTORE NON INFLUENTE E SE OTTIMALE DEVE ESSERE A 100 Hz
  49. 49. CONDIZIONI APPLICATIVE DI BASE IL SOGGETTO DEVE ESSERE IN POSIZIONE COMODA LA VIBRAZIONE DEVE COINVOLGERE IL MUSCOLO IL SOGGETTO DEVE TENERE IN CONTRAZIONE IL DISTRETTO IL LIVELLO DI FORZA NON CONDIZIONA L’EFFETTO MA IL SOGGETTO DEVE AVVERTIRE LA SUA CONTRAZIONE L’INTENSITA’ DI VIBRAZIONE VA REGOLATA A TALE FINE
  50. 50. SOGGETTI SANI TRATTAMENTO CRO SYSTEM UNILATERALE RETTO, INTERMEDIO DEL FEMORE + VASTO MEDIALE 70 60 40.3 50 27.8 40 30 20.2 20 10 0 Esplosione della Esplosione della Resistenza alla forza in isocinesi forza in isometria fatica L. Fattorini A. Rodio A. Ferraresi, GB Azzena GM Filippi The European Jjournal of Applied Physiology
  51. 51. PAZIENTI OPERATI PER LA RICOSTRUZIONE DELL’ACL Trattato il quadricipite 30 giorni dopo l’intervento eseguito dal prof. G. CERULLI Pettorossi VE, Cerulli G, Filippi GM et al Dept. of Internal Medicine, Section of Physiology University of Perugia Let People Move, Biomech. Lab. - Perugia LAMS – Perugia Cattolica di Roma Knee surgical sports traumatology arthroscopy 2006
  52. 52. ANZIANI AUMENTO DELLA POTENZA AUMENTO DELLA STABILITA’ Non vibrati Placebo Vibrati (Filippi Pettorossi et al Archives phys med rehab 2010)
  53. 53. (Marconi Filippi IL PROTOCOLLO rMV PRODUCE et al. J Neurol Sci 2008) IN CORTECCIA MOTORIA PRIMARIA AUMENTO INIBIZIONE INTRACORTICALE NEI SOGGETTI SANI (SICI) AUMENTO DELL’INIBIZIONE RECIPROCA CORTICALE
  54. 54. AUMENTO DELL’ INIBIZIONE RECIPROCA CORTICALE DETERMINA UN MIGLIORAMENTO DEL GIOCO AGONISTI ANTAGONISTI E DELL’EFFICIENZA MOTORIA (Hortobàgyi T et al. Exp Brain Res (2006) 171: 322–329) (Reeves ND, Muscle Nerve 2005; 31:355-364) MIGLIORA LA STIFFNESS ARTICOLARE Come osservato da Fattorini Filippi et al. Eur J Appl Physiol 2006;98:79-87 Brunetti Filippi et al. Knee Surg Sports Traumatol Arthrosc 2006;14:1180-7
  55. 55. IL PROTOCOLLO rMV PRODUCE IN CORTECCIA MOTORIA PRIMARIA AUMENTO INIBIZIONE INTRACORTICALE NEI SOGGETTI SANI (SICI) AUMENTO DELL’INIBIZIONE RECIPROCA CORTICALE AUMENTO (Marconi Filippi et al INIBIZIONE INTRACORTICALE Neurorehabil Neural Repair. 2010) (SICI) NEI SOGGETTI CON DIMINUITO AUMENTO DELLA RECLUTAMENTO MOTORIO INIBIZIONE RECIPROCA CORTICALE DIMINUZIONE DELL SOGLIA DI ATTIVAZIONE
  56. 56. L’AUMENTO INIBIZIONE INTRACORTICALE (SICI) DETERMINA LA DIMINUZIONE DI COCONTRAZIONI INDESIDERATE (Stinear CM et al. J Neurophysiol 2003;89:2014-20) RISULTA IMPORTANTE NEL RECUPERO DALL’ICTUS (Bütefisch CM et al. Brain 2003;126:470-81) MIGLIORA LA STIFFNESS ARTICOLARE DIMINUISCE LE DISSINERGIE SPASTICHE MIGLIORA LA STIFFNESS ARTICOLARE
  57. 57. TUTTI I PROTOCOLLI SPERIMENTALI SUGGERISCONO CHE IL PROTOCOLLO APPLICATIVO ABBIA INDOTTO MODIFICHE PLASTICHE E DIRETTE SUL SISTEMA NERVOSO QUESTA PROCEDURA E’ LA PRIMA IN GRADO DI POTENZIARE LE CAPACITA’ D I SELEZIONATE PARTI DEL SISTEMA NERVOSO CENTRALE
  58. 58. FENOMENI DI SPASTICITA’

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