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Per un welfare di Comunità
 

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Intervento al convegno "Uscire insieme dalla crisi" che si è svolto il 23 novembre 2012 presso il Compostela Forum del Villaggio San Francesco di Scarperia (FI)

Intervento al convegno "Uscire insieme dalla crisi" che si è svolto il 23 novembre 2012 presso il Compostela Forum del Villaggio San Francesco di Scarperia (FI)

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    Per un welfare di Comunità Per un welfare di Comunità Presentation Transcript

    • USCIRE INSIEME DALLA CRISI DISEGNARE UN NUOVO WELFARE Profit e Terzo Settore, quali opportunità sul territorio? Villaggio San Francesco 23 novembre 2012Via Oltrocchi 8, 20137 Milano – Tel. 02 55185646 – fax 02 92879645 – Cell. 335 6453444 - Email: bc@beppecacopardo.it www.beppecacopardo.it - www.beppecacopardo.wordpress.com 1
    • Elogio ai costruttori di welfareBeati i costruttori di welfare e coesione sociale che, con pensieri,parole e soprattutto opere contrastano quotidianamente la crisi neisuoi molteplici aspetti e si oppongono tenacemente ai distruttori diwelfare e di diritti.Nella crisi, costoro si affannano a tagliare i servizi alla collettività,considerandoli spese anziché investimenti.Nella crisi, i costruttori di welfare hanno il compito di allearsi perpromuovere un nuovo patto sociale fondato sulla solidarietà, sullaresponsabilità, individuale e collettiva, sul concetto di sussidiarietàe cooperazione tra pubblico, privato e privato sociale.Un nuovo patto che sappia porre al centro la persona e lo sviluppoumano e sociale, rispetto ad un approccio economicista basatosulla mera crescita quantitativa. Beppe Cacopardo - www.beppecacopardo.it - www.beppecacopardo.wordpress.com 2
    • Robert Kennedy: 18 marzo 1968«Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostrapersonale soddisfazione nel mero perseguimento del benessereeconomico, nell’ammassare senza fine beni terreni.Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell’indiceDow Jones né i successi del Paese sulla base del prodotto internolordo.Il PIL comprende anche l’inquinamento dell’aria e la pubblicitàdelle sigarette; le ambulanze per sgombrare le nostre autostradedalle carneficine dei fine settimana.Il PIL mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte dicasa e le prigioni per coloro che cercano di forzarle.Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza pervendere prodotti violenti ai nostri bambini. Beppe Cacopardo - www.beppecacopardo.it - www.beppecacopardo.wordpress.com 3
    • Robert Kennedy: 18 marzo 1968Cresce con la produzione di napalm e missili a testata nucleare;comprende anche la ricerca per migliorare la disseminazione dellapeste bubbonica.Si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedarele rivolte e non fa che aumentare quando, sulle loro ceneri, siricostruiscono i bassifondi popolari.Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, dellaqualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti disvago.Non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidità deivalori familiari; l’intelligenza del nostro dibattere o l’onestà deinostri pubblici dipendenti.Non tiene conto né della giustizia dei nostri tribunali né dell’equitàdei rapporti tra di noi. Beppe Cacopardo - www.beppecacopardo.it - www.beppecacopardo.wordpress.com 4
    • Robert Kennedy: 18 marzo 1968Il PIL non misura né la nostra arguzia, né il nostro coraggio, né lanostra saggezza, né la nostra conoscenza, né la nostracompassione, né la devozione al nostro Paese.Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramentedegna di essere vissuta.Può dirci tutto sull’America, ma non se possiamo essere orgogliosidi essere americani.» Beppe Cacopardo - www.beppecacopardo.it - www.beppecacopardo.wordpress.com 5
    • Se la crescita non basta piùGiorgio Ruffolo e Stefano Sylos Labini – Repubblica.it 11 novembre 2012«Oggi vi è un consenso molto ampio sul fatto che per superare lacrisi sia necessario rilanciare la crescita dell’economia…Ma esistono dei forti dubbi che la crescita possa rappresentarel’unica soluzione dei nostri problemi in quanto un’espansionequantitativa senza limiti così come l’abbiamo conosciuta dallarivoluzione industriale non appare sostenibile…… è concepibile un’economia capace di una crescita continua?Per noi la risposta è senza alcun dubbio negativa perché la crescitasta determinando un’imponente distruzione di risorsenaturali…esistono altre forme di economia che possano fare ameno della crescita senza farci ricadere nella povertà?Crediamo che sia giunto il momento di passare dall’economia dellacompetizione a una nuova economia della cooperazione: lacompetizione sempre più spinta ha prodotto un’età della crescitache è oramai degenerata in un’età della distruzione. Beppe Cacopardo - www.beppecacopardo.it - www.beppecacopardo.wordpress.com 6
    • Se la crescita non basta piùGiorgio Ruffolo e Stefano Sylos Labini – Repubblica.it 11 novembre 2012Nuove forme di cooperazione potrebbero, invece, condurci versoun’età di rinnovato benessere… Ciò significa passare dalla quantitàalla qualità, da un concetto di “maggiore” a uno di “migliore”,dall’espansione illimitata all’equilibrio dinamico…Occorre superare il Pil che rappresenta il valore monetario dei benie servizi scambiati sul mercato. Il prodotto interno lordo si èrivelato molto utile nel misurare la crescita quantitativa, ma ha viavia perso di efficacia nelle economie postindustriali dove ècresciuto il peso dei servizi immateriali e delle attività di caratteresociale, dove la qualità del prodotto e la produzione di nuoviprodotti hanno assunto maggiore importanza e dove le tematicherelative all’ambiente sono diventate sempre più centrali nellescelte di vita di un gran numero di persone. Inoltre, il Pil ignoracompletamente il fatto che la crescita dell’economia èstrettamente associata con il consumo delle risorse che quinditendono ad esaurirsi. Beppe Cacopardo - www.beppecacopardo.it - www.beppecacopardo.wordpress.com 7
    • Se la crescita non basta piùGiorgio Ruffolo e Stefano Sylos Labini – Repubblica.it 11 novembre 2012Infine, il Pil non conteggia la produzione di rifiuti, l’inquinamento,le emissioni di anidride carbonica, la disponibilità di acqua dolce, illivello di istruzione.Se tutto ciò venisse incluso nella stima del Pil constateremmo chele nostre società non si stanno più arricchendo ma si sonoincamminate lungo un percorso di impoverimento sociale,economico e ambientale.Per uscire dalla crisi, dunque non basta semplicemente rilanciarela crescita, ma è necessario concepire un nuovo modello disviluppo ecologico e cooperativo ed elaborare nuovi indicatori chesiano in grado di misurare realmente la ricchezza prodotta e lerisorse consumate a livello globale. Beppe Cacopardo - www.beppecacopardo.it - www.beppecacopardo.wordpress.com 8
    • Crisi economica e nuovo welfareDa almeno 15 anni il Paese attraversa una grave crisi economica.L’Italia cresce poco e meno degli altri Paesi a “capitalismoavanzato”, sotto il peso di un enorme debito pubblico, afflitta dadebolezze strutturali del suo sistema economico e industriale.Rilancio e sviluppo economico, pur necessari, rischiano di rimanereuna risposta parziale, se non accompagnata da efficaci interventisul piano sociale.Ai crescenti bisogni si contrappone la drastica riduzione dellerisorse pubbliche disponibili. I tagli imposti dalle manovreeconomiche ricadono soprattutto sulle le famiglie e sulla parte piùdebole della popolazione.Da qui, e non da oggi, trae origine e vigore la necessità el’urgenza che il Privato Sociale consolidi il proprio protagonismonella ridefinizione del nuovo Welfare, nel quadro del principio disussidiarietà orizzontale, superando una visione del tutto riduttiva,eppure egemone, di economia bipolare pubblico/privato, conesclusione del privato sociale, considerato puramente marginale. Beppe Cacopardo - www.beppecacopardo.it - www.beppecacopardo.wordpress.com 9
    • Crisi economica e nuovo welfareEppure l’articolo 118 della Costituzione sancisce che: “…Stato,Regioni, Città metropolitane, Province e Comuni favorisconol’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per losvolgimento di attività di interesse generale, sulla base delprincipio di sussidiarietà.”“…La novità è di pensare un modo di articolare il dialogo fattivo trale tre sfere di cui si compone la nostra società: ente pubblico,business community del mondo dell’imprese e infine la sfera dellasocietà civile organizzata. Fino ad ora questo non era stato tentato.Se noi guardiamo i risultati, fino ad ora si cercava di stabilire irapporti tra l’una e l’altra, ma non tra tutte e tre le sfere.”Stefano Zamagni Giornate di Bertinoro per l’Economia Civile ed. 2011A mio modo di vedere, tale affermazione rappresenta il modelloteorico di riferimento su cui poggia lo sviluppo dell’economia civile,come possibile risposta alla crisi che il Paese sta attraversando ecome base per la costruzione del nuovo welfare sociale, partendodai bisogni del territorio. Beppe Cacopardo - www.beppecacopardo.it - www.beppecacopardo.wordpress.com 10
    • Crisi economica e nuovo welfareOccorre che il Privato Sociale nel suo insieme diventi finalmenteconsapevole del ruolo che può e deve svolgere dentro la crisi,quale attore in grado di garantire inclusione e coesione sociale: partendo dal territorio e dalla comunità di appartenenza; dialogando e stringendo alleanze con imprese, enti e istituzioni locali; facendo rete e sistema tra associazioni per dare risposte concrete a vecchi e nuovi bisogni della collettività; puntando alla propria efficienza ed efficacia organizzativa e gestionale; alla sostenibilità dei progetti; alla trasparenza economico-finanziaria; contribuendo a costruire cittadinanza attiva e a ristabilire un clima di maggiore speranza e fiducia nel futuro, basato sulla solidarietà e la partecipazione.Il fundraising come strategia complessa, coordinata,continuativa, integrata all’attività istituzionale, è del tuttofunzionale al processo di sviluppo che qui ho tentato diindicare. Beppe Cacopardo - www.beppecacopardo.it - www.beppecacopardo.wordpress.com 11
    • http://www.legiornatedibertinoro.it/news.cfm?id=136INDAGINE CONOSCITIVA rivolta a 500 stakeholderfinalizzata a rilevare lopinione del pubblico in merito ad alcunetematiche legate all’Economia Civile.Risposte n. 300 pari al 60%#GDB2012 Beppe Cacopardo - www.beppecacopardo.it - www.beppecacopardo.wordpress.com 13
    • 14Beppe Cacopardo - www.beppecacopardo.it - www.beppecacopardo.wordpress.com
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    • Villaggio San Francesco come modelloIl Villaggio di San Carlo è nato dal fervore francescano che hapervaso il Mugello nella prima metà del 900.…I laici francescani,ma anche tutti i mugellani, furono al fianco di padre Massimo inquesta ardua impresa. Indipendentemente dalla posizione sociale edal credo politico tutti vi contribuirono, chi con preghiere, chidonando parte del proprio tempo o del proprio denaro……Padre Massimo nella sua lungimiranza era anche riuscito a dotareil nuovo grande ricovero di beni immobili, case e terreni frutto dilasciti e di beneficenza, per poter garantire, in tempi di economiaprevalentemente rurale, una rendita che in qualche modo neassicurasse unamministrazione stabile e tranquilla. Beppe Cacopardo - www.beppecacopardo.it - www.beppecacopardo.wordpress.com 18
    • Fundraising professionale ed etico come fattore diresponsabilità sociale dell’impresa nonprofit esostenibilità dei suoi progetti e interventi. Beppe Cacopardo - www.beppecacopardo.it - www.beppecacopardo.wordpress.com 19
    • Cos’è il Fundraising Il FR è la strategia di marketing applicata al nonprofit, coordinata, continuativa, non occasionale. A differenza di quanto ritroviamo nel corpo del Dlgs 460/97, non sarebbe da considerare semplicemente attività connessa. Al contrario deve essere fortemente integrata all’attività istituzionale. E’ l’arte di indurre le persone a dare ad una organizzazione ciò di cui questa ha bisogno: tempo, beni e servizi, denaro, know- how, collaborazione.The Fund Raising School Beppe Cacopardo - www.beppecacopardo.it - www.beppecacopardo.wordpress.com 20
    • Principio chiave del fundraising AL CENTRO C’E’ LA PERSONA. “LE PERSONE DONANO PER ALTRE PERSONE.” L’organizzazione è il tramite. Beppe Cacopardo - www.beppecacopardo.it - www.beppecacopardo.wordpress.com 21
    • Fundraising come cultura e educazioneFare fundraising significa: informare, sensibilizzare, educare; promuovere cultura della solidarietà, della responsabilità, della condivisione; creare relazione, consenso, partecipazione, scambio e adesione, come premessa per raccogliere fondi, beni, servizi, disponibilità.Fare fundraising non significa chiedere di staccare unassegno per “lavarsi la coscienza” , ma di farlo come atto dicondivisione e di partecipazione. Beppe Cacopardo - www.beppecacopardo.it - www.beppecacopardo.wordpress.com 22
    • Fundraising = offerta di partecipazioneNon è solo una richiesta, è piuttosto un’offerta!L’associazione offre al sostenitore l’opportunità di partecipare aduna “buona causa”, la propria.Partecipazione è: assunzione di responsabilità; servizio alla collettività; pluralismo e democrazia; contributo al miglioramento dei rapporti sociali, quindi, della società; miglioramento della qualità della vita per sé e per gli altri; comunicazione/relazione; tanto altro ancora… Beppe Cacopardo - www.beppecacopardo.it - www.beppecacopardo.wordpress.com 23
    • Fundraising professionale e eticoChiedere per una buona Causa è doveroso, oltre chelegittimo e necessario.E importante farlo bene, con una comunicazione corretta everitiera, con contenuti chiari e sinceri, espressi in modo semplicee diretto, con immagini serene e positive.Occorre sollecitare i donatori, effettivi e potenziali, ad esprimereadesione e sostegno: con ragioni e argomenti validi e convincenti,con passione, professionalità, creatività, fornendo la garanziache i fondi raccolti siano destinati agli scopi dichiarati. Beppe Cacopardo - www.beppecacopardo.it - www.beppecacopardo.wordpress.com 24
    • Fundraising = RelazioneIl FR mira a creare unazione relazionale, di reciprocità e discambio, con i pubblici di riferimento, principalmente con soci edonatori (individui, aziende, fondazioni…) potenziali ed effettivi.“La vera organizzazione nonprofit non si limita a fare PER gli altri,l’organizzazione nonprofit fa CON gli altri.” Prof. Stefano ZamagniCon regole precise e l’uso di corrette metodologie e tecniche,promuove l’organizzazione, la sua Causa e la sua Mission,creando e organizzando consenso, partecipazione, adesioni,raccolta di fondi, beni e servizi a sostegno di programmi, attività,progetti e interventi di utilità sociale. Beppe Cacopardo - www.beppecacopardo.it - www.beppecacopardo.wordpress.com 25
    • I mercati del fundraising 1. Individui / Persone fisiche 2. Imprese e fondazioni di impresa 3. Fondazioni bancarie di erogazione 4. Enti pubblici e istituzioni (fundraising istituzionale) Beppe Cacopardo - www.beppecacopardo.it - www.beppecacopardo.wordpress.com 26
    • Approccio al corporate fundraising1. Definizione della policy e delle linee guida2. Risorsa dedicata con buone capacità di PR3. Individuazione di progetto/i e obiettivi4. Individuazione del target e dei criteri di scelta: coerente con il progetto, settore merceologico, prossimità/comunità di appartenenza, buona reputazione e altro ancora5. Contatti interni, monitoraggio territorio, interesse6. A chi chiedere / Cosa chiedere / Quando chiedere / Dove chiedere / Quanto chiedere7. Lo scambio e il ritorno per le/la azienda8. Preparazione di mezzi e strumenti idonei alla presentazione9. A chi rivolgersi: AD, resp. Marketing, rep. Risorse umane10. Individuazione del contatto interno all’azienda / facilitatore Beppe Cacopardo - www.beppecacopardo.it - www.beppecacopardo.wordpress.com 27
    • Possibilità di partnership1. Filantropia: erogazione liberale2. Donazioni in kind3. Spazi / strumenti di comunicazione e promozione interna4. Acquisto di oggettistica5. Cause related marketing6. Loyalty Program7. Sponsorizzazione di eventi8. Gift Matching9. Pay Roll Giving10. Volontariato per un giorno11. Volontariato di impesa Beppe Cacopardo - www.beppecacopardo.it - www.beppecacopardo.wordpress.com 28
    • Beppe Cacopardo - www.beppecacopardo.it - www.beppecacopardo.wordpress.com 29
    • La Responsabilità Sociale d’ImpresaLa responsabilità primaria delle imprese è generare profitto,contribuendo tuttavia a perseguire obiettivi sociali e ambientali,assumendo la CSR come strategia integrata e investimentofinalizzato allo sviluppo sostenibile.Nel 2001 la Commissione della Comunità Europea ha presentato illibro verde “promuovere un quadro europeo per la responsabilitàsociale delle imprese” e ha suggerito prassi legate all’istruzione ealla formazione lungo tutto l’arco della vita, all’organizzazione dellavoro, alle pari opportunità, all’inserimento sociale e allo sviluppodurevole. Beppe Cacopardo - www.beppecacopardo.it - www.beppecacopardo.wordpress.com 30
    • La RSI, come è cambiata in 10 anni Definizione di CSR, Commissione Europea, 2001“L’integrazione volontaria delle preoccupazioni sociali ed ecologiche delle imprese nelle loro operazioni commerciali e nei loro rapporti con le parti interessate” Definizione di CSR, Commissione Europea, 2011“La responsabilità delle imprese verso i loro molteplici impatti sulla società”(Luisa Bruzzolo Direttore Fondazione Aiutare i Bambini – Festival del Fund Raising – 5° Edizione 9 – 10 – 11 maggio 2012) Beppe Cacopardo - www.beppecacopardo.it - www.beppecacopardo.wordpress.com 31
    • La RSI vista dal lato dell’impresaWelfare aziendale: imprenditori, il 70% pronto a investire. “Un’indagine realizzata da ASTRA ricerche (su un panel di circa400 aziende, italiane e multinazionali) ha rivelato che il 45% degliindustriali e dei dirigenti ha dichiarato di non essere soddisfattodei propri piani di welfare aziendale. Tanto che il 70% pensa disviluppare strategie nei prossimi 2-3 anni. La motivazione che piùspinge gli imprenditori a investire in questa direzione è quella diaccrescere il senso di appartenenza dell’azienda (67,9%). Inseconda istanza c’è l’obiettivo di valorizzare il capitale umano(63,8%). I maggiori freni sono indicati nei costi (il 55%) e nelladifficoltà di organizzazione logistica (38,1%).Spiega Enrico Finzi, presidente di Astra: “Il tema del welfareaziendale sta entrando con forza nell’agenda delle priorità:fidelizza, genera motivazione. E quindi si traduce inproduttività”. Fonte: VITA 7 ottobre 2011 Beppe Cacopardo - www.beppecacopardo.it - www.beppecacopardo.wordpress.com 32
    • Alcuni vantaggi della CSREffetti interni: migliore clima interno e maggiori motivazioni da parte dei dipendenti maggiore identificazione e senso di appartenenza maggiore impegno da parte di dipendenti e collaboratori migliore e più efficiente gestione delle risorse naturaliEffetti esterni: migliori rapporti con la comunità locale maggiore attenzione dei consumatori e degli investitori migliore posizionamento sul mercato migliore reputazione maggiore fidelizzazione della clientela Beppe Cacopardo - www.beppecacopardo.it - www.beppecacopardo.wordpress.com 33
    • TestimonianzeDal lato di una importante impresa nonprofit:Niccolò Contucci – Direttore Generale Associazione per la Ricerca sul Cancro«…Stabilire un rapporto strutturato con le imprese arricchiscel’associazione e fertilizza entrambe…»«Una cosa che io trovo rilevantissima per la stragrandemaggioranza delle 220.000 organizzazioni nonprofit è il rispettodella propria dimensione territoriale…non è un problema solo didimensione ma proprio di dimensione del mercato diriferimento…Se i ragazzi che affluiscono alla comunità ditossicodipendenti o di anziani da assistere stanno in quel territorio,quel problema riguarda quel territorio, non tutta la nazione.Quindi, il partner ideale deve avere la tua stessa dimensioneterritoriale, gli stessi interessi, deve parlare agli stessi cittadini,alla stessa comunità. Quindi è un progetto di comunità e come taleva proposto, riguarda noi.» Beppe Cacopardo - www.beppecacopardo.it - www.beppecacopardo.wordpress.com 34
    • TestimonianzeDal lato di una importante impresa for profit:Ing. Riccardo Perdomi: vice presidente, già direttore generale eamministratore delegato di Salmoiraghi & Viganò«…ci siamo trovati a collaborare con persone di alto livello, cheavevano un trascorso magari di lunghi anni di lavoro in aziendache per loro scelta personale avevano deciso di passare alnonprofit, riscontrando subito come gli argomenti, le discussioni laprogettazione venisse fatta con gli stessi metodi e gli stessisistemi utilizzati da noi in azienda per valutare progetti disviluppo, progetti di comunicazione. Beppe Cacopardo - www.beppecacopardo.it - www.beppecacopardo.wordpress.com 35
    • Testimonianze: segue Riccardo PerdomiCon CBM abbiamo messo in piedi un sistema di raccolta fondi incui siamo riusciti a mettere insieme tutti gli stakeholderdell’azienda, sia interni che esterni, per cui abbiamo coinvolto ladirezione, il reparto marketing, anche il reparto informaticoperché, per essere professionalmente a posto, abbiamo fatto unamodifica al software, in modo che il negozio potesse consegnareuno scontrino che noi abbiamo chiamato lo scontrino solidale, percui il nostro cliente, una volta fatta la libera donazione per ogniacquisto fatto, avesse in mano fisicamente un fogliettinofiscalmente idoneo con scritto: donazione a favore diCBM….abbiamo coinvolto i nostri clienti, tramite la nostra forzavendita. I nostri stessi collaboratori si sono resi parte attiva eabbiamo raccolto delle cifre davvero importanti, decine di migliaiadi euro.» Beppe Cacopardo - www.beppecacopardo.it - www.beppecacopardo.wordpress.com 36
    • VOCE – Volontari al Centro - La casa del Volontariatodi Milano e Provincia www.voce.milano.it - www.facebook.com/voce.milano Beppe Cacopardo - www.beppecacopardo.it - www.beppecacopardo.wordpress.com 37
    • VisoneVOCE è il luogo che racchiude in modo nuovo la dimensionecomunitaria della vita a Milano e nella sua provincia.È uno spazio aperto che nasce dai valori fondanti del Volontariatoe si ispira alla tradizione di una città operosa e responsabile,attenta alla solidarietà e all’impegno civile.Riflessione, partecipazione e rappresentanza civica trovano qui unpunto di riferimento per restituire ai giovani, alle famiglie, alleorganizzazioni del territorio e ai volontari un rinnovato senso diappartenenza. Beppe Cacopardo - www.beppecacopardo.it - www.beppecacopardo.wordpress.com 38
    • MissioneVOCE è prima di tutto un luogo che crea cultura e servizi utili per ilterritorio; contribuisce a costruire un nuovo senso della vitacomunitaria grazie ai valori del mondo del Terzo Settore.È un nodo nella rete di organizzazioni, istituzioni e serviziterritoriali della provincia di Milano.È un posto in cui incontrarsi, imparare, condividere capacità,lavorare.È la sede di molte associazioni non profit locali, ma anche unacasa per chi da tutta Europa viene a Milano per vivere l’esperienzadi Sevizio Volontario Europeo.Ospita numerosi servizi fra cui l’Info-Point sui temi delVolontariato, una Biblioteca, Spazi per eventi, oltre alle Sedi delServizio di Orientamento al Volontariato e della Scuola diFormazione del Volontariato. Beppe Cacopardo - www.beppecacopardo.it - www.beppecacopardo.wordpress.com 39
    • Via Oltrocchi 8, 20137 MilanoTel 02 55185646 – 335 6453444email: bc@beppecacopardo.itwww.beppecacopardo.itblog: http://beppecacopardo.wordpress.com/Dal 1989, consulente di comunicazione,marketingsociale e fundraising per organizzazioni nonprofit; socio e consigliere diASSIF nel periodo 2008 / 2011; tra i fondatori di PROFESSIONETICA(www.professionetica.it), network di professionisti esperti incomunicazione, marketing sociale e fundraising. Marketing Sociale e Fundraising in Network www.professionetica.it – info@professionetica.it 40