SEMINARIO SUL CODICE UNICO DI PROGETTO
(Progetto OpenCUP seconda fase CUP J21H000050006)
SEMINARIO CUP
Roma, 25 ottobre 2017
(Progetto OpenCUP seconda fase CUP J21H000050006)
SEMINARIO SUL CODICE UNICO DI PROGETTO
(Progetto OpenCUP seconda fase CUP J21H000050006)
In questo seminario presenteremo le «linee guida per la richiesta
e l’uso del CUP per i progetti di ricerca», con due obiettivi:
- arrivare a definire un testo chiaro e completo anche con l’aiuto di
ISPRA,
- illustrare le modalità di
1. richiesta da parte dell’utente ISPRA
2. correzione (da parte della Struttura di supporto CUP di DIPE) - per migliorare sia la qualità attuale della banca dati,
attraverso l’azione di bonifica, sia le modalità di richiesta dei nuovi CUP.
Le linee guida sono rivolte sia all’utente, che si collega al Sistema
CUP per la generazione dei codici relativi a progetti di
investimento pubblico, sia agli addetti all’attività di fine tuning,
cioè alla revisione dei corredi informativi dei CUP finalizzata
all’innalzamento della qualità dei dati.
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(Progetto OpenCUP seconda fase CUP J21H000050006)
Nel progetto OPENCUP, II fase, è prevista anche la pubblicazione in
formato OPEN dei dati relativi ai progetti di ricerca: oggi sono disponibili
in questo formato solo i CUP dei progetti di lavori pubblici.
Quindi saranno leggibili i corredi informativi anche dei progetti di ricerca,
e, in particolare, le classificazioni e le descrizioni.
DIPE è impegnato nella rilettura dei corredi, con l’aiuto anche di alcuni
«soggetti responsabili».
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Di seguito saranno illustrate le parti più significative delle linee guida (il documento
sarà comunque reso disponibile al termine del seminario, insieme a queste slide)
evidenziando, quando utile e possibile, casi in cui nella richiesta di un CUP la stessa
ISPRA non ha adottato i criteri corretti, come illustrati nelle linee guida.
Le linee guida sono suddivise in tre parti:
- la I parte è dedicata agli aspetti generali (comuni a tutte le linee guida delle varie
nature progettuali),
- la II parte è dedicata ai progetti di ricerca e alla modalità di richiesta del CUP,
- la III parte contiene segnalazioni di errori nella richiesta del CUP e la correzione di
CUP, sempre per progetti ricerca;
quindi la II e la III parte riguardano, come accennato,
- la corretta compilazione dei campi del corredo informativo del CUP in fase di
generazione,
- la correzione dei corredi informativi in fase di verifica.
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La I parte sarà sinteticamente presentata in queste slide.
La II parte sarà presentata collegandosi al sistema CUP via internet e
simulando la generazione del codice per un progetto di ricerca.
La III parte sarà presentata in queste slide, evidenziando anche degli esempi
pratici.
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Il CUP, Codice Unico di Progetto, è un'etichetta alfanumerica di 15 caratteri che identifica
ogni “Progetto di investimento pubblico” e lo accompagna in tutte le fasi della sua vita: dalla
formale assegnazione delle risorse fino alla conclusione delle attività.
La richiesta del CUP è obbligatoria (L. 3/2003) per ogni intervento di “spesa per lo sviluppo” e,
pertanto, anche per i progetti di ricerca.
Le classificazioni scelte per ogni progetto e le informazioni inserite vengono definite “corredo
informativo”.
Le informazioni registrate nel sistema CUP dai soggetti che vi accedono per la richiesta del
codice confluiscono in due banche dati interne:
Anagrafe progetti, che contiene, per ciascun progetto d’investimento pubblico, il CUP e
il relativo corredo informativo;
Anagrafe soggetti, che contiene, per ciascun soggetto responsabile, i dati relativi ad ogni
utente, registrato al Sistema CUP, ed alla sua “unità organizzativa”.
Il CUP rimane nella banca dati del Sistema CUP anche dopo la chiusura del progetto.
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A COSA SERVE IL CUP E COME SI USA
 
Il Sistema CUP (su cui si basa il Sistema MIP - Monitoraggio degli
Investimenti Pubblici), ha fini di conoscenza dell’evoluzione della
spesa per lo sviluppo.
Tale codice deve essere indicato, in particolare, su tutti i mandati di
pagamento relativi allo specifico intervento di sviluppo e comunque
puntualmente riportato su tutti i documenti amministrativi e
contabili, cartacei ed informatici, relativi al progetto stesso (L.
136/2010 e delibera CIPE n. 24/2004).
Il CUP deve essere registrato nelle banche dati dei vari sistemi
informativi, interessati a progetti d'investimento pubblico.
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LA DEFINIZIONE DI “PROGETTO” AI FINI MIP CUP
La definizione operativa di progetto d’investimento pubblico
viene puntualmente indicata a seconda delle nature (delibera
CIPE n. 45/2011); ad esempio:
realizzazione di lavori pubblici: il progetto consiste nella
decisione di un ente (stazione appaltante) di far realizzare un
intervento infrastrutturale (una nuova strada, la manutenzione di
una scuola, l’ampliamento di un ospedale) con il pagamento, da
parte della stazione appaltante, della impresa / delle imprese che
lo realizzano; il CUP è, in genere, richiesto dalla stazione
appaltante.
I progetti di ricerca devono essere classificati in questa natura:
acquisto o realizzazione di servizi:
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LA DEFINIZIONE DI “PROGETTO” DI ACQUISTO O REALIZZAZIONE DI
SERVIZI
A) - acquisto di servizi: il progetto consiste nella decisione di un Ente
pubblico di acquistare un servizio di sviluppo (una progettazione,
l’adeguamento di un software, un progetto di ricerca, ecc) con il
pagamento, da parte dell’Ente, dei costi richiesti dal venditore del
servizio; il CUP è richiesto dall’Ente;
B) - realizzazione di servizi: il progetto consiste nella decisione di un
Ente pubblico di realizzare un servizio di sviluppo (nel caso: un
progetto di ricerca) con il pagamento, da parte dell’Ente, dei costi
connessi alle attività realizzative; il CUP è richiesto dall’Ente.
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NON DEVE RICHIEDERE IL CUP L’AMMINISTRAZIONE O L’ENTE CHE TRASFERISCE
LE RISORSE
Il CUP non è richiesto per i trasferimenti di risorse finanziarie fra Stato e Regioni
o Province autonome o Comuni, o fra Stato, Regioni, Province e Comuni e società
o Enti da questi partecipate, direttamente o indirettamente.
DEVE RICHIEDERE IL CUP L’AMMINISTRAZIONEO L’ENTE CHE SPENDE LE
RISORSE
Il CUP dovrà tuttavia essere successivamente richiesto, da parte dei soggetti
responsabili, in sede di utilizzo di tali risorse.
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PROGETTO – PROGRAMMA (1)
Per il mondo della ricerca e per il sistema CUP il termine
“Progetto” ha due significati diversi:
per il sistema CUP, un progetto di ricerca realizzato da più
partner è definito “Programma”, mentre sono definiti
“Progetto” gli insiemi delle attività realizzate, nell’ambito del
“Programma”, da ogni singolo partner.
Un tipico “programma” di ricerca vede la collaborazione di più
partner, ciascuno impegnato nella realizzazione di una parte
delle attività del programma, ad ognuna delle quali è associato
un determinato budget.
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PROGETTO – PROGRAMMA (2)
Quindi, ciò che nel mondo della ricerca è definito “Progetto”, per il sistema CUP è
invece un “Programma” scientifico, gestito da un capofila, da dividere in più
“Progetti”, costituiti ognuno dalle attività realizzate da ciascun singolo partner.
E’ ciascuno di questi progetti che deve essere dotato di un suo specifico CUP.
Il CUP va richiesto da ogni soggetto responsabile, cioè da ognuno dei partner che
realizza una singola parte delle attività, per un ammontare pari al budget assegnato
allo stesso partner.
E’ sufficiente richiedere un solo CUP unicamente nei casi in cui il Programma sia
costituito effettivamente da un progetto “unico e indivisibile” anche se realizzato
da più partner, come è il caso di un programma/progetto realizzato con personale
di un partner e attrezzature di un altro.
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IDENTIFICAZIONE DEL SOGGETTO RESPONSABILE PER LA RICHIESTA DEL CUP
Per i progetti di ricerca il CUP deve essere richiesto dall’Ente pubblico che acquista o
realizza il progetto, anche se le fonti di finanziamento sono private.
Nel caso di programmi realizzati da più partner, le regole da seguire per la corretta
richiesta del CUP sono le seguenti:
1. ciascun soggetto pubblico richiede il CUP per il progetto di propria competenza;
2. per il soggetto che ha natura giuridica privata e svolge in prevalenza attività rivolte al
mercato privato (es. FIAT), il CUP va richiesto dall’Ente capofila pubblico;
3. per il soggetto che ha natura giuridica privata e svolge, per norma, attività istituzionali a
valenza pubblica (es. IRCCS) o comunque riconducibile alla figura di “organismo di diritto
pubblico” (es. alcune Fondazioni o Consorzi), il CUP va richiesto dal soggetto stesso.
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Queste regole si applicano anche nel caso di progetti finanziati
direttamente o indirettamente dalla Commissione Europea.
In caso di finanziamento diretto proveniente da soggetti esteri,
quale ad esempio la Commissione Europea, se il partenariato
italiano è costituito da sole imprese private (vedi punto 2
dell’elenco precedente) e quindi non è presente un capofila
italiano pubblico (vedi precedenti punti 1 e 3), il CUP è richiesto
da ogni soggetto privato italiano, classificando comunque
l’intervento con natura “acquisto o realizzazione di servizi”.
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Nel caso di finanziamento da parte di soggetti privati e destinati
ad attività di consulenza o allo svolgimento di analisi a tariffario di
interesse esclusivo del committente, NON è necessario richiedere
il CUP.
È importante sottolineare che nell’applicativo CUP è presente una
funzione “Fusione e scissione CUP”, che va utilizzata quando, nel
corso della vita di un progetto di ricerca, sia stato erroneamente
generato un CUP unico e occorra trasformarlo in più CUP (uno per
partner come sopra descritto).
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PARTE II: PROCEDURA DI RICHIESTA DEL CUP E
INSERIMENTO DEI DATI
Questa parte è illustrata collegandosi al sistema CUP e simulando
la generazione di un codice per un progetto di ricerca.
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III PARTE: PROGETTI RICERCA: INDICAZIONI SPECIFICHE
Nelle slide seguenti sono riportati alcuni criteri per la richiesta del CUP,
criteri validi in particolare per i progetti di ricerca.
Quando possibile, dopo ogni criterio sono riportati degli esempi di codici
richiesti da utenti di ISPRA, in cui non appaiono rispettati detti criteri.
DIPE sta anche mettendo a punto degli strumenti che comportino la
correzione dei corredi informativi dei CUP già presenti nella banca dati
con l’aiuto attivo dell’utente che li ha richiesti: questi strumenti potranno
essere illustrati agli utenti di ISPRA che collaboreranno.
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●
Compilazione corretta dei corredi informativi
a.1. Il corredo informativo di un codice deve essere comprensibile
anche ai non addetti ai lavori: ciò ad esempio richiede, da una
parte, l’uso dei soli, pochi acronimi di uso generale -
esplicitamente previsti nel sistema CUP - e dall’altra l’utilizzo
della sola lingua italiana (in questo caso con l’unica eccezione
del campo “denominazione di un progetto di ricerca” che può
essere compilato anche in una lingua straniera).
ATTIVITÀ NELL'AMBITO DEL PIANO DI BIOMONITORAGGIO
REALIZZAZIONE SECONDO GLI STANDARD CARG DEL FOGLIO NORCIA ANCHE ATTRAVERSO L'UTILIZZO DELLE
CARTOGRAFIE GIA' ESISTENTI REALIZZATE DALLE REGIONI UMBRIA E MARCHE
IL PROGETTO LIFE SIC2SIC INTENDE PROMUOVERE UNA PARTECIPAZIONE ATTIVA E CONSAPEVOLE DELLA
CITTADINANZA ALLA TUTELA DELLA BIODIVERSITÀ NEI SITI DELLA RETE NATURA 2000 IN ITALIA.
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a.2. Occorre, per quanto possibile, evitare l’uso, nella scelta delle classificazioni, delle
“vie di fuga” indicate con “ALTRO”, “ALTRA RICERCA”, “ALTRE OPERE…”, ecc, perché
non consentono, ovviamente, di analizzare compiutamene il contenuto della banca
dati e di produrre delle sintesi ben strutturate. Nel caso in cui l’addetto alla bonifica dei
dati si trovi davanti a tali scelte, sarà sua cura contattare l’utente generatore del CUP
tramite email predisposta su format standard per avere informazioni il più possibile
dettagliate sul progetto di ricerca.
MESSA A PUNTO DI METODOLOGIE PER L'ANALISI DEGLI ELEMENTI BIOLOGICI IN
PARTICOLARE DELLE COMUNITÀ DIATOMICHE: meglio di «ALTRE RICERCHE» è
«CONTROLLO E TUTELA DELL'AMBIENTE TERRESTRE E MARINO»
SUPPORTO ALLA REGIONE LAZIO PER ATTIVITÀ PROGETTUALI INERENTI GLI ASPETTI
AMBIENTALI: meglio di «ALTRI SERVIZI PER LA COLLETTIVITA'» è «CONTROLLO E
TUTELA DELL'AMBIENTE TERRESTRE E MARINO»
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a.3. E’ bene evitare l’uso di caratteri “particolari”, che spesso si modificano
in fase di trasmissione / ricezione sui vari computer, e di quelli spesso inutili,
tipo: , ”” ecc.
a.4. Devono essere rispettati i criteri di compilazione che sono pubblicati sul
sito del DIPE. E comunque, ad esempio, è opportuno scrivere gli indirizzi
specificando, per la via, nome e cognome e numero civico (quando
disponibile), e frazione o loc. (per località) o c.da (per contrada) quando
necessario.
a.5. Come regola generale per la compilazione e per uniformità dei corredi
informativi, si suggerisce l’uso del carattere maiuscolo.
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B. VERIFICA E CORREZIONE DEI CORREDI INFORMATIVI
b.1. La Struttura di supporto CUP deve correggere alcuni campi (di classificazione o di
descrizione) che siano compilati in modo erroneo o non siano di facile comprensione.
b.2. Risulta anche utile intervenire sul contenuto di alcuni campi che non presentano
errori ma che appare opportuno siano redatti in modo da rendere agevole, ad
esempio, la ricerca di duplicati.
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La valorizzazione dei campi “settore”, “sottosettore”, e “categoria” deve essere fatta in
modo coerente con l’obiettivo del progetto che si intende realizzare.
PREDISPOSIZIONE DI CARTOGRAFIA DI HABITAT MARINI NEI MARI DEL NORD: invece di
«OPERE, IMPIANTI ED ATTREZZATURE PER ATTIVITA' PRODUTTIVE, E LA RICERCA E
L'IMPRESA SOCIALE», «OPERE E INFRASTRUTTURE PER LA RICERCA» e «ALTRE OPERE ED
INFRASTRUTTURE PER LA RICERCA» appare meglio «RICERCA SVILUPPO TECNOLOGICO
ED INNOVAZIONE», «PROGETTI DI DIFFUSIONE E COOPERAZIONE PUBBLICO-PRIVATA» e
«CONTROLLO E TUTELA DELL'AMBIENTE TERRESTRE E MARINO»
SVILUPPO DI TECNOLOGIE INNOVATIVE PER L'ALLEVAMENTO DI COPEPODI MARINI AI
FINI ACQUACOLTURALI: invece di «RICERCA SVILUPPO TECNOLOGICO ED INNOVAZIONE»,
«PROGETTI DI RICERCA PRESSO UNIVERSITA' E ISTITUTI DI RICERCA» e «ALTRE
RICERCHE» appare meglio «RICERCA SVILUPPO TECNOLOGICO ED INNOVAZIONE»,
«PROGETTI DI RICERCA E DI INNOVAZIONE PRESSO IMPRESE» e «TECNOLOGIE PER LA
SALVAGUARDIA DELL'AMBIENTE»
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Descrizioni degli interventi identiche: in tutti questi casi le
descrizioni devono essere “completate” (dettagliate il più
possibile) per consentire l’identificazione univoca di ciascun
progetto.
La descrizione può essere la stessa solo se gli anni di decisione
sono diversi.
Differenze nel costo del progetto non consentono di accettare
corredi informativi con descrizioni eguali.
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LOCALIZZAZIONE: è necessario fare riferimento al territorio
interessato dai risultati dell’attività di ricerca (es: Italia, e in
questo caso si scrive: territorio nazionale; Regione Sardegna:
territorio regionale; Provincia di Varese: territorio provinciale) e
non all’indirizzo dell’ente di ricerca o al Comune in cui
quest’ultimo risulta localizzato.
ISPRA*VIA DI CASALOTTI 300*SERVIZIO DI ANALISI
GRANULOMETRICHE SU CAMPIONI DI SEDIMENTO MARINO
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SOGGETTO RESPONSABILE DELLA RICHIESTA DEL CUP
Come accennato, l’Ente pubblico che realizza un progetto deve chiedere il codice come
«acquisto o realizzazione di servizi» o deve chiederlo come «acquisto o realizzazione di
servizi» nel caso incarichi una società privata.
ISTITUTO SUPERIORE PER LA PROTEZIONE E LA RICERCA AMBIENTALE*TERRITORIO
COMUNALE*RIPRISTINO DELLA FASCIA PERIMETRALE DEL SIC LAGUNA SUPERIORE DI
VENEZIA AL CONFINE TRA LAGUNA E TERRAFERMA, CON RICREAZIONE DELL'AMBIENTE
ECOTONALE CARATTERIZZATO DAL MARCATO GRADIENTE SALINO E DA SUPERFICI
INTERTIDALI DOMINATE DALLA PRESENZA DI CANNETO
IPROS INGEGNERIA AMBIENTALE SRL*RIPRISTINO DELLA FASCIA PERIMETRALE DEL SIC
LAGUNA SUPERIORE DI VENEZIA AL CONFINE TRA LAGUNA E TERRAFERMA, CON
RICREAZIONE DELL'AMBIENTE ECOTONALE CARATTERIZZATO DAL MARCATO
GRADIENTE SALINO E DA SUPERFICI INTERTIDALI DOMINATE DALLA PRESENZA DI
CANNETO
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ISPRA*TERRITORIO NAZIONALE*CONTENERE GLI IMPATTI DELLE SPECIE INVASIVE
ATTRAVERSO UNA RIDUZIONE DEL TASSO DI INTRODUZIONE DI SPECIE ALIENE E
MISURE DI MITIGAZIONE DEGLI IMPATTI E MEDIANTE UN AUMENTO DELLA
CONSAPEVOLEZZA PUBBLICA
LEGAMBIENTE ONLUS*PROGETTO FINALIZZATO A CONTENERE GLI IMPATTI DELLE
SPECIE INVASIVE, ATTRAVERSO UNA RIDUZIONE DEL TASSO DI INTRODUZIONE DI
SPECIE ALIENE E MISURE DI MITIGAZIONE DEGLI IMPATTI, ANCHE ATTRAVERSO
UN AUMENTO DELLA CONSAPEVOLEZZA PUBBLICA ITALIANA
NEMO NATURE AND ENVIRONMENT MANAGEMENT OPERATORS
S.R.L.*PROGETTO FINALIZZATO A CONTENERE GLI IMPATTI DELLE SPECIE
INVASIVE, ATTRAVERSO UNA RIDUZIONE DEL TASSO DI INTRODUZIONE DI SPECIE
ALIENE E MISURE DI MITIGAZIONE DEGLI IMPATTI, ANCHE ATTRAVERSO UN
AUMENTO DELLA CONSAPEVOLEZZA PUBBLICA ITALIANA
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IUNICITY SRL*PROGETTO FINALIZZATO A CONTENERE GLI IMPATTI DELLE SPECIE
INVASIVE, ATTRAVERSO UNA RIDUZIONE DEL TASSO DI INTRODUZIONE DI SPECIE
ALIENE E MISURE DI MITIGAZIONE DEGLI IMPATTI, ANCHE ATTRAVERSO UN A
FEDERAZIONE ITALIANA DEI PARCHI E DELLE RISERVE NATURALI
(FEDERPARCHI)*PROGETTO FINALIZZATO A CONTENERE GLI IMPATTI DELLE
SPECIE INVASIVE, ATTRAVERSO UNA RIDUZIONE DEL TASSO DI INTRODUZIONE DI
SPECIE ALIENE E MISURE DI MITIGAZIONE DEGLI IMPATTI, ANCHE ATTRAVERSO
UN AUMENTO DELLA CONSAPEVOLEZZA PUBBLICA ITALIANA UMENTO DELLA
CONSAPEVOLEZZA PUBBLICA ITALIANA

Seminario CUP @ISPRA

  • 1.
    SEMINARIO SUL CODICEUNICO DI PROGETTO (Progetto OpenCUP seconda fase CUP J21H000050006) SEMINARIO CUP Roma, 25 ottobre 2017 (Progetto OpenCUP seconda fase CUP J21H000050006)
  • 2.
    SEMINARIO SUL CODICEUNICO DI PROGETTO (Progetto OpenCUP seconda fase CUP J21H000050006) In questo seminario presenteremo le «linee guida per la richiesta e l’uso del CUP per i progetti di ricerca», con due obiettivi: - arrivare a definire un testo chiaro e completo anche con l’aiuto di ISPRA, - illustrare le modalità di 1. richiesta da parte dell’utente ISPRA 2. correzione (da parte della Struttura di supporto CUP di DIPE) - per migliorare sia la qualità attuale della banca dati, attraverso l’azione di bonifica, sia le modalità di richiesta dei nuovi CUP. Le linee guida sono rivolte sia all’utente, che si collega al Sistema CUP per la generazione dei codici relativi a progetti di investimento pubblico, sia agli addetti all’attività di fine tuning, cioè alla revisione dei corredi informativi dei CUP finalizzata all’innalzamento della qualità dei dati.
  • 3.
    SEMINARIO SUL CODICEUNICO DI PROGETTO (Progetto OpenCUP seconda fase CUP J21H000050006) Nel progetto OPENCUP, II fase, è prevista anche la pubblicazione in formato OPEN dei dati relativi ai progetti di ricerca: oggi sono disponibili in questo formato solo i CUP dei progetti di lavori pubblici. Quindi saranno leggibili i corredi informativi anche dei progetti di ricerca, e, in particolare, le classificazioni e le descrizioni. DIPE è impegnato nella rilettura dei corredi, con l’aiuto anche di alcuni «soggetti responsabili».
  • 4.
    SEMINARIO SUL CODICEUNICO DI PROGETTO (Progetto OpenCUP seconda fase CUP J21H000050006) Di seguito saranno illustrate le parti più significative delle linee guida (il documento sarà comunque reso disponibile al termine del seminario, insieme a queste slide) evidenziando, quando utile e possibile, casi in cui nella richiesta di un CUP la stessa ISPRA non ha adottato i criteri corretti, come illustrati nelle linee guida. Le linee guida sono suddivise in tre parti: - la I parte è dedicata agli aspetti generali (comuni a tutte le linee guida delle varie nature progettuali), - la II parte è dedicata ai progetti di ricerca e alla modalità di richiesta del CUP, - la III parte contiene segnalazioni di errori nella richiesta del CUP e la correzione di CUP, sempre per progetti ricerca; quindi la II e la III parte riguardano, come accennato, - la corretta compilazione dei campi del corredo informativo del CUP in fase di generazione, - la correzione dei corredi informativi in fase di verifica.
  • 5.
    SEMINARIO SUL CODICEUNICO DI PROGETTO (Progetto OpenCUP seconda fase CUP J21H000050006) La I parte sarà sinteticamente presentata in queste slide. La II parte sarà presentata collegandosi al sistema CUP via internet e simulando la generazione del codice per un progetto di ricerca. La III parte sarà presentata in queste slide, evidenziando anche degli esempi pratici.
  • 6.
    SEMINARIO SUL CODICEUNICO DI PROGETTO (Progetto OpenCUP seconda fase CUP J21H000050006)   Il CUP, Codice Unico di Progetto, è un'etichetta alfanumerica di 15 caratteri che identifica ogni “Progetto di investimento pubblico” e lo accompagna in tutte le fasi della sua vita: dalla formale assegnazione delle risorse fino alla conclusione delle attività. La richiesta del CUP è obbligatoria (L. 3/2003) per ogni intervento di “spesa per lo sviluppo” e, pertanto, anche per i progetti di ricerca. Le classificazioni scelte per ogni progetto e le informazioni inserite vengono definite “corredo informativo”. Le informazioni registrate nel sistema CUP dai soggetti che vi accedono per la richiesta del codice confluiscono in due banche dati interne: Anagrafe progetti, che contiene, per ciascun progetto d’investimento pubblico, il CUP e il relativo corredo informativo; Anagrafe soggetti, che contiene, per ciascun soggetto responsabile, i dati relativi ad ogni utente, registrato al Sistema CUP, ed alla sua “unità organizzativa”. Il CUP rimane nella banca dati del Sistema CUP anche dopo la chiusura del progetto.
  • 7.
    SEMINARIO SUL CODICEUNICO DI PROGETTO (Progetto OpenCUP seconda fase CUP J21H000050006) A COSA SERVE IL CUP E COME SI USA   Il Sistema CUP (su cui si basa il Sistema MIP - Monitoraggio degli Investimenti Pubblici), ha fini di conoscenza dell’evoluzione della spesa per lo sviluppo. Tale codice deve essere indicato, in particolare, su tutti i mandati di pagamento relativi allo specifico intervento di sviluppo e comunque puntualmente riportato su tutti i documenti amministrativi e contabili, cartacei ed informatici, relativi al progetto stesso (L. 136/2010 e delibera CIPE n. 24/2004). Il CUP deve essere registrato nelle banche dati dei vari sistemi informativi, interessati a progetti d'investimento pubblico.
  • 8.
    SEMINARIO SUL CODICEUNICO DI PROGETTO (Progetto OpenCUP seconda fase CUP J21H000050006) LA DEFINIZIONE DI “PROGETTO” AI FINI MIP CUP La definizione operativa di progetto d’investimento pubblico viene puntualmente indicata a seconda delle nature (delibera CIPE n. 45/2011); ad esempio: realizzazione di lavori pubblici: il progetto consiste nella decisione di un ente (stazione appaltante) di far realizzare un intervento infrastrutturale (una nuova strada, la manutenzione di una scuola, l’ampliamento di un ospedale) con il pagamento, da parte della stazione appaltante, della impresa / delle imprese che lo realizzano; il CUP è, in genere, richiesto dalla stazione appaltante. I progetti di ricerca devono essere classificati in questa natura: acquisto o realizzazione di servizi:
  • 9.
    SEMINARIO SUL CODICEUNICO DI PROGETTO (Progetto OpenCUP seconda fase CUP J21H000050006) LA DEFINIZIONE DI “PROGETTO” DI ACQUISTO O REALIZZAZIONE DI SERVIZI A) - acquisto di servizi: il progetto consiste nella decisione di un Ente pubblico di acquistare un servizio di sviluppo (una progettazione, l’adeguamento di un software, un progetto di ricerca, ecc) con il pagamento, da parte dell’Ente, dei costi richiesti dal venditore del servizio; il CUP è richiesto dall’Ente; B) - realizzazione di servizi: il progetto consiste nella decisione di un Ente pubblico di realizzare un servizio di sviluppo (nel caso: un progetto di ricerca) con il pagamento, da parte dell’Ente, dei costi connessi alle attività realizzative; il CUP è richiesto dall’Ente.
  • 10.
    SEMINARIO SUL CODICEUNICO DI PROGETTO (Progetto OpenCUP seconda fase CUP J21H000050006) NON DEVE RICHIEDERE IL CUP L’AMMINISTRAZIONE O L’ENTE CHE TRASFERISCE LE RISORSE Il CUP non è richiesto per i trasferimenti di risorse finanziarie fra Stato e Regioni o Province autonome o Comuni, o fra Stato, Regioni, Province e Comuni e società o Enti da questi partecipate, direttamente o indirettamente. DEVE RICHIEDERE IL CUP L’AMMINISTRAZIONEO L’ENTE CHE SPENDE LE RISORSE Il CUP dovrà tuttavia essere successivamente richiesto, da parte dei soggetti responsabili, in sede di utilizzo di tali risorse.
  • 11.
    SEMINARIO SUL CODICEUNICO DI PROGETTO (Progetto OpenCUP seconda fase CUP J21H000050006) PROGETTO – PROGRAMMA (1) Per il mondo della ricerca e per il sistema CUP il termine “Progetto” ha due significati diversi: per il sistema CUP, un progetto di ricerca realizzato da più partner è definito “Programma”, mentre sono definiti “Progetto” gli insiemi delle attività realizzate, nell’ambito del “Programma”, da ogni singolo partner. Un tipico “programma” di ricerca vede la collaborazione di più partner, ciascuno impegnato nella realizzazione di una parte delle attività del programma, ad ognuna delle quali è associato un determinato budget.
  • 12.
    SEMINARIO SUL CODICEUNICO DI PROGETTO (Progetto OpenCUP seconda fase CUP J21H000050006) PROGETTO – PROGRAMMA (2) Quindi, ciò che nel mondo della ricerca è definito “Progetto”, per il sistema CUP è invece un “Programma” scientifico, gestito da un capofila, da dividere in più “Progetti”, costituiti ognuno dalle attività realizzate da ciascun singolo partner. E’ ciascuno di questi progetti che deve essere dotato di un suo specifico CUP. Il CUP va richiesto da ogni soggetto responsabile, cioè da ognuno dei partner che realizza una singola parte delle attività, per un ammontare pari al budget assegnato allo stesso partner. E’ sufficiente richiedere un solo CUP unicamente nei casi in cui il Programma sia costituito effettivamente da un progetto “unico e indivisibile” anche se realizzato da più partner, come è il caso di un programma/progetto realizzato con personale di un partner e attrezzature di un altro.
  • 13.
    SEMINARIO SUL CODICEUNICO DI PROGETTO (Progetto OpenCUP seconda fase CUP J21H000050006) IDENTIFICAZIONE DEL SOGGETTO RESPONSABILE PER LA RICHIESTA DEL CUP Per i progetti di ricerca il CUP deve essere richiesto dall’Ente pubblico che acquista o realizza il progetto, anche se le fonti di finanziamento sono private. Nel caso di programmi realizzati da più partner, le regole da seguire per la corretta richiesta del CUP sono le seguenti: 1. ciascun soggetto pubblico richiede il CUP per il progetto di propria competenza; 2. per il soggetto che ha natura giuridica privata e svolge in prevalenza attività rivolte al mercato privato (es. FIAT), il CUP va richiesto dall’Ente capofila pubblico; 3. per il soggetto che ha natura giuridica privata e svolge, per norma, attività istituzionali a valenza pubblica (es. IRCCS) o comunque riconducibile alla figura di “organismo di diritto pubblico” (es. alcune Fondazioni o Consorzi), il CUP va richiesto dal soggetto stesso.
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    SEMINARIO SUL CODICEUNICO DI PROGETTO (Progetto OpenCUP seconda fase CUP J21H000050006) Queste regole si applicano anche nel caso di progetti finanziati direttamente o indirettamente dalla Commissione Europea. In caso di finanziamento diretto proveniente da soggetti esteri, quale ad esempio la Commissione Europea, se il partenariato italiano è costituito da sole imprese private (vedi punto 2 dell’elenco precedente) e quindi non è presente un capofila italiano pubblico (vedi precedenti punti 1 e 3), il CUP è richiesto da ogni soggetto privato italiano, classificando comunque l’intervento con natura “acquisto o realizzazione di servizi”.
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    SEMINARIO SUL CODICEUNICO DI PROGETTO (Progetto OpenCUP seconda fase CUP J21H000050006) Nel caso di finanziamento da parte di soggetti privati e destinati ad attività di consulenza o allo svolgimento di analisi a tariffario di interesse esclusivo del committente, NON è necessario richiedere il CUP. È importante sottolineare che nell’applicativo CUP è presente una funzione “Fusione e scissione CUP”, che va utilizzata quando, nel corso della vita di un progetto di ricerca, sia stato erroneamente generato un CUP unico e occorra trasformarlo in più CUP (uno per partner come sopra descritto).
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    SEMINARIO SUL CODICEUNICO DI PROGETTO (Progetto OpenCUP seconda fase CUP J21H000050006) PARTE II: PROCEDURA DI RICHIESTA DEL CUP E INSERIMENTO DEI DATI Questa parte è illustrata collegandosi al sistema CUP e simulando la generazione di un codice per un progetto di ricerca.
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    SEMINARIO SUL CODICEUNICO DI PROGETTO (Progetto OpenCUP seconda fase CUP J21H000050006) III PARTE: PROGETTI RICERCA: INDICAZIONI SPECIFICHE Nelle slide seguenti sono riportati alcuni criteri per la richiesta del CUP, criteri validi in particolare per i progetti di ricerca. Quando possibile, dopo ogni criterio sono riportati degli esempi di codici richiesti da utenti di ISPRA, in cui non appaiono rispettati detti criteri. DIPE sta anche mettendo a punto degli strumenti che comportino la correzione dei corredi informativi dei CUP già presenti nella banca dati con l’aiuto attivo dell’utente che li ha richiesti: questi strumenti potranno essere illustrati agli utenti di ISPRA che collaboreranno.
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    SEMINARIO SUL CODICEUNICO DI PROGETTO (Progetto OpenCUP seconda fase CUP J21H000050006) ● Compilazione corretta dei corredi informativi a.1. Il corredo informativo di un codice deve essere comprensibile anche ai non addetti ai lavori: ciò ad esempio richiede, da una parte, l’uso dei soli, pochi acronimi di uso generale - esplicitamente previsti nel sistema CUP - e dall’altra l’utilizzo della sola lingua italiana (in questo caso con l’unica eccezione del campo “denominazione di un progetto di ricerca” che può essere compilato anche in una lingua straniera). ATTIVITÀ NELL'AMBITO DEL PIANO DI BIOMONITORAGGIO REALIZZAZIONE SECONDO GLI STANDARD CARG DEL FOGLIO NORCIA ANCHE ATTRAVERSO L'UTILIZZO DELLE CARTOGRAFIE GIA' ESISTENTI REALIZZATE DALLE REGIONI UMBRIA E MARCHE IL PROGETTO LIFE SIC2SIC INTENDE PROMUOVERE UNA PARTECIPAZIONE ATTIVA E CONSAPEVOLE DELLA CITTADINANZA ALLA TUTELA DELLA BIODIVERSITÀ NEI SITI DELLA RETE NATURA 2000 IN ITALIA.
  • 19.
    SEMINARIO SUL CODICEUNICO DI PROGETTO (Progetto OpenCUP seconda fase CUP J21H000050006) a.2. Occorre, per quanto possibile, evitare l’uso, nella scelta delle classificazioni, delle “vie di fuga” indicate con “ALTRO”, “ALTRA RICERCA”, “ALTRE OPERE…”, ecc, perché non consentono, ovviamente, di analizzare compiutamene il contenuto della banca dati e di produrre delle sintesi ben strutturate. Nel caso in cui l’addetto alla bonifica dei dati si trovi davanti a tali scelte, sarà sua cura contattare l’utente generatore del CUP tramite email predisposta su format standard per avere informazioni il più possibile dettagliate sul progetto di ricerca. MESSA A PUNTO DI METODOLOGIE PER L'ANALISI DEGLI ELEMENTI BIOLOGICI IN PARTICOLARE DELLE COMUNITÀ DIATOMICHE: meglio di «ALTRE RICERCHE» è «CONTROLLO E TUTELA DELL'AMBIENTE TERRESTRE E MARINO» SUPPORTO ALLA REGIONE LAZIO PER ATTIVITÀ PROGETTUALI INERENTI GLI ASPETTI AMBIENTALI: meglio di «ALTRI SERVIZI PER LA COLLETTIVITA'» è «CONTROLLO E TUTELA DELL'AMBIENTE TERRESTRE E MARINO»
  • 20.
    SEMINARIO SUL CODICEUNICO DI PROGETTO (Progetto OpenCUP seconda fase CUP J21H000050006) a.3. E’ bene evitare l’uso di caratteri “particolari”, che spesso si modificano in fase di trasmissione / ricezione sui vari computer, e di quelli spesso inutili, tipo: , ”” ecc. a.4. Devono essere rispettati i criteri di compilazione che sono pubblicati sul sito del DIPE. E comunque, ad esempio, è opportuno scrivere gli indirizzi specificando, per la via, nome e cognome e numero civico (quando disponibile), e frazione o loc. (per località) o c.da (per contrada) quando necessario. a.5. Come regola generale per la compilazione e per uniformità dei corredi informativi, si suggerisce l’uso del carattere maiuscolo.
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    SEMINARIO SUL CODICEUNICO DI PROGETTO (Progetto OpenCUP seconda fase CUP J21H000050006) B. VERIFICA E CORREZIONE DEI CORREDI INFORMATIVI b.1. La Struttura di supporto CUP deve correggere alcuni campi (di classificazione o di descrizione) che siano compilati in modo erroneo o non siano di facile comprensione. b.2. Risulta anche utile intervenire sul contenuto di alcuni campi che non presentano errori ma che appare opportuno siano redatti in modo da rendere agevole, ad esempio, la ricerca di duplicati.
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    SEMINARIO SUL CODICEUNICO DI PROGETTO (Progetto OpenCUP seconda fase CUP J21H000050006) La valorizzazione dei campi “settore”, “sottosettore”, e “categoria” deve essere fatta in modo coerente con l’obiettivo del progetto che si intende realizzare. PREDISPOSIZIONE DI CARTOGRAFIA DI HABITAT MARINI NEI MARI DEL NORD: invece di «OPERE, IMPIANTI ED ATTREZZATURE PER ATTIVITA' PRODUTTIVE, E LA RICERCA E L'IMPRESA SOCIALE», «OPERE E INFRASTRUTTURE PER LA RICERCA» e «ALTRE OPERE ED INFRASTRUTTURE PER LA RICERCA» appare meglio «RICERCA SVILUPPO TECNOLOGICO ED INNOVAZIONE», «PROGETTI DI DIFFUSIONE E COOPERAZIONE PUBBLICO-PRIVATA» e «CONTROLLO E TUTELA DELL'AMBIENTE TERRESTRE E MARINO» SVILUPPO DI TECNOLOGIE INNOVATIVE PER L'ALLEVAMENTO DI COPEPODI MARINI AI FINI ACQUACOLTURALI: invece di «RICERCA SVILUPPO TECNOLOGICO ED INNOVAZIONE», «PROGETTI DI RICERCA PRESSO UNIVERSITA' E ISTITUTI DI RICERCA» e «ALTRE RICERCHE» appare meglio «RICERCA SVILUPPO TECNOLOGICO ED INNOVAZIONE», «PROGETTI DI RICERCA E DI INNOVAZIONE PRESSO IMPRESE» e «TECNOLOGIE PER LA SALVAGUARDIA DELL'AMBIENTE»
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    SEMINARIO SUL CODICEUNICO DI PROGETTO (Progetto OpenCUP seconda fase CUP J21H000050006) Descrizioni degli interventi identiche: in tutti questi casi le descrizioni devono essere “completate” (dettagliate il più possibile) per consentire l’identificazione univoca di ciascun progetto. La descrizione può essere la stessa solo se gli anni di decisione sono diversi. Differenze nel costo del progetto non consentono di accettare corredi informativi con descrizioni eguali.
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    SEMINARIO SUL CODICEUNICO DI PROGETTO (Progetto OpenCUP seconda fase CUP J21H000050006) LOCALIZZAZIONE: è necessario fare riferimento al territorio interessato dai risultati dell’attività di ricerca (es: Italia, e in questo caso si scrive: territorio nazionale; Regione Sardegna: territorio regionale; Provincia di Varese: territorio provinciale) e non all’indirizzo dell’ente di ricerca o al Comune in cui quest’ultimo risulta localizzato. ISPRA*VIA DI CASALOTTI 300*SERVIZIO DI ANALISI GRANULOMETRICHE SU CAMPIONI DI SEDIMENTO MARINO
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    SEMINARIO SUL CODICEUNICO DI PROGETTO (Progetto OpenCUP seconda fase CUP J21H000050006) SOGGETTO RESPONSABILE DELLA RICHIESTA DEL CUP Come accennato, l’Ente pubblico che realizza un progetto deve chiedere il codice come «acquisto o realizzazione di servizi» o deve chiederlo come «acquisto o realizzazione di servizi» nel caso incarichi una società privata. ISTITUTO SUPERIORE PER LA PROTEZIONE E LA RICERCA AMBIENTALE*TERRITORIO COMUNALE*RIPRISTINO DELLA FASCIA PERIMETRALE DEL SIC LAGUNA SUPERIORE DI VENEZIA AL CONFINE TRA LAGUNA E TERRAFERMA, CON RICREAZIONE DELL'AMBIENTE ECOTONALE CARATTERIZZATO DAL MARCATO GRADIENTE SALINO E DA SUPERFICI INTERTIDALI DOMINATE DALLA PRESENZA DI CANNETO IPROS INGEGNERIA AMBIENTALE SRL*RIPRISTINO DELLA FASCIA PERIMETRALE DEL SIC LAGUNA SUPERIORE DI VENEZIA AL CONFINE TRA LAGUNA E TERRAFERMA, CON RICREAZIONE DELL'AMBIENTE ECOTONALE CARATTERIZZATO DAL MARCATO GRADIENTE SALINO E DA SUPERFICI INTERTIDALI DOMINATE DALLA PRESENZA DI CANNETO
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    SEMINARIO SUL CODICEUNICO DI PROGETTO (Progetto OpenCUP seconda fase CUP J21H000050006) ISPRA*TERRITORIO NAZIONALE*CONTENERE GLI IMPATTI DELLE SPECIE INVASIVE ATTRAVERSO UNA RIDUZIONE DEL TASSO DI INTRODUZIONE DI SPECIE ALIENE E MISURE DI MITIGAZIONE DEGLI IMPATTI E MEDIANTE UN AUMENTO DELLA CONSAPEVOLEZZA PUBBLICA LEGAMBIENTE ONLUS*PROGETTO FINALIZZATO A CONTENERE GLI IMPATTI DELLE SPECIE INVASIVE, ATTRAVERSO UNA RIDUZIONE DEL TASSO DI INTRODUZIONE DI SPECIE ALIENE E MISURE DI MITIGAZIONE DEGLI IMPATTI, ANCHE ATTRAVERSO UN AUMENTO DELLA CONSAPEVOLEZZA PUBBLICA ITALIANA NEMO NATURE AND ENVIRONMENT MANAGEMENT OPERATORS S.R.L.*PROGETTO FINALIZZATO A CONTENERE GLI IMPATTI DELLE SPECIE INVASIVE, ATTRAVERSO UNA RIDUZIONE DEL TASSO DI INTRODUZIONE DI SPECIE ALIENE E MISURE DI MITIGAZIONE DEGLI IMPATTI, ANCHE ATTRAVERSO UN AUMENTO DELLA CONSAPEVOLEZZA PUBBLICA ITALIANA
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    SEMINARIO SUL CODICEUNICO DI PROGETTO (Progetto OpenCUP seconda fase CUP J21H000050006) IUNICITY SRL*PROGETTO FINALIZZATO A CONTENERE GLI IMPATTI DELLE SPECIE INVASIVE, ATTRAVERSO UNA RIDUZIONE DEL TASSO DI INTRODUZIONE DI SPECIE ALIENE E MISURE DI MITIGAZIONE DEGLI IMPATTI, ANCHE ATTRAVERSO UN A FEDERAZIONE ITALIANA DEI PARCHI E DELLE RISERVE NATURALI (FEDERPARCHI)*PROGETTO FINALIZZATO A CONTENERE GLI IMPATTI DELLE SPECIE INVASIVE, ATTRAVERSO UNA RIDUZIONE DEL TASSO DI INTRODUZIONE DI SPECIE ALIENE E MISURE DI MITIGAZIONE DEGLI IMPATTI, ANCHE ATTRAVERSO UN AUMENTO DELLA CONSAPEVOLEZZA PUBBLICA ITALIANA UMENTO DELLA CONSAPEVOLEZZA PUBBLICA ITALIANA

Editor's Notes

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