IERI E OGGI
 La testimonianza più importante sull’istituto arcaico
della clientela è costituita da un brano di Dionisio di
Alicarnasso, in cui viene descritta la costituzione di
Romolo.
 I clienti romani ricevettero un trattamento diverso e
migliore di quello dei clienti di altri popoli.
A Roma esistettero dunque categorie di residenti
paragonabili ai meteci o ai perieci delle città greche.
 I clienti dovevano scegliersi un “ PATRONUS “ Che li
assistesse in giudizio e che fungesse per loro quasi da
padre.
 Quella del cliens era una particolare occupazione che
contribuiva alla formazione del reddito, e non era
collegata a una particolare classe sociale, ma occorreva
però essere uomini liberi e non schiavi.
 Nell’ antica Roma si chiamavano dunque clientes le
persone subordinate a un patrono.
 In cambio di protezione, assistenza giudiziaria e
distribuzioni di cibo e denaro (sportula), i clientes
procuravano al patrono voti alle elezioni, procuravano
informazioni, facevano viaggi o particolari
commissioni per lui e si arruolavano per lui ma
nonostante ciò i clientes conducevano una vita
difficile.
 Il clientelismo persiste ancora oggi anche se in diverse
forme
 Un caso di clientelismo attuale è la corruzione.
 Corruzione, voto di scambio e clientelismo sono
fenomeni piuttosto diffusi in Italia. Per rendersene
conto basta leggere le notizie di cronaca o le statistiche
giudiziarie. Come evidenziato dall'inchiesta Mafia
Capitale, questi fenomeni di devianza diventano
sempre più devastanti essendo sfruttati dalla
criminalità organizzata per insinuarsi nella rete di
relazioni politiche ed economiche della classe
dirigente.
 voto di scambio e corruzione sono anche figli di
una cultura della legalità carente o addirittura
assente, considerato che in alcune zone del paese si è
diffusa una sottocultura della illegalità e dell'impunità,
mentre lo Stato ha quasi abdicato ad alcune sue
funzioni. L'assenza di una consolidata cultura della
legalità favorisce la corruzione e altri fenomeni di
devianza costituendo un terreno fertile per
la criminalità organizzata.
 Nei primi anni '90, il movimento popolare che
chiedeva di fermare la corruzione dilagante, una
maggiore trasparenza delle istituzioni e più giustizia
sociale si manifestò anche con episodi al limite del
linciaggio, come il lancio delle monetine su Craxi
 Questo movimento, sull'onda dell'emotività suscitata dalle
inchieste di tangentopoli, produsse anche dei risultati
tangibili come l'approvazione in Parlamento, nel mese di
Ottobre 1993, della riforma dell'immunità
parlamentare prevista dall'art. 68 della Costituzione - che
nella nuova formulazione concedeva ai magistrati la
possibilità di indagare un parlamentare senza prima dover
chiedere l'autorizzazione alla Camera di competenza – e la
schiacciante vittoria dei Si nei referendum del 1991 e del
1993 per l'abrogazione delle preferenze della legge
elettorale e del finanziamento pubblico ai partiti
 Per inciso, il sistema delle preferenze e le leggi sul
finanziamento pubblico ai partiti erano allora
considerati dall'opinione pubblica i principali
responsabili del voto di scambio e della mancanza di
trasparenza della politica.
 LAVORO SVOLTO DA :
BUREMI DANIELE
D’ANTONI DAVIDE
LABISI ANDREA
PIRRONE FRANCESCO
classe II P a.s.2018/19

Il clientelismo

  • 1.
  • 2.
     La testimonianzapiù importante sull’istituto arcaico della clientela è costituita da un brano di Dionisio di Alicarnasso, in cui viene descritta la costituzione di Romolo.
  • 3.
     I clientiromani ricevettero un trattamento diverso e migliore di quello dei clienti di altri popoli. A Roma esistettero dunque categorie di residenti paragonabili ai meteci o ai perieci delle città greche.
  • 4.
     I clientidovevano scegliersi un “ PATRONUS “ Che li assistesse in giudizio e che fungesse per loro quasi da padre.
  • 5.
     Quella delcliens era una particolare occupazione che contribuiva alla formazione del reddito, e non era collegata a una particolare classe sociale, ma occorreva però essere uomini liberi e non schiavi.
  • 6.
     Nell’ anticaRoma si chiamavano dunque clientes le persone subordinate a un patrono.  In cambio di protezione, assistenza giudiziaria e distribuzioni di cibo e denaro (sportula), i clientes procuravano al patrono voti alle elezioni, procuravano informazioni, facevano viaggi o particolari commissioni per lui e si arruolavano per lui ma nonostante ciò i clientes conducevano una vita difficile.
  • 7.
     Il clientelismopersiste ancora oggi anche se in diverse forme
  • 8.
     Un casodi clientelismo attuale è la corruzione.  Corruzione, voto di scambio e clientelismo sono fenomeni piuttosto diffusi in Italia. Per rendersene conto basta leggere le notizie di cronaca o le statistiche giudiziarie. Come evidenziato dall'inchiesta Mafia Capitale, questi fenomeni di devianza diventano sempre più devastanti essendo sfruttati dalla criminalità organizzata per insinuarsi nella rete di relazioni politiche ed economiche della classe dirigente.
  • 9.
     voto discambio e corruzione sono anche figli di una cultura della legalità carente o addirittura assente, considerato che in alcune zone del paese si è diffusa una sottocultura della illegalità e dell'impunità, mentre lo Stato ha quasi abdicato ad alcune sue funzioni. L'assenza di una consolidata cultura della legalità favorisce la corruzione e altri fenomeni di devianza costituendo un terreno fertile per la criminalità organizzata.
  • 10.
     Nei primianni '90, il movimento popolare che chiedeva di fermare la corruzione dilagante, una maggiore trasparenza delle istituzioni e più giustizia sociale si manifestò anche con episodi al limite del linciaggio, come il lancio delle monetine su Craxi
  • 11.
     Questo movimento,sull'onda dell'emotività suscitata dalle inchieste di tangentopoli, produsse anche dei risultati tangibili come l'approvazione in Parlamento, nel mese di Ottobre 1993, della riforma dell'immunità parlamentare prevista dall'art. 68 della Costituzione - che nella nuova formulazione concedeva ai magistrati la possibilità di indagare un parlamentare senza prima dover chiedere l'autorizzazione alla Camera di competenza – e la schiacciante vittoria dei Si nei referendum del 1991 e del 1993 per l'abrogazione delle preferenze della legge elettorale e del finanziamento pubblico ai partiti
  • 12.
     Per inciso,il sistema delle preferenze e le leggi sul finanziamento pubblico ai partiti erano allora considerati dall'opinione pubblica i principali responsabili del voto di scambio e della mancanza di trasparenza della politica.
  • 13.
     LAVORO SVOLTODA : BUREMI DANIELE D’ANTONI DAVIDE LABISI ANDREA PIRRONE FRANCESCO classe II P a.s.2018/19