Il documento discute il concetto di manipolazione mentale nei movimenti religiosi e anti-culti, evidenziando la divergenza tra chi crede nella manipolazione e chi la considera un mito. Viene messo in luce come le relazioni opportunistiche possano comportare uno sfruttamento, sollevando interrogativi sull'étiquette morale riguardante il libero consenso. Infine, si esplora l'incompatibilità tra le etiche del principio e della responsabilità nel contesto del dibattito sull'antiproibizionismo rispetto ai culti.