CITTADINANZA ASIMMETRICA
Discriminazione sul lavoro
Nel nostro ordinamento il divieto di discriminazione sul posto di lavoro delle persone
LGBTQ+ e le relative sanzioni sono contenute principalmente nel Decreto Legislativo
n. 216/2003.
In termini generali, una condotta del datore di lavoro può essere considerata
discriminatoria quando – a causa dell’orientamento sessuale – si fa applicazione di
regole differenti a situazioni comparabili, oppure applicazione di regole identiche in
situazioni diverse.
Diversi sono gli articoli della nostra Costituzione che garantiscono il diritto di lavoro
per tutti i cittadini, come l’art.4: “Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le
proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al
progresso materiale o spirituale della società” o l’art.3 che sancisce la tutela dalle
discriminazioni: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla
legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche,
di condizioni personali e sociali”.
Nonostante la presenza di tali leggi scritte, numerosi sono gli episodi di
discriminazione sul posto di lavoro a causa del proprio orientamento sessuale.
Uno studio condotto dalla Fundamental RIghts Agency dimostra che, in Europa, il
23% delle persone LGBTQ+ hanno subito discriminazioni sul lavoro.
È il 24 aprile 2023 quando a Cagliari, Martina, una ragazza trans, si vede rifiutare
un’offerta di lavoro dopo un periodo di prova in un locale perché i clienti avrebbero
potuto avere dei problemi.
È il 26 ottobre 2022 quando a Caserta, un ragazzo marocchino di 23 anni trova lavoro
in un circo; una volta scoperta la sua omosessualità viente aggredito e tenuto sotto
sequestro.
È invece il 20 giugno 2022 quando a Lugo, in provincia di Ravenna, si conclude la
quindicennale storia di discriminazioni nei confronti di una donna oramai
quarantenne sul posto di lavoro presso la LIDL: veniva continuamente vessata,
mobbizzata, costretta a lunghi periodi di lavoro notturno, insultata in pubblico e fatta
oggetto di molestie sessuali sin dalla sua assunzione avvenuta nel 2006, in quanto
lesbica.
Sono proprio questi gli episodi che dimostrano che, nonostante siano presenti delle
leggi a tutela di minoranze, come la comunità LGBTQ+, queste non vengono sempre
rispettate

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    CITTADINANZA ASIMMETRICA Discriminazione sullavoro Nel nostro ordinamento il divieto di discriminazione sul posto di lavoro delle persone LGBTQ+ e le relative sanzioni sono contenute principalmente nel Decreto Legislativo n. 216/2003. In termini generali, una condotta del datore di lavoro può essere considerata discriminatoria quando – a causa dell’orientamento sessuale – si fa applicazione di regole differenti a situazioni comparabili, oppure applicazione di regole identiche in situazioni diverse. Diversi sono gli articoli della nostra Costituzione che garantiscono il diritto di lavoro per tutti i cittadini, come l’art.4: “Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società” o l’art.3 che sancisce la tutela dalle discriminazioni: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”. Nonostante la presenza di tali leggi scritte, numerosi sono gli episodi di discriminazione sul posto di lavoro a causa del proprio orientamento sessuale. Uno studio condotto dalla Fundamental RIghts Agency dimostra che, in Europa, il 23% delle persone LGBTQ+ hanno subito discriminazioni sul lavoro. È il 24 aprile 2023 quando a Cagliari, Martina, una ragazza trans, si vede rifiutare un’offerta di lavoro dopo un periodo di prova in un locale perché i clienti avrebbero potuto avere dei problemi. È il 26 ottobre 2022 quando a Caserta, un ragazzo marocchino di 23 anni trova lavoro in un circo; una volta scoperta la sua omosessualità viente aggredito e tenuto sotto sequestro. È invece il 20 giugno 2022 quando a Lugo, in provincia di Ravenna, si conclude la quindicennale storia di discriminazioni nei confronti di una donna oramai quarantenne sul posto di lavoro presso la LIDL: veniva continuamente vessata, mobbizzata, costretta a lunghi periodi di lavoro notturno, insultata in pubblico e fatta oggetto di molestie sessuali sin dalla sua assunzione avvenuta nel 2006, in quanto lesbica. Sono proprio questi gli episodi che dimostrano che, nonostante siano presenti delle leggi a tutela di minoranze, come la comunità LGBTQ+, queste non vengono sempre rispettate