Organizzare, ristrutturare,
comprendere: graphic organizers
Maila Pentucci
Mappe concettuali
• Sono vittime di misconoscenze e banalizzazioni
scolastiche: non basta unire cerchi o rettangoli
con segmenti e frecce per fare una mappa
concettuale.
• È differente (a livello cognitivo e di attivazione
neuronale)
– Far costruire una mappa
– Co-costruire una mappa
– Presentare una mappa
• Una mappa per cosa? Ricordare le funzioni
comunicative e psicologiche di Clark & Lyons.
Basi teoriche
• David Ausubel: teoria dell’apprendimento
significativo. Modificare le strutture mentali
dei soggetti in apprendimento.
• Joseph Novak: vs. apprendimento meccanico
da parte degli studenti.
Principio costruttivista secondo cui ciascuno
elabora il proprio percorso conoscitivo in
maniera situata . Oggi si parla di post-
costruttivismo.
Caratteristiche
• La mappa concettuale è basata su legami di tipo
connettivo e non associativo (principio
connessionista)
• La struttura delle informazioni è di tipo reticolare
e non semplicemente gerarchico
• Ha un andamento di sviluppo dall’alto verso il
basso
• Deve contenere concetti e relazioni (entrambi
espliciti)
• Elementi grafico – coloristici poco importanti
Costruzione
• Nodi semantici (concetti)
• Archi commentati di collegamento tra i nodi
I concetti
• Unità di significato con cui pensiamo il mondo.
Strumenti di conoscenza organizzata.
• Sono esplicitati convenzionalmente da
etichette (parole – concetto)
– Concetti – oggetto (cose, persone, gruppi sociali,
luoghi, astrazioni)
– Concetti – evento (fenomeni, tempo)
Le operazioni cognitive richieste
• Sintesi
• Nominalizzazione
• Generalizzazione
• Classificazione
• Ridefinizione
(Gineprini & Guastavigna)
Sintesi
Esempio: gli uomini nomadi da sempre,
sfruttando l’abbondanza di risorse che
agevolavano la raccola in alcune zone dell’Asia,
si trasformarono in allevatori diedero vita alle
prime formazioni sociali. Scoprirono la
domesticazione delle piante e ed inventarono
l’agricoltura
Sintesi: sedentarizzazione (da inserire nel nodo-
concetto)
Nominazione
• Alla fine della glaciazione i grandi animali
come il mammut o l’elefante peloso si spinsero
verso sud e si estinsero per le avverse
condizioni di vita.
Nominazione: estinzione dei grandi animali
commestibili
I collegamenti
• Procedendo dall’alto in basso troveremo
prima i concetti più inclusivi poi i più specifici
• Collegamenti verticali
– Inclusivi
– Causa – effetto
– Fine o scopo
– Transitivi o predicativi (verbo – oggetto)
Collegamenti orizzontali
• Temporali
• Spaziali
• Addizione – ordine –paragone – contrasto
• Esplicazione
• Nominali
Le parole legame
• Definisce il rapporto di senso tra i nodi e
permette di leggere la mappa
• Sono affermative e determinano le
conoscenze
• In genere sono verbi, preposizioni,
congiunzioni (no sostantivi!!!)
Gli errori più comuni
• Assenza di concetti centrali e/o presenza di
concetti superflui
• Errata connessione tra concetti o mancata
segnalazione della connessione
• Disposizione logica degli elementi
• Scambio tra concetti e collegamenti
• Errori sintattici (la mappa non è leggibile)
Criteri di valutazione delle mappe
Referenze bibliografiche
• A. Calvani (ed.) (2011). Principi di comunicazione visiva e
multimediale. Roma : Carocci.
• R. C. Clark & C. Lyons (2011). Graphics for learning. Proven
Guidelines for Planning, Designing, and Evaluating Visuals in
Training Materials. S. Francisco : Pfeiffer.
• Ausubel, D.P. (1960). The use of advance organizers in the
learning and retention of meaningful verbal material.
Journal of Educational Psychology, 51, 267-272.
• Joseph Novak (1989) Learning How to Learn, Cambridge
and NY: Cambridge University Press.
• E. Damiano Insegnare con i concetti
LE MAPPE MENTALI
Mappe mentali
Le mappe mentali e quelle concettuali hanno
scopi diversi: le mappe mentali consentono di
strutturare rapidamente un testo e mostrarne la
struttura graficamente. Le mappe concettuali
consentono di "riflettere", approfonditamente e
lentamente, sui concetti espressi in un testo,
cercando correlazioni tra concetti noti e concetti
ignoti, cioè di avviare un processo di
apprendimento significativo.
Limiti
Le mappe, pur essendo molto utili, non devono
far dimenticare che sono soltanto una
rappresentazione (povera) di una realtà
(complessa). C’è una differenza
fondamentale tra una mappa (che esprime la
visione specifica di un soggetto) e il territorio
(fisico o mentale) che essa rappresenta
(Bateson,1984).
Definizione
Forma di rappresentazione grafica della
conoscenza (Buzan, 1996) che ha le seguenti
funzioni:
• implementare la memoria visiva
• memorizzare concetti e informazioni
• Richiamare concetti e informazioni
Caratteristiche
• Hanno una struttura gerarchico – associativa
• Partono sempre da un elemento centrale
• Si propagano verso l’esterno (struttura radiale)
• Hanno diversi livelli
Elementi grafici
• Molto importanti gli elementi grafici
• Colori
• Disegni
• Simboli
• Ecc.
Possono sostituire le parole
Utilizzi
Le mappe mentali fanno leva soprattutto sulle capacità
creative personali e di gruppo, sulle risorse mentali inconsce,
sulle sinestesie create con colori e immagini, sui processi che
spontaneamente ristrutturano le informazioni e che ogni volta
lasciano aperta più di una chiave interpretativa.
Per queste ragioni le mappe mentali sono particolarmente
efficaci come strumenti di annotazione e di apprendimento,
come supporto all’elaborazione del pensiero e alla creatività,
come ausilio nell’orientamento personale e nella costituzione
di gruppi di lavoro.
Sono invece meno efficaci nella rappresentazione della
conoscenza, dove l'evocatività della mappa mentale induce
una minore efficacia comunicativa e maggiori margini di
ambiguità.
Solution map
• Le solution map per molti aspetti sono un
compromesso tra l'evocatività delle mappe
mentali e l'espressività tipica delle mappe
concettuali. In tal senso possono essere
considerate sia mappe cognitive, sia mappe
creative.
Cosa prendono dalle mappe
concettuali:
• Descrizioni testuali estese
• Codifiche
• Espressività del prodotto finale
Cosa prendono dalle mappe mentali
• la strutturazione gerarchico-associativa
• la geometria radiale
• l’accento sull’evocatività.
Caratteristiche specifiche
• il posizionamento visuale e lo zoom: avvicinarsi, allontanarsi e spostarsi
virtualmente sul foglio di lavoro consente di mettere in evidenza gli aspetti più
rilevanti che, di volta in volta, possono essere il quadro d’insieme oppure il singolo
dettaglio
• la disposizione dinamica degli elementi: gli strumenti per spostare, chiudere e
aprire i rami sullo schermo permettono di gestire in modo flessibile la struttura
della mappa durante il suo sviluppo e la sua presentazione
• le informazioni contestuali: è possibile modificare i criteri di visualizzazione e di
filtro sui rami, rimodellando la visualizzazione in base alle esigenze dell’utente
• i link ad altri materiali: il contenuto di ciascun ramo può essere descritto in
dettaglio anche con documenti elettronici, collegati in modalità ipertestuale
oppure allegati
• le esportazioni in altri formati: partendo dalla mappa e utilizzando opportuni
criteri di conversione, è possibile riversarne i contenuti in documenti informatici di
altro tipo, come testi o ipertesti, fogli di calcolo, planner, presentazioni e
diagrammi
DUNQUE: DEVONO ESSERE PRODOTTE CON STRUMENTI
MULTIMEDIALI
ALTRI ORGANIZZATORI GRAFICI
Altri organizzatori grafici del pensiero
ATTENZIONE:
CI MUOVIAMO NELL’AMBITO DELLA
- SCRITTURA (quando si tratta di produzioni –
autore)
- RISCRITTURA (quando si tratta di sintesi,
rielaborazioni, ecc.)
Tipologie
• Mappe
• Tabelle
• Grafici
• Schemi
• Disegni (variamente organizzati)
• Strutture per immagini statiche o dinamiche
(es. digital storytelling)
Funzionali per l’inclusione
• Permettono:
– La codifica in linguaggi paraverbali o non verbali
– La transcodifica da un linguaggio all’altro
– Il supporto tra codici e linguaggi
Tabelle
• A entrata semplice
• A doppia entrata
• Ad entrata multipla
Aumentano le variabili, dunque:
- La quantità di informazioni
- Le relazioni tra informazioni
Caratteristiche
• Necessitano di descrittori efficaci
• Hanno bisogno di didascalie
• Possono sostituire, integrare, supportare,
rielaborare altri tipi di testo
• Possono essere verbali o non verbali
Schemi
• Hanno caratteristica gerarchica
• Prevedono una lettura (e dunque uno
svolgimento del pensiero) lineare
• Hanno forme di organizzazione per punti –
lettere – numeri – immagini
• Sono testi non continui
Altri organizzatori misti
• Testo e immagini necessariamente convivono
• Hanno funzioni particolari
• RICHIEDONO (QUASI SEMPRE) L’USO DI
STRUMENTI DIGITALI PER LA LORO
ELABORAZIONE (altrimenti la produzione
diventa eccessivamente invasiva rispetto al
processo che devono innescare)
TIMELINES
GRAFICI
NUVOLE
NUVOLE
FIGURATE
BREVE CENNO ALL’INCLUSIONE
Inclusione
• Includere significa fare una lezione PER TUTTI
• La parola inclusione non riguarda i bambini con
disabilità, disturbi specifici o bisogni speciali
• Significa invece pensare ad una didattica non
differenziata ma multipla
• Classi in cui 1/3 degli studenti sono certificati
come BES forse necessitano di un intervento di
problem posing tra i docenti più che di strumenti
didattici differenziati
Le misure dispensative e compensative
• Le MISURE DISPENSATIVE riguardano
la dispensa da alcune prestazioni (lettura ad
alta voce, prendere appunti…), i tempi
personalizzati di realizzazione delle attività,
la valutazione (non viene valutata la forma ma
solo il contenuto,…), ecc.
• Le misure COMPENSATIVE riguardano l’uso di
strumenti che non necessariamente siano
MAPPE
Riflessioni sparse
• Se do a un bambino con disturbi di lettura una
mappa già pronta che sostituisca la pagina del
libro da studiare, in realtà ho dato una pagina
da studiare, tale e quale alla prima, forse solo
più breve e quindi meno comprensibile.
• Se chiedo a un bambino con disturbi di
scrittura di produrre una mappa non l’ho
comunque dispensato dallo scrivere.
• Ricordiamo che la mappa è una forma testuale
complessa.
Consegna
• Gruppi di 3 - 5 persone
• Obiettivo del lavoro: organizzare e strutturare
le conoscenze
• Preparare una attività, situata rispetto alla
classe, alla disciplina, agli obiettivi formativi
che utilizzi un graphic organizer per
decodificare, rappresentare o ristrutturare
significati
Esempio
CON LA MAPPA MENTALE - PRODUZIONE:
A PARTIRE DA QUESTA IMMAGINE ORGANIZZA
UNA MAPPA MENTALE CHE NE ESPLICITI E NE
CHIARISCA IL SIGNIFICATO
Esempio
CON LE NUVOLE (RISCRITTURA o SCRITTURA)
I tre cani
C’era una volta un povero pastore che aveva un figlio e una figlia. Quando fu in punto di morte li chiamò accanto a sé e disse:-
Vi lascio una casetta e tre pecore. Dividetele fra di voi e vogliatevi sempre bene. Detto questo spirò e i figli lo piansero a lungo,
poi il fratello chiese alla sorella: - Che cosa preferisci? La casetta o le tre pecore? La ragazza scelse la casetta e il giovane le
disse: - Hai scelto bene, e spero che tu possa vivere tranquilla. Io invece me ne andrò per il mondo in cerca di fortuna, ma mi
ricorderò sempre di te.
L’abbracciò e partì, ma la fortuna tardava a farsi vedere. Un giorno in cui stava sdraiato sul ciglio della strada insieme alle sue
pecore, passò di là un uomo che teneva al guinzaglio tre enormi cani, ciascuno dei quali era più grosso degli altri. L’uomo si
fermò e disse:
- Amico, non vorreste darmi le vostre pecore in cambio dei miei cani?
- Fossi matto! – rispose il pastore. – Le pecore mangiano da sole, mentre ai cani bisogna procurare il cibo! - Vi avverto – replicò
lo sconosciuto – che i miei cani hanno nomi strani. Che corrispondono esattamente alle loro qualità. Si chiamano “Porta da
mangiare”, “Strappalo” e “Rompi ferro e acciaio”. A quelle parole il pastore provò un impulso irresistibile: cedette le pecore e
prese i tre cani al guinzaglio. Rimasto solo, volle subito fare l’esperimento e comandò al primo cane: - Porta da mangiare!
Il cane partì di corsa e ritornò un attimo dopo tenendo fra i denti pieno di vivande prelibate. Allora il pastore fu proprio
convinto di aver fatto un buon baratto e si rimise in viaggio contento. Qualche giorno dopo incontrò un funerale: o meglio,
sembrava un funerale, perché c’era una carrozza ricoperta di drappi neri. Ma dentro la carrozza sedeva una bellissima fanciulla
bionda e rosea come la primavera, che piangeva disperata.
- Che cosa succede? - Chiese il pastorello.- Perché fate il funerale a una persona viva?
- Voi siete foresterie e non sapete queste cose – rispose un uomo. – Sulla montagna laggiù abita un terribile drago, il quale
minaccia di sterminare tutti gli abitanti della città, se noi ogni anno non gli conduciamo una fanciulla, il cui nome viene estratto
a sorte. Quest’anno è toccato alla figlia del re e tra poco il drago la divorerà. Perciò le facciamo il funerale fin d’ora. Il giovane
fu molto commosso e si mise a seguire la carrozza. Non appena il corteo giunse ai piedi della montagna, la giovinetta scese e s'
incamminò lungo un sentiero; egli la seguì, ma il cocchiere incominciò a gridare: - Tornate indietro, altrimenti il drago vi
divorerà in un solo boccone! Ma il giovane non se ne dette per inteso e proseguì il cammino. Poco dopo vide una caverna nera
e da quella sbucò un terribile drago che aveva il corpo ricoperto di scaglie, come un coccodrillo e gettava fuoco e fiamme da
un’enorme bocca armata di denti aguzzi. Subito fece per lanciarsi sulla giovinetta, ma il pastore comandò al suo secondo
cane: - Strappalo!
Il cane partì come un razzo e diede tanti morsi al drago che in poco tempo lo fece a pezzi, poi lo divorò tutto, sputando solo
qualche dente. La principessa piangeva, ma questa volta erano lacrime di gioia, e disse al suo salvatore: - Venite alla reggia con
me: mio padre vi compenserà come meritate.
- Verrò fra tre anni – rispose il pastorello. – Prima voglio viaggiare e vedere il un po’ di mondo.
- Vi aspetterò – promise la fanciulla, e tornò indietro felice. Ecc….
Ipotesi di attività…
• Partendo dalla nuvola scrivere la storia
• Comparare l’originale alle riscritture
- Fare una sintesi (riassunto – schema…) della
storia
- Compararlo con la nuvola
Ecc….

Incontro secondaria

  • 1.
  • 2.
    Mappe concettuali • Sonovittime di misconoscenze e banalizzazioni scolastiche: non basta unire cerchi o rettangoli con segmenti e frecce per fare una mappa concettuale. • È differente (a livello cognitivo e di attivazione neuronale) – Far costruire una mappa – Co-costruire una mappa – Presentare una mappa • Una mappa per cosa? Ricordare le funzioni comunicative e psicologiche di Clark & Lyons.
  • 3.
    Basi teoriche • DavidAusubel: teoria dell’apprendimento significativo. Modificare le strutture mentali dei soggetti in apprendimento. • Joseph Novak: vs. apprendimento meccanico da parte degli studenti. Principio costruttivista secondo cui ciascuno elabora il proprio percorso conoscitivo in maniera situata . Oggi si parla di post- costruttivismo.
  • 4.
    Caratteristiche • La mappaconcettuale è basata su legami di tipo connettivo e non associativo (principio connessionista) • La struttura delle informazioni è di tipo reticolare e non semplicemente gerarchico • Ha un andamento di sviluppo dall’alto verso il basso • Deve contenere concetti e relazioni (entrambi espliciti) • Elementi grafico – coloristici poco importanti
  • 5.
    Costruzione • Nodi semantici(concetti) • Archi commentati di collegamento tra i nodi
  • 6.
    I concetti • Unitàdi significato con cui pensiamo il mondo. Strumenti di conoscenza organizzata. • Sono esplicitati convenzionalmente da etichette (parole – concetto) – Concetti – oggetto (cose, persone, gruppi sociali, luoghi, astrazioni) – Concetti – evento (fenomeni, tempo)
  • 7.
    Le operazioni cognitiverichieste • Sintesi • Nominalizzazione • Generalizzazione • Classificazione • Ridefinizione (Gineprini & Guastavigna)
  • 8.
    Sintesi Esempio: gli uomininomadi da sempre, sfruttando l’abbondanza di risorse che agevolavano la raccola in alcune zone dell’Asia, si trasformarono in allevatori diedero vita alle prime formazioni sociali. Scoprirono la domesticazione delle piante e ed inventarono l’agricoltura Sintesi: sedentarizzazione (da inserire nel nodo- concetto)
  • 9.
    Nominazione • Alla finedella glaciazione i grandi animali come il mammut o l’elefante peloso si spinsero verso sud e si estinsero per le avverse condizioni di vita. Nominazione: estinzione dei grandi animali commestibili
  • 10.
    I collegamenti • Procedendodall’alto in basso troveremo prima i concetti più inclusivi poi i più specifici • Collegamenti verticali – Inclusivi – Causa – effetto – Fine o scopo – Transitivi o predicativi (verbo – oggetto)
  • 11.
    Collegamenti orizzontali • Temporali •Spaziali • Addizione – ordine –paragone – contrasto • Esplicazione • Nominali
  • 12.
    Le parole legame •Definisce il rapporto di senso tra i nodi e permette di leggere la mappa • Sono affermative e determinano le conoscenze • In genere sono verbi, preposizioni, congiunzioni (no sostantivi!!!)
  • 16.
    Gli errori piùcomuni • Assenza di concetti centrali e/o presenza di concetti superflui • Errata connessione tra concetti o mancata segnalazione della connessione • Disposizione logica degli elementi • Scambio tra concetti e collegamenti • Errori sintattici (la mappa non è leggibile)
  • 17.
  • 18.
    Referenze bibliografiche • A.Calvani (ed.) (2011). Principi di comunicazione visiva e multimediale. Roma : Carocci. • R. C. Clark & C. Lyons (2011). Graphics for learning. Proven Guidelines for Planning, Designing, and Evaluating Visuals in Training Materials. S. Francisco : Pfeiffer. • Ausubel, D.P. (1960). The use of advance organizers in the learning and retention of meaningful verbal material. Journal of Educational Psychology, 51, 267-272. • Joseph Novak (1989) Learning How to Learn, Cambridge and NY: Cambridge University Press. • E. Damiano Insegnare con i concetti
  • 19.
  • 20.
    Mappe mentali Le mappementali e quelle concettuali hanno scopi diversi: le mappe mentali consentono di strutturare rapidamente un testo e mostrarne la struttura graficamente. Le mappe concettuali consentono di "riflettere", approfonditamente e lentamente, sui concetti espressi in un testo, cercando correlazioni tra concetti noti e concetti ignoti, cioè di avviare un processo di apprendimento significativo.
  • 21.
    Limiti Le mappe, puressendo molto utili, non devono far dimenticare che sono soltanto una rappresentazione (povera) di una realtà (complessa). C’è una differenza fondamentale tra una mappa (che esprime la visione specifica di un soggetto) e il territorio (fisico o mentale) che essa rappresenta (Bateson,1984).
  • 22.
    Definizione Forma di rappresentazionegrafica della conoscenza (Buzan, 1996) che ha le seguenti funzioni: • implementare la memoria visiva • memorizzare concetti e informazioni • Richiamare concetti e informazioni
  • 23.
    Caratteristiche • Hanno unastruttura gerarchico – associativa • Partono sempre da un elemento centrale • Si propagano verso l’esterno (struttura radiale) • Hanno diversi livelli
  • 25.
    Elementi grafici • Moltoimportanti gli elementi grafici • Colori • Disegni • Simboli • Ecc. Possono sostituire le parole
  • 26.
    Utilizzi Le mappe mentalifanno leva soprattutto sulle capacità creative personali e di gruppo, sulle risorse mentali inconsce, sulle sinestesie create con colori e immagini, sui processi che spontaneamente ristrutturano le informazioni e che ogni volta lasciano aperta più di una chiave interpretativa. Per queste ragioni le mappe mentali sono particolarmente efficaci come strumenti di annotazione e di apprendimento, come supporto all’elaborazione del pensiero e alla creatività, come ausilio nell’orientamento personale e nella costituzione di gruppi di lavoro. Sono invece meno efficaci nella rappresentazione della conoscenza, dove l'evocatività della mappa mentale induce una minore efficacia comunicativa e maggiori margini di ambiguità.
  • 27.
    Solution map • Lesolution map per molti aspetti sono un compromesso tra l'evocatività delle mappe mentali e l'espressività tipica delle mappe concettuali. In tal senso possono essere considerate sia mappe cognitive, sia mappe creative.
  • 28.
    Cosa prendono dallemappe concettuali: • Descrizioni testuali estese • Codifiche • Espressività del prodotto finale
  • 29.
    Cosa prendono dallemappe mentali • la strutturazione gerarchico-associativa • la geometria radiale • l’accento sull’evocatività.
  • 32.
    Caratteristiche specifiche • ilposizionamento visuale e lo zoom: avvicinarsi, allontanarsi e spostarsi virtualmente sul foglio di lavoro consente di mettere in evidenza gli aspetti più rilevanti che, di volta in volta, possono essere il quadro d’insieme oppure il singolo dettaglio • la disposizione dinamica degli elementi: gli strumenti per spostare, chiudere e aprire i rami sullo schermo permettono di gestire in modo flessibile la struttura della mappa durante il suo sviluppo e la sua presentazione • le informazioni contestuali: è possibile modificare i criteri di visualizzazione e di filtro sui rami, rimodellando la visualizzazione in base alle esigenze dell’utente • i link ad altri materiali: il contenuto di ciascun ramo può essere descritto in dettaglio anche con documenti elettronici, collegati in modalità ipertestuale oppure allegati • le esportazioni in altri formati: partendo dalla mappa e utilizzando opportuni criteri di conversione, è possibile riversarne i contenuti in documenti informatici di altro tipo, come testi o ipertesti, fogli di calcolo, planner, presentazioni e diagrammi DUNQUE: DEVONO ESSERE PRODOTTE CON STRUMENTI MULTIMEDIALI
  • 33.
  • 34.
    Altri organizzatori graficidel pensiero ATTENZIONE: CI MUOVIAMO NELL’AMBITO DELLA - SCRITTURA (quando si tratta di produzioni – autore) - RISCRITTURA (quando si tratta di sintesi, rielaborazioni, ecc.)
  • 35.
    Tipologie • Mappe • Tabelle •Grafici • Schemi • Disegni (variamente organizzati) • Strutture per immagini statiche o dinamiche (es. digital storytelling)
  • 36.
    Funzionali per l’inclusione •Permettono: – La codifica in linguaggi paraverbali o non verbali – La transcodifica da un linguaggio all’altro – Il supporto tra codici e linguaggi
  • 37.
    Tabelle • A entratasemplice • A doppia entrata • Ad entrata multipla Aumentano le variabili, dunque: - La quantità di informazioni - Le relazioni tra informazioni
  • 39.
    Caratteristiche • Necessitano didescrittori efficaci • Hanno bisogno di didascalie • Possono sostituire, integrare, supportare, rielaborare altri tipi di testo • Possono essere verbali o non verbali
  • 40.
    Schemi • Hanno caratteristicagerarchica • Prevedono una lettura (e dunque uno svolgimento del pensiero) lineare • Hanno forme di organizzazione per punti – lettere – numeri – immagini • Sono testi non continui
  • 41.
    Altri organizzatori misti •Testo e immagini necessariamente convivono • Hanno funzioni particolari • RICHIEDONO (QUASI SEMPRE) L’USO DI STRUMENTI DIGITALI PER LA LORO ELABORAZIONE (altrimenti la produzione diventa eccessivamente invasiva rispetto al processo che devono innescare)
  • 42.
  • 43.
  • 44.
  • 45.
  • 46.
  • 47.
    Inclusione • Includere significafare una lezione PER TUTTI • La parola inclusione non riguarda i bambini con disabilità, disturbi specifici o bisogni speciali • Significa invece pensare ad una didattica non differenziata ma multipla • Classi in cui 1/3 degli studenti sono certificati come BES forse necessitano di un intervento di problem posing tra i docenti più che di strumenti didattici differenziati
  • 48.
    Le misure dispensativee compensative • Le MISURE DISPENSATIVE riguardano la dispensa da alcune prestazioni (lettura ad alta voce, prendere appunti…), i tempi personalizzati di realizzazione delle attività, la valutazione (non viene valutata la forma ma solo il contenuto,…), ecc. • Le misure COMPENSATIVE riguardano l’uso di strumenti che non necessariamente siano MAPPE
  • 49.
    Riflessioni sparse • Sedo a un bambino con disturbi di lettura una mappa già pronta che sostituisca la pagina del libro da studiare, in realtà ho dato una pagina da studiare, tale e quale alla prima, forse solo più breve e quindi meno comprensibile. • Se chiedo a un bambino con disturbi di scrittura di produrre una mappa non l’ho comunque dispensato dallo scrivere. • Ricordiamo che la mappa è una forma testuale complessa.
  • 50.
    Consegna • Gruppi di3 - 5 persone • Obiettivo del lavoro: organizzare e strutturare le conoscenze • Preparare una attività, situata rispetto alla classe, alla disciplina, agli obiettivi formativi che utilizzi un graphic organizer per decodificare, rappresentare o ristrutturare significati
  • 51.
    Esempio CON LA MAPPAMENTALE - PRODUZIONE: A PARTIRE DA QUESTA IMMAGINE ORGANIZZA UNA MAPPA MENTALE CHE NE ESPLICITI E NE CHIARISCA IL SIGNIFICATO
  • 53.
    Esempio CON LE NUVOLE(RISCRITTURA o SCRITTURA)
  • 54.
    I tre cani C’erauna volta un povero pastore che aveva un figlio e una figlia. Quando fu in punto di morte li chiamò accanto a sé e disse:- Vi lascio una casetta e tre pecore. Dividetele fra di voi e vogliatevi sempre bene. Detto questo spirò e i figli lo piansero a lungo, poi il fratello chiese alla sorella: - Che cosa preferisci? La casetta o le tre pecore? La ragazza scelse la casetta e il giovane le disse: - Hai scelto bene, e spero che tu possa vivere tranquilla. Io invece me ne andrò per il mondo in cerca di fortuna, ma mi ricorderò sempre di te. L’abbracciò e partì, ma la fortuna tardava a farsi vedere. Un giorno in cui stava sdraiato sul ciglio della strada insieme alle sue pecore, passò di là un uomo che teneva al guinzaglio tre enormi cani, ciascuno dei quali era più grosso degli altri. L’uomo si fermò e disse: - Amico, non vorreste darmi le vostre pecore in cambio dei miei cani? - Fossi matto! – rispose il pastore. – Le pecore mangiano da sole, mentre ai cani bisogna procurare il cibo! - Vi avverto – replicò lo sconosciuto – che i miei cani hanno nomi strani. Che corrispondono esattamente alle loro qualità. Si chiamano “Porta da mangiare”, “Strappalo” e “Rompi ferro e acciaio”. A quelle parole il pastore provò un impulso irresistibile: cedette le pecore e prese i tre cani al guinzaglio. Rimasto solo, volle subito fare l’esperimento e comandò al primo cane: - Porta da mangiare! Il cane partì di corsa e ritornò un attimo dopo tenendo fra i denti pieno di vivande prelibate. Allora il pastore fu proprio convinto di aver fatto un buon baratto e si rimise in viaggio contento. Qualche giorno dopo incontrò un funerale: o meglio, sembrava un funerale, perché c’era una carrozza ricoperta di drappi neri. Ma dentro la carrozza sedeva una bellissima fanciulla bionda e rosea come la primavera, che piangeva disperata. - Che cosa succede? - Chiese il pastorello.- Perché fate il funerale a una persona viva? - Voi siete foresterie e non sapete queste cose – rispose un uomo. – Sulla montagna laggiù abita un terribile drago, il quale minaccia di sterminare tutti gli abitanti della città, se noi ogni anno non gli conduciamo una fanciulla, il cui nome viene estratto a sorte. Quest’anno è toccato alla figlia del re e tra poco il drago la divorerà. Perciò le facciamo il funerale fin d’ora. Il giovane fu molto commosso e si mise a seguire la carrozza. Non appena il corteo giunse ai piedi della montagna, la giovinetta scese e s' incamminò lungo un sentiero; egli la seguì, ma il cocchiere incominciò a gridare: - Tornate indietro, altrimenti il drago vi divorerà in un solo boccone! Ma il giovane non se ne dette per inteso e proseguì il cammino. Poco dopo vide una caverna nera e da quella sbucò un terribile drago che aveva il corpo ricoperto di scaglie, come un coccodrillo e gettava fuoco e fiamme da un’enorme bocca armata di denti aguzzi. Subito fece per lanciarsi sulla giovinetta, ma il pastore comandò al suo secondo cane: - Strappalo! Il cane partì come un razzo e diede tanti morsi al drago che in poco tempo lo fece a pezzi, poi lo divorò tutto, sputando solo qualche dente. La principessa piangeva, ma questa volta erano lacrime di gioia, e disse al suo salvatore: - Venite alla reggia con me: mio padre vi compenserà come meritate. - Verrò fra tre anni – rispose il pastorello. – Prima voglio viaggiare e vedere il un po’ di mondo. - Vi aspetterò – promise la fanciulla, e tornò indietro felice. Ecc….
  • 55.
    Ipotesi di attività… •Partendo dalla nuvola scrivere la storia • Comparare l’originale alle riscritture - Fare una sintesi (riassunto – schema…) della storia - Compararlo con la nuvola Ecc….