Tra le paginedel II libro delle storie di Erodoto, possiamo trovare
una particolare leggenda a cui abbiamo voluto dare un nuovo
titolo: AMASI POLICRATE E LA SFORTUNA DI ESSERE
FORTUNATI.
I due protagonisti abitano molto lontano tra loro, perciò le vicende
si svolgono attraverso uno scambio di lettere.
Policrate abita nell'isola di Samo, nel mare Egeo, mentre Amasi nel
caldo Egitto. In questa storia si trova un concetto molto importante
per gli antichi, forse il più importante, ovvero il rapporto di
ospitalità. Questo rapporto era basato sullo scambio di doni e
lettere e permetteva in caso di una situazione pericolosa di poter
contare sull'amico. Era un rapporto sereno, ma a volte, quando
uno dei due poteva avere dei problemi in campo politico, militare o
addirittura con le divinità, avrebbe potuto coinvolgere anche il
corrispondente, perciò non sempre il rapporto era duraturo, come
potremmo vedere in questo racconto.
N - Narratore; P - Policrate; A - Amasi; PE - Pescatore; S - Servi
3.
Amasi è statoun faraone della XXVI
dinastia egizia che salì al trono in
seguito alla sua acclamazione come re
da parte delle sue truppe. Il suo regno
fu un periodo di pace e di sviluppo
economico per l'intero Egitto.
Appena salito al trono dovette affrontare
un tentativo di invasione da parte dei
babilonesi, ma riusci con il suo esercito
a sconfiggere il portente
Nabucodonosor. Allo scopo di garantirsi
il controllo delle vie commerciali del
Mediterraneo orientale egli conquistò e
rese tributarie alcune città dell'isola di
Cipro.
4.
Policrate nel 537a.C. riuscì a
prendere il controllo dell'isola di
Samo in qualità di tiranno,
abbattendo il potere dell'aristocrazia
dei proprietari fondiari, i cosiddetti
geomori.
Egli tentò di rendere Samo una
potenza regionale, instaurando
alleanze con l'Egitto e altre città-stato
greche. Fu in grado di creare dal
nulla una potente flotta commerciale
e bellica. Grazie ad essa riuscì ad
ottenere l'egemonia sul mare Egeo,
ponendo sotto tributo numerosi
popoli e paesi. L'egemonia di
Policrate sull'Egeo fu tale da essere
considerato da Erodoto il primo
dominatore dei mari che la storia
ricordi.
5.
N : “Eraun bel
giorno per
Policrate, il sole
dell'Egeo
picchiava sulle
pietre ed il
rumore delle
onde
accompagnava la
scrittura di
un'altra lettera
all'amico Amasi,
re d'Egitto.”
P : “Ho appena
finito di scrivere
questa lettera.
Prendila e portala
al messaggero.
Riferisci che è per
Amasi, re
d'Egitto.”
S : “Subito
signore, lo
riferirò!”
6.
N : “Intanto,qualche chilometro più a sud, Amasi stava meditando nel suo
grande e lussuoso palazzo.”
A : “La fortuna di Policrate va via via crescendo, conquista molte città ed è
molto ricco. Gli dei potrebbero essere invidiosi... e se lo sono contro di lui lo
saranno anche contro di me. Devo trovare una soluzione a questo problema.
(N : “Pensava il grande Amasi sullo sfarzoso trono davanti ad una pergamena
linda) Trovato! Deve liberarsi dell'oggetto a cui tiene di più così da alternare
questa pericolosa fortuna a momenti di mala sorte.
N : “Dopo aver finito di scrivere la lettera ordinò al suo servo di portarlo al
messaggero e di consegnarlo a Policrate. Appena questi lo lesse rimase un po'
interdetto.”
P : “Perché gli dei dovrebbero essere gelosi della mia fortuna? (N : “Dopo una
breve riflessione però…) In effetti ciò che dice Amasi è giusto. Deciderò di quale
dei miei anelli mi sbarazzerò così da essere in pace con le divinità.”
7.
N : “Inseguito ad un'accurata selezione, scelse l'anello che
quotidianamente portava al dito: uno smeraldo incastonato
nell'oro. Preparò la nave e andò largo nell'Egeo.”
P : “Siamo abbastanza lontani dalla costa, fermiamoci.
(N : “ Policrate sfilò il suo anello e lo gettò nel mare) Caspita, era
il mio anello migliore, ma so che ho fatto la cosa giusta e posso
stare tranquillo. Devo ringraziare il mio amico Amasi.”
8.
N : “Qualchegiorno dopo un pescatore pescò un pesce talmente grande e bello che decise di
donarlo al proprio re Policrate. Onorato dalle parole e dal gesto del pescatore egli decise di
invitarlo a cena.”
9.
PE : “Éproprio un bel pesce, sarebbe sprecato potarlo al
mercato. Lo porterò a Policrate.”
S : “Non può entrare qua. É la casa del re.”
PE : “Ho un dono proprio per lui. Ecco vedete.”
S : “Allora è ben accetto. Chiama il padrone e digli che c'è un
pescatore che ha un dono per lui.
Padrone!”
P : “A cosa devo questo magnifico regalo?”
PE : “Oggi mentre ero al largo ha abboccato questo pesce e nel
vederlo mi sembrava un dono fatto proprio per il mio re.”
P : “Ti ringrazio molto dello splendido regalo e delle splendide
parole, sei invitato a cena. I miei servi lo cucineranno.”
N : “I servi presero il pesce e andarono a cucinarlo. Mentre
toglievano il ventre, la lisca e le spine, trovarono
inaspettatamente l'anello che Policrate aveva buttato qualche
giorno prima.”
S : “Oh Dio, guardate, c'è un anello! Con il sigillo di Policrate per
di più. Corriamo a darglielo.”
N : “Appreso l'accaduto, Policrate rimase sconvolto e decise di
riferire il tutto Amasi.
Amasi incredulo pensò…”
A : “É un segno divino! Prima che venga coinvolto in un conflitto
tra gli dei è meglio interrompere il rapporto di ospitalità.”
10.
N : “Ecosì il grande Re d'Egitto fece in modo che quando a Policrate
fosse successa una disgrazia non si dispiacesse per lui e per la sua
mala sorte.”
CONCLUSIONE
Si conclude qui la storia narrata da Erodoto, il rapporto di ospitalità tra
i due re. Ma una cosa che non finirà sarà la nostra curiosità verso
storie e miti antichi che si nascondono tra le pagine dello storico più
importante dell'antichità: Erodoto.