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Protocollo e csc

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Una presentazione a supporto di nuove idee per il progetto dei Ministri della Sanità e Difesa, per la produzione di cannabis presso l'istituto chimico farmaceutico militare di Firenze.
Dalle dinamiche economiche legate al mercato della cannabis, una possibile risposta alle esigenze di un cambio di prospettiva del fenomeno cannabis, da un punto repressivo poliziesco ad uno sanitario e medico.
Una risposta al problema della produzione illecita di cannabis, attraverso ridefinizioni di liceità della produzione e un supporto informatico in grado di gestire da subito la produzione di cannabis, dare corrette stime della domanda a corrette risposte produttive e gestione dei costi.

Published in: Economy & Finance
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Protocollo e csc

  1. 1. IL PROTOCOLLO DEI MINISTERI SANITA’ E DIFESA E I CANNABIS SOCIAL CLUB UN COMPROMESSO ALLA LUCE DELLA NORMATIVA VIGENTE dott. Giorgio Gatti
  2. 2. dott. Giorgio Gatti
  3. 3. IL PROTOCOLLO FIRMATO DAL MINISTERO DELLA SALUTE E DELLA DIFESA 1. Gli interessi tutelati 2. Il progetto pilota 3. Novità da introdurre: la licenza per la coltivazione 4. Gli interessi da considerare: l’interesse della collettività 5. I Cannabis Social Club: finalità sociali 6. Uno strumento «social» per la gestione della cannabis dott. Giorgio Gatti
  4. 4. 1. Gli interessi tutelati dott. Giorgio Gatti
  5. 5. 2. Il progetto pilota dott. Giorgio Gatti
  6. 6. 3. Novità da introdurre: la licenza per la coltivazione dott. Giorgio Gatti
  7. 7. 4. Gli interessi da considerare: l’interesse della collettività Ilprogetto pilota è una opportunità per la soluzione del problema della coltivazione illecita degli stupefacenti attraverso la produzione e la vendita di semi di cannabis Dalla produzione di composti fitoterapici alla vendita dei semi: uno strumento per la concessione della licenza a coltivare un limitato numero di piante anche a scopo collettivo o di gruppo La coltivazione lecita di gruppo:i Cannabis Social Club dott. Giorgio Gatti
  8. 8. 5. I Cannabis Social Club: finalità sociali dott. Giorgio Gatti
  9. 9. 5. I Cannabis Social Club: finalità sociali limitare l’accesso al mercato illegaledi stupefacenti limitare il rischiodi accesso ad altre sostanze stupefacenti monitorareuna situazione realistica dei consumi e della diffusione della cannabis limitare la coltivazione ad un ristretto gruppo di persone limitare l’utilizzo di cannabis all'uso esclusivo dei soci dott. Giorgio Gatti
  10. 10. 5. I Cannabis Social Club: finalità sociali Il rilascio della licenzaalla coltivazione, dà la possibilità alle forze dell’ordine ditenere monitorata la dimensione del fenomeno, evitando la pressione che la “guerra alla droga” ha portato. dott. Giorgio Gatti
  11. 11. 5. I Cannabis Social Club: finalità sociali I Cannabis Social Club: una soluzione I Cannabis Social Club rappresentano la forma associativadi acquisto di semi per la coltivazione di gruppo di cannabis L’ istituto militare di Firenze accetta e raccoglie le richieste di acquistodella “licenza alla coltivazione per sementi di cannabis” rilasciate con l’ acquisto dei semi. La licenza della coltivazione viene assegnata per un numero totale di semi, suddivisi per associati. I soci possono essere persone che fanno richiesta di cannabis per uso terapeutico e non hanno la possibilità di coltivare personalmente. dott. Giorgio Gatti
  12. 12. 6. Uno strumento «social» per la gestione della cannabis La produzione di cannabis Il monitoraggio statistico del fenomeno Il controllo della qualità, certificato dagli utenti La possibilità per gli utenti di fornire nuove varietà all’Istituto Militare attraverso la ricerca scientifica dei Social Club registrati dott. Giorgio Gatti
  13. 13. 6. Uno strumento «social» per la gestione della cannabis Il Cannabis Management System: il sistema integrato a supporto della gestione a 360°della cannabis dott. Giorgio Gatti
  14. 14. 6. Uno strumento «social» per la gestione della cannabis dott. Giorgio Gatti -Cannabis Management System
  15. 15. dott. Giorgio Gatti «Come è stato ben documentato io ho fumato marijuana quando ero giovane, la considero un'abitudine sbagliata ed unvizio, ma non molto diverso dallesigaretteche ho fumato anche da grande. Ma non penso che sia più pericoloso dell'alcol.» (Barack Obama)
  16. 16. Dott. Giorgio Gatti Consulente in Economia della Sicurezza Pubblica e dello Sviluppo Economico

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