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Primo Dossier Giovani
 

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    Primo Dossier Giovani Primo Dossier Giovani Document Transcript

    • Ufficio stampa Primo Dossier Giovani: le priorità del Governo per l’occupazione PRIMO DOSSIER GIOVANI: LE PRIORITA’ DEL G OVERNO PER L’OCCUPAZIONE – I° Rapporto – Febbraio 2012 1 A cura di PRESIDENZA DEL C ONSIGLIO DEI MINISTRI, U FFICIO STAMPA E DEL P ORTAVOCE
    • PRIMO DOSSIER GIOVANI: LE PRIORITA’ DEL GOVERNO PER L’OCCUPAZIONE I° RAPPORTO – FEBBRAIO 2012 * * * Il Governo presieduto dal Professor Mario Monti si è insediato il 17 novembre 2011,subentrando alla guida del Paese durante una delle fasi più delicate degli ultimi anni. Una fasecondizionata da turbolenze – spesso imprevedibili – dei mercati, e soggetta a equilibri economici,talora politici, instabili. Una fase di incertezza delle cui conseguenze risentono i cittadini di ognireddito e fascia d’età e, tra questi, soprattutto il ceto medio e le giovani generazioni. È proprio da questi ultimi, i giovani, che il Governo ha scelto di ripartire. È stato uninvestimento di fiducia a fondo perduto, che muove in due direzioni. Fiducia, anzitutto,verso la generazione che, suo malgrado, vive questa fase difficile di transizione, senza peròdisporre dei mezzi necessari per opporvisi. Una generazione che oggi è chiamata a dare ilproprio contributo alla crescita dell’Italia, approfondendo le proprie conoscenze, avviandosi almondo del lavoro, sostenendo, se necessario, il proprio nucleo familiare. Fiducia, inoltre, verso ilPaese, affinché vengano meno gli ostacoli burocratici – e talvolta ideologici – che oggi sioppongono all’affermazione dei giovani intraprendenti e volenterosi. In questo breve rapporto abbiamo voluto ripercorrere i tratti salienti di un camminoappena iniziato, e tuttora in corso. Il quadro che ne vien fuori è chiaro: molto si è fatto – e ilrapporto ne dà conto in dettaglio – e molto c’è ancora da fare. Ciascun capitolo, quattro in tutto,offre uno spaccato della situazione, illustrando le misure adottate e, prima ancora, offrendo datinumerici e percentuali. Il primo Capitolo, in particolare, fotografa la situazione italiana al 2011. I dati diffusisvelano uno scenario a tratti inquietante: disoccupazione giovanile in aumento, soprattutto nelSud del Paese, e incremento di coloro che, per scelta, rinunciano a studiare e cercareun’occupazione. La domanda di fondo è: esiste davvero un “caso giovani”? Il secondo Capitolo – il titolo contiene in sé una promessa: Start-up Italia! – illustraquanto è stato fatto dal Governo per incentivare lo spirito imprenditoriale di chi, giovane,un’impresa non l’ha mai gestita, ma vorrebbe provare, e sostenere chi, giovane o meno giovane,un’impresa ce l’ha e vorrebbe investire su nuove leve per rafforzare la pianta organica. Sonointerventi molto diversi per struttura e mezzi. Mirano però allo stesso obiettivo: incoraggiare lospirito imprenditoriale, la creatività, la voglia di investire su sé stessi. Il terzo Capitolo è dedicato all’educazione. Si illustrano qui sia i provvedimenti varatiper consentire ai giovani di coltivare la passione per lo studio – agevolandoli, ad esempio, nellascelta dell’indirizzo più vicino alle loro aspettative – sia le misure adottate per facilitare lacarriera professionale degli operatori dell’educazione: insegnanti, ricercatori, professoriuniversitari. La parola d’ordine, in entrambi i casi, è “merito”. Infine, il quarto Capitolo è dedicato al mondo delle professioni intellettuali. Leliberalizzazioni recentemente varate dal Governo hanno avuto due interlocutori principali. Iprimi sono i consumatori, per i quali si attendono benefici consistenti. I secondi sono loro: igiovani. La rimozione degli ostacoli all’accesso all’esercizio delle professioni intellettuali, cosìanche la possibilità di sperimentare nuove forme di pubblicità della propria attività, sono pensateproprio per coloro che si avviano all’esercizio di un’attività professionale. Ufficio stampa e del Portavoce PRIMO DOSSIER GIOVANI: LE PRIORITA’ DEL G OVERNO PER L’OCCUPAZIONE – I° Rapporto – Febbraio 2012 2 A cura di PRESIDENZA DEL C ONSIGLIO DEI MINISTRI, U FFICIO STAMPA E DEL P ORTAVOCE
    • Capitolo I I giovani al centro della crisi del mercato del lavoro: Nord e Sud a confronto1.1 Diamo i numeri: i dati ISTAT e il Rapporto Censis. – 1.2 Il caso giovani. – 1.3 Le due estremità dello“Stivale”. – 1.4 Cosa si intende per “Neet”? Capitolo II Start-up Italia!2.1 Creazione di “società semplificata a responsabilità limitata”. – 2.2 Start-up in Europa e in Italia. – 2.3Start-up, più chances agli aspiranti imprenditori. Capitolo III Parola d’ordine: merito. Le agevolazioni per la carriera didattica3.1 L’importanza della formazione. – 3.2 Scuola: le principali novità – 3.3 Verso un’Università più accessibile– 3.4 Semplificazioni in materia di Ricerca. Capitolo IV Largo ai nuovi professionisti!4.1 Ordini professionali: il principio della libera concorrenza – 4.2 Come cambiano le professioni intellettuali– 4.3 Società per l’esercizio professionale.Parole chiave: giovani, merito, partecipazione, aggregazione, democrazia, crescita, professioni,occupazione, start-up PRIMO DOSSIER GIOVANI: LE PRIORITA’ DEL G OVERNO PER L’OCCUPAZIONE – I° Rapporto – Febbraio 2012 3 A cura di PRESIDENZA DEL C ONSIGLIO DEI MINISTRI, U FFICIO STAMPA E DEL P ORTAVOCE
    • C APITOLO I I GIOVANI AL CENTRO DELLA CRISI DEL MERCATO DEL LAVORO: NORD E SUD A CONFRONTO1.1 Diamo i numeri: i dati ISTAT e il Rapporto Censis. – 1.2 Il caso giovani. – 1.3 Le due estremitàdello “Stivale”. – 1.4 Cosa si intende per “Neet”? 1.1. Diamo i numeri: i dati ISTAT e il Rapporto Censis Le politiche giovanili (una definizione di genere che qui usiamo per fareriferimento all’insieme dei provvedimenti volti a favorire la partecipazione el’aggregazione degli under 35 alla vita collettiva) sono una delle priorità del GovernoMonti. I decreti “Salva Italia”, “Cresci Italia” e “Semplifica Italia” contengono numeroseiniziative a favore delle nuove generazioni. I dati diffusi dall’Istituto Nazionale di Statistica – ISTAT, relativi a dicembre 2011,sono rivelatori. Nel nostro Paese, il tasso di disoccupazione si attesta all’8,9%: in aumentodello 0,1% in termini congiunturali (variazione rispetto a novembre 2011) e dello 0,8%rispetto al 2010. Il tasso di disoccupazione giovanile arriva al 31%, cedendo lo 0,2%in termini congiunturali. Il tasso di inattività, invece, si posiziona al 37,5%, con unaflessione dello 0,1% rispetto a novembre 2011 e dello 0,5% su base annua. Le preoccupazioni trovano conferma nelle parole del Presidente dell’ISTAT, Enrico Giovannini, nel corso dell’audizione alla Commissione Bilancio della Camera dei Deputati del 16 febbraio 2012. L’occupazione dei giovani tra i 18 e i 29 anni – ha spiegato Giovannini – continua a calare, al punto che “nella media dei primi tre trimestri del 2011 ha subito una flessione del 2,5%, circa 80 mila unità”. Il tasso di disoccupazione – ha continuato Giovannini – è sceso dal 20,5% del primo trimestre 2011 al 18,6% del terzo trimestre, rimanendo, però, almeno 11 punti percentuali al di sopra del tasso di disoccupazione complessivo. “Se invece si considera la fascia di età fra i 15 e i 24 anni, come proposto dall’Unione europea, la disoccupazione sale al 31%, la più alta dopo la Spagna”. I dati diffusi dall’ISTAT (su stime provvisorie) il 2 aprile 2012 sono ancora più gravi: il tasso di disoccupazione a febbraio è al 9,3%, in rialzo di 0,2 punti su gennaio e di 1,2 punti su base annua. E’ il tasso più alto da gennaio 2004. Il tasso di disoccupazione giovanile (dai 15 ai 24 anni) è salito al 31,9%, in aumento di 0,9 punti percentuali rispetto a gennaio e di 4,1 punti su base annua. Definizioni: tasso di inattività, tasso di disoccupazione, tasso di disoccupazione giovanile Il tasso di inattività registra la percentuale di persone residenti all’interno di un’area territorialeche non lavorano, o per scelta (come le casalinghe o gli studenti) o perché troppo anziani. Il tasso di inattività si differenzia dal tasso di disoccupazione per due ragioni: • Il tasso di disoccupazione indica le persone che vorrebbero lavorare, ma che non riescono a trovare un impiego. Il tasso di inattività ha come target altri gruppi di individui, come casalinghe e studenti. • Cambiano anche i denominatori dei due indicatori. Nel tasso di disoccupazione il dato è relativo alla popolazione attiva (o forza lavoro, composta dagli occupati, dai disoccupati e dai PRIMO DOSSIER GIOVANI: LE PRIORITA’ DEL G OVERNO PER L’OCCUPAZIONE – I° Rapporto – Febbraio 2012 4 A cura di PRESIDENZA DEL C ONSIGLIO DEI MINISTRI, U FFICIO STAMPA E DEL P ORTAVOCE
    • soggetti in cerca di prima occupazione). Nel tasso di inattività il dato è pesato semplicemente sul totale della popolazione residente (cioè attiva e non attiva). Il tasso di disoccupazione giovanile, invece, rivela la percentuale di giovani fra i 15 e i 24 anniche non lavorano rispetto alla popolazione attiva sotto i 25 anni di età. 1.2 Il caso giovani Il caso “giovani” è un problema comune a molti Paesi. L’Italia non fa eccezione.Secondo uno studio diffuso a settembre 2011 dall’Istituto per la Competitività, laperformance del mercato del lavoro italiano è la peggiore dei Paesi dell’Europaoccidentale. I primi a pagarne le conseguenze sono proprio i giovani. Nel 2010 la disoccupazione giovanile nell’Unione Europea “a 27” si è attestata al 20%.In Italia, invece, registra un tasso del 27,8%. Altrove, come in Francia, Gran Bretagna oGermania, i valori registrati sono nettamente inferiori. Il tasso di disoccupazione si èattestato, rispettivamente, al 25%, al 20% e al 10%. Censis, sempre meno giovani nel 2030 Secondo il Rapporto del Centro Studi Investimenti Sociali – CENSIS del 2010, in Italia, fra vent’anni,ci saranno più di un milione di giovani in meno. La fascia d’età fra i 18 e i 34 anni diminuirà sensibilmentenel prossimo decennio: dai circa 12 milioni e 26 mila giovani del 2010 si passerà ai 10 milioni e 836 miladel 2020 (con una flessione del 9,9%), fino ad arrivare ai 10 milioni e 791 mila del 2030. La flessionecomplessiva per il periodo 2010-2030 sarebbe del -10,3%. Secondo i dati CENSIS i giovani passeranno dal20% al 17,4% della popolazione complessiva. Allo stesso tempo, gli over 65 aumenteranno dagli attuali 12milioni 216 mila a 16 milioni 441 mila nel 2030 (+34,6%), mentre gli over 80 si attesteranno a 5 milioni 452mila (+55,2%). Rispetto alla media europea, gli italiani continueranno a essere i più “grandi”: nel 2030 laquota di anziani (65 anni e oltre) nel Regno Unito sarà limitata al 20,5%, al 22,1% in Spagna, al 23,2% inFrancia. La quota dei giovani europei, invece, sarà superiore a quella italiana di diversi punti percentuali:20,8% nel Regno Unito, 20,3% in Francia, 19% in Spagna. Il Rapporto CENSIS evidenzia anche il divario fra Nord e Sud sul piano demografico. Nel 2030 lapopolazione italiana sarà di 62 milioni 129 mila persone, il 3,2% in più rispetto al 2010. Non si tratterà,però, di una crescita omogenea. Gli abitanti delle regioni meridionali diminuiranno (-4,3%), mentre iresidenti del Centro-Nord aumenteranno in modo consistente (+7,1%) soprattutto per effettodell’immigrazione. Il trend di impoverimento del capitale umano al Sud comporterà un allargamento deldivario rispetto al Nord sia come mercato di consumatori che come bacino di lavoratori. 1.3 Le due estremità dello “Stivale” Secondo il Rapporto 2010 sul Sud la disoccupazione giovanile nel Mezzogiorno haraggiunto livelli allarmanti: nel 2010 i ragazzi di età compresa fra i 15 e i 24 anni privi dioccupazione erano il 38,8%, con una punta del 40,6% per le donne. Secondo il rapporto, ilMeridione fa registrare “un non efficace incontro tra domanda e offerta, per un nonottimale raccordo tra imprese e scuole-Università”, con problemi occupazionali soprattuttoper i ragazzi che hanno conseguito la laurea. Il Rapporto dell’Associazione per lo sviluppo dell’industria del Mezzogiorno –SVIMEZ del 2011 lancia l’“emergenza giovani” nel Sud Italia. “Due su tre sono aspasso”, si legge nel rapporto, e oltre il 30% dei laureati under 34 non lavora e non studia. PRIMO DOSSIER GIOVANI: LE PRIORITA’ DEL G OVERNO PER L’OCCUPAZIONE – I° Rapporto – Febbraio 2012 5 A cura di PRESIDENZA DEL C ONSIGLIO DEI MINISTRI, U FFICIO STAMPA E DEL P ORTAVOCE
    • Nel Mezzogiorno una persona su quattro non lavora, se consideriamo anche ilavoratori in cassa integrazione e i cosiddetti “scoraggiati” (coloro che non cercano lavoroma sarebbero disponibili a lavorare; oppure cercano lavoro ma non sono disponibili ainiziare entro un anno; oppure, ancora, lo cercano non attivamente). L’occupazione è in calo in tutte le regioni meridionali, ad eccezione della Sardegna.Particolarmente forte è la diminuzione in Basilicata, al 47,1%, e Molise, al 51,1%. Valori inulteriore riduzione si registrano in Campania, dove è impiegata meno del 40% dellapopolazione, in Calabria (42,2%) e Sicilia (42,6%). Sempre secondo il Rapporto SVIMEZ, nel Mezzogiorno il tasso di occupazionegiovanile (dai 15 ai 34 anni) nel 2010 è giunto al 31,7% (il dato medio del 2009 si attestavaal 33,3%) segnando un divario di 25 punti rispetto al Nord Italia. Qui l’occupazionegiovanile raggiunge il 56,5%. Significa che nel Sud d’Italia lavorano la metà dei giovanirispetto ai coetanei del Nord. “La questione generazionale italiana” – segnala il documento– “diventa quindi emergenza e allarme sociale nel Mezzogiorno”. Rapporto SVIMEZ, il Sud arranca Secondo lo studio, il prodotto interno lordo (PIL) in Italia cresce meno della media europea e il Sudarranca: nel 2010 il Mezzogiorno ha segnato, rispetto all’anno precedente, un modesto +0,2%, ben lontanodal +1,7% del Centro-Nord. La crisi ha colpito tutto il Paese. Nel biennio 2008-2009 la caduta del PIL hasuperato la media europea di oltre 65 punti percentuali. Nel 2010 il PIL pro capite nazionale in valoriassoluti è stato di 25.583 Euro, risultante dalla media tra i 29.869 euro del Centro-Nord e i 17.466 delMezzogiorno. Sempre in termini assoluti, nel 2010 la regione più ricca è stata la Lombardia, con 32.222Euro, pari a circa 16 mila Euro l’anno in più rispetto alla Campania, che invece è la più povera, con 16.372Euro. In seconda posizione c’è il Trentino Alto Adige (32.165 Euro), seguito dalla Valle d’Aosta (31.993Euro), Emilia Romagna (30.798 Euro) e Lazio (30.436 Euro). Nel Mezzogiorno la regione con il PIL procapite più elevato è stata l’Abruzzo (21.574 Euro), che comunque registra un valore di circa 2.200 Euro al disotto dell’Umbria, la regione più debole del Centro-Nord. Seguono Molise (19.804), Sardegna (19.552),Basilicata (18.021), Sicilia (17.488), Calabria (16.657) e Puglia (16.932). 1.4. Cosa si intende per “Neet”? Un altro dato preoccupante è quello dei cosiddetti “Neet” (Not in education,employment or training): giovani, tra i 15 e i 29 anni di età, che non lavorano né sonoimpegnati in corsi di studio o formazione. Secondo l’ultimo rapporto ISTAT di dicembre, laquota dei Neet è pari a 2,1 milioni, cioè il 22,1% della popolazione. I numeri, peraltro, sonoin crescita: dal 2008 al 2011 i Neet sono aumentati di oltre 17 punti percentuali. Anche lo studio del Consiglio nazionale dell’Ordine dei consulenti del lavoro – CNO,elaborato sulla base dei dati raccolti da Bankitalia e dal Ministero del Lavoro, Salute ePolitiche Sociali, conferma la stessa informazione. Nel triennio 2005-2008, i Neet tra i 15 ei 29 anni erano poco meno di 2 milioni, pari al 20% della popolazione nella stessa fasciad’età. Nel 2010 hanno raggiunto quota 2,3 milioni, circa il 23,4%. L’aumento è stato più marcato nelle regioni del Nord e del Centro Italia, menopronunciato al Sud, dove tuttavia l’incidenza di Neet era prossima al 30% già prima dellacrisi. Il Rapporto Svimez 2011, infatti, scrive così: “sono circa 167 mila i laureatimeridionali fuori dal sistema formativo e del mercato del lavoro, con situazioni critiche inBasilicata e Calabria. Uno spreco di talenti inaccettabile”. La condizione di Neet è soltanto in parte collegata al fenomeno della disoccupazione.Secondo l’indagine del Consiglio nazionale, nel 2008 il 30,8% dei Neet cercavaun’occupazione (il 25,3% tra le donne), mentre nel 2010 tale quota ha raggiunto il 33,8%.Il problema di trovare un lavoro, quindi, preoccupa (all’apparenza) meno della metà deigiovani completamente inattivi. La Fondazione Studi del CNO ha cercato di capirne i PRIMO DOSSIER GIOVANI: LE PRIORITA’ DEL G OVERNO PER L’OCCUPAZIONE – I° Rapporto – Febbraio 2012 6 A cura di PRESIDENZA DEL C ONSIGLIO DEI MINISTRI, U FFICIO STAMPA E DEL P ORTAVOCE
    • motivi. Il quadro complessivo sarebbe determinato, oltre che da responsabilità personalidei giovani (soltanto il 23,4% di loro risulta disponibile a trasferirsi in altre regioni oall’estero per trovare un impiego), anche da “storture” del sistema. Nell’anno passato, purtrovandoci in una fase di crisi, le aziende italiane hanno preventivato circa 600 milaassunzioni. Il 44,4% di queste (264 mila in termini assoluti) ha interessato, però, unsettore poco attraente per i lavoratori, quello dei mestieri manuali. Con un risultatosconsolante: 50 mila posti vacanti che rischiano di rimanere scoperti. Non solo. I giovani sono oggi i lavoratori su cui grava di più il costo della mobilità inuscita. Nel 2010, su 100 licenziamenti che hanno determinato una condizione diinoccupazione, 38 hanno riguardato giovani con meno di 35 anni e 30 lavoratori fra 35 e44 anni. Soltanto in 32 casi si è trattato di persone con 45 anni o più. Come per il tasso di disoccupazione giovanile, l’Italia registra, rispetto ai suoi partnereuropei, la performance peggiore anche in termini di Neet. Secondo lo studio dell’Istitutoper la Competitività, citato in precedenza, quasi il 22% dei giovani non studia, né siinforma, né si aggiorna. Sorprende l’ampio distacco rispetto agli altri Paesi, con la solaeccezione della Spagna (dove i Neet raggiungono quota 40%), che ha subito notevolmentegli effetti della crisi. La media europea si attesta intorno al 15%, livello sul quale siattestano anche Francia e Gran Bretagna. L’esempio più virtuoso è quello della Germania,dove i Neet rappresentano solo il 10% dei giovani. PRIMO DOSSIER GIOVANI: LE PRIORITA’ DEL G OVERNO PER L’OCCUPAZIONE – I° Rapporto – Febbraio 2012 7 A cura di PRESIDENZA DEL C ONSIGLIO DEI MINISTRI, U FFICIO STAMPA E DEL P ORTAVOCE
    • C APITOLO II START-UP ITALIA!2.1 Creazione di “società semplificata a responsabilità limitata”. – 2.2 Start-up in Europa e in Italia.– 2.3 Start-up, più chances agli aspiranti imprenditori. 2.1. Creazione di “società semplificata a responsabilità limitata” Consapevole dell’importanza dei piccoli e medi imprenditori per la ripresadell’economia italiana, soprattutto in una fase complessa come quella attuale, il GovernoMonti ha varato una serie di misure volte a favorire l’attività delle piccole e medie imprese(PMI). Secondo i dati di Camere di Commercio d’Italia UNIONCAMERE pubblicati a inizio2012 e relativi al 31 dicembre 2011 – gli under 30 alla guida di un’azienda rappresentanopoco più del 5% del totale. L’Esecutivo, in questi mesi, ha adottato numerosiprovvedimenti per incentivare il mercato e rilanciare i giovani imprenditori. Il decreto “Cresci Italia” introduce nel Codice civile il nuovo articolo 2463-bis. Lanorma incentiva la creazione di start-up, che prendono il nome di “società semplificata aresponsabilità limitata”. Le nuove società si caratterizzano per quattro aspetti chiave:- Primo: Età massima. Il titolare o i titolari non devono aver superato il 35esimo annod’età. In caso contrario, è prevista la possibilità di trasformare la società in una diversasocietà di capitali.- Secondo: Assistenza notarile gratuita.- Terzo: Ammontare minimo a un Euro. Attualmente la legge fissa il capitale socialeminimo, per le normali Srl, a 10 mila Euro.- Quarto: Esenzione da diritti di bollo e segreteria. Altra agevolazione (in terminidi risparmio di spese di costituzione) è costituita dall’esonero dal versamento dei diritti dibollo e segreteria dovuti per la normale procedura di costituzione. Cos’è una “start-up”? Con il termine start-up si identifica l’operazione e il periodo durante il quale si avvia un’impresa. Sitratta di imprese appena costituite, con processi organizzativi ancora in corso. Le start-up sono,tendenzialmente, di piccole dimensioni, caratterizzate da un team di lavoro composto da poche persone edotate di elevata flessibilità. I termini per riassumere una start-up sono: flessibilità, trasversalità edimensioni ridotte. 2.2. Start-up in Europa e Italia PRIMO DOSSIER GIOVANI: LE PRIORITA’ DEL G OVERNO PER L’OCCUPAZIONE – I° Rapporto – Febbraio 2012 8 A cura di PRESIDENZA DEL C ONSIGLIO DEI MINISTRI, U FFICIO STAMPA E DEL P ORTAVOCE
    • L’Europa ha sempre guardato con attenzione al concetto di “start-up” e alla suaevoluzione. Già il Libro Verde sull’imprenditorialità in Europa del 27 gennaio 2003puntava a incentivare la collaborazione e lo spirito imprenditoriale dell’Unione. Negliultimi anni la Commissione europea ha presentato numerose comunicazioni e relazioniincentrate sull’esigenza di favorire maggiormente le piccole imprese. Per esempio quellapubblicata a febbraio 2011, “Business Dynamics: Start-ups, Business Transfers andBankruptcy”, che analizza l’impatto macroeconomico delle start-up, i trasferimenti diimprese e il fallimento, promuovendo forme di collaborazione fra i vari Paesi. Anche in Italia il fenomeno delle start-up, presente già dagli anni Novanta del secoloscorso, sta decollando. Fra gli esempi più eclatanti c’è quello di Groupon, il colosso deicoupon scontati lanciato nel novembre 2008 a Chigago da Andrew Mason. Alla fine del2010 è stata aperta la sede italiana di Milano che, da allora, ha assunto (a tempodeterminato) 450 persone, in media una al giorno. “Genuinamente” italiano, invece, èl’esempio di Soundreef, start-up che si propone di gestire diritti d’autore derivanti dallacircolazione di musica di ambiente nelle catene della grande distribuzione (commercioalimentare, elettronica, abbigliamento). E’ evidente come nell’attuale sistema economico lestart-up rappresentino uno dei principali motori per la nuova occupazione: la creazione disocietà semplificate a responsabilità limitata è il primo tassello per la crescitaimprenditoriale del Paese. Sbarca in Europa la scuola per le start-up Entro questa primavera è prevista l’apertura della prima filiale europea di General Assembly, lascuola americana dedicata alla formazione dei giovani imprenditori e delle start-up. Sorgerà a Londra, nelquartiere di Shoreditch, in un’area di oltre 7 mila metri, dove sarà allestito un vero e proprio campus.L’obiettivo è importare un modello formativo di successo, basato sulla collaborazione e la condivisione delleidee. 2.3. Start-up, più chances agli aspiranti imprenditori Oltre alla società semplificata a responsabilità limitata, il Governo ha varato una seriedi provvedimenti mirati ad agevolare la crescita economica e lo spirito imprenditoriale.Sebbene non tutti questi interventi si rivolgano direttamente ai giovani, in molti casi igiovani ne traggono comunque beneficio, indirettamente. Particolarmente importanti sonogli sgravi fiscali alle imprese che assumono giovani con il bonus assunzioni al Sud,esteso fino al 2013; le agevolazioni fiscali per nuovi imprenditori (in vigore da gennaio2012); gli incentivi agli operatori che investono in fondi di venture capital (capitale dirischio) per avviare le aziende innovative; infine, il Fondo Nazionale per l’Innovazione(FNI). Di seguito, in sintesi, le novità: 1. Sgravi fiscali alle imprese che assumono giovani. Sono previsti sgravidell’Irap (Imposta regionale sulle attività produttive) per le imprese che assumono giovanisotto i 35 anni (oltre che manodopera femminile) a tempo indeterminato. Le deduzioniIrap, con il decreto Salva-Italia, sono state incrementate del 130%, passando da 4600 a10600 Euro per ciascun dipendente assunto. La cifra sale a 15200 Euro per le imprese delMezzogiorno. Le deduzioni Irap per under 35 e donne faranno risparmiare alle impreseitaliane circa un miliardo l’anno in tasse, a partire dal 2012. PRIMO DOSSIER GIOVANI: LE PRIORITA’ DEL G OVERNO PER L’OCCUPAZIONE – I° Rapporto – Febbraio 2012 9 A cura di PRESIDENZA DEL C ONSIGLIO DEI MINISTRI, U FFICIO STAMPA E DEL P ORTAVOCE
    • Manovra: “equità fra generi” Gli incentivi all’assunzione di manodopera femminile, come quelli previsti dalla Manovra, sonoefficaci per promuovere l’occupazione. Ecco come funzionano: • Contratti di apprendistato. I datori di lavoro con più di 9 dipendenti che assumano da gennaio 2012 a dicembre 2016 manodopera femminile avranno uno sgravio contributivo del 100% per un periodo di tre anni, del 10% dal terzo anno in avanti. • Contratti di inserimento. E’ riconosciuto un contributo a tutti i datori di lavoro che favoriscono il lavoro femminile, stipulando contratti con lavoratrici di qualunque età purché prive di un impiego da almeno sei mesi e che risiedano in territori con tasso di disoccupazione superiore al 20% e che superi di 10 punti quello maschile. 2. Bonus assunzioni al Sud. E’ prevista la proroga fino al maggio 2013 del creditod’imposta per le assunzioni nelle imprese del Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria,Campania, Puglia, Molise, Sardegna, Sicilia). Il credito d’imposta è pari al 50% dei costisalariali sostenuti per ogni lavoratore “svantaggiato” o “molto svantaggiato” neoassunto alSud. Lo sgravio contributivo si applica nei 12 mesi o nei 24 mesi successivi all’assunzionein relazione alla condizione di “svantaggiato” o di “molto svantaggiato” del lavoratore.Per lavoratori “svantaggiati” si intendono quelli privi di impiego da almeno 6 mesi, o prividi un diploma, o over 50 anni, o che vivono soli con una o più persone a carico, ovverooccupati in professioni o settori con elevato tasso di disparità uomo-donna, ovvero membridi una minoranza nazionale. Per lavoratori “molto svantaggiati” si intendono quelli prividi lavoro da almeno 24 mesi. Il credito d’imposta spetta nella misura del 50% dei costi salariali sostenuti nei dodici mesi successiviall’assunzione per ciascun lavoratore “svantaggiato” e nei ventiquattro mesi successivi all’assunzione perogni lavoratore “molto svantaggiato”. Il bonus per ogni unità lavorativa è calcolato sulla differenza tra ilnumero dei dipendenti a tempo indeterminato, rilevato mensilmente, e quello dei lavoratori a tempoindeterminato mediamente occupati nei dodici mesi precedenti alla data dell’assunzione. Ogni Regione stabilirà con decreto dirigenziale, adottato entro 30 giorni dall’entrata in vigore delcitato provvedimento attuativo della legge, le modalità e le procedure per la concessione del bonus. Peraccedere al beneficio, gli interessati dovranno inoltrare apposita istanza alla Regione competente chesuccessivamente comunicherà l’ammissione al bonus, nei limiti delle risorse disponibili stanziate. Si perde il diritto al bonus quando: 1) il numero totale dei dipendenti a tempo indeterminato èinferiore o pari a quello nei 12 mesi precedenti l’assunzione; 2) i nuovi posti di lavoro non sono conservatiper almeno due anni dalle piccole e medie imprese o tre anni dalle altre imprese; 3) vi è accertamentodefinitivo di violazioni non formali alla normativa fiscale, a quella contributiva o a quella sulla salute esulla sicurezza dei lavoratori. 3. Venture capital. Il decreto legge n. 98 del 6 luglio 2011, convertito nella leggen.111 del 15 luglio 2011, ha introdotto l’esenzione di imposta dei proventi realizzatiattraverso la partecipazione in fondi di venture capital. Per poter beneficiaredell’agevolazione è necessario che i fondi investano almeno il 75% in imprese innovativecostituite da non più di 36 mesi e con un fatturato non superiore ai 50 milioni di Euro. 4. Aziende innovative. Si tratta d’imprese che offrono beni e servizi esclusivi (adalta tecnologia) o che sono predisposte a sostenere e sviluppare richieste di innovazione. Inun contesto di competizione globale, per un’azienda diventa importante analizzare lapropria capacità innovativa, portando sul mercato prodotti e processi nuovi (o miglioratirispetto a quelli esistenti) in maniera efficiente ed efficace. La start-up dell’anno è di Torino Il premio per la miglior azienda innovativa italiana 2011 è stato assegnato all’interno della Fieradell’Innovazione Research to Business che si è svolta a Bologna: ad aggiudicarsi la medaglia d’oro, fra le 11 PRIMO DOSSIER GIOVANI: LE PRIORITA’ DEL G OVERNO PER L’OCCUPAZIONE – I° Rapporto – Febbraio 2012 10 A cura di PRESIDENZA DEL C ONSIGLIO DEI MINISTRI, U FFICIO STAMPA E DEL P ORTAVOCE
    • finaliste, è stata la AMC, un’azienda ospitata all’interno del Politecnico di Torino. Fondata nel 2007 hamesso a punto un innovativo sistema di controllo e verifica delle funi. Il premio, di 3 mila Euro, prevedel’opportunità di accedere a un ampio network di possibili partner finanziari e industriali. 5. Fondo Nazionale per l’Innovazione (FNI). Attivato dal Ministero delloSviluppo economico, è uno strumento per PMI, a supporto della valorizzazione e ilfinanziamento di progetti innovativi basato sullo sfruttamento industriale di disegni emodelli. Il ministero, attraverso il Fondo, mette a disposizione una garanzia chepermetterà di favorire la concessione di finanziamenti da parte delle banche selezionateper circa 75 milioni di Euro, garantendo l’accesso al credito delle imprese e riducendo icosti. I finanziamenti potranno essere concessi fino a un importo massimo di 3 milioni diEuro, con durata fino a 10 anni. All’impresa non viene richiesta nessuna garanziapersonale o reale. 6. Regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e i lavoratoriin mobilità. E’ introdotta un’imposta sostitutiva dell’imposta sui redditi e sulleaddizionali regionali e comunali IRPEF (Imposta sul reddito delle persone fisiche) pari al5% nel periodo d’imposta in cui inizia l’attività d’impresa, arte o professione e nei quattrosuccessivi, ovvero fino al compimento dei 35 anni. Possono beneficiare del nuovo regimeesclusivamente le persone fisiche che hanno intrapreso l’attività dal 1° gennaio 2012 o indata successiva al 31 dicembre 2007, purché sussistano le condizioni previste dall’art. 27del D.L n. 98 del 2011.L’attività da esercitare non deve costituire, in nessun modo, mera prosecuzione di un’altraattività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo (escluso ilcaso in cui lattività precedentemente svolta consiste nel periodo di pratica obbligatoria perl’esercizio di arti o professioni). Il vincolo non opera quando il contribuente prova di averperso il lavoro o di essere in mobilità per cause indipendenti dalla propria volontà.Se l’attività costituisce il proseguimento di un’impresa esercitata da un altro soggetto,l’ammontare dei ricavi nel periodo d’imposta precedente non deve essere superiore a €30.000. 7. Incentivi fiscali per il rientro dei lavoratori in Italia. Con la Legge n. 238del 30/12/2010 si intende valorizzare le esperienze culturali e professionali maturate daicittadini dellUnione europea, nati dopo il 1° gennaio 1969, che hanno risiedutocontinuativamente per almeno 24 mesi in Italia, che studiano, lavorano o che hannoconseguito una specializzazione post lauream allestero e che decidono di rientrare inItalia. A tale scopo sono previsti incentivi fiscali sotto forma di minore imponibilità delreddito, per coloro i quali vengono assunti oppure avviano unattività di impresa o dilavoro autonomo in Italia e trasferiscono il proprio domicilio, nonché la propria residenza,in Italia entro 3 mesi dallassunzione o dallavvio dellattività.Per quanto riguarda la misura degli incentivi fiscali, i redditi di lavoro dipendente, i redditidimpresa e i redditi di lavoro autonomo percepiti dalle persone fisiche concorrono allaformazione della base imponibile ai fini dellimposta sul reddito delle persone fisiche inmisura ridotta secondo le seguenti percentuali:a) 20% per le lavoratrici;b) 30% per i lavoratoriL’incentivo in oggetto, così come modificato dal decreto “milleproroghe” 2012, spetta dalladata in cui entra in vigore la legge n. 238/2010 fino al periodo d’imposta in corso al 31dicembre 2015. PRIMO DOSSIER GIOVANI: LE PRIORITA’ DEL G OVERNO PER L’OCCUPAZIONE – I° Rapporto – Febbraio 2012 11 A cura di PRESIDENZA DEL C ONSIGLIO DEI MINISTRI, U FFICIO STAMPA E DEL P ORTAVOCE
    • PRIMO DOSSIER GIOVANI: LE PRIORITA’ DEL G OVERNO PER L’OCCUPAZIONE – I° Rapporto – Febbraio 2012 12 A cura di PRESIDENZA DEL C ONSIGLIO DEI MINISTRI, U FFICIO STAMPA E DEL P ORTAVOCE
    • C APITOLO II I PAROLA D’ORDINE: MERITO. LE AGEVOLAZIONI PER LA CARRIERA DIDATTICA3.1 L’importanza della formazione - 3.2 Scuola: le principali novità - 3.3 Verso un’Università piùaccessibile - 3.4 Semplificazioni in materia di Ricerca3.1 L’importanza della formazione L’Europa, attraverso la strategia di Lisbona, ha posto il traguardo di una societàbasata sulla conoscenza. L’Università e la ricerca – un binomio inscindibile – sono unaricchezza fondamentale per l’Italia. Per essere uno strumento davvero efficace di crescita epromozione sociale e personale in un Paese avanzato, l’Università deve cogliere concoraggio la richiesta di rinnovarsi, rendersi trasparente nella condotta e nei risultati,dimostrare con la forza dei fatti di saper progettare un futuro ambizioso. L’investimento più importante che il Paese può fare è quello sul capitale umano, suigiovani che ne rappresentano il futuro e, quindi, sugli studenti, sulle loro esigenze easpirazioni. Gli interventi varati dal governo Monti riguardano vari aspetti del percorsoformativo, in favore della Scuola, dell’Università e della Ricerca. Cos’è la Strategia di Lisbona? La strategia di Lisbona è un programma di riforme economiche approvato a Lisbona nel 2000 daiCapi di Stato e di Governo dell’Unione europea. Caratteristica peculiare della strategia è che, per la primavolta, i temi della conoscenza sono considerati fondamentali, pur essendo un documento che spazia in tutti icampi della politica economica. Tra le priorità, definite dai documenti ufficiali, troviamo l’indicazione per i Paesi dell’UnioneEuropea alla dotazione di servizi pubblici on-line, l’importanza e la definizione di uno spazio europeo dellaricerca e dell’innovazione e lo sviluppo di politiche sociali volte a risolvere due principali problemi: lacarenza di personale qualificato con competenze tecnologiche e conoscenza di diverse lingue;linvecchiamento della popolazione.3.2 Scuola: le principali novità a. Piano nazionale dell’edilizia scolastica. Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca prevede l’elaborazione diun Piano nazionale dell’edilizia scolastica. Il Piano, previa approvazione delComitato interministeriale di programmazione economica – CIPE, dovrà prevedereinterventi di ammodernamento e recupero del patrimonio esistente, ai fini della messa insicurezza degli edifici, della costruzione e completamento di nuovi edifici scolastici, darealizzare nel rispetto dei criteri di efficienza energetica e della riduzione delle emissioniinquinanti, favorendo il coinvolgimento di capitali pubblici e privati. La proposta di Pianodovrà essere trasmessa alla Conferenza Stato–Regioni entro 30 giorni dalla data di entratain vigore del DL “Semplifica Italia”. Il Piano andrà approvato entro i successivi 60 giorni. In attesa della definizione del Piano nazionale dell’edilizia scolastica, il CIPEapproverà un Piano di messa in sicurezza degli edifici scolastici esistenti e dicostruzione di nuovi edifici scolastici, favorendo interventi diretti al risparmio energetico eall’eliminazione delle locazioni. PRIMO DOSSIER GIOVANI: LE PRIORITA’ DEL G OVERNO PER L’OCCUPAZIONE – I° Rapporto – Febbraio 2012 13 A cura di PRESIDENZA DEL C ONSIGLIO DEI MINISTRI, U FFICIO STAMPA E DEL P ORTAVOCE
    • b. Potenziamento dell’autonomia scolastica Il decreto “Semplifica Italia” traccia le linee guida per il Ministero dell’Istruzione,dell’Università e della Ricerca per consolidare e sviluppare l’autonomia delleistituzioni scolastiche, potenziandone l’autonomia gestionale e valorizzando laresponsabilità e la professionalità del personale della scuola. Questi gli obiettivi: il primo è il potenziamento dell’autonomia delle istituzioniscolastiche anche attraverso l’eventuale ridefinizione degli aspetti connessi ai trasferimentidelle risorse, previa presentazione di un progetto sperimentale; il secondo è la definizionedi un organico dell’autonomia funzionale all’ordinaria attività e definizione di un organicodi rete che andrà a completare l’organico dellautonomia dei singoli istituti; il terzo, infine,riguarda la costituzione di reti di scuole, su base territoriale, per gestire meglio risorse eattività formativa. Autonomia scolastica L’autonomia è suddivisa in tre grandi categorie. L’autonomia completa quando l’istitutoscolastico decide senza interventi esterni (anche se deve consultare degli organi superiori), nei limitiprevisti dalla legge o di un quadro generale. L’autonomia limitata è la situazione in cui l’istitutoscolastico deve prendere delle decisioni nell’ambito di un elenco limitato di possibilità predefinitedall’autorità superiore in materia distruzione oppure trasmettergli le proprie decisioni per ottenerel’approvazione. Gli istituti scolastici sono considerati senza autonomia quando non prendono decisioniin nessun ambito d’intervento. Organico dell’autonomia e di rete Con organico dell’autonomia si intende un organico funzionale all’ordinaria attività didattica,educativa, amministrativa, tecnica e ausiliaria; alle esigenze di sviluppo delle eccellenze, di recupero,d’integrazione e sostegno ai diversamente abili e alla programmazione del fabbisogno di personalescolastico. L’organico di rete ha come finalità la definizione di reti territoriali tra istituzioni scolasticheper conseguire una gestione ottimale delle risorse umane, strumentali e finanziarie. Prevede una strutturafunzionale all’integrazione degli alunni diversamente abili e alla prevenzione e contrasto dell’insuccessoscolastico e formativo. c. Maggiore coordinamento grazie all’INVALSI L’Istituto nazionale di valutazione del sistema scolastico italiano - INVALSI è l’Entedi ricerca dotato di personalità giuridica di diritto pubblico che ha raccolto, a seguito di unlungo e costante processo di trasformazione, l’eredità del Centro Europeo dell’Educazione,istituito nei primi anni Settanta del secolo scorso. L’INVALSI esercita numerose funzioni. Si occupa di verifiche periodiche sullaconoscenza e l’abilità degli studenti e sulla qualità dell’offerta formativa; studia le causedell’insuccesso e della dispersione scolastica; effettua le rilevazioni necessarie per lavalutazione del valore aggiunto realizzato dalle scuole; predispone annualmente i testi e imodelli per l’esame di Stato al terzo anno; fornisce supporto e assistenza tecnicaall’amministrazione scolastica; svolge attività di formazione del personale docente;assicura la partecipazione italiana a progetti di ricerca europea. “Semplifica Italia” ha potenziato ulteriormente il ruolo dell’Ente attribuendogli,oltre ad i precedenti compiti, l’attività di coordinamento funzionale del sistemanazionale di valutazione gettando le basi per una valutazione “al servizio delle scuole”. d. Progetto “Scuola in chiaro” Con il progetto “La scuola in chiaro” il Ministero dell’Istruzione, dell’Università edella Ricerca, attraverso uno specifico spazio dedicato sul proprio sito, fornirà daticontinuamente aggiornati su ogni singola scuola facilitando la scelta delle famiglie erendendo possibile, attraverso la compilazione di un format predisposto per le PRIMO DOSSIER GIOVANI: LE PRIORITA’ DEL G OVERNO PER L’OCCUPAZIONE – I° Rapporto – Febbraio 2012 14 A cura di PRESIDENZA DEL C ONSIGLIO DEI MINISTRI, U FFICIO STAMPA E DEL P ORTAVOCE
    • informazioni necessarie sull’alunno, l’iscrizione per l’anno scolastico 2012/2013. Restacomunque possibile iscriversi nel modo tradizionale.3.3 Verso un’Università più accessibile Le disposizioni in materia di Università, contenute nel decreto “Semplifica Italia”,offrono una soluzione al problema del difficile reperimento di informazioni utili alla sceltadell’ateneo e delle “lungaggini” burocratiche, accelerando il percorso di trasformazionedell’Università. Questo percorso è reso possibile attraverso tre strumenti. Il primo è il portaleunico, in italiano ed in inglese, che comprende tutte le possibilità offerte dagli ateneiitaliani, con dati e informazioni, facilitandone la consultazione, per una scelta consapevoledel percorso di studi da intraprendere. Tramite queste informazioni si cerca di risolvereuno dei punti più delicati del sistema universitario italiano: la scelta di indirizzi che nongarantiscono, una volta portati a compimento, un’occupazione. Sono previsti beneficianche per gli atenei che potranno così snellire le procedure e ridurre i tempi di conclusionedei procedimenti. Il portale renderà possibile, a decorrere dall’anno 2013 – 2014, la verbalizzazione ela registrazione degli esiti degli esami, di profitto e di laurea, sostenuti dagli studentiuniversitari esclusivamente con modalità informatica, senza nuovi o maggiori oneri acarico della finanza pubblica. Il secondo strumento è il voto di laurea. Il dibattito, al riguardo, è ancora aperto.Il Consiglio dei Ministri, in occasione dell’approvazione del decreto “Semplifica Italia” hadeciso, infatti, di non disciplinare direttamente questo aspetto, come si era previstooriginariamente. Il valore legale del titolo di studio è un tema particolarmente complesso:si è preferito quindi rimettere il giudizio ai cittadini, attraverso una consultazionepopolare. Al termine di questa, il Governo, basandosi sulle opinioni espresse, valuterà lasoluzione migliore. Infine, la terza novità. Niente più limiti di reddito per chi aspira a un contratto didocenza all’Università. Il decreto elimina la norma della riforma Gelmini che, per accederealla docenza a contratto, prevedeva un reddito annuo non inferiore a 40 mila euro lordi. Restano in vigore le detrazioni fiscali IRPEF al 19% che concorrono alsostentamento economico degli studenti universitari, per le seguenti spese: a) per lafrequenza di corsi di istruzione secondaria, universitaria, di perfezionamento e/o dispecializzazione universitaria, tenuti presso istituti o università italiane o straniere,pubbliche o private; b) per canoni di locazione, sostenute da studenti universitari fuorisede. 3.4 Semplificazioni in materia di Ricerca Ricerca internazionale, industriale e di base. Con la Manovra del Governo, i progetti di ricerca o programmi internazionali nonsaranno più sottoposti a un doppio livello di valutazione: nazionale e internazionale.Prevarrà il secondo. Per la ricerca di base, è previsto che i progetti valutati positivamentein ambito comunitario, ma non ammessi al relativo finanziamento, potranno esserefinanziati con le risorse nazionali disponibili. Lo scopo è finanziare con risorse nazionaliprogetti che ricadono esclusivamente nel nostro Paese, valutati positivamente in sedecomunitaria. Inoltre, il 10% del Fondo per gli investimenti nella ricerca scientifica e PRIMO DOSSIER GIOVANI: LE PRIORITA’ DEL G OVERNO PER L’OCCUPAZIONE – I° Rapporto – Febbraio 2012 15 A cura di PRESIDENZA DEL C ONSIGLIO DEI MINISTRI, U FFICIO STAMPA E DEL P ORTAVOCE
    • tecnologica (FIRST) è destinata a interventi in favore dei giovani ricercatori di età inferiorea 40 anni. Grant comunitari e internazionali. I ricercatori degli enti pubblici di ricerca e delle Università che, in seguitoall’attribuzione di grant (finanziamenti) comunitari o internazionali, svolgono l’attività diricerca presso l’ente di appartenenza, sono collocati in aspettativa senza assegni surichiesta, per il periodo massimo di durata. L’attività di ricerca è regolata dall’ente con uncontratto di lavoro a tempo determinato. La retribuzione massima spettante al ricercatorerimane a carico del grant comunitario o internazionale e non può eccedere quella previstaper la fascia più elevata di ricercatore degli enti pubblici. Grant Per Grant comunitari o internazionali si intendono misure incentivanti che svolgono una funzione diindirizzo e coordinamento. Essi offrono una serie di meccanismi di finanziamento cui possono accedere –con regole diverse a seconda dei singoli strumenti - le organizzazioni (pubbliche, private o non-profit) chesiano in grado di proporre progetti rispondenti agli obiettivi della politica UE in questo ambito. PRIMO DOSSIER GIOVANI: LE PRIORITA’ DEL G OVERNO PER L’OCCUPAZIONE – I° Rapporto – Febbraio 2012 16 A cura di PRESIDENZA DEL C ONSIGLIO DEI MINISTRI, U FFICIO STAMPA E DEL P ORTAVOCE
    • Capitolo IV Largo ai nuovi professionisti!4.1 Ordini professionali: il principio della libera concorrenza - 4.2 Come cambiano le professioniintellettuali - 4.3 Società per l’esercizio professionale4.1 Ordini professionali: il principio della libera concorrenza Con il decreto “Cresci Italia” si è avviato un processo di trasformazione degli Ordiniprofessionali, cercando di facilitare l’integrazione tra il mondo della formazione e ilmercato del lavoro. E’ un passo importante verso un sistema di mercato improntato allaconcorrenza e alla qualità. Il primo ordine di interventi per modificare l’accesso e la regolamentazionedelle libere professioni, è riconducibile all’art.3 comma 5 del D.L. n. 138/2011 (comemodificato dalla Legge n. 148/2011) approvato dal precedente Governo. Gli ordinamentiprofessionali dovranno garantire che l’esercizio dell’attività risponda senza eccezioni aiprincipi di libera concorrenza. Di fatto l’accesso alla professione è libero (fermo restandol’obbligo del superamento dell’Esame di Stato) e il suo esercizio è fondato e ordinatosull’autonomia e sull’indipendenza di giudizio, intellettuale e tecnica, del professionista.Sulla base dell’ultimo censimento del 2011 emerge che circa il 13% dei lavoratori italiani èparte di un ordine: la percentuale più alta si riscontra per i medici chirurghi e odontoiatri19%, a seguire gli infermieri con il 18% e Avvocati ed Architetti con il 7%. Il Governo Monti ha recepito e dato continuità agli stessi principi. Il decreto “CresciItalia” del 24 gennaio 2012 contiene una serie di disposizioni per i tre aspetti piùimportanti del mondo delle professioni: le tariffe e i compensi; il rapporto traprofessionista e cliente; il tirocinio che i giovani laureati debbono svolgere per accederealla professione forense.4.2 Come cambiano le professioni intellettuali Di seguito, in sintesi, le novità introdotte dalla Manovra per i giovani che decidono diaccedere alle professioni: a) il professionista è obbligato a seguire percorsi di formazione continuapermanente predisposti sulla base di appositi regolamenti emanati dai ConsigliNazionali. La violazione dell’obbligo di formazione continua determina un illecitodisciplinare ed è sanzionato nelle modalità che dovranno essere stabilite dall’ordinamentoprofessionale. Questi processi di Lifelong Learning istituzionalizzati favoriscono losviluppo di programmi basati sull’alternanza formazione-lavoro. b) la disciplina del tirocinio per l’accesso alla professione deve conformarsi acriteri che garantiscano l’effettivo svolgimento dell’attività formativa e il suo adeguamentocostante all’esigenza di assicurare il miglior esercizio della professione. Il decreto “CresciItalia” introduce un importante novità in merito alla durata del tirocinio previsto perl’accesso alle professioni regolamentate. Esso non potrà essere superiore a diciotto mesi eper i primi sei mesi, potrà essere svolto, in presenza di un apposito accordo stipulato tra iConsigli Nazionali degli Ordini e il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca PRIMO DOSSIER GIOVANI: LE PRIORITA’ DEL G OVERNO PER L’OCCUPAZIONE – I° Rapporto – Febbraio 2012 17 A cura di PRESIDENZA DEL C ONSIGLIO DEI MINISTRI, U FFICIO STAMPA E DEL P ORTAVOCE
    • in concomitanza col corso di studio per il conseguimento della laurea di primo livello odella laurea magistrale o specialistica. Analoghe convenzioni possono essere stipulate tra iConsigli Nazionali degli Ordini e il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricercaper lo svolgimento del tirocinio presso pubbliche amministrazioni. Architetti e Notai Ricordiamo che per l’esercizio della professione di Architetto non è obbligatorio aver sostenuto unperiodo di tirocinio. E’ invece previsto dal D.P.R. 328/2011 un Tirocinio Professionale che il laureato puòsvolgere ai fini dell’esonero dalla prova pratica dell’Esame di Stato per l’iscrizione all’Albo nella sezione A eB. Un capitolo a parte nell’ambito delle professioni è quello dei notai. Le esigenze di equità econcorrenzialità porteranno all’ampliamento della piana organica di 5oo posti all’anno, per tre anniconsecutivi. I posti messi a concorso andranno a coprire il fabbisogno di 1.500 sedi. c) il compenso spettante al professionista è pattuito per iscritto all’atto delconferimento dell’incarico professionale. Il professionista è tenuto, nel rispetto del principio di trasparenza, a rendere noto alcliente il livello della complessità dell’incarico, fornendo tutte le informazioni utili circa glioneri ipotizzabili dal momento del conferimento alla conclusione dell’incarico.Con il decreto “Cresci Italia” si rende effettiva la cancellazione dei parametri minimi emassimi delle tariffe, eliminando ogni riferimento alla tariffa professionale e stabilendoche, se il compenso non è convenuto dalle parti e non può essere determinato secondo gliusi, venga individuato dal Giudice secondo equità. Tali modifiche comportano una maggiore trasparenza e una possibilità, in questocaso concreta, per i giovani professionisti di poter competere più efficacemente in unmercato reso più accessibile e indipendente nei confronti dell’Ordine professionale diappartenenza. Applicazione delle tariffe professionali E’ prevista nei seguenti casi: se manca la determinazione consensuale del compenso; se ilcommittente è un ente pubblico; in caso di liquidazione giudiziale dei compensi, ovvero nei casi in cui laprestazione professionale è resa nell’interesse di terzi. d) a tutela del cliente, il professionista è obbligato a stipulare idoneaassicurazione per i rischi derivanti dall’esercizio dell’attività professionale. Ilprofessionista deve rendere noti al cliente, al momento dell’assunzione dell’incarico, gliestremi della polizza stipulata per la responsabilità professionale e il relativo massimale. Tali obblighi costituiscono una forma di efficace salvaguardia non solo per il cliente,ma anche per i giovani professionisti che possono così esercitare la loro professione senza“la spada di Damocle” di dover rispondere personalmente a seguito di eventualicontenziosi. e) gli ordinamenti professionali dovranno prevedere l’istituzione di organi alivello territoriale, con una netta separazione tra il collegio che esercita il controllodisciplinare e il vertice istituzionale rappresentato dal Consiglio dell’Ordine. A questoproposito la carica di Consigliere dell’Ordine Territoriale o di Consigliere Nazionale èincompatibile con quella di membro dei consigli di disciplina nazionali e territoriali.Inoltre, le recenti indicazioni dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercatosuggeriscono l’ingresso negli organi indicati per l’esame delle questioni disciplinari dimembri non iscritti agli albi. L’impatto di queste disposizioni sulla “casta” degli Ordini èevidente laddove si rendono più indipendenti i giovani professionisti dall’influenza diorgani gerarchici interni all’Ordine. Indipendenza e autodeterminazione sono due requisiti PRIMO DOSSIER GIOVANI: LE PRIORITA’ DEL G OVERNO PER L’OCCUPAZIONE – I° Rapporto – Febbraio 2012 18 A cura di PRESIDENZA DEL C ONSIGLIO DEI MINISTRI, U FFICIO STAMPA E DEL P ORTAVOCE
    • necessari per permettere, soprattutto ai giovani, di credere e competere nella professioneappena intrapresa. f) la pubblicità informativa è libera. Le informazioni devono essere trasparenti,veritiere, corrette e non devono essere equivoche, ingannevoli o denigratorie. Questo provvedimento permette ai giovani professionisti di entrare nel mercatoanche attraverso lo strumento pubblicitario e, allo stesso tempo, tutela gli stessi e i clientida forme di comunicazione che possono generare violazioni alla disciplina che vieta laconcorrenza sleale. Normativa sugli ordinamenti professionali che risultino in contrasto con i principi sopra indicati. La Legge n.183/2011 (“legge di stabilità”) ha previsto con l’aggiunta del comma 5-bis che le normevigenti sugli ordinamenti professionali che risultino in contrasto con i principi sopra indicati dalla letteraa) alla lettera g), sono abrogate con effetto dalla data di entrata in vigore del regolamento governativo dicui al comma 5 e, in ogni caso, dalla data del 13 agosto 2012.4.3 Società per l’esercizio professionale Tra le varie novità in tema di libera professione è da segnalare l’opportunità offertaanche ai liberi professionisti di partecipare o costituire propri consorzi di garanziacollettiva fidi (Confidi). In questo senso viene superata una lacuna, considerato che fino aoggi il sistema dei Confidi ha coperto tutti i settori economici del Paese, ma non quellodelle professioni. Ricordiamo che i Confidi sono consorzi di garanzia collettiva dei fidi chesvolgono attività di prestazione di garanzie per agevolare i soggetti produttivi nell’accessoai finanziamenti, a breve medio e lungo termine, destinati allo sviluppo delle attivitàeconomiche e produttive. PRIMO DOSSIER GIOVANI: LE PRIORITA’ DEL G OVERNO PER L’OCCUPAZIONE – I° Rapporto – Febbraio 2012 19 A cura di PRESIDENZA DEL C ONSIGLIO DEI MINISTRI, U FFICIO STAMPA E DEL P ORTAVOCE